LEGGE 54/06. L ORIENTAMENTO DELLA GIURISPRUDENZA NEL PRIMO ANNO DI APPLICAZIONE. MILENA PINI Avvocato in Milano Presidente AIAF Lombardia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LEGGE 54/06. L ORIENTAMENTO DELLA GIURISPRUDENZA NEL PRIMO ANNO DI APPLICAZIONE. MILENA PINI Avvocato in Milano Presidente AIAF Lombardia"

Transcript

1 LEGGE 54/06. L ORIENTAMENTO DELLA GIURISPRUDENZA NEL PRIMO ANNO DI APPLICAZIONE MILENA PINI Avvocato in Milano Presidente AIAF Lombardia Il primo anno di applicazione della legge , n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei coniugi e affidamento condiviso) ha visto l affermarsi di un orientamento della giurisprudenza di merito nel prevalente segno della continuità con il pregresso orientamento della Cassazione su numerose questioni relative all espletamento della funzione genitoriale e al mantenimento dei figli, che si era consolidato nel corso degli anni. Sopite le manifestazioni di piazza e le più estreme rivendicazioni del movimento dei padri separati, che avevano fatto temere un rilevante aumento del contenzioso giudiziario anche in sede di modifica di pregressi accordi tra le parti, si è viceversa registrato quasi un effetto placebo della legge 54/06 su tali accese posizioni. I non allarmanti dati di aumento dei procedimenti di separazione, divorzio e relative modifiche, che rientrano nella fisiologia del fenomeno, consentono di affermare che l affidamento condiviso introdotto dalla l. 54/06 ha avuto, in generale e sotto il profilo culturale, il positivo effetto di rassicurare i padri circa il mantenimento delle loro funzioni genitoriali al momento della separazione o del divorzio, e di sollecitare i genitori separati ad una effettiva collaborazione nell interesse dei figli. In sede di applicazione, la legge 54/06 ha peraltro evidenziato le lacune di un testo legislativo che era stato molto criticato nella lunga fase che ne aveva preceduto la raffazzonata approvazione in periodo prelettorale. Dall esame delle pronunce dei giudici di merito emesse in questo primo anno di applicazione, si possono enucleare alcune questioni su cui già si è registrato un orientamento pressocchè unanime, e altre in merito alle quali sono emerse posizioni contrastanti 1. L AFFIDAMENTO CONDIVISO La definizione di affidamento condiviso e la sua pratica applicazione sono le due questioni principali su cui si è incentrata l elaborazione giurisprudenziale della l. 54/06, nel cui testo non si rinviene una precisa definizione dell affidamento condiviso, né di quello esclusivo, e non si fa più menzione dell affidamento congiunto e dell affidamento alternato che erano previsti dall art. 6, co. 2, l n Nel testo di legge non viene neppure indicato come debba essere regolamentato l affidamento condiviso, se e dove collocare i figli. La giurisprudenza di merito, con voce unanime, ha interpretato il novellato art. 155 c.c. - che riconosce al figlio minore il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore, e di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi - sostenendo che per realizzare detta esigenza il giudice deve adottare i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all interesse morale e materiale di essa, valutando prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, salva la possibilità, in deroga a tale principio, di disporre l affidamento esclusivo, e pertanto alla luce della nuova normativa (nell interesse dei minori, e non già nell interesse del genitore) la regola è l affidamento condiviso, mentre l eccezione (giustificata da validi e comprovati motivi) è l affidamento esclusivo (v. Trib. Catania, ord. 24 aprile 2006, Pres. E rel. Escher, B.c.V.; Trib. Bologna, sent. 10 aprile 2006, n. 800). 1 Le pronunce dei giudici di merito sull affidamento condiviso richiamate in questo articolo sono pubblicate per esteso sui siti dell Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, e

2 Unanime è l orientamento secondo cui l affidamento condiviso comporta, con l esercizio della potestà da parte di entrambi i genitori, una comune responsabilizzazione della coppia genitoriale 2 e una condivisione delle decisioni di maggiore importanza. La giurisprudenza prevalente ritiene quindi che l affidamento condiviso non determina una automatica parificazione di modalità e tempi di svolgimento del rapporto tra i figli e ciascuno dei genitori, bensì comporta l esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi e l impegno a concordare e attuare un progetto per l educazione, la formazione, la cura e la gestione della prole, nel rispetto delle esigenze e delle richieste dei minori (Trib. Bologna, sent. 10 aprile 2006) 3. Assolutamente minoritaria è la posizione che identifica l istituto con il diritto ad una paritaria distribuzione di tempi e modalità di permanenza del figlio presso ciascun genitore (v. Trib. Chieti, ord. 28 giugno 2006, G.I. Medica, D.F. c. C., con la quale si è disposto che il minore di tre anni trascorra con la madre i giorni di lunedì e martedì e con il padre, che abita a circa 6 km. di distanza, il mercoledì ed il giovedì, pernottando nei giorni sopra indicati presso il genitore a cui è affidato, i fine settimana alternati dal sabato mattina al lunedì mattina, trascorrendo sempre il venerdì con il genitore a cui non spetta il fine settimana; Trib. Catania, sent. 12 luglio 2006, che ha suddiviso il tempo della figlia minore i primi tre giorni con la madre e gli altri tre con il padre e le domeniche alternate). Prevale dunque la tesi secondo la quale l affidamento condiviso non si esplica nella forma dell affidamento alternato, in quanto la convivenza alternata dei figli con i genitori (ad esempio a giorni o settimane alterne) può comportare problemi anche pratici tali da rendere la modalità non rispondente all interesse dei figli (App. Bologna, decreto 17 maggio 2006, est. De Meo) 4. 2 M. DELL UTRI, L'affidamento condiviso. L'applicazione giurisprudenziale delle tutele sostanziali. Linee di una rassegna ragionata (relazione tenuta all incontro di studi organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, Nona Commissione - Tirocinio e Formazione Professionale, sul tema L affidamento condiviso, Roma, gennaio 2007, da Dalla scelta adottata dal legislatore emerge l idea della condivisione come regime di responsabilizzazione dei genitori, nei confronti della prole minorenne, in relazione al quale deve ritenersi imprescindibile l aspirazione ad una convergente, e pertanto condivisa volontà dei genitori e degli stessi figli (là dove capaci di esprimere consapevolmente il proprio originale punto di osservazione) sui modi e le forme di organizzazione della propria vita per il tempo futuro. 3 R. RUSSO, giudice del Tribunale di Messina, L affidamento condiviso. Applicazione giurisprudenziale delle tutele sostanziali (relazione tenuta all incontro di studi organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, Nona Commissione - Tirocinio e Formazione Professionale, sul tema L affidamento condiviso, Roma, gennaio 2007, da In tal senso la prassi, ad esempio del Tribunale di Messina: sebbene affidamento ad entrambi possa in qualche caso significare anche dual-residence, in casi particolarmente favorevoli, di norma al giudice spetta stabilire la residenza privilegiata del minore, provvedimento al quale segue quello sulla assegnazione delle casa coniugale e stabilire i tempi di permanenza del minore presso l altro genitore, che tuttavia non ripetono lo schema del c.d. diritto di visita, ma fungono da cornice minima all interno della quale si dà ampio spazio agli accordi tra i genitori ed anche alla stessa volontà del minore se in età da discernimento. E sempre prassi del Tribunale di Messina che almeno su questo punto (domiciliazione del minore e tempi di permanenza) si solleciti sin dalla fase presidenziale il raggiungimento un accordo anche parziale tra i genitori, che non di rado viene raggiunto con certa serenità, se nella consapevolezza delle parti che sarà recepito ma anche sottoposto a verifica nel corso del giudizio ed eventualmente modificato. Di solito nel provvedimento si aggiunge la clausola che le modalità del provvedimento possono essere modificate per accordo tra i coniugi anche su richiesta dei figli e tenendo conto delle loro esigenze, purchè nel complessivo rispetto dei periodi di tempo riservati al rapporto tra il genitore non domiciliatario ed i figli minori. 4 Trib. Messina, 18 luglio 2006 : Il minore necessita di un riferimento abitativo stabile e di una organizzazione domestica coerente con le sue necessità di studi e di normale vita sociale: da qui la necessità di una collocazione privilegiata e di una regola organizzativa anche sui tempi da trascorrere con il genitore non domiciliatario. Si tratta, però, per l appunto di una regola organizzativa e non limitativa (ovvero esaustiva) dei diritti e doveri del genitore che restano improntati alla regola della parità dei ruoli e che vengono esercitati non solo attraverso i tempi di frequentazione, ma anche con la facoltà di interloquire costantemente con l altro genitore sulle vicende che riguardano i figli, con l adozione concordata delle scelte di maggiore interesse, con l assunzione di compiti di cura, educazione ed istruzione dei figli da parte di entrambi, nonché con l assunzione, da parte di entrambi, di un reciproco dovere di informazione sulle questioni che riguardano la prole, molto più incisivo, per evidenti ragioni connesse alla diversità di dimora, di quello proprio dei genitori conviventi

3 Sulla ripartizione dei tempi della presenza del figlio presso l uno e l altro genitore 5, emergono due orientamenti, tendente l uno a regolamentare dettagliatamente la frequentazione del figlio con il genitore non collocatario (App. Trento ord. 24 agosto 2006; Trib. Catania ord. 21 aprile 2006), l altro a lasciare ai genitori un ampio spazio di regolamentazione, quando non si registri tra loro una accesa conflittualità 6. In Lombardia, secondo la ricerca effettuata dall AIAF presso i tribunali delle due sedi distrettuali, in sede di emissione di provvedimenti presidenziali nei procedimenti contenziosi di separazione e divorzio risulta prevalere l affidamento ad entrambi i genitori se vi è domanda da parte di entrambi e non sussistono comportamenti del genitore o fatti che possano far ritenere tale provvedimento contrario all interesse del minore; è di prassi anche il collocamento permanente presso un genitore e la regolamentazione di un ampia frequentazione tra il minore e il genitore non collocatario. LA RILEVANZA DELLA CONFLITTUALITA AI FINI DELL AFFIDAMENTO L eventuale conflittualità esistente tra i genitori non è più motivo di per sé sufficiente ad escludere l affidamento condiviso, in quanto, si è affermato, diversamente avrebbe solo un applicazione residuale, e ciò anche considerato che l uno dei coniugi potrebbe strumentalmente innescare in via unilaterale i conflitti al fine di orientare il giudice verso un affidamento esclusivo (Trib. Catania, ord. 18 maggio 2006; Trib. Catania, ord. 1 giugno 2006, G.I. Di Stefano; App. Bologna, decreto 17 maggio 2006, est. De Meo) 7. Semmai l ostinata ricerca del conflitto con l altro genitore può comportare ai sensi del nuovo art. 155-bis c.c. una modifica dell affidamento. Nell ipotesi di conflittualità, si rileva un orientamento prevalente dei tribunali della Lombardia nel consigliare ai genitori di rivolgersi ad un centro di mediazione familiare, e spesso, nei casi più gravi, si dispone una consulenza tecnica d ufficio o una verifica della situazione da parte dei servizi psicosociali territorialmente competenti, sulla situazione familiare e le capacità genitoriali. Peraltro anche nelle conclusioni delle relazioni peritali si rileva una netta inversione di tendenza rispetto all orientamento precedente alla riforma, in quanto mentre prima, in presenza di conflittualità tra i genitori, si prendeva netta posizione contro l affidamento congiunto, ora si 5 M. DELL UTRI, L'affidamento condiviso, cit.: L espressione che allude ai tempi della presenza del figlio presso ciascun genitore vale a confermare, sotto una diversa e concorrente prospettiva, la scomparsa dell idea di una possibile gerarchia dei ruoli genitoriali, che l impropria e mortificante nozione del diritto di visita aveva finito per nascondere ed implicare in modo surrettizio. 6 M. DELL UTRI, L'affidamento condiviso, cit.: Una prima osservazione induce ad interrogarsi sull effettiva opportunità, o financo la necessità, che il giudice provveda, sempre e comunque, a dettare una specifica o minuta regolamentazione dei tempi della presenza del minore presso i genitori, o se non sia vice-versa raccomandabile lasciare uno spazio adeguatamente fruibile dalle parti nel quadro di una più flessibile gestione degli impegni educativi o dei tempi dello svago. 7 Trib. Catania, ord. 18 maggio 2006 : in tema di affidamento dei figli minori, alla luce della ratio legis sottesa alla novella, la sussistenza di una notevole conflittualità tra i coniugi, di per sé, non è ostativa all affidamento condiviso; ne consegue che l affidamento dei figli ad uno solo dei genitori può essere disposto soltanto in presenza di elementi che travalicano i limiti dell ordinaria conflittualità, in presenza dei quali l affidamento condiviso risulterebbe contrario all interesse morale e materiale del minore. App. Bologna, decreto 17 maggio 2006: in tema di affidamento della prole, la scelta operata dal legislatore a favore dell affidamento condiviso non consente di ritenere la conflittualità tra i genitori elemento sufficiente, di per sé solo, a disporre l affidamento esclusivo; l inevitabile, e, in certa misura, fisiologica diversità di scelte educative tra i genitori è connaturata all affidamento condiviso e, di per sé, non consente di superare la scelta della soluzione preferenziale adottata dal legislatore.

4 propone in analoghe situazioni l affidamento condiviso. In tal caso i CTU consigliano un sostegno psicologico a uno o a entrambi i genitori, o la mediazione familiare se ve ne sono i presupposti. L AFFIDAMENTO ESCLUSIVO L affidamento esclusivo, secondo l orientamento che prevale, può essere adottato solo in via di eccezione, in presenza, secondo il disposto dell art. 155-bis c.c, del manifestarsi di concrete ragioni che ritengano l affidamento condiviso contrario all interesse del minore, quali in via esemplificativa, la obiettiva lontananza del genitore, il suo stato di salute psichica, l insanabile contrasto con i figli, la sua anomala condotta di vita, ad esempio se detenuto o altro (Trib. Catania, ord. 1 giugno 2006, G.I. Di Stefano), ovvero il disinteresse e la mancanza di richiesta da parte del genitore (Trib. Catania, ord. 5 giugno 2006, Pres. ed est. Maiorana, P. c. C.). L affidamento esclusivo può essere adottato anche qualora sia concordato tra le parti, poiché ai sensi dell art. 155 c.c il giudice prende atto, se non contrari all interesse dei figli degli accordi intervenuti tra i genitori, e pertanto la norma va letta sganciandola dal successivo art.155 bis c.c. secondo cui deve valutarsi se il mancato affidamento all altro sia contrario all interesse del minore (Trib. Catania, ord. 1 giugno 2006, G.I. Di Stefano). La giurisprudenza è pressocchè unanime nel rispettare l autonomia dei coniugi nella regolamentazione dei loro rapporti, anche genitoriali, fatto salvo il potere d ufficio di verifica degli accordi che riguardano i figli minori, e di rifiuto dell omologa del verbale di separazione consensuale laddove risultino palesemente contrari al loro interesse. Contrari a questo orientamento risultano i provvedimenti assunti dal Tribunale di Bologna (sent maggio 2006), dal Tribunale per i Minorenni di Trento (23 maggio 2006) e, costantemente, dal Tribunale di Como, che hanno disatteso l accordo raggiunto dai genitori in ordine all affidamento esclusivo del figlio ad un solo genitore, ed hanno imposto autoritativamente l affidamento condiviso. LA POTESTA GENITORIALE Ai sensi del novellato art. 155, co. 3, c.c. la potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori, che devono assumere di comune accordo le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all istruzione, all educazione e alla salute degli stessi, tenendo conto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. Poiché la legge 54/06 consente però un esercizio separato o disgiunto (che secondo alcuni è da intendersi come esclusivo) della potestà su questioni di ordinaria amministrazione, sono emersi sul punto diverse interpretazioni. Secondo alcuni giudici l esercizio della potestà sulle questioni di ordinaria amministrazione deve essere attribuito in via esclusiva al genitore affidatario in caso di affidamento esclusivo (Trib. Catania, ord. 1 giugno 2006, G.I. Di Stefano; in senso contrario Trib. Min. Trento, decreto 11 aprile 2006, Pres. ed est. SPINA, B.K. c. V.D., secondo cui l esercizio della potestà spetta ad entrambi i genitori anche nel caso di affidamento esclusivo). Altri hanno disposto, nell ambito dell affidamento condiviso, che ciascun genitore eserciti in maniera separata ed esclusiva la potestà genitoriale limitatamente alle questioni di ordinaria amministrazione durante il tempo in cui il minore resterà presso lo stesso (Trib. Min. Bologna, decreto 26 aprile 2006, Pres. ed est. Magagnoli, G. c. G.; Trib. Bari, ord. 11 luglio 2006, D. c. F.; Trib. Catania, ord. 24 aprile 2006, Pres. e Rel. Escher, B. c. V.; App. Trento, ord. 15 giugno 2006) 8. 8 Nello stesso senso Trib. Messina; v. R. RUSSO, L affidamento condiviso, cit. Nella prassi del Tribunale di Messina, l esercizio separato della potestà viene evidenziato sin dai provvedimenti provvisori con la formula i genitori possono esercitare la potestà separatamente per le decisioni di ordinaria amministrazione in relazione ai rispettivi tempi di

5 Si è anche disposto l esercizio disgiunto della potestà genitoriale per le questioni di ordinaria amministrazione da parte del genitore che di volta in volta sia materialmente preposto alla cura della minore, in ragione di una elevata conflittualità tra i genitori (App. Trento, ord. 15 giugno 2006, Pres. Chimenz; Rel. Santaniello, R. c. J.B.), e si è sottolineato che la gestione condivisa dei figli non può significare immediata e capillare assunzione di decisioni unanimi in ordine alla quotidianità (App. Trento, ord. 24 agosto 2006, Pres. Nuzzi, est. Santaniello, B.R. c. B.M.G.) La prassi più seguita nel caso di affidamento esclusivo ad un genitore sembra quella che, ferma restando la titolarità della potestà ad entrambi i genitori, attribuisce l esercizio della potestà sulle questioni di ordinaria amministrazione al solo genitore affidatario, e dispone che le decisioni di maggiore interesse relative all istruzione, educazione e salute dei figli siano assunte di comune accordo dai genitori (App. Napoli, decreto 22 marzo 2006). Orientamento già pacifico nel periodo precedente alla riforma introdotta dalla legge 54/06. Queste pronunce evidenziano la difficoltà di trovare nel testo della legge 54/06 una soluzione all incapacità dei genitori separati di dialogare e collaborare, che non può certo essere superata con l affidamento condiviso, se inteso solo come dichiarazione di principio. Lo strumento della mediazione familiare dovrebbe perciò essere maggiormente consigliato dai giudici ed utilizzato dai genitori. L APPLICAZIONE DELL ART. 709 TER C.C. In caso di controversia circa le modalità dell affidamento o l esercizio della potestà, o le decisioni di maggiore interesse per i figli, la l. 54/06 ha introdotto con l art. 709 ter c.c. la possibilità di proporre un ricorso al giudice (istruttore) avanti al quale pende il procedimento di separazione o divorzio, o, se il procedimento si è già concluso, avanti il tribunale (trattasi di procedimento camerale) ove il minore risiede. I provvedimenti ex art. 709 ter c.c. sinora emessi e noti sono scarsi. Nel caso di inadempimento di un padre al dovere di mantenere un rapporto costante e continuativo con i figli e all obbligo di corrispondere il contributo al mantenimento della prole, questi è stato ammonito e richiamato all adempimento dei propri obblighi sanciti dal provvedimento presidenziale, e condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, con avvertimento che in caso di protrazione dell inottemperanza e di specifica prova dei danni, si sarebbe provveduto al risarcimento patrimoniale a suo carico (Trib. Modena, ord. 7 aprile 2006). In altro caso si è invitato il genitore (che frapponeva ostacoli alla frequentazione del figlio con l altro genitore) ad astenersi da tale condotta pregiudizievole per il figlio, con l avvertimento che il perdurare di tale comportamento potrà comportare l adozione dei provvedimenti di cui all art. 709 ter c.p.c. (Trib. Catania, ord. 11 luglio 2006; G.I. Murana, F. c. T.). LE MODALITA DI CORRESPONSIONE DEL MANTENIMENTO PER I FIGLI MINORI La Cassazione, nella prima pronuncia in materia di affidamento a entrambi i genitori, ha affermato con chiarezza che il contributo al mantenimento del figlio è disposto nel suo esclusivo interesse e permanenza del minore presso di loro; le decisioni di maggiore interesse vanno adottate di comune accordo ed i coniugi devono reciprocamente e regolarmente informarsi sulle questioni significative relative al figlio.. Altra possibilità è quella di ripartire le materie di competenza di ciascun genitore (sempre di ordinaria amministrazione) ma in questo modo si rischia di attribuire in realtà non già un esercizio separato di potestà che diventa più o meno effettivo secondo i tempi di permanenza- ma esclusivo per materia.

6 attiene alla qualità della vita dello stesso, e pertanto non ha una valenza patrimoniale. Ove disposto, ha precisato la Suprema Corte, non può comportare necessariamente, in ordine al mantenimento dei figli, un pari obbligo patrimoniale a carico dei genitori, nel senso che dall affidamento congiunto debba discendere l obbligo per ciascun coniuge di provvedere in via diretta al mantenimento dei figli. Tale tipo di valutazione non può assolutamente essere consentita, sostiene la Cassazione, qualora si tenga conto che l affidamento congiunto attiene all interesse del minore dal punto di vista del suo sviluppo, del suo equilibrio psico- fisico, anche in considerazione di situazioni socioambientali, del perpetuarsi dello schema educativo già sperimentato durante il matrimonio, mentre la corresponsione dell assegno di mantenimento per i figli ha natura patrimoniale- assistenziale (cd assistenza materiale), ed è finalizzata a sostenere le spese necessarie per consentire le attività dirette a detto sviluppo psico-fisico del minore (senza esclusione del relativo obbligo in caso di raggiungimento della maggiore età da parte dei figli, ove detto assegno si renda comunque necessario fino al raggiungimento dell autonomia economica). E pertanto censurabile la decisione che erroneamente fa derivare, come conseguenza automatica, dall affidamento congiunto il principio che ciascun genitore provvede in modo diretto ed autonomo alle esigenze dei figli, in quanto l affidamento congiunto non può certo far venir meno l obbligo patrimoniale di uno dei genitori a contribuire con la corresponsione di un assegno al mantenimento dei figli in relazione alle loro esigenze di vita, sulla base del contesto familiare e sociale di appartenenza (Cass., sez. I civile, sentenza , n 18187). La pronuncia della Suprema Corte contraddice l orientamento minoritario - della giurisprudenza di merito che aveva dato interpretazione all art. 155 comma 4 c.c. ( il giudice stabilisce ove necessario la corresponsione dell assegno ) in senso letterale e restrittivo, prevedendo un assegno all altro genitore, collocatario, solo nel caso in cui la corresponsione diretta non copriva interamente il budget a carico del genitore non collocatario (Trib. Catania sentenza 12 luglio 2006; Trib. Catania, ord. 24 aprile 2006). Dalla ricerca dell AIAF presso i tribunali della Lombardia è emerso che nessun tribunale dispone d ufficio il mantenimento in forma diretta, e viene di regola disposto un contributo al mantenimento del figlio, minore o maggiorenne non autonomo, mediante corresponsione di un assegno mensile posto a carico del genitore non convivente con il figlio, e la suddivisione al 50% delle spese scolastiche, di salute, ricreative e sportive, fatto salvo ogni diverso accordo tra i genitori, nei limiti di legge. IL MANTENIMENTO DEL FIGLIO MAGGIORENNE NON AUTONOMO L art. 155-quinquies c.c. che prevede la possibilità per il giudice, in sede di separazione o divorzio, di riconoscere ai figli maggiorenni non indipendenti economicamente un assegno di mantenimento periodico, che salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all avente diritto, ha da subito sollevato interrogativi e perplessità. I problemi sollevati si incentravano sulla legittimazione del genitore convivente o dello stesso figlio a proporre la domanda di assegno, sui presupposti per il riconoscimento dell assegno, sulle modalità di pagamento, etc. Quanto ai requisiti per la corresponsione del mantenimento a favore del figlio maggiorenne e alla legittimazione a proporre la relativa domanda, la giurisprudenza di merito ha mentenuto fermo il pregresso orientamento della Cassazione, ed è pertanto pacifica nel ritenere che la previsione della possibilità di corrispondere l assegno di mantenimento direttamente al figlio maggiorenne non fa venir meno la legittimazione del genitore con cui lo stesso convive di agire iure proprio per il relativo riconoscimento (App. Trento, ord. 6 luglio 2006, Pres. Chimenz, Rel. Santaniello, Z.c.R.; Trib. Messina, decreto 5 maggio 2006, Pres. Amato, Rel. Russo; Trib. Messina, ord. 31 ottobre 2006).

7 E altrettanto pacifico che, in tema di mantenimento dei figli maggiorenni, la l. 54/06 non ha abrogato, o modificato, il sistema degli obblighi parentali inderogabili così come previsti dagli artt. 147 e 148 c.c., sicché costituisce, tuttora, un dovere inderogabile contribuire al mantenimento dei figli anche oltre la maggiore età e finché questi non abbiano conseguito una indipendenza economica. Ne consegue che l unico significato che può attribuirsi alla locuzione può disporre, contenuta nell art. 155-quinquies c.c., è quello della preliminare valutazione del giudice sulle condizioni effettive del figlio maggiorenne (Trib. Messina, decreto 5 maggio 2006, Pres. Amato, Rel. Russo). L ASSEGNAZIONE DELLA CASA FAMILIARE L assegnazione della casa familiare costituisce altra questione su cui si erano inizialmente incentrate forti preoccupazioni per una inversione di tendenza, contraria all interesse dei figli e più favorevole alla salvaguardia del diritto di proprietà del genitore non collocatario. L orientamento sin qui prevalente ha però confermato i criteri dettati dalla consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, che nell interesse del figlio minore o maggiorenne non autonomo economicamente attribuisce in godimento la casa al genitore collocatario o convivente, al fine di consentire al figlio di continuare a vivere nel suo consueto habitat domestico (Trib. Bari, ord. 11 luglio 2006, D. c. F.; Trib. Catania, ord. 11 luglio 2006, G.I. Murana, F. c. T.; Trib. Catania, ord. 5 giugno 2006, Pres. ed est. Maiorana, P. c. C.; Cass. 13 febbraio 2006, n. 3030). Non sono però mancate pronunce di diverso orientamento o motivazione, come nel caso del Tribunale di Bari che ha assegnato la casa familiare «al genitore con cui il minore trascorrerà la maggior parte del proprio tempo» (Trib. Bari, ord. 11 luglio 2006). Quanto alla disposizione che prevede il venir meno del diritto al godimento della casa familiare per il caso in cui l assegnatario «non abiti o cessi di abitare stabilmente la casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio», ed in particolare per quanto riguarda l ipotesi di convivenza o nuovo matrimonio, non si registra un significativo orientamento che abbia disposto l automatico rilascio della casa familiare da parte del genitore collocatario e del figlio, ed anzi alcuni giudici di merito hanno ritenuto non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale rimettendo gli atti alla Consulta (T. Busto Arsizio). LE QUESTIONI PROCESSUALI. LA COMPETENZA IN MATERIA DI AFFIDAMENTO E MANTENIMENTO DEI FIGLI NATURALI Quanto alle questioni di natura processuale emerse a seguito dell applicazione della l.54/06, la più complessa riguarda la competenza funzionale in merito alla regolamentazione dei rapporti genitoriali nell interesse dei figli naturali. Prima della entrata in vigore della l. 54/06, i genitori naturali si rivolgevano al Tribunale per i minorenni, competente secondo quanto previsto dall art. 38 disp. att. c.c., con ricorso ex art. 317 bis c.c., per ottenere i provvedimenti inerenti l affidamento del figlio e la regolamentazione del diritto di visita spettante al genitore non affidatario o collocatario, e al Presidente del Tribunale ordinario, con ricorso ex art. 148 c.c., per i provvedimenti relativi al mantenimento e all assegnazione della casa familiare. La l. 54/06 ha esteso ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati l applicabilità di tutte le disposizioni di legge, causando in sede applicativa un contrasto giurisprudenziale che si è espresso in diversi orientamenti. Secondo un primo orientamento, sostenuto dal Tribunale per i minorenni di Milano che si è dichiarato incompetente a decidere in materia di affidamento dei figli naturali (decreto 12 maggio 2006, est. Zamagni, cui hanno fatto seguito numerose pronunce dello stesso Tribunale, tutte

8 conformi, v. decreto 7 luglio 2006, est. Domanico, V. c. R. V.; recentemente anche il Tribunale per i minorenni di Roma, con decreto del 23 ottobre 2006, si è espresso nello stesso senso), la l. 54/06 ha uniformato i procedimenti relativi all esercizio della potestà sui figli naturali a quelli relativi ai figli legittimi non solo sotto il profilo sostanziale ma anche sotto il profilo processuale. Sotto il profilo sostanziale, la previsione dell art. 317 bis c.c. che esclude dall esercizio della potestà il genitore non convivente con il figlio, salvo attribuire al giudice il potere di disporre diversamente, non può oggi più ritenersi in vigore poichè, in caso contrario, si realizzerebbero illegittime ed irragionevoli disparità di trattamento tra figli legittimi e figli naturali riconosciuti, avendo la novella sancito, per tutti i figli, il principio della bigenitorialità. Il giudice deve pertanto fare riferimento per le questioni relative all affidamento e al mantenimento dei figli, legittimi e naturali, agli artt. 155 e ss. c.c., e non più agli artt. 317 bis e 148 c.c., in quanto la l. 54/06 prevede una disciplina unitaria che si riferisce all affidamento dei figli, al diritto di visita nonché al mantenimento e all assegnazione della casa. Non sembra pertanto possibile scindere le decisioni relative all affidamento da quelle relative alle questioni economiche, ma, sostiene il T.M. di Milano, non appare convincente la tesi secondo cui il richiamo, da parte dell art. 38 disp. att. c.c., dell art. 317 bis c.c. che, a sua volta, avrebbe assorbito l art. 155 c.c. riformato, avrebbe come conseguenza lo spostamento dell intera competenza sull affidamento e sul mantenimento dei figli naturali ai tribunali per i minorenni. L autorità giudiziaria competente ad applicare la nuova disciplina nel caso dei figli naturali è, secondo il T.M. di Milano, il tribunale ordinario, che dovrà applicare a tali controversie il rito ex art. 706 e ss. c.p.c.. Un secondo orientamento sostiene viceversa che la competenza in materia di affidamento dei figli naturali permane in capo al tribunale per i minorenni in forza del combinato disposto degli artt bis c.c. e 38 disp. att. c.c., mentre il tribunale ordinario continua ad essere competente in merito alle domande di mantenimento e di assegnazione della casa familiare (Trib. Milano, ord. 20 luglio 2006, Pres. Siniscalchi, Rel. Bonfilio, G. c. T.; conformi nel ritenere che la competenza in tema di affidamento di figli di genitori naturali spetti al tribunale per i minorenni: Trib. Min. Bologna, decreto 26 aprile 2006; Trib. Min. Trento, decreto 11 aprile 2006). Ritenendo la propria incompetenza per materia a conoscere una controversia in relazione alla quale il Tribunale per i minorenni di Milano si era in precedenza dichiarato incompetente, il Tribunale di Milano con ordinanza del ha disposto la trasmissione del procedimento alla Cassazione, richiedendo d ufficio il regolamento di competenza. La nuova legge, si sostiene, non contiene alcuna nuova disposizione espressa in tema di competenza giurisdizionale a conoscere delle controversie ivi contemplate, e la mancata modifica dell art. 38 disp. att. c.c. come il mancato coordinamento dell art. 317 bis c.c. alla nuova disciplina sostanziale, fanno ritenere che il legislatore abbia voluto limitarsi ad estendere i nuovi principi e criteri sostanziali in tema di affidamento dei figli minori a tutti gli ambiti di possibile rilevanza applicativa, senza farsi carico della disciplina processualistica. Ne consegue che, secondo questa interpretazione, permane la competenza funzionale del tribunale per i minorenni per le controversie che riguardano l affidamento e l esercizio della potestà sui figli naturali. Altro orientamento sostiene che al tribunale per i minorenni spetti la competenza sia in materia di affidamento dei figli naturali, che di mantenimento e assegnazione della casa familiare. Il Tribunale di Monza, il cui territorio di competenza appartiene alla circoscrizione distrettuale del T.M. di Milano, pure ritenendosi incompetente a decidere in merito all affidamento dei figli naturali, ha rimesso gli atti di un procedimento alla Cassazione per il regolamento di competenza (ord. 10 ottobre 2006, Pres. Rel. Calabrò), sostenendo che la l. 54/06 ha inciso solamente sul merito della regolamentazione dell affidamento e dell esercizio della potestà dei genitori naturali, senza modificare l assetto processuale attributivo della competenza funzionale al tribunale per i minorenni.

9 Ha però anche sostenuto che la l. 54/06, nel disporre che il giudice debba decidere sull affidamento condiviso e contestualmente fissare anche la misura e il modo con cui ciascuno dei genitori deve contribuire al mantenimento, alla cura, all istruzione e all educazione dei figli e che l art. 155, co. 2, c.c., applicabile anche alle unioni di fatto, preveda l adozione di ogni altro provvedimento relativo alla prole, abbia fatto venire meno il precedente sdoppiamento di competenze, con la conseguenza che il giudice minorile deve adottare anche i provvedimenti economici a favore dei figli naturali (conformi Trib. Monza, sentenza 29 giugno 2006, est. Buratti; Trib. Catania, sentenza 14 aprile 2006; App. Napoli 27 settembre 2006). Stante la posizione assunta dai giudici minorili milanesi, cui non ha fatto ad oggi riscontro l assunzione di competenza in materia da parte di nessun tribunale ordinario del distretto della corte d appello di Milano, non è possibile ottenere alcun provvedimento di affidamento, regolamentazione dell esercizio della potestà e del diritto di visita nei confronti di figli naturali. Infine, un ulteriore orientamento è stato di recente espresso dal Tribunale per i minorenni di Napoli (ord. 29 settembre 2006, Pres. Battimeli, C. S. c. G.D.R.) che si è dichiarato competente a decidere in merito alle domande di affidamento e di assegnazione della casa coniugale, ma incompetente in relazione alla domanda di determinazione del contributo al mantenimento. In attesa di una pronuncia chiarificatrice e definitiva dalla Corte di Cassazione, necessaria attesa la sostenibilità delle diverse interpretazioni tutte ampiamente motivate dalla giurisprudenza di merito, il T.M. di Napoli ha ritenuto preferibile attenersi alla ripartizione della competenza tra T.O. e T.M. finora in atto, ma precisa che la disciplina dell assegnazione della casa familiare non è questione di natura economica e può essere trattata dal tribunale per i minorenni in quanto strettamente connessa ai tempi e alle modalità di presenza del minore presso ciascun genitore. IL RECLAMO AVVERSO I PROVVEDIMENTI PRESIDENZIALI L ultimo comma dell art. 708 cpc, nella formulazione introdotta dalla legge 54/06, consente la possibilità di proporre reclamo alla Corte d appello avverso i provvedimenti emessi dal presidente. Secondo l orientamento prevalente, stante il carattere necessariamente sommario delle decisioni presidenziali i poteri di controllo affidati al giudice del reclamo sono limitati, con la conseguenza che possono assumere rilievo ed essere eliminati soltanto errori decisionali evidenti e frutto di una non corretta valutazione degli elementi di massima acquisiti nella fase iniziale del processo di separazione, senza alcuna anticipazione dell istruttoria vera e propria demandata al G.I. (App. Trento, sez. I, Pres. Chimenz, Rel. Santaniello, ord. 17 maggio 2006; conforme App. Trento, ord. 24 agosto 2006; App. Bologna, sez. I, Pres. De Robertis, Rel. de Meo, decreto 17 maggio 2006). SULLA RECLAMABILITA DEI PROVVEDIMENTI EMESSI DAL G.I. La questione della reclamabilità dei provvedimenti del G.I. è da tempo oggetto di dibattito in dottrina e giurisprudenza. L orientamento giurisprudenziale maggioritario ha sempre escluso l ammissibilità del reclamo ai sensi degli artt. 669-terdecies c.p.c. avverso il provvedimento del G.I. in quanto non riveste natura cautelare. Anche dopo la novella della legge 54/06 si continua ad escludere la possibilità di reclamare i provvedimenti adottati nella fase istruttoria del giudizio di separazione, considerata l indiscutibile differenza esistente tra i provvedimenti interinali del Presidente e quelli emessi dal giudice istruttore designato per la trattazione della controversia, soprattutto in considerazione del fatto che i secondi sono sempre suscettibili di essere modificati o revocati dalla medesima autorità giudiziaria che li ha adottati alla luce delle doglianze delle parti o delle variazioni della situazione di fatto: tale differenza fa venir meno anche qualsiasi dubbio circa la legittimità costituzionale della mancata

10 previsione di una facoltà di impugnativa anche per i provvedimenti del G.I. a differenza di quanto statuito per quelli presidenziali. (App. Trento, sez. I, decreto 21 settembre 2006). 9 In senso opposto, un orientamento minoritario sostenuto dai giudici del Tribunale di Genova, afferma che se i provvedimenti presidenziali sono reclamabili con ricorso alla corte d appello ai sensi dell art. 708 u.c. cpc ed i provvedimenti assunti dal Giudice del procedimento sono impugnabili nei modi ordinari, e se entrambi i provvedimenti hanno analoga natura, si debbono considerare impugnabili con reclamo alla Corte d Appello anche questi ultimi: infatti l identica natura giuridica del provvedimento impone, con interpretazione estensiva, che ad esso sia riservato lo stesso mezzo di impugnazione quale che ne sia la funzione (Presidenziale o istruttoria) svolta dal magistrato che lo ha emesso (Trib. Genova, Pres. Martinelli, Rel. Oddone, ord. 2 maggio 2006). Secondo la Corte d appello di Genova deve invece ritenersi che la novella che ha inserito la espressa previsione della reclamabilità in Corte del provvedimento presidenziale ex art. 708 c.p.c. abbia previsto una modalità impugnatoria anomala ed eccezionale, che non ha riprodotto per il provvedimento modificativo successivamente emesso dai G.I., con la conseguenza che questo deve ritenersi impugnabile nei modi "ordinari ", ovvero secondo le modalità ordinariamente previste per i provvedimenti cautelari.. da tanto deve trarsi che non sarà più possibile sottoporre al G. I. una istanza di modifica dei provvedimenti presidenziali che non si fondi su di un quid novi, (quantomeno la miglior conoscenza di circostanze preesistenti) rispetto a quanto prospettato al Presidente, giacchè diversamente la cognizione della Corte e del G.I. in prima battuta sarebbero sovrapponibili, e si finirebbe per consentire avverso un provvedimento una duplice modalità di reazione, con sostanziate inutilità del reclamo, il cui effetto potrebbe sempre essere vanificato dalla successiva decisione del GA, sulla scorta detta medesima situazione fattuale. (nello stesso senso Trib. Trani, ord. 18 aprile 2006 e ord. 28 aprile 2006, che ammettono il reclamo al collegio ex art. 669-terdecies c.p.c. contro l ordinanza con la quale il giudice istruttore modifichi, nel corso del giudizio di separazione, i provvedimenti nell interesse della prole e dei coniugi pronunciati dal presidente del tribunale). LA REVOCA O MODIFICA DEI PROVVEDIMENTI PRESIDENZIALI E DEL G.I. I provvedimenti presidenziali e quelli emessi dal G.I. possono essere revocati o modificati, senza alcun vincolo ai mutamenti nelle circostanze, come prevede il novellato art. 709 cpc.. 10 Una volta scelta la via del reclamo alla corte d appello, il provvedimento emesso dalla corte non potrà però essere revocato o modificato dal G.I. a meno che non siano intervenuti fatti nuovi modificativi della preesistente situazione esaminata dal giudice d appello (Trib. Modena, ord. 5 ottobre 2006; conforme l orientamento del Trib. di Milano). 9 Nello stesso senso, App. Bari, ord. 16 giugno 2006: i provvedimenti in subiecta materia esulano dalla previsione di cui all art. 669-quaterdecies c.p.c. che definisce, unitamente all art. 703 c.p.c., l ambito di applicazione del processo cautelare uniforme. A tal proposito va sinteticamente rimarcato che gli art. 708/709 c.p.c. rientrano nel capo I del titolo II, non richiamato nell art. 669-quaterdecies c.p.c., e che i provvedimenti di cui agli art. 708/709 c.p.c. prescindono del tutto dalla valutazione del periculum in mora, sono ampiamente modificabili e, anche se confermati con la sentenza definitiva del giudizio, sono mutabili e revocabili pure dopo la conclusione del processo nelle forme del rito camerale (art. 710 c.p.c.). Non v è dunque ragione per l applicazione diretta, «in quanto compatibile» o analogica, del procedimento cautelare uniforme (Cass. 1 aprile 1998, n. 3374, id., Rep. 1999, voce Separazione di coniugi, n. 89), e quindi dell art. 669-terdecies c.p.c.». 10 Trib. Modena, ord. 5 ottobre 2006: Il potere modificativo in oggetto pare avere subito una sorta di mutazione genetica; da strumento di adeguamento dello stato di diritto al mutare dello stato di fatto, a strumento di eventuale revisione e controllo (dell esattezza) delle determinazioni presidenziali, e perciò (anche) quale revisio prioris instantiae.

11 Il provvedimento presidenziale che non è stato reclamato può invece essere revocato o modificato dal G.I.. Si ritiene pertanto necessario che venga notificata l ordinanza presidenziale al fine di far decorrere i termini per la proposizione del reclamo; solo perenta la via del reclamo, appare ammissibile il ricorso per revoca/modifica al g.i., allo scopo (anche) di rivedere il provvedimento presidenziale, rivalutabile anche sotto il profilo dell opportunità. (Trib. Modena, cit.)

Affido condiviso di Maria Elena Bagnato. Altalex.it

Affido condiviso di Maria Elena Bagnato. Altalex.it Affido condiviso di Maria Elena Bagnato Altalex.it In virtù dell istituto dell affidamento condiviso la potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori che assumono, di comune accordo, le decisioni

Dettagli

Legge 8 febbraio 2006, n. 54

Legge 8 febbraio 2006, n. 54 Legge 8 febbraio 2006, n. 54 "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1 marzo 2006 Art. 1. (Modifiche al codice

Dettagli

ASPETTI PATRIMONIALI ED ASPETTI RELAZIONALI NELLA LORO INTERSEZIONE (Relazione tenuta dall Avv. Vincenzo Teresi in occasione del Convegno Separazione

ASPETTI PATRIMONIALI ED ASPETTI RELAZIONALI NELLA LORO INTERSEZIONE (Relazione tenuta dall Avv. Vincenzo Teresi in occasione del Convegno Separazione ASPETTI PATRIMONIALI ED ASPETTI RELAZIONALI NELLA LORO INTERSEZIONE (Relazione tenuta dall Avv. Vincenzo Teresi in occasione del Convegno Separazione e Divorzio, organizzato dall Associazione DueCon, tenutosi

Dettagli

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata.

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata. Il decreto del Tribunale per i minorenni che provvede sul mantenimento dei figli naturali è titolo per iscrivere ipoteca. Commento al Decreto del Tribunale di Bologna del 29 giugno 2012. La legge n. 54/20006

Dettagli

8. Rapporti tra tribunale ordinario e minorile

8. Rapporti tra tribunale ordinario e minorile 220 Alberto Figone 8. Rapporti tra tribunale ordinario e minorile Molto si è discusso sui rapporti tra Tribunale ordinario e minorile nell assunzione dei provvedimenti a vario modo incidenti sulla potestà,

Dettagli

Protocollo del Distretto di Campobasso in tema di ascolto del minore PREMESSO

Protocollo del Distretto di Campobasso in tema di ascolto del minore PREMESSO Protocollo del Distretto in tema di ascolto del minore PREMESSO che le modifiche legislative intervenute nel corso dell anno 2006 hanno reso urgente e indilazionabile regolamentare le modalità di audizione

Dettagli

WUDQRUPDHGLQWHUHVVHGHOPLQRUH

WUDQRUPDHGLQWHUHVVHGHOPLQRUH &60±)RUPD]LRQHGHFHQWUDWDGHOGLVWUHWWRGL7UHQWR ³,OSURFHGLPHQWRPLQRULOHSHUO DIILGDPHQWRGHLILJOL WUDQRUPDHGLQWHUHVVHGHOPLQRUH 7UHQWRRWWREUH'RWW/XFLDQR6SLQD ±3UHPHVVD La disciplina dell affidamento di figli

Dettagli

L affido condiviso: la potestà dei genitori e l esercizio della stessa secondo la nuova legge. Avv. A. Fissore

L affido condiviso: la potestà dei genitori e l esercizio della stessa secondo la nuova legge. Avv. A. Fissore Corso di formazione dell avvocato della famiglia e del minore. Lunedì 12 febbraio 2007 L affido condiviso: la potestà dei genitori e l esercizio della stessa secondo la nuova legge. Avv. A. Fissore Art.

Dettagli

SEPARAZIONE E DIVORZIO

SEPARAZIONE E DIVORZIO CARLO GUGLIELMO IZZO con la collaborazione di ADRIANO IZZO, ANDREA FALZONE, VALERIO CIONI SEPARAZIONE E DIVORZIO Cacucci Editore - Bari 2009 INDICE Capitolo Primo Il procedimento di separazione giudiziale

Dettagli

D.Lgs n. 154/2013 in vigore dal 7 febbraio 2014 Decreto filiazione

D.Lgs n. 154/2013 in vigore dal 7 febbraio 2014 Decreto filiazione LA LEGGE 10 DICEMBRE 2012 N. 219 HA INTRODOTTO MODIFICHE DI DIRITTO NELLA DELICATA MATERIA DELLA PROTEZIONE DEL MINORE INTRODUCENDO NELL ORDINAMENTO LA CONDIZIONE UNITARIA DI FIGLIO SENZA PIÙ DISTINZIONI

Dettagli

L. 8 febbraio 2006, n. 54. Disposizioni in materia di separazione dei genitori. e affidamento condiviso dei figli.

L. 8 febbraio 2006, n. 54. Disposizioni in materia di separazione dei genitori. e affidamento condiviso dei figli. L. 8 febbraio 2006, n. 54 Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli. (Pubblicata nella Gazz. Uff. 1 marzo 2006, n. 50) Art.1 Modifiche al codice civile. 1. L'articolo

Dettagli

L AFFIDAMENTO DEI FIGLI NATURALI. Fondamento e criteri di applicazione.

L AFFIDAMENTO DEI FIGLI NATURALI. Fondamento e criteri di applicazione. L AFFIDAMENTO DEI FIGLI NATURALI. Fondamento e criteri di applicazione. di Carmelo Padalino SOMMARIO: 1. Presupposto immanente. 2. Proposte di modifica. 3. Profili processuali. 1. Presupposto immanente.

Dettagli

Cass. civ. Sez. VI, 14 ottobre 2014, n. 21633

Cass. civ. Sez. VI, 14 ottobre 2014, n. 21633 Primi passi nell interpretazione dei rapporti tra tribunale per i minorenni e tribunale ordinario secondo il nuovo art.38 delle disposizioni di attuazione del codice civile Cass. civ. Sez. VI, 14 ottobre

Dettagli

IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA

IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA Così composto: dott. M.F.Pricoco Presidente dott. U. Zingales Giudice est. dott. L. Di Natale Componente privato dott. G. Armenia Componente privato riunito in camera

Dettagli

CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO: DIRITTI E DOVERI. In tema di cessazione del matrimonio, l elevato numero di separazioni e

CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO: DIRITTI E DOVERI. In tema di cessazione del matrimonio, l elevato numero di separazioni e CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO: DIRITTI E DOVERI In tema di cessazione del matrimonio, l elevato numero di separazioni e divorzi che si registrano nel nostro Paese ogni anno, considerando

Dettagli

Figlia nati fuori da matrimonio: si ai provvedimenti provvisori. Chi l ha detto che un padre non è capace di occuparsi di un figlio in tenera età?

Figlia nati fuori da matrimonio: si ai provvedimenti provvisori. Chi l ha detto che un padre non è capace di occuparsi di un figlio in tenera età? Figlia nati fuori da matrimonio: si ai provvedimenti provvisori. Chi l ha detto che un padre non è capace di occuparsi di un figlio in tenera età? Trib. Milano, sez. IX civ., decreto 14 gennaio 2015 (Pres.

Dettagli

AFFIDO CONDIVISO Diversamente genitori. Avvocato Cristina Ceci 1

AFFIDO CONDIVISO Diversamente genitori. Avvocato Cristina Ceci 1 AFFIDO CONDIVISO Diversamente genitori 1 Legge n. 54 del 2006 Diritto alla bigenitorialità Tipi di affidamento Esercizio della potestà I tempi dei figli Assegnazione della casa familiare Assegno di mantenimento

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

N.1670/07 Reg. Ricorsi Civili N. Cron. Il Tribunale per i Minorenni di Bari, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori:

N.1670/07 Reg. Ricorsi Civili N. Cron. Il Tribunale per i Minorenni di Bari, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori: Mod. 6 TRIBUNALE PER I MINORENNI DI BARI N.1670/07 Reg. Ricorsi Civili N. Cron. Il Tribunale per i Minorenni di Bari, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori: 1) Dr. Valeria Montaruli

Dettagli

=================== IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA

=================== IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA Il presente provvedimento costituisce una delle prime decisioni da parte di un tribunale per i minorenni sulle questioni economiche relativamente ai figli di genitori non coniugati dopo la nota ordinanza

Dettagli

CONTRO. ha pronunciato la seguente ORDINANZA

CONTRO. ha pronunciato la seguente ORDINANZA IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO SEZIONE IX CIVILE composto dai sigg.ri Magistrati: Dott. Ezio SINISCALCHI Presidente Dott. Anna Maria GERLI Giudice Dott. Anna BONFILIO Giudice rel. nel procedimento

Dettagli

Osservazioni al DDL S 957 in tema di affidamento condiviso

Osservazioni al DDL S 957 in tema di affidamento condiviso Brescia 20 settembre 2011 Osservazioni al DDL S 957 in tema di affidamento condiviso - Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i Minorenni di Brescia - Nel ringraziare la Commissione Giustizia

Dettagli

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale di Francesco Mingiardi e Luigi Patricelli Sommario: 1. La Giurisdizione - 2. La

Dettagli

Corte di cassazione - Sezione I civile - Sentenza 31 marzo 2011 n. 7504

Corte di cassazione - Sezione I civile - Sentenza 31 marzo 2011 n. 7504 Pagina 1 di 9 Non basta la mera disponibilità dei nonni a prendersi cura dei nipoti per scongiurarne l'adozione se non è provata la presenza di "rapporti significativi" Sommario: 1) Breve commento alla

Dettagli

Resta pertanto da vedere quale competenza rimanga al giudice tutelare in seguito alla riferita norma. Non sembra possa dubitarsi che siano rimasti

Resta pertanto da vedere quale competenza rimanga al giudice tutelare in seguito alla riferita norma. Non sembra possa dubitarsi che siano rimasti L ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI IN MATERIA DI MINORI Relatore: dott. Antonino Luigi SCARPULLA pretore della Pretura circondariale di Palermo Premessa. I. Nel nostro ordinamento giuridico non esiste una

Dettagli

INDICE SOMMARIO CAPITOLO PRIMO ESTENSIONE E LIMITI DEL MANTENIMENTO

INDICE SOMMARIO CAPITOLO PRIMO ESTENSIONE E LIMITI DEL MANTENIMENTO Elenco delle principali abbreviazioni... XXIII CAPITOLO PRIMO ESTENSIONE E LIMITI DEL MANTENIMENTO Guida bibliografica... 3 Profili generali................ 7 1.1. Le questioni da affrontare..........

Dettagli

CORTE D APPELLO DI TRENTO; ordinanza 15 giugn. 2006; Pres. CHIMENZ; Rel. SANTANIELLO, R. c. J.B. Riforma Trib. Trento ordinanza 11 maggio 2006.

CORTE D APPELLO DI TRENTO; ordinanza 15 giugn. 2006; Pres. CHIMENZ; Rel. SANTANIELLO, R. c. J.B. Riforma Trib. Trento ordinanza 11 maggio 2006. CORTE D APPELLO DI TRENTO; ordinanza 15 giugn 2006; Pres. CHIMENZ; Rel. SANTANIELLO, R. c. J.B. La Corte d Appello di Trento, Sezione Prima, riunita in camera di consiglio nelle persone dei Signori Magistrati:

Dettagli

LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA

LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA riunita in Camera di Consiglio, e composta dai seguenti magistrati : Dott. ROSA CASABUR I PRESIDENTE Dott. FAUSTA PALAZZO CONSIGLIERE Dott. MAURIZIO PETRELLI

Dettagli

CAPITOLO III CAPITOLO IV

CAPITOLO III CAPITOLO IV CAPITOLO I GLI EFFETTI PATRIMONIALI DELLA SEPARAZIONE E DEL DIVORZIO 1. Gli effetti patrimoniali della separazione e del divorzio.... 2 2. La relazione con il c.d. regime primario della famiglia.... 5

Dettagli

I Procedimenti di separazione e divorzio

I Procedimenti di separazione e divorzio giugno 2013 I Procedimenti di separazione e divorzio http://www.edizioniadmaiora.it/pubblicazioni/item/i-procedimenti-di-separazione-e-divorzio.html LA L. N 219/12 PROBLEMATICHE IN TEMA DI COMPETENZA FUNZIONALE

Dettagli

a cura di Laura Gaiotti e Monica Terzago

a cura di Laura Gaiotti e Monica Terzago COORDINAMENTO DEGLI OPERATORI DEI SERVIZI DI MEDIAZIONE FAMILIARE - 21 MARZO 2006 - OSSERVAZIONI 1 SULLA NUOVA LEGGE 8 febbraio 2006, n. 54 Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE. Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909. Svolgimento del processo

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE. Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909. Svolgimento del processo SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909 Svolgimento del processo Il Tribunale di Benevento con sentenza del 15 settembre 2004 condannava i coniugi

Dettagli

INDICE SOMMARIO DEL VOLUME

INDICE SOMMARIO DEL VOLUME INDICE SOMMARIO DEL VOLUME Indice per articoli... pag. VII Indice bibliografico...» XIII LILIANA ROSSI CARLEO INTRODUZIONE...» 1 TITOLO VI. DEL MATRIMONIO CAPO V. DELLO SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO E DELLA

Dettagli

Assegno Mantenimento. Assegno di Mantenimento: Definizione

Assegno Mantenimento. Assegno di Mantenimento: Definizione Assegno Mantenimento Approfondimenti e spiegazioni utili sull assegno di mantenimento: cos è, quando è possibile richiederlo, a chi spetta, come viene quantificato e rivalutato e tanto altro. Assegno di

Dettagli

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE Esaminati gli atti del procedimento iscritto al n. 344/2007 R.G., sciogliendo la riserva che precede; OSSERVA Va, innanzitutto,

Dettagli

TRIBUNALE DI CATANIA Prima Sezione Civile. Il Tribunale, riunito in camera di consiglio e composto dai magistrati. dr Giovanni Dipietro

TRIBUNALE DI CATANIA Prima Sezione Civile. Il Tribunale, riunito in camera di consiglio e composto dai magistrati. dr Giovanni Dipietro TRIBUNALE DI CATANIA Prima Sezione Civile Il Tribunale, riunito in camera di consiglio e composto dai magistrati dr Elio Morgia Presidente dr Giovanni Dipietro Giudice dr Massimo Escher Giudice rel. letti

Dettagli

Indice. 1 La filiazione ------------------------------------------------------------------------------------------------ 3

Indice. 1 La filiazione ------------------------------------------------------------------------------------------------ 3 INSEGNAMENTO DI LEGISLAZIONE MINORILE LEZIONE IV LA COMPETENZA CIVILE DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI IN MATERIA DI ADOZIONI PROF. GIANLUCA GUIDA Indice 1 La filiazione ------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

UNA LEGGE CHE METTE AL CENTRO LA TUTELA DEL DIRITTO DEI MINORI AFFIDATI ALLA CONTINUITÀ AFFETTIVA

UNA LEGGE CHE METTE AL CENTRO LA TUTELA DEL DIRITTO DEI MINORI AFFIDATI ALLA CONTINUITÀ AFFETTIVA TAVOLO NAZIONALE AFFIDO UNA LEGGE CHE METTE AL CENTRO LA TUTELA DEL DIRITTO DEI MINORI AFFIDATI ALLA CONTINUITÀ AFFETTIVA Prime riflessioni sulle modifiche introdotte dalla Legge n. 173/2015 Modifica alla

Dettagli

Corte App. Catania, sez. Famiglia, decreto 15 febbraio 2016

Corte App. Catania, sez. Famiglia, decreto 15 febbraio 2016 Corte App. Catania, sez. Famiglia, decreto 15 febbraio 2016 (Pres.Motta,rel. Russo) FATTO E DIRITTO Il Tribunale di Ragusa con il provvedimento di cui in epigrafe ha concluso il giudizio di revisione delle

Dettagli

TRIBUNALE PER I MINORENNI DI BRESCIA

TRIBUNALE PER I MINORENNI DI BRESCIA N. 1399/09 R. G. C.C. TRIBUNALE PER I MINORENNI DI BRESCIA Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori: dott.ssa Maria Carla Gatto dott.ssa Eliana Genovese dott. Giammarco Madonna

Dettagli

Le norme in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli introdotte dalla Legge 8 febbraio 2006, n. 54 1

Le norme in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli introdotte dalla Legge 8 febbraio 2006, n. 54 1 ASSOCIAZIONE ITALIANA DEGLI AVVOCATI PER LA FAMIGLIA E PER I MINORI Le norme in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli introdotte dalla Legge 8 febbraio 2006, n. 54 1 Avv.

Dettagli

IL mantenimento della prole e l assegnazione

IL mantenimento della prole e l assegnazione Capitolo 3 IL mantenimento della prole e l assegnazione della casa coniugale Caso 3.1 Come si configurava, prima della riforma della materia, l istituto del mantenimento della prole? Come è noto il matrimonio

Dettagli

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Edizioni Simone - Vol. 45/1 Compendio di Diritto Internazionale privato e processuale Parte seconda Cenni di parte speciale Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Sommario Z 1. La filiazione. - 2. L adozione.

Dettagli

La Corte d appello di Bari ha affrontato due questioni interpretative, Sotto il primo profilo, ha affermato che il reclamo alla Corte

La Corte d appello di Bari ha affrontato due questioni interpretative, Sotto il primo profilo, ha affermato che il reclamo alla Corte La Corte d appello di Bari ha affrontato due questioni interpretative, l una processuale e l altra sostanziale. Sotto il primo profilo, ha affermato che il reclamo alla Corte d appello avverso le ordinanze

Dettagli

L affidamento dei figli minori nelle separazioni e nei divorzi

L affidamento dei figli minori nelle separazioni e nei divorzi L affidamento dei figli nelle separazioni e nei divorzi nno 2006 6 agosto 2008 Ogni anno l Istat conduce un indagine sulle separazioni e una sui divorzi rilevando, presso le cancellerie dei 165 tribunali

Dettagli

Formulazione attuale Modifica Costantini Commento. Articolo 1. (Modifiche al codice civile)

Formulazione attuale Modifica Costantini Commento. Articolo 1. (Modifiche al codice civile) Formulazione attuale Modifica Costantini Commento «Art. 155. (Provvedimenti riguardo ai figli) Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto

Dettagli

TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO

TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO Tomo II La normativa processuale A cura di Michele Angelo Lupoi Indice Capitolo I Separazione e divorzio: quale modello procedimentale? di Michele Angelo Lupoi 1.

Dettagli

LeggeMania ~ Quos ego

LeggeMania ~ Quos ego LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell

Dettagli

IL TRIBUNALE DI BOLOGNA PRIMA SEZIONE CIVILE composto dai magistrati

IL TRIBUNALE DI BOLOGNA PRIMA SEZIONE CIVILE composto dai magistrati IL TRIBUNALE DI BOLOGNA PRIMA SEZIONE CIVILE composto dai magistrati Dr. Rosario Ziniti presidente Dr. Antonio Costanzo giudice rel. Dr. Cinzia Gamberini giudice ha pronunciato il seguente DECRETO nel

Dettagli

L AVVOCATO DEL MINORE: NUOVA FIGURA, NUOVA PROFESSIONALITA? DUBBI INTERPRETATIVI E PRIME SOLUZIONI 1

L AVVOCATO DEL MINORE: NUOVA FIGURA, NUOVA PROFESSIONALITA? DUBBI INTERPRETATIVI E PRIME SOLUZIONI 1 L AVVOCATO DEL MINORE: NUOVA FIGURA, NUOVA PROFESSIONALITA? DUBBI INTERPRETATIVI E PRIME SOLUZIONI 1 Camera minorile di Milano 10 ottobre 2008 Il titolo the day after posto dagli organizzatori per presentare

Dettagli

Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un

Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un coniuge a favore dell altro o a favore dei figli, allo scopo di regolamentare i rapporti patrimoniali

Dettagli

La riforma del processo di separazione e divorzio, introdotta, dopo un lungo e

La riforma del processo di separazione e divorzio, introdotta, dopo un lungo e Riflessioni in tema di affidamento condiviso La riforma del processo di separazione e divorzio, introdotta, dopo un lungo e tormentato iter parlamentare,dalla Legge 8/2/2006 N. 54, si propone tra i suoi

Dettagli

Alternanza dei genitori con cadenza settimanale nella casa familiare

Alternanza dei genitori con cadenza settimanale nella casa familiare Alternanza dei genitori con cadenza settimanale nella casa familiare Tribunale per i minorenni di Milano Decreto provvisorio 30 maggio 4 giugno 2008 n. 4380 Presidente e relatore Aliverti La massima -

Dettagli

Il quadro delle responsabilità civili

Il quadro delle responsabilità civili Firenze Istituto degli Innocenti 11 maggio 2012 Il quadro delle responsabilità civili Relatrice: Manuela Cecchi 1 IL QUADRO DELLE RESPONSABILITÀ CIVILI Secondo il Glossario del portale degli assisti sociali

Dettagli

Il mantenimento dei figli maggiorenni

Il mantenimento dei figli maggiorenni Il mantenimento dei figli maggiorenni Di Germano Palmieri L articolo 30 della Costituzione italiana sancisce che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori

Dettagli

Art. 150. Separazione personale.

Art. 150. Separazione personale. CODICE CIVILE Libro Primo Delle persone e della famiglia Titolo VI Del matrimonio Capo V Dello scioglimento del matrimonio e della separazione dei coniugi Art. 149. Scioglimento del matrimonio. Il matrimonio

Dettagli

I PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE IN MATERIA DI ABUSI FAMILIARI

I PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE IN MATERIA DI ABUSI FAMILIARI I PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE IN MATERIA DI ABUSI FAMILIARI La legge 154/01 ha introdotto un articolato sistema in grado di contrastare ogni forma di violenza maturata all interno del nucleo familiare

Dettagli

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 3 febbraio 26 marzo 2015, n. 6132 Presidente Forte Relatore Lamorgese Svolgimento del processo Alla fine

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 3 febbraio 26 marzo 2015, n. 6132 Presidente Forte Relatore Lamorgese Svolgimento del processo Alla fine Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 3 febbraio 26 marzo 2015, n. 6132 Presidente Forte Relatore Lamorgese Svolgimento del processo Alla fine dell'unione tra P.M. e Pa.Mi., il Tribunale di Milano

Dettagli

SPC s.r.l. Scuola di Psicoterapia Comparata Fondata da Patrizia Adami Rook

SPC s.r.l. Scuola di Psicoterapia Comparata Fondata da Patrizia Adami Rook LA MEDIAZIONE FAMILIARE IN ITALIA PASSATO, PRESENTE E FUTURO I versione: 30 marzo 2006 Ultima revisione: 15 maggio 2008 A partire dal 1970, anno di introduzione della legge sul divorzio, assistiamo nel

Dettagli

N. /10 R.G. - MINORI La Corte di Appello di Brescia, Sezione per i Minorenni, composta dai signori:

N. /10 R.G. - MINORI La Corte di Appello di Brescia, Sezione per i Minorenni, composta dai signori: 1 N. /10 R.G. - MINORI La Corte di Appello di Brescia, Sezione per i Minorenni, composta dai signori: CAMPANATO dott. Graziana Presidente LENDARO dott. Carla Marina Consigliere rel. SPINA dott. Luciano

Dettagli

Diritto dell Unione Europea. Indice

Diritto dell Unione Europea. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELL UNIONE EUROPEA LEZIONE IX LA TUTELA GIURISDIZIONALE NELL ORDINAMENTO COMUNITARIO PROF. GIUSEPPE RUBERTO Indice 1 Il sistema di tutela giurisdizionale comunitario. ---------------------------------------------------

Dettagli

INDICE-SOMMARIO. Presentazione della Collana... pag. V Introduzione...» IX Prefazione dell avv. Cesare Rimini...» XI Indice-Sommario...

INDICE-SOMMARIO. Presentazione della Collana... pag. V Introduzione...» IX Prefazione dell avv. Cesare Rimini...» XI Indice-Sommario... INDICE-SOMMARIO Presentazione della Collana... pag. V Introduzione...» IX Prefazione dell avv. Cesare Rimini...» XI Indice-Sommario...» XIII CAPITOLO I DALLA RIFORMA DEL 1987 ALLA RIFORMA DEL 2006 1. Breve

Dettagli

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita 1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione

Dettagli

INDICE-SOMMARIO CAPITOLO II I PRESUPPOSTI PROCESSUALI E LA FASE PRESIDENZIALE. Sezione I Giurisdizione e competenza

INDICE-SOMMARIO CAPITOLO II I PRESUPPOSTI PROCESSUALI E LA FASE PRESIDENZIALE. Sezione I Giurisdizione e competenza CAPITOLO I SEPARAZIONE E DIVORZIO: UN MODELLO PROCESSUALE UNITARIO 1. Premessa. Le ragioni di una scelta....................... 1 2. Matrimonio, separazione, divorzio: il legame tra società e diritto,

Dettagli

LEGGE 8 febbraio 2006, n. 54 Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli. La Camera dei deputati ed il

LEGGE 8 febbraio 2006, n. 54 Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli. La Camera dei deputati ed il LEGGE 8 febbraio 2006, n. 54 Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA

Dettagli

Edizione MAGGIO 2014. Copyright MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it

Edizione MAGGIO 2014. Copyright MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it Diritto Famiglia Vi sono importanti novità sotto il profilo processuale introdotte dalla legge 219 del 2012. L art. 38 disp. att. c.c. viene, infatti, modificato così da trasferire la competenza dal Tribunale

Dettagli

Famiglia di sangue e famiglia adottiva: la tradizionale interazione tra i due modelli sul piano normativo.

Famiglia di sangue e famiglia adottiva: la tradizionale interazione tra i due modelli sul piano normativo. SOMMARIO INTRODUZIONE 1. 2. Famiglia di sangue e famiglia adottiva: la tradizionale interazione tra i due modelli sul piano normativo. La recente legge di riforma delle adozioni: luci ed ombre. p. 11 18

Dettagli

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale Alle ipotesi codicistiche originarie del condomino assente o dissenziente la legge di riforma del condominio ha aggiunto la legittimazione

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE N. 2805S DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO DEI FIGLI NATURALI

DISEGNO DI LEGGE N. 2805S DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO DEI FIGLI NATURALI DISEGNO DI LEGGE N. 2805S DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO DEI FIGLI NATURALI Art. 1. (Disposizioni in materia di filiazione) 1. L articolo 74 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art.

Dettagli

IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE

IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE Gli effetti di una rottura coniugale, come è noto, sono numerosi e coinvolgono questioni psicologiche, affettive, mutamenti di stile, di vita, limitazioni

Dettagli

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia

Dettagli

L AUDIZIONE DEL M INORE IL VALORE PROBATORIO DELLE DICHIARAZIONI

L AUDIZIONE DEL M INORE IL VALORE PROBATORIO DELLE DICHIARAZIONI L AUDIZIONE DEL M INORE IL VALORE PROBATORIO DELLE DICHIARAZIONI SOMMARIO: 1. Il valore probatorio delle dichiarazioni del minore in ambito civile e, in particolare, nei procedimenti di separazione e divorzio

Dettagli

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità Nelle controversie in materia di invalidità, cecità, sordità civili, nonché di handicap, disabilità,

Dettagli

LA TUTELA DEL MINORE, CASI DI AFFIDAMENTO E CONTRIBUTI PERITALI

LA TUTELA DEL MINORE, CASI DI AFFIDAMENTO E CONTRIBUTI PERITALI LA TUTELA DEL MINORE, CASI DI AFFIDAMENTO E CONTRIBUTI PERITALI Psicologia e Giustizia GIUDICE C/O IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI MILANO D.SSA ANNA MARIA ZAMAGNI Il Tribunale per i Minorenni è competente

Dettagli

INDICE. Prefazione...p.

INDICE. Prefazione...p. INDICE Prefazione...p. XIII I REGIME PATRIMONIALE DEI CONIUGI Introduzione... 3 1 La scelta del regime patrimoniale... 7 Atto di matrimonio avanti all ufficiale di stato civile con scelta di separazione

Dettagli

Caso 5.6. 5. L adozione internazionale

Caso 5.6. 5. L adozione internazionale Caso 5.6 5. L adozione internazionale A quale autorità giudiziaria gli adottanti devono ricorrere qualora, a seguito di una dichiarazione di adozione emessa dallo stato ucraino, gli stessi lamentino che

Dettagli

Diritto antidiscriminatorio

Diritto antidiscriminatorio Diritto antidiscriminatorio Catanzaro aprile 2013 avv. Alberto Guariso www.studiodirittielavoro.it Parte prima : come costruire l azione antidiscriminatoria L applicazione delle nozioni Come costruire

Dettagli

Il privilegio relativo ai crediti per tributi degli enti locali. I nuovi orientamenti giurisprudenziali e la necessità di una novella al codice civile

Il privilegio relativo ai crediti per tributi degli enti locali. I nuovi orientamenti giurisprudenziali e la necessità di una novella al codice civile Il privilegio relativo ai crediti per tributi degli enti locali. I nuovi orientamenti giurisprudenziali e la necessità di una novella al codice civile di Giovanni Diquattro Sommario 1. Il quadro normativo

Dettagli

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. I civ. 11 Gennaio 2013, n 601

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. I civ. 11 Gennaio 2013, n 601 MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA Corte di Cassazione Sez. I civ. 11 Gennaio 2013, n 601 Famiglia - Figli Genitori gay Affido Possibile Sì all affido di un figlio minore ad una coppia omosessuale composta da

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2183 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI MOLTENI, GIANCARLO GIORGETTI, FEDRIGA, ALLASIA, ATTA- GUILE, BORGHESI, BOSSI, MATTEO BRAGANTINI,

Dettagli

Tribunale per i Minorenni di Brescia

Tribunale per i Minorenni di Brescia Tribunale per i Minorenni di Brescia Via Malta n. 12 N. 716/13 R.G.C.C. N. Cron. Il Tribunale per i Minorenni di Brescia, riunito in Camera di Consiglio, nelle persone dei sigg.: Dr.ssa Maria Carla Gatto

Dettagli

FILIAZIONE: TUTTI I FIGLI SONO UGUALI. I figli sono semplicemente figli, questo non più solo sotto il profilo

FILIAZIONE: TUTTI I FIGLI SONO UGUALI. I figli sono semplicemente figli, questo non più solo sotto il profilo FILIAZIONE: TUTTI I FIGLI SONO UGUALI I figli sono semplicemente figli, questo non più solo sotto il profilo affettivo ma anche davanti alla legge. La riforma sulla filiazione 1 ha definitivamente abolito

Dettagli

Linee guida per l interpretazione dell articolo 31 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani

Linee guida per l interpretazione dell articolo 31 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani Ordine degli Psicologi DELIBERA n G/75 della Toscana - Firenze adottata nella riunione del Consiglio dell Ordine il 11/12/2010 OGGETTO: approvazione linee guida per l interpretazione e l applicazione dell

Dettagli

Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento

Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento di Pierluigi Rausei * La Sezione III del Capo III del DDL, contenente gli artt. da 16 a 21 del DDL, è interamente

Dettagli

L AFFIDAMENTO CONDIVISO L ESERCIZIO DELLA POTESTA E I RAPPORTI TRA GENITORI E FIGLI

L AFFIDAMENTO CONDIVISO L ESERCIZIO DELLA POTESTA E I RAPPORTI TRA GENITORI E FIGLI L AFFIDAMENTO CONDIVISO L ESERCIZIO DELLA POTESTA E I RAPPORTI TRA GENITORI E FIGLI L età dei figli La distanza tra le abitazione dei genitori Il tenore dei loro rapporti non rilevano ai fini del rispetto

Dettagli

INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO

INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO Il tribunale per i minorenni, considerato che il minore Tizietto, di sette anni, già riconosciuto dalla madre Caia, era stato successivamente riconosciuto

Dettagli

marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal

marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal LA GRIGLIA NORMATIVA RICHIAMATA DALLA FATTISPECIE Le norme di diritto sostanziale Art. 143 Codice Civile: Diritti e doveri reciproci dei coniugi. Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli

Dettagli

SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE AIAF IN DIRITTO DI FAMIGLIA, MINORILE E DELLE PERSONE

SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE AIAF IN DIRITTO DI FAMIGLIA, MINORILE E DELLE PERSONE SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE AIAF IN DIRITTO DI FAMIGLIA, MINORILE E DELLE PERSONE PROGRAMMA DIDATTICO BIENNIO 2013-2014 Il corso è stato accreditato dal Consiglio Nazionale Forense, ai fini del riconoscimento

Dettagli

SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI

SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI Interruzione effettiva e stabile della convivenza coniugale a seguito di fatti che rendano intollerabile la prosecuzione della vita coniugale o rechino pregiudizio alla

Dettagli

Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze

Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N. 20 20.03.2014 Benefici prima casa e separazione dei coniugi I recenti approdi della giurisprudenza di legittimità Categoria: Agevolazioni Sottocategoria:

Dettagli

DIRITTO DI FAMIGLIA, L AFFIDO CONDIVISO DIVENTA LEGGE

DIRITTO DI FAMIGLIA, L AFFIDO CONDIVISO DIVENTA LEGGE DIRITTO DI FAMIGLIA, L AFFIDO CONDIVISO DIVENTA LEGGE Con l approvazione della legge n. 54/2006 si favorisce il modello della bigenitorialità: all affidamento in via esclusiva a uno solo dei genitori,

Dettagli

CORTE D APPELLO DI MILANO. Sezione delle Persone, dei Minori e della Famiglia. Dott.ssa Anna Maria Paganoni

CORTE D APPELLO DI MILANO. Sezione delle Persone, dei Minori e della Famiglia. Dott.ssa Anna Maria Paganoni N. 826/07R. R. Vol. G. CORTE D APPELLO DI MILANO Sezione delle Persone, dei Minori e della Famiglia La Corte, riunita in camera di consiglio nelle persone dei signori Dott.ssa Anna Maria Paganoni Dott.

Dettagli

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^^^^^^^^^

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Con la pronuncia in esame, il Tribunale di Catania propone una lettura interpretativa del disposto di cui all art. 155-quinquies, comma 1, cod. civ., del tutto condivisibile, poiché, da un lato, afferma

Dettagli

Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli"

Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli LEGGE 8 febbraio 2006, n.54 Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1 marzo 2006 La Camera dei deputati ed il

Dettagli

RAPPORTI PERSONALI E PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI

RAPPORTI PERSONALI E PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI RAPPORTI PERSONALI E PATRIMONIALI TRA CONVIVENTI Prefazione... Introduzione... 1 1 LA CESSAZIONE DELLA CONVIVENZA: L AFFIDAMENTO CONDIVISO DELLA PROLE La questione... 11 Analisi dello scenario... 11 Inquadramento

Dettagli

i diritti dei membri della famiglia legittima.

i diritti dei membri della famiglia legittima. Secondo il dettato dell art 30 della Costituzione, la legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, salvo il limite di compatibilità con i diritti dei membri della

Dettagli