Un Orizzonte di Pace

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1 Un Orizzonte di Pace dell 'associazione Stelle Cadenti artisti per la pace numero di fine/inizio anno05/06 bollettino Iniziandoil nuovoanno ra c c o glia m o st orie e n otizie c he ci fann o se ntire in ar m o nia c o n l'ann o che viene, s p era nd o c he q u elle c he a b biam o individ u at o c o m e s u g geri me nti in p o sitiv o p o s s a n o rivelarsi p o rtatrici di u n futur o p i ù e q u o p er gli a bitanti di q u e st o p ia neta, c he è l'u nic o c he a b biam o, e le c ui ris orse s o n o s carse e m al distrib uite. Sia m o interessati ai dis c orsi s ulla de cres cita, s u u n m o d o s o bri o di vivere e c o n dividere ci ò c he il m o n d o p u ò offrire, sia m o q ui n di vicini a tutti c ol or o c he s o n o i m p e g n ati nella im pre sa di N O T A V. Pr o g etto ed im pre sa c he n o n rig u arda s oltant o la V al di S u s a, m a tutti n oi, p erché dirige e n or mi ris orse vers o u n m o d o distr uttiv o di c o n ce pire la p re se nza u m a n a s ul m o n d o : b u c are m o nti, asfaltare valli, fare iperb olici p o nti o i m m e n si tun nel, tutto in disar m o nia, se m pre pi ù face nd o p er p o c hi e lasciand o i m olti c o n m a g gi ori diffic oltà e s c o m p e n si. In n o m e dello S V I L U P P O tutto si p u ò fare, an c he se da n ne g gia e r ovina, e ven g o n o tacciati da e g oisti q u elli c he n o n si ade g u a n o e n o n pla u d o n o. E intanto i treni delle n or m ali p ers o ne c he v o gli o n o se m plice m e nte s p o starsi da u n p o st o all'altro, p er lav or o, p er svag o, p er a mi cizia o d a m ore, q u e sti n orm ali treni s o n o m e n o sic uri, m e n o c o m o di, m e n o p eric ol o si. U n incide nte tre m e n d o, e la vaca nza, il via g gi o di lav or o, il pr o g etto di vita viene s p e nt o in u n s offio. V ite recise, p ers o ne ferite e d altre m o rte d o p o gi or ni di a g o nia, m a l'azienda è sic ura, la c ol p a è, o v via m e nte, dell'err ore u m a n o. M a se u n tren o è c o sì es p o st o all'err ore u m a n o, q u a nt o è p i ù p eric ol o s o u n tren o lanciat o ad alta vel o cità? ( Fra l'altro, gi u sto p er riderci s o pra, lo sa p ete c he n o n è p revisto u n b a g n o p er i m a c c hinisti c he stann o ore al lor o p o st o?e n o n c'è c o m u nicazi o ne c o n i va g o ni. È p er ò p revist o che si fer min o in Questa è una delle cartoline ricevute come auguri: Wishing you a merry Christmas and Happy New Year. Don't forget, the WALL must go."bilha Golan mentre i re magi restano bloccati, Betlemme quest'anno non viene neppure nominata per le feste natalizie, tanto sarà difficile andare a visitare i luoghi santi.. un muro avvolge la città, ed i chek point sono severi e lunghi. In teoria Israele ha facilitato il passaggio dei pellegrini, vi era anche un incontro internazionale sulla non violenza, ma tre volontari dell'ism, di cui uno italiano, sono stati arrestati e poi respinti all'aeroporto per aver dichiarato il loro impegno di pace... BUONE FESTE!!! u n lu o g o n o n p r o gra m m at o, la stazi o ne di p a s s a g gi o, o m a g ari in a p erta c a m p a g n a, s p era nd o che n o n si c o nfig uri q u alche dis graziat o incr o ci o, q u a n d o le ne ce s sità fisiol o giche c hiam a n o.!?!). - Si è svilu p p at o an c he il dibattito s ulla leg ge 1 9 4, o m e gli o, s ulla in gerenza inde bita di p oteri diversi nella a ut o deter minazi o ne della d o n n a, e d all'altr o s ui P A C S, i p atti di c o nvivenza, che in u n p a e se civile c o n se nt o n o alle p ers o ne c he c o n divid o n o affetti e p r o g etti di vita, se nza essere s p o s ate, p erché n o n p o s s o n o o n o n v o gli o n o, di avere ric o n o s ci uti dei diritti m i ni mi. S u q u e sti d u e te mi c he si incr o cia n o e si intrec cian o s otto il se g n o dei diritti civili delle p ers o ne, si avran n o d u e m a nifestazi o ni in c o nte m p ora nea, a R o m a s ui P a c s ed a M ila n o p er la a ut o determ i nazi o ne della d o n na. A n c he n oi a b bia m o fir mat o u n a p p ell o, c he rip orto di se g uito, e ci se ntia m o im p e g n ate p r of o n d a m e nte s u q u e st o te m a, che p urtr o p p o p e n sava m o or m ai a c q uisito e d invece ce lo ritr ovia m o s ul tav ol o, c o m e se m pre... Pr o se g u e a n che il n o str o im p e g n o di inc o ntr o e s ca m bi o c o n la P alestina, il m ur o cres ce e d i territori diven g o n o se m pre p i ù p rigi o ni a ciel o a p erto, ci v u ole u n a gra nde m o bilitazi o ne della s o cietà internazi o n ale. N o i nel n o str o p i c c ol o, in c ollab orazi o ne o vvia m e nte c o n altre realtà, stia m o o r g a nizzan d o u n evento c he si realizza il 20, 2 1 e 22 di g e n nai o, intreccia nd o u n a gra n de m o stra, c o n o p ere di artisti p alestine si, di altre regi o ni del m e di o o rie nte, ed italiani, a d inc o ntri ed eventi. A lle ghia m o a q u e st o n u m er o u n a c o pia del d o c u m e nt o redatto da gli o s servatori e ur o p ei s ulla situazi o ne di G er u sale m m e E st, che n o n ha av ut o se g uito in E u r o p a grazie a n c he all'intervent o ed ai b u o ni uffici del n o str o m i nistr o de gli esteri. M e ntre ci verg o g nia m o pr of o n da m e nte p er essere ra p p re se ntati da u n si mile fig ur o, facciam o il p o s sibile p er diffon dere le n otizie e tenere alta l'attenzi o ne. N i c oletta C r o c ella

2 Pagina 2 L'AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE E LA un ambito extrafamiliare che tende a diventare pubblico e politico. Quella femminile è interiore, attenta a se LAICITA' DELLO STATO APPELLO stessa, tesa alla protezione di quanto acquisito o Non trascorre giorno che il Vaticano, per bocca del cardinale Ruini, non dichiari la sua preoccupazione per all'acquisizione di semplici mezzi di sostentamento e di quello che ritiene l'allontanamento dalle leggi di natura sicurezza". Questo secolo appena iniziato appare colorato da una "modernità liquida" (Bauman) di vari in materia di matrimonio, famiglia, concepimento, tipi di paure e incertezze. Una di queste riguarda gli relazioni filiali eccetera. Non c'ègiorno che qualcuno, uomini, la loro identità "virile" fondata da tempi deputato, giornalista, scrittore, psicoanalista, filosofo eccetera, non dichiari che occorre ritornare alla saldezza immemorabili sulla presunta debolezza e fragilità dei principi e dei valori, quando i padri facevano i padri "naturale" delle donne. e le madri si accontentavano di fare le madri, in casa. E Se le cose possono cambiare, la Natura resta tale e quale: è un universale, è l'essenza della Vita. poi si levano anche le parole di donne in carriera Ha scritto Chiara Saraceno ("La Repubblica", 16 politica, le quali pure dichiarano che e' giusto elargire settembre 2005, Storia, crisi e trasformazione di un aiuti alla famiglia tradizionale, piuttosto che costruire nidi, scuole materne e altre strutture facilitanti il lavoro modello): "l'organizzazione familiare, sia dal punto di vista normativo che dei comportamenti pratici, delle donne. rappresenta sempre un equilibrio storicamente e La difesa dei ruoli, asimmetrici, dell'antica tradizione gerarchica patriarcale, uniscono i religiosi delle tre fedi socialmente situato tra rapporti di sesso e generazione, che sono anche rapporti di potere. E' un monoteiste ai "laici" di destra e, talvolta, anche di equilibrio che si costituisce in risposta a bisogni 'interni' sinistra. (accudimento, riproduzione, sostegno), ma anche a L'attacco contro la legge 194 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza non ha piu' di tanto suscitato a circostanze esterne: situazione economica, demografica, politica. In altri termini, non vi e' nulla di naturale nella sinistra (intendendo sia il centro sinistra che il vasto arcipelago dei gruppi) una reazione precisa e motivata. famiglia, che è una istituzione eminentemente sociale, perciò diversificata nello spazio e nel tempo". Perciò non bisogna sorprendersi più di tanto se il L'attacco alla 194 si può leggere proprio anche come ministro della Sanità chiede, con aria innocente, bisogno, comprensibile, di sicurezza collettiva un'inchiesta per capire (hanno subito interpretato da attraverso la riaffermazione della famiglia come data parte cattolica) se c'è stato un uso "facile" della per scontata, immutabile e naturale. Ci possiamo certificazione per abortire nelle strutture pubbliche. Di seguito si e' aggiunta la proposta di mettere accanto ai chiedere se anche noi donne fatichiamo a parlare, a sanitari i volontari del Movimento per la Vita. Loro poi prendere posizione come una volta, perché subiamo generosamente si sono detti favorevoli a fare posto anche l'incertezza del vivere in un mondo in subbuglio e ai volontari islamici. A ciascuno i suoi, presunti, fedeli. sentiamo, almeno un po', il richiamo dei Il cardinale Ruini, hanno scritto i quotidiani domenica fondamentalismi religiosi o laici come porti sicuri nei quali rintanarci pagando il prezzo della libertà. 27 novembre, in occasione del congresso "Scienza ed Le firmatarie del presente documento, premesso tutto etica per una procreazione responsabile", svoltosi all'universita' Cattolica di Roma, e' di nuovo intervenuto questo, "in difesa della vita e della famiglia" contro le unioni di dichiarano la loro opposizione allo smantellamento delle leggi 194 (maternità responsabile) e 405 fatto che minerebbero la percezione del matrimonio (consultori); "come espressione e garanzia della natura stessa chiedono che il centro sinistra prenda posizione chiara dell'amore umano". Benedetto XVI l'ha dichiarato di recente: la Chiesa ha la missione di difendere "la legge ed inequivocabile sul primato dell'autoderminazione femminile e sulla laicità dello stato; naturale" affinche' le leggi degli uomini ne siano la chiedono alle organizzazioni femminili e femministe, trasposizione normativa. alle singole donne italiane e migranti, di sottoscrivere il In una nota di commento a p. 55 di una versione del presente appello in vista di mobilitazioni comuni. Corano (a cura di Hamza Roberto Piccardo, Newton, Per contatti: Ileana Montini: Roma 1996, e successive ristampe) approvata dall'unione delle Comunita' ed Organizzazioni Islamiche Maria G. Di in Italia, si legge che c'è una superiorità maschile relativa all'ambito domestico come conseguenza delle differenze fisiologiche e psicologiche perché "la sensibilità maschile è per lo più esteriore, proiettata in

3 Ileana Montini (psicologa/psicotera peuta), Maria G. Di Rienzo (scrittrice), Lidia Menapace (Convenzione perma nente donne contro le guerre), Katia Be lillo (parlamentare), Fakhita Haouari (ACMID Lombardia ass. donne maroc chine in Italia), Mariangela Carlesso (erborista), Teresa Mazzina (giornali sta), Franca Morigi (mediatrice cultura le), Cristina Papa (red. Il Paese delle Donne), Marzia Brunello (impiegata), Vera Dalla Costa (impiegata), Annari ta Dall'Agata (assistente sociale), Gio vanna Corona (operaia), Daniela Dan na (ricercatrice), Elisabetta Donati (sociologa), Mariella Scaioli (disegna trice), Nicoletta Crocella (casa ed.? Stelle cadenti?), Daniela e Silvia Coas sin (impiegate), Mariacristina Cappel lazzo (dirigente), Anna Tamburini (pe dagogista clinica), Tiziana Bartolini (dir. Noidonne), Daniella Ambrosino (funz. Corte Costituzionale), Michela De Grandi (ostetrica), Marisa Bettini (impiegata), Donatella Albino (psicolo ga), Francesca Petruccelli (pedagogista clinica), Ippolita Sforza (avvocata), Matilde Betti (giudice Tribunale Bolo gna), Graziella Agliardi (casalinga), Giovanna Radici (casalinga), Angela Bresciani (casalinga), Ilaria Nicchi (impiegata), Caterina Roncalli (inse gnante in pensione), Eleonora Berardi (studentessa universitaria), Ermanna Tognoli (casalinga), Lorena Moioli (in fermiera), Liana Moioli (insegnante), Antonella Persico (casalinga), Colom ba Degani (casalinga), Ornella Tognoli (casalinga), Silvia Rapizza (operatrice non profit), Michela Pasturi (impiega ta), Giacomina Lamera (pensionata) Vania Giacomelli (insegnante), Sara Gatta (impiegata), Lucrezia Pedrali (insegnante), Palmira Anzoni (impren ditrice), Giovanna Farinella (tatuatrice), Miriam Marino (scrittrice), Lidia Gargiulo, (poetessa ed insegnan te), Maura De Caris, (consigliera co munale), Cristiana Cancro, (laureata in cerca di prima occupazione), Cinzia Carcassi, (architetta), Claudia Orlandi (erborista), Maura Cattanei (infermie ra) 25 NOVEMBRE GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE: non è successo niente, nessuno ne ha parlato, soltanto un accenno su Glob a tarda sera, e poi, sempre in tarda serata, un accenno a commento dell'aggressione alla giovane bolognese: Ebbene sì, la violenza sulle donne non fa notizia, non interessa e non scuote le persone; l'omicidio di una ragazza perseguitata da anni dal suo attuale assassino ottiene qualche commento accorato, ma nella percezione comune non è un segno eclatante del problema. La violenza sulle donne viene sottovalutata, per questo può succedere che le minacce di un maniaco non vengano prese nella giusta considerazione ne gli venga impedito di nuocere, per questo le urla della ragazza di Bologna non sono state raccolte: se fosse stata una lite con il marito od il fidanzato, vuoi intrometterti? Fermare la macchina da cui hai assistito alle sue invocazioni? Per andare ad interferire, rischiare magari di farti male per qualchecosa che non sai con chiarezza che cosa è? Perché la violenza non fa orrore di per sé, non va impedita comunque, non va fermata quando si manifesta neppure in forme eclatanti, ma va sempre circostanziata, diminuita, compresa... L'emarginazione del violento, che sfoga sulla ragazza di turno le sue frustrazioni, la volontà della donna di essere libera, di andare dappertutto, di parlare, decidere di sé, che provoca insicurezza e reazione in quel fragile essere pieno di muscoli e senza amore e cervello che ci vive accanto... Così ci troviamo ancora ad urlare sulla violenza agita fisicamente, Pagina 3 macroscopica, eclatante, e rischiamo di non denunciarne il nodo di base: l'idea che la donna esiste e si muove non in funzione di sé, ma in funzione dell'uomo, della società, della famiglia, e che quindi comportamenti che si discostano dalla richiesta possono giustificare una reazione. Certo, nessun uomo decente della nostra società ammetterà mai che anche lui si aspetta che la donna sia il suo sostegno, se non in un contesto di reciprocità, ma c'è una profonda percezione per cui il sottrarsi della donna in qualsiasi forma è una colpa. Ne è prova il fatto che la prima causa di mortalità tra le donne dai 15 ai 45 anni nei paesi occidentali non sono le malattie, gli incidenti stradali, le guerre, ma la violenza subita in casa, da un compagno, un marito, un fidanzato deluso o abbandonato, da un uomo geloso ed incapace di reggere l'impossibilità di piegare a sé, ai propri desideri la donna con cui vive. Sapendola egoista e non disponibile ad essere sempre oblativa, accogliente, dolce, materna, la società degli uomini, e delle donne conniventi, si inventa i mille modi per regolare e contenere il femminile che è sentito come potente e sfuggente, così la fecondazione assistita diviene una cosa di uomini e dottori, e l'aborto legale deve contenere nelle procedure e nelle metodologie abbastanza sofferenza, colpevolizzazione, da renderlo sicuramente doloroso e traumatizzante. E chi difende la attuale legge 194 si preoccupa di sottolineare sempre che l'aborto è un trauma, una tragedia per la donna che lo decide, e quindi non è necessario aggiungervi altre difficoltà. Si sostiene che i consultori, stanchi eredi di un momento alto dell'agire politico delle donne, servono per non lasciare sola la donna nella sua decisione. E per non lasciarla sola, tutti affermando di non voler mettere in discussione la legge, ma di attuarla, offrono la loro ricetta, che consiste nell'inserire, accanto a figure professionali che già esaminano con le donne motivazioni e possibilità, la presenza obbligatoria di volontari di vario genere, movimento per la vita,

4 Pagina 4 ovviamente, e perché no un prete, un imam, e chi altri? La scelta della donna non sembra poter essere orientata dai suoi bisogni e dalla sua volontà, ma deve essere guidata dalla sua religione, dalla volontà di un gruppo che dichiaratamente è contro ogni libertà di scelta. E poi, si sottolinea, abbiamo bisogno di bambini, queste devono smetterla di essere così egoiste, devono fare più figli. Siamo tornate indietro, voci già sentite e rifiutate, già smascherate che ritornano pervicacemente e senza vergogna a dichiarare ciò che continuano a pensare: le donne non esistono per sé, non possono relazionarsi serenamente con la volontà e la possibilità in una dato momento della loro vita di essere o non essere madri, ma devono sottostare a regolamenti, limiti e pressioni. Se però si tratta di salvare qualche embrione congelato, allora si può pensare di utilizzare anche le donne single, senza un guardiano, purché facciano il figlio che se no potrebbe non nascere... Il sacro embrione diviene così la misura della norma e della sua trasgressione, sempre decisa ed agita da altri GENNAIO A MILANO MANIFESTAZIONE IN DIFESA DELLA LIBERTÀ FEMMINILE: IL NOSTRO CUORE È LÌ VANDANA SHIVA: POVERTA' [Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: per averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente articolo di Vandana Shiva apparso su "Ode Magazine" del 28 novembre Vandana Shiva, scienziata e filosofa indiana, direttrice di importanti istituti di ricerca e docente nelle istituzioni universitarie delle Nazioni Unite, impegnata non solo come studiosa ma anche come militante nella difesa dell'ambiente e delle culture native, e' oggi tra i principali punti di riferimento dei movimenti ecologisti, femministi, di liberazione dei popoli, di opposizione a modelli di sviluppo oppressivi e distruttivi, e di denuncia di operazioni e programmi scientifico industriali dagli esiti pericolosissimi. D a l c a ntante r ock B o b G el d of al p olitic o in glese G o r d o n B r o w n, il m o n d o se m bra i m pr ovvisa m e nte pi e n o di p ers o n e dall'alto pr ofil o c h e fan n o piani p er m ettere fine alla p o v ertà. Jeffrey Sac h s, tuttavia, n o n e' s e m plice m e nte u n a p ers o n a c h e v u ol fare d el b e n e, m a u n o d ei prin ci p ali e c o n o mi sti m o n diali, alla testa dell' E arth Institute e res p o n sa bile di u n pr o g etto O n u p er pr o m u o v ere u n rapi d o svilu p p o. P erci ò, q u a n d o ha lan ciato il s u o libr o L a fine della p ov ertà, la g e nte o v u n q u e n e ha pre s o n ota. L a rivista " Ti m e" ha p ersin o d e dic ato ad e s s o la c o p ertina. M a c' è u n pr o ble m a c o n le pre s crizi o ni di Sac h s p er p orre fine alla p o v ertà. In effetti lui n o n riesc e a c a pire da d ove la p ov ertà ven g a. Se m bra g u ardare ad e ssa c o m e al p e c c at o ori ginale. " P o c h e g e n erazi o ni fa, pratica m e nte c hi u n q u e era u n p o v er o", s crive, e p oi a g gi u n g e : "La riv ol u zi o n e in d u striale g ui d o' a n u ov e ricc he z z e, m a gran arte d el m o n d o fu lasciata in dietr o". Q u e sta st oria d ella p o v ertà e' total me nte falsa. I poveri non sonocoloroche sonostati "lasciati indietro", sonocoloroche sonostati derubati. La ricc he z z a ac c u m ulata dall' E ur o p a e dal N o r d A m erica e' larga m e nte b as ata s ulle ricc he z z e pre se all' A sia, all' Africa e d all' A m erica Latina. Se n z a la distruzi o n e della ricca in d u stria tessile dell'in dia, s e n z a il c o ntr oll o del c o m m er ci o di s p e zie, se n za il g e n o ci di o d elle trib u' n ative a m erican e, s e n z a la s c hiavitù african a, la riv ol uzi o n e ind u striale n o n avre b b e dat o gli stessi risultati di b e n e s s ere p er l' E ur o p a e d il N o r d A m erica. E ' stata q u e sta a p pr o priazi o n e vi ole nta delle ris orse e d ei m ercati d el T erz o M o n d o c h e ha creat o ric che z z a al N o r d e p o v ertà al S u d. D u e dei gran di m iti e c o n o m i ci del n o str o te m p o p er m etto n o alle p ers o n e di n e g are q u e st o stretto c olle ga m e nt o e di diffon d ere interpretazi o ni s c orrette di c o s a sia la p o v ertà. In pri m o lu o g o, p er la distruzi o n e della n atura e d ella c a p a cità delle p ers o n e di aver c ura di s e stesse il biasi m o n o n c ad e s ulla cre scita in d u striale e s ul c ol o nialis m o e c o n o m i c o, m a s u gli stessi p o v eri. La m alattia viene offerta c o m e c ura: pi ù cres cita e c o n o mi c a, in m o d o da ris olvere gli stessi pr o ble mi di p ov ertà e di de clin o e c ol o gic o a c ui e ssa stes sa ha dat o inizi o. Q u e st o e' il m e s s a g gi o c h e sta al c u or e d ell'analisi di Sac h s. Il se c o n d o mit o e' l'ass u nt o p er c ui se tu c o n s u mi ci ò c h e pr o d u ci, n o n stai vera m e nte pr o d u c e n d o, al m e n o n o n e c o n o m i c a m e nte p arland o. S e i o m i c oltiv o il ci b o c h e m a n gi o, e n o n lo ven d o, all ora e ss o n o n c o ntrib uis c e al Pil e p er ci ò n o n c o ntrib ui sc e ad an dare vers o la " cres cita". L e p ers o n e ve n g o n o p erce pite c o m e " p ov ere" se m a n gian o il ci b o c he ha n n o c oltivato an zich é il ci b o m alsan o distrib uito dall'agrib u sin es s gl o b ale. S o n o visti c o m e p o v eri se viv o n o in c as e c he si s o n o c o struiti da s oli, c o n m ateriali b e n adattati e c ol o gic a m e nte c o m e il b a m b ù e d il fan g o an zich é in bl o c c hi di c e m e nt o. S o n o visti c o m e p o v eri s e ind o s sa n o a biti pr o d otti c o n fibre n aturali an zich é si ntetich e. Q u e ste e sisten z e s o steni bili, c h e il ricc o O c c i de nte p erc e pis c e c o m e p o v ertà, n o n si ac c o p pian o n e c e s saria m e nte ad u n a b a s sa q u alità d ella vita. A l c o ntrari o, p er la lor o stessa n atura di e c o n o mi e b as ate s ul s o stenta m e nt o assi c uran o u n'alta q u alità d ella vita, s e q u e sta vien e mi s urata in ter mini di ac c e s s o a ci b o sa n o e d ac q u a, ide ntità s o ciale e c ulturale r o b u sta e p erce zi o n e di u n s e n s o n ell'essere vivi. P o i c h é q u e sti p o v eri n o n c o n divid o n o i c o sid detti b e n efici della cres cita e c o n o mi c a, ven g o n o rap prese ntati c o m e "lasciati in dietr o". L a falsa distinzi o n e tra i fattori c h e crean o l'ac c u m ul o e q u elli c h e crean o p o v ertà e' al c e ntr o d ell'analisi di Sac h s. E p er q u e st o m otiv o le s u e pres crizi o ni a g graveran n o e ren deran n o p e g gi ore la p o v ertà, inve ce di p orvi fine. I m o d erni c o n c etti di svilu p p o e c o n o m i c o, c h e Sa c h s vede c o m e la c ura p er la p o v ertà, s o n o stati pres e nti s ol o in u n'e si g u a p or zi o n e d ella st oria u m a n a. P er se c oli, i prin ci pi del s o stenta m e nt o han n o p er m e s s o alle s o cietà, s ull'inter o pia n eta, di s o pravvivere e d an c h e di pr o s p erare. In q u e ste s o cietà i limiti pre s e nti in n atura venivan o ris p ettati, e g uidava n o i limiti del c o n s u m o u m a n o. Q u a n d o la relazi o n e d ella s o cietà c o n la n atura è b a sata s ul s o ste nta m e nt o, la n atura e siste c o m e for ma di b e n e c o m u n e. V i e n e ridefinita c o m e "ris orsa" s ol o q u a n d o il pr ofitto

5 divie ne il prin ci pi o or g a niz zativ o della s o cieta' e pr o d u c e l'i m p erativ o finan ziari o all o svilu p p o e d alla distruzi o n e di q u e ste ris orse p er il m ercat o. Se b b e n e in m olti s c e glia m o di di m e nticarl o o di n e g arl o, tutti i p o p oli in tutte le s o cietà di p e n d o n o an c ora dalla n atura. Se n z a ac q u a p ulita, s u oli fertili e diversità g e n etica, la s o pravviven za u m a na n o n e' p o s si bile. O g g i lo svilu p p o e c o n o m i c o sta distru g g e n d o q u e sti c h e u n te m p o eran o b e ni c o m u ni, da n d o c o m e ris ultato u n a c o ntraddizi o n e: lo svilu p p o d e priva le stess e p ers o n e c h e pr ofes sa di aiutare d ella lor o terra e dei lor o tradizi o n ali siste mi di s o stenta m e nt o, forzan d ole a s o pravvivere in u n m o n d o n aturale s e m pre p i ù i m p o v erito. U n siste m a c o m e il m o d ell o di cres cita e c o n o m i c a c h e c o n o s cia m o o g gi, crea m iliardi di m iliardi di d ollari di pr ofitti p er le c or p orazi o ni, m e ntre c o n da n n a m ili o ni di p ers o n e alla p o vertà. La p ov ertà n o n è, c o m e Sac h s s u g g erisc e, u n o stato iniziale d el pr o gre ss o u m a n o da c ui d o b bia m o fug gire. E ' lo stato finale in c ui le p ers o n e c a d o n o q u a n d o u n o svilu p p o u nilaterale distru g g e i siste mi e c ol o gi ci e s o ciali c h e ha n n o m a nten ut o la vita, la sal ute e d il n utri m e nt o dei p o p oli e d el pia n eta p er ere. La realtà è c h e le p ers o n e n o n m u o i o n o p er m a n c a n z a di s oldi. M u o i o n o p er m a n c a n z a di ac c e ss o alla ricc he z z a d ei b e ni c o m u ni. Q u i, di n u ov o, Sac h s si s b a glia q u a n d o dic e: "In u n m o n d o di a b b o n d a n z a, u n m iliard o di p ers o n e s o n o c o si' p ov ere c he le lor o vite s o n o in p eric ol o". I p o p oli indi g e ni d ell' A m a z z o nia, le c o m u nità m o ntan e d ell' H i m alaya, i c o ntadini o v u n q u e le lor o terre n o n sian o state es pr o priate e la c ui ac q u a e bi o diversità n o n sia stata distrutta dall'in d u stria a gric ola creatrice di d e bito, s o n o e c ol o gi ca m e nte ricc hi, s e b b e n e g u a da g nin o m e n o di u n d ollar o al gi orn o. D a ll'altro lato, la g e nte e' p ov era q u a n d o deve c o m prare le pr o prie n e c e ssita' di b as e a pre z zi alti, se n za rig uard o p er q u ale sia il lor o intr oito. Pre n dete il c a s o d ell'in dia. P oi c h é il ci b o e le fibre a b a s s o c o st o s o n o state e str o m e s se dal m ercat o dalle n azi o ni svilu p p ate e dall'inde b oli m e nt o d elle leg gi di pr otezi o n e s ul c o m m erci o c o m pi ut o dal g o v ern o, i prez zi d ei pr o d otti a gric oli in India stann o cr ollan d o, il c h e si g nifica c h e o g ni a n n o i c o ntadini del p ae se p er d o n o 26 m iliardi di d ollari. I m p o s si bilitati a s o pravvivere in q u e ste n u o v e c o n dizi o ni e c o n o mi c h e, m olti c o ntadini ora s o n o c ol piti dalla p o v ertà e m i gliaia di e s si si s ui cidan o o g ni an n o. O v u n q u e n el m o n d o l'ac q u a p ota bile viene privatizzata, c o s ì c h e le c or p ora zi o ni e c o n o m i c he p o s s o n o ricavare u n pr ofitto astro n o mi c o ven d e n d o ai p o v eri u n a ris orsa e ss e n ziale, c he u n tem p o era gratuita. E i 50 m iliardi di d ollari di "ai uti" c h e dal N o r d ven g o n o al S u d, s o n o s ol o la d e ci m a p arte dei 500 m iliardi di d ollari c h e s o n o stati s u c c hiati n ell'altra dire zi o n e, grazie a gli in gi usti m e c c a nis mi i m p o sti all'ec o n o m ia gl o b ale dalla B a n c a M o n diale e dal F o n d o M o n etari o Internazi o n ale. S e sia m o s eri, q u a n d o dicia m o di v oler m ettere fine alla p ov ertà, all ora d o b bia m o m ettere fine ai siste mi c h e crean o la p o v ertà d er u b a n d o i p o v eri dei lor o b e ni c o m u ni, dei lor o stili di vita e dei lor o g u a da g ni. Pri ma di p oter far dive ntare la p o vertà st oria, d o b bia m o c o n siderare c orretta m e nte la st oria della p ov ertà. Il p u nt o n o n e' q u a nt o le n a zi o ni ric ch e p o s s o n o dare, il p u nt o e' q u a nt o m e n o p o s s o n o pre n dere. auguri da Giorgio Fiume F e s t i v a l d i p o e s i a d i M e d e l l i n t r a d u z i o n e N d P w d i i c o l e t t a C r o c e l l a a u n a l e t t e r a d i o e t s a g a i n s t t h e a r Governi crescono, governi cadono... La famiglia è eterna... - Confucio Pagina 5 La poesia è tutto ciò che spinge i nostri piedi / verso l'impossibile :Pedro Arturo Estrada La poesia trascende lo stato nazione, trascende il governo, il che include il tradizionale concetto di potere. Ho sempre creduto che la poesia sia una conversazione eterna, in cui l'antico poeta rimane contemporaneo, una conversazione che ci invita entro altre lingue e culture anche se la poesia trascende lingue e culture, riportandoci ancora ed ancora ai primitivi ritmi e suoni.. Come Ezra Pound dice la poesia è notizia che rimane Comunque ho visto questo concetto concretamente realizzato al FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA DI MEDELLIN. La cerimonia di apertura del venerdì ha preso avvio in un meraviglioso anfiteatro in stile greco immerso tra le colline. Quando le prolusioni di apertura cominciarono a protrarsi, la gente ha cominciato a chiedere Fate partire le poesie! Poeti di nove o dieci paesi lessero in varie lingue (con traduzione) e dalla gioiosa partecipazione ed incoraggiamento del pubblico, uno poteva pensare che fosse un incontro di football invece che una lettura di poesie di tre ore. Si è detto che ci sono state circa ottomila persone a salutare settanta poeti da tutto il mondo negli otto giorni del festival. Stando lì, guardando quelle facce luminose, ed ascoltando la poesia in lingue che non comprendo, ho sentito un profondo senso di affinità con gli ascoltatori ed i poeti. C'era qualcosa di cui avevo fatto esperienza in piccola parte in Grecia vent'anni fa, e di nuovo in Italia, una profonda sensazione di contenimento, come se fossimo nello Stato della Poesia, trascendendo lo Stato. C'è qualchecosa di miracoloso nel modo in cui alcuni poeti comunicano, nonostante barriere linguistiche e culturali, come una comunicazione da cuore a cuore. Il sabato sera il reading si svolse nel

6 Pagina 6 meraviglioso palcoscenico del viale centrale di Medellin, la folla quasi spariva nella curva del viale, che volgeva gentilmente in basso e via. C'era gente ai balconi, furgoni che vendevano cibo, gruppi con bottiglie di vino e panini notevole segnale dell'affezione alla poesia. Ernesto Cardinal chiuse la serata con una performance stimolante e coinvolgente, seguita con silenzio appassionato come non mai, nonostante l'ora tarda. Nella settimana seguente vi furono dozzine e dozzine di letture e conversazioni che coprivano i pomeriggi e le sere. I poeti hanno visitato prigioni, si sono spostati a Cartagena, Bogotà ed in piccole cittadine, così come in molti quartieri di Medellin. È impensabile l'impegno necessario all'organizzazione degli spostamenti e della preparazione dei siti. Ogni giorno vi furono coppie di incontri nella tarda mattinata con mezza dozzina di poeti ciascuno, poi dalle quattro alle sei di sera quattro eventi, eseguiti da altri cinque dalle 7 in poi, ed un paio di gruppi che si spostavano fuori città C'erano corse all'aeroporto e aerei in ritardo. Avendo diretto io stesso per molti anni incontri di scrittori relativamente piccoli, so un po' che cosa vuol dire organizzare una dozzina di scrittori e 150 partecipanti per dieci giorni, ma guardare lo straordinario staff di questo festival era un'altra cosa. Hanno lavorato sino all'esaurimento giorno dopo giorno, e all'apparenza hanno amato ogni minuto di ciò. Il festival di poesia di Medellin è il maggior evento della città incomparabilmente. Quindici anni fa, Medellin era una città sotto assedio. Cartelli della droga, gangs e gruppi paramilitari portavano il caos. Oggi la Colombia è un paese in guerra, ma Medellin è molto meglio di ogni città velocemente cresciuta a tre milioni di abitanti o più: più sicura, ma con sobborghi pericolosi, specialmente di notte: ci sono troppi ragazzini fuori casa, che fumano droghe, e che hanno troppo poche speranze e troppo poca realtà per vedere la speranza quando la incontrano. La congestione del traffico ed il rumore sono tremendi, ed essendo in una profonda valle nelle Ande centrali, l'inquinamento ristagna. Ma questa è una scompigliata bellissima città, piena di gente amichevole che ha sviluppato dal oltre 15 anni amore per la poesia come nessun altra città nel mondo. Io ho firmato centinaia di raccolte, ed ero relativamente sconosciuto alla gente. Questo di sicuro è il più avvolgente popolo della terra, che ha uno straordinario calore ed entusiasmo, dagli impiegati degli alberghi al pubblico delle letture. La violenza si è ridotta, ed il loro ottimismo è fiorito. Eppure c'è ancora tanto lavoro da fare. Gli USA hanno un secolo di storia vergognosa nelle Americhe. Due volte il generale di Marina Smedly Butler, medaglia d'onore, ha scritto della sua esperienza dal dicendo che era un gangster al servizio delle banche e delle corporations facendo quel mondo disponibile per il nostro petrolio e per la United Fruit Company. Abbiamo fatto cadere governi e sostenuto dittatori ed armato squadroni della morte per un centinaio di anni. Molte delle guerre sono condotte con armi USA e spesso da gente formata dall'esercito americano. Colombia è divisa in fazioni. La poesia ha aiutato il paese a fare un passo verso uno stato di maggior civiltà, ed è avvenuto con immensa gioia. In novembre tutti i presidenti delle Americhe si incontreranno in Argentina, un paese dove non è strano lo spargimento di sangue. Il presidente degli Stati Uniti chiederà di riconoscere agli USA un deferential status permettendo alle sua forze militari di entrare ed operare nei loro paesi. In cambio prometterà... più armi. Ora gli USA vogliono trasformare in posti turistici le terre sacre indigene. Gli Usa vogliono fare bottino delle ricchezze naturali. La Colombia è povera soltanto a causa della continue lotte interne. Ha in sé, con i suoi diversi popoli e ricche terre, la facilità di prosperare. Chi prospera con la violenza non è il popolo Colombiano. La guerra della droga è un prodotto diretto della Guerra alla droga USA, un'altra guerra che sperpera bilioni di dollari e non può essere vinta dalla violenza. Con più armi e maggior interventismo vengono più squadroni della morte, la perdita di maggiori diritti civili, più gente che può sparire a Guantamano e assalto alla dignità personale, che è sempre parte di uno scivolamento ad indecenti ordini di potere. Organizzazioni dei Poeti contro la guerra in Sud America ( e in Libano e in altri posti) si stanno formando per unirsi a noi. Noi costruiremo un Gruppo mondiale di poeti contro la guerra, sezione del nostro sito presto. In esso ogni paese sarà rappresentato con un poeta guida ed una piccola antologia di poesie di quel paese, (possibilmente bilingue) ed un link. Noi speriamo per novembre di salutare i presidenti (plurale) delle Americhe(plurale) con un giorno mondiale di poesia e profondità di idee. Speriamo che nell'anno venturo ogni nazione, ogni gruppo di poeti esiliati, si connetterà a noi. Ascoltare i poeti è ascoltare notizie che rimangono, di cui ci si può fidare. La nostra convinzione è che attraverso la nonviolenza noi tutti potremo prosperare, fisicamente e spiritualmente, e che la poesia può essere una via verso l' illuminazione, o almeno verso il tipo di umanità che condividiamo. La nostra tradizione ha una lunga storia nobile di parole per chi è stato ridotto al silenzio, di ascolto di chi non ha potere. Come poeti, noi comprendiamo che le guerre sono iniziate con le parole, e che oggi possono finire soltanto da gruppi che si aggreghino intorno a poche parole ben scelte. Il 5 novembre possiamo offrire poche parole scelte dal mondo, la poesia che noi crediamo sia essenziale per creare un mondo meno violento. Esteban Moore, Jorge Rivelli Alejandra MendŽ, Julio Azzimonti, Jorge Chaparro,e Javier Adur'z, hanno preparato una dichiarazione per questa occasione, una chiamata alla poesia come parte della soluzione, una petizione per meno, non più armi. M O N D O. M A RI A G. DI RI E N Z O: N E L C O RS O D E L T E M P O ( da la Non violenza in cammino dove Maria G interviene regolarmente ) R i c or date Sh ukria B arakzai, di c ui vi h o rac c o ntat o n ell o s c ors o a g o st o? G e stiva u n a s c u ola se greta p er le raga z z e d urante il re gi m e dei T ale b ani. O g g i, trentatree n n e e m a dre di tre b ellissi m e b a m bi n e, e' la direttrice del gi orn ale "L o s p e c c hi o d elle d o n n e", e q u a n d o n e s crissi era c a n didata al

7 P arla m e nt o afgan o c o n lo sl o g a n "L e d o n n e e s c a n o dalle o m bre e lottin o p er i pr o pri diritti". E b b e n e, Sh ukria c e l'ha fatta, e' stata eletta alla w o l e si jirga ( q u ella c h e p er n oi e' la c a m era dei de p utati). " Lav orer ò p er l'unita' na zi o n ale, p er la ric o stru zi o n e d el p a e s e e p er i diritti u m a ni di tutte le p ers o n e, in s p e cial m o d o p er q u elli d elle d o n n e", ha dichiarato S h ukria. A l s u o fian c o ci sara' u n'altra n o stra ve c c hia c o n o s c e n z a, o vver o M a l alai Joya: la gi ova n e d e p utata c h e n el 2003 si alz o' in p arla m e nt o p er d e n u n ciare la prese n z a in e ss o di cri minali di g u erra e' infatti stata rieletta. N elle mi e n otizi ole vi avev o an c he d etto c h e p er la pri ma v olta alla C a m era d el c o m m erci o e dell'ind u stria di Jeddah ( A ra bia Sa u dita) le d o n n e avre b b er o es ercitato il diritto di v ot o. Il 25 n ov e m bre lo ha n n o fatto, e m olto b e n e, m etten d o d u e d o n n e n el c o n si gli o di a m mi nistrazi o n e: La m a A l- S ulai m a n e N a s h w a T ah er. E forse vi siete c hiesti e c hie ste c o m 'era an data all'e x m arine D a vi d A irhart, c h e risc hiava l'es p ulsi o n e dalla K e nt State U n iversity dell' O hi o p er aver sr ot olato u n o strisci o n e p a cifista d urante la prese n z a al c a m p u s dei reclutatori d ell'esercito. Il 1 5 n ov e m bre l'a m mi nistrazi o n e u niversitaria ha c a n c ellat o le ac c u s e a s u o c aric o e di e ss e n o n sarà fatta m e n zi o n e n el s u o c urric ul u m u niversitari o. Pri m a di q u e st o b el ris ultato c'era stata u n a gra n de m o b ilitazi o n e, c o n m a nifestazi o ni in c ui eran o state lette le dichiarazi o ni a s o ste g n o del g e st o di D a vi d fatte da d o c e nti e stu de nti, attivisti c o ntr o la g u erra, veterani e or g a niz z azi o ni p a cifiste. M i gliaia di firme eran o state rac c olte in s u o fav ore n ei c a m p u s u niversitari da c o sta e c o sta e 9 50 p ers o n e ha n n o firmat o la stessa p etizi o n e o nline. O ltre ai feste g gia m e nti e d alla c o nfere n za sta m p a, il c a m p u s della K e nt State ha or g a ni zz at o p er c ele brare la vittoria u n m o m e nt o di ric ord o dei q u attr o stude nti c h e ven n er o u c cisi dalla G u ar dia N a zi o n ale il 4 m a g gi o n ella stessa U n iversita'. I lettori e le lettrici c he c o m e m e pr ove n g o n o dal m e s o z oi c o forse ora han n o in testa il ritorn ell o di u n a c a n z o n e di N e il Y o u n g : " Tin s oldiers an d N i x o n c o mi n g / W e íre finally o n o ur o w n / T his s u m m er I h eard that dr u m mi n g / Pagina 7 F o ur de ad in O h i o " (" A rrivan o i s oldati di latta e N i x o n / Sia m o s oli, alla fine / Q u e st'estate h o u dito b attere il tam b ur o / Q u attr o m orti in O h i o "). M a g ari avete an c h e la c uri o sita' di sa p ere se la c a m p a g n a internazi o nale a fav ore d elle attiviste p er i diritti u m a ni pr o s e g u e e c o m e? V i ac c o nte nto s u bit o: pi u' di 200 difen s ore d ei diritti u m a ni pr ove nie nti da oltre 70 p a e si si s o n o in c o ntrate in Sri L a nka il 29 n ov e m bre. S o n o state n arrate e dis c u s s e le situazi o ni di vi olen z a, intimidazi o n e, a g gre ssi o n e s e ss u ale c h e le attiviste p er i diritti u m a ni dev o n o affro ntare. L' o stilita' n ei lor o c o nfr o nti, ali m e ntata da m ilitaris mi e fon da m e ntalis mi, e' in cres cita. A l termine d ella c o nferen za, ven erdi' s c or s o, le d ele g ate han n o rilasciato u n a dichiarazi o n e in c ui attestan o la n e c e ssita' c h e le na zi o ni sian o riten ute res p o n s a bili p er le vi olazi o ni d ei diritti u m a ni c h e ac ca d o n o n ei lor o territori e si a p p ellan o affinc he' le or ga niz za zi o ni e le attiviste fe m mi niste for min o u n a rete internazi o n ale di pr otezi o n e dei diritti u m a ni d elle d o n n e. "Il n o str o lav or o s p e ss o ci m ette in relazi o n e ad a b u si c olle gati al g e n ere, c o m e lo stu pr o o in carc erazi o ni in o s p e dali p sic hiatrici, o restrizi o ni all'ac c es s o ai diritti di libera es pres si o n e e d ass o ciazi o n e", ha d etto S u nila A b e y s ekera, u n a d elle or g a ni zz atrici d el c o nv e g n o, " E p p ure tali vi olazi o ni fre q u e nte m e nte n o n ven g o n o viste c o m e tali, o n o n si da' lor o val ore". * * * * * * * * PALESTINA: APPELLO DEL COMITATO POPOLARE DI BILIN CONTRO IL MURO Nel mio villaggio di Biliin, vicino a Ramallah, viviamo una storia importante ma trascurata. Sebbene gli israeliani si siano ritirati da Gaza, stanno nello stesso tempo espandendo le loro colonie in Cisgiordania. Nella terra del nostro villaggio Israele sta costruendo un nuovo insediamento ed espandendo altri cinque. Questi insediamenti formeranno una città chiamata Modin Illit, con decine di migliaia di coloni, molti di più di quanti sono stati evacuati da Gaza. Questi insediamenti consumano la maggior parte dell'acqua della nostra area. Nella Cisgiordania continuano le colonie, la costruzione del muro, gli arresti, gli assassinii, l'occupazione. Un anno fa la Corte Internazionale di giustizia emise un parere consultivo secondo il quale la costruzione del muro da parte di Israele nei territori palestinesi ha violato il diritto internazionale. Oggi, i palestinesi nei villaggi come il nostro stanno lottando per mettere in opera il parere della Corte e fermare la costruzione del muro usando la nonviolenza, ma il

8 Pagina 8 mondo ha fatto poco per sostenerci, Biliin viene strangolata minacciano di distruggere decine di villaggi come Biliin dal muro israeliano. Sebbene il nostro villaggio si trovi a ed ogni speranza di pace. Biliin bussa, Biilin grida. Per due miglia e mezzo ad est della linea verde, Israele si sta favore resistete con noi così che possiamo ottenere la prendendo circa il 60% dei nostri mille acri di terra per nostra libertà con mezzi pacifici, Partecipate alla poter annettere i sei insediamenti e costruire il muro attorno Conferenza Internazionale che si terrà a Bilin il 20 e 21 ad essi. Questa terra per noi è anche denaro, la lavoriamo. I febbraio Se volete partecipare scrivete a : 1600 residenti di Biliin dipendono dalla coltivazione e raccolto delle nostre olive per la nostra sopravvivenza. Il per firmare, andate alla pagina internet: muro trasformerà Biliin in una prigione a cielo aperto come Gaza. Dopo che la Corte israeliana ha respinto il nostro appello per impedire la costruzione del muro, noi, insieme con israeliani e persone di altri paesi del mondo, abbiamo cominciato a protestare pacificamente contro la confisca delle nostre terre. Abbiamo scelto di resistere con la nonviolenza perchè siamo gente che ama la pace, noi che siamo vittime dell'occupazione. Abbiamo aperto le nostre case agli israeliani che si sono uniti a noi. Sono diventati i nostri partners nella lotta. Insieme abbiamo mandato un messaggio forte, che possiamo coesistere in pace e sicurezza. Diamo il benvenuto a tutti coloro che vengono da noi come ospiti e che lavorano per la pace e la giustizia per entrambi i popoli, ma resisteremo contro chiunque venga da occupante. Da febbraio abbiamo organizzato più di 90 manifestazioni pacifiche. Abbiamo imparato disegno di Naji al Ali, la scritta dice: "Israele è passato di dall'esperienza e dai consigli dei villaggi come Budrus e qui" Biddu, che hanno resistito in modo nonviolento al muro. Autore Rosa Montero I palestinesi di altre zone adesso chiamano la gente di Spagnolo la cultura es siempre así, capa tras capa Bilin i Gandhi palestinesi. de citas sobre citas, de ideas que provocan otras Le nostre manifestazioni hanno l'obiettivo di fermare i ideas, chisporroteantes carambolas de palabras a bulldozers che distruggono la nostra terra e di mandare un través del tiempo y del espacio forte messaggio sull'impatto del muro. Ci siamo incatenati Italiano - la cultura è sempre così, strato su agli alberi di olivo che erano sradicati per il muro, per strato di citazioni su citazioni, di idee che dimostrare che prendendo le vite degli alberi, portavano via provocano la nascita di altre idee, la vita del villaggio. Abbiamo distribuito lettere chiedendo scoppiettanti carambole di parole che attraversano il tempo e lo spazio ai soldati di pensarci prima di sparare su di noi, spiegando che non siamo contro il popolo israeliano ma contro la (da Verba Volant del 27 dicembre) costruzione del muro sulla nostra terra. Ci rifiutiamo di farci strangolare in silenzio dal muro. In una famosa breve A UN ANNO DALLO TSUNAMI, ci piace ricordare così, storia palestinese, Uomini sotto il sole Lavoratori Emergency in Sri Lanka palestinesi soffocano all'interno di un camion. Scoprendoli, Nel mese di ottobre un team di Emergency ha effettuato una l'autista urla: Perchè non avete bussato sulle fiancate del missione in Sri Lanka con l'obiettivo di verificare lo stato di camion? Noi stiamo bussando, noi stiamo gridando! avanzamento dei lavori iniziati a fine luglio nel villaggio di Di fronte alla nostra resistenza pacifica, i soldati israeliani Punochchimunai, nel distretto di Batticaloa. attaccano le nostre proteste pacifiche con gas lacrimogeni, I lavori di costruzione del primo lotto di case ha avuto effettivo proiettili di acciaio ricoperti di gomma, munizioni e hanno avvio il primo di agosto. Ad oggi 19 abitazioni si trovano a diversi livelli di costruzione. ferito più di 400 abitanti del villaggio. Hanno invaso il villaggio di notte, entrando nelle case, spingendone fuori le Il Governo dello Sri Lanka e la Croce Rossa di Hong Kong hanno siglato un accordo per la costruzione di 42 abitazioni nello stesso famiglie e arrestando gente. villaggio di Punochchimunai, quindi l'impegno di Emergency sara' Ma un anno dopo il parere della Corte di giustizia la di realizzare 91 abitazioni e non piu' 133, come previsto costruzione del muro sulla terra palestinese continua. Dietro lo schermo di fumo del ritiro da Gaza, la vera storia inizialmente. Inoltre in risposta alle richieste della comunità di Punochchimunai, è il tentativo di Israele di prendere il controllo della Ciosgiordania costruendo il muro illegale e le colonie che si e' passati dal progetto iniziale che prevedeva delle abitazioni in

9 blocchi di cemento e con copertura in fogli di alluminio, a case costruite in mattone e ricoperte di tegole, alzando cosi' il livello di qualita'. Durante la missione sono stati consegnati strumentario chirurgico e materiale medico all'ospedale governativo di Nagoda, distretto di Kalutara. Infine e' terminata ad ottobre la consegna di 40 canoe, 30 barche a motore e 700 reti da pesca, iniziata a luglio. INTANTO IN INDIA riporto ampi brani di un articolo per il Manifesto di Marinella Correggia che parla di due personaggi significativi dell'india non violenta: Va detto che lui, Jagannathan S. - nell'india del sud i cognomi indu' si indicano con l'iniziale puntata - da tutti chiamato appa (babbo), e' stato un freedom fighter, combattente per la liberta', compagno di lotta del mahatma Gandhi per l'indipendenza del paese. Avvenuta la quale, trovo' che quasi tutto era ancora da fare e si impegno' nel movimento Sarvodaya ("per il benessere di tutti") e nel Gram Swaraj, il sogno di costruire la repubblica dei villaggi, basata su autogestione e swadeshi, l'autosufficienza. Krishnammal, che tutti chiamano amma (mamma), e' sua moglie: gia' una stranezza, provenendo lei da una famiglia di intoccabili e lui dalle caste alte; ma i rivoluzionari per definizione se ne infischiano delle convenzioni, (...). Amma e' da decenni la spina dorsale del movimento di braccianti e piccoli agricoltori Lafti (Land for Tiller's Freedom) che coinvolge decine di migliaia di persone - le donne sono indubbiamente le piu' attive in molti villaggi del distretto Nagapattinam, nel Tamil Nadu.Per molto tempo hanno lavorato nell'ombra, laggiu'... Ma torniamo allo tsunami. L'area del Lafti, che si trova un po' all'interno, e' stata risparmiata dall'onda anomala, ma la distruzione e' stata totale per i pescatori del distretto, che si erano uniti alla lotta dei contadini contro gli allevamenti di gamberetti da esportazione. Seduto al centro del villaggetto di Akkarappetty, Jagannathan aveva digiunato a lungo per protesta, nell'autunno Quel posto non c'e' piu'. (...)I giorni dello tsunami sono stati raccontati da Krishnammal, in visita in Italia nei giorni scorsi per la marcia per la pace, su invito di alcuni comuni lombardi, dell'associazione italiana Overseas e del "Gruppo 1%", da dieci anni sostenitori del Lafti. Davanti allo spettacolo della morte sulla costa, Jagannathan, seduto a gambe incrociate davanti al suo charka (arcolaio con il quale fila ogni giorno) ripeteva come un mantra a tutti, visitatori, soccorritori, giornalisti, autorita' locali, che l'evento naturale non sarebbe diventato una catastrofe umana se proprio gli esseri umani e avidi interessi non avessero annientato in precedenza la cintura di mangrovie costiere, capace di proteggere il suolo dalle alluvioni di origine pluviale che arrivano quasi ogni anno e dai tifoni provenienti dal mare. Una barriera spazzata via anche per far posto agli allevamenti di gamberetti, che da anni avvantaggiano pochi imprenditori ma intorno fanno strage: salinizzano i campi circostanti, inquinano di sostanze chimiche ed escrementi le acque sotterranee e minano la sicurezza stessa del territorio.... perche' impediscono alle acque piovane di defluire verso il mare e distruggono le protettive mangrovie. Il riso e i gamberetti non possono coesistere". Ora lo tsunami ha distrutto anche gli allevamenti. Ma per quanto tempo? (..) Krishnammal, in quei giorni con i militanti del Lafti ando' a distribuire aiuti di emergenza, a cucinare pentoloni di riso e a occuparsi dei bambini rimasti orfani; prima che arrivassero tutti da ogni parte del mondo e il caos aumentasse. Allora il Lafti (...) torno' a lavorare con le donne, i bambini e gli uomini dei villaggi un po' all'interno, un'economia di sussistenza molto precaria fondata sulla coltivazione del riso su piccoli appezzamenti: Amma e Appa sono riusciti negli anni scorsi a far distribuire acri ad altrettante famiglie di senza terra; quasi tutte dalit, intoccabili. Ma quelle zone sono rimaste epicentri del bisogno. Donne, bambini e uomini che Krishnammal chiama "vittime permanenti". (...) l'area e' da qualche tempo soggetta a un alternarsi di siccita' che svuotano i raccolti e alluvioni che smontano le fragili capanne. Per questo una delle priorita' del movimento e' l'autocostruzione collettiva di case durature, piccole ma belle, in mattoni di fornace, con porte e finestre di legno, pavimento spianato e tegole e smokeless chulas, fornelli che non affumicano a morte donne e bambini.(...).. il Lafti ha messo su' un "esercito della compassione" formato da uomini e donne che a turno si danno da fare per costruirsi le case e fare altri lavori pubblici in autogestione, quando i lavori agricoli non premono; in cambio, dieci rupie a testa e cibo per tutti (...) Un terzo delle rupie necessarie alla casa lo mette, sotto forma di lavoro, la famiglia beneficiaria; un terzo il governo che ha programmi edilizi; un terzo il Lafti con limitati sostegni sia locali che internazionali. Spente le luci sullo tsunami, cos'e' poi successo laggiu'? Dei pescatori, Krishnammal Pagina 9 dice che i piu' sono tuttora in alloggi provvisori; c'e' la complicata questione di dove ricostruire i villaggi che erano troppo pericolosamente vicini alla costa, ma i pescatori non vogliono trasferirsi nell'interno. Intanto Jagannathan continua a chiedere la chiusura definitiva delle vasche di crostacei; sembra infatti che l'attività maledetta possa riaprire i battenti. Dice Amma: "La stessa Banca mondiale e altri attori economici sono venuti la' a dire che anche la gambericoltura deve riprendere, seppure oltre i 500 metri dalla costa. Il che non e' molto meglio, perche' le terre dell'interno sono coltivate a riso e impiantare la' delle vasche avrebbe un effetto inquinante e salinizzante ancora peggiore".(...) Muri di sabbia e muri di alberi Intanto l'esercito della compassione si e' dato da fare nel campo della riabilitazione del territorio. Amma mostra le foto, oltre a quelle delle 700 case sparse: qui i terreni agricoli da cui sono stati rimossi i detriti dello tsunami, per recuperarli alla produzione; la' il "muro di sabbia" lungo ben cinque chilometri e alto due metri, costruito sulla costa in funzione di protezione minima dai soliti e piu' clementi tifoni. Il muro in realta' servirebbe soprattutto a far da appoggio alla "cintura verde", il muro di alberi. Amma ricorda: "Tempo fa un collector [rappresentante del governo nel distretto - ndr] che si chiamava Sudip Jain e amava gli alberi ci diede ascolto e ce ne forni' migliaia, insieme al permesso di piantarli. Lo facemmo in pochi giorni. Ma velocemente gli furono tirate le orecchie e fu trasferito. Contavano altri interessi, quelli speculativi". La cintura verde si deve fare. Gli alberi, di varieta' locali, ci sono, nei vivai del Dipartimento forestale. Ma l'esercito della compassione ha bisogno di permessi e poi non puo' fare tutto gratis. Forse un mezzo c'e'. Il Rural Employment Act, la legge approvata dal Parlamento indiano che garantirà a ogni famiglia rurale (700 milioni di persone) cento giorni di lavoro retribuito all'anno purché un adulto della famiglia accetti di compiere un lavoro di pubblica utilità'. Krishnammal dice: "La legge e' importantissima anche se ho qualche dubbio sul se e come sarà applicata... Ma ho intenzione di utilizzarla, una volta che sarà operativa: proporremo alle autorità che il nostro 'esercito della compassione' sia compreso nel progetto; un minimo salario ai nostri lavoratori per ricostruire la barriera vegetale sulla costa. Perche' la natura aiuti a evitare le catastrofi". Del resto il governo indiano dovra' pur riconoscere che "il maggior datore di lavoro e' l'ambiente", come ha detto un dossier del quindicinale "Down to Earth".

10 Pagina 10 E Katrina? (...) di Katrina hanno discusso, oltre a chiedersi ancora una volta com'e' che gli americani hanno rieletto Bush: "A noi la vicenda sembra l'esplosione di una bomba di ingiustizie. Penso ai soldati neri e comunque di classi subalterne che sono stati mandati a uccidere e morire in Iraq per guadagnare, mentre contemporaneamente i neri poveri di New Orleans sono stati lasciati a morire di uragano". Del resto anche i gandhiani da sempre rimproverano ai governi indiani il denaro speso nei missili e nel nucleare invece che nelle opere positive. Pero' Amma e' d'accordo sulla speranza che, come l'onda anomala ha indotto cambiamenti nell'asia meridionale, l'uragano abbia messo gli occhiali agli statunitensi. Santa Katrina dei martiri Finalmente gli americani hanno una buona occasione per badare ai fatti loro e ne hanno un altra anche migliore per riflettere sulle cause del cataclisma, sulle scelte del loro presidente ad esempio sul protocollo di Kioto e sull affermazione di voler mantenere il solito livello di vita che implica enormi sprechi di risorse e guerre per il petrolio. I sinistrati si sono chiesti attoniti -Ma dov è la guardia nazionale?- Ovvio, è a massacrare iracheni. Cioè a portar loro la democrazia, la guerra civile, le bombe e il terrorismo e a desertificare un magnifico paese che però avevano promesso di ricostruire non appena avessero finito di distruggere. Qualcuno comincia a trarre profitto dalla tragedia. Una donna ha detto Dopo quello che ho visto, comincio a rispettare la natura-. Prima neanche le veniva in mente che c era. E alcuni scienziati cominciano a dire chiaramente le cose come stanno. Il presidente invece no. Esattamente come ha censurato le confessioni dei reduci dall Irak, ha censurato e minacciato questi scienziati. A proposito di Katrina ha affermato -Katrina ha attaccato gli Stati uniti d AmericaVuoi vedere che le dichiara guerra e la bombarda, a questa terrorista? Miriam Marino (poco dopo Katrina)...Palestina: E se un muro avvolge la vita ostacola il cammino impedisce l'incontro Parole ed opere come ponti attraversano il dolore per costruire possibili cammini verso un domani ora negato(n.c.) Ricordo di viaggio a Betlemme LO STATO PALESTINESE Non so se devo cedere alla tentazione di ridere o di piangere mentre sento il giornalista del TG affermare che il palestinese che si è fatto scoppiare a Tulkarem ha reso più difficile il processo di pace. Gaza è ancora una ferita aperta più che mai con il cosiddetto cuscinetto, zona rioccupata dove gli israeliani sparano a più non posso dopo aver raso al suolo tutto ciò che c'era. Lanciano volantini in cui avvertono gli abitanti di non avvicinarsi, ma lì nei pressi ci abita gente poverissima che non sa dove andare. In Cisgiordania ci sono 240 posti di blocco, il ché significa che la popolazione è letteralmente bloccata, un'interruzione della vita, perenne. Intanto il muro continua ad avanzare con tanti saluti alla Corte Internazionale di giustizia. Le strade della Cisgiordania sono per lo più strade d'apartheid, le colonie continuano a crescere, perfino ad opera di ragazzotti con la kippà a cui basta piantare qualche tenda per prendere possesso del territorio senza che nessuno li sbatta fuori. Ma se i palestinesi portano una casa prefabbricata nella terra che gli è stata confiscata, la smantellano entro poche ore e la chiamano occupazione selvaggia. I coloni sono già pronti a mettere le mani sulla terra dei palestinesi di Bilin che stanno coraggiosamente resistendo e gli abitanti di Gerusalemme est se la passano sempre peggio. Intanto la polizia tratta i pacifisti che vogliono entrare in Palestina senza mentire sulle motivazioni, come si è sempre costretti a fare, come nemici combattenti, definizione inventata da un'altra grande democrazia molto solidale con Israele. Il processo di pace, diceva senza vergognarsi il giornalista, forse non si è accorto che l'unico processo di cui ha senso parlare è quello ai delinquenti dello stampo di Sharon, del suo partito, quello nuovo e quello vecchio, e del suo governo con tutti quelli che ci sono dentro, laburisti compresi. I fatti sul terreno sono di una chiarezza sconfortante ma la gente che parla della luna è aumentata. Non ci si stupisce più di come vengono date le notizie nei TG, la colpa è sempre dei palestinesi se vengono

11 bombardati, come per gli economisti la colpa è sempre dei poveri, se sono poveri. Si avalla la menzogna che israeliani e palestinesi sono sullo stesso piano e hanno le stesse responsabilità. Niente di più falso. Ieri come oggi, la chiave della pace è nelle mani di Israele, la potenza occupante. L'Autorità palestinese può prendere le decisioni che vuole ma se le attuerà dipende dal governo israeliano, se gliele lascia attuare. In fondo, come faceva notare Amira Hass, c'è già un solo stato e la sorte dei palestinesi dipende molto meno dall'autorità palestinese che dal governo israeliano. C'è un solo stato, solo che i palestinesi non possono votare. Nello sconfortante panorama di sempre abbiamo due novità. La prima è il peggioramento della vita dei palestinesi che è così grave da far sembrare ridicolo lo slogan Due stati per due popoli mai come adesso è chiaro che Israele non permetterà mai la nascita di uno stato palestinese semplicemente perché sta rendendo ciò impossibile sul terreno. Si pretendeva dai palestinesi uno stato smilitarizzato (accanto a una potenza nucleare) si pretenderà che accettino uno stato fatto di riserve indiane. (Ed è questo lo stato di cui parlano tanto i cialtroni da Fassino a Ferrara). E' significativo che proprio mentre la possibilità di uno stato palestinese reale si allontana se ne parli tanto. La seconda novità infatti è che Sharon è diventato rivoluzionario e vuole anche lui uno stato palestinese, parola di Fassino e dell'idiota che l'ha proposto per il nobel per la pace. La propaganda di Sharon arriva fino a noi con Sinistra per Israele in diverso senso sinistra, perchè tende a imbrogliare le carte e dipingere Sharon come uomo di pace. Mentre dalla parte palestinese non ci sono interlocutori, ma questo è una vecchia menzogna. Credo sia importantissimo sgombrare il terreno da queste sciocchezze ben orchestrate, e dire come stanno veramente le cose contrastando il disegno di annientamento fisico, politico, mediatico dei palestinesi. La democrazia israeliana è malata, la società si è imbarbarita, la violenza è cresciuta, l'occupazione fa male anche ad Israele, ma l'europa si guarda bene dal fare serie critiche, preferisce blandire o tacere, invece di criticare con forza e mettergli davanti le sue responsabilità. L'Europa non ha ancora abrogato i privilegi accordati a Israele dall'accordo di associazione UE Israele nella collaborazione commerciale e di ricerca, malgrado Israele abbia disatteso l'articolo sui diritti umani. Non c'è niente di antisemita nell'attuare campagne di boicottaggio e disinvestimenti contro l'occupazione. EJJP (federazione degli ebrei europei per una pace giusta) sta organizzando una campagna contro l'occupazione a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale europea internazionale, con alcune proposte: Azioni contro: * la vendita di armi e di loro parti a e da Israele. *La vendita e l'assistenza alle attrezzature in uso per l'occupazione, l'addestramento e la valutazione di personale militare e di armi israeliane in ogni parte della UE. *L'addestramento e i consigli da parte di Israele nei confronti di Polizia e Eserciti di paesi della UE. Campagne perché importatori grossisti e commercianti al minuto etichettino i prodotti israeliani che sono stati prodotti in tutto o in parte, o che contengono un qualsiasi componente prodotto al di fuori dei confini del 1967 come prodotti dei territori palestinesi occupati. Aiuto ai consumatori nel boicottare tali prodotti pubblicizzando un elenco unificato in collegamento con Gush Shalom, organizzazioni palestinesi e gruppi locali di Pagina 11 solidarietà. Collegamento con altri gruppi nell'aggiornare informazioni e nel fare campagne per il disinvestimento e i boicottaggi da parte dei consumatori, questo potrebbe aiutare a contenere la frammentazione delle campagne politiche di solidarietà con il popolo palestinese. E' venuto il momento di tradurre la nostra critica e la nostra opposizione alle politiche e ai governi israeliani in azioni efficaci, non violente, che all'inizio potranno essere simboliche, ma che avranno lo scopo di attivare una base di cittadini che può fare pressioni sui nostri governi. Miriam Marino DA FUORI DALLA NOTTE Morte, nostra convivente, porta più in là il tuo bagaglio di sangue... la violenza nascosta nel dolore si svela agli occhi ciechi di ieri, so dove si affila la spada e precipita repentina la notte. Tendo le braccia per fermare il fuoco che divampa non so se il mio corpo sarà sufficiente barriera... ho bisogno di mani di fratelli... Il tribunale ha decretato: siano mandati a morte gli ulivi, giustiziate le spighe e impiccato il vento. Sia imprigionato questo popolo ribelle alla morte che non vuole mutare in sassi della strada... Ho pietà per i mandorli schiantati che gridano al cielo i loro rami protesi come un ultima preghiera,

12 Pagina 12 per i campi arati dalle ruspe, per i muri abbattuti delle case intrisi di vita, di sangue e di lacrime... Un'altra vita sogno che non tenda alla distruzione, il futuro desidero come intreccio di mani, un abbraccio sopra il sangue. un cielo condiviso... Miriam Marino Nuove frontiere: domenica 22, già previsto il mercato terra Terra, in cui si avrà anche un banchetto di prodotti dalla Palestina presentati dalle donne in nero, e durante lo svolgimento del mercato, lettura di testi e poesie, e presentazione del libro delle edizioni Stelle Cadenti GAZA, di Miriam Marino, con due lettere di Ettore Masina. Nei tre giorni è prevista la proiezione di immagini, documentari, video e testimonianze e proposta in birreria anche di menù palestinesi. I guerrieri di un Con la malattia e l'uscita di campo di Sharon serpeggia fantastico chek point nella comunità internazionale un brivido nuovo: meglio che controllano il mettere a tacere, sminuire e negare le colpe del vecchio passaggio, da una feroce massacratore per accreditarlo come uomo giusto, fotografia di questa divenuto infine uomo di pace, potente abbastanza per estate alla rassegna gestire il passaggio alla pace in Palestina. Si avvicinano d'arte contemporanea momenti foschi, e se qualche spiraglio si può vedere è nei Stelle Cadenti, opera di piccoli germogli di società civile che sia da parte Mario Palmieri. palestinese con Mustafa Barguti e Hanan Sharawi, che israeliana, con i movimenti pacifisti più determinati, porta nuova linfa ad una volontà di pace che non passi attraverso oppressione e distruzione, ma attraverso la libertà e la giustizia. Un pio augurio per il momento, ma questo tremore, queste paure che un uomo più debole possa essere più feroce, sembrano voler esorcizzare ogni azione delle persone che in gruppo lavorano ed agiscono. Un pallido segnale il fatto che per la prima volta in Israele IN MORTE DELLA COMANDANTA RAMONA, una corte di giustizia condanna ufficialmente lo sradicamento di alberi ed il furto? Soltanto le azioni fatte combattente dell'ezln morta a 45 anni per un tumore. Il comandante Marcos ha interrotto il suo giro di dai coloni, e permesse dall'esercito, non certo quelle incontri per tornare a salutarla: necessarie alla costruzione del muro, ai cuscinetti di Ramona era bambina sicurezza, agli insediamenti di nuovi coloni, ma una tra i monti del Chiapas piccola breccia si è aperta nel mare delle impunità. se ci sono bambini tra gli indios Intanto qui stiamo organizzando con il csoa Forte Cresceva, studiava ascoltando i compagni Prenestino : respirando la sua terra, amando la sua gente. INIZIATIVE SULLA PALESTINA, con particolare La sua vita il servizio, comandanta, attenzione alla vita dietro ad un muro sempre più alto ed combattente, per fermare la guerra. incombente, ed a Gerusalemme Est, sempre più preda Donna, zapatista, contadina, della volontà di esproprio israeliana.: ricama e parla, gentile uragano 20, 21, 22 GENNAIO 2006 CSOA FORTE PRENESTINO pensa e scrive libertà per la donna indigena via Federico Delpino, snc ROMA Esplode la forza nel suo corpo minuto occhi neri stellanti, e un passamontagna. venerdi 20 ore 18 inaugurazione della mostra d'arte Un pensiero d'amore attraversa il mondo contemporanea: fotografie ed opere di artisti italiani e accompagna al suo ultimo sonno palestinesi intrecciate al percorso del forte. l'india indomita e vivace sabato 21 dalle 18, proiezioni, letture, performance di che troppo presto ha lasciato la vita. (N.C.) Luisa di Gaetano,e poi ASSEMBLEA con la presenza di Ali Rashid, primo segretario della delegazione Palestinese Natale 05 Auguri dal comitato Carlo Giuliani in Italia, Miriam Marino, per la rete ECO (ebrei contro Spruzzi di coscienza l'occupazione),carla Razzano, testimonianza di viaggio, e Silvia Macchi delle donne in nero rientrate da poco dal viaggio in Palestina. Sarà dato ampio spazio ad interventi e scambi. Di seguito intervento teatrale

13 nel clima angosciante della guerra. E meno male che c è l Occidente! Minchia, signor tenente. Bambini spensierati giocano contenti, e fanno capriole sul cemento. Fermiamoci un momento a osservarli, a capire il loro divertimento: forse non sanno del giuramento e neppure delle stelle e del firmamento. Hanno un solo sentimento: ridere, e non pensare al turbamento delle bombe, a quegli spari che tanto male hanno portato. Ecco che si alza un canto, chissà se arriva in cielo sospinto, pian piano, dal vento (il testo è di Carlo, da un biglietto del maggio 99; le foto sono state riprese nell aula di musica che porta il suo nome a Bir Zeit,Ramallah, Palestina) Il Comitato Piazza Carlo Giuliani o.n.l.u.s. Pagina 13

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