IL SISTEMA SOLARE E LA SUA ORIGINE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL SISTEMA SOLARE E LA SUA ORIGINE"

Transcript

1 IL SISTEMA SOLARE E LA SUA ORIGINE

2 CARATTERISTICHE DEL SISTEMA SOLARE 1. Il Sistema Solare è isolato e composto principalmente di "spazio vuoto" con il 99% della massa concentrata nel Sole. 2. Le orbite dei pianeti attorno al Sole sono complanari ed il verso di rivoluzione è uguale per tutti i pianeti ed avviene in senso antiorario. 3. Le inclinazioni delle orbite sono piccole rispetto all'eclittica (a parte Mercurio, 7 e Plutone, 17 ). 4. I pianeti ruotano su sé stessi in senso antiorario esclusi Venere, Urano e Plutone agli estremi opposto del Sistema solare. 5. I pianeti interni sono densi e composti da rocce e ferro mentre i pianeti esterni hanno basse densità e sono composti soprattutto da idrogeno ed elio. 6. Esiste un fascia di asteroidi che separa i pianeti interni dai pianeti esterni indicando una transizione netta tra i due gruppi planetari. 7. I corpi solidi del Sistema Solare, siano essi i pianeti interni o satelliti dei pianeti esterni, mostrano una intensa craterizzazione dovuta all'impatto di meteoriti. 8. I materiali più antichi del Sistema Solare hanno un'età di circa 4.6 miliardi di anni.

3 I pianeti sono piccoli in confronto alle distanze che li separano, e mostrano caratteristiche ben definite di composizione, rotazione, rivoluzione, eccentricità dell orbita, inclinazione dell asse di rotazione.

4 LA SCALA DEL SISTEMA SOLARE

5 IL SOLE Contiene più del 99% della massa del Sistema Solare

6 Densità molto elevata, nucleo di ferro con diametro di 3600 km, probabilmente quasi del tutto solido (c.m. 1/100 di quello terrestre) MERCURIO Escursione termica da 420 C (durante l insolazione) a -180 C (faccia non esposta al Sole). Il mantello è freddo da 1 miliardo di anni Ruota su se stesso in 58 giorni terrestri e orbita in 88 giorni terrestri: 3 giorni mercuriani in 2 anni mercuriani. Evoluzione simile alla Luna: dopo un primo periodo di attività vulcanica (effusiva), geologicamente si è estinto.

7 VENERE Quasi identico come dimensioni alla Terra Rivoluzione in 224 giorni terrestri; rotazione (oraria) in 243 giorni terrestri Asse di rotazione poco inclinato: assenza di stagioni Nucleo esterno probabilmente in parte liquido ma assenza di c.m. per eccessiva lentezza di rotazione che non facilita la circolazione interna al nucleo Estremo effetto serra da CO2. Più caldo di Mercurio: 464 C giorno e notte. Intensa attività geologica, soprattutto vulcanica Superficie poco craterizzata per intensissimo vulcanismo che ha cancellato le strutture preesistenti (età media superficie venusiana: 300 milioni di anni)

8 Terra e Luna in scala TERRA Differenziata internamente in involucri concentrici L unico pianeta con una superficie di acqua liquida nel sistema solare; circa i ¾ della superficie coperti dall acqua Una luna molto grande rispetto alle dimensioni del Pianeta

9 MARTE Rotazione in 24 ore Atmosfera simile a Venere solo per composizione: CO2 per il 95% Rivoluzione in 687 giorni terrestri La metà della dimensione della Terra Inclinazione dell asse terrestre è attorno ai 25 Vulcani enormi (estinti da 2 miliardi di anni), canyon, calotte polari. Venti fortissimi, intensa erosione eolica Due satelliti di dimensioni molto piccole (15 Km e 27 Km)

10 La superficie del Pianeta sembra mostrare le tracce di antichi reticoli idrografici

11 Il più grande vulcano del sistema solare, il Monte Olimpo, alto m (estinto)

12 Antica attività geologica, estinta quando si esaurì il calore interno del Pianeta

13 Aree depresse che potrebbero un tempo avere ospitato oceani

14 GIOVE Maggior pianeta Sistema Solare Rotazione in 10 ore Orbita in 11,8 anni terrestri All esterno, H e He sono in forma gassosa, andando verso il centro, densità e pressione cambiano, e si trovano uno strato di H e He liquidi, poi un nucleo con massa pari a 10 volte quella della Terra, composto da roccia e Fe. Ha un fortissimo c.m., con intensità molto maggiore di quella terrestre, formato (grazie alla velocissima rotazione) nello strato in cui l idrogeno si comporta reologicamente come un liquido metallico. Parafulmine per corpi vaganti nello spazio che sono attratti dalla sua gravità

15 GIOVE Possiede 4 grandi satelliti detti Lune gaileiane scoperte da Galileo nel 1610, e moltissime piccole lune esterne Io: satellite con il vulcanismo più attivo del Sistema Solare con eruzioni si H2S Europa: grande quasi come la Luna, crosta ghiacciata spessa 10 km, al di sotto della quale si pensa possa esservi acqua liquida, con profondità di 100 km circa (volume maggiore di tutti gli oceani terrestri). Ganimede: maggiore satellite del Sistema Solare (più grande di Mercurio e Plutone); simile a Titano, maggior satellite di Saturno. Callisto: satellite con superficie ghiacciata, più craterizzata di qualsiasi altro corpo del sistema solare.

16 SATURNO Pianeta composto soprattutto da gas (H e He, CH4) allo stato gassoso, liquido (come Giove) Possiede anelli più evidenti di quelli degli altri quattro pianeti gassosi Ha 60 satelliti, compreso Titano, la seconda luna del sistema solare C.m. come la Terra, forse per minore spessore involucro di H metallico

17 SATURNO I suoi anelli non sono solidi: sono fatti di innumerevoli frammenti di ghiaccio e polvere (con dimensioni da mm a metri), che percorrono orbite separate attorno al Pianeta Forse dovuti alla disintegrazione (a causa della gravità) di una cometa, avvenuto avvicinandosi al Pianeta

18 URANO Molto più piccolo di Giove e Saturno, ma il suo raggio è 4 volte più grande di quello della Terra Composto da uno strato esterno di gas: H, He, CH4, e da un involucro di ghiaccio di H2O, CH4 e NH3 e da un nucleo di roccia e ghiaccio Ha un estremo tilt assiale, (quasi riverso su un fianco): forse un impatto come quello che ha portato alla formazione della Luna?

19 NETTUNO E il più piccolo e il più freddo dei Pianeti gassosi La sua esistenza è stata ipotizzata a causa di perturbazioni dell orbita di Urano. La sua composizione e struttura interna è molto simile a Urano

20 PLUTONE (recentemente retrocesso) Lontano dal Sole come i grandi Pianeti gassosi, ma molto più piccolo dei Pianeti rocciosi Alcuni astronomi lo ritengono il maggiore fra i corpi celesti della fascia di Kuiper Ha un grande nucleo roccioso e un mantello formato da ghiaccio La sua orbita è molto eccentrica, inclinata, lunga 248 anni terrestri Il suo satellite maggiore (Caronte) è molto grande rispetto a Plutone: la sua origine probabile è sincrona rispetto a Plutone, per distacco dal planetesimo principale di un frammento che divenne poi un satellite.

21 Avvistato nel Dicembre 2004, la sua scoperta è stata confermata nel luglio del Distante 15 miliardi di km dal Sole. Orbita intorno al Sole in 560 anni terrestri. Composto, come Plutone, da roccia e ghiaccio, con orbita eccentrica e inclinata di 45% rispetto alle altre orbite. ERA STATO DEFINITO IL DECIMO PIANETA: 2003 UB313

22 LA LEGGE DI TITIUS-BODE Una semplice legge che prevede le distanze dei Pianeti dal Sole. Nel Settecento Johann Daniel Tietz (latinizzato in Titius) scoprì una relazione empirica che permette di ricavare le distanze dei pianeti dal Sole tramite una semplice sequenza numerica. La relazione fu successivamente solo divulgata da Bode e prende oggi il nome di legge di Titus-Bode Bode. La sequenza parte da 0, passa a 3 e raddoppia di volta in volta: 0, 3, 6, 12, 24, 48, 96, 192, 384, 768. Aggiungendo 4 a ciascun numero e dividendo il risultato per 10, si ottiene la distanza approssimativa dell orbita in U. A.

23 Pianeta N Distanza Sole Legge Vera distanza Mercurio 0 (0+4)/10 = 0.4 UA 0.39 UA Venere 3 (3+4)/10 = 0.7 UA 0.72 UA Terra 6 (6+4)/10 = 1.0 UA 1.00 UA Marte 12 (12+4)/10 = 1.6 UA 1.52 UA Cerere 24 (24+4)/10 = 2.8 UA 2.88 UA Giove 48 (48+4)/10 = 5.2 UA 5.2 UA Saturno 96 (96+4)/10 = 10.0 UA 9.5 UA Urano 192 (192+4)/10 = 19.6 UA 19.2 UA Nettuno 384 (384+4)/10 = 38, UA Plutone 768 (768+4)/10 = 77 UA 39.5 UA

24 Il nostro Sistema Solare è composto dal Sole, 8 Pianeti e le loro Lune, e un gran numero di asteroidi e comete. Ogni Pianeta ha caratteristiche differenti, ma ci sono alcune caratteristiche comuni RIASSUNTO

25 Il Sole, i Pianeti e le grandi Lune orbitano e ruotano in modo organizzato ed in senso antiorario, visti da sopra il Polo Nord Importanti eccezioni sono la rotazione di Venere e quella di Urano.

26 I pianeti terrestri sono piccoli, rocciosi e vicini al Sole. I pianeti gassosi sono grandi, ricchi di gas e lontani dal Sole. Plutone non appartiene a nessuna delle due tipologie e si muove su un orbita differente dagli altri Pianeti.

27 LA TEORIA GEOCENTRICA La prima teoria proposta per spiegare la struttura dell'universo e il moto degli astri e' stata formulata da Aristotele nel IV secolo a.c. Secondo questa teoria, tutti i corpi celesti allora conosciuti (la Luna, Mercurio, Venere, il Sole, Marte, Giove, Saturno e le cosiddette "stelle fisse") erano incastonati in sfere rigide concentriche rotanti in modo uniforme attorno alla Terra. Le caratteristiche dei moti planetari venivano spiegate attraverso complicati moti su circonferenze centrate su queste sfere celesti,, che avevano la proprieta' di essere perfette ed immutabili. La teoria geocentrica rimase in vigore fino al secolo XVI, quando l'astronomo polacco Nicolo' Copernico ( ) 1543) formulò l'ipotesi che fosse il Sole, e non la Terra, il centro dell Universo.

28 GALILEO GALILEI ( ) Matematico italiano Fu il primo, con l uso l del telescopio, a vedere Giove e i suoi quattro satelliti maggiori Fu anche il primo a vedere la macchie solari

29 BRAHE E KEPLERO Tycho Brahe ( ) 1601) Passò decenni di studio ad osservare e registrare le posizioni dei Pianeti nel cielo Johannes Kepler ( ) 1630) Paragonò i dati raccolti da Brahe con la teoria Copernicana che prevedeva la rivoluzione dei Pianeti attorno al Sole in orbite circolari I dati di Brahe non corrispondevano ad orbite circolari

30 KEPLERO Keplero all inizio ipotizzò orbite circolari, ma avendo verificato che il modello circolare non funzionava, provò con orbite ellittiche Un ellisse è un cerchio appiattito, ottenuta sezionando un cono con un piano disposto obliquamente L eccentricità è una misura di quanto il cerchio è appiattito Cerchio: eccentricità = 0

31 LE LEGGI DI KEPLERO Keplero enunciò tre leggi che regolano il moto dei pianeti attorno al Sole,, detto rivoluzione.. Il tempo impiegato dal pianeta tra due passaggi consecutivi per lo stesso punto dell orbita si dice periodo della rivoluzione. Le tre leggi di Keplero sono dedotte dall'osservazione, senza alcuna base teorica. Spiegano cioè come si muovono i Pianeti ma non perché essi si muovono così.. La spiegazione si deve a Isaac Newton e alla Legge di Gravitazione Universale da lui enunciata.

32 LA PRIMA LEGGE DI KEPLERO I pianeti si muovono attorno al Sole secondo orbite ellittiche, di cui il Sole occupa uno dei fuochi. Il punto dell orbita più vicina al Sole si chiama perielio e il punto più distante, afelio. La linea che collega il Sole al pianeta sulla sua orbita si chiama raggio vettore del pianeta.

33 LA SECONDA LEGGE DI KEPLERO Il raggio vettore di un pianeta descrive aree uguali in tempi uguali Keplero osservò che le aree descritte in uguali intervalli di tempo sono uguali (S1 = S2), qualunque sia la posizione del pianeta. Un pianeta impiega quindi lo stesso tempo per andare da A a B che per andare da C a D. Tuttavia la distanza da A a B è molto più grande di quella da C a D, questo vuol dire che il moto del pianeta attorno al Sole è irregolare e assume velocità massima in perielio e minima in afelio (maggiore o minore attrazione dal Sole = velocità maggiore o minore).

34 LA TERZA LEGGE DI KEPLERO I quadrati dei tempi impiegati dai pianeti a descrivere le loro orbite (periodi orbitali) sono proporzionali ai cubi della distanza dal Sole Misurando le distanze (a) in Unità Astronomiche (U.A.) e i periodi (T), la legge si può scrivere: T 2 = a 3 I pianeti più lontani dal Sole hanno periodi orbitali più lunghi di quelli vicini, compiendo la loro orbita a velocità mediamente inferiori, in quanto essendo più lontani dal Sole ne sono meno attratti gravitazionalmente.

35 LA TERZA LEGGE DI KEPLERO PIANETA a (UA) T (anni( anni) a 3 T 2 Mercurio Venere Terra Marte Giove Saturno Urano ,080. 7,060. Nettuno , ,200. Plutone , ,500.

36 Come si è formato il Sistema Solare? Prima teoria: Leclerc de Buffon: Terra e Pianeti nati da materia solare espulsa dal Sole a seguito dell impatto di una cometa. Seconda teoria: Teoria della Nebulosa, Kant e Laplace, nel 700.

37 LA TEORIA DELLA NEBULOSA La Teoria della nebulosa sostiene che il Sistema Solare si sia formato da una nube gigantesca, una concentrazione di gas e polveri, la Nebulosa Solare. Questa era a T C molto bassa e ruotava molto lentamente. Circa 5 miliardi di anni fa la nube avrebbe cominciato a collassare su sè stessa: la forza di gravità diventò maggiore della pressione dei gas. Collassando, la nube iniziò a ruotare sempre più velocemente. La contrazione aumentò la T e formò una zona centrale più densa (che poi si accese con reazioni di fusione - Protosole) e una zona esterna. Questa zona era rappresentata da un disco con fasce di materiali a densità decrescente verso l esterno. Il disco protoplanetario era probabilmente simile a quelli che le recenti tecnologie di esplorazione all'infrarosso hanno rilevato attorno ad alcune stelle.

38 LA FORMAZIONE DEL DISCO PROTOPLANETARIO A) condensazione della nube B) inizio della rotazione C) formazione del disco

39 A)La gravità ha causato la diminuzione delle dimensioni della nube B) Per la conservazione del momento angolare la nube ha cominciato a ruotare più velocemente

40 C) Le collisioni fra particelle hanno reso possibile l appiattimento della nube e la sua trasformazione nel disco protoplanetario

41 LA FORMAZIONE DEI PIANETI Durante i primi milioni di anni, la materia si accumulava nel disco formando oggetti chiamati planetesimi, con diametri di pochi Km. Poi l attrazione l gravitazionale iniziò a fare collidere i planetesimi fra loro, formando i protopianeti e poi (circa 4.5 miliardi di anni fa), i pianeti.

42 LA FASE DI BOMBARDAMENTO I frammenti di massa simile avrebbero cominciato ad attrarsi fra loro e ad attirare altri frammenti man mano che la loro massa totale cresceva. Ruotando attorno al Sole, i planetesimi raccoglievano sempre più blocchi, anche di enormi dimensioni, accrescendosi a loro spese. Il bombardamento di blocchi rocciosi sui pianeti appena formati durò centinaia di milioni di anni, fino a circa l inizio dell Eone Archeano, 4 miliardi di anni fa. L intensissimo bombardamento durato quelle centinaia di milioni d'anni è generalmente ritenuto responsabile sia della struttura a strati della Terra, sia dell'enorme calore che tenne semifuso il Pianeta, sia dell'attuale calore all'interno della Terra. Il calore provocato da quegli urti giganteschi (energia cinetica e meccanica in energia termica) avrebbe infatti fuso completamente, o in gran parte, la Terra primitiva e avrebbe permesso ai materiali di diversa densità in arrivo, o già presenti, di distribuirsi liberamente all'interno del pianeta secondo la loro densità. I materiali più pesanti sarebbero affondati verso il centro e i più leggeri verso la superficie: i materiali ferrosi sarebbero andati a costituire il nucleo, i silicati più pesanti, contenenti ferro e magnesio, a formare il mantello e i silicati più leggeri (sodio, alluminio, potassio) a costituire gran parte della crosta e della litosfera terrestre.

43 La Luna venne formata a seguito dello schianto di un grosso planetesimo sulla Terra neoformata Altri grandi impatti potrebbero essere responsabili di eccezioni come la particolare rotazione di Urano e Venere

44 DUE TIPI DI PIANETI Nelle zone del disco fino ad una distanza di 4 UA dal protosole, rimasero solide solamente le particelle rocciose e metalliche che andarono a formare i pianeti rocciosi. All interno di una circonferenza immaginaria detta frost line era infatti troppo caldo perchè acqua, metano e ammoniaca potessero condensare formando nuclei di ghiaccio. All esterno della frost line era abbastanza freddo perché si potesse formare ghiaccio di acqua, ammoniaca, metano. Il ghiaccio e i frammenti rocciosi (presenti anche in questa zona esterna) si aggregarono formando i nuclei dei pianeti gassosi. La loro massa poi divenne abbastanza grande da attrarre grandi quantità di H, He, e altri gas che formarono dense atmosfere attorno ai nuclei.

45 Le Comete e gli Asteroidi sono residui di planetesimi Gli Asteroidi sono rocciosi perchè si formarono all interno della frost line Le Comete sono prevalentemente di ghiaccio perchè si formarono oltre la frost line

46 LA LUNA Caratteristiche generali Strutture superficiali Suddivisione Interna Teorie sulla formazione

47 LA LUNA La Luna e' il corpo celeste piu' vicino alla Terra e l'unico, finora, parzialmente esplorato dall'uomo, durante le missioni Apollo. E' per noi l'astro piu' brillante in cielo dopo il Sole, anche se si tratta di luce solare riflessa.

48 PROPRIETÀ FISICHE E ASTRONOMICHE DELLA LUNA Raggio Raggio lunare: km Inclinazione dell orbita rispetto a quella terrestre: Massa: Massa: 1/81 massa della Terra Accelerazione gravitazionale misurata sulla superficie lunare: 1/6 di quella terrestre Età:: 4,5 miliardi di anni

49 ORBITA DELLA LUNA La Luna orbita attorno alla Terra in modo quasi circolare Eccentricità ellisse molto bassa (e = 0.05) Distanza media: km perigeo = km apogeo = km

50 RIVOLUZIONE E ROTAZIONE DELLA LUNA Rivoluzione La Luna orbita attorno alla Terra in circa 27 giorni e 7 ore (mese sidereo). Rotazione La Luna ruota sul proprio asse alla stessa velocità con cui orbita attorno alla Terra; ecco perché dalla Terra si vede solo una faccia della Luna. Solo dopo le missioni Apollo l uomo ha potuto vedere la faccia nascosta della Luna.

51 MANCANZA DI ATMOSFERA LUNARE La superficie della Luna e' ben visibile a causa della mancanza di un'atmosfera. La sua massa, infatti, e' insufficiente per trattenere le molecole di gas. Questo provoca grandi sbalzi di temperatura sulla superficie del satellite: essa varia tra la notte e il giorno da -233 C a +123 C.

52 STRUTTURE SUPERFICIALI Le aree chiare sono i rilievi lunari (anche alti fino a 9000 m) e i crateri Le aree scure sono i cosiddetti mari Tutti i crateri disseminati sulla superficie sono stati generati da impatti meteoritici Oltre ai crateri, sul nostro satellite si distinguono dorsali di lunghezza di decine di Km, formate forse durante il raffreddamento della Luna. La La superficie lunare e' ricoperta da una miscela di polvere e detriti rocciosi (regolite) prodotta per disgregazione di meteoriti, dello spessore variabile da pochi metri a poche decine di metri.

53 I MARI LUNARI 1) L impatto di grosse meteoriti scavava enormi crateri, proiettando materiale a grandi distanze. 2) Le temperature elevatissime dell impatto provocavano fusione parziale e attività vulcanica OPPURE 2) Il vulcanismo veniva alimentato da fratture che raggiungevano le rocce parzialmente fuse sotto la crosta lunare 3) Il cratere veniva riempito da lava basaltica a formare i mari lunari

54

55

56 GEOLOGIA: : TERRA E LUNA TERRA Continenti 29% Oceani 71% Pochi crateri visibili Geologia attiva Tettonica a zolle LUNA Rilievi 85% Bassopiani 15% Molti crateri visibili Geologia inattiva Assenza di Tettonica a zolle

57 MAGNETOSFERA LUNARE Nessun campo magnetico è stato rilevato presso la Luna Le rocce lunari (tutte con età non inferiore a 3.1 miliari di anni) hanno debole magnetizzazione residua Questa evidenza supporta la teoria che la Luna non possieda attualmente un nucleo liquido

58 BIOSFERA LUNARE La mancanza di atmosfera e idrosfera (acqua allo stato liquido), ha come conseguenza la totale assenza di vita sulla Luna

59 TEORIE PER SPIEGARE LA FORMAZIONE DELLA LUNA Fissione Cattura Formazione cont. Grande impattoi Probabilmente errate Ipotizza che la Terra sia stata colpita da un oggetto delle dimensioni di Marte entro i primi 100 milioni di anni dalla sua formazione.

60 LE TRE TEORIE MENO ACCREDITATE TEORIA DELLA FISSIONE Questa teoria propone che, durante la formazione della Terra, il materiale esterno che si stava aggregando si sarebbe staccato e si sarebbe poi condensato a formare il nostro satellite (cicatrice rappresentata dall attuale Oceano Paifico - ipotesi del tutto infondata). TEORIA DELLA CATTURA GRAVITAZIONALE Sostiene che la Luna si sia formata in modo indipendente e sia stata in seguito catturata dal campo gravitazionale terrestre. TEORIA DELLA FORMAZIONE CONTEMPORANEA La Luna e la Terra si sarebbero formate contemporaneamente (e separatamente) nella stessa zona del disco protoplanetario.

61 LA FORMAZIONE DELLA LUNA: LA TEORIA DEL GRANDE IMPATTO Circa 4,4 miliardi di anni fa, il giovane pianeta Terra, vecchio di soli 50 milioni di anni e non ancora solido come ora, subì un impatto. Un altro corpo roccioso, all'incirca della massa di Marte, si era formato nelle sue vicinanze, e la sua orbita entrò in collisione con quella terrestre. Quando i due corpi si urtarono, l'energia coinvolta fu 100 milioni di volte maggiore di quella dell'impatto meteoritico che si pensa abbia causato l'estinzione dei dinosauri. La collisione distrusse il corpo celeste, e lanciò una enorme quantità di detriti in orbita attorno alla Terra. La nostra Luna si formò in seguito per condensazione di questa "nube" di detriti.

pianeti terrestri pianeti gioviani migliaia di asteroidi (nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove)

pianeti terrestri pianeti gioviani migliaia di asteroidi (nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove) mappa 3. Il sistema solare IL SISTEMA SOLARE il Sole Mercurio pianeti terrestri Venere Terra Marte 8 pianeti Giove Il Sistema solare 69 satelliti principali pianeti gioviani Saturno Urano Nettuno migliaia

Dettagli

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Come abbiamo visto nelle pagine precedenti il Sistema Solare è un insieme di molti corpi celesti, diversi fra loro. La sua forma complessiva è quella

Dettagli

A Ferrara, 14 miliardi di anni fa

A Ferrara, 14 miliardi di anni fa A Ferrara, 14 miliardi di anni fa 1 L eredità di Copernico Quale è la relazione fra l uomo e l universo per ciò che riguarda: x : lo spazio t : il tempo m: la materia m t C X 2 Un viaggio nel tempo t di

Dettagli

SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO

SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO Rete di Treviso Integrazione Alunni Stranieri LABORATORIO SUL TRATTAMENTO DEI TESTI DISCIPLINARI SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO TITOLO: IL SISTEMA SOLARE AMBITO DISCIPLINARE: SCIENZE AUTORE: GIANCARLA VOLPATO

Dettagli

CORSO DI GEOPEDOLOGIA A.S. 2012 2013 prof. Luca Falchini LA STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA

CORSO DI GEOPEDOLOGIA A.S. 2012 2013 prof. Luca Falchini LA STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA CORSO DI GEOPEDOLOGIA A.S. 2012 2013 prof. Luca Falchini LA STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA Indagini dirette Scavi per ricerche minerarie, energetiche e idriche; carotaggi Non si giunge oltre i 12 km di

Dettagli

Relazione sull incontro con. Massimo Volante. Esperto del Gruppo Astrofili Di Alessandria

Relazione sull incontro con. Massimo Volante. Esperto del Gruppo Astrofili Di Alessandria Relazione sull incontro con Massimo Volante Esperto del Gruppo Astrofili Di Alessandria Il ciclo della vita di una stella (1) Protostella (2b) Nana bruna (2a) Stella (3) Gigante rossa Sono esaurite le

Dettagli

La sicurezza dell LHC Il Large Hadron Collider (LHC) può raggiungere un energia che nessun altro acceleratore di particelle ha mai ottenuto finora,

La sicurezza dell LHC Il Large Hadron Collider (LHC) può raggiungere un energia che nessun altro acceleratore di particelle ha mai ottenuto finora, La sicurezza dell LHC Il Large Hadron Collider (LHC) può raggiungere un energia che nessun altro acceleratore di particelle ha mai ottenuto finora, ma la natura produce di continuo energie superiori nelle

Dettagli

Gli asteroidi. Informazioni e contatti: http://vo-for-education.oats.inaf.it - iafrate@oats.inaf.it

Gli asteroidi. Informazioni e contatti: http://vo-for-education.oats.inaf.it - iafrate@oats.inaf.it Esempio sull'utilizzo dell'osservatorio Virtuale Gli asteroidi Informazioni e contatti: http://vo-for-education.oats.inaf.it - iafrate@oats.inaf.it Distribuzione degli asteroidi Il Sistema Solare è composto

Dettagli

I modelli atomici da Dalton a Bohr

I modelli atomici da Dalton a Bohr 1 Espansione 2.1 I modelli atomici da Dalton a Bohr Modello atomico di Dalton: l atomo è una particella indivisibile. Modello atomico di Dalton Nel 1808 John Dalton (Eaglesfield, 1766 Manchester, 1844)

Dettagli

IL LATO OSCURO DELL UNIVERSO dov e` la materia che non vediamo? Elena Zucca. INAF - Osservatorio Astronomico di Bologna

IL LATO OSCURO DELL UNIVERSO dov e` la materia che non vediamo? Elena Zucca. INAF - Osservatorio Astronomico di Bologna IL LATO OSCURO DELL UNIVERSO dov e` la materia che non vediamo? Elena Zucca INAF - Osservatorio Astronomico di Bologna Ma l Universo è costituito solo da materia luminosa? La forza di gravità Galileo

Dettagli

QUESITI A RISPOSTA APERTA

QUESITI A RISPOSTA APERTA QUESITI A RISPOSTA APERTA 1.Che cosa sono gli spettri stellari e quali informazioni si possono trarre dal loro studio? Lo spettro di un qualsiasi corpo celeste altro non è che l insieme di tutte le frequenze

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

Gli orbitali: modello atomico probabilistico

Gli orbitali: modello atomico probabilistico 1 Approfondimento 2.1 Gli orbitali: modello atomico probabilistico Modello atomico planetario (o a gusci): gli elettroni ruotano intorno al nucleo percorrendo orbite prefissate. Il modello atomico planetario

Dettagli

LA STRUTTURA DELL ATOMO 4.A PRE-REQUISITI 4.B PRE-TEST 4.6 ENERGIE DI IONIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE DEGLI ELETTRONI 4.C OBIETTIVI

LA STRUTTURA DELL ATOMO 4.A PRE-REQUISITI 4.B PRE-TEST 4.6 ENERGIE DI IONIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE DEGLI ELETTRONI 4.C OBIETTIVI LA STRUTTURA DELL ATOMO 4.A PRE-REQUISITI 4.B PRE-TEST 4.C OBIETTIVI 4.1 UNO SGUARDO ALLA STORIA 4.2 L ATOMO DI BOHR (1913) 4.5.2 PRINCIPIO DELLA MASSIMA MOLTEPLICITA (REGOLA DI HUND) 4.5.3 ESERCIZI SVOLTI

Dettagli

Ciao!! Un cielo stellato così come lo puoi vedere con i tuoi occhi. Il cielo visto da un potente telescopio molto lontano dalle città

Ciao!! Un cielo stellato così come lo puoi vedere con i tuoi occhi. Il cielo visto da un potente telescopio molto lontano dalle città 1 Ciao!! Quando guardi il cielo ogni volta che si fa buio, se è sereno, vedi tanti piccoli punti luminosi distribuiti nel cielo notturno: le stelle. Oggi si apre l immaginario Osservatorio per guardare...

Dettagli

A. 5 m / s 2. B. 3 m / s 2. C. 9 m / s 2. D. 2 m / s 2. E. 1 m / s 2. Soluzione: equazione oraria: s = s0 + v0

A. 5 m / s 2. B. 3 m / s 2. C. 9 m / s 2. D. 2 m / s 2. E. 1 m / s 2. Soluzione: equazione oraria: s = s0 + v0 1 ) Un veicolo che viaggia inizialmente alla velocità di 1 Km / h frena con decelerazione costante sino a fermarsi nello spazio di m. La sua decelerazione è di circa: A. 5 m / s. B. 3 m / s. C. 9 m / s.

Dettagli

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione

Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione Esercizi su elettrostatica, magnetismo, circuiti elettrici, interferenza e diffrazione 1. L elettrone ha una massa di 9.1 10-31 kg ed una carica elettrica di -1.6 10-19 C. Ricordando che la forza gravitazionale

Dettagli

LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE LA TETTONICA DELLE PLACCHE

LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE LA TETTONICA DELLE PLACCHE Deformazione delle rocce LA DEFORMAZIONE DELLE ROCCE pieghe (sinclinali e anticlinali) faglie dirette inverse trascorrenti associate in fosse tettoniche LA TETTONICA DELLE PLACCHE Struttura della Terra

Dettagli

63- Nel Sistema Internazionale SI, l unità di misura del calore latente di fusione è A) J / kg B) kcal / m 2 C) kcal / ( C) D) kcal * ( C) E) kj

63- Nel Sistema Internazionale SI, l unità di misura del calore latente di fusione è A) J / kg B) kcal / m 2 C) kcal / ( C) D) kcal * ( C) E) kj 61- Quand è che volumi uguali di gas perfetti diversi possono contenere lo stesso numero di molecole? A) Quando hanno uguale pressione e temperatura diversa B) Quando hanno uguale temperatura e pressione

Dettagli

LE FONTI ENERGETICHE.

LE FONTI ENERGETICHE. LE FONTI ENERGETICHE. Il problema La maggior parte dell'energia delle fonti non rinnovabili è costituita dai combustibili fossili quali carbone, petrolio e gas naturale che ricoprono l'80% del fabbisogno

Dettagli

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE Nell ultima notte di osservazione abbiamo visto bellissime immagini della Galassia, delle sue stelle e delle nubi di gas che la compongono.

Dettagli

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Piano di lavoro annuale Materia : Fisica Classi Quinte Blocchi tematici Competenze Traguardi formativi

Dettagli

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca Trascrizione del testo e redazione delle soluzioni di Paolo Cavallo. La prova Il candidato svolga una relazione

Dettagli

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 INDICE CORRENTE ELETTRICA...3 INTENSITÀ DI CORRENTE...4 Carica elettrica...4 LE CORRENTI CONTINUE O STAZIONARIE...5 CARICA ELETTRICA ELEMENTARE...6

Dettagli

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio?

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Carlo Cosmelli, Dipartimento di Fisica, Sapienza Università di Roma Abbiamo un problema, un grosso

Dettagli

Istituto Istruzione Superiore Liceo Scientifico Ghilarza Anno Scolastico 2013/2014 PROGRAMMA DI MATEMATICA E FISICA

Istituto Istruzione Superiore Liceo Scientifico Ghilarza Anno Scolastico 2013/2014 PROGRAMMA DI MATEMATICA E FISICA PROGRAMMA DI MATEMATICA E FISICA Classe VA scientifico MATEMATICA MODULO 1 ESPONENZIALI E LOGARITMI 1. Potenze con esponente reale; 2. La funzione esponenziale: proprietà e grafico; 3. Definizione di logaritmo;

Dettagli

Alice e la zuppa di quark e gluoni

Alice e la zuppa di quark e gluoni Alice e la zuppa di quark e gluoni Disegnatore: Jordi Boixader Storia e testo: Federico Antinori, Hans de Groot, Catherine Decosse, Yiota Foka, Yves Schutz e Christine Vanoli Produzione: Christine Vanoli

Dettagli

La fisica delle particelle nello Spazio Andrea Vacchi

La fisica delle particelle nello Spazio Andrea Vacchi La fisica delle particelle nello Spazio Andrea Vacchi Alle sei di mattina del 7 agosto 1912 da un campo presso la città austriaca di Aussig si levò in volo un pallone che trasportava tre uomini, uno di

Dettagli

Potenziale Elettrico. r A. Superfici Equipotenziali. independenza dal cammino. 4pe 0 r. Fisica II CdL Chimica

Potenziale Elettrico. r A. Superfici Equipotenziali. independenza dal cammino. 4pe 0 r. Fisica II CdL Chimica Potenziale Elettrico Q V 4pe 0 R Q 4pe 0 r C R R R r r B q B r A A independenza dal cammino Superfici Equipotenziali Due modi per analizzare i problemi Con le forze o i campi (vettori) per determinare

Dettagli

9. Urti e conservazione della quantità di moto.

9. Urti e conservazione della quantità di moto. 9. Urti e conservazione della quantità di moto. 1 Conservazione dell impulso m1 v1 v2 m2 Prima Consideriamo due punti materiali di massa m 1 e m 2 che si muovono in una dimensione. Supponiamo che i due

Dettagli

Energia e Lavoro. In pratica, si determina la dipendenza dallo spazio invece che dal tempo

Energia e Lavoro. In pratica, si determina la dipendenza dallo spazio invece che dal tempo Energia e Lavoro Finora abbiamo descritto il moto dei corpi (puntiformi) usando le leggi di Newton, tramite le forze; abbiamo scritto l equazione del moto, determinato spostamento e velocità in funzione

Dettagli

6. Moto in due dimensioni

6. Moto in due dimensioni 6. Moto in due dimensioni 1 Vettori er descriere il moto in un piano, in analogia con quanto abbiamo fatto per il caso del moto in una dimensione, è utile usare una coppia di assi cartesiani, come illustrato

Dettagli

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica Correnti e circuiti a corrente continua La corrente elettrica Corrente elettrica: carica che fluisce attraverso la sezione di un conduttore in una unità di tempo Q t Q lim t 0 t ntensità di corrente media

Dettagli

L=F x s lavoro motore massimo

L=F x s lavoro motore massimo 1 IL LAVORO Nel linguaggio scientifico la parola lavoro indica una grandezza fisica ben determinata. Un uomo che sposta un libro da uno scaffale basso ad uno più alto è un fenomeno in cui c è una forza

Dettagli

Il vapor saturo e la sua pressione

Il vapor saturo e la sua pressione Il vapor saturo e la sua pressione Evaporazione = fuga di molecole veloci dalla superficie di un liquido Alla temperatura T, energia cinetica di traslazione media 3/2 K B T Le molecole più veloci sfuggono

Dettagli

I MATERIALI DELLA LITOSFERA: I MINERALI E LE ROCCE

I MATERIALI DELLA LITOSFERA: I MINERALI E LE ROCCE I MATERIALI DELLA LITOSFERA: I MINERALI E LE ROCCE Dagli atomi alle rocce I materiali di cui è fatta la crosta terrestre si sono formati a partire dai differenti tipi di atomi, circa una novantina, ricevuti

Dettagli

MOTO DI UNA CARICA IN UN CAMPO ELETTRICO UNIFORME

MOTO DI UNA CARICA IN UN CAMPO ELETTRICO UNIFORME 6. IL CONDNSATOR FNOMNI DI LTTROSTATICA MOTO DI UNA CARICA IN UN CAMPO LTTRICO UNIFORM Il moto di una particella carica in un campo elettrico è in generale molto complesso; il problema risulta più semplice

Dettagli

Le prossime 6 domande fanno riferimento alla seguente tavola di orario ferroviario

Le prossime 6 domande fanno riferimento alla seguente tavola di orario ferroviario Esercizi lezioni 00_05 Pag.1 Esercizi relativi alle lezioni dalla 0 alla 5. 1. Qual è il fattore di conversione da miglia a chilometri? 2. Un tempo si correva in Italia una famosa gara automobilistica:

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli

Figura 4. Conclusione

Figura 4. Conclusione Forza di Coriolis La forza di Coriolis é una forza che si manifesta su un corpo all interno di un sistema di riferimento (SDR) rotante, quale la terra che ruota su se stessa, quando il corpo stesso si

Dettagli

La struttura della materia

La struttura della materia Unità didattica 11 La struttura della materia Competenze 1 Descrivere il modello atomico di Dalton 2 Spiegare le caratteristiche macroscopiche e microscopiche delle principali trasformazioni fisiche 3

Dettagli

La corrente elettrica

La corrente elettrica PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE Fondo Sociale Europeo "Competenze per lo Sviluppo" Obiettivo C-Azione C1: Dall esperienza alla legge: la Fisica in Laboratorio La corrente elettrica Sommario 1) Corrente elettrica

Dettagli

Come creare un satellite metereologico?

Come creare un satellite metereologico? NATIONAL OCEANIC AND ATMOSPHERIC ADMINISTRATION U.S. DEPARTMENT OF COMMERCE Come creare un satellite metereologico? Libretto adattato dal lavoro originale di Ed Koenig Sono un metereologo. Devo poter vedere

Dettagli

Seconda Legge DINAMICA: F = ma

Seconda Legge DINAMICA: F = ma Seconda Legge DINAMICA: F = ma (Le grandezze vettoriali sono indicate in grassetto e anche in arancione) Fisica con Elementi di Matematica 1 Unità di misura: Massa m si misura in kg, Accelerazione a si

Dettagli

L ENERGIA DAGLI ELETTRONI. La struttura dell atomo

L ENERGIA DAGLI ELETTRONI. La struttura dell atomo L ENERGIA DAGLI ELETTRONI La struttura dell atomo Ogni materia è formata da particelle elementari dette atomi. Gli atomi sono formati da una parte centrale, il nucleo (composto da due tipi di particelle,

Dettagli

La dinamica delle collisioni

La dinamica delle collisioni La dinamica delle collisioni Un video: clic Un altro video: clic Analisi di un crash test (I) I filmati delle prove d impatto distruttive degli autoveicoli, dato l elevato numero dei fotogrammi al secondo,

Dettagli

Associazione per l Insegnamento della Fisica Giochi di Anacleto 2014 - Soluzioni a Domande e Risposte

Associazione per l Insegnamento della Fisica Giochi di Anacleto 2014 - Soluzioni a Domande e Risposte 9ik8ujm Quesito 1 Risposta B Associazione per l Insegnamento della Fisica La formazione di una stella è dovuta alla contrazione gravitazionale di una nube di gas e polveri Da una stessa nube generalmente

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it L INTENSITÀ DELLA CORRENTE ELETTRICA Consideriamo una lampadina inserita in un circuito elettrico costituito da fili metallici ed un interruttore.

Dettagli

Meteo Varese Moti verticali dell aria

Meteo Varese Moti verticali dell aria Movimento verticale dell aria Le masse d aria si spostano prevalentemente lungo direzioni orizzontali a seguito delle variazioni della pressione atmosferica. I movimenti più importanti sono però quelli

Dettagli

LEZIONE 5 Interazione Particelle Cariche-Materia

LEZIONE 5 Interazione Particelle Cariche-Materia LEZIONE 5 Interazione Particelle Cariche-Materia Particelle alfa Le particelle alfa interagiscono intensamente con la materia attraverso collisioni/interazioni che producono lungo la traccia una elevata

Dettagli

IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia

IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia Affronteremo un breve viaggio per scoprire il significato che la volta celeste aveva per i popoli

Dettagli

Programmazione Modulare

Programmazione Modulare Indirizzo: BIENNIO Programmazione Modulare Disciplina: FISICA Classe: 2 a D Ore settimanali previste: (2 ore Teoria 1 ora Laboratorio) Prerequisiti per l'accesso alla PARTE D: Effetti delle forze. Scomposizione

Dettagli

La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di

La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di La base di partenza per la maggior parte dei processi produttivi di materiali ceramici sono le sospensioni. Queste si ottengono dalla miscelazione di un solido (polvere) che diverrà il ceramico, con un

Dettagli

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE?

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE? RISORSE ENERGETICHE ENERGIA 2 AREA 9 FONTI DI ENERGIA E INDISPENSABILE ALLA VITA SULLA TERRA ELEMENTO INDISPENSABILE PER SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO FINO AD ORA: CONTINUO INCREMENTO DI PRODUZIONE E CONSUMO

Dettagli

La L a c c o o m mb b u u st s i t o i n o ne ne 1

La L a c c o o m mb b u u st s i t o i n o ne ne 1 1 La sostanza combustibile può essere: Solida Liquida o Gassosa. I combustibili utilizzati negli impianti di riscaldamento sono quelli visti precedentemente cioè: Biomasse Oli Combustibili di vario tipo

Dettagli

SUPERCONDUTTIVITÀ. A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN)

SUPERCONDUTTIVITÀ. A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN) SUPERCONDUTTIVITÀ A cura di: Andrea Sosso I.N.RI.M. (IEN) Il fenomeno della superconduttività è stato osservato per la prima volta nel 1911 dal fisico olandese Heike Kamerlingh Onnes dell'università de

Dettagli

Fisica delle Particelle: esperimenti. Fabio Bossi (LNF-INFN) fabio.bossi@lnf.infn.it

Fisica delle Particelle: esperimenti. Fabio Bossi (LNF-INFN) fabio.bossi@lnf.infn.it Fisica delle Particelle: esperimenti Fabio Bossi (LNF-INFN) fabio.bossi@lnf.infn.it Il processo scientifico di conoscenza Esperimento Osservazione quantitativa di fenomeni riguardanti alcune particelle

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2014/2015 I.I.S. ITCG L. EINAUDI SEZ.ASSOCIATA LICEO SCIENTIFICO G. BRUNO PROGRAMMA DI FISICA. CLASSE: V A Corso Ordinario

ANNO SCOLASTICO 2014/2015 I.I.S. ITCG L. EINAUDI SEZ.ASSOCIATA LICEO SCIENTIFICO G. BRUNO PROGRAMMA DI FISICA. CLASSE: V A Corso Ordinario ANNO SCOLASTICO 2014/2015 I.I.S. ITCG L. EINAUDI SEZ.ASSOCIATA LICEO SCIENTIFICO G. BRUNO PROGRAMMA DI FISICA CLASSE: V A Corso Ordinario DOCENTE: STEFANO GARIAZZO ( Paola Frau dal 6/02/2015) La corrente

Dettagli

Energia potenziale elettrica

Energia potenziale elettrica Energia potenziale elettrica La dipendenza dalle coordinate spaziali della forza elettrica è analoga a quella gravitazionale Il lavoro per andare da un punto all'altro è indipendente dal percorso fatto

Dettagli

COMPITO DI CHIMICA DEL 19-04-2013

COMPITO DI CHIMICA DEL 19-04-2013 COMPITO DI CHIMICA DEL 19-04-2013 1) Una certa quantità di solfato di ferro (II), sciolta in una soluzione acquosa di acido solforico, viene trattata con 1.0 10-3 mol di permanganato di potassio. Si ottengono

Dettagli

. analisi teorica (studio di esistenza, unicità della soluzione, sensitività rispetto ai dati, regolarità, comportamento qualitativo).

. analisi teorica (studio di esistenza, unicità della soluzione, sensitività rispetto ai dati, regolarità, comportamento qualitativo). 1 Modelli matematici Un modello è un insieme di equazioni e altre relazioni matematiche che rappresentano fenomeni fisici, spiegando ipotesi basate sull osservazione della realtà. In generale un modello

Dettagli

Inizia presentazione

Inizia presentazione Inizia presentazione Che si misura in ampère può essere generata In simboli A da pile dal movimento di spire conduttrici all interno di campi magnetici come per esempio nelle dinamo e negli alternatori

Dettagli

IL TEMPO METEOROLOGICO

IL TEMPO METEOROLOGICO VOLUME 1 CAPITOLO 4 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE IL TEMPO METEOROLOGICO 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: tempo... Sole... luce... caldo...

Dettagli

Com è fatto l atomo ATOMO. UNA VOLTA si pensava che l atomo fosse indivisibile. OGGI si pensa che l atomo è costituito da tre particelle

Com è fatto l atomo ATOMO. UNA VOLTA si pensava che l atomo fosse indivisibile. OGGI si pensa che l atomo è costituito da tre particelle STRUTTURA ATOMO Com è fatto l atomo ATOMO UNA VOLTA si pensava che l atomo fosse indivisibile OGGI si pensa che l atomo è costituito da tre particelle PROTONI particelle con carica elettrica positiva e

Dettagli

LAVORO, ENERGIA E POTENZA

LAVORO, ENERGIA E POTENZA LAVORO, ENERGIA E POTENZA Nel linguaggio comune, la parola lavoro è applicata a qualsiasi forma di attività, fisica o mentale, che sia in grado di produrre un risultato. In fisica la parola lavoro ha un

Dettagli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli

Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento Livellazione Geometrica Strumenti per la misura dei dislivelli Nota bene: Questo documento rappresenta unicamente

Dettagli

Il paracadute di Leonardo

Il paracadute di Leonardo Davide Russo Il paracadute di Leonardo Il sogno del volo dell'uomo si perde nella notte dei tempi. La storia è piena di miti e leggende di uomini che hanno sognato di librarsi nel cielo imitando il volo

Dettagli

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Obiettivi - Descrivere il comportamento quantistico di un elettrone in un cristallo unidimensionale - Spiegare l origine delle bande di

Dettagli

IL PIANETA TERRA. IL RETICOLATO TERRESTRE POLI: sono i punti di intersezione tra l asse terrestre e la superficie terrestre. s i pia i paralleli

IL PIANETA TERRA. IL RETICOLATO TERRESTRE POLI: sono i punti di intersezione tra l asse terrestre e la superficie terrestre. s i pia i paralleli IL PIANETA TERRA IL RETICOLATO TERRESTRE POLI: sono i punti di intersezione tra l asse terrestre e la superficie terrestre. s i pia i paralleli all a r e a su. EQUATORE: piano perpendic lare all i rotazione,

Dettagli

Soluzione degli esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato

Soluzione degli esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato Liceo Carducci Volterra - Classe 3 a B Scientifico - Francesco Daddi - 8 novembre 00 Soluzione degli esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato Esercizio. Un corpo parte da fermo con accelerazione

Dettagli

Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012

Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012 Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 22 giugno 2012 Problema 1 Due carrelli A e B, di massa m A = 104 kg e m B = 128 kg, collegati da una molla di costante elastica k = 3100

Dettagli

Esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato

Esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato Liceo Carducci Volterra - Classe 3 a B Scientifico - Francesco Daddi - 8 novembre 010 Esercizi sul moto rettilineo uniformemente accelerato Esercizio 1. Un corpo parte da fermo con accelerazione pari a

Dettagli

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 0/0 - Docente: Prof. Carlo Isetti LAVORO D NRGIA 5. GNRALITÀ In questo capitolo si farà riferimento a concetto quali lavoro ed energia termini che hanno nella

Dettagli

FONTI ENERGETICHE IN SICILIA

FONTI ENERGETICHE IN SICILIA PROGETTO COMENIUS FONTI ENERGETICHE IN SICILIA Energia Solare Energia da gas Energia Eolica Energia da biomassa Energia Termica Energia da carbone Energia Idrica Energia Geotermica Centrale idroelettrica

Dettagli

LA DINAMICA LE LEGGI DI NEWTON

LA DINAMICA LE LEGGI DI NEWTON LA DINAMICA LE LEGGI DI NEWTON ESERCIZI SVOLTI DAL PROF. GIANLUIGI TRIVIA 1. La Forza Exercise 1. Se un chilogrammo campione subisce un accelerazione di 2.00 m/s 2 nella direzione dell angolo formante

Dettagli

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento La funzione dei cuscinetti a strisciamento e a rotolamento è quella di interporsi tra organi di macchina in rotazione reciproca. Questi elementi possono essere

Dettagli

U.D.: LABORATORIO ELETTRICITA

U.D.: LABORATORIO ELETTRICITA U.D.: LABORATORIO ELETTRICITA 1 ATTREZZI MATERIALI 2 Tavoletta compensato Misure: 30cmx20-30 cm spellafili punteruolo cacciavite Nastro isolante Metro da falegname e matita Lampadine da 4,5V o 1,5V pinza

Dettagli

La corrente elettrica

La corrente elettrica Unità didattica 8 La corrente elettrica Competenze Costruire semplici circuiti elettrici e spiegare il modello di spostamento delle cariche elettriche. Definire l intensità di corrente, la resistenza e

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

percorso fatto sul tratto orizzontale). Determinare il lavoro (minimo) e la potenza minima del motore per percorrere un tratto.

percorso fatto sul tratto orizzontale). Determinare il lavoro (minimo) e la potenza minima del motore per percorrere un tratto. Esercizio 1 Una pietra viene lanciata con una velocità iniziale di 20.0 m/s contro una pigna all'altezza di 5.0 m rispetto al punto di lancio. Trascurando ogni resistenza, calcolare la velocità della pietra

Dettagli

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro.

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro. C Caldaia L'unità centrale scambiatore termico-bruciatore destinata a trasmettere all'acqua il calore prodotto dalla combustione. v. Camera di combustione, Centrali termiche, Efficienza di un impianto

Dettagli

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante.

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante. Ozono (O 3 ) Che cos è Danni causati Evoluzione Metodo di misura Che cos è L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere

Dettagli

Creazione di un disegno realistico con CorelDRAW

Creazione di un disegno realistico con CorelDRAW Creazione di un disegno realistico con CorelDRAW Hugo Hansen L'autore L'autore Hugo Hansen vive appena fuori dalla splendida città di Copenhagen. Esperto professionista nell'ambito del design grafico,

Dettagli

/ * " 6 7 -" 1< " *,Ê ½, /, "6, /, Ê, 9Ê -" 1/ " - ÜÜÜ Ìi «V Ì

/ *  6 7 - 1<  *,Ê ½, /, 6, /, Ê, 9Ê - 1/  - ÜÜÜ Ìi «V Ì LA TRASMISSIONE DEL CALORE GENERALITÀ 16a Allorché si abbiano due corpi a differenti temperature, la temperatura del corpo più caldo diminuisce, mentre la temperatura di quello più freddo aumenta. La progressiva

Dettagli

METODO PER LA STESURA DI PROGRAMMI PER IL CENTRO DI LAVORO CNC

METODO PER LA STESURA DI PROGRAMMI PER IL CENTRO DI LAVORO CNC METODO PER LA STESURA DI PROGRAMMI PER IL CENTRO DI LAVORO CNC Riferimento al linguaggio di programmazione STANDARD ISO 6983 con integrazioni specifiche per il Controllo FANUC M21. RG - Settembre 2008

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

di questi il SECONDO PRINCIPIO ΔU sistema isolato= 0

di questi il SECONDO PRINCIPIO ΔU sistema isolato= 0 L entropia e il secondo principio della termodinamica La maggior parte delle reazioni esotermiche risulta spontanea ma esistono numerose eccezioni. In laboratorio, ad esempio, si osserva come la dissoluzione

Dettagli

Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust)

Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust) IL TEMPO DI MENTINA Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust) E tempo di occuparci di Mentina, la mia cuginetta che mi somiglia tantissimo; l unica differenza sta nella

Dettagli

FONTI DI ENERGIA SFRUTTATE DALL UOMO NELL ANTICHITA

FONTI DI ENERGIA SFRUTTATE DALL UOMO NELL ANTICHITA FONTI DI ENERGIA SFRUTTATE DALL UOMO NELL ANTICHITA Lavoro della classe III H Scuola secondaria di 1 1 grado L. Majno - Milano a.s. 2012-13 13 Fin dall antichità l uomo ha saputo sfruttare le forme di

Dettagli

Macchine rotanti. Premessa

Macchine rotanti. Premessa Macchine rotanti Premessa Sincrono, asincrono, a corrente continua, brushless sono parecchi i tipi di motori elettrici. Per ognuno teoria e formule diverse. Eppure la loro matrice fisica è comune. Unificare

Dettagli

Una formula molecolare è una formula chimica che dà l'esatto numero degli atomi di una molecola.

Una formula molecolare è una formula chimica che dà l'esatto numero degli atomi di una molecola. Una formula molecolare è una formula chimica che dà l'esatto numero degli atomi di una molecola. La formula empirica e una formula in cui il rappporto tra gli atomi e il piu semplice possibil Acqua Ammoniaca

Dettagli

Calore e temperatura. Calore e temperatura. Cos'è il calore? Il calore si chiama anche energia termica.

Calore e temperatura. Calore e temperatura. Cos'è il calore? Il calore si chiama anche energia termica. sono due cose diverse (in scienze si dice sono due grandezze diverse). 01.1 Cos'è il calore? Per spiegare cos è il calore facciamo degli esempi. Esempi: quando ci avviciniamo o tocchiamo un oggetto caldo

Dettagli

dove Q è la carica che attraversa la sezione S del conduttore nel tempo t;

dove Q è la carica che attraversa la sezione S del conduttore nel tempo t; CAPITOLO CIRCUITI IN CORRENTE CONTINUA Definizioni Dato un conduttore filiforme ed una sua sezione normale S si definisce: Corrente elettrica i Q = (1) t dove Q è la carica che attraversa la sezione S

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

DIDATTICA DELLA CHIMICA

DIDATTICA DELLA CHIMICA DIDATTICA DELLA CHIMICA LEZIONE INTRODUTTIVA: Concetto di modello LEZIONE N 1 Domanda problema : se consideriamo un pezzo di legno, un mucchietto di sabbia, che aspetto hanno questi 2 tipi di materia?

Dettagli

esame di stato 2014 seconda prova scritta per i licei scientifici di ordinamento

esame di stato 2014 seconda prova scritta per i licei scientifici di ordinamento ARTICOLO Archimede 4 4 esame di stato 4 seconda prova scritta per i licei scientifici di ordinamento Il candidato risolva uno dei due problemi e risponda a 5 quesiti del questionario. PROBLEMA Nella figura

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Foto scattate il 23/7/2003 alle 14:57 UT Nella meridiana fotografata sopra abbiamo la rappresentazione degli analemmi per tutte le ore, tranne

Foto scattate il 23/7/2003 alle 14:57 UT Nella meridiana fotografata sopra abbiamo la rappresentazione degli analemmi per tutte le ore, tranne L Equazione del Tempo Costantino Sigismondi Università di Roma La Sapienza e ICRA, International Center for Relativistic Astrophysics sigismondi@icra.it Abstract: the equation of time is fundamental for

Dettagli

γ (t), e lim γ (t) cioè esistono la tangente destra e sinistra negli estremi t j e t j+1.

γ (t), e lim γ (t) cioè esistono la tangente destra e sinistra negli estremi t j e t j+1. Capitolo 6 Integrali curvilinei In questo capitolo definiamo i concetti di integrali di campi scalari o vettoriali lungo curve. Abbiamo bisogno di precisare le curve e gli insiemi che verranno presi in

Dettagli