Camera dei Deputati 639 Commissioni in sede referente 14

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1 Camera dei Deputati 639 Commissioni in sede referente 14 quant altro, ma di un anno di aspettativa di cui il docente può usufruire ogni dieci anni per i suoi personali interessi. Francamente non si comprende il motivo per cui questa norma di carattere ordinamentale sia inserita nel disegno di legge collegato alla finanziaria. Al riguardo, noi avevamo già proposto uno stralcio. Ma poiché non si vuole effettuare lo stralcio, con l emendamento Bono 20.80, di cui sono cofirmatario, chiediamo la soppressione di questo comma. Sarebbe infatti più logico inserire questa previsione in un provvedimento che attiene alla materia specifica dell ordinamento scolastico. GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Concordo con la proposta di stralcio di questa norma, anche perché proprio al riguardo vi è stato un dibattito approfondito nella Commissione di merito. Come ha già detto il collega Proietti, con il comma 11 si riconosce al personale docente la possibilità di usufruire di un anno di aspettativa non retribuita ogni dieci anni. Ma poiché questo periodo di aspettativa non è destinato allo studio o alla ricerca, perché altrimenti sarebbe doveroso retribuire gli insegnanti anche per quel periodo, non mi sembra che la norma abbia una grande valenza. Nessuno di noi in Commissione cultura è riuscito a capire che finalità avesse. Il rischio è che venga utilizzata soprattutto dalle insegnanti mamme, che probabilmente usufruirebbero di questo anno di aspettativa unendolo al famoso anno di astensione facoltativa per maternità. Sicuramente finirà così. Ritengo che una simile previsione non sia seria. Se si vuole dare agli insegnanti la possibilità di usufruire di un anno sabbatico da dedicare allo studio, lo si faccia, prevedendo però la copertura di tutti gli oneri. La norma così com è ripeto non ha molto senso e non è seria. E comunque, in ogni caso, una simile previsione comporta degli oneri perché, se gli insegnanti che ne usufruiranno staranno a casa per un anno, è chiaro che al loro posto dovranno essere nominati dei supplenti. Proprio non capisco come si possa pensare che questa sia una previsione che non comporta spese. Anche noi quindi, con l emendamento 20.46, di cui sono prima firmataria, chiediamo la soppressione del comma 11 dell articolo 20. GUIDO POSSA. Vorrei solo un chiarimento. Siamo tutti d accordo sul fatto che per motivi di aggiornamento professionale e di studio possa essere concesso, come si fa all università, un anno ogni dieci, se in quel periodo appunto, la persona svolge, a proprie spese, attività di studio. Ma in questo caso, se non ho capito male, si consente il godimento di un anno sabbatico senza che sia correlativamente assegnato a tale anno alcuna finalità di aggiornamento dei docenti. PRESIDENTE. Pongo in votazione congiuntamente gli identici emendamenti Aprea 20.96, Bono 20.80, Sbarbati e Bianchi Clerici 20.46, non accettati dal relatore né dal Governo. (Sono respinti). Pongo in votazione congiuntamente gli identici emendamenti Bono e Sbarbati 20.63, non accettati dal relatore né dal Governo. (Sono respinti). Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che l emendamento Sbarbati si intende implicitamente respinto. (Così rimane stabilito). Passiamo alla votazione dell emendamento Acierno ALBERTO ACIERNO. Lo ritiro, presidente. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell emendamento Caruso NICOLA BONO. Sull emendamento Caruso 20.83, di cui sono cofirmatario, vorrei conoscere la valutazione del Governo. Si tratta di una proroga della validità della graduatoria dei concorsi per

2 Camera dei Deputati 640 Commissioni in sede referente 14 titoli ed esami del personale docente e delle graduatorie di conferimento delle supplenze del personale docente e del personale ausiliario. NADIA MASINI, Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione. A nome del Governo ribadisco il parere contrario già espresso sull emendamento Caruso anche perché, come sa bene il collega Bono, la materia da esso trattata costituisce oggetto di un separato provvedimento attualmente all esame dell Assemblea. Quel provvedimento riguarda il precariato e offre una diversa soluzione anche in ordine alla proroga delle graduatorie. Mi auguro che il provvedimento in questione sia approvato rapidamente. Esso potrebbe offrire una soluzione anche al problema sollevato con l emendamento Caruso Per questa ragione ribadisco il parere contrario su tale emendamento. PRESIDENTE. Pongo in votazione l emendamento Caruso 20.83, non accettato dal relatore né dal Governo. (È respinto). Passiamo alla votazione dell articolo aggiuntivo Innocenti (nuova formulazione). Al riguardo vorrei conoscere il parere del Governo. GIORGIO MACCIOTTA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il Governo esprime parere favorevole sull articolo aggiuntivo Innocenti (nuova formulazione). PRESIDENTE. Pongo in votazione l articolo aggiuntivo Innocenti (nuova formulazione), accettato dal relatore e dal Governo. Passiamo alla votazione dell articolo aggiuntivo Dedoni SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Vorrei ricordare che sulla materia concernente i libri di testo scolastici, interessata dall articolo aggiuntivo Dedoni e da una serie di altri articoli aggiuntivi analoghi, il Governo ha preannunciato stamattina la presentazione di un suo emendamento. NADIA MASINI, Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione. In effetti, alla luce della volontà manifestata da numerosi gruppi parlamentari di affrontare la questione dei libri di testo scolastici, il Governo si era impegnato questa mattina a presentare un emendamento che, in analogia con lo spirito con cui sono stati riformulati i precedenti commi 8 e 9 dell articolo 20, fosse in grado di recepire le esigenze manifestate. Ferma restando al riguardo la piena disponibilità del Governo, ritengo però difficile presentare oggi un emendamento che contenga una nuova disciplina relativa ai libri di testo scolastici. Gli obiettivi che ci si pone in questa materia sono diversi: da un lato si vuole affermare la gratuità dei libri di testo per la scuola dell obbligo, dall altro si vogliono disciplinare le condizioni degli aventi diritto, da un altro ancora si vuole inserire un regime di comodato e così via. In attesa di approfondire la questione, e di conoscere meglio la disponibilità delle risorse da destinare a tale fine, invito i presentatori a ritirare gli emendamenti concernenti la tematica dei libri di testo con l impegno a riconsiderare la questione nell ulteriore corso della sessione di bilancio, se possibile, o in un altra occasione. Segnalo comunque che nella tabella A del disegno di legge finanziaria compare un apposito appostamento per i libri di testo scolastici. Nel momento in cui sarà varato un provvedimento specifico, si potrà disciplinare diversamente l intera materia, modificando quanto previsto attualmente dal testo unico. MARIA CARAZZI. In relazione all invito al ritiro formulato dal sottosegretario Masini per quanto riguarda l articolo aggiuntivo De Murtas 20.07, di cui sono cofirmataria, concernente il comodato d uso dei libri di testo per gli allievi delle scuole statali, accogliamo l invito al ritiro.

3 Camera dei Deputati 641 Commissioni in sede referente 14 Qualcuno magari potrà fare polemiche al riguardo, ma noi non abbiamo alcun timore di dire che un intervento in tal senso può anche essere rinviato ad un momento successivo purché la norma che verrà predisposta dal Governo risulti effettivamente utile per gli alunni delle scuole statali appartenenti alle famiglie a basso reddito. Non rinunciamo, quindi, alla nostra richiesta ma comprendiamo l atteggiamento del Governo e prendiamo atto delle affermazioni del sottosegretario Masini. FRANCESCO BONATO. Noi non possiamo accogliere la richiesta del Governo e non ritiriamo quindi l articolo aggiuntivo 20.05, di cui sono primo firmatario, poiché questo rappresenta uno dei punti fondamentali della nostra posizione politica su questa materia. Ritirare l articolo aggiuntivo vuol dire privarci della possibilità di ripresentarlo per l esame in Assemblea. PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che gli articoli aggiuntivi Dedoni e 20.03, Sbarbati , Casini e , Peretti e Bonato 20.05, nonché gli articoli aggiuntivi Lombardi , Prestigiacomo e Alemanno , precedentemente accantonati in quanto originariamente riferiti ad altri articoli, si intendono implicitamente respinti. (Così rimane stabilito). Dobbiamo ora procedere alla votazione dell articolo 20. LIVIO PROIETTI. Preannuncio il voto contrario del gruppo di alleanza nazionale sull articolo 20 per due considerazioni. La prima attiene ai primi sette commi dell articolato, mentre la seconda concerne i commi da 8 a 13. L articolo 20 interviene pesantemente e in maniera assolutamente incostituzionale su una serie numerosissima di contenziosi tuttora pendenti tra docenti universitari e le istituzioni universitarie e quindi lo Stato. Si tratta di un intervento incostituzionale perché con il comma 5 si dispone l estinzione dei giudizi in corso e la compensazione delle spese tra le parti. Innanzitutto, la compensazione delle spese, se le mie reminiscenze, che non sono molto remote, non fallano, è questione che attiene alla determinazione autonoma del magistrato e in quanto tale non è suscettibile nemmeno di sindacato di legittimità: è una delle parti della sentenza che non possono essere mai messe in discussione nemmeno in un procedimento di appello o di revisione. Si incide quindi con una norma dello Stato (e al riguardo occorre fare molta attenzione) su una potestà discrezionale del magistrato che è come tale garantita a livello costituzionale. È il magistrato che determina l attribuzione all una o all altra delle parti in causa delle spese di giudizio ovvero, quando sussistano giusti motivi, ne determina la compensazione. Agire per legge su una decisione che attiene alla sfera discrezionale del magistrato viola sicuramente le competenze attribuite alla magistratura. Una simile previsione non può che essere censurata da un sindacato di legittimità. Vi è poi la violazione patente dell articolo 3 della Costituzione. Si crea in pratica una differenziazione tra due categorie di cittadini. Poniamo il caso di due cittadini che abbiano adito nello stesso momento due diversi tribunali amministrativi. Nel caso in cui uno dei due TAR sia stato più celere (come spesso accade nel caso di piccole regioni) e si sia pronunciato prima e quindi la sentenza sia passata in giudicato, il cittadino che ha adito quel TAR, solo perché è stato più fortunato e ha potuto avere una giustizia più celere, si trova ad essere privilegiato rispetto all altro, anche se le situazioni giuridiche soggettive e gli interessi legittimi portati avanti sono assolutamente analoghi a quelli dell altro. Con questa norma il cittadino più fortunato vedrà comunque salvi i suoi diritti, in quanto come è ovvio la disposizione di legge non può contrastare un giudicato, mentre il cittadino che è stato più sfortunato perché

4 Camera dei Deputati 642 Commissioni in sede referente 14 ha avuto una giustizia più lenta e si trova quindi con un giudizio ancora in corso vedrà lesi i suoi diritti e addirittura si vedrà attribuire la compensazione delle spese processuali. Ricordo ai signori del Governo e ai colleghi della Commissione bilancio che le spese di questi giudizi sono notoriamente molto ingenti: si tratta di giudizi che si sono trascinati per anni di fronte ai tribunali amministrativi e al Consiglio di Stato. Per i motivi illustrati, ritengo che questa disposizione vada respinta anche perché sarebbe subito oggetto di sindacato di legittimità da parte della Corte costituzionale. Si tratta di una norma ripeto da respingere assolutamente. Per quanto riguarda la parte dell articolo che attiene ai permessi ed ai distacchi, essa non raggiunge affatto le finalità che ci si era prefissi con la versione originaria della norma, quelle cioè di un contenimento e di una razionalizzazione della spesa. Con la nuova formulazione presentata dal Governo si realizza non un contenimento della spesa ma una distrazione dei fondi per tutt altri fini, seppur nobili, quali quello dell incremento della retribuzione dei commissari d esame. Anche questa norma non ha nulla a che vedere con il disegno di legge collegato alla finanziaria. Per le ragioni illustrate ribadisco il voto contrario del gruppo di alleanza nazionale sull articolo 20. PRESIDENTE. Pongo in votazione l articolo 20, nel testo modificato dagli emendamenti approvati. Avverto che gli emendamenti riferiti a tale articolo, e non esaminati nel corso della seduta, devono pertanto intendersi respinti. Passiamo ora all esame dell articolo 23 e degli emendamenti ad esso riferiti, cominciando dall emendamento Bianchi Clerici GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Questo è un emendamento molto importante. Con esso si tende a far sì che si tenga conto delle necessarie deroghe per la formazione delle classi nelle zone di montagna e nelle valli. È vero, come ha detto il relatore Cherchi questa mattina, che emendamenti simili sono un classico delle finanziarie, ma purtroppo non sono un classico le situazioni di chiusura delle classi scolastiche in quelle località. Credo veramente che il mio emendamento vada valutato con molta attenzione dal relatore e dal Governo. Per cercare di risolvere queste situazioni che sono del tutto particolari, abbiamo avuto spesso contatti con lo stesso sottosegretario Masini, che è sempre gentile e disponibile, e con i provveditorati. Si tratta di situazioni, come ho già detto, del tutto particolari, che non si possono risolvere con facilità, come nelle grandi città, dove è più facile spostare i figli da una scuola all altra. Chiedo quindi un occhio di riguardo verso questo emendamento. LIVIO PROIETTI. Condivido il tenore dell emendamento Bianchi Clerici 23.12, teso a considerare un problema esistente non solo nelle vallate alpine, ma anche in quelle appenniniche. Ricordo, per esempio, che al provveditorato di Roma (ribadisco quindi che non è solo un problema delle zone montane alpine, ma anche di quelle appenniniche) l anno scorso vi è stata la soppressione di una quarantina di plessi scolastici, tutti in zone di montagna (e per zone di montagne intendiamo quelle al di sopra dei 500 metri), soprattutto nella valle dell Aniene. Ciò crea un vero e proprio «genocidio» culturale di quelle popolazioni, perché quando nei paesi si sopprimono classi della scuola dell obbligo si costringono i genitori ad allontanarsi dai luoghi d origine per stabilirsi in paesi dove la scuola ancora esiste. L emendamento è dunque teso a salvaguardare, per quanto possibile, l esistenza di paesi di montagna che altrimenti subirebbero uno spopolamento sempre più accentuato. LUCIANO CAVERI. Ritengo che quello affrontato dall emendamento della collega

5 Camera dei Deputati 643 Commissioni in sede referente 14 Bianchi Clerici sia un problema vero. Non a caso queste norme di salvaguardia erano già contenute nelle leggi finanziarie precedenti e credo che non sarebbe irrituale accoglierle anche in questa occasione, partendo dal presupposto che in effetti l esistenza di norme di salvaguardia nel rapporto tra le popolazioni di montagna e le locali sovrintendenze talvolta è servito ad evitare chiusure che sarebbero state traumatiche. Bisogna intendersi: conosco bene i problemi della montagna e so perfettamente che talvolta esistono campanilismi sfrenati, che fanno sì che lo spostamento di pochi chilometri da parte degli allievi venga vissuto dalle comunità locali in maniera eccessiva, come qualcosa di scioccante. Ritengo tuttavia che un riferimento, in questa sede o attraverso un apposito ordine del giorno, sia importante; vi posso infatti assicurare che per i comuni delle piccole località talvolta diventa prezioso sapere di poter contare sull appoggio del Parlamento. GIORGIO MACCIOTTA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. L emendamento in questione si inserisce in un sistema che regola le modalità di effettuazione del monitoraggio. Credo che, accogliendo anche quest ultimo intervento dell onorevole Caveri, attraverso il lavoro congiunto da parte di Ministero della pubblica istruzione, Ministero del tesoro e parlamentari sostenitori di questa e di altre esigenze, sulla base delle quali sono state previste le deroghe, si possa costruire una griglia delle modalità di monitoraggio attraverso la predisposizione di un ordine del giorno o di un apposito emendamento da presentarsi per l Assemblea. Diversamente, sembrerebbe che con il monitoraggio vengano cambiate le norme di base; il monitoraggio serve a verificare l attuazione delle norme di base, non a cambiare queste ultime. In questo spirito, sarebbe opportuno considerare l emendamento Bianchi Clerici come implicitamente respinto, con l impegno di definire insieme l ordine del giorno. PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che l emendamento Bianchi Clerici si intende implicitamente respinto. (Così rimane stabilito). Passiamo alla votazione dell emendamento Bianchi Clerici GIOVANNA BIANCHI CLERICI. L emendamento è riferito al comma 2, che disciplina le erogazioni di cassa a favore delle scuole e degli istituti con l obiettivo che i pagamenti non siano globalmente superiori a quelli rilevati nel conto consuntivo 1997 incrementati del 6 per cento. Con questo emendamento chiediamo che comunque l erogazione di cassa alle istituzioni scolastiche sia proporzionata alle contribuzioni del gettito fiscale che arrivano alle casse dello Stato, proprio per un principio che definirei di giustizia etica. Infatti, è giusto che le istituzioni scolastiche delle regioni che più danno in termini di gettito fiscale ricevano qualcosa in più, proprio perché quei cittadini sono più «generosi» nel contribuire al bilancio dello Stato. Non nascondo che si tratta dell emendamento che noi consideriamo più importante con riferimento a questo articolo; mi rendo conto che sarà impossibile che venga approvato, però ritengo che corrisponda ad un principio di equità sociale. NICOLA BONO. Faccio notare ai colleghi, a lei, presidente, e al Governo la finezza con cui l esecutivo si muove nelle sue interpretazioni giuridiche. Stiamo parlando di un comma che fa riferimento alla riduzione (che io definisco strozzatura) dei flussi di cassa; l ultima parte del comma stabilisce che sono esclusi dai vincoli di cui al comma stesso gli effetti di cassa derivanti da contributi e finanziamenti non provenienti dal bilancio dello Stato. Com è buono lei, Governo!

6 Camera dei Deputati 644 Commissioni in sede referente 14 PRESIDENTE. Pongo in votazione l emendamento Bianchi Clerici 23.13, non accettato dal relatore né dal Governo. (È respinto). Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che l emendamento Guidi si intende implicitamente respinto. (Così rimane stabilito). Passiamo alla votazione dell emendamento Bono NICOLA BONO. Un gruppo di emendamenti, tra i quali il 23.28, a mia firma, prevede la soppressione del comma 4 e ciò non è casuale. Vorrei un minimo di collaborazione dal parte del Governo, perché ci troviamo di fronte ad una norma che credo non faccia piacere neanche alla maggioranza. In pratica, il comma 4 stabilisce che al fine di consentire alle istituzioni scolastiche il pieno espletamento delle loro funzioni in relazione all attribuzione dell autonomia, a decorrere dall anno 2002, con apposito regolamento, il ministro ridefinisce la materia di cui ai commi 2 e 3. Sostanzialmente viene dunque introdotta una vera e propria delega in bianco, a futura memoria, al ministro, per procedere attraverso regolamento amministrativo su materia disciplinata per legge. Il fatto è inaccettabile e viola le più elementari regole del Parlamento; è una norma di delega surrettizia, una forma non corretta di legiferare. Poiché nulla osta a che il Governo in qualunque momento, anche prima del 2002, possa presentare proposte di modifica, ma sempre al Parlamento, perché è quest ultimo ad avere l ultima parola specialmente nella delicata materia dei flussi di cassa, dei finanziamenti, in ultima analisi del buon andamento e della gestione delle attività scolastiche, l esigenza di sopprimere questa norma va da sé. Mi dispiace quindi che il relatore abbia espresso parere contrario su un emendamento concernente una prerogativa del parlamentare. Invito pertanto il relatore a rivedere la sua posizione ed il Governo a valutare l inopportunità di insistere su una impostazione di questo tipo. GIORGIO MACCIOTTA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Preannuncio che il Governo presenterà in Assemblea una proposta di modifica del comma 4. PRESIDENTE. Pongo in votazione congiuntamente gli identici emendamenti Sbarbati 23.5, Bono e Aprea (Sono respinti). Passiamo alla votazione dell emendamento Villetti ROBERTO VILLETTI. L emendamento, firmato dai deputati socialisti democratici italiani, è volto a spostare le risorse inserite nella tabella A della legge finanziaria per il disegno di legge sulla parità scolastica destinandole alla scuola pubblica, in particolare al fondo di dotazione degli istituti scolastici, per incrementarlo. Naturalmente c è una variazione nel passaggio dalla tabella A, nel senso che il nostro emendamento prevede 170, 220 e 340 miliardi, rispettivamente per gli anni 1999, 2000 e 2001, rispetto agli stanziamenti di tabella A che sono di 340 miliardi. Quest ultima somma dovrebbe essere destinata al finanziamento della legge sulla parità scolastica. Voglio dire con molta chiarezza in questa sede (e penso che l argomento, per la sua delicatezza, sarà ripreso in Assemblea) che il nostro atteggiamento è derivato dal fatto che si ripropone un finanziamento della scuola cattolica in una vecchia maniera, per cui l antica risposta di principio rivolta a difendere la scuola pubblica conserva una sua validità; in una riunione della maggioranza ho avuto occasione di avere un confronto diretto con il Presidente del Consiglio in proposito e penso che questo sia il problema. Noi avremmo affrontato il confronto se ci fossimo trovati di fronte ad una riconsiderazione dell architettura dei rapporti tra scuola pubblica e scuola privata, ad una nuova relazione tra Stato e mercato, ad una differenziazione delle politiche di offerta, degli strumenti e delle strutture

7 Camera dei Deputati 645 Commissioni in sede referente 14 formative di ricerca, ad una riconsiderazione del valore legale del titolo di studio, ad una riclassificazione del diritto allo studio per allargare le possibilità di scelta ed incentivare la concorrenza; se cioè ci fossimo trovati di fronte non ad un disegno provocato da uno scambio politico del tipo «diamo i soldi alla scuola cattolica in cambio dell appoggio che l UDR ha dato al Governo» (vi ricordo che il Presidente del Consiglio al momento dell allargamento della maggioranza ha esplicitamente ricordato l impegno che porta ad un finanziamento della scuola privata), se ci fossimo trovati di fronte non ad una considerazione di vecchia maniera, puramente tattica, di schieramento, ma ad una riconsiderazione generale dei rapporti tra scuola privata e scuola pubblica. Ci troviamo invece di fronte ad una vecchia risposta. Bisogna anche tener presente che nel bilancio dello Stato già oggi vi sono risorse destinate per alcuni settori alla scuola privata; abbiamo un onere rappresentato, per esempio, dal mantenimento degli insegnanti di religione. Assommare a questo un provvedimento per la parità che si muove su una vecchia tendenza a mio giudizio è veramente negativo. Da questo punto di vista penso che il Governo commetta un grave errore, che suscita fortissime preoccupazioni e perplessità non soltanto tra i socialisti, ma nell area laica, liberale, democratica, nel centro-sinistra e fuori dal centro-sinistra, anche nel centro-destra, dove vi sono formazioni, individualità laiche che hanno una collocazione diversa ma che si oppongono a questo tipo di finanziamento della scuola cattolica. Sarebbe stato dunque preferibile che il Governo si fosse posto un problema di riforma generale dell architettura del sistema di istruzione, cioè che avesse affrontato la questione nel suo complesso, invece di individuare una soluzione molto limitata che diventa francamente inaccettabile. Noi abbiamo affrontato tale questione nell emendamento riferito all articolo 23 e la riproporremo nelle tabelle della finanziaria, la riproporremo in Assemblea, la riproporremo continuamente, perché riteniamo che sia una questione di principio. Penso che le risposte finora date dal Governo siano deludenti e preoccupanti. Il Governo dovrà anche confrontarsi con un opinione pubblica composta da insegnanti che sono nella scuola pubblica, con un area laica molto sensibile e con una decisione che non ha avuto confronto in cinquant anni di storia repubblicana. Come tutti sanno, esiste un articolo della Costituzione che vieta il finanziamento diretto della scuola privata (si dice senza oneri per lo Stato) e c è una tradizione da sempre esistente nel nostro paese. Tenete presente che nel 1964 per un piccolo appostamento di bilancio sulla stessa materia, cioè sulla scuola privata, saltò un Governo. Questa posizione fu allora sostenuta da tutta la sinistra riformista: con la presidenza Craxi, di un socialista, ci fu chiesto di dare un finanziamento alle scuole private che fu rifiutato; la presidenza D Alema non deve valere la rottura di un principio, quello del finanziamento della scuola privata. Sotto questo profilo credo che tutte le formazioni laiche, democratiche che sono nel centro-sinistra, ma anche le individualità ed i gruppi che sono nel centro-destra, che vogliono difendere la scuola pubblica e che sono disposti a ragionare su una concorrenzialità da introdurre nel sistema della pubblica istruzione tra privato e pubblico, ma in generale, cioè rivedendo tutta l architettura dei rapporti, di fronte a questa risposta piuttosto arretrata, piuttosto vecchia, non possano che riproporre una difesa di principio. In certi casi, difendere un principio può essere anche indispensabile per aprire nuove prospettive. Non è solo una vecchia posizione superata dalla storia; si tratta di un principio antico che conserva una validità, ma si tratta anche di affrontare la questione di una riforma complessiva che manca. Di fronte a questa proposta di vecchia maniera, vale l indicazione che noi abbiamo dato e che penso avrà un amplificazione del rifiuto di questa soluzione. Si tratta quindi della difesa del principio della scuola pubblica.

8 Camera dei Deputati 646 Commissioni in sede referente 14 LUCA VOLONTÈ. In risposta all amico Villetti, che ci vede uniti in altre battaglie (come quella sulla casa o sul non profit) devo dire che l impegno in direzione di una parificazione tra scuola pubblica e scuola privata rientra nel documento programmatico del Governo D Alema, al quale poteva porre la questione prima di entrare nella maggioranza. Ricordiamoci che, al momento, è in discussione al Senato un provvedimento, presentato dal ministro Berlinguer, che predispone una revisione complessiva del sistema scolastico italiano. Per queste ragioni voteremo a favore, come abbiamo fatto per l articolo 20, dell articolo 23, anche se il gruppo dell UDR non ha posto solo questo problema ma pure quello lo ripeto del non profit e dell aiuto alle piccole e medie imprese, sulla base degli impegni che il Presidente D Alema si è assunto al momento delle dichiarazioni programmatiche. DOMENICO VOLPINI. Intervengo per far presente al collega Villetti che la costruzione di un sistema scolastico pubblico integrato era già ricompresa nel programma dell Ulivo e in quello del precedente Governo Prodi. Mi dispiace che il suo gruppo si disinteressi completamente dei lavori che da due anni a questa parte stiamo svolgendo in Commissione cultura su questa materia. Il disegno di legge all esame del Senato, al quale faceva riferimento l onorevole Volontè, non viola la Costituzione perché non finanzia assolutamente la scuola privata ma anzi aiuta le famiglie, prevedendo miliardi per il diritto allo studio, in attuazione dei principi costituzionali dell equipollenza tra scuole pubbliche e scuole private. Non esistono cittadini di serie A e di serie B. I miliardi non sono dati all UDR, ma rappresentano un finanziamento importantissimo al diritto allo studio; pertanto, mi sembra che l interpretazione neoteologica, quasi da laicismo ottocentesco, che è stata data sia assolutamente fuori luogo perché va a mistificare la realtà del disegno di legge attualmente all esame del Senato a livello legislativo e di questa Commissione a livello finanziario. MASSIMO SCALIA. Annuncio il voto favorevole dei verdi all emendamento presentato dal collega Villetti 23.26: su una questione così delicata e di principio non mi meraviglio che i componenti della maggioranza non si pronuncino in modo univoco. È chiaro che dei miliardi appostati nella legge finanziaria una quota (347 miliardi, se non ricordo male) è implicitamente destinata alla scuola privata. Questa previsione supera il contenuto del documento programmatico del Governo D Alema che avevamo concordato nelle riunioni di maggioranza, perché una cosa è dare i soldi alle famiglie e altra cosa è vedere che sorte avranno questi stanziamenti, tenendo conto che ve ne è anche uno appostato presso la Presidenza del Consiglio. Pertanto, ritengo legittimo il sospetto che tali appostamenti iscritti nella tabella A del disegno di legge finanziaria siano volti a finanziare la scuola privata. E allora, se è così, quest operazione deve avvenire con grande chiarezza. Se l azione di Governo e qui mi riferisco alla politica della pubblica istruzione avesse reso la scuola pubblica più forte, con investimenti selettivi, credo che forse oggi potremmo guardare con occhi diversi qualcuno dice non ottocenteschi ad una questione che invece mantiene accanto ad elementi di principio elementi concreti di critica. Per questi motivi voteremo a favore dell emendamento Villetti MARIA CARAZZI. Sarebbe semplice dire, come hanno fatto i colleghi, che non costa nulla votare a favore dell emendamento Villetti Invece, vorrei invitare la Commissione ad un minimo di riflessione per evitare di assumere atteggiamenti dettati da opportunità esterne. Ha ragione Villetti quando dice che il problema della difesa della scuola pubblica e dello «sbarramento» delle norme a favore della scuola privata, in violazione

9 Camera dei Deputati 647 Commissioni in sede referente 14 della Costituzione, non è ancora superato, anzi è all ordine del giorno perché non solo alcune forze di maggioranza, ma anche il Presidente del Consiglio fanno esternazioni in proposito. Non ho intenzione di votare l emendamento Villetti perché ritengo fondati i sospetti che la posta in bilancio, non solo quella a legislazione vigente, ed anche il finanziamento annunciato da Berlinguer per il diritto allo studio siano destinati ad un complesso di norme a favore della scuola privata. Ebbene, la legge sulla parità scolastica (ancora da predisporre) non deve assolutamente diventare legge di sostegno alla scuola privata a scapito della scuola pubblica, in violazione della Carta costituzionale: se così dovesse essere, il mio gruppo si opporrà senza vincoli di maggioranza. Del resto, non dobbiamo dimenticare che il documento programmatico del Governo D Alema anche se potrà essere modificato in qualche misura ci protegge da una simile eventualità perché è stata inserita la clausola del rispetto della Costituzione. E allora, l elemento di principio di questo documento programmatico da tutti sottoscritto mi fa pensare che l emendamento Villetti rappresenti un azione di disturbo nei confronti della quale intendo riaffermare la mia posizione: se si registrerà una violazione della Costituzione nella futura legge sulla parità scolastica, se si registrerà un danneggiamento della scuola pubblica a vantaggio di quella privata, senza vincolo di maggioranza o di Governo ci comporteremo di conseguenza. VASSILI CAMPATELLI. La prima considerazione da fare sull emendamento Villetti è di carattere politico generale: non sfugge che il principio che sottende a questo emendamento (e alcune delle argomentazioni che il collega Villetti portava lo dimostrano) riguarda un problema politico più generale. Non si può far parte di un alleanza politica e di Governo, non si può lavorare per costruirla e consolidarla senza avere tutti (e mi riferisco a tutte le componenti della maggioranza) un atteggiamento collaborativo, senza scaricare su ciascuno un onere eccessivo di responsabilità. Le questioni di principio non possono certamente essere superate da accordi di maggioranza. Il dibattito politico-culturale non può essere eluso. Ma quando nasce un Governo sulla base di un accordo tra diverse componenti politiche, una volta raggiunta un intesa sul programma di Governo non è corretto scaricare solo su talune componenti politiche il compito di evitare tensioni interne nel momento in cui si devono affrontare concretamente questioni che stanno a cuore solo ad alcune di tali componenti. È quanto sta accadendo rispetto all integrazione del sistema pubblico scolastico. Questo è il primo motivo, in termini di politica generale, che mi porta ad essere contrario all emendamento Villetti Ma vi è anche una ragione di merito. Il disegno di legge finanziaria al nostro esame reca un consistente aumento degli stanziamenti per il sistema scolastico italiano. Sono fondi destinati agli insegnanti, al loro aggiornamento, all avvio e all entrata a regime del sistema dell autonomia scolastica, al complesso delle misure dirette all affermazione più compiuta del diritto allo studio e quindi agli interventi a sostegno degli studenti e delle loro famiglie. Certo, vi è anche l impegno a riprendere la discussione sul complesso problema della parità scolastica (su cui sicuramente si riproporranno anche questioni di principio) e sull attuazione di quelle previsioni costituzionali che ci impongono di giungere alla definizione di una legge in materia. Da questo punto di vista lo stanziamento di 340 miliardi per il 1999 e per gli anni successivi, che costituisce il presupposto finanziario per giungere all approvazione di una legge sulla parità scolastica, va visto a mio avviso con favore. Nel momento in cui si esaminerà tale legge, tutti i gruppi, compreso il nostro, esprimeranno le loro valutazioni di merito. Al di là comunque di astratte rivendicazioni di principio contro la scuola privata, credo che la nostra attenzione nella

10 Camera dei Deputati 648 Commissioni in sede referente 14 discussione di quel provvedimento dovrà essere rivolta ai modi attraverso i quali lo Stato italiano garantirà agli studenti e alle famiglie il corretto esercizio della libertà di scelta e del diritto allo studio. Questa non è una discussione da affrontare in sede di approvazione della legge finanziaria; come ho già detto, la affronteremo in Commissione e in Assemblea quando esamineremo la legge sulla parità scolastica. Per i motivi illustrati, chiedo innanzitutto ai presentatori dell emendamento Villetti di ritirarlo, altrimenti dichiaro, a nome del gruppo, che non potremo che votare convintamente contro tale emendamento. NICOLA BONO. La discussione che ha preceduto ed accompagnato l esame dell emendamento Villetti costituisce una ghiotta anticipazione di quello che avverrà molto presto allo scattare del semestre bianco. Questo è l inizio dell implosione della maggioranza, che appare divisa su tutto. Sulla prima questione di sostanza, che è stata sollevata attraverso un emendamento dai deputati socialisti che rivendicano la loro tradizionale posizione su una questione di principio, ecco che emergono e vengono alla luce tutte le intime contraddizioni del Governo e della maggioranza. Noi non possiamo che prendere atto con rammarico di un appannamento del ruolo dell opposizione. L opposizione condotta da una forza interna alla maggioranza è infatti molto più efficace dell opposizione tradizionale. È questo l unico aspetto negativo che devo evidenziare in questa vicenda. Per quanto riguarda invece il merito dell emendamento, noi siamo chiaramente contrari. Ricordo che sulla materia il polo ha presentato una serie di emendamenti al disegno di legge finanziaria, che rappresenta a nostro avviso la sede più idonea per affrontare tali questioni. Domani, quando affronteremo l esame della finanziaria discuteremo della tutela della parità scolastica e del diritto allo studio. Affronteremo il problema, come ricordava Campatelli, di come il nostro paese, anche in attuazione delle previsioni costituzionali, deve provvedere per garantire effettivamente la libertà di scelta per quanto riguarda il settore educativo, cosa che finora lo Stato non ha volutamente garantito, come noi da anni denunciamo. Preannuncio quindi il voto contrario sull emendamento Villetti Prendo atto nel frattempo ripeto dello scenario che ci si presenterà tra qualche settimana: non appena si arriverà al cuore delle questioni sostanziali, vi sarà un dibattito acceso all interno della maggioranza con conseguenze che non so come definire per quanto riguarda l interesse del paese. ETTORE PERETTI. Fin dall inizio, non solo nella discussione generale sul disegno di legge finanziaria, ma anche nel dibattito sulla fiducia al Governo, noi abbiamo sostenuto che questo Governo è nato con un unico punto all ordine del giorno, quello di evitare il ricorso anticipato alle urne. Tutto il resto, ovviamente, veniva in subordine, a partire dalla questione politica di come è nato il nuovo Governo, con l appoggio determinante di deputati eletti nel polo che sono poi passati nella maggioranza, per finire alla mancanza di una visione politica comune sulle questioni di carattere economico-sociale che sono all attenzione del dibattito parlamentare. Quella al nostro esame è, secondo noi, una delle più importanti. Il Presidente del Consiglio D Alema, nelle dichiarazioni programmatiche, è stato molto abile nel cercare di nascondere dietro na serie di parole e di frasi di circostanza molto generiche la divisione presente nella maggioranza sul tema del diritto allo studio e della parità scolastica. Credo che man mano che si procederà con l esame nel merito dei vari provvedimenti specifici, questa divisione, questa inconciliabilità di politiche verrà alla luce in maniera definitiva. Mi sembra ipocrita scoprire adesso che su tale questione non vi è accordo all interno della maggioranza. Noi non siamo affatto meravigliati: ne prendiamo atto. Voteremo comunque contro l emendamento Villetti perché crediamo sia

11 Camera dei Deputati 649 Commissioni in sede referente 14 importante, per una scuola veramente al servizio dei cittadini, garantire un effettiva parità di accesso al diritto allo studio. Comprendiamo la logica politica di questo emendamento, ma poiché non è la nostra voteremo contro. Sosterremo ovviamente gli emendamenti che abbiamo presentato, tesi ad aumentare gli stanziamenti in vista dell approvazione di una legge sull effettiva parità scolastica. FRANCESCO BONATO. Preannuncio il voto favorevole di rifondazione comunista sull emendamento Villetti Abbiamo già presentato alla legge finanziaria un analogo emendamento, volto allo spostamento di risorse a favore della scuola pubblica. Non credo che la difesa della scuola pubblica sia un idea antica, ottocentesca; ritengo invece che riguardi la modernità della formazione delle nuove generazioni e che garantire come già avviene all interno della scuola pubblica la pluralità degli interventi sia un elemento di grande modernità. Peraltro, la scuola pubblica lamenta insufficienze e carenze anche per l indisponibilità di risorse. D altra parte questo rappresenta a nostro avviso uno degli elementi di arretratezza del Governo D Alema persino rispetto al Governo Prodi, uno dei contenuti programmatici che contestiamo con molta forza, ritenendo che la libertà da parte delle famiglie di scegliere il corso di studi al quale avviare i propri figli possa essere garantita all interno della scuola pubblica: la libertà di scelta è garantita dal carattere pubblico della scuola stessa. La partecipazione dell UDR a questo Governo rappresenta un ipoteca pesante sul terreno della parità scolastica ed un indirizzo che a noi pare largamente segnato. Vediamo quindi con piacere il fatto che all interno della maggioranza si svolga un dibattito non fossilizzato. Questo emendamento, che noi condividiamo, rappresenta un elemento importante perché riteniamo che sia possibile in sede parlamentare rintuzzare l attacco teso allo spostamento di enormi risorse sulla scuola privata, a scapito di quella pubblica. ROBERTO ROSSO. Appare paradossale che questa maggioranza, sempre così compatta nel chiudere spazi di libertà civile ed economica, entri in fibrillazione nel momento in cui si deve invece giungere ad un allargamento del grado di libertà sostanziale a favore dei cittadini. Ovviamente il mio gruppo voterà contro l emendamento Villetti Se vi è una considerazione da esprimere sulla soppressione di 340 miliardi per un triennio, è piuttosto la seguente. Non mi arrampicherei sugli specchi, come ha fatto la collega Carazzi, cercando di dimostrare che la bontà neocomunista del suo movimento verrà salvaguardata da una norma di salvaguardia ordinaria a favore del testo costituzionale. Direi molto semplicemente che, una volta accettato il principio secondo cui un cittadino ha la libertà, così come insegna la Costituzione, di salvaguardare il giudizio educativo sia nella scuola pubblica sia in quella privata, si deve poi arrivare ad attuare questo principio con mezzi più consistenti di quelli che voi proponete. Il Governo propone 340 miliardi per un triennio e una soluzione di questo tipo è capace soltanto di una risposta: defiscalizzare l intervento a favore di coloro che vanno nelle scuole private; se cioè non si finanziano le scuole private, applicare soltanto la normativa relativa ai 340 miliardi all anno potrà significare soltanto una parziale defiscalizzazione. Va osservato che questo è proprio il contrario. Lo dico all onorevole Carazzi e ai tanti altri come lei che appartenevano o appartengono alla tradizione post o neo comunista. È paradossale applicare la normativa in questi termini, perché la defiscaliz[009a]zazione favorisce solo i ceti ricchi: paradossalmente, nel pareggiare le condizioni tra chi manda i propri figli in una scuola privata e chi li manda in una scuola pubblica, si favoriscono solo i ceti più abbienti, perché soltanto essi approfittano in modo consistente della defiscalizzazione. Se davvero si intende favorire soprattutto i ceti più deboli, esiste un sistema conosciuto oggi nel mondo ed applicato in alcuni Stati americani, quello del «buono scuola», che

12 Camera dei Deputati 650 Commissioni in sede referente 14 consente concretamente, in perfetta parità di condizioni, al figlio di una famiglia meno abbiente di avere pari opportunità rispetto a chi appartiene ad una famiglia più abbiente. Questa rivisitazione neocomunista, postcomunista (chiamatela come volete) della parità, secondo il verbo di D Alema e di Cossiga, significa invece sostanzialmente rinnegare un passato che per fortuna ve ne diamo atto avete con questo rinnegato, tuttavia facendolo con una continuità rispetto a Prodi, cioè privilegiando, come al solito, i ricchi e mettendola, come al solito, in quel posto ai più poveri. SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Non posso che ribadire il mio parere contrario sull emendamento Villetti 23.26, dal momento che l accantonamento di cui si propone la soppressione è funzionale alla realizzazione di un punto del programma di Governo, che è stato sottoscritto da tutte le forze della maggioranza, rispetto alle quali potrei osservare che può diventare un po semplicistico dichiarare dissociazioni e lasciare ad altri l onere di far fronte al programma di Governo. Questo è stato comunicato espressamente al Parlamento, senza infingimenti, dal Presidente del Consiglio dei ministri ed è stato già sottoposto ad un voto. D altra parte, la discussione di merito più congruamente e più opportunamente deve svilupparsi nel momento e nella sede in cui viene discusso il disegno di legge corrispondente, ed è del tutto ovvio che per l insieme delle forze della maggioranza non potrà farsi alcunché che sia in violazione della Costituzione ed in violazione del programma di Governo comunicato dal Presidente del Consiglio. Ricordo che quest anno lo stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione risulta avere circa 60 mila miliardi, e rispetto a questa cifra l onorevole Campatelli ha già ricordato quali nuovi e cospicui stanziamenti vadano ad incrementarne la dotazione. Per queste ragioni, e rammaricandomi delle dissociazioni che si manifestano in questa sede, che naturalmente sono del tutto legittime (ogni parlamentare ha il diritto di obbedire alla propria coscienza, ma dovrebbe avere anche l obbligo di sostenere il programma di Governo comunemente sottoscritto), confermo il mio parere contrario. NADIA MASINI, Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione. Non credo che sia questa la sede per una discussione di merito, per la quale sono state già individuate altre sedi, non ultima quella della discussione del disegno di legge sulla parità scolastica, presentato dal Governo ed attualmente all esame della 7 a Commissione del Senato. È esattamente su quei contenuti che la discussione dovrà essere orientata, in un confronto del tutto aperto, perché non credo che ci si debba scandalizzare se su un tema così delicato, sul quale da cinquanta anni non si ha possibilità di normazione e di applicazione in toto di un principio costituzionale, anche all interno di una maggioranza che pure ha sottoscritto un programma di Governo che considera, tra gli obiettivi da realizzare, quello della parità, si registrino divergenze in un confronto dialettico che ha un suo limite nel punto di caduta e di soluzione: il rispetto delle norme costituzionali. Non entro nel merito della questione perché in Parlamento abbiamo sedi nelle quali il rispetto dei principi costituzionali avrà modo di essere applicato. Vorrei soltanto ricordare che è la prima volta che un Governo destina in maniera così significativa risorse consistenti (certo non tutto ciò di cui avremmo bisogno per la scuola) alla riforma del sistema scolastico pubblico. Vorrei inoltre ricordare che da due anni il Parlamento è impegnato insieme al Governo sui provvedimenti di riforma del sistema scolastico. Mi limito a richiamare quelli sui cicli scolastici e sull autonomia della scuola, per non parlare di tutti gli altri provvedimenti che, dopo un periodo di assenza di iniziative politiche concrete, affrontano il problema

13 Camera dei Deputati 651 Commissioni in sede referente 14 di innovare il nostro sistema scolastico, sul quale rifondiamo l idea di centralità e priorità della formazione nel nostro paese. Proprio perché noi rispettiamo un accordo ed un punto programmatico che riguardano il Governo e la maggioranza che lo sostiene e che si riferiscono alla parità (ma non solo ad essa), vengono riconfermati i finanziamenti per il prossimo triennio stabiliti nella legge finanziaria. Le postazioni di bilancio per tale finalità erano presenti anche nella precedente legge finanziaria; non mi sembra pertanto che, al di là delle questioni di merito (sulle quali potremo avere un confronto in altre sedi), sia questo il momento per riproporre, dal punto di vista di un ideologismo che riporta ad una extraterritorialità di attenzione politicoparlamentare, un tema sul quale si è già impegnati. In questo senso, invito i presentatori a ritirare l emendamento Villetti 23.26, ribadendo che, per quanto riguarda il merito, vi saranno altre sedi, anche all interno della maggioranza, per valutare come si possano applicare le norme sulla parità in piena sintonia con i principi costituzionali. ROBERTO VILLETTI. Insisto per la votazione del mio emendamento PRESIDENTE. Pongo in votazione l emendamento Villetti 23.26, non accettato dal relatore né dal Governo. (È respinto). Passiamo alla votazione dell emendamento Napoli NICOLA BONO. Presidente, su questo emendamento il relatore si era rimesso alla valutazione del Governo. NADIA MASINI, Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione. Ricordo che ho già invitato i presentatori dell emendamento Napoli a ritirarlo al fine di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno da presentare in Assemblea. Nel merito non esprimo una contrarietà su tale emendamento, ma rilevo che il criterio da esso affermato è uno dei tanti criteri ai quali nella scelta dei provveditorati si dovrà informare il decreto interministeriale da adottare. Poiché non sarà l unico criterio e certamente si cercherà di realizzare un equilibrio di distribuzione territoriale, mi sembra più opportuno che la scelta del Governo avvenga sia guidata da un ordine del giorno, anche per evitare una elencazione di ulteriori criteri. Ai fini dell economia del provvedimento, quindi, l individuazione di un unico criterio in materia non mi sembra opportuna, anche se ribadisco che non vi è contrarietà nel merito da parte del Governo. NICOLA BONO. Il problema che lei ha evidenziato, signor sottosegretario, potrebbe essere superato formulando l emendamento in esame nel modo seguente: «rispettando tra l altro un criterio di equità di distribuzione territoriale». L aggiunta della parola «tra l altro» non esclude gli altri criteri e consente di affermare il principio di una equità di distribuzione territoriale. NADIA MASINI, Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione. Confermo la posizione del Governo sull emendamento Napoli che ho già espresso. PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che l emendamento Napoli si intende implicitamente respinto. (Così rimane stabilito). Pongo in votazione l emendamento Caveri 23.23, accettato dal relatore e dal Governo. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bonato 23.2 e Napoli

14 Camera dei Deputati 652 Commissioni in sede referente 14 PIETRO ARMANI. L emendamento Napoli propone di sopprimere il comma 7 dell articolo 23, che in sostanza arricchisce il gruppo di monitoraggio e controllo della spesa presso il Ministero del tesoro, già previsto dall articolo 47, comma 10, della legge n. 449 del Tale articolo prevede infatti la stipula di contratti ai fini del monitoraggio, il ricorso a personale comandato e ad esperti estranei all amministrazione nonché a personale assunto a tempo determinato. Con il comma 7 si aggiunge un contingente di dieci ulteriori unità. A me pare che, nel momento in cui si deve monitorare la spesa e quindi contenerla, in realtà la si aumenta per poterla monitorare; quindi, per controllarla, la spesa viene aumentata. Il sottosegretario Giarda, ex collega professore competente in materia, è bravissimo nel monitorare la spesa (il blocco dei tiraggi di tesoreria è una sua medaglia al valore!) e quindi può tranquillamente farlo utilizzando trenta persone. Può distaccarne alcune (tanto ormai, come si dice a Roma, sono diventati «imparati» sul monitoraggio della spesa!) al Ministero della pubblica istruzione e può dare direttive a qualche funzionario del ministero perché le istruisca. Non c é altra ragione di aumentare il personale di dieci unità se non quella di allargare l area degli esperti esterni, e quindi aumentare il consenso degli amici o degli amici degli amici. Mi sembra veramente ridicolo che, per ridurre la spesa attraverso il monitoraggio dei flussi di cassa, si aumenti la spesa stessa con altri contratti. Le trenta persone previste dall articolo 47 della legge citata (noi peraltro su questo eravamo contrari) sono sufficienti; possono essere mandate al Ministero della pubblica istruzione ad imparare come si usa il pallottoliere e il computer: dopo di che, gli si dà la benedizione apostolica e li si lascia da soli a monitorare al Ministero della pubblica istruzione, naturalmente tirandoli per la giacchetta per evitare che sbaglino usando il pallottoliere o il computer! PRESIDENTE. Pongo in votazione congiuntamente gli identici emendamenti Bonato 23.2 e Napoli 23.32, non accettati dal relatore né dal Governo. (Sono respinti). Ricordo che il Governo aveva espresso parere favorevole sull emendamento Bianchi Clerici (nuova formulazione). Pongo in votazione l emendamento Bianchi Clerici (nuova formulazione), accettato dal relatore e dal Governo. Pongo in votazione l emendamento del Governo, accettato dal relatore. Pongo in votazione l articolo 23, nel testo modificato dagli emendamenti approvati. Si intendono pertanto respinti i restanti emendamenti riferiti all articolo 23. Propongo di passare all esame degli articoli 49, 50, 51 e 53 e degli emendamenti ad essi riferiti. Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito. (Così rimane stabilito). Passiamo dunque all esame dell articolo 49 e degli emendamenti ad esso riferiti. SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Burani Procaccini e Cè 49.19, nonché sull articolo aggiuntivo del Governo. Ritengo che l articolo aggiuntivo Cordoni e l emendamento Guidi possano essere respinti implicitamente. Esprimo infine parere contrario su tutti gli altri emendamenti presentati all articolo 49. Con riferimento all emendamento Guidi 49.28, vorrei precisare che il pro-

15 Camera dei Deputati 653 Commissioni in sede referente 14 blema da esso evidenziato merita attenzione in quanto si riferisce ai diciottenni non economicamente indipendenti, ma c è un problema di copertura. È questo il motivo per il quale ho ritenuto che tale emendamento possa essere respinto implicitamente. GIORGIO MACCIOTTA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che tutti gli emendamenti che non saranno oggetto di espressa votazione si intenderanno implicitamente respinti. (Così rimane stabilito). Pongo in votazione l emendamento Guidi 49.27, non accettato dal relatore né dal Governo. (È respinto). Pongo in votazione l emendamento Burani Procaccini 49.10, accettato dal relatore e dal Governo. Passiamo all emendamento Bonato FRANCESCO BONATO. Presidente, con questo emendamento intendiamo garantire non solo coloro che hanno fatto domanda ma tutti quelli che hanno i requisiti per usufruire del beneficio previsto. PRESIDENTE. Pongo in votazione l emendamento Bonato 49.4, non accettato dal relatore né dal Governo. (È respinto). Passiamo alla votazione dell emendamento Bonato FRANCESCO BONATO. Riteniamo che il beneficio previsto debba essere garantito a tutti coloro che hanno un reddito inferiore ai 36 milioni. La determinazione per i valori dell ISE determina il paradosso per cui, in alcuni casi specifici, chi ha un reddito superiore ai 30 milioni e 800 mila lire non può usufruire del beneficio in questione. Credo quindi che la nostra proposta di sopprimere le parole da: «per valori dell ISE» fino alla fine del comma sia coerente con l obiettivo che la norma si propone di raggiungere. PRESIDENTE. Pongo in votazione l emendamento Bonato 49.2, non accettato dal relatore né dal Governo. (È respinto). Passiamo alla votazione dell emendamento Bonato FRANCESCO BONATO. Il mio emendamento 49.3 mira a garantire l universo del0le domande presentate e non solo una parte delle stesse. Dalla lettura dell articolato non mi pare che venga garantita la totalità delle richieste e pertanto raccomando l approvazione del mio emendamento, che introduce un elemento fondamentale. PRESIDENTE. Pongo in votazione l emendamento Bonato 49.3, non accettato dal relatore né dal Governo. (È respinto). Pongo in votazione l emendamento Cè 49.19, accettato dal relatore e dal Governo. SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Invito i presentatori a ritirare il subemendamento Giancarlo Giorgetti , altrimenti il mio parere è contrario. GIANCARLO GIORGETTI. Il riferimento alla copertura relativa al 1999 mi sembrava un po carente e quindi pensavo che l erogazione avvenisse a partire dalla data di presentazione della domanda.

16 Camera dei Deputati 654 Commissioni in sede referente 14 PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Giancarlo Giorgetti , non accettato dal relatore. GIANFRANCO CONTE. C è un problema di fondo, che ho precisato nel subemendamento Innanzitutto si afferma che il contributo viene corrisposto soltanto a chi ne faccia domanda, e questa è già un ingiustizia perché non sempre le persone sono al corrente di tutte le norme emanate dal Parlamento; in secondo luogo nel testo si fa riferimento al termine di decadenza dalla data del parto, senza specificare la data di decorrenza dell erogazione. Il mio emendamento prevede che siano i comuni ad informare gli interessati, invitandoli a certificare il possesso dei requisiti all atto dell iscrizione dei nuovi nati all anagrafe comunale. SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Esprimo parere favorevole sul subemendamento Conte , che mi pare instauri un rapporto positivo tra pubblica amministrazione e cittadino. PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento Conte , accettato dal relatore e dal Governo. Passiamo alla votazione del subemendamento Giancarlo Giorgetti SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Esprimo parere favorevole su tale subemendamento. GIORGIO MACCIOTTA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Si tratta di una formula che abbiamo usato altre volte e quindi non siamo fuori dalle previsioni della legge di contabilità. Mi domando tuttavia se in questa materia così delicata valga la pena di inventare una struttura a macchia di leopardo. Vorrei pertanto segnalare all onorevole Giorgetti che in questo caso vi sarebbe il rischio paradossale che i lavoratori dipendenti che hanno un indennità di maternità stabilita su scala nazionale avrebbero un certo trattamento, mentre il comune di Campione d Italia, per esempio, di cui ieri si è largamente discusso, potrebbe erogare assegni di maternità di alcuni milioni. Poiché ho qualche dubbio in proposito, invito l onorevole Giorgetti a ritirare il subemendamento SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Poiché le argomentazioni del Governo sono convincenti, rettifico il parere da me espresso: in una materia che riguarda diritti uniformi rischiamo, in effetti, di introdurre delle sperequazioni. Semmai si tratterà di rafforzare la misura dell indennità, ma secondo modalità omogenee sul territorio nazionale. GIANCARLO GIORGETTI.Sono disponibile a che il mio subemendamento venga considerato implicitamente respinto ai fini della riproposizione in Assemblea. Poiché tra le competenze dei comuni vi è anche l assistenza sociale, ritengo che si tratti di un intervento che risponda a queste finalità. PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che il subemendamento Giancarlo Giorgetti si intende implicitamente respinto. (Così rimane stabilito). Passiamo al subemendamento Giancarlo Giorgetti SALVATORE CHERCHI, Relatore sul disegno di legge n Mi rimetto al parere del Governo. GIANCARLO GIORGETTI. Vorrei brevemente illustrare il mio subemendamento ricordando che i soldi sono stanziati dallo Stato e che il comune funge da agente per conto di quest ultimo perché

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