Un eredità preziosa ma pesante

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1 Poste italiane s.p.a. Sped. in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma, 2, DCB Filiale di Pistoia Direzione, Redazione e Amministrazione: PISTOIA Via Puccini, 38 Tel. 0573/ Fax 0573/28616 e_mail: Abb. annuo e 45,00 (Sostenitore e 65,00) c/cp n Pistoia LaVita G I O R N A L E C A T T O L I C O 18 Anno 114 DOMENICA 8 MAGGIO 2011 T O S C A N O e1,10 1,10 e Un eredità preziosa ma pesante Q uello che è successo il primo maggio, nella notte del Circo Massimo e nella mattinata di piazza san Pietro, non potrà in nessun modo essere dimenticato. Una impressionante manifestazione di fede in ricordo di un Papa che ha riempito della sua presenza la fine del secondo e l inizio del terzo millennio dell era cristiana. Un avvenimento che passa direttamente dalla cronaca alla storia. Le difficoltà, le obiezioni, le resistenze, che pure non sono mancate, sono state relegate ai margini da una straordinaria ondata di entusiasmo, di commozione, di esultanza da parte di una folla incontenibile, proveniente spontaneamente da ogni parte del mondo. Il vero miracolo di Giovanni Paolo II, giunto agli onori degli altari in tempo di primato. Quasi un ritorno alla prassi dell antichità, quando le beatificazioni e canonizzazioni venivano proclamate a furore di popolo. Ma la lezione non si chiude con il tramonto di una pur indimenticabile giornata. La testimonianza del Papa che aveva iniziato il suo pontificato con l appello, quasi gridandolo ai quattro venti, di aprire le porte a Cristo è destinata a illuminare ancora a lungo la vita della chiesa. Lo splendore della santità ricopre tutto quello che di umano rimane al fondo dell esistenza di una persona e delle strutture da lui solidificate. Il colonnato del Bernini, la cupola di Michelangelo, i templi antichi della Roma di Pietro e di Paolo hanno onorato i loro costruttori, che avevano cantato la loro fede con un arte senza uguali nella storia. Cielo e terra uniti insieme per vivere la gioia di una giornata straordinaria, che le parole sommesse e commosse di Benedetto XVI, l amico e il successore del nuovo Beato, hanno interpretato in maniera si può dire perfetta. Ora c è da fare tesoro di quanto è passato sotto i nostri occhi. La gloria degli altari è promulgata dalla chiesa perché la comunità cristiana mantenga per sempre dinanzi alla sua attenzione i valori, l esempio, la testimonianza di esistenze pienamente cristiane. Una gloria, dunque, non fine a se stessa, ma funzionale alla santità del popolo. Ogni beatificazione, come ogni canonizzazione, è un richiamo all imitazione. Ed è in questa linea che deve continuare la celebrazione della nostra storica domenica. Festa del lavoro e primo giorno del mese che la pietà popolare ha dedicato a Maria. Due grandi amori del Papa polacco, che in giovinezza conobbe personalmente le fatiche e le sofferenze della fabbrica e che nel Totus tuus ha trovato e indicato la via della perfezione e della santità. Il miglior modo per ricordare coloro che ci hanno preceduto è quello di continuare ciò a cui essi hanno dato vita senza poterlo terminare. Anche quello di correggere quanto c è di opaco nella loro esistenza o che, comunque, rimane superato dall evolversi dei tempi e delle situazioni. Il primo capitolo sembra quasi non terminare mai: dall amore di Cristo e della chiesa, allo spirito di preghiera che nasceva spontanea all interno di una vita tutta dedicata a Dio; dallo studio e dall intelligenza della Parola di Dio all attenzione costante ai segni dei tempi che ai nostri giorni hanno battuto con maggiore frequenza alle porte della chiesa; dalla fortezza dimostrata in tante occasioni contro gli errori, anch essi frequenti nei nostri giorni, alla custodia gelosa di un patrimonio tramandato dalla tradizione; dal coraggio di chiamare col loro nome, senza vergogna o complessi d inferiorità, i mali sociali del nostro tempo alla capacità riconosciuta di indicare a tutti le vie per il loro superamento. Si pensi alla condanna senza appello della mafia, alla messa in guardia dell occidente contro i pericoli del neoliberismo ovunque imperante, al richiamo costante e instancabile della dignità umana contro ogni forma di sopraffazione e di violenza, come l aborto, la guerra preventiva, le tante schiavitù moderne, la moltiplicazione delle vecchie e nuove povertà. Una voce alta sulle ingiustizie del mondo, la più alta che l umanità abbia ascoltato in questo rovente passaggio della storia. I funerali furono il preludio di quanto è successo domenica. Santo su- LA CHIESA CHIAMATA A EDUCARE Compito difficilissimo, che presuppone l analisi diretta delle nostre possibilità e una revisione generale della vita della comunità cristiana PAGINA 2 ITALIA TERRA DI MISSIONE? La festa dei 150 anni ci pone dinanzi una domanda sulla quale dobbiamo profondamente riflettere PAGINA 4 bito, fu detto e ripetuto; e così è avvenuto. La vox populi in perfetta sintonia con la voce di Dio. Rimane da portare a termine quanto egli ha affermato, sulla scia del Vaticano II, nei riguardi della chiesa, popolo di Dio inteso come luogo di uguaglianza, di comunione, di partecipazione, di corresponsabilità. Un dialogo più intenso con tutti coloro che si sono trovati in contrasto con certi suoi atteggiamenti. In particolare la rivalutazione di una cultura della mediazione propria dell ultimo Papa italiano, Paolo VI. E l eredità che il nuovo Beato ha lasciato nelle nostre mani. Giordano Frosini LA CHIESA IN FESTA PER LA BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II È soprattutto il suo messaggio di speranza che ha fatto breccia nell animo dei cattolici e anche dei non credenti PAGINA 6 LA CLANDESTINITA NON È UN REATO Così ha decretato la Corte di giustizia dell Ue, bocciando la norma italiana. Resta da vedere come si comporterà ora il nostro governo PAGINA 13 LA CINA TORNA A SCOPRIRE LE PROTESTE OPERAIE Diventato una superpotenza economica, il Paese deve fare i conti con i lavoratori PAGINA 15 NOTIZIE DALLA DIOCESI E DAL TERRITORIO La Vita è on line clicca su

2 2 primo piano n. 18 La 8 MAGGIO 2011 V ita Indicazioni Così, i dieci comandamenti sono le dieci parole, precedute dalla rassicurante affermazione: Il sono il Signore, Dio tuo, che ti ho fatto uscire dalla terra d Egitto, dalla condizione servile, e la stessa torà, a giudizio di un pensatore ebraico che si è distinto ai nostri giorni nel dialogo con i cristiani, non significa tanto legge, quanto insegnamento, dottrina, magistero. Ora Gesù ha parlato di torà, non di legge. Aggiunge il citato autore: Questo termine significa insegnamento o dottrina, e in quanto tale racchiude più promessa, adempimento, storia salvifica ed ethos che leggi e prescrizioni vere e proprie. E facile, infatti, che queste portino a un arido legalismo o a uno sterile formalismo, così come sino ad oggi si sostiene in molti commentari biblici cristiani (Pinchas Lapide, Il discorso della montagna, Paideia, Brescia 2003, 24s.). E aggiumge, riallacciandosi al pensiero di non pochi esegeti e teologi protestanti: Nel senso cristiano del termine, questa Bibbia di Gesù e della prima cristianità è soprattutto e principalmente vangelo la buona notizia dell amore di Dio e della libertà donata da Dio a un ebreo. Qualsiasi libertà che non prenda volontariamente su di sé il giogo del regno dei cieli come i rabbi definiscono il comandamento divino porta ineluttabilmente all anarchia e all asservimento a tutto ciò che di istintivo e animalesco ancora fermenta e ribolle nel cuore dell uomo. E ancora: Tuttavia il suo nome non è né rivelazione né istruzione né tantomeno legge, bensì ahaba, ossia amore. Infatti gli ebrei rendono grazie ogni giorno per la pienezza dell amore celeste che si esprime nel dono di grazia della torà. Il Nuovo Testamento ci ha abituato così, fin dal racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, da rileggersi nel meraviglioso commento di Dostoevskji nella Leggenda del grande inquisitore. Dio rispetll decennio dell educazione L impegno di tutta la chiesa Nel corso dei secoli Dio ha educato il suo popolo, trasformando l avvicendarsi delle stagioni dell uomo in una storia della salvezza. L incipit di Educare alla vita buona del Vangelo, il documento della CEI contenente gli orientamenti pastorali per il decennio , trova una sua vigorosa conferma soprattutto nella teologia dei Padri greci, a cui, nel testo, rimanda la citazione di Clemente Alessandrino, che attribuiva a Gesù Cristo il titolo di pedagogo. Una teoria, quella dei Padri greci, che merita di essere rivisitata e ripresentata non soltanto in funzione del decennio pastorale appena iniziato, ma soprattutto sullo sfondo del clima culturale che si respira ai nostri giorni. E la cosiddetta teoria della paideia, dominante nella filosofia greca del tempo, in particolare in quella platonica e di ispirazione platonica. La redenzione è vista come insegnamento e come esempio nuovi Pelagianesimo? Lo sarebbe se dimenticassimo la nostra incapacità a realizzare quanto ci è richiesto, dovuta all insufficienza della natura umana, aggravata dalla presenza del peccato. Ma l invito a imitare la vita di Gesù, come ben sappiamo, è accompagnato dal dono dello Spirito Santo, che sana la nostra incapacità ed eleva, trascendendole, le nostre innate risorse: il dono della divinizzazione. Quello che è impossibile all uomo diventa possibile con la forza misericordiosa di Dio. Il teologo tedesco G. Greshake, al quale soprattutto si deve la ripresentazione della teologia della paideia, esprime sinteticamente tutto questo con una frase particolarmente felice: La grazia di fondo è dunque Gesù stesso, colui che dall esterno, mediante il suo messaggio e il modello della sua vita, e dall interno, per mezzo del suo Spirito, ci consente d incamminarci per la sua strada e qui, fin d ora, a grandi tratti scorgere la nostra umanità realizzata (Libertà donata. Breve trattato sulla grazia, Queriniana, Brescia 1984, 28s.). Una teologia con maggiori possibilità di successo rispetto a quella dominante in occidente, che ha il suo fulcro nel pensiero di sant Anselmo d Aosta, giustamente oggi messa in disparte anche nella sua versione originale. Un appello alla nostra libertà Una concezione che conduce immediatamente a una ulteriore considerazione. E risaputo che non di rado l ateismo è dettato dalla rivendicazione della libertà dell uomo. L anelito alla libertà è una delle grandi aspirazioni dell uomo moderno e contemporaneo ed è in nome di questa libertà che spesso viene respinto Dio, visto come il sovrano assoluto, il legislatore esigente, il giudice implacabile che domanda pieno adempimento dei suoi voleri per una migliore comprensione del documento della Cei e che castiga, anche col fuoco eterno, coloro che gli disobbediscono e gli si ribellano. Una volontà, quella divina, ritenuta e non di rado anche presentata come la nemica dichiarata dei nostri desideri di libertà e di felicità. Dio come il concorrente della nostra autonoma realizzazione. E stato anche detto che, di fronte a questa presentazione di Dio, l uomo si ritrae in se stesso e riprende i suoi diritti quasi per un bisogno di legittima difesa. E l obiezione dell umanesimo ateo, un sintagma, questo, dove l accento va posto decisamente sul sostantivo, essendo l aggettivo una semplice e necessaria conseguenza. Anche alla luce del concilio (cf. GS 21), dobbiamo rileggere in profondità e presentare all uomo di oggi la rivelazione che ci è stata consegnata. Pure il documento della CEI ci richiama almeno implicitamente a questa revisione (cf. n. 7). E possibile per questo, mettere in disparte un vocabolario composto di comandi, precetti, ordini, ingiunzioni e si vada dicendo e trovare altre forme espressive? Naturalmente senza perdere nulla di quanto ci è stato tramandato. In realtà non si tratta tanto di volontà o di spirito di dominio e di comando. Si tratta, caso mai, di un intervento dell intelligenza che rispecchia la realtà ontologica, la vita nel senso ultimativo della parola, quella vita che ha la sua base statutaria nel mistero trinitario. Ora, tale vita da Dio non è imposta, è soltanto presentata, se vogliamo raccomandata, ma non di più. Quelle espressioni, di cui si è fatto latore Mosè e che si trovano nelle parole del Deuteronomio (per es. Deut 30, 15: Vedi, io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il male ) hanno una continuità ininterrotta, anche se saltuaria, nei libri della Bibbia. Mosè non è tanto il legislatore, quanto il profeta, il più grande dei profeti, l interprete di Dio, che non impone, ma propone. Un gesto di amore di Giordano Frosini ta fino in fondo la nostra libertà e agisce su di noi con delicatezza suprema: Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me (Ap 3, 20). Il se della libertà. Dio non sfascerà mai la porta, fuori di metafora, Dio rispetterà sempre (è anzi obbligato a farlo) la libertà dell uomo. Il castigo, che poi sopravverrà, non dipende dalla sua volontà, ma dallo stesso ordine oggettivo (metafisico) delle cose. Come si dice, il peccato è punizione a se stesso, non c è nessun bisogno di invocare per questo l intervento di qualche causa esterna. Un testo di san Tommaso è in questo senso di sorprendente attualità: Dio, infatti, non lo offendiamo per nessun altro motivo se non perché agiamo contro il nostro bene (Sum. contra gent., III, 122). Il valore della testimonianza Nessuno ignora la necessità della testimonianza nell opera educativa. La testimonianza dell educatore e della comunità educante, dell evangelizzatore e della comunità evangelizzante. Gli accenni del documento dedicati a questo argomento vanno decisamente ampliati e approfonditi. Inutile rifare il processo ai comportamenti della chiesa. In particolare si deve sottolineare il valore della libertà, della partecipazione e della corresponsabilità. Un tasto veramente dolente, una spina collocata sul nostro fianco. Si ripete spesso che su questo versante la chiesa si gioca il suo futuro. L attenzione ai laici La scontentezza da loro espressa, a volte in termini educati e responsabili, a volte con toni fortemente polemici e quasi ultimativi, sta aumentando di giorno in giorno. Basta seguire le pubblicazioni e le riflessioni dei laici più vivi e responsabili. Certamente essi vanno costantemente educati ed evangelizzati, ma in contemporanea vanno anche valorizzati nei loro impegni intra ed extra ecclesiali. Badando bene di non mettere sullo stesso piano gli uni e gli altri, nel ricordo che il laico è soprattutto e anzitutto l uomo di chiesa che vive nel mondo, colui che è chiamato a gestire le cosiddette realtà secolari, a inscrivere la legge divina nella vita della città terrena (GS 43). La chiamata ai ministeri interni è certo rispettabile, ma non può essere che eccezionale: la vera vocazione laicale è quella dei ministeri esterni, dei cosiddetti ministeri profani. Qui si impongono decisamente alcune scelte: 1) è necessario portare alla conoscenza di tutti il pensiero sociale della chiesa, oggi non solo tradito, ma anche ignorato dalla maggior parte dei cristiani, compresi i ministri ordinati; 2) occorre restituire ai laici il posto che loro spetta di diritto nella gestione della cosa pubblica, con l appoggio della comunità in ogni suo ordine e grado; 3) urge dare vita a quel consiglio laicale nazionale, che esiste in altre nazioni e che fu programmato fin dal primo convegno delle chiese italiane, nell autunno del Non siamo ancora stanchi di certi cosiddetti rappresentanti dei valori cristiani, con l assenza quasi generale dei veri cattolici nel campo politico, istituzionale e massmediatico? Eravamo abituati in altra maniera. La parte migliore del mondo cattolico è in ansiosa attesa. Teniamo stretto nelle nostre mani un testo della nuova liturgia, che forma insieme un programma di vita e un canovaccio per la nostra predicazione e catechesi: La tua chiesa sia testimonianza vive di verità e di libertà, di giustizia e di pace, perché tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo. E la preghiera del Regno di cui la chiesa è l inizio nel mistero. Ma ci sono gli educatori? E finalmente un ultima considerazione, che potrebbe essere anche la prima: chi educherà gli educatori? Una domanda che potrebbe tradursi pure in quest altra: la nostra chiesa, nelle condizioni in cui si trova, è veramente capace di educare? Nella misura in cui la risposta fosse negativa, bisognerebbe correre ai ripari e dedicare parte del decennio programmato alla formazione degli educatori: ministri ordinati, istituiti e di fatto, catechisti, genitori, docenti, alla resa dei conti tutti i battezzati, perché tutti sono detentori dei carismi con cui lo Spirito Santo arricchisce la sua chiesa.

3 LaVita 8 MAGGIO 2011 n. 18 cultura 3 Navigatori solitari nel mare del dolore Una lettura di Mario Pomilio Un pacificante abbandono al Mistero Mario Pomilio, narratore e saggista non solo di eccelsa statura letteraria ma anche di adamantina tempra morale, nacque in Abruzzo, a Orsogna (Chieti), il 14 gennaio Dopo la laurea in lettere alla Normale di Pisa si trasferì a Napoli, sua città adottiva (dove si sarebbe spento il 3 aprile 1990), per dedicarsi all insegnamento prima liceale, poi universi- tario. Lasciatasi alle spalle una giovanile militanza nel partito socialista, recuperò pienamente i valori cattolici che nell infanzia aveva assorbito dall educazione materna e che avrebbero dato linfa alla sua cospicua vena creativa, a partire dal romanzo d esordio, L uccello nella cupola (1954), incentrato sulla crisi e sul riscatto di un giovane sacerdote. 1 successivi libri di narrativa Il testimone (1956), Il cimitero cinese (195 8), Il nuovo corso (1959), La Una poesia suggestiva Questa bella e suggestiva poesia inedita di Nereo Liverani porta in calce una breve nota che dà la misura della fatica e della pazienza con cui si è ricostruita l Italia dopo la seconda guerra mondiale; non solo le grandi opere o i grandi personaggi politici, la cui memoria rimane nei testi di storia, ma anche persone comuni, operai, camionisti che silenziosamente e senza tante parole hanno ri-fatto il nostro Paese. Scrive appunto Liverani : questa poesia è dedicata ai camionisti che dal 1945 al 1962 ogni notte percorrevano la strada della Collina e della Porretta e con i loro sacrifici contribuirono alla ricostruzione dell Italia dopo la guerra. Liverani, fiorentino, giornalista in pensione, cura molto la storia locale di Firenze e della Toscana, con passione e con amore. Va alla ricerca di tradizioni popolari antiche in campo religioso, culturale e di costume e sotto questa spinta ha scritto anche molte composizioni poetiche che hanno ricevuto riconoscimenti e premi. Vincenzo Arnone I camionisti Ricordi i camionisti? Rivedo i grandi cofani fumanti degli autocarri dai lucidi fanali fare sosta la sera sul piazzale a Pistoia sotto le vecchie mura. Veloce cena e limitato vino gli autisti insieme nella trattoria consumavano, come cavalieri prima di partire alla battaglia. Così aveva inizio l avventura. 10 Ancora tra le ville, ecco, là vedo lontan la prima curva, che davanti, annunciava i tornanti, stretti, uguali. Poi c era la salita oltre il viale, tortuosa, ripida, tutta oscura se mancava la luna sul cammino. Nel buio si distaccavan dalla via verso il bosco i rustici sentieri. Nei prati cumuli radi di paglia erano traccia dell agricoltura. 20 Parlavan fra loro della famiglia in due dentro il buio della cabina, anche dei tempi duri della guerra quando era stato rischio quotidiano guidare nei deserti oppur nel gelo. Gli occhi puntati oltre il parabrezza scrutavano la strada tortuosa. Ecco la nebbia. Attento: ecco la neve. E quando nulla poi era la vista uno scendeva a terra a far da guida. 30 A piedi sulla gelida fanghiglia la torcia alzava sulla testa china a cercar tracce certe sulla terra che all altro insegnava con la mano. Finalmente: Le stelle! Vedo il cielo, dal passo scende ormai fredda la brezza. Ecco dei fari la linea sinuosa fermarsi alla Collina in sosta breve. Tra boschi e rocce come oscura pista era la via ancor lunga ed infida. 40 Nereo Liverani compromissione (Premio Campiello 1965) preludono alla pubblicazione, nel 1975, di un capolavoro coronato da un successo internazionale: Il quinto evangelio, possente romanzo saggio che in un ampio arco di storia della Chiesa dipana il filo rosso della ricerca di un immaginario Vangelo dei Vangeli contenente un supplemento di Rivelazione divina. A un livello non inferiore si collocano sia le fervide riflessioni sui rapporti tra fede e letteratura consegnate agli Scritti cristiani (1979), sia l ultimo, compatto romanzo, quel Natale del 1833 (Premio Strega 1983) che con chirurgica capillarità anatomizza l anima di Alessandro Manzoni lacerata dalla sofferenza per la perdita della prima moglie. E precisamente nel confronto a viso aperto con il mistero del dolore individuale e universale, di Manzoni e di ciascuno di noi, che consiste la lezione più alta lasciataci in eredità da Pomilio. Tornare a meditarla, ripercorrendo in sintesi Il Natale del 1833 (reperibile ormai solo nei Tascabili Bompiani) e mettendone in luce le sfaccettature più significative, può rappresentare oggi un ulteriore contributo nella scia del convegno promosso dalla Comunità di San Leolino nel novembre 2009 all intento di recuperare appieno la figura e l opera del grande scrittore abruzzese. Perché restano tracce scritte così esigue di un dolore così lancinante patito da Alessandro Manzoni per la prematura scomparsa dell amata Enrichetta Blondel, morta quasi a esasperare la tragedia proprio il giorno di Natale del 1833? Perché solo due lacunosi abbozzi, in momenti diversi, di un abortito inno sacro intitolato appunto Il Natale del 1833? Muovendo da questi interrogativi, Pomilio sviluppa un romanzo «misto di storia e d invenzione». Con geniale strategia, il narratore affida la ricostruzione immaginaria, e tuttavia plausibile, del travaglio di Manzoni (assistenza all inferma, preghiere appassionate, inesorabile affondo della morte, macerazione nel lutto) a sua madre, Giulia Beccaria, nel contesto di una lunga lettera, naturalmente apocrifa, che l anziana donna indirizza a una giovane amica inglese. Tutto, in quei mesi, ruota intorno a una ridda di quesiti metafisici: perché il dolore nel mondo se c è Dio? Perché la disperante oscurità dei suoi disegni? Può la divina nontà volere il perpetuo olocausto dei Al cuore di un secolo devastato dai conflitti bellici, segnato dall odio e dalla violenza, un grande scrittore leva la sua sofferta interrogazione davanti alla prova della sofferenza e del silenzio di Dio giusti? E bestemmia chiedersi se il dolore innocente non riveli lo scacco di Dio? Dall intimo scontro fra la sottomissione e la protesta nasce il primo getto del Natale sospeso: «Sì che tu sei terribile, /sì che tu sei pietoso...». Incalzato da un insopprimibile nostalgia del divino, Manzoni concepisce una meditazione su Giobbe intesa a dimostrare che nell incarnazione e nell inaudita sofferenza della crocifissione il Dio assente si fa presente. In Cristo, Dio si riscatta. Ma la morte della primogenita Giulietta, a distanza di pochi mesi da quella di Enrichetta, riacutizza lo strazio di Alessandro, che ribalta il progetto apologetico in un vibrante atto d accusa: lo scrittore s identifica con Giobbe, con la sua infelicità, e al pari di lui si ribella all idea di essere stato scelto come vittima di Satana per una specie di scommessa di Dio sulla fedeltà del suo eletto. Anche il secondo Giobbe, però, rimane interrotto. Manzoni si rende conto di essersi spinto alle soglie della sfida sacrilega. Prigioniero della fede, recede da un esito troppo temerario. Viene allora il momento di sperimentare un altra via d uscita nella scrittura. Manzoni riesuma il manoscritto dell appendice storica su la Colonna infame, la documentata ricostruzione dell odioso processo, della tortura e di Marco Beck della condanna a morte di Guglielmo Piazza e Giangiacomo Mora, presunti untori durante l infuriare della peste del 1630 a Milano. Cerca affannosamente uno spiraglio che gli consenta di salvare un residuo di provvidenzialità, di progettualità divina all interno di una vicenda troppo disumana. Ma finisce per arrendersi alla consapevolezza di non poter più leggere la storia sul quadrante della fede. E quindi non gli resta che interpretare quei fatti attenendosi a un rigoroso metodo illuministico che esclude il coinvolgimento di Dio nelle cose umane. Così concepita, l ultima redazione della Colonna infame riscuote il plauso di Claude Fauriel, che in quelle pagine rinviene «finalmente una storia senza Dio». Ma ecco il colpo d ala finale, la stoccata inflitta all ateismo Poeti Contemporanei Madre di ogni epoca e paese. In realtà, replica all amico francese il Manzoni di Pomilio, «la storia delle vittime è di per sé la storia di Dio», perché «ogni qual volta un innocente è chiamato a soffrire, egli recita la Passione», anzi «è la Passione, nel senso che è il Signore stesso a crocifiggersi con lui». Un approdo concettuale di sapore quasi mistico, suggellato da un aforisma che si configura come un chiasmo: «La croce di Dio ha voluto essere il dolore di ciascuno; e il dolore di ciascuno è la croce di Dio». Pomilio, dunque, all apice della sua maturità, affronta di petto il tema religioso più scottante, più enigmatico e insolubile, su cui invano si è affaticata la millenaria teologia ebraico cristiana, l argumentum stantis aut cadentisfidei: lo scandalo del dolore, e innanzitutto del dolore innocente (ma esiste una forma di dolore che sia davvero colpevole?). Osa l inosabile. Tenta, delegandola formalmente al suo Manzoni, l impresa audacissima di travalicare l assurdo lui, figlio di un secolo che ha assistito al dilagare del male assoluto, che ha sofferto l inconcepibile silenzio di Dio su infiniti orrori per sfociare, se non in un impossibile chiarezza intellettuale, almeno nel pacificante abbandono al mistero. Il lettore di Pomilio si ritrova così al bivio tra i due poli contrapposti teorizzati da Jean Guitton, di fronte all alternativa secca cui non si sfugge: o l assurdo del caso, del caos, del nulla; o il mistero di un Dio imperscrutabile per la mente dell uomo ma (Pascal docet) «sensibile al cuore», il mistero (scelto da Pascal, da Guitton e in definitiva anche da Manzoni e Pomilio) di un Dio che ama le sue creature in modi per esse spesso illogici, indecifrabili. Accettabili solo con un atto di sgomenta obbedienza. Inginocchiandosi ai piedi della Croce. Madre ti ho sempre adorata hai camminato al mio fianco misteriosamente Madre sei ne palpiti del mio cuore mi condurrai ancora per mano come un fanciullo Madre continuerai ad abbracciarmi con dolce tenerezza... sarà un profondo silenzio d amore Giovanni Burchietti

4 4 attualità ecclesiale n. 18 La 8 MAGGIO 2011 V ita un Omelia di Tettamanzi «Ingiusti non vogliono essere giudicati» Il riferimento, mai esplicitato, in quelli che definisce «i giorni strani che viviamo che i più dotti definirebbero giorni paradossali» è anche all attualità politica. Il paradosso principe stigmatizzato dall arcivescovo di Milano, cardinal Dionigi Tettamanzi, è rappresentato da coloro, i molti, che «agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni. Perché lo fanno?». Ma il paradosso, riguarda anche «gli uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come guerra le loro decisioni, le scelte e le azioni violente». E infine paradossale, è la situazione degli umiliati e offesi, ovvero il tema dell immigrazione, uno dei più sentiti dall Arcivescovo. «Perché tanti» ha ammonito il capo della Chiesa Ambrosiana, «vivono arricchendosi sulle spalle dei paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?». Tre rapidi riferimenti, tre flashes, che tuttavia, hanno inquadrato con efficacia quelli che Tettamanzi ha accomunato nei «paradossi dei giorni nostri». Sono giorni strani «Come sono oggi i giorni che viviamo? Potremmo definirli giorni strani» ha spiegato Tettamanzi, «I più dotti potrebbero definirli giorni paradossali : come sono dunque questi giorni? Possiamo rispondere nel modo più semplice, ma non per questo meno provocatorio per ciascuno di noi, interrogandoci con coraggio sul criterio che ispira nel vissuto quotidiano i nostri pensieri, i sentimenti, i gesti. E un criterio caratterizzato da dominio superbo, subdolo, violento, oppure è un criterio contraddistinto da attenzione, disponibilità e servizio agli altri e al loro bene?». Quasi un richiamo ad una classe politica che a Milano, e in altre grandi città, si presentava ancora una volta al giudizio degli elettori. «Siamo allora chiamati a interrogarci sull unica vera potenza che può realmente arricchire e fare grande la nostra vita, intessuta da tanti piccoli gesti» ha aggiunto l Arcivescovo di Milano «la vera potenza sta nell umiltà, nel dono di sé, nello spirito di servizio, nella disponibilità piena a venerare la dignità di ogni nostro fratello e sorella in ogni età e condizione di vita». Le religiose italiane, oltre 90 mila appartenenti a circa 600 congregazioni con notevoli ramificazioni nei vari continenti grazie alla forza della loro espansione missionaria dei secoli scorsi, si sono riunite a Roma (27-29 aprile), su iniziativa dell Usmi (Unione superiore maggiori italiane) per riflettere sulla vita comunitaria oggi. Ne è venuta un assemblea molto partecipata in termini numerici (anche fino a quasi 600 presenze, nei momenti di punta). La domanda di fondo è stata se oggi, con la crisi religiosa che si registra, sia ancora valida la vita fraterna in comunità. La convinzione di fondo è che, di là delle vicende che potranno interessare le singole congregazioni, il dono della vita consacrata è un elemento essenziale alla vita della Chiesa : così ha risposto padre Lorenzo Prezzi, dehoniano, notando che sta cambiando la vita comunitaria nei diversi continenti, in ragione delle nuove condizioni, in particolare l interculturalità e la collaborazione intercongregazionale, ma che è diffusa la percezione della convenienza della vita comune per tutte le tradizioni cristiane, da quella ortodossa a quelle protestante e anglicana e per tutte quelle autenticamente popolari. Diverse testimonianze lo confermano - ha aggiunto - quale ad esempio l aspirazione alla vita comune dei popoli autoctoni dell America Latina, ma la tendenza è facilmente riscontrabile in altri quadranti continentali. Il senso della riflessione in atto è che si trova una diffusa conferma del fatto che la vita comune rappresenta tuttora un modo significativo di esprimere i valori profondi dei carismi religiosi, anche a diverse latitudini e in diversi contesti socio-culturali. perché un anniversario come il 150 dell unità d Italia dovrebbe interpellare una rivista come la nostra? Noi ci occupiamo del mondo, di Paesi extra europei... Perché dedicare attenzione a un evento sul quale già scorrono fiumi di inchiostro? Ci pare un occasione preziosa per riflettere sull identità del nostro Paese, sul suo presente e sul futuro che ci aspetta. Tanti oggi avvertono un diffuso senso di malessere per lo scadimento della qualità della vita sociale, economica e politica. Agli occhi di molti da troppo tempo è in corso un lento ma inesorabile degrado. Enzo Bianchi, priore di Bose, ha evocato ripetutamente il progressivo scivolamento verso la barbarie. Esagerazioni? Catastrofismi fuori luogo? No. Ci sono fatti concreti che parlano chiaro, dalla scandalosa vicenda di Rosarno al centro di Roma devastato dai violenti... E numeri impietosi che fotografano un Paese in declino non solo dal punto di vista produttivo ma anche culturale, etico e quel che a noi sta più a cuore religioso. In questo Vita religiosa Un dono che cambia Difficoltà dell annuncio oggi La vocazione della vita religiosa oggi è chiamata a far vedere che il cuore dell universo è Dio e che la religione è fondamentale. Non si tratta quindi di fare piccoli ritocchi nel modo di presentare la vita religiosa. Abbiamo davanti un grande futuro se riusciremo a far vedere cosa significa una vita nuova, redenta : lo ha detto il gesuita p. Marko Rupnik, nel suo intervento in assemblea. La comunità ecclesiale - ha affermato - si basa sulla partecipazione di tutti, secondo i doni ricevuti, e il dono della vita religiosa consiste nel manifestare l immenso amore di Dio per l umanità. Il modo per raggiungere l uomo con l annuncio del Vangelo è quello di mettere l uomo al centro, valorizzando ciascuno secondo i doni ricevuti, sottolineando che oggi è molto difficile l annuncio perché l immaginario collettivo è gestito dalla tv, quindi dall opinione pubblica. Secondo il relatore, i cristiani oggi rischiano così di porre se stessi come una posizione ideologica, mentre dovrebbero vivere il Vangelo, mostrandolo senza bisogno di teorie. Un tesoro inestimabile La multiculturalità nelle congregazioni religiose è un tesoro inestimabile e una grande risorsa. Nasce così l importanza e la significatività di considerarla positivamente, di valorizzarla e addirittura di auspicarla : lo ha detto suor Adele Brambilla, comboniana, che ha proposto una relazione sulle comunità interculturali. La religiosa, che ha operato a livello internazionale negli organismi rappresentativi inter-congregazionali, ha sottolineato che grazie alla maggiore e sempre più rapida mobilità e Italia: terra di missione? Ricordare e festeggiare i 150 anni dell unità d Italia significa anche interrogarsi su chi siano oggi gli italiani. E quale la loro visione sul futuro del Paese Usmi: una riflessione sulla vita comunitaria oggi di Luigi Crimella per la dilatazione dell informazione tramite i media, il grado di interdipendenza ha raggiunto una dimensione planetaria. Non possiamo più dissociarci - ha affermato - gli uni dagli altri. Tra i passi da compiere per far crescere il livello di interculturalità nelle e tra le congregazioni religiose, ha indicato il coraggio della decostruzione culturale, abbattere il muro del pregiudizio, purificare il linguaggio, osare la verità del dialogo. Da un movimento a senso unico, da Nord a Sud, la missione è diventata multi-direzionale - ha poi aggiunto - un movimento da tutte le direzioni verso tutte le direzioni. Il concetto di missione multi-direzionale che caratterizza la vita religiosa oggi è stato spiegato da suor Brambilla con esempi concreti e in corso di attuazione. Ha infatti parlato delle presenze missionarie inter-congregazionali, quali quella in Sud Sudan. Ha citato in particolare la Sudan Solidarity Project Uisg-Usg, dove operano insieme 24 religiosi e religiose di 12 diverse congregazioni, 19 donne e 5 uomini di 13 diverse nazionalità. La vita e la testimonianza di preghiera di queste comunità internazionali e inter-congregazionali - ha affermato - è già un segno di speranza di quanto è possibile realizzare. Altre iniziative analoghe citate sono i centri di formazione per insegnanti, il Catholic Health Institute in Sudan, i programmi interdiocesani su azioni di pace. In totale - ha riassunto - ad oggi sono oltre 140 le congregazioni che collaborano a vario titolo in varie nazioni. contesto, quanto la minoranza dei credenti riesce a essere lievito nella pasta? Quanto i cattolici -dalla casalinga al docente universitario, dal consigliere regionale al sindacalista riescono a testimoniare il Vangelo nel concreto della vita culturale, sociale, politica ed economica? Difficile rispondere. Una cosa è certa. Tale testimonianza appare quantomeno poco significativa e il Vangelo tutt altro che affascinante agli occhi delle giovani generazioni. Ricordare e festeggiare i 150 anni dell unità d Italia significa anche interrogarsi su chi siano oggi gli italiani. Una fetta via via sempre più significativa di nuovi italiani viene da fuori, lo sappiamo bene. Così, come sappiamo che gli immigrati (oltre 4 milioni i regolari in Italia, che producono circa il 9% del Pil complessivo) sono ormai una colonna portante della nostra economia. Ma nella società e nella Chiesa? Abbiamo voluto chiedere a loro, in particolare ai fratelli cristiani, come vedono la «cattolica Italia», quale percezione hanno del Paese che si vanta d essere la «casa» del Papa? Proviamo a rovesciare, per una volta, i termini della questione. Per arrivare a chiederci: e se fossimo (anche) noi terra di missione?

5 LaVita N egli ultimi mesi appare insistito il richiamo all esigenza di nuovi e coerenti impegni in politica di laici cattolici. A quindici anni giusti dalla certificazione gerarchica della fine dell unità politica dei cattolici, sembrerebbe di sentire nell aria una gran voglia di chiudere una parentesi. Corre il giudizio su un sostanziale fallimento di questa stagione, caratterizzata da confusione, smarrimento, incertezza e alla fine perdita di «rilevanza» per i cattolici nella politica italiana. Il richiamo rischia però di restare singolarmente vago e astratto, se non accompagnato da qualche scelta coerente. L unica cosa certa è che sembra avvertirsi a livello di base pastorale un certo rilancio delle esperienze di formazione all impegno sociale e politico che dopo la stagione forte degli anni 80 sembravano essere progressivamente messe ai margini. Un po poco, però. Quindi, qualche ragionamento di metodo non sembrerà ininfluente per accompagnare l accorato appello che ci viene dai vertici ecclesiali. Ci vuole un ripensamento sul passato Cioè proprio quello che è mancato nel Si è cambiata strategia di vertice senza un processo di accurata verifica di quello che era successo. Cioè dell esaurimento della lunga stagione della prevalente unità dei cattolici italiani nella Dc. Occorre sedimentare un giudizio maturo su quella lunga parabola, che esca da giustificazionismi apologetici e da polemiche astiose (cosa che non sembra ancora facile). Ma soprattutto occorre indagare sul motivo della conclusione di quella storia, uscendo dai luoghi comuni sui complotti dei magistrati cattivi o sulle debolezze di singoli protagonisti. La crisi della Dc era già in corso da molti anni. E per capire la crisi proporrei di ragionare soprattutto su due elementi. In primo luogo, il fatto che la sintesi ideologica e programmatica della De 8 MAGGIO 2011 n. 18 Cattolici e politica Criteri per una nuova stagione Dall incontro con Guido Formigoni, le indicazioni di un lavoro che interessa l intera comunità cristiana era per molti versi superata dai fatti, in parte perché realizzata e positivamente divenuta patrimonio comune della democrazia, in parte perché ridotta a incoerente appello a un discorso valoriale astratto (si pensi alla retorica sulla famiglia, cui non seguivano provvedimenti coerenti). In secondo luogo, il motivo per cui di fronte all evoluzione bípolare della democrazia italiana, coerente a schemi europei le ragioni del convergere dei cattolici si siano manifestate così deboli, tanto da creare una dinamica centrifuga per cui i pezzi del partito si sono dislocati su posizioni contrapposte. Ci vuole un attitudine alla coerenza nella libertà La coerenza tra la fede e le opere è fondamentale anche in politica. Il rischio del «secolarismo», cioè del cedimento verso «il mondo» che renda irrilevante la fede è uno degli ostacoli strutturali del cristiano nella storia. Il cristiano deve sempre trovare nella coscienza le ragioni della propria coerenza con la figura di Cristo Signore della vita e della storia (non con una ideologia, quindi, o un discorso astratto). La coerenza è anzitutto questione di virtù vissuta, più che di adesione a uno schema di pensiero. Ma, d altra parte, la coerenza non può essere intesa come semplice attitudine alla ripetizione delle posizioni di principio espresse dal magistero o dalla dottrina sociale della Chiesa. Tale dottrina, lo ha bene espresso papa Giovanni Paolo 11, è un aspetto della teologia morale, è una riflessione alla luce del Vangelo che discrimina alcuni principi essenziali di una presenza nella storia. Ma il compito politico inizia precisamente quando questo patrimonio finisce. Si tratta infatti di dare ai «valori non negoziabili» elencati nei classici richiami magisteriali uno sviluppo e una concretizzazione che li rendano passibili di traduzione istituzionale (perché non basta la coerenza personale ma occorre mutare lentamente le istituzioni collettive alla luce del «dover essere» che i valori richiamano) e di costruzione di un consenso democratico nell agone politico (perché si può anche talvolta ricorrere alla mera testimonianza, ma la logica dell azione politica chiede di cercare in primo luogo l efficacia del «bene possìbìle» concretamente raggiungibile). E per compiere fino in fondo questo percorso ci vuole libertà di sperimentazione e di ricerca, il contrario della irreggimentazione delle truppe cattoliche su alcune posizioni genericamente convergenti. Ci vogliono luoghi di mediazione culturale Insomma, torna l importanza della «mediazione» nella storia dei valori da raggiungere. In questi ultimi anni non si è badato molto a questa esigenza. Di fronte alla «diaspora» politica dei cattolici, la gerarchia si è intestata di fatto il compito di guidare l unità sui valori essenziali (cosa sacrosanta), ma si è anche spinta essa stessa a compiere mediazioni legislative di alcuni valori (cosa meno fisiologica, e anzi un poco rischiosa). Si pensi alla questione della fecondazio ne assistita: la legge 40 difesa dalla presidenza della Cei era una mediazione tra le tante possibili. Il che ha pericolosamente esposto in pubblico la gerarchia, ha creato contraccolpi e accuse di clericalismo di ritor no. E ha anche mortificato il ruolo dei laici cattolici in politica. Occorre invece moltiplicare i luoghi dove si costruisca in modo collettivo, corale, partecipato, una attitudine al «pensare politica- attualità ecclesiale 5 mente», come di ceva Giuseppe Lazzati. Senza confondere quello che è libera ricerca e capacità di correre i propri rischi sulle questioni opinabili (che in politica sono molte!) con il «relativismo». Dove sono questi spazi? Riviste, centri culturali, università, fondazioni? Tutto è stato accentrato nel cosiddetto «progetto culturale» cristia namente ispirato, che però ha avuto il limite di essere troppo centralizzato. Del resto se sul «quotidiano dei cattolici italiani», cioè «Avvenire», si sente sistemati camente una voce sola, come si fa a percorrere le stra de del confronto, del dibattito, della sana mediazione culturale? Ci vuole un analisi sistemica della politica In ultima analisi, poi, occorre considerare quello che si muove concretamente nello scenario politico. Per collocarsi, prendere le misure, scegliere le opzioni possibili. La politica è concretezza; tempo e spazio. Ogni scelta nuova presuppone un analisi previa della realtà. E il sistema politico italiano viaggia da quindici anni sulla via di un bipolarismo, zoppo quanto si voglia, ricco di imperfezioni e discutibilissimo, ma altrettanto apparentemente privo di alternative reali nel breve periodo. Sicuramente siamo in una fase di ristrutturazioni delicate della destra politica (e parzialmente anche della sinistra). Dove si collocherebbe la nuova stagione dell impegno cattolico? Non si può illudersi con vaghi discorsi sulla critica dell attuale schema bipolare e sulla necessità di risuscitare un qualche «centro» politico, di poter modificare magicamente le cose. Non è detto che si debba assecondare senz altro la tendenza della storia, ma per contrastarla occorre esserne lucidamente consapevoli e mettere in campo pazienza, creatività, discernimento, risorse organizzative e di comunicazione. Tutto questo va pazientemente discusso, non si può dare per ovvio, se si vuole che la retorica della «ripresa» di una nuova generazione di cattolici in politica abbia qualche senso. M.C. La Parola e le parole III Domenica di Pasqua - Anno A At 2,14a.22-33; Sal 15; 1 Pt 1,17-21; Lc 24,13-35 siamo sempre intenti a comprendere i misteri della fede che si racchiudono in Cristo morto e risorto: e se il motivo ricorrente della quaresima era colui che ha sofferto tentazione e morte, il tempo pasquale celebra il giorno fatto dal Signore, di cui rallegrarci ed esultare, come coloro che gioirono al vedere il Signore dopo lo smarrimento e la dispersione. E in una chiesa sempre allo stato nascente si ripete, come abbiamo visto, la storia di Tommaso che sfida la fede degli altri già riconquistati al credere, ma c è ancora la vicenda dei due di Emmaus da strappare alla delusione e all abbandono. Si direbbe che il Buon Pastore è in azione per ricomporre l ovile lasciato deserto: per la verità sarebbe bello ricostruire l opera del Risorto per ritrovare le pecore smarrite, per capire come agire pastoralmente nella diaspora! Il passo del vangelo odierno di Luca ce ne offre, meglio di altri, una chiara esemplificazione e forse lo possiamo rileggere proprio dal punto di vista di quel personaggio misterioso che affianca i discepoli in cammino verso Emmaus, mentre conversano e discutono su quanto era accaduto. È solo per un favore personale che Gesù cammina con loro o è anche per farci capire quanto sarebbe verificato anche in seguito per i futuri discepoli? Quando appunto anche nella chiesa si continua a conversare e discutere su quanto è accaduto, ma con distacco come di una speranza di liberazione perduta. E questo proprio mentre egli è lì, ascolta e cerca di ristabilire un contatto reale con noi, ponendo un interrogativo che forse dovremmo tenere presente in tante occasioni: Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?. Non che voglia far finta di nulla, ma semplicemente perché il problema per lui è che si aprano il cuore e gli occhi alla sua presenza e non quanto possiamo dirci con dovizia di particolari, quasi a voler colmare il vuoto ella sua assenza. In realtà, siamo in grado di dire per filo e per segno come sono andate le cose, per arrivare a dire amaramente a chi ci cammina accanto: Ma lui non l abbiamo visto! Quanto raccontiamo sembra non riguardarci più di tanto: sappiamo esattamente tutto, ma allo stato mentale e al di fuori di un coinvolgimento reale. E questo anche dopo che alla nostra diffidenza ed indifferenza l anonimo compagno contrappone la serena consapevolezza che tutto è stato secondo le Scritture e ci dice che bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria. Ci aveva già avvertito: Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita (Gv 5,39-40). Soffriamo in effetti di questa frattura tra la conoscenza delle Scritture e l ignoranza di colui di cui esse parlano, fino a quando non ci rigenera la fede in lui. Ma colui che è con noi tutti i giorni (cfr Mt 28,20), come con i due di Emmaus, non si sorprende neanche della nostra cecità e tenta di farci prendere coscienza della nostra chiusura con questo accorato rimprovero: Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!. Siamo infatti tra quegli stolti che quando il saggio indica la luna, guardano il dito. E rimaniamo rinchiusi nel labirinto delle nostre appartenenze e delle nostre osservanze senza diventare credenti in senso pieno e vitale, prigionieri appunto della nostra durezza di cuore. In questa condizione di dialogo e di incomunicabilità, è importante in ogni caso non separarsi: e se da una parte c è l invito a rimanere, dall altra c è la disponibilità a sostare. A chi bussa sarà aperto! E quando le risorse della comunicazione verbale e del dialogo sono esaurite, c è la possibilità di sedersi a tavola insieme. Che i due riconoscano il Maestro allo spezzare il pane è solo una circostanza fortuita o è il segno e momento di grazia perché i nostri occhi si aprano ed il cuore non sia più lento a credere? Alberto Simoni

6 6 n MAGGIO 2011 La V ita Beatificazione di Giovanni Paolo II Una fotografia riuscita Un pensiero di papa Wojtyla sui santi di Paolo Bustaffa Domenica 1 maggio 2011: il drappo che copre l arazzo con il ritratto del Beato Giovanni Paolo II scende dopo che Benedetto XVI ha pronunciato la formula di beatificazione e sulla facciata della basilica di San Pietro appare l immagine del volto di papa Wojtyla. Torna alla mente un suo pensiero colto dal discorso ai vescovi delle Marche e dell Umbria in occasione della visita ad limina apostolorum il 5 dicembre I santi, aveva detto, sono delle fotografie riuscite: immagini i cui netti contorni coincidono con le intenzioni divine su di loro. E proprio qui sta la lezione. Una fotografia riuscita ora è in piazza San Pietro: racchiude e comunica il significato più alto e il messaggio più bello di un volto che ha sempre richiamato e ancor oggi richiama il Volto. È una luce a metterli in comunicazione. Una luce, aveva ricordato Giovanni Paolo II nell omelia dell Epifania 2001, soffermandosi sul mysterium lunae immagine cara alla teologia patristica che non nasce dal volto dell uomo ma è il riflettersi dello splendore di Dio nella storia attraverso l uomo. Ma quale lezione viene dalle fotografie riuscite tra le quali è da oggi anche quella di papa Wojtyla? Come cogliere la coincidenza tra i contorni delle immagini e le intenzioni divine? È lo stesso Giovanni Paolo II a rispondere quando, sempre ai vescovi marchigiani e umbri, ricordava che questo ideale è raggiungibile solo coltivando un rapporto di comunione, intimo e stabile, con il Signore. E ciò è possibile riconoscendo il primato dello spirituale, dell interiorità, accogliendo in concreto e nel vissuto quotidiano la parola di Cristo. È l invito a non lasciarsi prendere dalle distrazioni e dalle apparenze perché grande é il rischio di smarrire la sola cosa di cui anche l uomo del nostro tempo ha bisogno. Quella sola cosa è la felicità che nasce dall incontro con la Verità. Da qui l appello al duc in altum perché alla Verità non si arriva percorrendo le scorciatoie della mediocrità ma seguendo i sentieri che danno una misura alta alla vita. Una misura che Karol Wojtyla ha testimoniato fin da ragazzo, giorno per giorno. Così quel santo subito dice con rispetto Joaquín Navarro-Valls chiesto con affetto e gratitudine, appare quasi una richiesta un po tardiva perché Karol Wojtyla è stato santo sempre. Da questo sempre ritorna l invito anche nel silenzio del ritratto sulla facciata della basilica vaticana: Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!. La porta spalancata Parlano lingue diverse; sono volti giovani e meno giovani; portano scarpe da ginnastica, sandali da frate, jeans e un velo da monaca. Non esistono differenze tra loro perché chi li ha convocati in piazza San Pietro è il Papa che ha detto loro di non aver paura. Sono passati sei anni e 29 giorni dalla morte di Giovanni Paolo II. E loro sono tornati con i sacchi a pelo, con le bandiere; con i loro canti e con la loro gioia. L abbraccio delle colonne berniniane fa fatica a contenerli e così eccoli lungo via della Conciliazione, al Circo Massimo. Tante volte ci hai benedetto in questa piazza dal Palazzo. Oggi, ti preghiamo: Santo Padre, ci benedica. Benedetto XVI aggiunge queste parole al testo scritto della sua omelia per la messa di beatificazione di Giovanni Paolo II. Raccoglie così il pensiero e il desiderio di quanti sono venuti per ricordare il Papa venuto da un Paese lontano. Oggi è il successore di papa Wojtyla ed è stato uno dei più stretti collaboratori del nuovo Beato: Per 23 anni ho potuto stargli vicino e venerare sempre più la sua persona. E già in quella parola si respira quel profumo di santità che aleggiava fin dal giorno dei funerali, con quel grido prolungato venuto dalla piazza: santo subito. C è una novantina di delegazioni ufficiali: re, principi, capi di Stato e di governo, politici e ambasciatori. Ma c è soprattutto il popolo di papa Wojtyla, quanti lo hanno accompagnato pellegrino per le strade del mondo; accolto nelle piazze e nelle chiese. Quanti hanno sofferto e pregato nei giorni dei ricoveri al Gemelli, e quanti hanno pianto in quella sera del 2 aprile 2005: Profondo era il dolore per la perdita, ma più grande ancora era il senso di una immensa grazia che avvolgeva Roma e il mondo intero: la grazia che era come il frutto dell intera vita del mio amato predecessore, e specialmente della sua testimonianza nella sofferenza. È la domenica della Divina Misericordia, la festa che proprio papa Wojtyla ha voluto introdurre nel giorno in cui la Chiesa ricorda la prima domenica dopo Pasqua, la domenica in albis. Ed è nei primi vespri della Divina Misericordia che Giovanni Paolo II si è spento, alle di 6 anni fa. Ed ecco che il giorno atteso è arrivato; è arrivato presto, perché così è piaciuto al Signore: Giovanni Paolo II è Beato. Lui, il Papa che nella storia della Chiesa ha Sulla soglia della speranza Papa Wojtyla ha insegnato come stare di Cristiana Dobner il passaggio da un secolo all altro è sempre passaggio epocale, apre una nuova dimensione nella storia, propone dinamiche inedite, giovani volti si affacciano e raccolgono il testimone per portare avanti l umanità: verso dove? Verso chi? Una constatazione che deve trasformarsi nell assunzione esplicita di una responsabilità storica e umana, perché altrimenti risulta solo passaggio convenzionale, obbligato. Stare sulla soglia della speranza ci ha insegnato il neo Beato Giovanni Paolo II e ci ha pure consegnato un come che può tradursi in vita quotidiana, essere assimilato elevato agli onori degli altari il maggior numero di Beati e Santi, è entrato a pieno titolo nella schiera di coloro che ci ricordano con forza la vocazione universale alla misura alta della vita cristiana, alla santità. Inizia il suo ministero di pastore universale, chiamato ad accompagnare la Chiesa nel terzo millennio, portandosi dietro una duplice riflessione: da un lato, l idea che l Europa dovesse essere una, unita dall Atlantico agli Urali; la seconda, che il confronto tra marxismo e cristianesimo dovesse essere incentrato sull uomo. È in questa logica che va letto il primo grande appello di papa Wojtyla, pronunciato nel giorno d inizio pontificato: Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo. Commenta papa Benedetto: Quello che il neo-eletto Papa chiedeva a tutti, egli stesso lo ha fatto per primo: ha aperto a Cristo la società, la cultura, i sistemi politici ed economici, invertendo con la forza di un gigante forza che gli veniva da Dio una tendenza che poteva sembrare irreversibile. Lui, figlio della nazione polacca, ha passo dopo passo. Papa Benedetto, nel suo dire piano e incisivo, invita all indicativo, cioè ad assumere quel vigore che emanava dalla testimonianza dell uomo polacco Karol Wojtyla che visse i tempi oscuri della II guerra mondiale, della persecuzione nazista e il crogiolo del marxismo e, forse proprio per questa sofferta esperienza, non si smarriva in analisi trite e inutili ma puntava diritto al dove della sorgente: Gesù Cristo, nostra speranza. Solo guardando a Lui si può vivere nella storia con uno spirito di avvento e, allora, fiorisce: Pienezza dell uomo e compimento delle sue attese di giustizia e di pace. Chi sta sulla soglia può gettare uno sguardo al passato, coglie il presente ma già si sente proiettato nel futuro, Giovanni Paolo II visse questa triplice dimensione: raccolse tutta l eredità della Chiesa, il grande lavoro dello Spirito con il Vaticano II ma gettò, simultaneamente, le basi di un futuro, di un tempo in cui rimanere protesi in attesa, in ascolto. Posture tipiche e ineludibili del cristiano ma, soprattutto, di ogni prete, orante, sollecitato e dolente per i gravi problemi che affliggono l umanità, e che non li sfugga da struzzo, ma sia disposto a diventare un tutt uno con quel Gesù, che quotidianamente riceve e offre nell Eucaristia. È la fede, quindi, il perno che consente e fonda lo stare sulla soglia, quell adesione profonda che sa e vuole pronunciare un Amen al Padre nell Amen che è Gesù Cristo, sempre all indicativo e non all esortativo: Così è!. Amen pronunciato non come una qualsiasi parola di circostanza o di convenienza, ma un Amen che gioca tutta la persona e tutta la vita, in qualsiasi circostanza, con qualsiasi umore e in qualsiasi affanno che colpisca la nostra umanità: catastrofi naturali, dissensi politici, guerre sempre ingiuste, poteri economici occulti e palesi che rovinano nazioni e persone. È inutile ricorrere a narcotici o a stordimenti mediatici che facciano vivere qualche ora fiabesca, la realtà L immagine e l impegno trasmessi dal papa Beato di Fabio Zavattaro aiutato i cristiani di tutto il mondo a non avere paura di dirsi cristiani, di appartenere alla Chiesa, di parlare del Vangelo. In una parola: ci ha aiutato a non avere paura della verità, perché la verità è garanzia della libertà. Di più : Quella carica di speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e all ideologia del progresso, egli l ha legittimamente rivendicata al cristianesimo, restituendole la fisionomia autentica della speranza, da vivere nella storia con uno spirito di avvento, in un esistenza personale e comunitaria orientata a Cristo, pienezza dell uomo e compimento delle sue attese di giustizia e di pace. Ricorda infine Benedetto XVI i giorni della sofferenza e della malattia di papa Wojtyla e dice: Il Signore lo ha spogliato pian piano di tutto, ma egli è rimasto sempre una roccia. E proprio la sua profonda umiltà, radicata nell intima unione con Cristo, gli ha permesso di continuare a guidare la Chiesa e a dare al mondo un messaggio ancora più eloquente proprio nel tempo in cui le forze fisiche gli venivano meno. è un altra, dolorosamente un altra. Giovanni Paolo II l ha proclamata con il suo semplicissimo stemma, non aristocratico, di sangue blu e perciò caduco ma simbolo di un legame eterno e forte: Nell icona biblica di Cristo sulla croce con accanto Maria, sua madre, che fu per lui il prisma con cui guardare lo scorrere del tempo e il divenire della storia. La sapienza teologica di papa Benedetto ha colto come questa scoperta giovanile del giovane polacco, sia diventata il tessuto connettivo della sua vita sacerdotale, della sua vigoria, della sua accettazione nella dissoluzione che ha corroso le sue giornate di malato, torcendolo ma non piegandolo nella sua oblatività e nel suo humour. Maria, prisma biblico ed esistenziale, è per noi, all indicativo, il modello, il come vivere senza cedimenti, perché seppe pronunciare il suo Amen alla volontà del Padre. Amen di cristallina fede come Maria è (non... sia) per noi il dono del Beato.

7 Pistoia Sette N MAGGIO 2011 Beatificazione di Giovanni Paolo II: cronaca e suggestioni dal 28 aprile al 2 maggio si sono svolte le celebrazioni per la beatificazione di Giovanni Paolo II. La città di Roma in quei giorni è stata invasa dai fedeli venuti da tutto il mondo: un milione e mezzo di persone hanno preso parte alla beatificazione. A ricordare l evento è don Simone Amidei, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Pistoia, che sottolinea una frase pronunciata da Giovanni Paolo II al termine della Giornata mondiale della gioventù di Toronto: Cari giovani, voi siete la mia speranza. Non lasciate che questa speranza muoia! Scommettete la vita su di essa! Noi siamo la somma delle nostre debolezze e dei nostri fallimenti, al contrario siamo la somma dell amore del Padre. Per noi Wojtyla ha detto tante cose e ha scritto molto -afferma don Simone- ma forse la più bella scrittura sono proprio i giovani, parole vive chiamate da lui ad incendiare il mondo intero. Ed erano soprattutto i giovani a Roma che hanno voluto La testimonianza di don Simone Amidei, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Pistoia di Daniela Raspollini festeggiare il loro amico, il loro confidente, il loro padre. Alla Veglia Mariana al Circo Massimo hanno preso parte 200mila fedeli. E stato recitato il rosario, utlizzando i misteri della luce, proprio quelli creati dal Papa all interno dell enciclica Rosarium virginis Mariae ; al Salve Regina sono stati accesi i flambeaux ed è stato uno spettacolo luminoso ed emozionante. Durante la veglia c è stata la testimonianza della suora francese, Marie Simon Pierre, che ha raccontato com è avvenuta la sua guarigione, il miracolo di cui è stata oggetto. Il 1 maggio, domenica della Divina Misericordia, festa istituita da Giovanni Paolo II, si è svolta la celebrazione di beatificazione. La piazza e via della Conciliazione sono state riempite fino all inverosimile da tutti i fedeli accorsi da ogni parte del globo. Durante la celebrazione eucaristica, il Santo Padre ha ricordato la stretta collaborazione intercorsa con il suo predecessore ed ha sottolineato la dimensione mistica di Giovanni Paolo II. La celebrazione è stata accompagnata da frequenti applausi sulle note del magnifico inno composto per l occasione da monsignor Marco Frisina Aprite le porte a Cristo. La gioia della piazza è culminata nel momento in cui il Santo Padre ha proclamato Beato Giovanni Paolo II. In occasione della cerimonia, suor Tobiana, una suora polacca che per oltre 40 anni ha assistito Giovanni Paolo II, assieme a Marie Simon Pierre ha portato un reliquiario contenente del sangue del nuovo beato. La reliquia risale agli ultimi giorni di vita del santo Padre, quando il sangue era stato prelevato in modo da avere una scorta in caso di necessità di trasfusione. Al termine della celebrazione i fedeli hanno avuto la possibilità di venerare le reliquie del nuovo beato. La teca contenente le sue spoglie è stata posta davanti all altare della confessione e una fila interminabile si è snodata per tutto il giorno e la notte seguente. La festa liturgica del beato Giovanni Paolo II ricorrerà il 22 ottobre. Veglia di Pentecoste Camminare sulle acque Che dono è per te la fede? Quale dono pensi che i cristiani possano fare al mondo d oggi?. Le due domande concludono un sussidio che la diocesi di Pistoia ha predisposto per la veglia che sabato 11 giugno riunirà in piazza del Duomo i cattolici pistoiesi. L evento dovrebbe portare in piazza, in una riflessione pubblica guidata dal vescovo Mansueto Bianchi, un migliaio di persone appartenenti a parrocchie, gruppi, movimenti, sacerdoti e laici, diaconi e religiosi, suore e seminaristi. Tutti sensibilizzati da un unico brano evangelico: il racconto, dal Vangelo di Matteo, di Gesù che cammina sulle acque e fa camminare lo stesso Pietro, impaurito dai flussi delle acque e dal vento forte. Una rappresentazione, eterna, delle difficoltà della comunità che ieri come oggi si riunisce nel nome di Gesù Cristo. Il vicario per la pastorale, don Cristiano D Angelo, ha in questi giorni ricordato che le risposte alle Prosegue la preparazione alla grande Veglia di Pentecoste in piazza Duomo C è tempo fino al 15 maggio per inviare i contributi scritti. Si cercano 50 volontari due domandi forti contenute nel sussidio dovranno essere inviate in diocesi ( diocesipistoia.it oppure entro il 15 maggio. E infatti intenzione dell organizzazione preparare un libretto con una selezione di tali contributi. Don Cristiano chiede inoltre ai sacerdoti e a tutte le articolazione della Chiesa pistoiese una mano per l organizzazione del servizio di accoglienza e assistenza per l incontro di sabato 11 giugno: servono almeno una cinquantina di volontari (età minima 17 anni, meglio se maggiorenni). A tale scopo è convocato un incontro mercoledì 11 maggio alle ore 21 nel Seminario di Pistoia. Le disponibilità possono essere segnalate a questo indirizzo Un ultima avvertenza organizzativa: entro il primo giugno, cioè 10 giorni prima dall evento, è necessario che ciascun sacerdote, diacono, responsabile di gruppo segnali il numero (anche approssimativo) dei partecipanti all incontro in modo che sia possibile approntare la migliore accoglienza possibile. Sabato 11 giugno il programma prevede gli arrivi dei gruppi attorno alle 18. Dalle 18:30 e fino alle 20:30 momenti di preghiera, scambio e testimonianze. Insieme al vescovo sarà presente, in piazza Duomo, il giornalista e scrittore Luigi Accattoli. Dalle 20:30 e fino alle 21:00 il tempo per la cena a sacco. Dalle 21:15, in piazza Duomo, la grande Veglia di Pentecoste. In caso di pioggia l intero programma è spostato da piazza Duomo al Palazzetto dello Sport di Pistoia. Biblioteca del Centro Monteoliveto IV incontro Olivetano Sabato 14 maggio 2011, alle ore 17,30, nei locali del Centro Monteoliveto, via Bindi,16, il Prof. Giorgio Petracchi terrà una conferenza sul tema: Una riconsiderazione del Risorgimento nella storia nazionale e nella cronaca locale. Si tratta del IV Incontro Olivetano della stagione , organizzato dalla Biblioteca del Centro Monteoliveto in collaborazione con il Meic Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale. La conferenza collegherà la visione nazionale del fenomeno risorgimentale allla considerazione di avvenimenti e personaggi locali di grande interesse, non sempre adeguatamente conosciuti. Seguirà una cena di beneficenza a favore del Centro Monteoliveto (info e prenotazioni tel ). In Cattedrale Vespro d organo con Eliseo Sandretti Musiche di Frescobaldi, Merula e Anonimo (sec. XVIII), per il vespro d organo in programma domenica 8 maggio alle 17 in Cattedrale (organo Tronci, 1793). Ad eseguirle sarà Eliseo Sandretti, docente di organo all Isti tuto musicale diocesano Baralli di Lucca, nonché autore di pubblicazioni sulla storia dell or gano e sulla sua letteratura. Sandretti svolge attività concertistica sia all organo che al clavicemba lo ed ha tenuto un seminario sulle antiche diteggiature per organo all Ac cademia Giuseppe Gherardeschi di Pistoia. Come solista e accompagnatore si è esibito oltre che in Italia, anche in Norvegia e Austria. Alcune sue composizioni sono state eseguite in varie rassegne re gionali per le scuole ad indirizzo musicale della Toscana.

8 8 comunità ecclesiale n. 18 La 8 MAGGIO 2011 V ita Michelucci e l arte sacra a Pistoia Michelucci e l arte sacra a Pistoia è il titolo della manifestazione che si svolgerà dal 9 al 13 maggio nel chiostro di San Domenico di Prato. Organizzata dalla diocesi di Prato, la Misericordia di Pistoia, il Centro Culturale Il Tempio Pistoia e il Centro di Documentazione Michelucci di Pistoia con il patrocinio del Comune di Prato, l inaugurazione dell evento è prevista per lunedì 9 maggio alle 18 con l apertura della mostra Michelucci: la chiesa della Vergine e la Via Crucis. La mostra, che presenta foto di Duccio Bartolozzi e disegni di Flavio Bartolozzi, Quinto Martini e Jorio Vivarelli, sarà allestita presso il cappellone e il Chiostro di San Domenico a Prato. Interverranno: monsignor Gastone Simoni, vescovo di Prato, don Paolo Palazzi, vicario della diocesi di Pistoia, il professor Ugo Barlozzetti, storico dell arte, l architetto Roberto Agnoletti, storico dell architettura. Martedì 10 maggio alle 21 nel Chiostro di San Domenico si terrà una lezione incontro dal titolo Architettura sacra a Pistoia nel Novecento a cura di Roberto Agnoletti. Gli interventi di Roberto Agnoletti e Ugo Barlozzetti consentiranno di cogliere il rapporto duraturo di un architetto, ma anche teorico e soprattutto operatore culturale, con un terrìtorio, quello pistoiese, e con il rinnovamento della tipologia dello spazio sacro ed il suo ineluttabile confronto con l arte sacra. La chiesa della Vergine a Pistoia (nella foto), con le stazioni della via crucis realizzate per tale edificio, costituisce un esempio paradigmatico per sviluppare una riflessione più ampia. La chiesa della Vergine Il progetto della chiesa viene approvato dalle autorità ecclesiastiche nel 1950, ma tra il 1954, data di inizio dei lavori, ed il 1956, quando la chiesa viene consacrata ed aperta Ordine Francescano Alcuni incontri di maggio Il 28 maggio l ordine francescano secolare (sede in via degli Armeni 11) organizza un pellegrinaggio a Valdibrana con padre Rosario: il ritrovo e alle 6 con partenza a piedi dal Convento dei Cappuccini e arrivo a Valdibrana alle ore 7,30. (Si può raggiungere il santuario anche con mezzi propri); ore 8: Messa a Valdibrana. I francescani secolare minori (sede convento delle Clarisse p.za S. Stefano) organizzano il pellegrinaggio mariano presso il santuario della Madonna a Valdibrana il 25 maggio. Alle 15,30 monsignor Tognelli guiderà la recita del Rosare e alle ore 16 celebrerà la Messa. al culto, il disegno iniziale subisce varie modifiche. Del progetto del 49 si mantiene la soluzione dell alta cortina muraria in mattoni con forti nervature, che richiama la semplicità e la sobrietà costruttiva degli ordini monastici mendicanti, con particolare riferimento alla chiesa gotica di San Domenico a Pistoi a. In fase esecutiva si rinuncia alla copertura a volta ribassata dell aula per l attuale sistema di copertura a capriate in cemento armato. Lo spazio interno della chiesa, semplìce e austero, è scandito soltanto dal succedersi di pronunciate paraste nella parte alta della parete e inferiormente dal ritmo pìù ampio dei portalì in c.a. a vìsta che, aggettando dalla parete perimetrale intonacata, delimitano nicchie che incorniciano le stazioni della Via Crucis, grandi sculture eseguite a partire dagli anni Sessanta da artìsti dìversi che hanno lavorato con i materiali più vari, dalla terracotta, alla pietra, al cemento seguendo le indicazioni dell architetto progettista e del parroco. Si ricordano in particolare le opere di Pellegrino Banella, Flavìo Bartolozzi, Quinto Martini e Jorio Vivarelli, autore anche del grande Crocifisso ligneo che sovrasta l altare maggiore. Giovanni Michelucci Giovanni Michelucci (Pistoia, 1891 Firenze, 1991) è stato un architetto, urbanista, considerato uno dei maggiori architetti italiani del XX secolo, celebre come capogruppo dei L ultimo libro di Emma Nocera Pezzettino mio èin libreria Pezzettino mio, l ultimo libro della scrittrice pistoiese Emma Nocera, nota anche come pittrice, e sarà presentato prossimamente dall associazione culturale La Brigata del leoncino. Il libro è presentato da Tommaso Braccesi, presidente del movimento per la Vita, che ringrazia l autrice per avere affrontato il tema scomodo della difesa del significato della vita, in una fase storica nella quale troppo spesso la vita è ridotta a vuoto contenitore. Il libro è scritto con grande semplicità e immediatezza e giunge direttamente alla sensibilità più profonda del lettore. È la storia, toccante e Dal 9 al 13 maggio 2011 si terranno una serie di incontri per celebrare il ventesimo anniversario della morte dell architetto Giovanni Michelucci. Gli incontri sono curati dalla diocesi di Prato in collaborazione con la Misericordia di Pistoia, il centro culturale Il Tempio di Pistoia e il Centro documentazione Michelucci di Pistoia progettisti della stazione di Firenze Santa Maria Novella e come autore della chiesa dell Autostrada dei Sole. Una nuova stagione per l architettura italiana si è aperta con ia realizzazione di una piccola chiesa a Collina, nei pressi di Pistoia, intesa non solo come luogo sacro e di celebrazione, ma anche come spazio di aggregazione tra i fedeli; infatti, le forme derivarono da quelle delle case coloniche che insistevano nei dintorni a sottoiineare la volontà di avvìcinare ia popolazione al proprio luogo di culto. A partire dagli anni cinquanta si registrano numerose realizzazioni nel campo dell architettura sacra, che vedrà Michelucci assoluto protagonista anche nei decenni successivi: la chiesa della Vergine a Pistoia (dove si avverte un adesione al patrimonio del impegnata, di Marricchia, una donna che di fronte ad una gravidanza non programmata ed apparsa a sorpresa nella sua vita, si strugge nel dubbio di accettare quella gravidanza o di distruggerla con l aiuto della legge 194, ovvero della legge sull aborto legalizzato, verso la quale nel libro troviamo spesso riferimenti critici. Nelle pagine del libro si racconta come la protagonista vive con l anima straziata, l evolversi degli eventi. Chiediamo alla scrittrice cos è il paese dei lumi che nel suo libro è menzionato dall inizio alla fine e qual è il messaggio del libro? Lei risponde: Il paese dei lumi è un luogo luminoso e protettivo, rassicurante e accogliente; è un luogo eterno, lo chiami pure coscienza, lo chiami pure fede. Il messaggio di questo libro, glielo dico con le parole passato, pur senza convenzionalità), la chiesa della Beata Maria Vergine di Pomarance, la piccola cappella di Lagoni di Sasso a Sasso Pisano, la chiesa dei Cimitero della Vergine a Pistoia. Sempre a Pistoia, nel 1959 innalzò una chiesa all interno dei Villaggio Belvedere: l edificio, concepito ancora come spazio di unione e socializzazione dei fedeli, presenta una planimetria fortemente dilatata, con una sinuosa copertura che preannuncia la ricerca di un architettura simbolica, legata ai temi della tenda e della croce, temi che raggiungono il massimo compimento nel San Giovanni Battista dell Autostrada. A questo progetto seguirono il suggestivo Santuario della Beata Vergine della Consolazione a San Marino, le chiese di Arzignano e di Longarone, del filosofo Emanuele Kant: due cose mi riempiono il cuor di inusitata meraviglia: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro il mio cuore. D.R. Musica sacra Successo per i corsi d organo di Lohmann e Bovet Due corsi d organo quali da tempo non si avevano a Pistoia. Diversi organisti si sono ritrovati in città per studiare musica tedesca, sotto la guida del maestro Ludger Lohmann, e musica spagnola e francese, sotto la guida di Guy Bovet, approfittando degli strumenti particolarmente adatti a queste letterature che si trovano nelle chiese di Sant Ignazio e del Carmine a Pistoia e di San Rocco a Larciano e dell organizzazione dell Accademia d Organo Giuseppe Gherardeschi. Una settimana di lavoro per i partecipanti e per i docenti che si sono esibiti in due concerti. I due corsi hanno dimostrato che si può ancora studiare musica d organo a Pistoia, la quale conserva la sua forza di attrazione. Visto l entusiasmo dei partecipanti, è stata programmata l edizione 2012, da realizzarsi, come quest anno, la settimana dopo Pasqua. P.C. PRATACCIO Cantar maggio Ancora per le strade con il Cantarmaggio che è sinonimo di festa popolare, e affonda le radici nelle tradizioni dell appennino toscoemiliano. Quest usanza deriva dalla vita rurale della comunità della montagna, per la quale la primavera, e in particolare il mese di maggio, portava speranza di buoni raccolti d abbondanza e serenità. Ancora oggi i cantori passano per i paesi con chitarre e fisarmoniche per cantare e ballare insieme e poi trovarsi nelle piazze in allegria mangiando e bevendo quello che la gente offre. I menestrelli hanno cominciano da Prataccio il 30 aprile e Popiglio subito dopo. Il primo maggio si è inneggiato sul trenino Pistoia-Pracchia. Il sette maggio sarà la volta di San Marcello e Campotizzoro. L otto maggio, Bardalone e Prunetta, il 14 a Pistoia e Villa di Baggio il 15 a Maresca; il tour si chiude il 28 a Piteccio. Giorgio Ducceschi Casalguidi Festa della famiglia Domenica 15 maggio 2011, in piazza Vittorio Veneto a Casalguidi, si terrà la Festa della famiglia dal titolo Famiglia: educare alla pienezza di Vita. La festa è organizzata dal gruppo di spiritualità familiare di Casalguidi, in collaborazione con il comitato Fiera di Casalguidi, il gruppo giovani La biada, la pro loco di Casale- Cantagrillo, il gruppo teatrale L allegra compagnia, il circolo Mcl Ariston, l atletica Casalguidi e la Banca di Credito cooperativo di Masiano. Questo il programma: ore 10: Messa; dalle ore 16: Giochi e spettacoli per grandi e piccini; ore 19.30: cena in piazza

9 LaVita Preghiere on demand Vedo che ancora continuano sulla stampa locale gli strascichi sulla vicenda della preghiera modificata : via Gesù e al suo posto Dio. Non ero intervenuta subito nella polemica proprio per evitare strumentalizzazioni, ma francamente mi sento spinta a farlo dopo aver letto il commento del Vicario. Una risposta che a dir poco mi ha sorpreso. Non credo che la maestra con la sua scelta avesse in mente la Trinità, evocata dal Vicario probabilmente per minimizzare e per mettere tutti d accordo. Perché allora visto che Gesù è Dio ed è anche Spirito Santo, non ha sostituito la parola Dio con Spirito Santo? Chissà, avrebbe incontrato ancor più il favore dei non cattolici. A quando le preghiere con dei puntini da riempire come meglio si crede? Il problema non è tanto nella scelta, secondo me sbagliata e ridicola della maestra, ma nel fatto che ormai stiamo veramente perdendo il senso delle cose, del ridicolo appunto, e in primis della fede che deve essere comoda e ruffiana con lieto fine. Questo piccolo avvenimento ha prodotto un risultato che è la dimostrazione di come sia sempre più diffusa la concezione miope e distorta della laicità. Una visione secondo la quale fare esplicito riferimento alla nostra religione significa per ciò stesso essere intolleranti, creare discriminazioni. Piaccia o meno, bisogna prender atto che ci sono due pesi e due misure. Come ho già scritto in occasione dell assassinio del ministro pachistano Bhatti che si era fortemente battuto a difesa di Asia Bibi, la cui vicenda ha avuto scarsissima risonanza al confronto di quella di Sakineh: quei mezzi di comunicazione, così solerti di fronte a qualsiasi problema, come mai sono così silenziosi quando le vicende riguardano i cristiani? Non una parola sulla discriminazione dei cristiani! Anziché gridare il proprio sdegno e la propria condanna, si sta zitti! 8 MAGGIO 2011 n. 18 comunità ecclesiale lettere in redazione Non vergogniamoci delle nostre radici giudaico-cristiane e abbiamo il coraggio di scegliere se recuperare la fede nei nostri valori non negoziabili oppure scendere lungo la china del relativismo, del buonismo e della propaganda politicamente corretta. Daniela Simionato 22 di beatificazione di Madre Caiani Il 1 maggio il venerato Papa Giovanni Paolo II è stato beatificato: un evento che ha commosso e movimentato il mondo intero, evento che certamente contribuirà a rinvigorire la fede di molti. Infatti, dopo averlo avuto per tanti anni come vicario di Cristo in terra, maestro e testimone del Vangelo, ora troviamo in lui anche un modello da imitare, un potente intercessore presso Dio. In questi giorni, abbiamo ricordato il 22 anniversario di beatificazione di Madre Caiani e fu proprio Giovanni Paolo II ad elevarla agli onori degli altari in un tripudio di festa. Vibrano ancora nel nostro cuore le parole forti, decise, incisive, del messaggio che egli rivolse ai pellegrini pervenuti in Piazza San Pietro in quel 23 aprile 1989:...Alla luce dell amore divino, rivelatosi nel divin Salvatore, Margherita imparò a servire i fratelli tra la gente umile della sua terra di Toscana... ed alle sue figlie spirituali, le suore francescane minime del Sacro Cuore, ella insegnò a servire il prossimo con l intento di riparare le offese fatte all amore di Cristo e di ispirarsi sempre a questo amore nell esercizio della loro carità... Mi rallegro con voi religiose, che vi alimentate al carisma di così eletta fondatrice... Mettetevi alla sua scuola, imparate da lei la tenerezza materna, l equilibrio, la sapienza e soprattutto la dedizione verso gli altri. Imitate la sua gioia interiore, a fede in Gesù crocifisso e risorto, sia in voi come già nella Beata Maria Margherita, ispiratrice di ideali cristiani generosi, di rinnovamento spirituale. A questa scuola si sono alimentate, a questo carisma hanno attinto vivendo con fedeltà e amore questa spiritualità minima per una vita di santità massima, le sette sorelle che il 28 maggio prossimo celebreranno il 50 e 25 di prima professione. A lode e gloria di Dio e a edificazione del prossimo. Le Suore Minime del Sacro Cuore Testimonianza di Fiorella, della comunità catecumenale della Vergine La maggior parte di noi è abituata a chiedere a Dio (a volte a pretendere) che compia la nostra volontà, ma egli ci guarda con gran tenerezza, non si adira e ci dà quel bene che ci fa bene e quello che noi giudichiamo non bene che ci farà comunque bene. I nostri orizzonti spesso si limitano al bisogno quotidiano: la salute, il lavoro, il benessere economico etc, e per i più ambiziosi alle gratificazioni personali..., ma c è un momento ben preciso fatto a volte di un attimo o fatto di tanti attimi in cui Dio si abbassa a noi, ci viene vicino, entra ad analizzare la nostra storia, il nostro cuore e ci rialza con lui e coincide sempre a quei momenti in cui ci sentiamo disperatamente soli, disperatamente persi. E un attimo che non si dimentica, che si marchia a fuoco nella memoria e del quale si può, anzi, si deve rendere testimonianza. Per me è stato anche quando, dopo circa 10 anni di matrimoni,o mio marito ed io eravamo entrati in una sorta di spirale di incomprensioni che potevano avere solo un inevitabile conseguenza, una spirale distruttiva tale che ancora oggi non comprendiamo come possa essere accaduta. Fu un attimo, ma sufficiente a capire che potevamo fidarci di Dio, che dovevamo farci prendere per mano da lui e lui ci avrebbe fatto risalire, strappandoci da quel vortice che ci portava in basso e con noi portava anche i nostri figli. L amore per loro ci fece vedere che c era un amore ancor più grande a cui aggrapparci e timidamente ci riaffacciammo alla Chiesa, che fu veramente una madre amorevole. La consolazione, la luce di cui avevamo bisogno scaturivano sapientemente da l unica fonte che è l ascolto della Parola di Dio e come acqua pura, fresca lavavano via ogni incrostazione di male. Un ascolto al quale abbiamo allenato gli orecchi del nostro cuore, nelle Eucarestie, nelle Celebrazioni della Parola perché inseriti nella comunità neo catecumenale di allora presso la parrocchia di S. Francesco. Ricordo, però, anche le parole di Padre Gabriele (della chiesa dei Cappuccini ) che ci invitava a sperimentare l amore di e il perdono di Dio proprio in ogni nostro gesto quotidiano in famiglia e che percepiva la consolazione di cui avevamo bisogno. Siamo stati presi per mano e ci siamo fatti prendere per mano e ogni volta che ce ne è stato bisogno abbiamo. Ricordo anche quanto furono importanti i consigli di padre Dino (della parrocchia San Francesco), che ci ha sapientemente guidato a ricostruire la vita di coppia, invitandoci a ritagliare dei momenti tutti per noi. Ci diceva: su ragazzi, andate a mangiare una pizza insieme, voi due, da soli! Un consiglio che può sembrare banale, adesso, scontato, ma che in quel momento fu provvidenziale. Ecco perché rendere testimonianza con la gratitudine di chi molto ha ricevuto. Dio ci è vicino e bussa alla porta del nostro cuore con un insistenza maggiore, quando vede che ti stai perdendo nel mare dell illusione, dell inganno, della sofferenza, dell odio, della disperazione. Fiorella Giannoni Ora basta! Da un po di tempo assisto con sempre più insofferenza alle giustificazioni dei tagli ai servizi sociali e sanitari. Credo che sia venuta l ora di porre delle domande a cui dirigenti, amministratori e politici non possano non rispondere. Ai tempi in cui mi stavo formando come cittadino fui colpita dalla frase di Don Milani che non si possono fare parti uguali fra disuguali. Cosa è accaduto in questi cinquant anni? Se siamo arrivati a molte caste di intoccabili è ovvio dove verranno fatti i tagli. Porterò un esempio che tocco con mano da anni. La Regione Toscana dispone che ogni azienda USL destini il 4 1/2% di tutta la spesa sanitaria alla salute mentale. Pistoia non ha mai destinato più del 3,3%, spesso meno, ma ogni volta che ho chiesto perché non si rispetti una legge regionale mi è stato risposto che quelle regionali sono solo linee guida e che ogni azienda è autonoma e può decidere come crede. Ma allora a cosa servono le leggi regionali e perché paghiamo profumatamente i nostri consiglieri e i dirigenti aziendali? Questa riduzione ha significato meno inserimenti lavorativi, meno sostegno professionale per la riabilitazione, più persone escluse dai percorsi personalizzati, più famiglie abbandonate a se stesse, meno salute e più malattia e quindi maggiori costi sanitari e sociali. Quando chiedo perché non si taglia in quei settori dove da anni si spende più del dovuto mi si risponde con un po di imbarazzo ma dandolo per scontato che ci sono i poteri forti, che 9 certi privilegi non si possono toccare. Anche in Toscana? Che senso ha allora avere amministrazioni di sinistra da generazioni? Quando studio le leggi e i piani sociali regionali e constato che è dal 1978 che si parla di integrazione socio-sanitaria e che si devono periodicamente riformulare le leggi e riorganizzare le istituzioni (aziende, consorzi, conferenze dei sindaci, aree vaste, società della salute) perché non si riesce a farla applicare nei territori locali e ogni settore continua ad operare separatamente mi chiedo che cosa ci stiano a fare tanti rappresentanti in tanti organismi democratici? Perché quando si chiede perché Pistoia non ha avuto l assegnazione dei fondi per la costruzione di 18 allloggi popolari l assessore Ginanni rispondi che l ufficio tecnico non ha avuto il tempo per fare un progetto dettagliato come richiedeva il bando regionale? Perché non c è una valutazione seria dei servizi e perché non c è mai un responsabile che risponda del disservizio? Eppure se mio figlio sale sull autobus senza timbrare il biglietto la multa la deve pagare anche se è disabile! Ma voglio continuare a credere che una società più giusta sia possibile. Io non voglio lasciare a mio figlio una società che lo consideri disuguale quando si tratta di diritti e uguale quando si tratta di doveri. Ed è per questo, per lottare perché i nostri figli disuguali siano messi in condizioni di avere una vita il più possibile indipendente, come le nostre belle leggi garantiscono, noi pretenderemo con tutte le nostre forze, chiedendo anche il sostegno dei nostri concittadini, che vengano mantenute le promesse che i direttori generali dell ASL 3 ci hanno fatto da anni, che seppur non possono destinare la percentuale dovuta non verranno fatti tagli al budget della salute mentale. Invece sappiamo che i tagli proposti sono gli stessi in tutti i settori: troppo facile! Nel campo della salute mentale sono già state smantellate molte strutture, con le nuove gare d appalto per i servizi territoriali è diminuita la richiesta per le qualifiche professionali più alte, non viene fatto niente nel campo della prevenzione, nelle unità funzionali dell Infanzia e Adolescenza non ci sono educatori. Eppure, qualcosa in questi anni è cambiato, i nuovi responsabili hanno incoraggiato l autonomia delle persone in carico, sostenendo gruppi di auto-aiuto, associazioni e cooperative, migliorando l accoglienza e la formazione. Non permetteremo che siano frustrati e sopraffatti quegli operatori che non si affidano esclusivamente ai farmaci ma che si adoperano per promuovere salute. Lo dobbiamo ai nostri figli. E non ci arrenderemo, non ancora. Kira Pellegrini, Associazione Oltre l Orizzonte per la promozione del benessere psichico

10 10 comunità e territorio n. 18 La 8 MAGGIO 2011 V ita Trasporto pubblico Meno corse e biglietti più cari Meno corse, meno servizi e biglietti più cari. È questa la sorpresa che gli utenti del Copit troveranno a partire da questo lunedì. A seguito della riduzione del trasferimento Farmacie pubbliche Farcom cresce ancora far.com., la società pubblica che gestisce le farmacie comunali pistoiesi, cresce ancora. Lo fa accogliendo al suo interno i Comuni di Agliana, Larciano e Quarrata. Un operazione che porta la spa ad un aumento di capitale riservato ai Comuni di euro (pari a azioni). Immediata conseguenza dell allargamento della spa è l aumento del prezzo per azione, per complessivi euro, pari a 25,82 euro per azione. È quanto ha deliberato il consiglio di amministrazione di Far.Com. spa composto da Gianluca De Simone e Sergio Zingoni, recependo le deliberazioni dei consigli dei singoli Comuni, rafforzando il capitale sociale e consolidando Far.Com. come una vera e propria house dei servizi al cittadino con dimensione sovracomunale. «Con questo importante atto, frutto del lavoro del precedente consiglio di uamministrazione e di quello attuale n programma di tre giornate per un totale di 19 appuntamenti nel cento storico di Pistoia fatto di incontri spettacoli e dialoghi rivolti ad un pubblico non specialistico ma interessato all approfondimento ed alla ricerca di nuovi strumenti e stimoli per comprendere la realtà odierna. E questo, in sintesi, il contenuto della seconda edizione dei Dialoghi sull uomo, festival di antropologia del contemporaneo in programma dal 27 al 29 maggio prossimi. Il filo conduttore si legge nella nota del programma- sarà Il corpo che siamo ; il corpo viene cioè disegnato, inciso, scolpito, modellato, per moda, cultura, arte, patologia, quasi l uomo volesse sancire con questi interventi il suo distacco dalla natura, per spostarlo sul terreno della cultura. L edizione 2011 sarà sicuramente un appuntamento importante ha detto il sindaco Renzo Berti- in quanto rappresenterà per la nostra città un punto di aggregazione oltre che ad un momento di aggregazione di risorse, il servizio di trasporto pubblico su linee urbane ed extraurbane subirà dei cambiamenti che entreranno in vigore a partire dal 9 maggio. «La riorganizzazione Oltre a Pistoia entrano nella compagine sociale anche i Comuni di Agliana, Larciano e Quarrata. A giugno sarà presentato il piano strategico della società dice Simona Laing, presidente di Far.Com. Spa -, la Società pubblica delle farmacie pistoiesi si rafforza ulteriormente. E lo fa nel segno della piena rappresentatività del territorio comunale. L ingresso dei Comuni di Agliana, Larciano e Quarrata è un momento importante che sancisce il consolidamento dell esperienza sin qui fatta. Le farmacie pistoiesi sono una riconosciuta realtà di farmacie dei servizi, aperte ai bisogni delle famiglie e dei cittadini. In questo processo di continua crescita, Far. Com. spa sta realizzando un altro importante strumento: il piano strategico che presenteremo a giugno». Il Comune di Pistoia resta il maggiore Ritorna Dialoghi sull uomo che potrebbe portare dei ritorni dal punto di vista turistico. Positivo anche il giudizio del presidente Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Ivano Paci il quale ha ribadito l importanza dell appuntamento in quanto tratta un tema che non poteva mancare in un appuntamento culturale di taglio antropologico come si propone di essere i Dialoghi. La nostra città e i giovani ha concluso sono pronti ad accogliere tutti coloro che vorranno provare il piacere di esserci. Quattro i filosofi presenti per l edizione 2011: Roberta Monticelli discuterà sulla fatica di diventare adulti e sul concetto di corpo sociale; Maurizio Ferraris tratterà il tema della perdita del corpo nell immaterialità del web mentre Umberto Galimberti si interrogherà su cosa sia oggi il corpo nell occidente industrializzato la sociologa Rossella Ghigi interverrà spiega l assessore comunale di Pistoia al trasporto pubblico Riccardo Pallini - è avvenuta tenendo conto anzitutto delle necessità dei ragazzi che vanno a scuola, dei azionista, con una quota di azioni dell 82,8 per cento, mentre a Quarrata va il 7,5 per cento, a Larciano il 4,4 e ad Agliana il 3,8 per cento (l 1,3 per cento resta ai dipendenti). Far.Com. Spa nasce nel 2000 come società per azioni a prevalente capitale pubblico per la gestione delle farmacie comunali del comune pistoiese. In precedenza le farmacie comunali, tre realizzate dal Comune di Pistoia negli anni 70 (una si è aggiunta dieci anni più tardi) erano inizialmente gestite in economia, ossia direttamente dal Comune, e poi a partire dal 1995 e per cinque anni, dall azienda speciale Asp. P.C. infine sulla cultura dei cambiamenti e della chirurgia estetica. Il programma dei Dialoghi vedrà inoltre un omaggio ad uno dei più grandi antropologi e pensatori di tutti i tempi: Claude Lèvi-Strauss a cui Toni Servillo dedicherà un recital leggendo brani tratti dal suo celebre libro Tristi Tropici, ed uno spettacolo di danza Studies of the Human Body, ideato e interpretato da Virgilio Sieni su musiche di Salvatore Sciarrino e J.S. Bach, eseguite dal vivo da Giampaolo Pretto (flauto) e Claudio Pasceri (violoncello). L iniziativa che come già detto è alla seconda edizione gode del patrocinio della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana che invita ad accedere al sito internet uomo.it per trovare qualsiasi informazione in quanto a vendita dei biglietti, programma e altre informazioni di ogni tipo. Edoardo Baroncelli pendolari, dei lavoratori e, più in generale, delle fasce più deboli. È stata considerata, inoltre, prioritaria l integrazione del servizio con quello ferroviario. Nella rimodulazione siamo intervenuti sugli orari nei quali si registravano meno presenze. Abbiamo cioè preso delle decisioni sulla base dell utilizzo effettivo dei mezzi pubblici urbani, senza invece effettuare un taglio generalizzato. Nelle nostre valutazioni abbiamo tenuto in ampia considerazione segnalazioni e indicazioni da parte di cittadini e di altri soggetti». «Sulla base di queste premesse ha sottolineato Pallini - si è deciso di mantenere inalterati nella città i servizi offerti dalle linee M, 3 e 35, di mantenere la linea 1, riducendone la frequenza, di provvedere alla riorganizzazione delle linee 5, 6 e 15. Al fine di garantire la massima efficienza del servizio durante i giorni lavorativi, si è scelto di intervenire sui festivi, riducendo le corse previste al mattino, ad eccezione della linea M che è l asse portante del servizio urbano e del raccordo delle linee extraurbane». Il rincaro previsto è del 10%, ma si tratta di una media. A rischio anche l occupazione. Il presidente Del Santo: «I tagli sono la prova della scarsa considerazione a livello nazionale e regionale» Non subiranno infatti modifiche il prezzo degli abbonamenti per studenti, né i costi per le corse urbane. Come ha spiegato l assessore alla mobilità Riccardo Pallini, il Comune di Pistoia ha infatti confermato, anche per il 2011, le stesse risorse dello scorso anno, pari a circa 950mila euro più Iva. I maggiori disagi si avranno sulle corse extraurbane. «Ci sarà un periodo assicura l assessore provinciale al trasporto pubblico Carlo Cardelli in cui certi meccanismi dovranno essere affinati. Lo sforzo della Provincia è stato quello, pur dovendo necessariamente ridurre il servizio, di farlo in modo da creare meno disagio possibile».: «Questi tagli commenta laconico Luciano Del Santo, presidente dell azienda Blubus - sono la prova della scarsa considerazione di cui il servizio di trasporto pubblico locale gode a livello statale e regionale. Non si può non notare un elemento di contraddittorietà, laddove da un lato si vogliono città più vivibili, minori consumi energetici ed una mobilità sostenibile e dall altro si limita uno strumento irrinunciabile quale è il trasporto pubblico». A causa del ridimensionamento del servizio, sale il rischio di esuberi tra i dipendenti del Copit, i sindacati annunciano perciò scioperi e mobilitazioni. Patrizio Ceccarelli Agliana I giudici sono davvero una casta inaffidabile? Il procuratore Renzo Dell Anno parla di giustizia oltre cinquanta persone hanno preso parte al recente incontro, organizzato presso i locali del circolo Città Futura di Spedalino Agliana, promosso dal Partito democratico aglianese e intitolato I giudici sono davvero una casta inaffidabile?. Molto interessante l intervento del procuratore della Repubblica di Pistoia, il dottor Renzo Dell Anno, che ha messo in evidenza tutte le criticità della riforma della giustizia di cui si parla a livello nazionale, non mancando di far notare la necessità di un vero cambiamento del servizio giustizia, a partire dall incremento delle risorse per far funzionare meglio l intera struttura. Il procuratore capo di Pistoia non ha risparmiato critiche alla categoria dei magistrati sottolineando che uno degli elementi da cambiare sta proprio nella forma mentis dei giudici che, talvolta, si perdono in tecnicismi apprezzabili solo sotto l aspetto giuridico e accademico. Molte e vertenti su vari argomenti le domande del pubblico presente a cui Renzo Dell Anno ha risposto con precisione e chiarezza, allo scopo di far luce su tematiche molto complesse e al centro di dibattiti a tutti i livelli. Al termine della serata i dirigenti del Pd aglianese hanno espresso la loro soddisfazione per l ottima riuscita dell incontro. M. B.

11 LaVita si conclude questa domenica la quinta edizione di «Dai un senso alla vita: rispettala!», quest anno dedicata al tema dei giovani alle prese con il mondo del lavoro. La manifestazione, organizzata dal Laboratorio Toscano Ans, di scienze sociali, comunicazione e marketing, di cui è coordinatore e direttore il sociologo pistoiese Giuliano Bruni, ha richiamato a Pistoia, lo scorso fine settimana, sociologi, personalità del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo da tutta Italia, per interrogarsi, insieme a ragazzi e famiglie, sulle aspettative e le prospettive delle nuove generazioni. La manifestazione ha visto anche la partecipazione degli studenti delle scuole superiori cittadine (Liceo Artistico Petrocchi, Istituto Einaudi, Istituto Pacini, Liceo scientifico Duca D Aosta) che hanno espresso il loro pensiero sul tema attraverso la realizzazione di video che sono stati trasmessi da Tvl e pubblicati sul sito internet de «La Nazione», per poi essere votati attraverso il sito www. daiunsensoallavita.com. La votazione popolare sarà affiancata da quella di una giuria tecnica e i migliori videospot saranno premiati dalle autorità cittadine durante la cerimonia in 8 MAGGIO 2011 n. 18 I giovani e il lavoro Sabato le premiazioni a Palazzo di Giano nel paese di Piteglio ha preso il via il progetto di riqualificazione dell area Gomburano, sede del campo polivalente tennis-calcetto in gestione alla Pro Loco. I lavori si propongono di rivitalizzare e rendere più fruibile dai più una zona di Piteglio fino ad oggi occupata sostanzialmente solo dal Riconoscimenti a personalità che si sono distinte per l impegno verso le problematiche giovanili e agli studenti vincitori del concorso indetto dal Laboratorio Toscano Ans programma questo sabato (ore 16), nella sala maggiore del Comune di Pistoia. Nella stessa occasione verranno premiate anche alcune personalità del mondo dello sport, della politica, della cultura e dello spettacolo che si sono distinte per l attenzione dimostrata verso le problematiche giovanili. I premi saranno assegnati a Andrea Agresti (Le Iene), Giancarlo Antognoni (calciatore), Franco Checchi (regista), Vannino Chiti (Vicepresidente del Senato), Elettra Giaconi (scrittrice), Alberto Marini (presidente associazione Il Tempio), suor Sandra Matulli (Sacro Cuore), Giancarlo Niccolai (Centro Studi Donati), Giorgio Petracchi (docente universitario), Manuela Roccella (ospedale di Pisa), Regina Schrecker (stilista), Nico Stumpo (Pd), Lorenzo Suraci (direttore Rtl 102.5), Marco Tarquinio (direttore dell Avvenire), Giuseppe Valentini (Asl 3), e Sergio Villani (Università di Firenze). La novità di quest anno, riguarda la realizzazione di un film, della durata di circa 60 minuti, sul volontariato. Il regista è il pistoiese Giuseppe Golisano, che usufruendo di dati raccolti dai sociologi del Laboratorio Toscano Ans, quindi su basi scientifiche, costruirà una storia sulla vita dei volontari della Misericordia di Pistoia, ente scelto per la sua grande rappresentatività della realtà di volontariato nel tessuto sociale pistoiese. Una volta realizzato, il film sarà presentato in anteprima a novembre al teatro Bolognini di Pistoia e a Tvl in prima serata nel mese di dicembre. Domenica 8 maggio (ore 16) in piazza del Duomo si svolgerà il mercatino dei valori, con la presenza delle associazioni del volontariato, stand istituzionali, un area dedicata ai bambini, e l annullo filatelico a ricordo della manifestazione. Piteglio Riqualificazione dell area Gomburano campo sportivo polivalente. Il progetto consiste nella costruzione di un campo da bocce di 20m x 4m, con illuminazione per il gioco nelle ore serali, creazione di vialetti illuminati di collegamento tra la piazza principale Fratelli Guermani ed il campo da bocce, un area giochi per bambini e due piazzole per picnic. In quest ultime verranno allestiti due barbecue con tavoli e panche, per le grigliate all aperto. Gran parte di Patrizio Ceccarelli dei lavori previsti verranno realizzati grazie all impegno da volontari degli attivisti della Pro Loco e dai cittadini piteglini che hanno messo a disposizione il loro tempo libero e le loro competenze professionali. L opera è finanziata con le risorse ricavate dalle manifestazioni promosse negli ultimi anni dalla Pro Loco, oltre che grazie ad un contributo in donazione ricevuto da un caro amico del paese. Leonardo Soldati comunità e territorio PRESIDENZA E DIREZIONE GENERALE Largo Treviso, 3 - Pistoia - Tel SEDE PISTOIA Corso S. Fedi, 25 - Tel FILIALI CHIAZZANO Via Pratese, 471 (PT) - Tel PISTOIA Via F. D. Guerrazzi, 9 - Tel MONTALE Piazza Giovanni XXIII, 1 - (PT) - Tel MONTEMURLO Via Montales, 511 (PO) - Tel SPAZZAVENTO Via Provinciale Lucchese, 404 (PT) - Tel LA COLONNA Via Amendola, 21 - Pieve a Nievole (PT) - Tel PRATO Via Mozza sul Gorone 1/3 - Tel S. AGOSTINO Via G. Galvani 9/C-D- (PT) - Tel CAMPI BISENZIO Via Petrarca, 48 - Tel BOTTEGONE Via Magellano, 9 (PT) - Tel Conferenza provinciale delle donne democratiche Uno sguardo nuovo al mondo della politica Si è svolta sabato 30 aprile al museo Marino Marini di Pistoia, la Conferenza provinciale delle donne democratiche. Come ci ha spiegato Marianna Menicacci, responsabile della conferenza: Questo importante appuntamento politico, non ci ha permesso solo di eleggere la portavoce e le delegate della conferenza regionale e nazionale, ma di presentare anche un ambizioso progetto tutto al femminile. Il progetto in questione, voluto e sostenuto fortemente dalle donne democratiche, si pone l obiettivo di guardare il mondo della politica attraverso occhi nuovi: quelli delle donne. Era necessario, ora più che mai secondo le responsabili del progetto, un percorso politico che desse ampio respiro ai bisogni della classe femminile. C è un bisogno crescente di partecipazione delle donne alla vita politica italiana. Ad oggi infatti, l Italia è uno dei paesi europei, in cui le donne sono meno rappresentate in Parlamento. La Conferenza delle donne democratiche sta lavorando proprio per incentivare la partecipazione, l impegno e la dedizione necessaria, affinchè la classe femminile trovi maggior ascolto all interno del mondo politico. In questa direzione, la conferenza si rivolge anche e soprattutto a coloro che non svolgono ruoli dirigenziali o rappresentativi all interno del Partito Democratico. Tutto ciò viene confermato e sottolineato dalle parole di Rosalba Bonacchi e Maria Bombino: E stato essenziale un percorso fatto di confronti, che da tempo avevamo avviato con le iscritte. Proprio in questi frangenti, sono emersi i nomi delle donne che si sono impegnate maggiormente per sviluppare il progetto. Ampliando il discorso a livello nazionale ci chiediamo e vi invitiamo a riflettere, su quale sia la reale percezione della donna in politica. Scommettere sul valore delle donne e dei giovani non deve essere solo una sfida, ma deve rappresentare un segnale di cambiamento della società. Il naturale cambiamento della società italiana, che sta crescendo e maturando lentamente. Sotto questo punto di vista, della vecchia società, ancorata sui valori patriarcali, è rimasto ancora molto, forse troppo. Non sono pochi infatti, coloro che ritengono non essenziale un impegno delle donne alla vita nazionale. E allora, da che parte deve soffiare il vento del cambiamento? Sicuramente dalla parte della vita politica, che deve integrare maggiormente le donne ed i giovani in contesti, in cui sono stati ignorati per troppo tempo. Un errore deleterio sarebbe quello di restare indifferenti, di fronte ai messaggi che i media lasciano passare troppo spesso nei riguardi delle donne. La donna che serve alla vita sociale e politica del Paese, non è quella danzante e urlante dei programmi trash e nemmeno quella omologata al servizio del sovrano di turno. La donna vera, che rappresenta ne sono convinto la maggioranza della classe femminile, è quella delle battaglie civili e delle conquiste storiche. E colei che considera essenziale la cultura e basilare il diritto di essere ascoltata. Uscendo dal contesto politico posso affermare che, ascoltare e dare importanza alla classe femminile, non è né di destra né di sinistra: è una necessità! Matteo Pieracci

12 12 n MAGGIO 2011 La V ita Appello di Confartigianato a imprese pistoiesi 11 maggio: colleghiamoci al Sistri per dimostrare che non funziona Un balzello che in provincia ha fatto sborsare oltre 180mila euro. Nei rifiuti finiscono soprattutto i soldi delle imprese appuntamento mercoledì 11 maggio per il Sistri click day. Confartigianato Pistoia invita tutte le imprese che si sono dovute iscrivere al Sistema di tracciaibilità dei rifiuti a collegarsi al Sistri lo stesso giorno per dimostrare l effettiva non funzioanlità del meccanismo. Il 30 aprile _ spiega Silvia Marengo, responsabile di Geos Pistoia, il centro sicurezza ambiente che fa capo a Confartigianato _ è scaduto il termine per pagare la seconda rata di iscrizione per un sistema che ancora non funziona. Le aziende hanno già pagato nel 2010 e questa seconda quota ha fatto infuriare gli imprenditori che, in virtù delle lacune del nuovo sistema, oltre a sborsare denaro per la quota Sistri 2011 hanno anche dovuto ri-presentare la tradizionale denuncia dei rifiuti, pagando anche questa. E un problema che nella nostra provincia riguarda al momento circa imprese, che hanno acquistato dalla Camera di commercio la chiavetta usb necessaria per collegarsi al sistema, ma che finora è risultata inutile perché nel Sistri ci sono dei buchi. E altre 300 chiavette sono in attesa di essere consegnate. Ogni giorno i nostri uffici ricevono telefonate di imprenditori arrabbiati per questi ulteriori balzelli, che anziché semplificare la vita a produttori, smaltitori e trasportatori di rifiuti non hanno fatto altro che complicargliela. Il problema è che il 1 giugno scatteranno le sanzioni perché termina il cosiddetto periodo di prova del Sistri. In sostanza le piccole imprese che non utilizzano correttamente il sistema si vedranno multare con sanzioni fino a euro. Per questo è importante _ sottolinea Alessandro Neri, presidente di Geos Pistoia _ testare il sistema, collegandoci tutti lo stesso giorno. Alle nostre imprese consigliamo di farlo più volte nell arco della giornata, simulando una vera registrazione. Purtroppo siamo quasi certi che il sistema andrà in tilt: ma è esattamente quello che ci vuole per fa capire al ministero dell ambiente che tra i rifiuti finiscono soprattutto i soldi delle imprese. E non sono pochi. Visto che il versamento minimo è di 120 euro, facendo un calcolo alla meno, solo nella nostra provincia le aziende produttrici di rifiuti hanno dato allo Stato 180mila euro, finora del tutto inutili. spor t pistoiese Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia Approvazione del bilancio dell esercizio 2011 Nominati cinque consiglieri di amministrazione Il consiglio generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, nell adunanza del 19 aprile, ha approvato all unanimità il bilancio dell esercizio 2010, chiuso con un avanzo di In tale esercizio, per lo svolgimento delle attività istituzionali, sono stati deliberati interventi per , destinati alla realizzazione di progetti nei settori dell arte e dei beni culturali, dell educazione e dell istruzione, della ricerca scientifica, della salute pubblica, del volontariato e dell edilizia sociale. Il patrimonio netto, a fine 2010, ammonta a Nella stessa adunanza si è provveduto alla nomina di cinque consiglieri di amministrazione, per scadenza del mandato di quelli attualmente in carica. Sono stati confermati per il prossimo quinquennio i consiglieri avvocato Giuseppe Alibrandi, professor Roberto Cadonici, professor Giulio Masotti, dottoressa Cristina Pantera; è stato nominato un nuovo consigliere, l ingegner Giovanni Palchetti, in sostituzione del dottor Giuliano Gori, vicepresidente, che non poteva essere confermato a norma di statuto. Il consiglio generale ha espresso al dottor Gori il più vivo apprezzamento per l importante contributo dato alla Fondazione nei diciassette anni di permanenza nel Consiglio di amministrazione, dieci dei quali ricoprendo la carica di vicepresidente. 24 a Lima-Abetone automobilistica Anticipata a giugno anziché nella classica collocazione di fine agosto, quest anno il Trofeo Fabio Danti si svolgerà il 10, 11 e e 12 giugno per motivi legati al calendario sportivo nazionale. L evento, organizzato dall associazione Abeti Racing con la collaborazione di Aci/Pistoia, avrà luogo sui mitici otto chilometri della statale 12 dell Abetone e del Brennero che da Ponte Sestaione si inerpicano, lungo tornanti da capogiro, fino ad Abetone/Fontana Vaccaia. Quest anno, secondo la consueta ruotazione, la kermesse automobilistica lascia il tricolore di specialità per approdare al Trofeo italiano di velocità in montagna-girone nord, Il record da battere è quello siglato nel 2009 dal fiorentino Simone Fagioli, che al volante della sua Osella FA30 coprì gli otto chilometri di salita in , alla media di 111,975 kmh. Lo scorso anno la competizione venne vinta dal bresciano Mirco Savoldi su una monoposto Reynard. Il Trofeo Fabio Danti-24a Lima/Abetone è seguibile anche sul sito internet che trasmetterà la diretta della gara in rete. La tre giorni motoristica inizierà venerdì 10 giugno con le verifiche sportive e tecniche che si svolgeranno a Ponte Sestaione dalle ore 14 alle 19,30. Sabato 11 proseguiranno al mattino le verifiche seguite, alle ore 12, dalle prove ufficiali mentre la gara, in un unica manche, avrà il via alle ore 11 di domenica 12 giugno, seguita subito dopo, all Abetone, dalla cerimonia di premiazione. Alessandro Tonarelli contropiede di Enzo Cabella Mai avremmo immaginato che il destino della Tuscany Basket si sarebbe deciso la sera del 6 maggio, ultima giornata di campionato al Palafermi di Sant Agostino. La squadra di coach Moretti ospita Jesi, avanti di due punti in classifica, e vincendo raggiungerebbe la squadra marchigiana e conquisterebbe l ottavo posto dei playoff in quanto è favorita negli scontri diretti, avendo perso di un solo punto il match d andata. E dunque una partita importantissima, delicata, che la Tuscany dovrà vincere con l aiuto dei suoi tifosi, che certo non mancheranno di essere presenti in gran numero. E pur vero che nella lotta per l ottavo posto ai playoff c è un terzo incomodo, Imola (allenato dall ex Lasi), ma la squadra emiliana giocherà in casa della capolista Casale Monferrato che non si farà sfuggire l occasione di guadagnare i due punti, visto che appaiata al primo posto c è Venezia. Nessuno avrebbe immaginato una chiusura così incerta ed emozionante per la conquista dei playoff. Nella penultima giornata,sia Jesi che Imola giocavano in casa mentre Pistoia era impegnata a Veroli, quarta in classifica, favoritissima per il successo, come infatti è accaduto. Nessuno, però, avrebbe immaginato che Jesi e Imola cadessero così rovinosamente sul parquet amico, rimettendo tutto in gioco e rilanciando, quindi, le azioni dei biancorossi pistoiesi. Che stasera hanno la grande occasione di coronare quello che ad inizio campionato era un sogno: i playoff. Toppo, Porzingis, Filloy, Fucka, Berti dovranno giocare al meglio delle loro possibilità, ma soprattutto dovranno farlo Forte e Varnando, le stelle della squadra. Se loro esalteranno le loro doti, che sono superiori a quelle della categoria, non ci saranno dubbi sulla vittoria e quindi sull accesso ai playoff della Tuscany. La Pistoiese sta già pensando al futuro, che si chiama serie D. Le possibilità di ripescaggio tra i professionisti sono, al momento, pressoché nulle, pertanto il presidente Ferrari ha cominciato a gettare le basi per la D, che secondo quanto più volte ha detto dovrà essere affrontato con la stessa forte volontà di vittoria finale con cui era stato affrontato quello di Eccellenza. L allenatore Agostiniani, il responsabile dell area tecnica Bargagna e il direttore sportivo Piemontesi sono già stati confermati, così come è stato fatto per i loro collaboratori. Dalla prossima settimana saranno incontrati quei giocatori che la società ha intenzione di confermare: Flauto, Calanchi, Pagani, Arricca, Balleri, Stefanelli, Strufaldi, Elmi e Paolicchi. Tutti loro hanno fatto sapere che sarebbero felici di restare alla Pistoiese, ma la questione economica potrebbe riservare qualche sorpresa. Nella foto: l indimenticabile pilota cutiglianese Fabio Danti a cui è intitolato il trofeo in palio

13 LaVita L a Corte di giustizia dell Unione europea ha bocciato la norma italiana, contenuta nell ambito del cosiddetto pacchetto sicurezza del 2009, che prevede il reato di clandestinità, punendo con la reclusione gli immigrati irregolari. La norma - secondo i giudici europei - è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini. Ecco alcune reazioni. Migrantes, un passo in avanti La sentenza della Corte europea di giustizia che bocca il reato di clandestinità introdotto in Italia è un passo avanti verso un diritto delle migrazioni che aiuti a rendere efficaci le azioni e le politiche migratorie dei singoli Stati europei, comprese anche quelle di allontanamento e di rimpatrio, senza però mai ledere i diritti della persona, e senza esasperare situazioni di trattenimento. È quanto afferma mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. La sentenza motivata da un interrogazione della Corte d Appello di Trento - aggiunge mons. Perego - conferma quanto già aveva affermato la Corte Costituzionale italiana, cioè la non legittimità di procedere all arresto e alla reclusione di un cittadino di un Paese terzo in soggiorno irregolare. Inoltre la sentenza conferma le tre azioni possibili verso un cittadino irregolare fermato sul territorio nazionale: il rimpatrio volontario entro 30 giorni; il rimpatrio coatto; per gravi ragioni il trattenimento in un centro che non sia di detenzione, a tutela della dignità della persona, per il più breve tempo possibile. Attenzione alla persona umana La sentenza dimostra attenzione alla persona umana anche quando si trova in una situazione irregolare. Lo ha dichiarato il presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Antonio Maria Vegliò. La sentenza dimostra attenzione e sensibilità verso la dignità della persona umana - ha precisato mons. Vegliò - anche se essa, cioè la persona umana, si trova in situazione irregolare. Questa attenzione alla persona è alla base della sollecitudine pastorale della Chiesa e della sua dottrina sociale. Ovviamente - ha detto - i governi si trovano a dover individuare il giusto equilibrio che rispetti sia le esigenze di sicurezza interna e internazionale, sia le forme di legalità previste dai singoli sistemi normativi. Il governo italiano ci ripensi Ora il governo italiano ci ripensi. È l appello lanciato da mons. Agostino Marchetto, segretario emerito del Pontificio Consiglio per i migranti. A suo avviso, la sentenza è l ulteriore conferma di quanto abbiamo sempre detto, ossia che è indegno prevedere misure come i respingimenti e il reato di clandestinità, che non rispettano i diritti delle persone. Mi auguro che questa condanna in sede europea possa portare il nostro governo a rivedere misure che non rispettano i diritti e la dignità della persona e 8 MAGGIO 2011 n. 18 Clandestinità: la sentenza della Corte di giustizia europea di Patrizia Caiffa induca l Italia ad annullare il reato di clandestinità, misura senza senso e sproporzionata, che colpisce anche i rifugiati. Caritas, recepire direttiva europea Le nostre forti perplessità e le nostre critiche sul reato di clandestinità espresse già nel momento in cui venne introdotto il pacchetto sicurezza, trovano conferma nella sentenza della Corte di Giustizia europea. Lo dice Oliviero Forti, responsabile nazionale dell ufficio immigrazione di Caritas italiana. Ora ci attendiamo risposte adeguate da parte del governo italiano - precisa -, e cioè che venga recepita la direttiva dell Unione europea sui rimpatri e quindi che venga rispettata la sentenza europea. Si tratta di dare seguito al principio del rimpatrio volontario assistito, che oltretutto avrebbe costi assai inferiori rispetto ai rimpatri forzati. Centro Astalli, soddisfatti Il Centro Astalli guarda con soddisfazione alla sentenza della Corte di giustizia europea. Un un grande uovo di Pasqua, donato dal Papa, è stato portato al centinaio di rom sgomberati, venerdì scorso, dal loro campo nel quartiere romano di Casal Bruciato. Il gruppo si trova ora, grazie all intervento della Caritas di Roma, nella casa di accoglienza Domus, dopo che nei giorni scorsi aveva occupato pacificamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura. La vicinanza del Papa alle famiglie rom è stata espressa dalla presenza nella basilica del Sostituto della Segreteria di Stato mons. Fernando Filoni e da una dichiarazione di padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede. Durante tutta la vicenda, ha precisato padre Lombardi, il comportamento della Gendarmeria vaticana e stato caratterizzato da correttezza e umanità, in stretta collaborazione con gli operatori della Caritas e con le competenti autorità di pubblica sicurezza, in modo da favorire il dialogo e la serenità nella ricerca delle soluzioni più opportune. Ci si augura ha auspicato che la soluzione temporanea trovata preluda ad una sistemazione stabile adeguata. Nei giorni dall Italia Immigrazione Non è un reato provvedimento importante che conferma le osservazioni critiche rivolte da molti enti di tutela al momento del varo di tale norma - commenta padre Giovanni La Manna, presidente Centro -. In tema di immigrazione occorrono norme di buon senso, di effettiva attuazione e ispirate al rispetto dei diritti umani fondamentali. La detenzione per il reato di clandestinità certamente non lo è. Rom Dialogo e solidarietà Risolta la vicenda della Basilica di San Paolo, resta il problema sgomberi di Patrizia Caiffa precedenti c erano stato delle forti polemiche sugli sgomberi tra il Comune di Roma e la Comunità di S.Egidio, la quale ha invitato ad abbassare i toni, anche nelle parole e nei messaggi lanciati alla popolazione. Stare accanto ai rom L uovo di Pasqua è stato consegnato alle famiglie rom dal direttore della Caritas di Roma, mons. Enrico Feroci, che parlando alla Radio Vaticana ha chiesto oggi al sindaco di Roma Gianni Alemanno, ma anche a tutti i romani, di avere la capacità di essere accanto a ogni persona che ha bisogno. I rom che sono qui sono anzitutto persone ha detto -. Io sono stato tre giorni con loro e mi sono reso conto delle dinamiche familiari: la maggior parte delle famiglie sono come le nostre, con bambini che vanno a scuola, simpaticissimi, intelligenti. Mons. Feroci auspica un percorso educativo, di attenzione; un percorso in cui loro possano essere integrati nella nostra realtà : Io non posso condividere una politica di sgombero, senza un alternativa diretta: bisognerà quindi lavorare, intorno ad un tavolo, con persone sensibili ed intelligente, perché qui è necessaria una progettualità. La nostra città, che è sempre stata - nei secoli - così sensibile, credo che debba mettere al primo posto - manifestandola - la propria civiltà. Garantire la scolarizzazione Garantire la scolarizzazione dei bambini rom per permettere loro di finire l anno scolastico, e accogliere i nuclei familiari senza separarli : è la richiesta al Comune di Roma riferita oggi al SIR da Alberto Colaiacomo, portavoce della Caritas di Roma. Il sindaco di Roma ha infatti annunciato che dopo la beatificazione di Giovanni Paolo II gli sgomberi riprenderanno. Siamo intervenuti per mediare tra la gendarmeria vaticana e i rom che hanno occupato la basilica ricorda Colaiacomo -, ma c è il rischio che ad ogni nuovo sgombero ci sia una nuova occupazione. La Caritas, insieme alle altre associazioni, sta lavorando ad una proposta congiunta che chiede di garantire la scolarizzazione dei bambini rom. Non è sufficiente dare l alloggio alle famiglie se poi i bambini rom sono logisticamente lontani dalle scuole che frequentano e non possono terminare l anno scolastico precisa Colaiacomo -. Ci stiamo attrezzando per portarli a scuola con i pulmini. Le 13 Acli, abolire reato e riformare legge Riformare la legge 94 del 2009 e abolire il reato di clandestinità. È quanto chiedono le Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani), ricordando che la bocciatura segue di poche ore la sentenza della Cassazione a sezioni unite. A due anni dall emanazione del famigerato pacchetto sicurezza, commenta Antonio Russo, responsabile immigrazione delle Acli, aumentano le crepe in una norma che non tardammo insieme ad altri a definire discriminatoria oltre che di improbabile applicazione. Dopo questa doppia e ravvicinata bocciatura, si rende ancor più urgente riformare la legge 94 del 2009 e abolire il reato di clandestinità, che ha alimentato in questi due anni un inutile contenzioso. famiglie rom che hanno occupato San Paolo saranno ospitate dalla Caritas finché non si trova una soluzione migliore. Quella auspicata dalla Caritas sono i centri comunali appositamente adibiti. Dare alternative Riguardo al Piano Nomadi capitolino la Caritas di Roma precisa che non è in questione il trasferimento dei rom ai campi attrezzati. Il problema è capire in che modi e tempi si arriva ai campi attrezzati, previsti per settembre: non si può fare uno sgombero e mandare la gente per strada per tre mesi senza, nel frattempo, dare alternative. Dei nove campi previsti sei sono già stati attrezzati con acqua e luce, ma per gli altri tre la cui ubicazione non è stata ancora comunicata dall amministrazione capitolina - i lavori devono ancora partire. E a proposito del denaro messo a disposizione dal Vicariato di Roma per chi ha accettato i rimpatri assistiti (11 nuclei familiari partiranno oggi per la Romania) la Caritas puntualizza: Non è stato un modo per mandarli via ma un aiuto in più per ricominciare. Noi abbiamo dato 500 euro solo a quelli che avevano già accettato i 500 euro previsti nel programma di rimpatri assistiti per comunitari, basato su un accordo tra Comune di Roma e Romania in vigore da anni. Il cardinale Vallini, informato telefonicamente della vicenda, ha voluto aggiungere altri 500 euro perché quelli previsti gli sembravano pochi per aiutare le famiglie a ricominciare una nuova vita.

14 14 dall italia n. 18 La 8 MAGGIO 2011 V ita L Italia non è un paese per bambini La crisi economica inesorabilmente miete posti di lavoro. Finora limitati a fornire un sussidio di disoccupazione, gli interventi attuali di sostegno all occupazione non sono in grado di generare nuovi posti di lavoro. Gli ammortizzatori sociali drenano risorse dal bilancio dello stato e sono inutili se non dannosi nei casi di crisi perdurante, dove invece sarebbero necessari provvedimenti destinati a stimolare e rilanciare l economia, piuttosto che meri interventi assistenziali. In questo modo il divario tra benestanti, generalmente i lavoratori più anziani, che mantengono un buon posto di lavoro e lavoratori precari, soprattutto giovani e famiglie, si accresce. Ne consegue una crescita della disuguaglianza. Di questa criticità è stata investita più direttamente la famiglia ed in particolare la famiglia con bambini, per la cronica carenza tutta italiana di sostegno all infanzia. Questo quadro, non certo roseo, emerge dal recente rapporto dell Ocse (Organizzazione per lo sviluppo economico) che mostra un paese al di sotto della media europea riguardo a tre indicatori fondamentali: il tasso di occupazione femminile, il tasso di fertilità e il tasso di povertà infantile. Dall analisi del primo indicatore emerge che solo il 46% delle donne italiane, nella fascia di età tra 15 e 64 anni, è occupato rispetto al 60% delle francesi ed il 65% delle tedesche. Una differenza che mette in luce la fragilità e la vulnerabilità delle famiglie monoreddito in caso di licenziamento e perdita del posto di lavoro. Se un solo stipendio sorregge le sorti familiari, alla perdita dell unico lavoro si scivola nella fascia critica di povertà e marginalità. Un alto tasso di occupazione dei genitori è cruciale per ridurre il rischio di povertà infantile. cla flessibilità degli orari di lavoi sono immagini contrastanti che si rincorrono nel terribile fatto di sangue che ha visto protagonisti quattro ragazzi nel Grossetano, autori di una violenta aggressione a due carabinieri feriti gravemente solo perché facevano il loro dovere. Giovani anche loro e per i quali speriamo una ripresa pronta. Immagini contrastanti: da una parte l improvviso scoppio di violenza incontrollabile, poi l impassibilità dei ragazzi aggressori subito dopo il fatto così raccontano i testimoni e la dichiarazione del gip che convalida l arresto dell unico maggiorenne: lucido e spietato. Dall altra parte ci sono altri racconti, di lacrime, di dichiarazioni disperate abbiamo perso la testa di sconforto e disorientamento di quello stesso giovane lucido e spietato ormai in carcere. Viene da pensare come per quei giovani, ro svolge ancora un ruolo limitato nell aiutare i genitori a conciliare lavoro e famiglia e blocca la propensione a fare figli. Il mondo del lavoro è poco propenso a venire incontro alle esigenze della donna e della madre: meno del 50% delle imprese con 10 o più addetti, offre flessibilità ai propri dipendenti e il 60% degli occupati non è libero di variare il proprio orario di lavoro, rendendo di fatto impossibile conciliare i tempi del lavoro con le esigenze dei bambini. Un dato preoccupante, già messo in luce dall Istat, mostra la maggiore difficoltà delle donne italiane a scegliere la maternità per lo scarso accesso a servizi di pre e dopo scuola. Per i genitori è complicato avere un lavoro a tempo pieno, asili e le scuole hanno orari ridotti rispetto a quelli lavorativi, rendendo necessaria la collaborazione dei nonni. L alternativa è spesso un lavoro part-time, opzione scelta dal 31% delle donne in Italia. Ogni donna italiana in media ha 1,4 figli; questa quota è assolutamente insufficiente per mantenere costante il numero della popolazione. Per ottenere il rimpiazzo delle generazioni ogni donna dovrebbe avere 2,1 figli. La popolazione italiana è quindi in calo, mentre il tasso di fertilità delle donne francesi è quasi in pareggio e sfiora quota 2 e la media Ocse si attesta a 1,74 figli per donna. In Italia molte donne decidono di non avere figli. Ad esempio tra le nate nel 1965, circa il 24% non ha avuto figli contro il 10% delle donne francesi nate nello stesso anno. Il terzo e più preoccupante dato riguarda la percentuale di bambini che vivono in famiglie povere. Il tasso di povertà infantile in Italia è del 15%, mentre nella vicina Francia è quasi della metà, l 8%. Il rischio di povertà cresce per i bambini con entrambi i genitori disoccupati e circa l 88% dei bambini che vivono con un solo genitore disoccupato sono poveri (la media nei paesi appartenenti reduci da un rave party, ci sia stato un brusco salto tra piani diversi di realtà, come se improvvisamente, da un mondo illusorio, nel quale ci si poteva sentire onnipotenti, padroni delle cose e della vita, fossero piombati nel mondo reale, fatto di sofferenza, di limiti, anche dalle sbarre di una prigione. Fa pensare questa doppia realtà, perché, al di là del fatto di cronaca, non è difficile ritrovarla nella vita quotidiana, di tante persone e di tanti giovani anche se, fortunatamente, non sempre esplode nella violenza. Succede però che l immaginario collettivo ci voglia un po L Ocse afferma che in Italia le politiche in favore della famiglia sono carenti ed espongono i bambini ad un alto rischio di povertà Giovani e società Da onnipotenti a criminali L aggressione a due carabinieri a Grosseto tutti padroni del mondo, difficilmente consapevoli dei limiti che invece ci sono all agire e al pensare individuale. Successo, affermazione di sé, eccessi: quanti messaggi in questo senso suggestionano soprattutto i più giovani, fragili ben al di là della loro esuberanza fisica ed emotiva. Succede non di rado che tanti nostri figli, allevati in ambienti protetti e ovattati sono sempre bravi ragazzi perdano l orientamento, che non sappiano trovare la quadra tra le pulsioni forti che li agitano come è giusto che sia per chi sta crescendo e la strada spesso stretta che riserva la vita reale. Il problema, di Marinella Sichi Proporzione delle donne che lavorano, tra 15 e 64 anni, nel 2009 Nella casistica stilata dall OCSE l Italia è solo al 31 posto, tra I 34 paesi membri dell Ocse riguardo alla Percentuale di donne lavoratrici tra 15 e 64 anni, con un valore del 46,36, mentre la media OCSE è del 59,64%. Il valore massimo detenuto dall Islanda è del 77,22%. Bambini di età tra o e 7 anni che vivono in famiglie povere, nel periodo 2005 / 2010 L Italia è il venticinquesimo tra I 34 paesi OCSE per percentuale di bambini che vivono in famiglie povere. Il valore dell Italia è 15,3 mentre la media OCSE è del 12,75, con un valore Massimo in Israele di 26,58 ed un minimo della Danimarca di 3,69. all Ocse è 62%). Tra le cause che caratterizzano questo contesto vi sono la diseguaglianza nell accesso al mercato del lavoro tra uomini e donne, la dualità del mercato del lavoro confliggente tra le generazioni e la carenza di consistenti sostegni alla famiglia. L Italia spende circa 1,4% del Pil per interventi a favore delle famiglie con bambini, dato ben al di sotto della media Ocse del 2,2%. Se in Italia solo il 6% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni è iscritto a servizi di pre e dopo scuola, in parte a causa di finanziamenti ridotti, per i cugini d oltre Alpe il panorama è completamente diverso. In Francia circa il 42% dei bambini al di sotto dei tre anni frequenta asili nido, un dato molto superiore alla media Ocse che è del 31%, e la scuola materna è gratuita a partire dai due anni. Tutto ciò si abbina ad un ampia gamma di opzioni più o meno elastiche nei modi di lavoro per le madri che facilita la scelta della maternità. In conclusione, non sono le donne italiane carenti di istinto materno; si tratta invece di una reazione logica ad un contesto assolutamente non favorevole per una scelta, già così impegnativa, come quella di fare il genitore. allora, non è dire genericamente: colpa della società. Né si può e si vuole giustificare in alcun modo chi si rende responsabile di fatti tanto gravi. Piuttosto bisogna davvero riflettere una volta di più sui nostri modi di costruire le relazioni, di sottolineare le priorità, di individuare modelli. Sul nostro modo di educare. Con la consapevolezza che esistono responsabilità personali cui nessuno può sottrarsi, ma anche una responsabilità collettiva che è altrettanto decisiva e forse più difficile da risvegliare. Ma è condizione per guardare al futuro e ai giovani con più speranza. A.C. FAMIGLIA E SOCIETÀ Fino a quando? Segnali di stanchezza di fronte alle difficoltà economiche di Andrea Casavecchia Ancora una volta le famiglie italiane risultano in uno stato di sofferenza. I nuclei familiari percepiscono un declino della loro condizione economica e non si riscontrano politiche adeguate. Ci si chiede: fin quando le famiglie potranno continuare a essere una risorsa per il nostro tessuto sociale? La pressione subita è indicata da due rilevazioni, rese pubbliche nel giro di pochi giorni. Da una parte l Istat mostra lo scoraggiamento dei nuclei familiari nei confronti della propria situazione economica. I consumatori, dice un indagine periodica, esprimono giudizi negativi rispetto alla situazione attuale e la loro fiducia scende ancora più rapidamente quando guardano al futuro: il saldo tra quelli che rispondono in modo positivo e quelli che rispondono in modo negativo rispetto alla propria situazione economica infatti scende da 43 a 44 e la flessione è ancora più ampia per le prospettive future (da 13 a 17), senza contare che il saldo delle risposte sulle opportunità di risparmiare nei prossimi 12 mesi scende da 50 a 59. In sintesi l Istituto di ricerca ribadisce le difficoltà per le famiglie di tirare avanti la carretta in una situazione di crisi che non accenna a terminare, ma ciò che risulta più grave è la visione pessimistica per il futuro. Dall altra parte uno studio dell Ocse rileva l irrisorio investimento pubblico che l Italia dedica alla famiglia: nel nostro Paese è appena l 1,4% del Pil, contro il 3,7 della Francia, il 3,6 della Gran Bretagna e il 2,8 della Germania. Nel rapporto si sottolinea come a subire le conseguenze maggiori della scarsa attenzione della politica siano i più deboli: i bambini che nascono appartengono spesso a famiglie monoreddito, più povere delle altre; inoltre le mamme di frequente sono costrette a rinunciare al lavoro perché in Italia ancora non attecchisce un idea adeguata di flessibilità. Come si può notare è un cane che si morde la coda. Il sistema di welfare italiano spesso tesse le lodi delle nostre famiglie capaci di assistere gli anziani soli non autosufficienti, capaci di ammortizzare gli effetti della precarietà giovanile mantenendo le spese dei propri figli che continuano ad avere collaborazioni senza progetto, sovvenzionando le giovani coppie che altrimenti non riuscirebbero mai a dare un anticipo per acquistarsi una casa, oppure garantendo per loro nel contrarre un mutuo. Le stesse famiglie che poi aiutano i genitori ad accudire i figli, dato che la scuola non ha gli stessi orari degli altri posti lavorativi. Gli ultimi dati sembrano rilevare una stanchezza, perché mancano un orientamento per il futuro e un sostegno nel presente. Viene il dubbio, però, che le politiche per la famiglia, più che la logica della sussidiarietà, seguano la logica della deresponsabilizzazione. E purtroppo pare che ad un certo punto anche la famiglia inizi a sentire stanchezza.

15 LaVita 8 MAGGIO 2011 n. 18 La Cina torna a scoprire le proteste operaie dall estero 15 Dal mondo ascesa della Cina al rango di superpotenza, con un econo- l m i a c h e continua a non conoscere fasi di recessione nonostante la crisi finanziaria globale, sembra andare di pari passo con le proteste degli operai e dei lavoratori cinesi, per troppo tempo sottomessi a condizioni di vita e di lavoro difficili. Il governo di Hu Jintao ha consolidato la sua presenza in numerose aree del pianeta, in Europa dell Est il numero di megaprogetti cinesi è in continuo aumento e anche in alcuni Paesi orientali dell Unione europea (dalla Grecia alla Bulgaria, dalla Romania alla Polonia) la Cina rappresenta un importante fonte di finanziamento per importanti progetti, al punto che diversi esponenti Ue hanno chiesto di verificare se lo Stato cinese sta finanziando le sue aziende nelle gare d appalto, consentendo loro, con offerte in forte ribasso, di aggiudicarsi le commesse. Di recente, poi, si è registrato un netto avvicinamento tra Cina e Ucraina che, secondo gli analisti dei due Paesi, rappresenta una mossa strategica, a livello politico ed economico, per assicurare a Pechino alleanze stabili nel contesto euro-asiatico, che sta affrontando importanti cambiamenti geopolitici e geostrategici. Secondo Wang Lijiu, cremlinologo cinese, l Ucraina rappresenta per l a notizia è pesante. L uccisione di Osama Bin Laden non è un fatto irrilevante nel panorama internazionale. Ma il modo in cui è stata raccontata e commentata suscita un grave malessere. Non ci riferiamo ai sospetti avanzati da qualcuno sulla fretta con cui il corpo di Osama è stato sottratto a osservatori e fedeli. È del tutto comprensibile la preoccupazione Usa di evitare ogni possibile spunto per facilitare la trasformazione in martire di chi fu assassino. Le immagini della salma, così come un luogo fisico di sepoltura, potevano diventare simboli da usare e frequentare per dare ossigeno a chi è drogato dalla violenza. Per questo sono state negate le foto e il corpo è stato sepolto in mare, assicurando il rispetto dei riti funerari Diventato una superpotenza economica, il Paese deve fare i conti con i lavoratori Hu Jintao la Cina la porta d accesso all Eruopa, grazie alla sua collocazione geografica strategica. Né va dimenticato il fatto che la Cina, davanti a Gran Bretagna e Giappone, rappresenta il maggior creditore degli Stati Uniti, costretti da anni a cercare fondi esteri. Questa internazionalizzazione della finanza e dell economia cinesi ha portato a una maggiore consapevolezza della classe operaia e dei lavoratori del Paese, che hanno cominciato a protestare per le di Angela Carusone troppe diseguaglianze, troppe promesse non mantenute, troppe ingiustizie. In alcune fabbriche, come quella che produce componenti per l industria automobilistica giapponese Honda, le retribuzioni sono inquadrate in cinque livelli, ciascuno dei quali diviso in 15 sottolivelli. Ciò significa hanno spiegato gli operai che poiché non e possibile salire di piu di un gradino all anno, anche lavorando bene occorre lavorare 75 anni per arrivare al top. Di più, capita che quando le municipalità aumentano il salario minimo locale, le aziende accolgono al richiesta, ma riducono le indennità, annullando cosi di fatto ogni beneficio. Spesso poi, l esiguo salario di base costringe gli oeprai a fare un numero di ore straordinarie superiore a quello previsto dalla legge, con forti conseguenze sul numero degli incidenti sul lavoro. E accaduto così che per la prima volta in alcune fabbriche ci sono stati scioperi spontanei, in contrasto con i sindacati ufficiali, e sono state presentate rivendicazioni relative alla griglia salariale e alla rappresentanza dei lavoratori: gli scioperanti, infatti, hanno sottolineato di non essere mai stati chiamati ad eleggere i propri rappresentanti, e che questi ultimi sono ben lontani dallo svolgere il ruolo che spetta loro. Tali avvenimenti scrive la studiosa Isabelle Thireau si iscrivono in un movimento più vasto di proliferazione degli scioperi, osservabile da due anni a questa parte sia nelle imprese straniere che in quelle cinesi. E di recente gli stessi dirigenti politici locali hanno chiesto alle autorità di attivare tutte le risorse necessarie per risolvere i conflitti sociali e rispondere alle proteste provenienti dai luoghi di lavoro. Le tensioni legate all espropriazione delle terre, alla demolizione di beni immobili e al lavoro rimangono acute, sottolinea Thireau, e perciò viene chiesto ai governi dei differenti livelli di intensificare gli sforzi per Osama Bin Laden Non è accettabile La frase di Obama giustizia è fatta musulmani. Consapevole che la vicenda Osama è soprattutto una questione di comunicazione, la presidenza Usa ha curato nei minimi dettagli certamente da tempo annuncio e gesti legati alla morte di Bin Laden. Abbiamo visto così un presidente misuratissimo, sobrio, che con parole quasi carezzevoli annunciava nel cuore della notte l uccisione di Bin Laden. In realtà la morte di Bin Laden non chiude la partita. Anzi, la rabbia e l orgoglio potrebbero alimentare ora reazioni incontrollate da parte di Al Qaeda, che riconosceva in Bin Laden una di Riccardo Moro leadership simbolica, ma in questi anni si era anche articolata con catene di comando cortissime e ampie autonomie locali. La Base si è trasformata di fatto in un marchio che anche singoli attentatori possono usare per manifestare la propria adesione alla lotta globale contro l Occidente. Non sono queste le ragioni del malessere. Le ragioni stanno in una frase del discorso di Obama, che ha sì ottenuto il consenso degli esponenti del partito repubblicano, ma che ha suscitato i brividi in milioni di ascoltatori in tutto il mondo. Obama si staglia, per statura politica e morale, molto al di sopra degli altri attuali leader internazionali. Ma affermare che giustizia è fatta dopo aver ucciso un uomo non è accettabile. Nessuno vuole proporre angelismi, è del tutto chiaro che la morte di Osama fosse nelle prospettive possibili dell azione Usa. La violenza e la morte dell altro fanno parte purtroppo della storia dell uomo. Un padre non rimane inerme se stanno violentando sua figlia. Ma la giustizia è altra cosa. È creare e alimentare quotidianamente relazioni umanizzanti, che promuovono la vita, non la violano. I cittadini Usa che hanno manifestato in festa si com- risolvere i conflitti economici tenendo in considerazione le ragionevoli richieste dei lavoratori. A dare il via alle proteste, ben prima degli scioperi degli ultimi due anni, i lavoratori immigrati che, benché provenienti da luoghi ed esperienze diverse, condividono una condizione di inferiorità istituzionalizzata nei confronti degli autoctoni, e non hanno mai cessato di contestare le diseguaglianze prodotte dal sistema del certificato dir esidenza e di protestare contro l impotenza a cui sono condannati all interno delle imprese. Anche perché oggi, ad entrare nel mercato del lavoro, sono i figli degli immigrati che, pur avendo sempre vissuto nelle città, sono considerati ufficialmente stranieri e non possono beneficiare dello Stesso trattamento di cui godono i loro coetanei, con cui sono cresciuti. Essi per primi hanno rivendicato tenacemente l uguaglianza delle condizioni e rigettato con forza le differenze gerarchiche presentate loro come naturali, osserva Thireau, aprendo le strade a nuove contestazioni, che utilizzano vari strumenti per condizionare il potere centrale. Questi conflitti conclude Thireau imbarazzano le autorità perché avviano un processo che, in modo impercettibile ma tenace, modifica le relazioni di potere trai governanti e governati. Ma la nuova superpotenza economica cinese non potrà fare a meno di affrontarli. piacevano del dolore altrui, che non restituisce nulla e se mai alimenta nuovo rancore e nuove vendette. Ce lo hanno insegnato bene in Sud Africa, dove vittime e carnefici hanno confessato e pianto insieme il loro dolore. Quella è vera giustizia. Spiace che quella categoria, politicamente fondamentale, venga mistificata da chi sa che quando parla ha responsabilità mondiali. Non solo politiche, ma anche educative. Petraeus alla Cia? Il ruolo di nuovo direttore della Cia potrebbe essere assunto in autunno dall attuale comandante delle forze statunitensi in Afghanistan, il generale David Petracus. E nota diramata dalla radio pubblica americana National Public Radio (NPR) per la quale il militare Petraeus è preso seriamente in considerazione al fine di subentrare prossimamente all odierno direttore dell agenzia Cia, Leon Panetta, il quale verrebbe trasferito alla guida del Pentagono stanti le dimissioni di Robert Gates. Il cambio della guardia è ascrivibile all ordinaria rotazione degli incarichi, realizzata per consuetudine nella successione del tempo. Cuba e Usa Dopo la visita dell ex presidente americano Jimmy Carter all Avana, il presidente Raul Castro ha affermato che il governo cubano è disposto al dialogo con gli Stati Uniti allo scopo di normalizzare i rapporti fra i due paesi. Ha aggiunto che dopo lungo tempo l isola caraibica è pronta a discutere di qualsiasi argomento, senza però subordinazione dal momento che la libertà è il risultato più importante originato dalla rivoluzione castrista. Carter, il cui mandato presidenziale si sviluppò tra il 1977 ed il 1981, è l unico mandatario statunitense che ha visitato Cuba, da quando Fidel Castro salì al potere nel Antico scritto Michael Cosmopoulos, archeologo dell università americana del Missouri, ha annunciato il rinvenimento in Grecia di una tavoletta di argilla risalente ad oltre tremila anni or sono e giudicata il più antico testo leggibile d Europa: essa proviene da una antica città micenea; il sito è prossimo al villaggio di Iklaina, nella penisola del Peloponneso. L iscrizione, in Iineare 13% è forma di scrittura usata dai micenei nell età del bronzo; la lineare B è scrittura già attestata a Creta e sul continente greco sul finire dell epoca medioevale: veniva praticata per denotare ed evidenziare una forma arcaica di espressione linguistica greca.

16 16 musica e spettacolo n MAGGIO 2011 La V ita Molte pellicole degli ultimi anni affrontano, a vario titolo, il problema della morte. La paura che da sempre attanaglia l uomo di fronte a questo mistero estremo, le recenti rivendicazioni sul presunto diritto ad avere una morte dignitosa, la cancellazione di ogni pensiero su di essa e di conseguenza l allontanamento di ogni pensiero sulla malattia, strada dolorosa che spesso conduce alla fine della propria vita. Film come Mare dentro, Million dollar Baby o Lo scafandro e la farfalla hanno messo in evidenza come il tema della morte e, di conseguenza, della vita e del valore da assegnare ad essa sia centrale nella nostra società contemporanea. Un altro film oggi presente nelle nostre sale affronta di petto sempre questa problematica, con una prospettiva differente, però. Stiamo parlando de La fine è il mio inizio, tratto dal romanzo postumo del giornalista Tiziano Terzani. La pellicola racconta gli ultimi mesi di vita dello scrittore toscano, accudito dalla moglie e dal figlio Folco a cui lascia in eredità i suoi ricordi e pensieri, che sono poi diventati appunto il libro dal medesimo titolo del film. Ultimi mesi di vita segnati dalla malattia, un cancro con cui Terzani lottava già da anni e con il quale aveva imparato a convivere. Abbiamo detto che il film affronta il tema della morte e della malattia un kolossal in 3d, Thor, tratto da un fumetto storico di casa Marvel, dal 27 aprile a disposizione di 600 sale cinematografiche. Una pellicola per appassionati di comics e delle storie fantastiche di super eroi. Una regia insolita per questo genere di film, quella del prestigioso irlandese Kenneth Branagh, da più di vent anni conosciuto per le sue trasposizioni cinematografiche di opere shakespiriane, come Enrico V, Molto rumore per nulla, Pene d amore perdute, il magnifico Nel bel mezzo di un gelido inverno (quest ultimo in bianco e nero). Per girare il film Branagh ha vissuto due anni a Hollywood, usando tecnologie delle quali, come racconta lui stesso, ignorava l esistenza: «Perché quello che mi interessa di più, a questo punto della mia vita spiega il regista che è anche attore- è continuare a sorprendermi, vivere nuove avventure artistiche, interagire con persone di grande talento e riuscire a tenere il loro passo». In Thor ci sono Cinema Un vincolo sacro La vita e la morte nel film La fine è il mio inizio con uno sguardo differente da quello che solitamente il cinema contemporaneo ci propone: non è, infatti, uno di Paola Dalla Torre Cinema Thor, eroe moderno il pluridecorato Anthony Hopkins, Natalie Portman (premio Oscar per Il cigno nero ), l australiano Chris Hemsworth nel ruolo del protagonista. Riguardo alla storia, Thor viene mandato sulla Terra in esilio dal padre Odino, in quanto disubbidiente. Giunto sul nostro pianeta, trova però l amore e le qualità di un vero eroe. Un tema classico, sul quale la Marvel ne ricava un opera all insegna del grande spettacolo, una storia coinvolgente, raccontata con verità ma anche con leggerezza. A Branagh non è interessato avere anche una piccola parte, perché troppo impegnato nella regia: «Volevamo realizzare qualcosa di originale. Abbiamo cercato ispirazione in tutte le fonti possibili, da Metropolis, Il cielo sopra Berlino, Lawrence d Arabia, a 2001 Odissea nello spazio, per riuscire a dar vita ad un universo guerriero sguardo nichilista quello che domina l opera, bensì uno sguardo sereno, quasi ottimista, comunque pieno di di Leonardo Soldati molto variegato». Chris Hemsworth, che ha esordito in Star Trek nella parte del capitano George Kirk, ricorda la sua preparazione per interpretare Thor: «Ho dovuto mettere su 7-8 chili e quindi per sei mesi ho fatto molta palestra e ho mangiato grandi quantità di proteine. E forse è stato più faticoso questo, delle riprese». A breve sarà invece impegnato nelle riprese di Avengers (Vendicatori), assieme ad altri personaggi della Marvel: «Sono felice di fiducia nei confronti di quello che ci aspetta dopo la fine della nostra vita. Sappiamo che Terzani non era un cattolico, anzi per lungo tempo è stato un comunista convinto, sostenitore della Cina maoista (come lui stesso ricorda nel film), salvo poi ricredersi vedendo le distruzioni causate interpretare di nuovo Thor dichiara l attore- e tra Hulk e Capitan America ci sarà un un atmosfera ricca di tensione e di divertimento». I film sui super eroi, del resto, vanno sempre piuttosto bene al botteghino. Come mai tanti super eroi sul grande schermo? «Forse perché osserva Branagh- abbiamo bisogno di eroi. Ma eroi reali, come Obama o Mandela, persone alle quali chiediamo di essere simili a noi, ma anche di sapere affrontare e risolvere problemi». da quel totalitarismo, ma non è mai stato un laicista, un ateo negativista, anzi in tutta la sua vita ha cercato sempre una via spirituale dell esistenza e ha sempre predicato l importanza del dare un senso alle proprie azioni in relazione a un valore sacro della vita e della natura che ci circonda. In questa pellicola proprio questo aspetto viene fuori con grande attenzione: al di là, infatti, dei ricordi della sua straordinaria carriera giornalistica, che lo ha portato in Cina, in Vietnam e in altre parti dell Asia, quello che emerge è il cammino di un uomo alla ricerca del senso della propria vita e dell esistenza, in generale, che comprende come tutti noi facciamo parte di un disegno più grande e di come ognuno di noi debba accettare serenamente i pesi Sede centrale Via IV Novembre, 108 Vignole di Quarrata (Pistoia) Tel Fax Indirizzo internet: Le nostre agenzie: Vignole, Quarrata, Santonuovo (Quarrata), Agliana, Spedalino (Agliana), San Giusto (Prato) San Paolo (Prato), Galciana (Prato), Lamporecchio, Sovigliana (Vinci), Ponte a Elsa (Empoli) I nostri ATM: La Querce (Prato) San Baronto (Lamporecchio) Banca di Credito Cooperativo di Vignole Insieme per scelta, dal Sostieni LaVita Abbonamento 2011 euro 45,00 Sostenitore 2011 euro 65,00 Amico 2011 euro 110,00 c/c postale I vecchi abbonati possono effettuare il bollettino postale preintestato, e chi non l avesse ricevuto può richiederlo al numero (c/c n ) intestato a Settimanale Cattolico Toscano La Vita Via Puccini, 38 Pistoia. Gli abbonamenti si possono rinnovare anche presso Graficamente in via Puccini 46 Pistoia in orario di ufficio. LaVita che la vita ti pone davanti. Come la malattia, ad esempio. Naturalmente le riflessioni di Terzani, interpretato nel film da un ottimo Bruno Ganz, sono molto debitrici delle filosofie orientali e di un certo spirito new age, ma la sua attenzione verso la natura, la pace, la serena accettazione della morte e della malattia, il senso di trascendenza, sono tutti sentimenti pienamente condivisibili e di grande valore umano e culturale. È anzi ancor più rilevante che la sottolineatura della religiosità che pervade la vita dell umanità venga da qualcuno che non ha una fede precisa, perché pone davanti agli occhi di tutti, credenti e non, che l esistenza umana è segnata da un vincolo sacro ineludibile che dà senso alle nostre vite. Settimanale cattolico toscano Direttore responsabile: Giordano Frosini STAMPA: Tipografia Artigiana Pistoia IMPIANTI: Palmieri e Bruschi Pistoia FOTOCOMPOSIZIONE: Graficamente Pistoia tel Registrazione Tribunale di Pistoia N. 8 del 15 Novembre sito internet:

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