FORMAZIONE GENERALE. Ai sensi dell art. 36/37 D.Lgs 81/08 e s.m.i

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1 FORMAZIONE GENERALE Ai sensi dell art. 36/37 D.Lgs 81/08 e s.m.i Indice 1. PREMESSA CAMPO DI APPLICAZIONE VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 28) I SOGGETTI DELLA PREVENZIONE IN AZIENDA DATORE DI LAVORO LAVORATORI ORGANI DI VIGILANZA... 6 Pagina 1 di 6

2 1. PREMESSA La sicurezza sul lavoro è stata negli ultimi tempi oggetto di continui interventi da parte dei vertici istituzionali del nostro Paese, che di fronte al continuo verificarsi di infortuni, hanno promulgato una serie di leggi nella speranza di arginare questo grave fenomeno. L'ultimo intervento concluso il 23/12/2011 ha portato alla pubblicazione dell Accordo Stato Regioni per la formazione dei RSPP (Datori di Lavoro) e dei Lavoratori, così come previsto dall' art.37 del D.Lgs 81/2008. Il recente Accordo Stato Regioni prevede: per i lavoratori una formazione base di 4 ore e una formazione specifica la cui durata varia a seconda del settore di appartenenza (4, 8 o 12 ore) per i preposti una formazione aggiuntiva di 8 ore a quella prevista per i lavoratori, con verifica di apprendimento per i dirigenti una formazione specifica della durata di 16 ore, con verifica di apprendimento aggiornamenti quinquennali, per tutti i ruoli, di 6 ore. 2. CAMPO DI APPLICAZIONE Attività soggette all'applicazione del D.Lgs.81/08 Le disposizioni dell'accordo Stato Regioni si applicano a tutti i settori di attività, sia pubblici che privati, in cui sia presente almeno un lavoratore con rapporto di lavoro subordinato. Sono equiparati come lavoratori i soci lavoratori di società, anche di fatto, i soci delle cooperative, gli studenti che fanno uso di laboratori, i lavoratori che effettuano prestazioni anche occasionali di tipo accessorio. Nei confronti dei lavoratori a progetto e dei collaboratori coordinati e continuativi le disposizioni si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente. Attività non soggette all applicazione del D.Lgs. 81/08 Non rientrano nel campo di applicazione i piccoli lavori domestici e alcune tipologie lavorative di carattere straordinario come insegnamento privato, assistenza domiciliare a bambini, anziani, ammalati, disabili Attività parzialmente soggette all applicazione del D.Lgs. 81/08 Gli organi e/o strutture parzialmente soggette alle disposizioni del Accordo Stato Regioni: Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Strutture Penitenziarie, Giudiziarie, Universitarie, istituti di istruzione e educazione di ogni ordine e grado, ecc, compresi i componenti delle imprese familiari, i volontari, i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, i quali devono: Utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di legge Munirsi di dispositivi di protezione individuale (DPI) Munirsi di apposita tessera di riconoscimento (lavori fuori sede) 3. VALUTAZIONE DEI RISCHI (ART. 28) Il D.lgs 81/2008 obbliga il datore di lavoro a redigere il documento di valutazione del rischio in tutte le aziende indipendentemente dalla tipologia di rischio, anche nel caso di un solo lavoratore subordinato. La valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato Pagina 2 di 6

3 di gravidanza nonché quelli connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri Paesi. La valutazione del rischio è data dalla combinazione del danno per la probabilità che lo stesso si possa verificare, si riportano di seguito anche le definizioni del concetto di: Danno: intesa come qualsiasi modifica transitoria o permanente dell organismo, di una sua parte o di una sua funzione. Rischio: dato dalla presenza concomitante di un pericolo per la salute, e un lavoratore esposto. Pericolo: inteso come la proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (per esempio materiali o attrezzature di lavoro) avente il potenziale di causare danni La valutazione dei rischi dovrà essere aggiornata: in caso di infortuni significativi; quando dalle visite mediche risultano problemi; in caso di evoluzione della tecnica; in caso di modifiche del processo produttivo e della organizzazione del lavoro Quando si parla di valutazione del rischio non si può fare a meno di definire il concetto prevenzione e di protezione. Per prevenzione si intende una serie di misure volte a eliminare o ridurre quanto più possibile, le situazioni o le circostanze di pericolo Per protezione si intende una limitazione del danno in caso di infortunio. La protezione come dice la parola stessa consiste nel proteggere il lavoratore, con schermi o apposito abbigliamento protettivo. 4. I SOGGETTI DELLA PREVENZIONE IN AZIENDA «Servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. «Datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto della organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. «Dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa. «Responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. «Medico competente»: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'articolo 38 del D. Lgs 81/08, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria. Pagina 3 di 6

4 «Lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. «Preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. «Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. 5. DATORE DI LAVORO Al datore di lavoro deve: redigere il documento di valutazione del rischio; nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione; nominare il medico competente per l effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa; designare i lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza; nell affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente; prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; richiedere l osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l osservanza degli obblighi previsti a suo carico; nei casi di sorveglianza sanitaria, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento.... In caso di inosservanza di tali obblighi, il datore di lavoro è punito con sanzioni amministrative fino a 4.932,00 euro, o con sanzioni penali comprensive di arresto da due a quattro mesi, o ammenda fino a 4.384,00 euro. Pagina 4 di 6

5 6. LAVORATORI Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. I lavoratori devono in particolare: contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza; utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui ai punti 3) e 4), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l obbligo di cui al successivo punto 6) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente; partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro. Riceve una formazione iniziale in relazione alla tipologia di rischio presente in azienda. Tipologia di rischio aziendale Ore formazione Basso 8 Medio 12 Alto 16 Aggiornamento Ore di aggiornamento Ogni 5 anni 6, per tutte le tipologie di rischio In caso di inosservanza di tali obblighi sono previste secondo quanto disposto dal D.lgs.81/2008 sanzioni amministrative da 54,80 a 328,80 euro, sanzioni penali con arresto fino a un mese o ammenda da 219,20 a 657,60 euro I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto. Pagina 5 di 6

6 7. ORGANI DI VIGILANZA I principali organi di vigilanza che si occupano della sicurezza negli ambienti di lavoro sono: ASL Vigili del fuoco La direzione provinciale del lavoro INAIL ed EX ISPESL SPRISAL - Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro Comando carabinieri per tutela del lavoro. Tra quelli maggiormente presenti sul territorio ricordiamo: le ASL le quali possono adottare provvedimenti di sospensione dell attività imprenditoriale se riscontrano gravi e ripetute violazioni in materia di salute e sicurezza. Parte delle loro ispezioni sono attivate a seguito di a una segnalazione d infortunio o malattia professionale, ma possono anche far parte del programma operativo di vigilanza stabilito in cooperazione con le regioni. il Comando dei Vigili del Fuoco è l'organo di vigilanza competente per l'attuazione delle norme in materia di prevenzione incendi. Tra i loro compiti rientrano: la verifica dei luoghi di lavoro in tutte quelle attività che rientrano nel campo di applicazione del certificato di prevenzione incendi; l'emissione del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) nelle attività soggette a tale obbligo; l'organizzazione corsi di formazione obbligatori per alcune tipologie di rischio. Pagina 6 di 6

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