Nuova centrale idroelettrica con derivazione ad acqua fluente sul Torrente Viona INDICE 1 GENERALITA 2 2 ATTREZZATURE E SISTEMI DI GESTIONE 3

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2 INDICE 1 GENERALITA 2 2 ATTREZZATURE E SISTEMI DI GESTIONE 3 3 CONDIZIONI DI RISCHIO E POSSIBILI INCIDENTI CONDIZIONI DI RISCHIO POSSIBILI INCIDENTI RIFIUTI ED EMISSIONI PRODOTTE 6 4 PROGRAMMA DI MONITORAGGIO PROPOSTA DI MONITORAGGIO AMBIENTALE COMPARTO IDROBIOLOGICO DEFINIZIONE DEI SITI DI CAMPIONAMENTO DEFINIZIONE DEI PARAMETRI DA ANALIZZARE E DEI METODI DI INDAGINE DEFINIZIONE DELLE TEMPISTICHE E DELLE FREQUENZE DI CAMPIONAMENTO 12 5 PROGRAMMA DI MANUTENZIONE 13 Pag. 1

3 1 GENERALITA Nella fase di funzionamento di un impianto idroelettrico risulta essere di fondamentale importanza la redazione di un piano di gestione e di manutenzione delle opere, al fine di garantire nel tempo la corretta funzionalità dell impianto, le caratteristiche di qualità, nonché l efficienza, atta a favorirne il risparmio idrico. Tale piano deve contenere un sistema di controlli e di interventi da eseguire con una certa periodicità, al fine di garantire una corretta gestione dell impianto in progetto. Il piano di gestione deve contenere una serie di informazioni, qui di seguito elencate: a) la descrizione dei sistemi di telecontrollo, dei sensori di monitoraggio, presenza di sistemi oleodinamici, stoccaggio di sostanze potenzialmente inquinanti, modalità di gestione dell invaso e delle opere di presa e loro ubicazione; b) un programma delle verifiche e dei controlli al fine di rilevare il livello di prestazione nel tempo dell impianto in progetto; c) un programma di manutenzione che riporti in ordine temporale i vari interventi previsti da personale qualificato, al fine di fornire le informazioni per una maggiore efficienza dell opera. Pag. 2

4 2 ATTREZZATURE E SISTEMI DI GESTIONE L impianto in oggetto è caratterizzato dall utilizzo della risorsa idrica per la produzione di energia idroelettrica, che utilizza il salto nominale delle acque derivate dal Torrente Viona. Nell impianto verranno sistemati sensori di monitoraggio, di tipo misuratore livelli idrici e misuratore elettromagnetico di portata, che misurando la velocità ed il livello dell acqua, trasmette i dati ad un convertitore che ne calcola la portata. In particolare è prevista la sistemazione di quattro misuratori di portata, tre in corrispondenza delle opere di presa di cui uno all ingresso della camera di carico e il quarto in prossimità della turbina, per la corretta gestione delle apparecchiature automatizzate, quale ad esempio la valvola di sicurezza, che avrà la funzione di interrompere l afflusso di acqua. Il convertitore e l apparecchio di registrazione della velocità e del livello dell acqua saranno posizionati nel fabbricato della centrale, dove la gestione dell attività ordinaria di funzionamento sarà completamente automatizzata; saranno presenti apposite apparecchiature elettroniche collegate alla turbina che azionano i meccanismi di comando delle regolazioni delle quantità di acqua nella macchina, in funzione del livello presente nella camera di carico (misurato attraverso misuratori di livello). Altre apparecchiature consentiranno di operare il fermo dell impianto in maniera automatizzata. In modo particolare: - rete di protezione a valle della produzione e a monte della rete ENEL, arresta l impianto qualora manchi la corrente sulla rete di distribuzione ENEL; - sensori presenti sui cuscinetti di macchine idrauliche ed elettromeccaniche rilevano un surriscaldamento od un malfurizionamento delle stesse; - sensori che rilevano la presenta di sovratensioni elettriche nell impianto, oltre le tolleranze prescritte. I dati registrati dai sensori saranno inviati ad un sistema elettronico, nel quale vengono impostati i range di funzionamento delle varie componenti dell impianto. Qualora i valori segnalati dai rilevatori non siano compresi nell intervallo prestabilito, si innesca un sistema di allarme che avverte il Pag. 3

5 personale di gestione dell impianto delle anomalie presenti nello stesso. I malfunzionamenti saranno segnalati tramite uno specifico messaggio di avviso SMS via GSM. Il fermo dell impianto, sia che esso avvenga in automatico sia che esso avvenga per azionamento manuale, comporterà l abbassamento dei tegoli presenti e situati davanti agli ugelli che ne devieranno il getto e la chiusura della valvola a farfalla presente a monte della turbina. Il fermo dell impianto verrà attivato invece normalmente in maniera manuale per l esecuzione delle necessarie operazioni di manutenzione ordinaria dell impianto. Il riavvio dell impianto avverrà in modo completamente manuale quando questo risulti essere stato disattivato altresi manualmente; l impianto necessiterà quindi della presenza di una persona che verifichi i parametri di attivazione e funzionamento. Il riavvio dell impianto sarà manuale, anche a seguito di un certo numero di tentativi di riavvio programmati ed attivati in automatico dal sistema elettronico e non andati a buon fine. Si sottolinea pertanto che attraverso il telecontrollo si va a monitorare l intero impianto idroelettrico, quindi: - il trasformatore (di cui si va a monitorare la temperatura dei cuscinetti e il livello dell olio); - il generatore (di cui si va a controllare l eventuale surriscaldamento dei cuscinetti e la produzione); - la portata (attraverso i misuratori di portata), - il livello dell acqua nella camera di carico tramite misuratori di livello dell acqua. - la presenza di rete ENEL ed il cos che deve avere un valore compreso tra 0,95 ed 1,00. Pag. 4

6 3 CONDIZIONI DI RISCHIO E POSSIBILI INCIDENTI 3.1 Condizioni di rischio Non è stata rilevata alcuna specifica condizione di rischio in fase di esercizio, sia nei confronti dell ambiente, che in riferimento a pericoli per la pubblica incolumità. La tipologia dell impianto così come progettato, non consente alcuna interferenza esterna nella gestione; tutte le apparecchiature, i componenti meccanici o semplicemente i manufatti saranno inaccessibili da qualsiasi involontaria intrusione. 3.2 Possibili incidenti I possibili incidenti rilevanti individuati, con riferimento alla gestione ordinaria dell impianto, possono essere causati principalmente da rotture di componenti o apparecchiature sia meccaniche che elettriche o elettroniche, a seguito di eventi atmosferici (fulmini, sbalzi di tensione, ecc..) o causati da semplici cedimenti meccanici. Si esclude invece espressamente la possibilità di incidenti causati dal fattore umano se non nel caso estremo di atti dolosi. Le macchine dovranno essere maneggiate da personale competente, che utilizzi con cautela e con la corretta attenzione le macchine in questione. I possibili incidenti riferibili alle cause sopra citate, che qui vengono analizzati possono riguardare: la rottura della condotta forzata; la rottura del trasformatore di corrente. La magnitudo riferibile agli incidenti in analisi è pressoché irrilevante per le seguenti motivazioni: - la condotta forzata è stata verificata in termini di spessori, con riferimento oltre alla pressione idrostatica di esercizio, agli incrementati dovuti alle sovrapressioni per i colpi d ariete; Pag. 5

7 - sarà presente un apposita valvola automatica di sicurezza a farfalla che provocherà la chiusura della condotta, nel caso si verifichi un aumento della velocità dell acqua nella stessa; - un dispositivo automatico di uscita e rientrata dell aria, costituito da semplice tubo piezometrico posto all interno della camera di carico, proteggerà la condotta contro la formazione di depressioni verificabili in conseguenza di colpi d ariete e nel caso di svuotamento della condotta stessa per la chiusura della valvola di sicurezza posta immediatamente a monte. - il trasformatore di corrente, la cui rottura può potenzialmente provocare il trafilamento o riversamento dell olio all esterno dell involucro dello stesso, è stato posizionato nel fabbricato centrale nel sito appositamente destinato allo scopo e costruito con specifiche caratteristiche di impermeabilità necessarie ad evitare la dispersione dell olio al suolo. Si tiene a precisare che il liquido contenuto nel trasformatore non contiene PCB (un olio considerato altamente velenoso) e sarà comunque conforme alle prescrizioni previste dalle specifiche norme CEI, in particolare alla norma Sottostante i trasformatori verrà ricavata con le opportune pendenze, una vasca ermetica in acciaio avente capienza sufficiente e destinata alla raccolta dell olio in caso di rottura. Inoltre, per la sicurezza dei lavoratori, nel fabbricato della centrale e nel locale del trasformatore è stata istallata una cassetta di pronto intervento, che funge da primo soccorso per eventuali incidenti, ed un armadietto metallico chiuso a chiave per lo stoccaggio di cartucce di grasso, tanica d olio ed estintore. 3.3 Rifiuti ed emissioni prodotte I rifiuti che si prevede possano essere prodotti dall impianto in fase di esercizio sono costituiti esclusivamente dalle sabbie che si possono depositare nella zona di decantazione del canale di derivazione e della camera di carico. Tale materiale verrà asportato periodicamente; con cadenza annuale si provvederà a fermare l impianto e allo svuotamento dell acqua presente nella camera di Pag. 6

8 carico, successivamente si provvederà alla raccolta manuale (con pale e secchi) della sabbia depositata sul fondo delle vasche. In tale impianto si ha la necessità di usufruire di particolari strutture di ritenzione della materia organica (come foglie e rami), poiché l impianto in progetto si trova al di sotto del limite della vegetazione arborea. Il materiale inerte raccolto, che si prevede essere al massimo costituito da circa metri cubi 2,50 di sabbia e ghiaia (in considerazione del minimo trasporto solido esistente), verrà trasportato in apposito sito di deposito inerti. Il restante materiale inorganico che invece si ritiene possa essere prodotto nella normale gestione dell impianto, si può prevedere che sarà dato esclusivamente da alcune cartucce di plastica, che verranno portate in opportuna discarica, contenitori del grasso sintetico che periodicamente si utilizzerà per l ingrassaggio dei cuscinetti e dell albero di trasmissione della turbina. Pag. 7

9 4 PROGRAMMA DI MONITORAGGIO Per consentire un adeguata e costante informazione in merito allo stato (dinamico) dell ecosistema fluviale, si è predisposto un piano di monitoraggio da effettuarsi negli anni successivi al funzionamento dell impianto. Per monitoraggio si intende l insieme dei controlli periodici da effettuarsi nel corso dell esecuzione dei lavori finalizzati alla verifica degli impatti effettivamente prodotti sull ambiente e delle modalità di esercizio previste dal progetto. I controlli, che dovranno essere effettuati durante l esercizio dell impianto, riguarderanno le seguenti variabili ambientali Suolo: Allo scopo di verificare l evoluzione delle modificazioni indotte sulla componente suolo dalla realizzazione dell opera e l efficacia delle misure di mitigazione intraprese, occorrerà verificare con opportuni sopralluoghi l efficacia degli interventi di rivegetazione e gli eventuali fenomeni di erosione superficiale e gli eventuali fenomeni di dissesto attivatisi lungo i tratti spondali oggetto di intervento, delle opere di difesa al piede a protezione dei manufatti in alveo e gli eventuali fenomeni di erosione localizzata. Vegetazione: non si ritiene necessario prevedere appositi interventi di monitoraggio relativi alla componente vegetazione, se non il controllo dell effettivo successo dell inerbimento da prevedersi nei primi 2 anni dalla realizzazione dell impianto. Rumore: sarà cura del proponente verificare in post-costruzione dell opera, la corrispondenza delle emissioni sonore previste in progetto con quelle reali ed il rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente, adottando eventuali correttivi. Paesaggio: come per altre componenti, non si ritiene necessario prevedere appositi interventi di monitoraggio relativi agli aspetti paesaggistici, se non il controllo dell efficacia degli interventi di rivegetazione già citati. Per quanto riguarda l ecosistema fluviale, per determinare in modo corretto i reali effetti dell opera di derivazione sul Torrente Viona, risulta utile predisporre una serie di campionamenti, che costituiranno il Piano di Monitoraggio Ambientale dell opera realizzata. Questo avrà l obbiettivo di evidenziare eventuali modificazioni dello stato di fatto dell ecosistema fluviale sia in corso d opera (durante l anno di realizzazione dell opera), sia nei tre anni successivi la Pag. 8

10 fase di entrata in funzione dell impianto (post-opera). Le componenti ambientali considerate sia abiotiche sia biotiche, saranno le stesse del rilievo anteoperam. Relativamente all ecosistema fluviale, è previsto un programma di monitoraggio dell ambiente acquatico, in considerazione della normativa vigente in materia. Dal punto di vista normativo la Direttiva 2000/60/CE ha trovato recepimento, in termini di obiettivi e principi, nel D.Lgs. 152/06 (Codice dell Ambiente), ma in termini specifici ed applicativi le norme relative alla valutazione della qualità dei corpi idrici sono state emanate recentemente. Ci si riferisce in particolare al DM 131/08, al DM 56/09 ed infine al DM 260/10: Decreto 16 giugno 2008, n Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Regolamento recante i criteri tecnici per la caratterizzazione dei corpi idrici (tipizzazione, individuazione dei corpi idrici, analisi delle pressioni) per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante: "Norme in materia ambientale", predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 4, dello stesso decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 agosto 2008 n. 187 Supplemento Ordinario; Decreto 14 aprile 2009, n. 56 Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Regolamento recante «Criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l'identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del decreto legislativo medesimo», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio Supplemento Ordinario n. 83. Decreto 8 novembre 2010, n. 260 Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. n. 30 del Supplemento Ordinario n. 31) Pag. 9

11 Per quanto riguarda in particolare gli ultimi due si riassumono di seguito gli elementi di novità introdotti: gli allegati 1 e 2 al DM n. 56/2009 sostituiscono, rispettivamente, gli allegati 1 e 3 (punto 1.1.1) della Parte Terza del Decreto Legislativo n. 152/2006 (Codice dell'ambiente); l'allegato 1 al DM 260/2010 sostituisce l'allegato 1 della parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e successive modificazioni, modificando, in particolare, il punto 2, lettera A.4 dello stesso allegato; l allegato 2 invece definisce le informazioni specifiche e generali (relative al contesto ambientale) da raccogliere durante le indagini di caratterizzazione dei corsi d acqua. 4.1 PROPOSTA DI MONITORAGGIO AMBIENTALE COMPARTO IDROBIOLOGICO In relazione agli obiettivi dell attività ed alle condizioni ambientali del tratto interessato dall impianto idroelettrico, di seguito sono formulate le proposte per il monitoraggio ambientale dell ecosistema acquatico coinvolto prima e dopo l entrata in esercizio dell impianto, al fine di verificare e quantificare gli impatti previsti sulle diverse componenti ambientali, biotiche e abiotiche, analizzate nel presente studio per la descrizione dello stato di fatto. In particolare verrà effettuato un monitoraggio prima dell entrata in funzione dell impianto per almeno una annualità. Lo svolgimento del monitoraggio durante la cantierizzazione garantirà inoltre un adeguato controllo di questa fase particolarmente critica. Il monitoraggio proseguirà in fase di esercizio dell impianto per almeno 2 anni al fine di garantire la sorveglianza dell evoluzione degli ambienti acquatici Definizione dei siti di campionamento In relazione alla lunghezza del tratto del torrente sotteso alla derivazione e sulla base della morfologia del corso d acqua interessato : Si individuano 2 stazioni di indagine (se presenti scarichi o interferenze possono aumentare) Pag. 10

12 4.1.2 Definizione dei parametri da analizzare e dei metodi di indagine I parametri oggetto di indagine e le frequenze di monitoraggio saranno in conformità con il Piano di Monitoraggio di cui al DM 260 dell 8 novembre 2010 e sono di seguito dettagliati: Macrofite; Diatomee; Macroinvertebrati; Pesci; idromorfologia fluviale; parametri fisico-chimici; Portate. Nel dettaglio: direttamente in campo saranno misurati, mediante sonda multiparametrica i seguenti parametri: ph, conducibilità elettrica specifica, temperatura, ossigeno disciolto. Saranno inoltre prelevati campioni di acqua per la successiva analisi di laboratorio per i seguenti parametri: azoto ammoniacale (N mg/l), azoto nitrico (N mg/l), fosforo totale (P mg/l). Si potrà quindi procedere al calcolo del LIMeco secondo quanto previsto dal d.lgs.152/2006 e smi. Il monitoraggio dei macroinvertebrati sarà effettuato secondo la metodologia multihabitat proporzionale, con campionamento quantitativo mediante retino Surber con superficie pari a 0.1 m 2, secondo quanto descritto nelle pubblicazioni APAT/IRSA: La valutazione della qualità ecologica delle acque si baserà sugli indici previsti dal DM 260 dell 8 novembre 2010, ed in particolare: Per i parametri chimici sull Indice LIMeco. Per i macroinvertebrati sull Indice STAR_ICMi. Per la fauna ittica sull indice ISECI (Indice dello Stato Ecologico delle Comunità Ittiche). Per le diatomee sull Indice Multimetrico di Intercalibrazione (ICMi). Per le macrofite sull indice IBMR. Sarà inoltre definita la qualità idromorfologica delle stazioni di campionamento applicando la metodologia IFF (Manuale APAT, 2007). La misura delle portate sarà effettuata in continuo. Pag. 11

13 4.1.3 Definizione delle tempistiche e delle frequenze di campionamento L attività di monitoraggio, nell ambito del progetto di derivazione idroelettrica, prevede due fasi di monitoraggio con le tempistiche stagionali che seguono: Monitoraggio possibilmente biennale, compatibilmente alla data di inizio lavori, composto da una annualità di ante-operam (prima della cantierizzazione) e una annualità di corso d opera (corrispondente alla durata prevista del cantiere); Monitoraggio annuale in fase di post-operam (fase di esercizio dell impianto) eventualmente da ripetere in accordo con le autorità competenti. Per quanto riguarda le frequenze di monitoraggio dei diversi parametri e le tempistiche migliori per eseguirle si considera quanto segue, in conformità con le frequenta di monitoraggio previste dal DM : per le indagini chimico-fisiche si prevedono: n. 4 campionamenti da distribuire nell anno (trimestrali), rappresentativi delle diverse stagioni; per le macrofite si prevedono n.2 campionamenti/anno in stagione vegetativa; per le diatomee si prevedono n.2 campionamenti annui in coincidenza del campionamento dei macroinvertebrati (in fase di morbida primaverile e di magra estiva); per i macroinvertebrati si prevedono n.3 campionamenti/anno di cui uno durante la fase di magra idrologica estiva e con intervallo temporale minimo tra i due prelievi superiore a due mesi. per la fauna ittica si prevede un campionamento/anno per il periodo tardo estivo; per l idromorfologia si prevede una campagna in periodo tardo estivo in fase di ante operam e una seconda in fase di esercizio della centrale, comprendenti tutto il tratto sotteso. Alla conclusione della fase di monitoraggio (ante Operam/Post Opera) sarà redatta adeguato rapporto tecnico finale di analisi e commento dei risultati ottenuti. Pag. 12

14 5 PROGRAMMA DI MANUTENZIONE Nella gestione di un impianto risulta essere di fondamentale importanza la sua manutenzione, al fine di garantire la funzionalità prolungata dello stesso nel tempo. A tal proposito si propone un programma che riporta i controlli da effettuare con una certa frequenza. In modo particolare si prevede: - la manutenzione delle parti meccaniche (come le parti in movimento della turbina) con una frequenza semestrale, al fine di verificarne lo stato di usura; - la manutenzione dell impianto idraulico (per esempio la tenuta dei pistoni), per verificare eventuali perdite di olio; - gestione dell interrimento attraverso controllo annuale dei sabbia e limo nella camera di carico, asporto dei medesimi in discarica adeguata. Per la gestione ordinaria dell impianto risulterà necessario l impiego di una persona part-time, che accederà allo stesso (indipendentemente dai fermi impianto sopraccitati), con frequenza perlomeno bi-settimanale per le necessarie verifiche, controlli e regolazioni che a titolo esemplificativo e non esaustivo riguarderanno ad esempio l ingrassaggio periodico dei cuscinetti e degli alberi di trasmissione dei macchinari presenti nella centrale. I controlli saranno rivolti anche all opera di presa e alla camera di carico e consisteranno nel verificare l eventuale presenza di materiali che li ostruiscano. Pag. 13

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