NOTIZIE SUI PROF. ð Un prof. Alla volta pag. 29 POESIA E MUSICA. ð Sconsolata pag. 37 ð Un amico pag. 38 ð Teck Tonik pag. 40 INIZIATIVE DELLA SCUOLA

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1 iani.it

2 ATTUALITÁ ð Cosa pensano i giovani d oggi pag. 3 ð Cinque facce di colore diverso pag. 4 ð Recensione di Francesca Nacci pag. 9 ð L alimentazione pag. 10 ð Una dieta equilibrata migliora la vita pag. 15 ð BMI la formula del sovrappeso pag. 16 ð Ecco quanto consumate in un ora pag. 18 ð La mia esperienza teatrale pag. 20 ð La droga a scuola pag. 21 ð Il tatuaggio pag. 23 ð Number One pag. 25 ð Art. 190: comportamento dei pedoni pag. 27 NOTIZIE SUI PROF. ð Un prof. Alla volta pag. 29 POESIA E MUSICA ð Sconsolata pag. 37 ð Un amico pag. 38 ð Teck Tonik pag. 40 INIZIATIVE DELLA SCUOLA ð Viaggio d istruzione a Marina di Massa pag. 41 DIVERTIMENTO ð Il test psicologico pag. 44 ð Test sulla gelosia pag. 48 ð Barzellette pag. 52 ð Vignette pag. 54 ð Curiosità pag. 57

3 Eccoci con il secondo numero del FLORIANI MAGAZINE dell anno scolastico 2008/2009. Dal successo riscosso dalla prima edizione e dall apprezzamento manifestato da docenti, famiglie e ragazzi, gli studenti sono stati ancora di più motivati alla composizione di nuovi testi giornalistici, di interesse collettivo, utilizzando un linguaggio appropriato e riconoscendo le caratteristiche specifiche della produzione scritta. La redazione auspica, per i prossimi numeri, un coinvolgimento di tutti gli insegnanti, così da estendere questa esperienza a tutte le discipline. Il fare scrittura all interno di una comunità, dove si condividono competenze, obiettivi, finalità, diventa occasione di arricchimento di conoscenze, di socializzazione e di collaborazioni continuative. Sperando che anche questa edizione vi sia piaciuta, gli insegnanti di Trattamento Testi ringraziano gli studenti per l impegno profuso e augurano un buon fine anno scolastico!!! Gli obiettivi didattici ed educativi che gli insegnanti si sono prefissati di raggiungere sono: Sviluppare le attività inerenti la comunicazione Favorire lo scambio di idee e di opinioni, comprendendo e rispettando i diversi punti di vista che emergono dalle discussioni Sviluppare la cooperazione Stimolare le attività di revisione del testo Stimolare l attenzione e la concentrazione Potenziare le abilità di lettura e promuovere la sua diffusione Potenziare le abilità di scrittura legate alla correzione ortografica, alla produzione, manipolazione e rielaborazione dei testi Fasi di Lavoro: Scelta degli argomenti. Ricerca di immagini, disegni, grafici. Attraverso lavoro di gruppo, prova di una prima impaginazione grafica dell'articolo. Confronto e discussione dei diversi prodotti e scelta dell'articolo definitivo da inserire nel giornale. Stesura definitiva dell'articolo al computer. 2

4 A Proposito della scuola: Spesso i ragazzi dicono: - A me non piace la scuola! Abbiamo svolto un'indagine per individuare le cause e le possibili soluzioni alle sofferenze scolastiche dei ragazzi della scuola e siamo giunti alle seguenti conclusioni: l idea di scuola ideale è quella che, mettendo lo studente al centro del processo di insegnamento/apprendimento, gli consenta di sviluppare la propria personalità, il proprio senso critico, di rafforzare la volontà e la capacità di agire nell ambiente e nella società, compiendo esperienze ed azioni concrete. Una scuola ideale è quella che aiuta i suoi studenti ad affrontare la realtà senza pregiudizi, ad esaminarla con sguardo critico, portandoli a partecipare attivamente alle trasformazioni del mondo che li circonda. Ma non finisce qui, gli studenti chiedono a gran voce di diminuire i compiti pomeridiani, affiancandoli invece ad un lavoro svolto principalmente in classe, con un sereno dialogo tra professori e alunni. Passiamo ora ad un argomento più rilassante: la TV Tanti ragazzi passano, in un giorno, più ore davanti alla tv che non sui banchi di scuola. Il fenomeno è preoccupante, anche perché la qualità delle trasmissioni televisive non è sempre delle migliori, a causa, per esempio, della violenza di alcune trasmissioni. Film, telefilm e anche telegiornali trasmettono immagini violente a tutte le ore della 3

5 giornata, tanto che, a dieci anni di vita, già un ragazzo rischia di aver assistito a migliaia di morti sullo schermo. Alcune trasmissioni di intrattenimento sono parecchio stupide o volgari, per non parlare della pubblicità che rischia di rimbambire tutti con le sue proposte assillanti e che tendono ad alterare la conoscenza delle cose, presentandoci un mondo e una società che non corrispondono a quella reale. Inoltre, per alcuni giovani, i videogiochi sono una mania che, invece di sviluppare abilità e riflessi, rischia di trasformarli in persone poco consapevoli della realtà che li circonda. Di fronte a tutto questo, si possono prospettare due tipi di rimedi: uno potrebbe prevedere un controllo più serrato, a monte, della programmazione televisiva, un aumento delle precauzioni (del tipo segnalazione di programmi non adatti, ecc ) e delle sanzioni; l altro rimedio, è quello che genitori, educatori, ecc tornino a stare di più con i ragazzi, magari vedendo e giudicando insieme con loro i programmi televisivi o proponendo alternative significative. Forse, questo secondo rimedio sarebbe davvero più efficace, poiché quello che rende i giovani più autonomi e più riflessivi non è la presenza o meno della televisione, ma l esempio di qualcuno che gli mostra cosa vuol dire essere adulto. Leopardi Jessica & Bouhazza Fatima 1^B Li chiamano <<extracomunitari>>, <<marocchini>>, <<vu cumprà>>, e con chissà quanti altri nomi. Chi sono? Persone di altri Paesi, venute in Italia per i motivi più svariati. Li incontriamo a scuola, al mercato, per la strada Ma cosa sappiamo veramente di loro? Alcuni di essi ci raccontano la loro storia. 4

6 Dall Iran perseguitata a vent anni <<Ero una studentessa, avevo appena finito la scuola. In Iran lavoravo con un organizzazione di sinistra, contro il governo. Avevo vent anni. Hanno cominciato ad ammazzare la gente, i giovani, i politici, tutti quelli che erano contro le autorità; anche io ero con loro. Un giorno mi hanno arrestata e condannata a quattro anni di carcere. Dopo più di due anni e mezzo, grazie all intervento di Amnesty International, mi hanno liberata. Sono uscita dal carcere, però, praticamente, ero ancora prigioniera. Tutte le settimane, dovevo presentarmi in questura: ero ancora prigioniera. Mi sentivo perseguitata, ero stanca, avevo paura, non ce l ho più fatta, ho lasciato il Paese. I miei genitori appartengono ad una famosa tribù iraniana; praticamente, non vivevano in nessuna città, erano come nomadi. Mio padre, mio nonno, facevano politica. Mio nonno ha novant anni; tre anni fa lo hanno messo in carcere, lo hanno tenuto dentro, tre o quattro mesi e poi lo hanno liberato. Il nostro capotribù, però, è stato fucilato insieme a tanti altri giovani. Se le cose, in Iran, dovessero cambiare, io vorrei tanto ritornare. Patrick: l esperienza di un lavavetri <<Mi chiamo Patrick, ho ventisei anni, vengo da Varsavia. Sono arrivato a Torino, in una notte di dicembre. Adesso lavo i vetri delle macchine, quando si si fermano ai semafori. Il lavoro non è dei migliori: d inverno fa sempre troppo freddo e d estate, troppo caldo La concorrenza con gli altri lavavetri è spietata e la gente è cattiva non ci comprende, spesso ci insulta Di notte, vado in un dormitorio pubblico. Non ho una casa, un posto dove posso stare per conto mio, vivere la mia vita. Non ho null altro che i vestiti che porto addosso e, in tasca, una fotografia di 5

7 mia madre Ho molta nostalgia della Polonia della mia casa dei miei amici anche se so che molti di loro, come me, se ne sono andati e chissà ora dove sono Però qui, in Italia, sono sicuro di mangiare tutti i giorni. Speranze per il futuro? Non ho tempo di pensarci, perché devo ogni giorno guadagnarmi quel poco che mi permette di vivere >> Michael: colf dodici ore al giorno <<Mi chiamo Michael, sono filippina. Sono nata a Mindoro, vicino a Manila e a Batangas. È una piccola isola, ma il mare intorno è bellissimo e poi ci sono tante montagne e da queste montagne scendono le cascate. È un posto turistico, visitato da molti americani. Ci sono anche italiani che vivono là, lavorano nei ristoranti o nei cottages. I miei genitori lavorano la terra, piantano il riso: la terra non può mai essere lasciata. Le mie sorelle sono tutte sposate, ma vivono lontane dai mariti e i fratelli ancora studiano. Io sono qui, in Italia, per guadagnare un po di soldi, soprattutto per me, ma mando anche una parte di questi a casa, per aiutare i miei fratelli a studiare. Lavoro in una famiglia. Sono stanca, ma non penso di tornare nelle Filippine. Andrò solo per vedere la mia famiglia e poi tornerò in Italia. Nel mio Paese, ci sono molti poveri, ma anche molti ricchi. I ricchi possono comprare tutto quello che vogliono, posseggono case e macchine. I poveri vivono nelle aree depresse, non hanno nulla, chiedono il cibo agli altri. Vorrei cambiare lavoro, vorrei un lavoro da infermiera o da segretaria. Il lavoro che faccio adesso è molto pesante: dalle 7,30 del mattino alle 19,30 di sera, con solo due ore di riposo. Comincio a preparare la colazione, poi pulisco la cucina e poi il salotto, il terrazzo; a pranzo c è sempre il padrone di casa con i due figli. Il pomeriggio stiro, preparo la cena e, quando ci sono ospiti, devo stare in piedi fino a tardi. Lavoro, in media, dodici ore al giorno, mentre il mio contratto è di otto ore. Prima mi occupavo di due persone anziane, il marito non era molto educato: mentre mi lavavo mi guardava dal buco della serratura del bagno; e poi, non c era da mangiare a sufficienza, mi davano solo un po di pasta. Dopo due mesi, ho comunicato che volevo andare via e lui ha cer- 6

8 cato di farmi paura, dicendomi che avrebbe chiamato la polizia, ma io ho trovato il coraggio di andarmene. La domenica e il giovedì pomeriggio, quando sono libera vado a servizio in un altra casa. Almeno guadagno qualcosa in più. Lo faccio per costruire la nostra casa, perché sono sposata: c è anche mio marito qui in Italia e dobbiamo pensare al nostro futuro..>> Fatima: bambina zingara indesiderata <<Sono una bambina zingara, il mio nome è Fatima. La mia tribù viene dalla Serbia, una regione della Jugoslavia. Con la mia famiglia ho girato tutta l Europa e l Italia e ora vivo in un campo-sosta non autorizzato, nella periferia di Milano. Il comune dovrebbe presto darci un luogo attrezzato, dove sostare. Per il momento, abbiamo soltanto dei cassonetti dove buttare l immondizia e un autobotte tutte le mattine ci ci rifornisce di acqua. Un pullman ci accompagna a scuola tutti i giorni. La gente che vive in questo quartiere non è contenta di averci come vicini, non ci saluta mai, si sposta quando passiamo. Anche a scuola è difficile farsi degli amici Noi li chiamiamo <<gagiò>> quelli che non sono zingari come noi, forse anche con un po di disprezzo ma certamente siamo ricambiati >> Ho voluto raccontare la storia di queste persone, perché anche io sono una ragazza straniera; mi chiamo Katherin e sono nata in Ecuador, vivo in Italia da tre anni. 7

9 Del mio paese ho molti ricordi belli: le feste, le usanze, la gente. Ho sentito tanta tristezza quando ho dovuto lasciare il mio Paese; quando ho saputo che dovevo venire in Italia ho provato sensazioni contrastanti: da una parte non volevo, avevo un po di paura, ma desideravo incontrare i miei genitori che non vedevo da tempo; infatti vivevano lì già da alcuni anni e nello stesso tempo desideravo visitare nuovi luoghi e conoscere nuove cose, nuove culture, nuove persone. La cosa che mia ha colpito, appena arrivata, è stata la diversità della natura rispetto a quella del mio paese: gli alberi senza foglie, il clima freddo e umido, ecc.. Sono stata accolta molto bene e ho trovato tante persone che mi hanno aiutato e che mi facevano tanti sorrisi. Nei primi mesi, avevo tanta nostalgia e volevo ritornare di nuovo al mio paese; ormai sono passati ben tre anni, mi sono ambientata, ho trovato tanti amici e mi piace stare qui. Il mio futuro me lo immagino qui in Italia, con una bella famiglia e un buon lavoro. La cosa che mi manca, in modo particolare, sono i mie parenti e gli amici, rimasti in Ecuador. L Italia mi piace tanto e in modo particolare lo stile di vita. Katherin Merchàn 1^A 8

10 RECENSIONE DI FRANCESCA NACCI 3^A Racconto: Titolo: Twilight Autrice: Stephenie Meyer Casa editrice: Fazi editore Questo libro parla di una storia di amore senza confini. Tutto comincia quando Bella, una semplice ragazza sedicenne di Phoenix decide di trasferirsi a Forks. Affrontando questa triste decisione, Bella sapeva che avrebbe dovuto salutare sua madre e la bellissima e vasta città soleggiata dov era cresciuta, per un bel periodo, trasferendosi da suo padre a Forks, una piccola cittadina coperta costantemente di nuvole e pioggia. Odiava quella città, ci andava soltanto un mese all anno durante le vacanze, perché era costretta. Ma ormai era decisa, non si sarebbe tirata indietro, non voleva essere un peso costringendo sua madre a badarle, facendole così rinunciare a seguire il suo nuovo amore, Phil, che essendo uno sportivo professionista di football, era costretto a viaggiare spesso. Per Bella la felicità di sua madre era la cosa più importante. Bella non era per niente entusiasta nè di vivere in una casa nuova, con Charlie, suo padre, nè di frequentare una nuova scuola e fare nuove amicizie. Il suo carattere timido e impacciato le faceva soltanto sperare di non essere troppo notata. Ma in una cittadina piccola come quella di Forks, tutti sapevano del suo arrivo e tutti la aspettavano ansiosamente. 9

11 Così a scuola trovò presto nuove simpatie, e incrociò spesso gli sguardi della gente nel corridoio. Ma uno di quelli, uno di quegli sguardi, la turbò. Era uno sguardo rabbioso e pieno di disprezzo che arrivava da un ragazzo tanto bello e affascinante, che sembrava quasi disumano, una bellezza divina che, in mezzo a tutta quella gente normale, sarebbe spiccata all occhio di chiunque. Bella, dopo poche settimane dal suo arrivo, e dopo numerosi giorni piovosi, svegliandosi vide, per la prima volta dalla propria finestra, la neve. Non ne era felice, pensava soltanto alle scene disastrose in cui sarebbe scivolata e caduta, visto che già spesso, le capitava di inciampare nei propri piedi, e cadere scioccamente. Innervosita, si preparò per affrontare una dura giornata. Arrivata al parcheggio della scuola, il suo solo ed unico pensiero, era quello di non essere colpita da quelle stupide palle di neve che volavano per aria, minacciando la sua debole camminata. Scese dalla macchina, sbatté la portiera, alzò lo sguardo, e lo vide, quel misterioso ragazzo, in mezzo a una folla che si sbizzarriva nel giocare. Era distante almeno 30 metri. La stava guardando. Bella, distolse lo sguardo, e vide le facce sorprese ed ebeti della gente circostante, e ancora prima che se ne potesse rendere conto, si trovò a terra. Accadde tutto molto velocemente, vide soltanto una macchina molto robusta di colore blu, che slittava e perdeva il controllo dirigendosi verso di lei. La macchina distanziava solo poche spanne da lei e, in quel momento, Bella si rese conto che qualcuno l aveva spinta a terra, non era stata la macchina, e quel qualcuno che ancora non focalizzava, si piazzò davanti a lei, e, prima che la macchina potesse schiantarsi su di loro, allungò le sue braccia verso l auto, e la fermò, lasciandole impresso l evidente e profondo stampo delle sue mani. Bella alzò lo sguardo e vide lui, proprio lui, il ragazzo che un attimo prima era distante 30 metri da lei, e ora le era accanto inspiegabilmente. Come aveva fatto?. Non le spiegò il perché, ma nel corso del tempo, il comportamento di quel ragazzo mutò. I suoi sguardi agghiaccianti diventarono sorrisi gentili e conversazioni simpatiche. Bella scoprì così, che si chiamava Edward. Edward quel nome gli ronzava in testa tutto il giorno. Non le dava pace. 10

12 Coma aveva fatto a salvarle la vita in quel modo? E soprattutto, perché l aveva fatto?. Forse Bella aveva trovato a Forks qualcosa di interessante, qualcosa che riusciva a trattenerla dal pensiero di ritornare da un momento all altro a Phoenix. Edward Bella era rapita dai suoi sguardi, dagli occhi di un colore inimmaginabile, era rapita dai suoi sorrisi, dati da labbra assurdamente perfette, dalla sua pelle così liscia e bianca, dal corpo marmoreo e definito, sembrava scolpito di bellezza. Ma quello che non si spiegava Bella, era come mai tanta divina mostruosità si interessasse a lei, perché in una scuola così popolata, lui cercasse proprio lei. Tra i due infatuati non faceva altro che crescere interesse e la voglia di stare insieme, finché il segreto nascosto di Edward non potè più rimanere segreto. Edward glielo rivelò non era normale, non era umano. Ma a Bella non importava cosa fosse, qualsiasi cosa le avesse detto lo avrebbe accettato. Edward era un vampiro. Aveva doti sovrannaturali sia fisiche che mentali. Sapeva leggere nel pensiero della gente a distanza di kilometri, in chiunque, tranne che in Bella. Per nutrirsi andava a caccia di animali, lui era un predatore. Trovava stravolgente il profumo di Bella, inebriante. Era difficile resisterle, e soprattutto resistere alla parte disumana di lui che lo possedeva. Ma era forte, resisteva, perché ogni giorno si convinceva che l amore e la volontà potevano vincere. E poi, non avrebbe mai potuto, il solo immaginare il viso di Bella pallido e senza vita, lo uccideva. Il suo viso brillante e luminoso doveva assolutamente rimanere così. Nessuno dei due poteva rinunciare a sentire il viso dell altro, che si avvicinava, e sentire il respiro sulla pelle e il cuore palpitare più forte, sentendo la dolce vici- 11

13 nanza, e sapendo che presto le loro labbra si sarebbero incontrate in una passione troppo viva. No.. certo che non potevano rinunciare all unica cosa che li facesse sentire davvero felici. Questo libro mi è piaciuto molto, è scritto bene e coinvolge in una lettura profonda e con molta suspance. La cosa più bella è che Bella, nonostante esternamente sia esile e delicata, nel corso del libro, dimostra audacia e forza interiore incredibile. Spesso sacrificando se stessa per la felicità e il benessere altrui. Lo stesso comportamento ammirevole si riscontra in Edward, che spesso prende decisioni difficili ignorando il dolore causato a se stesso, mettendo in primo piano le persone che ama. Edward, nel corso del libro, salva la vita a Bella tre volte, portandola via da una morte certa. È bello vedere che, dopo tante difficoltà, sacrifici, paure e indecisioni, il loro amore e la voglia di rimanere legati per sempre, sovrasta ogni altra cosa. È impressionante sia la delicatezza usata dalla scrittrice nel descrivere momenti magici tra loro, sia la delicatezza stessa del loro sentimento, così puro e sincero e che devo ammettere è sempre più difficile da riscontrare nella realtà della vita vera. Non che non possa succedere ma semplicemente, le persone non lo richiedono. Richiedono un bacio, un abbraccio, se non di più, ma non richiedono.. la vera emozione che in teoria dovrebbe nascere spontaneamente in loro. Il mio pensiero si sofferma semplicemente nel distinguere un uomo da un animale. Tale distinzione l ho trovata sempre più sottile, quasi a non esserci. Se l animale soddisfa i suoi bisogni, senza implicare coinvolgimento emotivo, le persone che ho conosciuto io, fanno lo stesso, con chiunque. Qui il mio pensiero si rivolge ad Edward, che certamente non è altro che parte di un libro, ma è sicuramente più umano di molti, nonostante una metà di lui, sia fortemente animalesca, è ammirevole e strabiliante coma riesca a trattenerla. Al contrario, è ancor più spregevole e strabiliante, che un vero e proprio umano, lasci correre questa parte di sé, che non dovrebbe neanche esistere. Quel vampiro, è probabilmente, anzi no, sicuramente, più uomo di chiunque altro. 12

14 L IMPORTANZA DI UNA SANA E CORRETTA ALIMENTAZIONE Un alimentazione ben equilibrata deve contenere, nelle giuste percentuali, tutti gli elementi di cui il nostro corpo ha bisogno: carboidrati, proteine, grassi (o lipidi), insieme a vitamine e sali minerali. Sarebbe buona regola suddividere la giornata in 5 pasti: colazione, pranzo, cena e 2 spuntini. Fare più pasti al giorno permette di arrivare al pasto successivo senza i morsi della fame e di tenere attivo il nostro metabolismo. Variando e alternando, opportunamente, la scelta degli alimenti è possibile garantirsi una dieta equilibrata, che consenta di assumere, con sufficiente regolarità e in quantità adeguate, tutti i principi nutritivi necessari per il nostro benessere. I RAGAZZI E L ALIMENTAZIONE Per molte adolescenti la magrezza è molto più di una caratteristica fisica, addirittura un requisito indispensabile per essere considerate, per avere successo e per essere amate. Se sono in sovrappeso, ritengono che nessun ragazzo vorrà mai uscire con loro e, per questo motivo, l unico scopo di una ragazza o un ragazzo diventa quello di perdere peso, anche quando non è necessario. Più la persona dimagrisce, più la mente si trasforma e distorce la realtà e il ragazzo non si vede più per quello che è; inizia allora ad essere una vera e propria ossessione che si trasforma, poi, in anoressia o bulimia. 13

15 L'anoressia è la mancanza o riduzione volontaria dell'appetito. Può condurre alla morte se persiste; mentre la bulimia è un disturbo alimentare, caratterizzato da e- pisodi di abbuffate, seguiti, di solito, da comportamenti compensatori. Le abbuffate consistono tipicamente nel mangiare grandi quantità di cibo, spesso ad alto contenuto calorico. Il comportamento compensatorio, utilizzato più frequentemente, è il vomito autoindotto, ma possono esservi anche abuso di lassativi e di diuretici, digiuno e attività fisica eccessiva. Considerazioni Da quanto sopra indicato, si può capire l importanza di una sana e corretta alimentazione, per mantenersi in salute e godere di un sano equilibrio psico-fisico. Non bisogna lasciarsi influenzare dai modelli che i mass-media (televisione, cinema, giornali) ci propongono, è invece importante accettarsi come si è, sapendo che il valore di una persona non è dato dall aspetto fisico, ma dalla sua personalità, dal carattere, dal modo di rapportarsi con gli altri, dalle qualità morali. Claudia, Valentina, Jasmine 2^A 14

16 Vero o falso 1. Per mantenersi in forma basta saltare la colazione o il pranzo? 2. L olio di semi è meno grasso di quello di oliva? 3. L ananas fa dimagrire? 4. L acqua oligominerale aiuta a perdere peso? 5. Per scendere di peso basta eliminare la pasta dalla dieta? 6. Per dimagrire si deve associare alla dieta anche l attività fisica? 7. Mangiare soltanto frutta, in grande quantità, aiuta a mantenere la linea? 8. Gli alimenti come il peperoncino o il caffè accelerano il metabolismo basale facendo perdere peso? 9. Per alimentarsi correttamente, basta eliminare gli alimenti grassi dalla dieta? 10. Chi ha genitori obesi è destinato inevitabilmente ad essere grasso? 11. La pasta e il riso integrale contengono più fibre di frutta e di verdura? 15

17 12. Per condire gli alimenti può essere usato sale a volontà? 13. I radicali liberi fanno bene alla salute? Soluzioni 1. F 2. F 3. F 4. V 5. F 6. V 7. F 8. V 9. F 10. F 11. F 12. F 13. F Brigatti Daniela e Borsellino Valeria 2^A Le tabelle del peso ideale, ormai obsolete, devono essere sostituite, per una valutazione iniziale, dall indice di massa corporea, o BMI: si ricava dal rapporto del peso corporeo, espresso in kg., e il quadrato dell altezza espressa in metri. 16

18 Ricordiamo che l indice di massa corporea IMC o BMI (Body Mass Index) secondo l acronimo inglese più usato, si ottiene dividendo il proprio peso per il quadrato dell altezza espressa in metri. Peso 70 kg, altezza 1,70 = 70 = 24,2 NORMALE 2,89 Peso 70 kg, altezza 1,65 = 70 = 25,7 PRE OBESO 2,72 Peso 80 kg, altezza 1,60 = 80 = 31,25 SOVRAPPESO 2,56 Se il vostro risultato è Meno di 18,5 Tra 18,5 24,9 Tra 25 29,9 Tra 30 34,9 Tra 35 39,9 Oltre 40 sottopeso normale pre-obesi obesità 1 grado = sovrappeso obesità 2 grado = obeso obesità 3 grado = grave Luciana La Face 1^ A 17

19 ECCO QUANTO CONSUMATE IN UN ORA Attività all aperto Trasportare e accatastare la legna BMX o Mountain bike 539 Nuoto: dorso km/h 507 Farfalla 697 Scavare e vangare km/h 634 Rana 634 Giardinaggio km/h 760 Stile libero 697 Generale 285 Più di 30 km 1045 Pallanuoto 634 7h Estirpare 293 Bowling 190 Pallavolo: Raccogliere foglie 253 Boxe (ama- 570 Amatoriale 190 o erba toriale) Spalare la neve 380 Ballo veloce 380 Agonistico 253 Ballo lento 190 Beach Volley 507 In palestra Discoteca 348 Waiking 6 km/h Aerobica a basso impatto Aerobica ad alto impatto Step a basso impatto Scherma 380 Jogging (più di 10 minuti) Calcio ama- 507 Wrestling 380 toriale 444 Calcio agonistico 570 Attività casalinghe Step a alto impatto 634 Frisbee 190 Cura dei bambini 222 Acquagym 634 Golf: Giocare con i 317 bambini Cyclette lenta 444 Portando le mazze 348 Cucinare 158 Cyclette veloce 665 Usando la golf-car 222 Fare la spesa con il carrello Macchina ellittica 570 Escursioni 380 Fare le pulizie Vogatore lento 440 Cavalcare 253 Spostare i

20 mobili Vogatore veloce 539 Kayak 317 Leggere se- 71 duti Step machine 380 Arti marziali: Fare la fila 79 Stretching/hata yoga Allenamento con i pesi: 253 Judo, karatè, kick boxing Orientamento Carico moderato 190 Gara podistica Carico pesante 380 Tennis agonistico Arrampicata: 634 Dormire Guardare la tv Attività lavorative Cameriere/barman Lavori manuali Salita 697 Lavorare al 87 computer Riparare l auto 190 Discesa 507 Impiegato 111 Bricolage 285 Pattinaggio 444 Pompiere 760 Sbattere o spostare i tappeti Dipingere o rivestire Allenamenti o sport vari 285 Corsa: Carpentiere km/h 507 Massaggia- 253 tore 10km/h 634 Muratore 444 Tiro con l arco km/h 792 Studente 111 Basket km/h 1045 Camionista 127 Bigliardo 158 Campestre 570 Stare seduti in riunione Ciclismo: Snorkeling 317 Lavorare in teatro Michele Masella, Carmine Bisignano Claudia Villella & Valentina Foli 2^A 19

21 L estate scorsa mi è stato proposto di intraprendere un esperienza diversa, che mi avrebbe permesso di ballare, divertirmi e conoscere nuove persone. Inizialmente l idea mi allettava, ma allo stesso tempo, ero un po perplessa sul fatto di entrare a far parte di un gruppo di ragazzi di cui conoscevo di vista solo 3, 4 componenti. Dopo qualche riflessione ho deciso di tentare; lo scorso luglio, infatti, ho messo per la prima volta piede all oratorio di Villanova, dove si svolgevano le prove e, tirato un lungo respiro, ho aperto la porta della sala. Davanti a me c erano circa 30 ragazzi, tra i 18 ed i 30 anni, che mi hanno subito regalato un sorriso e mi hanno circondata per fare conoscenza. Erano tutti molto simpatici. Il regista, Davide, mi ha esposto il progetto, che consisteva, sostanzialmente, nel preparare scenografie, montare balletti, recitare il copione e cantare i testi delle canzoni; tutto questo avrebbe dato vita al musical Velma & Roxie, che sarebbe andato in scena il 17 gennaio. Naturalmente ho accettato e, da quella sera, sono entrata a far parte della compagnia. I mesi sono passati veloci: martedì, mercoledì, giovedì sera alle ore 21 in punto, per 6 mesi, si sono svolte le prove. E, come d incanto il 17 gennaio è arrivato. Dietro le quinte del teatro San Carlo, il clima era soffocante, carico di tensione e ansia di non riuscire ad emozionare il pubblico. Ore Count down Il sipario iniziava ad aprirsi e le luci a illuminarci. Il pubblico, in silenzio. Ho pensato Oh mio Dio!!! Aiuto!!! No, no, nooooo!!! Voglio scendere dal palco!!! 20

22 E poi la musica è partita e, finito il primo balletto, sono corsa in camerino a cambiarmi per la prossima scena; poi un altra e un altra ancora e, come per magia, il primo atto era finito. Piccola pausa e inizio del secondo tempo. Adrenalina paurosa e di nuovo di fretta, si cambia scena, balletti, costumi, battute e, finalmente il the end. L emozione più grande è stata il fragoroso applauso finale. Avevamo raggiunto il pubblico. Avevamo vinto la nostra battaglia. Chiuso il sipario ci siamo abbracciati tutti come una grande famiglia. Nessuno era considerato meglio degli altri, perché questo lo avevamo realizzato insieme. Il cammino è stato molto lungo e faticoso, ma allo stesso tempo emozionante, divertente, di crescita personale. Ho imparato cosa significhi credere davvero in qualcosa e fare di tutto per ottenerla e per questo mi ritengo una persona fortunata. EMILI MIRIAM 3 BOT La diffusione di droghe, alcol e tabacco tra i giovani e i giovanissimi desta preoccupazioni sempre maggiori, sia per la dimensioni che il fenomeno sta assumendo, sia per le devastanti conseguenze fisiche che l uso di queste sostanze comporta. E così, crescono le angosce dei genitori, ma anche l impegno delle istituzioni per prevenire e risolvere questo problema. A volte, sono proprio le scuole il luogo preferito per lo spaccio e il consumo di stupefacenti: si pensi al tipico bagno della scuola superiore italiana, dove, nonostante il divieto di fumo, permane una impenetrabile coltre, derivata dalla combustione di tabacco e altre erbe aromatiche non meglio precisate e di sicuro illegali. 21

23 Ovviamente, la scuola può svolgere un ruolo importante per aiutare i ragazzi a non cadere nel vortice della dipendenza da queste sostanze. Questa, infatti, non è solo il posto dove si studia italiano, storia o matematica, ma è o dovrebbe essere un luogo di incontro dove poter socializzare e riuscire a comunicare in modo sereno con gli altri, dove condividere i problemi e imparare ad affrontarli. È anche attraverso essa che i ragazzi possono acquisire un senso di responsabilità e di consapevolezza Ed ora la scuola ha a disposizione uno strumento in più, per assolvere questa importate funzione. Si tratta di un nuovo portale internet, DrugFree. Edu, messo in campo dal Ministro dell Istruzione Maria Stella Gelmini e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla lotta alle droghe, Carlo Giovanardi. Il sito è molto utile per chi sente parlare spesso di droga, la vede girare sottobanco, tra le mani degli amici, o tra le proprie, ma in fondo non ha idea di cosa si nasconde dietro di essa. Il portale, infatti, fornisce una ricca raccolta di documenti, video, notizie, materiale interattivo e testimonianze che informano sulle caratteristiche delle droghe, i loro effetti e le loro conseguenze. Bellia Alessia, Stucchi Daniela, Agyapong Manuela, classe 1^B 22

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