Editoriale LA STORIA INFINITA. Sommario

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1 Periodico d informazione del volontariato e dei centri Auser della provincia di Savona. Numero verde Filo d Argento Poste Italiane - Spedizione in abbonamento postale D.L. 352/2003 (conv. L nr. 46) Art. 1, comma 2, DCB/Savona nr. 4/ 2014

2 Editoriale LA STORIA INFINITA Ci risiamo! Speravamo di finire l anno senza guai seri e invece, inesorabilmente, un altra catastrofe ha colpito Genova e la Liguria. Sono andato a rileggere quello che avevo scritto sul nostro numero di novembre di tre anni fa e senza stupirmi ho notato che, riga per riga, nulla è cambiato dall ennesima tragedia che si è consumata pochi giorni fa a Genova. Sono bastate due giornate di precipitazioni, seppure straordinarie, e una città è finita in ginocchio con la perdita di vite umane, milioni di danni, la stessa incuria nella pulizia dei corsi d acqua e dei tombini, gli stessi odiosi rimpalli sulle responsabilità degli allarmi e delle misure di prevenzione non attuate. Ma questa volta è diverso perché c è un aggravante: i soldi per affrontare i lavori di risanamento e messa in sicurezza erano in cassa, subito a disposizione, ma non sono stati spesi perché bloccati dalla nostra aberrante, farraginosa, lenta e contorta burocrazia italiana che a sua volta ha bloccato i lavori che avrebbero impedito il ripetersi dell ennesima tragedia. Ancora una volta si andranno a ricercare le responsabilità, a chi imputare la maternità di quanto è accaduto per l ennesima esondazione (parola ormai rituale nel nostro tormentato Bel Paese) del Bisagno e del Fereggiano. Ma, come sempre, prevarrà lo scaricabarile tra Regione, Comune, uffici tecnici, tribunale amministrativo. Il responsabile, a parte il maltempo, non sarà mai trovato, nessuno avrà il coraggio e la dignità di assumersi la responsabilità dei mancati interventi di messa in sicurezza, del mancato allarme degli uffici meteo (l Arpal per chiarire) sul disastro incombente, delle assenze delle istituzioni con la gente e tra le gente. E i poveri alluvionati oltre al danno si troveranno ancora una volta beffati. Adesso, voi signori che avete in mano le leve degli enti preposti alla salvaguardia del territorio, non venite a lamentarvi se i cittadini si arrabbiano ferocemente e se la prendono con voi, mentre trovano al loro fianco, ancora una volta, i preziosi, instancabili, indispensabili volontari a spalare nel fango con le pentole perché a loro non è stato fornito neanche l umile attrezzo di una pala. Penso che la gente di Genova (e non solo) abbia tutte le ragioni per essere indignata, arrabbiata, inferocita, profondamente delusa, scontenta e sempre più lontana da politici e politicanti. Ma a questo punto non si può solo inveire e dire basta, bisogna fare capire alle istituzioni (parola che appare sempre più vuota, purtroppo), a partire dal governo nazionale, che i cittadini-contribuenti vogliono essere tutelati anche dalle calamità naturali e che non sono più disponibili ad accettare la prossima alluvione come se fosse un male ineluttabile a cui non ci si può opporre, come una decisione del fato. No, va detto forte e chiaro. Non si può più aspettare, anche se sarà difficile affrontare seriamente il problema della salvaguardia del territorio. Bisogna che gli enti preposti si diano una mossa. Sappiamo quali disastri ha prodotto negli anni l edificazione selvaggia e quanto è TOMASO MINUTO grave il dissesto idrogeologico della nostra Liguria, ma questa non può essere una scusante, né l ennesimo, stucchevole alibi, perché nei nostri paesi e nelle nostre città dobbiamo e vogliamo continuare a viverci con sicurezza e tranquillità. E davvero venuto il momento, l ennesimo, di una seria assunzione di responsabilità. La smettano con le loro schermaglie pre-elettorali, con gli alibi delle pastoie burocratiche e diano subito vita a provvedimenti concreti per affrontare le emergenze. Credo che ormai la pazienza della gente stia per oltrepassare il livello di guardia. Il Palazzo della politica passi dalle parole (inutili) ai fatti (concreti), a cominciare da una seria legge del territorio che preveda non solo interventi e strumenti atti a salvaguardare la vita e i beni dei cittadini, ma preveda anche sanzioni severe contro gli amministratori inadempienti. Come tre anni fa, il mondo del volontariato è sceso in campo, ancora una volta, schierandosi a fianco della gente di Genova. E ci auguriamo, anche se fino ad oggi siamo stati sistematicamente delusi, che altre tragedie come queste non debbano più ripetersi. Che si ponga fine a questa storia infinita di lutti e di dolore, di ignavia e incapacità, di colpevole distruzione del territorio. Ma ora, oltre al disprezzo e al crescente distacco dai responsabili del fango che ha ferito ma non piegato Genova e i genovesi, oltre le proteste e le polemiche, occorre che tutti i cittadini non si perdano d animo e continuino a fare sentire la loro voce alle istituzioni. Una voce sempre più forte se si vuole ottenere il diritto a poter vivere con sicurezza nelle nostre case senza la paura della catastrofe annunciata ma non prevista da chi avrebbe dovuto vigilare, avvertire, intervenire. E che ora dovrebbe vergognarsi Sommario 2 Editoriale - Minuto Pag. 2 Parliamo di noi - Scarrone Pag. 3 Intervista a Fulvia Veirana - Piccardo Pag. 4 L intervento dell on. Anna Giacobbe Pag. 5 Festa volontariato Savonese Pag. 6 L intervista ass. Sorgini - Piccardo Pag. 7 Diventa amico di AuserSavonaNotizie Pag. 8 Filo d argento - Sozzi Pag. 8 Pensioni e Pensionati Spi-Cgil - Stella Pag. 9 Auser turismo - Moretti Pag. 10 Passeggiando per Albissola - Rebagliati Pag. 11 Coop Liguria - redazione Pag. 12 Sms il nuovo volto - Artico Pag L opinione -Tissone Pag. 14 Savona e cinema - Tagliavini Pag Gli oscar del critico - Bruzzone Pag. 17 Polvere di stelle Pag. 18 Savona Calabria Pag Festa di Natale Auser - Ombra Pag. 21 Unipool - redazione Pag. 22 La riflessione - Piccardo Pag. 23

3 Parliamo di noi A FIANCO DEGLI ANZIANI CON L IMPEGNO DI SEMPRE Anche quest anno l Auser provinciale è stato presente, in numerosi comuni del savonese, sia con attività di socializzazione sia con interventi di aiuto alle persone anziane. Le attività sono possibili grazie alla presenza e all impegno di oltre 300 volontari, impegnati nelle più svariate azioni. Ai volontari, motore e risorsa, della nostra associazione va il nostro ringraziamento e l apprezzamento per l impegno profuso anche in una situazione difficile, a causa del perdurare di una crisi che, se possibile, si è aggravata e ha colpito tutti, fino alla difficoltà, da parte di Auser, a mantenere il piccolo rimborso spese ai volontari. È evidente come la nostra associazione risenta della crisi e di situazioni impreviste che hanno determinato un calo generalizzato delle risorse a disposizione. Da quest anno il Progetto anziani della Fondazione Carige si è interrotto e quindi sono venuti a mancare i finanziamenti per attività importanti, a cominciare dall accompagnamento protetto di persone con deficit motorio. Per questi interventi sono rimaste solo le risorse provenienti dalla Regione, ma il totale (senza Carige) risulta comunque dimezzato rispetto all anno precedente a fronte di un aumento dei costi della benzina, dell assicurazione e degli eventuali pedaggi, dei telefoni e delle spese organizzative. Si sono determinate difficoltà anche a concludere attività di tipo culturale come, ad esempio, la premiazione dei concorsi a suo tempo banditi nell ambito del progetto invecchiamento attivo, la riduzione dei numeri annui del giornale, la diminuzione di feste e merende. Le convenzioni con i Comuni non sono state adeguate (restando invariate le cifre) ai costi reali sostenuti anche perché gli enti locali risentono anche loro sempre più della crisi e dei tagli effettuati da parte del Governo centrale. Insomma si potrebbe dire che il 2014 sia un anno da dimenticare se non fosse che con tenacia, stringendo i denti, abbiamo proseguito le attività. Ma la situazione economico-finanziaria impone, seppur a malincuore, ulteriori ridimensionamenti. A luglio si è decisa la chiusura di un primo ambulatorio (via Turati) scegliendo, tra i 4 ambulatori infermieristici presenti a Savona, quello che aveva minore frequenza (643 interventi in capo a 5 sole persone). Purtroppo a fine anno, se non innerveranno novità, saremo costretti a chiudere anche gli altri tre. Nel frattempo, sapendo che si tratta spesso di importanti punti di riferimento sul territorio, a favore soprattutto degli anziani fragili, auspichiamo che altre associazioni, come ad esempio le Società di mutuo soccorso, possano farsi carico di questo servizio oppure che le istituzioni pubbliche, pur richiedendo tutte le garanzie di funzionalità e regolarità possibili, possano decidere di intervenire anche economicamente per preservare questo servizio. E con dispiacere che chiudiamo gli ambulatori, uno dei servizi di cui ci siamo fatti carico, senza il contributo di nessuno, da oltre dieci anni, sostenendo le spese per lo smaltimento dei rifiuti speciali, per il materiale sanitario, per il rimborso agli infermieri volontari e le spese relative ai locali. Ma siamo ottimisti e, anche se, per il momento non siamo più in grado di garantirli, rimaniamo a disposizione per collaborare con chi vorrà, o potrà, farsene carico. Riponiamo speranze anche nell approvazione della legge di riordino del terzo settore e nel ruolo che il volontariato organizzato potrà assumere. A Savona e provincia rimangono comunque inalterate le attività dei Centri sociali, il volontariato civico, il Filo d argento, il progetto Tandem, il Piedibus, le attività motorie, le iniziative culturali, il turismo e anche il nostro (vostro) giornale. Per proseguire la nostra attività e per garantire sempre maggiore visibilità e vivibilità alle persone anziane fragili ci rivolgiamo, proprio in questo periodo natalizio, a tutti i savonesi affinché donino alla nostra associazione un po di risorse e/o un po del loro tempo. Le risorse possono essere devolute ad Auser in tanti modi: con il bollettino postale che troverete nel giornale, con la sottoscrizione del 5x mille e con la campagna di raccolta fondi attraverso la Pasta Auser per la legalità. Siamo consapevoli degli effetti di una crisi senza fine che sta sempre più erodendo le risorse delle famiglie e dei nostri concittadini, ma non ci resta che fare appello alla sensibilità e alla solidarietà di tutti per non trovarci costretti a ridurre ulteriormente l aiuto diretto e il sostegno dei nostri volontari ai loro coetanei più fragili. Lo facciamo per non essere costretti ad interrompere le attività che rendono meno tristi i nostri oltre mille associati, per renderli sempre più partecipi ai processi sociali della nostra città garantendo così un processo di invecchiamento attivo. Ringrazio ancora una volta i volontari dell Auser che certamente proseguiranno con noi questo cammino all interno del pianeta anziani, cammino non sempre facile ma ricco di soddisfazioni. Auguro a tutti voi Buone feste in serenità e nell affetto delle vostre famiglie. Rivolgo alla famiglia dell Auser uno speciale augurio per un 2015 affinché sia più sereno, più ricco, meno denso di problemi. E a tutti auguro di cuore, come si diceva una volta, di poter mantenere il bene più prezioso: la salute. Buone feste. Ileana Scarrone Presidente Auser Provinciale Savona 3

4 Autunno caldo e malessere sociale L intervento di Fulvia Veirana, segretario Cgil, in preparazione dello grande fermata del 5 dicembre ECCO IL PERCHE DELLO SCIOPERO GENERALE Il sindacato scende in campo contro jobs act e legge di stabilità, chiede di incentivare lo sviluppo, rivedere la legge Fornero e consentire un ingresso progressivo dei giovani nei posti di lavoro E indubbio, l autunno si sta scaldando, lo afferma il ministro dell Interno Alfano alla riunione con i sindacati per mantenere la sicurezza nelle piazze, durante le molte proteste che si stanno organizzando nel Paese. La condizione economica e sociale, infatti, sta peggiorando progressivamente e non ci sono all orizzonte ricette convincenti per fare intravvedere un reale cambio di rotta. La manifestazione del 25 ottobre ha dato il via ad una lunga battaglia contro le misure sul lavoro contenute nello jobs act e nella legge di stabilità. Perché? Perché la Cgil sta reagendo in modo così compatto a queste misure? Le donne e gli uomini che guardano a questo nostro sindacato sono forse vecchi e conservatori? Il Governo ha chiesto una delega molto ampia sui temi del lavoro, dicendo che solo eliminando vecchie tutele, si combatte la precarietà dei giovani. In realtà, la precarietà dei giovani si potrebbe combattere solo per due vie: incentivando lo sviluppo per creare posti di lavoro e rivedendo la legge Fornero sulle pensioni, consentendo un ingresso progressivo nei posti di lavoro che ci sono. Nello jobs act, invece, la direzione è quella di eliminare le tutele contro i licenziamenti ingiusti ed immotivati, introdurre la possibilità di spiare i lavoratori con i controlli a distanza e di limitare pesantemente la copertura offerta dagli ammortizzatori sociali. Contemporaneamente non viene eliminata nessuna forma di lavoro precaria, anzi, alle 46 esistenti (co.co.pro., co.co.co., partite iva, lavori a chiamata e voucher, ad esempio) si propone di aggiungerne un altra. Indubbiamente il nostro Paese va cambiato profondamente, ci vuole innovazione anche nel metodo, tutto è più rapido, oggi. Non si può, però, pensare di radere al suolo i diritti per farlo. I pensionati stanno promuovendo manifestazioni con Cisl e Uil sulle loro condizioni di impoverimento progressivo, i lavoratori pubblici rivendicano la riorganizzazione della macchina pubblica ed il rinnovo dei loro contratti, fermi dal FULVIA VEIRANA* 4 La mobilitazione nazionale, quindi, continua per chiedere al Governo un reale cambio di rotta sui temi che riguardano le condizioni dei lavoratori, delle persone disoccupate, dei giovani e dei pensionati. Anche a Savona il 5 dicembre saremo in piazza, nella giornata dello sciopero generale, per continuare a sostenere le nostre proposte. Vi aspettiamo, sfidiamo il Governo a parlare davvero di lavoro. *Fulvia Veirana è segretario generale Cgil Savona La lunga spirale della crisi dell industria savonese Nel 1961 i lavoratori dell'industria erano contro i dei servizi; nel '71 si era in sostanziale parità: ; nel 1981 il terziario era salito a quota contro i dell'industria; nel '91; ulteriore flessione nel decennio successivo: occupati nei servizi, nell'industria con una perdita secca di oltre 5mila posti nel settore manifatturiero. E' utile ricordare, per avere un quadro del depauperamento del tessuto industriale savonese, che nel 1961 l'industria meccanica contava 8902 occupati; quella metallurgica 3156 per scendere a 140 (140) nel '96; quella petrolchimica 7338 per scendere sotto quota 2000 nel '96. Aggiungiamo che tra il 1951 e il 2001 gli addetti del settore metallurgico sono passati da 7816 a 1751; quelli del tessile da 1270 a 20; in crescita, nello stesso arco di tempo, solo gli addetti al comparto alimentare da 1127 a 2019, e dell'editoria l'editoria da 132 a 351. Tutto questo a testimonianza di segnali di un lento ma progressivo arretramento, nell'arco di oltre 50 anni, del tessuto industriale in quasi totale assenza di una ricerca di soluzioni alternative.

5 L intervento/anna Giacobbe ECCO I PUNTI DI FORZA PER RILANCIARE L OCCUPAZIONE Polo universitario, Porto, Piaggio e un turismo moderno sono i capisaldi su cui puntare per uscire dalla crisi. Ma servono meno burocrazia, investimenti, anche a livello europeo, e crescita della domanda interna La provincia di Savona è in una situazione particolarmente difficile: attività in crisi, tassi di disoccupazione generale e giovanile preoccupanti, un allargamento dell era della povertà. Fanno fatica ad emergere le potenzialità, che pure ci sono, e a delinearsi un progetto per un nuovo sviluppo economico e sociale. Un fortunato e significativo hashtag, #senzalavorononcèfuturo, caratterizza la battaglia dei sindacati per indicare la centralità dell occupazione e del valore del lavoro nella costruzione dell avvenire del nostro territorio. Oggi dobbiamo dirci anche che #senzafuturononcèlavoro: un futuro nel quale attività produttive ed energia hanno ancora un proprio posto, così come turismo ed edilizia, tradizionali ambiti delle attività economiche della provincia; nessuno di questi, però, può rimanere uguale a se stesso. E il tasso di innovazione la chiave di volta, la capacità di recuperare e valorizzare le risorse presenti nel territorio, quelle naturali e quelle umane, professionali, culturali. Con una premessa: anche Savona non può immaginare uno sviluppo solido se non si avviano processi generali di ripresa dell economia: servono investimenti significativi, finanziati anche a livello europeo, e crescita della domanda interna. La riduzione delle tasse, intanto sul lavoro dipendente, con gli 80 euro, riduzione resa permanente dalla legge di Stabilità che stiamo per approvare, aiuta sostenere i consumi; il pagamento dei debiti che la pubblica amministrazione aveva accumulato nei confronti delle imprese, consente alle imprese stesse di non morire e di investire nuovamente, per fare un paio di esempi. Ci sono strumenti che lo Stato e l Unione Europea possono mettere a disposizione delle comunità locali per sostenere progetti di sviluppo; le comunità locali hanno però la responsabilità di dire dove vogliamo andare : questo tocca a noi. L idea di costruire nell area Savonese-Valle Bormida un accordo di programma tra istituzioni e organizzazioni del lavoro e dell impresa va in quella direzione e dobbiamo pretendere che i ministeri rispondano alla sollecitazioni che dalla provincia li Savona è stata loro indirizzata. Quali siano i punti di forza è chiaro: il polo universitario e le attività di ricerca che già si sono sviluppate in quell ambito; le potenzialità del porto, che deve mantenere a Savona la sede in cui si decide della relazione e dell utilità delle attività portuali per la comunità in cui quell infrastruttura è inserita; le attività industriali che vanno difese e innovate: il nuovo stabilimento della Piaggio a Villanova è il frutto di scelte coraggiose, della capacità dei lavoratori, e della politica, perché non ricordare anche questo, di guardare avanti. C è un futuro anche per la produzione di energia. La centrale di Vado-Quiliano deve potere funzionare e dare lavoro; accadrà se sapremo prenderci cura di quali siano davvero le condizioni di salute di noi che abitiamo ANNA GIACOBBE* 5 lì, di come portare al più basso livello possibile l impatto ambientale: si può, ci sono le tecnologie, dobbiamo pretendere che si facciano gli investimenti e che ci siano controlli rigorosi. Dobbiamo e possiamo puntare anche su un turismo moderno, che si fonda su un principio, riassumibile con una frase, molto citata, di Carlin Petrini: il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti verranno di conseguenza. Un progetto bandiera come quello di Palazzo Santa Chiara a Savona, o un progetto di turismo balneare sostenibile, per fare solo degli esempi, anche molto diversi tra di loro, sono in grado di migliorare la qualità del vivere per noi che abitiamo qui e attirare turisti. C è un ambito di lavoro, di cui si parla poco, che è investito anch esso da criticità, incertezze e problemi di adeguatezza del reddito, il lavoro pubblico. Da molti anni ed ancora almeno per il prossimo, senza contratto, con situazioni di precarietà e scadenze a breve del loro rapporto di lavoro a termine: molti di loro fanno i conti con le modifiche nell assetto della pubblica amministrazione senza una sufficiente chiarezza sugli approdi di questi processi: si dice che ci dovranno essere molte mobilità, ma se dipendenti della Provincia, che riduce fortemente le sue competenze, cercano di essere trasferiti in Tribunale, dove ci sono carenze di organico, non ci riescono. Quello che quei lavoratori e tutti noi dovremmo rivendicare è che i processi di riorganizzazione dello stato devono andare avanti più velocemente, con vere rotture rispetto dell esistente. La Provincia non potrà andare avanti con il taglio che è stato previsto nel disegno di legge di Stabilità; nell immediato serve magari che quel taglio sia meno drastico: ma dobbiamo chiedere, non che la provincia continui ad avere più risorse, ma che le competenze siano affidate a chi le deve avere: le province di una volta non ci sono più! Non possiamo fare sempre i gattopardi. Il lavoro va salvaguardato, ma cambiato anch esso, reso efficace, riqualificato; utilizzato dove serve e non dove fa comodo ad un blocco burocratico duro a morire. *Anna Giacobbe è deputato Pd

6 Sesta Festa del volontariato Lo stand dell Auser alla festa del volontariato 2014 La copertina del libro Venerdì 19 settembre e sabato 20, per il sesto anno, si è svolta, presso la SMS Fratellanza Leginese, la Festa del Volontariato Savonese alla quale hanno partecipato ben 40 associazioni. L evento è stato organizzato da Alessio Artico (da anni anima della festa) e dal Cesavo; le giornate hanno avuto come media partner il Secolo XIX e Radio 19 nonché la collaborazione degli assessorati Decentramento, Politiche sociali e Politiche giovanili. Scopo della festa, incontrare la cittadinanza e far conoscere la realtà del volontariato ma anche far si che i volontari delle varie associazioni si conoscano e facciano rete tra loro. Quest anno le due giornate sono state coinvolgenti soprattutto per i bambini ai quali erano dedicate numerose attività. La scuola, le associazioni, molte realtà sportive hanno cercato, con la loro presenza, di coinvolgere e stimolare i ragazzi verso le tematiche del volontariato attraverso il gioco e l esperienza diretta come bene ha testimoniato la presenza dei pompieri. Grande successo infatti per la loro postazione; i vigili del fuoco hanno fatto provare ai bambini scale, assi di equilibrio e le più svariate attrezzature di soccorso: un gioco serio per avvicinarli ad un servizio indispensabile che ha un riscontro positivo nell immaginario di grandi e piccini. Non sono mancati gli spettacoli. Si sono avvicendati sul palcoscenico il Mago Gentile e i suoi colleghi, il dj Timmy con la musica, il ballo di gruppo. Ma ci sono stati anche momenti di gioco all aperto con l associazione Scuolabuffo, e ancora tornei di dama e pallavolo. Ma non è tutto. Durante la due giorni sono stati organizzati: visita agli scavi archeologici dell insediamento romano grazie alla collaborazione della Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, passeggiata tra le creuse, cene presso la società e, per i più golosi, gare di torte (con ampie fette in degustazione) e bomboloni farciti. Le giornate non sono state di autocelebrazione ma occasione di gioco e di festa, opportunità per incontri e dibattiti, per approfondimenti e riflessioni con la partecipazione degli assessori Sorgini e Luca Martino, del vicesindaco Livio Di Tullio e dell assessore regionale Rambaudi. Negli incontri si è sottolineata la necessità di dare visibilità al volontariato con la proposta di spostare la festa in centro scegliendo una collocazione accessibile ad un pubblico più vasto. Per questo sarà necessario un maggiore coinvolgimento dell amministrazione comunale nonché la necessità di convocare il comitato promotore già in autunno. Gli assessori hanno assicurato la loro disponibilità, riconoscendo i volontari come presenza preziosa nel tessuto sociale della città. Si è sottolineato che l allestimento degli stand non deve essere mera occasione di reperimento fondi ma un momento di aggregazione intorno alle idee forti della solidarietà e della cittadinanza attiva, della partecipazione e del rispetto, dell equità sociale e delle opportunità per tutti di vivere bene, anzi sempre meglio, nella nostra città. 6 Venerdì 19 settembre Auser, in collaborazione con il Centro di documentazione Libro Mondo, ha organizzato alla Libreria Feltrinelli la presentazione del libro di Gianluca Solera Riscatto mediterraneo voci e luoghi di dignità e resistenza. L incontro con l autore, condotto dalla giornalista Silvia Campese, ha consentito un approfondimento delle tematiche affrontate nel libro e che hanno riportato al centro di grandi cambiamenti il mare Mediterraneo; frontiera tra occidente e medio oriente ma anche elemento di cultura comune di popoli che da secoli abitano il suo bacino. Solera ha illustrato la genesi del libro e ha condiviso con il pubblico l esperienza umana e di scrittore, il percorso durato tre anni che lo ha portato a vivere in moltissimi paesi del mediterraneo da Istambul al Cairo da Madrid a Tirana, da Alessandria a Tripoli e Lampedusa passando anche dalla Val Susa in un cammino di ricerca dei punti comuni tra popoli che stanno lottando per ottenere libertà, giustizia sociale e dignità. Il libro è in vendita presso la libreria Feltrinelli di via Astengo. Chi è Gianluca Solera, attivista e scrittore, è nato nel 1966 a Mantova dove nell 80 è stato co-fondatore della prima lista verde civica. Per dieci anni consigliere europeo per i verdi e coordinatore dei verdi spagnoli a Bruxelles. Con la Fondazione Anna Lindh ha costruito una rete di associazioni in 40 paesi che lavorano per il dialogo e la cooperazione umana. Consigliamo oltre al libro il suo blog: gianlucasolera.it che è una finestra sul Mediterraneo.

7 L intervista L assessore Sorgini fa il punto su ruolo e obiettivi del nuovo albo del volontariato civico COINVOLGERE SEMPRE PIÙ I SAVONESI NELLA VITA DELLA CITTÀ Ecco come donare il proprio tempo e le proprie competenze per dare valore ai beni comuni Assessore Sorgini, com é nato e a che punto è il progetto per l istituzione dell albo dei volontari, siano essi associati o singoli cittadini? L idea di questo progetto è nata tre anni fa durante gli incontri avuti con la cittadinanza, allora organizzati dall assessore Lugaro e ai quali entrambi abbiamo partecipato. In quella occasione abbiamo registrato una propensione al volontariato anche da parte di singoli cittadini che, pur senza il vincolo dell iscrizione ad una specifica associazione, hanno espresso la loro volontà di dedicare un po di tempo alla città e alla collettività savonese. Da allora il progetto è andato riempiendosi di contenuti e ha preso forma sino alla delibera ed al regolamento che saranno approvati, almeno penso, entro la fine di quest anno. Come cambierà il panorama del volontariato a Savona? Tutti i cittadini maggiorenni che intendono offrire gratuitamente il loro tempo e quindi diventare volontari dovranno iscriversi all albo dichiarando la loro disponibilità e le loro competenze nonché i settori nei quali intendono prestare la loro opera. Per il momento l amministrazione comunale ha evidenziato quattro settori: cultura, servizi sociali, scuola e ambiente. Quali le nuove regole e quali servizi saranno affidati al volontariato? Naturalmente questi nuovi volontari potranno integrarsi con i volontari delle associazioni. Il volontariato organizzato, come ad esempio l Auser, fornisce preziose e a volte indispensabili garanzie di continuità e di esperienza. Istituire l albo del volontariato rivolto ai singoli cittadini non modificherà nessuno dei rapporti dell amministrazione con le associazioni di volontariato e con le quali ha stipulato convenzioni. Con quali fondi si pensa di incentivare questa forma di partecipazione dei cittadini alla vita della città? I singoli cittadini svolgeranno gratuitamente la propria attività. Il Comune provvederà soltanto a stipulare, a loro favore, una assicurazione e a fornire i materiali utili a sviluppare l attività concordata. Ora sarà interessante valutare eventuali progetti che i cittadini vorranno proporci. Per questi, qualora l amministrazione li giudichi meritevoli e di interesse collettivo si potranno eventualmente trovare forme di attuazione con una azione sinergica tra l Ente e i proponenti. Ci sarà differenza tra i nuovi volontari e coloro che già da tempo lo praticano sia nei musei sia in biblioteca, sia nel turismo che a sostegno delle persone? Come detto noi continueremo ad appoggiarci al volontariato organizzato per le attività che richiedono continuità, ma nulla vieta che anche i singoli cittadini possano collaborare in specifiche azioni a favore della comunità, come ad esempio sta succedendo con Auser per il piedi bus. Questo nuovo tipo di volontariato dovrebbe far emergere ulteriori potenzialità dei nostri concittadini siano essi giovani o anziani; dovrebbe DOMINICA PICCARDO 7 Gli assessori Isabella Sorgini e Sergio Lugaro essere uno strumento in più per valorizzare la partecipazione dei cittadini, per salvaguardare i beni comuni, per sentirli come un valore da proteggere e da tutelare affinché tutta la collettività ne possa fruire liberamente. Fare volontariato inoltre fa bene anche a chi lo pratica: fa sentire le persone più vicine alla realtà sociale della città e può creare nuove reti di conoscenza e di solidarietà. Si parla anche di formazione specifica per i volontari: quali gli interventi dell amministrazione comunale? Abbiamo in mente di organizzare una serie di incontri; in una prima fase dovremo vederci tutti insieme per spiegare bene il ruolo e la responsabilità del volontario civico, il regolamento e le modalità con le quali sviluppare le attività, successivamente ogni gruppo di volontari avrà una formazione specifica in relazione al settore di attività scelto. L assessore Lugaro e io siamo entusiasti di questo progetto, per noi è un po un laboratorio attraverso il quale coinvolgere i nostri concittadini, sviluppare le loro potenzialità e metterle al servizio di una città che tutti insieme possiamo rendere più accogliente e vivibile. È TORNATO IL PIEDIBUS LUCIANO GIRARDI * Quattro anni di esperienza positiva per i volontari Auser che anche quest autunno accompagneranno i bambini a scuola. Il bruco del piedibus si snoderà nelle vie cittadine con quattro linee alle quali si è aggiunta la nuova tratta stazione Mongrifone Santuario effettuata con mezzi pubblici. Andare a piedi, socializzare e condividere con i nonni adottivi dell Auser il percorso tra casa e scuola è un bel modo per affrontare l inizio di una giornata sia per i piccoli che per i senior. Il piedibus è attivo, sempre con i volontari Auser, anche nei comuni di Albissola Superiore, Albisola Marina e Pietra Ligure. (*Responsabile Pidibus)

8 LA SOTTOSCRIZIONE DIVENTA AMICO DI AUSER SAVONANOTIZIE FILO D ARGENTO ANZIANI PER GLI ANZIANI UNO SLOGAN ANCORA DI MODA LA REDAZIONE Questo mese troverete nel nostro giornale un bollettino postale intestato ad Auser. Abbiamo inserito il modulo per facilitare chi volesse devolvere anche una piccola cifra a favore della nostra associazione di volontariato. Questo passo, insieme alle campagne di raccolta fondi nazionali alle quali aderiamo con la distribuzione della pasta Libera Terra di don Ciotti e all annuale invito a sottoscrivere il 5xmille a favore di Auser, ci consente di portare avanti con rinnovato impegno le nostre attività istituzionali a sostegno dell invecchiamento attivo e a favore degli anziani soli. Raccogliere fondi si rende viepiù necessario in questo momento di maggiore difficoltà economica che non risparmia, purtroppo, nemmeno la nostra associazione. Le spese di mantenimento della struttura, di intervento a favore degli anziani soli, gli accompagnamenti e i trasporti sociali, le richieste di aiuto a domicilio sono aumentate anche in ragione del sempre crescente invecchiamento dei nostri concittadini e per le condizioni economiche sempre più precarie anche tra i ceti un tempo non propriamente disagiati. In un passato, anche recente, vi sono state maggiori entrate e contributi (convenzioni con enti pubblici, progetto anziani della Fondazione Carige, progetti e bandi a cui abbiamo partecipato e che abbiamo vinto), ma oggi le cose sono cambiate e stanno cambiando, purtroppo in peggio, lasciando scoperti alcuni settori della nostra vita associativa. Tra questi anche il nostro (vostro) giornale. Quest anno, per contenere i costi, siamo scesi da sei numeri a quattro ma non basta. Proprio per non vederci costretti a rinunciare alla nostra (vostra) voce attraverso la carta stampata, vi chiediamo un sostegno. Il giornale in forma cartacea ci pare ancora uno strumento utile per raggiungere le persone che non hanno dimestichezza con gli strumenti informatici e tra i nostri soci, spesso ultra ottantenni, sono ancora molti. Ci rendiamo conto che non è il momento per chiedere denaro ma confidiamo nella solidarietà concreta dei nostri lettori e concittadini. Il volontariato organizzato, di cui Auser fa parte, garantisce continuità e presenza sul territorio non soltanto a favore delle persone anziane, ma sviluppa anche attività turistiche, intergenerazionali, ricreative, interculturali, attività fisiche, partecipazione ad eventi culturali e di svago che rendono ancor più vivibile la nostra città. Non vogliamo retrocedere di un solo passo. Insieme possiamo e dobbiamo farlo. 8 ELISABETTA SOZZI (Responsabile Filo d argento) Eccoci a parlare ancora una volta del Filo. Nonostante gli anziani volontari siano indomiti vacanzieri, il servizio di presenza telefonica, di domicilio, e soprattutto di trasporto si è svolto regolarmente durante i mesi estivi. Le richieste da parte degli anziani non sono diminuite durante l estate e ora che si è entrati nell autunno le telefonate, sopratutto di richiesta di trasporto, non solo continuano ma aumentano sempre di più. Quali sono i motivi di questo continuo aumento di richieste di servizi all Auser? E perché soprattutto per i trasporti? Abbiamo provato a fare delle ipotesi. Sono aumentati gli anziani? Sono più ammalati? I figli sono più portati a delegare le esigenze dei genitori? Probabilmente in Liguria gli anziani aumentano e con l avanzare dell età la salute non migliora e le visite per controlli sanitari sono più frequenti. I figli in molti casi tendono a delegare soprattutto per esigenze lavorative ma non solo. La vita si è fatta molto più complicata e le incombenze quotidiane di una famiglia con figli e genitori anziani sono spesso pesanti da gestire. Il carico è sopratutto sulle spalle delle donne che nella maggioranza dei casi si fanno carico di anziani, nipoti, gestione del quotidiano e esigenze della famiglia. C è però, a nostro parere, una latitanza molto grave e sostanziale degli enti preposti a rispondere ai bisogni delle persone anziane. Servizi pubblici, servizi sociali del Comune e alcuni servizi dell Asl, ormai da tempo, quando si trovano in difficoltà nell erogare una prestazione, chiamano i volontari o dicono direttamente alla persona di chiamare l Auser. Pur essendo ben consapevoli delle difficoltà da parte delle istituzioni (problemi di personale ma, soprattutto, economici), ci rendiamo anche conto di quanto queste difficoltà pesino sui nostri concittadini. Da parte nostra, abbiamo sempre cercato e accettato collaborazione con questi enti ma non si potrà continuare così per molto tempo. Anche per noi le difficoltà aumentano e probabilmente non saremo sempre in grado di rispondere a tutte le esigenze che si presenteranno. Cosa fare allora? Credo che se il ruolo del volontariato nella nostra società dovrà essere sempre più presente per integrare i servizi che le istituzioni non riescono più ad erogare in modo soddisfacente, ma si dovrà pensare a come incentivare e regolamentare tutto questo. La buona volontà c è ed è importante. Ma non sarà, da sola, sufficiente per il futuro. C/ Corrente Postale n Intestato a: Associazione Auser - Via Boito 9 r Savona

9 Pensioni e pensionati È abbastanza spiacevole questa ostinazione degli anziani nel non voler morire. Sono così evidenti i vantaggi che ne trarrebbe il debito pubblico, finalmente sgravato da spese pensionistiche e sanitarie, per la soddisfazione della Bce, della Trojka e del governo delle giovani marmotte. Va riconosciuto che le istituzioni, per una volta efficienti e coese, stanno facendo di tutto per agevolare la complessa ma necessaria operazione. Dopo aver spremuto di tasse abitazioni che gli anziani avevano comprato nel corso della vita, ora si accingono a prosciugare l ultima trincea del loro benessere la pensione. A questo scopo i bonificatori non esitano a servirsi di un arnese antico e indistruttibile, il populismo, per bollare come immorale un assegno di tremila euro al mese. Ai puritani del taglio senza FUNERALI DI STATO 9 anestesia sfugge però che è merito di quelle risorse tanto esecrate se in Italia non è ancora scoppiato un conflitto sociale. Il pensionato benestante, nuovo bersaglio dell odio collettivo, è in realtà il banchiere superstite e l ultimo Welfare a cui attingono le generazioni dei disoccupati e dei sottopagati cronici. Per dirla più bruscamente: i nipoti campano grazie ai soldi che i nonni sperano di lasciare ai figli. Adesso una parte di quel denaro dovrebbe trasferirsi dalle tasche dei pensionati a quelle bucate del Tesoro con la formula ipocrita del contributo di solidarietà. Forse servirà a pagare i funerali: di Stato. Massimo Gramellini da La Stampa del 19 agosto ANZIANI: UN PESO O UNA RISORSA? Nell intervento di Granellini, sopra riportato, con il suo stile leggero interviene su uno dei più gravi problemi di questo Paese: l accanimento sugli anziani esercitato dai Governi che si sono succeduti sino ad oggi, attraverso la tassazione sulla casa e sul reddito da pensione, indicando in quelle ricchezze il bersaglio da colpire. Sul tema delle divisioni tra generazioni, in ogni caso, vale la pena di soffermarsi, ragionare e lanciare messaggi chiari. Il tema è quello del conflitto tra generazioni, secondo il quale gli anziani sono privilegiati e tutelati e sottraggono risorse ai giovani che non hanno ne privilegi ne tutele. Questo problema è stato ancor più acuito dalla crisi, alla quale come in ogni momento critico si risponde nel modo più facile: dividere gli interessi e contrapporli anziché tentare di unire per meglio combattere le difficoltà che si presentano. Nel nostro Paese vi sono ormai 7milioni di poveri certificati, il che vuol dire che tra vecchia e nuova povertà siamo ormai oltre i 7 milioni. Quattro milioni sono i senza lavoro, ma fra disoccupati e inoccupati il numero è sicuramente più alto e i giovani sforano il 43% mentre gli ultra 50enni non riescono più a entrare nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda gli Anziani essi rappresentano ad oggi l ultimo ammortizzatore sociale ancora in grado di offrire un aiuto concreto come sottolinea da anni lo Spi e come ribadisce anche Gramellini. Se non siamo affondati del tutto è anche perché questa solidarietà generazionale ha retto. Ma siccome le nostre risorse, degli anziani e delle famiglie, non saranno infinite e il reperimento delle stesse sarà sempre più difficile, bisognerà che non sia una generazione a pagare bensì una classe sociale quella che negli anni della crisi ha continuato ad accumulare ricchezza evadendo ed GIULIA STELLA* eludendo fìsco e solidarietà. Nonostante l impegno dello Spi e dei sindacati confederali, nonostante le migliaia di cartoline che abbiamo spedito a Palazzo Chigi anche questo Governo, che speravamo amico, sembra sordo alla questione degli anziani. La proposta degli 80 euro alle neo mamme ci fa piacere ma non possiamo dimenticare la promessa di Renzi di estendere tale provvedimento anche ai pensionati. Questa dimenticanza è talmente incomprensibile che ci fa essere reattivi anche per questioni che in fondo potrebbero essere minori e che sono state superate. L annunciato spostamento di data del pagamento delle pensioni, ad esempio, ha indotto i segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima a diffondere questa nota: La norma contenuta nella legge di stabilità che ritarda il pagamento della pensione al 10 del mese è un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani. Il governo non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato a come complicargli ulteriormente la vita. E semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo che cosa abbiano fatto di male gli anziani e i pensionati per essere trattati così. Questo è l impegno specifico per gli anziani ma non mancano le battaglie dello Spi per lo sviluppo del Paese l adesione alla manifestazione nazionale del 25 ottobre a Roma. Le richieste dei pensionati e delle pensionate sono queste: lavoro, sviluppo, occupazione, lotta alla povertà, tutela del loro reddito, welfare pubblico e solidale, la legge sulla non autosufficienza, equità e giustizia sociale con pari diritti sia per chi lavora sia per chi è in pensione, lotta agli sprechi e ai privilegi. *Segretario Spi Cgil Savona

10 Auser Turismo BUTTERFLY TRA DILUVI E SCHIARITE OMBRELLINI IN SCENA E OMBRELLI IN SALA MAROCCO SHOW: LE CITTÀ IMPERIALI TRA PALME, ARTIGIANATO E CULTURA Una botta di c ci ha evitato una doccia solenne. Ma non solo. Venerdì 25 luglio in trentaquattro partivamo per Torre del Lago Puccini per l appuntamento con l opera lirica. Quest anno in cartellone c era Butterfly, opera godibile specialmente se il teatro è all aperto e in una splendida cornice come quella toscana. Ma veniamo alla nostra avventura. Siamo partiti in pullman con un sole deciso e un cielo azzurro che ci hanno accompagnato sino a Lucca consentendoci una breve visita della città. Alle ventuno di venerdì, tutti eleganti, ci siamo accomodati nei posti prenotati per lo spettacolo. Ed ecco le prime, grandi, gocce di pioggia e gli ombrellini prontamente usciti dalle borsette. Tra una goccia e una breve schiarita siamo rimasti impavidamente ai nostri posti. Mille pensieri e una certa delusione serpeggiavano: Stanno aspettando così se cominciano, anche solo per un breve preludio, non ci rendono i soldi del biglietto -e altri aggiungevano- ma cosa ci importa del biglietto, abbiamo aspettato tanto per vedere questo spettacolo, senza contare l albergo e il viaggio... che delusione! Invece Giove pluvio ci ha graziato. Alle 22 circa ha smesso di piovere e ci siamo goduti lo spettacolo senza altri intoppi ma, appena terminata la toccante romanza finale altri goccioloni ci hanno fatto allungare il passo verso il pullman che ci riaccompagnava in hotel. Non eravamo ancora tutti sistemati che si sono aperte le cateratte, acqua a catinelle che ci ha accompagnato sino all albergo dove siamo giunti all una e mezza contenti e umidicci ma non inondati. Anche sabato non è stato diverso. Usciti dall albergo con un pallido sole abbiamo anticipato, per fortuna, l ora del pranzo. Al ristorante La Bufalina siamo arrivati giusto in tempo per schivare l ennesimo temporale anche se la collocazione dei tavoli all interno del locale ci ha un po penalizzato. Il pranzo sontuoso ci ha ripagato del maltempo e ci ha consentito di sentire meno l afa e di festeggiare degnamente il compleanno di Luisa, una cara amica dell Auser che, proprio quel giorno, ha spento una candelina sulla torta ma che, per vezzo femminile, non ha voluto rivelare la sua età. Ci basti sapere che la somma dei due numeri della sua età fa tredici:un numero portafortuna, la stessa fortuna che tutti i partecipanti hanno augurato a Luisa. Tornando al meteo. Come novelli Fantozzi, la pioggia, anche questa volta un vero diluvio, ci ha accompagnato per tutta la permanenza in Versilia. Però, tutto il viaggio di ritorno lo abbiamo fatto sotto uno splendido sole! ENNIO MORETTI* 10 L inizio del viaggio non è dei migliori. Una nottata in bianco per il trasferimento all aeroporto di Milano Malpensa, mattinata autunnale e fredda: a dir poco scoraggiante. Ma nel giro di due ore tutto è cambiato. A Marrakech siamo stati catapultati in piena estate con 30 gradi all ombra, così, nonostante la stanchezza del viaggio, il nostro morale è salito come la temperatura. Dopo il disbrigo doganale, durato quasi due ore, abbiamo incontrato la guida per il trasferimento in Hotel. Dopo cena, non potevano desiderare altro che andare nelle nostre camere per recuperare le energie. Il giorno seguente visita a Marrakech, città di oltre 3milioni di abitanti detta la città rossa per il colore delle sue case. Il tour ci ha portato a visitare le tombe Saadiane,il Palais Badii, il Palais de la Bahia e il museo Dar Si Said e, nel pomeriggio l animatissimo suk e la celebre Piazza Djemaa el Fna. Il giorno seguente abbiamo visitato la la Valle dell Ourika e Casablanca, indimenticabile città del famoso film, dove abbiamo ammirato la Piazza Mohamed V, il Palazzo Reale e la Moschea Hassan II. In serata, dopo un viaggio di 360 chilometri, eravamo a Rabat la capitale marocchina e sede della residenza reale. La visita della capitale iniziata dalla Kasbah è proseguita con i giardini degli Oudaya, la Torre Hassan ed il Mausoleo Mohamed V. Il giorno seguente trasferimento a Fes splendida città Imperiale con l antica medina El Bali, la Madersa Sahrij, la moschea università della Karaouine, il suk con le concerie di pelli e tintorie. Il pranzo lo abbiamo consumato nella splendida cornice di un ristorante tipico della medina. Il viaggio si è concluso con il trasferimento da Fes a Marrakech, percorrendo per 590 chilometri il medio Atlante tra paesaggi montani e impianti sciistici che non avrei mai immaginato di trovare in Marocco. Scenario particolarissimo lo ha offerto la cittadina di Okaimeden detta la Sant Moritz marocchina situata a 1650 metri sul livello del mare. Ma l aspetto montano dura poco. Siamo ripiombati nel classico paesaggio marocchino con ai bordi della strada, tra le auto, gruppi di dromedari ed asinelli. *Responsabile turismo Con Auser Capodanno nelle Marche Dal 29 dicembre al 2 gennaio 2015 Viaggio in pullman G.T. Costo 670 comprensivi di pensione completa, visite guidate e Cenone di fine anno (Prenotazioni entro il 10 dicembre tel )

11 Passeggiando ad Albissola ECCO COME NACQUE LA PASSEGGIATA DEGLI ARTISTI Adolfo Testa, operaio, consigliere comunale e fondatore del Circolo degli artisti, e il pittore Aligi Sassu, furono i promotori del progetto che ha consentito la nascita di un ineguagliabile museo a cielo aperto Particolare della passeggiata (mosaico di Sabatelli) ELVIO REBAGLIATI Le nature di Fontana Qualche volta vado ad Albissola Mare e passeggio adagio sul lungomare. Sotto i piedi ho un opera d arte unica al mondo, nel cuore un po di nostalgia della mia giovinezza. Nel 1948, a 18 anni, ho iniziato a lavorare nello stabilimento Tecnomasio Italiano Braw Boveri di Vado Ligure, costruivamo locomotori e carri merci. Sono rimasto nello stabilimento sino al 1959 con la qualifica di aggiustatore meccanico, il mio reparto era la prima sezione montaggio locomotori. Talvolta il mio capo chiamava ad aiutarci un braseaur (un saldatore in più perché avevamo tanto lavoro e il nostro non bastava. E allora arrivava lui: Adolfo Testa. Testa era più anziano di me lo ricordo cordiale, piccolo di statura, mingherlino, occhi vivacissimi, capelli scuri sui quali portava lo spagnolino (il baschetto blu), tuta blu e grembiule di cuoio per non cuocersi lo stomaco con la fiamma ossidrica. Abitualmente lavorava come saldatore nella quarta sezione da noi alla prima veniva solo come rinforzo; così ci incontravamo nel mio reparto e avevamo modo di parlare. Lui parlava volentieri, era di solida fede comunista e quindi avevamo alcuni argomenti in comune. Testa era componente della commissione interna, lo incontravamo spesso nella sala mensa dove, dopo pranzo, si poteva fare un ora di riunione per discutere dei problemi della fabbrica e di noi operai. Viveva ad Albissola da dove arrivava ogni mattina in bici. In quel comune Testa era consigliere comunale. Una volta mi parlò di un suo progetto che a tutti sembrava folle. Avrebbe voluto che gli artisti che gravitavano a Albissola contribuissero con una loro opera alla creazione di una passeggiata artistica, calpestabile, fruibile da tutti. Un progetto pazzo che poi riuscì a realizzare grazie anche a un altro consigliere comunale importante Aligi Sassu, tra i grandi protagonisti della storia artistica albisolese, e non solo. Testa conosceva tanti pittori, scultori e ceramisti; Albissola allora era una fucina di idee, proposte, botteghe di ceramisti, grandi discussioni e grandi opere, punto e momento di incontro per gente interessante e di diversa estrazione. Così oggi possiamo ammirare le opere dei più significativi artisti del novecento e camminarci sopra godendoci il sole della nostra riviera. La storia Il lungomare degli artisti, inaugurato nel 63, testimonia uno dei momenti più alti del clima di cooperazione che coinvolse il gruppo di pittori e scultori che già da tempo avevano scelto Albissola come meta di soggiorno e sperimentazione artistica. Furono il pittore Aligi Sassu, consigliere comunale, e Adolfo Testa, socio fondatore del Circolo degli Artisti, a decidere di dare alla passeggiata a mare un impronta artistica e unica nel suo genere, progettando, insieme a Tullio Mazzotti, una pavimentazione a mosaico di circa un chilometro e composta da venti grandi pannelli (5x10 m.), intervallati da campiture bicrome. Gli artisti, richiamati dalla fama di Albissola, riconosciuta capitale della ceramica, aderirono con entusiasmo, realizzando, in totale libertà creativa, pannelli geometrici, astratti, simbolici, naturali. Queste le grandi firme della Passeggiata degli artisti: Wifredo Lam, Aligi Sassu, Lucio Fontana, Emanuele Luzzati, Giuseppe Capogrossi Luigi Caldanzano, Mario Porcù, Eliseo Salino, Agenore Fabbri, Antonio Siri, Antonio Franchini, Federico Quattrini, Antonio Sabatelli, Mario Rossello, Giovanni Battista De Salvo, Roberto Crippa, Mario Gambetta, Emanuele Rambaldi, Nino Strada, Franco Garelli. 11

12 La Coop Liguria & il sociale IL NOSTRO IMPEGNO PER CULTURA, AMBIENTE, EDUCAZIONE, SOLIDARIETÀ SILVIA PIZZORNO* Ogni anno sono oltre 30 mila i soci, i giovani e i cittadini che prendono parte alle attività sociali, culturali, solidali, aggregative e per il tempo libero, promosse da Coop Liguria in ogni località dove essa è presente, grazie al supporto di circa 500 soci volontari, organizzati in 38 sezioni-soci. Promuovere la cultura, valorizzare il territorio, difendere l'ambiente, creare momenti di socialità all'insegna di un intrattenimento intelligente sono obiettivi importanti per un'impresa cooperativa, che non nasce per perseguire il lucro privato, bensì per offrire un valore aggiunto ai propri soci, ai consumatori e all intera collettività ligure. Le attività sono articolate in quattro programmi: Corsi & Percorsi : propone da ottobre a maggio incontri, conferenze e visite guidate, per promuovere la cultura del gusto, il consumo consapevole e la valorizzazione del territorio. Il programma, gestito con ampia autonomia da ciascuna sezione-soci, nel ha visto la partecipazione di soci e cittadini. Camminiamo Insieme. Attivo a Genova e Savona, ogni anno organizza camminate sui sentieri della Liguria e del Basso Piemonte, con l'accompagnamento di guide specializzate e accreditate presso la Fie (Federazione italiana escursionismo). L edizione 2014, ventunesima dal suo avvio, vede 702 iscritti, ciascuno per più escursioni. Il programma ne prevede 20 per Genova e altrettante per Savona. Coop Incontri. Da ottobre a maggio propone settimanalmente ai propri iscritti genovesi e spezzini momenti culturali e di svago, alla scoperta del patrimonio artistico e paesaggistico ligure e non solo. Il programma ha registrato 765 soci iscritti e assidui partecipanti. Saperecoop. Ogni anno coinvolge migliaia di bambini e ragazzi in attività e laboratori sui temi dell educazione al consumo consapevole, della cittadinanza e dell intercultura, con l obiettivo di formare e orientare i giovani verso stili di vita e comportamenti di consumo attenti alla salute, responsabili verso l'ambiente e i diritti delle persone, solidali verso le popolazioni del Sud del mondo. Nell anno scolastico vi hanno partecipato 18 mila ragazzi e oltre duemila insegnanti. Incontri pubblici a ingresso libero. Le chiavi dell Egitto: i geroglifici che creano il mondo. E il tema dell incontro, a cura dell egittologa Anna Venturino, svoltosi il 22 ottobre, nella Sala Punto d incontro dell Ipercoop Il Gabbiano. Corsi a iscrizione. Iniziato mercoledì 12 novembre, nella Sala Punto d incontro dell Ipercoop Il Gabbiano, il corso ad iscrizione sulla Cucina mediterranea. Il corso, articolato in tre lezioni, è a cura di Malika Belabbes, Rosi Corso e Bruna Giacchino. Il 3 dicembre appuntamento con il corso a iscrizione Le sfere di Natale, a cura di Bruna Giacchino. I partecipanti potranno conoscere le tecniche per la realizzazione di decorazioni natalizie di stoffa. Visitate guidate a iscrizione. Due importanti eventi culturali sono stati organizzati a ottobre e a metà novembre. Sabato 24 ottobre, a Genova, si è svolta la visita alla mostra Frida Kahlo e Diego Rivera, allestita a Palazzo Ducale, a cura dell Associazione Genova in mostra. Un grande appuntamento è stato quello svoltosi venerdì 14 novembre, a Milano, per la visita alla mostra dedicata a Marc Chagall. Le opere del grande pittore russo saranno illustrate dalla storica Flavia Cellerino. Molte altre sono le attività in calendario pertanto vi invitiamo a contattare, per informazioni e iscrizioni, il Punto Soci. *Addetto stampa Coop Liguria 12

13 IL NUOVO VOLTO DELLE SMS FRA CAMBIAMENTI E ATTUALITÀ Due mani che si stringono: è lo storico simbolo delle nostre Società di mutuo soccorso. Un simbolo che esprime la fratellanza, l aiuto reciproco, la solidarietà, il mettere in comune le poche risorse dei singoli per creare un tesoro sociale collettivo. La storia delle nostre Sms affonda le radici alla fine dell 800 e precisamente al 12 ottobre 1848 quando nacque l Associazione Generale degli Operai e Società Arti e Mestieri di Pinerolo, la prima Società di mutuo soccorso italiana. Il mutualismo fu la prima forma di associazione, libera da controlli statuali, autogestita dalle classi lavoratrici italiane. In particolare, l autogestione degli strumenti previdenziali e assicurativi permise di allontanare dal lavoratore e dalla sua famiglia l incubo della miseria in caso di incidenti sul lavoro o di malattia e di istituire i fondamenti per il diritto al trattamento previdenziale e di anzianità. Le caratteristiche delle Società di mutuo soccorso si distinguevano da quelle dei vari movimenti filantropici e caritatevoli del passato, in quanto erano gli stessi lavoratori che provvedevano a se stessi. L idea di fondo era quella di mettere in comune le forze per non abbandonare i più deboli: i soci versavano una piccola quota del loro salario per quanti, tra di loro, si trovassero nell impossibilità di lavorare. I valori mutualistici si estesero rapidamente nella nazione ed in Liguria la prima Sms ligure fu fondata il 29 dicembre 1850 a Voltri dove nacque la società Dio e umanità. Ad essa seguì, il 9 febbraio del 1851, la Associazione di mutuo soccorso di Genova e quasi contemporaneamente la Società degli Operai. Il 5 ottobre 1851 fu la volta della Sms Universale G. Mazzini di Sampierdarena. Il lungo cammino del mutuo soccorso nella nostra regione è inscindibile dalla storia stessa della nostra terra tanto da caratterizzare significativamente il tessuto sociale delle nostre città e paesi. Non è un caso, infatti, se ancora oggi in Provincia di Savona siano attive una quarantina di Sms che costituiscono ancora luoghi di incontro, aggregazione e presidio ricreativo e culturale. Sicuramente dagli anni 70 i nostri sodalizi hanno mutato la loro attività per adeguarla alla nascita dello ALESSIO ARTICO* 13 stato sociale e della Mutua pubblica, perdendo la funzione originaria di sostegno socio-sanitario e diventando progressivamente luoghi di incontro, svago, accoglienza ed inclusione, gestiti grazie alla volontà ed alla tenacia di decine di soci volontari. Proprio per incrementare la funzione ricreativa, molte società hanno -negli anni- costituito e gestito al loro interno bar e ristoranti per soli soci o aperti al pubblico. Ma quando la storia delle nostre Sms sembrava destinata ad un certo percorso, lo scenario complessivo viene profondamente scosso dal D.L. 179 del 18 ottobre 2012 (c.d. Decreto Salva Italia), art. 23 Misure per le società di mutuo soccorso, convertito in legge dal Parlamento il 13 dicembre Il provvedimento impone ai nostri Sodalizi di abbandonare le attività ricreative ed agire solamente in ambito socio-sanitario. In particolare, la normativa prevede l'esclusivo svolgimento in favore dei soci e dei loro familiari conviventi di una o più delle seguenti attività: a) erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia ed invalidità al lavoro, nonché in presenza di inabilità temporanea o permanente; b) erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la cura delle malattie e degli infortuni; c) erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti; d) erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico; e) promozione di attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici. Non solo, la nuova normativa prevede l iscrizione delle società di mutuo soccorso nel Registro Imprese della Camera di commercio, all interno della sezione delle imprese sociali no profit. Sicuramente è un ritorno alle origini, ma è un ritorno non positivo, in quanto azzera totalmente quanto fatto dalle Sms negli ultimi decenni, soprattutto da quelle liguri, e ne cancella la funzione di (segue a pagina 14)

14 (da pagina 13) presidio sociale. Pertanto, stiamo agendo ad ogni livello istituzionale,anche a quello parlamentare, per chiederne una modifica che renda la legge più vicina alla realtà. Però, la nuova normativa pone a tutti i dirigenti delle Società di mutuo soccorso una vera sfida: pensare a nuove forme di mutualismo in tempo di crisi. Infatti, è evidente che, pur in presenza di limitate risorse economiche, sia fondamentale proporre ai soci nuove proposte mutualistiche che permettano, come accadeva più di cent anni fa, di avere un aiuto concreto in caso di necessità. Come Arci, l associazione a cui aderiscono decine di Sms, siamo convinti che sia fondamentale, per i vari sodalizi, affrontare queste sfide non da soli ma condividendo un percorso comune di attività e possibili progetti che ripropongano e riattualizzano i valori fondanti del mutualismo. Tra questi, ad esempio, vorrei ricordare: - promozione di convenzioni socio-sanitarie: per diminuire i costi vivi delle famiglie, da sviluppare anche la Mutua Ligure, la recente Sms a livello regionale costituita anche grazie all impegno di Arci ed Auser; - costituzione di piccoli ambulatori di quartiere: si tratta di individuare degli spazi adeguati da attrezzare per erogare ai soci servizi come le terapie iniettive, il controllo della glicemia e della pressione arteriosa; - apertura di piccole mense di quartiere per persone in difficoltà (con accesso gratuito e-o a bassa soglia); - realizzazione di corsi di prevenzione per la salute dei soci come per esempio: diabetologia, alimentazione, senilità, profilassi al disagio dell alcolismo; - realizzazione di interventi nei confronti degli anziani soli o bisognosi in convenzione con enti locali e altre organizzazioni, buon vicinato, informazioni costanti sui soci più anziani o soli per segnalazione ai servizi sociali; - accoglienza e integrazione dei migranti della comunità, che diventano nuovi soci delle Sms, attraverso la conoscenza reciproca, iniziative culturali e gastronomiche legate ai paesi di provenienza, integrazione sociale sul territorio della famiglie; - realizzazione di attività formative con le scuole di primo e secondo grado per diffondere i valori della solidarietà e del mutualismo. Il tutto nella certezza che solamente attraverso queste forme di nuovo mutualismo, sarà possibile coinvolgere i cittadini per renderli protagonisti dell esperienza del mutuo soccorso. Nella speranza che quelle due mani simbolo delle nostre Società di mutuo soccorso continuino a stringersi anche nel prossimo secolo. *Presidente Arci Savona Presidente Sms Fratellanza Leginese 14 L opinione NELLE SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO TRA LUOGHI COMUNI E INDIVIDUALISMO MARIO TISSONE Ho l abitudine di fermarmi a parlare con la gente anche per strada, inoltre frequento spesso le Società di mutuo soccorso della Rocca e di Legino, e questa abitudine mi da modo di parlare con tante persone. Tante volte sono gli altri che iniziano il discorso e io ascolto, prima con attenzione, poi rispondendo a modo mio. A volte mi capita di ascoltare discorsi strampalati che suonano ancor più stonati se fatti in una comunità, come quella delle Sms, nate con lo scopo di migliorare il sociale e potenziare la solidarietà. Una volta il padre di un ragazzo di anni mi disse: Non voglio che mio figlio faccia gli stessi sacrifici che ho fatto io nella vita. Con un po di rabbia risposi: Ricordati che quando un ragazzo affronta i sacrifici diventa uomo. Certamente spero sia migliore di te. Non dissi altro. Lui si allontanò subito. In quel momento mi passò nella mente il ricordo di quando lavoravo in nero come aiuto muratore, avevo circa diciassette anni e da solo mi caricavo in spalla un sacco di cemento di 50 chili. Appena riuscivo a metterlo sulle spalle pensavo ai quelli (maledetti) che confezionavano il cemento e che avrebbero potuto benissimo fare sacchi da 25 chili! Poi dovevo portarlo su per le scale, sino al terzo piano, il sacco pesava più di me. Quando lo scaricavo, lo facevo con garbo per non rompere il sacco, poi respiravo più volte per riprendere fiato e ricominciare con un altro sacco. Quando i muratori non mi chiamavano a lavorare, per non pesare sulla mia famiglia, andavo su per i boschi di Legino a fare legna per la stufa. Quanti sacrifici in quei tempi duri! Altre volte mi capita di sentire altri che si lamentano dicendo: Io non vado a votare, tanto sono tutti uguali quando vanno al potere. Sentendo questi discorsi mi incazzo veramente: Sei un fascista replico duro sei come uno di loro perché non volevano altri partiti tranne quello del regime. Talvolta non replicano alle mie frasi, ma spesso controbattono anche alzando la voce e tra l indifferenza dei più spesso decido di lasciare il campo e cambio vicinato. Ma non mi va molto meglio. Magari più in la il discorso è: Sono contro l euro e l Europa unita. Allora mi faccio avanti e dico che è grazie all euro e all Europa unita se i popoli sono più vicini; meno di un secolo fa i paesi europei combattevano tra loro in due guerre mondiali. Quindi oggi va bene così. Quando torno a casa, dopo questi pomeriggi in società, ripenso a tutte quelle frasi e mi chiedo perché si sia perduta la sensibilità verso certe questioni: la solidarietà, il buon vicinato, il dialogo, la capacità di confrontarsi e riflettere su grandi temi, il concetto stesso di democrazia? Come hanno potuto i savonesi dimenticare il 1974 con le bombe fasciste nella nostra città, come hanno potuto dimenticare il grande impegno profuso dagli abitanti dei quartieri, organizzati e partecipi per tutelare la sicurezza dei loro concittadini? Tutti insieme, abbiamo fatto ronde, di giorno e di notte, imparando a conoscerci, collaborando per lo stesso obiettivo, sconfiggere un nemico sottile e subdolo: l individualismo.

15 Savona & il cinema QUANDO ANDAVAMO AL PIDOCCHIETTO Episodi gustosi hanno allietato la vita di una gioventù povera ma piena di spirito e iniziativa. Le imbucate al Moderno di via Boselli, lo storico Reposi, il prestigioso Astor, l Olimpia e l Ars CLAUDIO TAGLIAVINI Tre del pomeriggio di un giorno del Credo fosse fine settembre o primi ottobre, la temperatura estiva aveva lasciato il posto ad un fresco precursore dell autunno. Per l occasione e per concessione della mamma indossavo per la prima volta i calzoni lunghi, in tasca i soldi del biglietto per andare al cinema. Mi sono sentito improvvisamente adulto, pur avendo solo tredici anni. Nuovi interessi incominciavano a farsi strada nella mia testa, uno era il cinema. Mi estasiavano i film di avventura in particolare, mi sembrava di viverli anziché sognare ad occhi chiusi come facevo prima. Tanto che a volte ispiravano, non solo me, ma i miei amici in generale, ad imitare le gesta degli interpreti nei nostri svaghi quotidiani. Per la verità, avevo già visto qualche cartone animato con i miei genitori ma quella volta era speciale; stavo andando al cinema (quasi) da solo. Beh, non proprio solo, sarei stato accompagnato dal mio amico Neri. Fu una esperienza straordinaria. La sentivo come una svolta della mia giovane vita. Quell amico era uno dei ragazzi, più grandi, che abitavano il nostro palazzo di via Torino. Più anziano di me portava i calzoni lunghi già da tempo. Nell unica scala di quel condominio la solidarietà era un fatto naturale, tutte le famiglie che vi abitavano avevano subìto i disagi, oltre alle disgrazie che non mancarono a causa della seconda guerra mondiale, comunque accomunati dalla povertà, dal pericolo, dalla paura e anche, in qualche caso, dalla fame. C erano in quel caseggiato quindici appartamenti, i giovani sotto i diciotto anni erano ventiquattro, in qualche caso vi abitava più di una famiglia. Quel giorno inauguravano il cinema Astor, (trasformato poi in negozio di abbigliamento), una nuova e moderna sala cinematografica per la nostra città. Proiettavano Il cigno nero interpretato da Tyron Power e Maureen O Hara, realizzato nel 1942 dal regista Henry King e importato in Italia tra il 1948 e il Che dire, una giornata tanto bella da ricordarla ancora oggi come la mia prima vera esperienza. Da quel giorno, non saprei nemmeno immaginare a quanti altri spettacoli cinematografici, teatrali o circensi ho dedicato il mio tempo libero. Ma la peculiarità, per quelli della mia generazione, è il modo come l abbiamo vissuta. La definirei quella della transizione, il passaggio tra quella precedente, sfortunata e difficile, per aver intercettato la guerra, e quella meno vissuta in un periodo di relativo benessere (il così detto boom economico). Lo penso perché, a parte la scuola, che ebbe il merito principale, il cinema ne ebbe uno meno importante ma contribuì, esso pure, alla formazione della nostra cultura. Detto questo vorrei giungere all aspetto folcloristico che ha accompagnato, caratterizzandolo, quel particolare periodo del secolo scorso; lo spirito e l inventiva. Credo che avessimo la capacità di costruirci una specie di felicità, nonostante la povertà nella quale vivevamo. 15 Il Politeama Garibaldi in Corso Mazzini Le condizioni ambientali e sociali delle nostre famiglie in quel periodo, ci spingevano ad immaginare un futuro migliore di quel presente. Così, l amore per il cinema, poteva anche rappresentare modelli di vita o di comportamento propiziatori ad un integrazione psicologica importante per legare la fantasia alla realtà. Ora però, dopo tanti anni, possiamo ricordare quello spazio temporale anche per l attivismo sfrenato che ha generato ricordi gustosi. Una storia iniziata negli anni 20. La generazione anteguerra, data la tenera età del cinematografo, fu attenta allo sviluppo di quella grande invenzione. Era un nuovo e affascinante filone culturale che nel corso degli anni avrebbe dato uno scossone alla vita di tutto il genere umano. Ne favorì l emancipazione e produsse nuove forme di comunicazione. Alla fine del XIX secolo e ai tempi della belle époque Savona aveva numerose sale da ballo, teatri. Va detto che la comparsa delle prime proiezioni di fotogrammi al Teatro Wanda, non ebbe un immediato successo. Comunque, fu all avanguardia nel presentare quel nuovo miracolo della tecnica. Maggior successo ebbe nel secondo tentativo al Politeama Garibaldi di Corso Mazzini. Il teatro, in quel momento, non aveva ancora ceduto spazio a quella novità, anzi, i locali che producevano prosa, musica, ballo, avanspettacolo, erano sempre i più frequentati. Tuttavia i pionieri non cedettero. Segue a pagina E nel 1924 che a Savona vi fu un fiorire di nuove sale cinematografiche. Il Reposi che prende il posto del Centrale (Via Paleocapa), è particolarmente attivo fra le due grandi guerre, sia come cinematografo che come teatro di varietà: compagnie come quella di Totò, Wanda Osiris, Josephine Baker, Ettore Petrolini, Macario, calpestarono quel palcoscenico e sfilarono sulla sua passerella. Alla fine dell ottocento al Politeama Garibaldi recitò la divina Eleonora Duse. L Olimpia in corso Principe Amedeo (ora corso Italia) aperto nel 25 venne chiuso dopo circa sessanta anni (1983) sostituito dalla Cassa di Risparmio di Savona. (segue a pagina 16)

16 Il cinema teatro Reposi in Piazza Diaz nel 1924 (da pagina 15) L Eldorado e il Moderno (poi Jolly trasformato in cinema per porno film) iniziarono l attività a metà degli anni venti. Al cinema a sbafo. La costante carenza di soldi in tasca, non poteva costituire motivo valido per disertare il cinema. Nemmeno mancava l inventiva per superare l ostacolo, e così, si escogitava ogni mezzo pur di entrare. Questo era possibile per quasi tutti i cinema della città. Si era trovato il mezzo per eludere la sorveglianza scavalcando alcune tettoie adiacenti ai vari cortili per entrare nei servizi. Ad uno ad uno, con un impeccabile self-control, si entrava quatti quatti, al buio, durante la proiezione. Al Moderno bisognava approfittare dell ingenuità di un personaggio storico per Savona, il cinesollo, così chiamato per le sue caratteristiche somatiche orientali. Strappava i biglietti seduto all aperto, su una sedia sgangherata, nel vicolo retrostante l ingresso. Uno lo faceva parlare trascinandolo in disparte e gli altri entravano dalle porte incustodite. All Ars, oggi supermercato Carrefour, si trattava di aspettare, nascosti, il momento di maggiore affluenza quando al bigliettaio distratto sfuggiva il fulmineo passaggio del gruppo dalla porta dei gabinetti. Ho un altro ricordo indelebile di quegli anni. Avevo compagni di scuola che partivano tutte le mattine da fuori Savona per venire a scuola. L intervallo tra le 12 e le consentiva loro di correre al cinema Moderno, già in attività a quell ora. Generalmente proiettava film western o comici in seconda, terza visione, poco importava. Si infilavano con fatica nella calca, tra i posti meno cari appena sotto lo schermo dove aleggiava una insopportabile puzza di piedi, aggravata dalla nebbia provocata dal fumo di sigaretta. Infatti, allora, si poteva fumare dappertutto perfino negli ambulatori. Non per niente quel cinema veniva chiamato il pidocchietto. Uno di quei compagni, in particolare, aveva l abitudine di mettere sotto la fascia di chiusura della cartella di cartone un lungo filone di pane farcito con frittata o carne o salumi incartato alla meglio e con le due estremità in bella evidenza. Veniva da Spigno, tutti i giorni, in treno. Trovato posto in sala tirava fuori il suo filone e cominciava a gustarselo con grande voracità guardando il film. Quando finalmente si era sistemato e con soddisfazione si leccava le labbra per il piacere di gustarselo lo tirava fuori per fare il suo pranzo quotidiano. In quel momento solenne, fortunatamente 16 non sempre, gli si presentava una sgradita sorpresa, quella di trovare solamente le due punte che spuntavano dai lati della cartella, il resto lo aveva consumato qualche amico durante l orario della scuola. Oggi, ripensandoci, mi rendo conto di quanto crudele fosse quello scherzo. Paradossale fu anche quell episodio che vide come protagonista un mio cugino. Per entrare alla portoghese nel cinema estivo della bocciofila bisognava fare la posta al buio sulla collina prospiciente. Una sera, il più giovane del gruppo, eravamo in sei, fu colpito da un impellente necessità. Presto fatto, fra tanti cespugli! Peccato che uno degli amici, in attesa dell inizio del film, si fosse seduto, senza accorgersene, proprio sopra il malfatto. Ma il programma non cambia. Appena buio, lui, isolato dal resto della compagnia, si va a sedere proprio nel centro della sala. La reazione degli altri spettatori è immediata. Attorno a lui c è il fuggi fuggi e si forma un vistoso vuoto circolare come se improvvisamente fosse arrivato un nugolo di zanzare inferocite. Non male nemmeno la storia di Francesco. Era il più anziano del gruppo, piuttosto grassoccio e basso di statura, risata coinvolgente per non dire sconvolgente, capace di esibirla anche per un minuto. Veniva proprio bene piazzarla nel mezzo delle scene strappalacrime. A quei tempi segnati dalle ideologie poi, ogni richiamo poteva sensibilizzare l attenzione degli spettatori. Fino al punto che una volta, era il 1950, durante la Settimana Incom (cortometraggio di cronaca) si stava proiettando la parata dell Armata Rossa a Mosca. Alla vista di Stalin che salutava dal maestoso palco delle autorità sovietiche, la platea in massa si alzò in piedi e con voce stentorea si mise a cantare l Internazionale. Savona proletaria a quel tempo era schierata a sinistra. Nello stesso cinema vi fu una settimana nella quale erano in visione tre film gialli rigorosamente misteriosi, nei quali difficilmente si poteva individuare l assassino prima della fine del film. Pensammo allora di scrivere sui cartelloni pubblicitari di tutta la città, bene in evidenza, chi erano gli autori dei delitti, con buona pace di chi era interessato a quel genere di film. Per decenni la cinematografia intrattenne gioiosamente i savonesi, finché, non comparve la televisione. Era il 1954 quando quello strumento meraviglioso si introdusse nelle sale cinematografiche. Il giovedì sera nell intervallo fra il penultimo e l ultimo spettacolo veniva trasmesso Lascia o raddoppia? di Mike Buongiorno, il popolare telequiz più amato dagli italiani. Molto tempo è passato da allora e con l avvento della televisione dai mille canali tematici, che trasmette a breve termine gli stessi film in programmazione nei cinema, si è molto ridotta la voglia di uscire specie da parte degli adulti. Oggi a Savona è rimasto un cinematografo con sei sale di proiezione, probabilmente per non perdere mercato e ridurre i costi. Un cambiamento radicale che ha invertito i termini, oltre che i gusti, della nuova gioventù. Ora è venuto il tempo, che sognare non significa più inseguire la realtà ma è la realtà della modernità che va alla ricerca del sogno.

17 Gli Oscar del critico DA DEBORAH ALLA DIVINA GRETA, ECCO LE MIE REGINE DEL CINEMA La classe della Kerr, l eleganza della Bacall, il magnetismo della Garbo, la cattiveria della Davis, i fremiti della Havilland, la fisicità di Jane Russell, la carnalità di Kim Novak, la maschera della Craword, le pulsioni di Claire Trevors e Rhonda Fleming Lauren Bacall Greta Garbo Bette Davis Joan Crawford Kim Novak Deborah Kerr Olivia De Havilland Rhonda Fleming Jane Russell Claire Trevor E ora tocca all eterno femminino declinato a ventiquattro fotogrammi al secondo. Il cinema, signore e signori. Dopo la virilità dei divi, il fascino delle divine. Ricordo che queste classifiche non sono affatto un giudizio assoluto e universale (che, del resto, resterebbe in bilico tra supponenza e megalomania) ma semplicemente una sorta di personalissimo album di figurine Panini frutto del gusto e della divagazioniconvinzioni critiche di uno spettatore professionista che non ha mai dimenticato di essere sempre e comunque un osservatore comune e non modello. In una simile dimensione tutto è possibile, per esempio un operazione alla Frankenstein che unisca Sophia Loren, Gina Lollobrigida e Anna Magnani come esempio a tre teste della donna italiana che recita tra genio professionale, forme e generosa furia popolana. Un concentrato che ha pochi riscontri se non, ma per un altro versante, nella qualità generale della scuola inglese, di un livello alto e ammagliante in cui mi piace ricordare l incedere di Deborah Kerr, perfetta icona della signora britannica che piaceva assai ad Alfred Hitchcock, quella, insomma, come spiegava il maestro, che dal sublime della sua classe è capace in silenzio di infilarti le mani dentro ai calzoni appena saliti su un taxi. A Sir Alfred non andavano le tipe che portavano il sesso stampato in faccia notte e giorno, quindi Marilyn Monroe e Brigitte Bardot non avrebbero potuto entrare nella sua graduatoria d eccellenza. Come al solito, la NATALINO BRUZZONE* 17 mia stella polare è (e resta) Hollywood dell età dell oro. E con queste coordinate non si può prescindere da una formidabile calamita: il volto di Greta Garbo. In quei lineamenti c è tutto, dal melodramma alla tragedia dell amore, al valzer dei sentimenti al sorriso della Gioconda. La lista s innerva con la cattiveria di Bette Davis, lo sguardo di Lauren Bacall, i fremiti di Olivia De Havilland, il seno di Jane Russell, la carnalità di Kim Novak, la maschera ghignante di Joan Crawford.. Banalmente: brave e belle. Ma sarebbe troppo facile restare nello scontato, aggiungere un cirro di Grace Kelly, un altro di Liz Taylor, un po di pepe rosa sparso da Doris Day e volteggiato da Ginger Rogers. E, invece, a sorpresa, indico due nomi: Claire Trevor e Rhonda Fleming. La prima è celebre per essere stata la Dallas (di facili costumi ma con un cuore grande) di Ombre rosse, ma osservatela lontana da John Ford e scoprirete una dark lady alla quale sarebbe difficile resistere o semplicemente una donna che non vuole autopunire il proprio desiderio. E le pulsioni erotiche, oltre al talento, forgiano Rhonda Fleming corpo da western e da noir, come in Veneri rosse e La jungla dei temerari disponibili in dvd anche in Italia. L eros con lei disegna traiettorie vertiginose, anche quando un rivolo di sudore scende nell incavo della scollatura Non credo che questa rivista abbia intenzioni feticiste. Quindi mi autocensuro. Hony soit qui mal y pense. *Critico cinematografico

18 Polvere di stelle DIECI GRANDI PROTAGONISTE DELLA STORIA DI HOLLYWOOD Lauren Bacall nome d arte di Betty Jane Perske (New York, ) è celebre per essere stata la moglie del grande attore Humphrey Bogart, fu al suo fianco in Acque del Sud e in Il grande sonno, La fuga e L isola del corallo. Negli anni 50 l'attrice interpretò diversi film, eccellendo in particolare nelle commedie: Come Sposare un milionario, con Marilyn Monroe e Betty Grable, e La donna del destino al fianco di Gregory Peck. La frizzante interpretazione nel film L'amore ha due facce le valse la unica nomination all'oscar come attrice non protagonista, ma vinse il Golden Globe. Nel 2009 le è stato conferito l Oscar alla carriera. Joan Crawford nome d arte di Lucille Fay LeSueul (S.Antonio, 1905 New York, 1977) Ha all'attivo capolavori, fra cui Grand Hotel, accanto a Greta Garbo e John Barrymore.Nel 39 interpretò Donne, accanto a Norma Shearer, Rosalind Russel e Paulette Goddard. Notevole interpretazione in Johnny Guitar, al fianco di Sterling Hayden, Ernest Borgnine e John Corradine. Nel 1940 fu accanto a Clark Gable in L'isola del diavolo. Vinse l Oscar come migliore attrice con il film Il Romanzo di Mildred. Bette Davis nome d arte di Ruth Elizabeth Davis (Lowell 1908 Neuilly-sur-Seine, 1989). Vinse due Oscar per: Paura d amare e Figlia del vento, Palma d oro a Cannes e nomination all Oscar come miglior attrice in Eva contro Eva a fianco della rivale Joan Crawford.Nomination per Che fine ha fatto Baby Jane. Durante i primi anni 40 conobbe un susseguirsi di trionfi in Ombre malesi, Piccole volpi diretti da William Wyler, e Perdutamente tua di Irving Rapper. Olivia de Havilland (Tokyo 1916), Vinse due Oscar con A ciascuno il suo destino e L ereditiera. Primo ruolo di successo in Sogno di una notte di mezza estate. Protagonista di numerosi film avventurosi a fianco di Errol Flynn, raggiunse la celebrità mondiale interpretando Melania in Via col vento, accanto a Clark Gable, Vivien Leigh e Leslie Howard. Tra i suoi film più apprezzati Lo specchio scuro, Avventura a mezzanotte, Il conte di Essex. Indimenticabile l accoppiata con Bette Davis nel thriller Piano... piano, dolce Carlotta. Fu modella per la figura femminile della Columbia Pictures. Rhonda Fleming nome d arte di Marilyn Louis (Los Angeles, 1923). Debuttò in Io ti salverò (1945) di Alfred Hitchcock, interpretazione che le fruttò una nomination all Oscar come migliore attrice non protagonista. Subito dopo fu diretta da Robert Siodmak in La scala a chiocciola. Ha interpretato molti film drammatici tra cui Quando la città dorme di Fritz Lang. Ottima in Sfida all O.K.Corral a fianco di Burt Lancaster e Kirk Douglas. Greta Garbo Nome d arte di Greta Lovisa Gustafsson (Stoccolma 1905 New York, 1990), attrice fra le più celebri di tutti i tempi,soprannominata la Divina per la sua bellezza e per la indiscussa bravura, sedusse gli appassionati per carisma e fascino misterioso. Oscar alla carriera nel 1954, quattro nomination per Anna Christie, Romanzo, Margherita Gauthier e Ninotchka. Indimenticabile in Mata Hari, Grand Hotel e La regina Cristina. Dopo la delusione per l'inatteso e clamoroso insuccesso del film Non tradirmi con me, a soli 36 anni decise di ritirarsi dalle scene. Deborah Kerr (Glasgow, 1921 Botesdale, 2007) Vanta, insieme a Thelma Ritter e a Glenn Close, il record di nomination come migliore attrice senza riuscire mai a vincerlo. Nel 94 fu premiata con il Golden Globe per Il re ed io e con l Oscar alla carriera. Ha recitato accanto agli attori più famosi: Stewart Granger (Le miniere di re Salomone), Peter Ustinov (Quo vadis) Alan Ladd (Bagliori ad Oriente), Marlon Brando (Giulio Cesare), Burt Lancaster, Frank Sinatra, Montgomery Clift (Da qui all eternità), Yul Brinner (Il re ed io), Robert Mitchum (L anima e la carne), Cary Grant (Un amore splendido), Gary Cooper (Il dubbio), Richard Burton (La notte dell iguana), Gregory Peck (Adorabile infedele), Sean Connery (Casinò Royal), Kirk Douglas (Il compromesso). Indimenticabile la sua interpretazione nel film L erba del vicino è sempre più verde con Robert Mitchum e Cary Grant. Kim Novak nome d arte di Marylin Pauline Novak (Chicago, 1933). Inizia la carriera quando è chiamata a sostituire Rita Hayworth nel film Criminale di turno, accanto a Fred MacMurray, film in cui già dimostra la sua abilità nell'impersonare una scaltra seduttrice. Durante gli anni 50, i produttori la contrappongono 18 a Marilyn Monroe, e a Grace Kelly, di cui possiede la grazia. Viene diretta da Otto Preminger nel dramma sociale L'uomo dal braccio d'oro, a fianco di Frank Sinatra; l'anno successivo è splendida accanto a William Holden in Picnic. Interpreta principalmente commedie come Una strega in paradiso, con James Stewart e Jack Lemmon, e Pal Joey. A 25 anni entra nel gotha del cinema grazie al capolavoro La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock. E accanto a Kirk Douglas in Noi due sconosciuti, ancora in coppia con Jack Lemmon in L'affittacamere e con Dean Martin in Baciami, stupido. Interpreta poi un intrigante popolana nel film in costume Le avventure e gli amori di Moll Flanders. Jane Russell nome d arte di Ernestine Jane Geraldine Russell (Bemidji, 1921 Santa Maria, 2011), attrice e modella, è considerata una delle più famose pin up e sex symbol di hollywoodiano. Debuttò nel 40 con Il mio corpo ti scalderà, in cui esplose in tutta la sua sensualità, e fu bloccato per cinque anni dalla censura Usa. All'inizio degli anni 50 interpretò due film di successo accanto a Robert Mitchum: Il suo tipo di donna e L avventuriero di Macao. Raggiunse l'apice della popolarità nella commedia Gli uomini preferiscono le bionde, in accoppiata vincente con Marylin Monroe. Oltre che con Robert Mitchum e Marilyn Monroe lavorò al fianco di: Frank Sinatra, Groucho Marx, Victor Mature, Vincent Price, Clark Gable e Robert Ryan. Claire Trevor pseudonimo di Claire Wemlinger (New York, 1910 Newport Beach 2000). Fu la regina del film noir" Interpretò Strada sbarrata, a fianco di Bogart, ottenne una nomination all'oscar come miglior attrice non protagonista, in una delle più brevi performance mai candidate al premio: l attrice comparve nella pellicola per soli 4 minuti. Tra i suoi oltre 60 i film spiccano: Ombre rosse, a fianco di John Wayne, L ombra del passato, a fianco di Dick Powell, Perfido inganno, Nel 1949 vinse l'oscar come miglior attrice non protagonista con il film L'isola di corallo, di nuovo a fianco di Bogart. Tornò a lavorare con John Wayne nel film Prigionieri del cielo, ottenendo la sua terza e ultima nomination all'oscar.

19 Fabbriche & società SAVONA , UNA CITTÀ IN TRASFORMAZIONE Lo sviluppo industriale, le strade ferrate per collegare il porto con la nascente Italia e con il resto d Europa, la costruzione dell ospedale San Paolo, il lavoro febbrile in un area in grande crescita ANGELO CALABRIA Una mia ricerca, fatta alcuni anni fa, sui giornali del , mi è servita per tenere un corso all UniSabazia di Vado. Gli articoli di quegli anni mi hanno aiutato a comprendere meglio il ruolo e l importanza dei fatti di quegli anni per lo sviluppo di Savona e provincia, una vera e propria trasformazione industriale capace di farle fare quel salto in avanti che l ha poi portata alla ribalta nazionale come città industriale e portuale. Tempi lontani oltre tre lustri. A metà Ottocento la società civile, il comune pensare, la vita di tutti i giorni, il mondo del lavoro, l economia erano molto diversi. Per capire lo svilupparsi della città a partire dal 1850 mi ha aiutato la lettura de Il Saggiatore, giornale dell epoca. Mi ha particolarmente colpito il pezzo scritto da un giornalista de Il Saggiatore, che deplora che l esecuzione di due condannati a morte, venga eseguita su una piazza e non nella prigione. E invita i cittadini savonesi a non correre a vedere il fatto come uno spettacolo e a dimostrare invece rispetto della vita di quelle persone anche se condannate giustamente alla massima pena. Cambiando radicalmente argomento mi sembrano interessanti molti articoli rivolti alle autorità municipali ma anche ai cittadini per mantenere la città più pulita, al fine di evitare l insorgere di malattie, su tutte il colera. In effetti, proprio del 1854, il colera giunse anche a Savona e provincia e in quattro mesi vi furono millecento casi e cinquecento morti. Per fortuna alla fine dell anno l infezione fu debellata. Di particolare interesse anche documentale un articolo del 1854 con l annuncio della probabile costruzione di una ferrovia che da Savona raggiungesse Torino, la capitale di allora. In altri articoli, sempre tra il , c erano notizie sulla costruzione di strade ferrate per Genova, Ventimiglia ed Acqui. Buone intenzioni poi realizzate nel tempo, ma passarono molti anni travagliati prima che divenissero una realtà funzionante. Negli anni a seguire molti articoli riportavano notizie su lavori in corso, sia positive che negative, per i vari contrattempi che inevitabilmente succedevano. Al finanziamento della ferrovia parteciparono con maggiori capitali i Comuni di Torino e Savona, ma da vari articoli, anche molti paesi che erano situati dove passava la linea ferrata o comunque molto vicino avevano contribuito finanziariamente con La stazione Letimbro inaugurata nel l acquisto di azioni. Fra questi: la provincia di Acqui, Lequie, Piobesi, Monforte, Palonghera, Piozzo, Barolo, Novello, Sommariva del Bosco, Bossolasco, Moncalieri, Saliceto, Clavesana, Casalgrasso, Moretta, Govone, Verduno, Morra, Carmagnola, Saluzzo, Rodino, Carignano ed altri. Anche Cuneo, pur essendo fuori linea, contribuì con altri paesi vicini, nella speranza futura di potersi allacciare alla linea Savona-Torino. Nel 1868 fu aperta al traffico la Savona-Genova e pochi mesi dopo si poteva proseguire fino a Chiavari per un percorso di 64 km attraverso ben 68 gallerie per un totale di 23 km. Nel 1858 nella zona di Portovado, sventolava una bandiera tricolore per segnalare la conclusione di una galleria di 1200 metri che andava a sbucare a Bergeggi. La linea venne terminata nel 1872 collegando Savona alla Francia e quindi a una parte di Europa attraverso le linee francesi. Nel 1874 due momenti che potremmo definire storici per i collegamenti tra Savona e il Piemonte: l inaugurazione della Savona-Acqui e, con grandi festeggiamenti, della linea Savona-Torino. L importanza di quelle strade ferrate aveva fatto da volano, già prima della loro realizzazione un proliferare di nuove industrie che in seguito diverranno l asse portante della città. Tra le fabbriche ricordiamo, prima per importanza, la Tardy e Benech (1861), una ferriera che dopo poco tempo aveva già 600 dipendenti, arrivando, negli anni a seguire a circa 5000; ma anche i Cantieri Baglietto (1854) e il Cotonificio Ligure (1854) a Varazze. A Savona in quegli anni erano presenti: la fonderia G.B. Zanelli (1856), la Refrattari S.a.n. Bartoli e C. (1864), l Officina del Gas (1865), i Cantieri Geri e Calcagno (1870), le Vetrerie Savonesi Angelo Viglienzone (1873), altra importante fabbrica poi diventata Viglienzoni, che nel tempo arrivò ad occupare anche 2000 dipendenti. E ancora le Officine Meccaniche Servettaz-Basevi (1880), alto numero di occupati, sede in corso Colombo, dove oggi vi sono i giardini pubblici. Molte altre aziende sorsero in quegli anni, cantieri, fonderie, frutti canditi, industrie estrattive, concerie, grafiche come i Fratelli Spirito nel Sono di quel periodo altre opere di grande importanza come l Ospedale San Paolo, definito dal giornale Faraonico, completato nel 1852 ma aperto solo nel 1857 in occasione del ricovero di un migliaio di soldati francesi feriti in guerra. Un grande fervore sotto ogni profilo. (segue a pagina 20)

20 Fabbriche & società (da pagina 19) Nel 1853 viene terminato il Teatro Chiabrera, nel decennio nascono anche la Pinacoteca, la Società Mutua Operaia, la Banca Nazionale (poi Banca d Italia) entra nella nuova sede di piazza Mameli, attualmente abbandonata. Da una iniziativa della Società Operaia nasce la biblioteca itinerante, ma anche la Banca Popolare di Savona. Nel 1872 altri due istituti di credito aprono i loro sportelli a Savona: Banca Marittima, Credito Navale Savonese. Tutte queste iniziative e le nuove fonti di lavoro col tempo si riflettono anche sulla popolazione che aumenta. Nel 1849 i savonesi erano , nel 1858 erano saliti a Al censimento del 1861 raggiungevano già i , ma nel 1881 erano per arrivare a nel Una crescita resa possibile dallo sviluppo del tessuto industriale e dell attività portuale. Anni di grande trasformazione della città con il progressivo consolidamento della vocazione di città industriale, ahinoi andatasi via via affievolendosi, fino a smarrirsi quasi del tutto sul finire degli anni 90. A METÀ 800 LA CITTÀ CAMBIÒ VOLTO A IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI TORINO Il piano Corsi, nel 1856, delineò la parte nuova di Savona prevedendo una serie di varianti al piano regolatore. Si atterrarono le mura, si riempirono i fossati e si occuparono gli antichi orti suburbani con vie diritte e spaziose. Il Comune Il sindaco acquistò Luigi Corsi i terreni per la sistemazione di piazza e strada di accesso alla nuova stazione inaugurata nel 1868 e per l'ampliamento a della città. Il Comune acquistò dal marchese De Mari un'area edificabile di metri quadrati. Nel 1868, per completare la strada di accesso alla stazione e le zone adiacenti, acquistò altri appezzamenti di terreno, per la maggior parte ortivi con viti e agrumi, di proprietà dell'ospedale San Paolo e del marchese Naselli. Sulla superficie compresa tra il vecchio agglomerato urbano ed il Letimbro, la città venne disposta a scacchiera, riproducendo l'aspetto topografico di Torino. Separata dalla parte antica da un ampio corso rettilineo che va dall'angolo esterno dell'ospedale sino al nuovo teatro Chiabrera. Fu un'opera grandiosa, in campo all'edilizia pubblica e privata. Soltanto la visione di un grande avvenire poteva giustificare simili ambizioni. La città fu caratterizzata dall'ampiezza delle strade, dalla larghezza del corso, da via Paleocapa con i portici che da piazza del Popolo arrivano alla Torretta seguendo tutto il perimetro delle vaste piazze attraversate. Nel 1856 nasceva l'ospedale San Paolo ente caritatevole di un certo rilievo voluta dalla omonima Compagnia, istituita nel La Compagnia per alcuni anni ricoverò gli ammalati in locali privati provvedendo, nel 1517, alla costruzione del proprio ospedale sul Priamar, distrutto nel 1542 e rimpiazzato, nel 1549, da un altro edificio situato nell'odierna via Aonzo dove rimase fino al 1856 quando fu trasferito, notevolmente ampliato, sul terreno fuori della porta Bellaria (oggi Corso Italia) a spese del Comune, assumendo la denominazione appunto di Ospedale Civico San Paolo. Finanziata interamente dal Comune, l'opera sorse attraverso una convenzione del 1856 tra Comune e amministrazione degli Ospizi del Santuario mediante la quale l'ente di beneficienza riceveva in uso la maggior parte del fabbricato per servizio dell'ospedale, coll'obbligo della denominazione di Ospedale Civico di San Paolo, mentre al Comune passavano i locali del convento di San Giacomo. L ospedale fu realizzato in sette anni, tra il 1850 ed il 1857, lungo l'asse dell'allora stradone dell'ospedale (che doveva in seguito assumere la denominazione di Corso Principe Amedeo e poi corso Italia) prospiciente, con la facciata principale, all'area della nuova piazza prevista nel piano regolatore. La costruzione dell'ospedale, allora uno dei più grandi ed importanti del Regno Sardo, fu diretta dall'architetto savonese Giuseppe Cortese su disegni dell'architetto Carlo Sada di Bellaggio il cui progetto era stato scelto dal Comune nel L'ospedale fu inaugurato nel 1857 e ospitò più di 500 degenti e una scuola. Le esigenze sanitarie nei successivi 50 anni crebbero e già nei primi decenni del novecento si fece più acuto il problema del civico Ospedale San Paolo. Il fabbricato di corso Principe Amedeo cominciava a dimostrarsi non solo insufficiente per i bisogni della città, la cui popolazione era notevolmente aumentata, ma era anche deteriorato e con il tetto in disordine. Si discusse sull'opportunità di sopraelevare e riattare l'edificio o costruirne uno nuovo in zona periferica, anche perché l'ospedale, che all'epoca della costruzione era in zona poco abitata, con l'espandersi della città, veniva a trovarsi in pieno centro. Tra il 1928 ed il 1931, il fabbricato venne sopraelevato di un piano. Ma già venti anni dopo (1950) la capienza dell'ospedale risultava ulteriormente inadeguata e si ripropose il trasferimento del complesso, problema che si trascinerà nei decenni successivi, malgrado la sistemazione di alcuni reparti nel nuovo complesso di Valloria che comincerà a sorgere negli anni del secondo dopoguerra. Il progetto per il trasferimento a Valloria, definitivamente approvato nel 1958, prevedeva la realizzazione di un ospedale a padiglioni multipli e ampliamenti nelle strutture esistenti. Ma, nell'estate del 1958 la Commissione tecnica propende per la realizzazione di un monoblocco, capace di 750 posti letto, aumentabili a 840, portando a 150 i posti a disposizione del reparto sanatoriale: il progetto, approvato dal ministero dei Lavori pubblici il 23 marzo 1959, viene definitivamente approvato dal consiglio comunale il 22 marzo Avviati i lavori solo nel mese di novembre del 1968, il Consiglio dei sanitari e l'amministrazione del San Paolo deliberano l'entrata in esercizio dei locali disponibili a Valloria. Riproponendo anche per questa opera un cammino lungo e difficile. (a cura di Dominica Piccardo) 20

21 Natale Auser Musica, canti, prosa e ballo. Le abilità dei nostri soci per un pomeriggio tra cultura e divertimento AUGURI DELL AUSER PER UN ALTRO ANNO DA TRASCORRERE INSIEME Venerdì 13 dicembre mercatino della solidarietà e del volomntariato in piazza Sisto IV Lunedì 15 dicembre alla Società Fratellanza Leginese pomeriggio di festa dei Centri GRAZIELLA OMBRA* I volontari dei Centri e alcuni dei frequentatori più assidui, coordinati da Emma Gallo, Gemma Babboni e Graziella Ombra, hanno preparato con grande cura e impegno il pomeriggio del 15 dicembre: una giornata di festa per scambiarsi gli auguri ma non solo.all ingresso i partecipanti alla festa troveranno un piccolo omaggio realizzato dai frequentatori dei centri e dai volontari. Quest anno, durante il pomeriggio, si esibiranno sul palco del Milleluci : il coro Gli allegri canta Auserini di Savona magistralmente diretto dal fisarmonicista Franco Bianchi, il Gruppo canoro folk di Pietra Ligure coordinato, diretto e accompagnato alla chitarra da Gianni Coppo, i ballerini del gruppo Arcobaleno Dance coordinati da Rita e Antimo Smeragliuolo, il gruppo di teatro emozionale coordinato da Daniela Liaci e Piero Germini con il saggio finale del corso tenutosi a luglio, il gruppo di ginnastica dolce condotto da Fulvia Rescazzi nell ambito dei corsi Unisabatia di Vado, nonché altri singoli soci che reciteranno poesie, leggeranno racconti e interpreteranno brevi scenette. I temi trattati sono la solidarietà, l esperienza personale e il ricordo dei bei tempi passati ma, anche semplicemente, il sorriso e il divertimento che deriva dallo stare bene insieme. Il pomeriggio sarà, come ormai tradizione, presentato dall attrice Donatella Francia alla quale vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità e reso ancora più ricco dalla bella voce del soprano Rita Cerisola.Al termine delle esibizioni dei nostri bravi artisti che, nonostante i capelli grigi, si mettono in gioco per donare attimi di spensieratezza e divertimento, sarà proposta una grande lotteria a premi e la tradizionale merenda con dolci e spumante per augurare buone feste e un 2015 migliore. Vita dei centri Aspettando Natale i volontari e gli ospiti del centro Auser di via Giacchero il 30 ottobre hanno festeggiato Halloween con un pomeriggio all insegna della paura e del divertimento. Gabriella Pessano, responsabile del centro ha organizzato l evento addobbando i locali e preparando per tutti scherzetti e dolcetti MERCATINO DEL VOLONTARIATO A Santa Lucia in Piazza Sisto IV Per il secondo anno le Associazione di volontariato savonesi saranno protagoniste di un mercato della solidarietà infatti si mostrano, tutte insieme con i loro gazebo, a Santa Lucia nella più tradizionale giornata savonese di shopping natalizio. Piazza Sisto IV sarà animata e colorata dai banchi delle associazioni che saranno presenti nel cuore della città per farsi conoscere e per proporre piccoli oggetti nati dalla creatività e dall impegno dei volontari. Sostenere il volontariato è un impegno che chiediamo ai nostri concittadini certi della loro sensibilità e generosità ma anche consapevoli che senza il sostegno di tanti il volontariato rischia di non avere le risorse sufficienti per proseguire la sua opera a favore delle persone fragili. Auser parteciperà a questo evento proponendo, oltre alla tradizionale pasta di Libera per la campagna nazionale raccolta fondi, una serie di oggetti eseguite dai suoi volontari nei centri. 21

22 L intervista L agente generale Elio Bruzzone fa il punto su iniziative, strategie e impegno sociale di UnipolSai Assicurazioni NOI A FIANCO DI LIBERA PER NON DIMENTICARE I PIU DEBOLI Con don Ciotti promuoviamo il riutilizzo sociale e culturale dei beni sottratti alle mafie. Il mondo del lavoro punto di riferimento promuovendo convenzioni con le organizzazioni sindacali e di categoria UnipolSai Assicurazioni è una realtà ben radicata a Savona e nel territorio con iniziative e strategie che vanno oltre il mercato assicurativo attraverso un forte impegno nel sociale. L attività della compagnia si sviluppa su cinque aree di garanzia: mobilità, casa, protezione, lavoro e risparmio. Ne parliamo con Elio Bruzzone, agente generale savonese. Bruzzone, qual è il biglietto da visita di UnipolSai? La prima risposta è data dalla mia esperienza professionale. Sono assicuratore dal 1971 e da quando, nel 1983, ho avuto il mandato da Agente Unipol ho sempre avuto un catalogo di prodotti conveniente e competitivo. Unipol. Oggi UnipolSai Assicurazioni, è una Compagnia che ha sempre avuto come riferimento il movimento dei lavoratori promuovendo convenzioni con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, le associazioni Confesercenti, Cia e Cna e la Lega delle Cooperative. E dal 1990 che queste convenzioni consentono di applicare tariffe competitive e condizioni riservate agli iscritti e agli associati. In questo periodo di crisi UnipolSai che agevolazioni può offrire agli anziani? Dal 1993 ho l incarico di Agente a Savona e anche se nato a Genova, mi sono subito ambientato e radicato nel territorio grazie alla grande disponibilità e collaborazione con le organizzazioni socie partner del gruppo Unipol, con le quali abbiamo sempre condiviso l obiettivo di non trascurare le persone più deboli come, ad esempio, i pensionati. Fin dai primi tempi della mia attività di agente generale, insieme al segretario della Cgil Giancarlo Pinotti (che ricordiamo con affetto, ndc), ho favorito iniziative per promuovere le nostre tariffe assicurative e le agevolazioni dedicate alle fasce più deboli e adesso grazie all integrazione della mia agenzia con Unipol Banca, un ulteriore vantaggio, possiamo proporre ai pensionati conti correnti veramente concorrenziali sulla piazza di Savona. La vostra compagnia assicurativa è quindi radicata e attenta ai bisogni dei territori sui quali opera ma, cosa fa UnipolSai per il sociale? Da sempre Unipol ha avuto una particolare attenzione al sociale. Innumerevoli iniziative sul territorio nazionale vengono promosse tutto l anno e una delle più significative è sicuramente quella collegata 22 all organizzazione di Libera, che tutti conosciamo, l organizzazione fondata da don Luigi Ciotti, fantastica persona che ho avuto l onore di conoscere, impegnata contro le mafie e l illegalità. L iniziativa prevede la destinazione di un euro per ogni polizza emessa e per ogni conto corrente aperto con Unipol Banca per promuovere il riutilizzo sociale e culturale dei beni confiscati alle mafie. Inoltre periodicamente UnipolSai organizza incontri per noi agenti a Torino nei capannoni ex Fiat, offrendo la possibilità di acquistare i prodotti alimentari di Libera nei locali da loro adibiti ad esposizione. Mi si consenta di sottolineare con grande soddisfazione l importanza di rappresentare una Compagnia Assicurativa che, oltre ad essere diventata con l acquisizione di FondiariaSai la prima Compagnia Ramo danni in Italia, non dimentica le proprie origini. Concludo augurando a tutti gli associati Auser, un felice Natale e un 2015 foriero di serenità e salute. Proposte UnipolSai Mobilità, Casa, Protezione, Lavoro, Risparmio. UnipolSai Assicurazioni ha riassunto la sua gamma prodotti in 5 aree di garanzia chiare e innovative. Scegli l area di tuo interesse e con le divisioni di UnipolSai scopri tutti i vantaggi a te riservati. Info: Litoranea snc Agenzia UnipolSai - Divisione Unipol di Savona - n.2068 Via Paleocapa 22/ Savona Tel. 019/ Fax 019/ UnipolSai Assicurazioni S.p.A. è la compagnia assicurativa multiramo del Gruppo Unipol nata il 6 gennaio 2014 a seguito della fusione per incorporazione in Fondiaria-SAI delle storiche compagnie Unipol Assicurazioni e Milano Assicurazioni, nonché di Premafin, holding finanziaria dell ex Gruppo Fondiaria-SAI. Leader italiano nei rami Danni, in particolare nell R.C. Auto, e forte di una posizione di rilievo nei rami Vita, UnipolSai occupa una posizione di assoluta preminenza nella graduatoria nazionale dei gruppi assicurativi per raccolta complessiva, pari al 30 giugno 2014 a 8,9 miliardi di euro. Presidente Fabio Cerchiai, Pierluigi Stefanini vice, Carlo Cimbri A. D. La Compagnia opera attualmente attraverso 7 divisioni (Unipol, La Fondiaria, Sai, Milano, Nuova MAA, Sasa e La Previdente) e la più grande rete agenziale d Italia, forte di circa agenzie assicurative (al netto del ramo di azienda ceduto ad Allianz S.p.A. il 30 giugno 2014) e subagenzie distribuite sul territorio nazionale, tramite la quale offre una gamma completa di soluzioni assicurative.

23 La riflessione PERCHÉ AMO SAVONA (NONOSTANTE TUTTO) Che dire di questo clima inclemente, di un estate così anomala che neppure i nostri vecchi ne ricordano una uguale, di una crisi che supera quella del 29, del Papa che dichiara che siamo di fronte alla terza guerra mondiale, dei migranti che muoiono nel nostro mare, della terra che sembra ribollire di rabbia, infatti c è il rischio eruzione del vulcano islandese Bárðarbunga. Insomma un mondo sottosopra. Estate piovosa, autunno arroventato per le proteste dei tanti (troppi) disoccupati, per gli scontenti di tutte le età, per i politici in crisi d identità, per l Europa e per l Italia in recessione, o meglio in una depressione che fa abbassare i prezzi (e questo a noi, che di economia non ci intendiamo, sembra buono) ma tutti dicono sia un vero disastro. In queste condizioni, essere vecchi sembra una vera fortuna. Uno slogan degli anni della mia giovinezza coniato da Woody Allen diceva Dio è morto, Marx è morto e io mi sento poco bene. Già, in tutto questo disastro non sono a mio agio e lamentarmi per le piccolezze della mia città mi sembra sacrilego. Ma posso lamentarmi almeno un po? Togliermi qualche sassolino nella scarpa ahi che fa tanto male ahi come cantava Natalino Otto negli anni 50 del novecento? Sono proprio datata, ero giovane nel secolo scorso. Tutto torna alla mente, molto si ripete I genovesi vogliono interrarci nuovamente il porto; Savona è sventrata dagli scavi dell Aurelia bis che sembrano bombardamenti; il vecchio ospedale è ancora uno scheletro vuoto; palazzo Santa Chiara, chiuso da una vita, è pieno di erbacce; in via Luigi Corsi il vecchio edificio Fs della Squadra Rialzo cade a pezzi ed è regno di colombi, topi e gatti così come gli Orti Folconi (nonostante il tentativo lodevole di privati per farli diventare un roseto). Al palazzo della ex Banca d Italia toccherà forse la stessa sorte del vecchio San Paolo, la biblioteca comunale Barrili resterà nel nido d aquila di Monturbano chissà sino DOMINICA PICCARDO a quando, sui marciapiedi pedoni e ciclisti, insieme, fanno lo slalom tra gli escrementi. Raccolta differenziata questa sconosciuta (si sperimenta alla Villetta) se ne parla ma la città è ancora invasa da inestetici (e sporchi) cassonetti Proprio vero che il lamento è patrimonio dei vecchi che, sulle panchine, oltre a lamentarsi per la salute e per le disfunzioni dei servizi non sanno fare altro. Noi però siamo per l invecchiamento attivo, non stiamo troppo sulle panchine perché ci sembrano troppo tristi, frequentiamo i centri Auser (aperti anche d estate) e cerchiamo di vivere la città, abbiamo occhi per il bello e abbiamo a cuore questa nostra Savona che, con fatica, cerca di trovare un altra pelle. E allora ecco le cose belle che abbiamo apprezzato quest estate girando per Savona e cercando di godercela da turisti in casa nostra (si può star bene anche se non si fanno ferie costose) abbiamo bighellonato per la città favoriti dalle giornate di maltempo che ci hanno impedito di andare a spiaggia. Molto è migliorato. Il Priamar con gli esterni curati, la stagione teatrale, gli avvenimenti artistici, il cinema all aperto, il museo archeologico sono perle che ci piacerebbe diventassero sempre più cuore vivace e pulsante della cultura savonese. La pinacoteca, nel martoriato Palazzo Gavotti, sta cambiando. Rinnovando le sale, diverso allestimento e maggiore risalto alle collezioni, alcune davvero particolari, come quella delle icone della Madonna dalle tre mani che ci ricorda Renzo Mantero, la mostra dedicata a Iorn, la pregevole raccolta di arte moderna della Fondazione Milani- Cardazzo. Bellezze da scoprire e apprezzare. Tuttavia l evento 23 dell anno sarà l inaugurazione, nel palazzo del ex Monte di Pietà, del nuovo Museo della ceramica, vero fiore all occhiello della città. La cappella Sistina e il Duomo (con le visite guidate), le statue del Maragliano, la casa del Vescovo sono percorsi interessanti da proporre ai turisti e da rivisitare anche per noi savonesi che talora dimentichiamo il nostro patrimonio artistico o non lo godiamo appieno. Consiglierei un giro nel liberty-deco savonese: dalla dimenticata e rovinata villa Zanelli al palazzo dei pavoni, della musica, dei gatti, delle palle, dei leoni dei girasoli veri gioiellini di architettura sparsi per le nostre vie, vie e piazze che tutti conoscono con soprannomi. A un savonese non chiedere dov è piazza Martiri, probabilmente non lo sa, ma conosce ciassa du belin, du pesciu, dell ospea, da vegia staziun, du guvernu o de palme, de Santa Ritta, da campanassa, du domu, du monumentu dove ogni sera, ai rintocchi della campana ai Caduti, la città si ferma per un minuto di raccoglimento. Questa è la Savona che ci piace, una città dove le vie e le piazze non si chiamano con il proprio nome ma con un nomignolo come si chiamavano, tanti anni fa, i vicini di casa e gli amici. A dire il vero a me piace anche il nuovo porto, la darsena, la vita notturna, i turisti delle navi da crociera, il ponte levatoio blu (che tra poco sparirà per lasciare il posto a una anonima passerella rotante), la confusione festosa e l odore di fritto, i pochi pescherecci con i palamiti, le barche a vela nel cu de bo. Certo ogni volta che passo di li mi torna nel cuore il brigantino Costa del Sol, l osteria dove mangiavo il polpo bollito e il minestrone a mezzogiorno insieme ai portuali in tuta blu, l Ilva e le biciclette degli operai, la sirena, le terrazzette, il mercato coperto con i suoi colori, la torre del Brandale, via Pia e poi non c entra niente ma mi vengono in mente le Oxilia fuori del negozio forse solo perché allora ero una giovane donna!

24 Direttore Responsabile: Tomaso Minuto Coordinamento redazionale: Dominica Piccardo Comitato di redazione: Angelo Calabria, Claudio Tagliavini,, Mario Tissone EDITORE - AUSER PROVINCIALE SAVONA - ONLUS (Associazione per l AUtogestione dei SERvizi e la solidarietà) Via Boito 9r - Savona tel e mail: Distribuzione gratuita - Autorizzazione Tribunale di Savona n.552/54

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