Rischi naturali e gestione del territorio nella Provincia di Roma: il rischio idraulico

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1 Rischi naturali e gestione del territorio nella Provincia di Roma: il rischio idraulico Alessio Argentieri Dirigente Servizio 1 Difesa del suolo - Dipartimento IV Servizi di tutela e valorizzazione dell ambiente PROVINCIA DI ROMA Viale di Villa Pamphili, ROMA Giandomenico Fubelli Dipartimento di Scienze UNIVERSITA DEGLI STUDI ROMA TRE Largo S. Lenonardo Murialdo ROMA 1

2 Rischio idraulico Il rischio idraulico (da intendersi come rischio di inondazione da parte di acque provenienti da corsi d acqua naturali o artificiali) risulta essere, anche secondo l approccio dettato anche dalla normativa nazionale (L.267/98) in materia, il prodotto di due fattori: la pericolosità (ovvero la probabilità di accadimento di un evento calamitoso di una certa entità) Il danno atteso (inteso come perdita di vite umane o di beni economici pubblici e privati).

3 Il rischio idraulico può riguardare anche le opere idrauliche realizzate dall uomo, qualora vengano meno le condizioni di sicurezza per il funzionamento delle stesse. È necessario pertanto valutare tra i rischi idraulici anche la tenuta degli sbarramenti sui corsi d acqua, l efficienza di manufatti di scolo e scolmatura (canali e tombinature), la funzionalità dei sistemi di drenaggio delle acque piovane nelle zone urbanizzate e il corretto funzionamento dei sistemi di pompaggio per le aree di bonifica.

4 Bomba d acqua termine non scientifico che indica fenomeno atmosferico durante il quale un ingente quantitativo di acqua si rovescia sulla superficie terrestre in un arco temporale relativamente breve. in circostanze ordinarie il temporale è singolo e riguarda un area determinata e circoscritta in condizioni atmosferiche particolari si ha la formazione di più celle temporalesche, definite organizzate, con fase di innesco persistente nel tempo, anche dopo l origine dell evento di seguito al primo temporale se ne formano perciò in sequenza altri, con precipitazioni cumulate elevatissime in tempi ristretti, notevolmente superiori a quelle medie del periodo.

5 Bombe d acqua Si formano prevalentemente in primavera ed in autunno, quando le condizioni atmosferiche sono tendenzialmente instabili. La presenza di ostacoli come le dorsali montuose impongono il rilascio dell energia immagazzinata dalla perturbazione nelle zone prospicienti le barriere. Nell area centro-mediterranea la penisola italiana, per la presenza degli archi alpino e appenninico, è perciò particolarmente soggetta a questi fenomeni

6 Bombe d acqua

7 Torrenti montani I corsi d acqua a carattere torrentizio possono determinare situazioni di rischio idraulico soprattutto in relazione alla loro azione di scavo e di trasporto di materiale d alveo: tale fenomeno se non equilibrato può causare da un lato l erosione delle sponde e dei versanti, oltre che delle fondazioni di eventuali opere presenti lungo il corso d acqua, dall altro un sovralluvionamento dell alveo che può provocare l esondazione del torrente e la modifica del suo percorso, oltre a poter determinare l insufficienza dei manufatti di attraversamento e la riduzione dei franchi di sicurezza delle opere di difesa.

8

9 Fiumi di pianura Le principali problematiche legate ai corsi d acqua di pianura sono determinate dalla possibilità che precipitazioni di intensità e durata eccezionale determinino la formazione di portate di deflusso superiori alle capacità degli alvei. In caso di carenza o assenza di zone di naturale laminazione o espansione delle acque di piena si può avere l esondazione dei fiumi con conseguente allagamento di vaste aree di territorio con livelli d acqua in grado di danneggiare le infrastrutture civili e porre a rischio anche l incolumità delle persone.

10 Piena del Tevere a Roma, 12 Dicembre 2008

11 Esondazione del Fiume Aniene (21 Maggio 2008) 11

12 Esondazione del Fiume Aniene (21 Maggio 2008) 12

13 Esondazione del Fiume Aniene a Ponte Lucano - Tivoli (21 Maggio 2008) 13

14 Roma, Grande Raccordo Anulare (15 Giugno 2014)

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