PRIMO PIANO SPECIALE SCHIANTO DI PAGNANO

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1 Sulla strada Rassegna stampa 7 8 luglio 2012 PRIMO PIANO SPECIALE SCHIANTO DI PAGNANO Auto contro un muro: morti 4 giovani, fra le vittime due sorelle di 13 e 16 anni Schianto nelle prime ore del mattino nella frazione di Pagnano L'uscita di strada prima di una curva, salvo solo il conducente TREVISO Quattro giovani sono morti, mentre un altro è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto nelle prime ore di oggi nel Trevigiano. Per cause in corso di accertamento da parte della polizia stradale, un'alfa 154 con a bordo cinque romeni poco prima di una curva è sbandata finendo contro il muro di recinzione di un'abitazione. Nell'urto violento il conducente, H.D. di 19 anni, è rimasto ferito, mentre sono decedute sul posto le altre quattro persone che erano a bordo della vettura. L'incidente è avvenuto vicino all'abitato di Pagnano, nel comune di Asolo, lungo la strada Provinciale 6. Nello scontro dell'auto contro il muro di recinzione sono morti Marius Hantig di 20 anni, residente ad Asolo, Ovidiu Ilie Hazota di 22 anni e due giovani sorelle di 13 e 16 anni: Uana Maria e Alina Ramona Roman. Il conducente è stato invece ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Montebelluna. Fonte della notizia: ilgazzettino.it Lo schianto di Pagnano/ Mazzi di rose per Alina e Oana, gli angeli volati in cielo Avevano 16 e 13 anni, una voleva laurearsi in Pediatria, l'altra voleva fare l'estetista. Ora i genitori torneranno a casa in Romania: «Per stare vicini alle nostre bambine» di Gabriele Zanchin TREVISO Due mazzi di rose appoggiati ai pilastri dell'entrata di casa di via del Colli. Per dire che Alina e Oana Maria, di 16 e 13 anni, non ci sono più. Così papà Ion e mamma Monica hanno accolto ieri mattina parenti e amici che volevano stringersi a loro in un momento così terribilmente tragico. Le due sorelline sono volate in cielo. A Fonte (Treviso), nella casa dei Roman (10 tra fratelli e sorelle, otto dei quali in Italia, 6 famiglie tra Fonte, Asolo e San Zenone) c'è un infinito dolore, ma anche grande compostezza. I genitori delle due ragazze rimaste uccise nel tremendo schianto di Pagnano d'asolo (Treviso), per tutta la mattina di ieri sono rimasti in obitorio e solo nel pomeriggio sono rientrati, consolati dai familiari. Poco dopo l'una ha fatto visita alla famiglia anche il parroco di Fonte Alto, don Raffaele Coden, accompagnato dall'ex direttore del Centro di formazione professionale, Enrico Sommadossi. E oggi in chiesa a Fonte Alto si pregherà per loro. «Per noi non ha più senso rimanere qui, staremo vicini alle nostre bambine», hanno detto a voce bassa i genitori, prima di chiudersi nel silenzio. Non appena arriverà il nulla osta del magistrato, i feretri raggiungeranno la Romania e saranno sepolte nel piccolo cimitero di Borsa, provincia di Maramures, a nord del Paese. Ion e Monica sono in Italia da 12 anni; lui lavora in un azienda metalmeccanica a Cavaso del Tomba, lei è casalinga. Abitano in un appartamento di una palazzina sopra una collinetta in via Colli. Cucina e due camere: una per le due figliole, uguale a quella di tante altre coetanee: due scrivanie, libri, quaderni, cartoline appese, i poster di Marco Carta e Marilyn Monroe. Alina, la più grande, era nata il 19 settembre Quando arrivò in Italia aveva 5 anni, mentre Oana Maria ne aveva 2, essendo nata il 24 ottobre Qui avevano frequentato tutti i gradi delle scuole. «Alina era molto brava soprattutto in matematica - spiega lo zio paterno - studiava al liceo scientifico di Montebelluna ed era stata appena promossa in terza con ottimi voti. Sognava di laurearsi in pediatria e poi aprire un ambulatorio». Poi aggiunge: «Si era integrata benissimo qui a Fonte. La nostra famiglia è di religione ortodossa, ma due anni fa aveva ricevuto la cresima e frequentava la parrocchia». Oana Maria invece aveva appena finito la terza media a Onè. Proprio l altro ieri la mamma era andata a Castelfranco per iscriverla al Segra, la scuola di estetiste: «Le sarebbe piaciuto fare l estetista, era ambiziosa». Nella sua cameretta spiccano anche un diploma della Ginnastica Junior 2000 Asd con le medaglie conquistate in varie gare e campionati Aics. Lo zio poi ripercorre le ultime ore delle due nipoti: «Venerdì sera si sono incontrate con gli amici perché volevano festeggiare la fine della scuola, visto che a tutte e due era andata bene.

2 Hanno raggiunto un locale a Castelcucco. Verso l'una la mamma ha cercato di chiamarle al cellulare perché non erano ancora rientrate, ma non rispondevano. Poi ha chiamato la Polizia dicendo a mio fratello di andare all'ospedale perché le due ragazze si erano fatte male. Quando è arrivato lì ha capito. Ora saranno seppellite in Romania e lì andranno anche i genitori: che ci stanno a fare qui? Per loro erano tutta la loro vita, erano brave e buone». Fonte della notizia: ilgazzettino.it Lo schianto di Pagnano/ Ilie e Marius: legati nella vita, uniti dallo stesso funerale Pioggia di messaggi nelle pagine Facebook. Uno aveva trovato lavoro dopo il diploma, l'altro era triste per la morte del padre di Andrea Zambenedetti TREVISO «Ilie e Marius erano molto legati - spiega un amico del fratello di Ilie, Dumitru - per questo le famiglie hanno deciso che avranno un funerale assieme in Romania, così potranno riposare vicini». In via Lauro, a Villa d'asolo (Treviso), l'elegante condominio dove Marius Hantig viveva con mamma, papà e un fratello è immerso nel silenzio. La famiglia Hantig è rimasta in obitorio a vegliare il ragazzo: arrivata a Montebelluna, in ospedale, non appena ha appreso della tragedia, non ha voluto separarsi dal proprio caro. Fuori di casa c'è un loro amico, anche lui romeno. Il giovane che scende da un'auto di grossa cilindrata non si dà pace per l'accaduto: «Ho visto l'alfa sulla quale viaggiavano, è stata un'immagine tremenda. Marius era un amico, siamo praticamente cresciuti assieme, lo ho conosciuto quando è arrivato in Italia e da allora non ci siamo più persi di vista». Anche Marius viene da Borsa, in Romania; era arrivato in Italia da qualche anno, assieme alla mamma e al papà, oltre al fratello Ionut, si era iscritto al Cfp, e dopo lo studio aveva cercato lavoro. Impresa non facile in tempi di crisi. Così, colloquio dopo colloquio, da qualche tempo aveva cominciato a lavorare per un azienda che si occupa della posa di pavimenti, assieme al padre. Nella pagina Facebook di Marius i messaggi di cordoglio arrivano incessantemente. Un abbraccio virtuale al loro amico tragicamente scomparso al termine di una serata di festa. «Lo avevo trovato ieri pomeriggio - spiega Emiliano - io uscivo dall'esame delle superiori, lui mi ha chiesto come era andata, poi mi ha dato una pacca sulla spalla ed è andato via salutandomi. Ho voluto andare in bicicletta a vedere come era presa la loro auto. È straziante sapere che ieri c'era e oggi, il mio amico, uno dei miei più cari amici non c'è più». Marius aveva conquistato la simpatia di tutti nella Castellana. Sul luogo della tragedia italiani e stranieri si abbracciano dandosi coraggio e sostegno a vicenda ma soprattutto lasciando capire quanto grazie anche a questi ragazzi l'integrazione sia ormai una realtà più di quanto si possa immaginare. La quarta vittima è Ilie Azota Ovidiu. «Nell'ultima settimana era silenzioso, parlava poco, quando tornava dal lavoro non scendeva neppure dal furgone. Prima rideva sempre, invece negli ultimi giorni si era fatto più serio. Mi aveva confidato che voleva andare a salutare il padre, morto, in Romania». A parlare è il titolare della ditta Ecofer, Luigi Cianciano, l'azienda per cui Ilie lavorava da qualche mese. Luigi non si dà pace per la tragedia e mentre stringe la testa tra le mani traccia il ritratto di Ilie. «Lo chiamavo C17, come il personaggio di Goku, suo fratello invece era C18 perché è più grande, anche lui lavorava per la mia azienda, gli ero molto affezionato». Luigi negli ultimi mesi era diventato una sorta di secondo padre per i due ragazzi che, dopo la morte del genitore, vivevano da soli a Asolo in via Malombra 81/a. Ilie, aveva frequentato il Cfp di Fonte, tutti lo ricordano come un ragazzo sempre sorridente e ben disposto. «Questa settimana mi aveva detto che non era riuscito a cambiare l'assegno dello stipendio, così mi aveva chiesto 200 euro per consegnare l'anticipo per lo scooter. Scherzando gli ho detto che non potevo dargli quei soldi perchè con il motorino si sarebbe potuto far male. Il destino è beffardo: chi si immaginava quanto sarebbe successo?». Lo scooter era il suo sogno, un traguardo verso la libertà, ma anche la possibilità di veder ripagata la sua buona volontà, il suo impegno nel lavoro e i sacrifici cui era costretto con una famiglia lontana e la voglia prima o poi di tornare a casa con qualche soldo in tasca.

3 Sotto la sede della Ecofer c'è il bar Punta Dell'Este gestito da Cianciano: è questo il ritrovo dei giovani amici. Nel profilo Facebook del bar c'è anche la foto di Ilie, è ritratto mentre cucina la porchetta assieme al suo titolare. Ha una camicia grigia addosso, un po sbottonata per il caldo. In faccia ha un sorriso abbozzato: «Sembra quasi beffardo a guardarlo ora» aggiunge Luigi con la tristezza che sale di parola in parola. Il duro compito di avvertire la madre di Ilie, rimasta in Romania, è toccato al fratello maggiore, Dumitru, a sua volta contattato dalla Polizia stradale di Vittorio Veneto che ha dovuto comunicargli la tragica notizia. Fonte della notizia: ilgazzettino.it NOTIZIE DALLA STRADA «Le chiedo scusa per l'immane tragedia...» Manganelli scrive alla mamma di Aldrovandi Lettera del capo della Polizia: «L'errore dei singoli non inquini la fiducia verso l'istituzione» MILANO «La sentenza penale è arrivata dopo, 7, lunghi anni, ed io, nell'accettarla con il rispetto che si deve al pronunciamento della magistratura, sento, anzitutto, il forte bisogno di rinnovare le mie più sincere scuse a Lei e sua Famiglia, nel ricordo di Federico, per l'immane tragedia che ha irrimediabilmente distrutto la vostra vita». È un passaggio della lettera che il capo della Polizia Antonio Manganelli ha scritto a Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, per chiedere scusa a lei e alla sua famiglia dopo la condanna in via definitiva di 4 agenti della questura di Ferrara, per la morte del figlio 18enne avvenuta nel «È giunto il momento di farvi avere le nostre scuse e quando e se vorrà sarei felice di incontrarla nuovamente». MASSIMA SOLLECITUDINE - L'intestazione è scritta a penna, gli altri passaggi al computer. La lettera è punteggiata, dato che sono stati stralciati i passaggi privati tra il capo della polizia e la famiglia Aldrovandi. «Cara signora Patrizia... inizia ora la fase dell'accertamento disciplinare, secondo tempi, modi e procedure esattamente previsti dalla normativa vigente. Posso immaginare come queste parole possano apparire fredde, forse vuote e fastidiose, a una mamma che vive il più terribile dei drammi», scrive Manganelli. E poi la garanzie di fare presto: «(il procedimento disciplinare) si svolgerà in sede di consiglio provinciale di disciplina e con la massima sollecitudine, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge». Infine un'apertura al futuro: «Mi auguro che, esauriti gli aspetti procedurali - penali e disciplinari - e messa la parola fine alla verità giudiziaria, operatori di polizia e cittadini possano riprendere, con rinnovata serenità e ancora maggiore convinzione, il comune percorso per l'affermazione del rispetto delle regole e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza del nostro paese... Perché - conclude Manganelli - l'errore dei singoli non inquini la fiducia verso l'istituzione che questi rappresentano». Fonte della notizia: corriere.it Minorenni ubriachi all'ospedale Rissa a Seregno, incidente a Desio MONZA Minorenni ubriachi finiti all'ospedale, incidenti stradali e risse. Tanti interventi dei sanitari inviati dal 118 anche sabato notte. Si parte dalle a Brugherio quando un incidente stradale tra due auto in Virgilio ha visto coinvolti anche due bambini di 6 e 11 anni. Fortunatamente lo scontro che inizialmente aveva fatto temere conseguenze serie, si è rivelato meno grave del previsto e solo un ferito è stato trasportato all'ospedale di Monza per accertamenti. Alle a Seregno, in via Messina, un uomo di 41 e una donna di 33 sono venuti alle mani. Sul posto un'ambulanza di Seregno Soccorso. La donna è finita all'ospedale di Carate per farsi medicare. A Vaprio d'adda, sulla Provinciale 104, una donna di 40 anni è finita all'ospedale di Monza in condizioni mediamente critiche. Sul posto anche un'auto medica in quantro le sue condizioni hanno fatto temere inizialmente il peggio. Auto medica e ambulanza in codice rosso poco prima di mezzanotte anche a Trezzo d'adda per soccorrere un 17enne vittima di una intossicazione etilica. Il minore è stato trasportato in

4 codice giallo all'ospedale di Vimercate. Un altro 17enne che ha alzato troppo il gomito è finito invece all'ospedale di Giussano dopo essere stato soccorso attorno alle 3 di notte a Seregno in via Colombo. Spettacolare incidente attorno alle 2 di notte in pieno centro, a Desio, protagonista una donna di 28 anni a bordo di un'auto che per cause ancora ignote in via Tagliabue all'altezza del restringimento del sottopasso della stazione ferroviaria si è ribaltata. Sul posto, oltre ai sanitari anche i carabinieri e i vigili del fuoco. La donna è finita in codice verde all'ospedale di Desio. Fonte della notizia: ilcittadinomb.it Lezioni di guida a luci rosse: l'istruttore maniaco molesta tre "allieve" straniere Il 31enne di Selvazzano denunciato e licenziato: davanti a tre giovani si era slacciato i pantaloni per poi masturbarsi di Marco Aldighieri PADOVA L istruttore di guida maniaco sessuale. Mentre le principianti donne, tutte straniere, guidavano, lui si apriva la patta dei pantaloni e si masturbava. Assunto da una scuola guida che ha sede tra Mortise e Torre nel febbraio 2010, al titolare è sembrato un professionista serio. Invece L. P. di 31 anni, siciliano, residente a Selvazzano Dentro, ha ripetutamente approfittato della sua posizione di insegnante per compiere atti sessuali davanti alle incredule clienti. Il titolare della scuola guida si è accorto che qualcosa non andava, quando alcune donne al termine della prima lezione arrivavano in sede per disdire i successivi appuntamenti e senza giustificare la loro decisione. Preoccupato si è rivolto alla polizia. E così sono scattate le indagini da parte degli uomini della Squadra mobile coordinati da Marco Calì. Gli agenti si sono fatti consegnare dal titolare della scuola gli elenchi dei clienti e i nominativi degli istruttori. Prima la Mobile ha incrociato i dati e poi ha raccolto la testimonianza di una moldava, una tunisina e una romena. Il trentunenne ha scelto le sue vittime straniere con la speranza che non andassero a denunciarlo. Ha pensato che avessero paura. E invece si è sbagliato, perchè le tre donne hanno presentato una denuncia-querela e ai poliziotti hanno raccontato tutto. «Mentre guidavo, all improvviso, si è slacciato i pantaloni e ha cominciato a toccarsi. Poi si è pulito le mani e come se nulla fosse accaduto ha continuato la lezione di guida». Questa è la ricostruzione di una delle vittime di quanto avveniva in auto con il 31enne di Selvazzano. Gli episodi accertati dalla Squadra mobile vanno dal settembre del 2011 al gennaio di quest anno. I poliziotti, l altro giorno, hanno effettuato una perquisizione a casa di L.P. e gli hanno sequestrato il computer portatile. Nei prossimi giorni il pc sarà analizzato, per vedere che non contenga immagini hard registrate durante le lezioni di guida. Il trentunenne è stato denunciato con l accusa di atti sessuali. Il giovane siciliano, in passato, era già stato monitorato dalla polizia. Era finito in un indagine per droga. In quell occasione non era stato nemmeno denunciato. Intanto il titolare della scuola guida lo ha licenziato e si è liberato di un incubo. Finalmente nella sua agenzia è tornata la tranquillità e non c è più paura per le clienti straniere. Fonte della notizia: ilgazzettino.it Rally per auto storiche muore pilota per malore Durante lo svolgimento della prova speciale n. 1, Vernasca, il pilota della Fiat 127 n. 235 Claudio Romano ha accusato un malore che lo ha stroncato Il caldo, lo stress, l'emozione: brutto epilogo del Rally nazionale auto storiche "Circuito di Cremona" che si è fermato dopo la morte di un concorrente. Durante lo svolgimento della prova speciale n. 1, Vernasca, il pilota della Fiat 127 n. 235 Claudio Romano ha accusato un malore per il quale si richiedeva, dalla stessa vettura in gara, l'intervento medico. Il concorrente, peraltro, è riuscito ad accostare l'auto sul bordo della strada. Nonostante l'immediato intervento del personale di sicurezza della prova speciale ed il successivo trasporto in ambulanza, la morte di Claudio Romano è avvenuta, verosimilmente per cause naturali, alle ore di domenica 8 luglio 2012 presso l'ospedale di Fiorenzuola

5 d'arda (PC). In osservanza ai desideri manifestati da diversi Concorrenti è stato deciso di interrompere la gara. "L'Automobile Club Cremona ed il Comitato Organizzatore del 'Circuito di Cremona' - si legge nella nota - sono vicini ai Familiari ed agli Amici di Claudio Romano ed esprimono profondo cordoglio". Fonte della notizia: repubblica.it Prende a bastonate un autovelox, rodigino denunciato da Cc 30enne si e' giustificato dicendo che l'apparecchio e' ingiusto ROVIGO, 8 LUG - Fermato dai carabinieri la scorsa notte mentre prendeva a bastonate un autovelox un 30enne di Taglio di Po è stato denunciato per danneggiamento aggravato. L'uomo quando è stato bloccato dai militari si stava accanendo contro una postazione fissa di rilevazione della velocità in gestione alla Polizia Locale del Comune di Ariano nel Polesine, lungo la Romea. Sono ancora in corso di accertamento le cause del gesto vandalico del giovane incensurato ma da quanto si è appreso ai carabinieri avrebbe raccontato la propria rabbia per quell'apparecchiatura a suo dire ingiusta. 'Lei non sa chi sono io...' e' frase minatoria Annullata assoluzione di chi l'aveva pronunciata in una banale lite tra vicini ROMA Gli italiani, potenzialmente, sono tutti a rischio di finire condannati per minaccia perché tutti, prima o poi, pronunciano la fatidica frase - cara a Totò - 'lei non sa chi sono io, questa gliela faccio pagare!': la Cassazione ha, infatti, stabilito che l'espressione ha un contenuto in grado di limitare la "libertà psichica" altrui se scappa di bocca in un "contesto di alta tensione verbale". Per questo la Suprema Corte ha deciso di annullare l'assoluzione di un signore di Salerno che aveva così inveito contro una conoscente, la signora Licia C., alla quale era legato da vecchia ruggine. Contro il verdetto di proscioglimento di Antonio G., distinto sessantenne, graziato dal giudice di pace che - con il suo verdetto del 27 aprile aveva ritenuto "l'inidoneità offensiva" della locuzione ora incriminata, il Procuratore generale della Corte di Appello di Salerno ha protestato in Cassazione inoltrando un ricorso inneggiante alla condanna. A nulla sono valse le memorie difensive con le quali il legale del povero Antonio G. ha lamentato la "persecuzione giudiziaria" in atto ai danni del suo cliente che, in fin dei conti, non aveva detto nulla di così spaventoso. I supremi giudici - con la sentenza hanno sottolineato che sì, a ben vedere, "l'espressione deve essere valutata nel suo complesso e il giudice di pace non si è soffermato adeguatamente a considerare il contesto in cui si inseriva, escludendone ogni idoneità minatoria". Invece - prosegue l' Alta Corte - "l'espressione andava, e andrà valutata dal giudice del rinvio, nel concreto ambito nel quale era stata pronunciata, in un contesto cioé di alta tensione verbale, da persona che utilizzando l'espressione che 'l' avrebbe fatta pagaré essendone capace ('non sai chi sono iò) colorava e riempiva di contenuti minacciosi la frase pronunciata, perché nulla ne circoscriveva il significato all'adozione di iniziative lecite". A sostegno della sua tesi, la Cassazione ricorda che "nel reato di minaccia elemento essenziale è la limitazione della libertà psichica mediante la prospettazione del pericolo che un male ingiusto possa essere cagionato dall'autore alla vittima, senza che sia necessario che uno stato di intimidazione si verifichi concretamente in quest'ultima, essendo sufficiente la sola attitudine della condotta ad intimorire e irrilevante l'indeterminatezza del male minacciato purché questo sia ingiusto e possa essere dedotto dalla situazione contingente". Ora la vicenda - che risale al 13 gennaio si riapre davanti al giudice di pace. Nulla è dato sapere della cornice di acceso diverbio nella quale Antonio G. ha perso le staffe, ma si capisce che si tratta di attriti ripetuti e di vecchia data. Forse banali questioni di vicinato o di posto macchina. Quelle nelle quali, in realtà, nessuno si limita più a dire 'lei non sa chi sono io!...'.

6 Lotta scientifica alla movida Arriva il dossier-salute Si prepara uno studio pioniere sui danni da divertimento molesto di Paola Italiano TORINO Perchè i residenti di Francoforte sono riusciti a far chiudere l aeroporto alle 11 di sera per l eccessivo rumore, e noi non riusciamo a far chiudere un locale alle 2 di notte?». La domanda se la sono posta i residenti che si sentono vittime della «movida selvaggia», riuniti per la prima volta in un assemblea plenaria dei comitati torinesi contro il rumore, giovedì sera in via Matteo Pescatore. E si sono anche dati una risposta. «Sono stati fatti tanti studi, a livello mondiale ed europeo - dice Elisabetta Ottoz, del comitato di piazza Vittorio - sui danni causati alla salute dal rumore che toglie il sonno, ma hanno sempre riguardato il rumore prodotto dal traffico veicolare, dagli aerei o dalle attività industriali. Nulla sul rumore indotto dalla cosiddetta movida». Ecco dunque l idea: ad aprire la strada a questo nuovo fronte delle misurazioni scientifiche dei danni da movida, con tanto di questionari e certificati medici a corroborare il dossier, saranno i cittadini torinesi, esasperati e insonni. Da Torino si parte, ma si arriva ben oltre: sono già stati contattati i comitati antimovida di Milano e di Acqui Terme, ma si coinvolgeranno anche quelli di Roma, Firenze, Bologna. CERTIFICATI MEDICI «Fateci avere i certificati medici sui danni alla salute che subite a causa del sonno perso». Simonetta Chierici, tra le più tenaci combattenti sul fronte antimovida in piazza Vittorio, lo ha già fatto. «Una sera mi sono sentita male, credevo di morire. Ho chiamato il mio medico, è venuto a visitarmi a casa e, a parte il fatto che non riusciva ad arrivare a causa del traffico e del caos in strada, mi ha rilasciato un certificato. Dobbiamo farlo tutti quanti - ha detto rivolta alla platea di oltre un centinaio di persone radunate in una sala in via Matteo Pescatore - così potremmo avere una massa di prove che denunciano i danno subiti a causa della movida molesta». I QUESTIONARI Quale tipo di rumore funesta le tue notti? Musica troppo alta? Grida e schiamazzi per strada? Bonghi? Clacson? Con quale frequenza e in quali ore? È un vero e proprio censimento del disagio quello che i comitati intendono realizzare attraverso questionari che saranno inviati via a tutti i disperati insonni, con richiesta di consegnarlo compilato entro il 15 settembre. «Prima di tutto vogliamo contarci - spiega ancora Simonetta Chierici - e poi vogliamo dare il via a un azione massiccia e concreta». I comitati, dopo anni di battaglie, scelgono l approccio scientifico: perchè non si dica più che si tratta di poche persone particolarmente intolleranti, «ma si prenda coscienza che c è una massa enorme di gente che non ce la fa più». DANNI ECONOMICI Il questionario in preparazione punta anche sul risvolto economico dei danni da movida. Quali spese mediche dovete sostenere a causa dei disturbi correlati alla carenza di sonno? Quanti giorni di lavoro avete perso? Quante volte vi hanno danneggiato l auto parcheggiata in strada? E poi, ancora: quanto si è deprezzata la vostra abitazione a causa della movida? Quest ultimo è un punto particolarmente delicato e dibattuto. I sostenitori della movida portano, quale argomento a favore, la riqualificazione avvenuta in alcuni quartieri degradati dovuta anche alla presenza dei locali. Casi come quelli del Quadrilatero o di San Salvario sembrerebbero dar loro ragione, con gli immobili che hanno raggiunto prezzi al metro quadro impensabili qualche anno fa. Ma ecco l obiezione dei residenti: «Gli indici dei prezzi al metro quadro non tengono conto del fatto che se un appartamento sta proprio sopra un locale, è quasi impossibile venderlo». CONVEGNO INTERNAZIONALE L offensiva è stata sferrata e i comitati sfoderano l artiglieria pesante. Dopo la raccolta del «dossier-salute», la mossa successiva è l organizzazione - a cui stanno già lavorando - di un convegno medico internazionale a ottobre, proprio a Torino. Medico di professione è Rosario Porrovecchio, del comitato di San Salvario, uno che da anni dorme in una branda in cucina per isolarsi dagli schiamazzi in strada. «Non ci sono ancora studi sul rumore da movida selvaggia - dice - esistono solo direttive sui limiti da non superare, e che vengono comunque costantemente violati». «Abbiamo già fatto esposti lettere, proteste - spiega Elisabetta Ottoz - e non sono servite. L unione di tante persone sarà la nostra forza - e ci aspettiamo un cenno del sindaco alle nostre civilissime istanze». «Troppo civili!», obiettano dalla platea di via Matteo Pescatore. «I Comuni italiani - osserva Ottoz - non si rendono conto di quello che hanno sollevato appoggiando le politiche pro-movida». Fonte della notizia: lastampa.it

7 Frodi, mafia e conflitti di interessi. Dalla Calabria restituiti all'europa 381,9 milioni Si tratta di fondi strutturali spesi tra il 1994 e il 2006 e che sono stati ridati all'ue dallo Stato italiano. I soldi servivano per il completamento della Salerno-Reggio Calabria. Il recupero è stato effettuato dall'olaf, Agenzia antifrode della stessa Ue CATANZARO Frodi, mafia e conflitti di interessi: 381,9 milioni di euro in fondi strutturali spesi in Calabria tra il 1994 ed il 2006 sono stati restituiti l anno scorso dallo Stato all erario comunitario. In concreto i fondi servivano per il completamento della Salerno-Reggio Calabria. Si tratta del più grande recupero mai realizzato dall Olaf, l'agenzia antifrode della Ue, in collaborazione con le autorità inquirenti italiane, tra cui l antimafia. "Abbiamo scoperto moltissime irregolarità", legate ai progetti, "tra cui un evidente caso di conflitto di interessi", ha affermato il direttore dell Olaf, l italiano Giovanni Kessler, presentando oggi a Bruxelles il rapporto 2011 dell Agenzia di cui ha assunto la guida dall inizio dello scorso anno. Il ritardo nel recupero dei fondi comunitari, spesi nei periodi di bilancio e , è dovuto al fatto che "possiamo agire con le revisioni solo alla conclusione del programma", ha spiegato una fonte dell Olaf. In Italia i casi sono ancora aperti, ma intanto lo Stato ha già dovuto risarcire i 381,9 milioni di euro, che alla fine, chiarisce la fonte, "saranno probabilmente pagati dai contribuenti italiani". Grazie a questo recupero il 2011 è stato un anno record per l Olaf, l Agenzia antifrode della Ue, capace di far rientrare complessivamente nelle casse comunitarie 691,4 milioni di euro malspesi in fondi strutturali (524,7 milioni) e agricoli (34), in frodi doganali (113,7) e legate alla cooperazione internazionale (17,5), alle spese amministrative (0,8) e di personale della Ue (0,6) e nella lotta al traffico di sigarette e materiale contraffatto (0,1). Un risultato 10 volte superiore a quanto fatto nel 2010 (67,9 milioni). Fonte della notizia: ilquotidianoweb.it Statali, sedi doppie e dirigenti inutili: così il riordino degli uffici di Luca Cifoni ROMA Cancellare i doppioni, certo. Ma anche ripensare gli uffici con funzioni ispettive e di controllo, e soprattutto ridisegnare la rete periferica dello Stato privilegiando la dimensione regionale o interregionale. La riduzione degli organici pubblici non sta solo in una percentuale, il -10 per cento dei dipendenti e il -20 dei dirigenti. L operazione che dovrebbe portare, nelle intenzioni, ad uno Stato più snello ed efficiente dovrà essere guidata da alcuni criteri che sono elencati nel testo del decreto. Nella logica della spending review, si parte dalla rivisitazione dell attuale assetto, per concentrare quanto più possibile le funzioni istituzionali. Ci sono dei compiti che non ha senso svolgere separatamente in tante piccole strutture, che possono essere centralizzati con guadagno di efficienza. È il caso ad esempio della logistica, della gestione del personale e dei servizi comuni: in una determinata porzione di territorio può farle un solo ufficio per tutti, anche grazie all aiuto della tecnologia. Naturalmente non è la prima volta che lo Stato si pone obiettivi di questo tipo. Ma spesso, finora, la spinta a semplificare si è scontrata con le resistenze Stavolta l idea è intervenire in maniera generalizzata. E si punta su un modello, quello della Prefettura come «Ufficio territoriale dello Stato». Finora lo era del governo, e il lieve cambio di denominazione vuole essere significativo: avrà la funzione di rappresentanza unitaria dello Stato sul territorio, seppur «nel rispetto dell autonomia funzionale e operativa degli altri uffici periferici delle amministrazioni». Viene confermata la dimensione provinciale, ma allo stesso tempo si apre alla possibilità di forme di coordinamento anche a livello regionale o interregionale. Tutte le strutture periferiche dello Stato, ad esempio l ufficio provinciale del Lavoro oppure la Motorizzazione civile, dovranno tendenzialmente condividere una serie di servizi. Le aree maggiormente interessate dal coordinamento saranno la gestione del personale, il controllo di gestione, l economato, i servizi informativi, i contratti, l utilizzo degli immobili. Questo sforzo di razionalizzazione dovrà portare ad una riduzione del 10 per cento della spesa dello Stato per queste funzioni. E dovrebbe essere anche l occasione per ripensare l utilizzo delle risorse umane: i dipendenti non più adibiti ad una certa mansione dovranno essere ricollocati oppure posti in mobilità secondo le procedure del decreto 165 del Un altro criterio esplicitamente citato nel decreto, ai fini della riduzione degli organici, riguarda in modo specifico i dirigenti. È prevista la «tendenziale eliminazione» degli incarichi di consulenza, studio e ricerca, oppure ispettivi. Insomma le

8 mansioni svolte dai dirigenti che per vari motivi non hanno un ufficio vero e proprio da dirigere e che per questo vengono a volte posti in una sorta di limbo. Saranno loro, probabilmente, i primi candidati alla mobilità. Fonte della notizia: ilmattino.it Afghano incastrato fra ruote camion dov'era nascosto, grave Una gamba semi maciullata, l'incidente ad Ancona ANCONA, 7 LUG - Un giovane afghano e' rimasto incastrato con le gambe tra le ruote gemelle di un semi rimorchio dove si era nascosto probabilmente allo sbarco del camion, greco, nel porto di Ancona. All'altezza della Fiera della Pesca qualcuno si e' accorto di lui e il migrante e' stato soccorso e trasportato dal 118 nell'ospedale regionale di Torrette con un codice 'tre', di massima gravita'. In particolare, avrebbe una gamba semi maciullata. Immigrazione, permesso a chi denuncia sfruttatore Ok Cdm al decreto con le sanzioni sul caporalato Permesso di soggiorno al dipendente che denuncia il suo sfruttatore. Lo prevede lo schema di decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri in recepimento della direttiva europea sulle sanzioni per i datori di lavoro che impiegano stranieri irregolari. Il provvedimento inasprisce dunque le sanzioni già previste per chi assume lavoratori non in regola. Le pene sono ulteriormente aumentate se i lavoratori irregolari occupati sono più di tre, se sono minori e se sono sottoposti a condizioni lavorative di particolare sfruttamento. In questi casi è rilasciato il permesso di soggiorno della durata di sei mesi, con possibilità di rinnovo per un anno o più, per lo straniero che "abbia presentato denuncia e cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro". Ci sarà una breve fase transitoria, come aveva auspicato il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, per consentire al datore di lavoro di adeguarsi alla nuova normativa. I tecnici dei ministeri interessati stanno ora lavorando per ultimare i dettagli del provvedimento. Si parla di una sanzione intorno ai euro per i datori di lavoro che violano la norma. OK CDM A DL CON SANZIONI SU CAPORALATO - Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva, su proposta del ministro per gli Affari Europei e del ministro del Lavoro, il decreto legislativo che recepisce la normativa comunitaria in materia di sanzioni e provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri Incidenti stradali, 15 morti e feriti ogni anno In soli dodici mesi registrati in provincia di Pescara oltre mille sinistri L associazione Familiari delle vittime: un calvario ottenere i risarcimenti PESCARA Mille e trentasette incidenti, quindici morti e mille e cinquecento feriti. Questi i freddi numeri, riferiti alla sola provincia di Pescara nel 2010 che raccontano l eccidio di una guerra silenziosa, quella degli incidenti stradali, che mietono quotidianamente vittime e in tantissimi altri casi obbligano alla disabilità un numero cospicuo di persone. Tra le cause di tanti sinistri sicuramente lo stato non sempre impeccabile delle strade provinciali e comunali, spesso deficitarie per l asfalto delle carreggiate e per l assenza totale o parziale della segnaletica orizzontale e verticale. Ma anche la responsabilità di terzi, in alcuni casi pirati della strada, che per imprudenza, colposità o imperizia, provocano incidenti e danni, spesso irreparabili. Nei casi più gravi, quelli di morte, superata la fase iniziale dell estremo dolore per la perdita di un familiare o di un congiunto, parte la fase più complicata, quella di veder riconosciuta la responsabilità di chi, di quel decesso è stato complice. E il percorso non è certo in discesa. Si ha a che fare con assicurazioni, periti ed enti pubblici, che anche nei casi di

9 colpevolezza, tirano fino all ultimo grado di giudizio le cause pur di non pagare i risarcimenti ai familiari delle vittime. Dal Duemila anche a Pescara si è costituita l associazione italiana familiari e vittime della strada onlus, che come obiettivo ha quello di aiutare, sostenere e tutelare i familiari delle vittime della strada. A presiederla è Paolo D Onofrio, che proprio dodici anni fa perse il figlio quindicenne in seguito a un incidente in bicicletta sulla Lungofino a Città Sant Angelo. «L elevata incidentalità a danno degli utenti deboli», dice D Onofrio in riferimento alle cause intentate contro gli enti locali, gestori delle strade, «è connotata da mala gestio amministrativa, superficialità e noncuranza del dolore e dei danni arrecati ai malcapitati utenti della strada. In effetti i costi della manutenzione ordinaria e straordinaria risulterebbero di gran lunga inferiori ai costi riparatori. Non si comprende, poi, la prassi del mandare a resistere in ambito giudiziale, seppure di fronte a inconfutabili prove di colpevolezza». D Onofrio si riferisce proprio al caso di suo figlio Marco, che come ricorda «dopo dodici anni, nonostante le condanne penali e civili, gli enti in causa (Provincia di Pescara e Comune di Città Sant Angelo, ndr) resistono a beneficio della società assicuratrice». Al momento ha ricevuto solo 84 mila euro, i reati penali sono ormai trascritti e per il risarcimento del danno si deve attendere la Cassazione dopo il ricorso dei due enti. È un percorso lastricato di ostacoli quello porta alla cosiddetta Industria sinistri spa, come la definisce D Onofrio: «Quando perdi un figlio l ultima cosa alla quale pensi è quella di chiedere un risarcimento. Poi però quando ti accorgi che poteva non morire senza la negligenza altrui allora agisci. Ma nel 99 per cento dei casi non si ottiene il giusto risarcimento e molti familiari dopo un po sfiancate da udienze e rinvii si arrendono, lasciando perdere». L associazione Vittime della strada punta il dito anche contro il non rispetto del codice della strada, che prevede di reinvestire la metà dei proventi in attività legate alla sicurezza stradale e auspica la costituzione di un osservatorio regionale delle criticità. «Avere la mappa di dove avvengono gli incidenti, aiuterebbe a capire quali siano i punti più pericolosi delle strade e permetterebbe forse di ridurre il numero di morti». Fonte della notizia: ilcentro.gelocal.it Gestori penalizzati sull'autostrada calabrese, da sabato aperta una sola colonna ad impianto Disagi per gli automobilisti che percorreranno la Salerno-Reggio Calabria. Servizio ridotto al minimo indispensabile per tutti i fine settimana del periodo estivo. Le organizzazioni sindacali hanno lamentato la scarsa attenzione nei confronti dei tanti problemi della categoria CATANZARO Da domani disagi per gli automobilisti sull'autostrada Salerno- Reggio Calabria. I gestori delle aree di servizio, infatti, hanno deciso di ridurre al minimo essenziale il servizio negli impianti per tutti i fine settimana del periodo estivo, festivi compresi, assicurando la distribuzione dei carburanti esclusivamente con l'apertura di un unica colonna in modalità self service post pay». Ad illustrare i motivi della protesta sono stati stamani Roberto Di Vincenzo (presidente nazionale Fenica Cisl), Stefano Cantarelli (presidente nazionale Anisa Confcommercio) e Rosario Di Pasqua (giunta nazionale Faib Confesercenti) i quali hanno parlato non solo di «convenzioni scadute che Anas non vuole rinnovare», ma anche di «lavori interminabili, strutture fatiscenti prive di investimenti e del minimo di manutenzione, condizioni di sicurezza inaccettabili, rifiuto delle compagnie petrolifere di negoziare il rinnovo degli accordi economici dei gestori e politiche di prezzo delle stesse compagnie che condannano gestori ed automobilisti della tratta ai prezzi dei carburanti più alti d Italia». Da qui la decisione di avviare la protesta che, per il momento, interesserà solo il periodo in cui si effettuano i prezzi scontati nei fine settimana nei distributori periferici» e riguarderà anche il servizio di assistenza per i servizi igienici che saranno presidiati da una sola persona. In un secondo momento la protesta potrebbe estendersi a tutto il periodo estivo. Di Vincenzo ha anche annunciato che, «in assenza di certezze per il futuro, dal 27 settembre prossimo una compagnia straniera presente sulla Salerno-Reggio Calabria smetterà di rifornire gli impianti, toglierà le insegne e cesserà ogni attività». Fonte della notizia: ilquotidianoweb.it

10 Muore per overdose, figlia 10 anni chiama il 113 L'episodio a Roma, donna era in casa con suoi 2 bimbi e un'amica ROMA "Mamma non respira più". A 10 anni ha visto la mamma morire per overdose, poi ha chiamato al telefono la polizia pronunciando tra le lacrime quella frase per descrivere un'immagine che le rimarrà impressa tutta la vita. E' shock a Roma per la vicenda di una bambina che ha avvisato il 113 dopo la morte della madre, causata da un mix di cocaina e altre sostanze. Nell'appartamento in via Calpurnio Fiamma, al Tuscolano, la tossicodipendente, una romana di 33 anni, stava sniffando droga assieme ad una sua coetanea marocchina mentre in casa c'erano anche i suoi due figli: la bimba di 10 anni e l'altro di 8. Ma ad un tratto la donna è stata colta da malore. "Abbiamo sentito delle urla", hanno riferito gli inquilini del palazzo, che si trova in un quartiere di abitazioni popolari. L'africana è scappata in preda al panico, ma la bimba di 10 anni, alla vista della madre in terra morta, ha avuto la forza di chiamare la polizia, tenendo a bada anche il fratellino. Dopo poco sono arrivati gli agenti che hanno trovato i piccoli in casa e il corpo senza vita della madre. Solo in seguito sono arrivati anche l'amica della trentatreenne e un conoscente per prestare i soccorsi. Sono ancora tanti gli aspetti da chiarire per ricostruire con esattezza quanto è successo e gli uomini della Squadra mobile assieme al quelli del commissariato Tuscolano stanno tentando di rintracciare lo spacciatore che ha venduto la droga. La bimba di 10 anni, figlia di un pregiudicato, è ora assistita assieme al fratellastro di 8 anni, da alcuni psicologi ed entrambi verranno affidati probabilmente a dei parenti, forse ai nonni. "Questo quartiere è tristemente famoso - dicono alcuni abitanti della zona - qui abitava il pugile che due anni fa uccise una romena alla stazione della metro Anagnina, e qui viveva anche il musicista che un anno fa è stato brutalmente pestato nel quartiere Monti". Ma questa non è l'unica vicenda che ha sconvolto la capitale nelle ultime ore: ieri pomeriggio una giovane nigeriana di 22 anni è stata soccorsa in strada, nel quartiere Casilino e nelle vicinanze di un campo nomadi sanguinante mentre teneva il feto morto in una busta, dopo aver abortito. Approfittava della divisa da finanziere per molestare le coppiette appartate La Cassazione ha condannato a sette anni di reclusione per violenza sessuale e falso ideologico l'ex comandante del Gico della Guardia di finanza di Reggio Calabria. Secondo le indagini, avrebbe molestato le donne con la scusa di dovere procedere a perquisizioni e verifiche di Claudio Cordova REGGIO CALABRIA Era uno degli ufficiali più in vista della Guardia di Finanza calabrese. Comandante del Gico di Reggio Calabria, Maggiore, con l imminente possibilità di essere promosso al grado di Tenente Colonnello. Ha però gettato al vento la propria carriera, ricoprendo di fango il proprio ruolo. Nel pomeriggio di ieri si sono riaperte le porte del carcere per Michelangelo Amendola, oggi 42enne: la Cassazione, infatti, lo ha condannato a sette anni di reclusione per violenza sessuale e falso ideologico. Le indagini e il processo di primo grado furono portati avanti dal sostituto procuratore Giovanni Musarò, che, prima di passare alla Dda, era specializzato in indagini su crimini sessuali. In buona sostanza, Amendola, sfruttando il proprio ruolo di ufficiale della Guardia di Finanza, avrebbe raggiunto le coppiette appartate in zone isolate in atteggiamenti intimi e, dietro il pretesto di un controllo, avrebbe proceduto a perquisizioni un po troppo intime. «In particolare è scritto nel capo di imputazione per il quale Amendola è stato condannato in tutti e tre i gradi di giudizio - con il pretesto di dover eseguire una perquisizione personale, costringeva (la donna, ndr) a denudarsi e...», il resto del racconto parla di palpeggiamenti vari e atteggiamenti indescrivibili. Fonte della notizia: ilquotidianoweb.it SCRIVONO DI NOI CORSO TRAIANO, ASSALTO A UNA GIOIELLERIA

11 In tre su una moto dopo la rapina Si schiantano contro un guard rail Inseguiti tra la folla e arrestati dagli agenti della polizia di Massimo Numa TORINO Una rapina stile anni '50, con inseguimenti, pistole (una volta tanto vere), fuga in moto, incidente e cattura dei banditi, presi a uno a uno tra la gente. è accaduto ieri pomeriggio, in corso Traiano 16. Tre rapinatori, pistola con il proiettile in canna, fanno irruzione nel negozio. All'interno ci sono i titolari e i clienti. Sotto la minaccia delle armi, si fanno consegnare denaro e preziosi. E poi fuggono. Salgono tutti e tre sulla stessa moto. Il tipo che la guida imbocca il corso a velocità pazzesca, dietro stanno già arrivando le pattuglie della volante e gli agenti della sezione antirapine della squadra mobile. La moto sbanda e si schianta contro il guard rail. I tre rovinano a terra, restano lievemente feriti e cercano di riprendere la fuga, questa volta a piedi. Ma sono stati già individuati dalla polizia, li prendono uno a uno nelle traverse del corso. L'operazione è stata coordinata, in diretta, dal capo della squadra mobile, Luigi Silipo. Gli arrestati sono due italiani e un albanese: Michele Impreso, 47 anni, Roberto Mercurio, 29 anni e Saimir Lazar, 27 anni. Un po' malconci, ma niente di grave. I gioielli li avevano abbandonati vicino alla moto quasi completamente distrutta, la serata è finita prima in questura, per il primo interrogatorio, poi alle Molinette, per la medicazione al pronto soccorso e infine le celle del carcere delle Vallette. L'incidente è stato spettacolare ma per fortuna senza gravi conseguenze. è stata la titolare dell'oreficeria a dare subito l'allarme. I primi a raggiungere corso Traiano due pattuglie della volante, poi la squadra mobile. Nei giorni e nei mesi scorsi erano state prese più volte di mira alcune catene di gioielleria, non solo in centro. Tecnica sempre uguale. Due o tre banditi, volto coperto, armi in pugno. Decisi e violenti, in caso di reazione. Adesso gli investigatori della sezione anti-rapine della mobile stanno cercando di ricostruire altri colpi, i tre motociclisti potrebbero essere autori di altre rapine analoghe, anche in base ai rilievi della Scientifica. Fonte della notizia: lastampa.it Gare clandestine tra motociclisti, due denunciati SANTA MARIA CAPUA VETERE Sette persone denunciate perché sorprese alla guida in evidente stato di ebbrezza, due perché stavano disputando una gara clandestina a bordo di motociclette e una arrestata per evasione: questi, in sostanza, i risultati dei controlli di prevenzione contro le cosiddette "stragi del sabato sera" eseguiti nel week-end dai carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) hanno intensificato i controlli nel week end soprattutto nei pressi delle uscite dei principali locali notturni e discoteche della zona. Nell'ambito dei servizi tesi al contrasto della sicurezza sulle principali arterie stradali e all'abuso di alcool e droga, due persone sono state denunciate perché sorpresi mentre disputavano una gara clandestina a bordo di motociclette mentre un'altra è stata disputata per evasione. I controlli hanno consentito di denunciare sette persone alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere perché sorprese alla guida dell'auto in evidente stato ebbrezza: per tutti è scattato l'immediato ritiro delle patenti di guida; altre nove persone, sorprese anch'esse alla guida in stato di ebbrezza, sono stati invece multati e, anche per loro, é scattato il ritiro della patente. Numerosi i sequestri di autovetture perché risultate mancanti di copertura assicurativa e molte anche le contravvenzioni a utenti della strada che nonostante fossero alla guida, utilizzavano il cellulare. Fonte della notizia: campanianotizie.com Movida nel mirino, scattano altre multe La polizia locale stacca 4 nuove contravvenzioni da 400 euro a chi portava le bottiglie per strada VIGEVANO La movida vigevanese e tutto quello che ne consegue nel mirino della polizia locale. Il venerdì notte, questa volta, invece del sabato, ma i risultati non cambiano: decine di contravvenzioni, fracassoni nel mirino e persino un sequestro di droga. A lavorare insieme Radiomobile e Nucleo operativo della polizia locale in collaborazione con le pattuglie della polizia di Stato. I primi controlli, nell area compresa tra via Rocca Vecchia e piazza

12 Sant Ambrogio, hanno messo nel mirino le violazioni al codice della strada: posteggi vietati e pericolosi, velocità eccessiva, guida senza cintura di sicurezza. Risultato? Qualcosa come cinquanta contravvenzioni che sono la linea dura del Comune a fronte delle proteste dei residenti di questa zona di Vigevano. E a proposito di proteste, all amministrazione comunale era stata consegnata una raccolta di firme degli abitanti delle case che sorgono all incrocio tra corso Pavia e via Gramsci. Firme per protestare contro la presenza di persone che, spesso ubriache, il venerdì e il sabato notte rendono il sonno impossibile. A finire nei guai quattro ecuadoregni sorpresi con le bottiglie di birra portate fuori dal locale: 4 in mano, un altra ventina a terra, vicino a loro. Sono scattate le temute maxi multe da 400 euro, a testa. Sotto il profilo amministrativo, poi, gli agenti della polizia locale, insieme a quelli del commissariato, hanno svolto una serie di controlli nei locali pubblici, con particolare attenzione alla regolarità delle macchinette da videopoker e da gioco in genere. Tutto regolare, un solo bar è stato contravvenzionato con 300 euro perché non aveva esposta la licenza. Infine, durante i controlli, è stato sorpreso un 18enne brasiliano con alcuni grammi di marijuana: per lui segnalazione alla prefettura e ovviamente sequestro della droga. Fonte della notizia: laprovinciapavese.gelocal.it Incendia l'agenzia di assicurazione che non liquida la polizza Fermato dalla polizia rischia il linciaggio NAPOLI Pretende di essere liquidato per una polizza vita scaduta e tenta di incendiare l'agenzia di assicurazioni. E quando viene arrestato, a Napoli, la folla tenta di aggredirlo. Con quell'agenzia in passato un 43enne napoletano aveva stipulato un contratto di polizza previdenziale, poi non onorato ed interrotto: nonostante questo pretendeva che gli fossero corrisposti gli interessi maturati. Sentitosi dire più volte di ripassare in altra occasione, ha pensato di procurarsi della benzina e di versarla sotto la porta d'ingresso, nel tentativo di dar fuoco agli uffici dell'agenzia. Prontamente, dall'interno, gli impiegati hanno provveduto con un estintore a spegnere il principio d'incendio che ha causato solo lievi danni alla porta d'ingresso. Ma l'uomo non si è fermato: con calci e pugni, è riuscito ad aprire la porta d'ingresso dell'agenzia e a lanciare al suo interno una bottiglia incendiaria, subito spenta con un estintore. Impauriti, gli impiegati hanno chiamato la polizia che, giunta sul posto, ha notato Ruocco che si era perfino procurato una bombola di gas da campeggio e, dopo averne aperto il rubinetto, aveva dato fuoco ad un foglio di giornale. Quando gli agenti del commissariato di Secondigliano lo hanno portato via, Ruocco ha rischiato di essere aggredito dalle persone del posto: protetto dai poliziotti ha riportato solo lievi contusioni. Fonte della notizia: ilmattino.it Sfruttava e picchiava connazionali, arresto romeno ricercato Con complici costringeva migranti a consegnare compenso lavoro LAMEZIA TERME (CATANZARO), 7 LUG - I carabinieri di Corigliano hanno arrestato, a Lamezia Terme, Andrey Ciucurean, 24 anni, romeno, ricercato dal novembre 2010 per tratta di persone, tentata estorsione e lesioni personali. L'uomo, insieme a quattro connazionali gia' arrestati, aveva fatto entrare in Italia alcuni stranieri garantendo loro l'assunzione come braccianti e obbligandoli poi, con violenza, a consegnare parte del compenso. I cinque avrebbero anche aggredito alcuni connazionali. Ubriaco inseguito: si aggrappa all'auto per evitare il sequestro Gli è stato constatato il rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolemico che comporta una multa tra e 6mila euro, l'arresto da sei mesi ad un anno Inseguimento venerdì per le vie di Forlì. Tutto è cominciato da una segnalazione a tutte le forze dell'ordine di una "Alfa 166" con due uomini a bordo, il cui conducente aveva una condotta di guida spericolata. La vettura, transitata lungo la Cervese, era diretta verso

13 Faenza. Ad intercettarla lungo via Bologna sono stati due agenti della Polizia Municipale, impegnati in un servizio di vigilanza di quartiere. Immediatamente sono stati attivati lampeggianti e sirene: dopo qualche centinaio di metri, con grande difficoltà gli agenti hanno bloccato la berlina. Al volante vi era un cittadino moldavo di 39 anni residente in Italia e al suo fianco un passeggero, un connazionale, ma privo di documenti. Il conducente aveva un alito fortemente alcolico, ma ha rifiutato di sottoporsi alla verifica del tasso alcolemico. Gli è stato constatato il rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolemico che comporta una multa tra e 6mila euro, l'arresto da sei mesi ad un anno, la sospensione della patente da uno a due anni e la confisca del veicolo. Il conducente dell'alfa 166 non solo ha rifiutato l'accertamento ma si comportava in modo aggressivo così da richiedere l'intervento in supporto di altre due pattuglie della Polizia Municipale e di una pattuglia del 113 per la verifica del permesso di soggiorno del passeggero e per il loro accompagnamento in questura. Fonte della notizia: forlitoday.it Notte Rosa, ben 58 multe per eccesso di velocità In occasione della Notte Rosa in Riviera, la Polizia Municipale di Forlì ha intensificato i controlli lungo le arterie che conducono al litorale con un servizio iniziato alle 19 di venerdì FORLI In occasione della Notte Rosa in Riviera, la polizia Municipale di Forlì ha intensificato i controlli lungo le arterie che conducono al litorale con un servizio iniziato alle 19 di venerdì e conclusosi alle 4 di sabato. Sono state cinque le pattuglie impiegate, tre delle quali dall'una alle 4. Sono 69 i veicoli fermati lungo i sette posti di blocco, due dei quali con autovelox. Sono ben 58 gli eccessi di velocità contestati. Tra questi uno a 90 chilometri orari, un altro a 85, mentre la maggior parte con valori attorno ai 70 chilometri orai. Nove violazioni hanno riguardato il sorpasso sulla linea continua, con un'impennata delle multe in piena notte. Si proceduto anche ad altre cinque contravvenzioni per violazioni ad altre norme del codice della strada. Dei 40 automobilisti sottoposti all'alco test, due sono risultati positivo: uno con un tasso di 0,57 ed uno con 1,19 grammi per litro, ragion per cui è scattata la denuncia a piede libero per guida in stato d'ebbrezza. Inoltre è stata accertata una revisione scaduta, mentre una patente è stata ritirata poichè scaduta di validità. Fonte della notizia: forlitoday.it Notte Rosa, sequestrate ben 20mila bevande per vendita abusiva E' stata intensa l'attività svolta dalla Polizia Municipale di Rimini nella prima serata della Notte Rosa. I vigili, impegnati in borghese in un servizio finalizzato alla vendita abusiva di bevande E' stata intensa l'attività svolta dalla Polizia Municipale di Rimini nella prima serata della Notte Rosa. I vigili, impegnati in borghese in un servizio finalizzato alla vendita abusiva di bevande, hanno provveduto al sequestro amministrativo di due furgoni provenienti dal napoletano che trasportavano tra le 15mila e le 20mila bottiglie di birra, acqua e bibite. Sono 14 i soggetti verbalizzati: si tratta di venditori di alcolici provenienti dalla Campania e bengalesi sorpresi a vendere gadget legati all'evento. I sequestri amministrativi ammontano a circa 70mila euro.in tema di alcol, la squadra di Polizia amministrativa ha anche elevato un verbale di oltre euro a un minimarket della zona per vendita di alcol oltre all'orario consentito. Un occhio anche al contrasto alla prostituzione, con otto "lucciole" sanzionate per aver violato l'ordinanza in vigore dal primo luglio. Nessun problema sul fronte viabilità, con 110 agenti impegnati tra venerdì e sabato. "Un risultato straordinario - ha detto l'assessore alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad - ottenuto grazie a un impegno profuso dagli uomini della Polizia municipale fin dalla prima mattinata, agendo sia sul fronte della prevenzione durante la giornata che su quello repressivo nel corso della serata. Un impegno che ci ha consentito questi risultati per contrastare un fenomeno insidioso sia per la concorrenza sleale che mette in atto nei confronti degli operatori del commercio regolari, sia per l'abuso di alcol che la vendita può indurre e anche per il pericolo costituito dall'abbandono delle bottiglie di vetro per strada". L'assessore ha ringraziato anche tutti i volontari.

14 Fonte della notizia: riminitoday.it Alla Notte Rosa per rubare e spacciare, arrestate 4 persone I carabinieri della Compagnia di Ravenna hanno tratto in arresto venerdì sera, in occasione della Notte Rosa, tre presone per furto in un supermercato di Via Romea I carabinieri della Compagnia di Ravenna hanno tratto in arresto venerdì sera, in occasione della Notte Rosa, tre presone per furto in un supermercato di Via Romea. I tre si erano finti clienti ma all'atto di pagare alle casse, invece di mettersi in coda per pagare i circa 100 euro di merce scelta, hanno cercato di svignarsela percorrendo in senso contrario il varco di entrata. La manovra non è sfuggita agli addetti alle casse che hanno richiesto l'intervento delle pattuglie attraverso il numero 112. Due pattuglie sono prontamente giunte ed hanno tratto in arresto i tre, due uomini ed una donna, G.P.S. classe 1986 originario bielorusso, J.M. classe 1975 originario tunisino e S.C.F. classe 1978, italiana. I tre, che tra l'altro erano in palese stato di ubriachezza, sono finiti in manette per furto, G.P.S. anche con l'accusa di resistenza a PU per aver cercato di dare calci ai militari in occasione dell'arresto. Questo pomeriggio la direttissima. Nel corso della nottata invece è finito in manette T.D., italiano classe 1982, residente a Ravenna, sorpreso nei pressi di un locale dai militari della Stazione di Marina di Ravenna in possesso di 10 dosi di eroina per complessivi 5 grammi e 21 pasticche di ectasy. Per lui è scattato l'arresto e questa mattina, in udienza, ha rimediato la condanna a 9 mesi e 2400 euro di multa con sospensione della pena. Fonte della notizia: ravennatoday.it In giro con Ferrari di contrabbando, fermato per eccesso velocita' Auto in uso ad albergatore rimini intestata a societa' s.marino Sequestrata per contrabbando una Ferrari bianca, modello F 430 targata San Marino ma in uso ad un albergatore riminese che gestisce un hotel a Rivazzurra. E' successo mercoledì pomeriggio, intorno alle 14, quando il "ferrarista" è stato notato dai finanzieri della Stazione navale della Gdf di Rimini, durante controlli anti contrabbando lungo il litorale romagnolo. I militari hanno visto sfrecciare la F 430 a tutta velocità sul lungomare, all'altezza del bagno 99, e quando l'auto non si é fermata all'alt, procedendo sul lungomare ad una velocità di oltre 120 chilometri orari, la pattuglia di servizio si è lanciata all'inseguimento, mentre un'altra pattuglia in borghese veniva allertata. Dopo un inseguimento di 3 km il 'ferrarista', che non si curato di rallentare neanche davanti alle strisce pedonali e con a bordo i due figli di 5 e 6 anni, è stato bloccato da un ingorgo in una strada secondaria e raggiunto dalle pattuglie. All'atto dell'identificazione, la Ferrari, semi-nuova - ha meno di 4 anni fa e quindi di un valore di circa 150 mila euro - é risultata immatricolata a San Marino ed intestata ad una finanziaria. L'albergatore riminese, secondo gli accertamenti della Gdf, avrebbe diversi precedenti di polizia per truffa, ricettazione, furto e associazione per delinquere. L'uomo è stato denunciato per contrabbando, per aver introdotto ed utilizzato in maniera stabile in Italia, cioé, un bene acquistato a San Marino senza aver versato l'iva quindi in elusione ed evasione fiscale. A carico dell'uomo sono stati elevati contestualmente 6 verbali per una serie di violazioni al codice della strada comprensivi della decurtazione di 19 punti dalla patente di guida. Nomadi assaltano camper turisti spagnoli, tre arresti Rubate borse, telefonini e computer, bloccati dai carabinieri ROMA, 7 LUG - I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato tre giovani nomadi di 19, 22 e 26 anni, tutti pregiudicati e provenienti dall'insediamento di via Pontina 2500, con l'accusa di furto aggravato in concorso. I tre avevano assaltato un camper parcheggiato lungo via dei Cerchi, di proprieta' di una turista spagnola di 39 anni portando via

15 borse, cellulari e computer. I nomadi sono stati subito intercettati ed arrestati dai militari che avevano assistito alla scena. Roma: polizia stradale scopre container con Bmw rubate in partenza per Africa ROMA, 6 lug. - (Adnkronos) - Un container per il trasporto merci, installato su un semirimorchio, gia' pronto per essere inviato in Africa, in cui erano nascoste due Bmw X5 seminuove rubate, e' stato scoperto dagli uomini della Squadra Polizia Giudiziaria del Compartimento della Polizia Stradale per il Lazio nel piazzale di un'azienda di movimento terra in via Maremmana nel Comune di Guidonia Montecelio (Roma). I due imprenditori titolari dell'area dove e' situata l'azienda, F.D., 43enne di Tivoli e C.S., 41enne di Reggio Calabria, che non hanno saputo dare spiegazioni sulla presenza del container, sono stati denunciati per ricettazione alla Procura della Repubblica di Tivoli, che coordina le indagini. Le due auto, del valore commerciale di circa euro l'una, erano state rubate il mese scorso all'eur-torrino e a Prati. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, sospettando che nel container fossero nascoste auto rubate, hanno aperto il vano carico. Da un primo controllo sembrava che all'interno ci fosse solo materiale elettrico, ma dietro due file di bobine di tubo corrugato per impianti e un divisorio in tela sono state scoperte le auto. Secondo quanto emerso dalle indagini la banda sarebbe specializzata nel furto e nella successiva esportazione di autovetture di marca Bmw, trasportate illegalmente poi con nave nei paesi africani di destinazione, come accertato dalla documentazione rinvenuta, tuttora al vaglio della polizia giudiziaria. Fonte della notizia: liberoquotidiano.it Duecento grammi di coca negli slip del bambino, fermati sulla Napoli-Salerno NAPOLI Una donna e il suo convivente utilizzavano il figlio di lei di 10 anni per trasportare la droga. La polizia ha fatto scattare un blitz e ha bloccato l'auto a bordo della quale si trovava la coppia con due bambini entrambi figli della donna e di un ex appartenente al clan di Lauro morto negli anni scorsi. Nel corso della perquisizione è emerso che il bimbo di 10 anni nascondeva negli slip un sacchetto contenente 200 grammi di cocaina. Il blitz è avvenuto lungo l'autostrada Napoli-Salerno, all'altezza dello svincolo di Ercolano. La donna è stata rinchiusa nel carcere femminile di Pozzuoli, il convivente nel carcere di Poggioreale. I due bambini sono stati affidati a un famigliare. La madre del bambino trasformato in corriere della droga, A.V., 36 anni, era moglie di un affiliato al clan Di Lauro di Secondigliano, con precedenti per spaccio, morto nel 2006 in un incidente stradale. Il suo attuale convivente, G.B. 30 anni, è un pregiudicato con diversi precedenti penali. La coppia - secondo quanto hanno ricostruito gli agenti della squadra mobile di Napoli - si era approvvigionata di cocaina a Scampia, dove abita, e poi si era diretta in auto verso la Calabria. Oltre al bambino di 10 anni, nell' auto - fermata dalla polizia nei pressi dell' uscita di Ercolano della A3, in direzione Sud - c' era anche il fratellino di 7 anni. La donna ha un terzo figlio di 18 anni, che è detenuto da tre anni. Gli agenti della sezione narcotici della Squadra mobile di Napoli hanno fermato l' auto e l' hanno perquisita, insieme agli occupanti. La cocaina, 200 grammi, che avrebbe permesso di tagliare 500 dosi, era nascosta negli slip del bambino più grande. I due bambini sono stati affidati ad un familiare. La coppia è stata arrestata. Fonte della notizia: ilmattino.it Aggressione e rapina, due ventenni cremaschi identificati e denunciati dalla polizia stradale di Crema. Hanno precedenti per lesioni e stupefacenti di Riccardo Cremonesi CREMA "Un reato grave, odioso, di quelli che creano allarme sociale". Così Federica Deledda, dirigente della Sezione Polizia Stradale di Cremona, ha inquadrato la vicenda che ha portato all'arresto di due giovani cremaschi, di 20 e 22 anni, per furto. La vittima è un'anziana signora, che l'8 maggio scorso, attorno alle 17, ha parcheggiato la propria Panda

16 nei pressi della stazione ferroviaria della nostra città. Appena uscita dall'auto è stata aggredita alle spalle da due giovani, che l'hanno strattonata e le hanno rubato la borsetta per poi darsi alla fuga. LA SCENA RIPRESA DALLE TELECAMERE Alla scena hanno assistito alcuni testimoni, che l'hanno soccorsa e dopo aver chiamato le forze dell'ordine hanno fornito un dettagliato racconto di quanto accaduto. Il telefono cellulare ed i documenti rubati sono stati gettati dai ladri in fuga poco distante dalla stazione e recuperati dagli agenti. "Il tutto - ha aggiunto Deledda - è avvenuto sotto le telecamere di video sorveglianza dell'amministrazione comunale, in totale spregio di qualunque dispositivo di deterrenza. Elementi che danno idea della pericolosità dei soggetti che l'hanno eseguita e della gravità del fatto". I PRECEDENTI PER LESIONI E DROGA Gli spunti investigativi sono nati dalle immagini che il commissariato ha immediatamente acquisito ed estrapolato dalle telecamere Le ricerche nell'immediatezza della rapina non avevano dato esito positivo. I responsabili del furto sono comunque stati identificati: si tratta di Y.F., cremasco di 22 anni ed O.F., di 20 anni, nato a Milano ma residente come l'amico a Vaiano Cremasco. Si tratta di ragazzi già noti alle forze dell'ordine per reati connessi a lesioni e stupefacenti. OTTIMA CONOSCENZA DEL TERRITORIO I due sono stati identificati grazie all'ottima conoscenza del territorio degli agenti della polstrada. Con la fine della scuola i giovani cremaschi hanno più libertà e frequentano le varie feste e le attrazioni del territorio, dando la possibilità agli operatori delle forze dell'ordine di acquisire elementi che possono rivelarsi di grande utilità. GLI INDUMENTI Dalle immagini registrate dalle telecamere gli inquirenti avevano avuto la possibilità di notare il tipo di felpe e le magliette che i due indossavano al momento dell'aggressione e della rapina. Elementi che hanno portato alla richiesta di poter effettuare delle perquisizioni domiciliari e quindi recuperare gli indumenti incriminati. Gli stessi mostrati oggi ai cronisti. Fonte della notizia: cremaonline.it SALVATAGGI Tenta suicidio, agente di polizia lo salva Esasperato da liti familiari, peruviano si lega cinta al collo ROMA, 8 LUG - Esasperato dalle continue liti domestiche, ieri sera ha deciso di farla finita e ha tentato il suicidio legandosi al collo la cinta dei pantaloni stretta attorno alla grata di un cancello. Ad accorgersi della scena, pero', e' stato un poliziotto in servizio di vigilanza al commissariato di Torpignattara. L'agente e' intervenuto immediatamente sollevando l'uomo, un peruviano di 41 anni, ed allentando la cinta sul collo, riuscendo a salvargli la vita. Bimbo di 3 anni rischia soffocamento. Salvato da agente della Municipale Il pronto intervento di un agente della Polizia Municipale di Misano ha salvato dal soffocamento un bimbo di tre anni durante i festeggiamenti della Notte Rosa. RIMINI Massimo Carrino, agente stagionale in forza a Misano attorno alla mezzanotte e mezza di venerdì si trovava di pattuglia assieme ad un collega in via Repubblica, vicino al palcoscenico di piazzale Roma, quando è stato richiamato dalle urla disperate di alcune persone. I due agenti a piedi hanno raggiunto il drappello di persone intono al bimbo in affanno respiratorio perché aveva ingoiato un corpo estraneo che stava provocandogli il soffocamento. Carrino ha subito provveduto a mettere in atto manovre di disostruzione, mentre il collega provvedeva a creare spazio tra la folla e a chiamare il 118. Dopo alcuni tentativi il piccolo ha cominciato a tossire e a piangere, riprendendo a respirare normalmente. L intervento dei sanitari non è stato neppure necessario e l agente ha restituito il bimbo alla madre. Fonte della notizia: newsrimini.it

17 PIRATERIA STRADALE Ubriaco si scontra con altra auto, arrestato a Domo A seguito dell'incidente stradale avvenuto ieri sera nella borgata Calice di Domodossola, in cui due auto si erano scontrate frontalmente. Il conducente della Honda Civic è scappato, lasciando il giovane a bordo della Fiat Punto con cui aveva impattato, senza prestare alcuna cura. Sul posto erano intervenuti i Carabinieri di Domodossola, mentre il 29enne di Villadossola che guidava la Punto è stato soccorso e portato in ospedale, ha riportato ferite giudicate guaribili in 20 giorni. Subito dopo i militari hanno rintracciato l'autore dell'incidente che aveva tentato la fuga, abbandonando la sua macchina. Il 27enne di Premosello Chiovenda, volto noto alle forze dell'ordine, è stato fermato e portato in ospedale, quì i medici hanno deciso di trattenerlo in osservazione per una notte a causa delle ferite riportate al ginocchio e al torace. Piantonato nella camera del nosocomio, D.S queste le sue iniziali, è stato trasferito in mattinata nella camera di sicurezza della caserma dei carabinieri di Domodossola, domani sarà processato per direttissima. Per lui le accuse sono di fuga e omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza, i medici hanno riscontrato un tasso alcolemico nel suo sangue pari a 1,50. Fonte della notizia: vcoazzurranews.tv Poliziotto morto, chiesto l incidente probatorio ISERNIA Ha chiesto l incidente probatorio la procura di Isernia, per far luce sulla morte in servizio del poliziotto Giuseppe Iacovone. L udienza, che presumibilmente verrà fissata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale pentro già nei prossimi giorni, dovrebbe servire a raccogliere le testimonianze di due persone che assistettero. Tra le persone che saranno ascoltate, particolare attenzione sarà rivolta al poliziotto 39enne di Campobasso che, quel tragico pomeriggio, viaggiava in auto insieme a Iacovone. L uomo avrebbe anche memorizzato qualche numero della targa del veicolo che avrebbe causato la morte del collega. Era il 23 marzo scorso quando, durante un normale servizio di controllo sulla Statale 85 Venafrana, i due poliziotti, in forza alla Polstrada di Isernia, dopo una segnalazione arrivata dalla centrale si lanciano all inseguimento di un Suv, un Audi Q7 nero, che in una corsa impazzita sorpassa gli altri mezzi come fosse in slalom. All altezza del bivio per Macchia d Isernia, a pochi metri da un ristorante, Iacovone e l altro agente si scontrano frontalmente contro un tir che procede in senso opposto. Il mezzo pesante, che trasportava mozzarelle, tenta di evitare l impatto, uscendo fuori strada. Non basta. La volante finisce sotto il tir che intanto urta un furgoncino Wolkswagen rosso. Intanto il pirata della strada continua la sua corsa, senza fermarsi, senza rallentare. Una scena sconvolgente per i numerosi testimoni. L auto di servizio è accartocciata a un lato della strada: inesistente in tutta la sua parte superiore. Il camion è messo di lato, il fiorino qualche metro più in là. Giuseppe muore poco dopo, l altro poliziotto resta gravemente ferito, ma se la cava. Dopo qualche tempo viene individuato il conducente, che dalla metà di giugno, all incirca, risulta anche iscritto nel registro degli indagati. Si tratterebbe di un noto professionista isernino, molto conosciuto in città. Ma la notizia filtra da indiscrezioni, tuttavia non confermate. L uomo non sarebbe stato fermato per omissione di soccorso, ma per resistenza a pubblico ufficiale e morte derivante da questo reato. Anche se, nelle ultime ore, si parla della formulazione di un nuovo capo d accusa. Forse omicidio colposo, ma sono solo ipotesi. Le indagini ormai sembrano arrivate a una svolta. Finora sono state ascoltate decine di testimoni e sbobinati diversi filmati. Grazie a questo materiale, sarebbero stati acquisiti elementi tali da lasciar presumere che, quel giorno di fine marzo, il conducente dell Audi Q7 sotto accusa non si sia fermato all alt, al posto di controllo predisposto dalla polizia lungo la statale 85. Né si sarebbe fermato quando avrebbe visto dallo specchietto retrovisore la volante al suo inseguimento. Fonte della notizia: ilnuovomolise.it Non si ferma dopo scontro con un'altra auto, denunciato

18 Nell'incidente rimasta ferita la conducente dell'altra vettura BELLUNO, 7 LUG - Un bellunese di 56 anni e' stato denunciato dalla polizia per lesioni colpose e omissione di soccorso dopo essere stato identificato quale responsabile di un incidente stradale avvenuto il 26 giugno a Belluno. A bordo di un'auto, risultata priva di assicurazione, l'uomo era entrato in collisione con una vettura condotta da una donna di 51 anni, di Comelico, rimasta ferita. Il conducente non si era fermato a prestare soccorso ma dall'altra auto erano riusciti a memorizzare alcuni numeri di targa e una testimone aveva riconosciuto nell'uomo un ex collega di lavoro. Tir pirata travolge auto, morta ragazza di venti anni a Licola NAPOLI Una ventenne a bordo di un'auto è stata travolta e uccisa da un Tir nel Napoletano: il conducente del mezzo pesante è poi fuggito senza prestare soccorso alla vittima. L'uomo si è poi costituito alle forze di polizia. A perdere la vita, in via Montenuovo Licola Patria, in località Licola, nell'area flegrea, è stata Marilisa Di Fraia. L'impatto è stato tale che la sfortunata ragazza non ha avuto scampo: nell'urto è rimasto completamente tranciato il lato guida della vettura. È stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per estrarre il corpo esanime della giovane. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia municipale di Pozzuoli che hanno avviato le indagini. Non ancora ricostruita l'esatta dinamica dell' incidente. Sentiti già alcuni testimoni. La ragazza residente a Bacoli, in viale Olimpico, da poco diplomata si stava recando, secondo quanto riferito dai familiari alla polizia municipale, a svolgere alcune commissioni tra Pozzuoli e Bacoli. Era in cerca di un lavoro stabile e svolgeva da qualche tempo alcune attività lavorative in maniera precaria. È il secondo incidente mortale nel giro di cinque giorni a Licola. Domenica pomeriggio perse la vita una scooterista travolta da un altro motociclo: sulle cause dell'incidente sono ancora in corso le indagini dei carabinieri. L'autista del mezzo pesante si è costituito alle forze di polizia. L'uomo, Tommaso Zenga, dovrà rispondere di omissione di soccorso e di omicidio, la dinamica dell' accaduto è al vaglio del pm. L'autista stato interrogato dalla polizia municipale di Pozzuoli che sta conducendo le indagini sulla morte della giovane di Bacoli. Tra le ipotesi c'è la perdita di controllo del Tir da parte del conducente che avrebbe determinato l'urto frontale risultato mortale per la ragazza, oppure un guasto al camion che non sarebbe stato più gestibile. Fonte della notizia: ilmattino.it VIOLENZA STRADALE Piccolo tamponamento scatena la rissa Botte da orbi fra quattro energumeni IMOLA UN BANALE tamponamento finito in corrida. Un acceso parapiglia con urla, insulti ai carabinieri e cinque denunce (per rissa e oltraggio a pubblico ufficiale) nei confronti di quattro uomini: tre pugliesi e un sardo. È quanto andato in scena venerdì pomeriggio a Sesto Imolese. Tutto inizia alle 18:30 con un piccolo incidente senza alcuna conseguenza tra un uomo e una donna. La situazione però precipita più tardi quando, durante la compilazione della constatazione amichevole, arriva una terza persona. È UN AMICO della donna, al quale questa chiede una mano per verificare se l impatto abbia procurato particolari danni. La new entry non piace però all altro automobilista che (forse per vecchi rancori, ipotizzano i carabinieri) lo aggredisce al volto facendolo scappare via assieme all amica. Subito partono le telefonate dei residenti della zona al 112 e in breve tempo una pattuglia dell Arma raggiunge il luogo indicato. AL MOMENTO dell arrivo dei militari, però, gli spiriti bollenti dell aggressore non si sono affatto calmati, anzi la sua furia sta per esplodere proprio quando vede spuntare la gazzella. A quel punto arrivano in suo aiuto il figlio e il fratello («tutti con lo stesso animo rissaiolo», fanno sapere i carabinieri). Partono urla in dialetto foggiano (i tre sono tutti di Cerignola), insulti e gestacci piovono improvvisamente addosso ai due carabinieri che pensavano di dover placare una normale lite tra automobilisti. Ad aggiungere caos al caos, ecco però un nuovo protagonista. È un sardo, che aveva ricevuto una telefonata di aiuto da parte del meccanico (quello andato sul posto a controllare i danni alla vettura della donna coinvolta nell incidente

19 che ha dato origine al tutto), suo vecchio amico.e i tre, nonostante la presenza dei carabinieri, aggrediscono pure l ultimo arrivato e scoppia la rissa. I militari, dovendo fermare quattro uomini robusti, si vedono così costretti a chiedere i rinforzi alla centrale operativa. Fortunatamente però la situazione torna alla normalità e per tutti scatta la denuncia per rissa. Nei confronti dell uomo che aveva acceso la lite, il conducente dell auto incidentata, c è anche quella di oltraggio a pubblico ufficiale. Nessuno, forse per orgoglio, alla fine ha però chiesto l intervento dei sanitari. Tutto bene invece per la donna e l amico meccanico (sani, salvi e senza denunce a carico) che, annusata l aria, erano immediatamente scappati. I due hanno trovato rifugio in un appartamento, a poche decine di metri da dove aveva avuto luogo il tamponamento. Fonte della notizia: ilrestodelcarlino.it Agguato a Pozzuoli, 43enne colpito in via Napoli. Soccorso da automobilista POZZUOLI Un pregiudicato di 43 anni, Crescenzo Di Lauro, ritenuto affiliato al clan camorristico "Longobardi-Beneduce", attivo nell' area felgrea, è stato ferito ieri notte con un colpo d'arma da fuoco. L'uomo, che è stato ferito al polpaccio sinistro si è presentato al Pronto Soccorso dell' ospedale Santa Maria delle Graziea, dove i medici gli hanno riscontrato una ferita d'arma da fuoco all'altezza del polpaccio con foro di entrata e uscita. È stato giudicato guaribile in venti 20 giorni e dimesso. Il pregiudicato ha riferito alla Polizia che, mentre si tratteneva in via Napoli è stato avvicinato da uno sconosciuto che, armato di pistola ha tentato di rapinarlo ed ha esploso un colpo di pistola, dandosi poi alla fuga. Di Lauro è stato soccorso da un automobilista di passaggio che si è offerto di accompagnarlo all'ospedale. I carabinieri della stazione di Pozzuoli hanno sequestrato un bossolo ed una cartuccia calibro 7.65 sul luogo del ferimento. Fonte della notizia: ilmattino.it CONTROMANO Nuraminis, contromano sulla Carlo Felice Muore giovane straniero, quattro feriti gravi Tragico incidente durante la notte, alle 4, sulla statale 131, in prossimità di Nuraminis, a causa del conducente di una delle due auto coinvolte che percorreva contromano la superstrada e che è morto sul colpo. Il bilancio è di un morto e quattro giovani feriti gravemente La vittima è un cittadino straniero, sulla cui identità (non aveva con sé documenti personali) sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della Compagnia di Sanluri. Feriti i quattro giovani che occupavano l'altra vettura, tre di Guamaggiore e uno di Segariu. Due sono stati ricoverati nell'ospedale Marino e altrettanti al Brotzu. La vittima, apparentemente fra i 30 e 40 anni, era al volante di una vecchia Fiat 500 "Giardinetta" che, incomprensibilmente, stava percorrendo la "131" contromano, sulla direttrice Oristano-Cagliari. Dal capoluogo arrivava invece la Audi A3 con i quattro giovani che avevano trascorso la serata a Cagliari. Lo scontro è stato inevitabile: la Giardinetta si è disintegrata e il conducente è morto sul colpo. Sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Sanluri, i Vigili del fuoco e alcune ambulanze del 118 che hanno portato i feriti negli ospedali, mentre la salma della vittima è stata trasferita nell'obitorio di Nuraminis. Fonte della notizia: unionesarda.it Contromano in centro, botto auto - pullman. Grave un anziano Un 78enne si è scontrato contro un bus della Rama. E' stato portato a Le Scotte di Siena GROSSETO E' ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Le Scotte di Siena un uomo, di cui non si conoscono ancora le generalità, che nel tardo pomeriggio di oggi si è scontrato con la sua Panda contro un pullman della Rama nel centro di Grosseto. Secondo le

20 prime informazioni sembra che l'auto procedesse contromano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il 118. Si tratta di un 78enne di Grosseto. I medici del pronto soccorso grossetano hanno deciso il suo trasferimento a Siena dopo averlo stabilizzato: le sue condizioni vengono definite gravissime. Fonte della notizia: gonews.it INCIDENTI STRADALI Incidenti stradali: ventiduenne muore in motorino a Firenze In via Pistoiese la scorsa notte, forse un malore FIRENZE, 8 LUG - E' morto la scorsa notte, in via Pistoiese a Firenze, un giovane di 22 anni. Il ragazzo era a bordo di un motorino quando, per un malore o forse dopo aver perso il controllo del mezzo, e' andato prima a urtare un'auto in sosta, poi e' finito contro un platano, secondo la prima ricostruzione dei vigili urbani intervenuti sul posto. L'incidente e' avvenuto intorno alle 3,30. Immediato l'intervento dell'ambulanza ma per il giovane non c'era piu' nulla da fare. Incidente stradale nel ragusano, una 21enne è morta, un 22enne ferito RAGUSA, 8 lug. (LaPresse) - Una ragazza di 21 anni è morta in un incidente stradale che si è verificato questa mattina alle 5.30 nel ragusano, sulla provinciale 17, all'altezza di Acate. La giovane si trovava a bordo di una Smart guidata da un ragazzo, un 22enne, che è rimasto ferito. Entrambi sono residenti di Vittoria, in provincia di Ragusa. Nessun altro veicolo, rendono noto dalla polizia stradale, è rimasto coinvolto nell'incidente. Ancora non è stata chiarita la dinamica dei fatti. Fonte della notizia: it.notizie.yahoo.com Torna a casa dopo la giornata in piscina: 32enne perde la vita sulla sua Yamaha Il motociclista veneziano sbalzato di sella dopo lo schianto in una rotatoria di Vigonza contro un'auto, ferito un amico PADOVA Un altro incidente mortale sulle strade del Veneto in questo fine settimana da incubo. A perdere la vita nella notte un 32enne motociclista veneziano residente a Fiesso d'artico, in Riviera del Brenta. Lo schianto è avvenuto a pochi chilometri da casa a Vigonza, ieri sera poco dopo le 20. La vittima è Matteo Contin Cassandro di 32 anni, che rientrava a casa dopo una giornata in piscina con gli amici a Pianiga. Sul sellino posteriore della Yamaha 125 viaggiava un amico che è rimasto ferito, ma pare in modo non grave. Ancora da accertare le cause dell'incidente: la moto del 32enne, che lavorava col fratello nel settore calzaturiero, si è scontrata con un'auto all'altezza di Vigonza in una rotatoria. I rilievi sono affidati alla Polstrada di Padova. Contin è stato soccorso ancora in vita e subito trasportato dal Suem all'ospedale di Padova, ma per le gravi ferite riportate non è stato possibile salvarlo ed ha cessato di vivere nella notte. Fonte della notizia: ilgazzettino.it Drammatico schianto sulla San Vitale tra un'auto e un camper Sciagura stradale domenica mattina sulla San Vitale. "Romagna Soccorso" informa di un incidente che ha visto coinvolti un'automobile ed un camper a Godo Sciagura stradale domenica mattina sulla San Vitale. "Romagna Soccorso" informa di un incidente che ha visto coinvolti un'automobile ed un camper a Godo. Il bilancio è di un morto ed un ferito. Il sinistro si è verificato intorno alle Sul posto il personale del "118" ha operato con due ambulanze e l'auto col medico a bordo, coadiuvati dai Vigili del Fuoco per estrarre i feriti dalle lamiere dei veicoli accartocciati. Il ferito, dopo esser stato

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