LE SPERANZE DELL OSPEDALE NUOVO

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1 il MENSILE DI ATTUALITÀ E CULTURA, ANNO 1 N 2 - GIUGNO 2005 sasso Distribuzione gratuita SCRIVERE DI SASSUOLO il punto LE SPERANZE DELL OSPEDALE NUOVO E partita la nuova era della sanità sassolese. I vecchi punti di riferimento stanno cedendo il passo: lo storico ospedale di via Prampolini sta aspettando l estate per cominciare il trasloco della maggior parte delle sue attività, trasferimento che si andrà a concludere con l anno nuovo; Villa Fiorita, in attesa di nuovi (utilissimi) compiti, ha già le porte sprangate. Toccherà al Nuovo Ospedale di Rometta reggere l urto delle richieste cittadine e del comprensorio. Alla base vi è un progetto moderno, tecnologico, a gestione sperimentale. Il nostro primo cittadino l ha definito straordinario. E la speranza di tutti perché, comunque andrà, la nuova era è ormai iniziata. ALLE PAGINE La facciata del Nuovo Ospedale di Rometta (foto Brandoli) Schumi secondo Leo Turrini Il numero uno della Ferrari e le sue abitudini da...cittadino del comprensorio Ci sono divi che si comprano castelli. Altri che acquistano sofisticati super attici nel cuore di New York. Altri ancora che investono montagne di euro in un agriturismo, magari illuminato dal sole della Toscana. Vabbè, non che un certo Michael Schumacher sfugga alla tradizione: anche il Fenomeno dell'automobilismo sportivo ha la sua bella residenza imperiale sulle placide sponde di un lago della Svizzera. E se vi azzardate ad avvicinarvi troppo ai cancelli della sontuosa dimora, beh, rischiate di essere rallegrati divorati e risputati da feroci molossi. (...) LEO TURRINI A PAGINA 7 All interno l intervista Nek parliamone Referendum: le ragioni del Sì e dell Astensione culture e spettacoli Dama Bianca Teatro sport Ciclismo, Pesca recensioni Libri, cinema, musica. rubriche Arte, informatica, fumetti... La rossa di Michael Schumacher Copyright Ferrari Spa SASSUOLO (MO) VIA PIA 12 TEL FORMIGINE (MO) VIA TRENTO TRIESTE 83 TEL

2 il punto Un nuovo punto di riferimento Numeri e servizi dell ospedale dal petto gonfio IL SASSOLINO SCRIVERE DI SASSUOLO Il nuovo polo ospedaliero sassolese: la piena operatività sarà raggiunta nel 2006 Dovrà rispondere alle richieste di persone. Certo, siamo sicuri che sarà ben lieto di vederle aggirarsi il meno possibile dalle sue parti, ma sapere di dover servire 8 comuni (Sassuolo, Fiorano, Formigine, Maranello, Frassinoro, Montefiorino, Palagano, Prignano) e supportarne altri 2 (Pavullo e Vignola) è una cosa che può inorgoglire. E forse è per questo che ha gonfiato il petto in quell atrio circolare che ormai lo identifica. Pensato negli anni 80, sviluppatosi nei 90, inaugurato lo scorso gennaio, il Nuovo Ospedale (sorto su un area complessiva di ca metri quadri) alla fine costerà complessivamente 68 milioni e 700mila euro, spesi tra materiali all avanguardia ed una nutrita schiera di tecnologie di primo livello: 7 sale operatorie, 3 sale parto, 2 sale gessi, 3 sale endoscopiche, 1 TAC, 4 diagnostiche radiologiche, 5 diagnostiche ecografiche oltre ad una Direttore Responsabile: Laura Corallo Redattore: Marcello Micheloni In Redazione: Giorgio Brandoli, Chiara Dini, Andrea Magnani, Marco Mazzacani Hanno collaborato a questo numero: Patrizia Barbolini, Emanuele Bardelli, Mirco Bertolini, Alberto Bertoni, Gloria Campioli, Rossano Dallari, Daniele Dieci, Enrico Ergelini, Fabio Ferrari, Maria Rita Francia Biasin, Betta Frigieri, Stefano Landini, Maria Pagano, Fabio Panciroli, Bruna Pezzali, Doriano Rabotti, Leo Turrini, Lucio Vallisneri, Incontri Editrice Un ringraziamento particolare a Uliano Lucas e Ferrari Press Office Ideazione grafica e impaginazione: Anna Anselmino Illustrazioni del Sasso : Silvia Casamassima Stampa: Litostampa La Rapida s.n.c., Via Garibaldi 1/a, Casalgrande (RE) Edito e distribuito da: Associazione Culturale Il Sasso Registrazione Tribunale di Modena N del 14/4/2005 Pubblicità: Spazio Pubblicità, , Spotlight, IL SASSOLINO si può trovare anche nelle seguenti edicole: risonanza magnetica particolarmente innovativa, a magnete aperto (vedi foto in basso), che consentirà di effettuare gli esami facilitando l operatività del personale medico e soprattutto limitando l eventuale e fastidiosa sensazione claustrofobica che può accompagnare le normali risonanze. Un nuovo sistema informatico (RIS-PACS) permetterà di archiviare e scambiare immagini e referti tra i vari punti di controllo provinciali, Ospedale di Baggiovara in testa. Una moderna pista d atterraggio consentirà un rapido servizio d elisoccorso. Come recitano i comunicati Ausl, l immobile che ospita il Nuovo Ospedale è e rimarrà integralmente di proprietà dell Azienda Usl di Modena ; a livello gestionale, invece, si è puntato su una società mista pubblico-privato della quale fanno parte l Ausl di Modena con 51% delle azioni e la To Life SpA (già proprietaria di Villa Fiorita, ndr) col 49% delle azioni, nell ambito di una sperimentazione gestionale approvata dalla Regione. I posti letto saranno complessivamente 253, in pratica la somma di quelli di Ospedale Vecchio e Villa Fiorita. Ricordiamo che numerosi reparti verranno spostati al Nuovo (foto Brandoli) Ospedale solo a partire dall estate: il consiglio è quello di informarsi all occorrenza ( ; Attenzione in particolar modo al Pronto Soccorso: ci sono stati diversi casi di persone presentatesi presso l ospedale di Rometta per ricevere cure urgenti. Il Pronto Soccorso è invece ancora attivo nel Vecchio Ospedale: l Ausl e i mass media provvederanno ad informare la cittadinanza al momento del trasferimento. MARCELLO MICHELONI Edicola Rivi Sauro, c/o Stazione per Modena Edicola Saia Roberto di Piazza Martiri Partigiani Edicola della Posta, Piazza S.Paolo 22 (Braida) Edicola Venturelli Maurizia di Via Peschiera Edicola Cervi di Via Indipendenza (Parco) Due Chiacchiere, Via Montanara 69 (Pontenuovo) Venus, c/o Centro commerciale Panorama Edicola Spattini Mirella di Via Circonavallazione Sud 31 (Rometta) Tabaccheria Edicola Baccarani Paola, S. Michele Le Cafè, Via Radici in Piano 16/a, Veggia Tabaccheria Edicola Termanini, presso Stazione per Reggio Edicola di Via Mazzini, Via Mazzini 283 Edicola Mareggini Marina, Via Braida 301 Edicola Bronzati Loris, Via Rometta 36 Tabaccheria Edicola Ferrari Omar, Via Radici in Piano 108 Tabaccheria Sandra, Via Radici in Piano Edicola Cartoleria Valentina, Via Ancora 236 (strada per Magreta) La risonanza a magnete aperto (foto

3 il punto Che ne sara di ospedale vecchio e Villa Fiorita? L ospedale di via Prampolini potrebbe essere destinata ad uso residenziale mentre Villa Fiorita accorperà i servizi distrettuali dell USL Che fine faranno le vecchie sedi dell ospedale di via Prampolini e della clinica privata di Villa Fiorita? Con il trasferimento delle attività presso il Nuovo Ospedale di Rometta alta, il Comune di Sassuolo e l Azienda USL di Modena si attivano per individuare modalità di intervento per il recupero dei due stabili. Ospedale Vecchio: Il Comune di Sassuolo è soggetto interessato sia all acquisto dell edificio (ex Monastero di S. Chiara e di proprietà dell Azienda USL di Modena) sia rispetto alla definizione delle modalità di intervento e del piano di recupero dell immobile. Il grosso ostacolo a questo progetto è il vincolo posto dalla Sovrintendenza di Modena su tutto l edificio dell ospedale vecchio, ad esclusione della palazzina sede della direzione sanitaria. Su questo vincolo l Azienda USL ha fatto ricorso al Tar, anche perché questo veto impedisce la realizzazione degli interventi previsti ha detto Graziano Pattuzzi, sindaco di Sassuolo. Per quanto riguarda l area del vecchio ospedale (la parte che ospita i reparti di Il vecchio ospedale di via Prampolini degenza e il pronto soccorso) l ipotesi più realistica sarebbe quella di destinarla ad uso residenziale. Lo stabile verrebbe abbattuto e ricostruito per poi essere rivenduto tramite bando pubblico. In merito, invece, alla parte storica dell edificio (quella che si affaccia su via Menotti) rimarrebbe di proprietà comunale, ristrutturata e destinata ad uso pubblico (ad es.uffici comunali). Villa Fiorita: L Azienda Usl di Modena ha invece già acquistato lo stabile di Villa Fiorita dove saranno trasferiti i servizi distrettuali dell Usl presumibilmente entro il primo semestre del 2006 e collegato agevolmente all Ospedale Nuovo tramite la tangenziale. Indubbiamente l apertura dell ospedale di Sassuolo comporterà una riorganizzazione dei servizi sanitari presenti a Sassuolo ha dichiarato Raoul Ragazzoni, responsabile del progetto di sperimentazione gestionale dell Azienda Usl di Modena. L investimento necessario all acquisto e alla ristrutturazione di Villa Fiorita permetterà all azienda di risparmiare notevolmente sugli affitti degli stabili attualmente sede di vari servizi: quelli di via Menotti (che ospita il punto prelievi) e dei due stabili di Sassuolo Due (che ospita il servizio di riabilitazione, servizi ospedalieri specialisti e ambulatoriale). LAURA CORALLO Quella rotonda che a molti non quadra Le proteste dei cittadini.le ragioni del Comune.Un puzzle di scelte tecniche, pratiche e politiche La rotonda della discordia La costruzione del nuovo ospedale ha cambiato il volto del quartiere Rometta. A livello viario la modifica principale è stata la costruzione della rotatoria a cui hanno accesso la circonvallazione, la strada di accesso all ospedale e quella di collegamento con la sua parte sud destinata all uscita di tutti i veicoli ed all entrata dei soli mezzi antincendio in caso di emergenza. A ciò è legata la conseguenza principale che si porta dietro un edificio di tale portata: un notevole aumento del traffico. Di fronte alla prova del fuoco la viabilità circostante ha portato a polemiche e lamentele da parte degli utenti: secondo molti la rotonda è piccola ed in (foto Brandoli) certe fasce della giornata non riuscirebbe a smaltire il traffico anche per la presenza del semaforo poco più avanti, ridotto a due corsie per fare posto alla pista ciclabile tra l altro poco utilizzata. I tecnici del comune spiegano che la rotonda ha dimensioni ridotte per problemi di esproprio del terreno circostante e che la sua costruzione ha la logica di permettere sempre l accesso diretto con l ospedale; inoltre rispetto ad un semaforo l attesa è inferiore e gli incidenti che possono avvenire sono di portata minore (solo tamponamenti laterali piuttosto che scontri frontali). Dietro a questi aspetti tangibili a tutti ci sono i disagi per i residenti dei viali adiacenti; uno fra tutti viale Taormina, che è diventato un braccio di collegamento non previsto tra l ospedale e la circonvallazione, utilizzato da utenti e dipendenti. La strada è diventata invivibile e pericolosa. Dai progetti che ci avevano presentato inizialmente, tanti anni fa, l ospedale doveva essere più lontano dalla zona residenziale spiegano Roberto Casolari ed Andrea Valdastri, rappresentanti del comitato formato dai residenti del viale e di quelli adiacenti (Lucca, Brescia e Siena). Abbiamo incontrato il sindaco, il vicesindaco ed alcuni tecnici, ma ci è stato risposto che la strada, per motivi di sicurezza, non può essere chiusa del tutto (dopo una prima petizione firmata da circa 140 residenti è stata chiusa per metà, ndr) perché se la rotonda non riesce a far defluire i mezzi di soccorso questi hanno come unica alternativa viale Taormina. I residenti hanno proposto alternative, dalla costruzione di una strada da dietro l edificio in collegamento con via Rometta alta (come da progetto iniziale del Comune), fino a chiudere con una sbarra viale Taormina, in modo che solo i mezzi di soccorso possano utilizzarlo in caso di emergenza. Insieme al vicesindaco Giancarlo Diamanti, che lo scorso anno ci promise la chiusura del viale, ci siamo ripromessi di rivalutare tutto all apertura a pieno regime dell ospedale per avere dati più concreti conclude Valdastri. CHIARA DINI 3

4 il punto Entro il 2006 un nuovo Day Hospital Oncologico Sarà una struttura più efficiente e attrezzata per il sostegno e l assistenza ai malati oncologici. Il presidente Tiziana Rovatti: Servono maggiori finanziamenti L ospedale di Sassuolo accoglierà un nuovo ed efficiente Day Hospital Oncologico grazie all associazione locale Per Vincere Domani e al suo presidente Tiziana Orsini Rovatti, Day Hospital che porrà al centro della sua attività il sostegno e la crescita dell assistenza ai malati oncologici nel distretto Sud, che fa capo, appunto, all ospedale di Sassuolo. In occasione della costruzione del nuovo complesso, l associazione ha assunto a pieno carico i costi per il completamento del Day Hospital che sorgerà nella palazzina dei poliambulatori antistante il corpo principale ospedaliero già inaugurato. Il trasferimento avverrà entro il Nei 600 metri quadrati messi a disposizione dall Azienda USL troveranno posto tre ambulatori, locali di degenza con sei posti letto, 12 postazioni per le chemioterapie, due sale d attesa. Si tratta di un progetto importante ma anche economicamente oneroso ha raccontato Tiziana Orsini Rovatti, e per questo serve la solidarietà dei sassolesi poiché il finanziamento del day hospital si aggirerà attorno ai 600 mila euro. Dal 1992 l associazione ha fatto tanto: ha raccolto donazioni e fondi per l acquisto di apparecchiature mediche, ha organizzato convegni e borse di studio. L ultima donazione all ospedale di Sassuolo riguarda il mammografo digitale (il primo in provincia di Modena e tra i pochissimi attivi in Italia) del valore di 454 mila euro nonché una workstation che andrà ad arricchire la dotazione tecnologica del Centro di riferimento provinciale dello screening mammografico situato nel poliambulatorio di Largo del Pozzo di Modena. Da tredici anni finanzia due medici e uno psicologo all interno dell oncologia. Tra gli obiettivi che l associazione si pone nel prossimo futuro, l inserimento dell omeopatia per attenuare gli effetti collaterali dei farmaci chemioterapici, consulenze oncologiche di alto livello puntando Il Poliambulatorio in costruzione dove sorgerà il nuovo Day Hospital all Istituto Europeo dei tumori mentre si continuerà a finanziare la Terapia del Dolore ancora a livelli troppo bassi rispetto ai paesi più avanzati. LAURA CORALLO LA REDAZIONE (foto Brandoli) sms: Commercio Mobili d Epoca Italiani ed Esteri Tessuti d Arredamento Tappeti 4Il cupolone che sovrasta l atrio del Nuovo Ospedale (foto Brandoli) Traversa Barozzi, Sassuolo (Mo) Tel. e Fax Cell www. debbiantichita.it

5 parliamone Procreazione assistita: le ragioni del Sì e dell Astensione Domenica 12 e lunedì 13 giugno, seggi aperti per il referendum sulla Procreazione medicalmente assistita. Abbiamo chiesto ad esponenti sassolesi dei due principali schieramenti in campo (c è anche chi voterà No) di motivarci le loro scelte SI : per nascere,guarire,scegliere! I referendum sulla fecondazione assistita chiedono di abrogare alcuni punti della legge 40 del 2004 (mantenendo comunque l impianto complessivo della legge). Una legge crudele e inapplicabile che segnerà la vita delle donne e delle coppie. Per questo è necessario votare SI per migliorare la vita delle madri e del nascituro, per tutelare il diritto alla procreazione consapevole e alla libertà della ricerca scientifica, nel rispetto della bioetica. Di seguito i punti più contraddittori, che i referendum vogliono modificare: - la limitazione della metodica alle sole coppie sterili. Se una coppia non è sterile, ma i genitori sono affetti da malattie genetiche con la fecondazione artificiale e l analisi pre-impianto possono essere sicuri di avere figli sani: questa legge impedisce di fatto questa possibilità. - a norma per cui tutti gli embrioni fecondati (al massimo tre) devono essere impiantati nell utero della donna, togliendo qualsiasi discrezionalità al medico, con il risultato che nelle donne più giovani aumentano le gravidanze gemellari, mentre nelle donne meno giovani il numero può essere inadeguato, con maggiori rischi di insuccesso della metodica e necessità di ripetere l intervento. La possibilità per il medico di scegliere il numero di embrioni da impiantare caso per caso, consentirebbe di evitare ripetute stimolazioni ormonali e ripetuti prelievi di ovociti.. - la norma che obbliga la donna ad impiantare gli ovuli fecondati, anche contro la sua volontà, e anche qualora gli embrioni fossero ammalati. Secondo questa legge la donna deve essere sottoposta ad impianto artificiale, poi può abortire! - la proibizione di utilizzare cellule staminali embrionali a scopo di ricerca. Queste cellule hanno la capacità di rigenerare tutti i tessuti del corpo umano: dalle ricerche potrebbero nascere nuove terapie per malattie gravi e diffuse come l Alzheimer, il diabete, i tumori. La legge impedisce anche l utilizzo dei circa embrioni congelati in precedenza, che basterebbero a garantire molti anni di ricerche, e che invece sono destinati alla morte nei congelatori. - la proibizione di accedere alla fecondazione eterologa (la tecnica che utilizza ovociti o spermatozoi da donatori anonimi esterni alla coppia) per le coppie in cui uno dei due genitori è completamente sterile. La maternità e la paternità si possono esprimere in vario modo senza che lo stato interferisca pesantemente in queste scelte, che riguardano solo la sfera personale. - l affermazione che il concepito (termine ambiguo e non definito dal punto di vista scientifico) è soggetto di diritto con pari dignità rispetto alla madre e al padre. Questa affermazione comporta che per tutelare una cellula fecondata, che è una promessa di vita solo se attecchisce in un utero materno, si mette paradossalmente a rischio la salute della madre. DOTT. ROSSANO DALLARI,BRUNA PEZZALI,PATRIZIA BARBOLINI NON VOTO : un legittimo strumento per una sfida da vincere! Sottesa al furente dibattito che imperversa in merito alla legge 40 sulla fecondazione assistita è una battaglia culturale di portata enorme,chenon credo di esagerare-condizionerà la società degli anni a venire. Occorre non fermarsi all apparenza,non lasciarsi travolgere da sentimentalismi che ci distoglierebbero da ciò che è evidente e razionale. La stessa scienza che oggi rende possibile oltrepassare i freddi limiti imposti dalla natura,dando la possibilità di generare un figlio anche in caso di sterilità/infertilità, ci rende visibile l inizio della vita:per la prima volta, ad occhio nudo, sotto lo sguardo di chi riesce ancora a meravigliarsi, quell incontro unico, irripetibile, tra spermatozoo ed ovulo segna l esordio di una nuova vita.efficacemente,faceva notare il prof. Vescovi,al Teatro Carani il 18 maggio, in presenza di un embrione, in base all apparenza, una scimmia dice che è un grumo di cellule.ma l uomo razionale, che fa della ragione il suo metro di giudizio, conclude che l embrione sembra un grumo di cellule mentre è uno stadio della vita che da quel momento inizia il suo decorso senza soluzione di continuità. Dinnanzi a tale evidenza razionale,si pone la sofferenza umana di chi vorrebbe generare ma non può: la L.40/2004 tenta di armonizzare queste due sfere che paiono inconciliabili. Da un lato,consente la fecondazione in vitro,dall altro,afferma che il concepito è un soggetto, meritevole di tutela come ogni altro essere umano. Così facendo,prevede un iter ben ragionato di accesso alle tecniche,informato ai criteri di gradualità e di informazione(non dimentichiamo dell invasività di tali tecniche),che tutela nel miglior modo possibile la maternità e la salute della donna. Non solo:tenta di apporre dei limiti essenziali ad evitare che,una volta creata intenzionalmente, quella vita umana possa essere distrutta,clonata, sprecata. Alla luce di ciò,si vieta il prelievo di cellule staminali embrionali ai fini ricerca,ritenendo più rispettoso della dignità dell uomo, invece, percorrere vie alternative. I quesiti referendari, benché parzialmente abrogativi,modificano nella sostanza questa legge,frutto di 20anni di studio in Parlamento. Quindi,il non voto pare lo strumento più efficace in mano a quanti hanno a cuore il rispetto della vita e del generare. Tale via,costituzionalmente legittima,si affianca al sì ed al no,con eguale dignità nel referendum,a differenza delle elezioni. La ragione dell astensione è da rintracciarsi nella convinzione che il voto referendario non sia strumento adeguato per una materia così delicata:inoltre, pare la via strategicamente migliore per difendere questa legge,posta a tutela del minimo etico che ogni Stato ha il dovere di assicurare:il rispetto della dignità dell uomo,specialmente di chi non ha voce per difendersi. Riteniamo il non voto un modo attivo di esser protagonisti in tale battaglia,volta a riaffermare i diritti umani, a fronte di una cultura che approva l interruzione della storia di un uomo dal suo inizio. MARIA PAGANO, Coordinatrice Scienza & Vita di Sassuolo Abbigliamento Accessori Moda Fragranze b o t t e g a Complementi d arredo Oggettistica Libri Musica VIA MAZZINI, 40/A - SASSUOLO (MO) 5

6 culture e spettacoli parole, pensieri, nani e ballerine Proverbi e dialetto: inediti Biasin Capitolo II Dal sesso alla famiglia (PRIMA PARTE) Le trasferte degli Amici della Lirica L Università della Terza età in collaborazione con il Circolo Amici della Lirica organizzano le seguenti trasferte musicali: Venerdì 17 giugno all Arena di Verona per assistere all opera LA GIOCONDA di Amilcare Ponchielli Venerdì 15 luglio alla Scala di Milano per assistere all opera LA CENERENTOLA di Gioacchino Rossini Giovedì 28 luglio all Arena di Verona per assistere all opera LA BOHEME di Giacomo Puccini Venerdì 26 agosto ancora all Arena di Verona per assistere all opera NABUCCO di Giuseppe Verdi Sono aperte fin d ora le prenotazioni: per informazioni rivolgersi al 348/ (Sig.ra Danira) al tel 0536/ (Sig. Roberto Costi del Teatro Carani) GINO BONDAVALLI P.zza Martiri Partigiani Sassuolo (Mo) 6 Tel la casa armonica...curiosità per l abitare SASSUOLO (MO) - VIA ARAVECCHIA 20 TEL Più che in qualsiasi altra area dell esperienza umana, questa che va dall attrazione sessuale alla fondazione e al governo della famiglia svela attraverso i proverbi relativi le qualità e i difetti, i valori e i tabù, le preferenze e le idiosincrasie della vecchia società patriarcale. Due caratteristiche risulteranno assai chiare: la misoginia, riflesso di una supposta superiorità del maschio, raramente controbilanciata da proverbi sui difetti dell uomo o da detti in cui l uomo sia ridotto a cosa; e la tendenza a considerare le cose d amore in maniera assai concreta, poco romantica. Quando un ragazzo prendeva la scuffia (o la cotta o la papeina ) per una ragazza, spesso tale innamoramento era dovuto al fatto che la ragazza in questione aveva della pégola, una colla metaforica che attraeva e invischiava. C era però anche un altro tipo di ragazza, i cui facili costumi sono lapidariamente enunciati nella frase proverbiale A dirle di sedersi, si stende. Le preferenze maschili sembra fossero comunque orientate verso donne particolarmente dotate di pelo, nell erronea credenza che fossero più sensuali delle altre; si trattava in ogni caso di un gusto che oggi si sarebbe tentati di definire primitivo o animalesco, dall alto della nostra civiltà fin troppo depilata, deodorata e asettica. Dunque Donna baffuta, donna piaciuta, non perchè abbia letteralmente i baffi (che saranno semmai metaforici), ma perchè Tira più un pelo di donna che un paio di buoi. In questo contesto si ricorderà la frase proverbiale Bella sposa fresca e pastosa, e dura da radere, che si riferisce alla risposta proverbiale data dalla sposa in questione a un intraprendente barbiere: Bela spousa fresca e pastousa, vliv ca v gósa o vliv ca v tousa?-fèm quel ca vlii, ma lasèm ster i cavii. (Bella sposa fresca e pastosa, volete che vi chiavi o volete che vi tosi? Fatemi quel che volete, ma lasciatemi stare i capelli). Giustamente Anche l occhio vuole la sua parte, per cui la bellezza è un dono naturale che si fa valere: Chi nasce bella, nasce sposata. Inoltre, una ragazza vicina, per condizione sociale e posizione geografica, è preferibile rispetto a una lontana: Donne e buoi dei paesi tuoi e Non è bella Fiorèinza, ma è bella Piasèinza, dove naturalmente si tratta delle abitatrici delle rispettive città. Quali altri requisiti doveva avere la ragazza per essere corteggiata e poi sposata? Quant la dòna la nass (nasce) l om bisognarév c al sgass (che segasse l erba), consigliava un proverbio che si capisce oggi solo ricordando le fatiche durissime della vita dei campi, in cui una donna invecchiava precocemente. Infatti, ecco il matrimonio di ragazze giovani, appena uscite dalla pubertà (connotata dai brufoli o bugni ): St an (quest anno) bugnousa, st ètr an (quest altr anno) spousa. Ma prima di arrivare al matrimonio una ragazza doveva stare attenta, perchè c erano giovani che volevano sempre l amorosa e mai la moglie. Una certa diffidenza misogina verso le donne doveva essere assai diffusa, almeno a giudicare dal gran numero di proverbi in proposito, a livello nazionale e non solo emiliano: Chi dice donna dice danno, Le donne ne sanno una più del diavolo, La donna lesta trova il tempo di far festa...e, detto di una donna particolarmente aggressiva ed esigente, La vite ammazza l olmo, (col preciso riferimento a un sistema di sostegno dei vigneti nelle campagne padane che sfruttava appunto l olmo invece di pali). La misoginia esplode però in una serie di proverbi in cui la donna è accomunata ad animali o cose, secondo il prototipo già citato di donne e buoi : Dann (donne) e cavai (cavalli): usarli sempre e sposarli mai, Asini a maggio, gatti a gennaio e donne a carnevale, non c è corda che li possa legare ; o ancora, un paternalistico consiglio al novello marito su come usare la moglie novella la prima notte di nozze: Prendila adagio, chè non è mica polenta. L unica risposta degna di nota da parte femminile ci pare, nel folklore emiliano, questa, significativamente basata su una metafora casereccia: Gli uomini quando vanno amorosi usano la boccetta dell olio, e quando si sono sposati quella dell aceto. Pur fra tante difficoltà reciproche, il bisogno e la bellezza dell accoppiamento sono riaffermati con un altra immagine metaforica, questa volta presa dal lavoro dei campi: L è trést cal badigaz ch an cata al soo mandgaz (è triste quel badilaccio che non trova il suo manicaccio-anche se entrambi sono brutti). L atteggiamento verso le cose d amore è, insomma, estremamente concreto, fino ad arrivare a manifestazioni corporee e scatologiche che all amore sembrerebbero antitetiche: Tosse e amore non si nascondono, Amore e caghetto (diarrea), chi non li prova non ci crede. Simili accostamenti non sono dissacranti, ma rispecchiano un buon senso elementare che sa essere non solo positivo ma anche gioioso, come in questa filastrocca che, tra nonsense e Fellini, è un vero e proprio trionfo dell amore: A piov e sa gh è al sòul, tot i vèc i fan l amour i fan l amour in un cantoun, tot i vec in cul busoun MARIA RITA FRANCIA BIASIN

7 culture e spettacoli Schumacher, il campione che dorme sul lavoro Le avventure quotidiane dell abitante più veloce della contea... Ci sono divi che si comprano castelli. Altri che acquistano sofisticati super attici nel cuore di New York. Altri ancora che investono montagne di euro in un agriturismo, magari illuminato dal sole della Toscana. Vabbè, non che un certo Michael Schumacher sfugga alla tradizione: anche il Fenomeno dell'automobilismo sportivo ha la sua bella residenza imperiale sulle placide sponde di un lago della Svizzera. E se vi azzardate ad avvicinarvi troppo ai cancelli della sontuosa dimora, beh, rischiate di essere rallegrati divorati e risputati da feroci molossi. Però, tutto ciò premesso, è il caso di raccontare un dettaglio curioso. Quando mi sono dedicato alla stesura di un libro a lui dedicato, cioè dedicato al Michelone che ha riscritto la storia della Ferrari, cosa ho scoperto? Ho scoperto che, nella sua dimensione di cittadino aggiunto del...comprensorio della ceramica, il Campionissimo tedesco ha optato per una sobria sistemazione, in stile 'tutto casa e lavoro'. In breve: sbarcato sulla Luna ferrarista nell'ormai lontano 1996, all'inizio Schumi trascorreva le nottate in zona nella quiete di un albergo, evidentemente molto lussuoso. Ma forse di hotel ne aveva abbastanza, frequentandoli per forza in occasione delle trasferte che si chiamano Gran Premio. E insomma un bel giorno Michelone bussa timidamente alla porta del datore di lavoro Montezemolo e chiede una cortesia. Questa: perchè non mi lasciate dormire nella casetta che sorge accanto ai box del circuito di Fiorano? (in tedesco: xkè non laziare me sotto tetto di pisten?). Ora, è noto che Schumi ha il braccio corto: passa ai due figli una paghetta da un euro (1, esatto) alla settimana e non è tipo da sprechi, pur avendo accumulato un patrimonio superiore ai mille miliardi di lire di vecchio conio. Però, nella circostanza, non era l'esigenza di risparmiare a spingerlo alla cortese domanda: infatti, il conto dell'albergo mica lo pagava lui. La 'casetta' aveva ed ha un valore storico particolare: conteneva infatti l'ufficio nel quale Enzo Ferrari in persona si intratteneva con i piloti impegnati nei test 'casalinghi'. Era, la 'casetta', una specie di 'buen retiro' del Drake: se aveva voglia di staccare dalle incombenze 'ufficiali', il papà del Caval scappava lì dentro e si isolava dal mondo. Può darsi (anzi, ne sono certo) che tutto questo Schumi non lo sapesse. Però, nel fondo, le motivazioni sue erano identiche a quelle dell'uomo che aveva creato il mito di Maranello: evitare l'albergo tra un giorno e l'altro di prove significava guadagnare l'illusione di essere comunque 'in famiglia', distante ma non emotivamente lontano dalla serenità delle cose proprie, intime, private. Riassumendo: senza nemmeno insistere troppo, Schumi ha ottenuto il...letto che cercava. In dieci anni da cittadino del comprensorio Primo piano di Michael Schumacher della ceramica, fisicamente ha trascorso almeno cinquecento notti lì dentro. Chi frequenta l'ambiente, l'ha visto spesso, alle otto del mattino, accogliere i primi meccanici assonati cui spetta il compito di preparare le macchine per i test. Se le operazioni richiedono più tempo del previsto, allora Michelone afferra una bicicletta e si mette a pedalare sul circuito. A volte alcuni passanti lo hanno scambiato per il custode del tracciato. Ecco, sono stati questi 'particolari', molto locali e quindi molto 'nostrani', a spingermi a scegliere, per il libro, il sottotitolo: La leggenda di un uomo normale. Perchè si può essere Fenomeni al volante di una automobile, senza smarrire l'identità della persona qualsiasi. LEO TURRINI Copyright Ferrari Spa Per saperne di più... SCHUMACHER La leggenda di un uomo normale Leo Turrini Mondadori, Nessuno ha vinto tanto cme lui, nessuno guadagna tanto come lui: è il fuoriclasse più pagato del pianeta... Abbigliamento Uomo Donna Via C. Menotti 34 (ang.p.leteggia 1) Sassuolo (Mo) Tel La Ferrari N 1 in pista Copyright Ferrari Spa PRESENTA LA NUOVA CITROËN C1 CONCESSIONARIA CITROËN SASSUOLO - VIA RADICI IN PIANO 7 - TEL

8 culture e spettacoli Carlo Zini, l imprevedibile Le opere di Carlo Zini sono espressioni del suo essere: eclettiche, stimolanti, solo all apparenza semplici. Riprova è stata la recente installazione di questo artista sassolese (classe 1957) al Teatro Carani a corollario di L uomo. La passione di Dio, il musical diretto da Teresa Fatuzzo, dove il numeroso pubblico ha potuto ammirare l ultimo approdo di Carlo: la rielaborazione, del tutto personale, di frammenti di opere sacre. Temi assai nobili, quindi, ma da un certo punto di vista, e per nulla sminuente, poveri, considerata l abitudine dell artista di utilizzare per le sue creazioni materiali riciclati, oltre a ghiaia, sabbia, fritte autoctone per smalto da piastrelle, colla e carta. Probabilmente a chi già conosceva Carlo ha fatto un po specie vedergli affrontare tematiche sacre dopo averlo apprezzato per la serie di magliette e gadget (quasi di culto in città) FalloFolle e PasseraPazza Carolina, Carlo Zini, 2004 (www.fallofolle.it, ma d'altronde abbiamo usato l aggettivo eclettico mica per niente Ideatore e rielaboratore di fotografie anche su richiesta (per info, ), Carlo Zini è da considerare, e in questo caso più che mai e fortunatamente, un creativo fuori dagli schemi. MARCELLO MICHELONI La plastica di Vincenzo Lodola Artingiro percorsi d arte in città. E l originale iniziativa promossa dalla Galleria d Arte contemporanea Paggeria Arte per avvicinare i sassolesi alla conoscenza dei maggiori artisti contemporanei. E lo fa spostando le opere dai musei e dalle gallerie ai Innanzi tutto cosa sono gli arquester ; scopriamolo. Quando si dice in cucina non si butta via niente! Nella gallina, nel cappone che si usa a fare il brodo buono, dopo avere eviscerato l animale dalle parti da gettare restano gli arquester, ossia il magone, i polmoni il cuore ed il fegato. Queste parti non sono buone da bollire, possono fare intorbidire il brodo o conferire delle sfumature di aromi e odori che svalorizzano il brodo. Quindi le vecchie rezdore, utilizzavano queste frattaglie per fare un soffrittino che poi aggiungevano alla minestra in brodo, quella più semplice, appunto come i quadrettini. 8 A spasso con l arte negozi e agli esercizi commerciali della città. Attualmente sono otto le attività che aderiscono ad Artingiro proponendo una selezione di opere di artisti contemporanei fra i più interessanti e conosciuti: Vincenzo Lodola, Oreste Baccolini, Fausto De Nisco, Janusz Haka. Le esposizioni verranno costantemente rinnovate. Le attività che collaborano all iniziativa sono: Paggeria Arte (Piazzale della Rosa), Bottega Yoop (via Mazzini 40), Pellicceria Lari (via XX Settembre), Rizzi Parrucchiere (viale De La ricetta del mese a cura di Patrizia Barbolini QUADRETTI CON ARQUESTER Come fare il soffritto di ARQUESTER In un tegamino mettere poco olio e una noce di burro, un mezzo scalogno (piccolo) a foglia intera, soffriggere a fuoco dolce, aggiungere le rigaglie tagliate a pezzi piccolissimi e insaporite con sale, poca saporita (miscela di aromi che si trova solo in drogherie molto specializzate). Quando il soffritto sarà cotto, togliere le foglie di scalogno e aggiungere ai quadrettini appena cotti. Mettere in tavola il parmigiano grattugiato. Per un piatto più ricco aggiungere la tridura, di uovo e formaggio. Ma questa è un altra ricetta Si consiglia la minestra nelle sere fredde e nei mesi invernali. Questa ricetta viene somministrata in locande molto esclusive della città di Modena, è semplice ed ha un sapore molto antico. Amicis), Studio dentistico dott. Francesco Frigieri (via Adda 50/L), Studio Health Club (Piazza Jan Palaci), Parrucchiere Tiziano (viale XX Settembre), Ufficio Tecnico (Via Decorati al Valor Militare 30 presso I Quadrati ). Credo che questa proposta sia un occasione importante per familiarizzare con le numerose forme e i modi della cultura contemporanea e alla conoscenza dei tanti artisti protagonisti nel mondo, ha detto Betta Frigieri, curatrice del progetto. LAURA CORALLO Da abbinare con Lambrusco Salamino di Santa Croce Questo vino deriva dal vitigno che porta il suo stesso nome. Il disciplinare di produzione relativo prevede l eventualità che tra le uve Lambrusco Salamino sia possibile la presenza, a livello di impianto, di altri vitigni di Lambrusco Ancellotta e Fortana, localmente detta "Uva d Oro", in piccola percentuale. Il vitigno ha un ottima vigoria, la produzione è ricca e costante, le sue uve raggiungono la maturazione nella prima decade di ottobre, dopo aver immagazzinato tutta la luce e il calore del sole estivo e autunnale. Ha colore rosso rubino carico con spuma dagli orli violacei, come pure violacei sono i riflessi del vino. Il profumo è fresco, fine, persistente, fruttato, dal caratteristico aroma vinoso intenso, che ricorda la frutta matura. Di gusto sapido, armonico, delicatamente acidulo, fresco, garbatamente vinoso. A cura del Club dei Bevidor Musica classica di Gloria Campioli GABRIEL FAURÈ SONATA PER VIOLINO E PIANOFORTE OP. 13 N 1 La bellissima opera che vado a presentare è la prima sonata per vio e pianoforte del compositore francese Fauré, nato nei pressi di Parigi nel Evidente è il linguaggio caratteristico dell autore, impregnato di romanticismo raffinato, ricco di nuances ma lucidamente razionale tanto da evidenziare una mentalità classica fatta di riservatezza ed aristocrazia. I movimenti sono quattro: Allegro Molto ove l ardente tema principale è generosamente introdotto dal pianoforte cui segue il vio ad elaborarne i materiali. Appassiona il dialogo fra i due strumenti che si alternano nel discorso per poi incontrarsi e dar vita a delicati e trascinanti chiaroscuri musicali. Segue un Andante dal tono sommesso e malinconico, quasi una danza che inizia mesta dalla quale sboccia poco a poco, dispiegandosi in un crescendo espressivo, una melodia intensa e nostalgica. L Allegro vivo è uno scambio veloce e scherzoso, di saltelli ed appoggi che lasciano spazio nella parte centrale ad un momento melodico e più riflessivo al quale rubano, subito dopo, di nuovo la scena. Il nobile Allegro quasi presto è nuovamente un dialogo ricco di lirismo; i temi si rincorrono sino al leggerissimo turbine virtuosistico che caratterizza il finale. Vio e pianoforte sono protagonisti di un appassionante trama che coinvolge intensamente l ascoltatore a cui sembrerà quasi di immergersi tra le pagine di un romanzo. arredamenti su misura VIA T. NUVOLARI, 7 - MARANELLO (MO) - TEL FAX

9 culture e spettacoli...la musica che gira intorno di Alberto Bertoni Ho scritto diverse canzoni per Pierangelo Bertoli e ho frequentato la sua casa per circa una decina di anni. E stato un periodo molto creativo dal punto di vista musicale, ma più che un rapporto di lavoro (per Angelo fare canzoni era lavorare ) il nostro era diventato un rapporto di amicizia. Abbiamo passato interi pomeriggi a discutere, a ridere, a cantare. Io non perdevo occasione per fargli ascoltare di volta in volta le canzoni che scrivevo, ed Angelo era come sempre molto lapidario nei suoi giudizi. Una cosa, per lui, o era bella o era brutta. Era così su tutto, senza peli sulla lingua! Mi ricordo che una volta, a Milano, nella sede di una Pierangelo Bertoli casa discografica, si parlava di Marco Masini che in quel periodo, discograficamente parlando, stava andando molto bene. Masini s al gniva a ca mèe a ferem scultér el so cansòun agh déva in man una vanga e al mandava a vanghér!, disse Pierangelo, e subito aggiunse: Ma visto che sta vendendo tanti dischi al g avrà ragioun lò!. Ma né lui né io pensavamo che avesse ragione, e lo sapevamo E stato a casa sua che sono nati progetti come I giaraun d la luna, il cd dialettale che tanto successo ha riscosso presso il pubblico sassolese e che molte persone richiedono ancora. Un giorno, durante la scelta dei brani per l album, mi presentai da Pierangelo raccontandogli che nella notte avevo sognato Bob Dylan che mi dettava una canzone da mettere assolutamente come pezzo di apertura del disco. Naturalmente era una balla che avevo sognato Dylan, ma lui stette al gioco e disse: Fammela sentire. Gliela cantai e pochi mesi dopo divenne il brano di apertura del cd Angelo è stato sicuramente una di quelle persone che è valsa davvero la pena di conoscere e che torna spesso nei miei pensieri. E ancora oggi quando scrivo una canzone mi chiedo: Ma ad Angelo sarebbe piaciuta? Servizi Ambiente Territorio Da oggi con il numero verde gratuito di SAT puoi: richiedere informazioni sui servizi a rete e ambientali attivare e disdire la fornitura di acqua e gas disdire e attivare nuovi contratti richiedere servizi di pronto intervento comunicare l autolettura dei contatori Chill out zone di Lucio Vallisneri Lounge philosophy... Se ti senti in un salotto, a tuo agio con la musica, gli arredi e la gente, allora sei in un locale lounge. La musica deve essere tranquilla ma non al punto di farti addormentare, l'atmosfera deve essere assolutamente cocktail, per socializzare senza invadere gli spazi altrui. Le etichette Irma e Schema Records hanno di fatto il monopolio nel filone Lounge-Cocktail ma oggi tutta la musica può essere idonea a situazioni Lounge; penso allo swing di Peter Cincotti (astro nascente, giovanissimo, amatissimo nella grande mela ) o alla Bossanova di Rosalia de Souza. Anche la musica etnica non è disdegnata: a tal proposito la vostra curiosità può essere soddisfatta dalle produzioni distribuite dalla Audioglobe. Nelle città che "lavorano", le persone non possono permettersi di vivere troppi appuntamenti che iniziano a mezzanotte e quindi gli orari post-lavoro trovano più spazio: un posto carino, la musica giusta e la gente altrettanto giusta e...il cocktail è servito. Il momento dell'aperitivo era fino a qualche tempo fa esclusiva delle grandi città ma ora sta diventando familiare anche in realtà sicuramente più provinciali. Per saperne di più sul nostro mondo lounge e chill-out: L informatico di Emanuele Bardelli MONTERMINI SCAVI di Nuber Montermini SCAVI TRASPORTI URBANIZZAZIONI Via A. Secchi, Casalgrande (RE) Tel Cell PREVENIRE E MEGLIO CHE L operazione basilare per proteggere un computer è installare un antivirus, un software che ha memorizzato tutti i virus e attraverso la scansione dei file, li riconosce e li elimina. Tra i tanti programmi consiglio NORTON ANTIVIRUS che offre vari servizi tra cui l aggiornamento costante del programma con le firme dei nuovi virus inventati, la scansione delle e anche un personal firewall. Questo software serve per gestire ed autenticare gli accessi a internet da parte dei programmi del pc ed inoltre protegge il computer dall intrusione non autorizzata di programmi o utenti dall esterno. Un altro software molto utile è AD-AWARE che protegge spy ware e dialer. Alcuni consigli generali sulla protezione, forse scontati, ma importanti: Usare password ricercate, non mettere nomi comuni e, soprattutto quelle per servizi a pagamento,crearle composte da lettere, alcune delle quali maiuscole, e numeri(ch54ioa7) Non inviare mai a nessuno i propri dati ID UTENTE e PASSWORD, infatti nessun gestore di servizi richiede mai i dati ai propri utenti Non aprire mai allegati provenienti da persone sconosciute, o senza oggetto; sono virus e di solito le dimensioni dei file variano tra i Kb Controllare periodicamente il vostro numero di connessione ad internet, attenzione a quelli che iniziano con 899, 708, 166, 199, 178, 144 sono a pagamento e corrispondono a cifre elevatissime. E il sito di Norton Antivirus e oltre a dare informazioni generali sul prodotto è anche possibile scaricare dei piccoli programmi (TOOL) per la rimozione di virus specifici. 9

10 l intervista Nek Sassuolo sempre nel cuore. Ma fuori la politica dalla musica L ultimo lavoro Una parte di me già in prenotazione era disco d oro Copyright Warner Bros E un momento felice per Filippo Neviani in arte Nek: il singolo Lascia che io sia è entrato direttamente al secondo posto nella classifica dei più venduti, l album Una parte di me aveva già sbancato prima ancora di arrivare nei negozi di tutto il pianeta. Insomma, dopo due anni di travaglio creativo, la rockstar sassolese è pronta per ripartire, e da ottobre lo farà anche con una tournée mondiale dal vivo. Anche se il suo cuore è sempre a casa. -Nek, lei non ha mai lasciato Sassuolo. Perché? "Perché tutto sommato riesco a continuare a fare la mia vita. Ogni tanto qualche eccesso di paese ci scappa, ma qui sto bene, e mi lasciano vivere". -Che cosa pensa della sua città? "Per me Sassuolo è ancora la mia tana, in generale ci sto molto bene. A volte mi dispiace un po per l invidia che prova qualcuno, o per certi giudizi dati in modo affrettato e legati al mio passato". -Per esempio? "Una volta mi hanno detto che non faccio più la vasca in via Menotti perché adesso sono distante. In realtà il problema è diverso: non ho il tempo, e poi onestamente non mi è più possibile. L anno scorso volevo fare un giro in centro, dopo cinque metri già non potevo muovermi. Se voglio andare in piazza piccola, devo farlo solo nei giorni feriali, magari in orari tranquilli". -Mica le dispiacerà... "No, anzi. Mi va benissimo, fa parte del successo e quindi dico: per fortuna che è così. Però se non mi faccio vedere in giro non è perché non mi va. Un po sono un appartato per natura, un po è diventato impossibile camminare per strada, come se niente fosse". -Quanto c è di sassolese nel nuovo disco? Intendiamo: ispirazioni, personaggi, idee nate qui. "In questo senso, erano più locali gli album del passato. Ma c è una canzone, L inquietudine, che è nata alla fine dell estate scorsa quando ero nel mio rifugio a Montegibbio, ed ero uscito mentre fuori arrivavano le prime nebbie. Ma l ispirazione locale adesso è qualcosa di più nascosto, ci sono pezzettini di tutto e di tutti, ma sono nelle mie radici". Il nuovo disco, una svolta artistica -A proposito di radici: nel primo numero del Sasso abbiamo parlato dell idea di un centro musica a Sassuolo. Sappiamo che in passato ci aveva pensato anche lei... "Avevamo un progetto vero e proprio, nato dalla mia voglia di realizzare qualcosa per una città che mi ha cresciuto e alla quale sento di dovere tanto". -Secondo lei è vero che a Sassuolo ci sono più talenti musicali che altrove? "Penso proprio di sì" -E come se lo spiega? E solo una questione di ricchezza diffusa? "Non credo. Adesso non conosco completamente la situazione delle band di base, ma una Giulia Bellei, per esempio, meriterebbe di arrivare a un mercato almeno nazionale, e fino all altro ieri faceva piano bar". -C è un Nek produttore all orizzonte? "Diciamo che nel caso di Giulia mi piacerebbe almeno affidarla a persone in gamba. Quando me l hanno fatta ascoltare, ho pensato: questa voce non deve passare inosservata. Vorrei permetterle di partire, ho anche scritto qualcosa per lei". -Torniamo al discorso del centro musica: perché non se ne è fatto niente? "Perché si è messa di mezzo la politica, che con la musica non dovrebbe avere niente a che fare. E giusto che il Comune c entri, in un iniziativa del genere, però alla fine sembra che il problema principale sia quello di stabilire chi ci ha pensato prima. E allora mi sono stufato" -Lei che cosa aveva in mente? "L assessore Cavani mi aveva anche fatto vedere l ex macello comunale, e mi era sembrato perfetto per una struttura che fosse legata solo alla musica. La mia idea era quella di mettere le mie conoscenze al servizio del mio paese, che può produrre talenti. Avevo dato la garanzia di occuparmene in prima persona, di portare qualche discografico. Si potevano fare varie sale prove da affittare, un bar, un punto tecnico dove ogni musicista potesse trovare un paio di bacchette da batteria o una corda, se gli si fossero rotte durante le prove. Una piccola isola indipendente che desse la possibilità ai gruppi di migliorare la tecnica, di incontrare qualche big in giornate di seminario, di arrivare a fare un demo con tecnici del suono esperti. Il tutto non a scopo di lucro, sia chiaro. Ma poi si è messa in mezzo la politica..." DORIANO RABOTTI Copyright Warner Bros Artista: Nek Titolo: Una parte di me Etichetta: Warner Bros Anno pubblicazione: Si intitola Una parte di me il nuovo disco di Nek, uscito lo scorso 13 maggio in Italia e ad inizio giugno nella sua versione in spagnolo nel resto del mondo. Prodotto da Alfredo Cerruti e Dado Parisini, che ha curato l arrangiamento di otto dei dieci pezzi (gli altri due sono del carpigiano Massimo Varini, storico compagno di viaggio), l album segna a nostro parere una svolta artistica nella carriera del cantante sassolese. Perché raramente gli arrangiamenti sono stati così curati e raffinati, in passato, e perché anche sul piano della struttura musicale dei singoli brani questo è un prodotto più maturo. Certo, ci sono canzoni relativamente facili come Contromano e Lascia che io sia, ma sono una minoranza. Ci sono ballate vigorose in cui esce l anima rock, come Notte bastarda e Va bene così, o come Io sono qui in cui Filippo suona il basso. Ma siamo abbastanza sicuri che, alla distanza, le canzoni che prenderanno di più siano altre, come Non vale un addio o L inquietudine, o ancora come Darei più di tutto quel che ho, nelle quali emerge un Nek più riflessivo e raffinato. Provare per credere. D. R. specialità alimentari prodotti tipici salumi particolari pecorino sardo e di pienza NUOVO NELLA TUA CITTÀ Via Cavallotti Sassuolo (Mo) tel fax

11 sport In bicicletta da San Michele...a Tokyo Lorenzo Lorenzi, sassolese, classe 1942, è stato, negli anni 60, un ciclista di livello internazionale: nonostante i numerosi trionfi però pochi conoscono la storia dell uomo che, partito dalla campagna di S. Michele, è arrivato a difendere i colori nazionali nelle Olimpiadi di Tokyo del 1964 e a competere con campioni come Merckx, Gimondi, Anquetil, Motta, Adorni In questa intervista ripercorriamo insieme la sua carriera, tappa dopo tappa Signor Lorenzi, la bicicletta per molti è una passione. Talvolta però questa si unisce al talento e nascono campioni come lei, tuttora un modello unico nel panorama ciclistico sassolese. Se ci si limita alla zona di Sassuolo si può dire che nella mia carriera ho raggiunto risultati finora ineguagliati. Se si esclude il mio amico Giuseppe Miglioli rimango finora l unico ciclista professionista che ricordi la nostra città. Una carriera piuttosto breve la sua, ma non priva di successi importanti. Dicono che in pianura avesse pochi rivali Mi definirei un passista veloce. Durante i 9 anni di corse, da professionista e non, ho vinto circa 90 gare, 70 delle quali per distacco. Nel piano riuscivo a sostenere medie anche di km/h, risultati che se rapportati al ciclismo moderno rimangono molto buoni. Risultati che hanno arricchito il suo personale palmarés. Vuole passare in rassegna per i nostri lettori i suoi successi? Tra il 1958 e il 1966, ho vinto un campionato italiano allievi, due campionati regionali dilettanti, ho gareggiato per la nazionale nei 100 km nel 1964, e sono stato riserva olimpica a Tokyo nello stesso anno. Ho partecipato poi nelle file della nazionale dilettanti a competizioni in Francia, Portogallo, Ungheria, Russia, Polonia e Messico. Da Sassuolo alle grandi competizioni internazionali. Ma come è cominciato la sua avventura? Erano gli anni del dopoguerra a S. Michele. Come accade spesso si seguono gli amici, e così è accaduto anche per me. Allora non c erano molti divertimenti e passavamo le nostre giornate pedalando. Poi nel tempo ho scoperto la passione. Passione che non è mai venuta meno, anche quando ha deciso di interrompere la sua carriera a 24 anni. Un po presto, non le sembra? A quella età di solito un professionista comincia ad ottenere i suoi migliori risultati Ho deciso di smettere di correre perché già allora il ciclismo non era tutto cuore e sudore. Le racconto un fatto: era l ottava tappa del giro d Italia del 1966, la salita di Orvieto: per me era decisamente una giornata negativa e presi qualcosa che mi potesse aiutare. Quella notte non ho chiuso occhio e ho capito che quel mondo non faceva per me. Lei però non ha mai smesso di credere ai valori che esprime il ciclismo. E da diversi anni copre un ruolo politico a Sassuolo. Crede sia utile promuovere tali valori, soprattutto tra i giovani? Assolutamente sì. Io personalmente intendo il ciclismo come uno stile di vita, improntato su un sano esercizio fisico a contatto con la natura. Inoltre data la particolare posizione della nostra città lo stesso ciclismo può risultare un utile veicolo di promozione del territorio. E a questo riguardo le posso rivelare un anteprima. Quale? Molto probabilmente il prossimo anno Sassuolo ospiterà nuovamente il Giro d Italia. Una grande festa per una città che da sempre ama la bicicletta. Buona pedalata allora! MARCO MAZZACANI Lorenzo Lorenzi durante il Giro della Svizzera, 1965 Pescatore, anni 70 (foto Brandoli) Vieni a pescare con noi... Una panoramica sul mondo della pesca sportiva a Sassuolo E' ormai un dato di fatto: il vasto mondo della pesca sportiva è oggi più che mai in grande crescita. Ai numerosi esperti, che hanno coltivato questa passione negli anni, si sono aggiunti nell ultimo decennio un considerevole numero di giovani, i quali hanno iniziato a praticare regolarmente questa disciplina tanto antica quanto attuale. Questo grazie alla continua realizzazione di attrezzature sempre più avanzate, quindi all'aumento dei laghetti a pagamento allocati nelle vicinanze delle nostre città. Quello di Cà Marta (Sassuolo), ad esempio, rappresenta un ottimo punto di riferimento per chiunque voglia concedersi un pomeriggio all insegna del divertimento catturando qualche grossa carpa. Altrettanto pescosi sono i Laghi Sandra (Cittanova), presso i quali, anche durante le assolate giornate estive, ci si può cimentare nella pesca della carpa e della trota (si noti che questo salmonide necessita della presenza di acqua molto fresca); infatti, anche con l arsura del sole di agosto, qui l acqua è fresca, essendo questo complesso di laghi situato in prossimità di una sorgente sotterranea. Anche nella pesca sportiva esiste l agonismo, molto praticato soprattutto dai giovani: raggiunta un po di esperienza, c è chi decide di intraprendere una vera e propria attività agonistica, iscrivendosi ad una delle numerose società competitive della provincia di Modena: l Avis Pesca di Formigine, la Saliceta Pianeta Pesca, la CCL Pesca In di Vignola; tutte queste sono società conosciute a livello nazionale, che contano fino a una cinquantina di iscritti, molti tra i 20 e i 30 anni. Tra queste, una menzione particolare va alla società sassolese Persico Trota, attiva nel settore della pesca sportiva già dai primi anni 60. FABIO FERRARI Gara di pesca 11

12 Dama Bianca: sotto la maschera c e molto Un fine settimana all insegna del teatro di qualità: maschere, riflessione e divertimento alla Casa del Parco Sabato 11 e domenica 12 giugno chiusura col botto al Teatro Casa nel Parco (Largo Bezzi, 4) per l interessantissima rassegna Il Sentimento di una Maschera, progetto curato da Dama Bianca Teatro in collaborazione con il Comune di Sassuolo. Col botto, si diceva, perché se lo spettacolo Pulci Beat (sabato, ore 21), riflessione sulla maschera di Pulcinella calata nelle atmosfere del grande Harold Pinter, gira l Italia dal 1997, mutando e aggiornandosi ma con un costante successo di pubblico e critica, un motivo ci sarà. Anzi, forse più d uno: sicuramente Marco Manchisi, autore/attore/regista dello spettacolo, direttore artistico di Dama Bianca, già allievo di Leo De Bernardinis e collaboratore di Mario Martone, Tony Servillo, Gabriele Salvatores, Ermanno Olmi e Luca De Filippo; sicuramente Sonia Cappellini, direttore di produzione e già collaboratrice al Teatro Piccolo di Milano. Stessa qualità artistica garantita anche per Smascherata (domenica, ore 21), commedia di lavori in corso sull attor comico a cura di Davide Schinaia e Giorgia Penzo. Occasioni ghiotte, quindi, sia per chi già subisce il fascino del teatro ma anche per chi guarda al palcoscenico con sospetto, temendo noia e sbadigli. Fortunatamente è tutt altro. MARCELLO MICHELONI Marco Manchisi in scena A sinistra: Uliano Lucas, Scuola di recitazione del Piccolo Teatro di Milano, da "La vita e nient'altro", Les Cultures, Lecco Uliano Lucas lavora per i principali quotidiani e settimanali, ed ha seguito tanti dei grandi eventi che hanno segnato il mondo. Secondo molti è uno dei più grandi reporter italiani. È autore di numerosi libri, tra cui Storia d Italia. L illustrazione fotografica Da anni lavora anche a Sassuolo. Ha messo a disposizione per il Sasso parte del proprio archivio. Presto ci occuperemo di lui in maniera più approfondita. Shakespeare, Korova e rock n roll In arrivo una delle più belle commedie del bardo e il prestigoso Korova Rock Festival Il gruppo teatro del Korova porterà in scena il 14 e 15 Giugno Sogno d una notte di mezz estate di William Shakespeare, con la regia dell attore professionista Claudio Calafiore. Il gruppo ha cominciato la preparazione ad Ottobre scorso, con un corso d introduzione al teatro, di dizione e recitazione: oggi, dopo quasi un anno di lavoro, lo spettacolo è pronto per andare in scena, offrendo un accattivante e seducente versione della commedia più famosa del drammaturgo inglese. Un Puck senza sesso, splendidi costumi e tutte le passioni di giovani ateniesi fuggiti nei boschi, uniti all amore per il teatro di cittadini rustici e alle danze rapide ed 12 atletiche di quattro fate decisamente originali. Sono oltre trenta i ragazzi impegnati nell opera, dai 16 ai 30 anni, principianti e professionisti. Saranno loro a formare i due cast che si alterneranno Martedì 14 e Mercoledì 15 Giugno sul palco del Teatro San Francesco di Sassuolo. Passando da Shakespeare al Rock n Roll, il Korova presenta nuovamente il Korova Rock Festival, che l anno scorso aveva riscosso un ottimo successo, coinvolgendo trenta complessi locali. Quest anno i gruppi saranno quindici, selezionati tra i migliori della zona da un apposito comitato. Si alterneranno in tre serate nella piscina di Ca Marta, Domenica 3, 10 e 17 Luglio, per poi chiudere con la grande finale del 24, nella quale suoneranno i gruppi vincitori: il tutto con la piscina aperta e la musica di Antenna Uno Rock Station fino a tarda notte. Nei mesi di Giugno e Luglio la piscina vedrà anche la lettura dei brani vincitori del 1 concorso letterario di Sassuolo, oltre ad altri racconti e poesie di giovani scrittori. Per informazioni riguardo le attività dell associazione e per le prevendite dello spettacolo scrivete a: Il logo del Korova Rock Festival

13 Vita da giovani di Daniele Dieci Disegni che raccontano di Mirco Bertolini SFATTONI VS FIGHETTI: LA SOLITA MUSICA (SCONFITTA) Se avete scelto di leggere questo breve articolo, si suppone che le stupidate del numero precedente non vi siano bastate: sarò lieto di offrirvene delle altre. La seconda macroscopica differenza tra sfattoni e fighetti (non metto più le virgolette perchè sono del comitato per l'aggiornamento del Palazzi-Folena) sta nell'apprezzamento di diversi generi musicali. Per i primi esiste solo il rock, il grunge, il punk; per i secondi l'house (sempre che la si voglia ritenere musica), che ha sostituito ormai da diversi anni la techno commerciale. E di conseguenza gli idoli sono diversi: vanno dai cantanti simbolo dei gruppi più famosi (vedi il compianto Kurt Cobain, Eddie Vedder, Anthony Kiedis,...), ai Dj transessuali delle discoteche alla moda. In entrambi gli schieramenti manca però il gusto per la musica, che diventa più che altro un modo per essere accolti e riconosciuti da chi ti sta intorno. E allora non si gusta più un bell'assolo in un pezzo rock, non si cerca più un testo profondo, impegnato, ma come automi si ascolta cinquanta volte la stessa canzone, si imparano a memoria le parole del testo inglese, per farfugliarle in discoteca davanti agli amici. E la musica ne esce sconfitta. Altro che targhe alterne... SIN CITY Tra gli autori contemporanei di fumetti americani un posto di rilievo è occupato da Frank Miller. Con scelte ardite sia a livello di trama che di disegno Miller ha ridato vita a serie che erano in fase calante creando veri e propri capolavori fumettistici ormai di culto come ad esempio Batman, dark knight o Elektra. Sin City è un fumetto interamente ideato e disegnato da Miller e si può definire una pietra miliare senza timore di smentite. Si tratta di una serie di racconti che come comune denominatore hanno solo lo sfondo: Sin City appunto, la città del peccato, un immaginaria metropoli oscura in cui può accadere di tutto, anche le cose più turpi. Quando ci si appresta a leggere Sin City ci si deve scordare tutto ciò che si sa sul mondo dei comics, infatti i protagonisti di queste storie non sono certo eroi: sono assassini psicopatici, ciniche prostitute, poliziotti corrotti e laconici sicari. Personaggi oscuri e tormentati che non perseguono alcun fine se non la propria sopravvivenza e il guadagno. Le storie sono disegnate, coraggiosamente e meravigliosamente, in bianco e nero, creando contrasti fortissimi ma estremamente esplicativi uno stile di disegno insolito e particolare come le trame su cui si regge la serie, imprevedibili e scioccanti, ma sempre coinvolgenti e gustosamente noir. Il film di Sin City, con un cast stellare e diretto da Robert Rodriguez e dallo stesso Frank Miller (in concorso al festival di Cannes), si appresta a uscire anche nelle sale italiane. Buona visione e buona lettura agli stomaci forti. Buk e altre storie di Stefano Landini Impatto Zero contro l inquinamento Si fa ancora oggi un gran parlare di targhe alterne, di misure anti inquinamento come il lavaggio delle strade con particolari agenti chimici: basterebbe poco per rendere l aria che respiriamo più accettabile, un semplice accorgimento che, se nulla può fare contro le celeberrime Pm10, tanto può fare per l ossigeno e l atmosfera. Si tratta di Impatto Zero, l innovativo progetto di LifeGate, piattaforma per il mondo eco-culturale, che punta a dare un contributo alla salvaguardia dell ambiente e attuare così gli intenti del Protocollo di Kyoto entrato in vigore nelle scorse settimane. Un metodo scientifico, elaborato in collaborazione con Università italiane e straniere specializzate nel Life Cycle Assessment, disciplina che permette di analizzare il ciclo di vita dei prodotti quantificandone l impatto ambientale. In sostanza un azienda, una società, un privato cittadino, possono calcolare la quantità di anidride carbonica prodotta in un anno e l area boschiva necessaria per smaltirla. Una volta quantificata la superficie boschiva necessaria (in mq), si procede con la riforestazione, piantumazione e tutela di aree boschive in crescita in Italia e in Costa Rica. In tutta la provincia di Modena, fino ad ora, solamente una realtà ha aderito al progetto: si tratta di ATO, l agenzia territoriale per i servizi pubblici della provincia alla cui presidenza c è l ex Sindaco di Sassuolo Ferruccio Giovanelli. Il costo ambientale dell Agenzia è di kg di CO 2 all anno - spiega - per cui sono necessari circa mq di foresta per attuare la compensazione che contiamo di realizzare nella nostra provincia. Impegnandoci in questo progetto per tre anni - continua il Presidente - abbiamo voluto iniziare dal piccolo, dalla stessa Agenzia, per poi pensare in grande coinvolgendo l intera provincia: abbiamo infatti intenzione di promuovere, nei confronti degli Enti consorziati, una cultura del risparmio energetico. FABIO PANCIROLI I SUPERMERCATI PER ANIMALI DELLA TUA CITTÀ VASTISSIMO ASSORTIMENTO ALIMENTI - ACCESSORI IGIENE - INTEGRATORI - ANTIPARASSITARI OFFERTE MENSILI A ROTAZIONE SU TUTTI I PRODOTTI TESSERA FEDELTÀ con sconti su tutto l assortimento 13 Via Peschiera 144 (ang. Via Palestro) - SASSUOLO - Tel

14 recensioni nessuno accetta consigli, ma tutti accettano denaro... Jonathan Swift volumi a cura di Incontri Editrice persi al cinema di Marcello Micheloni E' dolcissimo non appartenerti più Il filo del rasoio di Maugham W. Somerset Adelphi, 2005 Camminare sul filo del rasoio è difficile, dice il passo delle Upanishad che Somerset Maugham ha posto in epigrafe a questo romanzo, da molti considerato il suo capolavoro. In effetti, non facile si presenta l impresa di Larry Darrell, un giovane americano traumatizzato dagli orrori della Grande Guerra che per fascino, bellezza, intelligenza sembrerebbe poter avere tutto e che invece sceglie la via più imprevedibile: vivere, qualunque cosa questo significhi, lavorare in miniera, imbarcarsi come mozzo o partire per l India alla ricerca dell Illuminazione. Nulla sembra poterlo fermare neppure l evidente passione dell incantevole Isabel abituata a essere inseguita, non a inseguire, neppure lo sguardo quasi intimidito di Maugham stesso, che qui compare fra i personaggi, lacerando così l ultimo velo della finzione. rock records a cura di Lucio Vallisneri L album in questione è sicuramente il più Dylaniano che DeGregori abbia mai confezionato. E se questo dato di fatto vi incuriosisce, la sorpresa l avrete al primo ascolto quando vi accorgerete che l album è splendido, ogni canzone è confezionata ad arte, non vi sono canzoni usate come riempitivo,non skipperete nessun brano di questo album perché tutti hanno qualche cosa da dire e una storia da raccontare, vi innamorerete immediatamente di canzoni quali Vai in Africa Celestino,Tempo reale, rimarrete stupefatti ascoltando Numeri da scaricare,la testa nel secchio; verrete rapiti dal fascino suadente di Gambadilegno a Parigi, Parole a memoria, Le lacrime di Nemo-L esplosione-la fine, Passato remoto. Ed infine le canzoni Il panorama di Betlemme e Il vestito del violinista le gusterete con calma, e vi accorgerete che avete riavviato il disco per ascoltarlo ancora e ancora e ancora... Buon ascolto. di Sandro Campani Playground, 2005 In narrativa esordire non e facile, si sa, lo sanno tutti, prima di tutti gli editori, qualche autore lo sa, ma non tutti. Sandro Campani e uno di quelli che lo sa, pero ci ha provato e pare sia partito molto bene. Prima di tutto il testo e uno di quelli per cui vale la pena, Playground l ha capito e ha accettato la sfida. Il libro parla di giovani, di sentimenti, c e una diffusa sensualita (ma non c e sesso), descrive il sentire e la vita raffinata di ragazzi che vivono nell appennino. Jole Jolanda di Gualtiero Castelli Carte Scoperte, 2005 Jole era destinata a non essere una persona comune. Lei non lo sapeva ma chiunque la incontrasse sì. Questo libro racconta di una storia vera. Vera e la Milano in cui si snoda la vicenda, dai primi del 900 fino ai giorni nostri;vera è la vita nelle case di ringhiera, nelle osterie e nelle prime case popolari, ma soprattutto è vera lei, la protagonista, Jole. Una donna semplice ma determinata che non si lascerà sopraffare da niente e da nessuno. L aiuterà Jolanda, il suo alter-ego, che la spingerà a chiudere gli occhi per far sparire tutti coloro che la vorrebbero vedere rassegnata a subire un destino che accomuna le donne della sua condizione. Jole, attraverso Jolanda, riuscirà a mettere a fuoco infiniti orizzonti per diventare una donna indipendente, appagata e pacifica con il proprio passato. ENRICO JASON ERGELINI Pezzi, Francesco De Gregori Caravan/Sonymusic, 2005 L odio (La haine), di Mathieu Kassovitz, Francia Con Vincent Cassel, Hubert Kounde, Said Taghmaoui. Se tutti i cinema del mondo bruciassero in questo istante impedendo per sempre l arte di fare i film, Mathieu Kassovitz probabilmente passerebbe alla storia per avere (da attore) rubato il cuore di Amélie nella celebre pellicola e per avere (da regista) sfornato L odio. Sì, perché questi 98 minuti a ritmo di rap e calci nei denti, ambientati nei sobborghi parigini, hanno davvero lasciato il segno. La giornata di Vinz, ebreo irrequieto, Hubert, pugile nero e meditabondo, e Said, magrebino chiacchierone e spacciatore, procede tra incontri e scontri con la polizia, occupazioni e risse coi naziskin, povertà e trovate per sbarcare il lunario. Fino all epilogo, forse inevitabile. Grande ed efficace anche il bianco/nero: stupisce e non annoia come il film stesso. Attori giovani e in forma, tra cui Vincent Cassel, ora star internazionale nonché marito della Bellucci, ma ai tempi delle riprese faccia da schiaffi ancora perfetta per i meccanismi di Kassovitz. Premio per la regia a Cannes. E la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani A ogni piano, mentre cade, l uomo non smette di ripetere: Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene. Ma il problema non è la caduta. E l atterraggio., Hubert (Hubert Kounde) L ora di religione - Il sorriso di mia madre, di Marco Bellocchio, Italia Con Sergio Castellitto, Chiara Conti, Piera Degli Esposti, Gigio Alberti. Qualcuno era comunista perché aveva avuto un educazione troppo cattolica, dice un noto assolo di Giorgio Gaber. Del protagonista di questo pluripremiato film non si intuisce la fede politica; la complessa educazione, invece, fin troppo. Ernesto Picciafuoco, pittore romano, interpretato da Sergio Castellitto (a nostro parere qui autore della migliore performance della carriera), viene a sapere che la Chiesa sta per terminare il processo di beatificazione della madre, uccisa diversi anni prima da un altro figlio con problemi psichiatrici. Bellocchio mostra sì la mercificazione degli atti sacri, ma soprattutto (e meglio) il tentativo di resa dei conti di Ernesto con quel sorriso di chi pensa che ti ha in pugno solo perché ti ha messo al mondo. Film intenso, a tratti difficile, ma che riesce a dipingere benissimo il peso dell animo del protagonista, peso che esploderà tra lacrime e bestemmie. Film sull essere figli, e su chi è così ateo -sempre parafrasando Gaber- da avere bisogno di un altro Dio. Anche io l ho odiata, però non ho mai pensato di ammazzarla, Ernesto Picciafuoco (Sergio Castellitto) Night Moves, Bob Seger Capitol, Bob Seger è considerato giustamente una star internazionale. Dopo il successo planetario del suo album doppio dal vivo Live Bullet è stato definitivamente consacrato stella unica e luccicante del panorama rock con l'uscita di Night Moves. L'idolo dello stato del Michigan possiede la follia propria del boogie, tra funk e rhytmn & blues, southern rock e blues, il tutto condito da una voce particolarissima, roca, cattiva e a tratti acerba. Il diavolo di cui parliamo concentra nel suo decimo album le cose migliori della sua carriera...the fire down below, Rock'n Roll never forgets e Sunburst tolgono il fiato... Poi Night Moves, la perla, la luce che offusca tutto il resto: sulle strade polverose d'america, con Mainstreet, ti lascia senza alcun commento. Tutto il disco è meraviglioso, compresa Come to Poppa ripresa poi anche da Willie de Ville, un inno al Rock'n Roll, una corrente di aria fresca ancora oggi. L. V.

15 i vostri racconti di GIUSEPPE SOFO (ILLUSTRAZIONE DI SARA ROVERSI) Vallo a chiedere ai Foster Questa sezione sarà dedicata ai racconti dei lettori. Mandateci i vostri scritti (max 6000 battute) a accompagnati da qualche nota biografica e, se volete, da una fotografia (o un disegno, etc.) da affiancare al testo. Grazie e buona lettura DOLLVILLE - CAP. IX P ioveva il 6 Gennaio di sette anni fa. Alex Foster, marito di Jane Foster, nonché padre di Molly, Venus e Stanley Foster, morì per primo. Non che avesse fatto granché per meritarselo, per carità, però in quel giorno piovoso ci stava bene che qualcuno morisse. C era quel clima da film di Kurosawa. La pioggia, l oscurità, qualche albero di ciliegio fiorito, in perfetto stile giapponese. E non provare a dirmi che i ciliegi non fioriscono il 6 Gennaio, perché tu non ci sei mai stato a Dollville e ti assicuro che lì i ciliegi fioriscono proprio il 6 Gennaio, all ora dell arrivo dei re magi e poi muoiono durante la notte. Era tanto kurosawiano come clima che quello stronzo d un giapponese volle i diritti sull opera. Si permise anche di reclamare, dicendo che un buon film di samurai ha bisogno di qualche testa tagliata. Si sa che a Dollville non amano le lamentele, quindi decisero di tagliare la testa al toro. Anzi al Foster. Per questo tagliarono la testa ad Alex Foster, discendente di una delle famiglie storiche della città. Ryuichi Han prese tra le mani una magnifica spada forgiata dai nani scandinavi, che aveva comprato al mercato nero qualche anno prima e tranciò di netto il collo di Alex Foster. Tutti si aspettavano che avrebbe sanguinato a dismisura, ma Alex Foster abitava da sempre a Dollville e conosceva i suoi abitanti. Per questo decise, per evitare problemi, di non sporcare il suolo della sua città, trattenendo il sangue nel collo. Proprio un bravo cittadino, quel morto, disse lo sceriffo. Il problema nacque dopo: Ryuichi ci prese gusto. Diceva che quella spada era proprio uno spettacolo e che sarebbe stato un peccato sprecarla solo per tagliare la testa ad Alex Foster. Una lama così affilata richiede come minimo un genocidio, disse. Ci si rese però ben presto conto che il genocidio avrebbe comportato l uccisione di tutti gli abitanti di Dollville, visto che in quel periodo non c erano altre città nei dintorni. Si decise dunque che per genocidio, da quel momento in poi, sarebbe stato inteso nel lessico quotidiano di Dollville omicidio di un intera famiglia, la famiglia Foster. Una commissione di linguisti fu incaricata di risolvere il problema, modificando la definizione del lemma genocidio su tutti i vocabolari di Dollville. Non che fosse poi un gran lavoro, esistendone solo uno: un po di bianchetto, una penna cancellabile (non si sa mai ) e via. Appena concluso il lavoro dei linguisti, Ryuichi si avviò verso casa Foster. Lanciò il vocabolario per terra, tra la sabbia alzata dal vento e il rintocco sordo delle campane di un mezzogiorno bollente. Un sole profondamente rosso si alzava alle sue spalle; le urla dei film di Sergio Leone e i fagioli dei film di Bud Spencer e Terence Hill accompagnavano il suo cammino. Gli zoccoli di migliaia di puledri attraversavano il suo respiro. Sofia Loren e la regina d Inghilterra Elisabetta Tudor gli mandavano baci con le mani, soffiandoli sui loro guanti. Petrarca e Ronsard composero in ottave siciliane l inno della sua traversata del centro di Dollville, musicata con la decima sinfonia di Ludwig van Beethoven per la voce dell arcangelo Gabriele. In quell istante: nevicò. Piccoli fiocchi di neve cominciarono a cadere sulla lama della meravigliosa spada nordica che Ryuichi teneva tra le mani, con il volto chinato a guardare la terra brulla che calpestava, senza lasciare un impronta. Il vento continuava ad alzare la sabbia, ormai bagnata dalla neve, che si infilava tra gli occhi di Ryuichi, non coperti dalla bandana che portava sulla bocca. Alzò gli occhi; dritto davanti a lui, casa Foster. Lì dentro, Jane Foster rimboccava le coperte ai tre figli, Molly, Venus e Stanley, che non sapevano ancora niente della morte del padre. Jane uscì, con la bambola di Molly tra le mani. Lacrime secche le scivolavano tra gli occhi e le labbra, su un viso bello come pochi, anche se segnato dal sapore del vento e della sabbia di Dollville. Era pronta a strappare la testa di Ryuichi a morsi per difendere la sua famiglia, le sue bambine e il suo piccolo uomo. Facciamola finita, Ryuichi Ok, baby Tu vuoi me. Eccomi E mentre parlava, con un gesto da guerriero intrepido, si levò il mantello di velluto che portava, svelando lo splendido corpo nudo che Ryuichi conosceva bene. Questo è un colpo basso, baby. Lo sai quanto ti adoro Da quanto tempo sogni questa vista? Dall ultima volta, non è vero? Dall ultima notte di tre anni fa Esatto, piccola Eccomi. Ora sono tua Non sarebbe certo stato facile resistere al fascino e alle forme di Jane, soprattutto per chi come Ryuichi, l aveva amata per anni. Lui aveva un compito, però. Era stato incaricato di portare a termine un genocidio (adorava quella parola) e non si sarebbe mai potuto fermare prima di far fuori tutti i Foster, uno per uno. Decise dunque di continuare con il suo piano, ma pensò che in fondo per farli fuori ci sarebbe stato tempo. Lui e Jane Foster restarono dal tramonto all alba nel cortile di casa Foster, ansimando a turno e ripassando tutti i giochetti dei vecchi tempi. Quando il sole tornò a mezz aria, con lo stesso colore rosso profondo che aveva avuto la sera prima, Ryuichi lanciò uno sguardo verso l alto con la coda dell occhio e capì in un secondo che era arrivato il momento. Diede un ultimo bacio a Jane, sdraiata sul fianco tra l erba e la sabbia e toccò il suo cuore nel profondo, con la fredda lama scandinava che riposava lì accanto e che si lamentò per l orario nella quale era stata utilizzata, contrario al contratto. Nessuno a Dollville volle sapere che fine fecero i figli dei Foster; non se ne parlò mai. Da quelle parti rabbrividiscono solo al pensiero che si possa parlare di male fatto a degli innocenti. Tutti, però, sapevano che erano morti. Giuseppe Sofo Giuseppe è nato nel 1984 a Garbagnate Milanese, abita tra Fiorano e Bologna dove studia Lingue e letterature straniere. Tra le sue pubblicazioni: Teatro dei tuoi sogni, in Selezione di poesia, Verona, West Press Editrice, 2003 La solita 'horror-story' in DisTORSioni, Kult Virtual Press, 2003 Ninnananna e Napoli in La poesia e la Parola, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2004 Bianco in Rassegna di scrittori modenesi, Modena, Il Fiorino, 2004 Dollville - Racconto teatrale in Racconti e poesie, Sassuolo, Libreria Incontri Editrice, 2004 Ricerca di Glottodidattica, Kult Virtual press, 2005 Praga in Racconti di viaggio, Imola, Libreria di Palazzo Monsignani Editrice, 2005 INCONTRI EDITRICE sassuolo tel

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