Piano d emergenza disabili nei luoghi di lavoro: l esperienza di un ospedale universitario

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Piano d emergenza disabili nei luoghi di lavoro: l esperienza di un ospedale universitario"

Transcript

1 Piano d emergenza disabili nei luoghi di lavoro: l esperienza di un ospedale universitario Ciro Bonini 1 - Elena Vecchi 2 - Gianluigi Trianni 3 1 Dirigente dell Assistenza Infermieristica; Servizio Prevenzione e Protezione Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena 2 Dottorato di Ricerca in Sanità Pubblica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia 3 Responsabile Servizio Prevenzione Protezione Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena Summary Emergency plans for disabled persons at the workplace: the experience of a university hospital. The scope of the study is to identify a method for managing fire and other emergency situations with respect to the disabled persons working in a university hospital with over 600 beds. A feasibility analysis was conducted to map the disabled persons and the evacuation systems put into place by the Hospital, by work premises and type of disability. On completion of the survey, each disabled person was asked to choose a tutor to support him or her in the case of an emergency and was informed of the risks related to his or her job and about the protection systems in place and the emergency escape route to be followed in the event of evacuation of the premises. The project has fostered a greater integration of the disabled workers in the Hospital, albeit indirectly, by strengthening the relationship of trust with the tutor and, indeed, with all the staff, and by enhancing the visibility of this to the management. Riassunto Obiettivo dello studio è stato individuare un metodo per la gestione dell emergenza antincendio e delle altre emergenze per i disabili che lavorano in un ospedale universitario con oltre 600 posti letto. È stata condotta un analisi di fattibilità al fine di mappare, per sede e tipologia di disabilità, il personale disabile ed i sistemi d evacuazione all interno dell Ospedale. Al termine dell analisi ogni lavoratore disabile ha scelto un tutor che lo supportasse in caso d emergenza, è stato informato sui rischi connessi alla propria attività lavorativa, sui sistemi di protezione e sugli idonei percorsi da seguire in caso d evacuazione. In maniera indiretta, tale lavoro ha consentito di integrare maggiormente il disabile nell Ospedale attraverso il rafforzamento del rapporto di fiducia con il tutore e con tutto il personale del servizio, e rendondolo visibile ai vertici aziendali. Keywords: emergency, the disabled, hospital. Parole chiave: emergenza, disabili, ospedale. Introduzione In ottemperanza al D. Lgs. 626/94 il Servizio Prevenzione Protezione (SPP) dell Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena (AOU di MO) con oltre 600 posti letto ha elaborato il piano d emergenza. Nel giugno 2002, sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la circolare n 4 del Ministero dell Interno intitolata Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili. Il SPP aziendale si è attivato al fine di adeguare il piano d emergenza antincendio alla circolare in oggetto. Tale circolare ministeriale già nei primi articoli, esplicita chiaramente lo scopo generale del documento sottolineanpagina 135

2 Piano d emergenza disabili nei luoghi di lavoro: l esperienza di un ospedale universitario pp 135/144 C. Bonini, E. Vecchi, G. Trianni do i concetti di egualità ed equità per la popolazione disabile in merito ai piani d emergenza aziendali sui posti di lavoro. Si indica sostanzialmente che nella valutazione del rischio il datore di lavoro e i responsabili della sicurezza devono sempre considerare l eventuale presenza di persone con ridotte capacità fisiche, mentali, sensoriali, motorie, di tipo permanente o temporaneo e se possibile, devono essere coinvolte, nelle diverse fasi della stesura del piano d emergenza. La circolare ministeriale evidenzia inoltre che il piano d emergenza aziendale deve essere nel suo complesso organico e omnicomprensivo, ogni piano individualizzato va pertanto inserito in questo contesto generale. Il Decreto ministeriale del 10 marzo 1998 ribadisce che il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nella fase di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione nei luoghi di lavoro ; sono da considerare per analogia alla disabilità (diversamente abili) anche l eventuale presenza di persone anziane, gravide, con esiti di fratture agli arti e di bambini. Il SPP aziendale si è attivato al fine di adeguare il piano d emergenza alla circolare in oggetto cogliendo anche l occasione per mappare, per sede e tipologia di disabilità, il personale disabile ed i sistemi d evacuazione all interno dell Azienda, ed individuare una metodo per la gestione sia dell emergenza antincendio che per gli altri tipi d emergenza. L esodo dalla postazione di lavoro per persone con ridotte capacità motorie infatti può avvenire utilizzando ascensori, ma solo se appositamente realizzati a questo scopo e sotto il controllo di personale che è a conoscenza delle procedure di evacuazione. Occorre quindi addestrare al trasporto delle persone disabili alcuni lavoratori fisicamente idonei, a cui fornire informazioni sia in merito ai comportamenti più consoni da adottare per quel tipo di disabilità sia sulle modalità operative da impartire ad altri eventuali soccorritori che dovessero intervenire nel soccorso a questi colleghi. Il tutto anche allo scopo di mettere in condizione il disabile di esercitare pienamente i suoi diritti fondamentali e d avere un ruolo attivo nella società scegliendo il proprio tutor. Casistica La valutazione del rischio deve focalizzarsi sull identificazione delle caratteristiche ambientali e individuare dei relativi percorsi in rapporto alle difficoltà di tipo motorio, sensoriale e cognitivo, presenti o potenzialmente presenti, nelle persone disabili in azienda. Per quanto riguarda i criteri per la valutazione del rischio, al punto 2.1 della circolare del Ministero dell Interno n 4 del 1 marzo 2002, sono riportati una serie di fattori che devono essere considerati: - mobilità; - orientamento; - percezione del pericolo e/o dell allarme; - individuazione delle azioni da compiere in caso di emergenza. Le possibili barriere o difficoltà che ostacolano o rendono difficile la mobilità in caso di emergenza sono stati suddivisi rispetto alle caratteristiche: a) Architettoniche: ostacoli di tipo edilizio quali gradini, ostacoli sui percorsi orizzontali, elementi sporgenti, percorsi tortuosi, eccessivamente lunghi, corridoi inadeguati rispetto pagina 136

3 la larghezza, rampe inadeguate. b)strutturali: ostacoli di tipo logistico quali porte che richiedono uno sforzo eccessivo per l apertura, porte non dotate del ritardo di chiusura, organizzazione o disposizione degli arredi che limitano la movimentazione, mancanza di misure alternative all esodo autonomo. c) Organizzativo: ostacoli di tipo gestionale ove possibile, consultazione dei lavoratori disabili, formazione ed addestramento delle persone incaricate di offrire assistenza e aiuto in caso d emergenza. Nella fase di progettazione del piano d emergenza bisogna considerare: - l adeguamento dei percorsi ai requisiti di complanarietà della pavimentazione; - l adeguamento di scale ai requisiti di comodità all uso; - l adeguamento della lunghezza dei percorsi di esodo; - l ampliamento di passaggi che devono essere di larghezza adeguata; - l installazione dei corrimano nei percorsi orizzontali; - la realizzazione di spazi calmi quando disposti su più piani; - la realizzazione di ascensori antincendio e spazi antistanti e retrostanti le porte antincendio; - la verifica del livello di complessità dei dispositivi di apertura delle uscite di sicurezza, la capacità d orientamento che non è data solo dalla cartellonistica, dalla segnaletica visiva, uditiva, ma anche da misure alternative per la percezione dell allarme che deve essere un messaggio chiaro e semplice. Si deve preferire la suddivisione della struttura ospedaliera in compartimentazioni per la gestione dell emergenza (es.emergenza antincendio) piuttosto che individuare complessi sistemi di fuga costituiti da scale di sicurezza o lunghi percorsi difficilmente utilizzabili da persone disabili. Il compartimento chiamato Spazio calmo è definito dalla stessa circolare come luogo sicuro statico contiguo e comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito; tale spazio non deve costituire intralcio alla fruibilità delle vie di esodo e deve avere caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie in attesa di soccorso. Durante l analisi di fattibilità al fine di ottenere una programmazione organica ed esaustiva è stato utile articolare il lavoro in varie fasi e partendo dall analisi dei problemi ci siamo dati i seguenti obiettivi con le seguenti priorità: 1. come individuare a livello aziendale l eventuale esistenza di una banca dati capace di fornire le specifiche indicazioni richieste dalla circolare con nome e cognome, tipo di disabilità, luogo abituale di lavoro; 2. come superare giuridicamente il vincolo della privacy per reperire i dati aziendali; 3. quali erano i vincoli legislativi ed in che modo il SPP aziendale doveva conservare i dati personali e sensibili di cui venivamo in possesso; 4. come potevamo coinvolgere i direttori e responsabili dei moduli operativi aziendali. È stato richiesto l elenco dei dipendenti disabili sia al servizio personale (nel fascicolo di ciascun dipendente al momento dell assunzione può essere depositata la documentazione inerente lo stato di invalidità), sia al Servizio di Sorveglianza Sanitaria poiché alcune invalidità potrebbero essere emerpagina 137

4 Piano d emergenza disabili nei luoghi di lavoro: l esperienza di un ospedale universitario pp 135/144 C. Bonini, E. Vecchi, G. Trianni se in fase di accertamento sanitario o comparse dopo la data di assunzione. Entrambi i servizi non hanno fornito l elenco nominativo adducendo ragioni di privacy pur nella conoscenza che l art. 4 comma 5 del D. Lgs. 626/94 e la delibera aziendale n 96/ / DG afferma che il dirigente dell Unità operativa ed i preposti alla sicurezza sono stati identificati come referenti per il piano di sicurezza antincendio relativo alla loro unità operativa e sono tenuti pertanto a notificare la presenza o meno di persone disabili pur nel rispetto della privacy. È stata eseguita una ricerca bibliografica in internet utilizzando PUBMED e MEDLINE per valutare l esistenza d esperienze di altri enti in rapporto al problema di adeguare il piano di emergenza alle persone disabili. È stato costituito un gruppo di lavoro composto da personale sanitario, tecnico ed amministrativo. È stato inoltre necessario coinvolgere il servizio legale aziendale. Il Responsabile del SPP ha inviato una lettera a tutti i direttori e responsabili delle unità operative al fine di reperire i soli dati relativi al numero e alle tipologie di eventuali persone disabili presenti con allegato un questionario a domande semiaperte da rispedire al SPP dove, qualora fossero presenti persone disabili, si chiedeva di (Allegato 1): 1. indicare il tipo di disabilità: motoria, sensoriale uditiva o visiva, cognitiva; 2. dichiarare in quale stanza abitualmente prestavano lavoro; 3. porre la firma del direttore o responsabile. Al fine d avere un data base continuamente aggiornato, nella lettera ai direttori, si ribadiva la necessità di comunicare tempestivamente al SPP eventuali variazioni future inerenti il rapporto di lavoro delle persone disabili (assunzioni, dimissioni, trasferimenti ecc.). Due operatori del gruppo di lavoro del SPP hanno effettuato un sopralluogo sul posto di lavoro del disabile, indicata dalle lettere di ritorno, per un incontro individuale e riservato: l identificazione della persona è avvenuta solo in quel momento. Gli operatori del SPP hanno innanzi tutto informato il dipendente che le notizie ottenute in merito alla propria disabilità sarebbero state protette dal segreto professionale e le schede con i dati personali sarebbero state depositate presso il servizio SPP come documenti riservati. Le informazioni richieste erano inerenti a: 1. azienda di appartenenza (ospedaliera o universitaria); 2. ruolo ricoperto; 3. tipo di rapporto con l azienda (determinato, indeterminato); 4. luogo fisico dove è svolta abitualmente l attività lavorativa; 5. tipo di disabilità (diagnosi delle competenti commissioni). Nella scheda personale inoltre, era previsto un apposito spazio in cui si descrivevano le peculiari soluzioni concordate con l interessato nel rispetto del piano di emergenza. A piè pagina della scheda era riportata la seguente nota: I dati personali sono acquisiti e trattati ai sensi del D. Lgs. 626/94 ai fini della predisposizione ed attuazione del piano d emergenza e non saranno comunicati a terzi se non a seguito di disposizioni di legge. Le schede sono a tutt oggi conservate dal SPP e in ogni momento il dipendente ha la possibilità di verificare, rettificare e modificare i dati in questione. pagina 138

5 Allegato 1 Discussione Sono state spedite 80 lettere con allegato questionario pari alla totalità dei servizi sanitari e non dipendenti dall azienda compresi quelli con dipendenti universitari integrati. Anche dopo ulteriore sollecito, 68 (85%) questionari sono ritornati compilati al SPP e 12 (15%) non sono stati restituiti. Dei dipendenti dell Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena sopagina 139

6 Piano d emergenza disabili nei luoghi di lavoro: l esperienza di un ospedale universitario pp 135/144 C. Bonini, E. Vecchi, G. Trianni no state identificate 32 persone con disabilità secondo la codificazione della circolare n 4 del 1 marzo Non si sono riscontrate grandi difficoltà di comunicazione, anzi è emerso un grande interesse e molta sensibilità verso questa problematica da parte degli stessi interessati. È stato elaborato un data base in Access per consentire l immissione dei risultati di prevalenza, collocazione topografica e tutor del disabile, e tipologia della disabilità e permette d essere periodicamente aggiornato. La circolare n 4 del 1 marzo 2002 non fa alcun riferimento ai criteri o all eventuale metodologia per l identificazione delle persone incaricate di porgere aiuto ai disabili: la scelta migliore pare quella di cercare il coinvolgimento diretto della persona disabile, nei casi di non autonomia motoria quindi, è stato chiesto al disabile stesso di identificare uno o più colleghi che potessero sostenerlo in caso di emergenza. In caso di persone disabili con ridotte capacità visive un lavoratore fisicamente idoneo ed appositamente incaricato guida la persona o lo assiste per tutto il periodo dell emergenza. Nel caso di persona con ridotte capacitò uditive se esiste la probabilità che non percepisca il segnale di allarme, una persona appositamente identificata sarà incaricata di allertare l individuo. Nel rispetto del dipendente e per non interferire nei rapporti interni di lavoro, abbiamo lasciato loro alcuni giorni affinchè la scelta del collega aiutante fosse ponderata in quanto il rapporto fiduciario è importante tanto quanto la forza fisica dell aiutante. È fondamentale ed auspicabile che tra il disabile e l aiutante ci sia una relazione abbastanza stretta così da facilitare la comunicazione e la comprensione reciproca. In seguito alla individuazione del collega aiutante, si è provveduto previo suo consenso, ad effettuare un incontro tra i due colleghi e i componenti del SPP per illustrare dettagliatamente, in modo personalizzato, le indicazioni tecniche relative ai semplici accorgimenti da adottare e il nominativo del collega addetto all emergenza a cui rivolgersi per quella unità operativa o sul piano. Dopo la stesura scritta del piano individualizzato si è chiesto ad entrambi di sottoscriverlo, insistendo sul fatto che la scheda veniva trattenuta in modo riservato presso il servizio di Prevenzione e Protezione (Allegato 2). Per i dipendenti con disabilità cognitiva è stato contattato il medico psichiatra curante per conoscere la diagnosi clinica e quella di invalidità, e per concordare la/e strategia/e da adottare al fine di condividere e firmare il documento approntato. Nell ipotesi in cui il dipendente con patologia psichiatrica non fosse seguito dai servizi territoriali, è stato coinvolto un rappresentante della famiglia o il tutore legale che, informato della necessità di reperire un affiancatore in caso di emergenza, ha firmato e sottoscritto per conto del disabile il piano d emergenza personalizzato. Le persone in ergoterapia presenti nella struttura non sono sempre ben conosciute dai colleghi dipendenti e perciò si è reso necessario affrontare i casi volta per volta con i responsabili o referenti territoriali di competenza. I dipendenti con disabilità uditiva o visiva prestano la loro opera sempre in presenza di altri colleghi che sono stati tutti coinvolti ed hanno accettato di pagina 140

7 Allegato 2 collaborare. Gli art. 21 e 22 del D. Lgs. 626/94 enunciano che il datore di lavoro deve farsi carico della formazione e informazione sulla sicurezza a tutti i dipendenti. Il SPP ha provveduto inoltre a distribuire ai dipendenti non vedenti un libretto informativo in linguaggio Braille sulla sicurezza e prevenzione aziendale e si sta progettando uno specifico modulo didattico forpagina 141

8 Piano d emergenza disabili nei luoghi di lavoro: l esperienza di un ospedale universitario pp 135/144 C. Bonini, E. Vecchi, G. Trianni mativo o informativo su questi temi diretto ai dipendenti in rapporto alla specifica disabilità. Conclusioni Quando il SPP ha deciso di adeguare il piano d emergenza aziendale per ottemperare alla circolare in oggetto, l iniziale sensazione è stata quella di sentirci inadeguati. L iniziale posizione di distanza e scetticismo è stata superata grazie alle spiegazioni fornite in merito alle ragioni del colloquio individuale e sulla garanzia di assoluta riservatezza, fattori indispensabili per ottenere fiducia e collaborazione anche grazie alla forte convinzione dei disabili e nostra che il lavoro sia una chiave d inserimento. Gli stessi responsabili delle unità operative avevano già dimostrato attenzione nei confronti di questi dipendenti in quanto la loro postazione di lavoro era abbastanza adeguata alla disabilità ed erano già considerate le indicazioni dettate dal piano d emergenza (ad esempio le postazioni di lavoro erano collocate in prossimità di porte che immettono direttamente all esterno o vicino alle scale identificate come vie di fuga). In conclusione, il lavoro svolto ha permesso di mappare, per sede e tipologia, il personale disabile ed i sistemi d evacuazione all interno dell AOU di Modena consentendo inoltre di soddisfare contemporaneamente un compresso d eventi riassumibili nel: 1. esaudire un obbligo di legge che richiede la pari opportunità del disabile di poter accedere ai sistemi salvavita in caso d emergenza (Circolare 4 del 2002); 2. esaudire un obbligo di legge che richiede la formazione e informazione del personale (Art. 21 e 22 DLgs 626/94) secondo le proprie capacità; 3. nell identificare alcuni punti critici nella logistica dell emergenza e di valutarne i rischi connessi; 4. nell aver contribuito ad integrare il personale disabile all interno dell azienda rafforzando il rapporto di fiducia con il tutore e, più in generale, con tutto il personale del servizio; 5. nel dare visibilità al disabile ed al concetto di disabilità nei confronti della direzione aziendale; 6. nel rafforzare le pari opportunità rispetto alla popolazione abile lavoratrice come massima espressione del concetto Non discriminazione più azione positiva uguale integrazione. In questo progetto ed in quelli futuri si vogliono coinvolgere anche le associazioni dei disabili in quanto depositarie privilegiate di esperienze e conoscenze pratiche difficilmente riscontrabili in ambiente sanitario, così da aprire uno spazio per confronti positivi e cercare soluzioni e strategie nell ottica di un miglioramento continuo per integrare anche e soprattutto sul lavoro le persone in condizioni di disagio. pagina 142

9 Bibliografia Brivio A. Sicurezza antincendio per i disabili. Ambiente e salute; 21 maggio 2002 (www.amblav.it) Dichiarazione di Madrid Non discriminazione più azione positiva uguale integrazione European Parliament of Disabled People. Intervento Onorevole Ministro Roberto Maroni. (Brussels - European Parliament Hemicycle, November 2003) Mezzalana F. La sicurezza di tutti. Mobilità-costruire l autonomia, 2004; n 31, anno 6 Mezzalana F. Un lavoro al sicuro, Mobilità-costruire l autonomia; 2002; n 19, anno 4 Organizzazione Mondiale della Sanità. Definizione di disabilità Raccomandazione R(92) 6 adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa il 09/04/1992 concernente Una politica coerente per le persone handicappate Romeo R. La formazione delle squadre di emergenza, Atti della giornata di studio luoghi di lavoro: sicurezza antincendio per tutti, Roma 11/1 Risorse Web nzen_ ERMES/Canali/lavoro/lavoro/inserimento_disabili.htm pagina 143

La valutazione della sicurezza antincendio in presenza di persone disabili

La valutazione della sicurezza antincendio in presenza di persone disabili La valutazione della sicurezza antincendio in presenza di persone disabili In presenza di disabili quali ulteriori avvertenze si debbono adottare riguardo la sicurezza antincendio? Il Ministero dell Interno

Dettagli

MINISTERO DELL'INTERNO

MINISTERO DELL'INTERNO MINISTERO DELL'INTERNO CIRCOLARE 1 marzo 2002, n. 4 LINEE GUIDA per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili Il decreto legislativo n. 626/1994,

Dettagli

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione).

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). (Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 OGGETTO: Linee guida per

Dettagli

CULTURA PER TUTTI. Considerare le esigenze delle persone con disabilità nei piani di sicurezza degli eventi pubblici

CULTURA PER TUTTI. Considerare le esigenze delle persone con disabilità nei piani di sicurezza degli eventi pubblici CULTURA PER TUTTI Considerare le esigenze delle persone con disabilità nei piani di sicurezza degli eventi pubblici Palazzo Vignola Todi (35 vittime) La Fenice Petruzzelli Duomo e Palazzo Reale Castello

Dettagli

Allegato LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI LUOGHI DI LAVORO OVE SIANO PRESENTI PERSONE DISABILI.

Allegato LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI LUOGHI DI LAVORO OVE SIANO PRESENTI PERSONE DISABILI. CIRC MININTERNO 4_02 Pag: 1 MINISTERO DELL'INTERNO CIRCOLARE 1 3 2002, n.4 Linee Guida per la Valutazione della Sicurezza Antincendio nei Luoghi di Lavoro ove Siano Presenti Persone Disabili. sommario

Dettagli

EMERGENZA E DISABILITA

EMERGENZA E DISABILITA EMERGENZA E DISABILITA D.M. 236 del 14/6/1989 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata

Dettagli

Disabilità, Emergenza, Universal Design

Disabilità, Emergenza, Universal Design Disabilità, Emergenza, Universal Design Un esperienza partecipata Roma, 24 novembre 2006 architetto Fabrizio Mezzalana Federazione Italiana Superamento Handicap F.I.S.H. f.mezzalana@centroperlautonomia.it

Dettagli

DIPARTIMENTO DI SANITA PUBBLICA

DIPARTIMENTO DI SANITA PUBBLICA SCHEDA TECNICA N.08 BAR.ARCH.2010_UPagina 1 di 13 DIPARTIMENTO DI SANITA PUBBLICA GRUPPO DIPARTIMENTALE NIP CAMPO CONTENUTO N. 08 GIUGNO 2010 OGGETTO DESCRIZIONE SCOPO ELEMENTI DI SCELTA VINCOLI LEGISLATIVI

Dettagli

MISURE DI EMERGENZA SPECIFICHE

MISURE DI EMERGENZA SPECIFICHE MISURE DI EMERGENZA SPECIFICHE A)PROCEDURA PER ASSISTERE LE PERSONE DISABILI B)PROCEDURA PER EDUCATORI/EDUCATRICI COMUNALI C)PROCEDURA SICUREZZA PER VISITATORI DELL' ISTITUTO A)PROCEDURA PER ASSISTERE

Dettagli

Circolare n. 131 del 03/12/2013

Circolare n. 131 del 03/12/2013 Mod. ** ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE Fermi da Vinci Via Bonistallo, 73-50053 EMPOLI (FI) Tel. 057180614 - Fax 057180665 Codice Fiscale 82004810485 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

SCHEDA Procedura per l evacuazione delle persone disabili 81/08 MODIFICATO ED INTEGRATO DAL D.LGS. 106/09

SCHEDA Procedura per l evacuazione delle persone disabili 81/08 MODIFICATO ED INTEGRATO DAL D.LGS. 106/09 Procedura per l evacuazione delle persone disabili 81/08 MODIFICATO ED INTEGRATO DAL D.LGS. 106/09 RIO Procedura per l evacuazione delle persone disabili Pagina 2 PROCEDURA PER L EVACUAZIONE DELLE PERSONE

Dettagli

Corso di formazione per la Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.

Corso di formazione per la Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Ente di formazione accreditato dalla Regione Siciliana Corso di formazione per la Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Page1 Sommario 1. IL QUADRO NORMATIVO IN MATERIA

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO PER L INTEGRAZIONE ED IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI

REGOLAMENTO DI ATENEO PER L INTEGRAZIONE ED IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI REGOLAMENTO DI ATENEO PER L INTEGRAZIONE ED IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI Emanato con D.R. n. 83 del 27 febbraio 2008 Entrata in vigore 13 marzo 2008 INDICE TITOLO I - CAMPO

Dettagli

Verbale 1: Incarico del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Verbale 1: Incarico del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione 8Verbali per la gestione della sicurezza nelle aziende agricole V1. Verbale di nomina Rspp V2. Verbale di nomina del Medico Competente V3. Verbale di elezione RlS V4. Verbale di nomina addetto gestione

Dettagli

MINISTERO DELL INTERNO Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002

MINISTERO DELL INTERNO Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 MINISTERO DELL INTERNO Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 OGGETTO: Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei

Dettagli

Sicurezza e Accessibilità. Ing. Luigi Ferraiuolo Corpo Nazionale Vigili del Fuoco www.vigilfuoco.it

Sicurezza e Accessibilità. Ing. Luigi Ferraiuolo Corpo Nazionale Vigili del Fuoco www.vigilfuoco.it Sicurezza e Accessibilità Ing. Luigi Ferraiuolo Corpo Nazionale Vigili del Fuoco www.vigilfuoco.it Accessibilità Sicurezza? Sicurezza e Accessibilità Ferraiuolo 2/22 SICUREZZA ANTINCENDIO La sicurezza

Dettagli

opuscolo informativo per gli insegnanti e alunni EMERGENZA TERREMOTO

opuscolo informativo per gli insegnanti e alunni EMERGENZA TERREMOTO INDICE 1. DEFINIZIONE DI EMERGENZA...2 1.1....2 2. ADDETTI GESTIONE EMERGENZA...3 3. SEGNALETICA...4 4. COMPITI DEL PERSONALE NELL EMERGENZA...5 4.1. COLLABOTORI SCOLASTICI E A.T.A....5 4.2. INSEGNANTI..

Dettagli

Collegio Enrico Fermi - S.N.S. Pisa

Collegio Enrico Fermi - S.N.S. Pisa PIANO DI EMERGENZA INCENDIO Gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro MINISTERO DELL INTERNO - DECRETO 10 MARZO 1998 Collegio Enrico Fermi - S.N.S. Pisa CONSULENTE TECNICO Nome del tecnico Ordine provinciale

Dettagli

Formazione, informazione, addestramento: le caratteristiche dei percorsi formativi previste per le diverse figure

Formazione, informazione, addestramento: le caratteristiche dei percorsi formativi previste per le diverse figure Formazione, informazione, addestramento: le caratteristiche dei percorsi formativi previste per le diverse figure 30 ottobre 2008 - Como Nicoletta Cornaggia Art. 2 comma 1 - Definizioni aa) «formazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA SULL USO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA SULL USO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA AOU Sassari REGOLAMENTO DI DISCIPLINA SULL USO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA AOU Sassari Sommario Art. 1 Oggetto ed ambito di applicazione... 3 Art. 2 Finalità dell attività di videosorveglianza...

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PREMESSA L Istituto opera con particolare attenzione per l integrazione degli alunni disabili, favorendo la socializzazione, l acquisizione di autonomia

Dettagli

CAPITOLO 6 MISURE ORGANIZZATIVE

CAPITOLO 6 MISURE ORGANIZZATIVE Pagina 1 di 9 CAPITOLO 6 MISURE ORGANIZZATIVE Organizzazione del lavoro Contratti d appalto e contratti d opera Analisi, pianificazione e controllo Formazione ed informazione Partecipazione Documentazione

Dettagli

Le guide degli alberghi. La prevenzione incendi Il registro dei controlli

Le guide degli alberghi. La prevenzione incendi Il registro dei controlli Le guide degli alberghi La prevenzione incendi Il registro dei controlli INTRODUZIONE L art. 5 del D.P.R. n. 37/98, disciplinando i principali adempimenti gestionali finalizzati a garantire il corretto

Dettagli

Sicurezza delle persone disabili in caso di incendio

Sicurezza delle persone disabili in caso di incendio Corso sulla sicurezza antincendio Sicurezza delle persone disabili in caso di incendio L aspetto della sicurezza delle persone disabili non può essere separato dalla realizzazione di edifici accessibili,

Dettagli

Formazione di base e aggiornamento per gli addetti al salvataggio, lotta antincendio, gestione dell emergenza. emergenza.

Formazione di base e aggiornamento per gli addetti al salvataggio, lotta antincendio, gestione dell emergenza. emergenza. Modena - 11 ottobre 2012 Formazione di base e aggiornamento per gli addetti al salvataggio, lotta antincendio, gestione dell emergenza. emergenza. Il punto sugli obblighi e le scadenze Dott.Ing. Michele

Dettagli

PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.

PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A. INDICE 1 GENERALITA... 2 2 RESPONSABILITA... 2 3 MODALITA DI GESTIONE DELLA... 2 3.1 DEI NEOASSUNTI... 3 3.2 MANSIONI SPECIFICHE... 4 3.3 PREPOSTI... 4 3.4 ALTRI INTERVENTI FORMATIVI... 4 3.5 DOCUMENTAZIONE

Dettagli

D.M. 10 marzo 1998. Piano Emergenza Evacuazione

D.M. 10 marzo 1998. Piano Emergenza Evacuazione Piano Emergenza Evacuazione Il D.M 10 marzo 1998 prevede che, a seguito della VDRI deve essere predisposto e tenuto aggiornato, in forma scritta, dal Datore di Lavoro un Piano di Emergenza Antincendio,

Dettagli

CHECK LIST ANALISI INIZIALE ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

CHECK LIST ANALISI INIZIALE ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO CHECK LIST ANALISI INIZIALE ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO QUESITO RISCONTRO* Documentazione di P N NA riscontro 1. ANALISI INIZIALE Il DVR /autocertificazione e gli allegati

Dettagli

Approvato con delibera di Consiglio comunale n.75 del 5 ottobre 2009.

Approvato con delibera di Consiglio comunale n.75 del 5 ottobre 2009. REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI ACQUISITI MEDIANTE L IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA ATTIVATO NEL TERRITORIO URBANO DEL COMUNE DI MACERATA Approvato con delibera di Consiglio

Dettagli

REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY

REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY REGOLAMENTO AZIENDALE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina gli interventi diretti alla tutela della privacy in ambito sanitario. Esso si attiene alle disposizioni

Dettagli

Istituto Tecnico Settore Tecnologico Marie Curie Meccanica, meccatronica ed energia Biotecnologie Ambientali

Istituto Tecnico Settore Tecnologico Marie Curie Meccanica, meccatronica ed energia Biotecnologie Ambientali Napoli, li 23 settembre 2015 Prot. n 5386 Tit. A/11 All Albo scolastico dell Istituto Tecnico Settore Tecnologico Url: http://www.itimariecurie.gov.it/ Avviso pubblico di selezione per conferimento incarico

Dettagli

NOVACONSULT CORSI DI FORMAZIONE

NOVACONSULT CORSI DI FORMAZIONE NOVACONSULT CORSI DI FORMAZIONE Per informazioni, contattare Novaconsult Via Gaggia n 1/a - 20139 MILANO Tel. +39 02.57408940 - Fax +39 02.57407100 e-mail: info@novaconsult.it www.novaconsult.it INDICE

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

SCHEMI LETTERE DI NOTIFICA SCHEMA DI AUTOCERTIFICAZIONE SCHEMI LETTERE DI DESIGNAZIONE SCHEMA LETTERA DI INFORMAZIONE AI LAVORATORI

SCHEMI LETTERE DI NOTIFICA SCHEMA DI AUTOCERTIFICAZIONE SCHEMI LETTERE DI DESIGNAZIONE SCHEMA LETTERA DI INFORMAZIONE AI LAVORATORI SCHEMI LETTERE DI NOTIFICA SCHEMA DI AUTOCERTIFICAZIONE SCHEMI LETTERE DI DESIGNAZIONE SCHEMA LETTERA DI INFORMAZIONE AI LAVORATORI SCHEMA DEL VERBALE DI RIUNIONE PERIODICA Modello A) BOZZA DI LETTERA

Dettagli

SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE AZIENDE SANITARIE

SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE AZIENDE SANITARIE SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE AZIENDE SANITARIE Gestione della comunicazione Stabilisce le regole per l'individuazione, il mantenimento e la disponibilità dei documenti e delle registrazioni

Dettagli

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 settembre 2013 Art 1. Oggetto Il presente regolamento disciplina

Dettagli

PROCEDURA PER L EVACUAZIONE DELLE PERSONE DISABILI

PROCEDURA PER L EVACUAZIONE DELLE PERSONE DISABILI PROCEDURA PER L EVACUAZIONE DELLE PERSONE DISABILI Questa procedura fornisce indicazioni per il soccorso e l evacuazione delle persone disabili in situazioni di emergenza. L evenienza di trasportare o

Dettagli

GESTIONE DI ALCUNI SERVIZI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE Durata: 2 anni dalla data di sottoscrizione del contratto

GESTIONE DI ALCUNI SERVIZI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE Durata: 2 anni dalla data di sottoscrizione del contratto Allegato 3 COMUNE DI BORGO SAN LORENZO DOCUMENTO UNICO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, art. 26 GESTIONE DI ALCUNI SERVIZI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE

Dettagli

Aggiornamento professionale

Aggiornamento professionale ROBERTO DE LORENZIS E GIUSEPPE VIBRACCI Sicurezza Lavoro Informazione, formazione e addestramento L informazione, la formazione e l addestramento per lavoratori, dirigenti, preposti, RLS, rientrano fra

Dettagli

PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE

PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE LOGO DELLA SOCIETA PARTE III ESEMPIO DI PROCEDURA PER PIANO DI ED EVACUAZIONE Ediz.: Rev. : del: Pagina: 1 di 13 N OME SOCIETÀ PIANO DI ED EVACUAZIONE Dispensa a cura del relatore PIANO DI ED EVACUAZIONE

Dettagli

GUIDA SICUREZZA IN AZIENDA. Febbraio 2013 Luglio 2013

GUIDA SICUREZZA IN AZIENDA. Febbraio 2013 Luglio 2013 GUIDA SICUREZZA IN AZIENDA Febbraio 2013 Luglio 2013 Tutte le Aziende italiane, nessuna esclusa, sono tenute ad ottemperare agli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/2008 e dal successivo Accordo Stato-Regioni

Dettagli

La sicurezza nell ambito dell attività infermieristica

La sicurezza nell ambito dell attività infermieristica La sicurezza nell ambito dell attività infermieristica Obblighi e responsabilità derivanti dal D.Lgs. 81/08 La sicurezza nell ambito dell attività Paolo Troncana infermieristica Attività di R.S.P.P. e

Dettagli

INFORMAZIONI GENERALI ELENCO MODULISTICA

INFORMAZIONI GENERALI ELENCO MODULISTICA INFORMAZIONI GENERALI ELENCO MODULISTICA 1) Comunicazione da apporre in bacheca aziendale per informare i lavoratori della possibile figura di RLS 2) Verbale di elezione del RLS 3) Anagrafica RLS 4) Lettera

Dettagli

Salute e Sicurezza sul lavoro - 2. Informazione Formazione Addestramento

Salute e Sicurezza sul lavoro - 2. Informazione Formazione Addestramento Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico - Corso integrato Biologia generale e Chimica biologica Modulo didattico: Organizzazione di laboratorio e Sicurezza Salute e Sicurezza sul lavoro - 2 Informazione

Dettagli

Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare

Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare Prevenzione e promozione della sicurezza Percorso formativo sulla sicurezza per i lavoratori 1 SOMMARIO

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA Pavia, 25/01/2006 Prot. n. 2892 Titolo IX Classe 3 Fascicolo 14-2006 Allegati n. 1 Ai Direttori/Responsabili Strutture universitarie Ai Dirigenti Ai Direttori dei Centri: - CNR Sezioni ospitate - INFN

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO Approvato con deliberazione dell Assemblea della Comunità n. 5 del 10.02.2014 1 REGOLAMENTO

Dettagli

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8

TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 TABELLA B RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 1 B1) Disponibilità dei locali B1.1) Scansione del documento di disponibilità esclusiva dei locali della sede operativa per almeno tre

Dettagli

u N IVERSITÀ DI SIENA 1240

u N IVERSITÀ DI SIENA 1240 u N IVERSITÀ DI SIENA 1240 UFFICIO PROGRAMMAZIONE, ORGANIZZAZIONE E VALUTAZIONE D.D.G. Rep. n. l g& Prot.n.420\9- I/ 9 del 5-\\.b\5 PRESIDIO DELLE ATnVITA' DI FORMAZIONE IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE

Dettagli

L ambiente come elemento di rischio

L ambiente come elemento di rischio 13 marzo 2013 L ambiente come elemento di rischio Giorgio Zecchi Servizio PSAL Azienda USL di Reggio Emilia L ambiente come elemento di rischio - postazioni di lavoro non ergonomiche - spazi liberi di

Dettagli

GUIDA SICUREZZA IN AZIENDA

GUIDA SICUREZZA IN AZIENDA GUIDA SICUREZZA IN AZIENDA 2011 Ricordiamo che le finalità del D. Lgs. 81/2008 sono quelle di: Tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro; Certificare i servizi che si erogano

Dettagli

Legge Regionale Liguria 26/4/1985 n.27. B.U.R. 15/5/1985 n.20 TUTELA DEI DIRITTI DELLE PERSONE CHE USUFRUISCONO DELLE STRUTTURE SANITARIE

Legge Regionale Liguria 26/4/1985 n.27. B.U.R. 15/5/1985 n.20 TUTELA DEI DIRITTI DELLE PERSONE CHE USUFRUISCONO DELLE STRUTTURE SANITARIE Legge Regionale Liguria 26/4/1985 n.27 B.U.R. 15/5/1985 n.20 TUTELA DEI DIRITTI DELLE PERSONE CHE USUFRUISCONO DELLE STRUTTURE SANITARIE Articolo 1 Finalità della legge In attuazione dei principi e delle

Dettagli

DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO ALESSANDRIA

DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO ALESSANDRIA DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO ALESSANDRIA Gestione del rischio incendio e delle misure mitigative negli istituti scolastici

Dettagli

VILLA FIGOLI DES GENEYS PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE TECNICA SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE 5 AGOSTO 2014

VILLA FIGOLI DES GENEYS PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE TECNICA SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE 5 AGOSTO 2014 VILLA FIGOLI DES GENEYS PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE TECNICA SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE 5 AGOSTO 2014 AZV_A1_A3_9.004 INDICE - PREMESSA - TIPOLOGIA DELL INTERVENTO - RIFERIMENTI NORMATIVI -

Dettagli

Regolamento per l installazione e l utilizzo di impianti di videosorveglianza del territorio

Regolamento per l installazione e l utilizzo di impianti di videosorveglianza del territorio Regolamento per l installazione e l utilizzo di impianti di videosorveglianza del territorio ARTICOLO 1 FINALITA Le finalità che la Città di Desio intende perseguire con il progetto di videosorveglianza

Dettagli

La gestione degli obblighi della sicurezza tra responsabilità e opportunità

La gestione degli obblighi della sicurezza tra responsabilità e opportunità ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSULENTI DEL LAVORO UNIONE PROVINCIALE LECCE Francesca Maggiulli Cdl e Formatore sicurezza sul lavoro La gestione degli obblighi della sicurezza tra responsabilità e opportunità

Dettagli

PROCEDURA DI ALLARME CHE COSA NON DEVE FARE CHI CHE COSA DEVE FARE

PROCEDURA DI ALLARME CHE COSA NON DEVE FARE CHI CHE COSA DEVE FARE All.OdS 9/04 Agg.12 UMC SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA Pag. 1 di 3 TO Procedura Operativa in caso di Evacuazione 1. SCOPO Scopo della presente procedura operativa è quello di fornire tutte le indicazioni

Dettagli

Deliberazione N.: 477 del: 19/05/2015

Deliberazione N.: 477 del: 19/05/2015 Deliberazione N.: 477 del: 19/05/2015 Oggetto : CONVENZIONE CON LA FONDAZIONE MADONNA DEL CORLO O.N.L.U.S. DI LONATO PER IL TIROCINIO DEGLI STUDENTI DEL CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA. Pubblicazione

Dettagli

1 Vie En.Ro.Se. s.a.s. - 2 Studio di ingegneria per l ambiente - 3 Autorità di Bacino del Fiume Arno

1 Vie En.Ro.Se. s.a.s. - 2 Studio di ingegneria per l ambiente - 3 Autorità di Bacino del Fiume Arno L applicazione dei principi della sicurezza alla gestione di un evento alluvionale R. Calonaci 1, R. Fusi 1, F. Lapi 2, G. Multinu 2, C. Passerini 1, G. Menduni 3 1 Vie En.Ro.Se. s.a.s. - 2 Studio di ingegneria

Dettagli

La valutazione dei rischi: requisito comune di BS 18001:2007 e D.Lgs. 81/2008

La valutazione dei rischi: requisito comune di BS 18001:2007 e D.Lgs. 81/2008 La valutazione dei rischi: requisito comune di BS 18001:2007 e D.Lgs. 81/2008 Ricordiamo che tra le finalità della BS OHSAS 18001 richiede di dimostrare che: il sistema di gestione della salute e sicurezza

Dettagli

Le registrazioni documentali necessarie per l attuazione del decreto 626/94

Le registrazioni documentali necessarie per l attuazione del decreto 626/94 INFORMAZIONE 99 SICUREZZA. Le registrazioni documentali necessarie per l attuazione del decreto 626/94 UN DOCUMENTO PRODOTTO DAL GRUPPO 3 ALL INTERNO DELLA COMMISSIONE SICUREZZA Con l'emissione della documentazione

Dettagli

Secondo modulo. Obiettivi

Secondo modulo. Obiettivi Secondo modulo Obiettivi Acquisire le conoscenze di base sull organizzazione della prevenzione aziendale per la tutela e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Temi Misure di tutela e sicurezza Soggetti della

Dettagli

PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5)

PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5) PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5) Il presente documento è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi di cui all art.

Dettagli

Recenti disposizioni del Dipartimento dei Vigili del Fuoco in merito alla possibilità di

Recenti disposizioni del Dipartimento dei Vigili del Fuoco in merito alla possibilità di Commento l Antincendio. Nuove prospettive sull impiego di particolari tipologie di serramenti Le ultime indicazioni dei VVF sulle uscite di emergenza con tornelli o scorrevoli Recenti disposizioni del

Dettagli

MASTER per il Coordinamento

MASTER per il Coordinamento MASTER per il Coordinamento L. Briziarelli con M. Dellai, M. Giontella, A. Mastrillo e il contributo straordinario di L. Saiani Aggiornamento 2006-07 38 Corsi di Master 23 a Roma (7 Sapienza,16 Torvergata)

Dettagli

CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE

CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE CATALOGO CORSI DI FORMAZIONE Studio Formazione: CATALOGO CORSI - Pagina 1 di 39 Titolo del Corso: Corso per incremento squadra Emergenza (Addetti Antincendio) D.M. del 10 marzo 1998, art. 7, All. IX Incrementare

Dettagli

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. 81/2008

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. 81/2008 PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. 81/2008 1 INDICE I. Procedura standardizzata per la valutazione dei rischi a pag. 3-11 II. Modulistica per la redazione del documento di valutazione

Dettagli

Art. 1 Campo di applicazione

Art. 1 Campo di applicazione REGOLAMENTO Per l individuazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nell ASL Frosinone e la definizione delle modalità di esercizio dell attività per l espletamento del mandato Art.

Dettagli

COMUNE DI RIVELLO. Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO.

COMUNE DI RIVELLO. Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO. COMUNE DI RIVELLO Provincia di Potenza REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI RIVELLO. Approvato con deliberazione di C.C. n. 24/2013 INDICE CAPO I PRINCIPI GENERALI

Dettagli

Comune di Medicina Provincia di Bologna REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

Comune di Medicina Provincia di Bologna REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Comune di Medicina Provincia di Bologna REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n.125 del 28/09/2015 1 INDICE Articolo 1 Oggetto pag. 3 Articolo

Dettagli

I.T.I.S. "S. CANNIZZARO", via Consolare Latina n.263, 00034 Colleferro RM D.S.: Prof.ssa Marisa Pia Zeppa R.S.P.P.: Arch. Vittorio Magliozzi

I.T.I.S. S. CANNIZZARO, via Consolare Latina n.263, 00034 Colleferro RM D.S.: Prof.ssa Marisa Pia Zeppa R.S.P.P.: Arch. Vittorio Magliozzi I.T.I.S. "S. CANNIZZARO", via Consolare Latina n.263, 00034 Colleferro RM D.S.: Prof.ssa Marisa Pia Zeppa R.S.P.P.: Arch. Vittorio Magliozzi LEZIONE # 2 Gestione della Prevenzione, D.Lgs. 81/08 SICUREZZA

Dettagli

NORMATIVA. ARTICOLO 18 comma 3 del D.L. 81/08 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente che recita

NORMATIVA. ARTICOLO 18 comma 3 del D.L. 81/08 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente che recita MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia Ufficio XV Ambito territoriale per le provincie di Palermo 1 NORMATIVA ARTICOLO 18 comma 3 del D.L.

Dettagli

Via Gaetano Strambio n.5-20133 MILANO Tel. 02.57408940 - Fax 02.99989424 mail: ncteam@pec.it

Via Gaetano Strambio n.5-20133 MILANO Tel. 02.57408940 - Fax 02.99989424 mail: ncteam@pec.it NOVACONSULT TEAM CORSI DI FORMAZIONE Via Gaetano Strambio n.5-20133 MILANO Tel. 02.57408940 - Fax 02.99989424 mail: ncteam@pec.it www.novaconsult.it INDICE Premessa Corso base per lavoratori Corso di formazione

Dettagli

Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto Regolamento per la gestione delle procedure di pubblicazione all albo online

Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto Regolamento per la gestione delle procedure di pubblicazione all albo online Raccolta Regolamenti ARPAV n. 35 Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto Regolamento per la gestione delle procedure di pubblicazione all albo online Approvato con deliberazione

Dettagli

D.M. 10 marzo 1998 CPI

D.M. 10 marzo 1998 CPI D.M. 10 marzo 1998 CPI La prevenzione incendi: Norme di riferimento Il D.lgs 81/08 prevede che, fermo restando quanto previsto dal D.lgs 139/2006, dovranno essere adottati uno o più decreti in cui siano

Dettagli

PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5)

PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5) PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5) Il presente documento è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi di cui all art.

Dettagli

Roma, ottobre 2013. Ai Responsabili Regionali pro tempore Ai Responsabili di Zona pro tempore

Roma, ottobre 2013. Ai Responsabili Regionali pro tempore Ai Responsabili di Zona pro tempore Roma, ottobre 2013 Ai Responsabili Regionali pro tempore Ai Responsabili di Zona pro tempore OGGETTO: NOMINA DEI RESPONSABILI DEL TRATTAMENTO DEI DATI L AGESCI Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani,

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 1815/2014 ADOTTATA IN DATA 13/11/2014 IL DIRETTORE GENERALE

DELIBERAZIONE N. 1815/2014 ADOTTATA IN DATA 13/11/2014 IL DIRETTORE GENERALE DELIBERAZIONE N. 1815/2014 ADOTTATA IN DATA 13/11/2014 OGGETTO: Rinnovo della convenzione con l Università degli studi di Milano - Bicocca per l utilizzo di strutture extrauniversitarie a favore della

Dettagli

APPROCCIO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

APPROCCIO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI NEGLI AMBIENTI DI LAVORO APPROCCIO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI NEGLI AMBIENTI DI LAVORO SIGNIFICATO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI La valutazione dei rischi consiste in un esame di tutti gli aspetti attinenti il lavoro, finalizzato

Dettagli

ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA

ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA Datore di lavoro (Rettore) Servizio di Prevenzione e Protezione Sorveglianza sanitaria Servizio di Radioprotezione Dirigenti RLS Preposti Lavoratori DEFINIZIONI: 1. DATORE

Dettagli

COMUNE DI CASALGRANDE

COMUNE DI CASALGRANDE COMUNE DI CASALGRANDE PROVINCIA DI REGGIO NELL EMILIA Cap 42013 Piazza Martiri della Libertà, 1 tel: 0522 998511 fax: 0522 841039 Cod. fisc. e P. IVA 00284720356 Regolamento distrettuale determinante i

Dettagli

ESERCITAZIONI ANTINCENDIO ED INFORMAZIONE

ESERCITAZIONI ANTINCENDIO ED INFORMAZIONE Parte III ESERCITAZIONI ANTINCENDIO ED INFORMAZIONE Pagina 59 di 75 ESERCITAZIONE ANTINCENDIO In applicazione dell articolo 3, comma 1, lettera f, del D.M. 10 Marzo 1998 in data.../.../... presso la ditta........

Dettagli

PROVINCIA DI MANTOVA Settore risorse culturali e turistiche, lavoro, sviluppo della persona e delle comunità.

PROVINCIA DI MANTOVA Settore risorse culturali e turistiche, lavoro, sviluppo della persona e delle comunità. PROVINCIA DI MANTOVA Settore risorse culturali e turistiche, lavoro, sviluppo della persona e delle comunità. PIANO PROVINCIALE DI MANTOVA PER L INSERIMENTO LAVORATIVO DELLE PERSONE DISABILI (2014-2016)

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA Via Ravasi 2-21100 Varese

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA Via Ravasi 2-21100 Varese REGOLAMENTO PER L ATTIVITA DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) E LA DEFINIZIONE DELLE LORO ATTRIBUZIONI Emanato con D.R. Rep. n. 16547/2010 prot. n. 15343 del 18/10/2010. In vigore

Dettagli

Procedura interna. Squadra Antincendio

Procedura interna. Squadra Antincendio Procedura interna Squadra Antincendio Roma, 01/2015 Rev.06/annuale Pagina 1 di 6 A.Orelli. Tel. 3387 RAPPORTO D INTERVENTO SQUADRA ANTINCENDIO Allegato 1. Registro delle N. attività: tale Del: registro

Dettagli

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione 6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati

Dettagli

La sicurezza nell ambito dell attività infermieristica

La sicurezza nell ambito dell attività infermieristica La sicurezza nell ambito dell attività infermieristica Obblighi e responsabilità derivanti dal D.Lgs. 81/08 Perché investire in sicurezza cos è la sicurezza? a cosa serve? Tutti soldi e tempo buttati?

Dettagli

BREVI CENNI SULLE NOVITA INTRODOTTE NEL DM 19 MARZO 2015 STRUTTURA D.M. 19 MARZO 2015

BREVI CENNI SULLE NOVITA INTRODOTTE NEL DM 19 MARZO 2015 STRUTTURA D.M. 19 MARZO 2015 BREVI CENNI SULLE NOVITA INTRODOTTE NEL DM 19 MARZO 2015 Sulla GU 2573/2015, n. 70 è stato pubblicato il D.M. 19 marzo 2015 recante "Aggiornamento della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,

Dettagli

Istituto Superiore di Sanità

Istituto Superiore di Sanità 1 Istituto Superiore di Sanità SISTEMA DI COMUNICAZIONI PER LA PREVENZIONE E LA PROTEZIONE DEI LAVORATORI DOGE n. Disposizione Operativa Generale BOZZA PER COMMENTI Distribuzione finale: Responsabili delle

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Direzione Generale

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Direzione Generale ALLEGATO N. 1 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca NOTE OPERATIVE SULL ISTRUZIONE DOMICILIARE Come noto il servizio d Istruzione Domiciliare continua ad essere regolato dal Vademecum

Dettagli

Azione Pegaso 2015. del D.Lgs. 81/08. Corso di formazione per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza

Azione Pegaso 2015. del D.Lgs. 81/08. Corso di formazione per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Applicazione del D.Lgs. 81/08 nella scuola Corso di formazione per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Cosa deve fare il Dirigente Scolastico (misure generali di tutela, art 15) Individuare

Dettagli

quanto il problema principale la comprensione delle lezione tenuta dal docente in aula può venire risolto collocando lo studente in una posizione

quanto il problema principale la comprensione delle lezione tenuta dal docente in aula può venire risolto collocando lo studente in una posizione L'esperienza del Politecnico di Torino nella gestione dell'integrazione nell'università e dell'accessibilità alle risorse didattiche da parte di studenti audiolesi I sordi in università Negli ultimi anni

Dettagli

La sicurezza sul lavoro in un agenzia di assicurazioni

La sicurezza sul lavoro in un agenzia di assicurazioni La sicurezza sul lavoro in un agenzia di assicurazioni In un clima di generale allarmismo attorno alle problematiche inerenti salute e sicurezza sul luogo di lavoro generato dai media, il 9 aprile 2008

Dettagli

L applicazione del D.lgs. 81/08 e s. m. i. nella scuola SGSSL

L applicazione del D.lgs. 81/08 e s. m. i. nella scuola SGSSL L applicazione del D.lgs. 81/08 e s. m. i. nella scuola SGSSL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO SCHEDE DI APPROFONDIMENTO IL 1 Servizio di Prevenzione e Protezione (art. 31) Che cos

Dettagli

RILEVAZIONE DELLA CUSTOMER SATISFACTION UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO

RILEVAZIONE DELLA CUSTOMER SATISFACTION UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO REPORT INDAGINE Provincia di Lecce RILEVAZIONE DELLA CUSTOMER SATISFACTION UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO Dicembre 2013 REPORT: UFFICIO DI STATISICA FONTE DATI: UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO INDICE

Dettagli

PROVINICA DI LIVORNO SEGRETARIATO GENERALE

PROVINICA DI LIVORNO SEGRETARIATO GENERALE PROVINICA DI LIVORNO SEGRETARIATO GENERALE Benessere Organizzativo e analisi di clima nella Provincia di Livorno anno 2014 Premessa Cosa si intende per Benessere Organizzativo Il Benessere organizzativo

Dettagli

1. Nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili)

1. Nomina delle figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza (figure sensibili) SiRVeSS LINEE DI INDIRIZZO E CRITERI PER LA TUTELA DELLA SALUTE A SCUOLA a cura del gruppo di lavoro Gestione della sicurezza del SiRVeSS (in corsivo le indicazioni non previste dalla normativa) Il Dirigente

Dettagli

M.D. Service s.r.l. CONSULENZA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO VIA BRINDISI NR. 36 1P, SAVA (TA) - TEL 099/6525358 /FAX 099/9721853

M.D. Service s.r.l. CONSULENZA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO VIA BRINDISI NR. 36 1P, SAVA (TA) - TEL 099/6525358 /FAX 099/9721853 ASSOCIAZIONE IMPRESE RIUNITE DI TARANTO ADERENTE ALLA CLAAI PUGLIA SPETT.LE:. AZIENDE E PROFESSIONISTI LORO SEDI Oggetto: Presentazione corsi in materia di sicurezza sul lavoro La società M.D. SERVICE

Dettagli

CENTRO DIURNO PER PERSONE CON DISABILITA (C.D.D.)

CENTRO DIURNO PER PERSONE CON DISABILITA (C.D.D.) CENTRO DIURNO PER PERSONE CON DISABILITA (C.D.D.) CENNI STORICI Il CSE (Centro Socio Educativo) di Piario, ora CDD (Centro Diurno per persone con Disabilità) è stato aperto nel 1982 su iniziativa degli

Dettagli

GLI ENTI LOCALI E LA DELIBERAZIONE N. 40/04: LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA DELIBERAZIONE N. 87/06

GLI ENTI LOCALI E LA DELIBERAZIONE N. 40/04: LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA DELIBERAZIONE N. 87/06 GLI ENTI LOCALI E LA DELIBERAZIONE N. 40/04: LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA DELIBERAZIONE N. 87/06 Alberto Grossi Direttore della Direzione Consumatori e Qualità del Servizio Questa presentazione non è un

Dettagli