Cluster Spring - Regione Lombardia e S3

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1 Cluster Spring - Regione Lombardia e S3 Armando De Crinito Direttore Generale Vicario DG Attività produttive, Ricerca e Innovazione Regione Lombardia Milano, 14 maggio 2014

2 Il contesto Europeo A giugno 2010 i capi di Stato e di governo dell'ue hanno approvato la STRATEGIA EUROPA L innovazione è il cardine della strategia dell'ue per favorire la crescita intelligente e sostenibile e l occupazione, garantendo dunque la competitività dell Europa e per rispondere alle grandi sfide sociali (sicurezza energetica, cambiamenti climatici, salvaguardia ambientale, invecchiamento della popolazione, le emergenze sanitarie globali...) attraverso i progressi scientifici e tecnologici I paesi dell'ue dovranno investire, da qui al 2020, il 3% del PIL in R&S (1% di finanziamenti pubblici, 2% di investimenti privati) con l'obiettivo di creare 3,7 milioni di posti di lavoro e realizzare un aumento annuo del PIL di circa 800 miliardi di euro. 2

3 Il contesto Europeo Nel settembre 2013, la Commissione Europea ha lanciato l indicatore dei risultati dell innovazione ( L indicatore calcola la misura in cui le idee provenienti da settori innovativi riescono a raggiungere il mercato e creano migliori posti di lavoro e permette di confrontare le strategie nazionali in materia di innovazione tra i paesi dell UE, basandosi sulla misurazione di 4 componenti: - Numero di brevetti generati - Percentuale delle attività ad alta intensità di conoscenza sulle attività totali - contributo dei prodotti e servizi ad alta e media tecnologia sulla bilancia commerciale - occupazione nelle imprese in rapida crescita in settori innovativi N.B: Le performance delle Regioni europee dipendono non solo dalla presenza di imprese e istituti di ricerca, ma anche dalle interazioni tra i diversi soggetti dell ecosistema dell innovazione e della ricerca. Per questo, la politica di innovazione della UE ha posto un forte accento sulle RETI che collegano imprese, università, istituti di ricerca soprattutto a livello regionale (CLUSTER). 3

4 Il contesto Italiano Nel quadro europeo, l'italia è uno dei Paesi definiti "moderate innovators" con, in particolare, una bassa quota di esportazioni ad alto contenuto di tecnologia. In questo scenario, la strategia nazionale (MIUR) che si muove su 4 principali direttive: lo sviluppo e l'attrazione di capitale umano altamente qualificato, da inserire nel tessuto produttivo del Paese; l'identificazione di un numero limitato di importanti progetti tematici (con il corredo delle rispettive infrastrutture) di forte impatto sul benessere dei cittadini; la promozione, anche attraverso il trasferimento di conoscenza e competenze, della capacità d'innovare e di competere da parte del sistema delle imprese, in particolare delle piccole e piccolissime. 4

5 Il contesto Italiano Le performance delle Regioni europee dipendono non solo dalla presenza di imprese e istituti di ricerca, ma anche dalle interazioni tra i diversi soggetti dell ecosistema dell innovazione e della ricerca, le imprese e le organizzazioni, la cui conoscenza e il know-how accumularsi nel tempo. La politica di innovazione della UE ha posto un forte accento su reti che collegano le attività con l'ambiente circostante (altre imprese, università, istituti di ricerca, ecc) e sono attive soprattutto a livello regionale, come ad esempio nel campo delle iniziative di cluster. 5

6 Il contesto lombardo posizione strategica nel cuore dell Europa Circa 10 milioni di abitanti su 24 mila kmq luogo di eccellenza per la ricerca caratteristiche di multi disciplinarietà molteplicità di PMI ad alto valore tecnologico attive oltre imprese maggior concentrazione investimenti diretti esteri in Italia: nel 2011, PMI: 99% del totale delle imprese Multinazionali: 27% forza lavoro regionale 12 università + 1 scuola superiore universitaria (16% del dato nazionale) PIL 2011: 318 miliardi di euro Il PIL lombardo è più elevato di quello prodotto da intere nazioni come Austria (301), Danimarca (240) e Finlandia (189). PIL Lombardia contribuisce al 2.71% dell intero PIL comunitario, al 3.57% del PIL dei paesi dell Eurozona (Eurostat, 2012) e al 21% di quello nazionale (Eurostat, 2012). 6

7 Ricerca e Imprese in Lombardia Specializzazione in diverse discipline tecnico-scientifiche e competenze e gruppi di ricerca di livello internazionale Nel 2011 il 20.3% del personale impiegato in attività di R&S italiano lavorava in Lombardia (AIRI, 2012) 2010: l incidenza della spesa pubblica in Ricerca e Sviluppo, cioè l insieme delle spese per R&S della PA e dell'università sul PIL, è pari a 30.5% (Istat, 2012) Lombardia conta più di 123 spin-off che rappresentano l 11.4 % di tutti gli spin-off presenti sul territorio nazionale (Netval, 2013) Migliorata la disponibilità di capitale di rischio a disposizione di spin-off e start-up, grazie alla presenza sul territorio regionale di 83 dei 120 associati all Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI) In Lombardia vengono depositate il 28,7% delle domande di brevetto nazionali. La più grande concentrazione si registra a Milano, domande (Ufficio Brevetti 2013) 7

8 Una dimensione quantitativa: spesa regionale in Ricerca & Sviluppo 1/2 I dati sulla spesa regionale per la R&S, sintetizzati nei prospetti seguenti, fanno emergere tre elementi principali: la sostanziale stagnazione della percentuale di spesa in R&S sul PIL nel periodo (dato peraltro in linea con l andamento nazionale); il peso prevalente della componente privata rispetto a quella pubblica (0,92% contro 0,42%, sensibilmente più marcato rispetto alla media nazionale); la distanza rispetto alla media UE e a regioni comparabili quali quelle motori d Europa Lombardia 1,17 1,12 1,12 1,18 1,22 1,24 1,30 1,34 Italia 1,11 1,10 1,09 1,13 1,18 1,23 1,26 1,26 Tabella Spesa in Ricerca e Sviluppo di Lombardia e Italia (in percentuale sul PIL). Anni Fonte: Istat. 8

9 Una dimensione quantitativa: spesa regionale in Ricerca & Sviluppo 2/2 Lombardia Italia Spesa Ricerca e Sviluppo delle imprese 0,92 0,68 Spesa Ricerca e Sviluppo della P.A. 0,42 0,58 Spesa in Ricerca e Sviluppo delle imprese e della P.A. in Lombardia e Italia (in percentuale sul PIL). Anno Fonte: Istat Lombardia Italia Media UE Cataluña Rhône-Alpes Baden-W Spesa R&S 1,34 1,26 2,01 1,66 2,84 n.d. 9

10 Le politiche di Ricerca e Innovazione in Regione Lombardia Regione Lombardia, riconoscendo l importanza decisiva e strategica della ricerca per lo sviluppo socio-economico della proprio territorio si propone infine come catalizzatore di progetti del sistema Lombardia, con la finalità di incrementare l effetto e le ricadute dell impatto nel proprio territorio con la finalità di accrescerne l attrattività e la competitività. Puntare sulla ricerca e l innovazione significa attrarre e facilitare l insediamento di attività produttive ad alto valore aggiunto, valorizzare le risorse umane e il reclutamento di giovani talenti. Favorire gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo, crea infatti un contesto favorevole e armonico che incoraggia lo scambio di tecnologie e coniuga la conoscenza, lo studio e l intelligenza con la manualità e il saper fare, elemento alla base dello sviluppo di alte e innovative tecnologie non presenti sul mercato. 10

11 I 4 pilastri della Strategia Regionale (Documento Strategico per R&I gennaio 2013) Formazione, qualificazione e valorizzazione del capitale umano meritocrazia per rendere i forti ancora più forti e aumentare la competitività sul territorio, sostenendo e potenziando le idee nuove che possano tradursi in attività concrete e iniziative innovative maggiore attenzione alla domanda di R&I, piuttosto che all offerta (appalto pre-commerciale) incremento dell attrattività anche internazionale del territorio e sostegno alle infrastrutture e open lab 11

12 Smart Specialisation Strategy dicembre 2013 Il salto culturale che la strategia europea Horizon 2020 domanda ai decisori regionali è focalizzare le politiche per l innovazione verso gli ambiti e i domini tecnologici nei quali il sistema produttivo e della ricerca può esprimere eccellenze realmente capaci di competere a livello mondiale. E questo uno dei principi della Smart Specialisation Strategy (S3). Alla luce delle analisi condotte le aree di specializzazione identificate in Lombardia nel documento S3 Strategia di Specializzazione Intelligente sono 7 (e una trasversale: smart communities) e trovano nel modello di sostegno dei Cluster Tecnologici la modalità di governance e promozione. 12

13 13

14 S3 individua tre assi principali di intervento: Il supporto alla transizione del sistema produttivo verso le industrie emergenti fondamentale nel promuovere alcuni tra i fattori riconosciuti come abilitanti per lo sviluppo delle industrie emergenti: presenza di una intensa attività di ricerca e sviluppo; propensione all imprenditorialità e alla creazione di spin off della ricerca; propensione all aggregazione in cluster o analoghe forme cooperative. L incentivazione allo sviluppo di applicazioni nel quadro delle Key Enabling Technologies (KET), riconoscendone la rilevanza per le imprese sia in termini di innovazione di processo e prodotto sia in termini di efficientamento dei costi lungo l intera catena del valore. La creazione di un ambiente favorevole alla diffusione dell innovazione, in posizione evidentemente funzionale rispetto ai due assi summenzionati. Rientrano in questo ambito interventi in tema di governance, quali il supporto ai Cluster Tecnologici Lombardi; interventi in tema di incrocio tra domanda e offerta di innovazione quali la realizzazione della Piattaforma Regionale per l Open Innovation; interventi in tema di stimolazione diretta dell innovazione quale l adozione dell Appalto Pre-Commerciale. 14

15 S3 attuazione S3 obiettivi e le aree di specializzazione elaborazione Work Programme Periodica (biennale) definizione delle aree di interesse con gli stakeholder una delle 7 aree di specializzazione: AEROSPAZIO 15

16 Partenariato Europeo di Innovazione «SPAZIO» Ipotesi di lavoro n. 1 2 ambiti generali permette di proporre idee di interesse dei tre EIP: Water, Agri, AHA salute acqua e agricoltura Per ciascun ambito sono stati raccolti le conoscenze e le competenze presenti sul territorio lombardo per quanto riguarda le tecnologie spaziali applicabili e trasferibili agli altri EIP per stimolare e favorire un forte sviluppo tecnologico. Si ritiene che le tematiche relative a questi ambiti possono essere di interesse della maggior parte delle regioni italiane e in particolare di quelle della Rete Nereus. 16

17 Interventi di RL su R&I: I CTL I CLUSTER TECNOLOGICI sono «aggregazioni organizzate di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, altri soggetti anche finanziari attivi nel campo dell'innovazione, ivi compresi i Distretti Tecnologici già esistenti, presenti su diversi ambiti territoriali, guidate da uno specifico organo di coordinamento e gestione, focalizzate su uno specifico ambito tecnologico e applicativo, idonee a contribuire alla competitività internazionale sia dei territori di riferimento sia del sistema economico nazionale» LIVELLO NAZIONALE -> Avviso per lo sviluppo e potenziamento di Cluster Tecnologici Nazionali di cui al Decreto Direttoriale 257/Ric del 30 maggio 2012 e smi, che riconosce 8 distretti tecnologici : Agroalimentare, Aerospazio, Edilizia sostenibile, Automotive, Energia, fonti rinnovabili e assimilate, Biotecnologie, ICT, Materiali avanzati. LIVELLO REGIONALE: -> La strategia regionale impatta su un territorio complesso con eccellenze in diversi campi e identifica: 7 aree tecnologiche della smart specialization strategy (DGR 1051 del 5 dicembre 2013): Aerospazio, agroalimentare, eco industria, industrie creative e culturali, industria della salute, manifatturiero avanzato, mobilità sostenibile. 9 cluster tecnologici regionali (CTL): Agroalimentare, Aerospazio, Smart Communities, Fabbrica Intelligente, Mezzi e sistemi per la mobilità terrestre e marina, Scienze della Vita, Tecnologia per gli ambienti di vita, Chimica Verde, Energia (Decreto regionale del 2239 del 17 marzo 2014) 17

18 Le azioni di Regione Lombardia sui CTL Riconoscimento e sostegno ai costituendi Cluster tecnologici lombardi(ctl) Attraverso il riconoscimento e sostegno dei CTL, Regione Lombardia sostiene l ecosistema dell innovazione, favorendo la creazione e l implementazione di aggregazioni tra i diversi soggetti attivi nel campo della ricerca e innovazione imprese, università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e private e altri soggetti anche finanziari presenti sul territorio su diverse aree di specializzazione. Regione Lombardia ha stanziato un milione di euro ( per il 2014 e altrettanti per il 2015) per i cluster formalmente riconosciuti, per il supporto alle attività funzionali allo sviluppo degli stessi, in un ottica di accompagnamento verso l auto-sostenibilità, dando piena attuazione alla strategia regionale sui cluster tecnologici, in coerenza con quella nazionale. I costituendi CTL : Agrifood (CAT.AL), Aerospazio (DAL), Chimica verde (LGCA), Energia (LECC), Fabbrica intelligente (AFIL), Mobilità (CLM), Scienze della Vita, Tecnologie per smart communities (TSC) e Tecnologie per Ambienti di Vita (TAV) 18

19 VERSO I CTL Composizione del sistema della ricerca per tipologia (2013) Questio è il portale di Regione Lombardia che rileva le competenze dei Centri di ricerca e innovazione per individuare "chi fa che cosa" in termini di servizi offerti e descrive come ogni Centro lavora attraverso specifici indicatori. Ad aprile 2014 risultano aver avviato la registrazione in Questio 809 Centri di Ricerca e Trasferimento Tecnologico (CRTT), 419 dei quali hanno completato la registrazione. 19

20 Gli interventi : OPEN INNOVATION - OBIETTIVI La Piattaforma è uno strumento collaborativo promosso da Regione Lombardia con l obiettivo di favorire e supportare lo sviluppo di ecosistemi di innovazione aperta La funzione principale della piattaforma è lo scambio di conoscenza per favorire la creazione di progetti di Open innovation La piattaforma è funzionale all implementazione della smart specialization strategy regionale e all attuazione della legge Impresa Lombardia 20

21 OPEN INNOVATION: CRITERI GUIDA Fa interagire persone, non organizzazioni Promuove progetti, non è (solo) un marketplace o una vetrina Prevede un accesso aperto (servizi di base accessibili liberamente agli utenti) e processi accompagnati (servizi avanzati accessibili con il supporto di un facilitatore) Interfaccia le altre piattaforme O.I. italiane e internazionali Interfaccia le altre iniziative sull Open Innovation Interfaccia altri servizi di supporto (es. in materia di proprietà intellettuale, venture capital, istruzione e formazione, internazionalizzazione ) è uno strumento flessibile e aperto a nuove evoluzione e funzioni (es. crowdfunding...) 21

22 OPEN INNOVATION: IMPATTO Il successo dell iniziativa si misurerà in termini di partecipanti attivi, ma soprattutto di: Idee progettuali generate Proposte di partnership pubblicate Manifestazioni di interesse ricevute su proposte e idee Collaborazioni avviate Casi di successo realizzati 22

23 Gli attori dell Open Innovation AMBIENTE OPERATIVO IL GOVERNO RL - DG APRI Pmi Grandi Aziende ALTRI ATTORI Intermediari SIREG Cluster Tecnologici Altri intermediari Operatori Internazionali Facilitatori/ tutor Imprese Artigiane Reti, distretti Cluster Tecnologici Utilizzatori Altre iniziative O.I. End User 23

24 Gli interventi di RL: il PCP Appalto pubblico Pre-commerciale: L appalto pre-commerciale non è l unico strumento per sostenere l innovazione, ma è l unico ad avere una valenza duale (incentivazione dell innovazione e ottimizzazione della spesa pubblica) che può rivelarsi estremamente performante. Regione Lombardia ha lanciato nel 2013 una gara di appalto pre-commerciale, come azione pilota, applicata al settore sanitario, che rappresenta il 75% della spesa regionale IL PCP Offre prospettive di mercato alle imprese Si traduce in valore immediatamente percepito dai cittadini E capace di esprimere una domanda estremamente esigente e qualificata

25 PUBLIC PROCUREMENT Il processo regionale di attivazione dell appalto pre-commerciale Fase - 1: Analisi dei fabbisogni tecnologici in ambito sanitario Macro-analisi della spesa sanitaria Fase 0: Individuazione delle priorità di innovazione AO Niguarda / ARCA Selezione della stazione appaltante e stipula accordo ex art. 15 della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e ss.mm.ii. Sessioni di brainstorming per esplorare i fabbisogni / desiderata degli utenti Identificazione del portafoglio di progetti di innovazione tecnologica Ricerca di anteriorità sui brevetti Dialogo tecnico aperto con il settore industriale aprile 2012 Messa in priorità e selezione dei progetti di innovazione

26 PUBLIC PROCUREMENT Il processo regionale di attivazione dell appalto pre-commerciale Fase # 1: Gestione della procedura di appalto precommerciale pilota Appalti pre-commerciali Impresa A Valutazione intermedia Valutazione intermedia Impresa B Impresa C Impresa C Impresa D Impresa D Impresa C Impresa E Impresa E Impresa E Impresa F Fase 0 Ricerca di soluzioni Fase 1 Elaborazione della soluzione Fase 2 Messa a punto di prototipi Fase 3 Sviluppo iniziale di quantità limitate di primi prodotti/ servizi in forma di serie sperimentali Idea di prodotto Elaborazione di soluzioni Prototipo Prim prodot Definizione delle Progettazione Previsione linee guida organizzativa e futuri regionali gestionale stanziamenti finanziari per l innovazione 8 marzo Gestione della procedura in fasi Programmazione della spesa in chiave di innovazione

27 PUBLIC PROCUREMENT : PROGETTO PILOTA DI RL RICONOSCIMENTO EUROPEO COME BEST PRACTICE Italy (aggiornamento a novembre 2013) During Italy has been working to introduce PCP into its research and innovation policy framework as well as into Italian legisation, an develop an central government approved PCP hanbook for Italian public procurers. A first PCP case in the region of Lombardia for the Niguarda hospital has started based on this above Italian framework for PCP: 6 contractors have started the R&D work for the Lombardia PCP that focuses on an easy-to-use automated universal system for moving hospital beds, with anti-collision and safety systems, not needing guide lines or tracks even on non rectilinear routes. Presentation of the Lombardia PCP case and short description of the Italian PCP policy framework, including some info on Lombardia case as well.

28 Le altre azioni di Regione Lombardia Regione Lombardia promuove la ricerca e l innovazione attraverso Accordi di Collaborazione con: - CNR (20 Ml ) - Consorzio INSTM (1 ML ) - Consorzio Cineca (1 ML ) - MIUR (121,5 Ml sul bando congiunto lanciato nel 2011) - Fondazione Cariplo (12,8 ML ) - Regione Autonoma della Sardegna (5ML ) Le attività promosse puntano allo sviluppo del capitale umano e dell alta formazione e a favorire progetti di ricerca, di innovazione e trasferimento tecnologico. 28

29 In sinergia con Unioncamere, in attuazione dell accordo di programma siglato nel 2010, prosegue l azione bando Voucher Ricerca e Innovazione e Contributi per i processi di Brevettazione (è attualmente allo studio la quarta edizione). Il bando finanzia, tramite l utilizzo di voucher a fondo perduto, nominativi e non trasferibili, l acquisto di servizi di assistenza, consulenza e ricerca presso soggetti terzi, favorisce l introduzione di figure professionali qualificate nell impresa e sostiene, con un contributo, i processi volti all ottenimento del brevetto/modello europeo e/o di altri brevetti/modelli internazionali. In particolare sono finanziate le seguenti misure: Voucher A - sviluppo dell offerta di conoscenza Voucher B - supporto alla partecipazione a programmi della Commissione Europea Voucher C - capitale umano qualificato in impresa Voucher D - e security, sicurezza informatica Misura E - sostegno ai processi di brevettazione Nel 2013 sono stati stanziati 5,97 Ml (3ML di Regione Lombardia e 2,97 ML di Unioncamere). Il bando è aperto limitatamente alla misura B (a sostegno dell europrogettazione). 29

30 Programma integrato d'interventi a sostegno della creazione d'impresa Regione Lombardia intende favorire la nascita di nuove imprese (start-up)e il rilancio di quelle esistenti (re-start) mediante finanziamenti diretti a medio termine e a tasso agevolato e contributi a fondo perduto per l'acquisizione di servizi di affiancamento erogati dalla rete di soggetti fornitori selezionati. SOGGETTI BENEFICIARI Possono partecipare al bando le seguenti tipologie di soggetti: per Start Up Aspiranti imprenditori Start up innovative MPMI iscritte al registro delle imprese di una delle CCIAA della Lombardia Per Re Start MPMI iscritte al registro delle imprese di una delle CCIAA della Lombardia, Impresa sociale, costituita da non più di 24 mesi, PMI che, da non più di 24 mesi dalla data di presentazione on line della domanda PMI con un piano di rilancio aziendale ammesso ai sensi del decreto 7623 del 07/08/2013 Dotazione finanziaria: 30 ML 30

31 Linea di intervento: FRIM - FESR Fondo di Rotazione per l'imprenditorialità FRIM - FESR 2011 Il Fondo di Rotazione per l Imprenditorialità cofinanziato dal FESR (FRIM FESR) è una misura d ingegneria finanziaria all interno dell Asse 1 del Programma Operativo Competitività e Occupazione di RL. Soggetti destinatari Le agevolazioni sono riservate a micro, piccole e medie imprese aventi sede operativa in Lombardia Sottomisura 1. "Innovazione di prodotto e di processo": Attività e spese ammissibili Le agevolazioni possono essere concesse per la realizzazione di progetti che comportino attività: di ricerca industriale; di sviluppo sperimentale. Il costo ammissibile di ciascun progetto non potrà essere inferiore ad ,00 né superiore ad ,00 Sottomisura 2 "Applicazione industriale dei risultati della ricerca" Attività e spese ammissibili Le agevolazioni sono concesse per la realizzazione di progetti di investimento connessi alla applicazione industriale di risultati della ricerca, sviluppata dall'impresa internamente e/o commissionata all'esterno ad Università e Centri di ricerca o mediante acquisizione di know-how, per la realizzazione di nuovi prodotti o lo sviluppo di nuovi processi produttivi finalizzati all'industrializzazione degli stessi. Il costo ammissibile di ciascun progetto non potrà essere inferiore ad ,00 né superiore ad ,00. 31

32 altre linee di intervento previste dalla strategia regionale da attivare la valorizzazione economica dei prodotti della ricerca, ivi compresa quella svolta in ambito sanitario da Aziende Ospedaliere e IRCCS incentivare la mobilitazione di quei soggetti che operano all interno della valle della morte, ovvero nella fase tra il concepimento dell idea e la sua effettiva valorizzazione commerciale. Si fa riferimento sia ai soggetti senza scopo di lucro (quali i Technology Transfer Offices universitari) sia ai soggetti animati da un aspettativa di ritorno commerciale (quali i Business Angels e altri operatori specialistici), i quali sono oggi sostanzialmente periferici rispetto alle politiche regionali per l innovazione. 32

33 LR 11/2014 Impresa Lombardia: per la libertà d impresa, il lavoro e la competitività» Nel mese di febbraio 2014 è stata approvata da parte del Consiglio Regionale, con voto unanime, la legge sulla 'Libertà di impresa e competitività'. Questo provvedimento che nasce dalla volontà di rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale nell attuale contesto economico, rappresenta un'altra risposta concreta della Regione Lombardia al settore produttivo per incrementare la competitività e l attrattività del territorio lombardo. I principi ispiratori che hanno guidato la costruzione di questa di legge sono stati: # Fiducia: Ristabilire in modo forte lo sguardo di fiducia nei confronti degli imprenditori # Sussidiarietà: Riconoscere il ruolo sociale e pubblico delle imprese rispetto ai soggetti preposti al controllo # Responsabilità: A fronte di un'apertura di credito da parte della amministrazione pubblica, assunzione di responsabilità da parte delle imprese # Innovazione: Per il rapporto tra imprese e amministrazione, si prende atto delle possibilità che oggi sono consentite dalle tecnologie dell informazione e della comunicazione 33

34 LR 11/2014 Impresa Lombardia: per la libertà d impresa, il lavoro e la competitività» Tra gli strumenti introdotti: Accordo per la competitività: strumento negoziale sottoscritto da tutti i soggetti interessati (impresa, enti locali, sistema camerale, associazioni di categoria, parti sociali e fondazioni bancarie) per definire diritti e obblighi reciproci: tempi certi, numero di posti di lavoro previsti, incentivi anche fiscali e ricorso semplificato agli strumenti urbanistici per la localizzazione di insediamenti produttivi, l ampliamento di insediamenti già esistenti, il recupero di aree dismesse, degradate o sottoutilizzate. Sostituisce tutti i procedimenti intermedi e consente di avere certezza su tempi allo scopo di sostenere investimenti privati finalizzati a favorire la realizzazione di progetti di sviluppo rilevanti. 34

35 La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità (Plutarco)

36 Grazie per l attenzione Contatti

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