Spettacolo. Lavorare nello. Elettricista teatrale - Realizzatore luci Lighting designer. Quaderni di Città dei Mestieri

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1 Spettacolo imp :44 Pagina 1 Quaderni di Città dei Mestieri Lavorare nello Spettacolo Elettricista teatrale - Realizzatore luci Lighting designer città dei Mestieri di Milano e della Lombardia

2 Spettacolo imp :44 Pagina 2 I testi sono stati realizzati da Lavinia Manzin, Responsabile Area Orientamento dell Accademia Teatro alla Scala. Umberto Bellodi, coordinatore didattico dei corsi, ha curato la stesura dei profili delle figure professionali qui trattate. Le immagini sono state realizzate dagli allievi del corso Fotografi di Scena dell Accademia Teatro alla Scala. Editing a cura di Città dei Mestieri di Milano e della Lombardia. Questo quaderno è stato realizzato all interno del progetto n 25 ST-ART UP: scegliere il futuro sperimentando il presente finanziato da Regione Lombardia nell ambito del bando POGAS - Nuova generazione di idee. Le politiche e le linee di intervento per i giovani di Regione Lombardia.

3 Spettacolo imp :44 Pagina 3 Introduzione Il settore dello spettacolo, e in particolare quello dello spettacolo dal vivo, è caratterizzato dalla presenza di una molteplicità di figure professionali che interagendo tra loro rendono possibile la messa in scena di uno spettacolo. Si tratta di figure complementari tra loro che negli ultimi anni hanno subìto diverse trasformazioni, soprattutto in ragione dell ingresso nel mondo del lavoro delle innovazioni tecnologico-informatiche. Tra esse l Elettricista teatrale, il Realizzatore luci e il Lighting designer si sono sviluppati come mestieri sempre più importanti nel rapporto tra spettatore e azione, in quanto veicolatori di un linguaggio visivo in grado di modificare e caratterizzare sensibilmente la percezione di una scena da parte del pubblico. L Elettricista teatrale si occupa di predisporre gli impianti e le apparecchiature elettriche, elettroniche ed audiovisive di palcoscenico necessarie per la realizzazione degli effetti di luce, audio e delle proiezioni previste dall allestimento scenico. Il Realizzatore luci è il responsabile tecnico della sequenza delle luci durante la realizzazione di uno spettacolo mentre il Lighting designer è il cosiddetto scenografo delle luci, ovvero colui che si occupa dell ideazione di un progetto illuminotecnico in accordo con le richieste del regista e in sinergia con lo scenografo. La luce è da sempre impiegata per la realizzazione di spettacoli come strumento di comunicazione al pari delle varie forme espressive. Un po di storia Già nel teatro greco romano le torce luminose e le lampade ad olio erano impiegate per creare particolari effetti luminosi quali, ad esempio, la riproduzione di lampi, realizzati attraverso l ausilio di una macchina chiamata Keraunoskopeion. Nel Medioevo le scene, allestite all interno delle chiese, erano illuminate con fiaccole e lumi. Le cronache dell epoca infatti parlano di prospettive mirabili cariche di lumi, ossia lampade alimentate ad olio vegetale, animale, candele di cera e di sego, torce di pino e resina. La nascita delle sale teatrali in epoca Rinascimentale comportò anche una prima organizzazione e formalizzazione dell illuminotecnica. Il Vasari, ne Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti ( ), riferisce la presenza di addetti alla pulizia, all alimentazione e al ricambio delle fonti di luce (prevalentemente torce, candele, lampade ad olio), nelle Accademie e nelle Corti in cui nascono i primi teatri. L organizzazione dell illuminazione ha seguito gradualmente l evoluzione della scenografia: le luci oltre ad illuminare la parte anteriore della scena e gli attori, andarono pian piano ad occuparsi anche dei secondi e dei terzi piani in modo da accompagnare la prospettiva e da accrescere la percezione della profondità. La crescente complessità degli spettacoli determinò lo sviluppo di apparecchi di illuminazione quali la lampada con lume inserita in un ampolla di vetro con l acqua colorata attribuita a Leonardo da Vinci. L acqua, attraversata dalla luce del lume, assumeva una colorazione e veniva poi indirizzata sulle scene e sugli attori in palcoscenico. 3

4 Spettacolo imp :44 Pagina 4 Nella seconda metà del XVI secolo l accentuarsi della divisione tra la scena e il pubblico per la presenza ormai costante dell arco di proscenio fece sì che la scenotecnica e l illuminotecnica fossero sempre più impiegate per creare l illusione, la sorpresa e la magia dello spettacolo. Nel 600 vennero impiegati per la prima volta i lampadari pendenti a mezzo di corde dal soffitto (graticciata) specialmente per gli interni, i saloni e le stanze e fu inventata la ribalta (cioè la parte che delimita il palcoscenico e ospita le luci che illuminano gli attori), rimasta in uso per molto tempo presso i teatri ed ancor oggi utilizzata negli spettacoli di varietà. (Giuseppe Furtenbach, scenotecnico tedesco, ne prepara una composta di lumi ad olio, formante una vera linea ininterrotta per tutto il boccascena). Nel 700 una nuova evoluzione sociale portò al progressivo oscuramento della sala teatrale a vantaggio del palcoscenico: il pubblico divenuto pagante ed indiscriminato rivendicava il diritto all anonimato e ad assistere al buio allo spettacolo, vero evento della serata. Si assistette così ad una notevole evoluzione tecnica che portò alla costruzione di candele e lampade ad olio destinate a convivere per diversi anni con l invenzione della luce a gas, e per la costruzione delle quali si sperimentarono vari tipi di materiali: il grasso di balena, il sego, la cera vergine. Le candele col tempo lasceranno il posto alle sole lampade ad olio, usate con forme unite a lampadari e a gruppi autonomi, poste in recipienti di vetro, e alimentate con olio di trementina, petrolio e altri grassi combustibili. All inizio dell 800 l illuminotecnica vive una grande trasformazione grazie all introduzione della luce a gas. Nel 1830 viene impiegata nel teatro Chestnut Street Opera House di Philadelphia e nel Lyceum Theatre di Londra, diffondendosi poi in altri teatri per divenire di uso comune nella seconda metà del secolo. Con questa nuova invenzione era finalmente possibile regolare l intensità della luce (abbassamento della fiammella), fino ad ottenere una semi-oscurità con la sala in penombra durante lo spettacolo. Un appropriato regolatore, situato quasi sempre vicino alla buca del suggeritore, permetteva di regolare gradualmente l intensità luminosa. Il gas veniva inserito negli apparecchi in uso precedentemente cosicché la disposizione-base dell illuminazione nei teatri rimase la stessa: luci della ribalta, delle quinte e delle bilance, che gradualmente sostituiscono i vecchi lampadari calati sulla scena. Nel 1890 in Germania viene inventata la retina incandescente protetta da un vetro e per maggiore sicurezza anche i becchi a gas vengono dotati di questa protezione. La vera rivoluzione in campo teatrale è però costituita dall applicazione delle scoperte sull energia elettrica e conseguentemente alla sua applicazione in campo teatrale. Con l invenzione della luce elettrica si rivoluziona la tecnica teatrale ottenendo effetti stupefacenti di illuminazione: abbandonati i vecchi sistemi, entrano in azione i primi impianti elettrici che solo i grandi teatri potevano permettersi dato l alto costo. Nel 1883 il Teatro alla Scala di Milano inaugura il primo impianto integrale di illuminazione elettrica e il suo esempio è presto seguito da tutti i più importanti teatri. 4

5 Spettacolo imp :44 Pagina 5 L Opera di Parigi è il primo teatro ad estendere l illuminazione elettrica, oltre che per il palco, anche alle sale di aspetto e a tutti i locali del complesso architettonico e il primo teatro a mettere a punto effetti speciali quali lampi (a mezzo di specchi riflettenti), arcobaleno (con un prisma di cristallo), effetti di sole e di luna, nubi in movimento ottenute con l ausilio di sole luci. La lampada incandescente viene adottata dall Opera di Parigi già nel 1881 e nel giro di poco tempo se ne dotò anche il Teatro di Monaco. L introduzione della luce elettrica nel teatro rivoluziona la tecnica e lo spirito dell illuminazione. Lo studioso americano G. Izenour introduce la distinzione tra le espressioni stage illumination e stage lighting riferendosi con il primo termine ad una condizione statica, e con il secondo ad una condizione dinamica dell illuminazione, con la possibilità di concentrare la luce, di controllarla e di proiettarla sulla scena e sugli attori, nonché di muoverla durante lo spettacolo variando le intensità dei singoli apparecchi. Nell arco di pochi anni l elettricità trasforma radicalmente i principi dell illuminazione consentendo il salto dall illumination al lighting: d ora in poi non si parlerà più di tecnica ma di arte dell illuminazione. Progressivamente i fondali dipinti vengono sostituiti da fondali piegati sopra il palcoscenico a modo di cupola che vengono illuminati da proiezioni o luci diffuse e riflesse. Si arriva presto ai trasformatori con comando a distanza, dispositivi che danno la sicurezza di una registrazione e regolazione perfetta nei cambiamenti di luce, sono Elettricisti di palcoscenico durante un cambio di scena. 5

6 Spettacolo imp :44 Pagina 6 perfezionati i quadri di manovra posti ai comandi della cabina elettrica, si miglioreranno le bilance, i proiettori, i riflettori, le macchine per le nubi, le lampade da orizzonte, lampade rotative, i complessi come il ponte luce e le batterie di lampade. La luce viene definitivamente utilizzata in funzione simbolica per sottolineare l ambiguo rapporto tra i personaggi, per descrivere i luoghi in cui si trovano e per la ricerca dell atmosfera adeguata. Si aprono le porte all uso moderno della luce in teatro. 6

7 Spettacolo imp :44 Pagina 7 I Profili professionali Elettricista teatrale Il profilo professionale La figura professionale dell Elettricista teatrale svolge tutte le attività relative alla realizzazione degli effetti luce e audiovisivi necessari allo svolgimento di spettacoli dal vivo e garantisce il mantenimento in efficienza degli impianti e delle apparecchiature elettriche, elettroniche e audiovisive di palcoscenico nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza. Tale figura si pone alla base di un percorso per una carriera professionale nel settore illuminotecnico, percorso che prevede idealmente due ulteriori livelli di specializzazione rappresentati dal Realizzatore luci e dal Lighting designer, figure professionali dedicate rispettivamente alla realizzazione ed alla progettazione delle luci di scena. Effetti luce, Rinaldo, Teatro degli Arcimboldi, Milano I più affermati professionisti nel settore della luce, infatti, hanno acquisito il proprio bagaglio di conoscenze con una lunga esperienza di elettricisti di palcoscenico mentre, nell ambito di realtà teatrali medio-piccole, le tre figure dell Elettricista, Rea- 7

8 Spettacolo imp :44 Pagina 8 lizzatore luci e Lighting designer possono addirittura coincidere in un unica identità professionale. Durante la fase creativa l Elettricista si relaziona con il Lighting designer e il Realizzatore luci e si occupa di leggere e interpretare il piano luci, un vero e proprio copione attraverso il quale viene definita la sequenza delle luci e degli effetti che si alternano durante tutta la rappresentazione. Quando si passa alla fase realizzativa l Elettricista predispone le apparecchiature necessarie per l illuminazione della sala e dello spazio scenico, si occupa del montaggio e dello smontaggio degli impianti, installa e aziona le differenti apparecchiature elettriche ed elettroniche necessarie per la messa in scena ed è responsabile delle manovre necessarie ad assicurare gli effetti luce richiesti. È fondamentale che l Elettricista mantenga in ordine la strumentazione tecnica utilizzata provvedendo alla manutenzione ordinaria degli impianti e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Le competenze Legge e interpreta i disegni tecnici e le piante luci. Utilizza le diverse tipologie di dispositivi per l illuminazione teatrale e degli impianti audio. Si occupa del montaggio e dello smontaggio degli impianti. Installa e aziona le differenti apparecchiature elettriche ed elettroniche necessarie per la messa in scena. Predispone l illuminazione della sala o dello spazio scenico. Proiettori motorizzati. 8

9 Spettacolo imp :44 Pagina 9 È in grado di intervenire apportando riparazioni o interventi sui diversi dispositivi di illuminazione teatrale utilizzati. Si occupa delle manovre necessarie ad assicurare gli effetti luce richiesti. Mantiene in ordine i materiali elettrici. Provvede alla manutenzione ordinaria degli impianti e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Provvede alla stesura degli inventari. Si relaziona con il Lighting designer e il Realizzatore luce. Il percorso formativo Quella dell Elettricista teatrale è una professione che si sviluppa prevalentemente attraverso l esperienza diretta, per questo motivo non esiste un percorso formativo specifico riconosciuto a livello nazionale. È consigliabile tuttavia la frequenza di un percorso educativo tecnico che fornisca le conoscenze di base di elettrotecnica e, preferibilmente, un successivo approfondimento formativo nel settore dello spettacolo che preveda un importante pratica in palcoscenico. Realizzatore luci Il profilo professionale Il Realizzatore luci è il responsabile tecnico della sequenza delle luci durante la realizzazione di uno spettacolo. È subordinato alle linee artistiche dettate dal Lighting designer e coordina il team degli elettricisti di palcoscenico per la disposizione e il puntamento dei proiettori. Partendo dal progetto creativo del Lighting designer, il Realizzatore luci si occupa di trascriverlo in un piano luci in pianta digitale e renderlo effettivo. Qualora non sia presente un ulteriore frammentazione del mansionario, il Realizzatore luci ha anche il compito di gestire in prima persona la console per la gestione delle memorie relative ai cambi luce della performance. Le competenze È in grado di leggere le piante e i progetti di carattere illuminotecnico. Programma e si occupa dell allestimento delle luci secondo tempi, turni e ordini. Coordina il gruppo di lavoro in palcoscenico e in sala. Assicura la rispondenza del lavoro del personale addetto alla parte illuminotecnica alle richieste del Lighting designer, nel rispetto dei tempi e dei modi prestabiliti. Rileva le necessità legate ai macchinari, in relazione alla necessità di effettuare ordini, di avviare ripristini, di richiedere migliorie o di rinnovare gli impianti in base alle diverse esigenze. È in grado di utilizzare diverse tipologie di console. 9

10 Spettacolo imp :44 Pagina 10 È in grado di gestire il processo di memorizzazione dei quadri realizzati. Organizza e gestisce l archivio degli schemi e degli effetti luminosi di ogni spettacolo, in modo da facilitarne il reperimento. Il percorso formativo Non è facilmente identificabile un percorso formativo per la professione del Realizzatore luci dal momento che non esiste un programma di formazione dedicato riconosciuto a livello nazionale; si consiglia tuttavia la frequenza di istituti tecnico-professionali e/o percorsi di formazione iniziale riferiti all elettrotecnica. Data la predisposizione tecnico-artistica della professione, è possibile accedere a un percorso di formazione specifico iniziale e/o superiore anche provenendo da un esperienza educativa di tipo artistico (es. Accademia di Belle Arti) oppure a seguito di un importante pratica in palcoscenico durante la quale sono stati assolti compiti propri dell elettricista. Risulta quindi essenziale l approfondimento formativo nell area dello spettacolo sia esso di carattere teorico o pratico nonché la predisposizione e l interesse personale per questo settore. Lighting Designer alla console GrandMA per la gestione delle proiezioni illuminotecniche, Savitri, Teatro Dal Verme, Milano

11 Spettacolo imp :44 Pagina 11 Lighting designer Il profilo professionale Il Lighting designer coordina l attività illuminotecnica delle produzioni teatrali partendo dalla progettazione artistica delle luci utilizzate per la resa scenografica e drammaturgica della performance. Il profilo professionale del Lighting designer si caratterizza prevalentemente per l aspetto artistico necessario per la creazione di un progetto illuminotecnico che sappia coniugare le richieste del Regista, dello Scenografo e del Coreografo (se previsto). Il Lighting designer, dopo aver svolto un ruolo di tipo tecnico-pratico (elettricista), assume il ruolo di punto di riferimento creativo e artistico per l ideazione illuminotecnica dell allestimento. Per questo motivo, questo profilo professionale deve possedere conoscenze relative sia alle tecniche di recitazione sia alle arti figurative, nonché essere in grado di poter leggere lo sviluppo drammaturgico, interpretandolo e traducendolo al meglio sul palcoscenico tramite l applicazione di effetti illuminotecnici. Tale attitudine coincide con la sensibilità che gli permette di trasformare le emozioni suscitate dalla scena in effetti visivi. Durante la fase ideativa il Lighting designer studia lo spettacolo analizzando la sceneggiatura per capire che tipo di lavoro dovrà realizzare. Si relaziona con il Regista, lo Scenografo e il Coreografo, mettendo a punto il piano luci che è fondamentale per visualizzare la sequenza e gli effetti luce che si realizzeranno durante la rappresentazione. Il controllo dell elemento luminoso dovrà rispondere a criteri di intensità, distribuzione, colore e movimento. Quando si passa alla fase realizzativa il Lighting designer definisce la struttura che dovrà avere la strumentazione tecnica, dai proiettori teatrali, ai cavi, ai dimmer (comunemente detti oscuratori graduali). Coordina il gruppo si lavoro affinché il progetto ideativo venga rispettato in ogni sua parte. Le competenze Studia lo spettacolo e ne analizza la drammaturgia per comprendere la tipologia di lavoro che dovrà in seguito realizzare per la resa emotiva dell idea originaria. Si relaziona con il Regista, lo Scenografo e il Coreografo, mettendo a punto il piano luci dello spettacolo. Progetta la sequenza e gli effetti luce che verranno opportunamente realizzati per la resa della rappresentazione. Assicura che l elemento luminoso risponda a criteri di intensità, distribuzione, colore e movimento e si adatti al piano registico complessivo. Disegna gli impianti luce e disloca i proiettori. Definisce le necessità tecniche per la realizzazione del progetto: dai proiettori teatrali ai cavi, dai filtri di conversione fino ai dimmer. Coordina il gruppo di lavoro affinché il progetto ideativo venga rispettato in ogni sua parte. Segue, una volta definita la struttura, tutta la durata dello spettacolo o, generalmente, tutta la tournée, affiancando il Realizzatore luci in console. 11

12 Spettacolo imp :44 Pagina 12 Il percorso formativo Anche per la professione del Lighting designer non esiste un percorso formativo dedicato che sia riconosciuto a livello nazionale; esistono tuttavia percorsi di formazione superiore/continua riconosciuti a livello regionale. Inoltre, i Corsi Accademici in Scenografia, oltre a fornire una pratica degli strumenti tecnologici per la gestione dello spazio scenico e per l allestimento di eventi, possono orientare all area illuminotecnica attraverso specifici programmi di studio monografici. Data la predisposizione tecnico-artistica della professione, è possibile accedere a un percorso di formazione specifica provenendo da un esperienza educativa di tipo artistico (es. Accademia di Belle Arti) oppure a seguito di un importante pratica in palcoscenico durante la quale sono stati assolti compiti propri dell Elettricista e del Realizzatore luci, con particolare riferimento al lavoro in console. Data la continua evoluzione tecnologica delle apparecchiature illuminotecniche è consigliabile prevedere periodicamente la partecipazione a percorsi di aggiornamento. 12

13 Spettacolo imp :44 Pagina 13 Prospettive occupazionali L Elettricista teatrale, il Realizzatore luci e il Lighting designer trovano possibilità di impiego nel teatro, nel cinema, nella televisione, nella moda, negli allestimenti fieristici, nell architettura e urbanistica e negli spettacoli dal vivo in genere. Nei settori cinematografico e televisivo, il Lighting designer viene denominato Direttore della fotografia e il suo quadro di competenze prevede alcune specificità tipiche del settore di riferimento. Nelle realtà di grandi dimensioni le tre figure esercitano ognuna la propria attività in stretta collaborazione, mentre nelle piccole strutture spesso esse si fondono in un unica risorsa. Dato il crescente interesse e impiego delle tecnologie nel mondo dello spettacolo, la presenza di figure come quelle presentate, caratterizzate da una solida preparazione complementare di tipo tecnico-artistico, può rappresentare l elemento chiave per assicurare coerenza tra tecnologie, applicazione delle stesse e funzionamento dell allestimento scenico. Le figure del settore illuminotecnico lavorano sia con contratti a tempo indeterminato sia come collaboratori esterni di imprese dello spettacolo (case di produzione cinematografica e di audiovisivi, di reti televisive, teatri stabili...), ingaggiati in qua- Americana con luci e pannelli fonoassorbenti. 13

14 Spettacolo imp :44 Pagina 14 lità di liberi professionisti per il tempo di produzione di uno spettacolo, un programma, una serie televisiva, uno spot. Possono anche trovare occupazione in società di servizi alle imprese, che si occupano della gestione illuminotecnica di un impresa dello spettacolo. 14

15 Spettacolo imp :44 Pagina 15 OFFERTA FORMATIVA A MILANO Riportiamo di seguito alcuni riferimenti riguardo alle opportunità formative a Milano relative alle professioni qui presentate. In particolare si consiglia la frequenza di un corso di diploma per Tecnico delle industrie elettriche e/o elettroniche. Vi ricordiamo che Città dei Mestieri e delle Professioni di Milano e l Area Orientamento dell Accademia Teatro alla Scala sono sempre a disposizione per fornire ulteriori informazioni e un aiuto per definire il percorso formativo, scegliere una professione o cercare un lavoro. ITC e IPIA Piero Sraffa Via Fratelli Zoia, Milano Tel Fax Sito web: IPIA Ercole Marelli Via Livigno, Milano Tel / Fax Sito web: in costruzione ITIS Ettore Conti Via Angelo De Vincenti, Milano Tel / Fax Sito web: ITIS e LST Evangelista Torricelli Via Ulisse Dini, Milano Tel / Fax Sito web: ITIS Giacomo Feltrinelli Piazza Tito Lucrezio Caro, Milano Tel / / Fax Sito web: ITIS Luigi Galvani Via Francesco Gatti, Milano Tel / / Fax Sito web: 15

16 Spettacolo imp :44 Pagina 16 IIS (ITIS e IPSAR) Giuseppe Luigi Lagrange Via Alessandro Litta Modignani, Milano Tel / Fax Sito web: IPIA Galileo Ferraris - Antonio Pacinotti Via Francesco Carchidio, Milano Tel / Fax Sito web: CORSI DI SPECIALIZZAZIONE Fondazione Accademia Teatro alla Scala Via Santa Marta, Milano Tel. 02/ Fax. 02/ Sito web: I corsi: Corso di formazione per Elettricista impiantista dello spettacolo Corso di formazione per Realizzatori luce Corso per Lighting designer 16

17 Spettacolo imp :44 Pagina 17 Glossario

18 Spettacolo imp :44 Pagina 18

19 Spettacolo imp :44 Pagina 19 ACCENDITORE (Ballast): dispositivo per l accensione delle lampade a scarica, che genera impulsi di circa 5 kilovolts e si disinserisce quando la lampada è accesa. ALETTA PARALUCE (Bandiera): accessorio metallico di colore nero con due o quattro alette incernierate che si può inserire nelle apposite guide porta accessori di un faro per modificare la qualità del fascio di luce emesso. ALIMENTAZIONE: fornitura di energia elettrica all utenza che viene trasmessa attraverso linee elettriche. ALOGENO (letteralmente, generatore di sali): sostanza (iodio o bromo) che immessa in piccole quantità nel bulbo di lampade con filamento di tungsteno assieme al gas inerte di riempimento, favorisce il processo denominato ciclo di alogeni. AMERICANA LUCI: struttura a traliccio o semplice barra orizzontale di metallo composta di uno o più moduli, sospesa ad altezza variabile tramite tiri contrappesati, manuali o motorizzati, sulla quale si agganciano i fari e si fissa la relativa alimentazione elettrica. AMPÉRE: unità di misura della corrente elettrica. 19

20 Spettacolo imp :44 Pagina 20 Videoproiezioni gestite in scena dai Lighting Designer, Savitri, Teatro Dal Verme, Milano ANALOGICO: termine che si riferisce a un procedimento che esamina in modo continuo intensità di segnali aventi un comportamento analogo (ad esempio l ago di un tester o le lancette di un orologio). ANGOLAZIONE: la scelta dell angolazione della luce è determinante per mettere in risalto o nascondere la porzione di palcoscenico che si vuole illuminare o per abbellire o distorcere un viso, un corpo, un oggetto. ASSORBIMENTO: i raggi luminosi che incontrano un oggetto vengono in parte trattenuti e in parte ritrasmessi, secondo il coefficiente di assorbimento dell oggetto in esame. I raggi assorbiti si trasformano in energia termica. BARRACUDA: asta di alluminio (2-4 metri) munita al suo interno di una potente molla che la estende fino a 20 cm. Per una migliore aderenza viene utilizzata orizzontalmente o verticalmente per sorreggere corpi illuminanti più o meno leggeri (quarzine, baby spot, ecc.). BILANCIA: in teatro è un americana luci composta di diffusori a celle (4 colori - 4 circuiti) muniti di lampada al quarzo per una distribuzione uniforme di luce. BILANCINO: struttura metallica (barra o traliccio), lunga circa un metro, alla quale si agganciano fari per ottenere una certa angolazione laterale e in aggiunta a torrette o piantane laterali. 20

21 Spettacolo imp :44 Pagina 21 BOCCASCENA: la zona di palcoscenico delimitata dalle quinte laterali e dal telo orizzontale (cieletto) che inquadrano la scena. BRANDEGGIO: rotazione sul piano orizzontale di un corpo illuminante. CABLAGGIO: collegamento di una o più apparecchiature tra loro al quadro elettrico o quadro di distribuzione. Per cablaggio si intende soprattutto il collegamento di proiettori ai rispettivi dimmer e di questi ultimi al mixer luci. CAMBIACOLORI: accessorio motorizzato che si applica davanti a un proiettore per produrre una serie di colori a scelta. Il funzionamento è simile a quello di un rullino fotografico: la pellicola è formata da un nastro che comprende una dozzina di filtri diversi, uniti da un adesivo trasparente; un motorino elettrico fa muovere velocemente due rulli, i quali permettono lo scorrimento del nastro. Un sensore rileva la posizione del colore richiesto. CANALE: termine che si riferisce sia ad un circuito di un dimmer che a un mixer luci. CANTINELLA: listello di legno lungo 4 m., per 2 cm. di spessore e 4-10 cm. di larghezza. In teatro è l elemento base per costruire stangoni, le basi per i praticabili o cavalle, l intelaiatura per quinte di tela, o armatura, ecc. CAVI E CONNETTORI: un cavo è l insieme di uno o più conduttori elettrici rivestiti da una guaina esterna di materiale isolante. A seconda dell impiego i cavi variano per sezione e per materiale. I connettori sono congegni per collegare i cavi tra loro o le apparecchiature all alimentazione, ecc. CICLORAMA: noto anche come orizzonte, è un fondale di colore neutro che avvolge il fondo e i lati di un palcoscenico scorrendo su un apposito binario o strada. CIRCUITO: insieme di elementi conduttori le cui estremità sono collegate all energia elettrica che attraversa ogni elemento. Un circuito è aperto quando in un punto del percorso il passaggio di energia elettrica è interrotto; è chiuso se non vi è nessuna interruzione. COLLEGAMENTO: connessione tra l estremità d ingresso e di uscita della corrente di due o più elementi di un circuito. COLORE: per colore della luce si intende una percezione soggettiva strettamente legata alla lunghezza d onda delle radiazioni luminose; tale sensazione dipende da diversi fattori, come la composizione spettrale della radiazione luminosa e la capacità dell occhio di discriminare diverse emissioni di luce. Un colore può essere definito attraverso le sue tre qualità, o tre costanti, che sono: tono cromatico, luminosità, saturazione (croma, intensità) e le variabili tinta e gradazione. 21

22 Spettacolo imp :44 Pagina 22 CONTRAPPESO: nella terminologia teatrale consiste in un dispositivo meccanico composto da un cestello contenente un numero di pesi modulari che eguagli o superi di poco il peso da sollevare e un sistema di corde e carrucole che serve a facilitare il sollevamento di congrui pesi come un americana luci, un elemento scenografico, ecc. CONTRASTO: è il rapporto tra i valori più bassi e quelli più alti di luminanza in una scena o in un soggetto. CONTRODECLIVIO: costruzione in legno o in metallo la cui funzione è quella di annullare la pendenza di un palcoscenico e ottenere quindi una superficie piana orizzontale. CONTROLUCE: luce da dietro verso la platea (o la foto-cine-telecamera), usata per separare il soggetto dal fondo e dargli più dimensionalità e/o per meglio caratterizzare una scena. CORRENTE: flusso di elettroni dal polo negativo al polo positivo attraverso un mezzo definito o lungo un circuito. DECLIVIO: inclinazione o pendenza di un palcoscenico in alto e verso il fondo. DIAFRAMMA: meccanismo nel quale un numero di lamine sottili mobili possono aprirsi o chiudersi per ottenere l apertura del diametro desiderato. DICROICO (due colori): filtro o lampada che ha la particolarità di riflettere la componente rosso-gialla della luce e di trasmetterla come componente blu. DIFFUSORE: apparecchio singolo o a celle, munito di lampada tubolare alogena e di parabola riflettente utilizzato per una distribuzione simmetrica della luce (ribaltine, bilancine) o asimmetrica (fondali, ciclorama). L ampiezza del fascio luminoso è regolata dalla distanza tra diffusore e fondale. DIGITALE: sinonimo di numerico, è una rappresentazione che si basa sulla misura a intervalli regolari di segnali fluttuanti (audio, video, ecc.) che vengono campionati e memorizzati in un opportuno sistema di numerazione (decimale, binario); in pratica l intensità dei segnali è espressa direttamente in cifre. Il vantaggio è quello di poter accedere a dei segnali senza seguire un ordine sequenziale e poterli modificare a proprio piacimento. DIMMER: apparecchio elettronico che regola la quantità di luce emessa da una lampada tramite il controllo della tensione. I dimmer attuali utilizzano i semiconduttori SCR o tiristori, per regolare soprattutto lampade alogene. DISPERSIONE: fenomeno relativo alla forma e alla direzione di una luce (es. quella di un cielo coperto o di una diffusione softlight), il cui effetto è quello di una luce morbida senza ombre. 22

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