GLI INTERVENTI PER LA DIFFUSIONE E LO SVILUPPO DELL INNOVAZIONE

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1 118 GLI INTERVENTI PER LA DIFFUSIONE E LO SVILUPPO DELL INNOVAZIONE IL PROGETTO DIADI La diffusione dell innovazione presso le piccole e medie imprese è una costante delle politiche dei Fondi Strutturali regionali dal 1996 ad oggi e da sempre porta il marchio di DIADI, un progetto, gestito e attuato dal COREP (Consorzio per la Ricerca e l Educazione Permanente) in collaborazione con il CSP, il Distretto Tecnologico del Canavese e la Rete dei Parchi scientifici e tecnologici piemontesi (Tecnorete). Giunto alla sua terza edizione, DIADI ha sperimentato e consolidato nel corso degli anni una serie di strumenti volti a migliorare la produttività e la competitività delle imprese piemontesi. Offrire alle piccole e medie imprese opportunità di innovazione, sfruttando le competenze del mondo universitario e del sistema della ricerca : questa è la formula che meglio descrive DIADI. Il programma ha visto infatti il coinvolgimento del Politecnico e dell Università di Torino, nonché dei maggiori Istituti di ricerca presenti sul territorio e dei Parchi scientifici e tecnologici. Le iniziative messe in campo si articolano attorno a tre grandi nuclei: monitoraggio ed esigenze di innovazione, promozione dei risultati della ricerca e progetti d innovazione. Il primo gruppo di iniziative consiste nell organizzare, con la collaborazione delle associazioni di categoria, incontri di orientamento con imprenditori rappresentativi e atti a individuare esigenze puntuali delle piccole e medie imprese. La promozione dei risultati della ricerca mette in campo un ampio ventaglio di iniziative, che vanno dall informazione e pubblicità attraverso il sito Internet e la Newsletter di DIADI, alla promozione dei Centri di innovazione attraverso l allestimento di opportune vetrine e specifiche azioni volte a dare loro visibilità; dalle attività volte a favorire la brevettazione, all organizzazione di incontri specialistici personalizzati (effettuati da e- sperti su richiesta delle piccole e medie imprese) fino alla realizzazione di studi di fattibilità. Attraverso il sito Internet di DIADI le aziende possono accedere ad una serie di informazioni e soprattutto a un database in corso di implementazione, contenente più di 800 schede di ricerca afferenti a più di 50 dipartimenti del Politecnico, delle Università di Torino e del Piemonte Orientale e ad alcuni Istituti del CNR. Uno degli aspetti più innovativi e qualificanti di DIADI è il terzo gruppo di iniziative, denominate ora progetti d innovazione e in passato pro-

2 120 getti dimostratori. Si tratta di progetti di ricerca svolti da imprese, selezionate tramite bando pubblico, in collaborazione con Centri di ricerca pubblici e finanziati con un contributo pari al 50% del costo del progetto. Dal 1996 ad oggi sono stati realizzati 40 progetti di ricerca dai contenuti innovativi nei settori meccanico, elettromeccanico, elettronico, chimico/biochimico, metallurgico e informatico. Come illustrato dalla Tabella 15, le collaborazioni tra aziende e centri di ricerca hanno consentito l introduzione di innovazioni di processo e di prodotto. Anche gli altri numeri di DIADI sono significativi e testimoniano lo sforzo finanziario e organizzativo espletato dal progetto. Tra il 1996 e il 2000, con un investimento pari a circa 9 milioni di euro a fronte di 6,4 milioni di contributi, oltre alla realizzazione del sito Internet e della banca dati, si contano: 191 check up aziendali, 54 studi di fattibilità, 134 seminari e 58 eventi di animazione tecnologica con il coinvolgimento di più di 1100 imprese. Per il periodo è previsto un investimento di 15 milioni di euro attivati da 10,5 milioni di contributi pubblici. DIADI ha svolto, infine, un ruolo determinante nella promozione delle attività dei Parchi tecnologici piemontesi presso le piccole e medie imprese attraverso l organizzazione di eventi e di 8 progetti integrati sviluppati dai Parchi stessi su tematiche riguardanti l ambiente, le biotecnologie e le scienze dei materiali.

3 122 GLI ALTRI INTERVENTI Creazione di un taccuino elettronico per la gestione degli ordini nei ristoranti, progettazione di un prototipo di stufa destinato al mercato statunitense e di una fisarmonica digitale, studi e sperimentazioni di nuovi apparecchi elettrici, elettronici e per la lavorazione delle materie plastiche, prototipazione e sperimentazione di veicoli a trazione elettrica e, più in generale, progettazione di motori elettrici, ricerche per la creazione di prodotti innovativi o realizzati attravero l utilizzo di materiali alternativi a quelli tradizionali: sono solo alcuni esempi dell ampia gamma di progetti finanziati tra il 1994 e il 1999 nell ambito delle Misure dirette a promuovere lo sviluppo dell innovazione. Tali Misure prevedono l erogazione di contributi a fondo perduto fino al 50% della spesa ammissibile per la realizzazione di studi relativi a progetti di ricerca e sviluppo (fattibilità, sperimentazione, prototipizzazione) realizzati dalle piccole e medie imprese in collaborazione fra di loro e con enti pubblici di ricerca. Si contano 279 progetti svolti da imprese sia artigianali che industriali, ma con una netta prevalenza di queste ultime, appartenenti a tutti i settori più qualificanti dell economia piemontese. L investimento complessivo è stato di circa 57 milioni di euro attivati da quasi 22 milioni di contributi. L intervento è stato riproposto nel programma in corso di attuazione ed ha già riscosso un notevole successo, segno del grande interesse e delle capacità innovative delle pmi piemontesi. Il bando, aperto all inizio del 2004, finanzia più di 500 progetti per 35 milioni di euro di contributi, che attiveranno circa 94 milioni di investimenti totali. Lo spiccato e peculiare interesse dei Fondi Strutturali per gli investimenti innovativi è testimoniato da un altro strumento ormai storico che dal 1994, anno della sua attivazione, non è più mancato nei programmi regionali, in virtù della sua grande duttilità e del largo favore incontrato presso le imprese. Si tratta del fondo rotativo per gli investimenti innovativi e ambientali delle piccole e medie imprese industriali e artigianali. I progetti finanziati prevedono l introduzione di innovazioni tecnologiche per aumentare la competitività delle imprese e ridurre l impatto ambientale. L aiuto consiste nella concessione di anticipi rimborsabili nella misura del 50% dell investi-

4 124 mento ammesso a tasso zero e del restante 50% ai normali tassi di mercato. Nel periodo di programmazione in corso l accesso al fondo è stato esteso anche alle imprese turistiche, che realizzino progetti d investimento riguardanti la qualificazione, l ampliamento e la realizzazione di strutture turistico-ricettive. Il primo intervento è stato introdotto nei Docup In questo periodo sono stati finanziati 1829 progetti. A questi vanno aggiunti 834 progetti finanziati con il Docup Si calcola che gli investimenti complessivamente attivati ammontino a circa 540 milioni di euro grazie a 203 milioni di contributi. Per effetto dei contributi, erogati nell intero periodo, si stima che l occupazione delle imprese interessate sia cresciuta del 10%.

5 126 DIFFUSIONE DELLA SOCIETÀ DELL INFORMAZIONE Negli anni 90 lo sviluppo e la diffusione della società dell informazione si sono progressivamente guadagnati un posto di rilievo tra gli interventi che la Commissione Europea raccomandava agli Stati membri di introdurre nei programmi di sviluppo regionale. Anche per questo, a partire dal 1997, la Regione Piemonte ha introdotto misure volte a diffondere la cultura della società dell informazione negli operatori sia pubblici che privati. Tra le attività di promozione delle tecnologie ICT va ricordata la creazione di IRISI (Iniziativa Inter Regionale per la Società dell Informazione), progetto promosso dalla Commissione Europea (Direzione Generale Politica Regionale). Il Piemonte ha prontamente raccolto questa opportunità, attuandola tramite il CSP (Centro di eccellenza per la Ricerca, Sviluppo e Sperimentazione di Tecnologie Avanzate Informatiche e Telematiche) in collaborazione con il Politecnico di Torino e il CSI (Consorzio per il Sistema Informativo) Piemonte. Nel Docup e in quello attualmente in gestione ( ) il progetto è stato ulteriormente implementato e potenziato. Tra l altro è stato attivato un sito web IRISI (www.csp.it/irisi); si sono svolti seminari e conferenze per offrire ad attori pubblici e privati esempi concreti di applicazione delle nuove tecnologie in contesti organizzativi e aziendali. Sono state inoltre attivate sperimentazioni di nuove tecnologie e di prototipi, tra cui un prototipo di rete multimediale. A partire dall esperienza di PiemonteInRete, che ha permesso al Piemonte di essere una delle regioni più avanzate nel campo dell ICT, è stata progettata e sperimentata una rete dati idonea a trasportare traffico di tipo multimediale, integrando infrastrutture tecnologiche e servizi in modo da consentire la realizzazione di videoconferenze, di applicazioni per la teleformazione e il telelavoro, di trasmissioni wireless, telefonia IP, ecc. L investimento nel progetto è stato di 1 milione di euro e fruisce di un contributo a carico del Docup pari al 70%. Parallelamente al progetto IRISI nel Docup sono state attivate altre iniziative per lo sviluppo e l applicazione di servizi telematici. Nel 1998 è nata la Società OpenNNET, situata all interno di Envipark, che aveva come mission sviluppare un offerta locale di servizi in rete e di stimolare la crescita della domanda di tali servizi. Il progetto ha favorito gli investimenti nelle reti in fibra ottica sul territorio torinese da parte dei principali Operatori di Telecomunicazioni; ha creato un

6 128 punto di concentrazione per l interconnessione di diverse reti Internet sul modello del newyorkese TELEHOUSE (Progetto TELEPORTO) e un Portale di promozione del territorio e del sistema imprenditoriale, denominato Spazioimprese. Per favorire la formazione di reti business to business e business to consumer, OpeNNET ha realizzato un network aperto, formato da piccole e medie imprese specializzate a supporto del business in rete nei settori del commercio, della distribuzione e del turismo. Sempre nell ambito del Docup , OpeNNET ha gestito una linea d intervento per diffondere l utilizzo dei servizi telematici presso le piccole e medie imprese, che prevedeva l erogazione di contributi alle aziende per coprire al 50% costi di allestimento di postazioni multimediali collegate in rete e per finanziare il periodo iniziale di accesso ad Internet, compresa la realizzazione di pagine promozionali su siti web nazionali e internazionali. Sono stati conclusi 655 interventi corrispondenti ad altrettante imprese per un investimento di 14,5 milioni di euro. Facendo tesoro dell esperienza maturata, la Regione Piemonte ha moltiplicato gli sforzi per promuovere la società dell informazione, finanziando sia le infrastrutture che l offerta di servizi. Nel Docup sono stati stanziati più di 50 milioni di euro in grado di attivare investimenti per 85 milioni. È prevista innanzitutto la creazione di un Osservatorio permanente sulla net-economy, che rappresenta la continuazione ideale del progetto IRISI. Se ne sta occupando il CSP. Un secondo intervento qualificante è lo sviluppo di una piattaforma di comunicazione tra Pubblica Amministrazione e sistema delle imprese, prevedendo la creazione di una rete a banda larga nelle aree Obiettivo 2, che permetta a tutte le utenze di accedere a un offerta di servizi già attivi e a nuove applicazioni che potranno essere attivate grazie proprio alla disponibilità dell infrastruttura. Un terzo tipo d intervento si propone di diffondere presso le pmi l utilizzo delle tecnologie ICT. È previsto a tal fine un pacchetto di Misure che promuove l adozione da parte delle imprese di servizi qualificanti quali l e-procurement, l e-commerce ed altre tecnologie e servizi ICT. Le aziende possono avvalersi di consulenze altamente specializzate per la messa a punto di software personalizzati e l introduzione di strumenti innovativi nei processi aziendali, ricevendo un contributo pari al 50% della spesa sostenuta. Alla fine del 2004 le domande erano 1237 pari ad un investimento di circa 48 milioni di euro attivato da 24 milioni di contributi.

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