SENTIREASCOLTARE. Wilco. salvati dal rock and roll. online music magazine GIUGNO N. 32. s e n t i r e a s c o l t a r e

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1 SENTIREASCOLTARE online music magazine GIUGNO N. 32 Wilco salvati dal rock and roll Hans Appelqvist King Kong Laura Veirs Valet Keren Ann Feist Low Stars Pelican Of The Art Lid Of Smog Fighting I Nipoti Akoustic del Capitano Disease Cristina Parts Zavalloni & Labour Billy Nicholls Dead C Labrador Neurosis Marino José Malagnino Buffy Sainte Marie s e n t i r e a s c o l t a r e

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3 sommario 4 News 8 The Lights On Pelican, Art Of Fighting, Parts & Labor, Akoustic Desease 1 2 Speciali Labrador, Marino José Malagnino, Dead C, The Sea And Cake, Wilco 3 4 Recensioni Crowded House, Psychic Tv, The Clientele, Videohippos, Melt-Banana, Monotract, Teatro degli orrori Rubriche (Gi)Ant Steps Massimo Urbani We Are Demo: Amelie, Black Bass, Jocelyn Pulsar... Classic Leonard Cohen, Truly, Brian Jonestown Massacre, Buffy Sainte Marie Cinema Tarantino-Grindhouse, Spiderman3, Mio fratello è figlio unico... I cosiddetti contemporanei Bruno Maderna 8 Direttore Edoardo Bridda Coordinamento Teresa Greco Consulenti alla redazione Daniele Follero Stefano Solventi Staff Valentina Cassano Antonello Comunale Antonio Puglia Hanno collaborato Gianni Avella, Davide Brace, Filippo Bordignon, Marco Braggion, Gaspare Caliri, Roberto Canella, Paolo Grava, Alessandro Grassi, Manfredi Lamartina, Linda Maldini, Alarico Mantovani, Andrea Monaco, Massimo Padalino, Stefano Pifferi, Andrea Provinciali, Stefano Renzi, Vincenzo Santarcangelo, Giancarlo Turra, Fabrizio Zampighi Guida spirituale Adriano Trauber ( ) Grafica Edoardo Bridda, Valentina Cassano in copertina Björk SentireAscoltare online music magazine Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05 Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Provider NGI S.p.A. Copyright 2007 Edoardo Bridda. Tutti i diritti riservati. La riproduzione totale o parziale, in qualsiasi forma, su qualsiasi supporto e con qualsiasi mezzo, è proibita senza autorizzazione scritta di SentireAscoltare s e n t i r e a s c o l t a r e

4 news a c u r a d i Te r e s a G r e c o La Domino annuncia dal suo sito ufficiale che pubblicherà entro la fine dell anno il nuovo disco di Robert Wyatt, dal titolo provvisorio Comicopera; l ultimo suo album, Cuckooland, risale al 2003 Debutto su Morr Music per l islandese Seabear (moniker dietro cui si nasconde Sindri Már Sigfússon) con The Ghost That Carried Us Away, album che sarà pubblicato a settembre e che si avvale della collaborazione di suoi connazionali, tra cui Orvar dei Múm, Eiki che fa parte della formazione live dei Sigur Ròs oltre ad alcuni membri di Benni Hemm Hemm Il video del singolo Dance Tonight di Paul McCartney (tratto dal prossimo album in uscita il 5 giugno Memory Almost Full) è apparso a sorpresa su YouTube; diretto dal francese Michel Gondry, vede Natalie Portman protagonista (http://www.youtube.com/watch?v=xtnxrkbsp_o)... I Liars ritornano con il quarto album, che sarà pubblicato il 28 agosto su Mute, e sarà un Self Titled Annunciato anche il comeback dei Pinback, con il quarto disco, The Autumn Of The Seraphs, che uscirà il prossimo 11 settembre su Touch & Go Con il nuovo disco Future Artists - uscito il 29 maggio su BaDaBing! - fanno il loro ritorno i neozelandesi Dead C Larrikin Love Il 22 e 23 giugno ritorna a Pescara Indierocket Festival 2007 ad ingresso gratuito, con tra gli altri The Last Drive, Devastations, These New Puritans e guest da annunciare; il programma completo al sito ufficiale (http://www. indierocketfestival.it)... Tour europeo per Sly and The Family Stone, con nove date in luglio a partire da Perugia (il 12 al festival Umbria Jazz ) Mike Skinner sta lavorando al quarto album (ancora senza titolo) a nome di The Streets, previsto per fine anno; l ultimo lavoro del gruppo risale all anno scorso, con The Hard Way To Make An Easy Living Si sciolgono a sorpresa gli esordienti inglesi Larrikin Love, con un comunicato in cui non sono state rese note le ragioni, se non che continueranno a fare musica; il gruppo aveva pubblicato un album, The Freedom Spark uscito l anno scorso su Infection e appena distribuito da Ryko/Audioglobe a maggio (recensione pubblicata da SA nel numero precedente) I Sunset Rubdown (Wolf Parade, Swan Lake e Frog Eyes assortiti) preparano il terzo disco (Random Spirit Love) previsto per l autunno su Jagjaguwar; il secondo, Shut Up I Am Dreaming, uscito l anno scorso, è distribuito ora in Italia da Self ed è in uscita il 29 giugno prossimo 4 s e n t i r e a s c o l t a r e

5 Strawberry Jam, il nuovo album degli Animal Collective è previsto per settembre su Domino, nel cui roster sono entrati a inizio anno Sanctuary Road, il ritorno del redivivo Marc Almond (dopo il quasi fatale incidente motociclistico che ebbe nel 2004) sarà pubblicato il 4 giugno su Sanctuary Records; disco di cover ad eccezione di un inedito (Redeem Me) è un viaggio nel suo universo musicale attraverso le canzoni che ne hanno influenzato la crescita artistica, comprendendo pezzi di Dusty Springfield, David Bowie, Frank Sinatra. Con la partecipazione di Antony, Jools Holland e Sarah Cracknell dei St Etienne Odd Nosdam pubblicherà Level Live Wires il 28 agosto prossimo su Anticon Richard Hawley sta ultimando Lady s Bridge, prodotto insieme a Colin Elliott, che sarà pubblicato il 20 agosto Nuovo pezzo di Vert (Rocket Man) - ascoltabile anche sul suo My Space - in Versions Of The Prepared Piano su Karaoke Kalk, remix da The Prepared Piano di Hauschka. Vert sarà in tour in Italia il 6 giugno a Padova, al Summer Students Festival, e il 7 a Milano Marittima al Loco Squad La Chemikal Records annuncia lo split degli Aereogramme, dopo quasi un decennio di attività; il gruppo aveva pubblicato l ultimo disco lo scorso febbraio, My Heart Has A Wish That You Would Not Go Vert Due uscite (il 21 maggio) su Rune Grammofon / Wide: il duo norvegese Moha con Norvegianism e terzo album per gli Ultralyd del sassofonista Frode Gjerstad con Conditions For A Piece Of Music Italia Wave Love Festival si terrà a Sesto Fiorentino (FI) dal 17 al 22 luglio prossimi con un ricco calendario, che va da the Good The Bad And The Queen a Kaiser Chiefs, da Scisssor Sisters a!!!, Tinariwen, Jimi Tenor, Vinicio Capossela, il tutto con ingresso gratuito fino alle 21 Spaziale Festival ritorna a luglio a Torino allo Spazio 211 con un programma che ospita eventi unici italiani con artisti stranieri, inaugurando il 5 con i Sonic Youth che suonano Daydream Nation. Si prosegue il 6 con i Giardini di Mirò, il 7 con i Perturbazione, l 8 con Petrol il 15 con Mudhoney, il 16 tocca a Bright Eyes, il 17 ai Wilco (unica data italiana), il 18 ai C.S.S. Neromagazine per il suo terzo compleanno pubblica un numero speciale, Nero Champions League in inglese, che girerà l Europa nelle più importanti manifestazioni culturali di quest estate (Biennale di Venezia, Art Basel, Documenta12, Skulptur Projekte). I primi tre eventi di presentazione saranno ad ingresso gratuito: il 19 maggio a Roma (h 23, The Loft, via di s e n t i r e a s c o l t a r e

6 news a c u r a d i Te r e s a G r e c o Pietralata 159 con Carsten Nicolai, Okapi, Rombi, Bob Corsi, Diciannove Omaggio), il 24 a Milano (h 23, Sottomarino Giallo, v. Donatello 2 con Dafne Buggeri, Okapi, Rombi) e l 8 giugno a Venezia (con Carsten Nicolai). Per info lista inviti: ( ) Anticipazioni da Sonic Belligeranza: in progetto un disco di noise registrato utilizzando esclusivamente suoni da skateboard, dal titolo In SkateborED We Noize Reso noto il titolo definitivo del terzo disco degli Interpol: Our Love To Admire uscirà il 6 luglio prossimo su Capitol; al link (http://www.forums. spinner.com/2007/05/01/interpols-new-song-is-bi-coastal/) un anteprima del singolo The Heinrich Maneuver Larkin Grimm è passata dalla One Little Indian alla Young God di Michael Gira Peter Hook Mentre viene annunciato che il biopic di Anton Corbjin su Ian Curtis, Control, sarà presentato a Cannes dal 16 al 27 maggio, Peter Hook conferma sul suo blog (http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&f riendid= &blogid= ) lo scioglimento dei New Order, dopo le voci ricorrenti dei mesi scorsi. Il bassista sarà tra i protagonisti dei Satellite Party, progetto di Perry Farrell a cui partecipano anche Thievery Corporation, Flea & Frusciante e Steve Lillywhite nelle vesti di produttore esecutivo. Il loro album, The Ultra-pay Loaded, uscirà il 29 maggio Nuovo album per Mirah in uscita il 7 agosto prossimo su K Records: Share This Place: Stories and Observations è prodotto da Steve Fisk (Nirvana, LOW, Beat Happening) e Phil Elvrum e accompagna una serie di dodici short film animati da Britta Johnson, uno dei quali (Credo Cigalia) è compreso nel disco Dopo il Live 8 di due anni fa, si è sfiorata una nuova reunion su palco dei Pink Floyd. Lo scorso 11 maggio al Barbican di Londra, nel corso di un concerto-tributo a Syd Barrett (a cui hanno partecipato Damon Albarn, Robyn Hitchcock, Kevin Ayers ed altri), i quattro hanno di nuovo calcato la stessa scena, ma in esibizioni separata. Prima sono comparsi a sorpresa Gilmour, Wright e Mason per eseguire Arnold Layne, poi Roger Waters accompagnato dalla sua band... Annunciato il cast del Traffic Torino Free Festival (http://www.trafficfestival.com/), che si terrà dall 11 al 14 luglio nel capoluogo piemontese: Lou Reed (con Berlin, 11 luglio), Daft Punk e LCD Soundsystem (12), Arctic Monkeys e Art Brut (13 ), Antony & The Johnsons e Franco Battiato (14) 6 s e n t i r e a s c o l t a r e

7 Touch & Go si scusa per aver annunciato l entrata nel suo roster dei Qui, che pubblicano invece il loro Love s Miracle a settembre su Ipecac Il nuovo album di Ben Harper, Lifelines uscirà su Virgin il prossimo 28 agosto La Young Records di Michael Gira ristamperà il 18 giugno il penultimo album di Lisa Germano, Lullaby For Liqud Pig con un secondo CD di bonus La terza edizione del MUV Music and Digital Art Festival - evento che interseca le arti digitali e la musica elettronica - si svolgerà a Firenze dal 6 al 10 giugno prossimi negli spazi della Limonaia di Villa Strozzi. Per info consultare il sito ufficiale (http://www.firenzemuv.com)... Face Addict è un film e una mostra fotografica di Edo Bertoglio che si svolgerà a Roma al Cinema Farnese (Piazza Campo De Fiori, 56, Roma, tel ) dall 11 al 17 maggio; fotografo della rivista Interview di Warhol Bertoglio è stato testimone e protagonista della New York Downtown di fine anni 70 inizi 80 (Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Jim Jarmusch, Debbie Harry, John Lurie) Il messicano Murcof ha completato il terzo atteso album, Cosmos, che uscirà in tarda estate Lisa Germano Da domenica 6 maggio (inaugurazione ore 16) a domenica 3 giugno il Museo Industriale La Fabbrica della Ruota di Pray (BI) ospiterà la mostra La fabbrica e la sua voce - Trame sonore dell industria tessile realizzata dagli artisti biellesi Luca Berbero (Fhievel) e Luca Sigurtà, con la partecipazione di Manuele Cecconello e patrocinata dal DocBi - Centro Studi Biellesi. Orario di apertura: domenica ore 15-18,30. Gruppi e visite guidate su prenotazione: tel. 015/ La Thrill Jockey di Chicago festeggia quest anno i suoi 15 anni e per l occasione pubblicherà un box di 15 7 in cui gli artisti del suo roster coverizzeranno altri artisti TJ. Per l occasione si terrà un concerto il 10 novembre 2007 alla Roundhouse di Londra; ancora non confermata la scaletta, per il momento hanno aderito Arbouretum, The Sea And Cake, Bobby Conn, Califone, Adult, OOIOO e Tortoise s e n t i r e a s c o l t a r e 7

8 The Lights On... pelican L eco di un flebile vento post ha sospinto sin dagli esordi le pagliuzze strumentali del metal marcato Pelican. Libratesi in volo, sono poi ricadute ben lontano dal fusto da cui in origine furono spiccate via. Esse sono infatti giunte a noi attraverso una prima, preparatoria, esperienza. Quella dei Tusk. A farne parte v erano già tutti e tre i membri dei futuri Pelican. Laurent Lebec, Trevor de Brauw e Larry Herweg furono un power trio nell era del dopo grind. Due chitarre e una batteria, rispettivamente. La musica suonata, nei due album consegnati agli annali minori della Windy City (i nostri provengono infatti da Chicago), è nient altro che grindcore allo stato brado. Get Ready (He Who Corrupts) e The Tree Of No Return (Tortuga) suonano proprio così. E non lascerebbero sperare quella conversione concettuale che il trio ha poi assunto a propria effige sonora col cambiare ragione sociale. Non sappiamo bene quando, ma qualcuno o forse tutti e tre a un certo punto della loro giovane storia discografica sentono il metal suonato come una camicia di forza stilistica della quale difficile sarebbe sbarazzarsi. Vi si dibattono dentro per un poco, e poi decidono per un sostanziale salto qualitativo. Pelican è il nome che danno a questo insperato triplo salto mortale sonoro che con una sola piroetta proietta i nostri molto al di sopra dello steccato metal che fino ad allora così perfettamente li aveva contenuti. Pelican ( Hydra Head, 2003) sforna un primo assaggio della nuova creatura. E mostra, quali abiti eleganti ad una festa di gala, influenze ben più raffinate che in passato. Neurosis su tutti. Pulse, Mammoth, Forecast For Today e The Woods hanno ancora durate umane (fra i 4 e i 7 minuti), ma parlano una lingua puramente strumentale d avant metal. Gli Earth e Boris in primis. Terrificanti e liriche visioni d una landa che post(umana) lo diventa dopo simili incursioni bombardiere. Non accidentale, poi, il fatto che la band si accasi presso la Hydra Head Records, proprietà dell Isis Aaron Turner. Infatti gli Isis diventano sempre più un termine calzante per riferirci al genere ibrido suonato dai nostri. A tal proposito vale un ascolto del meraviglioso The Fire In Our Throats Will Beckon The Thaw (2005). Ascoltando i 9 minuti di Last Day Of Winter (o anche la lunghissima March Into The Sea) ci si imbatte in un perfetto ibrido fra crescendo drammatizzati scuola Neurosis, un uso dilatato e ambientale dello strumento chitarra e, risultante delle due prime direttive, in una sorta di psichedelia lirica che del metal conserva solo la grammatica. Sgrammaticata a dovere però. Fino a farne lo strumento per descrizioni voiceless d assoluta armonia e bellezza sonica. La risultante fra epos e pathos è qui felicemente raggiunta e doppiata da risultati artistici di grande validità, suggestione, pregnanza. -, traccia acustica e purgativa delle tante distorsioni a profusione sprecatesi sino a quel mentre, introduce il finale cosmico di Aurora Borealis e Sirius. Un concentrato sonoro di polveri sottili che astrae tutta l evanescente arte d atmosfera dei Pellicani. A precedere vi era già stata un altra avvisaglia di grandi cose a venire. Australasia (2003) infatti spaziava, con ben due anni d anticipo su The Fire, su territori post metal e droning di non indifferente arditezza strumentale e concettuale. Anche qui a farla da padrona è la suite più estesa nel minutaggio. Night And Day dura infatti ben 11 minuti. 11 minuti al servizio d un narrare per contrappunti chitarristici, fatti di vuoti siderei e pieni assordanti, che davvero aprono porte della percezione mai prima discostate al nostro orecchio d incalliti audiofili. Soprattutto, Australasia è una testa di ponte fra il passato (prossimo) del trio e un futuro (altrettanto prossimo) alle porte. Questo futuro, oramai scivolato nella cronaca discografica degli eventi d attualità, è l ultimo parto lungo della band di Chicago. City Of Echoes (2007) riflussa il già noto attraverso partiture sempre più curate e progressive. Come del resto le progressioni strumentali del gruppo, ancora più l abilità del disco è quella di avvincere e incantare senza mai far calare l attenzione sullo svolgimento delle partiture. E, sorpresa delle sorprese, gli echi post si fanno prepotentemente sentire. Il pezzo eponimo, ad esempio, ne è perfettamente consapevole. Tutto preso in quei suoi giochi geometrici chitarra- batteria-chitarra che quasi rasentano geometrie mathematiche. Nuovo sbocco, forse, allo stile emotivo e epico dai precedenti dischi testimoniato grandemente. M a s s i m o P a d a l i n o 8 s e n t i r e a s c o l t a r e

9 The Lights On... art of fighting È il booklet del loro secondo album Second Storey, con quelle palafitte nell oceano, che forse ci ha suggerito l immagine dell acqua, di quel lento ondeggiare sinusoidale. Ma non solo: è proprio la musica degli Art Of Fighting a evocare di per sé l oceano. La loro formula stilistica tanto struggente quanto rilassante culla come un onda lunga. Dopo aver salpato da Melbourne, Australia, la loro è una navigazione in oceano aperto: lenta, rispettosa e calma. Immune da ogni tempesta e perturbazione. Ma, attenzione, la traversata è solitaria e improvvisata: bisogna seguire le stelle per orientarsi. Efemeridi di un universo fatto di slow- core e di fluorescenze pop. Non a caso, infatti, la stella-guida alla quale i Nostri fanno riferimento è proprio quella dei Red House Painters. Ma non solo, il baluginare intermittente di Jeff Buckley e quello più tenue dei Coldplay, sui quali gli Art Of Fighting dirigono il timone, sembrano alleggerire un poco quella drammaticità propria della band di Mark Kozelek. Proprio qui, infatti, risiede il merito del combo australiano: quel giusto dosare atmosfere solari e consolatorie a quelle più cupe e solitarie, sulle quali muove la loro sezione strumentale. Infatti, di questa rivisitazione pop dello slow-core, il merito è da conferire soltanto alle leggere traiettorie vocali che il cantante riesce a far planare dolcemente su quel dilatato contesto musicale, fatto di trame chitarristiche in crescendo e struggenti note di piano. Ciò che ne scaturisce sono delicate canzoni senza tempo che, nonostante facciano della lentezza il loro principio esistenziale, si infilano sottopelle inesorabilmente. Che, a dispetto del nome della band, rappresentano la più palese negazione del combattimento, inteso nella sua accezione comune. Ma se conflitto deve esserci sicuramente è interiore: rivolto malinconicamente verso l interno. Formati nel 1997 gli Art Of Fighting, dopo un paio di EP, completano la loro definitiva line-up nel Iniziano così i preparativi per questa lenta e rilassante navigazione in oceano aperto senza meta alcuna. Il varo della loro imbarcazione avviene nel 2001 con la pubblicazione del loro primo album Wires (Trifekta). Mai cerimonia iniziatica fu più fortunata. Infatti il loro esordio valse loro il premio come miglior album alternativo agli Australian Record Industry Awards In questo loro debutto risiedono abbozzate già tutte le loro peculiarità stilistiche. Il passo di queste undici canzoni è quello tipico dello slow-core, però sono già evidenti anche richiami a Jeff Buckley ( forse anche troppo marcati, sul limite del plagio, in Moonlight) e a quel pop chitarristico inglese tipico di etichette come Sarah Records e 4AD. L album viene distribuito in netto ritardo nel resto del mondo (Stati Uniti, Germania, Giappone e Taiwan), ma il tour europeo che ne è seguito ha catturato l attenzione di Simon Raymonde (ex-cocteau Twins), boss della Bella Union label, che decise così di occuparsi della distribuzione europea del loro secondo album. (6.5/10) Così nel 2004 prende vita Second Storey ( Trifekta / Bella Union), l album consacratore dell avvenuta maturità stilistica degli Art Of Fighting. La loro proposta musicale, ora molto più curata e dettagliata, scava decisamente in profondità, ammalia con canzoni memorabili e stupisce per la carica emozionale che i Nostri riescono a conferire a ogni singolo passaggio. Ovviamente, il contesto su cui muovono è sempre lo stesso del loro esordio, ma qui è la componente vocale a raggiungere picchi emotivi altissimi. I nomi dei riferimenti che vengono evocati sono tutti di alta caratura: Radiohead, R.E.M. e gli onnipresenti Buckley e Red House Painters. La bellissima Break For Me, la struggente Busted, Broken, Forgotten e la sospesa Two Rivers rappresentano gli episodi più riusciti dell album, se non addirittura dell intera loro discografia. Canzoni che se fossero state contenute negli album degli artisti succitati avrebbero fatto gridare al miracolo. Invece, essendo scritte da questa nostalgici navigatori senza meta, restano sospese sopra la superficie dell oceano come quella nostalgica foschia mattutina. Infatti, nonostante una distribuzione europea ( sempre in ritardo rispetto all uscita in madre patria), questo album è rimasto oggetto soltanto di pochi intimi. (7.8/10) La meta del loro percorso oceanico è ancora celata; ma il loro ultimo album, Runaways (vedere spazio recensioni) sembra darci una romantica chiave di lettura. Noi saremo lì, dove l oceano incontra la terra, la sabbia, pronti a raccogliere nuovi, preziosi tesori. A n d r e a P r o v i n c i a l i s e n t i r e a s c o l t a r e 9

10 The Lights On... parts & labor Il titolo dell ultimo album dei Parts & Labor contiene in nuce la chiave per decodificare al meglio il suono di questo furibondo trio di stanza a New York. Mapmaker (cartografo appunto) innesca infatti modalità nuove stravolgendo la sintassi del genere e ridefinendone i confini, grazie ad un impatto sonoro che riesce a coniugare in modo eclettico melodia e distorsioni e che ha pochi eguali nel panorama rock attuale. Ma chi sono e da dove vengono questi tre invasati? Galeotta fu la Knitting Factory, tempio della musica più avant e radicale della Grande Mela. E proprio lì, infatti, che nel 1999 si incontrano Dan Friel e BJ Warshaw, chitarrista/tastierista e bassista/tastierista. Una volta completata la lineup con il batterista Jim Sykes, il disco d esordio non può che venire di conseguenza: ecco quindi Groundswell (JMZ 2002), una delle cose più riuscite ascoltate in ambito strumentale negli ultimi anni, un potente mix di math rock e noise rock meno canonico, che in termini di resa ritmica paga pegno alla robotica reiteratività krautrock d antan. I tre confezionano undici pezzi in cui Oneida (Parts & Labor), sfuriate Lightning Bolt (Autopilot), riverberi Trans Am (Tb Strut), pachidermi à la Melvins (Intervention) scorazzano allegramente. Un ruolo centrale lo gioca da subito l elettronica cheap, tra avventurose soundtracks per videogiochi alla Richard P. James sommerse da spasmi di rumore bianco (Railgun), e deliranti orge Can-Kraftwerk per il ventunesimo secolo (Mike Burke For President). Neanche un anno dopo vede la luce Rise, Rise, Rise (Narnack 2003) disco che punta molto più in alto, svincolando il trio dalle sabbie mobili dei cliché del genere e variando ulteriormente spettro espressivo e modalità d esecuzione. Senza dubbio aver condiviso l album con quel Tyondai Braxton, figlio di cotanto padre e già membro fondatore dei Battles, ha stimolato il terzetto a sviscerare un suono che riesce a non perdere in compattezza e coesività. Cimentandosi per la prima volta col cantato con risultati più che apprezzabili. Se nei tre pezzi finali Braxton mostra di che pasta è fatto con le sue suite di rock post-moderno, i Parts & Labor non sono da meno: The Endless Air Show sfodera un assalto sonico come non si ascoltava dai tempi di Sheets Of Easter, umanizzato e compresso in appena tre minuti scarsi. Con influenze e numi tutelari insospettabili, dai Chrome alle musiche tradizionali, e qua e là è rintracciabile perfino una sorta di country deforme. Qualcuno li ha definiti dei No Means No che fanno a pugni con i Savage Republic; quello che però li contraddistingue è un invidiabile lavoro di sintesi, che permette al gruppo di non disperdere tanta varietà d influenze. Il botto è nell aria e arriva col terzo disco, Stay Afraid (Jagjaguwar, 2006) di cui non tutti sono stati in grado di apprezzarne da subito le qualità. L album è un blocco di granito rock, dotato di geometrie elastiche già a partire dall iniziale A Great Divide, piccola gemma noise-pop e ideale hit del gruppo, paradigma di un suono quasi corale in cui ogni singolo elemento si concatena mirabilmente agli altri: una melodia vocale contagiosa fuoriesce liberamente dalla massa noise, tra tastiere giocattolo torturate senza remore e anthem socio-politicizzati. L album è un macigno compattissimo che non risulta mai caotico o autoreferenziale, grazie al lavoro di fino dei tre il cui intento primario resta quello di scrivere canzoni e organizzare suoni. Il drumming quasi tribale del nuovo batterista Christopher Weingarten, le note schizofreniche della tastiera di Friel e il basso massiccio di Warshaw si fondono a folle velocità, mentre le voci, mai come ora in primo piano, tirano le fila di un suono dall impatto devastante ma perfettamente controllato. Con l uscita dell ultimo Mapmaker (Jagjaguwar, recensione sul PDF #31) per i Parts & Labor sembra essere arrivato il momento propizio per far conoscere a fette più ampie del popolo indie la loro miscela noise-pop. Frutto di una formula e di una lineup ormai rodata, l album vive i suoi momenti migliori nell equilibrio fra sperimentazione e fisicità, due elementi che spesso non vanno di pari passo nel sottobosco indie-rock perché difficilmente gestibili, soprattutto se si pensa alla componente pop che rilancia ulteriormente in avanti il discorso. Raramente negli ultimi anni tanta concettualità è stata così ben dissimulata in un disco che rappresenta uno degli esiti più significativi della storia recente del noise-rock. E questo è solo uno dei motivi per avvicinarsi a questo gruppo e a questo album. S t e f a n o B r i f f a n e l l i 1 0 s e n t i r e a s c o l t a r e

11 The Lights On... akoustic disease Qualcosa si sta muovendo, in Italia, dalle parti dell avant- folk, della drone music, dell elettroacustica. E stavolta non sembra trattarsi dell ultimo sussulto di un onda generata da una sorgente sismica distante. Pare piuttosto un fenomeno osservabile a diversi livelli di granularità: l atteggiamento più naturale è quello di abitarlo all interno, lasciandosi disorientare dal puntiforme flusso di stimoli che ogni uscita rappresenta. Oppure lo si può guardare dall alto, come se fosse un corpo organico: si finirebbe allora per accorgersi della sua dimensione macroscopica. E capitato a Rob Young che, recensendo le ultime uscite di Orsi/ Becuzzi e MCIAA su The Wire, ha individuato nella connaturata predisposizione, tutta italiana, al sodalizio, una delle possibili ragioni di un simile exploit di uscite e progetti in ambito avant. Fa un nome grosso, Young, sebbene en passant e in forma retorica, ed è quello di Musica Elettronica Viva. Il concetto di vita, si sa, è legato a quello di nascita, ed è per tastare il polso di una scena musicale in stato di crescita che guardiamo alla neonata etichetta Akoustic Desease. Stanziata a Prato, fieramente autogestita, la Akoustic Desease è una CD-R label che nasce grazie alla passione di artisti che ruotano attorno ad Antonio Gallucci, musicista già attivo come throuroof via CD-R e tracce su compilation. E con lui che abbiamo parlato. «La scelta della cdr label», spiega, «nasce certamente con uno sguardo a realtà estere come Ruralfaune, Whistle Along, Digitalis, che negli ultimi anni si sono fatte latrici di una variopinta esplosione di creatività, con edizioni limitate ed handmade che, oltre a suonare storti e diversi, parlano di questa maniacale ricerca di artwork fuori formato, di oggetti unici, quasi di feticci. In fin dei conti non è che la rinascita della filosofia dei tape network e del do- it- yourself che si rimaterializza ed espande nell era della rete». Se gli si chiede perché una CD-R label, risponde così: «Sono mosso dal piacere di circondarmi di suoni e persone interessanti, ma ancor più da quello di vedere questi strani oggetti materializzarsi tra le mie mani, dopo ore ed ore trascorse a cercar di capire come funzioni la macchina da cucire che mi trovo in casa per preparare i sacchetti che contengono la nostra prima uscita. Ad ognuno le sue forme di masochismo». Trees In The Attics è la compilation inaugurale dell etichetta, un tributo di16 artisti alla figura e all opera del pittore, architetto ed ecologista Friedensreich Hundertwasser. «L incontro con Hundertwasser avviene grazie ad una scoperta della mia compagna Laura, che si occupa di arte ed è coresponsabile della creazione degli artwork», racconta Antonio. «Sono letteralmente stato invaso da cataloghi e scritti sulla sua figura e sulla teoria ecologica con la quale è stato in grado di crearsi il suo piccolo mondo utopico ed affascinante». Si scorge molto dell attitudine naif di Hundertwasser nelle proposte dall etichetta: «Sebbene le nostre scelte non sono esplicitamente dettate da un attitudine naif, possono scorgersi delle affinità. Non siamo interessati al mezzo con cui si realizza la musica o all etichetta che le si affibbia: siamo attratti da un suono che sia il più emozionale possibile. Poi le nostre scelte personali ci avvicinano a produzioni legate alla terra, alla ruralità e alla ritualità del suono». Le altre due dell etichetta sono una l ennesima conferma del talento di Fabio Orsi; l altra la prima manifestazione di quello, finora inespresso, di Donato Epiro (vedere spazio recensioni). Uno sguardo in Italia, uno alla situazione internazionale e la consapevolezza di alimentare uno spirito di confraternita, di far parte di una sorta di sodale Internazionale del suono. I progetti futuri dell etichetta lo confermano: «Non è nel mio stile fare programmi a lungo termine», precisa Antonio, «si programmano due uscite per volta e nel frattempo si instaurano nuove amicizie, si lasciano affiorare affinità ed innamoramenti dell anima. Le prossime imminenti uscite sono i Monks of The Balhill, un duo francese dedito ad un suono che sa di rituali panici, tra nenie antiche e passaggi schizofrenici, e il francese amanaguitar con le sue improvvisazioni per chitarra acustica e paesaggi invernali. Poi oltre, che con alcuni dei nomi comparsi nella compilation, avremo il piacere di realizzare qualcosa anche con Marcel Turkowsky, NaturalSnowBuildings ed Anla Courtis, il tutto con i tempi da artigiano innamorato del proprio lavoro». V i n c e n z o S a n t a r c a n g e l o s e n t i r e a s c o l t a r e 1 1

12 Labrador MALINCONIA AL POTERE d i M a n f r e d i L a m a r t i n a L uscita della centesima pubblicazione targata Labrador, un imponente cofanetto composto da quattro CD, offre l occasione per ripercorrere la storia dell etichetta che della malinconia ha fatto un credo e della chitarra acustica un monumento. Ché la Svezia, in fondo, non è così lontana. I m m a g i n a t e l a s c e n a. Ve n e s t a - t e n e l l a v o s t r a c a m e r e t t a, a s o - s p i r a r e m a l i n c o n i e t a r d o m o l t o t a r d o a d o l e s c e n z i a l i e a s t r i m - p e l l a r e c a n z o n c i n e s d o l c i n a t e c o n l a v o s t r a c h i t a r r a a c u s t i c a. I l c i u ff o b i o n d i c c i o a d o ff u s c a r e l o s g u a r d o e i l p a l l o r e l u n a r e d e l l a v o s t r a p e l l e c h e v i f a s e m b r a r e d e i p e r s o n a g g i u s c i t i d a u n f i l m d i Ti m B u r t o n. Tu t t o q u e s t o m e n t r e i v o s t r i a m i c i c a n t a n o L a C a n z o n e D e l S o l e e l a p i ù b e l l a d e l l a c o m - p a g n i a s t a l i m o n a n d o c o n i l v o s t r o m i g l i o r e a m i c o. M a v i f a t e f o r z a. C o n l a c h i t a r r a d e c l i n a t e i n l a m i - n o r e l e v o s t r e t r i s t e z z e d i g e n i i n - c o m p r e s i e i n i z i a t e a f a n t a s t i c a - r e. C h é l a S v e z i a, i n f o n d o, n o n è c o s ì l o n t a n a. Tr e o r e d i v o l o o g i ù d i l ì p e r a r r i v a r e a S t o c c o l m a. E p o i u n t a x i n o, m e g l i o l a u t o s t o p f i n o a d a r r i v a r e a l l a s e d e d e l - l a L a b r a d o r, l e t i c h e t t a c h e d e l l a m a l i n c o n i a h a f a t t o u n c r e d o e d e l l a c h i t a r r a a c u s t i c a u n m o n u - m e n t o. B a s t i p e n s a r e c h e q u a n - d o h a d e c i s o d i d a r e u n a b o t t a d i v i t a a l p r o p r i o c a t a l o g o s i è a ff i - d a t a a i R a d i o D e p t. Q u a s i c o m e c e r c a r e u n u b r i a c a t u r a c o n u n a l a t t i n a d i c o c a c o l a. S i p a r l a d i L a b r a d o r, dunque. Si parla di pop s v e d e s e, d i m u s i c a i n d i p e n d e n t e, d i p r o g e t t i n a t i p e r s c o m m e s s a e d i s c o m m e s s e v i n t e s u l m e r c a t o i n t e r n a z i o n a l e. E l o c c a s i o n e p e r f a r e u n a p a n o r a m i c a s u t u t t o q u e - s t o è d e l l e p i ù i m p o r t a n t i. L u s c i - t a d e l l a c e n t e s i m a p u b b l i c a z i o n e t a r g a t a L a b r a d o r. U n i m p o n e n t e c o f a n e t t o c o m p o s t o d a q u a t t r o C D p i ù u n i n t e r e s s a n t e l i b r e t t o c h e r i p e r c o r r e l e t a p p e f o n d a m e n - t a l i d e l l e t i c h e t t a p e r u n t o t a l e d i c e n t o c a n z o n i, u n a p e r o g n i a l - b u m o E P p u b b l i c a t o n e l c o r s o d i q u e s t i n o v e a n n i d i v i t a e m u s i - c a. D a l t r o n d e, i l t i t o l o s c e l t o p e r u n o p e r a z i o n e s i m i l e n o n p o t e v a c h e e s s e r e a l t r e t t a n t o i m p o n e n t e, g r a n d i o s o e t u t t o s o m m a t o l e g i t - t i m a m e n t e a u t o r e f e r e n z i a l e. L a - b r a d o r 1 0 0, A C o m p l e t e H i s t o r y O f P o p u l a r M u s i c ( L a b r a d o r / G o o d f e l l a s, a p r i l e ) r i a s s u - m e c o n r a r a e ff i c a c i a q u e l l o c h e è s t a t o s i n d a l l i n i z i o l o b i e t t i v o c h e c i n q u e r a g a z z o n i s c a n d i n a v i B e n g t R a h m, J o h a n A n g e r g å r d, J o a k i m Ö d l u n d, N i k l a s A n g e r g å r d, M a t t i a s B e r g l u n d s i s o n o p o s t i : p r o m u o v e r e m u s i c a p o p o l a r e. D o v e p e r p o p o l a r e s i i n t e n d e a c - c e s s i b i l e m a n o n f a c i l o n a, t i e p i d a a l l a p p a r e n z a m a c a l d a e a p p a s - s i o n a t a n e l l a s o s t a n z a. I n d i e p o p, i n s o m m a. I cui suoni sembrano in g r a n p a r t e c o n v e r g e r e g e o g r a f i - c a m e n t e i n u n a c i t t à s i t u a t a a l d i f u o r i d e i c o n f i n i s v e d e s i : G l a s g o w. D o v e, g u a r d a c a s o, s o n o n a t e d u e b a n d c h e s e n z a t i m o r e d i s m e n t i - t a s i s o n o r i v e l a t e s e m i n a l i n e l l a c o s t r u z i o n e d e l s u o n o L a b r a d o r : i J e s u s A n d M a r y C h a i n e i B e l - l e A n d S e b a s t i a n. C o m e d i r e, l o s h o e g a z e i n f a s e g e r m i n a l e e l i n d i e p o p a p p u n t o n e l p i e n o d e l l a m a t u r i t à. P i ù a l t r e s p o r a d i - c h e p u n t a t e n e l l I n g h i l t e r r a d e l - l e l e c t r o c l a s h e d e l l a n e w w a v e. L a c o s a i n t e r e s s a n t e d i q u e s t a o p e r a z i o n e m o n o g r a f i c a è i l m o d o s c e l t o p e r c o m p i l a r e l e s c a l e t t e d e i q u a t t r o v o l u m i d e l c o f a n e t t o. S u l l a c o p e r t i n a d e l p r i m o r i c o - p e r t a d a u n f u x i a a g g r e s s i v o e a c - c e c a n t e c a m p e g g i a u n a s c r i t t a e n o r m e c h e t r a c c i a u n s e g m e n t o t e m p o r a l e p r e c i s o, d a l l e s o r d i o d i s c o g r a f i c o f e s t e g g i a t o n e l l o r - m a i l o n t a n o o t t o b r e f i n o a l l a g o s t o I n q u e s t o l u n g o a r c o d i q u a t t r o a n n i s i a l t e r n a n o q u e l l e b a n d i n m o l t e d e l l e q u a l i m i l i t a n o i f o n d a t o r i d e l l a L a b r a d o r che detteranno la linea Maginot a r t i s t i c a d e l l a c a s a d i s c o g r a f i - c a. D a l p o p s o g n a n t e d e g l i o t t i m i C l u b 8 a l l e p a r a d o s s a l i t e n t a z i o - n i l a t i n e d e i C é l e s t e, i p r i m i a d u s c i r e c o l m a r c h i o d e l l e t i c h e t t a b e n e i n v i s t a. U n c a m p i o n a r i o d i e m o z i o n i b e n a s s o r t i t e p u r c o n q u a l c h e b a l l a t o n a s t r a p p a l a c r i - m e d i t r o p p o, v e d i i l m e l o d r a m m a p i a n i s t i c o d i L a s s e L i n d h c h e q u a l c h e a n n o p i ù t a r d i p o r t e r à i l p r e s t i g i o s o q u o t i d i a n o i n g l e s e T h e G u a r d i a n a p a r l a r e d e l l a L a - b r a d o r u s a n d o t e r m i n i n o t e v o l i e d i m p e g n a t i v i c o m e S w e d e n s m o s t i n f l u e n t i a l i n d i e l a b e l. L a r c o d i t e m p o p r e s o i n c o n s i d e r a z i o n e d a l s e c o n d o v o l u m e s t a v o l t a v e s t i t o c o n u n m a r r o n c i n o a u t u n - n a l e è d e c i s a m e n t e p i ù b r e v e : d a l s e t t e m b r e d e l a l l o t t o b r e d e l A p p e n a t r e d i c i m e s i c h e s e g n a n o e v i d e n t e m e n t e u n a c c e - l e r a z i o n e n e l l a p r o d u z i o n e d e l l a c a s a s v e d e s e. E c h e a c c e l e r a - z i o n e. Tr a g l i o n n i p r e s e n t i C l u b 8 e l e s o r p r e s e p o p d e i L e g e n d s, p a s s a n d o p e r l e s o ff u s e c a r e z z e n o t t u r n e t a r g a t e D o u g l a s H e a r t, q u e s t o p e r i o d o è f o r s e q u e l l o d i m a g g i o r e s t r o c r e a t i v o p e r l a L a s e n t i r e a s c o l t a r e

13 b r a d o r, c h e c o m i n c i a a d i n v a d e r e i l m e r c a t o e u r o p e o c o n p i ù f o r z a e c o n v i n z i o n e. E l a r i e t e u s a t o p e r s f o n d a r e l e b a r r i e r e g e o g r a f i - c h e e p e r c o n q u i s t a r e l e l u c i d e l l a r i b a l t a p r e n d e i l n o m e d e i g i à c i - t a t i R a d i o D e p t. F i g l i n a t u r a l i d i M y B l o o d y Va l e n t i n e, J e s u s A n d M a r y C h a i n e S l o w d i v e, i D e p t e s c o n o c o n i l l o r o p r i m o s i n g o - l o, A g a i n s t T h e Tide, p u b b l i c a t o i n i z i a l m e n t e p e r l a l o r o e t i c h e t t a S l o t t e t. L a c a n z o n e è i l m a n i f e s t o d e l d r e a m p o p d e l t e r z o m i l l e n n i o, c a r a t t e r i z z a t o d i r e g i s t r a z i o n i a b a s s a ( i s s i m a ) f e d e l t à, r i t m i g r e z - z i e s p e s s o o s s e s s i v i e d e m o z i o - n i c h e s q u i l l a n o a d o g n i n o t a. I l r e s t o s a r à c r o n a c a d i u n t r i o n f o i n a s p e t t a t o. A r t i c o l i s u N M E, p a s - s a p a r o l a i n t e r n a z i o n a l e, c o l o n n e s o n o r e p e r H o l l y w o o d ( i l f i l m s u M a r i a A n t o n i e t t a d i r e t t o d a S o f i a C o p p o l a ). E s i a r r i v a a l t e r z o e p i - s o d i o, s t a v o l t a c o l o r a t o d i c e l e s t e. D a l l o t t o b r e d e l a l l a p r i l e d e l U n a r c o d i t e m p o c h e s e g n a u n a f l e s s i o n e n e l l a q u a l i t à g e n e - r a l e d e i l a v o r i u s c i t i p e r l a L a b r a - d o r. Q u a l c h e g r a n e l l o d i s a b b i a c o m i n c i a a d i n f i l t r a r s i n e l m e c c a - n i s m o p o p d e l l e t i c h e t t a. E a p a r - t e g l i i n o s s i d a b i l i a l m e n o p e r i l m o m e n t o R a d i o D e p t e L e g e n - d s, n o n t u t t o g i r a c o m e d o v r e b b e. P e l l e C a r l b e r g e l e s u e c a n z o n i a c u s t i c h e. L a l l e g r i a s p e n s i e r a t a d e i C o r d u r o y U t d. L a r a d i o f o n i a eccessiva? dei Laurel Music. Tu t t a r o b a c h e, p u r b e n s c r i t t a e s u o n a t a, c o m i n c i a a m o s t r a r e u n p o l a c o r d a. L a f o r m u l a s e m b r a e s s e r e r i p e t i t i v a. G l i a r t i s t i s i u n i f o r m a n o e n o n s i d i ff e r e n z i a - n o t r a d i l o r o. L a L a b r a d o r c o n t i - n u a a m a c i n a r e d i s c h i s u d i s c h i. M a f o r s e n o n a ff a s c i n a p i ù c o m e p r i m a. F o r s e. E v e n i a m o a l p r e - s e n t e, r a p p r e s e n t a t o d a l l u l t i m o C D v i o l a c h e p a r t e d a l m a g g i o d e l f i n o a d a r r i v a r e a l q u i e o r a d e l E s e n o n è u n c o l p o d i r e n i c i m a n c a p o c o. E d i r e c h e q u e s t o c d p a r l a d i u n a p i c c o l a g r a n d e d e l u s i o n e. P e t G r i e f d e i R a d i o D e p t, p u b b l i c a t o l o s c o r s o a n n o. S e g u i t o d e l m a g n i f i c o L e s - s e r M a t t e r s d i c u i s o p r a, l a l b u m c h e s e g n a i l r i t o r n o d e i D e p t p e r - d e u n p o d e l l a s p e n s i e r a t e z z a s h o e g a z e c h e a v e v a f a t t o g r a n d e i l s u o p r e d e c e s s o r e p e r l a s c i a r s i s e d u r r e d a l p o p o s c u r o d e i C u r e d i D i s i n t e g r a t i o n, s e n z a a v e r n e l o stesso appeal dark, ça va sans d i r e. U n l a v o r o n o n m a l e, s e n o n f o s s e c h e v i e n e d a u n a b a n d c h e a m i a m o a l l a f o l l i a e d a l l a q u a l e c i a s p e t t i a m o m o l t o d i p i ù. M a l a L a b r a d o r h a d i v e r s i a s s i n e l l a m a - n i c a. C o m e i s o l i t i L e g e n d s, c h e v i r a n o v e r s o l e l e c t r o c l a s h e c o n - t i n u a n o a f a r c i i n n a m o r a r e. C o m e g l i I r e n e, c h e c o n l e l o r o p e r f e t t e c a n z o n i p o p p o r t a n o l a p r i m a v e - r a n e l l a g e l i d a S v e z i a e n e i n o s t r i c u o r i. C o m e g l i [ i n g e n t i n g ], c h e c a n t a n o i n s v e d e s e s e n z a p e r - d e r e n u l l a i n c r e d i b i l i t à e q u a l i t à ( d a l t r o n d e, l a l i n g u a d e l l e e m o - z i o n i è u n i c a e d u n i v e r s a l e ). Ve r r e b b e d a c h i e d e r s i a l l o r a q u a - l e s i a l e r e d i t à c h e l a L a b r a d o r l a s c i a a l l a m u s i c a m o d e r n a. S e q u e s t i p r i m i d i e c i a n n i s o n o s t a - t i u n f u o c o d i p a g l i a o q u a l c o s a d i p i ù. S e l a t t e n z i o n e i n t e r n a - z i o n a l e è d o v u t a p i ù a l r i c h i a m o m o d a i o l o c h e, a t u r n o, t o c c a t u t - t e l e e t i c h e t t e i n c i r c o l a z i o n e, o p p u r e s e i g r u p p i c h e o r b i t a n o i n t o r n o alla scena svedese hanno d a v v e r o q u e l l e a r m i i n p i ù c h e l a s t a m p a i n t e r n a z i o n a l e h a p r e t e - s t u o s a m e n t e? t r o v a t o n e l l e l o r o c a n z o n i. D i ff i c i l e d i r l o a d e s s o, c o n l a m e n - t e a n c o r a c o i n v o l t a d a g l i e v e n - t i. C o m e o g n i i m p r e s a u m a n a, i l c a m m i n o d e l l a L a b r a d o r è p i e n o s i a d i p i c c h i a l t i s s i m i c h e d i c a - d u t e d i s t i l e. M a d o p o l e s p l o s i o - n e c r e a t i v a d e i p r i m i a n n i, l a s - s e s t a m e n t o s e g u e n t e e l a f a s e d i s t a n c a s u c c e s s i v a, s e m b r a c h e i n q u e l d i S t o c c o l m a l e c o s e a b - b i a n o r i c o m i n c i a t o a g i r a r e p e r i l v e r s o g i u s t o. E n e i p r o s s i m i m e s i l e s o r p r e s e p o t r e b b e r o n o n m a n - c a r e. I n t a n t o, a c h i u d e r e t u t t o i l c e r c h i o, l a s t o r i a, i l c a m m i n o s o n o d i n u o v o i R a - d i o D e p t. S o n o l o r o a m e t t e r e u n p u n t o a q u e s t a m a s t o d o n t i c a c e l e b r a z i o n e d e l l a L a b r a d o r. E l o f a n n o c o n u n p e z z o i n e d i t o, l u n i c o d e l l a r a c c o l t a, s c r i t t o p e r l o c c a s i o n e e i n t i t o l a t o f o r s e p r o - g r a m m a t i c a m e n t e We M a d e T h e Te a m. F a c c i a m o a l l o r a g r u p p o, s q u a d r a, m u r o. S t r i n g i a m o c i f o r t e e r i p a r t i a m o. P e r a l t r e c e n t o a v - v e n t u r e d a r a c c o n t a r e. P e r a l t r i c e n t o m o d i d i i n t e n d e r e l a m u s i c a p o p. P e r a l t r i c e n t o d i s c h i d a f a r g i r a r e n e g l i s t e r e o e n e l l e c a m e - r e t t e d i t u t t o i l m o n d o. Ta n t i a u g u - r i, L a b r a d o r. M a n f r e d i L a m a r t i n a s e n t i r e a s c o l t a r e 1 3

14 Marino José Malagnino POP SENZA VIRGOLETTE d i G a s p a r e C a l i r i C è del nuovo in Puglia. Si chiama Malagnino Marino José, e ha formato una sua etichetta, la Produzioni Pezzente. Chi vuole lasciarsi stupire metta da parte le perplessità automatiche. E si prepari a prendere sul serio le virgolette. P o p, s e n z a v i r g o l e t t e C è del nuovo in Puglia. Si chiama Malagnino Marino José, e ha formato una sua etichetta, la Produzioni Pezzente. Chi vuole lasciarsi stupire metta da parte le perplessità automatiche. E si prepari a prendere sul serio le virgolette. C è m o d o e m o d o C è modo e modo di parlare del Malagnino. Uno è trattarlo con tenerezza. E sorridere e assieme riflettere. Conoscete il retrogusto meschino della tenerezza? È come la stima per riconoscenza, il mancato biasimo per amicizia. Come, che orrore, la compassione. Una via che non ci piace. Si può invece parlare di e con lui senza voler sapere nient altro che quello che ha fatto, cioè aprire e condurre negli ultimi anni un etichetta dal nome Produzioni Pezzente. Se qualcuno sta pensando all autoproduzione, raramente gli si potrebbe dare ragione con maggiore convinzione. Noi si ride generalmente per molte cose, e abitualmente prima di ridere si sorride, anche solo per logistica mandibolare. Ma del Malagnino non rideremo né sorrideremo, ma ne tracceremo una brevissima storia critica - non sua, ma delle sue idee e delle produzioni dell etichetta. Macchineremo (noi macchiniamo, sì) un meccanismo di mediazione tra i risvolti sociali di un idea e la forma musicale che essa si è scelta. Come anguille, saremo. Punto primo. Chi è il Malagnino? La stampa ha il potere di creare ritratti, e si sa che grazie alle facoltà del cervello umano quello che si racconta serve a tratteggiare un carattere nel lettore, quello che non si dice è saturato dal suddetto lettore secondo il suo senso più comune, come quando si vede un triangolo con davanti un quadrato, quello che vediamo non è certo percettivamente un triangolo, ma il nostro cervello sa che lo è, sotto sotto. Se volete un ritratto iconicamente credibile, è il momento giusto per andare a vedere un suo concerto. Vi possiamo dire che è giovane ma per nulla adolescenziale. Viene dalla provincia di Brindisi. E che all inizio del 2005 è uscita una compilation che fungeva da biglietto da visita delle Produzioni Pezzente, intitolata Ghirigori. G h i r i g o r i È Marino stesso a spiegarmi, a margine del nostro intensissimo scambio epistolare, come nacque l idea della raccolta. «All epoca inviai delle dove chiedevo brani che non fossero in inglese, che i gruppi non avessero nemmeno nomi inglesi, che non usassero il trio maledetto chitarra basso e batteria e qualora si trattasse di canzoni che la voce non fosse troppo alta rispetto agli altri strumenti (come invece accade per la musica radiofonica). Chiesi che non mi fosse portato alle orecchie jazz. Che non fosse rock. Che non ci fossero overdub.» Non fu del tutto così (come ammette lo stesso Malagnino, quest ultima clausola ebbe pietà per gli Ufficio Postale), anche in funzione dell apparente bizzarria per cui fu pensato l assemblaggio dei brani; cioè di farla ascoltare a dei bambini e di registrare l esito, nelle loro riposte, di una domanda cruciale: secondo voi questa è musica? Scorrendo i brani della compilation possiamo immaginare (come poi è stato) la quasi totale unanimità della risposta negativa di cotanta beata (e crudele) innocenza fanciullesca. I nomi sono vecchie e nuove conoscenze dell ultra-underground più o meno contemporaneo e della fuga dalla riduzione a genere musicale per citarne quattro quasi a caso, dagli OvO e Opus Avantra, a Massimo Aiello e Ioioi. Chi più ne ha difficilmente si azzarderebbe a metterne. Spunta qualche riflessione immediata. L attenzione all italianità non sembra filo-italianità o nazionalismo ma neo-ruralità. Balugina il mondo futuro del Malagnino. Se ci si pensa, l autoproduzione è arrangiarsi coi propri strumenti, senza esaltazione del proprio o del localismo, ma dando quel che si può e affilando l ingegno. Come ehm fabbricarsi gli strumenti da soli, allo stesso modo usare la stessa lingua con cui si fanno i complimenti agli amici quando ci cucinano la leccornia che mammà ha insegnato ai figli perché procrastinassero le sue ricette. Ma fa stupore, prima che queste prese di posizione, la presa di posizione per cui la Prod. Pzz inizia a far parlare di sé. Come si può aggi- 1 4 s e n t i r e a s c o l t a r e

15 rare il potere adamico (nel senso di originario e fautore di una immensa coda di paglia nell umanità) delle banche nella distribuzione? Un modo c è. È geniale come primitivista. Infattibile solo per pigrizia. È il baratto. B a r a t t o «Il baratto riattiva un senso di comunicazione. Così come anche la ricerca del proprio mondo personale. É la comunicazione, reale e non vorace e veloce come i media la vorrebbero, la vita che ci hanno tolto.» Sentire queste parole mi ha ricordato il Potlach dei lettristi presituazionisti (fra l altro ispiratori di Fluxus, corrente cara anche a M. José), e che gioia ripensare a quei giorni che non abbiamo vissuto. Se da un lato nessuno «raccoglie più per la propria sussistenza - e di conseguenza nessuno baratta più il proprio raccolto», dall altro la proposta malagniniana (aggettivo che evoca energia e finezza pari a quelle del maligno) è un affronto verso i meccanicismi dell industria discografica un affronto nato da necessità logistiche, non il solito pamphlet. La risposta ai dubbi che nasceranno nel lettore sta comunque nei dischi, nel senso corale di partecipazione alla causa pezzentifera che trasuda dagli album successivi. Si riparte da un disco-evento; il Live At Torcito (2005) documenta due concerti avvenuti dopo i seminari tenutisi nel luogo che dà titolo al doppio album. Il primo cd-r è un improvvisazione di mezz ora (splendida dimostrazione di un matrimonio hard-core tra il sax e il fiato che lo fa suonare) di Arrington De Dionyso (sì, quello degli Old Time Relijun); il secondo la testimonianza di un concerto diretto da Scott Rosenberg, accompagnato dal Torcito Ensemble. Si potrebbe dire molto di questi due cd, ma, per cura della provvisoria linearità che sta raggiungendo l articolo, passiamo velocemente alla terza Produzione Pezzente, Poesia Sonora:Poesia Con Creta (2005). Sembra che il Malagnino non ne voglia sapere di fare uscire dischi poco interessanti, e la sua direzione artistica, la sua supervisione del progetto Pezzente, sembra essere sempre più chiara. Coerentissima, ma in nuce, verso quello a cui perverrà. Ma si diceva della terza uscita. L autore del disco è Davide Riccio, giornalista, educatore psichiatrico, musicista, scrittore. Un personaggio di certo non materializzatosi da poco. E soprattutto, per quel che riguarda questo disco, scrittore e lettore di se stesso. Si inizia con un inquietante pietanza sci-fi: la prima voce sintetizzata al mondo (del 1939), quella del voder di Homer Dudley, apre e chiude l album, mettendo tra parentesi la poesia sonora. A, il quarto brano, è per esempio poesia parlata in corso d opera, cioè letta mentre la si scrive. So di fumo di sigarette come l ostrica sa di mare, cadenza Riccio, e fa pensare alla variante (concreta, cioè raccolta mentre la si fa) di quei dischi a 45 giri, che oggi non si vedono più, dove Montale leggeva Montale, o Gassman leggeva Quasimodo. Nessuna nostalgia. Si è detto sopra di cd-r. Tutti quanti avranno fatto un oooh, oppure no, e lo faranno ora; il packaging di questi album, di questi come di tutti quelli che verranno, è unico e fatto a mano (dei patchwork di carta ) da Marino José, il quale sa come trovare uno scarto dalla serialità con mezzi minimi. L effetto è delicato ed esilarante insieme; poverista (ecco da dove arriva il nome dell etichetta) e, appunto, unico. Un altro tassello di quella filosofia della musica che le Produzioni Pezzente materializzeranno. Prima, però, tra la fine del 2005 (che ha visto anche la pubblicazione limitatissima di un malinconico EP del Sig.Sapio, Acufeni) e l inizio del 2006, escono altri cinque dischi, tutti davvero fuori dall ordinario. Inizialmente Musica Per No Film. Bestiario Musicale ad opera di Davide Riccio/Interferenze ad opera di Luca Pagani e Malagnino + Matu (e qui bestiario non è un eufemismo); 5poesiesonore di Luisa Sax (ex-sassofonista delle pionieristiche Clito); poi nell anno nuovo il Self Titled di Alémon (ovvero la lituana Agne Raceviciute, che suona il tornio in ceramica della madre, che promette analoghe sensazioni a «quando si ascolta per la prima volta The Art Of The Theremin di Clara Rockmore»); le Suonerie D autore di Davide Riccio anche qui, niente di finto, ma davvero suonerie da scaricare sul cellulare; il Self Titled dei Quarto s e n t i r e a s c o l t a r e 1 5

16 E Il Cartolaio Di Francia (cioè i Stimmung Blend insieme ai Larsen Lombriki). Dischi che si infilano nella quotidianità quella del lavoro, riguardo ad Alémon, per esempio - e vi si contorcono dentro, scoprendone le cuciture come fanno le persone per bene con il cartone della pizza prima di metterlo nella raccolta differenziata. Bisognerebbe solo trovare un espressione che riassuma questo zeitgeist. Ma non dobbiamo compiere sforzi; ci ha già pensato Malagnino. Nuova Musica Rurale Nel nuovo sito delle Produzioni Pezzente campeggia una scritta quella che figura sul riquadro del browser estremamente eloquente. Dice Perché esser la parodia del rochenroll se in ogni casa ci son rumori personalissimi? né la cosa si ferma lì, perché questo mini-manifesto è confermato dal programma principale della Pezzente, ovvero, ormai l avrete capito, la Nuova Musica Rurale. Trattasi di operazione di affermazione di ciò che uno ha, che può fare coi suoi mezzi, senza l interferenza delle automatizzazioni come questa trattasi di una definizione decisamente imperfetta. Rurale sta dunque (ma il rimando eccede la relazione) per l ancoramento alle proprie possibilità, anzi, al fatto che esse rimangono inesplorate, se ci affidiamo sempre alle possibilità omologate. Non è arte del sapersi arrangiare. È fare qualcosa che si ritiene valido dovendo e volendosi arrangiare. L effetto estetico, come sarà chiaro nel primo album firmato da Malagnino, è una compressione tra la tecnologia indotta che impera nelle nostre case e il sapore mediterraneo dell innesto di quella tecnologia sopra un Italia ancora fortemente simile a quella rurale di qualche decina di anni fa. Niente di più felice, operazione che comunque ha molte anticipazioni illustri, che rendere l idea con la autocostruzione di strumenti, dal clarinettosupercontrabbasso solo di Jacopo Andreini al Jewel-pop (cioè il rumore di una custodia di cd che si apre e si chiude). Non vuol dire, dunque, la missione malagniniana, solo un piano per evitare l emulazione esterofila. Anche. Ma soprattutto la messa in pertinenza di un «dualismo fatto di virtuosismo e stuzzicamento» dell orecchio dell ascoltatore, tramite gli strumenti di cui ci dota la vita normale, come un ritmo sprigionato dai palazzi di paese. L operazione della Nuova Musica Rurale è semplice, se vogliamo, a livello di nomenclatura il problema è che non si arginano mai le conseguenze delle cose semplici. L obiettivo è fare in modo che la musica pop così come la conosciamo oggi finisca per necessitare di virgolette in modo da farla diventare pop. Ché al vero Pop ci pensa il Malagnino, e chi gli sta, nuovamente musicalmente ruralmente, attorno. Quale migliore conferma di Pop (che dice «ecco cosa sei diventato»), il disco d esordio a nome di Marino José Malagnino? Gaspare Caliri 1 6 s e n t i r e a s c o l t a r e

17 s e n t i r e a s c o l t a r e 1 7

18 Dead C decalogo del noise d i M a s s i m o P d a l i n o Maestri del rumore come pochi ne abbiamo incontrati negli ultimi trent anni. Estensibile, deformabile, distorcibile, modulabile, il rumore dei Dead C è bianco e puro. In occasione dell uscita di Future Artists ripercorriamo la carriera e la storia del gruppo neozelandese. Siamo nel Luogo dell azione, la Nuova Zelanda. Bruce Russell lavora come pubblicista per l etichetta indipendente Flying Nun, con sede in una città del South Island, Christchurch. L industria discografica nazionale sta vivendo un momento di grande crisi nel paese. La EMI, da tempo attiva con una sua filiale in quei paraggi, ne ha da poco chiuso i battenti. L indipendente Flying Nun decide di tentare la carta della sopravvivenza e di spostare i propri uffici ad Auchland, stabilendo rapporti di distribuzione con la potente WEA. Siamo ancora, vale ricordarlo, in un epoca di primitiva espansione del supporto digitale. I cd ci sono, vendono, ma costano un occhio della testa. E le principali etichette indie, di qualsiasi parte del globo terrestre esse siano, stampano ancora i loro lavori su supporti vinilici e persino cassetta. Russell, comunque, non è sereno riguardo la decisione presa dai vertici della Flying Nun. La scena neozelandese è da almeno un decennio che prolifica - cauta e pacifica, ma rigogliosa - soprattutto perchè poco condizionata da improvvide scelte di mercato. Decide quindi di formare una propria etichetta discografica che mantenga i suoi uffici ancora a Christchurch. Nasce così la Xpressway. L home- made recording sarà il suo campo d azione. Ma non solo... Being Beyond Music... Prima uscita della neonata label, una misteriosa cassetta a nome di un altrettanto fantasmagorico gruppo. Il nastro reca stampigliato sul dorso Live Dead See. Un anno è trascorso, ed è nel 1988 che il manufatto discografico esce sul mercato. A dire il vero, la sua è una comparsa alla chetichella. Gli stessi nastri live ivi inclusi parlano di un esistenza ectoplasmatica. Quella dei Dead C nel loro primo, furtivo, anno di carriera: Live Dead See. The first thing i ever mastered for cassette release, compiled from tapes made of performances over the first year of the band s existence. ( B. Russell) Paradossalmente, sarà proprio sfruttando la collaudata catena distributiva degli antichi datori di lavoro della Flying Nun che Russell riuscirà a piazzare le prime uscite a nome Dead C sul mercato discografico, nazionale e non. Intanto la sua Xpressway diviene, di fatto, una sorta di punto d intersezione - tanto da non poterne ben distinguere i confini - fra band e label vera e propria. Robbie Yeats, che già con i Verlaines aveva inciso per la Flying Nun, trova impiego tanto nei Dead C quanto nelle fila della microscopica Xpressway. Ma l altra vera e importante metà creativa del combo ha nome Michael Morley. Sia Morley che Russell avevano bazzicato il retroterra fertilissimo della giovane scena neozelandese - ora incidendo per la Flying Nun, ora per altre etichette minori ( la loro inclusa) prestando le chitarre elettriche a band dai nomi bislacchi (ma di non trascurabile portata artistica). I This Kind Of Punishment di Peter Jeffries, ad esempio. Quattro gli lp che il gruppo pubblica fra 1983 e Cui Morley offre un contributo tutt altro che simbolico. Se il loro album più regolare, In The Same Room (Flying Nun, 1987), parla la lingua di una wave dalle tinte dark e folky, dove il piano ha spesso una sua non minoritaria parte, forse il loro capolavoro rimarrà il coevo At Swim Two Birds. Su entrambi i dischi Morley già non c è più. Ma vale prestare un orecchio alle nenie psichedelico- catatoniche, a metà fra minimal music e ascendenze gotiche e floydiane, dei due succitati lp degli TKOP. Ancora prima, un imberbe Michael era stato parte, con l amico di scuola Richard Ram, dei primordi della scena psych-rock di Dunedin. La band l aveva chiamata Wreck Small Speakers On Expensive Stereos (di cui rimane quale testimonianza l ep postumo, uscito per i tipi Flying Nun nel 1987, River Falling Love). Aggiungiamo solo che la musica da loro proposta, registrata fra il 1984 e il 1986, affrontava territori lo-fi talmente spogli e dimessi da partorire uno strano connubio fra i coevi neozelandesi Tall Dwarves, i Pere Ubu ed accattivanti evanescenze pinkfloydiane ( Alice In Wonderland potrebbe essere un outtake di A Saucerful Of Secrets). Passiamo adesso a sondare, in breve, la preistoria musicale ed artistica di Russell, che da anni calcava le scene locali con gruppetti più o meno noti. Scontata però questa falsa partenza, il nostro inizia a fare sul serio proprio con i Dead C. Un paio di uscite minori - il 33 giri DR503 del 1987 raccoglie loro 1 8 s e n t i r e a s c o l t a r e

19 composizioni già datate, seguito a distanza dal mini Helen Said This ( 1989) - ed ecco che arriva un primo vero assaggio di quei luculliani festini a base di rumore modulato che i nostri ci sapranno, di lì a non molto, regalare....it Is Noise Trapdoor Fucking Exit ( Siltbreeze, 1990) contiene Power, canzone contro l invasione statunitense di Panama, e Hell Is Now Love. Entrambe offrono il destro al critico arguto per elencare, senza comunque tirarle troppo per i capelli, tutta una serie di influenza sghembe che il suono Dead C ha saputo attrarre nelle maglie della sua cotta noise. Ci sono i Jesus And Mary Chain, gli Holy Modal Rounders, i Pink Floyd, i Grateful Dead e soprattutto dosi massicce, trasfigurate in pure icone di rumore estensibile, di Velvet Underground e raga-rock. I due veri capolavori del disco sono Helen Said This, che coniuga Velvet e Fugs, Virgin Forest e Sister Ray, e Bury, rumoroso sketch psico-folk. Dice Bruce a proposito del mini-lp Helen Said This: With 2 songs clocking in at just about 25 minutes, this guitar monstery at its most ferocious Krossed e Mighty fungono da degno corollario a questa gogna cui il suono psichedelico degli anni 60 viene sottoposto al fine di trascenderlo in puro avant-rock. Ed è solo il principio di quell azione catartica che il temibile trio imporrà come dictat alle sue partiture improvvisate su canovacci di rumore astratto. Considerando Eusa Kills (Flying Nun, 1990) come tappa di transizione verso la loro fase matura, non si può però non cogliere come l alternanza di episodi acustici (Alien To Be, Scarey Nest) e quella di altri elettrici (Now I Fall, I Was There, Maggot) sia, in entrambi i campi affrontati, sempre trascesa in un modus operandi indecifrabile, astratto, caotico. Vera cifra stilistica di tutta la psichedelia. Di ieri come di oggi. Ottenere lo status di classicità dell esecuzione strumentale facendone però il passaggio obbligato per l irrazionalità (musicale, concettuale ecc...) maggiormente ardita. Questo lo scopo sottaciuto dell operazione. Vertice e apice di questa prassi fu il celebratissimo Harsh 70s Reality... Free Music Is The Absence Of Exact Premeditation Harsh 70s Reality (Siltbreeze, 1992) è un album, doppio per durata media rispetto ai precedenti altri, tetragono ai colpi di ventura. Apre con Driver U. F. O., ventidue minuti che bisogna saper resistere, ancora prima che comprendere. Musica primitiva e non primitivista. Musica che celebra il suono prima che le note. Fisica e fisiologia dell azione esecutiva dispersa. Se avessero lasciato decomporre al sole il cadavere Twin Infinitives (Royal Trux) tentando poi di ricomporne le carni putrefatte, i Dead C non avrebbero saputo meglio rendere ciò in metafora sonora. O peggio forse. Chitarra, basso, batteria. Synth e tastiere. Ancora tracce, seppure flebili e mai così spezzate nel dispiegarsi, di Pink Floyd cosmici e Grateful Dead. Ma come fossero stati macinati assieme senza distinguere tra canzoni e cantanti, disco e band, strumenti ed ossa, la viva carne dalla musica. s e n t i r e a s c o l t a r e 1 9

20 Estensibile, deformabile, distorcibile, modulabile, il rumore dei Dead C è bianco e puro. La distorsione geme in sordina. Forse qualcosa di questo caos è stato sottratto con destrezza agli Amm e all improvvisazione libera. Forse è semplicemente che il suono è materia organica. Viva. Imbrigliabile a stento. Non se ne fa cavia da laboratorio. E esso stesso topino-cavia e laboratorio scientifico al contempo. Sky e Constellation sanno, sin dal titolo, di non essere cose di questo mondo. Ma di fluttuare libere nell iperspazio. E così anche l ascolto medesimo. Bolla di sapone fragile in balia del rumore più oscuro e geroglifico. A Walk In The White House... La marcia di avvicinamento al rock regolare segna, sulla tabella di marcia retrospettiva che stiamo vagliando, un ulteriore tappa significativa. Essa ha nome The Operation Of The Sonne (Siltbreeze, 1994) ed è una sorta di album non ufficiale reso poi tale per volere della band. Incorpora tre improvvisazioni prive della voce biascicata di Driver U.F.O. e con i feedback quasi dimenticati nel baule dei trucchetti abusati. Così, per dire anche solo di Mordant Heaven, le musiche rimangono sì psichedeliche ma quanto mai classiche. Ci sono qui i Grateful Dead e la musica cosmica, i Tangerine Dream e i Floyd. Ma quasi non paiono esterrefatti come al solito. Il trattamento loro riservato, infatti, è nitido piuttosto che caotico. E così che il volto umano della band neozelandese, scontati i continui vortici elettronici e dei passi quasi jazz dell opera tutta, si mostra appieno. La sfera di cristallo si è illuminata. Si vede finalmente chiaro nelle influenze dei nostri. E non è cosa da nulla! Morley spiegherà meglio la strategia sul rumore attuata dal terzetto. Molto meglio di mille altre vane parole: I have been painting for 20 years so it is just an ongoing research of looking at painting and what it can do, and silence s has kind of offered itself as an interesting area, you have different responses to what it is. I am looking at how that can be manipulated as a visual thing. The White House vede la luce nel 1995, dopo un altro bootleg ufficiale (Clyma Est Mort, 1994). Etichetta discografica, l usuale Siltbreeze. Sebbene da alcuni giudicato troppo normale è in realtà un altro lavoro epocale dei tre. La forma canzone emerge nitida adesso. Your Hand suona come farebbe Smog in quegli anni. Sporca e catatonica nenia biascicata. Le distorsioni chitarristiche le coprono le terga, ma in modo funzionale alla costruzione del pathos narrativo intrinseco la canzone stessa. Voodoo Spell e The New Snow, prima e seconda song in scaletta, accumulano una certa quantità d energia noise brada. Distruttiva 2 0 s e n t i r e a s c o l t a r e

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