COMUNE DI FAVARA (PROVINCIA DI AGRIGENTO) STUDIO GEOLOGICO GENERALE PER LA REVISIONE DEL P.R.G. DEL COMUNE DI FAVARA

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1 COMUNE DI FAVARA (PROVINCIA DI AGRIGENTO) STUDIO GEOLOGICO GENERALE PER LA REVISIONE DEL P.R.G. DEL COMUNE DI FAVARA Relazione Centro abitato LIMITI AMMINISTRATIVI QUADRO D'UNIONE DELLE SEZIONI g h f e a d b A a c AREA RILEVATA PROVINCIE: COMUNI: A AGRIGENTO a AGRIGENTO b FAVARA c NARO d CASTROFILIPPO e RACALMUTO f COMITINI g ARAGONA h GROTTE I GEOLOGI ANTONIO ALBA COMMITTENTE FEDERICO MAROTTA

2 1 PREMESSA Inquadramento geografico CARTA GEOLOGICA Geologia Inquadramento geologico Tettonica Stratigrafia Complesso Argilloso - (Serravalliano - Tortoniano) "Tripoli"-(Messiniano) Calcare di Base - ( Messiniano superiore ) Gessi di Pasquasia - ( Messiniano ) " Trubi " -( Pliocene inferiore) Formazione Monte Narbone - (Pliocene medio- superiore) Unità dei Terrazzi Marini Depositi attuali CARTA GEOMORFOLOGICA Stato del Dissesto Fenomeni di erosione accelerata Smottamenti Scoscendimenti Colamenti Crolli Processi di degradazione chimica L'uomo agente geomorfologico Opere di ingegneria: Opere per il potenziamento dell'agricoltura: CARTA IDROGEOLOGIA Complesso Impermeabile Argille e marne argillose del Serravalliano-Tortoniano Marne argillose grigio - azzurre Complesso Scarsamente permeabile marne e diatomee Messiniane della Fm. Tripoli; marne e calcari marnosi dei Trubi (Pliocene inf.), Complesso altamente Permeabile Calcare di base della Serie Evaporitica Messiniana Terreni Gessosi Infiltrazione efficace Depositi lacustri e Complesso alluvionale: Detrito di falda Alimentazione delle falde Pericolosita' Da Inquinamento Delle Acque Sotterranee E La Vulnerabilita' Degli Acquiferi CARATTERISTICHE IDROGRAFICHE Caratteri i Climatologici; Caratteristiche Idrogeormorfologiche Bacino idrografico del Vallone Favara Bacino Idrografico del Vallone San Benedetto Bacino idrografico del torrente Jacono Bacino idrografico del Torrente Perciata CARTA LITOTECNICA Comportamento Litoide Calcari evaporitici Gessi...32 Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 1

3 5.2 Comportamento Coesivo Calcari Marnosi (Trubi) Argille marnose del Tortoniano Scisti diatomitici Tripoli Suoli e coperture eluviali Detriti di falda Materiali di riporto di varia natura CARTA DELLE PERICOLOSITÀ GEOLOGICHE CARTA DELLE ZONE A MAGGIOR PERICOLOSITÀ SISMICA LOCALE Calcolo delle forze dinamiche secondo il D.M. 24/01/ CONSIDERAZIONI TECNICHE CONCLUSIVE Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 2

4 1 PREMESSA Su incarico del Comune di Favara giusta determina sindacale del 31/12/2002 n 1l4 i sottoscritti Dott. Geol. Antonio Alba e riuniti in collegio e iscritti all Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia rispettivamente al n 1488 e 2081 hanno redatto il presente studio rivolto ad individuare tutte le problematiche geologico tecniche necessarie per avviare una corretta pianificazione ai fini della revisione del Piano Regolatore Generale del Comune di Favara; Il presente studio è stato redatto ai sensi dell art. 5 della Legge Regionale 11/04/81 n 65 ed in conformità alle disposizioni di cui alla Circolare dell Assessorato Territorio ed Ambiente del 31/01/1995, prot Le finalità principali dello studio in oggetto sono di fornire quei parametri geologicoambientali che possono influenzare le trasformazioni antropiche e su di loro realizzare quella pianificazione nelle more di uno sviluppo coerente e imprescindibile dalle limitazioni imposte dalla natura quali possono essere i fattori geologici, geomorfologici, idrogeologici e sismici. Di seguito sono riportate tutte quelle informazioni geologico tecniche che dovranno essere utilizzate per la revisione degli strumenti urbanistici del territorio comunale di Favara; Nei capitoli successivi saranno analizzate tutte quelle situazioni locali che presentano pericolosità geologica e sismica e che possono influenzare le future scelte degli strumenti urbanistici. Il presente studio è stato realizzato dopo un attenta analisi delle informazioni esistenti, raccogliendo tutta la bibliografia geologica, geomorfologia, idrogeologica, sismologia del territorio in esame, questi dati hanno una notevole importanza ai fini di una corretta conoscenza preliminare di tutti i parametri meccanici dei litotipi affioranti e delle caratteristiche fisiche dell ambiente. Il tutto è stato integrato da una serie d informazioni raccolte sul territorio con persone, studiosi ecc. al fine di individuare tutti quei dati storici quali spessori delle Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 3

5 coltri, caratteristiche geotecniche informazioni sul sottosuolo, pozzi non più esistenti, grotte, frane, alluvioni. In rispetto alla Circolare n.2222 del 31/01/1995, alla presente, sono state allegate carte tematiche in scala 1: e 2.000;. 1.1 INQUADRAMENTO GEOGRAFICO Il territorio di Favara oggetto del presente studio ha una superficie di circa 82 Km topograficamente ricade nei fogli 271 e 267 della carta d Italia alla Scala 1: e nelle Carte CTR scala 1: nelle sezioni Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 4

6 2 CARTA GEOLOGICA 2.1 GEOLOGIA Il presente studio anche se indirizzato ad uno scopo prettamente applicativo non può fare a meno di un attento rilevamento geologico che ci permetta di redigere una carta geologica che ci fornisca tutte quelle informazioni stratigrafiche e di rapporti giaciturali e geometrici, e che ci permettano di individuare planimetricamente le diverse unità litostratigrafiche. Tutte queste caratteristiche sono riportate nell allegato carta geologica in scala 1: e 1: INQUADRAMENTO GEOLOGICO Il territorio in esame ricade nel bacino centrale siciliano, che rappresenta l'avanfossa per il tratto Maghrebide della Catena Appenninica (avanfossa di Caltanissetta). Per un inquadramento il più chiaro possibile, diamo una rapida descrizione dei lineamenti geologici (stratigrafici e strutturali) della Sicilia. La storia geologica dell'isola è costituita da alterne vicende sedimentarie e tettoniche, che si sviluppano soprattutto in un arco di tempo che va dal Paleozoico superiore al Quaternario. La sua evoluzione geodinamica è strettamente legata alla collisione del promontorio Africano con la placca Europea. Geologicamente si può considerare la Sicilia fra le più complesse regioni del Mediterraneo, per la sua posizione fra le catene Alpidiche del nord Africa ad ovest, e l'arco Calabro-Peloritano e l'appennino a nord-est. Il quadro strutturale della Sicilia è caratterizzato da tre settori principali (Catalano & D'Argenio, 1978, 1982): 1) Un settore sud-orientale che si comporta da avanpaese (Plateau Ibleo). Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 5

7 2) Un settore intermedio (affiorante in Sicilia occidentale, e parzialmente sepolto nelle zone centrali dell'isola ), che costituisce un avanpaese deformato nel Plio- Pleistocene con residui di un avanfossa Pleistocenica. 3) Un settore interno settentrionale, costituito da una complessa pila di thrust, generalmente vergenti a sud ed a sud-est, con residui di un avanfossa del Miocene superiore. I primi due settori che costituiscono l'area di avanpaese, fino a tutto il Pliocene inferiore erano sostanzialmente continui senza alcuna differenziazione. Solo a partire dal Pliocene medio, un settore dell'avanpaese, quello più interno (zona centro-occidentale della Sicilia), è stato interessato da rapidi processi di subsidenza localizzati in corrispondenza della Fossa di Caltanissetta, e di quella di Castelvetrano (molto meno pronunciata), che si sviluppa a partire da questo momento come aree di avanfossa. L'avanpaese indeformato ibleo mostra una successione con un ampia sequenza carbonatica (dal tardo Trias fino al Lias inferiore), seguita da depositi di bacino intrapiattaforma (limitati al Giurassico), depositi tipo seamount (sempre Giurassico) e da calcari pelagici (Giurassici - Paleogenici). Questi depositi sono ricoperti in discordanza da depositi di bacino di avanpaese del Miocene medio, Pleistocene. L'avanpaese deformato, con la conseguente avanfossa, risulta occupato nelle sue parti più profonde dall'edificio a falde caratterizzato da un "cuneo" di rocce embriciate ripetutamente, per lo più dal Miocene inferiore- Pleistocene (terreni Sicilidi, scaglia di Flysch Numidico, Fm. Terravecchia, Evaporiti e Trubi), localmente nota come "Falda di Gela", messasi in posto durante il Pliocene superiore - Pleistocene inferiore. L'ultimo migliaio di metri dell'avanfossa di Caltanissetta (che sembra essere un graben dell'avanpaese, Catalano & D'Argenio ), è riempito da sedimenti clastici progradanti del Plio- Quaternario. E' in questo complesso quadro geologico che vanno inserite le unità stratigrafiche affioranti nella zona rilevata; più precisamente si inseriscono nell'insieme di falde, i terreni deposti prima del Pliocene inferiore: Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 6

8 Unità delle Argille marnose del Serravalliano Tortoniano Unità delle Marne silicee. Unità del Calcare di Base Unità dei Gessi. Unità delle Marne calcaree. La copertura terrigena progradante, che ricopre le unità di falda, sono rappresentate dalle seguenti unità: - Unità delle Argille marnose del Pliocene medio - sup. - Unità delle Calcareniti e sabbie. 2.3 TETTONICA L'area in esame ricade all'interno della cosiddetta "Fossa di Caltanissetta" o definita anche avanfossa perché rappresenta la porzione più meridionale di una catena (Catalano, 1985), che andò formandosi dal Miocene al Pliocene medio a causa della deformazione del margine del promontorio Africano. La fase tettonica verificatasi nel Tortoniano inferiore provocò le deformazioni maggiori di questo promontorio; si ebbe infatti un sollevamento ed una erosione dell'area della Sicilia tirrenica con conseguente deposizione dei prodotti di smantellamento (Fm. Terravecchia ) nella avanfossa. Questo stesso evento tettonico causa l'istaurarsi di condizioni euxiniche con diminuzione della profondità del bacino che progredirà a bacino chiuso evaporitico. Si vengono così a deporre le marne a diatomee della Fm. Tripoli, cui segue il primo ciclo evaporitico. Nel Messiniano si verificò un'altra crisi tettonica testimoniata dalla discordanza angolare che separa l'unità evaporitica inferiore da quella superiore. La tettonica Pliocenica portò alla deformazione del fondo dell'avanfossa con la formazione di pieghe con assi in direzione NE-SW. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 7

9 Il Pliocene superiore ed il Pleistocene vedono l'inversione dello stile tettonico, abbiamo infatti faglie normali ad alto angolo che dislocano i terreni in una evidente dinamica distensiva. Il motivo strutturale predominante dell'area studiata è la presenza di lievi pieghe sinformi ed antiformi, che si susseguono ripetutamente. Tali pieghe nel settore nord - occidentale hanno generalmente asse SE-NO, con gli alti topografici costituiti dal Calcare di base 2.4 STRATIGRAFIA In questo capitolo analizzeremo in dettaglio la successione stratigrafica ricostruita nel territorio comunale di Favara. Lo studio si è avvalso, oltre che del rilevamento geologico di campagna, anche di analisi micropaleontologiche e dati provenienti dalla stratigrafia dei pozzi. La successione, dal basso verso l'alto, comprende le seguenti formazioni: Complesso Argilloso; (Serravalliano-Tortoniano) "Tripoli"; (Messiniano) "Calcare di Base"; (Messiniano) Gessi di Pasquasia (II Ciclo); (Messiniano) "Trubi"; (Pliocene inferiore) Alluvioni e depositi eluviali; (Quaternario) Complesso Argilloso - (Serravalliano - Tortoniano). Questo complesso è costituito prevalentemente da argille, argille marnose, argille sabbiose e talvolta modeste porzioni di conglomerati. In questo lavoro non si è fatta alcuna differenziazione litologica all'interno di questo complesso, sia per i modestissimi affioramenti di argille sabbiose e conglomerati, e sia perchè ai fini idrogeologici il comportamento dei differenti litotipi non varia sostanzialmente. Il complesso, dunque, mostra argille di colore variabile dal grigio-azzurrastro al marrone-giallastro, costituito da materiale risedimentato più o meno caotico, che ingloba Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 8

10 modesti lembi di terreni marnosi più antichi, ed olistoliti di piccole dimensioni, di formazioni calcaree anch'essi più antichi. Le argille presentano varia tessitura scagliettata, brecciata, puddingoide, solitamente gli elementi stratimetrici sono molto poveri, raramente è possibile riconoscere la stratificazione essendo le giaciture caotiche. La datazione di questa unità può essere eseguita sia considerando il contenuto paleontologico dei sedimenti ritenuti normali, sia costatando che sul complesso poggia, in apparente continuità di sedimentazione, la Fm. Gessoso Solfifera. All'esame micropaleontologico i campioni prelevati presentano tipici marker del Serravalliano ( Globigerinoides trilobus, Globorotalia mayeri), e del Tortoniano (Globigerinoides obliquus extremus). L'ambiente di deposizione del complesso argilloso è stato ritenuto in passato, trasgressivo sulle serie più differenti, attualmente è ritenuto regressivo. Probabilmente si tratta di una progradazione di delta fluviali, interessati da fenomeni gravitativi come flussi olistostromici legati a frane sottomarine. Lo spessore dell'unità è indeterminabile, poichè non affiora il letto dello strato, e poichè i numerosi sondaggi eseguiti nella piana non danno indicazioni valide circa lo spessore. Al complesso argilloso seguono verso l'alto, in apparente continuità di sedimentazione, le marne silicee della Fm. "Tripoli" "Tripoli"-(Messiniano). E' l'unità di base della serie Gessoso Solfifera, e segna l'inizio di facies di bacino chiuso evaporitico. Nel l area interessata affiora con modesti spessori ed in limitati settori ma si può presumere una certa continuità del Tripoli, anche se non riscontrabile a causa degli intensi processi erosivi (naturali ed antropici), che tendono a mascherare con spesse coltri eluviali il litotipo. Il Tripoli presenta un caratteristico basso peso specifico, che lo rende molto leggero e facilmente riconoscibile. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 9

11 E' costituito da una alternanza di strati diatomitici e marnoso-calcarei, con spicole di Radiolari e gusci di Diatomee. Si presenta agevolmente fissile, friabile, terroso con perfetta sfaldatura lungo i piani di laminazione, in cui si possono rinvenire resti di pesce. Verso l'alto il Tripoli presenta le stratificazioni marnoso-calcaree più spesse, ed intercalazioni di sottili straterelli millimetrici di calcare rossastro, che testimonia il graduale passaggio ad un ambiente sempre più evaporitico. L'ambiente di deposizione sembra essere dunque, euxinico, salmastro con bacini profondi a bassa energia. La grande abbondanza di silice, necessaria allo sviluppo delle Diatomee, sembra essere giustificata con i cicli vulcanici legati alle fasi finali dei corrugamenti di epoca Alpina. L'età può essere ricavata si dallo studio della ittofauna, sia considerando i rapporti stratigrafici con le unità a letto e tetto del Tripoli. La letteratura in proposito indica un'età risalente al Messiniano. Lo spessore riscontrabile nei nostri affioramenti è di pochi metri (5-10), valore che sembra seguire la tendenza di tutto il bacino evaporitico Calcare di Base - ( Messiniano superiore ). Il Calcare di base è senza dubbio uno dei litotipi che imprime alla morfologia della zona rilevata una notevole impronta. Infatti le serre ed i cozzi, che caratterizzano il tipico paesaggio collinare del territorio comunale di Favara, sono costituiti da questa litologia. Nell'area in esame, i calcari si presentano sotto forma di grossi banconi massivi in cui è difficile riconoscere l'originaria stratificazione, il colore è biancastro o grigio chiaro in superficie, tendente al grigio scuro in profondità. Il calcare spesso mostra dei vacuoli, cavità cui corrispondevano la presenza originaria di zolfo, ormai scomparso per effetto degli agenti esogeni. Rimane l'aspetto cariato, "perciuliato" assunto dalla roccia calcarea. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 10

12 I banconi sono a volte costituiti da frammenti di roccia calcarea di granulometria superiore ai 2 mm si tratta di una breccia calcarea formatasi a spese di una originaria ritmite calcarea. In molte sezioni naturali, sono riconoscibili dei livelli marnosi di alcuni centimetri in cui è possibile estrapolare dati stratimetrici. Tali livelli segnano la temporanea variazione delle condizioni di sedimentazione, che ritornano di mare più profondo per poi ridivenire prettamente evaporitiche. Gli affioramenti del Calcare di base sono diffusi in tutta l area studiata mostrano direzioni immersioni e pendenze molto varie che sfuggono ad un tentativo di schematizzazione. I rilievi presentano numerose piccole pieghe sinclinaliche ed anticlinaliche che grossomodo presentano assi disposti in senso E-O. Gli spessori assai variabili mostrano valori medi intorno ai m. Il passaggio stratigrafico superiore con i Gessi di Pasquasia è in discordanza, coincidendo con la tettonica intramessiniana che divide il primo ciclo evaporitico dal secondo Gessi di Pasquasia - ( Messiniano ). E' bene ricordare che caratteristica dell'area studiata, è l'assoluta mancanza dei Gessi di Cattolica Eraclea, o Gessi del primo ciclo, deposti nelle zone bacinali in eteropia di facies con il calcare di base delle zone marginali. I gessi presenti nella zona, sono quelli del secondo ciclo costituiti da sei o sette banchi di gesso balatino, gesso selenitico e da gessareniti. A volte i gessi appaiono di spessore molto ridotto o talora assenti; in tal caso i Trubi poggiano direttamente sui calcari, come è possibile notare in numerosi punti della zona rilevata. I gessi affiorano estesamente in varie contrade del territorio comunale, ove mostrano una immersione prevalente in direzione sud, con pendenze comprese fra i 15 ed i 20 gradi. Si presentano in più varietà: Gesso Selenitico, Gesso Balatino Gessareniti. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 11

13 I banconi di gesso selenitico si presentano con macrocristalli geminati a coda di rondine, di dimensioni comprese fra i 2-3 cm fino ai cm. Fra i banchi di gesso si riscontrano intercalazioni di marne argillose grigie e talvolta gessareniti, specialmente nella parte alta della successione. Lo spessore della formazione è assai variabile, assumendo spesso una conformazione a lente con massimi di m, e parti dove è totalmente assente. I dati stratigrafici relativi ai pozzi, indicano un valore medio di m. L'età stimata dai rapporti stratigrafici, è riferibile al Messiniano superiore. I Gessi sono tagliati al tetto dalla deposizione in discordanza delle marne a Globigerine o Trubi " Trubi " -( Pliocene inferiore). L'episodio evaporitico è chiuso nel Pleistocene inferiore, dalla deposizione in netta discordanza dei calcari marnosi pelagici e delle marne calcaree a prevalenti foraminiferi planctonici, detti in tutta la Sicilia " Trubi". Il contatto Miocene - Pliocene è spiegato con una ingressione del mare in tutte le zone in cui la crisi di salinità aveva permesso la deposizione dell'evaporiti, quindi il ristabilirsi delle comunicazioni con il mare aperto. I Trubi come detto sono dei calcari marnosi più o meno cementati passanti a marne calcaree di colore bianco crema fino a grigio chiaro; hanno frattura concoide e contengono tracce di idrossidi di ferro e noduli piritici dispersi uniformemente nella roccia e facilmente visibile ad occhio nudo. In affioramento si presentano ben stratificati, con strati aventi uno spessore di circa cm e con delle fratture ortogonali alla stratificazione stessa, talvolta così regolari da potersi confondere con i piani di stratificazione. A volte gli affioramenti sono mascherati da estese coltivazioni di vigneti ed uliveti; la loro presenza è però provata dal colore biancastro che assume il terreno in corrispondenza di questo litotipo. Affioramenti abbastanza estesi di Trubi si hanno in molti settori del territorio comunale di Favara. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 12

14 Si presentano generalmente con giacitura sub - orizzontale o con inclinazioni di pochi gradi 8-10 fino ad un massimo di 30. inferiore. Lo spessore della formazione è variabile tra i 40 e i 60 m. L'età ricavabile dal contenuto fossilifero, in letteratura è riferita al Pliocene Formazione Monte Narbone - (Pliocene medio- superiore). Rappresenta un deposito di progradazione trasgressivo sulle strutture a falde delle unità precedenti, mostrandosi in assoluta concordanza con i Trubi, da cui differiscono per un netto aumento della componente detritico argillosa. Nella sua espressione più chiara i termini di questa unità sono caratterizzati da argille grigio - blu o grigio - verdi, siltose o decisamente sabbiose, ricche di molluschi e di micro foraminiferi. E' segnalata la presenza di livelli olistostromici anche molto importanti con olistoliti raggiungenti dimensioni notevoli. Gli affioramenti di tale unità litostratigrafica sono limitati a C.da Misilinane settore inferiore del territorio Comunale di Favara si presentano molto sabbiose e rappresentano il termine superiore dell'unità, quello di passaggio alle sovrastanti calcareniti e sabbie. Lo spessore della formazione da noi stimato è di m mentre più autori per zone limitrofe alla nostra, propongono un valore di m. In continuità di deposizione ed in concordanza seguono le calcareniti della Formazione Agrigento Unità dei Terrazzi Marini. Il rilievo fotogeologico regionale indica che per la parte centro meridionale della Sicilia tre ordini di terrazzi fluviali e cinque di terrazzi marini. Interessante è il fatto che i terrazzi hanno mantenuto la loro debole pendenza verso mare, testimoniando la relativa stabilità tettonica, in tempi geologicamente recenti. I sedimenti dei Terrazzi presenti nella zona sono composti in prevalenza da conglomerati incoerenti a composizione per lo più calcarea, ghiaie, arenarea calcarea, e da sabbie a sabbie argillose di colore giallastro. Rappresentano un deposito di mare basso testimone di una ingressione marina. Sono costituito da un deposito clastico organogeno, deposto in discordanza con le argille Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 13

15 Piacenziane, che spesso ne rappresentano il substrato. Età Pleistocene. Spessore i sedimenti di queste unità presentano deboli spessori, stimabili in generale massimo di venti metri. Possono essere riconosciuti tre ordini di terrazzi marini. 1 Ordine Quota media 100 metri; 2 Ordine Quota media 60 metri; 3 Ordine Quota media 10 metri. Rilevati in varie parti della zona meridionale del Territorio Comunale Depositi attuali Alluvioni Sono maggiormente presenti in una zona marginale del nostro territorio, la dove è presente il fiume Naro, che rappresenta il limite inferiore del nostro rilevamento. Sono costituite da materiali vari per granulometria e litologia. Trattasi di ghiaia sabbia e ciottoli di varie dimensioni e forma frammisti a depositi siltosi - argillosi. La variabilità di questi depositi è notevole anche su spazi molto brevi. Le alluvioni attuali sono soggette ad un continuo rimaneggiamento e trasporto da parte delle acque defluenti Suoli Eluviali Si tratta di depositi continentali, palustri che si sono accumulati nelle aree pianeggianti o depresse. La natura è prevalentemente limoso - sabbiosa con abbondanti resti vegetali sia decomposti ( Humus ), che parzialmente decomposti Detrito di falda Generalmente è costituito da ghiaie, brecce, variamente cementate a luoghi misti a matrice terrosa o sabbioso-argillosa. I frammenti sono di natura calcarea, calcareo - marnosa e gessosa, provengono solitamente dallo smantellamento delle formazioni topograficamente sovrastanti. Le maggiori estensioni del detrito sono state rilevate nel centro urbano di Favara ed ai piedi dei rilievi. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 14

16 3 CARTA GEOMORFOLOGICA. Allo scopo di conoscere il territorio investigato, si è eseguito il rilevamento geomorfologico, raccogliendo ed evidenziando su carta tutte le forme ed i processi morfogenetici caratteristici dell area indagata. A tal proposito si è elaborata una carta geomorfologica in scala 1: e 1:2.000 la quale lascia intravedere le modificazioni fisiografiche del territorio, in continua trasformazione naturale ed antropica, in essa sono state rilevate quattro principali processi di modellamento : carsici, delle acque incanalate, di versante ed antropici. Le condizioni climatiche sono tipicamente mediterranee, con inverni miti e piovosi ed estati asciutte e calde, nell area in studio, le escursioni termiche sono assai meno ampie specie sui rilievi collinari, dove gli inverni permangono miti e le estati sono alquanto fresche. Nell'area di studio si sviluppa il vallone Favara, che drena con modeste aste e impluvi il territorio nei dintorni del centro abitato. La rete idrografica è poco sviluppata limitandosi ai terreni impermeabili. Spesso gli impluvi non rappresentano una continua rete di canali con ordine via via crescente, ma si limitano a brevi tratti destinati ad esaurirsi sui terreni permeabili o ad alimentare piccoli laghi collinari. Il carattere temporalesco delle precipitazioni favorisce l'approfondimento delle incisioni già esistenti, infatti le grosse piene improvvise che investono i torrenti, provocano un approfondimento delle incisioni ed una degradazione laterale delle sponde. In generale però, prevalgono i processi di ruscellamento diffuso legati all'azione meccanica dell'acqua di scorrimento superficiale che provoca l'asportazione ed il trasporto delle particelle solide. Tali processi sono presenti un pò ovunque nel territorio del Comune di Favara, particolarmente nei pendii di natura argillosa e nei versanti che presentano maggiori inclinazioni. Le minute particelle detritiche si vanno ad accumulare nelle aree più depresse o pianeggianti. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 15

17 L andamento orografico principale, è costituito da rilievi che danno vita a promontori, l orografia si ripercuote nel circondario, originando la presenza di orlature più o meno pronunciate che danno vita ai rilievi le cui quote medie si attestano intorno a 300 mt. s.l.m STATO DEL DISSESTO Il rilevamento Geologico oltre a evidenziare le caratteristiche geolitologiche dei terreni, a permesso di individuare aree soggette a fenomeni di instabilità che sono stati raccolti nei seguenti tipi: Fenomeni di erosione accelerata. E' dovuto all'azione meccanica delle acque di dilavamento, ed è stato riscontrato nei pendii di natura prevalentemente argillosa. Le acque meteoriche defluendo sui terreni impermeabili determinano azione erosive, la cui intensità è variabile e in funzione dell'acclività. Le zone interessate da questi fenomeni sono i versanti costituiti da argille e marne dell'unità di Monte Narbone e delle Argille del Tortoniano. Questo fenomeno è accentuato soprattutto nei versanti rivolti a Sud. Il ruscellamento concentrato, opera delle incisioni, accentuando quelle preesistenti, che si approfondiscono, si ramificano allungandosi a ritroso, evolvendo molto spesso in forme calanchive Smottamenti. Consistono di movimenti caotici di rocce incoerenti o pseudocoerenti lungo superfici di taglio più o meno regolari. Si originano quando l'equilibrio del versante viene compromesso da scalzamenti alla base, dovuti all'azione delle acque incalanate o alla azione dell uomo. Interessano quasi esclusivamente le argille delle Unità di Monte Narbone e le Unità Tortoniane Scoscendimenti. Consistono in rapidi avvallamenti dei versanti secondo una superficie di distacco, che è tanto più arcuata tanto minore è la coesione dei terreni. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 16

18 Si verificano quando viene superata la resistenza al taglio dei terreni. Le cause che determinano le condizioni di disequilibrio sono: lo scalzamento al piede, i tagli artificiali e l'imbibizione dei terreni. Si manifestano soprattutto nei Trubi nelle marne della Unità di M. Narbone Colamenti. Sono scorrimenti superficiali di fango e/o detrito che si originano per ammollimento del terreno ad opera delle acque piovane, sono in generale movimenti lenti, funzione dell'acclività dei versanti Crolli. Sono frane tipiche delle rocce coerenti e consistono in distacchi improvvisi di blocchi da pareti rocciose, che si determinano in corrispondenza di fratture preesistenti o in seguito al sopraggiungere di condizioni di instabilità nelle rocce sottostanti, per scalzamento al piede o frane. Interessano le Unità tenaci e poco o punto plastiche, alla cui base troviamo un substrato plastico e poco coerente, quali, i Gessi, i Trubi, i Calcari e le Calcareniti Processi di degradazione chimica Fra i processi di degradazione chimica da segnalare quelli dei calcari e dei gessi, riscontrabili in tutti gli affioramenti dell'area. Il carsismo dei calcari non è tuttavia molto spinto, si limita maggiormente a microforme epigee quali scannellature, piccole cavità e solchi carsici di dimensioni decimetriche, concentrate soprattutto nelle fratture. Il gesso selenitico presenta i grossi cristalli molto alterati ed erosi, mentre i sottili strati di gesso balatino mostrano vistosi solchi di incisione pluviale. 3.2 L'UOMO AGENTE GEOMORFOLOGICO L'uomo è l'agente geomorfologico che più di ogni altro ha modificato (o meglio stravolto) il paesaggio naturale specialmente nell'ultimo cinquantennio. Sarebbe molto arduo parlare di tutte le opere di degradazione antropica presenti nell'area, queste riguardano ogni campo: dalle opere di ingegneria a quelle di pastorizia, dallo sfruttamento delle risorse alle opere agricole, e non per ultimo fenomeni di inquinamento di ogni specie. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 17

19 Cercheremo di tracciare un quadro essenziale ma esauriente dell'attività dell'uomo e delle conseguenze di queste, nel territorio del Comune di Favara Opere di ingegneria: Consistono nella costruzione di strade, ponti, edifici, bacini artificiali, sistemazioni idrauliche, discariche ecc. Tutto ciò è stato realizzato senza tenere conto dell'impatto negativo sull'ambiente, e dei contraccolpi sulle forze naturali in gioco; realizzato in nome del calcolo economico e della necessità crescente di produzione. Le conseguenze di tutto ciò sono ben evidenti ed abbracciano svariati campi, provocando variazioni del reticolo idrografico, straripamenti, movimenti franosi, instabilità dei versanti, variazione della permeabilità del terreno, variazione microclimatiche, inquinamento dell'area e dell'acqua. Questa graduale urbanizzazione è avvenuta senza mai provvedere alla regimentazione delle acque piovane, una volta afferenti al torrente, ed adesso costrette a seguire le strade del paese, per poi confluire ai primi canali del Vallone Favara Opere per il potenziamento dell'agricoltura: Il territorio comunale di Favara, così come tutte le zone limitrofe, hanno subito negli ultimi anni una aggressione di dimensioni e di impatto non ancora quantificabili. Innumerevoli sono le opere di livellamento, sbancamento, terrazzamento dei versanti, spianati per far posto alla redditizia coltivazione della vite; ciò comporta la scomparsa di fossi di ruscellamento ed escrescenze marnose tipiche della zona, la variazione della permeabilità dei terreni, variazioni del profilo pedogenetico, etc... La grossa richiesta di tout-venant calcareo utilizzato per l'edilizia stradale e civile, ha causato una proliferazione di cave del tutto incontrollata. Molti rilievi calcarei, sono stati aggrediti ed abbattuti da ruspe e bulldozer, e "trasformati" in rilievi stradali, riempimenti etc... Inutile sottolineare come il paesaggio risulti stravolto da tali opere, modificato e violentato nelle sue originarie forme. Difficile risulta altresì cogliere le conseguenze di tutto ciò, le modificazioni ambientali, idrogeologiche, microclimatiche, biologiche ed ecosistemiche di questi anni di degrado antropico. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 18

20 4 CARTA IDROGEOLOGIA Nel rilevamento effettuato, riportato in carta di scala 1:10.000, si mettono in associazione i vari litotipi dal punto di vista del loro comportamento idrogeologico il quale, presenta caratteristiche peculiari e contraddistinte in dipendenza della genesi ed evoluzione del materiale costituente Il ruolo idrogeologico svolto da ciascun complesso risulta legato alle caratteristiche litologiche, alle vicissitudini tettoniche ed alla permeabilità di ciascun litotipo. Per permeabilità si intende la capacità che hanno i terreni a lasciarsi attraversare da un fluido. I fattori da cui dipende il coefficiente di permeabilità K (che indica la velocità mediante la quale l'acqua si muove nel terreno quando è applicata una cadente unitaria), sono le proprietà fisiche del fluido (temperatura, viscosità cinematica,..) e le caratteristiche fisiche e composizionali del terreno (porosità, mineralogia, forma ed assortimento dei grani). Senza scendere nei particolari, appare ovvio come il coefficiente di permeabilità sia estremamente variabile e legato a situazioni contingenti, particolari, limitate a piccole aree. Risulta evidente dunque, la grossa difficoltà incontrata nel riunire i vari affioramenti in un ristretto numero di campi (gradi) di permeabilità. In questo lavoro si è cercato di individuare dei complessi idrogeologici, intendendo con tale denominazione "l'insieme dei termini litologici simili, aventi una comprovata unità spaziale e giaciturale, un tipo di permeabilità prevalente ed un grado di permeabilità relativa che si mantiene in un campo di variazione piuttosto ristretto" (Civita, 1973). La permeabilità è stata stimata tenendo conto delle caratteristiche litologiche dei terreni, dello stato fisico della roccia (lineamenti, fratturazioni,..) e per confronto con gli altri complessi adiacenti. Sono state individuate tre classi di permeabilità che distinguono complessi altamente permeabili, scarsamente permeabili ed impermeabili. Studio Geologico Generale per la Revisione del P.R.G. del Comune Di Favara Pag. 19

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