Scope delle variabili e passaggio parametri. Danilo Ardagna Politecnico di Milano

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Scope delle variabili e passaggio parametri. Danilo Ardagna Politecnico di Milano"

Transcript

1 Scope delle variabili e passaggio parametri Danilo Ardagna Politecnico di Milano

2 Introduzione! Con le funzioni è stato introdotto un meccanismo per definire dei piccoli programmi all interno di altri programmi! Questi piccoli programmi sono autonomi con il resto del codice! Al loro interno sono definite le proprie variabili ed il canale di comunicazione con il codice chiamante (passaggio paramentri, return)! A supporto di questo meccanismo deve esistere una gestione degli identificatori delle variabili! È infatti possibile avere due variabili con lo stesso nome a patto che abbiano raggio di visibilità disgiunto 2

3 Visibilità! Visibilità di un identificatore: indicazione della parte del programma in cui tale identificatore può essere usato! Ambiente globale del programma! Insieme di identificatori (tipi, costanti, variabili) definiti nella parte dichiarativa globale! Regole di visibilità: visibili a tutte le funzioni del programma! Ambiente locale di una funzione! Insieme di identificatori definiti nella parte dichiarativa locale e degli identificatori definiti nella testata (parametri formali)! Regole di visibilità: visibili alla funzione e ai blocchi in essa contenuti! Ambiente di blocco! Insieme di identificatori definiti nella parte dichiarativa locale del blocco! Regole di visibilità: visibili al blocco e ai blocchi in esso contenuti 3

4 Esempi int x; f() { int y; y=1; int x; g(int y, char z) { int k; int l; La visibilità di y si estende dal punto di dichiarazione fino alla fine del blocco di appartenenza y e z locali alla funzione g,con visibilità nel blocco racchiuso da parentesi graffe k e l hanno la stessa visibilità f(int x) { char x; Errata! Si tenta di definire due volte la variabile locale x nello stesso blocco 4

5 Mascheramento (shadowing)! Un nome ridefinito all interno di un blocco nasconde il significato precedente di quel nome! Tale significato è ripristinato all uscita del blocco più interno int x; int f() { int x; x=1; { int x; x=2; x=3; Leggi(x); /*nome globale*/ /*x locale che nasconde x globale*/ /*assegna 1 al primo x locale*/ /* nasconde il primo x locale*/ /*assegna 2 al secondo x locale*/ /*assegna 3 al primo x locale*/ /*inserisce un dato in x globale*/! In caso di omonimia di identificatori in ambienti diversi è visibile quello dell ambiente più vicino 5

6 Visibilità char g1, g2, g3; main() { int a, b; {/*blocco1*/ double a,c void f1(){ {/*blocco2*/ char a,d; {/*blocco3*/ float d g1,g2,g3 a,b a,c a,d d Livello globale main blocco1 blocco2 blocco3 f1 6

7 Ambiente di esecuzione! L ambiente di esecuzione di una funzione (variabili e parametri formali) viene creato al momento della chiamata e rilasciato quando la funzione termina! In una sequenza di chiamate, l ultima chiamata è la prima a terminare! La zona di memoria di lavoro che contiene l ambiente di esecuzione di un sottoprogramma è gestito con la logica di una pila (stack)! L ultimo elemento inserito nello stack è il primo ad essere estratto! Logica LIFO (Last In First Out) 7

8 Ambiente di esecuzione: esempio #include <stdio.h> void a (); void b(); void c(); main(){ a(); void a (){ printf( Esecuzione di a\n ); b(); printf( Termine di a\n ); void b(){ printf( Esecuzione di b\n ); c(); printf( Termine di b\n ); void c(){ printf( Esecuzione di c\n ); printf( Termine di c\n ); 8

9 Ambiente di esecuzione: esempio Esecuzione di a Esecuzione di b Esecuzione di c Termine di c Termine di b Termine di a Ambiente c Ambiente b Ambiente a 9

10 Record di attivazione! Alla chiamata di una funzione! Si alloca uno spazio di memoria (record di attivazione) in cima allo stack per contenere l ambiente locale della funzione! Lo spazio viene rilasciato quando la funzione termina! Il record di attivazione contiene:! L ambiente locale della funzione (parametri formali e le variabili locali)! L indirizzo di ritorno al chiamante 10

11 Funzionamento del record di attivazione! Ad ogni attivazione viene allocato un record di attivazione! Al termine dell attivazione il record viene rilasciato (l area di memoria è riutilizzabile)! La dimensione del record di attivazione è già nota in fase di compilazione! Il numero di attivazioni della funzione non è noto! Il primo record di attivazione è destinato al main() 11

12 Lo stack! Nello stack, i record vengono allocati uno sopra l altro ; il primo record dello stack è relativo all ultima funzione attivata e non ancora terminata! Lo stack cresce dal basso verso l alto! Stack pointer: registro della CPU che contiene l indirizzo della cima della pila! Una parte della RAM è destinata a contenere lo stack! Stack overflow: quando l area della RAM destinata allo stack viene superata (troppi annidamenti di chiamate) 12

13 Lo stack SP 312 Operazione di inserimento: -incremento SP -scrittura nella parola indirizzata da SP Operazione di estrazione: -lettura dalla parola indirizzata da SP -decremento SP

14 Esempio Main P1 P2 Chiama P1... etc. Act. Record P2(2) Act. Record P1(2) Act. Record P2(1) Act. Record P1(1) Act. Record Main Variabili globali 14

15 Ricerca in array ordinati int ricercaarray(int v[], int elemento, int n) { int i; int trovato; for (i=0,trovato=0;i<n &&!trovato&& v[i]<=elemento;){ if (v[i]==elemento) trovato=1; else i++; if (trovato) return i; else return -1; 15

16 Ricerca in array ordinati int ricercabinaria(int v[], int elemento, int n) { int i; int end=n-1;int start=0; while(end >= start) { i= (start + end)/2; if(elemento == v[i]) return i; if (elemento < v[i]) end=(i-1); else start=(i+1); return -1; 16

17 Esercizi! Scrivere un programma che, utilizzando opportune procedure (o funzioni, si scelga la forma più adatta) esegua le seguenti operazioni: 1. Legga da tastiera una matrice m di interi, di R righe e C colonne (R e C costanti) 2. Verifichi se, in ciascuna riga della matrice, c e almeno un valore pari 3. Stampi a video il risultato del controllo descritto al punto 2 17

18 Esercizi! Scrivere un programma che, utilizzando opportune procedure (o funzioni, si scelga la forma più adatta) esegua le seguenti operazioni: 1. Legga da tastiera un array a di N interi 2. Stampi a video il numero di valori pari presenti nell array 3. Cambi tutti i valori dispari presenti nell array con uno zero 4. Stampi a video il nuovo array 18

19 Funzioni: Scambio di informazioni! Il chiamante deve poter fornire i valori attuali (specifici) sui quali eseguire le operazioni definite nel sottoprogramma! Il chiamato deve poter fornire al chiamante i risultati dell elaborazione! Lo scambio di informazioni tra chiamante e chiamato può avvenire:! Valore restituito da una funzione (dal chiamato al chiamante)! Vale solo per le funzioni! Per fornire un valore al chiamante! Passaggio dei parametri (in entrambe le direzioni)! Per fornire i valori in ingresso al chiamato! Per fornire i risultati di operazioni al chiamante! Variabili globali (in entrambe le direzioni)! Fortemente sconsigliato 19

20 Passaggio dei parametri! Il passaggio dei parametri consiste nell associare, all atto della chiamata di un sottoprogramma, ai parametri formali i parametri attuali! Se il prototipo di una funzione è float circonferenza (float raggio);! Eseguiamo la funzione con l istruzione c = circonferenza(5.0);! In questo modo la variabile raggio (il parametro formale) assumerà per quella particolare invocazione il valore 5 (il parametro attuale)! Lo scambio di informazioni con passaggio dei parametri tra chiamante e chiamato può avvenire in due modi:! Passaggio per valore! Passaggio per indirizzo 20

21 Passaggio per valore! All atto della chiamata il valore del parametro attuale viene copiato nelle celle di memoria del corrispondente parametro formale. In altre parole il parametro formale e il parametro attuale si riferiscono a due diverse celle di memoria! Il sottoprogramma in esecuzione lavora nel suo ambiente e quindi sui parametri formali! I parametri attuali non vengono modificati! Meccanismo per fornire informazioni a sola lettura alle funzione 21

22 Esempio: passaggio per valore float circonferenza(float raggio) { float circ; circ = raggio * 6.28; raggio = 7; /*istruzione senza senso, voglio solo vedere cosa succede modificando il valore di un paramentro formale*/ return circ; /* nel main */ float c,r=5; c=circonferenza(r); /*Attenzione! r vale sempre 5 */ Ambiente della funzione circonferenza raggio Quando invoco la funzione in raggio viene copiato il valore di r r 5 5 circ Ambiente della funzione main c 22

23 Esempio: passaggio per valore float circonferenza(float raggio) { float circ; circ = raggio * 6.28; raggio = 7; /*istruzione senza senso, voglio solo vedere cosa succede modificando il valore di un paramentro formale*/ return circ; /* nel main */ float c,r=5; c=circonferenza(r); /*Attenzione! r vale sempre 5 */ Ambiente della funzione circonferenza raggio Quando invoco la funzione in raggio viene copiato il valore di r r 5 57 circ 31.4 Quando la funzione termina il valore di circ in circonferenza viene copiato in c nel main Ambiente della funzione main c

24 Esempio: passaggio per valore float circonferenza(float raggio) { float circ; circ = raggio * 6.28; raggio = 7; /*istruzione senza senso, voglio solo vedere cosa succede modificando il valore di un paramentro formale*/ return circ; /* nel main */ float c,r=5; c=circonferenza(r); /*Attenzione! r vale sempre 5 */ r 5 c 31.4 Ambiente della funzione main 24

25 Esempio: scambio di 2 valori interi void swap (int p, int q) { int temp; temp = p; p = q; q = temp; Nel main: swap(a,b) a 3 b 7 25

26 Esempio: scambio di 2 valori interi void swap (int p, int q) { int temp; temp = p; p = q; q = temp; Nel main: swap(a,b) a 3 b 7 p 3 q 7 temp 3 26

27 Esempio: scambio di 2 valori interi void swap (int p, int q) { int temp; temp = p; p = q; q = temp; Nel main: swap(a,b) a 3 b 7 p 7 q 7 temp 3 27

28 Esempio: scambio di 2 valori interi void swap (int p, int q) { int temp; temp = p; p = q; q = temp; Nel main: swap(a,b) a 3 b 7 p 7 q 3 temp 3 28

29 Esempio: scambio di 2 valori interi void swap (int p, int q) { int temp; temp = p; p = q; q = temp; Nel main: swap(a,b) Al termine dell esecuzione di swap le variabili nel main restano inalterate! a 3 b 7 p 7 q 3 temp 3 29

30 Passaggio per indirizzo! All atto della chiamata l indirizzo dei parametri attuali viene associato ai parametri formali. In altre parole il parametro attuale e il parametro formale si riferiscono alla stessa cella di memoria! Il sottoprogramma in esecuzione lavora nel suo ambiente sui parametri formali (e di conseguenza anche sui parametri attuali) e ogni modifica sul parametro formale è una modifica del corrispondente parametro attuale! Gli effetti del sottoprogramma si manifestano nel chiamante con modifiche al suo ambiente locale di esecuzione! Meccanismo per implementare uno scambio di informazioni bidirezionale con le funzioni 30

31 Passaggio per indirizzo in C! Richiede l uso dei puntatori. Aspetti che non vedremo in questo corso! Ci limiteremo a dire che:! I parametri il cui tipo è un tipo base o struct vengono passati per valore! I parametri il cui tipo è array sono sempre passati per indirizzo e pertanto se una funzione modifica un parametro formale ti tipo array allora le modifiche saranno visibili anche esternamente 31

32 1 2 4 #include <stdio.h> 5 #define SIZE 10 6 void bubblesort( int array[], int size); 7 8 void main() 9 { int a[ SIZE ] = { 2, 6, 4, 8, 10, 12, 89, 68, 45, 37 ; 12 int i; printf( "Data items in original order\n" ); for ( i = 0; i < SIZE; i++ ) 17 printf( "%4d", a[ i ] ); bubblesort( a, SIZE ); /* ordina */ 20 printf( "\ndata items in ascending order\n" ); for ( i = 0; i < SIZE; i++ ) 23 printf( "%4d", a[ i ] ); printf( "\n" ); Data items in original order Data items in ascending order

33 30 void bubblesort( int array[], int size ) 31 { int i, j, swap; 34 for ( i= 0; i< size - 1; i++ ) for ( j = 1; j < size; j++ ) if ( array[ j ] < array[ j - 1 ] ){ 39 swap = array[j-1]; 40 array[j-1]=array[j]; 41 array[j]=swap;

34 Commento! Esistono moltissimi algoritmi di ordinamento! Quello visto si chiama bubblesort! Differiscono per l'efficienza (tempo di esecuzione)! Sono ampiamente studiati come esempio per l'analisi degli algoritmi 34

35 Altri algoritmi! Shaker sort: come il bubble sort ma anzichè ripartire dall inizio per fare i confronti si alternano il verso di scans scansione dell array ripartendo dal fondo (come in un ascensore) 35

Argomenti Avanzati.! I puntatori! Stack! Visibilità delle Variabili

Argomenti Avanzati.! I puntatori! Stack! Visibilità delle Variabili Linguaggio C Argomenti Avanzati! I puntatori! Stack! Visibilità delle Variabili 2 ! Il C consente di associare ai tipi di dati nomi definiti dal programmatore, mediante la parola chiave typedef! Dal punto

Dettagli

Esercizi C su array e matrici

Esercizi C su array e matrici Politecnico di Milano Esercizi C su array e matrici Massimo, media e varianza,, ordinamento, ricerca e merge, matrice simmetrica, puntatori Array Array o vettore Composto da una serie di celle int vett[4]

Dettagli

Linguaggio C: le funzioni. Introduzione e sintassi

Linguaggio C: le funzioni. Introduzione e sintassi ISIS "Guido Tassinari" di Pozzuoli Indirizzo Informatico - Articolazione Informatica Informatica Prof. A.S. 2012/2013 Linguaggio C: le funzioni. Introduzione e sintassi 21/10/2012 Introduzione Spesso alcuni

Dettagli

Linguaggio C - sezione dichiarativa: costanti e variabili

Linguaggio C - sezione dichiarativa: costanti e variabili Dipartimento di Elettronica ed Informazione Politecnico di Milano Informatica e CAD (c.i.) - ICA Prof. Pierluigi Plebani A.A. 2008/2009 Linguaggio C - sezione dichiarativa: costanti e variabili La presente

Dettagli

Linguaggio C: introduzione

Linguaggio C: introduzione Dipartimento di Elettronica ed Informazione Politecnico di Milano Informatica e CAD (c.i.) - ICA Prof. Pierluigi Plebani A.A. 2008/2009 Linguaggio C: introduzione La presente dispensa e da utilizzarsi

Dettagli

7 - Programmazione procedurale: Dichiarazione e chiamata di metodi ausiliari

7 - Programmazione procedurale: Dichiarazione e chiamata di metodi ausiliari 7 - Programmazione procedurale: Dichiarazione e chiamata di metodi ausiliari Programmazione e analisi di dati Modulo A: Programmazione in Java Paolo Milazzo Dipartimento di Informatica, Università di Pisa

Dettagli

ARRAY E STRINGHE. ESERCIZIO 2 Scrivere un programma che calcola il numero di doppie e di dittonghi (2 vocali vicine) presenti in una stringa.

ARRAY E STRINGHE. ESERCIZIO 2 Scrivere un programma che calcola il numero di doppie e di dittonghi (2 vocali vicine) presenti in una stringa. 3 ITI - a.s. 2007-2008 Compiti di Informatica ESTATE 2008 ARRAY E STRINGHE Scrivere una funzione che carica da tastiera un array di n elementi e lo stampa invertendo il primo elemento con l'ultimo, il

Dettagli

Puntatori. Un puntatore contiene un numero che indica la locazione di memoria dove è presente la variabile puntata

Puntatori. Un puntatore contiene un numero che indica la locazione di memoria dove è presente la variabile puntata Puntatori int i = 10; int * pi = &i; pi i = 10 116 int * pi = pi contiene un informazione che mi permette di accedere ( puntare ) ad una variabile intera Un puntatore contiene un numero che indica la locazione

Dettagli

Algoritmi e basi del C Struttura di un programma

Algoritmi e basi del C Struttura di un programma Algoritmi e basi del C Struttura di un programma Marco D. Santambrogio marco.santambrogio@polimi.it Ver. aggiornata al 17 Marzo 2015 Compitini Compitini di INFO: 24 Aprile 2015 4.15pm @ C.G.1 (Ed. 9) 21

Dettagli

Tempo di vita e scope delle variabili

Tempo di vita e scope delle variabili Tempo di vita e scope delle variabili Richiami sulla struttura di un programma C Un programma C deve essere contenuto in uno o più file (salvo diversa specifica, per ora si assume tutto in un unico file):

Dettagli

Elementi lessicali. Lezione 4. La parole chiave. Elementi lessicali. Elementi lessicali e espressioni logiche. Linguaggi di Programmazione I

Elementi lessicali. Lezione 4. La parole chiave. Elementi lessicali. Elementi lessicali e espressioni logiche. Linguaggi di Programmazione I Lezione 4 Elementi lessicali e espressioni logiche Matricole 2-3 Elementi lessicali il linguaggio C ha un suo vocabolario di base i cui elementi sono detti token esistono 6 tipi di token: parole chiave

Dettagli

Politecnico di Milano Facoltà di Ingegneria Industriale INFORMATICA B Prima prova in itinere COGNOME E NOME. 13 novembre 2006 RIGA COLONNA MATRICOLA

Politecnico di Milano Facoltà di Ingegneria Industriale INFORMATICA B Prima prova in itinere COGNOME E NOME. 13 novembre 2006 RIGA COLONNA MATRICOLA Politecnico di Milano Facoltà di Ingegneria Industriale INFORMATICA B Prima prova in itinere COGNOME E NOME 13 novembre 2006 RIGA COLONNA MATRICOLA Il presente plico pinzato, composto di sei fogli, deve

Dettagli

Programmazione (imperativa)

Programmazione (imperativa) Programmazione (imperativa) Corso di Laurea in Informatica Roberto Cordone DI - Università degli Studi di Milano Lezioni: Lunedì 12.00-13.00 e 14.00-16.00 Mercoledì 14.00-17.00 Laboratorio: Giovedì 12.00-13.00

Dettagli

Funzioni e. Alessandra Giordani Mercoledì 16 maggio 2012

Funzioni e. Alessandra Giordani Mercoledì 16 maggio 2012 Funzioni e passaggio parametri Alessandra Giordani agiordani@disi.unitn.it Mercoledì 16 maggio 2012 http://disi.unitn.it/~agiordani/ Cosa vedremo oggi Le funzioni Il passaggio dei parametri Le dichiarazioni

Dettagli

Esiste però anche un ambiente globale: quello dove tutte le funzioni sono definite. Qui si possono anche definire variabili, dette variabili globali

Esiste però anche un ambiente globale: quello dove tutte le funzioni sono definite. Qui si possono anche definire variabili, dette variabili globali AMBIENTE LOCALE E GLOBALE In C, ogni funzione ha il suo ambiente locale che comprende i parametri e le variabili definite localmente alla funzione Esiste però anche un ambiente globale: quello dove tutte

Dettagli

IL PRIMO PROGRAMMA IN C

IL PRIMO PROGRAMMA IN C IL PRIMO PROGRAMMA IN C LO SCOPO Si vuole scrivere un programma in linguaggio C che chieda all utente di introdurre da tastiera due numeri interi e visualizzi il valore della loro somma sul video SOLUZIONE

Dettagli

INFORMATICA 1 L. Mezzalira

INFORMATICA 1 L. Mezzalira INFORMATICA 1 L. Mezzalira Possibili domande 1 --- Caratteristiche delle macchine tipiche dell informatica Componenti hardware del modello funzionale di sistema informatico Componenti software del modello

Dettagli

Laboratorio di Informatica Ingegneria Clinica Lezione 14-16/11/2011

Laboratorio di Informatica Ingegneria Clinica Lezione 14-16/11/2011 Laboratorio di Informatica Ingegneria Clinica Lezione 14-16/11/2011 Raffaele Nicolussi FUB - Fondazione Ugo Bordoni Via del Policlinico, 147 00161 Roma I puntatori Variabili e parametri Parametri formali

Dettagli

Il linguaggio C. Notate che...

Il linguaggio C. Notate che... Il linguaggio C Notate che... 1 Il C è un linguaggio a blocchi int main (void) { blocco } 2 Il C è un linguaggio a blocchi (2) Non è possibile mischiare dichiarazioni e comandi! int main (void) { } Dichiarazione

Dettagli

Unità Didattica 3 Linguaggio C. Generalità sulle Funzioni. Variabili locali e globali. Passaggio di parametri per valore.

Unità Didattica 3 Linguaggio C. Generalità sulle Funzioni. Variabili locali e globali. Passaggio di parametri per valore. Unità Didattica 3 Linguaggio C Generalità sulle Funzioni. Variabili locali e globali. Passaggio di parametri per valore. Funzioni Generalizzazione del concetto di funzione algebrica: legge che associa

Dettagli

Politecnico di Torino Sede di Alessandria Corso di informatica Programmazione in c: introduzione. e mail: sito: users.iol.

Politecnico di Torino Sede di Alessandria Corso di informatica Programmazione in c: introduzione. e mail: sito: users.iol. Politecnico di Torino Sede di Alessandria Corso di informatica Programmazione in c: introduzione prof. Lorenzo Porcelli e mail: genna18@iol.it sito: users.iol.it/genna18 Risoluzione di un problema Dato

Dettagli

I puntatori. Un puntatore è una variabile che contiene l indirizzo di un altra variabile. puntatore

I puntatori. Un puntatore è una variabile che contiene l indirizzo di un altra variabile. puntatore I puntatori Un puntatore è una variabile che contiene l indirizzo di un altra variabile. puntatore...... L operatore & fornisce l indirizzo di un oggetto: p = &c; assegna a p l indirizzo di c, i.e., p

Dettagli

Programmazione Orientata agli Oggetti in Linguaggio Java

Programmazione Orientata agli Oggetti in Linguaggio Java Programmazione Orientata agli Oggetti in Linguaggio Java Classi e Oggetti: Metafora Parte a versione 2.2 Questo lavoro è concesso in uso secondo i termini di una licenza Creative Commons (vedi ultima pagina)

Dettagli

Esercitazione 4. Comandi iterativi for, while, do-while

Esercitazione 4. Comandi iterativi for, while, do-while Esercitazione 4 Comandi iterativi for, while, do-while Comando for for (istr1; cond; istr2) istr3; Le istruzioni vengono eseguite nel seguente ordine: 1) esegui istr1 2) se cond è vera vai al passo 3 altrimenti

Dettagli

Array e puntatori in C

Array e puntatori in C Array e puntatori in C Diapositive adattate dalle omonime create dalla Dottoressa di Ricerca Giovanna Melideo per il corso di Laboratorio di Algoritmi e Strutture Dati 10/05/2005 LP2-04/05 - Appunti di

Dettagli

Laboratorio di Calcolatori 1 Corso di Laurea in Fisica A.A. 2006/2007

Laboratorio di Calcolatori 1 Corso di Laurea in Fisica A.A. 2006/2007 Laboratorio di Calcolatori 1 Corso di Laurea in Fisica A.A. 2006/2007 Dott.Davide Di Ruscio Dipartimento di Informatica Università degli Studi di L Aquila Lezione del 08/05/08 Nota Questi lucidi sono tratti

Dettagli

Calcolatori Elettronici Lezione A4 Programmazione a Moduli

Calcolatori Elettronici Lezione A4 Programmazione a Moduli Calcolatori Elettronici Lezione A4 Programmazione a Moduli Ing. Gestionale e delle Telecomunicazioni A.A. 2007/08 Gabriele Cecchetti Sommario Programmazione a moduli Programmi con linguaggi misti Tempo

Dettagli

Le funzioni, e le istruzioni di input/output

Le funzioni, e le istruzioni di input/output Linguaggio C Le funzioni, e le istruzioni di input/output 1 Funzioni! Sono sottoprogrammi per svolgere un particolare compito! Sequenze di istruzioni (raggruppate tramite le parentesi graffe) alle quali

Dettagli

Linguaggio Macchina. Linguaggio Macchina. Linguaggio Macchina. Linguaggio Macchina ADD A,B ISTRUZIONE SUCCESSIVA

Linguaggio Macchina. Linguaggio Macchina. Linguaggio Macchina. Linguaggio Macchina ADD A,B ISTRUZIONE SUCCESSIVA Lezione n.11 n.11 Lezione n. 11 ARCHITETTURA INTERNA ARCHITETTURA ESTERNA CODICE MACCHINA MODI DI INDIRIZZAMENTO ARCHITETTURE A PIU' INDIRIZZI In questa lezione verranno introdotti i concetti di base relativi

Dettagli

Struttura dei programmi C

Struttura dei programmi C Programmi C Struttura dei Programmi C Dichiarazione delle variabili Operazioni di Ingresso/Uscita Fondamenti di Informatica 1 Struttura dei programmi C Un programma C deve contenere, nell'ordine: una parte

Dettagli

Puntatori. Obiettivi: Richiamare quanto noto sui puntatori dal modulo A Presentare l analogia tra puntatori e vettori e l aritmetica dei puntatori

Puntatori. Obiettivi: Richiamare quanto noto sui puntatori dal modulo A Presentare l analogia tra puntatori e vettori e l aritmetica dei puntatori Puntatori Obiettivi: Richiamare quanto noto sui puntatori dal modulo A Presentare l analogia tra puntatori e vettori e l aritmetica dei puntatori 1 Il puntatore Un tipo puntatore è un tipo scalare per

Dettagli

Unità F1. Obiettivi. Il linguaggio C. Il linguaggio C++ Linguaggio C. Pseudolinguaggio. Primi programmi

Unità F1. Obiettivi. Il linguaggio C. Il linguaggio C++ Linguaggio C. Pseudolinguaggio. Primi programmi Obiettivi Unità F1 Primi programmi Conoscere il significato di dichiarazione e definizione di variabili Conoscere i tipi di dato numerici Essere in grado di realizzare semplici algoritmi in pseudolinguaggio

Dettagli

Dove vengono definiti? il concetto di sottoprogramma

Dove vengono definiti? il concetto di sottoprogramma ROADMAP Funzioni e struttura di un programma Tipi, operatori, espressioni Strutture di controllo Livello 1 Input/Output Strutture dati FUNZIONI E STRUTTURA DI UN PROGRAMMA Livello 2 funzioni procedure

Dettagli

Caratteri e stringhe

Caratteri e stringhe Caratteri e stringhe Caratteri Dato che un computer può memorizzare esclusivamente sequenze di bit, per memorizzare un carattere (e quindi testi) è necessario stabilire una convenzione che associa a un

Dettagli

ACSO Programmazione di Sistema e Concorrente

ACSO Programmazione di Sistema e Concorrente ACSO Programmazione di Sistema e Concorrente P2 Modello Thread 2/12/2015 programma e parallelismo il tipo di parallelismo dipende dal grado di cooperazione (scambio di informazione) necessario tra attività

Dettagli

PASCAL standard. Il linguaggio PASCAL nasce come evoluzione del linguaggio ALGOL60 (ALGOrithmic Language) nel 1968 ad opera di N. Wirth.

PASCAL standard. Il linguaggio PASCAL nasce come evoluzione del linguaggio ALGOL60 (ALGOrithmic Language) nel 1968 ad opera di N. Wirth. PASCAL standard Il linguaggio PASCAL nasce come evoluzione del linguaggio ALGOL60 (ALGOrithmic Language) nel 1968 ad opera di N. Wirth. Nb: primi linguaggi furono: Fortran, Algol, Ada, Cobol (cfr testo)

Dettagli

Architettura dei calcolatori e sistemi operativi. Sottoprogrammi e MIPS. Espressioni algebriche. Capitolo 2 P&H

Architettura dei calcolatori e sistemi operativi. Sottoprogrammi e MIPS. Espressioni algebriche. Capitolo 2 P&H Architettura dei calcolatori e sistemi operativi Sottoprogrammi e MIPS Espressioni algebriche Capitolo 2 P&H Sottoprogrammi Modello di chiamata Area di attivazione Calcolare un espressione algebrica 2

Dettagli

I puntatori (richiamo)

I puntatori (richiamo) I puntatori (richiamo) Puntatori Un puntatore è una variabile che assume come valore un indirizzo in memoria L uso dei puntatori permette di: mantenere riferimenti ad altre variabili (è un punto di accesso

Dettagli

Consideriamo un vettore allocato dinamicamente

Consideriamo un vettore allocato dinamicamente Libreria per per la la gestione/manipolazione dei dei vettori Consideriamo un vettore allocato dinamicamente int * v; v = (int *) malloc (n * sizeof (int) ); Conversione di tipo da void * a int * Numero

Dettagli

Il blocco che costituisce il corpo di una funzione/procedura può contenere dichiarazioni di variabili. Esempio:

Il blocco che costituisce il corpo di una funzione/procedura può contenere dichiarazioni di variabili. Esempio: Variabili locali Il blocco che costituisce il corpo di una funzione/procedura può contenere dichiarazioni di variabili. void leggivettore(int v[], int dim) int i; /* i E UNA VARIABILE LOCALE */ for (i

Dettagli

Struttura interna del sistema operativo Linux

Struttura interna del sistema operativo Linux Struttura interna del sistema operativo Linux 5. I device driver A cura di: Anna Antola Giuseppe Pozzi DEI, Politecnico di Milano anna.antola/giuseppe.pozzi@polimi.it -versione del 30 marzo 2004-1-04.-04

Dettagli

Input/output da file I/O ANSI e I/O UNIX FLUSSI E FILE FLUSSI FLUSSI di TESTO FLUSSI BINARI FILE

Input/output da file I/O ANSI e I/O UNIX FLUSSI E FILE FLUSSI FLUSSI di TESTO FLUSSI BINARI FILE Input/output da file Il linguaggio C non contiene istruzioni di I/O, in quanto tali operazioni vengono eseguite tramite funzioni di libreria standard. Questo approccio rende estremamente flessibile e potente

Dettagli

Una funzione è detta ricorsiva se chiama, direttamente o indirettamente, se stessa. In C tutte le funzioni possono essere usate ricorsivamente.

Una funzione è detta ricorsiva se chiama, direttamente o indirettamente, se stessa. In C tutte le funzioni possono essere usate ricorsivamente. Ricorsione Funzioni ricorsive Una funzione è detta ricorsiva se chiama, direttamente o indirettamente, se stessa. In C tutte le funzioni possono essere usate ricorsivamente. Un esempio di funzione ricorsiva

Dettagli

Gli array. Gli array. Gli array. Classi di memorizzazione per array. Inizializzazione esplicita degli array. Array e puntatori

Gli array. Gli array. Gli array. Classi di memorizzazione per array. Inizializzazione esplicita degli array. Array e puntatori Gli array Array e puntatori Laboratorio di Informatica I un array è un insieme di elementi (valori) avente le seguenti caratteristiche: - un array è ordinato: agli elementi dell array è assegnato un ordine

Dettagli

L Allocazione Dinamica della Memoria

L Allocazione Dinamica della Memoria L Allocazione Dinamica della Memoria Maurizio Palesi DIIT Università di Catania Viale Andrea Doria 6, 95125 Catania mpalesi@diit.unict.it http://www.diit.unict.it/users/mpalesi Sommario Questo documento

Dettagli

Parte 2. Ricorsione. [M.C.Escher Drawing hands, 1948] - AA. 2012/13 2.1

Parte 2. Ricorsione. [M.C.Escher Drawing hands, 1948] - AA. 2012/13 2.1 Parte 2 Ricorsione - AA. 2012/13 [M.C.Escher Drawing hands, 1948] 2.1 Funzioni ricorsive Una funzione si dice ricorsiva se richiama se stessa, direttamente o indirettamente La ricorsione si dice diretta

Dettagli

La gestione dei caratteri in C

La gestione dei caratteri in C in C In C i caratteri sono gestiti mediante variabili di tipo char (interi a 8 bit) Ad ogni carattere corrisponde un codice numerico ASCII (American Standard Code for Information Interchange) Un esempio

Dettagli

Carlo Ghezzi, Gian Pietro Picco

Carlo Ghezzi, Gian Pietro Picco Funzioni Carlo Ghezzi, Gian Pietro Picco Dipartimento di Elettronica e Informazione Politecnico di M, Italy picco@elet.polimi.it http://www.elet.polimi.it/~picco Analogia con la matematica Come nella matematica,

Dettagli

Il C nel C++: Funzioni

Il C nel C++: Funzioni Il C nel C++: Funzioni Funzioni (1) il concetto -> spezzare il programma in parti (procedure) una funzione è un parte di programma dotata di un nome che può essere richiamata in altri punti del programma

Dettagli

Cenni sul preprocessore e il suo utilizzo

Cenni sul preprocessore e il suo utilizzo Alessio Bechini - Corso di - Cenni sul preprocessore e il suo utilizzo Il preprocessore: cenni Il preprocessore Storicamente, i compilatori C operavano con passaggi multipli. Il primo passaggio eseguiva

Dettagli

FONDAMENTI di INFORMATICA L. Mezzalira

FONDAMENTI di INFORMATICA L. Mezzalira FONDAMENTI di INFORMATICA L. Mezzalira Possibili domande 1 --- Caratteristiche delle macchine tipiche dell informatica Componenti hardware del modello funzionale di sistema informatico Componenti software

Dettagli

Puntatori. Fondamenti di Programmazione

Puntatori. Fondamenti di Programmazione Puntatori Fondamenti di Programmazione Funzioni utili stdio.h c = getchar(); restituisce un carattere letto da tastiera. Equivale a: scanf( %c, &c); putchar(c); scrive un carattere sullo schermo. Equivale

Dettagli

Precedenza e associatività. Complementi sul C - 2. Esempi. Esempi

Precedenza e associatività. Complementi sul C - 2. Esempi. Esempi Complementi sul C - 2 Ver. 2.4 2010 - Claudio Fornaro - Corso di programmazione in C Precedenza e associatività () [] ->. S D! ~ ++ + * & (cast ) sizeof S D * / % S D + - (somma e sottrazione) S D >

Dettagli

Gestione di files Motivazioni

Gestione di files Motivazioni Gestione di files Motivazioni Un programma in esecuzione legge (sequenzialmente) una sequenza di caratteri prodotti "al volo" dall'utente (tramite tastiera) il programma in esecuzione scrive (sequenzialmente)

Dettagli

Lezione 6 Selection/Insertion Sort su interi e stringhe

Lezione 6 Selection/Insertion Sort su interi e stringhe Lezione 6 Selection/Insertion Sort su interi e stringhe Rossano Venturini rossano@di.unipi.it Pagina web del corso http://didawiki.cli.di.unipi.it/doku.php/informatica/all-b/start Tutoraggio Venerdì 14

Dettagli

Programmazione I - Laboratorio

Programmazione I - Laboratorio Programmazione I - Laboratorio Esercitazione 3 - Array Gianluca Mezzetti 1 Paolo Milazzo 2 1. Dipartimento di Informatica, Università di Pisa http://www.di.unipi.it/ mezzetti mezzetti di.unipi.it 2. Dipartimento

Dettagli

Esercitazioni di Informatica 3

Esercitazioni di Informatica 3 Esercitazioni di Informatica 3 Part I: Programming Languages Syntax and semantics Laurea in Ingegneria Informatica Politecnico di Milano Polo di Milano Leonardo Esercizio 1: EBNF Utilizzando il linguaggio

Dettagli

Puntatori. Unità 6. Domenico Daniele Bloisi. Corso di Fondamenti di Informatica Ingegneria delle Comunicazioni BCOR Ingegneria Elettronica BELR

Puntatori. Unità 6. Domenico Daniele Bloisi. Corso di Fondamenti di Informatica Ingegneria delle Comunicazioni BCOR Ingegneria Elettronica BELR Corso di Fondamenti di Informatica Ingegneria delle Comunicazioni BCOR Ingegneria Elettronica BELR Domenico Daniele Bloisi Docenti Parte I prof. Silvio Salza salza@dis.uniroma1.it http://www.dis.uniroma1.it/~salza/fondamenti.htm

Dettagli

Appunti del corso di Informatica 1. 6 Introduzione al linguaggio C

Appunti del corso di Informatica 1. 6 Introduzione al linguaggio C Università di Roma Tre Dipartimento di Matematica e Fisica Corso di Laurea in Matematica Appunti del corso di Informatica 1 (IN110 Fondamenti) 6 Introduzione al linguaggio C Marco Liverani (liverani@mat.uniroma3.it)

Dettagli

Definizione di metodi

Definizione di metodi Corso di Laurea Ingegneria Informatica Fondamenti di Informatica 1 Dispensa 9 Definizione di metodi Carla Limongelli Novembre 2006 http://www.dia.uniroma3.it/~java/fondinf1/ Definizione di metodi 1 Contenuti

Dettagli

Appunti del corso di Informatica 1 (IN110 Fondamenti) 6 Introduzione al linguaggio C

Appunti del corso di Informatica 1 (IN110 Fondamenti) 6 Introduzione al linguaggio C Università di Roma Tre Facoltà di Scienze M.F.N. Corso di Laurea in Matematica Appunti del corso di Informatica 1 (IN110 Fondamenti) 6 Introduzione al linguaggio C Marco Liverani (liverani@mat.uniroma3.it)

Dettagli

Corso di Fondamenti di Informatica Tipi strutturati: Strutture typedef Anno Accademico 2008/2009 Francesco Tortorella

Corso di Fondamenti di Informatica Tipi strutturati: Strutture typedef Anno Accademico 2008/2009 Francesco Tortorella Corso di Fondamenti di Informatica Tipi strutturati: Strutture typedef Anno Accademico Francesco Tortorella Le strutture Gli array permettono la sola aggregazione di variabili dello stesso tipo. Quindi

Dettagli

Allocazione Dinamica della Memoria

Allocazione Dinamica della Memoria Allocazione Dinamica della Memoria Elisa Marengo Università degli Studi di Torino Dipartimento di Informatica Elisa Marengo (UNITO) Allocazione Dinamica della Memoria 1 / 10 Scelta delle variabili Quando

Dettagli

giapresente( ) leggi( ) char * strstr(char * cs, char * ct) NULL

giapresente( ) leggi( ) char * strstr(char * cs, char * ct) NULL Materiale di ausilio utilizzabile durante l appello: tutto il materiale è a disposizione, inclusi libri, lucidi, appunti, esercizi svolti e siti Web ad accesso consentito in Lab06. L utilizzo di meorie

Dettagli

Strutture Dinamiche. Fondamenti di Informatica

Strutture Dinamiche. Fondamenti di Informatica Strutture Dinamiche Fondamenti di Informatica 1 Indice Allocazione e de-allocazione di memoria Liste e loro gestione Companies, srl 2 Allocazione e cancellazione di memoria malloc (sizeof (TipoDato));

Dettagli

Esercitazione 5. Procedure e Funzioni Il comando condizionale: switch

Esercitazione 5. Procedure e Funzioni Il comando condizionale: switch Esercitazione 5 Procedure e Funzioni Il comando condizionale: switch Comando: switch-case switch (espressione) { /* espressione deve essere case costante1: istruzione1 di tipo int o char */ [break]; case

Dettagli

Introduzione alla Programmazione in Java attraverso un esempio commentato

Introduzione alla Programmazione in Java attraverso un esempio commentato Corso di Studi in Informatica Programmazione 1 corso B prof. Elio Giovannetti Introduzione alla Programmazione in Java attraverso un esempio commentato Programmazione 1 B - a.a. 2002-03 53 Modello di memoria

Dettagli

Esercitazione 6. Array

Esercitazione 6. Array Esercitazione 6 Array Arrays Array (o tabella o vettore): è una variabile strutturata in cui è possibile memorizzare un numero fissato di valori tutti dello stesso tipo. Esempio int a[6]; /* dichiarazione

Dettagli

Strutture dati e loro organizzazione. Gabriella Trucco

Strutture dati e loro organizzazione. Gabriella Trucco Strutture dati e loro organizzazione Gabriella Trucco Introduzione I linguaggi di programmazione di alto livello consentono di far riferimento a posizioni nella memoria principale tramite nomi descrittivi

Dettagli

ESECUZIONE DI PROGRAMMI C SU MACCHINE REALI. Docente: Giorgio Giacinto AA 2009/2010

ESECUZIONE DI PROGRAMMI C SU MACCHINE REALI. Docente: Giorgio Giacinto AA 2009/2010 Università degli Studi di Cagliari Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Civile - Strutture FONDAMENTI DI INFORMATICA 2

Dettagli

Programmazione a moduli in C

Programmazione a moduli in C Funzioni Programmazione a moduli in C Politecnico di Milano Motivazioni Alcuni programmi possono essere molto, molto complessi E utile poter partizionare il lavoro di progettazione in sottolavori più semplici

Dettagli

18 - Vettori. Programmazione e analisi di dati Modulo A: Programmazione in Java. Paolo Milazzo

18 - Vettori. Programmazione e analisi di dati Modulo A: Programmazione in Java. Paolo Milazzo 18 - Vettori Programmazione e analisi di dati Modulo A: Programmazione in Java Paolo Milazzo Dipartimento di Informatica, Università di Pisa http://pages.di.unipi.it/milazzo milazzo di.unipi.it Corso di

Dettagli

Stringhe e allocazione dinamica della memoria

Stringhe e allocazione dinamica della memoria Stringhe e allocazione dinamica della memoria Esercizio Scrivere un programma strings.c che legge da standard input una sequenza di parole separate da uno o più spazi, e stampa le parole lette, una per

Dettagli

Gestione della Memoria

Gestione della Memoria Gestione della Memoria Nicola Fanizzi Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Bari Linguaggi di Programmazione [010194] 27 apr, 2016 Sommario 1 Tecniche di gestione Progetto della gestione

Dettagli

Unità Didattica 1 Linguaggio C. Fondamenti. Struttura di un programma.

Unità Didattica 1 Linguaggio C. Fondamenti. Struttura di un programma. Unità Didattica 1 Linguaggio C Fondamenti. Struttura di un programma. 1 La storia del Linguaggio C UNIX (1969) - DEC PDP-7 Assembly Language BCPL - un OS facilmente accessibile che fornisce potenti strumenti

Dettagli

Istituto Tecnico Industriale M. M. Milano Polistena. Classe III D a.s. 2015/2016 C++ Guida Base

Istituto Tecnico Industriale M. M. Milano Polistena. Classe III D a.s. 2015/2016 C++ Guida Base Istituto Tecnico Industriale M. M. Milano Polistena Classe III D a.s. 2015/2016 C++ Guida Base Prof. Rocco Ciurleo - ITIS M. M. Milano Polistena - 3 D a.s. 2015/2016 1 Le Origini Il Linguaggio C++ è il

Dettagli

Errori frequenti Cicli iterativi Array. Cicli e array. Laboratorio di Programmazione I. Corso di Laurea in Informatica A.A.

Errori frequenti Cicli iterativi Array. Cicli e array. Laboratorio di Programmazione I. Corso di Laurea in Informatica A.A. Cicli e array Laboratorio di Programmazione I Corso di Laurea in Informatica A.A. 2016/2017 Calendario delle lezioni Lez. 1 Lez. 2 Lez. 3 Lez. 4 Lez. 5 Lez. 6 Lez. 7 Lez. 8 - Introduzione all ambiente

Dettagli

Array multidimensionali e stringhe

Array multidimensionali e stringhe Andrea Marin Università Ca Foscari Venezia Laurea in Informatica Corso di Programmazione part-time a.a. 2011/2012 Array uni-dimensionali (richiami) Dichiarazione: int vet[100]; float x[50]; Gli elementi

Dettagli

INFORMATICA DI BASE Linguaggio C Prof. Andrea Borghesan

INFORMATICA DI BASE Linguaggio C Prof. Andrea Borghesan INFORMATICA DI BASE Linguaggio C Prof. Andrea Borghesan venus.unive.it/borg borg@unive.it Ricevimento lunedì, prima o dopo lezione 1 Le funzioni in C Le funzioni vengono utilizzate per 3 motivi: Riusabilità

Dettagli

Programmazione in Java (I modulo)

Programmazione in Java (I modulo) Programmazione in Java (I modulo) Lezione 4 Variabili di tipo primitivo. Dichiarazione di costanti Conversioni di tipo: operatore cast Altri operatori di assegnamento Operazioni aritmetiche e di confronto

Dettagli

Puntatori. Unità 6. Corso di Laboratorio di Informatica Ingegneria Clinica BCLR. Domenico Daniele Bloisi

Puntatori. Unità 6. Corso di Laboratorio di Informatica Ingegneria Clinica BCLR. Domenico Daniele Bloisi Corso di Ingegneria Clinica BCLR Domenico Daniele Bloisi Docente Ing. Domenico Daniele Bloisi, PhD Ricercatore Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti Via Ariosto

Dettagli

Università di Torino Facoltà di Scienze MFN Corso di Studi in Informatica. Programmazione I - corso B a.a. 2009-10. prof.

Università di Torino Facoltà di Scienze MFN Corso di Studi in Informatica. Programmazione I - corso B a.a. 2009-10. prof. Università di Torino Facoltà di Scienze MFN Corso di Studi in Informatica Programmazione I - corso B a.a. 009-10 prof. Viviana Bono Blocco 9 Metodi statici: passaggio parametri, variabili locali, record

Dettagli

Introduzione al C. Introduzione. Linguaggio ad alto livello. Struttura di un programma C

Introduzione al C. Introduzione. Linguaggio ad alto livello. Struttura di un programma C Introduzione 2 Introduzione al C Linguaggio di programmazione ad alto livello (HLL) Sviluppato negli anni 70 (C standard ANSI) Molto diffuso e adatto ad un ampio spettro di applicazioni: Scientifiche Gestionali

Dettagli

Definizione di metodi in Java

Definizione di metodi in Java Definizione di metodi in Java Un metodo in Java definisce un operazione ad alto livello (sottoprogramma) che consente di manipolare dati e oggetti. Durante la computazione effettuata da un programma, un

Dettagli

Introduzione al linguaggio C

Introduzione al linguaggio C INFORMATICA B Ingegneria Elettrica Introduzione al linguaggio C Introduzione Linguaggio di programmazione ad alto livello Sviluppato negli anni 70 (C standard ANSI) Molto diffuso e adatto ad un ampio spettro

Dettagli

int f(char *s, short n, float x) {... } /* definizione di f */ int f(char *, short, float); /* prototipo di f */

int f(char *s, short n, float x) {... } /* definizione di f */ int f(char *, short, float); /* prototipo di f */ Prototipi di funzione Il prototipo di una funzione costituisce una dichiarazione della funzione, e come tale fornisce al compilatore le informazioni necessarie a gestire la funzione stessa. Nella definizione

Dettagli

Problema: dati i voti di tutti gli studenti di una classe determinare il voto medio della classe.

Problema: dati i voti di tutti gli studenti di una classe determinare il voto medio della classe. Problema: dati i voti di tutti gli studenti di una classe determinare il voto medio della classe. 1) Comprendere il problema 2) Stabilire quali sono le azioni da eseguire per risolverlo 3) Stabilire la

Dettagli

Linguaggio C: i file

Linguaggio C: i file Dipartimento di Elettronica ed Informazione Politecnico di Milano Informatica A - GES Prof. Plebani A.A. 2006/2007 Linguaggio C: i file La presente dispensa e da utilizzarsi ai soli fini didattici previa

Dettagli

Mini-dispensa sui puntatori in C

Mini-dispensa sui puntatori in C Mini-dispensa sui puntatori in C P. Zavarise Versione 1 ottobre 013 1 Valore e indirizzo di una variabile Ripassiamo il significato di dal punto di vista del programmatore. int a=; Viene creata una variabile

Dettagli

Elementi di C++ di base

Elementi di C++ di base Elementi di C++ di base Corso di Programmazione 3 - Ingegneria dell Informazione e dell Organizzazione 10 ottobre, 2001 Gino Perna Esempi di semplici programmi in C++ Il programma più semplice consiste

Dettagli

Definizione Allocazione e deallocazione di variabili Allocazione e deallocazione di vettori

Definizione Allocazione e deallocazione di variabili Allocazione e deallocazione di vettori Università degli Studi di Cagliari Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica (Industriale), Chimica, Meccanica, Elettrica FONDAMENTI DI INFORMATICA 1 http://www.diee.unica.it/~marcialis/fi1 A.A. 2010/2011

Dettagli

Gli Operatori. Linguaggio C. Gli Operatori. Esempi sull uso dell Operatore di Assegnamento. L Operatore di Assegnamento

Gli Operatori. Linguaggio C. Gli Operatori. Esempi sull uso dell Operatore di Assegnamento. L Operatore di Assegnamento Linguaggio C Gli Operatori Gli Operatori Gli operatori sono simboli (sia singoli caratteri che loro combinazioni) specificano come devono essere manipolati gli operandi dell espressione Operatori aritmetici

Dettagli

Esempio di Prova Scritta

Esempio di Prova Scritta Esempio di Prova Scritta La prova scritta è composta da alcuni esercizi per un totale di 10 punti (durata:circa 1h15 ). Le tipologie di esercizi possibili comprendono:! sintesi di una funzione ricorsiva/iterativa,

Dettagli

Linguaggio C. tipi di dati definiti dall utente. Università degli Studi di Brescia. Docente: Massimiliano Giacomin

Linguaggio C. tipi di dati definiti dall utente. Università degli Studi di Brescia. Docente: Massimiliano Giacomin Linguaggio C tipi di dati definiti dall utente Università degli Studi di Brescia Docente: Massimiliano Giacomin Elementi di Informatica e Programmazione Università di Brescia 1 Tipi di dati in C Predefiniti

Dettagli

Linguaggio C I puntatori

Linguaggio C I puntatori FONDAMENTI DI INFORMATICA Prof. PIER LUCA MONTESSORO Ing. DAVIDE PIERATTONI Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Udine Linguaggio C I puntatori 2001 Pier Luca Montessoro - Davide Pierattoni

Dettagli

Array in Fortran 90. Ing. Luca De Santis. Anno accademico 2006/2007. DIS - Dipartimento di informatica e sistemistica

Array in Fortran 90. Ing. Luca De Santis. Anno accademico 2006/2007. DIS - Dipartimento di informatica e sistemistica Array in Fortran 90 Ing. Luca De Santis DIS - Dipartimento di informatica e sistemistica Anno accademico 2006/2007 Fortran 90: array DIS - Dipartimento di informatica e sistemistica 1 / 25 Cosa vedremo

Dettagli

La programmazione nel linguaggio C

La programmazione nel linguaggio C 3 La programmazione nel linguaggio C 3.0 La programmazione nel linguaggio C c Diego Calvanese Fondamenti di Informatica Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica A.A. 2001/2002 3.0 0 Introduzione ai programmi

Dettagli

Funzioni. Corso di Fondamenti di Informatica

Funzioni. Corso di Fondamenti di Informatica Dipartimento di Informatica e Sistemistica Antonio Ruberti Sapienza Università di Roma Funzioni Corso di Fondamenti di Informatica Laurea in Ingegneria Informatica (Canale di Ingegneria delle Reti e dei

Dettagli

Prova di Laboratorio del [ Corso A-B di Programmazione (A.A. 2004/05) Esempio: Media Modalità di consegna:

Prova di Laboratorio del [ Corso A-B di Programmazione (A.A. 2004/05) Esempio: Media Modalità di consegna: Prova di Laboratorio del 12.1.2005 [durata 90 min.] Corso A-B di Programmazione (A.A. 2004/05) 1. Leggere da tastiera un insieme di numeri interi ed inserirli in un vettore A 2. Calcolare tramite una funzione

Dettagli

Laboratorio di Algoritmi e Strutture Dati. Aniello Murano. www.dia.unisa.it/dottorandi/murano. Il linguaggio C II

Laboratorio di Algoritmi e Strutture Dati. Aniello Murano. www.dia.unisa.it/dottorandi/murano. Il linguaggio C II Laboratorio di Algoritmi e Strutture Dati Aniello Murano www.dia.unisa.it/dottorandi/murano 1 Il linguaggio C II 2 1 Indice (seconda parte) Funzioni Array Puntatori Preprocessore Storage Class Ricorsione

Dettagli