Piazza dell'aracoeli, Roma - tel * A cura di Manlio Lo Presti ESERGO

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1 Piazza dell'aracoeli, Roma - tel * Bollettino del 8 LUGLIO 2014 A cura di Manlio Lo Presti ESERGO Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita. MILAN KUNDERA, Lo scherzo, Adelphi, 1986, pag. 195

2 Magritte, Le fantasticherie del passeggiatore solitario, 1926 **************************************** CHI SIAMO La Lidu è la più antica Organizzazione laica che difende i diritti dell Uomo. Si è aperta la campagna tesseramenti Sosteniamola affinché non si spenga una delle poche voci indipendenti esistenti in Italia

3 L.I.D.U. Lega Italiana dei Diritti dell uomo TESSERAMENTO 2014 Socio Giovane quota minima 10,00= (fino a 30 anni) Socio Ordinario quota minima 50,00= Socio Sostenitore versamento minimo 200,00= Socio Benemerito versamento minimo 500,00= data ultima di versamento per il rinnovo 30 GIUGNO NOTA Poiché la L.I.D.U. è un'associazione Onlus e la quota associativa è stata fissata ad euro 50,00- ogni versamento maggiore della quota suddetta, verrà considerata come versamento liberale e potrà essere dedotta, nei termini di legge, dalla dichiarazione dei redditi. La condizione necessaria è che il versamento debba essere effettuato direttamente alla L.I.D.U. nazionale, in qualsiasi forma, salvo che in contanti. L'attestato del versamento dovrà essere richiesta alla Tesoreria nazionale. si può effettuare il pagamento della quota dovuta a mezzo: contanti; assegno; bollettino di c/c/postale n bonifico bancario IBAN IT 90 W bonifico postale IBAN IT 34 N Intestati a: F.I.D.H. Fédération International des Droits de l Homme - Lega Italiana onlus x 1000 Come previsto dalla legge è possibile destinare il 5 x 1000 del reddito delle persone fisiche a fini sociali. La nostra Associazione è ONLUS e può beneficiare di tale norma. Per effettuare la scelta per la destinazione, occorre apporre la propria firma e indicare il Codice Fiscale

4 nell'apposito riquadro previsto nei modelli dell'annuale denuncia dei redditi. COMUNICAZIONI LIDU Prot A.A. N 0039/ Roma 28/6/ 2014 On. Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica Palazzo del Quirinale Roma On. Matteo Renzi Presidente del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi, Piazza Colonna Roma On. Federica Mogherini Ministro degli Esteri Palazzo della Farnesina- Roma e p.c. Mr.Dominique GUIBERT Presidente AEDH Karim Lahidji Presidente FIDH Onorevoli Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministri la Lega Italiana dei Diritti dell'uomo ha seguito con estremo interesse l'esposizione degli indirizzi del semestre italiano di presidenza dell'unione europea, illustrato dal Presidente del Consiglio in Parlamento il 24 di Giugno ultimo scorso. In particolare, l'affermazione che viola i Trattati Istitutivi chiunque s'opponga a nuove politiche

5 economiche anticicliche volte a promuovere la crescita economica, in nome d'un rigore di bilancio pur necessario, è fondata sui testi di quei Trattati stessi. Essi, infatti, nei preamboli ed in diverse norme, individuano nel promuovere il benessere sociale dei cittadini europei il fine del processo d'integrazione supernazionale. Si ha ragione quando si sostiene che nulla v'è di ostativo allo sviluppo nella finanza in sé, come dimostra la memoria storica della Firenze in cui, attorno ad un Fiorino forte, fu: «costruita una fiorente economia», senza la quale non ci sarebbero stati né l arte fiorentina né Dante: «la finanza allora non era un elemento ostativo alla crescita». Altrimenti ha senso il suo monito, Signor Presidente del Consiglio: «tenetevi la vostra moneta ma lasciateci i nostri valori». I nostri valori sono quelli che un tempo, con riferimento alla Dichiarazione francese dell'89, si chiamavano Immortali Principî: i diritti degli esseri umani e dei cittadini, oggi sanciti non solo dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite e dalle Convenzioni internazionali che ne sono ulteriore specificazione, ma anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'unione Europea. Sotto questo profilo, sebbene sia giusto asserire che l'italia non debba accettare lezioni di democrazia da nessuno, dato che in materia vale il motto evangelico: «chi è senza peccato scagli la prima pietra», non possiamo non segnalare due urgenze nazionali: l'inserimento nel Codice Penale del reato di tortura, in ottemperanza alla relativa Convenzione internazionale in materia, liberamente sottoscritta dal nostro Stato e ratificata dal nostro Parlamento; l'istituzione d'una autorità indipendente garante del rispetto dei diritti umani in Italia, come più volte richiestoci dalla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Questo aggiornamento del nostro diritto interno e delle nostre libere istituzioni ci consentirebbe di elevare con più forza la nostra protesta, Signor Presidente del Consiglio: «Quando in mare ci sono i cadaveri e volta le spalle dall altra parte, l Europa non è degna di chiamarsi Europa di civiltà». La nostra organizzazione denuncia da anni l'insensibilità dell'unione europea verso i rifugiati ed i richiedenti asilo, come in genere verso gli esseri umani coinvolti, per varie vicende, nella gestione del sistema Frontex, e per ciò su questo punto è perfettamente in linea col patrio governo. Porgendo alle Signorie Loro i sensi della più viva stima della L.I.D.U. e mia personale. Alfredo Arpaia Riccardo Scarpa Presidente Lega Italiana Diritti dell Uomo Vice Presidente per i rapporti politici

6 Intervista all'ammiraglio Camerini Catania 1874, Siracusa ( Porto Palo) 1985, Pozzallo 12232, Porto Empedocle 8887, Trapani 1895, Palermo 718, Lampedusa 3193, Messina 890. In tutto migranti sbarcati tra l 8 maggio e l 11 giugno mila sbarchi di immigrati ad Augusta alla data del 9 giugno 2014 Nel silenzio dell amministrazione comunale ne abbiamo parlato con il Contrammiraglio Roberto Camerini, presso il Comando Militare Marittimo Autonomo di Sicilia ad Augusta soprattutto dopo aver verificato che il battage giornalistico che si continua a fare sugli sbarchi, in particolare a Lampedusa, è impreciso poiché l ultimo sbarco sull isola delle tartarughe è avvenuto in data 18 ottobre 2013 Ecco perché vanno chiarite alcune cose partendo dai dati già evidenziati. Il marinaio nel suo Dna è portato a salvare vite umane in mare è il motto che apre la conversazione con l Ammiraglio, impegnato in questi mesi al coordinamento delle attività dell operazione Mare Nostrum. Ammiraglio Camerini, quanti sono i mezzi a disposizione dell operazione? All interno dell operazione Mare Nostrum è stato messo a disposizione l uso delle navi della marina militare denominate Santi dal nome che portano Marco, Giusto e Giorgio, in collaborazione con la Brigata San Marco. Cuore dell operazione è la nave San Giorgio. Essa è una sede di comando a tutti gli effetti poiché è munita di mini ospedale, elicotteri, medici e svolge attività di polizia ai fini identificativi a bordo. In casi di emergenza ha una capacità di 1200 migranti da ospitare all interno degli hangar di cui è munita. Vi sono altre 4 o 5 navi sempre della marina militare che pattugliano,a ferro di cavallo, all interno di una vasta area così da intercettare i flussi migratori provenienti dalla Libia e dall Egitto. Proprio dall Egitto giungono le navi madre con i gommoni due delle quali sono state catturate dalla Marina militare e una dalla Guardia di Finanza. Collaborano all operazione anche le pattuglie d altura della Guardia di finanza, i droni dell aeronautica, gli elicotteri della polizia di Stato e della guardia di finanza. Pertanto, è da ritenersi un operazione interforze. Ammiraglio, può raccontare come si svolge una giornata di sbarchi? Ricevuta la comunicazione della presenza di migranti in mare mi metto in collegamento con le Prefetture le quali, sentiti i responsabili del Ministero dell Interno, mi danno indicazione su quale porto sbarcare. Giunti in banchina, dopo aver effettuato a bordo tutte le verifiche mediche e identificative, facciamo scendere i migranti che vengono accolti dalla Croce Rossa, dalla polizia, dalle associazioni di volontariato per poi essere trasferiti nei centri accoglienza.

7 Il nostro compito, se così si vuol chiamare, si conclude con la consegna dei migranti e degli scafisti identificati. Sarebbe ideale, al fine di un raccordo con le nostre attività, che si costituisse un abb per una accoglienza ottimale per poi passare al trasferimento verso i centri accoglienza. Ammiraglio, si è diffusa la notizia che assieme ai migranti stanno arrivando le epidemie. Cosa c è di vero? La notizia che è stata divulgata da giornalisti che ricercano le speculazioni e non la notizia corretta è nata dalla comunicazione data per eccesso di zelo da un nostro medico e che è stata travisata.considerato che tutti gli equipaggi sono vaccinati e testati, la casistica che è stata registrata è assolutamente priva di rilevanza ai fini sanitari poiché non siamo in presenza di tubercolosi ma di una lieve forma di tubercolina Preciso che la nave San Giorgio, munita di mini ospedale effettua a bordo le visite. Qualora dovessero riscontrarsi casi particolari, si passa all isolamento e si allerta la sanità marittima che, subito dopo lo sbarco prende in consegna i migranti e li trasferisce presso l ospedale più vicino. I casi di Ebola, quale patologia proveniente dalla Nuova Guinea, considerando che ha un periodo di incubazione di 20 giorni, che il tempo impiegato per arrivare in Libia con mezzi di fortuna e il tempo impiegato lavorando per procurasi il denaro da consegnare agli scafisti, è troppo lungo, difficilmente via mare potrebbe mai arrivare qualche caso di Ebola se non già accertato. Più facile credo sia la possibilità di far giungere questo virus attraverso le vie aeree considerando che ci vogliono 8 ore di volo dalla Nuova Guinea a Roma. Altro problema è, invece, quando arrivano le navi mercantili poiché non avendo medici a bordo non possono fare i controlli e quindi le visite mediche, anche di centinaia di migranti, devono essere effettuate dopo l arrivo in banchina. Infatti, dopo l attracco vengono fatti salire a bordo del mercantile le unità mediche della marina militare, della CRI, dell USMAF per effettuare le visite e sicuramente questa costituisce un attività complessa e difficile soprattutto per il numero eccessivo di migranti da visitare e per le poche unità mediche a disposizione. Qual è il rapporto tra la Marina e le navi mercantili? Sicuramente molto stretto poiché siamo noi a comunicare al mercantile il recupero di natanti in mare. Il codice marittimo prevede infatti l obbligo di soccorso in mare e di sbarco nel porto più vicino. Problema che si sta verificando in questi giorni è legato alla applicazione della direttiva del Ministero dell Interno di accompagnare i mercantili fino a Taranto. Lo spostamento delle navi poste ai confini, lascia libere le aree di pattugliamento. Sarebbe, infatti, necessario il potenziamento del numero di navi e uomini così da poter mantenere le regolari operazioni militari. In caso contrario, ritengo, che questo spostamento verso Taranto non potrà essere sostenuto a lungo. Per concludere, potrebbe chiarire la distribuzione di competenze tra marina militare e capitaneria di porto? Chiariamo intanto che la capitaneria di porto fa parte della marina militare e che opera entro 12 miglia dalla costa. La capitaneria però nelle aree di soccorso normativamente individuate, opera oltre le miglia previste e riceve l ausilio delle navi d altura della marina.

8 In riferimento a Mare Nostrum il potere è della marina militare solo in presenza di mercantili interviene la capitaneria. Pertanto, ci aiutiamo a vicenda nelle diverse operazioni. Lasciamo l Ammiraglio con l auspicio che gli enormi sforzi in termini di uomini e mezzi e di tanta buona volontà e senso delle istituzioni cui è sottoposta la Marina Militare e nello specifico il comando di Augusta possa essere supportata in tempi brevi dagli organismi umanitari internazionali per sbloccare lo stato di incertezza e di approssimazione che l Europa continua ad avere davanti a questo fenomeno che rischia, ancora una volta, di lesionare i più elementari diritti umani. Prof. Avv. Carola Parano CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE Il 28 giugno 1914 venne assassinato a Sarajevo, insieme alla moglie, l arciduca d Austria Francesco Ferdinando e un mese dopo, il 28 luglio, ebbe inizio il primo conflitto mondiale nel quale l Italia entrò il 24 maggio La guerra, che doveva concludersi in pochi mesi, si rivelò invece lunga e caratterizzata da cruenti battaglie nelle trincee per guadagnare, di volta in volta, pochi metri di territorio. Solo da parte italiana su soldati mobilitati, furono le perdite di vite umane e i feriti. Il numero di uomini mobilitati fu estremamente superiore rispetto al passato: milioni di vite, vestite di grigio verde furono inviate a combattere in posti che non avevano mai visto, creando un grosso sconvolgimento nelle vite degli italiani. Contadini, soprattutto, uomini del Sud (Brigata Catanzaro, Brigata Sassari ed altre Brigate che portano il nome della provenienza) venivano trasferiti in lembi di stato di cui non avevano mai sentito parlare e si trovarono a vivere, combattere e morire insieme ad altri uomini che parlavano spesso dialetti loro incomprensibile. Il 26 ottobre 1921, nella basilica di Aquileia, la popolana Maria Bergamas, madre di un soldato morto in guerra, procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani. La donna, condotta di fronte a undici feretri allineati in basilica, dopo essere passata davanti ad alcuni di essi, non riuscì a proseguire e, accasciandosi al suolo disse questo è mio figlio!. La bara prescelta, collocata sull'affusto di un cannone, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato per essere trasportata e tumulata a Roma al Vittoriano. Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano. Nomi illustri della letteratura ci ricordano la grande guerra come D Annunzio, Ungaretti, Hemingway. Il centenario ricorrente quest anno deve essere un occasione per riflettere sulla fragilità della memoria, ma anche per ragionare su cosa è diventata l Europa un secolo dopo. Il giorno 6 luglio 2014 al Sacrario di Redipuglia, tempio che custodisce i resti di soldati caduti durante la Grande Guerra, il maestro Muti, presenti il Presidente Napolitano, il Presidente sloveno Pahor, il croato Boroevic, e l austriaco Keuschnigg ha voluto far salire al cielo una musica di riconciliazione. Nessuna rappresentazione per vincitori o vinti ma testimonianza di fraternità tra popoli.

9 Antonello Del Mestre RASSEGNA STAMPA 30/06/2014 Migranti, nuova tragedia: trenta morti a bordo di un barcone Il peschereccio, su cui viaggiavano circa 600 persone, è stato soccorso nel Canale di Sicilia dalla Marina Militare. Le vittime forse decedute per asfissia Ansa Ancora una tragedia nel Canale di Sicilia: una trentina di migranti - il numero esatto ancora non si conosce - sono morti, forse per asfissia, in un barcone che è stato soccorso in nottata da una nave della Marina militare. Secondo quanto si è appreso, l'imbarcazione era carica di oltre 600 migranti. Quando la nave Grecale l'ha raggiunta, per alcune decine di loro (il numero delle vittime oscillerebbe tra i 27 e i 30) non c'era più niente da fare. Stipati in una parte angusta del barcone, sono morti molto probabilmente per asfissia. Proprio la posizione in cui si trovano i corpi ha impedito il loro immediato recupero: solo un paio di cadaveri sono stati portati a bordo della nave militare, che ora sta scortando il barcone verso il porto di Pozzallo, dove dovrebbe giungere stamattina. Già soccorse invece due donne incinta. Quella che si è conclusa in nottata tragicamente è stata un'altra giornata di soccorsi per gli uomini e le unità del dispositivo Mare Nostrum. Da venerdì - a parte l'intervento della scorsa notte - le navi della Marina militare e della Guardia costiera hanno soccorso sette barconi e hanno salvato complessivamente persone partite dalle coste africane.

10 Assassinata Salwa Bugaighis avvocato per i diritti umani in Libia 27 giugno 2014 L avvocato Salwa Bugaighis era una delle attiviste per i diritti umani più importanti della Libia. E stato sufficiente un colpo alla nuca. Si è trattato du un esecuzione in piena regola. Salwa è stata assassinata a Bengasi per le sue idee scomode, nel giorno delle elezioni parlamentari. L agenzia di stampa statale Lana ha riferito che Salwa è ststa uccisa alcune ore dopo il voto da un gruppo di uomini armati che hanno fatto irruzione a casa sua. Salwa Bugaighis era stata costretta a fuggire in passato con la sua famiglia in Giordania per via delle minacce di morte che aveva ricevuto. Il figlio di nome Wael, è recentemente sfuggito a un tentativo di rapimento. Sotto il governo del colonnello Gheddafi, Salwa Bugaighis in quanto avvocato aveva rappresentato le famiglie dei prigionieri della prigione Abu Selim di Tripoli, chiedendo al governo a dire la verità su quanto accaduto agli oltre prigionieri scomparsi. Il suo omicidio ha fatto tremare la comunità di attivisti, politici e diplomatici. Hassan al- Amin, attivista per i diritti umani, ex capo della commissione diritti umani in Parlamento che è fuggito dalla Libia in seguito a minacce di morte ha detto: «Tutti i sostenitori della verità sono minacciati». Fonti: FRONTEX, QUANTI PROBLEMI di Redazione Cadoinpiedi.it - 29 Giugno 2014 Ha 89 milioni di budget. Ma c'è ancora poca chiarezza. Nei primi sei mesi del 2014, solo sulle coste italiane sono sbarcate persone. Sul portale del ministero della Difesa si trovano tutti i dati relativi all'operazione Mare Nostrum, Frontex al contrario non rende disponibili le informazioni. Il governo di Matteo Renzi l'ha indicata tra le priorità del semestre italiano: rafforzare l'agenzia Frontex per un'azione comune di controllo delle frontiere. Molto dipenderà dalla volontà politica

11 degli altri partner europei. E dal nuovo direttore esecutivo dell'agenzia, ruolo per il quale è stata aperta fino al 14 luglio una pubblica procedura di selezione. Sulla carta, infatti, tutto si lega a chi si siederà a Varsavia, dove Frontex ha sede. SOLIDARIETÀ SULLA CARTA Secondo gli obiettivi dichiarati nello statuto, l'agenzia europea avrebbe il compito di "agevolare e rendere più efficace l'applicazione delle misure dell'ue, esistenti e future, relative alla gestione delle frontiere esterne, assicurando il coordinamento delle azioni degli Stati membri". Dovrebbe anche fornire "il sostegno tecnico e le conoscenze specialistiche di cui necessitano» e soprattutto promuovere «la solidarietà tra i Paesi membri". Al direttore esecutivo spetterebbe il compito di preparare le strategie, applicare le procedure, prendere le decisioni, stilare i programmi annuali, coordinare le attività e avere le responsabilità di bilancio, oltre che di facilitare la cooperazione tra Frontex, la Commissione Ue, il Consiglio europeo, gli Stati e gli altri organismi dell'ue. IL SILENZIO SUI NUMERI Nei primi sei mesi del 2014, solo sulle coste italiane sono sbarcate persone. Se sul portale del ministero della Difesa si trovano tutti i dati relativi all'operazione Mare Nostrum, Frontex al contrario non rende disponibili le informazioni sulle operazioni in corso. Per il 2014, tuttavia, sul sito di Frontex non appare alcuna operazione via mare. In compenso vengono elencate ben 21 azioni di rimpatrio per riportare migranti illegali nei loro Paesi di origine. Solo per l'italia se ne contano tre verso la Nigeria, avvenute il 16 gennaio, il 19 marzo e il 14 maggio, e costate circa 730 mila euro. Per avere qualche dato sul contributo dei Paesi europei al pattugliamento del Mediterraneo bisogna tornare all'estate del 2013, i mesi in cui i naufragi e i morti di Lampedusa finivano sulle prime pagine della stampa mondiale. Allora paradossalmente Frontex coordinava in Italia un'operazione di pattugliamento, chiamata Enea, capace di coinvolgere dal 3 giugno al 31 dicembre 2013 ben 15 Paesi: Austria, Danimarca, Finlanda, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Gran Bretagna e Albania. Per una spesa totale di 2,162 milioni di euro. A cui vanno aggiunti altri 5,65 milioni dell'operazione Hermes allargata anche a Svizzera, Ungheria, Georgia, Moldova, e persino Ucraina. LE CIFRE DI MARE NOSTRUM Mare Nostrum, stando ai dati forniti dal nostro ministero della Difesa, al 19 giugno 2014 aveva già coinvolto uomini. Oltre a "cinque navi (più due a disposizione), due velivoli, un elicottero e un drone Uav dell'aeronautica militare". In tutto l'operazione ha prestato 263 soccorsi e recuperi, ha assistito migranti, di cui oltre 45 mila sono stati recuperati dalla Marina Militare. Ha inoltre fornito interventi sanitari e arrestato 174 scafisti. Non proprio uno sforzo alla pari con Frontex. Con i suoi 89 milioni di budget per l'anno in corso e 320 dipendenti, l'agenzia di Varsavia nel 2014 non si è fatta carico delle operazioni di soccorso via mare. Secondo il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il 25 e 26 giugno Renzi dovrebbe presentare al Consiglio Ue un programma sull'immigrazione destinato a trasformare Frontex in una "operazione del Mediterraneo, finanziata dall'europa, che di fatto assorba i compiti che oggi ha Mare Nostrum".

12 LA GRANDE GENERAZIONE IN AZIONE: I DISORDINI DELLO ZOOT SUIT DEL GIUGNO 1943 Postato il Sabato, 28 giugno DI MICKEY Z World News Trust Dobbiamo mantenere una costante critica verso la cultura imperialista della supremazia patriarcale bianca, poiché i media la normalizzano e la deproblematizzano. Bell Hooks Settantuno anni fa, proprio in questo mese durante il regno dell eroe liberale (sic), Franklin Delano Roosevelt la Terra della Libertà continuava a sfruttare cinicamente la consueta retorica del bene contro il male, per la promozione della propria agenda globale. Traduzione: non era il momento migliore per un essere umano non bianco per indossare uno zootsuit (abito da uomo con giacca lunga, ndt.) Parallelamente all avanzare della Guerra del Bene (sic), giovani lavoratori messicani entravano in massa negli USA, in seguito ai licenziamenti dei lavoratori sulla costa del Pacifico. In quello stesso periodo, alcuni giovani latini incominciarono a vestirsi quasi esclusivamente con zoot suit. Uno zoot suit veniva descritto così: Giacca molto lunga, svasata al fondo, con spalle squadrate esageratamente imbottite e maniche rigide. I pantaloni sono pieghettati in vita, con taglio molto

13 largo sui fianchi, e scendono a candela restringendosi così tanto in fondo, che un uomo con dei piedi grandi farebbe fatica ad infilarseli. Se lo zoot suit ha finito per ottenere una vastissima popolarità, è però anche diventato, sulla costa occidentale, un sinonimo peggiorativo di messicano, in quanto alcuni americani si risentirono rispetto a chi percepivano come un giovane ben acconciato che non è d aiuto nel vincere la guerra. Per la popolazione bianca di Los Angeles, la produzione di zoot suit era un clamoroso esempio di spreco in un periodo in cui erano portati a credere si richiedevano sacrifici in nome della difesa della democrazia (sic). Questa percezione distorta condusse inevitabilmente a violenze razziste scatenate da irosi soldati bianchi in congedo. Nel giugno del 1943 esplosero a Los Angeles i disordini detti dello zoot suit, spiega lo storico Michael C.C.Adams. Per circa una settimana dei bianchi ingaggiati imperversarono per le strade aggredendo gli ispanici. E non solo gli ispanici. Anche i neri venivano trascinati in strada da soldati e da civili, e venivano rapinati e picchiati. La reazione del consiglio comunale di Los Angeles fu del classico tipo da casa dei forti. Invece di evidenziare il problema del razzismo e dello sfruttamento del lavoro, indossare uno zoot suit diventò un misfatto. Imbastardimento della razza bianca A scanso che qualcuno abbia l impressione che io stia raccontando frottole, tenete presente che il clima razziale durante gli anni della Grande Generazione era improntato all intolleranza istituzionale, persino nei confronti di coloro che hanno prestato servizio in guerra. Per esempio, le riserve di sangue proveniente da soldati neri venivano tenute separate da quelle dei soldati bianchi, per evitare l imbastardimento della razza bianca. Questo avveniva alla luce del sole ad opera della Croce Rossa, con il pieno avallo del governo degli Stati Uniti. Per ironia della sorte, il sistema della banca del sangue fu sviluppato da un fisico di colore, Charles Drew, a cui venne inizialmente affidata la responsabilità delle donazioni in tempo di guerra, ma che in seguito fu licenziato quando prese posizione contro la segregazione del sangue. Certamente, come ci ricorda lo storico Howard Zinn, la seconda guerra mondiale è stata presumibilmente combattuta per dimostrare che Hitler era in errore per le sue idee sulla supremazia bianca del nord rispetto alle razze inferiori, mentre ancora le forze armate statunitensi subivano la segregazione razziale. Zimm prosegue: Quando furono caricate le truppe sulla Queen Mary all inizio del 1945 per andare a combattere in Europa, i neri furono stipati nel fondo della nave vicino alla sala macchine, il più lontano possibile dall aria fresca del ponte, con un grottesco rimando ai viaggi degli schiavi di un

14 tempo. Gli uomini che idearono e misero in pratica quelle spregevoli azioni (e molte altre ancora) vengono universalmente riconosciuti come parte della grande generazione di questo paese. In base a qualunque definizione razionale, questi uomini sono dei terroristi. Non scordate mai, compagni: questo è ciò con cui abbiamo a che fare. Alcuni messaggi: - L uso razzista del capro espiatorio è una radicata tradizione americana. - La supremazia bianca è una pericolosa realtà e continua ad esserlo. - Richiamarsi ai vecchi tempi d oro non è una scelta né utile né rivoluzionaria. - Sarebbe ora che coloro che traggono beneficio da questo sistema oppressivo e corrotto riconoscessero e rifiutassero la normalità dei loro conseguenti privilegi. Mickey Z. è autore di 12 libri, di cui il più recente è Occupy this Book: Mickey Z. on Activism. Fonte: Link: Ue: Amnesty, con presidenza Italia nuovo approccio a diritti umani 23 Giugno :01 (ASCA) - Roma, 23 giu Un nuovo approccio ai diritti umani, con particolare riguardo ''all'urgente necessita' di porre i diritti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo al primo posto nelle politiche e prassi dell'unione europea in tema d'immigrazione e asilo, a salvaguardia della vita e della dignita' umana''. E' quanto chiede ad Italia ed Europa Amnesty

15 International in un memorandum preparato in occasione del 1* luglio, data nella quale l'italia assumera' il semestre di turno di presidenza dell'unione europea. ''Un'occasione fondamentale per cambiare le politiche e le prassi sui diritti umani in Europa'', afferma l'organizzazione umanitaria che presentera' il suo documento domani nel corso di una conferenza stampa che si svolgera' a Roma nella sede di via Magenta e alla quale prenderanno parte il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi ed il direttore generale di Amnesty International Italia Gianni Rufini. Il memorandum fa riferimento a ulteriori questioni di diritti umani tra le quali: combattere la discriminazione, in particolare quella che colpisce le minoranze; tutelare i diritti delle donne; porre fine alla tortura; fermare i trasferimenti internazionali di equipaggiamenti utilizzati per violare i diritti umani; accertare le responsabilita' europee nelle operazioni di detenzione segreta e rendition condotte dalla Cia nello scorso decennio. gc/ Imprese e diritti umani: perché le iniziative multi-stakeholder funzionano Pubblicato: 27/06/2014 Dall'Accord on Fire and Building Safety siglato all'indomani della tragedia di Rana Plaza in Bangladesh al Gruppo di Lavoro per il commercio etico di diamanti e pietre preziose creato sotto l'egida OCSE, il 2013 ha visto la nascita di una miriade di iniziative più o meno strutturate che riuniscono governi, imprese e organizzazioni non governative (ONG) attorno allo stesso tavolo. La novità non è tanto l'approccio multi-stakeholder (ormai piuttosto comune), quanto la finalità di queste iniziative: trovare soluzioni trasversali e concrete per garantire il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese. Ci si chiede, insomma, se le MSI (acronimo di multi-stakeholder initiatives) non siano il canale migliore per implementare i Guiding Principles on Business & Human Rights, documento adottato dal Consiglio ONU per i Diritti Umani nel 2011 e già divenuto benchmark indiscusso nell'articolazione di un rapporto positivo tra business e tutela dei diritti. L'università di Harvard, tramite il progetto Multi-Stakeholder Initiative Integrity, sta studiando l'entità e la qualità dell'impatto delle MSI sui diritti umani. Capire bene quali sono le potenzialità (e quali i limiti) è fondamentale, dato che nel 2015 l'onu lancerà il programma Global Partnership for Development, ambiziosa agenda che sostituirà gli attuali Obiettivi di Sviluppo del Millennio e che punta tutto sulle alleanze tra pubblico, privato ed ONG per rafforzare le politiche di sviluppo nei paesi emergenti. Alcuni hanno sollevato interrogativi rispetto alla legittimità di queste iniziative. Altri ritengono che le MSI siano l'ennesimo esempio di talk shop, i.e. luoghi dove si parla di tutto e non si decide niente. Altri ancora temono che le MSI fatichino a raggiungere risultati tangibili a causa degli squilibri di potere tra gli attori coinvolti - con il ramo business a far la parte del leone, e governi ed ONG relegati ad un ruolo ancillare.

16 Da addetta ai lavori, mi sento di sgombrare il campo da questi dubbi. Nell'agosto 2013 sono stata eletta membro del Consiglio Direttivo della Public-Private Alliance for Responsible Minerals Trade (PPA), una MSI impegnata sul fronte del commercio responsabile delle risorse minerarie (in particolare dell'oro) in Africa Centrale. PPA nasce dalla consapevolezza che lo sviluppo del settore minerario a sud del Sahara è troppo spesso legato ad attività illecite quali il finanziamento di conflitti armati e gli abusi sui minatori. Per spezzare questo circolo vizioso, PPA incoraggia le imprese ad allontanarsi da investimenti irresponsabili e ad allineare il proprio comportamento con i Guiding Principles e con le normative attualmente vigenti in materia di due diligence. I partecipanti sono tutti nomi che contano: dal Dipartimento di Stato americano ai giganti dell'industria (Motorola, Hewlett Packard, il World Gold Council) ai più rispettati gruppi di attivisti, come l'ong Global Witness. Le discussioni del gruppo sono ad alto contenuto tecnico, lontane anni luce dal concetto di talk shop. Tutto il talk che si svolge a Washington è controbilanciato da un'analisi rigorosa sul campo e da un dialogo costante con le autorità, le imprese e le ONG dei paesi target. Proprio grazie alle diverse esperienze degli attori coinvolti, e ad uno spirito di complementarietà anziché di antagonismo, PPA ha raggiunto il suo primo traguardo: la creazione della prima filiera di oro 'pulito' dal Congo. In breve, PPA è arrivata dove nessuno dei suoi membri sarebbe mai arrivato se avesse agito in isolamento. Ricordandoci come il tema stesso - imprese e diritti umani - imponga una riflessione trasversale e globale. (Anna Bulzomi) Global Shaper nel Rome Hub. LLM in Diritto Internazionale, Anna è specializzata nelle intersezioni tra relazioni economiche, diritti umani e sfruttamento sostenibile delle risorse naturali. Lavora come Business & Human Rights Analyst presso l'istituto di ricerca IPIS Research. Nel è stata consulente esterna presso l'ocse, occupandosi della regolamentazione del settore Ultimo incontro del progetto Europeo "La dignità della persona come valore per la giustizia europea" Ultimo incontro del progetto Europeo La dignità della persona come valore per la giustizia europea Sabato 28 giugno, alle ore 18 presso la "Residenza Gasparini" in via dell'anselma a Piacenza, si terrà la conferenza finale del progetto europeo "La dignità della persona come valore per la giustizia europea" con il professor Michele De Salvia, l'avvocato Maurizio De Stefano e il dottor Matteo de Longis che discuteranno del tema "Dalla parte dei diritti umani"

17 Redazione27 giugno 2014 Ultimo incontro del progetto Europeo "La dignità della persona come valore per la giustizia europea" Sabato 28 giugno, alle ore 18 presso la Residenza Gasparini in via dell Anselma a Piacenza, si terrà la conferenza finale del progetto europeo La dignità della persona come valore per la giustizia europea. Ospiti dell ultimo incontro saranno il professor Michele De Salvia, l avvocato Maurizio De Stefano e il dottor Matte de Longis che discuteranno del tema Dalla parte dei diritti umani. L ottavo e ultimo appuntamento di questa rassegna è stato organizzato dagli studenti dell ateneo piacentino di Giurisprudenza dell Università Cattolica di Piacenza. I 20 partecipanti si sono impegnati in prima persona nell organizzazione degli incontri e nella promozione degli eventi sul web, sui social network e allestendo banchetti informativi per la città, inoltre i dibattiti sono sempre stati trasmessi in streaming. «Col nostro ottavo ed ultimo evento spiega Marco Occhipinti, uno degli studenti - il progetto Europeoè giunto al termine. evento saranno distribuiti, fra i gadget personalizzati, anche le penne USB contenenti l ebook del Progetto. L incontro sarà moderato dal prof. Michele De Salvia, docente del corso Diritti Umani presso l Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; già Cancelliere e Giureconsulto presso la Corte europea dei diritti dell uomo; inoltre Presidente dell Associazione Jura Hominis; partecipano inoltre all evento: l Avv. Maurizio De Stefano, il primo avvocato italiano ad aver promosso un ricorso alla Corte di Strasburgo, ormai nel lontano 1971; ha proposto in- oltre il primo ricorso italiano in tema di irragionevole durata di un processo civile, il primo caso di mancata concessione edilizia ed il primo caso di mancanza di pubblicità delle udienze per le misure di prevenzione; l Avv. Antonella Mascia, iscritta sia all Ordine degli Avvocati di Strasburgo sia a quello di Verona, la quale è stata giurista presso la Direzione Generale dei Diritti dell Uomo del Consiglio d Europa e presso il Segretariato della Commissione europea per la Democrazia attraverso il diritto (la Commissione di Venezia); il Dott. Matteo De Longis, direttore editoriale del webmagazine Diritti Umani in Italia e attivo difensore dei diritti umani davanti alla Corte Europea». Tutti e otto gli incontri sono stati organizzati con un budget di 6 mila euro messo a disposizione dall Unione Europea. «Abbiamo presentato un nostro progetto continuano gli studenti Marco Occhipinti, Aurora Lucci, Federico Proto e Dora Tucci per il prossimo Festival del Diritto sempre sul tema dei diritti umani. L anno scorso nell incontro del 27 settembre partecipammo all organizzazione dell incontro con Guido Raimondi, giudice italiano. L Ue ci dà tante occasioni di formazione: il ciclo di incontri che sta terminando è un investimento sulle nostre idee che ci hanno offerto senza mettere mano sui nostri contenuti. Siamo stati totalmente liberi e autonomi di organizzarli come credevamo».

18 L appuntamento è per sabato 28 giugno, ultimo incontro di questo progetto Dalla parte dei diritti umani. Nessuno sviluppo duraturo senza il rispetto dei diritti umani Discorsi, DFGP, Consigliera federale Simonetta Sommaruga. Vale il testo parlato. Allocuzione della consigliera federale Simonetta Sommaruga in occasione del 50 anniversario della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD). ***************************************** *****************************************

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