ISOTOPI LA SICUREZZA NON VA VISTA COME UN IMPEDIMENTO A SVOLGERE LA PROPRIA ATTIVITA, MA DIVENTA PARTE INTEGRANTE DELL ATTIVITA STESSA

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1 LA SCUREZZA NON VA VSTA COME UN MPEDMENTO A SVOLGERE LA PROPRA ATTVTA, MA DVENTA PARTE NTEGRANTE DELL ATTVTA STESSA Dott.ssa Benedetta Persechino - SPESL - DML 1895 SCOPERTA DE RAGG X RADOATTVTA PROPRETA CHE HANNO GL ATOM D ALCUN ELEMENT D EMETTERE SPONTANEAMENTE Konrad Röntgen 1896 SCOPERTA DELLA RADOATTVTÀ NATURALE DELL URANO Henry Becquerel 1898 SCOPERTA DELLE PROPRETÀ RADOATTVE DEL POLONO E DEL RADO Coniugi Curie RADAZON CON CAPACTA D PRODURRE ON PER AZONE DRETTA O NDRETTA β γ RADAZON ONZZANT α neutroni Raggi X SOTOP Elementi con uguale numero atomico (= numero protoni) ma con differente numero di massa ( numero di neutroni) SOTOP DELL DROGENO 1 H (drogeno) (0 neutroni + 1 protone) 2 H (Deuterio) (1 neutrone + 1 protone) 3 H (Tritio) (2 neutroni + 1 protone) Alcuni SOTOP NATURAL e quasi tutti gli SOTOP ARTFCAL hanno nuclei instabili cioè posseggono un eccesso di energia SOTOP RADOATTV o RADOSOTOP o RADONUCLD L eccesso di energia viene liberata sottoforma di particelle e/o di radiazioni elettromagnetiche con un processo detto DECADMENTO o DSNTEGRAZONE SOTOP DELLO ODO 131 (78 neutroni + 53 protoni) 125 (72 neutroni + 53 protoni) l decadimento può completarsi in tempi assai brevi o molto lunghi. La misura di tale tempo è detta TEMPO D DMEZZAMENTO o TEMPO D VTA MEDA cioè il tempo alla fine del quale la metà degli atomi radioattivi inizialmente presenti ha subito una trasformazione spontanea 1

2 TEMP D DMEZZAMENTO Radioisotopo artificiale odio-131: 8 giorni Radioisotopo artificiale Tecnezio-99: 6 ore Radioisotopo naturale Potassio-40: 1,3 miliardi di anni Dopo 10 tempi di dimezzamento la radioattività di un isotopo è 1000 volte minore di quella iniziale Particelle alfa: penetrazione molto limitata nell aria. Un semplice foglio di carta è sufficiente per fermarle Particelle beta: penetrazione limitata. Percorrono qualche metro nell aria. Un foglio di alluminio di alcuni mm è sufficiente ad arrestarle Raggi X o gamma: penetrazione molto elevata.. n funzione dell energia possono arrivare a centinaia di metri nell aria. Alcuni cm di piombo permettono di schermarle SORGENT di RADAZON ONZZANT AMBT D MPEGO D RADOSOTOP Macchine radiogene SORGENTE SGLLATA Acceleratori Sostanze radioattive SORGENTE NON SGLLATA Ambito industriale Ambito medico Ambito ricerca scientifica mpiego principale nei CONTROLL NON DSTRUTTV attuati mediante radiografie a raggi gamma prodotti da una sorgente di Cobalto-60 mpiego nella sterilizzazione mediante raggi gamma per strumentazioni e materiali medico-chirurgici mpiego come TRACCANT e MARCATOR Sorgente formata da materie radioattive solitamente incorporate in materie solide e di fatto inattive o sigillate in un involucro inattivo che presenti resistenza sufficiente per evitare, in condizioni normali di impiego, dispersione di materie radioattive superiori ai valori stabiliti dalle norme di buona tecnica applicabili Qualsiasi sorgente che non corrisponda alle caratteristiche o ai requisiti della sorgente sigillata Ricerca biomedica Diagnostica di laboratorio mpiego come MARCATOR di precursori metabolici, proteine e altre macromolecole mediante trizio, fosforo-32 o carbonio-14. Routinaria è la marcatura degli acidi nucleici con fosforo-32. Utilizzato è il cromo-57 per gli studi di integrità della membrana cellulare in seguito a fenomeni di necrosi e/o citotossicità Diffuso utilizzo di trizio e iodio-125 nelle metodiche RA SOSTANZE RADOATTVE NE LABORATOR l loro impiego spesso costituisce un mezzo NECESSARO ed NSOSTTUBLE per conseguire alcune finalità di ricerca scientifica QUND i radioisotopi utilizzati rappresentano, in diversa misura ed in funzione delle metodiche d impiego, una SORGENTE di RSCHO da radiazioni ionizzanti per il personale e per la popolazione SOSTANZE RADOATTVE NE LABORATOR Sulla base della normativa di radioprotezione, i laboratori dove si utilizzano sostanze radioattive sono classificati e sorvegliati da ESPERT QUALFCAT i lavoratori classificati esposti sono soggetti a sorveglianza sanitaria, a seconda della categoria, da parte del MEDCO COMPETENTE MEDCO AUTORZZATO 2

3 SOSTANZE RADOATTVE NE LABORATOR SOSTANZE RADOATTVE NE LABORATOR i laboratori dove e autorizzato l uso di radioisotopi sono realizzati in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente TECNC ADOZONE di ACCORGMENT GESTONAL ACCORGMENT TECNC ADEMPMENT SANTAR + RSPETTO di PROCEDURE NON SUFFCENT DA SOL A MANTENERE QUALSAS ESPOSZONE AL LVELLO PU BASSO RAGONEVOLMENTE OTTENBLE al fine di: minimizzare le dosi di R.. assorbibili dagli operatori rendere remota o trascurabile la contaminazione all esterno che possa implicare rischi per altri lavoratori e per la popolazione REALZZAZONE D EFFCACE ATTVTA D PREVENZONE SEGNALETCA D SCUREZZA LA NORMATVA D RADOPROTEZONE MPONE L ADOZONE D OPPORTUNA SEGNALETCA DECRETO LEGSLATVO N. 230/1995 DECRETO LEGSLATVO N. 241/2000 PRNCPO della GUSTFCAZONE dell ATTVTA PRNCPO della OTTMZZAZONE della PROTEZONE PRNCPO della LMTAZONE della DOSE NDVDUALE Le attività che comportano rischi di esposizione alle radiazioni ionizzanti devono essere preventivamente giustificate e periodicamente riconsiderate alla luce dei benefici che da esse derivano Le esposizioni alle radiazioni ionizzanti devono essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile, tenuto conto dei fattori economici e sociali La somma delle dosi ricevute non deve superare i limiti prescritti D. Lgs 230/1995 D. Lgs 241/2000 LAVORATORE ESPOSTO LAVORATORE ESPOSTO CATEGORA A LAVORATORE ESPOSTO CATEGORA B Lavoratore esposto non classificato in categoria A Chiunque sia suscettibile, durante l attività lavorativa, di una esposizione alle radiazioni ionizzanti superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico (1 msv; 15mSv cristallino; 50mSv pelle) suscettibile di un esposizione superiore in un anno solare a uno dei seguenti valori: 6 msv di dose efficace i tre decimi di uno qualsiasi dei limiti di dose equivalente: per il cristallino (150 msv/anno solare) per pelle, mani, avambracci, piedi e caviglie (500 msv/anno solare) Lavoratori che non sono suscettibili ad una esposizione alle radiazioni ionizzanti superiore a detti limiti LAVORATORE NON ESPOSTO 3

4 D. Lgs 230/1995 D. Lgs 241/2000 ZONA CONTROLLATA ambiente di lavoro in cui puo essere superato in un anno solare uno dei pertinenti limiti fissati per le persone del pubblico e che non e zona controllata La normativa prescrive al datore di lavoro di classificare e segnalare gli ambienti in cui è presente il rischio da esposizione alle radiazioni ionizzanti e regolamentarne l accesso ambiente di lavoro in cui sussistono per i lavoratori in essa operanti le condizioni per la classificazione di lavoratori esposti di classe A ZONA SORVEGLATA D. Lgs 230/ D. Lgs 241/2000 La normativa prescrive che i datori di lavoro esercenti attività comportanti la classificazione degli ambienti di lavoro in una o più zone controllate o sorvegliate oppure la classificazione degli addetti interessati come lavoratori esposti, assicurino la SORVEGLANZA FSCA per mezzo di ESPERT QUALFCAT iscritti in elenchi nominativi presso l spettorato Medico Centrale del Lavoro SORVEGLANZA MEDCA SORVEGLANZA FSCA datori di lavoro esercenti attività comportanti la classificazione degli addetti interessati come lavoratori esposti, devono assicurare la SORVEGLANZA MEDCA per mezzo di MEDC AUTORZZAT iscritti in elenchi nominativi presso l spettorato Medico Centrale del Lavoro, nel caso di lavoratori esposti di categoria A e per mezzo di MEDC AUTORZZAT o MEDC COMPETENT per i lavoratori esposti di categoria B CATENA D EVENT CHE PORTA ALLA LESONE DA RAGG Assorbimento di energia s NTERAZON NZAL s STADO FSCO-CHMCO 10-6 s-ore DANNO CHMCO min-ore DANNO BOMOLECOLARE RADAZON NDRETTAMENTE ONZZANT Raggi x,raggi γ, neutroni RADAZON DRETTAMENTE ONZZANT Elettroni,protoni,particelle α DEPOSTO D ENERGA COME ONZZAZON DELLA STRUTTURA PRMARA DEL PERCORSO RADCAL LBER, MOLECOLE ECCTATE PER L EQULBRO CHMCO PROTENE, ACD NUCLEC, etc p + O H OH H Danno indiretto Danno diretto Rottura di un doppio filamento Cancellazione di una base ore-giorni EFFETT BOLOGC PRECOC anni-secolieffett BOLOGC TARDV MORTE CELLULARE, MORTE ANMALE NDUZONE D NEOPLASE, EFFETT GENETC Legame trasversale L UOMO PUÒ ESSERE ESPOSTO ALLA RADOATTVTÀ N DUE MOD RRADAZONE RSCH NELL USO D MATERALE RADOATTVO CONTAMNAZONE ESTERNA ESPOSZONE NTERNA quando la sorgente radioattiva si trova all interno dell organismo a causa di inalazione e/o ingestione o per introduzione attraverso una ferita ESPOSZONE ESTERNA quando l individuo si trova sulla traiettoria delle radiazioni emesse da una sorgente radioattiva situata all esterno dell organismo CONTAMNAZONE RRADAZONE ESTERNA RRADAZONE NTERNA PERFUSONE CUTANEA NGESTONE NALAZONE PELLE FERTE CONTAMNAZONE NTERNA 4

5 EFFETT DELLE RADAZON ONZZANT SOMATC ndividuo irradiato STOCASTC probabilistici/casuali statistici/differiti NON STOCASTC graduati/deterministici/ non casuali EFFETT MMEDAT EFFETT PATOLOGC Per comodità di esposizione, possono essere raggruppati in 4 classi di differenti caratteristiche cliniche e di diverso significato sanitario generale EFFETT TARDV Sull individuo irradiato Sull individuo irradiato MUTAZON GENCHE EFFETT EREDTAR Sulla progenie dell individuo irradiato STOCASTC GENETC EFFETT Sulla prima generazione dell individuo irradiato ABERRAZON CROMOSOMCHE Progenie EFFETT SOMATC manifesti nello stesso individuo irradiato EFFETT EREDTAR colpiscono i discendenti dell individuo irradiato SENSBLTÀ dei DVERS TESSUT o LNEE CELLULAR EFFETT DETERMNSTC o EFFETT MMEDAT LEGGE di BERGONE e TRBONDEAU la radiosensibilità di un tessuto è direttamente proporzionale all'attività mitotica e inversamente proporzionale al grado di differenziazione delle sue cellule ORGANO/TESSUTO CELLULE SENSBLTA Linfoghiandole milza timo Linfociti Sono quelli che, al di sopra di un certo valore di dose, si manifestano indistintamente in tutti coloro che sono stati irradiati entro un tempo di solito assai breve (non più di qualche giorno o qualche settimana) e per cui la gravità dei danni aumenta con l aumentare della dose Testicolo Ovaio Midollo osseo ntestino tenue Cute Annessi cutanei Occhio Vasi Osso in accrescimento Fegato, rene, polmone Sistema nervoso Muscolatura Connettivo Scheletro Spermatogoni Cellule uovo follicoli immaturi Eritroblasti, mielociti, mieloblasti, megacariociti, Cellule epiteliali Cellule strato germinativo Cellule follicolo pilifero, Ghiandole sebacee,sudoripare Epitelio del cristallino Endoteli Cellule cartilaginee, osteoblasti Epatociti, endoteli alveolari Cellule nervose Cellule muscolari Cellule connettivali osteociti ELEVATA MEDA SCARSA EFFETT STOCASTC o EFFETT A LUNGO TERMNE L esposizione a dosi più o meno elevate di radiazioni ionizzanti può provocare cancro o leucemia. n questi casi si parla di PROBABLTÀ D ACCADMENTO che cresce o diminuisce a seconda dell entità più o meno rilevante della dose assorbita. La stima di tale probabilità è ricavata dai dati sperimentali delle conseguenze dell esposizione alle radiazioni su persone o gruppi di persone: giapponesi sopravvissuti alle esplosioni nucleari lavoratori e popolazioni limitrofe esposti alle conseguenze di incidenti in installazioni nucleari DANN DETERMNSTC FREQUENZA e GRAVTA VARANO CON LA DOSE DOSE SOGLA NDVDUABLE RADODERMTE CATARATTA STERLTA SNDROME ACUTA DA RAGG DANN STOCASTC SOMATC e GENETC PROBABLTA D ACCADMENTO PROPORZONALE ALLA DOSE NON ESSTE UNA DOSE SOGLA DSTRBUZONE CASUALE COMPARSA DOPO ANN LEUCEME TUMOR MALATTE EREDTARE NELLA PROGENE 5

6 DEFNZONE D RFUTO RADOATTVO D.Lgs 230/1995 modificato dall art. 4 c. 3 lett. i) del D.Lgs 241/2000 qualsiasi materia radioattiva ancorché contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, di cui non è previsto il riciclo o la riutilizzazione QUND Per RFUTO RADOATTVO si intende il materiale utilizzato nell impiego pacifico dell energia nucleare, contenente sostanze radioattive, per il quale non è previsto il riutilizzo Per classificare i rifiuti radioattivi possono essere presi in considerazione vari parametri: contenuto in radionuclidi origine stato fisico tipo di radiazione emessa tempo di dimezzamento dei radionuclidi presenti radiotossicità dei radionuclidi presenti attività specifica PRNCP FONDAMENTAL nella GESTONE DE RFUT RADOATTV PROTEZONE SANTARA DELLE POPOLAZON PRESERVAZONE DELL AMBENTE tenuto conto anche dell impatto sulle generazioni future PROTEZONE SANTARA DE LAVORATOR ACQUA PERCOLOSTA DE RFUT RADOATTV CBO ARA UOMO STATO SOLDO STATO LQUDO STATO GASSOSO RADAZONE ALFA RADAZONE BETA RADAZONE GAMMA RFUT RADOATTV prodotti nell impiego pacifico dell energia nucleare si presentano sotto varie forme ed il loro contenuto di attività può variare entro limiti molto estesi. Le radiazioni emesse sono di natura diversa e di diversa energia così come diversi sono i tempi di dimezzamento. DA TAL DVERSTÀ DSCENDE LA NECESSTÀ D UNA GESTONE DFFERENZATA DE RFUT STESS GESTONE DE RFUT RADOATTV La gestione dei rifiuti radioattivi comprende tutte le attività che riguardano la manipolazione, la raccolta, il trattamento, il condizionamento, il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi stessi. SMALTMENTO DEFNTVO TRASPORTO TRATTAMENTO CONDZONAMENTO STOCCAGGO TEMPORANEO CERNTA RACCOLTA Tali attività vengono effettuate nel rispetto dei principi fondamentali universalmente accettati, allo scopo di perseguire l obiettivo finale della loro messa in sicurezza. 6

7 ORGNE DE RFUT RADOATTV Tutte le attività in cui sono utilizzati o manipolati materiali radioattivi generano rifiuti radioattivi che possono essere distinti per le diverse concentrazioni di radioattività: RFUT A BASSA ATTVTA FONT D PRODUZONE NSTALLAZON NUCLEAR RFUT A BASSA ATTVTA RFUT A MEDA ATTVTA RFUT AD ALTA ATTVTA CARTA NDUMENT GUANT STRACC SOVRASCARPE FLTR LQUD (soluzioni acquose o organiche) OSPEDAL NDUSTRA LABORATOR D RCERCA RFUT A MEDA ATTVTA FONT D PRODUZONE CENTRAL NUCLEAR RFUT AD ALTA ATTVTA FONT D PRODUZONE MPANT D RPROCESSAMENTO SCART D LAVORAZONE ROTTAM METALLC MPANT D FABBRCAZONE DEL COMBUSTBLE A OSSD MST COMBUSTBLE NUCLEARE RRAGGATO tal quale REATTOR NUCLEAR FANGH RESNE ESAURTE CENTR D RCERCA SCORE PRMARE del RPROCESSAMENTO MODALTA COMPORTAMENTAL Va richiesto il parere dell Esperto Qualificato prima di effettuare attività nuove e/o diverse da quelle già autorizzate, ivi compreso l acquisto di apparecchiature radiogene o nuovi radioisotopi Va comunicato all Esperto Qualificato ogni cessata detenzione definitiva di materie radioattive e/o apparecchiature radiogene generatori di radiazioni ionizzanti e/o il materiale radioattivo compresi i rifiuti, devono essere detenuti ed utilizzati solo nei locali appositi il cui accesso è regolamentato ed limitato; detti locali devono essere classificati dall Esperto Qualificato Qualsiasi variazione riguardante il personale che accede al laboratorio e le attività svolte al fine di garantire il rispetto dei limiti delle attività consentite Va rispettato il limite massimo autorizzato di detenzione di materiale radioattivo, compresi i rifiuti, per ogni laboratorio 7

8 L PERSONALE DEVE ATTENERS ALLE SEGUENT DSPOSZON mantenere la massima distanza ragionevolmente consentita dalla sorgente radioattiva non modificare in alcun modo le condizioni di lavoro e/o la disposizione degli apparecchi senza l autorizzazione del responsabile del laboratorio utilizzare in modo corretto e con cura gli schermi, i dispositivi di sicurezza, gli indumenti protettivi ed i dosimetri personali e obbligatorio indossare il camice e le calzature di lavoro, ove richiesto; al termine del lavoro, se non contaminati, vanno riposti nell apposito armadietto per la manipolazione di sostanze radioattive non sigillate, utilizzare guanti di lattice o simili, mascherine ed occhiali L PERSONALE DEVE ATTENERS ALLE SEGUENT DSPOSZON prima di uscire dal laboratorio occorre liberarsi dei guanti e di ogni altro eventuale DP segnalare immediatamente qualsiasi malfunzionamento o deterioramento di tali mezzi nonche altre condizioni di pericolo al responsabile non lasciare incustodite e non segnalate le sorgenti radioattive detenere in modo sicuro le sorgenti radioattive sigillate e non sigillate, compresi i rifiuti, dopo adeguata etichettatura in luoghi appositamente destinati, segnalati da idonei contrassegni ed inaccessibili alle persone non autorizzate etichettare tutti i contenitori che contengono materiale radioattivo riportando l indicazione di pericolo di radiazione, il tipo di radionuclide, l attivita e la data in cui tale attivita e presente L PERSONALE DEVE ATTENERS ALLE SEGUENT DSPOSZON svolgere tutte le manipolazioni di sostanze radioattive in aree ben definite, delimitate e segnalate adottando tutte le precauzioni per contenere al massimo la dispersione di materiale liquidi, gas o polveri non conservare nei depositi anche se per breve tempo, effetti personali, generi commestibili e materiale infiammabile nei laboratori non fumare, non assumere cibo e bevande e non applicare cosmetici non pipettare mai con la bocca liquidi contenenti sostanze radioattive di qualsiasi tipo o quantita mantenere ordinato e pulito il piano di lavoro e la zona circostante è assolutamente vietato esportare dai laboratori sostanze radiomarcate e campioni trattati con esse L PERSONALE DEVE ATTENERS ALLE SEGUENT DSPOSZON evitare di lavorare con tagli o abrasioni non protette sulle mani ed avambracci e obbligatorio sottoporsi ai controlli ed alle visite mediche preventive, periodiche ed alla cessazione del rapporto di lavoro e obbligatorio lasciare gli effetti personali nell apposito armadietto tutta la strumentazione, piccola o grande ed il materiale in uso in questi laboratori devono essere adibiti esclusivamente per la manipolazione di sostanze radiomarcate prima di uscire dai laboratori, controllare, mediante lettore mani-piedi, un eventuale contaminazione della propria persona in caso di contaminazione della propria persona, spogliarsi dei vestiti e fare una doccia, dopodiche ricontrollarsi e avvisare dell accaduto il responsabile L PERSONALE DEVE ATTENERS ALLE SEGUENT DSPOSZON tutti gli scarti prodotti vanno eliminati negli appositi bidoni in uso, distinti, non solo in base al tipo di radioisotopo, ma anche al tipo di scarto (solido/liquido) i suddetti bidoni vanno tenuti chiusi ed ogni volta occorre registrare in termini di radioattivita lo scarto effettuato all apertura di un nuovo bidone bisogna registrare la data di apertura (su apposito modulo allegato al bidone). Quando il bidone deve essere chiuso, per saturata capacita, e necessario contattare il responsabile che provvedera allo stoccaggio ed alla registrazione dello stesso. in caso di contaminazione degli arredi dei laboratori, dei pavimenti o altro, provvedere immediatamente alla pulizia mediante detergente decontaminante e riferire l accaduto al responsabile in modo che possa provvedere al controllo dell avvenuta decontaminazione ACCADMENT di EVENT ANOMAL ncidente a centrale nucleare europea ncidente a centrale nucleare in via di dismissione, in talia Spargimento diffuso volontario ed intenzionale, in ambiente aperto o confinato, di sostanze radioattive SOSTANZE volontariamente sottratte ad un CENTRO D RCERCA, ad esempio RSCHO CONTENUTO EMERGENZA RADOLOGCA/ NUCLEARE ACQUA RETE DRCA CRS D PANCO REAZON NCONTROLLATE 8

9 Rigido e rigoroso controllo sui kit radioattivi presenti nei laboratori Verifica del rispetto e dell efficacia delle procedure di prelievo e di utilizzo delle sorgenti radioattive Rispetto rigoroso della catalogazione di ogni singola partita commerciale di radioisotopi acquistata Possibilità di accedere alle sorgenti solo ed esclusivamente da parte di personale,numericamente il più ridotto possibile, all uopo autorizzato Stoccaggio delle sorgenti solo ed esclusivamente all interno di armadi e contenitori blindati con accesso a chiave o a codice Registrazione, su modulistica predefinita,riportante la firma dell operatore, di ogni singola operazione connessa all accesso alle sorgenti di radioisotopi ed alla loro manipolazione S T R A T E G E d i R D U Z O N E D E L R S C H O Dott.ssa Benedetta Persechino - SPESL - DML RADAZON NON ONZZANT N..R.= Non onizing Radiation SPETTRO ELETTROMAGNETCO Tutte quelle forme di radiazioni elettromagnetiche il cui meccanismo di interazione con gli organismi viventi è diverso da quello delle radiazioni ionizzanti Quindi le NR comprendono quella parte dello spettro elettromagnetico caratterizzato da fotoni con energie inferiori a circa 12 ev Da un punto di vista biomedico vengono inclusi nelle NR anche i campi elettrici e magnetici statici nonché la radiazione ultrasonica sebbene sia di natura meccanica e non elettromagnetica Vicino ultravioletto (UV) Visibile (VS) nfrarosso (R) R A D A Z. O T T C A Radiofrequenze (RF) Microonde (MW) Campi elettromagnetici Campo magnetico statico Le interazioni delle radiazioni elettromagnetiche con la materia non sono riconducibili ad un unico processo elementare. Diversi sono i meccanismi di interazione ed i conseguenti effetti determinati dalle radiazioni sulle strutture biologiche. MCROONDE (MW) E A RADOFREQUENZE (RF) EFFETT SANTAR ACCERTAT O POTZZAT Vanno tenuti ben distinti 3 livelli di azione con diverso significato 1 Strutture biologiche elementari risultano perturbate senza che ciò si traduca in effetto clinicamente o soggettivamente apprezzabile EFFETT TERMC EFFETT STOCASTC EFFETT NON TERMC 2 3 Effetto biologico, reversibile,in strutture superiori rispetto a quelle molecolari, evidenziabili strumentalmente o anche clinicamente o percepito dal soggetto Danno biologico manifesto sul piano clinico, che persiste per tempi lunghi o permanentemente dopo la cessazione dello stimolo; si manifesta con modificazioni morfologiche o funzionali se l effetto biologico supera i limiti di efficacia dei meccanismi di adattamento e di compenso dell organismo Caratterizzati da trasformazione in calore nei tessuti biologici di parte dell energia associata ad un onda elettromagnetica Si manifestano anche per valori di potenza dissipata molto più bassi ed in genere collegati a disturbi soggettivi 9

10 RADAZON OTTCHE Ultravioletto (UV) Visibile (VS) RSCHO DA ESPOSZONE A RADAZONE ULTRAVOLETTA NE LABORATOR BOCHMC nfrarosso (R) Per un corretto inquadramento degli effetti dannosi di natura fotobiologica è importante la suddivisione dello spettro di radiazioni ottiche non coerenti o coerenti (laser) proposta dalla Commission nternational d Eclairage (CE) Ultravioletto (UV) UV-C UV-B UV-A Da sempre interagiscono con l uomo nm nm nm Visibile (VS) nm R-A R-B R-C nfrarosso (R) nm nm 3000nm-1mm STUD D FOTOCHMCA STUD D FOTOBOLOGA Attività di polimerizzazione di molecole e sintesi di prodotti chimici Metodologie diagnostiche ed analitiche Come agente sterilizzante: disinfezione dell aria di ambienti confinati, dei liquidi e nella sterilizzazione superficiale dei materiali Come mezzo per la caratterizzazione dei campioni mediante varie tecniche: spettrofotometria, visualizzazione di sostanze fluorescenti SORGENT D RADAZONE ULTRAVOLETTA NE LABORATOR SORGENT D RADAZONE ULTRAVOLETTA NE LABORATOR Area di utilizzo Chimica Genetica e Microbiologia Sorgente Girello 4 lampade fluorescenti verticali Lampada ad alta pressione di Hg Visore lastrine 254nm Transilluminatore (lampadaa fluorescenza) Transilluminatore con apparato fotografico Cappa germicida Cappa sterile CAPPA STERLE-LAMPADA GERMCDA largamente utilizzate nei laboratori installate su cappe a flusso laminare o cappe biologiche. Lo scopo è quello di sterilizzare ambienti confinati, in genere superfici. POSSBLE ESPOSZONE MAN-OCCH-VSO GRELLO CON 4 LAMPADE VERTCAL FLUORESCENT per indurre reazioni fotochimiche analitiche; l operatore si limita a predisporre nel girello il campione da utilizzare e ad accendere le lampade Biologia Lampada stabulario POSSBLE ESPOSZONE MAN-OCCH-VSO ORGAN BERSAGLO UV CORNEA CRSTALLNO OCCHO ORGAN BERSAGLO VSO CUTE MAN COLLO ERTEMA DANN A BREVE TERMNE FOTOCHERATTE DANN A BREVE TERMNE PGMENTAZONE FOTOCONGUNTVTE FORMAZONE di CELLULE CANCEROSE DANN A LUNGO TERMNE NVECCHAMENTO PRECOCE DANN A LUNGO TERMNE CATARATTA MELANOMA PTERGO CARCNOM CUTANE NON MELANOCTC 10

11 PRNCPAL MSURE D PREVENZONE E PROTEZONE CONFNAMENTO DELLE SORGENT attraverso la delimitazione delle aree dove sono impiegate e la predisposizione di segnalazioni e di idonee barriere che impediscano l accesso accidentale RDUZONE DEL TEMPO D ESPOSZONE la dose assorbita è proporzionale al tempo AUMENTO DELLA DSTANZA SORGENTE-OPERATORE i livelli di esposizione sono inversamente proporzionali al quadrato della distanza tra operatore e sorgente PROTEZONE DELL OPERATORE utilizzo di camici che coprano corpo e braccia uso di guanti ed occhiali Dott.ssa Benedetta Persechino - SPESL - DML L MPEGO D SSTEM LASER è ampiamente diffuso in ambito industriale, sanitario e di ricerca. L ATTENZONE PER LA SCUREZZA non va di pari passo con la diffusione delle apparecchiature nonostante queste possano costituire effettivamente una sorgente di rischio. LA RADAZONE LASER, per le peculiari caratteristiche di elevata collimazione del fascio può cedere una notevole quantità di energia all ostacolo intercettato lungo il proprio percorso anche se il sistema ha una potenza media SSTEM LASER N LABORATOR D RCERCA ATTVTA D TPO BOLOGCO: LASER spesso accoppiato ad ottiche di ingresso per ricerche in microscopia di tessuti biologici APPLCAZON D TPO FSCO: per ricerche di ottica o spettroscopia per le quali e necessario che il fascio libero, con eventuali sistemi di focalizzazione si propaghi sul banco ottico ATTVTA D TPO NGEGNERSTCO: l attivita di ricerca puo consistere nell assemblare sistemi prototipo anche di elevata potenza SSTEM LASER N LABORATOR D RCERCA PRNCPAL TP D LASER Applicazioni dei laser nei laboratori di ricerca (1990) CE 1381 i diversi tipi di laser si distinguono per consuetudine in base allo stato di aggregazione del materiale attivo LASER A STATO SOLDO LASER A CRSTALL E VETR UN-EN 208 Occhiali laser per allineamento (1995) UN UN-EN 207 Occhiali laser a protezione totale (1995) LASER A SEMCONDUTTOR LASER A LQUD LASER A GAS LASER AD ATOM NEUTR LASER A ON LASER AD ECCMER LASER MOLECOLAR LASER AD ELETTRON LBER 11

12 CLASSFCAZONE delle SORGENT LASER secondo NORMA CE 76-2 La grande varietà di lunghezze d onda, energie e caratteristiche d impulso dei laser e sistemi che includono laser e delle applicazioni e dei modi di impiego di tali sistemi, rendono indispensabili, ai fini della sicurezza, il loro raggruppamento in categorie o classi di pericolosità E stato introdotto un nuovo parametro chiamato LMTE di EMSSONE ACCETTABLE (LEA) che descrive i livelli di radiazione emergente da un sistema laser, la cui valutazione permette la collocazione dell apparecchio nell opportuna categoria di rischio Sono state individuate le seguenti classi: 1, 2, 3A, 3B e 4 con indice di pericolosità crescente con il numero di classe CLASSFCAZONE delle SORGENT LASER secondo NORMA CE 76-2 CLASSE 1: comprende i laser cosiddetti intrinsecamente sicuri poiché il livello di esposizione massima permesso non viene mai superato o quei sistemi laser non pericolosi grazie alla loro progettazione: involucri fissi e sicurezze intrinseche (ad esempio, sistemi che bloccano definitivamente l emissione in caso di guasto o di apertura involontaria o volontaria dell apparato. limiti di emissione accettabile per la classe 1 sono le condizioni di esposizione massima permessa più rigide e limitative per ciascuna lunghezza d onda e durata di esposizione CLASSE 2: sorgenti o sistemi che emettono radiazione nell intervallo 400 e 700 nm (cioè nel visibile) a bassa potenza CLASSFCAZONE delle SORGENT LASER secondo NORMA CE 76-2 CLASSE 3A: comprende i laser con potenze di uscita non inferiori a 5 mw CLASSE 3B: comprende i laser i cui livelli, sia per radiazione visibile che per quella non visibile, non devono superare i 500 mw RSCH COLLATERAL nel FUNZONAMENTO dei LASER Materiale bersaglio vaporizzato e prodotti provenienti da operazioni di taglio, perforatura e saldatura Gas provenienti da sistemi laser flussati a gas o da sottoprodotti di reazioni laser (bromo, cloro, acido cianidrico, etc) Gas o vapori da criogenici (azoto, idrogeno ed elio allo stato liquido) Policlorodifenili (condensatori e trasformatori) CLASSE 4: comprende i laser più potenti e più pericolosi; comprende tutti quei sistemi che superano i livelli imposti alla classe 3B. CONTAMNAZONE AMBENTALE Coloranti (ad es. cianina) e relativi solventi (ad es. dimetilsulfossido) RSCH COLLATERAL nel FUNZONAMENTO dei LASER NCENDO Esplosione (gas a pressione) Ustioni da freddo REFRGERANT CROGENC Fasci laser di energia elevata Apparati elettrici Asfissia (condensazione dell ossigeno atmosferico) ncendi Banco dei condensatori o sistema di pompaggio ottico ntossicazione ESPLOSON Reazioni esplosive di reagenti nei laser chimici o di altri gas usati nel laboratorio nterazioni con il bersaglio Condensatori di laser pulsati di potenza molto elevata RUMORE RSCH COLLATERAL nel FUNZONAMENTO dei LASER RADAZON OTTCHE COLLATERAL (non da luce laser) Banchi di condensatori per laser pulsati Radiazioni nel visibile e nell R emesse da tubi del flash, da sorgenti di pompaggio ottico e da reirradiazione emessa dai bersagli Radiazioni UV provenienti da lampade flash e da tubi di scarica dei laser in continua (ottiche al quarzo) ELETTRCTA Maggior parte dei laser ad alto voltaggio (>1KV) Emissione di raggi X da tubi elettronici con voltaggio all anodo maggiori di 5 KV RADAZON ONZZANT 12

13 MSURE D SCUREZZA, RSCH,PROCEDURE E CONTROLLO DE RSCH nei laboratori dove si usano laser di classe superiore alla CLASSE 3 A, l utilizzatore deve servirsi della consulenza specialistica del TECNCO LASER con competenze specifiche relative ai problemi di sicurezza (TSL) per la verifica del rispetto della specifica Normativa (CE 1384 G-CT-76 del CE Guida E) e per l adozione delle necessarie misure di prevenzione MSURE D SCUREZZA PROTEZONE sulla SORGENTE Cartelli di avvertimento Segnali di avvertimento Schermi protettivi Connettore di blocco a distanza posto a <5m dalla zona in cui si svolge l attività Chiave di comando per utilizzo dell apparecchio solo da parte di persone autorizzate PROTEZONE DEL FASCO LASER Assolutamente evitare le riflessioni speculari Arresto di fascio automatico in caso di radiazione eccedente i livelli prestabiliti Tragitto dei fasci su materiali con proprietà termiche e di riflessività adeguate e schermature MSURE D SCUREZZA PROTEZONE PERSONALE PROTEZONE DEGL OCCH Un protettore oculare previsto per assicurare una protezione adeguata contro le radiazioni laser specifiche deve essere utilizzato in tutte le zone pericolose dove sono in funzione Laser della classe 3 e 4 CLASSE 1 CLASSE 2 Utilizzo senza prescrizioni Evitare una visione continua del fascio diretto Non dirigere il fascio laser deliberatamente sulle persone ABBGLAMENTO PROTETTVO FORMAZONE Da prevedere nel caso il personale sia sottoposto a livelli di radiazione che superano l esposizione massima permessa per la pelle. laser di classe 4 rappresentano un potenziale pericolo di incendio e quindi l abbigliamento deve essere di materiale apposito laser di classe 3 e 4 possono rappresentare un pericolo non solo per l utilizzatore ma anche per altre persone. Quindi il personale che opera in questi ambienti avere adeguata preparazione CLASSE 3 A Evitare l uso di strumenti ottici quali binocoli Affiggere un segnale di avvertimento laser Allineamento laser tramite mezzi meccanici o elettronici Terminare il fascio laser in una zona esterna al luogo di lavoro o delimitare tale zona Fissare la quota del raggio laser molto al di sopra o al di sotto dell altezza dell occhio Evitare che il fascio laser sia diretto verso superfici riflettenti mmagazzinare il laser portatile non in uso in un luogo inaccessibile alle persone non autorizzate PROTEZONE PERSONALE PROTEZONE PERSONALE CLASSE 3B Valgono le precauzioni della classe 3 A ed inoltre: Funzionamento solo in zone controllate dagli operatori Evitare assolutamente riflessioni speculari Far terminare il fascio su un materiale atto a disperdere calore e riflessione Può causare danni ad un occhio non protetto ndossare le protezioni oculari C L A S S E 4 Causa danni all occhio tramite il fascio diretto, riflessioni speculari e diffuse. Rappresenta anche un potenziale pericolo di incendio Valgono le precauzioni della classe 3 B ed inoltre: Tragitti dei fasci protetti da un riparo Durante il funzionamento presenza solo di personale tecnico munito di protettori oculari e idonei vestiti protettivi Sarebbe preferibile il comando a distanza Preferibili bersagli metallici non piani e adeguatamente raffreddati come coni ed assorbitori Per evitare riflessioni indesiderate nella parte invisibile dello spettro per la radiazione laser situata nell infrarosso lontano, il fascio e la zona di impatto dovrebbero essere avvolte da un materiale opaco per la lunghezza d onda del laser 13

14 PRECAUZON D BASE 1 2 3A 3B 4 PROCEDURE D CONTROLLO 1 2 3A 3B 4 Nessuna precauzione aggiuntiva Classificazione Approvazione TSL per poter operare Non osservare direttamente il fascio laser Precauzioni per manutenzione ed assistenza Non utilizzare ottiche di osservazione (binocoli, microscopi, telescopi, etc) Evitare l esposizione diretta dell occhio (sia diretta che accidentale) Etichettatura Uso della minima potenza necessaria Cartelli di avvertimento Evitare l esposizione dell occhio e della pelle a radiazione diretta o diffusa:usare particolare cautela, potrebbero essere fonte di incendio Usare specifiche precauzioni luce laser non visibile (<400 e >700nm) Area controllata Protettori oculari Precauzioni per radiazione invisibile (R o UV) PROCEDURE D CONTROLLO Precauzione per i visitatori nterblocchi di sicurezza Posizionamento dei comandi Precauzioni di base sul fascio Traiettoria del fascio: contenimento Traiettoria del fascio: altezza adeguata Rischi collaterali Rischi collaterali: alta tensione Rischi collaterali: incendio 1 2 3A 3B 4 CARTELLONSTCA e SEGNALETCA Sui sistemi laser e sulle porte di accesso ai locali ove si utilizzano laser devono essere fissate: TARGHETTA D AVVERTMENTO TARGHETTA NFORMATVA CLASSE 3B RADAZONE LASER EVTARE L ESPOSZONE AL FASCO APPARECCHO LASER D CLASSE 3A Pericolo laser CLASSE 3A RADAZONE LASER NON GUARDARE L FASCO AD OCCHO NUDO NE GUARDARE DRETTAMENTE CON STRUMENT OTTC APPARECCHO LASER D CLASSE 3A CLASSE 4 RADAZONE LASER EVTARE L ESPOSZONE DELL OCCHO O DELLA PELLE ALLA RADAZONE DRETTA O DFFUSA APPARECCHO LASER D CLASSE 4 EFFETT BOLOGC DELLA RADAZONE LASER EFFETT BOLOGC DELLA RADAZONE LASER L OCCHO per la sua configurazione anatomofunzionale e per il suo comportamento ottico è l organo più vulnerabile nei confronti della luce laser e rappresenta pertanto l organo critico per eccellenza. A seconda della radiazione ottica (ultravioletto nm, visibile nm, infrarosso 760 nm-1 mm) e dell intensità di dose si possono avere diversi tipi di danno a carico di questo organo: -Danni retinici di natura fotochimica -Alterazioni retiniche caratterizzate da piccoli addensamenti di pigmento -Discromie -Effetti catarattogeni di origine fotochimica e termica -Fotocheratocongiuntivite -Ustioni corneali C R S T A L L N O R E T N A C O R N E A eventuale danno a carico della cute: eritemi, ustioni superficiali e profonde la cui gravità sarà in rapporto oltre che alla energia calorica incidente, al grado di pigmentazione, all efficienza dei fenomeni locali di termoregolazione, alla capacità di penetrazione nei vari strati OCCHO 14

15 Uso di Attrezzature munite di VDEOTERMNAL Titolo V - D.Lgs 81/2008 Dott.ssa Benedetta Persechino - SPESL - DML TTOLO X Disposizioni in materia penale e di procedura penale TTOLO X Protezione da atmosfere esplosive TTOLO X Esposizioni ad agenti biologici TTOLO X Sostanze pericolose D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 TTOLO X Norme transitorie e finali TTOLO V Agenti fisici TTOLO Principi comuni D.Lgs. 81/08 TTOLO Luoghi di lavoro TTOLO Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale TTOLO V Cantieri temporanei o mobili TTOLO V Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro TTOLO V Movimentazione manuale TTOLO V dei carichi Attrezzature munite di videoterminali L VDEOTERMNALE l VDT è uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato ANALZZARE posti di lavoro muniti di videoterminali, con particolare riguardo ai rischi per la vista e per gli occhi, ai problemi legati all affaticamento, alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. ADOTTARE Prescinde dalla tecnologia adottata per la visualizzazione dei dati (schermi a tubi catodici o a cristalli liquidi) per ovviare ai rischi riscontrati, misure appropriate, tenendo conto della combinazione di incidenza di tali rischi. NFORMAZONE NFORMAZONE TRASMSSONE D CONTENUT STRUTTURAT N MODO ORGANCO EFFETTUATA TRAMTE MEZZ D COMUNCAZONE CHE POSSONO ESSERE D NATURA DVERSA su tutto ciò che riguarda la salute e la sicurezza in relazione al posto di lavoro e sulle misure applicabili per ridurre eventuali rischi FORMAZONE NOZON D BASE E SPECFCHE TECNCHE PRATCA LAVORATVA ADDESTRAMENTO ATTEGGAMENT SENSBLZZAZONE A PROBLEM SPECFC TESTMONANZE COMPORTAMENT su tutte le modalità corrette per lo svolgimento del proprio compito FORMAZONE COMBNAZONE D FATTOR CHE PORTANO L NDVDUO A DARE FORMA ALLA SUA AZONE 15

16 CAMPO D APPLCAZONE Altri lavoratori, invece, non sono considerati operatori al VDT pur utilizzando strumenti di visualizzazione dei dati. D.Lgs 81/08 Art. 173 c. 1 lett. c) Lavoratore colui che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale, in modo sistematico o abituale, per 20 ore settimanali D.Lgs 81/08 Art. 176 Sorveglianza sanitaria non esistono differenze tra videoterminali che visualizzano caratteri di testo e quelli che permettono anche la visualizzazione di immagini. PER LE ATTREZZATURE MUNTE D VDT n presenza di un utilizzo uguale o superiore di 20 ORE settimanali. L DATORE D LAVORO DEVE VALUTARE RSCH: CONDZON ERGONOMCHE E D LLUMNAZONE POSTAZONE D LAVORO Per valutare i requisiti minimi di sicurezza devono essere considerati: VSTA POSTURA PANO D LAVORO TASTERA SEDLE D LAVORO SCHERMO LLUMNAZONE SPAZO POSTAZONE D LAVORO LA POSZONE DELL OPERATORE LA DSPOSZONE DEL VDEOTERMNALE SUL PANO D LAVORO PER EVTARE DSTURB ALLA VSTA È MPORTANTE: LA POSZONE DEL VDT RSPETTO ALLE FONT D LUCE POSTAZONE D LAVORO CARATTERSTCHE DELLO SCHERMO LO SCHERMO DEVE ESSERE ORENTABLE E NCLNABLE LBERAMENTE E FACLMENTE PER ADEGUARS ALLE ESGENZE DELL UTLZZATORE. 16

17 NCLNAZONE POSTAZONE D LAVORO DSPOSZONE DEL VDT SUL PANO D LAVORO POSTAZONE D LAVORO NCLNAZONE inclinazione in AVANT dello schermo: TENER CONTO DE SEGUENT ASPETT il bordo dello schermo protegge dai raggi luminosi provenienti dall alto. DSTANZA VSVA ALTEZZA inclinazione NDETRO dello schermo: l inclinazione ideale forma un angolo retto con la direzione principale dello sguardo. POSTAZONE D LAVORO DSTANZA La distanza che garantisce una visione ottimale di quanto rappresentato sullo schermo corrisponde a circa 50/70 cm.. POSTAZONE D LAVORO ALTEZZA L altezza dello schermo è corretta quando lo sguardo dell operatore segue una linea orizzontale rispetto al bordo superiore dello schermo. Dal punto di vista ergonomico, è considerata vantaggiosa una tastiera piatta dotata di piedini che permettano una leggera inclinazione POSTAZONE D LAVORO LA TASTERA La tastiera utilizzata deve essere dissociata dallo schermo per consentire una posizione confortevole e tale da non provocare l affaticamento delle braccia e delle mani. toni di colore più adeguati sono quelli neutri, di media colorazione, quali il grigio chiaro ed opaco, con i simboli sui tasti di colore nero. POSTAZONE D LAVORO RSCHO ELETTRCO nserire le spine impugnando l involucro esterno delle stesse e non il cavo. Evitare l utilizzo di prese multiple, prese volanti, i riduttori e le cosiddette ciabatte. E consigliabile l uso di ciabatte dotate di limitatori di corrente (fusibili) 17

18 POSZONE D LAVORO disturbi muscolo-scheletrici dipendono dalla postura assunta durante il lavoro. Tale postura dipende dai seguenti fattori: NON ESSTE ALCUN PERCOLO DA RADAZON PER LA SALUTE D CH LAVORA CON VDT. PANO D LAVORO SEDLE POSZONE DEL CORPO POSZONE D LAVORO PANO D LAVORO È impossibile dare un valore definito all altezza del piano di lavoro in quanto ognuno di noi presenta diverse caratteristiche morfologiche. LA POSTAZONE AL VDT PREVEDE UN PANO D LAVORO LA CU ALTEZZA È FSSA CON L USO D SEDA REGOLABLE N ALTEZZA. Le dimensioni del piano di lavoro devono essere tali da permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio. allegato XXXV PANO D LAVORO l piano di lavoro deve avere indicativamente un altezza compresa tra 70 e 80 cm Lo spazio sotto il piano di lavoro deve poter consentire il movimento delle gambe, nonché l ingresso del sedile e dei braccioli se presenti Allegato XXXV SEDLE D LAVORO l sedile più idoneo allo svolgimento dell attività al videoterminale è quello che consente all utilizzatore una certa libertà di movimento ed una posizione comoda. TECNOLOGA D USO CORRENTE l sedile deve avere un altezza regolabile (indicativamente 38 e 55 cm, in modo da consentire di mantenere le gambe a 90 ed i piedi ben poggiati sul pavimento) Lo schienale deve essere regolabile in altezza ed in inclinazione. TECNOLOGA MODERNA 18

19 Digitando con gli avambracci appoggiati al tavolo ed introducendo periodi di riposo muscolare, possiamo evitare problemi di eccessivo affaticamento alle varie parti del corpo. POSZONE DEL CORPO La schiena non è l unica parte del nostro corpo a soffrire a causa di una postura sbagliata. L affaticamento muscolare o le infiammazioni tendinee possono colpire il collo, le spalle, le braccia e le mani. L attività al VDT non costituisce un rischio per la salute dell operatore. Per prevenire disturbi muscolo-scheletrici è fondamentale assumere una posizione corretta. POSZONE DEL CORPO noltre occorre cambiare spesso posizione, in modo da rilassare la muscolatura dorsale e addominale. Ma tale attività deve essere svolta in condizioni adeguate ed assumendo posizioni corrette. LLUMNAZONE LLUMNAZONE La luce naturale dovrebbe costituire la principale fonte di illuminazione dell ambiente di lavoro, anche se deve essere necessariamente integrata con la luce artificiale. Lampada ad irraggiamento libero nadeguata Lampada a fluorescenza Se l ambiente di lavoro presenta più pareti con finestre si cerca di posizionare il terminale parallelo alle fonti di luc; se questo non è possibile, si potrà ricorrere a schermature delle finestre o a pannelli divisori. Lampada a griglia Adeguata Lampada a griglia con 30% luce indiretta e 70% diretta Adeguata NTERFACCA ELABORATORE/UOMO Da allegato XXXV l software deve essere adeguato alla mansione da svolgere, di facile uso, adeguato al livello di conoscenza e di esperienza dell utilizzatore 19

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