I P.I.F. in Piemonte

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1 I P.I.F. in Piemonte Aspetti organizzativi e metodologici Moreno SOSTER Responsabile Programmazione e valorizzazione del sistema agro-alimentare 1

2 Contesto Fabbisogno 7 Sviluppare forme di integrazione orizzontale e verticale nelle filiere agroalimentari, no food e forestali Fabbisogno 8 Supportare la penetrazione dei prodotti agroalimentari piemontesi sul mercato nazionale ed estero Fabbisogno 19 Creazione di opportunità occupazionali nelle aree rurali PSR -FOCUS AREA 3a Organizzazione delle filiere agro-alimentari 2

3 Contesto Approccio di sistema (obbiettivo e strategia condivisi, vantaggio concorrenziale collettivo con benefici individuali) Gestione delle dinamiche organizzative e produttive di un area territoriale definita FILIERA Centralità delle relazioni 3

4 Contesto FILIERA CORTA Aree rurali intermedie o con problemi di sviluppo Aziende agricole professionali medio-piccole, part-time e marginali Varietà e razze locali Specialties Volumi piccoli Trasformazione aziendale Vendita diretta e Mercati locali FILIERA LUNGA Aree rurali ad agricoltura intensiva o intermedie Aziende agricole professionali e capitalistiche Grandi Specialties o Commodities di qualità certificata Volumi importanti Operatori intermedi (raccoglitori, imbottigliatori, porzionatori, ecc.) Rapporti con trasformazione e distribuzione di grandi dimensioni Mercati nazionale e internazionale 4

5 Organizzazione dell approccio di filiera Obiettivo di FILIERA CORTA Incrementare il valore aggiunto dei prodotti attraverso l accoglienza e il rapporto diretto col consumatore sul mercato locale Obiettivo di FILIERA LUNGA Migliorare il posizionamento del prodotto sui mercati non locali mediante: -la maggior qualificazione del prodotto; -la maggior qualificazione dell impresa e il rafforzamento della formazione e delle capacità imprenditoriali; - l innovazione tecnologica e organizzativa; - la miglior organizzazione dell offerta di prodotto; - il rafforzamento del legame tra impresa e territorio; - il rafforzamento delle reti o rapporti tra gli operatori; - la creazione di sinergie tra operatori anche extra agricoli; - lo sviluppo di un economia entro un ambito territoriale ben definito. 5

6 Organizzazione dell approccio di filiera Manifestazioni di interesse (all approccio di filiera) LINEE GUIDA per approccio di filiera Deliberazione di Giunta Regionale Animazione (seminari, riunioni per filiera) BANDO 1 Determinazione dirigenziale Comparto A Comparto B Comparto C BANDO 2 Determinazione dirigenziale Comparto D PIF 1 PIF 2 PIF 3 Domande individuali 6

7 Il partenariato di filiera SOGGETTO ANIMATORE CAPOFILA Obbiettivo condiviso Aziende agricole Aziende di commercializzazione Partecipanti Istituti di ricerca Aziende di trasformazione Società di servizi PARTENARIATO DI FILIERA Accordo di filiera I partecipanti possono essere DIRETTI (= beneficiari) o INDIRETTI 7

8 Organizzazione del partenariato di filiera CORTA Gruppi di cooperazione PARTENARIATO DI FILIERA tramite SOGGETTO ANIMATORE CAPOFILA presenta Manifestazione di interesse LUNGA Organizzazioni Produttori Associazioni Produttori Cooperative agricole Imprese di trasformazione e di commercializzazione Consorzi di tutela Scheda progetto PIF Accordo di filiera 8

9 La manifestazione di interesse CONTENUTI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE (all approccio di filiera) Comparto Area territoriale interessata Obbiettivo di Filiera Capofila Numero e tipologia dei Partecipanti Misure PSR interessate Importo stimato Durata E presentata dal Soggetto capofila alla Regione, la quale ne tiene conto nella predisposizione delle linee guida 9

10 Le linee guida per l approccio di filiera CONTENUTI DELLE LINEE GUIDA: LINEE GUIDA per approccio di filiera Deliberazione di Giunta Regionale Definizioni Soggetti capofila Localizzazione interventi Risorse finanziarie destinate ai PIF Misure attivabili Comparti e n. PIF finanziabili per comparto Criteri per la formulazione del PIF (Scheda e Accordo di filiera) Criteri di selezione e formulazione graduatorie Criteri di monitoraggio Orientamenti gestionali interni: suddivisione dei compiti e definizione dei ruoli delle strutture regionali coinvolte nella gestione di PIF e DI 10

11 Organizzazione del PIF di filiera lunga SOGGETTO ANIMATORE CAPOFILA P.I.F. Filiera LUNGA OBBIETTIVO CONDIVISO Gruppi di cooperazione Sottomisura 16.1 Progetti pilota Sperimentazione Sottomisura 16.2 Formazione Sottomisura 1.1 Informazione Dimostrazione Sottomisura 1.2 Consulenza aziendale Sottomisura 2.1 Certificazione Sottomisura 3.1 Investimenti Azienda agricola Sottomisura 4.1 Investimenti Trasformazione Sottomisura 4.2 Promozione Sottomisura 3.2 Beneficiari Gruppi di cooperazione Società di servizi Aziende agricole Industria o Cooperativa Associazione di produttori 11

12 Organizzazione del PIF di filiera corta SOGGETTO ANIMATORE Gruppo di cooperazione Sottomisura 16.4 P.I.F. Filiera CORTA OBBIETTIVO CONDIVISO Gruppi di cooperazione Sottomisura 16.1 Progetti pilota Sperimentazione Sottomisura 16.2 Formazione Sottomisura 1.1 Informazione Dimostrazione Sottomisura 1.2 Consulenza aziendale Sottomisura 2.1 Certificazione Sottomisura 3.1 Investimenti Azienda agricola Sottomisura 4.1 Sviluppo filiera Sottomisura 16.4 Promozione Sottomisura 16.4 Beneficiari Gruppi di cooperazione Società di servizi Aziende agricole Associazione di produttori 12

13 I bandi multimisura di filiera BANDO Determinazione dirigenziale 60 gg Comparto Durata PIF Importo Presentazione PIF (Capofila) Formazione Investimenti PIF 4 approvato Domande individuali Comunicazione Approvazione PIF (Regione) 45 gg Presentazione (Beneficiari diretti) PIF 1 PIF 2 PIF 3 PIF 4 Promozione 45 gg 60 gg Valutazione PIF (Commissione) R&S Ammissibilità (Settori competenti) PIF X1 PIF X2 PIF X3 PIF 4 Avvio del PIF 210 gg 13

14 Gestione del PIF Avvio del PIF 3 anni Conclusione e pagamento Conclusione del PIF Relazione Finale PIF RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVO CONDIVISO 14

15 Altri strumenti di gestione della filiera FILIERA CORTA Progetti pilota Art. 35 sm 16.2 Creazione di reti Art. 35 sm 16.3 FILIERA LUNGA Progetti pilota a regia regionale Art. 35 sm

16 Risorse finanziarie per approccio di filiera Focus area 3 A M M M M M M

17 Conclusioni Novità di approccio Buona dotazione finanziaria (circa 15% del PSR) Misure prevalenti: Investimenti e Regimi di qualità Auspicabili collegamenti con R&S (Innovazione) e FESR L approccio di filiera deve essere soprattutto una SFIDA CULTURALE 17

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