La Regione Piemonte e la politica europea: gli indirizzi locali per il rispetto delle direttive comunitarie

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1 Il trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani: sfide locali e globali La Regione Piemonte e la politica europea: gli indirizzi locali per il rispetto delle direttive comunitarie dr agr Enrico G. Accotto Torino, 15 marzo

2 La disciplina europea riguardante la gestione della frazione organica dei rifiuti urbani (1/3) Direttiva 2008/98/CE Articolo 2 Esclusione dall ambito di applicazione comma 2 - Sono esclusi dall ambito di applicazione della presente direttiva nella misura in cui sono contemplati da altra normativa comunitaria: b) sottoprodotti di origine animale, compresi i prodotti trasformati contemplati dal regolamento (CE) n. 1774/2002, eccetto quelli destinati all incenerimento, allo smaltimento in discarica o all utilizzo in un impianto di produzione di biogas o di compostaggio; Articolo 22 - Rifiuti organici Gli Stati membri adottano, se del caso e a norma degli articoli 4 e 13, misure volte a incoraggiare: a) la raccolta separata dei rifiuti organici ai fini del compostaggio e dello smaltimento dei rifiuti organici; 2

3 La disciplina europea riguardante la gestione della frazione organica dei rifiuti urbani (2/3) Direttiva 1999/31/CE (e D. Lgs. 36/2003 art. 5) Art. 5 - (Obiettivi di riduzione del conferimento di rifiuti in discarica) 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ciascuna regione elabora ed approva un apposito programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica ( ), per raggiungere, a livello di ATO o provinciale i seguenti obiettivi: a) entro il 2008 i RUB devono essere < 173 kg/anno per abitante; b) entro il 2011 i RUB devono essere < 115 kg/anno per ab.; c) entro il 2018 i RUB devono essere <81 kg/anno per ab.. 2. Il programma di cui al comma 1 prevede il trattamento dei rifiuti e, in particolare, il riciclaggio, il trattamento aerobico o anaerobico, il recupero di materiali o energia. 3

4 La disciplina europea riguardante la gestione della frazione organica dei rifiuti urbani (3/3) Regolamento 1069/2009 (e Reg. 142/2011) articolo 10 (SOA di cat. 3, lett. f): prodotti di origine animale, o prodotti alimentari contenenti prodotti di origine animale, i quali non sono più destinati al consumo umano per motivi commerciali o a causa di problemi di fabbricazione o difetti di condizionamento o altri difetti che non presentano rischi per la salute pubblica o degli animali; articolo 10 (SOA di cat. 3, lett. p): rifiuti di cucina e ristorazione diversi da quelli contemplati all articolo 8, lettera f). articolo 14 (smaltimento ed uso SOA cat. 3); articolo 21 (rifiuti cucina e ristorazione: esclusione dal Reg. 1069/09 in quanto contemplati dalla Dir. 2008/98/CE); articolo 24 (riconoscimento stabilimenti) 4

5 L END OF WASTE PER IL COMPOST - Considerazioni A seguito dell entrata in vigore del Regolamento n. 333/2011 (sui rottami metallici), considerate le evidenti differenze sull interpretazione di alcuni passaggi, nonché preso atto che gli altri Reg. che seguiranno per gli altri rifiuti con tutta probabilità prenderanno fortemente spunto da tale primo Regolamento, occorre evidenziare almeno tre aspetti controversi, esaminati dalle Regioni ed approvati in Commissione Ambiente Energia: a) Le procedure semplificate ex art. 216 del D. Lgs. 152/06 e DM 5/2/1998 restano in vigore (ai sensi degli artt. 24, 25 e 26 della Dir. 2008/98/CE) e, qualora le sostanze in uscita non siano conformi al Reg. sull EOW su tali sostanze, saremo in presenza di rifiuti. b) I prodotti generati, conformi al Reg. per la specifica sostanza, potranno esser conferiti nelle aree attualmente individuate deposito MPS (in tali aree non saranno considerati rifiuti): è il problema riguardante la cessazione della qualifica di rifiuto solo all atto della cessione dal produttore ad altro detentore: tali aree infatti ad oggi sono considerate deposito di prodotti e non di rifiuti. c) Gli operatori devono informare le Province, trasmettendo copia del certificato di conformità del sistema di gestione della qualità. 5

6 La disciplina regionale riguardante la gestione della frazione organica dei rifiuti urbani D.C.R. 30/7/1997 n : Piano regionale di gestione dei rifiuti D.G.R. 5/7/2004 n : Programma regionale per la riduzione dei RUB da collocare in discarica in attuazione dell art. 5 del D. Lgs. 36/2003 D.G.R. 1/3/2010 n : Criteri tecnici regionali in materia di gestione dei rifiuti urbani 6

7 D.G.R. 1/3/2010 n Criteri tecnici regionali in materia di gestione dei rifiuti urbani Obiettivi specifici riguardanti la Frazione Organica (F.O.): Produzione di biogas da trattamento della F.O Riduzione RUB in discarica Prevenzione della desertificazione Azioni riguardanti la F.O. Riduzione produzione RU pro capite mediante a) Compostaggio domestico b) Compostaggio domestico collettivo (di prossimità) c) Compostaggio rifiuti verdi nel luogo di produzione d) Raccolta derrate non vendibili e pasti non consumati (L 155/03) RD F.O. a 90 kg/ab. anno (30 kg/ab. per il verde) Colore marrone per i contenitori dedicati alla F.O. 7

8 Il Compostaggio Domestico in Piemonte (1/2) n comuni con compostaggio domestico n comuni che applicano riduzioni tassa/tariffa Anno N utenze domestiche N utenze che praticano compostaggio domestico N comuni con compostaggio domestico N comuni che applicano riduzioni tassa/tariffa

9 Il Compostaggio Domestico in Piemonte (2/2) Utenze domestiche totali in Piemonte: Utenza dom. che effettuano compostaggio dom, in Piemonte: Il 5,6 % di Ut. Dom. praticano il compostaggio domestico Calcolo della riduzione del conferimento di rifiuto organico domestico grazie al compostaggio domestico La sola frazione organica prodotta da un abitante presso la propria abitazione corrisponde a 0,198 kg/giorno In Piemonte una ut. dom. è composta mediamente da 2,13 abitanti 0,198 x 365 x 2,13 x = tonn/anno di rifiuto organico domestico sottratto al serv. di raccolta (verde escluso) 9

10 Indagine per la quantificazione del rifiuto organico e del rifiuto indifferenziato Fondi ALCOTRA, Progetto R2D2 Campagna di pesatura anno 2011 Relazione completa sul sito: RIFIUTO BIODEGRADABILE [UTENZE DOMESTICHE] Scarti del giardino Scarti dell orto Rifiuti gestione aree verdi Cer Origine vegetale Origine animale Rifiuti cucina Cer Rifiuto oggetto del presente studio Avviata una campagna di pesatura del rifiuto organico (+ indiff.) Prodotto dalle famiglie Regione Piemonte + IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l Ambiente) METODO PER QUANTIFICARE LA FRAZIONE ORGANICA SOTTRATTA 10

11 METODO APPLICATO Esecuzione delle pesate: 2 cicli di 1 settimana ciascuno 1 ciclo invernale 21-26feb11 2 ciclo estivo 11-16lug11 [ A settimana: 3 pesate per famiglia, ogni 2/3 giorni] Definizione del campione: 179 adesioni raccolte durante i corsi sul compostaggio domestico [CCA CISA COSRAB] Selezione del campione [136 famiglie giàcompostano]per ottimizzare i percorsi delle pesate [117/ 111 contatti telefonici] PARTECIPANTI 91FAMIGLIE PER IL 1 CICLO 87FAMIGLIE PER IL 2 CICLO MATERIALE CONSEGNATO ALLE FAMIGLIE: 2 tipi di sacchetti (ORGANCO ED INDIFFERENZIATO) mastello con coperchio e adesivo istruzioni e calendario di pesata tabella annotazioni pasti 11

12 CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE 12

13 RISULTATI: CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE NUMERO DI PESATE RIFIUTO ORGANICO PREVISTE ESEGUITE PERDITE N. % 1 O CICLO ,3% 2 O CICLO ,8% TOTALE ,0% PRODUZIONE PROCAPITE RICAVATA TIPOLOGIA DI RIFIUTO g/giorno g/pasto a g/pasto*2 (a) RIFIUTO ORGANICO (cucina) RIFIUTO INDIFFERENZIATO RIFIUTO TOTALE (org.+indif.)

14 L uso di un compostatore elettromeccanico per la gestione del rifiuto organico: valutazioni ambientali ed economiche Fondi ALCOTRA, Progetto R2D2 - Relazione completa all indirizzo: 5Nov2011.pdf Il R.O. è l unico tipo di rifiuto che può avvalersi non solo della raccolta di prossimità, ma anche della gestione di prossimità al fine di giungere ad un utilizzo, spesso anch esso di prossimità, del fertilizzante prodotto. Il Compostaggio di Prossimità sfrutta quindi un elemento peculiare del R.O.: la possibilità di essere gestito in loco, azzerando i costi di raccolta, trasporto e conferimento per il recupero: l operatore del compostaggio di prossimità deve quindi poter contare su questo risparmio della collettività, facendone il proprio portafoglio operativo. Il R.O. raccolto grazie al compostaggio di prossimità può essere gestito con diverse modalità, alcune delle quali non garantiscono gli standard igienicosanitari [tra i quali la garanzia di una T > 55 C per 3 giorni] che questa sperimentazione si è imposta. 14

15 La disciplina di riferimento per il compostaggio di prossimità Viene compostato esclusivamente il proprio R.O. Viene compostato il R.O. di terzi: D. Lgs. 152/2006 COMPOSTAGGIO DI PROSSIMITA (ad es con Compostatore Elettromeccanico) Utilizzazione in proprio dell ammendante Cessione a terzi dell ammendante: D. Lgs. 75/2010 Ente competente: Provincia Ente competente: Min. Agr. Il Compostaggio di Prossimità mediante un compostatore elettromeccanico Voci di Costo Euro/anno Ammortamento del C.E Costo del pellet 125 Consumo di elettricità 125 Manodopera 650 Manutenzione ordinaria 150 Eventuali costi amministrativi 0 TOTALE Il compostatore el. è attivo dal 5/7/11 Il costo di questo sistema va esaminato tenendo conto sia delle utenze che occorre coinvolgere per renderlo economico (domestiche e di ristorazione collettiva), sia con la localizzazione territoriale (aree con costi di raccolta elevati) sia infine con le scelte di politica ambientale riflesse sui tributi locali 15

16 Prov. Comune Ragione sociale Quantità autorizzata (t/a) Rifiuto trattato (t/a) Fraz. org. Selez. ( ) Verde ( ) Fanghi Altro AL ALESSANDRIA A.R.AL Spa Impianti di compostaggio in Piemonte anno 2010 AL AT CN CASAL CERMELLI SAN DAMIANO D'ASTI BORGO SAN DALMAZZO BIOLAND SRL G.A.I.A. S.p.A ,05 ACSR spa CN FOSSANO SAN CARLO s.r.l CN MAGLIANO ALFIERI AZ. AGR. OLMO BRUNO CN SALUZZO COOP. AGR. GALATERO CN NO SOMMARIVA PERNO NOVARA S.T.R. Srl ex A.A.B.S.r CONSORZIO DI BACINO BASSO NOVARESE NO POMBIA Fucci Antonio NO TO SAN NAZZARO SESIA ALBIANO D'IVREA KOSTER ROFFINO s.r.l TO BORGARO T.SE AMIAT S.p.A TO COLLEGNO CIDIU COLLEGNO TO DRUENTO PUNTO AMBIENTE TO PECETTO TORINESE MOLINETTO AZIENDA AGRICOLA TO PINEROLO ACEA TO RIVA PRESSO CHIERI RE.LI.CE. sas TO TORINO ITALCONCIMI VC SANTHIA' TERRITORIO E RISORSE SRL VCO VERBANIA COOPERATIVA SOCIALE RISORSE SRL

17 Impianti di compostaggio e di digestione anaerobica in Piemonte anno 2010 PROVINCIA N IMPIANTI attivi TOT TRATTATO FORSU VERDE e LEGNO FANGHI e SCARTI AGRIC. Ales s andria As ti Biella Cuneo Novara Torino Vercelli VCO Totale trattato (tonnellate)

18 P r o v C o m u n e P o t e n z i a l i t à a u t o r i z z a t a ( t / a ) R i f i u t o i n i n g r e s s o ( t ) T i p o l o g i a Impianti di Trattamento Meccanico Biologico in Piemonte anno 2010 A L A l e s s a n d r i a t / a S + B S A L C a s a l e M o n f e r r a t o t / a S + B S A L N o v i L i g u r e t / a S A L T o r t o n a t / a S + B S A T A s t i - V a l t e r z a B I C a v a g l i a ' t / a t / a ( R U + R S ) S + B S + C D R S + B E C N V i l l a f a l l e t t o t / a B E + C D R C C C N N N T O M a g l i a n o A l p i S o m m a r i v a B o s c o B o r g o S a n D a l m a z z o P i n e r o l o t / a S + B S t / a S + B S t / a t / a ( t / a d e l D i g A n. e p r o d C D R t / a d e l l a l i n e a c o m p o s t a g g i o ) 0 S + B S ( R i n d + F r a z. O r g ) S + C D R ( + D i g A n d i F O R S U ) A L A l e s s a n d r i a t / a C D R C N R o c c a v i o n e t / a d i c u i t / a d i C D R C D R * N e l l e t o n n e l l a t e d e i r i f i u t i i n i n g r e s s o a l l i m p i a n t o d i T o r t o n a s o n o c o m p r e s i a n c h e i r i f i u t i p r o v e n i e n t i d a l l i m p i a n t o d i T r a t t a m e n t o M e c c a n i c o d i N o v i L i g u r e d e s t i n a t i a l l a l i n e a d i T r a t t a m e n t o B i o l o g i c o. 18

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