Università di Bologna Scuola di Economia, Management e Statistica Corso di laurea CLEF. Economia pubblica a.a

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1 Università di Bologna Scuola di Economia, Management e Statistica Corso di laurea CLEF Economia pubblica a.a (8 crediti, 60 ore insegnamento) Tassazione delle attività finanziarie Alberto Zanardi

2 Definizioni Le attività finanziarie sono le diverse forme di impiego del capitale. Es: azioni o quote di capitale di società, obbligazioni, titoli di Stato, depositi e conti correnti, ecc. Dal possesso di attività i finanziarie i i si generano normalmente: redditi di capitale (es.: interessi e dividendi) plusvalenze (o minusvalenze) proventi da contratti tti derivati (ossia contratti tti il cui valore economico deriva da quello di altre attività finanziarie)

3 Teoria Secondo la nozione di reddito prodotto dovrebbero rientrare nella base imponibile dell imposta sul reddito (prelievo progressivo) i soli redditi di capitale Secondo la nozione di reddito entrata dovrebbero rientrare e nella base imponibile dell imposta sul reddito (prelievo progressivo) i redditi di capitale e le plusvalenze Secondo la nozione di reddito consumo dovrebbe essere tassato solo il reddito consumato

4 Pratica Nella maggior parte dei sistemi tributari solo una parte dei redditi di capitale e una parte delle plusvalenze rientrano nel reddito complessivo ai fini dell imposta personale sui redditi Giustificazioni dello scostamento dal reddito prodotto/entrata: promozione dello sviluppo dei mercati finanziari sostegno al collocamento dei titoli di Stato e teoria della partita di giro a partire dal 1990 progressiva liberalizzazione valutaria nell ambito della UE con conseguente: difficoltà di accertamento a dei redditi prodotti all estero circolazione anonima dei capitali maggiore sensibilità del risparmio e degli investimenti alle variabili fiscali attraverso la competizione fiscale (se tassazione sulla base del principio della fonte) diffondersi, nel contesto internazionale, di modelli che distinguono il reddito da lavoro dal reddito da capitale (tassazione duale) e progressiva detassazione del capitale rispetto al lavoro

5 Tassazione delle attività finanziarie in Italia pre-1998 Il regime di tassazione in Italia prima della riforma del 1998: 1. Plusvalenze non tassate 2. Assoggettamento dei redditi da capitale a imposte sostitutive (promozione dello sviluppo dei mercati finanziari, sostegno al collocamento dei titoli di Stato)

6 Tassazione delle attività finanziarie in Italia pre Eterogeneità nelle aliquote e nelle basi imponibili a. Incentivi a elusione fiscale (grazie anche all innovazione finanziaria) Esempio 1: zero coupon bonds Esempio 2: combinazione di contratti forward al tempo t: 1) impegno ad acquistare a t+1 un titolo al prezzo Y 2) impegno a vendere lo stesso titolo al prezzo Y+C Se a t+1 il prezzo del titolo è Z>Y+C: guadagno sul primo contratto = Z-Y perdita sul secondo = Z-(Y+C) Guadagno netto = Z - Y - [Z-(Y+C)] = C replica il pagamento di una cedola C al tempo t+1 b. Distorsioni nelle scelte dei risparmiatori e delle imprese c. Interventi disorganici di correzione della legislazione fiscale

7 Tassazione delle attività finanziarie in Italia: riforma 1998/2000 Obiettivi: riduzione dei problemi di accertamento sottraendo definitivamente le rendite finanziarie all Irpef e assoggettandole a regimi sostitutivi incentivando il ruolo degli intermediari finanziari riduzione delle possibilità di elusione sottoponendo a imposizione tutte le attività finanziarie (in particolare plusvalenze) sistema generale omogeneizzando i trattamenti fiscali all aliquota del: 20% (12,5%-27% prima della manovra di estate 2011) in generale 11% per risparmio previdenziale 12,5% per interessi e plusvalenze su titoli di Stato italiani (e di Paesi che consentono scambio di informazioni) Ricorda: nel reddito complessivo IRPEF: al 49,72% per dividendi e plusvalenze da partecipazioni qualificate in società non residenti in paesi a fiscalità privilegiata; al 100%, invece, se residenti in paesi non whitelisted

8 Tassazione delle attività finanziarie in Italia: riforma 1998/2000 Obiettivi: tutela della competitività dell investimento finanziario nel nostro paese esentando (per alcune tipologie di redditi) gli investitori esteri fissando l aliquota principale ad un livello basso agevolazione per alcune categorie di risparmio risparmio previdenziale

9 Regimi di risparmio/tassazione La riforma del 1998 prevede un ampio coinvolgimento degli intermediari nell accertamento e nel prelievo dell imposta semplificazione, contrasto all evasione Prevede tre diversi regimi di tenuta dei risparmi (e relativa tassazione) tra i quali il risparmiatore può, a certe condizioni, optare: 1. Regime del risparmio individuale (o della dichiarazione) 2. Regime del risparmio amministrato 3. Regime del risparmio gestito a. individuale b. collettivo (fondi comuni d investimento) Il decreto milleproroghe 2011 ha riformato la tassazione dei fondi comuni di investimento interni creando di fatto un quarto regime di risparmio e di tassazione

10 Regimi di risparmio/tassazione In tutti i regimi si applicano le aliquote viste in precedenza Tuttavia, le modalità applicative divergono rispetto: all obbligo di inclusione in dichiarazione o meno (anonimato) al momento in cui rilevano le plus/minusvalenze (realizzazione/maturazione) alla possibilità di recupero delle minusvalenze Ricorda: secondo il criterio della realizzazione: la plus(minus)valenza è la differenza tra corrispettivo per la vendita e il costo di acquisto, la tassazione avviene al momento della cessione secondo il criterio della maturazione: nell anno di acquisto, la plus(minus)valenza è la differenza tra valore maturato alla fine dell anno e costo di acquisto; negli anni successivi, i la plus(minus)valenza l è la differenza tra valore maturato alla fine dell anno e valore all inizio dell anno

11 Risparmio individuale Redditi di capitale Imposta sostitutiva con ritenute alla fonte a titolo d imposta operate dall intermediario o dal soggetto che eroga interessi o dividendi In generale non c è obbligo di dichiarazione annuale Ma obbligo di dichiarazione annuale per dividendi in base imponibile IRPEF (progressività) Redditi diversi Tassati secondo aliquote descritte sopra Devono essere sempre analiticamente dichiarati in IRPEF ma sono assoggettati ad aliquote proporzionali (no progressività) non cè c è anonimato La tassazione avviene alla realizzazione (a fine anno con la dichiarazione) La compensazione solo fra redditi diversi (e non con i redditi di capitale) e nell ambito dello stesso regime di tassazione (partecipazioni qualificate distintamente da non qualificate) L eccedenza non compensata riportabile in avanti per i successivi 4 anni

12 Risparmio individuale e minusvalenze: esempio Un contribuente percepisce interessi lordi sutds italiani per 100 e realizza una plusvalenza da partecipazione non qualificata in società residente in Italia per 175. Inoltre vende una partecipazione non qualificata in una società residente in Italia conseguendo una minusvalenza di 200 La minusvalenza può essere compensata nello stesso periodo di imposta con la plusvalenza per 175 euro. I restanti 25 euro di minusvalenza non dedotta nel periodo di imposta potranno essere dedotti nei 4 anni successivi Il contribuente riceve 87,5 euro di interessi netti poiché i 100 euro di interessi lordi scontano una ritenuta alla fonte a titolo d imposta del 12,5%, ossia 12,5 euro, applicata dall intermediario finanziario che interviene nell operazione

13 Risparmio amministrato Redditi di capitale come nel regime di risparmio individuale Redditi diversi rispetto al risparmio individuale: l imposta sostitutiva viene prelevata dall intermediario su ogni singola operazione non è necessaria la dichiarazione analitica, è garantito l anonimato rimane sempre l obbligo di dichiarazione delle plusvalenze qualificate lf rientranti in BI IRPEF La compensazione è possibile solo fra i redditi diversi (escluse le partecipazioni qualificate) all interno dello stesso rapporto di amministrazione, nello stesso periodo di imposta e nei 4 successivi la tassazione avviene alla realizzazione (ma in corso d anno, non al momento della dichiarazione )

14 Risparmio gestito Il risparmiatore affida la gestione del proprio patrimonio ad un intermediario Tassazione unitaria i e contestuale t dei principali i redditi di capitale e redditi diversi maturati nel periodo di imposta (cioè anno per anno) L intermediario opera da sostituto d imposta applicando un imposta sostitutiva del 20% sul risultato di gestione in cui confluiscono sia i redditi di capitale sia i redditi diversi i maturati alla fine dell anno (ad esclusione dei dividendi e delle plusvalenze sulle partecipazioni qualificate)

15 Risultato di gestione + Patrimonio finale - Patrimonio iniziale + Prelievi e proventi distribuiti - Conferimenti e sottoscrizioni - Redditi esenti - Interessi e plusvalenze sui titoli di Stato + Interessi e plusvalenze sui titoli di Stato al 62,5% (per realizzare la tassazione al 12,5%) = Risultato di gestione

16 Risparmio gestito Il risultato di gestione include: tutti i redditi da capitale e diversi ad esclusione dei dividendi e plusvalenze sulle partecipazioni qualificate Interessi e dividendi concorrono al risultato di gestione per un importo al lordo dell imposta La tassazione del risultato di gestione garantisce: anonimato compensazione tra redditi di capitale e redditi diversi (vantaggio per il contribuente in tempi di generalizzata caduta dei prezzi dei titoli) tassazione al momento della maturazione (svantaggio rispetto al regime della realizzazione) Se il risultato di gestione è negativo il corrispondente importo è sottratto dal risultato di gestione dei 4 anni successivi

17 Risparmio gestito - Esempio Un individuo, con patrimonio iniziale pari a 1000, percepisce: interessi su titoli di Stato netti di imposta per 87,5 (al lordo 100, aliquota 12,5%) dividendi netti di imposta di 160 (200 al netto di Ires ma al lordo di imposta personale del 20%) da partecipazione non qualificata ha inoltre registrato una minusvalenza sulle sue azioni di 50 Risparmio gestito: + patrimonio iniziale patrimonio finale * = risultato di gestione 212,5 T = 0,20*212,5 = 42,5

18 Fondi comuni di investimento interni Tassazione sul risultato di gestione al 20% (analogamente al risparmio gestito individualmente) Con il decreto milleproroghe 2011 i redditi dei fondi comuni di investimento interni: non sono più tassati alla maturazione (cioè anno per anno) in capo al fondo bensì: alla realizzazione (e cioè al momento in cui i partecipanti li percepiscono tramite riscatto o rimborso delle quote o eventualmente distribuzioni periodiche) in capo al sottoscrittore vantaggio fiscale per il differimento dell imposta Obiettivo: equiparare i fondi interni e i fondi armonizzati UE (che, per i sottoscrittori domestici, sono tassati alla realizzazione) Ma in questo modo si crea un forte vantaggio per i fondi interni rispetto alle altre forme di risparmio interne dato che godono: sia del differimento dell imposta sia della possibilità di compensazione delle minusvalenze con i redditi da capitale

19 Conclusioni I redditi da partecipazione qualificata sempre in BI Irpef compensazione di minusvalenze da qualificata lf solo con plusvalenze l da qualificata L anonimato ato sui redditi diversi è garantito a to eccetto che nel risparmio individuale (dichiarazione) partecipazioni qualificate (sempre dichiarazione) Le aliquote sono identiche nei vari regimi i ma differenziate i a seconda degli impieghi Il risparmio gestito unico che consente la compensazione fra redditi di capitale e redditi diversi Il timing della tassazione non è omogeneo maturazione nel risparmio individuale gestito realizzazione negli altri tre regimi problemi di equità e neutralità

20 Agevolazione del risparmio previdenziale Impieghi con finalità previdenziale Previdenza complementare (collettiva) Fondi pensione aperti e chiusi Previdenza individuale Fondi pensione aperti Trattamento di fine rapporto Contratti tti di assicurazione i sulla vita Contratti finanziari Vincoli Periodo minimo di contribuzione Erogazione della prestazione al raggiungimento dell età pensionabile La prestazione deve essere per almeno il 50% sotto forma di rendita

21 Previdenza complementare collettiva e individuale Accumulazione Prestazione Età pensionabile Premi deducibili da Irpef (con limite di 5164 euro) Rendimenti finanziari (alla maturazione) 11% Montante = Σ premi + rendimenti finanziari (già tassati all 11%) Rendimenti finanziari esenti Rendita e K (max 50% del montante): tassazione separata t [15%-9%] t=15%, ridotta di 0,3 punti per ogni anno di contribuzione oltre il 15 minima (9%) con 35 anni Aliquota ordinaria (20%) sul rendimento finanziario maturato sul capitale lasciato in gestione

22 Previdenza complementare collettiva e individuale: id esempio L = 40 anni; e(l)=20 Durante la vita lavorativa, ogni anno 5000 versati alla previdenza integrativa (ricorda deducibilità). Questi contributi vengono investiti dal fondo. Sui rendimenti generati il fondo paga l 11% Montante accumulato = (parte non finanziaria) (parte finanziaria i i netta) N.B.: la parte non finanziaria i i costituisce 5/6 del montante Al momento della pensione l individuo riscuote sotto forma di rendita annuale. Il primo anno riceve /6 di (2.000 ) corrisponde alla parte finanziaria ed è esente (già tassati ti durante l accumulazione). l Gli altri corrispondenti alla parte non finanziaria rientrano nella tassazione separata. I rimanenti vengono reinvestiti dal fondo. Sui rendimenti corrispondenti si applica l aliquota del 20%

23 Trattamento di fine rapporto Accumulazione Prestazione Risoluzione rapporto lavoro Accantonamenti ti non Parte finanziaria esente imponibili K: Σpremi, tassazione separata Parte finanziaria = t media Irpef nella rivalutazione legale media degli ultimi 5 anni (1,5%+0.75 inflazione) tassata all 11% alla maturazione Montante = Σ premi + parte finanziaria (già tassata all 11%)

24 Contratti assicurativi puri Accumulazione Prestazione Morte/invalidità Premi detraibili al 19% permanente Esente nel limite di 1291 euro No tassazione rendimenti finanziari

25 Contratti finanziari Accumulazione Prestazione Età pensionabile Premi non deducibili d Differenza tra capitale e premi (parte finanziaria): tassazione sostitutiva al 20% Montante = Σ premi + rendimenti finanziari

26 Altri prelievi sulle attività finanziarie Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin tax) Prelievo (introdotto in Italia dalla legge di stabilità per 2013) che colpisce i trasferimenti ti di proprietà di azioni i emesse da società nazionali, le operazioni su derivati e gli scambi ad alta frequenza Il soggetto colpito è in generale l acquirente L imposta è prelevata dagli intermediari In EU in corso discussione sull adozione di una Tobin tax (più estesa di quella italiana: anche su titoli pubblici) negli 11 paesi dell Eurozona che hanno aderito all accordo di cooperazione rafforzata in tema di imposizione sulle transazioni finanziarie (Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia)

27 Altri prelievi sulle attività finanziarie Imposta di bollo Con le manovre di bilancio i 2011 ampliamento della portata t dell imposta di bollo applicata nel campo delle attività finanziarie di fatto un insieme di prelievi reali di tipo patrimoniale per lo più commisurati alle consistenze patrimoniali In particolare tre diversi prelievi Imposta di bollo per le comunicazioni relative a strumenti e prodotti finanziari Imposta di bollo speciale per le attività finanziarie che hanno beneficiato di «scudi fiscali» Imposta straordinaria sulle attività finanziarie detenute all estero dalle persone fisiche

28 Imposizione internazionale dei redditi di capitale Problema: come tassare i redditi che i residenti conseguono all estero? come tassare i redditi che i non residenti conseguono nel territorio nazionale? Problemi rilevanti soprattutto dopo l avvio del processo di liberalizzazione i valutaria nell UE a partire dal 1990 Per evitare e forme di doppia tassazione, due principi p opposti: principio della residenza il reddito viene tassato soltanto secondo le aliquote del paese di residenza del percettore principio della fonte il reddito viene tassato soltanto secondo le aliquote del paese in cui il reddito è prodotto

29 Criteri di scelta tra residenza e fonte a. Efficienza b. Rispetto dei principi di equità dell imposizione personale c. Ripartizione del gettito tra paesi d. Applicabilità delle normative nazionali

30 a. Efficiente allocazione delle risorse: CEN Capital export neutrality Un sistema di tassazione soddisfa la CEN se i fattori fiscali non influiscono sulle scelte di localizzazione internazionale i degli investimenti i i di un investitore i domestico

31 Il principio di residenza realizza CEN Senza imposte: r h =r f è indifferente investire nel paese h e nel paese f (condizione di non-arbitraggio) Con imposte e principio i i di residenza, un individuo id residente nel paese h ottiene: r h (1-t h ) se investe nel paese h r f (1-t h ) se investe nel paese f Condizione di non-arbitraggio: r h (1-t h ) = r f (1-t h ) r h =r f CEN Con imposte e principio della fonte, un individuo residente nel paese h ottiene: r h (1-t h ) se investe nel paese h r f (1-t f ) se investe nel paese f Condizione di non-arbitraggio r h (1-t h ) = r f (1-t f ) Se t h t f r h r f NON neutralità (a meno che t h = t f : armonizzazione) i Stessa conclusione se l individuo risiedesse in f

32 a. Efficiente allocazione delle risorse CIN Capital import neutrality Un sistema di tassazione soddisfa la CIN se nell ambito di un paese i fattori fiscali non favoriscono o penalizzano gli investimenti i i provenienti i da paesi diversii Con perfetta mobilità dei capitali tutti gli investitori ottengono lo Con perfetta mobilità dei capitali tutti gli investitori ottengono lo stesso rendimento netto, indipendentemente dalla loro nazionalità

33 Il principio della fonte realizza la CIN Due individui, uno residente in h ed uno in f; entrambi investono in h Senza imposte entrambi ottengono rendimento r h Con imposte e principio di residenza individuo residente in h ottiene r h (1-t h ) individuo residente in f ottiene r h (1-t f ) Se t h t f r h (1-t h ) r h (1-t f ) NON neutralità (a meno che t h = t f : armonizzazione) Con imposte e principio i i della fonte individuo residente in h ottiene r h (1-t h ) individuo residente in f ottiene r h (1-t h ) Investire in h genera il rendimento r h (1-t h ) indipendentemente dalla residenza dell investitore CIN Stessa conclusione se investissero in f

34 Perché è importante che sia soddisfatta la CEN? Perché in tal modo si realizza un allocazione efficiente del capitale tra paesi Condizione di efficiente allocazione del K dato K da allocare nei paesi h e f funzioni di produzione: f h (K h ) e f f (K f ) un allocazione è efficiente se: f h (K* h ) = f f (K* f )

35 La CEN realizza un allocazione efficiente del capitale In assenza di imposte: Le imprese operanti nel paese h massimizzano i profitti dati da: h =p f h (K h )- r h K h Ipotesi: p=1 Massimizzazione di h f h (K h ) = r h Le imprese operanti nel paese f massimizzano i profitti dati da: f =p f f (K f )- r f K f Massimizzazione di f f f (K f )=r f Con perfetta mobilità dei capitali r h =r f f h (K h )= r h =r f = f f (K f ) Allocazione efficiente del capitale richiede eguaglianza delle produttività tra paesi

36 In presenza di imposte: Principio di residenza Massimizzazione di h nel paese h f h (K h )= r h Massimizzazione di f nel paese f f f (K f )= r f Libertà di movimento dei capitali r h (1-t h )=r f (1-t h ) e r h (1-t f )=r f (1-t f ) r h = r f f h (K h )= r h =r f = f f (K f ) Principio della fonte Massimizzazione di h nel paese h f h (K h )= r h Massimizzazione di f nel paese f f f (K f )= r f Libertà di movimento dei capitali r h (1-t h )=r f (1-t f ) Se t h > t f r h > r f f h (K h )= r h > r f = f f (K f )

37 b. Equità Il principio di residenza, contrariamente al principio della fonte, è compatibile con la personalità dell imposizione sul reddito in quanto permette di cogliere la posizione reddituale dell individuo nella sua globalità (redditi percepiti domesticamente + redditi percepiti all estero)

38 c. Ripartizione del gettito tra paesi Principio di residenza: base imponibile = redditi finanziari generati dal risparmio dei residenti Principio della fonte: base imponibile = redditi finanziari generati dal capitale investito nel paese Il principio della fonte è preferito dai paesi in cui il risparmio nazionale è inferiore al capitale investito (importatori di capitale) Il principio di residenza è preferito dai paesi in cui il risparmio nazionale è superiore al capitale investito (esportatori di capitale)

39 Ipotesi: risparmio del paese h in f : Y hf h è esportatore netto di capitali f è importatore netto di capitali

40 Per sfruttare le qualità desiderabili del principio di residenza evitando che i paesi importatori di capitale rimangano senza gettito: sistemi misti = tassazione alla fonte + credito di imposta nel paese di residenza si assoggettano a imposizione i redditi prodotti nel territorio di localizzazione dell investimento il paese di residenza riconosce un credito sulle imposte pagate all estero dai propri residenti. t f Y hf versato al paese f e riconosciuto come credito dell imposta dovuta al paese h (t h -t f ) Y hf versato al paese h Imposta totale = t h Y hf Se il credito d imposta è totale si realizza Se il credito d imposta è totale si realizza pienamente la tassazione secondo la residenza

41 Se il credito d imposta è concesso in misura non integrale si ha un sistema misto (doppia imposizione) Caso estremo: t f Y hf versato al paese f; nessun credito d imposta dimposta nel paese residenza t h Y hf versato al paese h Imposta totale = (t h + t f ) Y hf L autonomia tributaria dei singoli Stati (connaturata al principio di residenza) richiede forme di cooperazione e coordinamento sovranazionale: per evitare una sovrapposizione di residenza e fonte (doppia imposizione) per individuare una ripartizione del gettito tra paesi ragionevole per limitare comportamenti strategici da parte dei paesi importatori di capitale

42 d. Applicabilità Problemi di applicazione del principio di residenza Flussi informativi tra paesi (difficoltà di accertamento dei redditi esteri) per ricostruire i la posizione i reddituale complessiva del contribuente Necessità di uno scambio di informazioni tra amministrazioni finanziarie Incentivi a ritardare il rimpatrio dei redditi (soprattutto profitti da parte delle imprese multinazionali) Tax deferral

43 Problemi di applicazione i del principio i i della fonte In presenza di elevata mobilità del capitale si genera concorrenza fiscale caduta del gettito proveniente dai redditi da capitale Per sostenere i livelli di spesa pubblica storicamente raggiunti: Aumento ulteriore dell imposizione sui fattori meno mobili (lavoro) perdita di competitività dell industria nazionale; disoccupazione; inaccettabilità politica i Riduzione delle spese (ridimensionamento del welfare state)

44 Possibili soluzioni: i Fonte + coordinamento accordo per non ridurre eccessivamente l imposizione e allineare le aliquote Residenza + scambio di informazioni Direttiva europea entrata t in vigore il 1 luglio li 2005 su interessi i e dividendi id Scambio di informazioni automatico sui redditi di capitale percepiti da non residenti (fine del segreto bancario). AU, B, Lux rimandano l adesione a quando aderiranno Svizzera, USA e altri paesi in cui vige il segreto bancario questi paesi applicheranno una ritenuta alla fonte sui risparmi dei non residenti (15% nei primi 3 anni; 20% nei successivi 3; 35% in seguito) Inoltre dovranno trasferire il 75% delle entrate da non residenti ai paesi di origine degli investitori Sforzi della EU per arrivare ad accordi con paesi terzi (Svizzera, Andorra, Liechtenstein, San Marino)

45 La competitività in Italia Sui redditi percepiti in Italia da non residenti Interessi e plusvalenze Esenti se il paese di residenza del percettore partecipa a scambio di informazioni ( sia in atto una convenzione per evitare la doppia tassazione del reddito) e non è paradiso fiscale Dividendi Ritenuta del 27%, rimborsabile fino ai 4/9 se si dimostra che sono state pagate le imposte nello Stato di residenza dei percettori Proventi da fondi comuni Esenti se il paese di residenza del percettore partecipa p a scambio di informazioni Sui redditi percepiti in Italia da residenti Esclusi dalla progressività e aliquote ridotte Sui redditi percepiti all estero da residenti p p Si applica (con difficoltà) il principio di residenza

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