LA TUTELA DELL AMBIENTE NEI TRATTATI

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1 EUROPA E AMBIENTE

2 LA TUTELA DELL AMBIENTE NEI TRATTATI n 1957: Trattato di Roma, istitutivo della CEE riferimento indiretto all ambiente nel preambolo (misure di tutela da inserire nell ambito delle azioni per lo sviluppo e la promozione del mercato unico) n 1984: il Parlamento Europeo presenta il disegno per l istituzione dell Unione Europea la Commissione Dooge propone l inserimento nel Trattato di una sezione dedicata all ambiente n 1987: Atto Unico Il titolo 7 è dedicato espressamente all ambiente (artt. 130R, 130S e 130T ora artt del Titolo XIX del Trattato CE)

3 L ARTICOLO 130R n L articolo 130R riconosce una azione comunitaria in campo ambientale con gli obiettivi specifici di salvaguardare, proteggere e migliorare la qualità dell ambiente e di contribuire alla protezione della salute umana garantendo un utilizzo accorto e razionale delle risorse naturali. I principi cui si ispira sono: a) Azione preventiva b) Correzione dei danni causati all ambiente c) chi inquina paga Vanno segnalati anche il principio di integrazione, il principio di sussidiarietà e quello del livello elevato di tutela (la Commissione, nelle sue proposte in materia di ambiente, assume come base un livello di protezione elevato (art.100))

4 DAL TRATTATO DI MAASTRICHT AL TRATTATO DI NIZZA La Conferenza di Maastricht, tenutasi il 7 febbraio 1992, predispone il nuovo Trattato dell Unione Europea. In esso l ambiente acquista un valore ed un livello di considerazione pari a quello di tutte le altre politiche comunitarie. Il nuovo Trattato viene approvato ad Amsterdam il 2 ottobre Con l entrata in vigore la nozione di sviluppo sostenibile viene iscritta tra gli obiettivi dell Unione Europea e gli artt. 130R, 130S, 130T diventano gli artt

5 DAL TRATTATO DI MAASTRICHT AL TRATTATO DI NIZZA Negli artt. 2 e 3 del Trattato si legge che la Comunità ha il compito di promuovere [ ] una crescita sostenibile, non inflazionistica e che rispetti l ambiente e a tal fine l azione della Comunità comporta una politica nel settore dell ambiente. L intero Titolo Ambiente, divenuto titolo XVI nel Trattato di Maastricht, viene ampiamente riscritto. Le modifiche riguardano l applicazione degli obiettivi dell azione comunitaria in campo ambientale. In particolare un nuovo obiettivo consiste nel promuovere sul piano internazionale misure destinate a risolvere i problemi dell ambiente a livello regionale o mondiale (adesione alle Convenzioni Quadro dell ONU, per esempio). Sempre più marcato è il riferimento al principio di precauzione: in campo ambientale, poichè l eliminazione dei danni risulta spesso costosa e difficile, devono prevalere azioni preventive efficaci e incondizionate. Nel febbraio 2001, con il Trattato di Nizza, si conferma il ruolo fondamentale dell Unione Europea nella protezione dell ambiente sia a livello europeo sia a livello internazionale e si ribadisce che tale obiettivo debba essere realizzato attraverso strumenti volti a promuovere lo sviluppo sostenibile.

6 LE POLITICHE COMUNITARIE IN MATERIA DI AMBIENTE I Programmi d Azione hanno rappresentato e rappresentano il tracciato su cui si è conformata l attività normativa della Comunità nei diversi settori di intervento. I programmi d azione sino ad oggi adottati sono 5; il sesto è attualmente in atto.

7 I PRIMI 3 PROGRAMMI QUADRO n I primi 2 Programmi d Azione, di durata quadriennale (1973/1977 e 1978/1982) hanno avuto il merito di sancire la centralità della tematica ambientale. Con tali programmi si fissa il principio della prevenzione degli inquinamenti rispetto a interventi successivi di recupero e ripristino e il principio dell attribuzione delle spese connesse alla prevenzione e alla eliminazione delle alterazioni ambientali a carico del responsabile ( chi inquina paga ). in questi anni vengono approvate le direttive in materia di inquinamento delle acque, dell aria, da rifiuti, da sostanze pericolose e da rumore Con il terzo Programma d Azione (1983/1987), la Comunità spinge ulteriormente il proprio impegno nel settore ambientale, sino a delineare accanto alla politica di controllo e contenimento degli inquinamenti una politica di prevenzione dei danni all ambiente. L obiettivo è non distruggere le risorse naturali e dotarsi di regole di condotta che impediscano un esasperato consumo delle stesse. Adozione di una direttiva cardine del sistema di tutela ambientale: la direttiva sulla VIA, Valutazione di Impatto Ambientale (n. 337/85 del Consiglio)

8 QUARTO PROGRAMMA DI AZIONE n Per il Quarto Programma d Azione, i settori di intervento indicati sono: - La prevenzione degli inquinanti - Il miglioramento della gestione delle risorse - La partecipazione nell ambito di rapporti internazionali - L individuazione di strumenti economici adeguati Le novità del Quarto Programma consistono nel porre la problematica di un integrazione tra politiche ambientali e politiche comunitarie (politica industriale, per l agricoltura, per la concorrenza e per lo sviluppo delle regioni). I settori specifici sono quelli dell inquinamento atmosferico, delle acque dolci e marine, dei prodotti chimici, delle biotecnologie, del rumore e della sicurezza naturale. Per quanto concerne la gestione delle risorse, i campi di intervento sono: la conservazione della natura e delle risorse ambientali, la protezione del suolo, la gestione dei rifiuti, le aree urbane, le zone costiere e le zone montane.

9 QUINTO PROGRAMMA D AZIONE n Il Quinto Programma d Azione viene approvato dal Consiglio nel 1992 e rappresenta una svolta nell approccio comunitario in materia di tutela ambientale. Il perno della nuova azione è costituito dal tentativo di individuare le modalità più idonee al bilanciamento tra le esigenze di sviluppo economico e sociale e quelle della tutela dell ambiente e la conservazione delle risorse naturali. Diventa una necessità intervenire sui comportamenti e sui modelli di consumo. L impegno richiede una maggiore partecipazione di tutti i settori sociali: amministrazione pubblica, imprese pubbliche e private, cittadini e consumatori. Le priorità sono identificate come segue: - Gestione sostenibile delle risorse umane (suolo, acqua, zone naturali e costiere); - Controllo integrato degli inquinamenti (particolare attenzione per la prevenzione dei rifiuti) - Riduzione dei consumi di energie non rinnovabili - Migliore gestione della mobilità - Miglioramento della qualità dell ambiente urbano - Miglioramento della sanità pubblica e della sicurezza (valutazione e gestione dei rischi

10 IL SESTO PROGRAMMA D AZIONE Il Sesto Programma d Azione fissa le priorità e gli obiettivi di politica ambientale europea per gli anni sono le aree prioritarie: - Cambiamento climatico - Natura e biodiversità - Ambiente e salute - Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti

11 IL SESTO PROGRAMMA QUADRO: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO Priorità assoluta è l applicazione del Protocollo di Kyoto sull abbattimento delle emissioni di gas serra del 5% rispetto ai livelli del 1990, entro il Nel lungo periodo, l obiettivo cui mirare è quello della riduzione globale, entro il 2020, nell ordine del 20-40%. Sono molteplici gli strumenti volti a realizzare tale obiettivo: - Misure specifiche per aumentare l efficienza energetica e il risparmio energetico - Integrazione degli obiettivi relativi al cambiamento climatico nelle politiche settoriali della Comunità - Sviluppo di approcci transettoriali - Potenziamento della ricerca - Migliore informazione a cittadini e imprese

12 IL SESTO PROGRAMMA D AZIONE: NATURA E BIODIVERSITÀ Il Sesto Programma d Azione auspica la completa attuazione della legislazione europea, attraverso una solida ed efficace incorporazione dell ambiente e della biodiversità nelle politiche agricole, territoriali, di silvicoltura e marine.

13 SESTO PROGRAMMA D AZIONE: AMBIENTE E SALUTE Precauzione e prevenzione dei rischi sono i principi su cui si fonda l obiettivo della terza area d azione. Si pone a carico dei produttori l onere di fornire informazioni e valutazioni relative ai rischi per la salute associati all uso di una determinata sostanza chimica; se tecnicamente ed economicamente possibile, si richiede di sostituire le sostanze pericolose con sostanze meno tossiche. Si intende rafforzare la ricerca scientifica e la conoscenza scientifica.

14 SESTO PROGRAMMA D AZIONE: USO SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI La strategia di questa linea d azione si fonda sulla dematerializzazione dell economia e la prevenzione della produzione di rifiuti. È prevista l adozione di varie misure: - Attività di ricerca e sviluppo tecnologico per un utilizzo meno intensivo delle risorse - Programmi di best practices per le imprese - Introduzione di meccanismi di tassazione per l uso di materie prime vergini e incentivi per l utilizzo di nuove tecnologie - Eliminazione degli aiuti che incentivano l uso eccessivo delle risorse - Programmi di etichettatura ecologica - Politiche degli approvvigionamenti verdi - Inserimento di considerazioni di efficienza delle risorse nella politica integrata dei prodotti (IPP)

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