Per conoscere, per conoscersi Il giornale dei ragazzi e non solo

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1 Per conoscere, per conoscersi Il giornale dei ragazzi e non solo Tanti dubbi, tante domande, tante risposte. A.S. 2009/10 8

2 Via Plateja, 47 - Taranto Tel/Fax Indice Terra jonica pag. 1 L Italia che va? pag. 3 Oltre i confini pag. 4 Speaking English pag. 5 France, on est les plus beaux pag. 8 Diritto e rovescio pag. 10 Il pendolo pag. 16 Fino all ultimo chip pag. 17 Il muro pag. 20 Note e sipario pag. 28 Di la tua pag. 31 In...formazione e lavoro pag. 32 I nostri progetti pag. 35 La nostra pagina pag. 37 L Istiituto Pllatejja è anche Direttore responsabile: Prof.ssa Anna De Vito Realizzazione grafica e impaginazione: Prof.ssa Anna De Vito Dirigente scolastico: Prof.ssa Antonia Francesca Petrosino Redazione - tel./fax 099/ Via Plateja, 47/A-B Taranto 9

3 Terra jonica La città che uccide la speranza Impressioni sul film Marpiccolo che racconta una Taranto oppressa dalla criminalità e dall inquinamento. L ultimo film girato a Taranto, MarPiccolo è, a mio parere, una provocazione alla città,descritta come una Taranto inquinata e a rischio criminalità dove si raggiunge il degrado più totale nel quartiere di Paolo VI. Questo piccolo gioiello nostrano è un film duro,un po troppo probabilmente,che racconta l emigrazione, la povertà e le problematiche sociali in una città complicata, quale è quella di Taranto. Il giovane protagonista Tiziano, ragazzo forte, vive con una famiglia difficile da gestire: un padre vizioso, una madre molto impulsiva ed una sorellina che è tutto il suo mondo,uno dei pochi aspetti belli e toccanti dell intero film. Attorno a lui un girotondo di situazioni tra la scuola, l amico di scorribande, la ragazza ed il boss del quartiere e della città. Come sfondo invece le ciminiere dell Ilva e l azzurro del Mar Piccolo. Il regista di Robilant ci mostra come questo ragazzo riesca alla fine, e nonostante tutto, ad evadere e a cambiare vita da solo, come riesca cioè a dire basta alle ingiustizie e alle sottomissioni, come riesca a diventar padrone di se stesso, alzando la testa. Film di denuncia sociale, Marpiccolo ha avuto il contributo del ministero dei Beni e le Attività culturali per la realizzazione, ciò lascia dedurre quanto il regista abbia voluto denunciare una realtà difficile,eccedendo però probabilmente nel modo. Per tale motivo infatti è stata da molti, me compreso, appoggiata l iniziativa del questore di Taranto,Giancarlo Pozzi, il quale ha voluto esprimere la propria opinione tramite una lettera scritta in cui afferma : «Io, in quel film,taranto non l ho riconosciuta per niente. Se il regista voleva descrivere questa città, si è sbagliato. Taranto non merita un giudizio coì negativo.» Tuttavia il film è interessante, perché effettivamente c è da riconoscere l avvincente trama con un crescendo di suspense e di emozioni. La città è rappresentata come strozzata sia dalla malavita sia dall aria irrespirabile a causa dell inquinamento. Taranto però non conosce la criminalità organizzata, infatti, è il capoluogo della Puglia con il più basso indice di criminalità. E pur vero che l Ilva produce un decimo dell inquinamento di tutta Europa ma la nostra città non è inerme di fronte a ciò e non si può rispecchiare soltanto in questa immagine. Per denunciare il degrado non era necessario inquadrare soltanto l Ilva e Paolo VI ma dare risalto ad una città ricca di storia ma vergognosamente deturpata dall acciaieria. Ecco perché mostrare le case bianche del quartiere Paolo VI è moralmente ingiusto per Taranto perché la nostra realtà non è affatto quella. Se si andasse a constatare ora quello che è davvero il quartiere si vedrebbe in maniera disarmante che esistono i servizi pubblici e non autobus fantasma, che vi sono varie infrastrutture dalla Corte d Appello al Politecnico, dalla Cittadella della Carità alla Scuola Edile ed a breve il San Raffaele e non solo case prefabbricate. E poi quando il giovane Tiziano, presentato in maniera gloriosa,ce l ha fatta,dove sceglie di andare?bologna! Città in cui si registra un tasso di criminalità triplo rispetto alla nostra Taranto. Non vi sembra un paradosso?! Fabrizio Depascale-III Liceo Scientifico Coord. Prof.ssa C. Nania 10

4 Alcuni dettagli lasciano presagire il tentativo della malavita locale di riorganizzare le fila dopo i duri colpi subiti negli anni passati. Infatti, nei primi mesi dell anno 2009, la città di Taranto è sembrata ripiombare nel periodo estremamente violento che l'ha caratterizzata tra gli anni Ottanta e Novanta, quando imperversava la guerra di mala, con frequenti sparatorie ed agguati che lasciavano una lunga striscia di sangue e morte. In particolare, nel mese di aprile 2009, sono stati registrati addirittura 3 agguati in 20 giorni, con un bilancio piuttosto tragico: un morto, un collaboratore di giustizia investito da una pioggia di proiettili sotto casa sua, e 2 pregiudicati in condizioni gravissime. Vale la pena di ricordare che la Ns. città aveva già vissuto tra gli anni Ottanta e Novanta un periodo estremamente violento, durante il quale i boss della malavita locale agivano in modo spietato e crudele, con sanguinosi agguati e sparatorie tra le vie cittadine, laddove si respirava un'atmosfera di cupa rassegnazione e paura. Oggi che la cultura della violenza sembra purtroppo riaffermare il proprio predominio, nonostante il quotidiano impegno delle forze dell'ordine e degli onesti cittadini per combatterla, nonostante i richiami istituzionali e mediatici al rispetto della vita altrui, proprio la scuola dovrebbe provare ad analizzare il fenomeno malavitoso, per evitare che le nuove generazioni, in un tempo di crisi morale ed economica, vengano catturate dalle grinfie di organizzazioni criminali, che mirano soltanto a seminare il terrore per accaparrarsi il potere. Infatti, per me, come per quelli della mia generazione, la domanda più importante è proprio questa: Si può sperare di avere una vita migliore senza entrare in queste organizzazioni malavitose, dato che le Istituzioni non sempre riescono a combatterle e dato che al giorno d oggi a Taranto è difficilissimo, anzi è quasi impossibile trovare un lavoro che ti appaghi per il resto della vita? Pantile Luigi II ITC Coord. Prof.ssa T. Pellegrino COPISTERI A CANCELLERI IMPIANTI C.so Annibale, 38/42-TARANTO (TA) TEL.:

5 L Italia che va La criminalità organizzata si comporta secondo le regole dell economia: va dove ci sono soldi da guadagnare. E poiché nell agro-alimentare ce ne sono sempre di più Le parole del sostituto procuratore nazionale antimafia Giordano, da anni magistrato attivo nelle indagini sulla criminalità organizzata ed oggi delegato a seguire il settore agricolo, spiega nel modo più lineare la presenza sempre più massiccia di Cosa Nostra, ndrangheta e camorra in questo settore, infiltrazione che a partire dal 2003 si è sviluppata in modi diversi, dalle estorsioni all usura, che è forse lo strumento più importante con cui le organizzazioni criminali mettono radici in questo mondo, senza dimenticare le truffe finalizzate ad ottenere illecitamente finanziamenti pubblici e le pericolose sofisticazioni alimentari. In pratica, nell agro-alimentare, la malavita punta ad una crescita quantitativa e qualitativa, perché si tratta di un business molto vantaggioso, finalizzato al riciclaggio del denaro sporco, con la presenza di aziende di piccola e media dimensione che rende più facili le infiltrazioni e più veloci i passaggi di denaro, e non c è settore indenne dalla malavita: dai campi alla trasformazione, dall allevamento ai macelli, fino all ingrosso ortofrutticolo, ma, anche bancarelle, ristoranti e bar pagano un nuovo tipo di pizzo. Ecco perché l avanzata della criminalità alimentare oggi sembra difficile da contrastare, tuttavia, lo Stato comunque ci prova: l emersione degli illeciti ha già portato nelle casse dello Stato almeno 80 milioni di Euro e le associazioni di categoria hanno lanciato fondi di solidarietà ed assistenza legale. Un esempio per riflettere: nello scorso mese di gennaio, il Ministro dell Agricoltura Zaia ha commissariato il Consorzio di garanzia della mozzarella di bufala campana, provvedimento adottato a seguito della ispezione, fatta nella stessa azienda dagli Ispettori antisofisticazione e dal Nas dei Carabinieri, e che ha rivelato la produzione di mozzarelle di bufala campana con certificazione Dop con latte bovino di diversa provenienza, se non addirittura con latte annacquato. Si tratta in pratica di uno scandalo commerciale in piena regola, che ha riportato l attenzione dell opinione pubblica sulle sofisticazioni alimentari e sull intreccio sempre più forte tra criminalità organizzata ed industria agro-alimentare, il cui giro d affari complessivo si aggirerebbe addirittura intorno ai 20mld di Euro! Pantile Luigi-II ITC Coord. Prof.ssa T. Pellegrino COPISTERIA CANCELLERIA IMPIANTI ELETTRICI C.so Annibale, 38/42-TARANTO (TA) TEL.:

6 Oltre i confini IL MURO DI BERLINO Il nome ufficiale del muro di Berlino era Barriera di protezione antifascista. Questa barriera separava la Germania in Germania est e Germania ovest. Per 28 anni il muro aveva diviso in due la città di Berlino, eretto il 13 agosto 1961 e abbattuto il 9 novembre Si registrarono due canoni di vita ben differenti tra la Berlino ovest e la Berlino est. Nella Berlino ovest migliorano le condizioni di vita per via anche della massiccia influenza di aiuti americani, mentre in quella est cresce l insoddisfazione della gente che a più riprese cerca di raggiungere la parte ovest scavalcando il muro. Questo muro era lungo 166 chilometri e alto 4 metri. Un centinaio di berlinesi dell est moriranno nel tentativo di scavalcarlo, uccisi dai poliziotti di guardia. Durante l esistenza del muro vi furono circa 5 tentativi di fuga coronati da successo verso Berlino ovest. Furono molteplici le tecniche adoperate nei diversi tentativi di fuga per oltrepassare il muro. Come ad esempio, quando ancora il muro non era edificato e fortificato, si utilizzarono macchine sportive molto basse per passare sotto alla barricata oppure gettandosi dalla finestra di un appartamento prospiciente il confine o con la realizzazione di lunghe gallerie sotterranee o aerei ultraleggeri come le mongolfiere o ancora scivolare lungo i cavi elettrici tra pilone e pilone. A capo di tutto questo vi era la STASI ovvero una organizzazione segreta politica che indagava su tutti i cittadini che a loro avviso potevano essere tra quelli indotti a scavalcare il muro o che potessero fornire informazioni segrete alla Berlino ovest. Nei giorni seguenti alla caduta del muro, Berlino era una città invasa dai visitatori. Dopo la caduta del muro furono costruiti nuovi edifici governativi, ambasciate e sedi di media. Con l abbattimento del muro numerose aziende dell est hanno chiuso per non essere in grado di sostenere i costi della concorrenza. Nel frattempo la città ha attratto nuove aziende seppur il tasso di disoccupazione si mantenga elevato. La città è diventata un polo di attrazione per giovani e creativi del mondo nonché per eventi come la Love Parade, il Christopher Street Day e il Carnevale Delle Culture. Alessio Scilleri III-IV ITI Coord. Prof.ssa M. Palumbo Il mondo il 27 gennaio 2010 si è fermato. Si è fermato per commemorare e ricordare. Perché il 27 gennaio2010 non è stato un giorno come tutti gli altri: si sono celebrati i 65 anni dalla liberazione del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz: il Giorno della Memoria, per ricordare le vittime dell'olocausto. Quei circa dodici - quattordici milioni di persone uccise, tra ebrei, per la maggior parte, omosessuali, comunisti ed oppositori politici, zingari, testimoni di Geova, da parte del regime tedesco nazista. Numerose manifestazioni di solidarietà si sono susseguite, affinché questo genocidio rimanga impresso nella mente di tutti e soprattutto perché i più piccoli possano rendersi conto di cosa è stato in grado di fare l'uomo nella storia. Già, perché non ci sono dubbi che questo sterminio, per quanto non sia stato, purtroppo, l'unico nella storia, rappresenti una delle pagine più tristi e squallide che esistano. Ogni animo umano non può certamente restare indifferente davanti a quelle vittime causate da un cieco e ignorante odio razziale, politico e religioso, dinanzi a quelle morti in quei luoghi che di umano non hanno davvero niente. A distanza di 65 anni, che nella storia non sono nulla, ci si chiede come l'uomo sia potuto arrivare a tanto, con quale coraggio e forza d'animo abbia potuto commettere questi stermini pianificati. E, per ogni persona dotata di un minimo di coscienza, questa domanda non può avere risposta, perché questi comportamenti ci appaiono lontani anni luce da noi, per quanto, come già detto, si tratta soltanto di poco più di mezzo secolo. E allora è giusto ricordare, per non dimenticare e soprattutto per accertarsi che uno scempio del genere non potrà più accadere ai nostri giorni. Ecco perché trarre, allora, da questa pagina buia, una pagina piena di insegnamenti. Giulia Morello & Lucia Brigante-V ITC Coord. Prof.ssa G. Blasi 13

7 Speaking English Do you know the origin of the word Avatar? In Hinduism, Avatar or Avatāra refers to a deliberate descent of a deity from heaven to earth, and is mostly translated into English as "incarnation". The term is most often associated with Vishnu, though it has also come to be associated with other deities. The avatars of Vishnu are a primary component of Vaishnavism. Shiva and Ganesha are also described as descending in the form of avatars. The various manifestations of Devi, the Divine Mother principal in Hinduism, are also described as avatars or incarnations. The avatars of Vishnu carry a greater theological prominence than those of other deities. The Sanskrit noun avatāra is derived from the verbal root tṝ "to cross over", joined with the prefix ava "off, away, down". Avatāra was initially used to describe different deities, then it began to be used primarily to describe the manifestations of Vishnu. While earlier texts mention deities taking on different forms, the Bhagavad Gita is the first text to discuss the doctrine associated with the term even though the word avatāra itself is not mentioned. The common translation "incarnation" due to its christological implications is somewhat misleading as the concept of avatar corresponds more closely to the view of Docetism (Jesus was incorporeal, a pure spirit) in Christian theology, as distinct from the idea of God 'in the flesh'. Related to the concept of avatar is that of vibhūti, that is, the idea of manifestations of the divine in various aspects of human life and the natural world. Depascale Fabrizio, Campanella Saverio, Nunzella Giuseppe-III-IV Liceo Scientifico Coord. Prof.ssa G. D Anzi Did you like FAME?????? Fame is the best musical that I have ever seen. The songs were nice and the actors were really good. It was produced more than twenty years ago but its content is still relevant today because it deals with situations the students face every day. S. Campanella-III Liceo Coord. Prof.ssa G. D Anzi I liked the musical because the actors were good and danced well. My favourite character is Tyrone because he is cool and crazy. Reading the script of Fame A. Lo Russo-III Liceo Coord. Prof.ssa G. D Anzi 14

8 FAME THE MUSICAL In the High School of Performing Arts in New York start the auditions to select new stars of the show business world. Within the year time, these young aspirant singers, dancers and actors learn to sing, dance and act. They dream the success and they share affections and fears. They struggle against the decisions of their parents and they study to reach their goals. On 23 rd January I went to Orfeo Theatre with my school and I saw the musical FAME. This show was very pleasant because actors acted and danced splendidly so that I could understand them very well. Giuseppe Ariete-V ITI Coord. Prof.ssa T. Caforio For Michael Jackson new legal problems are growing. He was already accused of child molestation, now he is the target of new charges. The authorities believe that Michael Jackson has been created a big cheat when he showed his bruises. He said were inflicted when he was under police custody. During an interview last December Michael said that his shoulder was dislocated because when he booked the jailers had mistreated him brutally but the sheriff Jim Anderson denied that Jackson was roughed-up because a source who as near the investigation said that Michael Jackson has organized a hoax with the make- up to make the police look bad. The men who have been trying to get hold Jackson aided was Dieter Wisner. The investigation tracked him, but Wiesner said that the Santa Barbara cops have tried to speak to him about the bruises because he is one of Jackson s top advisers. Dieter had speak in an interview that he doesn t know if the bruises were real, he took Jackson s from the police station until his habitation but he added that if he has a bruises, he probably was roughed up by the police. Palermi Roberta & La Gioia Luca-3 ITAS Coord. Prof.ssa M. Lato THE EFFECTS OF CHOCOLATE It is common perception that chocolate is a mood elevator although some people believe that it causes headaches and migraine. Though it is widely accepted that chocolate affects our moods, the research on this is still in a fluid state. Every contention is fiercely debated. We will discuss various ways that chocolate affects our moods and emotions, according to the present set of beliefs. Chocolate affects us both negatively and positively. Some people, when they are sad or depressed, experience a craving for chocolate. On eating chocolate they report that their mood is elevated and they feel better. This elevation in mood is temporary though and when this effect wears off, they again revert to their previous state of mind. 15

9 There are many health benefits that are attributed to chocolates. It is good for the heart. It increases the responsiveness of blood vessels which is useful for preventing heart disease. It also increases glucose tolerance. Chocolate also contains some substances which have an anti oxidant effect. This is helpful in preventing cancer. Chocolate is reported to cause headache, obesity, rectal itching, heart burn and emotional problems like irritability, confusion, anger and depression. Chocolate is rich in carbohydrates, which increase the rate with which tryptophan enters the brain. This increases the level of serotonin, a neurotransmitter that regulates moods, creating a good feeling. The addictive property of chocolate is also well documented. This is evidenced by the fact that some people, when trying to give up alcohol, depend on chocolate to satisfy their cravings. This drug-like property is attributed to caffeine, anandamines, phenylethylamine and magnesium that are present in chocolate. The presence of caffeine and magnesium can contribute to a feeling of craving for chocolate. Ananadmides affect the brain in a similar way to marijuana, though research in this field is still debated. There are more than 350 chemicals in chocolate. Some of these are believed to cause allergic reactions. Some scientists believe that phenylethylamine and theobromine could cause changes in moods. Phenylethylamine causes blood pressure and blood sugar to rise. It generates a feeling of alertness and contentment thus creating a feeling of well being. But, a short period of emotional high is followed by a period of emotional low. Theobromine is found naturally in cocoa and acts as an antidepressant, but has been known to be toxic to animals. Eating chocolate can also give rise to a feeling of anxiety. Phenylethylamine is said to cause dilation of blood vessels in brain causing headaches. Though it is still debatable whether phenylethylamine reaches the brain. One ounce of chocolate contains 20 mg of caffeine. Researches on the effects of caffeine have reported that caffeine can cause problems in sleep, restlessness, irritability, heartburn and anxiety. Withdrawal from caffeine causes fatigue and headaches. Tyramine is another amino acid present in chocolate. Though it is not certain whether any significant amount of tyramine reaches the brain, yet it is known that it causes blood vessels to expand and contract causing dull headaches. Women appear to crave chocolate more than men, including diabetics. Some amongst these women reported that only chocolate and nothing else could satisfy their craving. The presence of magnesium in chocolate can account for the fact that during PMS (Post Menstrual Syndrome) craving for chocolate increases in women, as during this period a deficiency of magnesium may arise. With all this contradictory information on the effects of chocolate on mood, one has to observe from one's experiences and decide whether chocolate is right for one. But, certainly, large amounts of chocolate will effect us physically or emotionally one way or another. Fabiana Lezoca & Angela De Felice-III-IV ITAS Coord. Prof.ssa M. Lato COPISTERIA CANCELLERIA IMPIANTI ELETTRICI C.so Annibale, 38/42-TARANTO (TA) TEL.:

10 France, on est les plus beaux Histoire La fête nationale française a lieu le 14 juillet depuis Cette date fait référence à la fois à la prise de la Bastille de 1789 et à la fête de la Fédération de l année suivante. La Bastille, forteresse servant de prison, représentait la tyrannie aux yeux du peuple français. Aussi elle fut l élément déclencheur lorsque les Parisiens s en emparent le 14 juillet Cet événement marqua la fin de l Ancien Régime et le début de la Révolution française. Un an plus tard, le 14 juillet 1790, les députés des 83 départements se réunirent au Champ de Mars de Paris. Louis XVI y jura la Constitution. Le 6 juillet 1880, le 14 juillet devient légalement la Fête Nationale française. Pour la première fête, le gouvernement organisa une somptueuse cérémonie au cours de laquelle furent distribué les nouveaux drapeaux et inauguré le monument de la République. Le soir un grand concert fut donné dans les Jardines du Luxembourg. Moments forts de la journée Chaque année des défilés militaires sont organisés dont le principal est celui de Paris.Il parcourt l avenue des Champs Elysées de la Place de l Etoile à la Concorde. Tous les corps d armée et de police sont représentés. Le président de la République passe les troupes en revue. La Patrouille de France clôture cette parade. Après le défilé, le Président de la République s adresse aux Français par l intermédiaire de la télévision. L allocation est diffusée en direct du Palaisde l Elysée. Ensuite le Président accueille ses invités pour la traditionnelle Garden Party de l Elysée mêlant célébrités, hommes politiques et jeunes Français choisis au hasard. Le Président de la République exerce son droit de grâce en accordant une remise de peine de 15 jours par mois de détention non encore exécuté, avec un maximum de quatre mois. Les auteurs de crimes, d infractions racistes, de corruption et de trafic de drogues en sont exclus. Le soir, la plupart des villes françaises offrent un feu d artifice à leurs concitoyens. Lucia Brigante & Giulia Morello-V ITC Coord. Prof.ssa L. Colosimo 17

11 Pour les français, la gastronomie tient une place qui est au-delà du "manger pour vivre". C est un véritable art, une grande passion, une identité qui pousse les grands chefs cuisiniers à être toujours plus créatifs et aux petits soins pour leurs plats. Elle touche aussi bien les mets préparés, que la table où ils seront servis. C est pour cette raison qu on parle de service à la française qui est en quelque sorte une ligne de conduite et de savoir vivre définissant comment invités et hôtes doivent se comporter à table. Tout doit converger vers la satisfaction de tout le monde, pour que chacun puisse apprécier entièrement le plaisir de manger. Tous les ans, des étoiles sont accordées aux restaurants et grands cuisiniers, pour les distinguer en fonction de leur créativité et de la réussite de leurs plats. Sur le plan international, l ensemble de la gastronomie française est appelé aussi la Grande Cuisine. Une Grande Cuisine qui doit être vécue, goûtée et découverte sur place pour être réellement appréciée. La gastronomie française est loin d être un tout homogène, puisque les styles et les spécialités sont différents dans presque toutes les régions. Les nuances et les spécificités se marquent grâce aux ingrédients et aux condiments utilisés. Le beurre et la crème sont, avec la pomme, des éléments incontournables pour la gastronomie du nord-ouest, tandis que le sud ouest se penche plutôt vers l utilisation des produits de l aviculture, comme la graisse de volaille et le foie gras. Les plats du sud-est sont toujours aromatisés avec de l huile d olive, des sauces préparées avec de l ail, des fines herbes et des tomates. Le nord de la France préfère les mets à base de pomme de terre et de viande de porc, les endives y sont souvent présents dans les plats, le tout accompagné d une bonne bière...nous allons juste citer quelques uns d entre eux puisqu il nous sera impossible ici d établir une liste exhaustive de tous les plats français, d autant que les grands cuisiniers concoctent sans cesse de nouvelles recettes presque tous les ans. Parlons plutôt des mets qui font la célébrité de la cuisine française. Parmi les plus consommés figurent les moules (farcies aux amandes ou préparées selon une recette appelée éclade), les huîtres, et bien sûr les divers poissons qui sont préparés différemment selon les régions. Sinon, le fromage artisanal fait avec du lait de vache ou de chèvre se mange avec du pain frais, accompagné d un bon vin. Les plats les plus réputés sont aussi les gibiers, les côtes de bœuf, les pâtés de pomme de terre, les charcuteries et quelques salades particulièrement succulentes. Selon leurs inspirations, certains cuisiniers s amusent à changer quelques points des recettes pour améliorer le goût, mais les plats restent raffinés et uniques. Le vin est indissociable d un bon repas français. Plusieurs grands cuisiniers français ont décidé depuis 2006 de se présenter pour demander à ce que la gastronomie française fasse partie du patrimoine mondial de l UNESCO. Des efforts sont menés par ces chefs pour présenter cette candidature en Août Le but est de faire valoir le côté culturel de notre art culinaire, et aussi de préserver la bonne cuisine, qui risque un jour de disparaître à cause de l assaut des plats surgelés, des fasts foods et autres repas rapides. Giulia Morello & Lucia Brigante-V ITC Coord. Prof.ssa Colosimo Laura 18

12 Diritto e rovescio Lo shopping rende felici oppure no? Nessuno può dirlo in via generale, è una domanda a cui ognuno risponderà in modo diverso. L'atto di acquisto non rappresenta solo la manifestazione di un bisogno fisico, ma anche di uno stato d'animo personale. Detto questo, va comunque considerato l'effetto "Ulisse", ossia la tentazione di fare qualcosa di cui poi ci si debba pentire. Ognuno deve imparare a riconoscere l'esistenza dei propri comportamenti impulsivi e prevenirli. In gioco c'è il denaro del proprio portafoglio. Poiché lo shopping è una spesa, ossia una riduzione del nostro reddito, è buona norma valutare attentamente ogni aspetto prima di acquistare un qualsiasi prodotto. Proviamo perciò a buttare giù un po di consigli pratici per gli acquisti: Comparare i prezzi. La concorrenza tra negozi, aziende e ipermercati potrebbe consentire di risparmiare molte centinaia di euro ogni mese. E' buona norma, dunque, conservare lo scontrino per confrontare i prezzi della spesa settimanale o prendere nota dei prezzi in diversi negozi prima di acquistare una Tv, un elettrodomestico o di affrontare una qualsiasi altra spesa di prodotti durevoli. Nel caso delle automobili è sempre conveniente farsi fare almeno 3-4 preventivi da diversi concessionari anche della stessa marca: i rivenditori hanno margini di sconto del 5-10% da applicare sul prezzo di listino e che utilizzano sulla base della trattativa di vendita. Evitare le merci provenienti da molto lontano. Le merci prodotte in luoghi lontani possono anche avere un prezzo inferiore: in alcuni paesi, infatti, il costo della manodopera è molto basso, e ciò consente un sicuro risparmio. In realtà, però un acquisto del genere implica anche effetti negativi: in primo luogo perché il trasporto della merce genera inquinamento; inoltre, favorire i paesi con basso costo della manodopera o minore tutela del lavoro vuol dire incentivare le forme di sfruttamento minorile nei paesi in via di sviluppo (a tutti sono noti i palloni costruiti da bambini in alcuni paesi asiatici). E poi c è da aggiungere che i prodotti locali sono comunque più vicini al consumatore: favorendoli, si aumenta l'occupazione locale e si contribuisce a ridurre l'inquinamento da trasporto. Leggere le etichette degli alimenti. Prima di acquistare un prodotto alimentare soffermatevi a leggere l'etichetta, la lista degli ingredienti e l'eventuale presenza di coloranti. L'uso dei coloranti soddisfa l'occhio di chi li mangia, ma non aggiunge nulla alla qualità dell'alimento. Provate a valutare un prodotto tramite l'etichetta e gli ingredienti, senza farvi influenzare dalla marca. Potreste scoprire di risparmiare anche molte decine di euro sulla vostra spesa settimanale. Posate e bicchieri di plastica. Le stoviglie di plastica sono particolarmente adatte in grandi occasioni come le feste, nessuno può negarlo. Rispetto alle posate di metalli e ai bicchieri di vetro hanno però l'handicap di essere "usa e getta" e di aumentare il carico dei rifiuti non biodegradabili. L'uso quotidiano delle stoviglie tradizionali per pranzi di poche persone è la strada migliore. E' vero, dovrete lavarle ogni volta consumando sapone e producendo comunque inquinamento, ma sarà in ogni caso un minore impatto per l'ambiente. la Vecera & Luigi Pantile III-IV ITC Coord. Prof.ssa A. De Vito La legge finanziaria è una legge ordinaria recante, secondo una formula ricorrente, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato"; insieme a quella di bilancio, è il principale documento giuridico previsto dall'ordinamento della Repubblica italiana per regolare la vita 19

13 economica del Paese. La finanziaria ogni anno rappresenta lo scoglio più impegnativo e discusso dell'iter parlamentare, questo perché è una sorta di bilancio preventivo delle spese dello stato riguardante l'anno a venire ma anche le spese pluriennali principali. Entro il 30 settembre possono essere introdotte gli emendamenti da parte del Parlamento, ma sostanzialmente i punti presentati all'assemblea resteranno immutati. Vediamo più nello specifico la finanziaria 2010: il provvedimento più significativo è la detassazione degli utili reinvestiti nella propria azienda. Confermato il pacchetto welfare, il patto sulla salute, il codice per le autonomie e la distribuzione dello scudo fiscale per 3,9 miliardi di euro.. Insieme alle risorse per il taglio del nastro del ponte sullo stretto di Messina, il turn-over al 100% per polizia e vigili del fuoco, e le risorse per Roma capitale. Cancellate invece le norme per i rimborsi di azionisti e obbligazionisti Alitalia, la possibilità da parte dei comuni di rimborsare le ronde e le risorse per il termovalorizzatore di Acerra. Via anche la proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2015 e la norma che permetteva di modificare Basilea 2. Confermata la distribuzione di 400 milioni di euro al 5 per mille, di 103 milioni ai libri scolastici, 100 milioni al fondo di solidarietà per l'agricoltura, 400 milioni per l'università. Alle scuole private vanno 130 milioni mentre per l'autotrasporto sono in arrivo 400 milioni. Altri 571 milioni vanno alla stipula di convenzioni con i comuni per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e agli enti locali danneggiati dal sisma in Abruzzo. Questa parte dovrà però essere meglio specificata nella tabella che ripartisce le risorse dello scudo fiscale. Arriva anche la norma che attua un trasferimento di risorse per le authority indipendenti. Poi sono annunciati decisi interventi in materia di costi delle commissioni bancarie e dell'energia per aziende e privati. Altro punto di grande discussione collettiva è quello riguardante il cosiddetto scudo fiscale: per abbattere l'esportazione dei capitali e far rientrare quelli attualmente all'estero il denaro detenuto in uno dei paesi considerati paradiso fiscale è considerato in automatico frutto di evasione fiscale. Per chi farà rientrare i capitali in Italia è prevista soltanto una mora del 5%. Sono previsti nuovi stanziamenti a favore dei contratti di solidarietà, 190 milioni di euro per l'annata e una serie di aiuti a lavoratori che si metteranno in proprio per dare vita ad una nuova attività. Sempre per chi volesse aprire una nuova attività saranno semplificati gli adempimenti burocratici con il progetto impresa in un giorno. Infine, i soggetti colpiti dal recente terremoto abruzzese potranno pagare le loro tasse con rateizzazione senza interessi. Lucia Brigante & Giulia Morello-V ITC Coord. Prof.ssa S. Giudetti IL MONDO DEGLI SMS Un metodo per risparmiare Ormai la nostra generazione è arrivata a spendere più di 18 euro al mese a causa degli sms. Ogni piano tariffario di qualsiasi gestore costa più di una chiamata. In Italia, se ne spediscono più di 60 miliardi e gli operatori mettono in cassa più di 2 miliardi di euro. Secondo i dati forniti dai gestori telefonici (Vodafone, TIM, Wind, 3), gli sms vengono a costare 3 o 4 centesimi di euro grazie alle promozioni fornite dagli operatori. Per chi, tuttavia, non riesce a fare a meno degli sms e a trovare un piano tariffario conveniente per le proprie esigenze, può ricorrere a Skebby, un programma che si istalla gratis scaricandolo dal sito avendo così la possibilità di inviare gli sms tramite internet al vantaggioso costo di 1 centesimo di euro. Nazario Laterza, Arnaldo Passariello, Walter Settanni, Salvatore Malecolre, Luca Mineo, Francesco Bianchini & Giordano Ramicola Coord. Prof.ssa A. De Vito 20

14 I parlamentari italiani non brillano certo in efficienza, ma i loro salari record superano, quelli di molte altre Nazioni! Mediamente il cittadino italiano riceve una pensione dopo 35 anni di contributi, invece i parlamentari italiani hanno provveduto meglio per se stessi. Loro ricevono il diritto alla pensione, già dopo 30 mesi di lavoro e, in generale, godono di privilegi che in Europa, se non in tutto il mondo, non hanno paragoni. Ad esempio: i pasti dei parlamentari italiani, vengono stabiliti in relazione agli stipendi dei presidenti delle sezioni, che però rappresentano, nei confronti dei funzionari, solo una frazione dei redditi totali. Oltre allo stipendio di 5419,00 Euro al mese ( al netto di deduzioni e tasse ) i rappresentanti del popolo ricevono, inoltre, 4000,00 Euro per le riunioni ed una somma concordata di 4190,00 Euro per le spese, esclusi viaggi e telefonate, per le quali ricevono un massimo di ancora 1850,00 Euro. Come se non bastasse, gli onorevoli possono approfittare gratuitamente di mezzi pubblici e di autostrade. Inoltre, hanno accesso, a prezzi ridotti, ad una grande varietà di prodotti e servizi. Lo stipendio di un deputato è cresciuto dal 1948 ad oggi, in termini reali e tolta l inflazione, di quasi 6 volte: era di 1.964,00 ed è di Euro ,00 oggi. Nessuno si avvicina allo stipendio del deputato italiano: i nostri incassano quasi il doppio dei tedeschi e degli inglesi, il triplo dei portoghesi, il quadruplo degli spagnoli. Questi dati incresciosi rilevano il forte squilibrio che vi è tra le retribuzioni dei parlamentari e quelle del popolo. Eppure i nostri politici dovrebbero rappresentare proprio il popolo, immedesimandosi nei comuni cittadini e cercando di risolvere le problematiche comuni, anche a proprie spese! Da ciò si deduce che in teoria, fare politica non vuol dire soddisfare soltanto i propri interessi, ma soprattutto quelli della collettività. Ma i nostri politici forse lo hanno dimenticato! Giulia Morello & Lucia Brigante-V ITC Coord. Prof.ssa C. La Vegas RISTORANTE CARO?... NON PIU! I PREZZI LI DECIDONO I CLIENTI Alcuni ristoranti in varie città e paesi italiani (Bergamo, Assisi, ecc.) hanno inventato una nuova strategia per attrarre il cliente. Una strategia un po strana, o meglio definirla una strategia un po azzardata ; quella di far decidere al cliente il prezzo dei pasti consumati. Come strategia sembrerebbe molto rischiosa per i locali, in quanto chiunque potrebbe entrare in un locale di questi, consumare tanto e pagare una miseria. Cose simili, in effetti, si sono già verificate, anche per altre circostanze: quando i Radihead 21

15 misero un loro album in offerta libera sul web, il risultato finale fu che il 62% dei fan se lo scaricò gratis e il 17% pagò una miseria. Però a differenza di quanto accade su internet, alla cassa dei locali, le persone devono mettere la loro faccia: ecco perché, a quanto pare, da vari indagini svolte dai ristoratori che adottano questa strategia, i taccagni sono pochissimi. Così, dopo aver consumato nel ristorante, a fine pasto, il cameriere porta un foglio dove i clienti possono scrivere per ogni pietanza che hanno consumato il giusto prezzo. Dal successo riscontrato da questa curiosa formula, risulta comunque che i gestori dei locali non hanno paura di sperimentare questa strategia, ma anzi la considerano una trovata per rivitalizzare il tessuto economico delle città in questi periodi. Gioele Valentini-IV ITC Coord. Prof.ssa A. De Vito Il futuro è la spesa a Km zero La genuinità ed il rispetto per l ambiente sono garantiti Il concetto non é rivoluzionario, ricorda un po' la vita semplice dei nostri avi, sicuramente in materia di cibo molto più pulita e genuina di oggi. Fare la spesa a Km 0 vuol dire rifornirsi presso mercati dove i prodotti venduti provengono da luoghi vicini (cosiddetti farmers market), per cui il costo del trasporto é praticamente pari a "0" e il cibo non ha il sovracosto dovuto a imballaggio e packaging. Il risultato é lodevole in termini di qualità, costi e rispetto per l'ambiente. Ragioniamo un po': se tutti comprassero questi prodotti vicini (rispetto ai propri luoghi di residenza), la grande distribuzione che mangia grazie a tutti passaggi ed all'impennata del petrolio andrebbe un po' in crisi... Conseguenza: riduzione massiccia degli imballaggi e bottiglie di plastica...; soprattutto razionalizzazione del prodotto senza sprechi (oggi una parte del raccolto viene gettato semplicemente perché esteticamente non allettante). Con tale sistema di spesa, la qualità del prodotto é migliore e più sana, in quanto la gran parte delle culture é di origine biologica, quindi senza pesticidi e prodotti nocivi alla salute. Ora, grazie al nuovo decreto del Ministero delle Politiche Agricole, ogni Comune avrà la possibilità di aprire un mercato interamente gestito dagli agricoltori, seguendo il trend che si sta osservando in Italia. Coldiretti fa notare, infatti, che lo scorso anno 7 italiani su 10 hanno fatto acquisti direttamente da un agricoltore almeno una volta. Un fenomeno ben noto in altri Paesi europei, quali Francia e Germania, ma anche negli USA, che hanno visto un aumento dei farmers market del 53% negli ultimi 10 anni. Nel mercato italiano sono previsti 100 nuovi mercatini a partire da quest anno e che raggiungeranno quota 400 entro il Cosa state aspettando? E ora di chiedere al primo cittadino quando toccherà anche al vostro Comune! Mino Scarano-III ITC Coord. Prof.ssa A. De Vito 22

16 Ecco l alternativa al commercio tradizionale. Il commercio equo e solidale consiste nella importazione di manufatti prodotti da Paesi sottosviluppati, che cercano così di risollevarsi economicamente. Per poter avviare una attività di questo tipo, è opportuno seguire dei corsi appropriati, solitamente organizzati da Fairtrade, che è un consorzio di certificazione che opera proprio in questo settore: i corsisti imparano così a realizzare e ad avviare un business plan e a sensibilizzare i potenziali clienti al commercio equo e solidale. Occorre poi cercare un luogo all interno del quale svolgere l attività: di solito è sufficiente un locale di circa 50 mq; aprire quindi una partita Iva e chiedere i permessi necessari alla Asl di competenza. Per la prima fornitura di prodotti etnici, ci si può rivolgere ai grandi importatori di alimentari e artigianato. Sicuramente all inizio il guadagno non è immediato, dato anche il costo elevato dei prodotti; tuttavia è sufficiente a sostenere le spese per il mantenimento dell attività commerciale: infatti, in 20 mesi il guadagno medio è pari a 20 mila euro. In questo tipo di attività lavorativa nuova si è cimentata anche Emma Watson (protagonista del film Harry Potter), che ha disegnato una linea solidale di abiti in Bangladesh: questo dimostra come queste nuove attività lavorative nate per aiutare i paesi che ancora non sono economicamente sviluppati, riescono a coinvolgere ed attirare l attenzione pure di personaggi famosi. E allora la domanda è perché non anche la nostra? Nazario Laterza, Alessio Scilleri, Alessandro Lisi, Arnaldo Passariello, Luca Mineo, Giordano Ramicola, Francesco Bianchini-III-IV ITI Coord. Prof.ssa A. De Vito Giovane con un età che va dai 18 ai 34 anni, prevalentemente donna e nel 62% dei casi non si sente in colpa per l acquisto. Questo l identikit di chi compra taroccato secondo la ricerca realizzata dall Istituto Piepoli e da Confcommercio. Tra le motivazioni che spingono ad acquistare i falsi, la convenienza è sempre al primo posto, ma la piacevolezza estetica è indubbiamente rilevante (31% delle motivazioni espresse). Nello shopping, si acquistano principalmente beni non necessari, superflui, che rappresentano qualcosa in più: soprattutto se la scelta cade su abbigliamento, accessori, elettronica di consumo, libri e oggettistica, il prodotto di marca è percepito come una cosa speciale. Si compra un prodotto firmato perché rappresenta uno status symbol, è alla moda e rassicurante, in quanto certifica una scelta e si ha la sensazione di conseguire un identità. Il prodotto contraffatto - spiega la ricerca - non è che un imitazione di un prodotto di marca e ha il vantaggio di poterlo trovare facilmente per le strade, senza bisogno di cercarli e sono, per lo più, prodotti che rientrano nell area dell abbigliamento e degli accessori. A mettere insieme i numeri e il giro d affari del mercato dei falsi, in Italia, si superano i 7 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi nei settori abbigliamento, accessori e prodotti multimediali e informatici, che hanno registrato - nell ultimo anno - oltre 108 milioni di acquisti. Tanto che l Italia - spiega la ricerca - risulta il primo produttore di beni falsificati a livello europeo e il terzo a livello mondiale. La produzione di falsi in Italia risulta strettamente legata agli stessi distretti industriali che operano nella produzione legale. I centri del falso italiani, d altronde, ormai molto spesso si pongono 23

17 unicamente come centri di mediazione, nel senso che tendono a non produrre più, ma semplicemente a rifinire, marcare e smistare le merci. E sono principalmente due i canali attraverso cui i prodotti vengono veicolati: le bancarelle abusive degli extracomunitari e il web. C è inoltre da segnalare che i prodotti taroccati rappresentano un danno miliardario per il Fisco, per l occupazione e per la salute. Sigarette all arsenico. Scarpe e borse con cromo esavalente (fortemente nocivo e cancerogeno). Creme per il corpo, profumi e prodotti per la pulizia della casa tossici. E non è finita: abiti, gioielli ed elettrodomestici pericolosi. Inoltre, il mercato del falso distrugge anche l economia: secondo i dati presentati dal Censis nel rapporto Il fenomeno della contraffazione nel mondo e le ricadute sul mercato italiano: gli scenari e le strategie di contrasto, il mercato della contraffazione ha prodotto nel 2008 un fatturato di 7 miliardi e 107 milioni di euro con una perdita per il Fisco, tra imposte dirette e indirette, di circa 5 miliardi e 281 milioni di euro, ovvero pari al 2,5% del totale del gettito delle imposte dello Stato. Negli ultimi anni si è registrato un incremento notevole della contraffazione del marchio e dei prodotti Made in Italy, che rappresenta una fetta cospicua del fenomeno che interessa tutto il territorio europeo. Solo in Europa, nel 2007, le Dogane dei 27 Paesi comunitari hanno sequestrato 79 milioni di pezzi contraffatti di cui il 60 per cento proveniente dalla Cina; il 22 per cento dei sequestri di merce falsa sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza e dalla Dogana ai confini del nostro Paese. Il dato è cresciuto nello scorso anno: le Fiamme Gialle, solo in Italia, hanno sequestrato 95 milioni di prodotti falsi e nocivi per la salute. Un analisi dei dati fa emergere un escalation dei sequestri di prodotti per l elettronica, aumentati dai 7 milioni (nel 2007) agli oltre 31 milioni di pezzi (nel 2008) - spiega a Panorama.it il Colonnello Alfredo Sanfelice, Capo Ufficio Spesa e Mercati del Comando Generale della Guardia di Finanza giustificato dal sistematico ricorso alla tecnologia digitale e alla diffusione della contraffazione online. Negli ultimi due anni, la Guardia di Finanza (che ha stilato anche una guida per la difesa dalla contraffazione, consultabile sul sito ha denunciato oltre 32mila persone e ne ha arrestate 1.199, di cui 123 per reati associativi. Ma gli effetti della contraffazione diventano estremamente pericolosi, talvolta mortali, in settori chiave, come quello farmaceutico e quello alimentare. Nonostante negli ultimi mesi siano stati approvati nuovi regolamenti a tutela e controllo del consumatore, il mercato dei prodotti farmaceutici falsi si ipotizza sia pari allo 0,1 per cento dell intero mercato della contraffazione e riguarda quelli acquistati via Internet, il cui valore è stato stimato in circa 19, 4 milioni di euro. Nel nostro Paese, invece, il valore di mercato dei falsi prodotti alimentari - secondo i dati Censis - sarebbe di circa milioni di euro: quest ultimo è un valore approssimativo e difficile da quantificare, in quanto riguarda molti prodotti italiani e internazionali che si distribuiscono su mercati molto differenti tra di loro. Il settore della moda resta quello più colpito dal fenomeno della contraffazione: 60 milioni di prodotti sequestrati con false indicazioni di origine e provenienza. Questo periodo di crisi economica spinge il cittadino all acquisto di falsi oggetti di marca o griffe di alta moda che ritrova nel mercato della contraffazione a prezzi notevolmente inferiori - puntualizza il Colonnello Sanfelice - per questo la Guardia di Finanza ha incrementato ulteriormente i controlli nel settore della falsificazione ; poi prosegue, per cercare di contrastare questa continua crescita abbiamo modificato e adeguato le tecniche investigative sui cambiamenti registrati nelle modalità di spedizione, fabbricazione e acquisto dei prodotti. Per la lotta al falso, infatti, la Finanza mira a ricostruire i canali d importazione, le reti di produzione, i centri di stoccaggio e i canali di distribuzione in rete attraverso internet, aumentando sensibilmente i controlli all interno di laboratori, opifici e capannoni utilizzati come magazzini. In Italia. le regioni maggiormente interessante dal fenomeno della contraffazione rimangono la Campania, il Lazio e la Lombardia: in particolare, in quest ultima, i sequestri - negli ultimi dodici mesi - sono più che triplicati rispetto al Nazario Laterza, Alessio Scilleri, Alessandro Lisi, Arnaldo Passariello, Luca Mineo, Giordano Ramicola, Francesco Bianchini-III-IV ITI Coord. Prof.ssa A. De Vito 24

18 Il pendolo E' possibile conoscere il proprio futuro? C'è chi dice di si; c'è chi sostiene che il destino di ogni uomo sia già scritto e che esistano persone in grado di leggerlo. Ma si può credere ai profeti e alle loro profezie?dall'india al Sud America, da Nostradamus ai Maya, tutti sembrano in grado di indicare una data precisa, per quella che alcuni chiamano "la fine del mondo": il 21 Dicembre del E' possibile che calendari diversi e popoli distanti concordino su un unico giorno da migliaia di anni e su cosa dovrebbe succedere esattamente. Secondo il calendario Maya, il 21 dicembre del 2012 arriverà la fine della Quinta Era: la fine del mondo. O almeno del mondo come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. Una profezia terribile e affascinante, anche perché verso la stessa direzione portano un numero impressionante di segnali e scoperte provenienti tanto dal mondo esoterico, quanto da quello scientifico. È come se i miti e le saggezze di popoli lontanissimi nel tempo e nello spazio volessero suggerirci qualcosa di incredibilmente simile. La costruzione delle piramidi di Giza e della Sfinge, oltre ovviamente alla piramide Maya di Kukalkán, sembrano legate da un misterioso filo rosso. Secondo l antico popolo dei Maya, il tempo è una danza infinita di cicli, che si ripetono costantemente era dopo era. In base al loro calendario, alcuni dei più importanti cicli temporali che riguardano la Terra si chiuderanno nel 2012, in coincidenza con il solstizio d inverno. Questa profezia sembra confermata dal fatto che le ultime scoperte scientifiche ci documentano che il Pianeta sta rallentando la sua evoluzione, il suo campo magnetico si sta indebolendo,che lo strato di ozono si sta assottigliando, e che l'intero Sistema solare si sta riscaldando... Sono tutte solamente coincidenze? Dobbiamo davvero aspettare quella data col fiato sospeso? E cosa succederà dopo? Sarà una catastrofe o una nuova rinascita, una inaspettata rivelazione? Ma cosa accadrà veramente il 21 dicembre dell anno 2012? i segni premonitori sembrano iniziare già a manifestarsi, in quest'ultimo decennio, attraverso fenomeni di calamità naturali che stanno provocando gravi disastri per l'intera umanità. Sulla scia di questa profezia, ultimamente prolificano film e libri sull argomento. Con grande attesa, è sbarcato in Italia il kolossal Hollywoodiano di Roland Emmerich, che è riuscito a dare un'interpretazione alle tante ideologie ipotizzate da storia e scienza nel corso degli ultimi anni. Effetti catastrofici presenti nel film hanno suscitato scalpore e allo stesso tempo grande scetticismo, per alcune immagini emblematiche come il crollo della Cupola di San Pietro nel cuore di Roma, la collisione della nave spaziale sul monte Everest e l'onda anomala che si abbatte sulle coste del continente Asiatico. Contemporaneamente è uscito nelle librerie il libro del noto conduttore tv Roberto Giacobbo La fine del mondo?, ultimo di una consistente bibliografia sull argomento. Poiché dunque, né i libri né i film sono riusciti a dare una spiegazione concreta a questa presunta apocalisse, il solo strumento a nostra disposizione è lo scorrere del tempo. Aspettare non sarà poi la fine del mondo!!! Desiré Notarnicola & Svetlana D ippolito-v ITC Coord. Prof.ssa C. Lavegas 25

19 Fino all ultimo chip... INSTALLAZIONE DI UN SITO INTERNET IN LOCALE Un sistema molto pratico per lavorare con Joomla! è quello di effettuarne un'installazione in locale. L'utilizzo di un'istanza locale è ideale per esercitarsi, per testare nuovi moduli, mambot e componenti, ma anche per sviluppare per intero un sito web, dal momento che è poi possibile esportare il lavoro svolto in locale in uno spazio web remoto, riducendo così al minimo la presenza in rete del sito in costruzione. Per installare Joomla esistono pacchetti che forniscono tutta l infrastruttura richiesta, ovvero un web-server Apache, un interprete PHP e Pearl, un database mysql ed un client di amministrazione per gestirlo. I più utilizzati e diffusi sono EasyPHP e Xampp, entrambi gratuiti e rilasciati con licenza GNU. Per realizzare questo tutorial è stato utilizzato EasyPHP, ma le operazioni da svolgere non cambiano utilizzando Xampp o prodotti analoghi. EasyPHP è scaricabile da internet utilizzando un comodo wizard, che permette di selezionare la lingua e il percorso di installazione. Al termine del processo (può essere necessario un riavvio del pc) il software viene lanciato in automatico ed avvia il server web locale (Apache) e il Database (mysql). Due piccoli semafori visualizzano lo stato dei processi in maniera immediata ed intuitiva. Dalla finestra principale del programma è possibile accedere alla pagina di amministrazione, che consente l'accesso a tutti gli strumenti integrati nel pacchetto (Web Server, Application Server e Database), e che ne permette la gestione completa via browser. La prima operazione da svolgere è la creazione di un database, che si effettua utilizzando phpmyadmin; è possibile accedere all'interfaccia di amministrazione dal link Manage Database Per creare un nuovo database è sufficiente selezionare la voce omonima dall'home page di phpmyadmin, quindi inserire il nome del database da creare nel campo apposito, e premere il tasto crea. Una volta che il database è stato generato è necessario creare un nuovo utente. In alternativa è possibile, ma sconsigliato, utilizzare l'utenza root predefiniat. L'operazione si effettua utilizzando il link "Aggiungi un nuovo utente" situato nella sezione Privilegi. Il form di inserimento richiede la compilazione del nome dell'utente e della password (l'inserimento di una password è opzionale, ma consigliato). E' quindi necessario assegnare all'utenza i privilegi per svolgere tutte le attività necessarie sul database. Per farlo bisogna cliccare sull'icona Modifica Privilegi visualizzata nella tabella riassuntiva a fianco del nome utente, scegliere il database da utilizzare nel menu a tendina della sezione Privilegi specifici al database, quindi selezionare tutte le attività elencate (Select, Create, Insert, Update, ecc...) nella sezione privilegi. A questo punto è possibile procedere con Joomla! Una volta scaricata l ultima release del pacchetto di installazione (la localizzazione italiana è disponibile sul sito joomla.it) è necessario decomprimere l'archivio e trasferire i file ottenuti nello spazio dedicato, una cartella di nome www, che funge da radice dello spazio web locale ed è situata all'interno del percorso d'installazione di EasyPHP. E' preferibile non trasferire i file direttamente nella cartella www, ma creare una sottocartella specifica; in questo modo in seguito sarà possibile effettuare delle installazioni aggiuntive. Il passo successivo è quello di richiamare le schermate di installazione attraverso il browser, digitando sulla barra degli indirizzi l'url 26

20 La prima schermata della procedura permette di verificare i requisiti, di controllare le impostazioni dell'application Server PHP e i permessi impostati sui file. Eventuali modifiche alle impostazioni PHP possono essere effettuate dalla finestra principale del programma, selezionando la voce PHP nel menu Configurazione, mentre in caso di installazione locale non è richiesto alcun intervento sui permessi dei file. In seguito, dopo aver visualizzato la licenza, è necessario inserire i riferimenti del database (host name e nome del database) e i riferimenti dell'utenza associata (nome utente e password). Il Passo 2 dell'installazione richiede solamente di inserire il nome del sito web. Questo riferimento potrà comunque essere modificato in un secondo momento dal pannello di amministrazione di Joomal! Il Passo 3 della procedura serve per verificare alcuni parametri, come il percorso relativo e quello assoluto dell'installazione e per impostare e sopratutto la password dell'account di amministrazione che verrà utilizzato per accedere al Back-End del sito. Quindi, per completare l installazione, basta eliminare la cartella installation presente all'interno della sottocartella creata nel folder www di EasyPHP. Al termine di questi semplici passaggi un istanza di base di Joomla! è già disponibile e funzionante. Il sito (Front-End) è raggiungibile digitando sulla barra degli indirizzi del browser l'url Il pannello di amministrazione (Back-End) invece è richiamabile digitando l'url L'utenza per accedere è, di default, Admin, mentre la password da inserire è quella digitata in fase di installazione, durante il Passo 3. A questo punto buon sito a tutti!!!!!!!!! Alessio Pignatale & Francesco Greco-V ITI Coord. Prof.ssa N. Cutrone Robot, immagini e altre tecnologie del 2010 Siamo ormai nel 2010 è l'occasione giusta per fare il punto su alcune tecnologie sorprendenti. E per chiederci dove sono finiti i robot... Cominciamo dai computer? Se siete in questo momento davanti al vostro PC, date un'occhiata alla tastiera. Se il modello è recente, avete una tastiera bella e sottile, e nei prossimi mesi lo sarà sempre di più. Letteralmente, sparirà, perché sarà una proiezione interattiva. Le prove generali di questa tecnologia sono andate bene. I suoi pionieri sono i coreani, adesso pronti a invadere il mondo con una generazione di "laserkey", gli apparecchi che proiettano la tastiera su qualunque superficie piana. Prepariamoci a ticchettare sul tavolo, con tanto di "tictic" simulato per smascherare chi tenterà di lavorare tamburellando a caso sul tavolo, in attesa del passo successivo: tastiere virtuali 3d che galleggiano nell'aria. Altro che corso di dattilo, ci vorrà! L'immagine siamo noi. Novità anche per la scrivania (vera, non del pc), che potrà essere ovunque, tanto c'è - o ci sarà - una tecnologia capace di creare stanze virtuali, a tuttaparete e a grandezza 27

21 reale, dove si incontrano le immagini 3d di amici e colleghi lontani, come se fossero lì in carne e ossa. Ci stanno lavorando alcuni gruppi di studio della facoltà di Scienze Informatiche del North Carolina (Usa): il progetto si chiama, guarda caso, "Office of the Future", e sfrutta nuove magie della computer grafica. Scelta, quest'ultima, al posto della normale videoregistrazione perché permette di esaltare qualunque dettaglio, anche un rapido battito di ciglia, per creare un'esperienza totalmente realistica. Foto per aria Dalla simulazione 3d della stanza virtuale alle immagini che galleggiano nell'aria grazie a una nuova tecnologia di proiezione, l'heliodisplay, che sfrutta le proprietà fisiche dell'elio contenuto nell'aria trasformandolo in un pannello di proiezione. E fa anche di più: queste immagini possono essere manipolate muovendo le mani nell'aria, e con i software adatti si può "entrare" direttamente nella scena di un film, per esempio, spostare oggetti e interagire con i simulatori. Queste capacità dell'heliodisplay non sono proprio dietro l'angolo, ma il proiettore esiste già e può essere usato anche accoppiato a un normale lettore dvd. Ammesso di volere spendere 15 o 16 mila euro per vedersi un film. In movimento Cambierà il nostro concetto di "mobilità"? Sì, e forse in direzioni sorprendenti, se dovessero affermarsi "oggetti" come quello proposto dall'australiana ScarPar Pty: una tavola - simile a uno skateboard - che al posto delle ruote monta due gruppi di cingoli motorizzati e indipendenti, capaci di spingere la tavola per una trentina di kilometri a oltre 20 km/h su qualunque tipo di terreno, dal fango all'asfalto sconnesso, dalla neve alla sabbia. Pare che lo ScarPar sia già un prototipo e che l'azienda stia ora cercando di dotarlo di motori elettrici, anziché a scoppio, prima di presentarlo al mondo. Guida su misura. Dalla tavola all'auto da indossare, o quasi: è la Toyota "PM", che sta per Personal Mobility. Un veicolo sagomato sul modello di un (singolo) corpo umano per creare un tutt'uno tra uomo e macchina. Prototipo completamente rinnovato di anno in anno, la PM è elettrica, ha ruote che girano di 180 e "chiacchiera", grazie a una qualche radio-tecnologia, con tutte le PM che incontra (per adesso però non c'è da preoccuparsi, sono così poche che non si vedono mai). Il robot lillipuziano Se gli scienziati avessero rispettato le promesse, oggi le nostre strade sarebbero piene di robot! E invece gli uomini di latta sono ancora troppo grandi, ingombranti, impacciati, un po' stupidi, anche. Fortuna che ci sono i giocattoli-robot, anzi, i "quasi veri robot" mascherati da giocattoli, come Tomy i-sobot: alto 16,51 cm, capisce (bene) una decina di comandi vocali, ha un vocabolario di 200 parole e sa fare circa 200 movimenti pre-programmati. È il più piccolo robot domestico del mondo! Non è granché quanto ad hi-tech, ma è talmente flessibile da poter essere arruolato per compiti speciali - spesso fa lo "sminatore", per esempio: Tomy esiste per davvero: lo trovi persino su Amazon a 300 dollari! Nazario Laterza-IV ITI Coord. Prof.ssa N. Cutrone COPISTERIA CANCELLERIA IMPIANTI ELETTRICI C.so Annibale, 38/42-TARANTO (TA) TEL.:

22 Il muro Al lavoro a 15 anni invece che in classe. Passo indietro sull'obbligo scolastico Al lavoro a 15 anni e scoppia la polemica tra governo e opposizione. "La maggioranza fa carta straccia dell'obbligo scolastico: inaccettabili questi salti all'indietro sul tema della formazione", dichiara l'ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni (Pd). Al centro della querelle un emendamento al disegno di legge Lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato questa mattina dalla commissione Lavoro della Camera, che prevede che l'apprendistato possa valere a tutti gli effetti come assolvimento dell'obbligo di istruzione. Se il provvedimento dovesse andare in porto gli studenti meno volenterosi potrebbero uscire dalle aule scolastiche un anno prima dell'attuale obbligo scolastico, fissato a 16 anni. Ma l'ue e tutti i più recenti studi sul capitale umano ci chiedono il contrario: aumentare la permanenza a scuola dei nostri adolescenti e ridurre la dispersione scolastica. "La maggioranza e il ministro Sacconi - continua Fioroni - hanno deciso di fare carta straccia dell'obbligo scolastico. E' inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, qui si decida di fare un salto all'indietro così macroscopico". In effetti, gli ultimi studi di Ocse (l'organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico) e Banca d'italia raccomandano l'esatto opposto: investire in istruzione. Lo scorso mese di novembre, la Banca d'italia ha pubblicato uno studio dall'emblematico titolo "Investire in conoscenza". I due economisti Federico Cingano e Piero Cipollone evidenziano tutti i vantaggi connessi con un aumento del grado di preparazione dei cittadini italiani. Un massiccio investimento da parte dello stato in istruzione verrebbe più che compensato dalle entrate fiscali, a parità di prelievo, e dai minori costi derivanti dall'aumento del tasso di occupazione. E un anno in più sui banchi di scuola rende, secondo gli esperti di Bankitalia, nel medio - lungo periodo quasi il 9 per cento in termini di remunerazione del lavoro. I vantaggi maggiori sono per i laureati, il cui titolo di studio può fruttare più del 10 per cento e il diploma di maturità, il 9,7 per cento. Durissimo il commento del senatore Antonio Rusconi, componente della commissione Cultura di Palazzo Madama. "Si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di più dai livelli dell'istruzione previsti dal trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del governo del centrosinistra, ovvero l'obbligo all'istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola". "Di fatto - prosegue Rusconi - il governo Berlusconi sembra orientare la scuola e la società italiana verso indirizzi 'classisti', la serie A dei licei, la serie B degli Istituti tecnici, la serie C dei professionali, e ora per qualcuno, subito dopo la terza media, l'idea di andare subito al lavoro". All'estero, secondo il senatore del Partito democratico, "la crisi economica la si sta combattendo con più investimenti" su scuola, università e formazione. Nel 2003, una comunicazione della Commissione europea considerava "imperativo categorico" l'investimento efficiente nell'istruzione e nella formazione. Nel marzo 2000 il Consiglio europeo di Lisbona ha fissato all'ue l'ambizioso obiettivo strategico di diventare entro il 2010 "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale". Il Consiglio europeo "ha ribadito che il futuro dell'economia (e della società) europea dipenderà dalle abilità dei suoi cittadini e che queste a loro volta richiedono un aggiornamento continuativo caratteristico delle società basate sulla conoscenza". E secondo l'ultimo lavoro dell'osce, "Education at a Glance", in Italia la laurea, in termini di resa salariale, è un affare. In base ai calcoli dell'ocse un uomo laureato può aspettarsi rispetto a un diplomato un vantaggio salariale durante la carriera superiore a 322 mila dollari, mentre per una donna il beneficio si ferma a 136 mila. La media Ocse è di 186 mila a livello lordo per un uomo e di 134 mila per una donna. E con un titolo di studio più elevato ci si assicura anche meglio contro la disoccupazione. "E' l'ultimo atto dello smantellamento di un vero obbligo scolastico": così il segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, commenta l'emendamento. "Siamo decisamente contrari. Prevedere questo - afferma il sindacalista - significa mettere in discussione l'essenza stessa dell'obbligo scolastico che va assolto nei percorsi di istruzione e formazione, e non attraverso l'apprendistato che nella maggior parte dei 29

23 casi si traduce in un lavoro vero e proprio dove di apprendimento c'è ben poco". E i Cobas della scuola indicono uno sciopero della categoria per il prossimo 12 marzo. Critiche sono state espresse anche dal segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. "L'emendamento sull'apprendistato approvato dalla commissione Lavoro della Camera, in modo frettoloso e senza nessuna consultazione delle parti sociali, deve essere corretto prima dell'approvazione in Aula del ddl lavoro prevista per la prossima settimana". "In particolare - aggiunge Santini - va attentamente valutato il rischio di un conflitto tra norme, stante la vigente legge 296/06 che fissa l'obbligo di istruzione a 16 anni, che porterebbe alla paralisi operativa". La richiesta del sindacato è quella di "rilanciare l'apprendistato per aiutare concretamente l'occupazione dei giovani", ma di farlo in collegamento con "percorsi di istruzione e formazione professionali nei quali, come previsto dalla legge, si assolva all'obbligo di istruzione". Notarnicola Desirè-V ITC Coord. Prof.ssa G. Blasi C E CHI DICE NO! L uomo, sin dalla più tenera età, vive e si forma in un ambiente ricco di stimoli, che dovrebbero portarlo allo sviluppo di una propria capacità critica di pensiero. Molto spesso, invece, l individuo tende ad uniformarsi alle idee correnti, vive ed agisce secondo il comune indirizzo e,anziché vivere, finisce con l assistere al film della sua vita, spettatore della sua esistenza, non protagonista. Ad ogni bambino viene insegnato cosa è giusto e cosa no, cosa è sbagliato fare e dire, cosa è bello o brutto, il sacro e il profano, quali sono le caratteristiche delle persone perbene, quali i valori importanti, in quale Dio credere e quali preghiere rivolgergli, come ci si deve comportare in pubblico e nel privato, come può agire un uomo e cosa si addice ad una donna. Ogni piccolo aspetto della vita, anche quello apparentemente più insignificante, è ascrivibile ad un capitolo de Il Galateo dell uomo dalla A alla Z, la grande enciclopedia del vivere bene, ad opera di autori vari: genitori, insegnanti, il parroco della chiesa sotto casa, i vicini, le autorità statali, gli amici, gli amici degli amici etc. etc. L uomo contemporaneo,quindi, sempre più spesso è ingabbiato in schemi precostituiti, vittima di preconcetti che lo attanagliano senza tregua, sanguisughe che gli succhiano l essenza e lo privano della voglia di guardarsi dentro alla ricerca di sé. Quel che ha, dunque, non è altro che una conoscenza parziale e artificiale del suo vero ed autentico essere, perché frutto di un condizionamento esterno e non di un attenta e consapevole analisi interiore. Chi pensa di conoscersi più attraverso gli altri che non attraverso se stesso, chi crede di essere l immagine riflessa nello specchio della società, chi per paura si identifica con ciò che la massa vuole, segue un sentiero considerato sicuro perché già percorso da molti. Eppure qualcuno non ci sta e, tra prediche e critiche, va alla ricerca disperata di quell Io rimasto sepolto sotto le soffocanti macerie dei luoghi comuni. Non senza fatica insegue il suono flebile, ma continuo, dell essenza che chiama e con coraggio rompe le barriere che le impediscono di emergere dirompente. Solo scavando dentro se stessi ci si può realmente conoscere e partecipare da attori protagonisti alla grande kermesse della vita. De Mitri Valeria-IV ITAS Coord. Prof.ssa C. Albano Morgan fa CRACK! Il caso Morgan divide l Italia e suscita la polemica politica. Mauro Mazza,direttore di Rai Uno,ha deciso l esclusione del cantante Morgan dalla 60^ edizione del festival della canzone Italiana Sanremo,dopo le sue dichiarazioni rilasciate in un intervista al giornale Max in cui affermava di fare uso di cocaina come antidepressivo. Com era prevedibile, è scoppiato un caso. Max ha messo a disposizione sul sito l intervista di Morgan ed ecco cosa dice 30

24 sull argomento spinoso: «La droga?apre i sensi a chi li ha già sviluppati e le chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa,la uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti,che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene.» E Freud la prescriveva. Io la fumo in dosi,perché non ho voglia di tirare sull intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno,almeno è pura». Ma, secondo Morgan, nell intervista si è esagerato,infatti ha dichiarato: «L intervista è stata carpita, io penso il contrario:la droga fa male,la considero pericolosa e inutile,mi riferivo all uso che ne facevo in passato come terapia contro la depressione. E certo non mi sognerei mai di divulgare come insegnamento o consiglio ai giovani l uso di stupefacenti, forse gli è stata tesa una trappola e ci sono caduto ingenuamente». Sono sconcertato dall ipocrisia degli Italiani. Si condannano le dichiarazioni di un valido musicista dimenticandosi che i nostri parlamentari non sono da meno. Ricordate l intervista delle iene?più del 60% dei nostri Parlamentari ha rifiutato di fare il test anti-droga. A novembre,infatti,erano stati previsti due test anti-droga. Uno sulle urine e l altro sul capello. Ecco qui la possibile spiegazione alla domanda che sorge spontanea:visto che il test era assolutamente volontario e più di 700 i Parlamentari si sono sottoposti ad esso,per quale motivo un assuntore di cocaina si sarebbe dovuto andare a mettere nella bocca del lupo? Poteva non andare e passare così assolutamente inosservato. E invece l incauto ha sottovalutato il test ed è stata subito polemica. Questo mi fa notevolmente riflettere,perché è sempre facile puntare il dito contro qualcun altro. Pretendiamo una società libera dalla droga quando,invece essa stessa è amministrata da drogati. Bene,bruciamo i dischi dei Nirvana,dei Pink Floyd ecc..allora il gesto di escludere Morgan dal Festival è stato inutile,perché significa metterlo nelle condizioni di non esprimere il suo talento. Per me,comunque,morgan da questa vicenda ci ha guadagnato,perché se ne sta parlando ovunque e questo comporta un guadagno notevole. Morgan ha recentemente dichiarato: «Io no ci voglio più andare a Sanremo. Chi se ne frega!». Questo cosa può far pensare?ormai ha raggiunto il suo scopo, cioè che tutti parlassero di lui. Nicola Vecera-IV ITC Coord. Prof.ssa C. Nania Una risposta alla sfida educativa C è una formula che ormai è entrata in maniera stabile nel vocabolario della nostra cultura contemporanea: Emergenza educativa, ossia la crescente consapevolezza del fatto che l avere abdicato per un paio di generazioni a questo compito fondamentale abbia generato il vuoto dell educazione, una situazione drammatica oggi sotto gli occhi di tutti, ossia famiglie, scuola e gli altri addetti ai lavori scolastici e non, istituzioni politiche comprese, ognuno con il grado di responsabilità connesso al proprio ruolo sociale, tutti in qualche modo attori del processo educativo delle generazioni future. Analizzando tale problema, risulta evidente innanzitutto che i ragazzi di oggi, accusati di sentirsi indifferenti e demotivati, corrono soprattutto il rischio di chiudersi in se stessi e sprecare il loro talento, traviati da falsi maestri, ad esempio il Grande Fratello, che li inducono a rincorrere obiettivi spesso fallaci, quali la fama e la celebrità, trascurando od escludendo i valori più importanti, di cui invece famiglie e scuola devono farsi portavoce. Ad un ascolto più attento delle loro esigenze, ci accorgiamo poi che nei nostri ragazzi si avverte l emergere di una latente ed [ ] ineludibile domanda di significato, una ricerca di rapporti umani autentici, come ha dichiarato di recente il Papa Benedetto XVI, perché è anche vero che noi adulti ci mostriamo a volte disorientati ed affaticati, sembriamo assistere quasi impotenti al malessere dei nostri figli, timorosi di esercitare il nostro impegno educativo. Ma allora, in una società che sembra aver abdicato al suo compito educativo, in una realtà nella quale sono oggi sempre più frequenti fenomeni estremi, come il bullismo, le baby-gang, la criminalità minorile, le violenze riprese con il cellulare ed immortalate su YouTube, il sesso facile sbandierato in TV, la disaffezione allo studio e gli abbandoni scolastici, che cosa possiamo fare? C è chi ritiene che per recuperare il terreno perduto sia sufficiente fare appello ai valori, riproporre certe regole od innovare le tecniche educative, ma, si tratta di strumenti che, seppur validi nelle intenzioni, per risultare efficaci richiedono che vi sia una 31

25 reale possibilità di fare esperienza di ciò che ha valore, di ciò per cui vale la pena vivere: per questo servono testimoni credibili, persone guardando le quali un giovane si senta sollecitato, provocato a paragonarsi, a misurarsi. 1) Che cosa vuol dire allora essere tutti attori del processo educativo? 2) Che cosa significa che l educazione è una questione che riguarda me, che abbia o non abbia figli, che sia giovane od anziano, megastipendiato o precario abilitato? 3) E, soprattutto, che strumenti ho per affrontare questa sfida? Per rispondere alle suddetti domande, mi sembra innanzitutto doveroso ricordare quanto affermato dalla scrittrice Natalia Ginzburg, la quale, parlando dell educazione dei figli, così diceva: Questa è l unica reale possibilità che abbiamo di riuscir loro di qualche aiuto nella ricerca di una vocazione, avere una vocazione noi stessi, conoscerla, amarla e servirla con passione: perché l amore alla vita genera amore alla vita. Pertanto, in primo luogo, l educazione è un autentica sfida che costringe tanto i giovani quanto gli adulti a mettersi in gioco, è una dinamica interpersonale che mette in primo piano la nostra libertà personale, perché per chiamare un altro a rispondere di sé, dobbiamo prima imparare a rispondere di noi stessi, per permettere all altro di verificare che quanto gli viene proposto risponda alle attese che si porta dentro. In secondo luogo, è una sfida che si spinge molto più in là dei banchi di scuola, riguarda la vita di ognuno di noi, perché non esiste un rapporto umano, dall amicizia più intensa all incontro più occasionale, che non porti dentro di sé questa possibilità di una sfida reciproca a fare insieme un passo di conoscenza, a spingersi di più nella realtà, ossia ogni rapporto reca in sé una portata educativa fondamentale, innanzitutto per se stessi: perché l educazione è la stoffa stessa della vita dell uomo. A conclusione di questa riflessione sulla sfida educativa che attende noi insegnanti oggi, mi sembra poi giusto riportare anche una citazione di don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione e sempre attento alla tematica dell educazione, a proposito della quale così scriveva qualche decennio fa in un testo dal titolo Il rischio educativo : «L idea fondamentale di una educazione rivolta ai giovani è il fatto che attraverso di essi si ricostruisce una società. Perciò il grande problema della società è innanzitutto educare i giovani (il contrario di quel che avviene adesso). Il tema principale, per noi, in tutti i nostri discorsi, è l educazione: come educarci, in che cosa consiste e come si svolge l educazione, un educazione che sia vera, cioè corrispondente all umano. La prima preoccupazione di un educazione vera e adeguata è quella di educare il cuore dell uomo così come Dio l ha fatto». Classe III ITAS Coord. Prof.ssa T. PELLEGRINO I SOGNI: UNICA GARANZIA DEL FUTURO Cosa ci si aspetta dal futuro? Domanda ricorrente, quasi scontata non quanto la risposta. Il futuro non si fa fatica ad immaginarlo: la tecnologia avanzerà inesorabile; la guerra, temo, non finirà mai; le relazioni sociali diventeranno sempre più virtuali, celate dietro i monitor dei computers; l Italia vivrà la sua ennesima ed implacabile crisi economica; forse, dico forse, il nostro Presidente del Consiglio lascerà il suo incarico. Sarcasmo, negatività o, più semplicemente, rassegnazione. Indignazione,forse, ma mentirei se dicessi che pensare al futuro mi alletta. Mi spaventa, al contrario, perché la realtà del presente non fa presagire nulla di buono e spinge al pessimismo. Ora la domanda è una soltanto: Come sopravvivere a tutto questo? L uomo ha, per sua fortuna, la capacità di creare e nutrire in sé aspettative più o meno grandi in virtù delle quali riesce a sopportare e gestire al meglio ogni situazione. Certo, spesso si rimane delusi, si cade sotto il peso di una sconfitta, ma quando si crede nei propri sogni, si trova la forza di rialzarsi e ricominciare. Forse è solo questo il futuro: una continua ed estenuante lotta con la realtà della vita, che insidiosa cerca di togliere all uomo la sua unica ed ultima difesa: la capacità di sognare. 32

26 Solo continuando ad alimentare con tenacia e caparbietà le sue aspirazioni l uomo potrà fieramente affermare di aver, se non vinto, quantomeno pareggiato la sua partita con la Vita. Graziana Bianco Coord. Prof.ssa C. Albano NON INDOSSARE UNA MASCHERA. I rischi della dipendenza a causa dell omologazione giovanile. 2010: Allarme sociale! A dirlo sono le cronache e i numeri,sempre più impressionanti, delle statistiche. Stando a queste infatti, i giovani del XXI secolo non si fanno mancare alcun vizio. Molti ritengono esagerato tale allarme perché confondono le dipendenze con certe abitudini malsane. E' normale che per affrontare decentemente la vita, tanti ragazzi e ragazze debbano ricorrere alle droghe? Per droga non intendiamo unicamente, le sostanze stupefacenti, ma tutto ciò che crea dipendenze come sigarette, alcol, internet, tv, playstation, gioco d'azzardo, shopping. L'allarme sociale nasce proprio dalla constatazione che la gente pensi di poter sopravvivere alla dura realtà della vita, superare le difficoltà soltanto stordendosi o procurandosi un'euforia artificiale. Oggi alle vecchie dipendenze, ossia abuso di sostanze, si sono aggiunte nuove dipendenze riferite a quei comportamenti messi in atto in maniera patologica che alla fine creano dipendenza. E' difficile stabilire il confine tra normalità e patologia, tra chi usa troppo il computer o chi fa shopping in maniera compulsiva, tra chi si fuma una sigaretta per gioco e chi non ne riesce a fare a meno. Quasi sempre la dipendenza scaturisce da un problema, un disagio o da qualche forma di dolore fisico o emotivo che una persona prova molto spesso perché vive in una società spietata, iperattiva, competitiva e cinica. Perciò droga, alcol o altro illudono una persona di poter superare il problema, di essere in grado di affrontare adeguatamente la vita, di fuggire dalla pesante realtà. Per questo le droghe diventano fondamentali nella vita di quella persona che ormai non riesce a farne più a meno...è entrato nel vortice. Chi è dipendente non capisce che questi problemi non si risolvono in questo modo, poiché le droghe sono il surrogato di qualcosa che non c'è in quanto nascono da un vuoto di punti di riferimento e di motivazioni. Certo, non tutti iniziano a fumare, bere o a drogarsi per un vero e proprio disagio, altri, invece, cominciano per gioco, per imitare gli amici, per essere più fighi o per omologarsi al gruppo. Certo l'uomo, essendo un animale sociale, tende alla socializzazione con gli altri individui, questo inevitabilmente comporta l'assimilazione delle abitudini delle persone che lo circondano, cioè cercare di prendere il buon esempio e imparare dagli altri. L omologazione, invece, è ben altro perché comporta l annullamento di sé per essere stimato dal proprio gruppo di amicizie, per essere accettato dai coetanei ispirandosi a quei modelli stereotipati, creati dalla TV e idolatrati come calciatori, veline, attori o personaggi dei reality che mostrano soltanto come ottenere soldi facili per comprare e sfoggiare automobili costose e vestiti firmati. È proprio questo quello che conta nella società contemporanea e non come raggiungere una soddisfazione professionale frutto di una crescita culturale e lavorativa. Questo determina assolutamente una fobia sociale: la massa fa, io faccio! Ciò significa diventare schiavi, non essere più liberi di esprimersi per quello che si è realmente; si creano gruppi di persone tutte uguali, con la stessa ideologia, lo stesso modo di esprimersi e di vestire. Abbiamo ormai una società improntata solo sull' apparire e sull'imitare. Così solo per sentirsi parte del gruppo e nascondere le proprie fragilità, nascono le dipendenze che devastano la vita di chi ne è vittima. «Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l'alcol o la morfina o l'idealismo». (C.G. Jung.) Claudia Pignatelli-III Liceo scientifico Coord. Prof.ssa C. Nania 33

27 NOI, I RAGAZZI DI OGGI Devianza, disagio, giovani disorientati sempre meno inclini al bene. Esempi sbagliati? Falsi idoli? Nuove generazioni hi-tech bombardate da pubblicità, lasciate come naufraghi in balia del mare burrascoso di un esistenza sempre più difficile, persuase che le uniche soluzioni ai problemi siano i più disparati paradisi artificiali, convinte che per ottenere un lavoro si debba cercare una raccomandazione autorevole, che per dimostrare di avere valore si debba usare la violenza, che per affermare se stessi si debba discriminare gli altri. Che fine hanno fatto i giovani che, in nome di un ideale, volevano cambiare il mondo, lavorando per i loro progetti con nulla in tasca ed il sogno di realizzarsi nel cassetto? Dove sono finiti, insomma, i ragazzi old school? I giovani, oggi come allora, si svegliano al mattino, ma l unica cosa che trovano nel cassetto è l abito all ultima moda; la colazione non è più stile Mulino Bianco,è più fashion il caffè al bar; la scuola non è più un luogo di arricchimento personale, ma una noiosa prigionia, uno stillicidio settimanale che può essere alleggerito da qualche filmato amatoriale da far girare sul web; la socializzazione non è più spontanea, graduale, ricca di attesa e partecipazione emotiva, è molto più veloce e meno compromettente un freddo sms; la cura della propria personalità è meno rischiosa se ci si attiene ai dettami della massa: se tutti agiscono allo stesso modo non c è pericolo di sbagliare; la ricerca della felicità è meno faticosa se la si pretende dagli altri e si pensa di acquistarla ai grandi magazzini o sostituirla in qualsivoglia maniera. Mamma tv e papà computer hanno sopperito alle mancanze degli adulti che, troppo impegnati e presi dai loro egoismi, hanno trascurato i loro figli, senza preoccuparsi che qualcuno insegnasse loro i giusti valori, i sani principi, la vita reale. Per i ragazzi che si formano in mondo virtuale in cui tutto è possibile e tutto è concesso, anche il male, la realtà diventa pian piano noiosa, troppo formale, un terreno su cui non ci si sa più muovere. Nella giostra caotica della vita coloro che dovrebbero muovere il mondo, gli adulti di domani, si trovano come in uno stato di trans, incapaci di agire e, quel che è peggio, di chiedere aiuto per paura di non essere capiti e di essere considerati incapaci. Se solo si trovasse più tempo per loro, se solo non si avesse la pretesa di cambiarli e plasmarli, se solo ci si approcciasse a loro senza chiedere nulla in cambio, se solo si avesse la capacità di ascoltarli senza il tarlo del pregiudizio, se solo si tendesse loro la mano senza volerli trascinare, se solo si prestasse più attenzione alle loro inclinazioni, se solo si sapesse accettare i loro tempi forse i giovani d oggi potrebbero avere la chance che meritano, potrebbero davvero cambiare il mondo. De Mitri Valeria-IV ITAS Coord. Prof.ssa C. Albano Che le colpe dei figli ricadano sui genitori! È giusto che le colpe dei figli adolescenti ricadano sui genitori? Come testimonia l ultimo argomento di cronaca, le sopraffazioni sessuali compiute da alcuni adolescenti di buona famiglia, su una ragazzina di appena 12 anni e ripetute nel tempo, hanno fatto si che il giudice imponesse alle famiglie degli stessi un risarcimento pari a 450 mila euro alla famiglia della vittima. Il giudice della X sezione civile del tribunale di Milano ha stabilito che un genitore è responsabile in quanto tale, di trasmettere ai propri figli gli strumenti indispensabili da utilizzare nelle relazioni anche di sentimento oltre che di, sesso con il prossimo. Di questa educazione che consente di entrare in relazione non solo corporea con l'altro, non vi è traccia nel comportamento dei minori violentatori. Ciò lo dimostra proprio il racconto degli adolescenti dal quale non trapelano alcune emozioni che possano evidenziare rimorso, consapevolezza o empatia con la vittima. 34

28 Non è sufficiente per un genitore limitarsi a far rispettare l orario del rientro a casa, fare in modo che conseguano buoni risultati a scuola ecc è necessario inculcare ai propri figli il rispetto del prossimo sia nelle persone che nei sentimenti. Far ricadere, quindi, sui genitori le colpe commesse dai figli è giusto perché un adolescente è il risultato di ciò che i genitori sono stati in grado di insegnargli e trasmettergli anche con l esempio. Talvolta i genitori avvertono ed esercitano con il massimo impegno la funzione guida per i propri figli accettando anche lo scontro generazionale. Essi fanno ciò che possono anche se il risultato non è sempre garantito perché gli adolescenti spesso vengono influenzati negativamente dall ambiente esterno alle famiglie e ciò talvolta li pone inevitabilmente a far parte di un branco. Alessio Scilleri III-IV ITI Coord. Prof.ssa M. Palumbo MORALE? NO GRAZIE, TANTO PAGA PAPA III Millennio: era del progresso, della tecnologia, della globalizzazione. Tutto avanza velocemente sino alle più estreme conseguenze, anche la violenza che, come un cancro, si manifesta solo quando è ormai troppo tardi. In un mondo dove non c è più tempo per i valori, in cui tutto, o quasi, è concesso e legittimato sembra non esserci più una netta distinzione tra vittima e carnefice, bene e male. Regna il caos e la confusione genera figli insicuri e disorientati: i giovani d oggi! Bullismo, comportamenti incivili, soprusi e abusi sessuali a danno di coetanei sono alcuni dei casi di devianza che caratterizzano le nuove generazioni. E allora, che fare? A Milano, il Tribunale dei Minori condanna i genitori di alcuni minorenni, che hanno abusato ripetutamente di una dodicenne, a risarcire i danni fisici e morali nella somma di euro. Secondo questa sentenza la responsabilità del caso è dei genitori che hanno raccolto i frutti marci di una semina non fatta con cura. Si tratterebbe di una pena esemplare, quindi. Genitori poco attenti potrebbero ravvedersi, rivestire con maggiore serietà i panni di educatori. I figli, invece? Quale lezione imparerebbero se a pagare le loro malefatte sono mamma e papà? Lezoca Fabiana, De Felice Angela, Urgesi Marcella, Palermi Roberta, La Gioia Luca, Cassone Federico, Bennardi Serena, Bianco Graziana-IV ITAS Coord. Prof.ssa C. Albano 35

29 I RAGAZZI DELL ISTITUTO TECNICO PLATEJA ITAS AL C.I.M. DI TARANTO Più informazione meno discriminazione e pregiudizio : questo è il motto del Centro di Igiene Mentale Centro Diurno Franco Basaglia. Lunedì 15 Marzo i ragazzi della V ITAS, guidati dalla Prof.ssa Turi, si sono recati al C.I.M. sito a Taranto in via Temenide, 48. Sono stati accolti dalla Dott.ssa Piccinni, la quale ha spiegato la nascita e l importanza di questi centri. La signora Adriana Venturi, operatrice del centro stesso, ha invece illustrato come si articolano le attività e l aiuto concreto che si può offrire agli ospiti. Ha inoltre spiegato che si preferisce parlare di disturbi mentali e non di malattia, perché non se ne conoscono tutt oggi bene le cause; infatti, molte diagnosi risultano controverse e tuttavia è molto marcata l influenza delle situazioni di vita e delle esperienze personali. La realizzazione di questo progetto, per la parte teorica, ha lo scopo di promuovere una corretta comunicazione ed informazione contro lo stigma ed il pregiudizio per quanto riguarda la salute mentale. La parte pratica, invece, consiste nell effettuazione del seminario, con la presentazione del programma attraverso la visione di documentari e la breve rappresentazione del Musical che gli ospiti della comunità stanno preparando. (Aggiungi un posto a tavola) Tutto questo ha l obiettivo di sensibilizzare i giovani ed i loro atteggiamenti nei confronti di coloro che hanno questi disagi. La promozione di questi interventi mirati, in alcune scuole italiane potrebbe essere un ottimo aiuto dato a queste tematiche sociali. Infatti di recente l organizzazione mondiale della sanità ha stimato che i disturbi mentali hanno ripercussione con il loro carico di sofferenza e di disabilità per l intera popolazione e che tendono ad aumentare nei paesi industrializzati. Classe V ITAS-Sez. B-Coord. Prof.ssa E. Turi 36

30 Note e sipario Chopin, il poeta del pianoforte Nel 2010 celebrazioni per il bicentenario della nascita di Fryderyk Chopin. Il primo marzo 2010 ricorre il duecentesimo anniversario dalla nascita di Fryderyk Franciszek Chopin, il più grande compositore polacco ed uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. Classificato fra i principali rappresentanti del Romanticismo, Chopin venne chiamato il poeta del pianoforte perché compose prevalentemente per pianoforte, come celeberrimi i Notturni. Nella sua musica emergono elementi di derivazione classica come l equilibrio fra le parti, l estrema precisione della scrittura, la perfezione stilistica. La musica di Chopin è stata notevolmente influenzata dal dialetto musicale polacco ma anche da melodramma italiano. Chopin nacque in Polonia in una data imprecisa tra il 22 febbraio e il 1 marzo, in una famiglia dedita alla musica. Nel 1827 entrò al liceo di Varsavia e cominciò i suoi primi studi da compositore, dimostrando subito la sua genialità tanto da stupire il suo maestro che scrisse su di lui: «Un genio della musica con capacità incredibili». Dal 1826 al 1829 frequentò l università di Varsavia, partecipando attivamente alla vita culturale della città. Dopo aver tentato un inserimento nell ambiente musicale viennese, si trasferì a Parigi dove ottenne un grandissimo successo. La vita sentimentale di Chopin fu travagliata perché dapprima si legò a Maria Wodzinska, che non potè sposare, e poi a George Sand, con cui ebbe un rapporto burrascoso. Di salute precaria, Chopin morì di tisi, a Parigi, il 17 ottobre 1849 con il conforto di Eugene Delacroix, artista e pittore francese, e di sua sorella Ludwika. La sua salma è sepolta a Parigi, ma il suo cuore è conservato a Varsavia, nella chiesa di Santacroce. Chopin creò una nuova musica attraverso l armonia utilizzando innovazioni sia tecniche sia stilistiche. Non so perché ma la sua musica è per me capace di aprire l animo, di suscitare emozioni, di evocare ricordi, di far rivivere sensazioni perdute perché la musica va aldilà di qualche nota scritta su un pentagramma, è qualcosa che proviene dal profondo del nostro essere, della nostra anima e dà voce a ciò che normalmente non riusciamo ad esprimere con le parole. La musica diventa così un linguaggio comprensibile soltanto da pochi. Pertanto ammesso che riuscissimo a comprendere la musica di Chopin sicuramente comprenderemo una parte del suo animo, sufficiente però a farci provare sensazioni uniche ogni volta che ascolteremo una sua composizione. Per il bicentenario della nascita del compositore si sono tenuti diversi concerti in tutta Italia incominciando dall esibizione di uno dei suoi massimi interpreti, il maestro Maurizio Pollini a Roma, fino al concerto di Roberto Prosseda, maestro noto a livello internazionale, presso l auditorium Tatà a Taranto. Quest ultimo ha proposto al pubblico tarantino un originale ed interessante recital che affiancava ai Notturni di Chopin i Lieder di Mendelsohn creando un atmosfera magica e suggestiva. Gioele Valentini-IV ITC Coord. Prof.ssa C. Nania Paranormal Activity : terrorizza l America, fa ridere l Italia. Introdotto in Italia con un trailer ambizioso già dall inizio di Gennaio; dopo aver atteso un mese, finalmente arriva nei cinema italiani: Paranormal Activity, l horror che ha terrorizzato l America. Peccato che in Italia ha provocato solo noia e risate. Ebbene sì, forse avrà intimorito i canadesi, per la loro (come si dice), fifa per il buio (sicuramente dovuta più per l oscurità del cinema che per quella del film), ma è inammissibile che ha terrorizzato la patria di film come Il Messaggero o la trilogia di Boogyman solo per citarne alcuni recenti. Rumors, hanno però dato una spiegazione plausibile a questo: il film che è giunto a noi, non è altro che un inganno; ciò che abbiamo visto non è l intero film, bensì una versione priva di tutte le scene che avrebbero terrorizzato l America. Chi vuole andare a vedere un film dell orrore al cinema, di certo non cerca di evitare le scene terrorizzanti, al massimo cerca di 37

31 coprirsi, ma se va al cinema vuol dire che cerca l adrenalina che uno spavento gli potrebbe far scaturire, ciò che qui in Italia, Paranormal Activity, non è riuscito a fare. In poche parole non è stato altro che una gran delusione. Ma ora parliamo più approfonditamente del film proiettato nelle sale cinematografiche italiane. Con una trama a dir poco inesistente, ed avendo scene paurose pari a zero, si presenta come un film stupido, ma soprattutto noioso, al punto tale da sperare che ogni notte nel film sia l ultima, ma quasi appositamente sembra che non arrivi mai. Più che Paranormal Actitvity, un titolo più appropriato sarebbe Paranoial Activity, visto che non si ha mai un attimo di suspense e nemmeno di timore che possa accadere qualcosa. Dal punto di vista tecnico il film è scadente tanto quanto lo è graficamente: è palese che il regista ha voluto usare un unica telecamera in prima persona così da utilizzare un budget bassissimo, cercando di servirsi della stessa tecnica utilizzata in Rec, senza, però avere lo stesso successo; sembra che dopo le riprese il film non sia stato per nulla passato sotto un computer, per migliorare le luci ed ombra, ma al contrario lo ha lasciato proprio come se fosse un video girato da ragazzi, per farlo sembrare più verosimile, anche se è chiaro che in realtà il suo scopo fosse quello di ridurre il più possibile il budget del film, che ha incassato poi giustamente poco e niente. Il cast, che si presenta con regista e attori emergenti, è composto dai due protagonisti, ovvero una coppia di ragazzi fidanzati da tre anni, e da un altro uomo che interpreta la parte dell esperto, con due comparse all interno del film, la seconda davvero superflua. La trama dell intero film non è avvincente. La protagonista dall età di otto anni è perseguitata da un demone, non si sa né il perché e nemmeno da dove proviene questa entità, è solo citato il fatto che non infesta una particolare casa, ma segue la ragazza, ovvero dove va lei, il demone la segue. Per tutta la durata della sua vita, egli non le ha mai fatto del male, anzi compariva sotto forma di un ombra, visibile (a quanto dice nel film), anche da sua sorella; per un motivo inesistente, il demone decide di esagerare iniziando a terrorizzare la coppia di ragazzi. L unico motivo che balena alla mente è perché sembra geloso del fidanzato (in una scena del film il demone scheggia il suo viso in una foto che lo raffigura assieme alla ragazza), ma stanno insieme da tre anni, quindi perché non lo ha fatto dai primi giorni, invece di aspettare ben tre anni? L idea del demone geloso è eliminata anche a causa del grottesco finale del film. Allora, per quale motivo succede tutto questo? A causa del ragazzo che ha preso la telecamera? Niente da fare, la trama non mantiene. Altro errore sono le impronte di borotalco lasciate dal demone: essendo un entità spiritica non può assolutamente toccare con i piedi il borotalco e lasciare quindi impronte sul pavimento. Un indizio insignificante ed inutile che il film cerca di fornirci è ciò che il demone scrive nella tavola che il ragazzo si procura per contattarlo, apparentemente sembra il nome di una ragazza, ma sarà praticamente inutile per tutto il resto della durata del film, non sarà mai più menzionato e non avrà alcun riferimento che lo colleghi in qualche modo alla trama del film; un qualcosa che si poteva tranquillamente evitare. Qualcuno lo acquisterà in DVD? Nunzella Giuseppe-IV Liceo Coord. Prof.ssa C. Nania John Lennon, l angelo col forcone del rock. John Winston Lennon nasce il 9 Ottobre 1940 a Liverpool nel Maternity Hospital in Oxford Street. I genitori, Julia Stanley e Alfred Lennon che si erano sposati due anni prima, si separarono nell'aprile del 1942 quando Alfred si imbarca per far ritorno nel 1945 con l'intenzione di riprendersi il figlio e di portarlo con sé in Nuova Zelanda. John, invece, preferisce restare con sua madre che lo affida alle cure di sua sorella Mimì. L'educazione impartita dalla zia è molto severa, pur improntata ad un sostanziale affetto e rispetto; lo spirito di John è già di indole ribelle, avido di libertà e di nuove esperienze. In una sua intervista, John, ricorda che "in quel periodo i miei svaghi principali consistevano nell'andare al cinema o nel partecipare ogni estate al grande "Galden Party" che si teneva nella locale sede dell'esercito della Salvezza "Strawberry Fields". "A scuola con la mia banda mi divertivo a rubacchiare qualche mela, poi ci arrampicavamo sui sostegni esterni dei tram che passavano per Penny Lane e ci facevamo dei lunghi viaggi per le vie di Liverpool". Nel 1952 John si iscrive alla Quarry Bank High School. La madre Julia è forse la persona che più di ogni altra ha spinto il futuro chitarrista a diventare un ribelle e ad insegnargli i primi accordi su un banjo. Famosa è la raccomandazione che la zia Mimì fa a John vedendolo trascorrere gran parte del suo tempo a strimpellare la chitarra: "con quella non ti guadagnerai mai da vivere!". La prima apparizione in pubblico dei "Quarry Men", il primo complesso fondato da Lennon, avviene il 9 Giugno Il successivo 9 Luglio nel corso di un concerto 38

32 che si teneva a Woolton, il loro sound impressiona profondamente uno spettatore di nome Paul McCartney che alla fine del concerto chiede a John di essere sentito per alcuni minuti accompagnandosi con la chitarra eseguendo rapidamente " Be Bop A Lula " e "Twenty Flight Rock". John viene colpito dal fatto che quel ragazzo non solo usa degli accordi che lui ignora, ma anche perché conosce perfettamente i testi di quelle canzoni. E così si costituisce il duo Lennon-McCartney e ha inizio quell'avventura musicale chiamata Beatles. Nel 1959 i Quarry Men cambiano il loro nome in Silver Beatles. Comincia per John l'uso delle droghe pesanti. Nel Novembre 1966 John incontra per la prima volta Yoko Ono, avvenimento che avrebbe cambiato la sua vita. John e Yoko si sposano a Gibilterra il 23 Marzo 1969 ed iniziano il loro bed-in all'hilton di Amsterdam. L'iniziativa, finalizzata a favore della pace nel mondo, ha grande eco sulla stampa mondiale. Come gesto simbolico, inviano un pacchettino contenente "semi di pace" ai maggiori leaders politici mondiali. John restituisce la sua onorificienza di MBE alla regina, per protesta contro il coinvolgimento inglese nel massacro del Biafra e l'appoggio del governo agli Stati Uniti per la guerra del Vietnam. Nell'Aprile del 1970 i Beatles si sciolgono è qualcuno ancora adesso dice che la musica sia morta quel giorno. Nell'Aprile del 1973 John e Yoko comprano un appartamento al Dakota nella 72^ strada di New York di fronte a Central Park, dove vanno a risiedere; John nel frattempo ha grossi problemi col governo federale per il riconoscimento della cittadinanza americana, tra l'altro viene controllato dagli agenti della C.I.A. per il suo impegno politico. Nella seconda metà dello stesso anno John e Yoko si separano. John si trasferisce momentaneamente a Los Angeles ed intreccia una relazione con May Pang, segretaria di Yoko. La separazione si interrompe più di un anno dopo, quando i due si rivedono in occasione dell'apparizione di John al concerto di Elton John al Madison Square Garden del 28 Novembre Un'altra tappa fondamentale della breve vita di John è costituita dalla nascita del suo secondo figlio; in concomitanza col suo trentacinquesimo compleanno, il 9 Ottobre 1975 Yoko Ono dà alla luce Sean Taro Ono Lennon. Da ora in poi dedica tutta la sua vita alla famiglia, accumulando materiale per nuove canzoni, finchè l'8 Dicembre 1980 viene assassinato a colpi di rivoltella da un fan squilibrato Mark David Chapman. Prima dell'omicidio di Lennon, Chapman, di nazionalità statunitense, era guardia giurata a Honolulu (Hawaii). Aveva trascorso un passato piuttosto movimentato; tra l'altro, era stato tossicodipendente ed era stato ricoverato in una struttura ospedaliera per malati di mente. Per anni fu un fan dei Beatles, e di Lennon in particolare. Nella sua ossessione, arrivò al punto di sposare una donna americana di origine giapponese che gli ricordava Yoko Ono. Col tempo si convinse che Lennon aveva tradito gli ideali della sua generazione e si sentì investito della missione di punirlo. L'8 dicembre 1980, Chapman incontrò Lennon che si allontanava dalla sua residenza, il residence The Dakota in Central Park a Manhattan (New York City). Chapman gli strinse la mano e si fece fare un autografo sulla copertina dell'ultimo album di Lennon, Double Fantasy. Quindi, rimase sul posto per 4 ore in attesa. Alle 22:50, vedendo Lennon che rientrava insieme alla moglie Yoko Ono, Chapman lo chiamò, disse "Ehi Mr. Lennon, sta per entrare nella storia!" e poi gli esplose contro quattro colpi di pistola. Uno dei proiettili trapassò l'aorta; Lennon fu dichiarato morto alle 23:09. Chapman in seguito dichiarò di essersi recato a New York un'altra volta, in passato, con l'obiettivo di uccidere Lennon, senza riuscirci. Dirà infatti che lo aveva aspettato fuori in mezzo alla folla,ma al suo arrivo Lennon si mostrò così gentile e affettuoso con il suo pubblico che Chapman non ebbe il coraggio di sparare. Ciò che contraddistingue il genio inglese da tutti gli altri angeli del rock, infatti, è che John Lennon non scompare perché non era diventato nessuno ma perché anzi era salito troppo in alto. Mi rendo conto che John Lennon è l unico tra i grandi miti scomparsi della musica di cui mi interesserebbe l opinione se fosse ancora vivo,vorrei chiedergli se è contento del lavoro di Obama, vorrei chiedergli se gli piacciono gli Oasis che si ispirano palesemente ai Beatles vorrei chiedergli se è contento che il Liverpool abbia vinto la Coppa dei Campioni e mi viene da pensare che il motivo per il quale lo abbiano ucciso sia proprio questo, che ora il suo parere sarebbe davvero importante. Cosa rende immortale una persona, probabilmente il ricordo che ci lascia e che vive nella nostra testa, e potendo avere il dono di fare due chiacchiere con John sono sicuro che con la sfrontatezza che lo ha reso famoso direbbe che quell 8 Dicembre del 1980, Mark Chapman gli abbia rovinato il Natale, ma che forse andava meglio così perché un Beatles ottantenne lui non sarebbe voluto diventarlo. You may say I'm a dreamer But I'm not the only one I hope someday you'll join us And the world will live as one Francesco Benvenuti-III Liceo scientifico Coord. Prof.ssa C. Nania 39

33 Di la tua NO AL CIRCO CON GLI ANIMALI Siete mai stati al circo? Avete mai visto tigri e leoni attraversare cerchi di fuoco, elefanti sollevarsi su due zampe, oppure degli orsi andare in bicicletta? Forse sarà sembrato uno spettacolo affascinante, pieno di musica, di colori e bellissimi animali. Saranno tanto carini da vedere e ammirare, ma quanti si soffermano a pensare che loro forse non sono altrettanto contenti di dare spettacolo e di passare una vita in gabbie anguste? Davvero un cavallo può essere contento di ballare con un pennacchio in testa e con delle briglie che lo costringono a tenere la testa bassa senza la possibilità di alzarla? Esercizi come questo sono stupidi e qualche volta pericolosi e vengono insegnati con la frusta. Anche quando vorrebbero riposare e stare tranquilli, gli animali sono costretti a provare e riprovare gli esercizi e ad esibirsi in mezzo alla confusione sotto gli occhi di centinaia di persone. Si portano volentieri i bambini al circo, perché attraverso di esso possono vedere animali che diversamente non conoscerebbero mai. Ma lo spettacolo di animali in gabbia, lontani dal loro habitat e comportamento naturale, difficilmente può essere proposto come uno spettacolo didattico, specialmente ai bambini. Il circo mostra infatti una realtà fasulla; è diseducativo e per di più infinitamente triste. L' animale da circo deve diventare un automa, non può permettersi di sfidare il padrone o fare un passo falso e se commette il minimo errore imparerà a ubbidire nel modo più duro possibile. Le punizioni saranno esemplari, impossibili da dimenticare. Alcuni, non impareranno mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente per inedia perché sono talmente disperati e rassegnati che non riescono più a mangiare. Nel lungo periodo necessario per piegare la volontà di un animale si arriva anche a togliergli acqua e cibo. Alla lunga ha affermato un domatore, devono assecondare l'uomo o morire. Alcuni, forse i più forti, scelgono la morte piuttosto che sottomettersi. Qualche volta a tigri, orsi e alligatori vengono limati i denti ed estratti gli artigli così non potranno più ribellarsi; ai serpenti eliminate le ghiandole che producono il veleno. Le condizioni di detenzioni nei circhi sono pessime: oltre alle gabbie troppo piccole, dove a volte alcuni animali non riescono neppure a stare eretti, sono scarse o nulle le condizioni igieniche, perché hanno poca luce e sono costretti a frequenti spostamenti su lunghi percorsi. Non è infrequente il caso di animali sequestrati dall'autorità giudiziaria a causa dei maltrattamenti inflitti, della mancanza di regolari permessi di detenzione e delle condizioni generali in cui vivono. Dietro ad uno spettacolo circense c'è tutto questo e anche più...chissà quante risate ti hanno provocato i pagliacci e come avrai spalancato gli occhi di fronte alla bravura di acrobati e giocolieri. Ma quando si spengono le luci e il tendone si chiude, rimangono le gabbie, ma soprattutto restano gli animali a cui è stato tolto tutto, a cui è stata tolta la dignità. Ricordiamo che...la natura piange laddove l'umanità ride e la prende in giro. Claudia Pignatelli-III Liceo scientifico Coord. Prof.ssa C. Nania NOI, SEMPRE Te, che ho amato, desiderato, bramato in silenzio, mentre mi prudeva il viso segnato dalle pieghe del cuscino; Te, che suggerivi ambrosia al petto con il mio univoco ipotizzare la tua immagine dannata sul battiscopa di quel balcone; Te, che non riuscivi mai a fungere da coadiuvante poco invasivo tra anima e mente; Te, che senza mai saperlo,non ho mai dimenticato; Ed io, che mi riscaldo col tuo ricordo fosse quasi coperta termica di cui si scalda il cuore; Perché se di notte ci s imbatte nel bagliore di quella stessa stella Beh, allora forse non ci si è lasciati mai. Marco Prezioso & Debora Delle Foglie Coord. Prof.ssa C. Albano 40

34 In...formazione e lavoro BIONDE DI SUCCESSO Un modo originale e molto intelligente per mettersi in proprio che sta riscuotendo un grande successo in Italia è quello di aprirsi un microbirrificio sfruttando la passione degli italiani per la birra. Un indagine di settore del 2009 dice, infatti, che il 42% degli italiani preferisce la birra al vino. Per buttarsi nell affare occorre un investimento iniziale che si aggira intorno a e che si stima si possa ammortizzare nel giro di 4 anni. Inoltre non è necessario assumere personale, ma bisogna essere dei veri esperti. I futuri imprenditori, prima di aprire il birrificio artigianale, infatti, devono fare un corso per imparare ricette e metodi di conservazione della birra. Un corso base della durata di 40 giorni è offerto ad esempio dal Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra di Perugia (www.agr.unipg.it/cerb). Un microbirrificio ha bisogno di 140 metri quadrati di spazio: 40 per il magazzino dove conservare le materie prime, i restanti per le macchine per l imbottigliamento e l imballaggio. Per aprire l attività e vendere bevande alcoliche, inoltre, occorre l autorizzazione dell ASL e dell Ufficio tecnico di Finanza del Comune. Un indice per capire se l attività intrapresa è effettivamente valida economicamente è produrre e vendere a pub e ristoranti almeno 200 litri di birra al giorno. Solo quando si è raggiunto questo traguardo si può ampliare l attività trasformando il micro birrificio in un brewpub ovvero un locale dove gustare la birra appena fatta. Mettersi in proprio è una sfida, ma analizzando le nuove richieste del mercato e con l idea giusta possiamo farcela! Carrino Mattia-V ITI Coord. Prof. D. Basta COME SI DIVENTA FONICO Il fonico lavora negli studi di registrazione dove si occupa delle attrezzature che sono qui utilizzate e gestisce le fasi di lavorazione del suono. Il lavoro del fonico, però, non finisce qui perché è un professionista che lavora negli eventi live come concerti, serate di musica ed intrattenimento dove è responsabile dell impianto audio. Chi vuole intraprendere questa strada lavorativa oltre a saper usare i ferri del mestiere, in particolare il mixer, deve anche avere conoscenze che spaziano dalla fisica del suono, all elettronica ed elettrotecnica. Questo vuol dire che non ci si può improvvisare fonico, ma bisogna studiare seriamente. In Italia ci sono vari corsi che aprono le porte a questo lavoro di livello e costo vario. Se qualcuno desidera cimentarsi in questo lavoro può seguire i corsi organizzati da alcuni studi di registrazione, come il Fonoprint di Bologna, (76 ore per un costo di 1300, oppure seminari tenuti dalle accademie musicali, come quella di Caserta che organizza seminari brevi di 100 ore al prezzo di 700. Se però si è interessati ad un titolo riconosciuto anche a livello internazionale bisogna rivolgersi all istituto SAE di Milano (www.sae.edu) e seguire corsi che durano da 12 a 21 mesi pagando almeno Ci sono anche corsi on line come quello offerto da dove con il pc è possibile seguire lezioni audio multimediali. Una volta seguito uno dei corsi che abilitano a svolgere la professione di fonico per far pratica e per trovare lavoro ci si può rivolgere ai service audio e agli studi di registrazione. Sul sito è possibile trovare un elenco dei principali service audio e studi di registrazione presenti nella varie regioni. Francesco Greco-V ITI Coord. Prof. D. Basta 41

35 Sezione: Obiettivo Lavoro! Il lavoro al tempo della crisi: l importanza del Capitale umano Di fronte alla grande crisi economico-finanziaria che sta attraversando trasversalmente tutti i Paesi del mondo, organizzazione, tecnologie e risorse umane sono le tre leve imprescindibili per ciascuna azienda che voglia migliorare la propria posizione competitiva sul mercato, anche nelle fasi di difficoltà del contesto esterno. Peraltro, considerando l impatto sia della globalizzazione, sia dello sviluppo e della diffusione delle nuove ICT, mentre organizzazione e tecnologie sono spesso state al centro dell attenzione (basti pensare ai sistemi informativi e all automazione dei processi produttivi), non è sempre stato così per la formazione delle risorse umane, finalizzata, negli anni Ottanta, a conformare in modo prescrittivo i dipendenti rispetto ai valori e alle procedure dell impresa, spesso organizzata in modo gerarchico. Invece, in un ambiente instabile ed altamente critico quale quello odierno, la configurazione attuale delle aziende, improntata alla flessibilità e all elevata integrazione tecnologica, richiede persone con spiccata eccellenza decisionale ed elevato profilo professionale, cosicché, in questo nuovo scenario, risultano vincenti le imprese che, a parità di altre condizioni, possono disporre delle migliori risorse umane, capaci di decidere ed operare in modo autonomo, oltre che rapidamente e con efficacia, anche nelle situazioni più complesse. Ma cosa si intende con il termine Capitale umano? Si tratta di un termine di uso relativamente recente, prevalente nel campo economico, derivante dall inglese human capital, che definisce l insieme di conoscenze, competenze, abilità ed emozioni acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi, la cui formazione e crescita avviene tramite i processi educativi di un individuo, con riguardo sia all ambiente familiare, sia a quello sociale, sia alle esperienze scolastiche, sia a quelle di lavoro. Peraltro, in un contesto economico in cui la specializzazione professionale è importante, ma, ciò che conta è innanzitutto avere una salda preparazione di base, le componenti principali che determinano il capitale umano sono, pertanto, individuate nell istruzione e nell informazione, in particolare la prima è un prerequisito fondamentale affinché la popolazione sia in grado di esprimere una quantità e qualità adeguata di capacità lavorativa. Infatti, con il termine istruzione si può identificare un più vasto insieme di attività connesse con l acquisizione di conoscenze e capacità tecniche, definibili quali investimenti in Capitale umano, accompagnata da un costante ed adeguato flusso di informazioni, anzi la stessa attuale crisi economica sembra indicare come l apprendimento continuo durante tutto l arco della vita (=lifelong learning) fornisca un sostegno alle persone nell arco del ciclo economico, dal boom alla stessa crisi. Infatti, ad esempio, gli Stati membri dell UE, per fronteggiare la domanda di un istruzione più alta, hanno aumentato i finanziamenti destinati ad aiutare i giovani, i disoccupati e le persone in età avanzata, categorie spesso duramente colpite dalle recessioni quando le assunzioni calano. Ancora, in alcuni Stati membri, tra i quali anche l Italia, le strategie di sostegno all occupazione sottolineano in modo sempre più forte l importanza delle competenze generiche, come ad esempio la comunicazione (in più di una lingua), le competenze informatiche, la capacità di risolvere problemi (=problem solving), ecc., che possono essere usate in diversi settori e professioni. Vi è poi un interesse crescente nell ambito delle competenze relative all imprenditorialità, infatti, anche in Italia si prevedono misure specifiche di formazione a sostegno del lavoro autonomo, senza dimenticare la crescente consapevolezza dell importanza delle competenze verdi che possono, come l informatica, diventare fondamentali per molte professioni a prescindere dal livello delle qualifiche. Ovviamente, è necessario superare gli ostacoli sia privati che pubblici che possono ridurre gli investimenti in Capitale umano, come, ad esempio, sul piano privato, un calcolo miope dei costi e dei benefici dell istruzione, spingendo i giovani a cercare lavoro ed un reddito troppo precocemente, perché non stimolati o non in grado di attendere il tempo necessario per raggiungere una formazione elevata. Oppure, sul piano pubblico, lo stesso accesso all istruzione di base e/o alla formazione di base può essere troppo ristretto a causa dei costi o per insufficienti o, più frequentemente, mal gestiti, investimenti pubblici nel settore educativo scolastico ed universitario. In particolare, soffermando l attenzione sul caso Italia, i risultati di indagini comparative internazionali, come ad esempio quelle condotte dall OCSE, evidenziano l immagine di una scuola che, nel confronto con quella di altri Paesi, non coltiva le eccellenze, non è in grado di alleviare lo stato di povertà di competenze dei ragazzi più svantaggiati, non attenua i divari territoriali. Addirittura, il 25% dei nostri ragazzi ha competenze scientifiche giudicate insufficienti secondo gli standard OCSE, contro una quota del 19% della media degli altri Paesi, la situazione più allarmante si registra per le competenze nella lettura e comprensione dei testi, per le quali oltre il 50% dei nostri ragazzi è al di sotto del livello giudicato adeguato. 42

36 A fronte di questi deludenti risultati, la nostra scuola è tra le più costose dell area OCSE: per ogni studente, l Italia spende una cifra superiore a quella media di circa il 27% nella scuola primaria, di quasi l 8% in quella secondaria; il rapporto tra studenti e insegnanti è il più basso tra i paesi dell OCSE, con 11 studenti per insegnante contro i 19 di Francia e Germania o i 15 degli Stati Uniti. Vanno evidentemente individuati interventi adeguati di politica scolastica in grado di dare ai nostri ragazzi, a parità di anni di frequenza nella scuola, la possibilità di acquisire un capitale umano almeno paragonabile a quello dei loro colleghi europei, poiché la qualità del capitale umano non è una caratteristica statica, ma, dinamica. Il miglioramento della qualità del Capitale umano non può quindi prescindere da interventi decisi sia sulla scuola sia sull università, considerando che i Nostri atenei soffrono tuttora un grande ritardo rispetto ad analoghe istituzioni di altri Paesi: ad esempio, nelle graduatorie internazionali, stilate sulla base di alcuni indicatori di qualità della didattica e della ricerca, le nostre università figurano in posizioni piuttosto arretrate (nessuna tra le prime 100). Pertanto, gli interventi richiesti dovrebbero essere finalizzati alla revisione degli incentivi ad apprendere ed a insegnare, all apprezzamento ed alla compensazione del merito, ad una migliore e più continua valutazione, all adeguamento di programmi e metodi di insegnamento, che privilegino l aspetto tecnico-pratico piuttosto che quello solo teorico, di ambienti scolastici più attraenti, ad una migliore collaborazione tra famiglie, scuola e gli altri addetti ai lavori scolastici e non, istituzioni politiche comprese. Figura 1: Quota di laureati (di età inferiore a 45 anni) e loro retribuzioni (=elaborazione su dati OCSE) Per concludere questa riflessione sull importanza del Capitale umano, al quale oggi è attribuita maggiore centralità anche di fronte alla sfida della cosiddetta Emergenza educativa e non solo della crisi economica, ritengo allora sia importante lavorare anche ispirata dalle parole pronunciate dal Ministro dell Istruzione, Maria Stella GELMINI, alla cerimonia inaugurale dello scorso anno scolastico: «La scuola è uno dei principali pilastri della Repubblica, un officina di sapere e cultura che ogni giorno trasforma i giovani di oggi nei cittadini di domani è un mondo ricco di esperienze di eccellenza, di dedizione, di impegno duro e quotidiano nel quale è opportuno che si lavori insieme, studenti, famiglie, docenti e istituzioni, per realizzare un progetto condiviso e duraturo». Classe III ITC Coord. Prof.ssa T. PELLEGRINO COPISTERIA CANCELLERIA IMPIANTI ELETTRICI C.so Annibale, 38/42-TARANTO (TA) TEL.:

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