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1 Il Giornale del Pilo Albertelli di Roma - Mar/Apr Numero 4 - Anno IV Italia mia, benchè'l parlar sia indarno... E proprio in occasione dei festeggiamenti iniziati lo scorso 17 Marzo, ma destinati a contraddistinguere l'intero 2011, che vi proponiamo alcuni celebri versi di artisti e poeti, filosofi e musicisti, politici e giornalisti, definizioni e massime chehannoesaltatoilvalorediquestanazione alsuo-appena-150 compleanno.sonolevocideimoltichel hanno vissuta e arricchita, che hanno contribuito al suo progresso, di coloro che l hanno forgiata, sacrificandosi affinchè l Unità che oggi celebriamo potesse realizzarsi. Voci di coloro che l hanno amata e che continuano ancora oggi attraverso la nostra memoria a cantarne l importanza, rievocandone l antico ruolo culturale, il passato spessore artistico. Si è scelto perciò di selezionare esclusivamente frasi emblematiche di segno positivo che ne ricordino la grandezza, affinché delle storiche affermazioni quali quella del Metternich(L'Italia è SOLO un espressione geografica) rimangano echi stonati di pochi fanatici e nostalgici antitaliani. >> Speciale Unità d'italia pagg. 1-4 Gatta ci cova pag. 9 Συμπαθεια pag. 15 La donna e il grande dilemma pag. 17 Speciale viaggi d'istruzione pagg. 5-7

2 Marzo/Aprile / (Francesco Petrarca, Canzoniere, CXXVIII) (Luigi Sturzo, in un discorso al Senato, 27 giugno 1957) (Camillo Boito) (Dante Alighieri) (Vincenzo Monti) CaraItalia,perchégiustoosbagliatochesiaquestoèilmiopaeseconlesue grandi qualità e i suoi grandi difetti.(enzo Biagi) Ricci) (Angelo Maria (Riccardo Muti) (Massimo D Azeglio) (Giorgio Napolitano) (Vincenzo Gioberti) (Giuseppe Mazzini) (Roger Peyrefitte) Guerzoni) (Giuseppe (Renzo Piano) terzo uomo) (Orson Welles ne Il (Publio Virgilio Marone, Eneide)

3 Marzo/Aprile Eroi sconosciuti del Risorgimento Lastoriahaunmerito,cheèancheunacolpa.Lastoriaricordaagliuominidiquellocheèstato,diimpresepassate...ricorda, il suo naturale limite è la memoria; è una continua selezione, il confine tra oblio e gloria perenne è cosìtenue:nonbastachetusiastatoqualcuno,servechelosiastatopiùdialtri,millealtricherelegherainelsilenzio. Magari erano anche più capaci, più meritevoli...ma la storia a volte è anche caso. Il Risorgimento non lo hanno tirato magicamente fuori dal cilindro i vari eroi CavourManinPisacaneGaribaldiGiobertiBixio, un rosario che ci portiamo dietro dalle elementari, sequela confortevole di nomi noti. No, ce ne furono migliaia, solo accennati, come i fratelli Bandiera, o totalmente annientati dal tempo. Il fallimento ne ha spazzate via le tracce, quasi che vissero di meno degli altri, che il loro combattere non fu abbastanza valido... ma la nostra Italia l'hanno fatta anche loro. Educazione e insurrezione diceva Mazzini, ogni rivolta, seppure di pochi, seppure disorganizzata, fallita in partenza, sarebbe servita ad educare quelli che quella volta erano rimasti a guardare, che non avrebbero fatto lo stesso la prossima. Ricordiamoli dunque e siamogli grati. Dire che è sconosciuta è sbagliato, forse è fra le donne più note del Risorgimento, insieme ad Anita Garibaldi, ma comunque i libri di storia la ignorano, l'hanno oscurata. Orfana di entrambi i genitori a quattro anni doveva essere una donna forte, la strada le era già stata tracciata, altrimenti si sarebbe spezzata. Da giovanissima è introdotta nel mondo affascinante e torbido dell'aristocrazia milanese, il mondo delle trame nazionaliste. Lì la sua bellezza delicata e pudica non passa inosservata e la unisce in un matrimonio patriottico con il principe Emilio di Belgioioso. Le autorità austriache tentano in tutti i modi di impedire una tale unione, "offensiva verso la pubblica decenza e dannosa per l'impero". Ma non si preoccupi Metternich, la favola dura appena quattro anni, poiiduepatteggianounasoluzione civile, che lasci ad entrambi la propria libertà senza dare scandalo: una donna decisa e pragmatica, così distante dalla delicatezza delle figure del Romanticismo. Fugge, discretamente, da Milano trovando sempre le porte aperte, prima quelle dei Doria poi quelle dei Manzoni. Si rifugia a Lugano ma è ormai braccata dal governo austriaco che, così bella, ricca e potente, la ritiene un personaggio"pericoloso per l'ordine dell'impero". Dritta a Marsiglia, Francia, la terra degli esuli. Non riesce ad intessere relazioni stabili, le preoccupazioni e il dolore per l'esilio la occupano totalmente, delle sue rendite tutto è stato sequestrato. Si fa coraggio e mette a disposizione di Ciro Menotti quanto le resta per organizzare la rivolta del Ducato di Modena...al fallimento e all'arresto del Menotti fugge ancora più a nord, a Parigi. A sostenerla in quei mesi solo l'amicizia del vecchio La Fayette, eroe generoso e umano, che la accoglie senza indugi. Senza alcuna garanzia prende un piccolo appartamento nel centro della Ville Lumière. Per mantenersi si dà da fare anche con il cucito: vende per strada coccarde con il tricolore francese. E poi scrive, si fa conoscere, diviene una delle anime vive degli esuli italiani. In breve mette su uno dei salotti aristocratici meglio frequentati di Parigi: per le sue stanze e la sua amicizia passeranno artisti e uomini geniali come Liszt, Bellini, De Musset, Balzac, Stendhal, Chopin. Si riavvicina anche al marito per il quale continua a provare un tenero affetto che le impone di aiutarlo ogni volta che le sia possibile. >> Da questo nasce la sua rivolta, dalla necessità di aiutare gli altri, tutti quelli che poteva, era ricca in fondo, e indipendente. Ma attenzione, non era elemosina, a guidarla solo un amore sincero per l'umanità. Nascerà anche Maria, sua figlia, in terra francese, terra di libertà. Tornata in Italia nel '40, in un ambiente spento e anestetizzato dal controllo austriaco, si ritira nella sua villa di

4 Marzo/Aprile campagna che trasforma in un falansterio, seguendo le orme di Fourier. Una svolta socialisticheggiante che è vista con stizza e timore da molti dei suoi amici di vecchia data: Manzoni comincerà a temerla e la umilierà più volte, dichiarando che si sarebbe sempre rifiutato di scrivere su un giornale diretto da una donna. Già perché, nel frattempo, era anche diventata editrice della Gazzetta Italiana, fondata per aprire finalmente un dibattito sulla questione sociale in Italia. Ma la polizia austriaca interviene anche qui e il suo progetto si infrange. Non si arrende, ne fonda un secondo, l'ausonio, anche questo vie- I mostri sacri tato.invanotentadispiegarelesuera- gioni a Cavour e Carlo Alberto. Parte allora alla volta di Napoli, instancabile, ma proprio quando comincia a credere di aver trovato la sua dimensione Milano esplode nella rivolta: è il Risale senza perdere tempo lo stivale, alla guida dei patrioti che aveva portato con sé dal meridione. Dopo la disfatta di Carlo Alberto abbraccia la causa della RepubblicaRomanaesiunisceaMazzini. A lei i triumviri assegnano il compito di organizzare le ambulanze e i soccorsi nella neonata Repubblica, impegno che le porterà il titolo di "sfacciata meretrice" tanto cristianamente affibbiatole da papa Pio IX. Braccata e calunniata va in Oriente, in Turchia, abbandonando tra le lacrime il suo sogno di un'italia unita. Tornerà nel 1855, delusa e rassegnata adunavitadasuocera.nelsuoisolamento la colgono quasi a sorpresa lo sbarco dei mille, la presa di Roma, la tanto agognata unità. Potrà così accomiatarsi serena dalla politica e dalla vita. Dimenticata da tutti muore a Locate, nel 1871, al suo funerale nemmeno un politico di quell'italia per cui tanto aveva lottato, per cui tanto aveva speso e si era spesa. La Principessa Libertà l'avevano chiamata, ricordiamola e siamole grati. E' raro che noi italiani prendiamo una svolta inaspettata. Siamo sempre unpo'poveridiidee,arriviamospessodopoecosìquandovienefuori qualcosa di nuovo, non sappiamo trattenerci, ci fiondiamo in sperticate lodi... Siamo geneticamente un popolo da simboli. Forse lo sono un po' tutti, ma noi di più, sempre di più. Ci piace restare storditi ai piedi di un palco, osannare senza fine, spesso senza capire, senza interessarsi di capire; quellochediventapiùimportanteèlatendenza,dachepartetirail"pensiero". E poi ci si rassegna a sorbirsi tutto il pacchetto, ma non è rassegnazione, siamofelicidiciò,otuttooniente,chirivolgequalchetimidacriticaècontro, addio,nonc'èpostoperluisullabarca.manonsisamaiquandosalteràfuori qualche nuovo vessillo da inseguire e così continuiamo sempre e comunque a tenerci buoni anche quelli del passato. Per questo sentiamo ancora oggi parlaredeinostrimostrisacridel'900,epuratineltempo,viavia,diogniimperfezione. Figure ideali che ci fanno tanto bene, ci riscaldano il cuore, facilmente fruibili e condivisibili. Pasolini:lohannoresounuomodacitazione.Eppurec'èmoltodiluichenon convince, forse la maggior parte devono ancora leggerlo, per ora sanno solo citarlo.ioparloperlapoesia:lasualatrovointeressante,avolte,comene"le ceneri di Gramsci", spesso fastidiosa, fa male leggerla perché stava male mentre scriveva, bella mai, o meglio ancora non mi è capitato, chissà forse accadrà.quellochealloramichiedoèperchésiadiventatounidolo.aldilà dituttol'artedevepiacere,l'arteèbellezza,luimiselasuaalserviziodelsuo malessere.allorasipotrebbeforsedirechecisonoduetipidiarte:quellache nasce da un'abilità, dall'estro unito a una bellezza interiore e quella che si limita al primo punto e diventa dunque veicolo di espressione della propria disperazione. Figure intoccabili che abbondano in tutti i campi. Basaglia: il riformatore della psicanalisi italiana. Non aveva capito molto in verità. Il suo "tana libera tutti" poteva essere legittimo solo in virtù delle condizioni inumane dei manicomi, ma ci doveva essere un poi, un'alternativa ben pianificata e organizzata... solo un grande vuoto. Le famiglie si sarebbero dovute occupare deipazienti:macome,seèproprionella famiglia, nei rapporti malati all'interno di questa che molti si ammalano! Il sistema dei manicomi in Italia doveva essere cambiato... Cambiato, non azzerato. Basaglia si è fermato al primo step, un errore criminale. Così ancora oggi, passando per la stazione Termini, vediamo qualche matto che gira, che urla; questo il maggior risultato della legge 180 del '78: riempire le città di senzatetto. Poi ce

5 Marzo/Aprile n'è un altro, un altro grande... Berlinguer. E' stato un ottimo politico, indubbiamente, ma diceva bene Scalfari: "Berlinguer non è la Madonna". Fu quello che scaricò i "compagni" metalmeccanici nelle loro lotte del dicembre del '77: stava facendo il compromesso storico, non era tempo di mischiarsi agli operai. Ma ce n'è ancora. Sarò forse strano io, un po' radicale ma chi è comunista non può essere credente, non deve, è una contraddizione in termini. Allora perché l'onorevole Berlinguer rimosse dallo statuto del Pci l'articolo che richiedeva che gli iscritti fossero atei? Ovviamente quell'articolo era più una cosa simbolica che altro, ma eliminarlo fu di grande impatto...sempre il compromesso storico, quante ne ha fatte. Ultimamente è stata però una stagione florida: sono sorti nuovi miti, o presunti tali. Uno per tutti: Saviano. Ha avuto coraggio e per questo merita rispetto, ha descritto con capacità una situazione drammatica. Ma da qui a farne un messia la strada è lunga... E' diventato uno showman, invitato ovunque, monopolizza le piazze della sinistra e onestamente... Ho letto e riletto i suoi articoli, ascoltato le sue parole: molte banalità, cose sentite tutti i giorni dalle persone più diverse, vale la pena esaltarle solo perche escono dalla bocca dell'unto dal Signore? Naturalmente la colpa non è sua: ha trovato il successoecomeogniscrittorefadituttopercondividereciòchepensa.sono gli individui che dovrebbero essere analisti attenti e invece si fanno solo marmaglia urlante. Lo hanno reso un martire, ancora in vita... Che occasione stupenda per tutti quei discepoli alla ricerca di un nuovo profeta. Quando si vive a Roma, è difficile rimanere senza fiato davanti a una nuova città, ma in Andalusia ci sono cose strabilianti. è stata soltanto l inizio, città traboccante di colori. Una strada l attraversa da un estremo all altro. Alberi d arancio decoranotuttelevie,inmanieradanon lasciarle grigie nemmeno in inverno. Gli edifici illustrano la storiadellacittà:latracciaarabaèevidente in tutte le costruzioni. Tuttavia, non sono soltanto i monumenti a attirare l attenzione: le facciate delle case sono cariche di vitalità, con entrate e balconi bellissimi. Decorazioni esterne indicano laboratori di ceramica. Una delle tante destinazioni turistiche della cittàdanoivisitateèstatalacasadi Pilato. Da un entrata animata da mattonelle di ceramica, lavorata con una tecnica andalusa che consente di conservare meglio i motivi, ci si immette in un sistema di cortili fioriti. Nell ultima sera trascorsa a Sevilla, abbiamo assistito Andalusia a un esibizione di flamenco. Davanti a noi, musicisti e ballerini creavano un insieme inscindibile di musica e movimento, senza necessità di ricorrere a suoni diversi da timbri di strumenti da strada e rumore di tacchi su assi di legno. Sevilla è una città multiforme: con il sereno sembra essere uscita da un caleidoscopio, e sotto la pioggia l effetto viene accresciuto dai riflessi. Di notte, invece, si notano viuzze rimaste nascoste. Passando attraverso aree coltivateauliviecostellatedialberidimimosa, abbiamo raggiunto, città turistica. Piena di stradine minuscole, è stata decorata con fiori, in attesa di un concorso di cui sarà vincitore uno dei tanti cortili. La cattedrale di Cordoba è un edificio unico: una costruzione musulmana, trasformata in chiesa cristiana in seguito alla sconfitta degli arabi, in cui il rosso dell antico sistema di archi si fonde con decorazioni barocche. Il minareto stesso è stato sostituito da un campanile L ultima città andalusa del viaggio è stata, di cui abbiamo visitato l Alhambra, un insieme di edifici dalle mura tanto ricche di ceramica e incisioni da sembrare rivestite di merletti. Fuori dalle costruzioni, abbiamo attraversato zone verdi curatissime, decorate dafioriedaaranci,doveisovrani islamici trascorrevano gli afosi mesi estivi. L Andalusia è un territorio vivo, in cui tutti i secoli si sono sommati agli antecedenti, creando una bagaglio dato dall unione di tante culture diverse.

6 Marzo/Aprile It'sgoodforyourbody This stop is Putney Bridge; this train termites at Wimbledon così recita lo speaker della District line. Personalmente, durante la settimana, quella è stata l unica volta che ho preso la metropolitana per tornare a casa da Londra; di solito andavo con il treno. Però è stato strano: era particolarmente piena per gli standard della capitale inglese, e soffocante; per un attimo mi sono sentita di nuovo a Roma, linea B, direzione Rebibbia. La cosa ancor più strana però è come niente altro abbia rimandato alla mia mente, come in verità anche a quella di tutti gli altri partecipanti al viaggio, la nostra Italia. Eravamo stati letteralmente catapultati in un altro mondo, con leggi diverse, lingue diverse, occhi diversi. E non ce ne volevamo assolutamente separare. La mia famiglia, indiana, di religione mussulmana, con caratteri e costumi diversi, oltre naturalmente alla lingua, è stato il miglior metodo di approccio verso uno stile di vita così lontano dal mio: oltre a dovermi abituare al modello britannico, mi sono ritrovata a contatto anche con un'altra cultura, fatta di tradizioni millenarie, profumi e colori contrastanti non solo ai miei, ma anche a quelli inglesi, e che pure intonavano perfettamente con il resto, incastrati come un tassello di un differente puzzle, eppure giusto per farne parte. Certo ora ho parlato della mia personale situazione, ma questo discorso è servito per focalizzare l importanza di questo viaggio non solo a livello didattico o al contrario vacanziero, ma anche come fonte di scoperta e scambio rilevanti per la comprensione e l apprezzamento di altre società. Per chi non ha partecipato allo stage, il titolo risulta certamente ingiustificato: in realtà raccontare la natura di esso probabilmente gli farebbe perdere quella magia che gli abbiamo attribuito, e per questo preferisco tacere riguardo ciò. Diciamo semplicemente che quest espressione fa parte di una quelle tante situazioni che hanno caratterizzato questa esperienza e che ci accumuna, facendoci sorridere al solo ricordo, così come le innumerevoli buste di Primark, la fantastica Camden Town, le arachidi caramellate comprate vicino al Big Ben e molto altro ancora. Avete in mente quei momenti in cui siete talmente emozionati in cui sentite una musica nelle orecchie, una canzone che ricorre senza fermarsi e che vi commuove? Ecco, io quando ero sul pullman che ci stava portando all aeroporto di Heathrow mi sono sentita un po così: c era un sole straordinario, accecante per il plumbeo cielo inglese, e un piacevolissimo clima; c era già tanta nostalgia in tutti noi, anche se la distanza percorsa era esimia, eppure anche così tanta serenità che era impossibile non esserne felicitato. E infatti io lo ero.

7 Marzo/Aprile Nel corrente anno scolastico il professor Vantaggiato ha proposto per la prima volta un viaggio d istruzione alternativo rispetto al tradizionale, la cosiddetta settimana bianca, da svolgersi durante gli ultimi giorni di febbraio. Poche adesioni, nonostante il costo più che conveniente e la pubblicità fatta da noi partecipanti e dal professore stesso, non hanno però impedito a noi interessati di organizzare il viaggio nel miglior modo possibile. L alloggio, il Villaggio Olimpico, era più che confortevole e situato in una posizione ottimale data la vicinanza delle piste che erano raggiungibili a piedi; inoltre interamente popolato da scolaresche di altre città. Potevamo sciare l intera mattinata e il pomeriggio fino alle 17; nonostante la stanchezza e i dolori per lo sforzo, tutti fremevano per sciare di continuo senza quasi mai fermarsi. Ogni attimo della giornata era condiviso tra noi, sia sulle piste divertendoci a scendere tutti insieme, sia al villaggio nei momenti di relax. E stata un esperienza più che positiva in ogni aspetto, che consiglioatuttiiragazzicheneiprossimi anni avranno la possibilità di Bardonecchia farneparte.soprattuttopermeeperla maggior parte di noi che frequentiamo il terzo liceo è stata una boccata d aria prima degli esami che ci ha fatto svagare e scaricare fisicamente da tutto lo stress a cui siamo ormai abituati che ci stava inevitabilmente intossicando. Inoltre, è stata un ottima occasione per consolidare ancora di più alcuni rapporti, e per crearne di nuovi, condividendo tutti insieme la passione per questo sport così vitale e unico nel suo genere che ci ha regalato i brividi dell adrenalina, l emozione, la gioia e la sana distrazione che ci meritavamo. Lo sport infatti è l insieme di attività che si fanno per migliorare il nostro apparato psico-fisico, ma non si ha mai abbastanza tempo per dedicarsi a questo benessere. Per questo è stato importante dedicarsi almeno un po a noi stessi, per affrontare meglio i nostri impegni, con meno tensione e nervosismo, che non portano mai a buoni risultati. Un ringraziamento particolare al professor Vantaggiato che ha condiviso con noi questa bellissima esperienza: ha organizzato il viaggio in ogni particolare, ma soprattutto è stato sempre partecipe e divertito, un vero e proprio compagno di viaggio, e poco professore noioso. E riuscito a trasmetterci l importanza dello sport come attività che ci dà benefici psico- fisici, ma soprattutto ci ha dimostrato che il professore non è sempre un nostro nemico. Consiglio vivamente a tutti di sfruttare questa iniziativa originale e diversamente costruttiva nei prossimi anni affinchè il concetto di benessere come sport sia condiviso da tutti. E per tornare alla didattica.

8 Marzo/Aprile Bestemmie in TV Nuke Molti lo considerano un gioco, altri lo condannano e lo criticano: bestemmiare è un atto universalmente ritenuto come una cosa turpe. Nel medioevo chi bestemmiava era colpevole di aver offeso Dio e quindi era immediatamente allontanato dalla comunità, lasciato solo con la certezza che dopo la morte, la sua punizione eterna nell inferno sarebbe stata ancora più tremenda e insopportabile. Certo oggi il mondo non è più selvaggio come nel medioevo e siamo tutti convinti di essere artefici del proprio destino e perciò quasi immuni da un potenziale giudizio divino dopo la morte, questo anche in seguito alle furiose critiche dell opinione pubblica nei confronti della chiesa per le sue malefatte del passato e per le ingiustizie odierne. Il laicismo politico o filosofico, letto erroneamente come una forma di ateismo, ha portato nei meno colti la convinzione che, il rispetto di Do sia una fesseria, poiché la scienza in passato ha largamente dimostrato come la natura ci abbia selezionato casualmente e dopo un lungo processo di evoluzione. Perciò, non avendo nulla di speciale, le persone devono necessariamente ignorare le regole base della religione cattolica perché sonobigotteetropponoioseperleloroorecchie,esoprattutto perché le costringono a inchinarsi davanti all autorità papale che, oggi più che mai, è messa in discussione. I più colti invece, hanno visto che la chiesa di oggi è nettamente diversa da quella di Alessandro VI: è restia a cambiare tutto in un colpo solo ma è chiaro che possiede una maggiore apertura. Così, queste persone hanno imparato a non vedere l istituzione religiosa come un ostacolo ma come una compagine antichissima che riunisce tutti coloro che hanno bisogno di sostegno spirituale ed economico; che aiuta come può le popolazioni più povere; che costruisce scuole e ospedali e che non obbliga i fedeli a pregare forzatamente. I giovani, spesso, non sono informati di questa separazione di poteri e quindi vengono coinvolti in proteste giuste ma anche diseducative in mancanza delle conoscenze di base. La gente bestemmia senza motivo per strada e i ragazzi per gioco Seilnuclearesiaunbeneounmalenonsisa.Il12giugnosiavvicinaegliitalianisonoportatiadesprimereil proprio parere a riguardo: è giusto costruire centrali in modo da garantire una maggiore stabilità del sistema economico nazionale? Oppure i rischi verso i quali si va incontro acquisendo un energia peraltro costosissima, esauribile ed inquinante sono troppo alti da correre? Il dibattito è aperto ma, prima di votare, è opportuno che ognuno consideri attentamente i pro e i contro che la propria scelta comporta. Ok, le centrali nucleari non producendo anidride carbonica e ossidi di azoto e di zolfo, non vanno a incrementare l estensione del buco dell ozono, ma come la mettiamo con le scorie radioattive? È inevitabile che quest ultime si creino durante il ciclo produttivo di ogni centrale, eppure in cinquant anni di massicci investimenti, il problema relativo al loro smaltimento rimane irrisolto. Non possono essere distrutte e l'unica soluzione, per il momento, sembra essere lo stoccaggio per migliaia di anni in depositi geologici o ingegneristici. Tutto ciò senza considerare che non esiste ancora la possibilità scientifica di dimostrare il mantenimento delle condizioni di sicurezza, necessarie per l eliminazione dei rifiuti radioattivi di III categoria. Occorre tuttavia dire che l adozione del nucleare allenterebbe la fastidiosa dipendenza dal petrolio, ormai agli sgoccioli, e consentirebbe al governo un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero, tramite la garanzia della copertura del fabbisogno energetico interno. Ma chi sarebbe disposto a sacrificare il proprio territorio per vedersi costruire sotto casa un concentrato di radioattività? Infatti, secondo alcune statistiche, anche tra i favorevoli al nucleare, il 20% è colpito dalla cosiddetta sindrome NIMBY (Not In My Back Yard!). E la storia non ha fatto altro che incrementare questa sindrome, mostrando più volte la gravità delle conseguenze dovute agli incidenti nelle centrali. Come dimenticare Chernobyl e non tener conto della gravissima situazione a Fukushima? Ma c è davvero la possibilità (o il rischio?) che l Italia possa occuparsi della costruzione di centrali nucleari? La Hack in un intervista è scettica: Immagino tempi biblici, costi in perenne lievitazione, infiltrazioni mafiose, prosegue l astrofisica, Non si riesce nemmeno a fare una discarica! Figuriamoci le centrali. nelle scuole non c è più religione? I Media si stanno lentamente orientando verso questo cambio di preferenze del pubblico e quindi dobbiamo prepararci a vedere sempre più volgarità e offese verso la religione e verso tutti i credenti creduloni del nostro paese. Una domanda a questo punto sorge spontanea: perché sono così pochi coloro che si ribellano?

9 Marzo/Aprile Gatta...ci cova! MaifattoungiroperRoma?Nonsoa voi,maamecapitaspessodinontrovareunametao unprecisoitinerariodaseguireemiperdotralestranezzeegli aneddoti che la città del Bellini e di Trilussa ci offre quotidianamente, orientandomi tra fontane e chiese. Ecco, allora ho pensato, perché non mettere ordine, organizzare e proporvi le mie scarpinate? A Piazza dell'oro ha inizio via Giulia, una delle strade certamente più conosciute del centro storico che termina in concomitanza con Ponte Sisto e che lungo il suo chilometro incontra delle piccole chicche diuna Romasparita.IncrociavicolodelCefalo,dicuiunapiccolanotaallatodellatargaci avvertecheilnomenonhanullaachefareconilpesceoconlatesta,comepotrebbepensare qualche grecista, ma ha origine dalla famiglia Cevoli, nome che con il tempo fu masticato e trasformato incefalo.andandoversopontesisto,tralibrerieeantiquaricis imbatteinunpezzodisienaaroma:la chiesa di Santa Caterina da Siena; nulla di eccezionale, se non fosse per le bandiere delle contrade senesi che costeggiano la navata centrale. Una delle perle più eccezionali di via Giulia sono i cortili dei palazzi, dove se si fannoduepassiesiguardainalto,cisitrovadavantiaun'architetturainizio'500.unodiquesticortilispicca, quello di Palazzo Baldoca Muccioli, del 1570, che offre un cortile rettangolare decorato dallo scultore Guglielmo dellaportaornatodanicchieedastatueconparetidecorateagraffito.dopoqualchepassosiarrivaapalazzofarnese, che ha bisogno di un esplorazione più attenta. Più curiosa è invece la storia dell'arco che sarebbe dovuta essere la grande opera che avrebbe unito il Palazzo alla Farnesina, villa del'500, fatta costruire da un ricco banchiere, che viveva nel lusso e nello sfarzo, amico di gente importante come principi e cardinali e che voleva costruire un ponte... No,nonèchipensatevoi,aqueitempiluifacevaancoragavettasullecrociere!No,sitrattainvecediAgostinoChigi, che incarica Michelangelo di far costruire questo ponte che si fermerà poi a causa della morte dello scultore al primo arco, oggi Arco Farnese. Proprio sotto l'arco si trova una strana chiesa, Santa Maria dell orazione e morte, risalente alla fine del 500, nota come sede di un associazione di volontariato che s impegnava a raccogliere i cadaveri degli insepolti della città ma anche dell agro romano, così che in circa tre secoli nei suoi sotterranei sono stati seppelliti quasi ottomila cadaveri. Ovviamente anche le decorazioni all esterno e all interno della chiesa riflettono la sua storia: ossa e scheletri dappertutto, teschi usati anche come maniglie di porte. Poco più giù la fontana del Mascherone offre un po d acqua fresca ai turisti assetati, costruita nel 1626 dai Farnesi al posto del fontanone di Paolo V, ora situato a Piazza Trilussa, fu così chiamata per l enorme maschera dalla cui bocca zampilla acqua. Salendo su per via del Mascherone si arriva a Piazza Farnese, celebre piazza su cui si affaccia l ufficio dell ambasciatore francese, e ornata dai due grandi vasconi di granito trasformati in fontana ma che originariamente erano decorazione di Piazza della Santissima Trinità, trafugate da Firenze da Odoardo Farnese nel Proseguendo a destra, attraverso Vicolo dei Venti si arriva a Piazza Capodimonte, dove si erge imponente Palazzo Spada che al suo interno conserva una chicca, una galleria che apparentemente sembrerebbe essere lunga almeno una quarantina di metri ma che in verità attraverso un gioco di proporzioni e prospettiva percorre solo 8 metri, con il risultato che le ultime colonnine sono molto più basse delle iniziali. Qui finisce la nostra passeggiata, ma spero che questo piccolo pezzetto di storia vi abbia strappato alla quotidiana frenesia di questa città. Alla prossima!

10 Marzo/Aprile Burke&Hare- Ladri di cadaveri Spessocomparsinellastoriaavvoltidaunalonediorroreemistero, sempre con nomi diversi, da tombaroli a profanatori, da sacrileghi al più moderno archeologi (nel caso di merce datata), gli eroi oscuri della medicina, coloro che hanno fornito materiale ai più grandi anatomisti, tornano alla ribalta nel nuovo, esilarante film di John Landis: Burke & Hare, ovviamente, ladri di cadaveri. In quella che dunque sembra destinata a essere l era dei cinepanettoni e della satira politica, l ironia macabra sembra vincere in questa pellicola che, nonostante la dichiarata demenzialità, vanta un cast d eccezione, a partire dai due protagonisti, SimonPeggneipannidelmansuetoBurkeedAndySerkisinquelli del cinico Hare. La nostra storia, probabilmente veritiera, (ma, come suggerisce il trafiletto iniziale - questa è una storia vera tranne le parti che non lo sono - non sperateci troppo), inizia quindi in una sudicia Edimburgo del 1828 dove i chirurghi di mezza Europa vengono a sperimentare le proprie conoscenze nelle aule di anatomia. Com è facile intuire, una cotale concentrazione di esimi macellai dà adito ad una certa concorrenza tra le varie scuole di medicina e, quando quella del dottor Monroe, più tradizionalista, riesce ad aggiudicarsi tutti i corpi freschi d impiccagione (gli unici sezionabili), entrano in gioco i nostri due gentiluomini che, prima truffatori di non molto successo, approfittano poi della morte naturale di alcuni conoscenti per avviare un redditizio commercio di forniture anatomiche con la scuola di chirurgia del dottor Knox. Una volta esaurite le morti accidentali, i due si improvvisano assassini seriali in una serie di gag omicide che fanno ammazzare anche il pubblico (dalle risate) in complicità con l avida moglie di Hare, Lucky (Jessica Hynes). Ai momenti di comicità puramente macabra si alternano intanto ilari episodi di comicità più classica intervallati da incontri d affari con i cravattari del West-end e fughe rocambolesche tra le pallottole della milizia anti-profanatori. La fine degli allegri crimini dei due arriva quando Burke si innamora perdutamente della cantante e ballerina Ginny (Isla Fisher), mentre il dottor Knox prepara la sua enciclopedia anatomica con la nuova tecnica della fotografia applicata ai cadaveri delle sue sfortunate cavie per vincere un concorso di medicina bandito dalla casa reale. Riconosciute in essa le vittime dei misteriosi omicidi della zona del porto, il capitano della milizia arresta i nostri eroi con le rispettive amate salvo poi scarcerare Hare e le signore quando il socio si offre di essere impiccato per salvare gli altri. Così il buon sognatore William Burke viene giustiziato davanti a una folla plaudente, mentre il boia scozzese che aveva narrato l inizio della storia intasca le ultime sterline per la vendita del suo corpo - per fini scientifici, ovviamente. Ancora una volta John Lendis torna a farci sorridere con il suo scanzonato horror, dopo L alba dei morti dementi e Hot fuzz usando adesso le vicende di questa coppia britannica in costume che eleva l omicidio ad impresa commerciale per sottolineare l importanza del grottesco nella storia del progresso (visto che, alla fine, l assistente del dr. Monroe si rivela essere Charles Darwin e il fotografo del dr. Knox inventa la fotografia). Assolutamente da non perdere dunque, visto il tempismo dell uscita, avvenuta mentre ignoti eredi dei due truffatori scozzesi trafugano, nel nostro paese, salme di noti presentatori.

11 Marzo/Aprile Noi non ci nascondiamo Rispondiamo pubblicamente perché ci assumiamo le nostre responsabilità. Non crediamo che Sallustio nel suo latino arcaizzante volesse riferirsi alle occupazioni scolastiche dei giorni nostri, accomunandole a ben più gravi atti di violenza, ma questa è una nostra idea. Certamente i professori conoscono benissimo i nomi di buona parte di quanti hanno partecipato all'occupazione come è ovvio che sia dato che tutto ciò che abbiamo fatto lo abbiamo fatto a viso scoperto. Alcuni alunni dell'albertelli hanno deciso di occupare perchè convinti dell'utilità di questo gesto: come infatti alcune persone possono essere contrarie all'occupazione, altre ritengono tale forma di protesta efficace o comunque possibile da attuare. L'occupazione è sicuramente illegale, ma non lo si può certo considerare, come alcuni membri del corpo docenti hanno fatto, come un atto caratterizzato da cotanta violenza. Si pensi persino che alcuni agenti di polizia della caserma di Via Farini sono entrati nell'edificio occupato e, in maniera cortese, hanno comunicato agli occupanti che con tutti i problemi che affliggono le forze dell'ordine l'occupazione di una scuola era l'ultimo dei loro pensieri anche considerando il fatto che molti altri licei di Roma hanno attuato la stessa forma di protesta. Gli occupanti non hanno tenuto segreta la loro identità né tantomeno si sono nascosti dietro la loro età dato che la maggior parte di loro era maggiorenne e quindi penalmente perseguibile. Nessun alunno che ha ricevuto la punizione del 7 o in alcuni casi del 6 in condotta, che sembra essere una ripicca piuttosto che una punizione con un fine educativo, si è lamentato nonostante ciò abbia una forte influenza sulla valutazione media complessiva. In conclusione siamo convinti di non essere dei vigliacchi e siamo anche convinti di non essere dei fascisti, perché questa è stata un occupazione pacifica e associare il nostro atto a una violenza fascista, oltre che essere anacronistico è anche un iperbole. Si potrebbero spendere ore e ore a parlare delle motivazioni che hanno spinto questa occupazione ma purtroppo ben sappiamo che, probabilmente, le nostre ragioni rimarrebbero inascoltate dal corpo docenti che ormai parte prevenuto nei nostri confronti, di noi fascisti facinorosi. E come ci sembra assurdo l'accostamento tra ragazzi che occupano un liceo in maniera non violenta, desideriamo sottolinearlo ancora una volta, e i metodi del regime fascista allo stesso modo, ci sembra fuori luogo citare la protesta non violenta di Gandhi come soluzione estrema, anche se questa vuole chiaramente essere una provocazione. Contro il razzismo i ragazzi non stanno a guardare! 19 aprile 2011, il liceo Pilo Albertelli viene invitato presso l istituto Colombo per partecipare alla premiazione della maratona di Roma, tenutasi il 20 marzo. In concreto, siamo presenti solo noi, accompagnati dal prof. Vantaggiato, qualche altro studente e dei rappresentanti. Dopo qualche minuto d attesa, prende la parola la professoressa Ciarpella, una donna molto attiva per quanto riguarda i progetti dei ragazzi nel suo liceo, l Augusto. La professoressa ringrazia di cuore per la partecipazione e per il grande entusiasmo tuttiiragazzichehannopresopartealla maratonina di4km,uneventoincuisiesprimealmassimolo spirito d uguaglianza. È proprio su questo tema che s incentra il discorso del professor Vanniccolo, rappresentante UNAR e promotore del NEAR(Network anti-razzismo), progetto che si basa sulla sensibilizzazione dei giovani contro tutte le discriminazioni. È quindi un dovere della scuola educare i giovani alrispettodicolorochesono diversi danoi,unrispettochesiesprimecapendoecondividendoledifferenze. Il fine di questa stracittadina, per la cui organizzazione va davvero ringraziata la nostra città, è quello di dare l esempio di un mondo globalizzato e solidale. Sebbene il nostro liceo si sia classificato al penultimo posto (per numero di partecipanti!), siamo contenti non solo della nostra coppa, ma soprattuttodiaverpresoparteauneventofantasticoincuilospiritod uguaglianzasirespiraesisentesulla pelle. La differenza è gioia!

12 Marzo/Aprile Brotherhood- Fratellanza di sangue 13 Almondocisonosempreduepersonenellecuivenescorrelostessosangue.Almondocisonosempredue fratelli, due sorelle. Non esistono figli unici. Dal 1989 in Italia, su iniziativa del professor Giorgio Reali, allora primario del centro trasfusionale dell'ospedale Galliera di Genova, è attivo l IBMDR(Italian Bone Marrow Donor Registry) che ha lo scopo di"reperire cittadini italiani disponibili ad offrire in maniera anonima, volontaria e non retribuita il proprio sangue midollare a favore di pazienti affetti da gravi malattie del sangue." (Testimonianza di Paola Massarelli Questa è solo una delle tante testimonianza di vite salvate, di doni fatti, di sorrisi sbocciati. Non voglio certo parlarediunmondofattodiroseedifiori.leneoplasie del sangue, vasto gruppo di malattie che includono ad esempio il linfoma o la leucemia, sono prove terribili a cui la vita sottopone l uomo. Sono esperienze, percorsi forzati che cambiano le persone. E alcune volte tutto si conclude nel buio. Spesso non c è un lieto fine. Tuttavia ognunodinoipuòcontribuireafarsìchelasperanza non muoia, può contribuire diventando donatore di midolloosseo.ilmidolloosseoèuntessutomollechesi trovaall internodelleossacaveedèiltessutodelnostro corpo addetto all emopoiesi ossia a quel processo che determinalanascitaelamaturazionedituttelecelluledel sangue. Le neoplasie che colpiscono questo tessuto non sono solide come ad esempio può esserlo una metastasi polmonare. Non possono essere curate attraverso la chirurgia. La migliore alternativa e la speranza più concreta perlepersoneaffettedaquestotipodipatologieè rappresentata dal trapianto di midollo. Il trapianto di midollo può avvenire attraverso un prelievo dalle creste iliache(dal bacino) effettuato in anestesia generale oppure attraverso la somministrazione di fattori di crescita che permettono alle cellule del midollo di riversarsi nel sangue e di essere prelevate tramite un processo simile a

13 Marzo/Aprile quello della donazione di emoderivati rebbel unicoalmondoadaverela (un semplice ago nel braccio, per farla compatibilità adeguata con il ricevente. breve). Quest ultima alternativa non pre- Per questo prima dicevo che nessuno è sentaalcuntipodirischiomentrelapri- ma solamente quelli legati all anestesia sempre un fratello e io personalmente figlio unico, che al mondo abbiamo e richiede l ospedalizzazione ed un pe- non vorrei mai che mio fratello morisse,nonvorreirimanereconlemaniiriododiosservazionedi48ore.perdiventare donatori bisogna essere mano. Il sito internet dell ADMO, la maggiorenni e sottoporsi ad un prelievo più grande associazione di donatori di di sangue per effettuare la tipizzazione. midollo in Italia, contiene tutte le Una volta tipizzati si viene inseriti nel informazioni in merito alla donazione registro dei donatori e si aspetta avendo dimidolloeanchel elencoeirecapiti sempre la facoltà di cancellarsi da questo in qualunque momento. Non torizzati al prelievo e/o alla tipizzazio- di tutti i centri trasfusionali d Italia au- sempre, oserei dire molto raramente, si ne.unclicknoncostanulla.c èun viene chiamati a donare proprio perché uomo che sta per essere investito, non è difficilissimo avere la compatibilità sonoobbligatoadaiutarlo senonlo adeguataenelcasoincuiquesto faccio posso considerarmi un assassino? avvenga probabilmente il donatore sa- Centocinquant'anni di delizie a Perugia Entrando nell antica cioccolateria Sandri a Perugia, lungo corso Vannucci, di fronte al palazzo dei Priori, il visitatore è stupito nel trovarsi in un locale dal soffitto a volta, decorato con affreschi floreali e paesaggistici e dall antico arredo che richiama un ambiente mitteleuropeo, ottocentesco, in contrasto con i vivaci e colorati negozi moderni del centro storico. Nonostante il nome italiano dell insegna alcuni dettagli rivelano legami con la confederazione svizzera: bandiere del paese elvetico, tazzine di caffèconildisegnodellacrocerossa,la grande varietà di praline di cioccolato fondente e al latte farcite in maniera fantasiosa. Appese fanno bella mostra di sé alcune fotografie datate Vi è ritratta una famiglia abbigliata in modo elegante, si legge il nome del capo famiglia, Giacomo Schucani. La signora che si trova alla cassa molto gentilmente racconta al visitatore che Giacomo Schucani è l iniziatore dell attività, che il suo nome era in realtà Jachen Shucan e che proveniva dal Cantone dei Grigioni. Il visitatore è attratto dalla storia della famiglia Shucan che si è fermata a Perugia introducendovi l arte dolciaria. Il suo particolare interesse deriva anche dal fatto che l occasionale visitatore è un docente del liceo P. Albertelli di Roma e la scuola è coinvolta nel progetto Italia Svizzera, la storia dal 1861 al 2011, avviato dal MIUR e dall AMBASCIATA SVIZZERA, nell ambito delle iniziative collegate al 150 anniversario dell unità d Italia. La curiosità è condivisa dal Liceo Albertelli e alcuni rappresentanti dell Istituto decidono di recarsi a Perugia per intervistare la continuatrice dell attività, rappresentante della IV generazione della famiglia, Carla Schucani dalla

14 14 Marzo/Aprile 2011 doppia nazionalità svizzera e italiana. Dalla stazione di Perugia gli albertelliani giungono in centro in pochi minuti utilizzando un mezzo di trasporto cittadino veloce e efficiente, il minimetrò. Sono ricevuti in un ufficio, poco distante dalla caffetteria, che appare angusto anche per la mole di libri, giornali, incartamenti e anche oggetti antichi che vi sono stipati. Carla Schucani riceve cortesemente gli ospiti e mostra la pubblicazione apparsa in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell attività, intitolata: Centocinquant anni di Delizie a Perugia, dal 1860 Sandri. Alcune foto testimoniano la tradizione di rappresentare gli eventi significativi della città attraverso raffigurazioni dolciarie, autentiche sculture esposte nella vetrina della pasticceria di Corso Vannucci. Carla Schucani insieme alla sorella Nicoletta sono le ideatrici e artefici della cronaca dolceeavolteironicadellacittà,ad esempio l avvento del minimetrò è stato simbolicamente rappresentato attraverso le caratteristiche cabine sovrastanti la Fontana Maggiore. Carla Schucani ci tiene a mostrare il laboratorio, sito al piano superiore rispetto all ufficio e a riferire che il processo di lavorazione della cioccolata è rimasto invariato nel tempo, che il cioccolato è purissimo, preparato con il burro di cacao, senza aggiunta di nessun altro grasso vegetale anche se, nota Carla senza celare un po di rammarico, una certa liberalizzazione è permessa, secondo una recente normativa europea e accettata anche dal paese elvetico. Carla Schucani racconta che intorno alla metà dell ottocento circa 300 emigranti svizzeri giunsero in Italia in cerca di fortuna e si stabilirono in varie città del nord, centro e sud. Giacomo Schucani, banchiere svizzero, si fermò a Perugia, forse conquistato dalla bellezza delluogochegliricordavalavalledell Engadinadacuiprovenivaeiniziòlasua attività commerciale Pasticceria-Drogheria-Confetture Coloniali. Il nome Sandri deriva da Nicola Zonder anch egli nato a Ftan, come gli Shucan e loro lontano parente, che possedeva una drogheria non distante da Perugia e che gestì l attività negli anni venti come tutore dei giovani Schucani. Accennando all evento dell EUROCHOCOLATE, Carla Schucani ne evidenzia il merito di diffondere l uso del cioccolato come un alimento da inserire nelle diverse diete e non solo come delicatezza da consumare saltuariamente. Dopo una pausa nella pasticceria Sandri per gustare praline dal sapore raffinato i rappresentanti del liceo Albertelli riprendono il minimetrò, per tornare alla stazione, piacevolmente soddisfatti della visita, in una splendida giornata di primavera, per aver conosciuto una parte di storia che da 150 anni ancora oggi coinvolge Italia e Svizzera.

15 Marzo/Aprile Συμπάθεια E con questo proverbio popolare che voglio iniziare a raccontarvi il motivo per cui l 11 Marzo di quest anno ha rappresentato per tutti nella nostra scuola, ma in particolare per alcuni, un momento di profondo dolore e raccoglimento. Sotto un sempre più pressante desiderio di vacanze natalizie a Dicembre un tizio sconosciuto, tale Diego Cucinelli(in seguito denominato Diego-sensei), si è presentato in aula magna per fare quattro chiacchiere sul Giappone. Un bel po di studenti erano presenti e abbiamo intrapreso un attività carinissima che ora vi ripropongo. Prendete un foglio e iniziate a scrivere tutti i vocaboli giapponesi che conoscete o se siete pigri provate a fare una lista mentale. Sushi, sashimi, kimono, samurai, geisha, seppuku, harakiri, tsunami, manga, anime, karate, bonsai, karaoke, kendo, miso, ninja, ikebana, shiatsu, tempura, tofu, wasabi la lista è lunga. Sono sicuro che voi avrete scritto o pensato parole ancoradiversedaqueste.tuttociòcifacapirecomeinrealtà il Giappone e la sua cultura siano già parte delle nostre vite. Ed è con questo messaggio, con questo intento che è cominciato il corso. Rendersi conto di quanto del Giappone c è nella nostra vita, toccare con mano differenze linguistiche e culturali che pian piano stanno diventando patrimonio comune, capire il Giappone, insomma, anche per avere più consapevolezza del nostro patrimonio culturale. Il corso inizia e senza stenti. Siamo un bel gruppo, circa trenta persone anche se qualcuna si perderà per strada. Tutto va bene e continua ad andare bene. Ma quando ora ci riuniamo di venerdì pomeriggio a fare Giapponese lo facciamo con uno spirito diverso, con una consapevolezza differente. Tutto il mondo e anche noi abbiamo siamo entrati in contatto con il vigore e la forza del Giappone. Un Giappone dignitoso,chenonsièfattopiegaredallatragedia,chenon ècrollatodifrontealterremoto.inognialtroluogoquesto sisma avrebbe potuto far crollare fondamenta ben più profonde di quelle delle abitazioni, ma in Giappone non l ha fatto. Ora i giapponesi non hanno volti tristi, le lacrime silenziose sono già state piante. C è già voglia di rinascita e da parte nostra c è sempre più desiderio di avvicinarci a un popolo tanto grande, a una cultura tanto maestosa. E adesso lo facciamo sorridendo, anche se nulla di buono è successo. John Donne

16 Marzo/Aprile KILLZONE 3 Guerrilla firma il suo secondo titolo su psd3, e stavolta è capolavoro! Il 2011 si preannuncia l anno della maturità per le console nex gen, prima che la loro potenzialità divenga trascurabile conto le schede video in continuaevoluzionedelpc.e,dicerto,ilgamechemegliohainaugurato quest anno, colmo di titoloni e aspettative, è il nuovo capolavoro di Guerrilla in esclusiva su playstation: Killzone 3. Chiunque abbia giocato il suo predecessore, uscito nel Lontano 2009, non può che essersene innamorato per grafica e ambientazioni, aspettando però di mettere le mani su un titolo che implementasse nel pacchetto anche un coinvolgimento maggiore e una trama degna di menzione. Questi obiettivi il nuovo prodotto Sony li centra in piano, offrendo grande spettacolarità, sequenze film ampliate ed una storia che, pur non competendo con altre pietre militari del genere, failsuoonestolavoroemotivaintuttal esperienzadigioco il player a sparare con animosità contro gli omaccioni dagli occhi rossi (helgast). Ti ritroverai, infatti, nei panni del sergente Sevchenko che, insieme all inseparabile amico Rico e a tutto l esercito ISA, si ritrova sul pianeta Helgan in netta inferiorità numerica e con scarsi mezzi a disposizione, mentre ai vertici del governo nemico si consumano complotti tra le due figure di maggior spicco, il capo degli armamenti Stahl e Orlok, il successore del defunto presidente Visari in una campagna offline avvincente e dalla durata oscillante tra le 7 e le 13 ore, a seconda della difficoltà impostata. E, in più, possibile affrontarla in split screen in compagnia di un amico. Controller alla mano, si nota immediatamente il pesante sforzo del team di sviluppo:killzone3haundesigneunagraficameravigliosi,godibilianchesenonsidisponediunatvdinuovissimagenerazione (basta un normale HD), un interazione con l ambiente migliorata ad effetti luce/ombra impressionanti, nonché una quantità ridotta di bug e sbavature tecniche, tanto che non si può ritenere azzardato l affermare che graficamente si tratta del miglior sparatutto in prima persona presente attualmente su console. Altro elemento da rilevarsi è la creatività di Guerrilla nell aver cercato-con-successo di rendere ogni livello del gioco più vario possibile, ognuno contraddistinto da una sua personalità anche per ciò che riguarda la tattica da usarsi; in questo modo, il giocatore dovrà rendersi multiforme utilizzando al meglio le sue capacità: dai classici rastrellamenti scellerati con i fucili d assalto e le mitragliatrici, fino a delicate fasi di spionaggio con fucile da cecchino, dai violenti attacchi brutali jet pac, esoscheletri, tutto contornato da ambientazioni davvero varie e coinvolgenti. L online, fino a 24 giocatori a partita, è stato anch esso migliorato, comprendente modalità classiche, come il deathmach, affiancate dalla nuovissima modalità Guerrilla, una sorta di sistema a missioni dove la squadra di 16 giocatori, attraverso una serie di e obiettivi, si deve infiltrare nella base nemica. Visto che il livello di difficoltà del multiplayer di Killzone 3 è molto alto, e le mappe sono inevitabilmente abitate da molti degli infallibili passi scatenati che hanno avuto la loro formazione online attraverso la serie Call of Duty, non verrà dispregiata la modalità Offline zona bot, interamente dedicata all esercitazione, all apprendimento delle tecniche e ai segreti delle mappe di gioco, attraverso una simulazione con nemici manovrati dal computer. Tirando le somme, anche se ha da fare i conti con i colossi del genere ed è stato creato durante una generazione videoludica in continua evoluzione e spolvero di titoli, Killzone 3 si presenta come un titolo divertente ed originale, uno di quei giochi non destinati a finire nel dimenticatoio, ma ad essere annoverato come capolavoro da tutti gli appassionati anche a distanza di anni.

17 Marzo/Aprile Ladonnaeil grandedilemma: "Belen Rodriguez o Rosy Bindi?" 1280 Bologna. Guido Guinizzelli esce da casa. Una mattina come tutte le altre; vuol prendere una boccata d aria. Cosa faccio? pensa Mi siedo in qualche giardinetto? Converso un po in piazza? Oppure è meglio che mi rechi subito all università?. Guido, assorto nei suoi pensieri, sta oltrepassando la torre degli Asinelli quando la vede. E accompagnata da una schiera di fanciulle cinguettanti. I suoi occhi brillano come scintille. Vede la Madonna, un coro di angeli, la luce divina Lo sguardo della giovine lo accarezza dolcemente; il tempo di un sorriso appena abbozzato e lei è già sparita. Guido non perde tempo, prende la penna, un foglio e scrive così (per strada): Tenne d angel sembianza che fosse del tuo regno; non me fu fallo, s in lei posi amanza. Eccola -si dice- la fine perfetta per la mia ballata! Grazie Marì!. Qualche tempo dopo, si presenta la stessa situazione a un altro Guido. Un Guido un po diverso, più introverso e malinconico. Il Guido in questione è Guido Cavalcanti. Lui non ha tempo di prendere carta e penna perché magicamente si è trasformato in una statua d ottone. Solo dopo qualche ora, sfilatosi anche una freccia dal cuore, scriverà: Chi è questa che viench ogn omlamira,chefatremare di claritate l aere e mena seco Amor, si che parlare null omo pote, ma ciascuno sospira? Due uomini, due concezioni diverse, un unica corrente: lo Stilnovismo E una serata come tutte le altre per Guido Qualunque. Stanco dopo una stressante giornata in ufficio, si siede sul divano e pensa: La solita giugla!. Lì davanti a lui, solo nel suo appartamento, la televisione gli appare come un inquieto animale. Sono le otto e mezza, è l ora di Striscia la notizia. si dice. Accende la tivù ed eccole: una bionda e una mora che si sperticano in mille moine. Proprio donne angelo, non pensate?certo,unpo menocasteepurema i tempi cambiano e ci si deve pur adattare! Siamo o non siamo una specie in continua evoluzione? E sbagliato affermare che l Italia nonsiaunpaeseperdonne,loè,masoloper un certo tipo. Lo dimostrano anche i sondaggi: le ragazze italiane che vogliono diventare veline sono più numerose di quelle che aspirano a diventare medici, avvocati o imprenditrici. In fin dei conti una Susanna Camusso o un Emma Marcegaglia cos hanno di diverso dalle altre? Hanno studiato, hanno superato la muraglia del maschilismo, sono libere ed emancipate, ma sono state anche poco furbe. Basta che madre natura ti abbia dato un aiutino, basta farsi notare e frequentare un breve corso che t insegni l arte della politica e sei in Parlamento. Ma, come scrive Kristina Kappelin (corrispondente della tv pubblica svedese in Italia): Queste parlamentari non si occuperanno di questioni che interessano il mondo femminile, daranno solo l illusione di farlo. Resteranno quello che forse erano predestinate a essere: decorazioni innocue con il compito di fornire qualche stimolo sessuale al lavoro parlamentare. Inutile risentirsi: è questa la situazione nel nostro Paese che è all 87 posto per quanto riguarda l occupazione femminile, al 121 per la parità salariale e al 74 posto dalla classifica mondiale, dopo la Colombia, il Perù e il Vietnam (dal 2008 l Italia ha perso sette posizioni), per il modo in cui è trattata la donna. Tuttavia le cose vanno avanti così. Le comuni donne del 2000 esasperate marciano tutto il giorno, si truccano in macchina e dopo una stancante giornata lavorativa, tornate a casa, devono ancora preparare la cena e mettere a letto i figli. Solo quando poggiano la testa sul cuscino, rimpiangendo i tempi passati, pensano: E noi che lottavamo per non essere più considerate angeli!.

18 Marzo/Aprile Scatti da matti! Festa di Carnevale - Viaggi d'istruzione

19 Marzo/Aprile just need to get closer ^^

20 Marzo/Aprile DJ Renda continua a regnare! Gregorio del II B sei un monumento nazionale! By Re del Rombo Pelato zoppo scusa per la perenne acidità. Ti voglio bene, Serena. Serena baldracconaaaa Rispondo a quella che dice di voler conoscere John Calboth: 1) E dell Albertelli 2) Non vuole essere conosciuto. 3) Tiringraziacomunqueperilmessaggio simpatico della scorsa volta. J.C.R.regnaquieghignatuttoildì Lapostadel Pilo TiziVFtivuoidareunamossa? ci faiperdereil71!ahahah!t.v.t.t.b LetueAeM! (messaggino ripescato nella cassetta della succursale di due anni fa! XDDD) Ilaria, Marco, Paolo, Edoardo, Alessio, Tiziano, Orazio, Romolo, Elena, Pietro, Alessandro, Luca, Piero, Adriana, Teodoro, Isabella, Nunzio, Eleonora: GRAZIE PER QUESTI FANTASTICI ANNI!!! By Tellimero Patitio Dario Malusardi me spizzo le tue foto su fb. Fai attenzione. Semichiedichièalto2xsPisiiodico te!semichiedichièchehaicapelli bleah,pisiiodicote!setidiconopoi ti do due metri in più e dei bei capelli tu dici no, no: << >Ma cosa vuoi da me se voglio rimaner alto soltanto un metro e tre. Mi chiamo Piiisi>>. Xoxo And do you love me? Kiss Kiss Gossip Girl But if u feel like I feel, Please let me know that it s real U re just too good to be true, can t take my eyes off u <3 Babulll. I DO MISS U! XDDD Elefalenehannolepiume...:D ET: Eddaje e che siete proprio arteriosclerotici? PunkRoccoteamo! Se Dio vi ha dato i c**i perché nasconderli? Dario e Giacomo II B fateci contente! Venneri sei figo! Serena del I C c ha le mestruazioni 365giornil anno.damianoic Una simpatica letterina alle femminelledeliib,lecarediego,giacomo edario sietedolcixime<3pupeda sognocomevoisivedonosoloacasa di Lapo Elkann Serena I C attira maniaci! E anche guai, aggiungerei io u.u Sei la peggio, polletta <3 Cé A patatoooooo! Ohsenti,iostirosulletto Sìmo pur iodo n acciaccataalemaniche Vi amo patelle mie! (to dario malusardi, siamo un quartetto u.u) Ipastsomuchtimeinnight,looking forthebrighteststar,andonlynowi realized that it isn t so far. Because areyou,mylittlestar.bytheriseof Amon Caro Amore (poca altezza) Io sarò la scala per arrivare dove tu non puoi! Con affetto(anche io, poca altezza). Nola... bella fracicaaaa <3 PedullàcimancheraiD:IIIF Lunedì sei mio Andwe'realltooblame,we'vegone too far, from pride to shame, we're tryingsohard,we'redyinginvain, we're hopelessly blissful and blind to all we are, we want it all with no sacrifice! Lawliet Ryuzaki <3

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