I VERSAMENTI VOLONTARI

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1 I VERSAMENTI VOLONTARI I VERSAMENTI VOLONTARI PER I LAVORATORI DIPENDENTI COSA SONO I versamenti volontari hanno lo scopo di consentire ai lavoratori che hanno cessato l'attività di aumentare il numero dei contributi per raggiungere il diritto a pensione o gli anni coperti da contribuzione. I versamenti volontari devono essere autorizzati dall'inps, dietro domanda dell'interessato. Il decreto legislativo n.184 del , in vigore dal , ha innovato la normativa che riguarda la prosecuzione volontaria ed ha esteso la disciplina già esistente agli iscritti ai Fondi speciali di previdenza e a coloro che sono soggetti al contributo del 10% o del 13% (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta e liberi professionisti senza cassa di categoria). Il nuovo decreto ha abolito le classi di contribuzione già esistenti; pertanto, l'importo del contributo volontario viene determinato applicando l'aliquota contributiva prevista per ciascun anno e per ciascuna categoria alla retribuzione percepita nell'anno precedente (ultime 52 settimane) la data di presentazione della domanda. L'AUTORIZZAZIONE Si può ottenere quando siano stati versati: - 5 anni di contributi effettivi riferiti a qualsiasi epoca; - 3 anni di contributi nei cinque anni precedenti la domanda di autorizzazione (per gli operai agricoli n. 279 contributi giornalieri per gli uomini e n. 186 contributi giornalieri per le donne ed i giovani e n.65 contributi settimanali per coloro che sono occupati esclusivamente in lavorazioni che si compiano annualmente in determinati periodi di durata inferiore ai sei mesi, 156 contributi settimanali per i collaboratori domestici); - 1 anno di contributi nel quinquennio precedente la domanda per chi versa il contributo del 10% o13% (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza cassa di categoria); - 1 anno di contributi nel quinquennio precedente la domanda per coloro che svolgono - dall'anno '97 in poi - un lavoro a tempo parziale. Gli interessati devono presentare la domanda allo scopo di coprire di contribuzione le settimane che risultano scoperte (part-time verticale). L autorizzazione può essere rilasciata soltanto in costanza di rapporto di lavoro e non dopo la cessazione. - 1 anno di contributi nel quinquennio precedente la domanda per coloro che svolgono un attività di lavoro dipendente in forma stagionale, temporanea e discontinua, per i periodi successivi al , non coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa. L autorizzazione è rilasciata con decorrenza successiva al termine o alla sospensione del lavoro. ATTENZIONE: Il requisito contributivo per il rilascio dell'autorizzazione ai versamenti volontari può essere perfezionato anche mediante il cumulo dei contributi versati in diverse gestioni. L'autorizzazione non può essere concessa quando alla data della domanda l'interessato:

2 1) svolge attività come lavoratore dipendente, iscritto all'inps o ad altre forme di previdenza obbligatoria (Stato, Inpdai, ecc.) o è titolare di pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità) a carico del fondo lavoratori dipendenti o delle altre forme di previdenza. 2) svolge attività come lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, coltivatore diretto, colono, mezzadro) iscritto all'inps o libero professionista iscritto all'apposita Cassa di previdenza (ingegneri, avvocati, medici, ragionieri, ecc.) oppure è titolare di pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità) a carico delle predette gestioni o Casse di previdenza. Nelle attività di lavoro autonomo rientrano anche quelle che comportano l'obbligo assicurativo del 10% o del 13% (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza Cassa di categoria). ATTENZIONE: possono proseguire a versare i contributi volontari presso altre forme di previdenza obbligatoria i lavoratori iscritti alla gestione separata del 10% (i cosiddetti lavori parasubordinati) solo nel caso in cui l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria sia antecedente alla data di inizio dell'obbligo assicurativo della gestione speciale ( o ). ECCEZIONI: Possono essere autorizzati alla prosecuzione volontaria: - coloro che sono titolari dell'assegno di invalidità; - coloro che sono iscritti ai regimi assicurativi esteri. Interruzioni o sospensioni I lavoratori possono essere autorizzati alla contribuzione volontaria in caso di interruzione o sospensione dell attività lavorativa, previste da specifiche disposizioni di legge o contrattuali, per la durata massima di tre anni. Per gli stessi periodi i lavoratori possono chiedere in alternativa il riscatto del periodo sospeso o interrotto. E data la facoltà di versare i contributi volontari o di riscattare per i periodi successivi al FINANZIARIA 2001 In base alla legge finanziaria 2001 possono chiedere l autorizzazione alla prosecuzione volontaria i lavoratori che si avvalgono: dell astensione facoltativa dal lavoro tra i tre e gli otto anni di vita del bambino; dei permessi per allattamento; dei periodi di assenza per malattia del bambino di età compresa tra i tre e gli otto anni. I soggetti possono versare i contributi volontari per integrare la contribuzione figurativa prevista per questi periodi. QUANTO COSTANO Lavoratori dipendenti A decorrere dal sono abolite le classi di contribuzione previste dalla preesistente normativa. Coloro che sono stati autorizzati al versamento dei contributi volontari prima dell'entrata in vigore del decreto effettuano i versamenti volontari in base alla retribuzione media della classe precedentemente assegnata. Per stabilire la misura del contributo volontario occorre distinguere: 1) Soggetti autorizzati entro il si applica l'aliquota del 27,57% sulla retribuzione media settimanale imponibile; 2) Soggetti autorizzati dal 1 gennaio 1996 in poi si applica l'aliquota del 29,07% sulla retribuzione media settimanale imponibile.

3 I soggetti che hanno una retribuzione media settimanale superiore alla prima fascia di retribuzione pensionabile settimanale, (nell'anno 2002 pari a.694,10) in aggiunta alle aliquote sopra indicate, devono versare un 1% in più da calcolarsi sull'eccedenza della prima fascia. Collaboratori domestici a) Per i lavoratori autorizzati entro il si applica l'aliquota del 12,6975% sulla retribuzione media settimanale imponibile; b) per i lavoratori autorizzati dall' si applica l'aliquota del 14,1975% sulla retribuzione media settimanale imponibile. LA DOMANDA La domanda di autorizzazione ai versamenti volontari va presentata alla propria Sede INPS sull'apposito modulo 010/M. Al modulo va allegata la documentazione richiesta e la copia del modello CUD relativo all'ultimo periodo di occupazione e all'anno precedente a quello della domanda con l'indicazione della data di cessazione del rapporto di lavoro. Per la presentazione della domanda, l'interessato può anche rivolgersi agli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge, che offrono assistenza gratuita ai lavoratori. Nel caso in cui l'interessato ha presentato domanda di pensione ed essa viene respinta dall'inps, la domanda stessa viene automaticamente esaminata come domanda di autorizzazione ai versamenti volontari. QUANDO SI PAGANO Entro il trimestre successivo a quello cui i contributi si riferiscono. Le scadenze di pagamento sono le seguenti: - 30 giugno (trimestre gennaio - marzo); - 30 settembre ( trimestre aprile - giugno); - 31 dicembre (trimestre luglio - settembre); - 31 marzo (trimestre ottobre - dicembre). PERIODI PRECEDENTI I contributi volontari possono essere versati anche per i 6 mesi precedenti la data di presentazione della domanda (purchè non siano coperti da contributi obbligatori e figurativi). CONTRIBUTI MINIMI L'importo dei contributi volontari da versare viene determinato dall'inps in base alla retribuzione imponibile percepita nell'anno precedente la data della domanda. L'importo minimo di retribuzione sulla quale sono calcolati i contributi non può essere inferiore alla retribuzione settimanale minima imponibile stabilita dalla legge anno per anno che nel 2002 è pari a 157,08 NUOVO IMPORTO L'assicurato, che riprende a versare i contributi volontari dopo un periodo di rioccupazione presso terzi, può chiedere che l'importo del contributo volontario, da lui dovuto, sia rideterminato. L'importo dei contributi viene calcolato sulla base delle retribuzioni percepite nell'anno precedente la ripresa dei versamenti stessi. La domanda deve essere presentata entro 180 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro pena la decadenza. SE SI VERSA DI MENO

4 L'importo del contributo assegnata è vincolante. Il versamento di una somma inferiore provoca automaticamente la riduzione proporzionale del periodo assicurato. SE SI VERSA DI PIU' L'importo versato in più viene rimborsato automaticamente dall'inps. SE SI VERSA IN RITARDO I versamenti dei contributi devono essere effettuati entro le scadenze stabilite per legge. I contributi pagati in ritardo non possono essere accreditati in quanto vengono automaticamente respinti dagli uffici. L'interessato ne può chiedere il rimborso o può chiedere alla Sede INPS che il versamento venga accreditato per il trimestre successivo. Supponiamo ad esempio che l'interessato effettui il versamento il 2 luglio anzichè il 30 giugno (con due giorni di ritardo rispetto alla scadenza stabilita). In questo caso può chiedere agli uffici che il periodo sia accreditato per il trimestre aprile-giugno evitando così di chiedere il rimborso. Il primo trimestre comunque rimane scoperto di contribuzione. COME SI VERSA Il pagamento è trimestrale e si effettua sui bollettini di conto corrente postale prestampati inviati dall'inps al domicilio dell'interessato. Ogni anno vengono inviati 6 bollettini: 4 prestampati e 2 in bianco. Se i bollettini non vengono ricevuti in tempo utile per effettuare il versamento, è necessario che l'interessato li richieda alla propria Sede INPS entro la scadenza di versamento, così che possa essere ammesso a versare il trimestre corrente entro il trimestre successivo a quello di ricezione. IL RICORSO Se la domanda di autorizzazione ai versamenti volontari viene respinta l'interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato Amministratore Fondo Pensioni Lavoratori dipendenti entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica la reiezione. Il ricorso, indirizzato al Comitato Amministratore Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, può essere: presentato agli sportelli della Sede dell'inps che ha respinto la domanda; inviato alla Sede dell'inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno; presentato ad uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge. Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili per l'esame del ricorso stesso.

5 I VERSAMENTI VOLONTARI PER I LAVORATORI AUTONOMI COSA SONO I versamenti volontari hanno lo scopo di consentire ai lavoratori che hanno cessato l'attività di aumentare il numero dei contributi utili ai fini pensionistici. I versamenti volontari devono essere autorizzati dall'inps, dietro domanda dell'interessato. Illustriamo qui di seguito le maggiori categorie di lavoratori autonomi distinguendo ARTIGIANI E COMMERCIANTI dai COLTIVATORI DIRETTI, MEZZADRI E COLONI. L'AUTORIZZAZIONE Si può ottenere quando siano stati versati: - 5 anni di contributi effettivi riferiti a qualunque epoca; - 3 anni di contributi nei cinque anni precedenti la domanda di autorizzazione per ARTIGIANI E COMMERCIANTI contributi giornalieri per gli uomini e 186 contributi per le donne e i giovani nei cinque anni precedenti la domanda di autorizzazione per COLTIVATORI DIRETTI, MEZZADRI E COLONI. - 1 anno di contributi nel quinquennio precedente la domanda per chi versa il contributo del 10% o 13% (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza cassa di categoria). ATTENZIONE: Il requisito contributivo per il rilascio dell'autorizzazione ai versamenti volontari può essere perfezionato anche mediante il cumulo dei contributi versati in diverse gestioni. L'autorizzazione non può essere concessa quando alla data della domanda l'interessato: 1) svolge attività come lavoratore dipendente, iscritto all'inps o ad altre forme di previdenza obbligatoria (Stato, Inpdai, ecc.) o è titolare di pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità) a carico del Fondo lavoratori dipendenti o delle altre forme di previdenza. 2) svolge attività come lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, coltivatore diretto, colono, mezzadro) i scritto all'inps o libero professionista iscritto all'apposita Cassa di previdenza (ingegneri, avvocati, medici, ragionieri, ecc.) oppure è titolare di pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità) a carico delle predette gestioni o Casse di previdenza. Nelle attività di lavoro autonomo rientrano anche quelle che comportano l'obbligo assicurativo del 10% o del 13% (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza Cassa di categoria). ATTENZIONE: possono proseguire a versare i contributi volontari presso altre forme di previdenza obbligatoria i lavoratori iscritti alla gestione separata del 10% (i cosiddetti lavori parasubordinati) solo nel caso in cui l'autorizzazione volontaria sia antecedente alla data di inizio dell'obbligo assicurativo della gestione speciale ( o ). LA DOMANDA La domanda di autorizzazione ai versamenti volontari va presentata alla propria Sede INPS su un apposito modulo. Al modulo va allegata la documentazione richiesta e, in particolare per ARTIGIANI E COMMERCIANTI: - certificato di cancellazione dagli elenchi di categoria o dichiarazione sostitutiva; - copia delle ricevute dei versamenti effettuati nell'anno immediatamente precedente a quello della domanda.

6 Invece per i COLTIVATORI DIRETTI MEZZADRI E COLONI: - certificato di cancellazione dagli elenchi rilasciato dall'inps (ex SCAU) con l'indicazione della fascia di reddito assegnata al titolare dell'azienda. Per la presentazione delle domande, gli interessati possono anche rivolgersi agli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge, che offrono assistenza gratuita ai lavoratori. Nel caso in cui l'interessato presenta domanda di pensione, ed essa viene respinta dall'inps, la domanda stessa viene automaticamente esaminata come domanda di autorizzazione ai versamenti volontari. QUANDO SI PAGANO Entro il trimestre successivo a quello cui i contributi si riferiscono. Le scadenze di pagamento sono le seguenti: - 30 giugno (trimestre gennaio - marzo); - 30 settembre ( trimestre aprile - giugno); - 31 dicembre (trimestre luglio - settembre); - 31 marzo (trimestre ottobre - dicembre). PERIODI PRECEDENTI I contributi volontari possono essere versati anche per i 6 mesi precedenti la data di presentazione della domanda (purché non siano coperti da contributi obbligatori e figurativi). L'IMPORTO DEI CONTRIBUTI Artigiani e Commercianti L'importo dei contributi volontari da versare viene determinato dall'inps in base alla media del reddito di impresa dichiarato ai fini IRPEF negli ultimi trentasei mesi di contribuzione (tre anni). Coltivatori diretti Coloni e Mezzadri L'importo dei contributi volontari da versare viene determinato dall'inps in base alla media settimanale dei redditi degli ultimi tre anni (ossia delle ultime 156 settimane) di lavoro. QUANTO COSTANO I contributi che sono mensili per artigiani e commercianti - sono calcolati su fasce di reddito stabilite ogni anno dalla legge alle quali si applicano le aliquote contributive che sono del 16,40% e 13,40% per artigiani e per collaboratori di età inferiore a 21 anni e del 16,70% e 13,70% per i commercianti e per i collaboratori di età inferiore a 21 anni. Per i coltivatori diretti mezzadri e coloni i contributi sono settimanali e sono calcolati su classi di reddito settimanali stabilite ogni anno dalla legge. Si riportano tre distinte tabelle con i valori mensili per ARTIGIANI e COMMERCIANTI; con i valori settimanali per COLTIVATORI DIRETTI, MEZZADRI e COLONI.

7 IMPORTO CONTRIBUTI MENSILI PER GLI ARTIGIANI (dal 1 gennaio 200) CLASSI DI REDDITO TITOLARI DI AZIENDA O FAMILIARI COLLABORATORI CON PIU' DI 21 ANNI FAMILIARI COLLABOR. DI ETA' FINO A 21 ANNI Fino a ,32 da a ,75 Da a ,57 da a a ,44 da a ,23 da a ,06 Da a ,88 Oltre ,29 139,54 162,01 206,92 251,85 296,76 341,69 386,60 409,05 IMPORTO CONTRIBUTI MENSILI PER I COMMERCIANTI (dal 1 gennaio 2002) CLASSI DI REDDITO Fino a da a Da a da a a da a da a Da a Oltre TITOLARI DI AZIENDA O FAMILIARI COLLABORATORI CON PIU' DI 21 ANNI FAMILIARI COLLABOR. DI ETA' FINO A 21 ANNI 174,32 143,54 202,39 166,66 258,50 212,86 314,63 259,07 370,74 305,27 426,86 351,49 482,97 397,69 511,02 420,78

8 IMPORTO CONTRIBUTI SETTIMANALI PER I COLTIVATORI DIRETTI MEZZADRI E COLONI (dal 1 gennaio 2002) CLASSE DI REDDITO SETTIMANALE Fino a 175,59 Oltre 175,59 fino a 234,12 Oltre 234,12 fino a 292,65 Oltre 292,65 IMPORTO DEL CONTRIBUTO SETTIMANALE 36,34 42,13 53,72 65,31 * L'importo del contributo minimo settimanale non può essere al di sotto del minimo stabilito ogni anno dalla legge. La retribuzione minima sulla quale si applica l'aliquota contributiva - al fine di determinare l'importo dei contributi volontari da versare - è per il 2002 pari a 157,08 Se l'interessato è stato autorizzato con decorrenza anteriore al l'importo del contributo settimanale minimo, al di sotto del quale non si può scendere, per il 2002 è pari a 43,31; se invece è stato autorizzato con decorrenza successiva al l'importo del contributo settimanale minimo è pari a 45,67 Per i capitoli: Se si versa di meno - Se si versa di più - Se si versa in ritardo - Come si versa - valgono le regole illustrate per il testo precedente "I versamenti volontari per i lavoratori dipendenti". IL RICORSO Se la domanda di autorizzazione ai versamenti volontari viene respinta l'interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato Amministratore dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani o degli esercenti attività commerciali, o se trattasi di coltivatori diretti mezzadri e coloni al Comitato Amministratore della Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica la reiezione. Il ricorso, indirizzato ai suddetti Comitati, può essere: presentato agli sportelli della Sede dell'inps che ha respinto la domanda; inviato alla Sede dell'inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno; presentato all'inps tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge. Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili per l'accoglimento del ricorso stesso.

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