MONS. ANDREA BRUNO MAZZOCATO IL SALUTO ALLA DIOCESI

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1 PROGETTO PERIODICO TRIMESTRALE DELLA ZONA PASTORALE DI RIVIGNANO ANNO XXI - N 3 Settembre 2009 Cari confratelli nell episcopato, Ecc. Mons Brollo ed Ecc. Mons. Battisti, cari sacerdoti, diaconi, seminaristi, consacrati, care sorelle e fratelli laici dell Arcidiocesi di Udine, la strada maestra dell obbedienza mi ha condotto fino a voi, fino alla vostra - e da oggi nostra - Chiesa di Cristo che è in Udine. La Volontà di Dio Padre, manifestata attraverso la decisione del Santo Padre, mi ha ancora una volta sorpreso ricordandomi che i progetti sulla mia vita sono Suoi e non miei. Ed ho obbedito con serena convinzione, pur con una certa umana sofferenza. Penso possiate capire che non mi è facile lasciare la Diocesi dì Treviso in cui sono nato, ho ricevuto la fede, il sacerdozio e alla quale ero stato, poi, inviato come Pastore. Posso, però, assicurarvi che nel profondo del mio cuore sono sereno, non per bravura mia, ma per una grazia dello Spirito Santo che non mi è mai mancata ogni volta che l obbedienza mi ha chiesto nuovi ed impegnativi cambiamenti. Con questa serenità spirituale vengo a voi come Vescovo e Pastore, pronto a conoscervi, ad amarvi e a donare tutto quello che ho di mio. Nel motto del mio stemma ho scelto questa frase paolina: Pro vobis in Christo ministri, Servi in Cristo a vostro favore. Così penso debba essere il Vescovo e così cercherò di essere tra voi: un servitore che porta Gesù Signore per aiutare la vostra fède, speranza e carità. So di essere chiamato a servire una Chiesa che viene da un antica Editore: Parrocchia S. Lorenzo Martire - Via Dante, RIVIGNANO (Ud) - Tel. 0432/ Autorizzazione Tribunale di Udine n. 12/93 dell 11 giugno Direttore Responsabile: Mons. Marino Qualizza Stampa: Grafiche T&T snc - Via J. Linussio, 35 - Z.I RIVIGNANO (Ud) - Tel. e Fax 0432/ C/C Postale n intestato alla Parrocchia - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DCB UDINE. Il nuovo Arcivescovo Metropolita di Udine sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Andrea Bruno Mazzocato, già vescovo di Treviso. TAXE PERCUE TASSA RISCOSSA Udine Italy IL NUOVO ARCIVESCOVO DI UDINE MONS. ANDREA BRUNO MAZZOCATO IL SALUTO ALLA DIOCESI e grande tradizione cristiana. Desidero inserirmi umilmente in questa tradizione e offrire il mio contributo per un tratto della sua storia. Desidero continuare l opera pastorale dei Vescovi che mi hanno preceduto nella successione apostolica; in particolare, l opera di S. E. Mons. Battisti e di S. E. Mons. Brollo che da anni conosco e stimo, grazie agli incontri della Conferenza Episcopale Triveneta. Ho la grazia e di averli vicini e in buone condizioni e potrò avvalermi della loro saggezza. Invito tutti a pregare lo Spirito Santo perché l avvicendamento del Pastore sia per tutta la Diocesi un momento favorevole che renda ancor più vivo l impegno missionario sul quale tutti da anni state camminando e sul quale con con- vinzione mi inserisco. Desidero esprimere un sentimento di filiale gratitudine al Santo Padre per la stima e la fiducia che ha mostrato ancora una volta verso la mia povera persona. Già da giorni siete nelle mie preghiere e vi chiedo la carità di iniziare anche voi a ricordarmi nelle vostre, perché ne ho bisogno. Per intercessione di Maria Vergine e dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, invoco su di voi la prima benedizione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Giovedì 20 agosto 2009 Andrea Bruno Mazzocato UNA PREGHIERA L Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato farà il suo ingresso nella Diocesi domenica 18 ottobre 2009, nella Cattedrale a Udine, alle ore 16,00. Anche da parte nostra, dalla nostra Forania, dalle nostre Comunità, dalle nostre Parrocchie un grande benvenuto al nuovo Arcivescovo. Avremo altro modo ed altri tempi per conoscerlo meglio; avremo tante cose da dirci, tante cose da ascoltare, tante cosa da imparare da Lui ma una cosa vorremmo fare insieme, anche subito: una preghiera, la nostra bella preghiera alla Vergine, il nostro canto Ave, Vergjne, us saludi

2 Pagina 2 FRA LA SUA SCELTA C È ANCHE LA VOGLIA DI DIALOGARE CON VOI TESTIMONIANZA DI VITA Sono Stefano Marangone, 43enne, rivignanese quasi doc: ho incontrato qua, 23 anni fa, Paola l amore della mia vita, ho giocato nel Rivignano Calcio nei primi anni 90 ed in seguito ho trovato impiego in BcF, azienda metalmeccanica nella zona industriale. Sposato da 16 anni, da 7 anni sono malato di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), malattia neurodegenerativa che un po alla volta fa perdere tutti i comandi dei muscoli volontari del corpo, compresi quelli della deglutizione e della respirazione. Quindi, per continuare a vivere, ci si trova costretti a fare la PEG, che è un tubo nello stomaco per l alimentazione e l idratazione artificiale, ed anche la tracheostomia, che è un tubo in trachea per la respirazione meccanica assistita. Ho scritto costretti perché potevo scegliere diversamente: ho avuto la fortuna di avere l amore di Paola che, unito alla mia voglia di lottare, ci ha fatto scegliere per la vita, oltre anche all amore degli altri famigliari con una menzione particolare per mia suocera... a proposito, non capisco come mai ci siano le barzellette sulle suocere, quando vedo che i generi sono sempre adorati dalle suocere e viceversa! Capisco quindi i malati che fanno scelte differenti, perché soli, magari in una struttura pubblica, senza neanche i minimi confort, come una tv decente, per non parlare del comunicatore oculare che funziona col movimento degli occhi, l unico movimento che mi è rimasto, con cui ho potuto scrivere questo articolo. Questo computer, che ho la fortuna di avere da oltre due anni, mi permette anche di parlare, navigare su internet e tenere posta elettronica; mi ha permesso di scrivere articoli sui giornali per far conoscere la SLA alla gente e devo dire che ci sto riuscendo, guardando le iniziative fatte in mio favore e dell AISLA che è l associazione italiana della mia malattia. Ho avuto iniziative di ogni tipo in questi due anni, dai gruppi di volontariato alle associazioni di ogni tipo e a semplici privati; ciò fa capire quanto la solidarietà sia una grande risorsa dell umanità e che troppo spesso si sostituisce a quello che dovrebbe essere fatto dalle istituzioni. Essendo un Bollettino Parrocchiale, trovo giusto scrivere qualcosa sulla fede in Dio; devo ammettere che la mia è stata duramente scalfita da questa terribile malattia con la classica domanda: Ma perché a me?.... Ebbene, la risposta non ce Stefano con la moglie Paola. squa era come vincere un terno al lotto, talmente tanti erano i bambini pretendenti al posto. Come conclusione mi preme dire che in questa malattia, come in tutte, è importante sentire la vicinanza della comunità ed io posso dire che la comunità di Rivignano e di Varmo le ho sentite veramente vicine. Mandi, Stefano Lascio il mio indirizzo per chiunque vuole comunicare qualcosa con me: e il sito dell associazione della mia malattia per chi vuole sapere qualcosa in più: La partecipazione ai percorsi di preparazione al matrimonio cristiano non solo obbligo ma grande opportunità PREPARARSI AL MATRIMONIO CRISTIANO È necessario prepararsi al matrimonio? Sì, è necessario, perché il matrimonio è una cosa importante, dalla quale dipende in larga misura la felicità o l infelicità della propria esistenza. Nella nostra quotidianità, se dobbiamo affrontare qualcosa che riteniamo più o meno importante, non vi andiamo mai impreparati. Pensiamo, ad esempio, ad un esame scolastico, o ad un colloquio di lavoro, o anche semplicemente ad una partita di calcio, a tutti questi eventi ci si prepara e molto spesso con largo anticipo; si studia, ci si allena, si parla con le persone che hanno già vissuto quell esperienza (dell esame, del colloquio, della squadra da affrontare). Se, dunque, per queste cose ci prepariamo, come è possibile non farlo per una cosa seria come il matrimonio? È necessario prepararsi al matrimonio. Ma come prepararsi? Chi si prepara al matrimonio, deve sapere, innanzitutto, che cosa significa sposarsi; la grandezza, la bellezza, la preziosità e la santità del matrimonio cristiano. Deve essere pienamente consapevole dell impegno che si assume, poiché oggi è spesso presente nei fidanzati un grave impedimento ad affrontare il sacramento del matrimonio, questo impedimento, di solito, si formula nella loro mente in questo modo: non preoccupiamoci più di tanto; sposiamoci; se poi non va, c è il divorzio. Prepararsi al matrimonio cristiano con questo pensiero non comporta la decisione di sposarsi, ma solo di convivere facendo uso uno dell altro. L amore coniugale, il vero amore, non mette mai limiti di tempo, non mette mai condizioni. Chi si prepara al matrimonio, deve sapere, anche se sembra troppo scontato, ché ci si sposa in due, e la scoperta della vocazione matrimoniale va fatta assieme. Sono pochissimi i fidanzati che confrontano le loro idee sulla vita coniugale. Sulle questioni essenziali, quali l indissolubilità del vincolo coniugale e la sacralità della vita, deve esserci pieno l ho!!! Sicuramente la mia fede si è dimostrata d acciaio perché radicata nella provenienza da una famiglia contadina di vecchio stampo e dall appartenenza ad una epoca in cui, in un paese di mille anime, fare il chierichetto il Venerdì Santo o a Paaccordo, altrimenti non si è pronti per il matrimonio. Chi si prepara al matrimonio, deve sapere che la coppia cristiana è orientata a diventare famiglia, attraverso il dono consapevole e responsabile della vita: generare ed educare una persona umana è l opera più grande che si possa compiere. Chi si prepara al matrimonio, deve toccare con mano la testimonianza di amore coniugale di quelle coppie che, prima di loro, hanno scelto di farsi accompagnare, lungo la strada della loro vita, dall amore di Cristo. Pertanto, a quanti vogliono intraprendere un percorso di preparazione al sacramento del matrimonio, nella convinzione che non si tratti solamente di un pegno da pagare, per potersi sposare in chiesa, ma che possa diventare una grande opportunità per costruire delle forti fondamenta della futura vita coniugale, và il nostro invito a partecipare ai corsi organizzati nella nostra forania.

3 Pagina 3 Festa di San Lorenzo - Benedizione della nuova Casa Canonica ABBIAMO BAGNATO LA CANONICA 10 Agosto. Anche quest anno nella ricorrenza di San Lorenzo, titolare del nostro duomo e della nostra parrocchia, abbiamo fatto un po di festa insieme. Sulla base dell esperienza degli anni scorsi, avevamo cercato di organizzarla come una festa delle famiglie della parrocchia: prima a messa insieme, poi una cena comunitaria e l ascolto di un po di musica. Ma quest anno avevamo anche una ragione in più per fare festa insieme: avevamo una canonica nuova da inaugurare e benedire. Per questo abbiamo invitato le maestranze che hanno lavorato alla casa canonica, i parroci della forania e i sacerdoti che nel corso degli anni avevano prestato il loro servizio a Rivignano, i sindaci di Rivignano e dei comuni limitrofi e, soprattutto, sua eccellenza l arcivescovo mons. Pietro Brollo. La Messa è stata partecipata e si è conclusa con la benedizione delle famiglie; davanti alla canonica, abbiamo pregato perché diventi luogo di incontro, dialogo e progettazione; poi le cose sono andate un po diversamente da come le avevamo pensate: abbiamo avuto solo il tempo di ascoltare la benedizione del vescovo e siamo corsi a rifugiarci, chi in ricreatorio e chi in canonica, per sfuggire all inclemenza del tempo. A parte i disagi, soprattutto per i giovani che stavano distribuendo la cena e che hanno continuato a farlo, eroici, sotto un diluvio torrenziale, e per la band degli Accordi che nel frattempo cercava di salvare l impianto di amplificazione dalla pioggia, la serata è stata un momento piacevole e semplice per stare insieme, per scambiarci qualche idea, per sentirci comunità. È questo infatti che ci piacerebbe diventasse la canonica: luogo di relazioni, casa tra le case, segno di comunione per la nostra parrocchia ma Un attimo prima del diluvio l Arcivescovo mons. Pietro Brollo ed il Parroco don Franco Fracasso entrano nella nuova casa canonica. anche centro di riferimento per la forania, sede degli archivi, abitazione di parroci, luogo di progettazione e di scambio con le amministrazioni civili, con le associazioni, con il territorio. Alcuni lavori sono ancora da fare (manca la maggior parte della mobilia, un adeguato impianto di illuminazione.) ma già da mesi il piano CHIERICHETTI IN VATICANO GRAZIE MONS. PIETRO BROLLO Foto di gruppo, scattata in S. Pietro dopo la Messa solenne in ricordo della morte di Paolo VI: il celebrante è mons. Angelo Comastri, vicario del papa per la Città del Vaticano. Alla sua sinistra c è mons. Enrico Radice, cerimoniere in San Pietro e rettore del preseminario dove sono stati ospitati i ragazzi. Gli ultimi due chierichetti sulla destra della foto sono Matteo e Emanuele. Nel riquadro: Elia che in quel momento era assente. terra è adibito ad ufficio e archivio parrocchiale e in breve anche il primo piano potrebbe diventare residenza di sacerdoti. Quello che spetta a tutti è cominciare a sentirla come casa nostra, averne cura, frequentarla. Un ringraziamento speciale a quei parrocchiani che hanno fatto offerte e messo a disposizione il loro tempo fino ad oggi. La sera di San Lorenzo mons. Pietro Brollo ha presieduto la celebrazione dell eucaristia a Rivignano, ha benedetto la nuova canonica e ha cenato insieme con noi. Oggi ci rendiamo conto che la sua presenza a Rivignano è stato uno degli ultimi impegni ufficiali in qualità di arcivescovo, visto che una settimana dopo è stata resa nota la nomina dell arcivescovo mons Andrea Bruno Mazzocato che lo sostituirà alla guida della diocesi. Avremo ancora la gioia di avere mons. Brollo nelle nostre comunità in qualità di vescovo emerito, ma oggi ci sembra giusto ringraziare colui che è stato nostro pastore nell ultimo decennio e che ci ha invitati a costruire comunità cristiane accoglienti e gioiose perché solo in comunità così è possibile la trasmissione della fede. Lo ringraziamo per questo richiamo continuo all essenzialità dell amore evangelico, della vicinanza rispettosa e accogliente, della carità semplice. Lo ringraziamo anche per le volte in cui è stato presente nella nostra comunità, in occasione delle celebrazioni delle Cresime e, appunto, nell ultima occasione della festa di San Lorenzo: quella sera ha benedetto le nostre famiglie, ha benedetto la nostra canonica elogiando il lavoro fatto, è passato in mezzo a noi ringraziando tutti, dai sindaci presenti, ai ragazzi del coro, ai giovani impegnati nella distribuzione della cena, agli alpini che col loro prezioso lavoro rendono sempre possibili questi momenti conviviali; ha ringraziato in maniera particolare i sacerdoti per il loro servizio pastorale e i fedeli tutti. Oggi Le diciamo grazie noi, mons. Brollo, per la sua vicinanza. Tre chierichetti della nostra parrocchia, Elia Campeotto, Emanuele Campeotto e Matteo Zatti, hanno trascorso tre settimane in Vaticano e hanno svolto il servizio di chierichetti presso la Basilica di S. Pietro. Ospiti presso il preseminario S. Pio X, insieme a una ventina di ragazzi provenienti da tutta Italia, hanno vissuto questa bella esperienza di vacanze estive per chierichetti. Ecco il loro racconto: Ogni mattina ci svegliavamo alle 6,20. Dopo aver pregato in cappella, ci dirigevamo in basilica nella quale, dopo esserci vestiti, accompagnavamo vari preti agli altari e servivamo messa fino alle 8,00. Durante il resto della giornata visitavamo la magnifica città di Roma e molto spesso il pomeriggio andavamo in piscina. Andavamo a dormire, dopo la preghiera serale, verso le 22,00. La domenica ognuno serviva messa a orari prestabiliti. Questa esperienza è stata molto utile anche perché abbiamo conosciuto molte persone di tutta Italia. Un grazie a suor Elisa che ci ha dato questa bella opportunità!

4 Pagina 4 OMELIA DEL VESCOVO AI CRESIMANDI TROVERETE LA FELICITÀ Per voi, cresimandi, questo è un grande giorno: il giorno della conferma del battesimo. Voi dite ai genitori: papà, mamma, grazie che mi avete fatto battezzare, perché nella stagione in cui si fanno le grandi scelte della vita oggi io il battesimo lo scelgo: una scelta mia, libera, personale, responsabile, che mi impegna nella vita. E questa scelta che voi fate mette in festa il cielo. Gesù vi risponde con un dono. A nome di Cristo, il Vescovo vi consacrerà la fronte dicendo: ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono. Lo Spirito Santo è la terza persona della Santissima Trinità, fuoco nucleare che lega Padre e Figlio di eterno infinito amore. Questo amore viene riversato nel vostro cuore e Gesù ha detto riceverete lo spirito e sarete miei testimoni. Siete chiamati a diventare testimoni del Signore. Alla testimonianza invita il Vangelo che abbiamo ascoltato. Parla della resurrezione di una bambina di dodici anni, la figlia di Giairo. Gesù ha resuscitato tre morti: un amico, Lazzaro, e poi due giovani. Il figlio unico della mamma vedova che a Naim stava portando al cimitero la sua ultima speranza; le disse: non piangere e, preso il fanciullo per la mano, io ti dico alzati e lo restituì alla mamma. E l altro miracolo di questa figliola di dodici anni, figlia di Giairo. Usa, Marco, le stesse parole aramaiche pronunciate da Gesù: Talita Kum. Fanciulla, io ti dico, alzati! E la bambina si alzò e la rese ai genitori. Il fatto che Gesù abbia, fra tre morti, scelto due giovani da risuscitare vuol dire che ha una predilezione particolare per voi giovani, perché la giovinezza è la stagione della festa della vita, la più bella delle stagioni della vita: la stagione della speranza. Ed è la stagione della gioia, della felicità. Ora una domanda mi sorge dal cuore: sono felici i giovani oggi? Giovanni Paolo, che sapeva parlare al cuore dei giovani, ha detto che il mondo oggi è scosso da molte crisi, ma la crisi più pericolosa è quella della perdita del senso della vita, per cui molti cercano dei surrogati: il denaro, il consumo, il profitto, il sesso, la carriera, il successo, qualche volta la droga. Tutti questi beni non saziano la sete di felicità: non sono le cose ad essere troppo piccole, è il vostro cuore che è stato fabbricato da Dio troppo grande. Queste cose, quelle buone, ci servono ma non ci bastano. Chi pone in queste cose il fine ultimo della vita resta deluso, scontento, infelice. Da questa situazione sorgono nel cuore di tanti giovani degli interrogativi: come posso vivere questa vita perché sia veramente riuscita? su quale fondamento devo fondarla perché sia una vita veramente felice? che cosa posso fare per dare alla vita un senso pieno di felicità? Carissimi giovani, Gesù vi risponde: tu vuoi la felicità! è il desiderio più insopprimibile del tuo cuore, ma la felicità la troverai soltanto nel vangelo, il vangelo che ci dà le ragioni di vivere, i motivi ideali su cui impostare l esistenza. È il Signore che va incontrato ed ascoltato. Ma voi direte: ma io quando posso incontrare il Signore che ha detto io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo? C è un giorno alla settimana che è chiamato il giorno del Signore: è il signore dei giorni, è l incontro con Gesù risorto. La cena parrocchiale della Comunità di Pocenia, nella serata dei Santi Pietro e Paolo. I ragazzi che hanno ricevuto il dono della Cresima, testimoniando una loro appartenenza. Il Vescovo ha detto loro: nell incontro domenicale con il Signore troverete la felicità. Nella prima parte della messa, liturgia della parola, ci parla perché vuole ricordare qual è la meta della vita e insegnarci a non sbagliare la strada; e nella seconda parte della messa, la liturgia eucaristica, il Signore vuole nutrire il vostro cuore, la vostra anima con il pane della vita: io sono il pane della vita, chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, io lo resusciterò nell ultimo giorno. Se non mangiate la carne del figlio dell uomo, non avrete la vita in voi. E puoi scoppiare di salute fisica, ma - senza la grazia - sei morto nell anima. Quanti giovani, oggi, vivono la grazia di Dio, l amicizia di Dio? Carissimi giovani, com è bello che voi offriate, ai giovani alla ricerca di felicità, che sono tristi perché non l hanno trovata, le ragioni della grande speranza; che provochiate nei giovani che vi incontrano a scuola o nel lavoro lo stupore: ti vedo cambiato, cosa ti è successo? non ti riconosco più!. Ho incontrato il Signore che con il suo spirito mi ha cambiato il cuore. Vi darò un cuore nuovo metterò dentro di voi uno spirito nuovo. Spero che possiate dire lo Spirito mi ha cambiato il cuore! Se voi sarete fedeli a questo incontro domenicale con il Signore che vuol darvi la gioia, la speranza di vivere, voi troverete la felicità che cerca il vostro cuore. E se la Cresima sarà il momento della testimonianza (e non - come è capitato a tanti giovani che ho cresimato- il momento del distacco, dell addio) con voi comincerà il mondo nuovo. POCENIA FESTA PARROCCHIALE DI SAN PIETRO Il 29 giugno, ormai da molto tempo, rappresenta un appuntamento importante per le famiglie del paese. Grande partecipazione, anche quest anno, alla festa di San Pietro, legata all anniversario della dedicazione della chiesa; festa che, negli ultimi anni, è stata arricchita introducendo nella celebrazione eucaristica la benedizione delle famiglie e, ultimamente, per gli sposi, anche la festa dei lustri di matrimonio. Quest anno poi, si è voluto fare qualcosa in più, contattando le diciannove coppie di sposi che hanno chiesto di festeggiare i lustri, è stata preparata una simpatica mostra fotografica su come eravamo quel dì con le foto del loro giorno del matrimonio. Alla fine della santa Messa, celebrata alle ore 19 e animata con solenni canti dalla cantoria locale, è stato distribuito ai presenti un cartoncino con una preghiera per la famiglia scritta da Papa Giovanni Paolo II, successivamente letta assieme da tutta l assemblea. La serata si è poi conclusa con la cena, preparata per tutti i presenti, con amore e competenza, dal gruppo dei volontari, ai quali và un sentito ringraziamento.

5 Pagina 5 AMARE SAN LORENZO E LE SUORE Ma che c azzecca San Lorenzo con le nostre Suore? San Lorenzo era un giovane diacono (servitore, ministro) della giovane chiesa di Gesù Cristo; era l amministratore, il contabile, il tesoriere della Comunità; gestiva i beni e le risorse che la comunità metteva a disposizione, in comune, per le necessità della comunità stessa e delle persone in gravi difficoltà, poveri, vedove, orfani. Non ha avuto dubbio alcuno a distribuire tutto quanto gli era stato affidato ai poveri prima di presentarsi all Autorità romana che voleva requisire le proprietà della Chiesa, anzi presentò i suoi poveri come i gioielli della sua Chiesa. Le Figlie della Carità di San Vincenzo, le nostre suore presenti a Rivignano da oltre novant anni, hanno usato lo stesso metodo di San Lorenzo: hanno raccolto le piccole cose offerte dalla Comunità, dalle singole persone, dalla Parrocchia, dal Comune, dalle Autorità civili superiori in qualche caso, e l hanno distribuito alle persone più povere e più indifese: ai bambini dell asilo, agli anziani della Casa di Riposo, alle persone ammalate che andavano a visitare in ospedale e nelle famiglie, alle ragazze della scuola di cucito e di ricamo. Hanno fatto un lavoro erano di solito in cinque, qualche volta in sei suore nella piccola comunità di Rivignano che oggi sarebbe contro ogni regola sindacale: un lavoro ininterrotto dall alba al tramonto, senza tener conto di orari, di ferie, di retribuzione; un lavoro che oggi sarebbe svolto da un numero imprecisabile di occupati. Pensiamo solo alla gestione di un asilo con oltre cento bambini (direttore, segreteria, cuoche, addetti alle pulizie, insegnanti, assistenti, ), alla gestione di una scuola di cucito, alla preparazione di duecentosessanta pasti al giorno, procurando i viveri necessari in una tempo in cui la miseria la faceva da padrona, al catechismo ai bambini di scuola ed ai ragazzi Come San Lorenzo hanno distribuito tutto ai poveri: dopo novant anni le poche Suore rimaste a Rivignano sono ancora più povere; non hanno nulla! Hanno ricevuto tanto, hanno distribuito tutto; sono venute per obbedienza ai loro voti ed alla loro missione, se ne sono andate per obbedienza, con un saluto, un ricordo, una preghiera, forse, dalla gente di Rivignano; in tante! non hanno portato via nulla! Hanno lasciato tutto a Rivignano. SUORE Novant anni dal loro arrivo PRESENZA E LAVORO DELLE SUORE A RIVIGNANO La presenza delle Reverende Suore Figlie della Carità di San Vincenzo ha un inizio quasi casuale: in numero di cinque, sono giunte a Rivignano durante la prima grande guerra a seguito dell Ospedaletto (militare) da campo 074, sfollato da Mestre (ove era stato allestito) per motivi bellici ed approdato a Rivignano, e che funziona mirabilmente a beneficio dei borghesi ; infatti la guerra per fortuna era finita e l ospedale da campo contribuisce a combattere una disastrosa epidemia di febbre spagnola; in seguito viene smantellato. Le Suore tuttavia percepiscono la misera del Paese, sono consapevoli che i bambini vengono per lungo tempo lasciati a se stessi nei cortili, perché i genitori devono darsi da fare in campagna o altrove per procurarsi qualcosa per tirare avanti, vedono la miseria e la malnutrizione che regna nelle case. Chiedono allora, con l aiuto del Dal 27 settembre di quest anno, per noi del Gruppo di Volontariato Vincenziano, inizierà un periodo denso di significato e appuntamenti. Partirà l Anno Giubilare, durante il quale, assieme alla grande Famiglia Vincenziana, celebreremo il 350 anniversario della nascita al cielo dei nostri Santi Fondatori: San Vincenzo de Paoli e Santa Luisa de Marillac, i quali sono stati impegnati in una missione d amore. Erano legati dall amore: un profondo amore di Dio e un profondo amore per i poveri. Parroco, alla Casa Madre di restare ancora per qualche anno a Rivignano, per seguire i bambini, e s inventano l Asilo Infantile, che verrà inaugurato solennemente il 4 novembre E non basta: seguono fra le tante attività che riescono ad attuare nel territorio le ragazze e le giovani, che in seguito vengono organizzate nella Congregazione delle Figlie di Maria, attivando una scuola di cucito e ricamo. L asilo non venne favorito da alcun sussidio da parte delle Superiori Autorità e sostenne da solo, con la carità pubblica, la non piccola spesa. Il consiglio ebbe parole di encomio, anzi di vera ammirazione, per le sei Suore, che durante l anno hanno svolto con assiduità coscienziosa un magnifico programma di insegnamento: Scuola preparatoria alle elementari, in tre sezioni con un massimo di frequenze di 114 bambini al giorno; Anno Giubilare di San Vincenzo, nel 350 anniversario della morte. Le nostre suore, le Figlie della Carità, appartengono all Ordine da lui fondato. Scuola autunnale a 50 bambini delle elementari; Parallela all Asilo funzionò una scuola di lavoro per le ragazze, che tosto diede ottimi frutti, annota don Sbaiz, nel libro storico parrocchiale. Scuola di lavoro, sezione prima, con un massimo di frequenza nei mesi di luglio, agosto e settembre di 87 fanciulle dai 6 ai 12 anni; Scuola di lavoro, sezione seconda, per le ragazze grandi che in numero di 26 frequentano la scuola di taglio e cucito, nei diversi punti necessari; Scuola di ricamo: punto inglese, punto pieno, punto pisano, Rinascimento, punto Assisi, punto Venezia, punto ombra, ecc., pizzi all uncinetto, all ago, filet; Sezione maglieria per calze, indumenti personali, con disegni a punzone e a superautorigatore; Scuola domenicale per le fansegue a pag. 6 NOTIZIE DAL VOLONTARIATO VINCENZIANO Lo stesso amore che 90 anni fa convinse le suore Vincenziane a richiedere alla loro casa madre, di potersi stabilire definitivamente nel nostro paese per contribuire a migliorare la grave situazione di miseria ed estremo bisogno in cui versava la popolazione, a causa della grave epidemia che aveva colpito la popolazione. Le suore, ottenuto il benestare, si attivarono immediatamente. Si occuparono dell asilo, della distribuzione dei pasti alle molte persone bisognose, del ricovero e della scuola di ricamo. Per volere della dinamica suor Ercoli, contemporaneamente all asilo, fu fondato il nostro Gruppo di Volontariato Vincenziano che allora si chiamava La Società delle Dame e Damine di Carità. In novant anni di esistenza e di opere di carità, le suore, con la loro presenza, hanno sempre fatto parte integrante, sarebbe meglio dire insostituibile, del tessuto sociale, economico, culturale, morale e religioso della nostra comunità. Nel nostro gruppo in particolare, il loro carisma, è stato e sarà fondamentale per farci comprendere, amare e promuovere sempre più l insegnamento dei nostri santi fondatori, facendoci vivere una carità che non sia elemosina ma una mano che aiuta l altro a risollevarsi. Per poter meglio ricordare e celebrare i novant anni di presenza delle suore tra noi, abbiamo deciso di dedicare loro una serata (al momento della scrittura di quest articolo è ancora in fase organizzativa). Chiediamo a chi ha oggetti particolari legati alla vita dell asilo, oppure alla scuola di cucito/ricamo o quant altro ci aiuti a ricordare quanto la loro opera è stata preziosa, di consegnarli in canonica, entro e non oltre il 20 ottobre. Ne faremo buon uso!! (tutto il materiale vi sarà riconsegnato).

6 Pagina 6 CARITÀ Forania Rivignano - Varmo CENTRO D ASCOLTO DEL GRUPPO CARITAS Centro d Ascolto - Rivignano, è ormai una realtà promossa dalla Forania Rivignano-Varmo con l aiuto delle volontarie delle parrocchie, preparate con corso formativo sostenuto dalla Caritas Diocesana di Udine. Il programma di ascolto è il giovedì dalle ore 16-18, nella sala della sede del Centro di Ascolto in via Udine n.3 a Rivignano. Le comunità parrocchiali, da sempre rivolgono 1 attenzione alla Persona che è nel bisogno senza distinzione di razza, sesso, religione, perché l accoglienza è un valore che ha profonde radici evangeliche. Al Centro di Ascolto, le persone in difficoltà possono incontrare delle volontarie preparate per ascoltare e accompagnare nella ricerca di soluzioni ai propri problemi. Ascoltare chi si rivolge per un problema o per chiedere aiuto in un clima di benevolenza, gli operatori valutano le situazioni e cercano di definire con la persona ascoltata un progetto di aiuto specifico, sostenibile e rispettoso delle potenzialità di ciascuno. Nell ambito di questo progetto, quando necessario è compatibilmente con le risorse delle comunità, vengono offerti degli aiuti concreti. In ogni caso viene garantita un azione di orientamento e accompagnamento ai servizi e alle risorse sul territorio. L attività del Centro di Ascolto non si esaurisce nella relazione con le persone incontrate. Implica un interazione con il territorio finalizzata a individuare le possibili risposte ai bisogni delle persone incontrate. Sollecita anche una comunicazione con le comunità tesa a renderla più consapevole e corresponsabile nei confronti delle povertà accolte. Il Centro d Ascolto si fa carico anche di accompagnare chi manca di punti di riferimento e di interlocutori che restituiscono la speranza di un cambiamento, mette le persone in contato con i servizi sociali dei comuni, attivando tutte le risorse possibili. Prima risposta per i bisogni più urgenti il Centro d Ascolto lo da sempre attraverso il coinvolgimento delle comunità parrocchiali e del territorio. E presto per fare in bilancio ma bisogna evidenziare l efficacia di un tale servizio vista la crisi che colpisce le fasce più deboli della popolazione. A tale proposito è importante menzionare l apporto del Banco Alimentare e l aiuto costante delle parrocchie con la raccolta di generi alimentari, ringraziando a nome di In questo numero, un grande omaggio alle Figlie della Carità, le nostre Suore Vincenziane. La pianeta rossa è frutto della loro novantennale presenza in Rivignano. tutti nostri fratelli in difficoltà, sperando che anche in futuro ci daranno il loro sostegno. L efficacia del Centro d Ascolto non si misura nel numero delle situazioni risolte ma nel apporto fornito alla costruzione di una comunità capace di condividere i bisogni per restituire dignità alle persone. Le volontarie del Centro d Ascolto, animate da un profondo senso cristiano del loro servizio, confidano nell aiuto della Divina Provvidenza e di tutte le persone disposte a dare una mano a questo progetto. SUORE La carità è uno dei carismi più grandi. Citando San Paolo... la carità è paziente, è benigna la carità... non si gonfia, non si vanta, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non gode del ingiustizia ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto supporta si aspetta una risposta grande dalla parte di tutti, una risposta che sa di amore, amore grande, amore generoso per il nostro prossimo. Rivignano, 13 agosto L.S. PRESENZA E LAVORO DELLE SUORE A RIVIGNANO seguito da pag. 5 ciulle impedite durante la settimana e a quelle del ricreatorio festivo. Era una scuola di vita, oltre che di ricamo e cucito. Tra le ragazze di Rivignano che, sotto la direzione delle Suore, frequentavano la scuola di lavoro (le più brave erano impegnate a ricamare paramenti sacri e preziosi corredi da sposa), almeno le Figlie di Maria seguivano le disposizioni sulla moda diligentemente L educazione della gioventù era tenuta in grande considerazione e finalmente nel 1931: È pronta la sala nei locali del Parroco per la gioventù del Circolo, che finora ebbero sale provvisorie altrove. Tosto che sarà possibile si allestirà una sala più ampia con palcoscenico. La gioventù femminile era comunque più docile e seguita scrupolosamente dalle Suore dell Asilo. Nella cronaca di don Sbaiz del 1930 si legge: Intenso e proficuo lavoro, come si vede a beneficio della nostra gioventù. Nella Scuola si ricordano come insegnanti meravigliose per competenza e disponibilità, anche suor Maria Manca, suor Vincenzina Trefin, Suor Giuseppina Tubaro. Ce ne dà notizia una diretta interessata che ha mandato alla Parrocchia di Rivignano una fotografia dei ricami eseguiti sulla tela del baldacchino dalla stessa mittente. È Suor Adele Mondolo, che ha lavorato insieme con Elisa Meredo, Suor Ortensia Durigon, Suor Fausta Tubaro e da tante altre collaboratrici che non ci sono più : i disegni (serviti come base per la realizzazione dei ricami del baldacchino) sono di Suor Giuseppina Tubaro. Ancora dalle cronache parrocchiali leggiamo la realtà di Rivignano nel periodo seguente alla prima guerra mondiale. Nel gennaio 1936: Causa la disoccupazione diverse famiglie non sanno come provvedere al vitto: l Opera Assistenziale provvede ogni giorno 260 razioni di pane e minestra che le brave Suore puntualmente preparano a mezzodì e che vengono distribuite a tutti i poveri del Comune. Coi denari che vengono dall Africa (rimesse degli emigranti) nostra già sentono tante famiglie un buon sollievo alle loro strettezze finanziarie. Se guardiamo ai risultati, la scuola delle Suore è stata senza alcun dubbio una scuola di alto livello per capacità, tecnica e arte. Ne sono testimoni le loro opere: oltre al baldacchino, sono la famosa pianeta rossa, una pianeta verde, una pianeta bianca (che un tempo comprendeva un completo composto oltre che dalla pianeta, dalla stola, da un piviale, da una dalmatica (andati distrutti) e da un omerale (ora recuperato e trasformato in cori ambone). Non ricordiamo qui tutte le Suore che sono passate per Rivignano: sono state elencate più volte, in occasione di celebrazioni particolari di ringraziamento (come nei cinquant anni di presenza a Rivignano). Qui vogliamo solo ricordare il loro impegno ed il loro lavoro che continua tuttora nella visita agli ammalati e nell insegnamento del catechismo, nonostante i ranghi si siano ridotti (ora sono solo in quattro), l ambito di competenza si sia ampliato (seguono anche il catechismo a Teor, Varmo e Bertiolo) e l età sia aumentata quasi come gli anni di permanenza a Rivignano. Il nostro grazie a loro ed al Signore per avercele mandate sia grande al pari almeno del lavoro che hanno svolto in tutti questi anni!

7 Pagina 7 SUORE LE SUORE A RIVIGNANO NEI RICORDI DI ELISA Abbiamo tutti fretta al giorno d oggi e siamo tentati di considerare una perdita di tempo parlare del passato dei nostri paesi, per soffermarci a riflettere su dove stiamo andando Il laboratorio di ricamo gestito dalle Suore (1934). missioni di lavoro. Nel 1930 la Scuola di Lavoro aveva 67 fanciulle dai sei ai dodici anni e 26 ragazze grandi che si esercitavano nel punto pieno, punto ingurò il ricco e splendido baldacchino delle giovani ricamatrici. Naturalmente, sotto la guida delle suore, la ricerca della rara perfezione esecutiva era affiancata da con l abbandono, o con il rifiuto esplicito, dei tradizionali punti di riferimento nell educazione giovanile, in famiglia, nella scuola e nella società. Figuriamoci poi se vale la pena parlare di storie di suore! Eppure, non possiamo ignorare che proprio le suore di San Vincenzo, giunte a Rivignano novant anni fa, al termine della prima guerra mondiale, hanno avuto un ruolo importantissimo, anche se a volte misconosciuto, nelle nostra comunità in momenti storici difficili, supplendo con efficienza a carenze e disfunzioni, in casi di emergenza sanitaria e di diffusa povertà: anche da noi ha imperversato la pellagra e, fino agli anni 50, c erano gli accattoni, i ciridôrs, che passavano di casa in casa a chiedere un pugno di farina, biascicando sull uscio un Ave Maria e trovando sempre un piatto di minestra da Suor Pia, la mitica cuoca dell Asilo Infantile di Rivignano. Ma una particolare benemerita iniziativa delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de Paoli va ricordata, tra le altre attività più direttamente collegate all asilo, alla parrocchia e all educazione in generale: la Scuola di Lavoro in cui si insegnò cucito, ricamo e maglieria. Essa fu istituita nel 1920 e funzionò fino al 1963 come laboratorio, dando così la possibilità a centinaia di ragazze della nostra zona di imparare a maneggiare con maestria ago e filo, tanto che alcune di esse ne fecero una professione, raggiungendo livelli artistici d eccellenza, fama e comglese, punto pisano-rinascimentale, punto Assisi, punto Venezia, punto ombra e nei pizzi all uncinetto, all ago come annota da intenditore il Prevosto Antonio Sbaiz nel libro storico. Nello stesso anno per la festa del patrono San Lorenzo Fu enceniata una pianeta rossa a ricamo in seta e oro, lavorata su modello antico dalle giovani della nostra scuola di lavoro. Nel 1934 ci fu il regalo di uno splendido apparato in seta a fini ed elegantissimi ricami, lavorato con rara perfezione nella nostra scuola di lavoro e nelle feste eucaristiche della nostra forania nel 1937 si inauuna grande disciplina tra le giovani allieve, inimmaginabile e improponibile al giorno d oggi, ma che educava all ordine formale, alla precisione e al buon gusto. Ne è continua testimonianza nella nostra chiesa la cura dell addobbo degli altari da parte di Franca Collavini e lo splendido baldacchino del 37 al quale ha collaborato Elisa Meredo, limitandosi a ricamare il gambo delle spighe, in quanto principiante tredicenne. Elisa mi ha raccontato diffusamente della sua esperienza di formazione e di lavoro presso le nostre Suore, durata fino ai suoi vent anni e interrotta burrascosamente, come vedremo. La giornata in laboratorio iniziava alle ore otto, con la preghiera. La partecipazione alla Messa delle ore sei era facoltativa. Allo scoccare di ogni ora una delle ragazze, incaricata dalla suora direttrice, rompendo il silenzio, esclamava: Viva Gesù! Le altre rispondevano: Viva sempre nei nostri cuori! Alle ore 11 c era la coroncina e poi a mezzogiorno, prima della pausa per il pranzo, la recita dell Angelus Domini. Nel pomeriggio a volte, durante il lavoro, si recitava il Rosario di Comunità e una preghiera che parlava di coro degli angeli con tutta la corte celeste Ma era un vero sacrificio, in particolare nelle calde giornate d estate, concentrarsi a lavorare, sedute nel cortile all ombra degli ippocastani, accompagnate dal continuo frinire canzonatorio delle cicale; la fantasia andava ben oltre il coro degli angeli e la corte celeste pregustando il momento di riporre il proprio lavoro nella saletta, e di andare a casa al termine della Preghiera della sera. Per le più grandicelle era l ora di qualche furtivo incontro L occhio esperto di Suor Giuseppina o di Suor Vincenza valutava la qualità del lavoro svolto. Alle più brave venivano affidati i lavori più delicati, per ricamare la dote di qualche nobildonna o per la moglie di qualche ufficiale dell esercito. Da Udine venivano in bicicletta due sorelle della ditta Farinelli, trasportando il tessuto da ricamare: a lavoro ultimato si provvedeva alla spedizione con la corriera. Ci furono anche dei periodi di scarsità di commesse, nonostante le segue a pag. 8 A Pocenia nella serata di festa per i Santi Pietro e Paolo, si è festeggiata anche la festa delle famiglie con la benedizione solenne. In tale occasione si sono raccolte attorno all altare anche le coppie che quest anno hanno festeggiato un loro lustro di matrimonio: eccoli per una foto ricordo.

8 Pagina 8 SUORE LE SUORE A RIVIGNANO NEI RICORDI DI ELISA seguito da pag. 7 conoscenze e la fama che si era conquistato il laboratorio di ricamo delle Suore di Rivignano. Sicuramente il lavoro era sottopagato, ma l alternativa era andare a servizio lontano da casa, o lavorare in filanda, per poter farsi la dote. Ma, a motivo degli imperscrutabili disegni della Provvidenza, che in questo clima di Ora et labora spargeva a piene mani la benedizione di vocazioni femminili, sorse un problema reale tra i giovanotti, quando dal Governo di Mussolini fu istituita la tassa sul celibato. A loro giudizio erano troppe le ragazze da marito che andavano suore: in effetti, nei 33 anni di vita della Scuola del Lavoro, ben 29 giovani scelsero la vita religiosa consacrata, anziché il matrimonio. E intanto, chi non voleva o non poteva sposarsi, se maschio dai 25 ai 65 anni, cioè se era un vedràn conclamato, era costretto a pagare la tassa sul celibato di 25 lire all anno. Era una bella cifra e anche Pre Zaneto ne aveva parlato con la sua sottile ironia: Se tu saves, copari, / di ce che si cjacare!../ Perbacco, nuje mancul / che di tassà i vedrans/ in forme progressive, / secont che àn carantans. / E jò cho soi tal numar / di chei disfortunâs, / che par un cont o l altri imò no son sposâs, / o dovarai socombi. / Mi pâr che si fevele / di un franc e miez in dì.../ O soi vedran, jè vere : / forsi par colpe me? / Ma intant che jò mi ziri, / il timp al passe, al svole, / la côce si fâs grise, / la cjar devente frole. Il tema era divenuto scottante; i buontemponi da noi avevano imbastito, sulla melodia di una villotta, alcuni sgangherati versi, che, se non rispettavano la metrica, rispecchiavano un certo diffuso malumore per queste vocazioni locali. Elisa Meredo se li ricorda e me li canta: Le ragazze di Rivignano, jò (bis) / lor vanno tutte monache di gran velocità/ e i poveri giovanotti han la tassa da pagar./ E dopo sette anni che hanno il fidanzato/ lo mettono in libertà/ per andarsi a ritirar./ Eh no! Eh no! Eh no!/ Queste cose non si può! Era anche questo un modo di prendere la vita con filosofia e di sorridere di fronte ad una situazione drammatica: erano gli anni della seconda guerra mondiale. Elisa a quasi vent anni aveva il fidanzato, Carlo, e sin da bambina lavorava presso le Suore che ormai le affidavano i lavori di ricamo più delicati e Suor Giuseppina, che dirigeva il laboratorio, le aveva affidato anche il compito di tenere il diario delle adunanze dell Azione Cattolica Femminile. Dopo l armistizio dell 8 Settembre 1943 e l inizio dell occupazione nazista, parte dei locali dell Asilo erano stati occupati dai tedeschi che vi avevano insediato il comando della TODT, l organizzazione che aveva lo scopo di predisporre opere di fortificazione e contemporaneamente mirava al controllo della popolazione. Intanto, in un Italia divisa e con l incombere della guerra civile, si stava organizzando la Resistenza: da noi ai partigiani si affiancavano alcuni soldati neozelandesi, fuggiti dopo l 8 Settembre dal campo di prigionia di Torviscosa. Si nascondevano nei campi, protetti dalla popolazione e fungendo da informatori per le azioni militari degli Alleati. La situazione era oltremodo delicata per tutti. La Superiora Suor Gabriella (Caterina Cordani) che aveva una buona cultura e parlava bene la lingua inglese, essendo figlia di un diplomatico italiano a Londra, segretamente faceva da tramite con gli informatori di lingua inglese. Temeraria (e sostenuta dalle preghiere delle consorelle) fu l impresa che salvò la vita ad un giovane prigioniero clandestino neozelandese che da giorni aveva tanti dolori: la Superiora, informata segretamente, aveva intuito la gravità della situazione. Dopo aver concordato i segnali di reciproco riconoscimento, incaricò Elisa di prendere contatto, senza dare nell occhio, con un medico-partigiano a Driolassa perchè visitasse il giovane nel suo nascondiglio: in effetti si trattava di appendicite e urgeva intervenire. Allora il fidanzato di Elisa, Carlo, contattò il cugino don Albino Perosa, allora giovane cappellano a Udine. Questi a sua volta convinse il chirurgo prof. Pieris all intervento chirurgico d urgenza Tutto andò bene e ognuno riprese il proprio ruolo e a sperare in tempi migliori. Però una domenica pomeriggio successe l imprevisto: Elisa, uscita dal vespero, trovò ad aspettarla il fidanzato, giunto con la sua bicicletta blu in licenza militare da Casarsa. Decise di fermarsi con lui un po e di non andare alla solita adunanza dell Azione Cattolica. L indomani Suor Giuseppina si sentì autorizzata a rimproverarla pubblicamente della grave mancanza, non sospettando la reazione di Elisa che, garbatamente, se ne tornò a casa e da quel momento si mise a lavorare per proprio conto. E fu così che Carlo non corse più il rischio di pagare la tassa sul celibato, mentre suor Giuseppina continuò per anni, con la solita grinta, a dirigere le ragazze ricamatrici. Ho incontrato Suor Giuseppina Tubaro nella primavera del 2001 nella casa di riposo delle Suore a Tricesimo, accompagnando la giornalista neozelandese Susan Jacobs, che stava lavorando ad una sua ricerca storica sui rapporti tra la popolazione italiana e gli oltre 450 prigionieri di guerra dell esercito neozelandese, rinchiusi nei campi di prigionia italiani, fuggiti dopo l 8 settembre 1943 e poi braccati durante l occupazione tedesca. Nella nostra zona avevano operato in clandestinità alcuni di essi di cui le avevo trasmesso i nominativi: combaciavano con quanto ricordato da Elisa e con quanto mi aveva riferito Suor Giuseppina in un colloquio telefonico per concordare l incontro con Susan Jacobs. Quel mattino di primavera del 2001 ci aveva accolto a Tricesimo, lasciando la cura delle sue rose e, a Un nutrito gruppo di ragazze, con le loro Suore insegnanti della Scuola di ricamo. 93 anni, sembrava un fiume in piena mentre raccontava alla entusiasta scrittrice neozelandese fatti ed episodi avvenuti nell Asilo, dove in tempo di guerra convivevano e si incontravano a volte, ignorandosi a vicenda, ufficiali tedeschi della TODT e informatori alleati, prigionieri clandestini. E in questa situazione esplosiva le Suore avevano accolto tutti, continuando ad educare ed istruire e Suor Pia a sfamare grandi e piccini, con l aiuto della Provvidenza. La testimonianza di Suor Giuseppina Tubaro, ricca di nomi, di particolari e di aneddoti narrati con impareggiabile vivacità, fa parte del libro di carattere storico Fighting with the Enemy, edito nel 2004 ad Auckland, in Nuova Zelanda, proprio agli antipodi dell Italia. Recentemente è stato tradotto in lingua italiana con il titolo Combattendo con il nemico-i prigionieri di guerra neozelandesi e la Resistenza italiana. Le Suore di Rivignano non hanno pensato allora ( per prudenza mi è stato detto) all utilità di conservare documenti del loro particolare modo di partecipare alla Resistenza locale, non abitano più nella palazzina D Agostini e non hanno più niente a che fare con l attuale Scuola Materna, mentre della benemerita Scuola di Lavoro resta il ricordo in qualche sbiadita fotografia. Fra una decina d anni, durante le probabili celebrazioni per il centenario della fine della Grande Guerra, ci sarà chi ricorderà l opera della Figlie della Carità di S. Vincenzo de Paoli proseguita a Rivignano ben oltre l incarico ricoperto da Suor Giuseppina Ercoli Superiora dell Ambulanza addetta all Ospedale 074 nel 1919? Rivignano, 25 Agosto 2009 Giona Bigotto

9 Pagina 9 LE NOSTRE CHIESE CHIESA DELLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO NEL CIMITERO DI RIVIGNANO Non basterebbe questo intero bollettino per descrivere convenientemente sotto il profilo storico, artistico ed ecclesiastico la chiesa del cimitero di Rivignano, tanto è ricca e complessa di vicende storiche e di testimonianze della cultura materiale. Infatti, se è vero che al centro del paese fa bella mostra di sé il maestoso Duomo in stile neogotico, su progetto di Girolamo D Aronco (padre del famoso architetto Raimondo), affiancato dal grande campanile, tuttavia dal punto di vista culturale merita particolare attenzione la discosta e suggestiva chiesetta, vero scrigno d arte, che sorge all interno del cimitero. È comunemente conosciuta come chiesa della Beata Vergine del Rosario (e questa denominazione, devozionale, è un omaggio a seguito della Vittoria di Lepanto), ma il Titulus primigenio era significativamente solo Santa Maria (o Beata Vergine Maria ), importante perchè denuncia la vetustà del luogo di culto nel contesto della gerarchia santorale, in una precisa insospettabile collocazione geografica. Ad vulgo, nei documenti dei Sec. XVII-XVIII era citata come chiesa della Madonna della Chiaranda o più semplicemente in friulano: La Cjarande, riferito certamente alle peculiarità del contesto ambientale di allora, quale spontaneo e popolare omaggio alla Madonna. All interno della Chiesa, sull altare, il trittico: le tele di Bernardino Blaceo. La Chiesa della Beata Vergine del Rosario nel Cimitero di Rivignano. Convengo con alcuni studiosi nel ritenere la chiesa del cimitero quale antica sede parrocchiale di Rivignano, tant è vero che nel narrato della Visita Pastorale patriarcale del 1595, si legge tra l altro che è posta fuori dalla predetta Villa (Rivignano), che anticamente era Parrocchiale: non ha il Santissimo Sacramento, né il Battistero, perchè portato nella Chiesa di San Lorenzo per maggiore devozione e comodità del popolo, così come all attuale. La costruzione cultuale, di vaste dimensioni rispetto alla tipologia, presenta peculiarità stilistiche ed architettoniche accumunate alle diverse chiese coeve del nostro territorio. È edificata nei primi decenni del Sec. XV, ma direi, dubitativamente, su sedime ben più antico. Impostato nel consueto orientamento Est/Ovest, con il presbiterio rivolto verso il sorgere del sole (o la Gerusalemme Celeste ), in mattoni, si compone di un aula rettangolare ed ampio corpo presbiterale, con abside poligonale. La facciata è tripartita in senso verticale dal campaniletto a vela, con bifora campanaria terminale. Alla base si apre il portale maggiore, mentre nella parte superiore c è un oculo. Le pareti laterali sono semplici, lineari, rimaste grezze. Nella fiancata meridionale, come di consueto abbiamo le caratteristiche finestrelle allungate, mentre v è traccia di una antica porta murata (sostituita nel tempo, per ragioni logistiche, con quella della parete Nord). Unico motivo decorativo ci viene concesso dal cornicione pensile sottotetto perimetrale nella tipologia dentellata. L interno dell edificio è rimasto pressoché integro. L aula presenta pareti lisce intonacate, travature scoperte, mentre il coro ha soffitto a crociera che si raccorda con l abside, a costoloni su peducci. Nella citata Visita Pastorale del 1595 si apprende che oltre all Altare Maggiore, in Cornu Evangeli c è l altare sotto il titolo della Beatissima Vergine Maria, mentre in Cornu Epistolae è posto quello sotto il titolo di S. Giacomo. Il numero degli altari, derivato anche dal potere economico cui poteva contare questa chiesa, aumenterà a cinque, come appare nella Descrizione della Forania varmese redatta nel 1710 dal sac. dott. Leonardo Tullio, Pievano di Muscletto. Dopo un malinconico lungo periodo di semiabbandono della chiesa a se stessa (tanto che per motivi precauzionali e di conservazione, le diverse opere d arte avevano trovato intimidita ospitalità nella Parrocchiale), si è provveduto ad un faticoso, graduale recupero della struttura e delle testimonianze artistiche, riportando il monumento nella sua peculiare fisionomia e godibilità. Per motivi di spazio, mi limito ad evidenziare tre episodi artistici tra i più significativi. Mi riferisco in primis al portale maggiore lapideo, dalle esili profilature, sovrastato nella trabeazione dallo scaglione savorgnano, mentre nello stipite di sinistra è raffigurata in bassorilievo una delicata, suadente Madonna con Bambino. Forse realizzato con tratti crudi, essenziali, la scena trasmette al visitatore, al fedele occasionale un sentimento di serenità e di speranza: lo testimonia anche il fatto che il bassorilievo è traslucido a causa dello sfregamento di mani devote; molto spesso in corrispondenza dell immagine tra stipite e porta vengono conficcati omaggi floreali (per molti è quasi una tappa d obbligo nel mesto itinerario della visita al cimitero). È piacevole il tentativo scenografico in cui è estratta la figura materna, ma ancor più sorprendente la ricerca della tridimensionalità provocata dal manto su cui è posto il Bambino, che si espande oltre il labile confine dell immemore, rendendo forse meno sacra (più umana, carnale) la rappresentazione. (Non si può scordare la splendida copia di questo bassorilievo realizzata dal rivignanese Dante Vasegue a pag. 10

10 Pagina 10 LE NOSTRE CHIESE seguito da pag. 9 CHIESA DELLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO Un particolare dell ingresso principale della Chiesa con un bassorilievo raffigurante una Madonna con bambino, opera di Giovanni Antonio Pilacorte. sformata o condizionata. In questa temperie vedremo operare a Rivignano, nel 1552, per la chiesa della Madonna Bernardino Blaceo (Udine, ca ). Su commessa dei Savorgnan, il pittore è impegnato a realizzare un opera complessa e di grandi dimensioni, non priva di sgrammaticature, ma per la qualità dell esecuzione, l uso dei colori caldi e appropriati, la lentinis, cfr: Progetto Amare 2008, n. 4, p. 8). Il portale (e il coevo Battistero, ora in Duomo) è opera di Giovanni Antonio Pilacorte (doc. Carona 1455 ca. Pordenone 1531), tra gli scultori lombardi ticinesi attivi in Friuli, forse il più noto e prolifico. Pur legato stilisticamente alla terra d origine, è stato fedele interprete delle esigenze estetiche della committenza locale, con plastiche realizzazioni rinascimentali, che trasudano rimembranze arcaiche. Il lapicida è autore anche dell elegante portale della chiesa di Ariis. La chiesa cimiteriale è depositaria della più importante opera d arte di Rivignano e per la quale la località è conosciuta e citata in ambito culturale. Mi riferisco al Trittico di Bernardino Blaceo, che rifulge in tutto il suo splendore sull altare maggiore, dopo un complesso, attento lavoro di restauro protratto tra il 1988 e il 1993 (prima la cornice e in seguito le tre tele), a cura del Laboratorio R.C.A. di Del Zotto & Tonini, grazie alla straordinaria generosità di un privato. La prepotente personalità del Pordenone e le sue innovazioni stilistiche espresse nella presenza sublimata del Trittico della Plebanale di Varmo ( ), ha sconvolto l ambiente artistico del territorio. Tutta la cultura figurativa della nostra zona ne risulterà più o meno trabuona impaginazione, si può considerare il suo capolavoro (Bergamini 1999, p. 324). La struttura architettonica della cornice lignea impreziosita da intagli, dorata e dipinta, si compone del basamento su cui poggiano le quattro semicolonne scanalate, con capitello corinzio, che tripartiscono la pala, lateralmente unita da trabeazione aggettante. La cornice prosegue con due modiglioni che verticalizzano la parte centrale, conclusa da timpano, con la ieratica figura del Padre Eterno; ai lati, nelle due volute, la consueta scena dell Annunciazione (come il timpano, è dipinta su tavola). La struttura poggia su una mensa marmorea non originaria, similmente realizzata in contemporanea agli altari della Parrocchiale di S. Lorenzo, da Giuseppe Mattiussi (fine Sec. XVIII). Nella grande tela centrale, entro struttura architettonica absidata di grande effetto scenografico, è posta su alto basamento l elegante Madonna con Bambino, protetta da drappo, mentre ai piedi, sugli scalini sono due briosi angeli musicanti che affiancano lo scaglione savorgnano. Nella tela laterale di sinistra troviamo raffigurati i Santi Giovanni Battista ed Ermacora, mentre in quella di destra S. Pietro e S. Floriano, figure formalmente corrette, con la loro ieraticità fisionomica ben delineata (potrebbero trattarsi di veri ritratti dei committenti). È palese che in quest opera il Blaceo ha ripreso fedelmente il Trittico varmese del Pordenone, tant è che nell esegesi ottocentesca veniva attribuito almeno in parte al grande maestro. Un terzo motivo d interesse per questo chiesa di Rivignano ci viene offerto dalla pala d altare di S. Giacomo, già documentata nelle Visite Pastorali del 1595 e del In virtù di confronti stilistici il quadro viene attribuito all udinese Giacomo Secante, detto Trombòn (doc ). Il Secante eccelle tra i pittori della dinastia familiare, sempre attraverso la costante pordenoniana. In questo brano è possibile riscontrare oltre ad una buona impaginatura generale, redatta su due registri (nel 2 è proposto il sempre gradito tema mariano, resa con annotazioni intense), un notevole gusto ritrattistica (dolce è il modello dei volti femminili) e una sufficiente eleganza formale. Altra opera del Trombòn si documenta per la chiesa di Flambruzzo (il riferimento ad un sollecito di pagamento notificato dalla Curia patriarcale, nell agosto 1558, che minacciava di scomunicare detti Camerari). Infine, rappresenta un unicum nel genere il pavimento con diverse lastre tombali di famiglie notabili del paese (Sec. XVII XVIII): quella di Domenico Toso (datata 1651), di Biagio Fabris, di Giuseppe Solimbergo (1791), di Sebastiano Scatone (1687) e di Geronimo Pilutti, con le rispettive epigrafi. In questa chiesa (in una tomba non ancora identificata) troverebbe riposo, per sua espressa volontà, anche il leggendario Germanico Savorgnan. Franco Gover La presentazione degli Uffici Parrocchiali e Foraniali e della Casa Canonica da parte del Parroco all Arcivescovo e alla gente presente. A lato le numerose autorità civili che hanno presenziato alla cerimonia e che poi hanno visitato la nuova struttura.

11 Pagina 11 DAL VARMESE L ANTICA TRADIZIONE DEL PERDON festa che quest anno era accompagnata dal motto Madrîs, piçul ma vîf! a dimostrazione di quanto, per i locali, tale occasione sia fondamentale per ricordare che, nonostante tutto, Madrisio c è e fa ancora. Il Perdon è spesso accompagnato dalla sagra paesana, come nel caso dell Assunta a Santa Marizza, della Porziuncola a Belgrado, di San Piena viene portata a spalle dai giovani della parrocchia, i quali, per l occasione, indossano ancora la tradizionale veste da processione, cosa veramente rara al giorno d oggi. Sopravvive, con una certa difficoltà, il Perdon della Madonna della Cintura a Varmo che gode comunque di una certa partecipazione da parte dei paesani e si distingue per il fatto di avere un percorso più lungo rispetto alle altre processioni varmesi. Particolarmente ricco è il corteo processionale che sfoggia (quando ci Le due croci astili settecentesche recentemente restaurate della Parrocchia di San Giorgio in Gradiscutta di Varmo, già parte dell arredamento dell antica Chiesa non più esistente Anche quest estate si è rinnovata, nei nostri paesi, l antica tradizione del Perdon. In un contesto che tende sempre più ad accorpare le comunità parrocchiali per la consueta mancanza di pastori, il Perdon rappresenta, al giorno d oggi, un momento di controtendenza: di riscoperta della piccola realtà locale, della propria esclusività, nonché un occasione per dimostrare che c è ancora un soffio di vivacità nei piccoli paesi oltre che per ricordare che non è sempre indispensabile ricorrere all appoggio di un grosso centro per realizzare qualsiasi iniziativa, ma anzi, se ci sono delle cose che si riesce a fare da soli ben vengano, anche al fine di rimarcare un legame tra il territorio e gli abitanti che sta sempre più scemando. Ogni paese, anche il più piccolo, anche quello più dimenticato ha il suo Perdon, persino Santa Marizzutta, località ormai praticamente disabitata, ha riscoperto da alcuni anni la tradizione del Perdon di Sant Anna e ora rappresenta un appuntamento irrinunciabile per i fedeli della zona, e non solo, che ogni anno affollano la chiesetta campestre, diventata ormai anche un piccolo luogo di incontro foraniale, grazie alla devozione a Sant Anna che raccoglie fedeli da tutti i paesi della forania e oltre. Ma la tradizione del Perdon ha dato nuova linfa vitale anche al piccolo e ridente borgo di Cornazzai, nel quale l evento è ormai diventato occasione di incontro per tutti coloro che, originari del luogo, sono emigrati nei paesi vicini. E persino nella piccola Pieve di Madrisio, ormai dimenticata dalla prassi pastorale, che gli concede solo qualche messa occasionale durante l anno, la festa di Santa Radegonda rappresenta ormai l unica occasione in cui la località si desta dal suo torpore e organizza una sentita Il baldacchino preziosamente ricamato dalle nostre Suore e dal loro laboratorio, nella foto di una passata processione. ora fanno bella mostra di sé sotto le anche delle navate laterali dell odierna Parrocchiale. tro a Romans, di San Ermacora a Roveredo e della Madonna di Lourdes a Canussio, e anche se questa non è un iniziativa religiosa, vi è comunque collegata, sia perché la festa religiosa offre l occasione, sia perchè si pone come momento di unità per il paese, che si mobilita unanimemente per la miglior riuscita del tutto. Più tardi, a settembre inoltrato, viene invece celebrato il Perdon dell Addolorata a Gradiscutta, particolarmente sentito nel paese, al punto che a tutt oggi la statua della Madonsono sufficienti volontari disponibili) sei stendardi e due gonfaloni di grandi dimensioni. L elemento comune che caratterizza tutti i Perdon è senz altro il legame con il territorio, del resto non è un caso che l occasione sia meno sentita a Varmo, dove tale legame è più labile e invece sia molto più sentita nei piccoli centri, dove è molto forte, ironia della sorte in questo caso sono i grandi a dover imparare dai piccoli. D altro canto in un periodo in cui la parola d ordine è l accentramento, il Perdon è ormai l unica occasione rimasta a una piccola parrocchia per tornare a fare comunità, per sentirsi protagonista almeno per una volta e condividere un po di orgoglio. Il nostro don Gianni Pilutti ribadiva continuamente il concetto, sicuramente condivisibile, che nelle nostre piccole frazioni, ora che non c è più la latteria, ora che non c è più il negozietto, ora che non c è più la scuola, è rimasta solo la Chiesa ad animare le piccole realtà e quando non ci sarà neppure quella, allora finirà tutto e i paesi diverranno dei semplici, sterili, insiemi di abitazioni, privi di alcuna forma di aggregazione tra gli abitanti. È chiaro quindi quanto sia importante, il ruolo del Perdon, alla luce di queste considerazioni, per scongiurare un tale scenario e per mantenere dei germogli vivi in tutti paesi, in attesa di auspicabili tempi migliori. Luca Bagnarol

12 Pagina 12 GIOVANI ANIMASOGNI IN CAMPEGGIO Giovedì 26 agosto nel pomeriggio ci siamo trovati nel parco divisione Julia... destinazione... Paluzza. Dopo la nostra prima faticosa salita abbiamo riscoperto la casa che anche l anno scorso ci aveva ospitato per una settimana. Dopo qualche minuto necessario a riprenderci abbiamo preparato insieme la cena, quindi ci siamo divisi nelle squadre che per il resto del soggiorno avrebbero svolto a turno i vari lavori domestici (preparare pranzo cena e colazione) e dopo esserci sistemati nella camere abbiamo cenato. La serata è proseguita trascorrendo delle bellissime ore passate a scherzare e a chiacchierare per conoscerci un po di più visto che oltre al consueto gruppo degli animatori parrocchiali si sono uniti a noi anche i nuovi ragazzi che da quest anno ci aiuteranno nelle varie giornate di animazione che facciamo nel corso dell anno. Per concludere nel migliore dei modi la prima mezza giornata insieme abbiamo letto un passo del Vangelo e abbiamo condiviso assieme gli spunti e gli insegnamenti che emergevano dalla lettura cercando di contestualizzarli nell esperienza che stavamo vivendo. Venerdì dopo un abbondante colazione siamo scesi a piedi a Paluzza a prendere il pane e poi ci siamo diretti verso Cleulis dove ci siamo fermati in riva al fiume ed alcuni di noi i più temerari si sono tuffati nelle gelide acque del fiume mentre il resto del gruppo si è arrostito al sole giocando a carte. Nel pomeriggio abbiamo preso la strada in salita verso casa, ma la fatica che stavamo facendo è stata ripagata quando ad un certo punto da- Un momento indimenticabile, da ricordare con uno scatto, nel campeggio degli Animasogni. vanti a noi si è fermato un bambi che non appena ha sentito la nostra rumorosa compagnia è fuggito nel bosco sottostante, fermandosi alla giusta distanza per non essere disturbato e per permetterci di scattagli qualche foto. Rientrati alla casa che ci ospitava, dopo una bella ed avvincente partita di pallavolo abbiamo gustato la cena e concluso la serata facendoci un piccolo regalo: ci siamo scambiati un segnalibro che ognuno di noi aveva appositamente creato per la persona a cui lo donava: un piccolo ricordo del nostro campeggio. Il terzo giorno all alba, dopo una sveglia un po rumorosa visto che alcuni di noi sono stati svegliati dalle urla di Roberto che ci dava il buon giorno... abbiamo preso la corriera per Timau. Qui è stato d obbligo visitare e pregare nella chiesa parrocchiale che al suo interno ospita un Il tempo inclemente non li ha fermati: l esperienza è stata comunque fantastica, indimenticabile, significativa, piena di esperienze... imponente e particolare crocifisso; quindi abbiamo iniziato la salita al monte Terzo. La vetta è arrivata ben dopo 3 ore di salita mozzafiato (nel senso letterale della parola), purtroppo abbiamo trovato un tempo inclemente che dopo pochi minuti si è tramutato in pioggia così ci siamo preparati al pranzo dentro una stalla della casera che si trovava vicino alla cima. La discesa è stata molto bagnata, ma arrivati a casa ci ha accolto un bel tepore visto che il gestore della casa aveva provveduto per noi ad accendere il riscaldamento. Purtroppo dopo una golosa merenda è iniziata la nostra personale odissea intestinale che ha colpito 16 di noi (su 21 che eravamo), che è durata tutta la notte. Domenica al mattino chi stava bene ma anche chi era debilitato è stato ben contento di vedere i genitori arrivare... ma quello era anche il segno che il nostro breve campeggio stava finendo così al momento dell ultima discesa verso Paluzza in molti di noi c era un po di tristezza per una bella esperienza vissuta assieme che stava finendo. PICCOLI PENSIERI DAL CAMPEGGIO È stato fantastico perché era la prima volta che partecipo a questa esperienza, ho fatto nuove conoscenze, abbiamo cantato e parlato tanto (Elena) È stata una vacanza indimenticabile anche nella sua complessità..per l aria buona e l ombra degli alberi (Riccardo) Ho avuto l opportunità di aprirmi agli altri e conoscere meglio sia gli animatori che le new entry...e significativo era il bacio della buonanotte di Caia (Selena) Mi è piaciuto questo campeggio perché ho visto un bambi nel suo ambiente, non mi sono ai bagnata così tanto ed ho fatto nuove amicizie (Giorgia) È stata significativa questa esperienza per l unione che si è vista nel gruppo dai giochi all aperto a quello con le carte...nelle camminate e nei momenti di solidarietà durante il bisogno (Caia) È stato bello perché ho passato tre giorni con persone nuove, abbiamo pregato tutti insieme e ci siamo aiutati in qualsiasi momento della giornata (Caterina) In questo campeggio ho fatto nuove esperienze:dalle amicizie all essere tutti vicini (Anna) È stato bello questo campeggio perché ho provato ad essere una guida ai nuovi, ho fatto scherzi, ho condiviso i miei pensieri ed emozioni con i nuovi amici (Mattia)

13 Pagina 13 GIOVANI Timore: questa è la sensazione che molti di noi hanno avuto all inaspettata proposta di partire per un viaggio di una settimana al servizio dei più poveri e dei senza tetto della capitale, accompagnati da altri giovani della nostra diocesi. Euforia: siamo appena saliti in treno diretti a Roma e, mentre cominciamo a conoscere i nostri compagni di avventura, la nostra mente pensa già al primo incontro del pomeriggio con la comunità di Sant Egidio. Sconcertante, vivere e vedere in prima persona l esperienza della povertà non come ci appare o come ci viene raccontata ma come realmente è nelle strade e davanti alle stazioni, servendo panini e bevande; ma soprattutto riconoscendo come PERSONE chi è di fronte a noi. Gioia: per essere riusciti almeno per un ora a renderci utili in modo semplice ma concreto nella mensa dei poveri, accogliendo e servendo con gentilezza e disponibilità i nostri ospiti. Meraviglia: nello scoprire che i poveri di oggi non sono solo gli stranieri e gli immigrati ma anche famiglie come le nostre, nonni soli e persone che da un giorno all altro si trovano senza lavoro e abbandonati in una città immensa. Eterna: la città con le sue meraviglie artistiche. La Roma antica con il Colosseo e i Fori Imperiali; le scenografiche piazze, le fontane e le imponenti opere dei maestri del rinascimento italiano come il Mosè e la Pietà del Michelangelo; senza tralasciare le opere monumentali dell ultimo secolo come l Altare della Patria. Riscoperta: delle origini della nostra fede, visitando le basiliche paleocristiane e quelle giubilari, i luoghi che hanno accolto Pietro e Paolo, osservando le reliquie più antiche come la mangiatoia e il legno della croce di Gesù o le catene di Pietro e Paolo e vivendo assieme momenti di preghiera spontanei ed emozionanti in questi luoghi di fede viva. Lacrime: alla fine di 7 fantastici giorni nel momento in cui abbiamo dovuto salutare i nuovi amici che come noi avevano il cuore colmo di tante emozioni e fatiche condivise assieme. Emozioni che raccontino l esperienza vissuta da 27 giovani della Forania Rivignano-Varmo accolti nella Comunità di Sant Egidio a Roma CON PIETRO AL SERVIZIO DEI PIÙ POVERI La prima Comunione a Rivignano: il primo sacramento cosciente dei nostri bambini, che attenti ed emozionati si sono accostati per la prima volta al banchetto eucaristico. UN SMS DA ROMA Un sms per raccontare la cosa più bella dell esperienza a Roma vissuta dai ragazzi che hanno frequentato il percorso di catechesi Navigorà: L esperienza a Roma è stata una buona occasione per fare nuove amicizie e conoscere nuove persone con cui collaborare in futuro e un nuovo mondo a noi sconosciuto quello della dura vita di strada che vivono le persone che noi chiamiamo barboni, ma che in fondo sono persone come tutti noi. (Adam) Camminare per le vie di una città così grande (Luca) È stata un esperienza che mi ha arricchita dentro e mi ha fatto scoprire che dentro i più poveri in realtà sono i più ricchi (Claudia) Roma è stata un esperienza fantastica che ci ha aiutato a considerare le persone più bisognose ed emarginate come persone come noi (Mattia V.) Roma: primi passi verso amicizia nuova, splendori da visitare, esperienze condivise, sorrisi scambiati, fatiche, divertimento, abbracci, saluti, ricordi e la gelateria delle palme PIÙ DI 100 GUSTI (Zoe) Roma è stata un avventura piacevole alla scoperta di una città importante per l Italia ed un viaggio alla riscoperta della fede. mi sono divertita a conoscere nuove persone ed imparare nuove cose (Selena) Roma: una vacanza diversa dal solito che oltre a mostrarci le meraviglie della capitale ci ha fatto conoscere un altra città quella dei barboni di oggi (Filippo) Di questa settimana ricorderò sicuramente la grandiosità e la bellezza storica della città, ma ancor di più ricorderò le amicizie instaurate e consolidate e la fatica ma anche la gioia nell aver potuto dare il mio aiuto ad un gruppo di volontariato che cerca di fare tanto per tante persone bisognose. Non dimenticherò i sorrisi di gratitudine delle persone a cui davo il cibo... ci facevano sembrare la loro unica speranza di vita e nonostante la nostra goffaggine continuavano a sorridere...in questo viaggio ho scoperto in me un nuovo aspetto della vita: la carità e la semplicità! Grazie a tutti coloro che ci hanno permesso e ci hanno accompagnato in questa esperienza (Miriam) Indimenticabile e molto utile. Ci ha fatto aprire gli occhi sul mondo, scoprire cose che non immaginavamo nemmeno, incontrare Gesù tra persone e luoghi che sono in mezzo al nulla. A volte è stata dura ma ci siamo sempre dati forza e coraggio senza mai fermarci costruendo così un nuovo gruppo molto unito ed affiatato (Valentina) Indimenticabile per tutte le persone che hanno condiviso questa esperienza e per le emozioni che ci hanno cambiati tutti. questa esperienza ci ha migliorato non solo dal punto di vista della considerazione verso i senzatetto, ma anche migliorato dentro di noi:capire che ci sono persone uguali a noi che stanno male e che hanno bisogno di aiuto (Mattia P.) Roma, la nostra avventura è stata magnifica nell arte quanto squallida nei quartieri poveri;calda e faticosa nello sforzo di conoscere la realtà cittadina in tutti i suoi aspetti. Roma è stata per tutti noi un esperienza di contrasti tra ciò che è e ciò che si può solo immaginare. Quello che ci è rimasto è fresco e rigenerante per lo spirito al pari di quanto lo è per il corpo una doccia fatta dopo una giornata intensa e faticosa (Davide) Roma più che un esperienza è stata una nostra nuova vita... ci siamo uniti, abbiamo fatto crescere il nostro affetto verso il prossimo... insieme abbiamo superato dei brutti pregiudizi... insieme abbiamo faticato, gioito... insieme ci siamo sorpresi ed abbiamo pianto... insieme... questa è la nostra vita... (Claudia) Roma è stata un esperienza per cambiare e crescere, arricchirsi di umiltà, bontà e conoscere nuovi mondi nascosti al nostro... (Sebastiano) Mi ha colpito lo stupore con cui ho ricreduto ai pensieri fatti alla partenza, su come bastino le cose più semplici a modificare tutto il resto... la semplicità con cui si formano le avventure migliori, il potere di queste di favorire lo sviluppo di un disegno che via via diventa sempre più segue a pag. 14

14 Pagina 14 GIOVANI Ripetuta l esperienza dello scorso anno VARMO: CATECAMPO FUSINE 2009 Dopo la fortunata esperienza dell anno scorso, anche quest anno, le parrocchie del varmese hanno riproposto l iniziativa del catecampo a Fusine, presso la casa montana della parrocchia di Lignano Sabbiadoro con risultati davvero lusinghieri. Il campeggio, che ha voluto essere un esperienza estiva parallela al catechismo tradizionale, si è svolto con un programma estremamente denso e vario che ha offerto ai ragazzi una settimana di giochi, divertimenti, camminate in montagna, musica, balli, allegria ma anche momenti di preghiera e riflessione guidati da suor Lina e da padre Vittorino che hanno trascorso tutta la settimana in montagna con il gruppo. Le persone e gli enti da ringraziare sono davvero tantissimi, a partire dai ragazzi stessi per il loro comportamento davvero esemplare, che ha contribuito non poco alla felice riuscita delle iniziative proposte, e dai genitori per la fiducia e il sostegno dato; fondamentale è stato poi il lavoro degli animatori dei nostri paesi: Radu, Pierpaolo, Anna, Alessandro, Elisabetta, Martina, Federica, Luca e di Ariet, Arianna e Lucia, tre animatrici della parrocchia di Lignano Sabbiadoro che hanno costituito, anche grazie alla loro consumata esperienza, un aiuto insostituibile. Vanno poi ringraziate le organizzatrici Lorena Morettin e Marisa Romare, le cuoche e gli aiutanti generici: Patrizia Brunetti, Regina Di Valentin, Antonella Festuccia, Walter I ragazzi del Varmese hanno svolto il loro campeggio a Fusine: un esperienza estiva parallela al catechismo, ma con tanti giochi, divertimento e camminate in montagna: un esperienza assolutamente da ripetere!! sandra Bonutti, Loredana Calligaro; le guida all escursione sul monte Forno: Marco, Laura, Michele e Flavia, oltre ai già citati suor Lina e padre Vittorino. Un ringraziamento speciale va dato poi alla parrocchia di Lignano Sabbiadoro e al relativo parroco don Angelo Fabris per la disponibilità dello stabile senza il quale l iniziativa non sarebbe partita. A conclusione di questa splendida esperienza si è pensato ad un segno che potesse rappresentare sia Tomellj, Roberto Macor, Patrizia Cosmi e il m Fabrizio Fabris; i sostenitori: la Carrozzeria RG, Luciano Ciutto, don Franco Fracasso, Alesuna continuità di quest esperienza dopo il ritorno a casa, sia un legame tra il gruppo e le parrocchie di appartenenza. Così è stato fatto dono a tutte le parrocchie di un presepio in legno, uno per ciascuna parrocchia, opera della falegnameria della famiglia De Giusti di Varmo e gentilmente donato da questa per la realizzazione dell iniziativa. Già oggetto della caccia al tesoro svolta durante il campeggio, è stato poi trasmesso dai ragazzi nelle loro parrocchie quale segno tangibile dell insegnamento ricevuto da questa esperienza. Questo presepio accompagnerà ancora i nostri ragazzi quale simbolo del BATTESIMO A RIVIGNANO Auguri, auguri, auguri! da parte di tutta la Comunità per una nuova vita che entra anche a far parte della nostra Assemblea nella Celebrazione Eucaristica in cui riceve il primo sacramento: il Battesimo. A Leonardo, ai genitori e padrini, a tutta la sua famiglia, i migliori voti di ogni bene: cresca come Gesù, in sapienza, bontà e grazia! prossimo Pellegrinaggio a Betlemme che il catechismo effettuerà nelle parrocchie del varmese durante il prossimo Avvento. UN SMS DA ROMA seguito da pag. 13 grande e ci fa crescere assieme a lui. (Anna) La cosa che a me ha colpito di più è stata andare a dare il cibo agli immigrati afghani (si scrive così????) perché si sono dimostrati socievoli e ci hanno raccontato le loro storie... P.S.: mi ha colpito anche la vecchietta che ha urlato in mezzo alla strada ad un motociclista: a mortacci tua!!! mo vengo lì e te strappo er capelli!!! (Gabriele) La cosa che mi ha colpito di più è stato l ottimismo e la speranza con cui i senza tetto guardavano il futuro, nonostante la loro condizione disagiata. (Riccardo) Essere a contatto con una realtà diversa dalla nostra, quella dei poveri, dei senza tetto... e scoprire che loro non sono diversi da noi. Vivere momenti accanto a loro aiutandoli non solo con cibo e bevande ma con chiacchiere amichevoli, scambi di opinioni e battute e di sguardi, sensazioni ed emozioni condivise da tutti. (Michele) Roma: un tuffo nelle realtà vera e non in quella filtrata e raccontata dai media. Una lezione di vita in cui si impara a condividere anche il nulla che si ha. Una settimana in cui abbiamo sperimentato e pregato il vero senso dell Amore per il prossimo insegnato da Gesù nel Vangelo (Simone)

15 Pagina 15 A VOLTE FORSE UN GRAZIE NON BASTA LE VOSTRE OFFERTE DUOMO N.N. 30,00; in occ. matr. di Mauro Michele e Bergomas Manuela 50,00; in mem. di Comuzzi Ermes 100,00; Odorico Candida 40,00; in mem. di Righini Dario, la famiglia 50,00; in mem. di Zanin Gabriele, la famiglia 100,00; N.N. 40,00; dalla raccolta per fiori di Lalla (Comuzzi Silvia) 65,00; in occ. matrim. Martina Zanin e Lorenzo Ruggera 150,00; N.N. 40,00; N.N 50,00; in occ. battesimo di Leonardo Bancheri, i genitori 50,00; N.N. 150,00; in mem. di Lina Meneguzzi, i nipoti 80,00; Tonelli Pasqua 300,00; N.N 50,00; in occ. matr. di Daniele Da Rio e Manuela Gortana 100,00; in mem. di Bertolissio Isida, la figlia 50,00; in occ. fun. Caccitti Gianna in Cirillo 440,50; Tonelli Luigi 150,00; in occ. fun. Carlin Irma ved. Odorico 108,00; in mem. di Sabatini Livio, la famiglia 50,00; Del Negro Ester 50,00; N.N. 30,00; Biasutti Pierina 20,00; Bambini 2 elem. per Corone Rosario 78,00; Macor Rosanna 10,00; Dorigo Bruno 10,00; Offerta genitori bambini 1 Comunione 1.082,00; Jacuzzi Benvenuta (fiori) 5,00; in occ. fun. Comuzzi Lalla, Gruppo S. Vincenzo x fiori 222,00; in occ. fun. Comuzzi Lalla 106,00; in occ. fun. Comuzzi Ermes 1.059,00; in occ. Battesimo Caruso Filippo 30,00; in occ. Battesimo Fam. Mantovani 50,00; in occ. Battesimo Fam. Binasia 50,00; in occ. Battesimo Fam. Pesenti 30,00; in occ. Battesimo 20,00; in occ. Battesimo Passon Lorenzo 50,00; In occ. fun. Mancardi Raul 164,50; F.G. 40,00; in occ. fun. Odorico Aldo 262,00; in occ. fun. Righini Dario 102,00; in occ. fun. Zanin Gabriele 889,00; Paron Rita 15,00; Blasoni Pasqua (fiori) 10,00; in occ. fun. Tonizzo Mirca ved. Meret 109,00; in occ. fun. Brisotto Caterina ved. Negri 27,00; in occ.fun. Odorico Oliva ved. Tizianello 18,00; in occ. fun. Briatti Lucia in Piazza 211,00; in occ.fun. Bertolissio Isida ved. Bertoli 329,00; in occ.fun. Della Savia Colomba in Pestrin 394,00; in occ. fun. Meneguzzi Lina ved. Campeotto 159,00; in occ. fun. Costantini Rosa ved. Faleschini 218,00; in occ. fun. Gazzetta Sergio 47,00; in mem. di Meneguzzi Lina ved. Campeotto 45,00. QUARTESE B.O. 20,00; N.N. 50,00; PRESTITO E OFFERTE CANONICA (conto corrente della Parrocchia presso la Banca Popolare FriulAdria, filiale di Rivignano, n , cin H, Abi 05336, cab 64170) Offerte (precedenti 5.370,00): in occ. benedizione canonica N.N. 50,00; Prestiti (precedenti ,00). Restituzioni (precedenti 0,00): 0,00 Totale al : ,00. RICREATORIO Tonelli Luigi 30,00; Corso di cucito 150,00. BOLLETTINO Pestrin Elisa 10,00; Meret John 29,34 (50 $ can.); S.V. 50,00; Tonelli Luigi 20,00; Bertoia Valentino 5,00; M.G. 50,00; Bertussi Giuditta 15,00; F.G. 10,00; Bagnarol Luca 74,00; Paron Rita 15,00; N.N. 20,00; Vidor Maria in Macor 30,00; Monnier Louise 30,00. Il momento della benedizione degli Uffici Parrocchiali e Foraniali e della Casa Canonica da parte dell Arcivescovo mons. Pietro Brollo. QUALCHE PROSSIMO IMPEGNO...ma attenzione agli avvisi in Chiesa UNA PRECISAZIONE: al momento di preparare gli impegni per i prossimi tre mesi, ci sono alcune difficoltà operative; le comunicazioni seguenti saranno pertanto solo indicative. Si raccomanda di seguire con particolare attenzione gli avvisi che vengono dati durante le celebrazioni e che sono affissi settimanalmente in fondo alla Chiesa. SANTO ROSARIO DI OTTOBRE A partire da lunedì 5 ottobre tutte le messe serali, anche prefestiva e festiva, saranno anticipate di un ora (alle ore 18,00); tutti i giorni del mese mariano di ottobre, mezz ora prima (ore 17,30) dell inizio delle liturgie serali, si reciterà il Santo Rosario. S. MESSA PER I DEFUNTI IN CIMITERO Con venerdì 25 settembre è terminata la celebrazione della Santa Messa feriale serale nella Chiesa della Beata Maria Vergine del Rosario in Cimitero: da venerdì 2 ottobre la celebrazione ritorna nel Duomo. PERDON DAL ROSARI - Domenica 4 Ottobre, alle ore 11.00, a Rivignano è prevista la Messa Solenne e la Processione del Perdon dal Rosari, per tributare la giusta venerazione alla Beata Maria, Vergine del Rosario, e cogliere un altra occasione per una testimonianza di fede cristiana le vie del Paese; analoga celebrazione per il PERDON DAL ROSARI anche a Pocenia, con alle ore 9,30 la celebrazione della Santa Messa ed alle ore 15,00 il solenne canto dei Vesperi e la Processione, mentre a Torsa la festa del tradizionale Perdon dal Rosari è prevista per domenica 18 Ottobre 2009, con la Santa Messa solenne alle ore 11,00 ed il canto dei Vesperi e Processione alle ore 15,00. CATECHISMO A Rivignano la Catechesi per la vita cristiana (Dottrina Cristiana) avrà inizio a partire dal 5 ottobre 2009, secondo il calendario settimanale e gli orari indicati negli avvisi che saranno esposti in Chiesa e nel Ricreatorio. Per gli orari di catechismo in tutte le Parrocchie fare attenzione dai primi di ottobre agli avvisi esposti nelle chiese. TEOR: FESTA DEGLI ANZIANI La Parrocchia di Teor festeggerà gli anziani domenica 25 ottobre 2009, con la Celebrazione Eucaristica, spostata per l occasione alle ore 11,00. L incontro servirà a rinnovare l affetto e la stima per la grande esperienza accumulata negli anni della vita ed imparare dai ricordi e dalla storia che sapranno raccontarci. ORA LEGALE - L ultima Domenica di Ottobre, il giorno 25 Ottobre, si passerà dall ora legale all ora solare e quindi nelle prime ore del giorno le lancette degli orologi verranno portate indietro di un ora; nulla cambia per le celebrazioni vespertine del sabato, della domenica e di tutti gli altri giorni feriali, che continueranno ad essere celebrate alle ore 18.00; OGNISSANTI E SANTO ROSA- RIO IN CIMITERO - Domenica 1 Novembre, tra i festeggiamenti della Fiera dei Santi, c è la festa religiosa della Solennità di Ognissanti: ore 11.00, in Duomo la Messa Solenne di tutti i Santi (le altre sante Messe seguono gli orari soliti domenicali: la Messa serale a Rivignano sarà celebrata nella segue a pag. 16

16 Pagina 16 QUALCHE PROSSIMO IMPEGNO seguito da pag. 15 Chiesa della Beata Vergine del Rosario in Cimitero); ore 15.00, ore ed ore 20.00, in Cimitero recita del Santo Rosario in suffragio di tutti i nostri Fedeli Defunti. Lunedì 2 novembre la Chiesa ricorda tutti i nostri Fedeli Defunti: la Celebrazione Eucaristica sarà alle ore 11,00 nella Chiesa della Beata Vergine del Rosario in Cimitero con la Commemorazione dei Defunti. CRISTO RE - Domenica 22 novembre, ore 11.00, Messa Solenne della Solennità di Cristo Re dell Universo, festività di chiusura dell Anno Liturgico e momento di bilanci e di cristiano ringraziamento; nell occasione ci sarà a Rivignano la Festa del Ringraziamento. Anche nelle altre Parrocchie viene celebrato il particolare momento del ringraziamento a Dio per l anno, in origine agricolo, ma anche liturgico e di vita, passato; a Driolassa la festa è prevista domenica 8 novembre 2009, alle ore 9,30; a Campomolle domenica 15 novembre 2009, sempre alle ore 9,30; a Teor e a Torsa, come a Rivignano, nella Messa della Comunità alle ore 11,00 di domenica 22 novembre 2009; a Pocenia domenica 6 dicembre 2009, nella Messa delle ore 11,00. PERDON DI CHIARMACIS La piccola Chiesetta di Chiarmacis è dedicata a Sant Andrea, che cade il 30 novembre: quest anno si festeggerà domenica 29 novembre, con la Santa Messa per quella Comunità e per la Parrocchia di Driolassa alle ore 9,30; in quel giorno non ci sarà la Messa nella Chiesa Parrocchiale di Driolassa. ADORAZIONI EUCARISTICHE E CONFESSIONI - Ogni Lunedì di Avvento, a partire da lunedì 1 dicembre, dalle ore alle ore 11.00, presso il Duomo di Rivignano, ci sarà la tradizionale Adorazione Eucaristica, con la possibilità di accostarsi alla Confessione con i Sacerdoti della Forania, per prepararsi degnamente al Natale. IMMACOLATA - Martedì 8 dicembre ore ci sarà a Rivignano la Messa della Solennità in memoria dell Immacolata; le altre messe seguiranno gli orari della domenica. A Campomolle, dove la devozione all Immacolata è tradizione, ci sarà, dopo la Santa Messa delle ore 9,30, la processione con la statua della Vergine per le vie del Paese. GRAZIE ALPINI I NOSTRI DEFUNTI...dona loro la pace eterna Bertolissio Isida di anni 75 Grazie, Alpini! Purtroppo il maltempo non solo ha rovinato la nostra festa, ma ha anche mal ridotto una delle tende poste a nostra disposizione. Teneva così bene l acqua, che è rovinata sotto il peso della stessa. Possiamo proprio dire che abbiamo bagnato la Canonica. ANAGRAFE PARROCCHIALE Briatti Lucia di anni 54 Campeotto Antonio di anni 75 Costantini Rosa di anni 89 BATTESIMI Bin Asia di Adriano e di Zerbo Antonella; Caruso Filippo di Giuseppe e di Odorico Fabiana; Della Bianca Gabriele di Daniele e di Sartore Lorenza; Mantoani Mattia di Gabriele e di Scaini Katia; Pesenti Noah di Jean Marc e di Caminotto Paola; Schiff Maya di Andrea e di D Orlando Emy; Passon Lorenzo di Licio e di Piazza Giuditta; Bancheri Leonardo di Amedeo e di Comuzzi Erika. CRESIME BULFON Gabriele, CARLIN Anna, CARRARA Jasmine, CEN- GARLE Sebastiano, COMISSO Francesco Saverio, COMUZZI Mattia, D AGOSTINI Claudia, FERRIN Francesca, GUATTO Enrico, MELLA Sharon, MOCCHIUTTI Marco, PIGHIN Mattia, ROSSO Alex, SELIM Adam, TONIZZO Andrea, TONIZZO Elisa, ZOCCOLAN Elisa, ZANELLO Alex, ZORZETTO Nicolas, TERMINI Alessia, SCUS- SOLIN Debora, LANO Rocco, GI- GANTE Chiara, BIGOTTO Andrea, TAVERAS Yorleidy Yaril, MAT- TIUSSI Marco. MATRIMONI Ruggera Lorenzo e Zanin Martina; Mauro Michele e Bergomas Manuela; Tonasso Cristian e Piovesana Eleonora; Da Rio Daniele e Gortana Manuela. DEFUNTI Scussolin Tatiana di anni 0, Comuzzi Silvia (Lalla) di anni 86, Comuzzi Ermes di anni 86, Mancardi Raul di anni 70, Odorico Aldo di anni 86, Righini Dario di anni 76, Zanin Gabriele di anni 28, Tonizzo Mirca di anni 75, Brisotto Caterina di anni 88, Odorico Oliva di anni 95, Briatti Lucia di anni 54, Bertolissio Isida di anni 75, Della Savia Colomba di anni 76, Meneguzzi Lina di anni 95, Costantini Rosa di anni 89, Gazzetta Sergio di anni 79. Della Savia Colomba di anni 76 Odorico Aldo di anni 86 Righini Dario di anni 76 Mancardi Raul di anni 70 Odorico Oliva di anni 95 Tonizzo Mirca di anni 75 Meneguzzi Lina di anni 95 Paron Alcide di anni 77 Zanin Gabriele di anni 28

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