Elementi di Pianificazione di Emergenza comunale: l'identificazione degli scenari di rischio

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1 Elementi di Pianificazione di Emergenza comunale: l'identificazione degli scenari di rischio Eva Trasforini Fondazione CIMA

2 Vi racconto qualcosa di me Ho un TOT di anni Peso un TOT di chili (più degli anni...) Ho un marito e due figlie Ho un lavoro Ho letto tanti libri Se mi bagno i piedi mi viene il raffreddore Attraverso con cautela i torrenti Non entro in acqua se è scura e impetuosa

3 CONSEGUENZE Affogo Se non sto attenta cado Mi prendo il raffreddore 5 cm di acqua ferma 30 cm di acqua in movimento 50 cm di acqua forte movimento INTENSITÀ DEL FENOMENO VULNERABILITÀ 2

4 PERCORSO SPERIMENTALE DI CONDIVISIONE E FORMAZIONE PER LA REDAZIONE DI PIANI COMUNALI DI EMERGENZA Come cambia la mia vulnerabilità in queste due situazioni? PERICOLOSITÀ 3

5 PERCORSO SPERIMENTALE DI CONDIVISIONE E FORMAZIONE PER LA REDAZIONE DI PIANI COMUNALI DI EMERGENZA E se non ci fossi solo io? ESPOSIZIONE 4

6 Come possiamo valutare le conseguenze? Ci sono buone probabilità che l acqua, colpendomi alle caviglie, mi faccia scivolare e io prenda una storta; per un paio di settimane al CIMA dovranno fare a meno di me. Ci sono buone probabilità che l acqua, colpendo le diverse me alle caviglie, le faccia scivolare e prendano una storta; per un paio di settimane al CIMA dovranno fare a meno di diverse persone. 5

7 Cercando di essere un po più formali (glossario) PERICOLOSITÀ: è la probabilità che un fenomeno di una data intensità si verifichi in un dato periodo di tempo in una data area VULNERABILITÀ: è il grado di perdita prodotto su un certo elemento [...] risultante dal verificarsi di un fenomeno di data intensità; [...] è in funzione dell intensità del fenomeno e della tipologia di elemento ESPOSIZIONE: persone, proprietà, sistemi o altri elementi presenti in zone a rischio e che possono quindi essere soggette a perdite in caso di evento; la misura dell esposizione può includere il numero di persone o la tipologia di risorse presenti nell area. RISCHIO:è il valore atteso delle perdite in termini di vite umane [...] dovute al verificarsi di un particolare fenomeno di data intensità. R=PxVxE 6

8 Scenari di rischio (per le persone) TIPOLOGIA ED INTENSITÀ DELL EVENTO RIFUGI SICURI E RAGGIUNGIBILI CARATTERISTICHE DEI LUOGHI VIE DI FUGA AGEVOLI E BREVI CARATTERISTICHE DELLE PERSONE COINVOLTE

9 SCENARIO DI RISCHIO l evoluzione nello spazio e nel tempo dell'evento e dei suoi effetti, della distribuzione degli esposti stimati e della loro vulnerabilità anche a seguito di azioni di contrasto. DINAMICITÀ TEMPO-VARIANZA 8

10 SCENARIO DI RISCHIO DI RIFERIMENTO basato sulle aree a più elevata pericolosità perimetrate per i tempi di ritorno più bassi per i quali è possibile far corrispondere il livello di criticità elevata previsto dal sistema di allertamento per il rischio idrogeologico e idraulico. [...] A livello comunale la perimetrazione di tali aree [...] andrà confrontata con quella delle aree a rischio R3 e R4, ove disponibile, e ne dovrà essere verificata la coerenza. 9

11 Le classi di rischio R4 (rischio molto elevato): per il quale sono possibili perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale, la distruzione di attivita socioeconomiche. R3 (rischio elevato): per il quale sono possibili problemi per l incolumita delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilita degli stessi, la interruzione di funzionalita delle attivita socio-economiche e danni relativi al patrimonio ambientale. R2 (rischio medio): per il quale sono possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale che non pregiudicano l incolumita delle persone, l agibilita degli edifici e la funzionalita delle attivita economiche. R1 (rischio moderato o nullo): per il quale i danni sociali, economici ed al patrimonio ambientale sono trascurabili o nulli. 10

12 La matrice del rischio D = V x E 11

13 Le classi di pericolosità P3: alluvioni frequenti elevata probabilita di accadimento (tempo di ritorno pari a 30/50 anni). P2: alluvioni poco frequenti media probabilita di accadimento (tempo di ritorno pari a 200 anni). P1: alluvioni rare di estrema intensita bassa probabilita di accadimento (tempo di ritorno pari a 500 anni). 12

14 Le classi di danno D4 (Danno potenziale molto elevato):aree in cui si puo verificare la perdita di vite umane, ingenti danni ai benieconomici, naturali storici e culturali di rilevante interesse, gravi disastri ecologico ambientali; D3 (Danno potenziale elevato): aree con problemi per l incolumita delle persone e per la funzionalita del sistema economico, aree attraversate da linee di comunicazione e da servizi di rilevante interesse, le aree sedi di importanti attivita produttive; D2 (Danno potenziale medio): aree con limitati effetti sulle persone e sul tessuto socio-economico. Aree attraversate da infrastrutture secondarie e attivita produttive minori, destinate sostanzialmente ad attivita agricole o a verde pubblico; D1 (Danno potenziale moderato o nullo): comprende le aree libere da insediamenti urbani o produttivi dove risulta possibile il libero deflusso delle piene. 13

15 Quali elementi (esposti) considerare? Zone urbanizzate Attivita produttive Strutture Strategiche e sedi di attivita collettive, Infrastrutture strategiche Beni ambientali, storici e culturali di rilevante interesse, Zone interessate da insediamenti produttivi o impianti tecnologici, potenzialmente pericolosi dal punto di vista ambientale E la vulnerabilità? V = 1 14

16 PERCORSO SPERIMENTALE DI CONDIVISIONE E FORMAZIONE PER LA REDAZIONE DI PIANI COMUNALI DI EMERGENZA Il passaggio dal livello regionale a quello comunale L identificazione e la valutazione degli esposti possono passare dal livello AREALE a quello PUNTUALE La VULNERABILITÀ può essere dettagliata 15

17 Quali informazioni utilizzare per dettagliare gli elementi esposti? 1 Tutte le informazioni utili a caratterizzare la VULNERABILITÀ (con riferimento alle vite umane e ai beni contenuti) di un elemento esposto, come ad esempio: la destinazione d uso; la presenza di piani interrati o comunque allagabili; la presenza di piani in sicurezza facilmente accessibili; la presenza di vie di fuga; l elevazione delle entrate e delle aperture rispetto al piano strada; la presenza di opere di protezione locali; la possibilità di installazione di sistemi per la riduzione temporanea della vulnerabilità; la possibilità che siano presenti individui con necessità speciali;... 16

18 Quali informazioni utilizzare per dettagliare gli elementi esposti? 2 Tutte le informazioni utili a caratterizzare l ESPOSIZIONE di un elemento esposto, come ad esempio: la destinazione d uso il numero stimato di persone che potrebbero essere presenti nelle diverse fasce orarie; la tipologia e il valore dei beni presenti;... 17

19 Un esempio: valutazione delle classi di danno per le strutture ospedaliere 18

20 Elementi di Pianificazione di Emergenza comunale: gli scenari di rischio nella pianificazione e nella gestione dell emergenza Eva Trasforini Fondazione CIMA

21 Figurati! Noi queste cose non possiamo conoscerle! Alcune informazioni sono già presenti nelle diverse strutture della vostra amministrazione. Alcune informazioni possono essere censite porta a porta. Alcune informazioni possono essere chieste direttamente ai cittadini. 20

22 Alcune considerazioni sulle informazioni e i dati da raccogliere e valutare Aggiornamento e affidabilità Chiarezza del significato Procedure di aggiornamento Responsabilità dell aggiornamento Coerenza con le procedure di Piano 21

23 evento pre-evento post-evento ATTENZIONE PRE- ALLARME ALLARME Tempo (T) Condizioni ordinarie Previsione, pevenzione e mitigazione del rischio Soccorso e valutazione danni Ripristino normali condizioni Condizioni ordinarie Nella fase pre-evento il Sistema Comunale si attiva per fronteggiare quanto previsto nello scenario di rischio di riferimento. A partire dalla fase di evento fino alla fase di post-evento si realizzano le azioni di soccorso alla popolazione, valutazione dell entità del danno e ripristino delle normali condizioni di vita. 22

24 Posso integrare lo scenario di riferimento con la descrizione degli scenari di evento

25 CARTA DEGLI SCENARI DI EVENTO

26 Utilizziamo lo scenario di rischio di riferimento per... Individuare e definire le azioni del Piano (risorse e tempi) Definire i percorsi e le criticità che devono essere valutati dal presidio territoriale idrogeologico 25

27 IL PERCORSO È CO-FINANZIATO TRAMITE IL PO OBIETTIVO 3 ITALIA- FRANCIA MARITTIMO PROTERINA-Due 26

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