Bologna, lì 15 giugno Ill.mo Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna

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1 Bologna, lì 15 giugno 2016 Ill.mo Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna Ill.mo Sig. Procuratore Generale della Repubblica Presso la Corte di Appello di Bologna Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna Ecc.mo Consiglio Giudiziario Presso la Corte di Appello di Bologna Presidenza del Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bologna

2 COMUNICATO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO IN TEMA DI IMPEDIMENTO ALLA FUNZIONE DIFENSIVA, TUTELA DEI DIRITTI DI DIFESA, RISPETTO DELLA FUNZIONE E DEL RUOLO DEL DIFENSORE Il Direttivo della Camera Penale Franco Bricola di Bologna, premesso che è pervenuta dall avv. Ettore Grenci del Foro di Bologna, socio della Camera Penale di Bologna e membro del Consiglio Direttivo, una segnalazione afferente un suo impedimento ad accedere alla Cancelleria centrale del Tribunale di Sorveglianza di Bologna determinato dalla chiusura anticipata della stessa, esponendo in particolare che: 1) alle ore circa del giorno , l avvocato si recava presso la Cancelleria per effettuare alcune verifiche e controlli su procedimenti di sorveglianza relativi suoi assistiti. Essendo un martedì, l orario di apertura previsto è dalle ore 8.30 alle 11.30, quindi al suo arrivo la cancelleria avrebbe dovuto essere normalmente aperta. 2) L avvocato trovava invece il cartello di chiusura apposto sulla porta, ed inoltre mancavano i cartellini numerici che posti all ingesso per agevolare l attesa. Gli veniva riferito da altri colleghi presenti che, poco prima, era uscita l operatrice dello sportello ed aveva ritirato i cartellini, apponendo il cartello di chiusura, in quanto, a suo dire, vi erano troppi avvocati in attesa. 3) Appreso ciò, l avvocato bussava ed entrava in Cancelleria per chiedere spiegazioni della chiusura anticipata, rappresentando la necessità di accedere all Ufficio per incombenti professionali. L operatrice rispondeva che era stata effettivamente lei a decidere la chiusura della Cancelleria, perché non avrebbe potuto ricevere allo sportello altri avvocati rispetto a quelli già presenti, avendo da sbrigare altro lavoro. In particolare, faceva riferimento alla necessità di occuparsi di una pila di fascicoli da iscrivere.

3 4) L avvocato spiegava che anche lui e gli altri suoi colleghi erano lì per svolgere il proprio lavoro nell adempimento del proprio mandato difensivo, e che avevano diritto di accedere in Cancelleria nell orario previsto per quella giornata ( ), già peraltro fortemente ridotto rispetto all ordinario. A ciò l operatrice rispondeva chiedendo cosa il legale dovesse fare in Cancelleria, ed alla risposta che avrebbe dovuto svolgere delle verifiche e dei controlli sullo stato di alcuni procedimenti, gli veniva risposto, in maniera sbrigativa, che si trattava di attività non urgenti, come a voler significare che la sua presenza e le sue richieste fossero quasi un intralcio all attività di Cancelleria. 5) A fronte di tali giustificazioni e risposte, preso atto della impossibilità di poter stabilire un colloquio su un piano istituzionale con la operatrice, l avvocato chiedeva di poter parlare con un Dirigente o con il Presidente. Gli veniva risposto che era impossibile perché il Presidente non parlava con gli avvocati. L operatrice, dunque, si recava al secondo piano dicendo che avrebbe parlato lei stessa con il Presidente. 6) L operatrice tornava dopo pochi minuti dicendo di aver parlato con il Presidente dott. Raffa, il quale le avevo detto di riferire: testuali parole: dite agli avvocati che siete già troppo buoni a riceverli dopo le Rientrava dunque nel suo Ufficio impedendo di fatto al difensore, ed agli altri avvocati giunti dopo le 11.10, ma prima delle 11.30, di accedere all Ufficio. Ciò avveniva alla presenza di numerosi colleghi, anche di altri Fori, che hanno rilasciato i loro nominativi per testimoniare su quanto accaduto. 7) Appreso ciò, l avvocato Grenci si recava immediatamente nella stanza del Presidente e bussava alla Sua porta senza tuttavia ricevere alcuna risposta. ************ Preso atto di quanto sopra, il Consiglio Direttivo Rileva che funzione primaria della Camera Penale è quella di farsi portatrice della necessità del rigoroso rispetto dei principi e dei diritti costituzionalmente garantiti e delle regole che devono governare la funzione difensiva ed il ruolo e l immagine del difensore non solo nell ambito del

4 processo ma, più in generale, nello svolgimento del proprio mandato, che si esplica anche attraverso l accesso alle Cancellerie; che in questo senso va decisamente stigmatizzato quanto esposto nella segnalazione dell avvocato Grenci, perché, da quanto emerge, allo stesso è stato di fatto impedito l accesso alla Cancelleria in un orario in cui la stessa avrebbe dovuto essere aperta in quanto tale chiusura non era stata in alcun modo anticipata né legittimata da un ordine di servizio del Presidente dott. Raffa, il quale, peraltro, per quanto riferito dalla stessa operatrice, non ha inteso ricevere personalmente le doglianze del difensore. Sotto tale profilo è peraltro noto che, ormai da mesi, il Presidente non riceve i difensori, per come espressamente riportato in un cartello, a firma della cancelleria, apposto pubblicamente sulla porta di ingresso della stessa; considerato che quanto esposto dall avvocato costituisce, da una parte, una violazione dei doveri di correttezza e lealtà tra soggetti istituzionalmente chiamati a svolgere funzioni nell interesse dei cittadini, e, dall altra, una violazione del diritto di difesa tutelato dagli artt. 24 e 27 Cost., perché di fatto è stato impedito al difensore di svolgere attività connesse al mandato ricevuto da propri assistiti relativamente alla verifica di procedimenti di sorveglianza a loro carico; che anche le modalità con le quali al difensore è stato impedito di accedere all Ufficio, con considerazioni di merito circa la non urgenza o non importanza delle proprie richieste, è sintomatico della scarsa considerazione del ruolo del difensore, nella fattispecie avvertito più come un fastidio, o un intralcio, piuttosto che per il valore sociale che esso dovrebbe incarnare, e ciò proprio da soggetti che sono chiamati istituzionalmente a un dovere di correttezza e lealtà nei rapporti con i difensori, ed in ogni caso a riceverli negli orari di apertura previsti; che peraltro si pone anche l ulteriore questione afferente la legittimità della decisione di chiudere un ufficio aperto al pubblico ed ai difensori prima dell orario previsto, già ampiamente ridotto rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale (art. 162 della Legge n.1196 del 1960 che stabilisce per gli uffici delle segreterie e cancellerie giudiziarie l orario inderogabile di apertura al pubblico di cinque ore nei giorni feriali, norma ritenuta vincolante

5 da Sent. Consiglio di Stato 798/2014), e ciò in assenza di ordini di servizio dei Dirigenti, impartiti per iscritto e resi pubblici (certamente mai comunicati al difensore). ************* Tutto ciò premesso, rilevato e considerato, il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Bologna censura l episodio oggetto della segnalazione dell avv. Grenci, perché in aperto contrasto con le norme, anche costituzionali, che regolano e tutelano la funzione ed il ruolo del difensore nell espletamento del proprio mandato a tutela dei diritti dei cittadini, e contestualmente lo segnala alle S.V.Il.me affinchè, nei rispettivi ruoli e funzioni, vogliano assumere le necessarie valutazioni e gli opportuni provvedimenti in relazione alla chiusura di un Ufficio aperto al pubblico ed ai Difensori prima dell orario previsto, senza che, a quanto risulta, sia stato emesso e reso pubblico alcun provvedimento o ordine di servizio che la giustificasse, e dunque sulla base di una scelta del tutto autonoma della operatrice dello sportello. Segnala altresì che l episodio si inscrive in un contesto connotato da una grave e cronica situazione di criticità in cui versa ormai da anni il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, peraltro oggetto di precedenti delibere dell Assemblea Regionale delle Camere Penali con le quali è stato dichiarato lo stato di agitazione, a cui inevitabilmente seguiranno altre e più forti iniziative di protesta. Con osservanza. Il Consiglio Direttivo

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