Relazioni e Bilancio 2007
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- Eduardo Fiorini
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1 Relazioni e Bilancio 2007
2 Relazioni e Bilancio Al 31 Dicembre 2007 Banca Regionale Europea Società per Azioni Appartenente al Gruppo UBI Banca Capitale Sociale Codice ABI CCIAA Iscrizione al registro delle Imprese di Cuneo, Codice Fiscale e Partita Iva Iscritta all Albo delle Banche al n Direzione Generale: Via Monte di Pietà, Milano Sede Legale: Via Roma, Cuneo Aderente al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia 2
3 Indice Cariche Sociali e Direzione Generale...4 Dati di sintesi...5 Relazione del Consiglio di Amministrazione...6 Lo scenario di riferimento...7 L attività della Banca Regionale Europea nel Prospetti di bilancio riclassificati...29 Altre informazioni...39 Evoluzione prevedibile della gestione...43 Proposte all assemblea...44 Prospetti Contabili Stato Patrimoniale...46 Conto Economico...47 Prospetto di variazione del Patrimonio Netto...48 Rendiconto Finanziario...50 La Nota Integrativa Parte A - Politiche Contabili A.1 - Parte Generale Sezione 1 Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali...52 Sezione 2 Principi generali di redazione...52 Sezione 3 Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio...54 Sezione 4 Altri aspetti...54 A.2 - Parte relativa ai principali aggregati di bilancio Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale Parte C - Informazioni sul conto economico Parte D - Informativa di settore Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura Sezione 1 Rischio di credito Sezione 2 Rischio di mercato Sezione 3 Rischio di liquidità Sezione 4 Rischio operativo Parte F - Informazioni sul patrimonio Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti impresa o rami d azienda Parte H - Operazioni con parti correlate Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Allegati al Bilancio d esercizio Relazione della Società di Revisione Relazione del Collegio Sindacale
4 Cariche Sociali e Direzione Generale CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Dott. Piero Bertolotto (*) Vice Presidente Vicario Avv. Corrado Faissola (*) Vice Presidente Avv. Prof. Mario Cera (*) Consiglieri Arch. Giovanni Arbocco Dott. Piero Bassetti Dott. Giuseppe Camadini Dott. Dario Chiapello Dott. Pier Giorgio Ferrua Avv. Prof. Maurilio Fratino Dott. Dario Gastaldi Dott. Victor Massiah (*) Dott. Riccardo Ravizza Dott. Angelo Dario Scotti Dott. Livio Strazzera (*) Avv. Lino Tedeschi (*) componenti del Comitato Esecutivo COLLEGIO SINDACALE Presidente Sindaci effettivi Sindaci supplenti Dott. Filippo Rovetta Dott. Paolo Delfino Prof. Piero Mella Dott. Vannio Lazzari Dott. Giampietro Rubino DIREZIONE GENERALE Direttore Generale Dott. Argante Del Monte SOCIETÀ DI REVISIONE Reconta Ernst & Young S.p.A. - situazione aggiornata al 27 febbraio
5 Dati di sintesi (in milioni di euro) BANCA REGIONALE EUROPEA S.p.A. 31/12/ /12/2006 Raccolta diretta da clientela Raccolta indiretta da clientela, compreso il risparmio assicurativo (al valore di mercato) Totale mezzi amministrati clientela Impieghi a clientela Patrimonio Netto (escluso utile di esercizio) Utile della operatività corrente al lordo delle imposte Utile dell'esercizio Numero dei dipendenti effettivi Numero sportelli bancari operativi
6 Relazione del Consiglio di Amministrazione 6
7 Lo scenario di riferimento La crisi sui mercati finanziari internazionali Dalla seconda metà di luglio, la crisi nel settore dei mutui subprime statunitensi, in un contesto di forte incertezza circa l entità e la distribuzione delle esposizioni, ha innescato acute turbolenze nei mercati finanziari, monetari e borsistici internazionali. L aumento generalizzato dei premi al rischio che ha coinvolto anche i Paesi emergenti, sebbene in misura più contenuta rispetto a precedenti episodi si è tradotto in una forte caduta dei prezzi delle attività più rischiose. A partire da agosto le banche centrali dei principali Paesi industrializzati hanno ripetutamente immesso liquidità nel sistema contribuendo così ad attenuare la situazione di instabilità e a favorire un parziale recupero dei corsi azionari nelle settimane successive. Dalla metà di ottobre però le turbolenze hanno ripreso vigore, influenzate da una serie di fattori: l ulteriore peggioramento delle condizioni nel settore immobiliare statunitense; le revisioni al ribasso dei rating relativi a strumenti connessi con i mutui ipotecari e ad altri prodotti di finanza strutturata; le ingenti svalutazioni di tali strumenti annunciate o iscritte a bilancio dagli intermediari finanziari 1, con il timore di ripercussioni sulla concessione del credito a famiglie ed imprese. Le borse mondiali hanno registrato nuove consistenti diminuzioni; i differenziali di rendimento tra le obbligazioni societarie e i titoli pubblici con scadenza analoga hanno ricominciato ad aumentare; la variabilità dei prezzi dei titoli a reddito fisso e delle azioni è nuovamente salita, superando in alcuni casi i livelli raggiunti in agosto; la ricomposizione dei portafogli verso attività più liquide e meno rischiose ( flight to quality ), unitamente al consolidarsi delle attese di un rallentamento dell economia, ha accentuato il calo dei rendimenti delle obbligazioni pubbliche a lungo termine emesse dai Paesi industriali. In novembre i tassi d interesse sui principali mercati interbancari sono risaliti marcatamente, riflettendo l accresciuta percezione del rischio di controparte. Per contrastare queste tensioni a metà dicembre la Federal Reserve, la BCE e la Banca d Inghilterra, assieme alle banche centrali canadese e svizzera, hanno attuato un azione coordinata per soddisfare la domanda di liquidità da parte delle banche. Tali interventi hanno mantenuto condizioni ordinate sui mercati a cavallo della fine dell anno ed attenuato le pressioni sui tassi interbancari, senza peraltro eliminarle. Nelle prime settimane del 2008 l accentuarsi delle possibilità di recessione dell economia americana da un lato e i timori relativi alle ripercussioni della crisi sui risultati di bilancio dall altro hanno penalizzato ulteriormente i corsi azionari, determinando forti perdite sia nei Paesi industrializzati che nei Paesi emergenti. Nel complesso gli eventi descritti, oltre ad aver riflesso l interazione tra rischi di credito, rischi di mercato e di liquidità secondo modalità mai sperimentate in passato, hanno reso evidenti alcune criticità in termini sia di inadeguatezza dei rating attribuiti ai prodotti finanziari più complessi, sia di insufficienza dei profili della regolamentazione e della supervisione a livello internazionale, soprattutto in tema di rischio di liquidità. Il quadro macroeconomico Nel corso del 2007 la turbolenza dei mercati finanziari si è accompagnata ed ha contribuito al rallentamento dell economia mondiale che comunque è riuscita a crescere per il quarto anno consecutivo ad un ritmo superiore al 4%, sostenuta dall elevato sviluppo dei Paesi emergenti, in particolare dell area asiatica. Il conseguente aumento della domanda di materie prime alimentari, unitamente alle tensioni geopolitiche e alle preoccupazioni di una futura scarsità del greggio, hanno concorso a determinare una generalizzata ripresa delle pressioni inflazionistiche. 1 In molti casi gli intermediari hanno inoltre dovuto intervenire a sostegno di quelle entità collegate (conduit o Structured Investment Vehicle) che si sono trovate in difficoltà a finanziarsi con l emissione di carta commerciale garantita da attività finanziarie e reali (asset backed commercial paper). 7
8 Nonostante l aumento di produzione operato dall Opec dal 1 novembre, le tensioni sui mercati petroliferi non sono venute meno: il petrolio Brent, dopo aver chiuso l anno a 93,9 dollari al barile (+54% nei dodici mesi), nelle settimane successive ha superato quota 100 dollari, così come il prezzo WTI del petrolio americano. I timori di una possibile recessione hanno trovato nuovi riscontri nella brusca frenata dell economia americana nel quarto trimestre. Il Pil è cresciuto solo dello 0,6% annualizzato, dopo il +4,9% del trimestre precedente, sintesi di un complessivo peggioramento congiunturale di tutte le componenti. Gli investimenti hanno avuto un impatto fortemente negativo (-12,5% contro il +5% del periodo luglio-settembre), penalizzati dalla crisi del comparto residenziale (-25,2%); i consumi, pur confermandosi la componente trainante, sono in rallentamento (+1,9% rispetto al +2,8% del terzo trimestre); la bilancia commerciale ha ridimensionato il proprio contributo positivo in ragione di una forte frenata dell export (+4,8% a fronte del +19,1% dei tre mesi precedenti), nonostante la debolezza del dollaro. Complessivamente in media d anno il Pil statunitense è cresciuto del 2,2%, il livello più basso degli ultimi cinque anni. La fragilità dell economia ed il progressivo ampliarsi del differenziale rispetto ai tassi d interesse europei in seguito ai ripetuti interventi di politica monetaria operati dalla Federal Reserve hanno indebolito la moneta americana nei confronti di tutte le principali valute internazionali ed in particolare dell euro; dopo aver stabilito un nuovo minimo storico in novembre a 1,4879 dollari per euro, la valuta USA ha chiuso l anno a 1,4589, rispetto agli 1,3196 di fine 2006, arrivando a superare quota 1,53 dollari per euro nelle settimane successive. La debolezza del dollaro e i rincari dei prodotti alimentari ed energetici hanno alimentato l inflazione che, dopo aver toccato un minimo del 2% in agosto, è rapidamente salita fino al 4,1% di dicembre (2,8% il tasso medio annuo). A fine 2006 la crescita dei prezzi era stata pari al 2,5% con una media annua del 3,2%. L inflazione core (al netto dei prodotti alimentari ed energetici) si è invece ridotta al 2,4%, dal 2,6% del dicembre Segnali negativi giungono anche dal mercato del lavoro con il tasso di disoccupazione che a dicembre è bruscamente salito al 5%, tornando sui livelli del 2005, in ragione di una riduzione dell occupazione nei settori manifatturiero e delle costruzioni (4,6% il tasso medio annuo). 8
9 I deficit gemelli, pur mantenendosi ancora su livelli elevati, sono andati ridimensionandosi: il deficit pubblico è ulteriormente diminuito a 187,9 miliardi dai 209,2 miliardi del 2006 (-10,2%); invertendo la tendenza degli anni precedenti, anche il disavanzo della bilancia commerciale nei dodici mesi è sceso a 711,6 miliardi di dollari, dai 758,5 miliardi del 2006 (-6,2%). Preoccupata per l evolversi della crisi economica e finanziaria interna, la Federal Reserve ha mutato il proprio orientamento di politica monetaria riducendo per tre volte nel 2007 (50 punti base in settembre, 25 punti in ottobre e dicembre) e ancor più significativamente per due volte nel gennaio 2008 (rispettivamente 75 e 50 punti base) il tasso sui fed funds, ora al 3%. In parallelo anche il tasso di sconto è stato portato al 3,5%. Per il quinto anno consecutivo la Cina si è sviluppata ad un ritmo superiore al 10% (+11,4%), contribuendo per oltre un quarto alla crescita globale: gli investimenti fissi sono aumentati del 24,8% sostenendo la produzione industriale (+18,5%); i consumi interni sono in accelerazione (+16,8%); il saldo positivo record dell interscambio commerciale (262,2 miliardi di dollari, +48% rispetto al 2006) ha ampliato ulteriormente le riserve di valuta estera che a fine anno avevano superato i miliardi di dollari (+43,3% rispetto a fine 2006); solo le esportazioni, pur incrementatesi del 25,7%, hanno mostrato una leggera moderazione rispetto all anno precedente, influenzate in parte dal rallentamento dell economia americana ed in parte dalla rivalutazione dello yuan rispetto al dollaro (6,4% nel 2007). Proprio dal rafforzamento della moneta cinese potrebbe venire un contributo al contenimento del tasso d inflazione, salito in media d anno dall 1,5% al 4,8% (6,9% il picco raggiunto in novembre) a causa in primis dei prodotti alimentari, ma anche delle materie prime. Per raffreddare la congiuntura economica, stante l elevata liquidità, e contrastare il rialzo dei prezzi, la People s Bank of China ha intensificato le manovre di restringimento delle condizioni finanziarie, alzando sei volte il tasso bancario ad un anno, dal 6,12% al 7,47%, a fronte di undici interventi (di cui uno nel gennaio 2008) sulla riserva obbligatoria, ora pari al 15%. Tra gli altri Paesi emergenti anche l India ha confermato nel 2007 un sostenuto ritmo di sviluppo del Pil (+8,5%), alimentato da investimenti e consumi. Solo negli ultimi mesi dell anno l economia ha moderato il proprio slancio, risentendo in parte del mutato contesto internazionale ed in parte dell azione restrittiva adottata dalla Banca centrale indiana (due aumenti del repurchase rate, ora al 7,75%) per contenere l inflazione al consumo che, seppur in diminuzione al 5,6%, si confronta con un obiettivo di medio termine del 3%. Sul fronte dell interscambio commerciale il deficit si è ulteriormente ampliato. In Russia l espansione è proseguita ad un ritmo superiore al 7% grazie al vigore della domanda interna alla quale si sta accompagnando un inflazione intorno all 11%, sospinta dai prezzi alimentari. Sia la bilancia commerciale, favorita dalla forte crescita dei prezzi delle materie prime esportate (in particolare quelle energetiche), sia il bilancio pubblico, supportato dalle entrate petrolifere, hanno presentato saldi positivi. Consuntivi e previsioni (Valori percentuali) PRODOTTO INTERNO LORDO PREZZI AL CONSUM O (tasso medio annuo) DISOCCUPAZIONE (tasso medio annuo) DISAVANZO (+) AVANZO (-) SETT. PUBBL. (% del PIL) (1) (1) (1) (1) OCSE 2,9 2,5 1,8 2,4 2,2 2,7 n.d. n.d. n.d. n.s. n.s. n.s. NON-OCSE 7,3 7,6 6,5 7,4 6,9 7,1 n.d. n.d. n.d. n.s. n.s. n.s. STATI UNITI 2,9 2,2 1,1 3,2 2,8 3,6 4,6 4,6 5,4 2,6 2,8 3,1 GIAPPONE 2,4 2,1 1,5 0,2 0,1 0,7 4,1 3,9 3,9 4,6 4,8 4,7 AREA EURO 2,8 2,6 1,5 2,2 2,1 2,6 8,2 7,4 7,1 1,6 0,8 1,2 ITALIA 1,8 1,5 0,8 2,2 2,0 2,6 6,8 6,0 5,8 3,4 1,9 2,5 GERMANIA 2,9 2,5 1,8 1,8 2,3 2,6 9,8 8,4 7,6 1,6 0,0 0,6 FRANCIA 2,0 1,9 1,6 1,9 1,6 2,4 9,2 8,3 8,1 2,5 2,6 2,8 SPAGNA 3,9 3,8 2,6 3,6 2,8 3,3 8,5 8,2 8,1-1,8-1,6-0,6 REGNO UNITO 2,9 2,9 2,3 2,3 2,3 2,2 5,3 5,4 5,9 2,8 2,6 3,0 (1) Previsioni fonte: Prometeia e Statistiche ufficiali 9
10 Pur in un contesto di incertezza circa le future prospettive economiche, il Pil del Giappone è cresciuto in media d anno di circa il 2%, beneficiando di un risultato dell ultimo trimestre superiore alle attese (+0,9% congiunturale). A fronte di una contribuzione positiva, seppur in progressiva diminuzione, dei consumi e di un andamento degli investimenti fattosi più vivace, la componente residenziale ha fornito un apporto costantemente negativo, controbilanciato però da un significativo contributo positivo netto dell interscambio commerciale, grazie al buon andamento dell export. In particolare, nel corso dell anno si è assistito ad una ricomposizione dei flussi di esportazioni verso l area euro ed ancor più verso la Cina, divenuta il principale partner commerciale a scapito degli Stati Uniti, anche in relazione al rafforzamento della valuta nipponica rispetto a quella americana (6,5% nel 2007). Segnali più contrastanti giungono invece dalla produzione industriale, cresciuta su base annua a dicembre solo dello 0,8%, in linea con le anticipazioni del rapporto Tankan, che evidenziava un calo di fiducia per le grandi imprese manifatturiere e per tutte le categorie di imprese non manifatturiere. Dopo un accelerazione al 4% in settembre e ottobre che lo ha riportato sui livelli di inizio anno il tasso di disoccupazione è nuovamente sceso al 3,8% nell ultimo bimestre; sul fronte dei prezzi al consumo le variazioni, negative o nulle nei primi nove mesi, sono divenute positive nell ultimo trimestre (+0,7% a dicembre). In considerazione dell incerta congiuntura economica interna, la Bank of Japan ha lasciato invariati allo 0,5% il tasso di riferimento (call rate sui depositi overnight) e allo 0,75% il tasso di sconto, dopo i rialzi rispettivamente di 25 e 35 punti base operati nel febbraio Pur in un contesto di rallentamento, l espansione dell area euro è risultata in media d anno piuttosto sostenuta (+2,6% rispetto al +2,8% del 2006), superando quella statunitense per la prima volta dal Nell ultimo trimestre tuttavia la variazione congiunturale del Pil frenata da un generalizzato indebolimento di tutte le componenti è stata solo dello 0,4% a fronte del +0,7% dei mesi estivi, risentendo in particolare del rallentamento di Germania e Francia. L indice della produzione industriale è cresciuto in dicembre dell 1,3% (+3,4% in media nel 2007 a fronte del +4% del 2006), mostrando però una variazione congiunturale negativa per la terza volta negli ultimi quattro mesi. Non si riscontrano per il momento conseguenze sul tasso di disoccupazione, sceso dal 7,8% di fine 2006 al 7,2% dell ultimo bimestre del Il quadro congiunturale è reso ancora più incerto dal brusco rialzo dell Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo, salito repentinamente dal minimo dell 1,7% di agosto al 3,1% di dicembre (1,9% a fine 2006); il trend ha trovato ulteriore conferma nelle prime stime relative a gennaio (3,2%). L indice depurato delle componenti alimentari ed energetiche, nonché di alcolici e tabacchi, è invece rimasto sostanzialmente stabile all 1,9% per buona parte dell anno (1,5% a dicembre 2006). La tradizionale attenzione della Banca Centrale Europea verso i rischi di inflazione, in un contesto di crescita sempre sostenuta del credito bancario, è andata accompagnandosi alla preoccupazione per l evoluzione delle tensioni finanziarie e per il conseguente impatto sull economia reale; pertanto, dopo i due aumenti di 25 punti base ciascuno operati in marzo e giugno, nel secondo semestre la BCE ha lasciato invariato al 4% il tasso di rifinanziamento principale, ora superiore di un punto percentuale rispetto al tasso americano sui fed funds. Dal 1 gennaio 2008, con l ingresso di Malta e Cipro, sono saliti a 15 i Paesi aderenti all UNIONE MONETARIA. Entrati a far parte dell Unione Europea il 1 maggio 2004, i due Stati hanno soddisfatto tutti i parametri (debito pubblico, disavanzo di bilancio, tassi di interesse e inflazione) necessari per l ammissione. Così come per l area euro, anche l economia italiana ha visto accentuarsi un rallentamento che era già in atto quando è esplosa la crisi dei mercati finanziari. Nel 2007 la crescita del Pil è stata pari all 1,5% (+1,8% del 2006), sostenuta da una parziale ricomposizione della contribuzione dagli investimenti ai consumi delle famiglie, stante l apporto ancora modesto, ma comunque positivo, della domanda estera, influenzata dall apprezzamento dell euro e dal rallentamento dei principali mercati di sbocco. 10
11 La dinamica dell attività produttiva, misurata dall indice della produzione industriale (corretto per i giorni lavorativi), è risultata negativa (-0,2% a fronte del +2,6% del 2006) con un marcato peggioramento nell ultimo trimestre (-3,4%) risentendo dell andamento sfavorevole di alcuni settori, in particolare pelli e calzature e apparecchi elettrici di precisione. Per contro risultati positivi sono stati conseguiti da gomma e materie plastiche, raffinerie di petrolio, tessile ed abbigliamento. Segnali incoraggianti continuano invece ad arrivare dalla rilevazione della forza lavoro che nel terzo trimestre ha evidenziato la nona riduzione consecutiva del tasso di disoccupazione (al netto dei fattori stagionali), ora al 5,9%. Sul fronte dell inflazione, l Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo nel quarto trimestre è rapidamente salito attestandosi a dicembre al 2,8%, dal minimo dell 1,7% dei mesi estivi (2% il tasso medio annuo rispetto al 2,2% del 2006), principalmente a causa del rincaro dei trasporti e dei prodotti alimentari; la tendenza è proseguita anche nel gennaio 2008, riportando il dato italiano (3,1%) quasi in linea con quello europeo (3,2%). Il disavanzo della bilancia commerciale è sceso a 9,5 miliardi di euro dai 21,4 miliardi di fine 2006, beneficiando per circa due terzi dell accresciuto surplus del settore dei beni strumentali e dei beni di consumo, e per la restante parte del minor deficit energetico. Per quanto attiene infine alla finanza pubblica, ed in particolare agli impegni assunti nel 2005 in sede comunitaria, il rapporto indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche/pil potrebbe essere sceso nel 2007 all 1,9% dal 3,4% - recentemente rivisto - del 2006, grazie a dinamiche delle spese e delle entrate rispettivamente inferiori e superiori a quella del Prodotto interno lordo. Se confermato in sede di consuntivo ed avvalorato dalle previsioni 2008, tale risultato garantirebbe la chiusura della procedura europea di infrazione per deficit eccessivo ancora aperta nei confronti dell Italia. Dopo due anni di crescita anche l incidenza del debito pubblico sul Pil, dovrebbe ridursi intorno al 105%, a fronte del 106,8% registrato nel I mercati finanziari A fine 2007 le curve dei rendimenti evidenziavano, soprattutto negli Stati Uniti, aspettative di rallentamento dell attività economica, con un inclinazione negativa nel tratto a più breve scadenza. Sul mediolungo termine, seppur in presenza di rendimenti contenuti che scontano il processo di flight to quality in atto, l inclinazione della curva era divenuta positiva a conferma della fiducia in una rapida ripresa dell economia. La tendenza descritta è andata accentuandosi nel mese di gennaio: anche a seguito delle ultime due manovre espansive della Fed, la curva americana si è portata su livelli inferiori a quelli europei per tutte le scadenze. Per quanto attiene all area euro, dopo il generalizzato innalzamento seguito alle due manovre restrittive della BCE, l ultima delle quali in giugno, la curva dei rendimenti ha assunto una conformazione simile a quella americana, evidenziando tuttavia, nella parte a più breve termine, le tensioni sui tassi interbancari dovute all accresciuta percezione del rischio di controparte, solo in parte rientrate con l inizio del nuovo anno allorquando sono divenute più evidenti le aspettative di ribasso dei tassi ufficiali. 11
12 Per i mercati azionari il 2007 è stato un anno particolarmente difficile. I guadagni conseguiti dai listini europei, americani e giapponesi prima della crisi dei mutui subprime si sono fortemente ridimensionati ed in alcuni casi trasformati in perdite. In Europa la performance finale è stata mediamente positiva, con alcune brillanti eccezioni. Nonostante l accresciuta volatilità, gli indici di Wall Street, dopo aver segnato in alcuni casi nuovi massimi storici nel mese di ottobre, hanno chiuso l anno con modesti rialzi in virtù di un andamento dei titoli tecnologici ed energetici che ha bilanciato le perdite del comparto finanziario. In Giappone le perdite sono state superiori al 10%. Per quanto riguarda infine i mercati emergenti, il progresso così come sintetizzato dall indice azionario MSCI Emerging Market ha superato il 35%. Anche quest anno le borse cinesi hanno svolto un ruolo trainante arrivando ad insidiare il secondo posto mondiale, in termini di capitalizzazione, detenuto dal Giappone. Questi gli andamenti nel 2007 dei principali indici, espressi in valuta locale, di alcune tra le più importanti piazze finanziarie: +22,3% per lo Xetra Dax di Francoforte; +9,8% per il Nasdaq Composite e +6,4% per il DJ Industrial di New York; +3,8% per il Ftse 100 di Londra; +3,5% per lo S&P 500 di New York; +1,3% per il Cac 40 di Parigi; - 7% per lo S&P Mib di Milano; -11,1% per il Nikkei 225 e -12,2% per il Topix di Tokio. Per quanto attiene alla realtà italiana si deve innanzi tutto segnalare che, in seguito a fusione, dal 1 ottobre 2007 Borsa Italiana e London Stock Exchange hanno dato vita al principale gruppo borsistico a livello europeo. Quest operazione, di portata storica per la finanza italiana, ha permesso di integrare due modelli di business altamente efficienti e complementari, quello del London Stock Exchange negli strumenti azionari del Regno Unito 12
13 e internazionali e il primato di Borsa Italiana nelle azioni italiane, negli ETF 2 e securitised derivatives 3, nei derivati e nel reddito fisso, nonché nell offerta di servizi di post-trading più efficiente d Europa. Dopo quattro anni consecutivi di rialzi, i mercati gestiti da Borsa Italiana Spa hanno chiuso l anno con performance negative ed un accresciuta volatilità che non hanno però impedito il conseguimento di nuovi traguardi. In dettaglio, sia il numero di contratti (72,5 milioni) sia il controvalore complessivo degli scambi azionari (oltre miliardi di euro) hanno raggiunto nuovi massimi; il controvalore degli scambi medi giornalieri è cresciuto del 37,8% da 4,5 al livello record di 6,2 miliardi; la media giornaliera dei contratti è salita, per il quinto anno consecutivo, del 27,3% a 288 mila. Si è inoltre confermata la leadership europea di Borsa Italiana per la turnover velocity degli scambi di azioni su sistemi telematici (214%) 4, mentre è stato stabilito un nuovo massimo storico per il controvalore scambiato al mercato serale ( after hours ), pari a 47 milioni di euro al giorno. A fine anno le società quotate erano 344, nuovo primato per il mercato italiano, 33 in più rispetto a dodici mesi prima. A tale risultato hanno contribuito 49 nuove ammissioni che eguagliano il record del Nonostante l ampliamento del listino, la capitalizzazione complessiva è scesa a 734 miliardi (-5,8% rispetto agli oltre 778 miliardi di fine 2006), equivalenti al 48% del Pil (52,8% a fine 2006). Per il mercato del risparmio gestito si è trattato di un anno di ulteriore ridimensionamento. Accentuando il trend in atto sin dagli inizi del 2006, la raccolta netta è risultata negativa per 53,1 miliardi di euro, peggior risultato assoluto. I comparti maggiormente penalizzati sono stati gli obbligazionari (-46,3 miliardi) e gli azionari (-23,6 miliardi), affiancati dai bilanciati (- 7,2 miliardi). Hanno invece proseguito nel loro andamento favorevole gli hedge (+5,9 miliardi) e soprattutto i flessibili (+10,5 miliardi) mentre sono tornati a crescere i fondi di liquidità (+7,6 miliardi), beneficiando dell incertezza che ha caratterizzato le scelte degli operatori nel secondo semestre. La contrazione della raccolta netta è stata particolarmente accentuata per i fondi di diritto italiano (-52,8 miliardi), a fronte di un calo più contenuto dei fondi roundtrip (-3,2 miliardi) e di un modesto incremento dei fondi esteri (+2,9 miliardi). Il generalizzato ridimensionamento del settore si è riflesso sulla consistenza del patrimonio netto complessivo di fondi e Sicav che a fine dicembre era sceso a 570,2 miliardi dai 609,2 miliardi di fine 2006 (-6,4%); al suo interno merita di essere segnalata la riduzione del peso della componente obbligazionaria (dal 40,4% al 35,8%) a fronte di un aumento dell incidenza della componente liquida (dal 13,7% al 16,5%), di quella flessibile (dall 8,5% all 11,7%) e degli hedge (dal 4,6% al 6,4%). Il sistema bancario A fine dicembre, la raccolta diretta (depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito e obbligazioni) delle banche italiane presentava una variazione annua del 6,3%, in decelerazione rispetto a fine 2006 (+7,6%). Tale andamento è la risultante di un sempre sostenuto sviluppo delle obbligazioni (+12,1%) a fronte di un rallentamento delle altre forme tecniche (+2,4%). Dal confronto europeo riferito ad un aggregato più ampio che include oltre ai depositi e alle obbligazioni anche i prestiti subordinati emerge un minor dinamismo delle banche italiane, cresciute del 7,2% a fronte del +11,4% registrato dall area euro, che ha interessato tutte le principali forme tecniche, con la sola eccezione delle obbligazioni (+11,8% contro +9,4%). 2 Exchange Traded Fund: fondi che replicano fedelmente l andamento di un indice sottostante, acquistabili come un qualsiasi titolo azionario. 3 Derivati cartolarizzati che si differenziano rispetto alle altre categorie di strumenti derivati, quali ad esempio futures ed opzioni, per il fatto di non essere contratti, bensì titoli. 4 Indicatore che rapportando il controvalore degli scambi telematici alla capitalizzazione segnala il tasso di rotazione delle azioni. 13
14 Nonostante i timori circa un possibile inasprimento dei criteri per l erogazione del credito, conseguenza della crisi finanziaria in atto, l espansione degli impieghi in Italia è rimasta sostenuta (+9,9% a dicembre), seppur in rallentamento rispetto a fine 2006 (+11,2%), a fronte di una domanda complessivamente elevata da parte sia delle famiglie che delle imprese. In analogia con il recente passato, l incremento ha interessato principalmente il segmento a medio e lungo termine (+11,8%) nell ambito del quale la domanda per l acquisto di abitazioni ha continuato a segnare una dinamica rilevante ancorché in rallentamento mentre la componente a breve (+6,6%) dal mese di aprile è in decelerazione. Il confronto europeo riferito ad un aggregato più ampio, comprensivo delle sofferenze e dei finanziamenti pronti contro termine evidenzia uno sviluppo annuo dei prestiti italiani (+10,1%) leggermente inferiore alla media dell area euro (+11,4%). Dal punto di vista della rischiosità, in dicembre la consistenza dei prestiti in sofferenza al lordo delle svalutazioni cresceva su base annua dello 0,5% (+4,9% il dato relativo alle famiglie e +0,5% quello inerente alle imprese), mentre lo stock delle sofferenze nette mostrava una diminuzione del 2,4%. Anche in relazione alla persistente espansione dei prestiti, il rapporto sofferenze nette/impieghi si presentava in miglioramento all 1,11% (1,25% a dicembre 2006), mentre il rapporto sofferenze nette/patrimonio di vigilanza si era ridotto al 6,13%, dal 6,71% di fine Il portafoglio titoli, salito del 5%, ha mostrato al suo interno una sostanziale ricomposizione dai titoli a più breve scadenza (BOT e CTZ, -36,5%) agli altri titoli (+8,7%), in particolare obbligazioni bancarie, nonché verso i titoli di Stato a medio-lungo termine (CCT e BTP, +10,3%). In dicembre il rapporto fra titoli e impieghi in euro era in diminuzione al 12,8%, dal 13,4% di fine Per quanto attiene infine ai principali tassi di interesse bancari, coerentemente con l evoluzione del mercato, il tasso medio sulla raccolta da clientela (che include il rendimento dei depositi, delle obbligazioni e dei pronti contro termine per le famiglie e le società non finanziarie) si era portato a dicembre al 2,93%, in aumento rispetto al 2,24% di fine Parallelamente anche il tasso medio ponderato sui prestiti alle famiglie e alle società non finanziarie è progressivamente aumentato attestandosi al 6,17%, dal 5,39% del dicembre In ragione sia di una contenuta esposizione ai rischi connessi al settore dei subprime, sia di un minor ricorso ad operazioni di cartolarizzazione nel finanziamento dei nuovi volumi di intermediazione, il sistema bancario italiano, pur nella condivisione degli effetti negativi della crisi che sta interessando i mercati finanziari, è risultato finora scarsamente colpito dalle perdite sul mercato dei titoli rivenienti da cartolarizzazioni, con effetti molto limitati sui conti economici. * * * Nel corso del 2007 lo scenario di riferimento per le banche italiane è stato oggetto di una serie di importanti novità. Con l emanazione, in aprile, del decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze e, in maggio, delle Istruzioni di vigilanza, si è completato il quadro normativo che consente anche in Italia la creazione di un mercato delle obbligazioni bancarie garantite ( covered bond ) le caratteristiche principali dei covered bond rispetto alle normali obbligazioni bancarie sono il profilo di rischio molto basso e l elevata liquidità ampliando così la gamma di strumenti finanziari a disposizione delle banche per migliorare la propria raccolta, anche in termini di costo. Al mese di aprile risale anche l introduzione del divieto di penali (o altre prestazioni, comunque denominate) a carico dei clienti nei casi di estinzione anticipata, totale o parziale, quando si tratti di nuovi mutui destinati all acquisto da parte di persona fisica della casa 14
15 nella quale si intende stabilire la propria residenza o all acquisto/ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale. Il 2 maggio è stato sottoscritto il protocollo ABI Associazione Consumatori finalizzato all individuazione dei parametri per la determinazione delle penali dovute per l estinzione anticipata, totale o parziale, dei mutui in essere alla data di entrata in vigore della nuova normativa. Dopo una serie di rinvii che hanno cagionato all Italia l avvio di una procedura d infrazione per mancato recepimento di direttiva comunitaria è stata recepita la direttiva MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) entrata in vigore a partire dal 1 novembre. La nuova normativa, volta ad integrare ed ammodernare i mercati finanziari a livello europeo, ha introdotto maggiori tutele per i risparmiatori ampliando al tempo stesso le opportunità per gli intermediari, chiamati a ripensare le proprie strategie in termini di servizi da erogare e ad identificare il modello organizzativo più coerente. In novembre è stato pubblicato il D.Lgs. n.195 che recepisce i contenuti della direttiva sull armonizzazione degli obblighi di trasparenza, la cui mancata attuazione nei termini stabiliti aveva determinato l apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell Italia: tra le novità introdotte, merita di essere segnalata l integrazione dell articolo 154 bis del T.U.F. con più specifiche attribuzioni in capo al dirigente preposto nonché l introduzione del nuovo articolo 154 ter che ha modificato i termini di pubblicazione e i contenuti minimi dei bilanci e delle altre relazioni finanziarie intermedie. Le nuove disposizioni si applicano ad esercizi, semestri e periodi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto, quindi a partire dall informativa relativa al primo trimestre Dal 1 gennaio 2008 inoltre è entrata in vigore l Area Unica dei Pagamenti in Euro ( Sepa ) all interno della quale si potranno gradualmente effettuare e ricevere pagamenti in euro con condizioni di base, diritti e obblighi uniformi. Ad essa hanno aderito 31 Paesi europei (oltre ai 27 Paesi aderenti all Unione Europea anche Svizzera, Norvegia, Islanda e Lichtenstein). Sempre dalla medesima data, infine, l Ufficio Italiano dei Cambi è stato soppresso e le sue funzioni sono ora esercitate dalla Banca d Italia, ereditaria di tutti i diritti e rapporti giuridici di cui l UIC era titolare. L attività della Banca Regionale Europea nel 2007 Con il perfezionamento di tutta una serie di passaggi tecnico-legali-autorizzativi il 1 aprile 2007 si è concluso il processo di aggregazione fra il Gruppo Banca Lombarda e Piemontese ed il Gruppo Banche Popolari Unite e ha preso avvio il nuovo Gruppo Unione di Banche Italiane (Gruppo UBI><Banca ). Il Piano Industriale rappresenta la seconda fase dell integrazione del Gruppo UBI Banca; gli inerenti adempimenti, che coinvolgono a vario titolo le diverse società e le strutture organizzative del Gruppo, sono pienamente in linea con la tempistica programmata. Il Piano d Integrazione si basa sulla conferma del modello federale, polifunzionale, integrato, in cui le Banche Rete federate, con forte radicamento sul territorio e responsabili della gestione della rispettiva clientela, operano coadiuvate e supportate da Fabbriche Prodotto specializzate, in grado di fornire prodotti e servizi altamente competitivi, e da una Capogruppo che esprime gli indirizzi strategici, esercita il controllo, svolge funzioni di coordinamento, supporto e fornitura di servizi comuni accentrati. Il Piano Industriale di UBI Banca si caratterizza per innovazione e orientamento al mercato e prevede azioni commerciali mirate e ben definite, sviluppate per ogni segmento di clientela. In adesione alle linee strategiche, l attività di ciascuna Banca Rete è focalizzata sul business/presidio della clientela, in particolare commerciale e creditizio, facendo leva sulla forza ed il prestigio dei marchi locali e sulla competenza ed il talento dei propri dipendenti. 15
16 Sul finire dell anno è stato esteso il Nuovo Modello Organizzativo con una struttura di Direzione Centrale riorganizzata con l istituzione dell Area Commerciale e della Direzione Crediti, effetto della separazione tra filiera commerciale e creditizia per un presidio ottimale del rapporto tra rischio e rendimento, coerentemente con la mission della Banca Rete focalizzata sulla gestione dell attività commerciale, del credito e della relazione con la clientela e le istituzioni, ed una Rete Distributiva che si caratterizza per la presenza di tre Mercati a presidio dei macrosegmenti Private (clienti con un patrimonio maggiore di 500 mila euro), Corporate (imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro) e Retail (clienti con patrimonio minore di 500 mila euro e imprese con fatturato minore di 5 milioni di euro). L intera rete periferica è stata significativamente ristrutturata con la costituzione delle Private Banking Unit, delle Corporate Banking Unit (ex Unità Imprese) e delle Aree Territoriali Retail a coordinamento di gruppi di filiali, e con l istituzione di figure specialistiche per segmento e per prodotto. Al fine, inoltre, di rispondere a criteri di snellezza ed efficacia operativa nonché di maggiore presidio locale sul credito retail, sono stati costituiti presso le Aree Territoriali specifici nuclei denominati Poli di Delibera Periferici che si rapportano alla Direzione Centrale. L ATTIVITÀ COMMERCIALE Nel corso dell anno 2007 è proseguita l azione commerciale secondo gli obiettivi di sviluppo pianificati ad inizio anno, nel seguito descritti avendo a riferimento la preesistente struttura organizzativa. La Divisione Retail L attività commerciale del Mercato Retail per l anno 2007 ha fatto registrare una dinamica positiva della Raccolta Diretta in particolar modo nella componente a medio termine. Il collocamento dei Prestiti Obbligazionari, che secondo la recente disciplina legislativa introdotta dalla Legge sul Risparmio vengono ora emessi corredati da Prospetto Informativo, si è contraddistinto per un elevato apprezzamento da parte della clientela a cui sono state offerte nel corso dell anno varie emissioni sia a tasso fisso sia a tasso variabile. In accordo con la Capogruppo si è partecipato attivamente al collocamento di due nuovi Prestiti Obbligazionari Strutturati Carta di Terzi, con esaurimento dell intero plafond riservatoci. Pur in un contesto di difficoltà del mercato è proseguita con continuità l attività volta all acquisizione di nuova clientela, sia nei confronti dei privati, sia delle aziende, con azioni diversificate nelle diverse aree di presenza della banca. In tale ambito si sono maggiormente sviluppate azioni di difesa delle quote di mercato nelle zone di insediamento storico, mentre interventi di maggiore aggressività sono stati attuati nelle aree di più contenuta penetrazione. Tali azioni si basano anche sull offerta di una gamma di conti a pacchetto che incontrano il favore della clientela per la qualità dei servizi bancari ed extrabancari ricompresi nel canone mensile. Nell ambito del Risparmio Gestito si è registrato un andamento involutivo della raccolta netta gestita, in linea con il Sistema, mentre positivo riscontro è stato rilevato nel collocamento dei fondi flessibili Capitalgest attraverso le tre tipologie delle linee Flex Free. Il collocamento di Prodotti Assicurativi è proseguito con risultati positivi per effetto sia della diversificazione dell offerta di prodotti messi a disposizione dalla compagnia Lombarda Vita sia di un accurata gestione delle scadenze. Negli ultimi mesi dell anno è stata attivata, in via sperimentale, la commercializzazione delle Polizze in collaborazione con UBI Assicurazioni; il Ramo Danni rappresenterà nel 2008 una delle novità per il Mercato Retail con l offerta sia dei prodotti auto sia di quelli non auto. È proseguito, con esiti positivi, il collocamento di prodotti di copertura del rischio di tasso, denominati capped, a fronte dell erogazione di mutui. 16
17 Positivi i risultati nel comparto della monetica, con iniziative mirate in particolare alla clientela Affluent ; specifiche iniziative sono state avviate anche nell ambito delle carte prepagate i cui effetti si manifesteranno appieno nel corso del Nell ambito dei canali virtuali si è consolidata la proposta del prodotto Qui UBI (già Extensive) le cui funzionalità sono state nel tempo migliorate, consentendo di offrire alla nostra clientela un prodotto di elevato standing qualitativo. Dal lato degli Impieghi si è registrato un trend di crescita positivo sia nella componente a Breve Termine sia in quella a Medio Termine. Significativa la crescita nell erogazione dei Prestiti Personali che è proseguita in linea con le attese. Nel mese di novembre è stata avviata su 15 Filiali la fase pilota di commercializzazione dei prestiti personali della società prodotto B@nca 24-7, estesa dal 2008 a tutta la rete. Dal secondo semestre sono stati proposti sul mercato, con esito molto soddisfacente, i due nuovi prodotti Mutuo Sempre Light e Presticreso Sempre Light, a condizioni promozionali, che hanno la caratteristica di combinare durate molto lunghe e tassi decrescenti, favorendo la possibilità per il cliente di affrontare rate più leggere. Nel comparto dei Piccoli Operatori Economici è proseguito il trend positivo di incremento degli impieghi e quello delle acquisizioni di nuova clientela che ha determinato, anche per il 2007, una crescita del segmento. Particolare attenzione è stata rivolta al miglioramento degli indicatori di qualità del credito attraverso varie iniziative e verifiche periodiche, utilizzando anche servizi dedicati della Capogruppo come il Contact Center. Con l avvio, nel mese di novembre, del Nuovo Modello Commerciale sono state introdotte le novità sulla segmentazione della clientela retail e sulle nuove figure professionali di rete, ed hanno preso avvio le 6 Aree Territoriali Retail (Cuneese-Monregalese, Cuneese Nord, Piemonte Nord-Albese, Milanese-Lombardia Nord, Pavese, Tortonese-Lombardia Sud-Emilia) a presidio della filiera distributiva delle filiali. Rete Estera: succursale di Nizza e di Mentone Ad inizio anno è diventata pienamente operativa la seconda filiale francese, Mentone, che nel corso dell anno ha potuto operare con buoni risultati, in un contesto che si caratterizza per l elevata presenza di italiani e nonostante l attuale situazione del mercato immobiliare ed il quadro economico/finanziario generale siano mutati in maniera significativa negli ultimi anni. A tale riguardo si evidenzia che il continuo rialzo dei tassi di interesse ha modificato le richieste della clientela, ora maggiormente orientata sulle operazioni di mutuo a tasso fisso, tant è che il corrispondente stock ha raggiunto a fine anno il 30% del totale degli impieghi. Si evidenzia che, nell anno, è stato trasferito in service alla società Clearstream di Lussemburgo il servizio di veicolazione della messaggistica swift, è stato attivato il servizio di Internet Banking per tutta la rete estera con accesso diretto o tramite il sito italiano della Banca e sono in fase di progettazione/attivazione ulteriori evoluzioni che agevoleranno ancor di più l operatività della clientela sia privata che imprenditoriale. Il 2008 vedrà la Banca affrontare l adeguamento del sistema informatico che, alla luce dell espansione territoriale e dell aumento della clientela, assume un significativo rilievo in funzione di un ottimale presidio di gestione multifiliale. La Divisione Corporate Nell anno l azione commerciale è stata incentrata particolarmente sulle Imprese di Piccole e Medie dimensioni, cui è stata destinata con priorità l attenzione delle Unità Imprese, 17
18 ottenendo interessanti risultati, in particolare con un attività di consulenza e sviluppo delle relazioni, utilizzando anche strumenti di Finanza Agevolata. La gestione della Clientela è stata indirizzata al consolidamento e sviluppo di un buon livello operativo, con specifica attenzione ai servizi tecnologicamente più avanzati, ed alla stabilizzazione duratura di volumi operativi privilegiati. Il comparto Estero è stato ancora al centro delle iniziative presso le Unità Imprese che sono state supportate da figure specialistiche delle Funzioni Centrali. È proseguito il collocamento di Prodotti di copertura del rischio di cambio e di tasso, fondato su criteri di ragionevole prudenza e cautela. È continuata l attività di monitoraggio del rischio, con adeguamento del pricing alla rischiosità delle controparti, utilizzando la classificazione dei rating e le altre informazioni disponibili, riordinate in nuovi strumenti informatici di agevole utilizzo. Con l avvio delle attività di integrazione nel nuovo Gruppo UBI, sono stati applicati i criteri di Governance adottati per la gestione dei Gruppi/Clienti Comuni. La fisionomia e distribuzione territoriale della Rete sono state ridisegnate sul finire dell anno in adesione alle direttive del Gruppo, attuando una riportafogliazione coerente con la Nuova Segmentazione ed il Nuovo Assetto Distributivo. In particolare la soglia di fatturato del Corporate, alzata da 1,5 a 5 milioni di euro, ha modificato la consistenza e la numerosità della Divisione e conseguentemente le strutture organizzative sono state riordinate nel numero delle risorse e nella loro collocazione geografica, con modifiche anche nelle strutture centrali, modellate in una logica di servizio alla Rete. Presso la struttura commerciale sono stati costituiti 9 C.B.U. (Alba, Cuneo, Cuneo Nord, Milano, Monza, Pavia, Cremona, Torino e Tortona) e 9 Corner (Mondovì, Milano, Como, Brescia, Vigevano, Lodi, Piacenza, Vercelli e Alessandria). L azione commerciale nell ultimo scorcio dell anno si è dunque attivata nel nuovo contesto organizzativo, con il prioritario obiettivo di favorire l interazione con la Clientela e di salvaguardare la continuità operativa e relazionale. La Divisione Private Banking Nel 2007 la Divisione si è distinta positivamente nel collocamento non solo di prodotti assicurativi ma anche di prodotti di raccolta diretta a medio/lungo termine. Negativo, ma in misura decisamente limitata rispetto ai dati del sistema, il risultato conseguito nel settore del Risparmio Gestito. Causa le forti turbolenze e la negatività associata alla forte volatilità che hanno investito i mercati finanziari globali tra luglio e dicembre, la clientela ha fortemente rivisto e ridotto la propensione al rischio, spostando parte consistente degli investimenti da prodotti gestiti a prodotti di mercato monetario freerisk. Positivo, invece, il dato relativo al collocamento degli Hedge Fund, che vedono un incremento di circa il 30% degli asset under management. Complessivamente la Divisione ha conseguito brillanti risultati in termini reddituali, in termini di masse e di collocamento di prodotti strategici. Sul fronte della formazione, tutto il personale è risultato coinvolto in un percorso formativo impegnativo e qualitativamente distintivo, sulle novità introdotte dalla direttiva MiFID in tema di servizi e attività di investimento e dalla riforma Isvap in tema di intermediazione assicurativa. 18
19 Sul finire dell anno la Divisione Private Banking è stata caratterizzata dai profondi cambiamenti strutturali ed organizzativi seguiti all adozione del nuovo Modello Commerciale di Gruppo. Con il nuovo dimensionamento della soglia che caratterizza ed individua il cliente Private, la Divisione è conseguentemente cresciuta nel numero dei clienti, nelle masse amministrate e nel numero delle risorse commerciali poste a presidio del territorio. Di rilievo anche i cambiamenti che hanno coinvolto la struttura commerciale: sono stati attivati 8 P.B.U. (Alba, Cuneo, Cuneo Nord, Milano1, Milano2, Pavia, Torino e Tortona) e 3 Corner (Mondovì, Monza e Cremona). LE PARTECIPAZIONI Partecipazioni in Società del Gruppo Gli interventi di razionalizzazione a livello di Gruppo, attuati nell ambito del Piano Strategico , hanno comportato operazioni societarie straordinarie, effettuate secondo le procedure semplificate previste dalla normativa civilistica, che hanno interessato anche Società Prodotto partecipate dalla Banca Regionale Europea S.p.A.. In tale ambito, attesa la valenza strategica e commerciale delle operazioni di ristrutturazione societaria previste dal Piano ed i vantaggi conseguibili per la BRE sotto l aspetto della propria operatività, si è proceduto alla cessione delle seguenti partecipazioni: - cessione alla Capogruppo UBI Banca S.c.p.A. della partecipazione del 40% detenuta nel capitale della SILF - Società Italiana Leasing e Finanziamenti S.p.A., Società prodotto operante nel settore del credito al consumo, al corrispettivo complessivo di euro ,00, determinato sulla base delle valutazioni acquisite da consulenti esterni a tal fine incaricati. La cessione ha generato una plusvalenza lorda di circa euro 27,9 milioni. La cessione è avvenuta nell ambito del riassetto del comparto del consumer lending di Gruppo, riassetto che ha visto l accentramento in capo a B@nca 24-7 S.p.A. di tutte le attività tipiche di fabbrica prodotto (sviluppo prodotti, erogazione, ecc.) già svolte dalla Silf S.p.A., mediante scissione a favore di Banca 24-7 S.p.A. di ramo d azienda della stessa Silf, con specializzazione di quest ultima quale rete distributiva tramite agenti, con il mantenimento del relativo brand, concentrata sull open market; - cessione ad UBI Insurance Broker S.r.l. della partecipazione del 100% detenuta nel capitale della Andros Broker di Assicurazione S.r.l., Società prodotto operante nel comparto del brokeraggio assicurativo, al corrispettivo complessivo di euro ,00, determinato anche in questo caso sulla base di perizia resa da consulente esterno. La cessione ha generato una plusvalenza lorda di circa euro 1,6 milioni. Nell ambito del progetto di riassetto del comparto del brokeraggio assicurativo di Gruppo, è stata, quindi, realizzata la fusione per incorporazione di Andros S.r.l. in UBI Insurance Broker S.r.l.. Si rammenta che, nell ambito del Gruppo UBI Banca, la Banca Regionale Europea S.p.A. detiene la partecipazione di maggioranza assoluta, all epoca acquisita da Banca Lombarda e Piemontese, nel Banco di San Giorgio S.p.A., con quota del 56,33%. Sempre in ambito di Gruppo, la Banca Regionale Europea S.p.A. detiene una partecipazione del 95% nel capitale della Ge.Se.Ri. S.p.A., in liquidazione volontaria. Altre partecipazioni Si segnala la seguente principale variazione intervenuta nel corso dell esercizio 2007: - Finpiemonte Partecipazioni S.p.A.: nella Società, sorta nell agosto 2007 dalla scissione di ramo d azienda di Finpiemonte S.p.A., la BRE ha acquisito una partecipazione di azioni pari all 1,83% del capitale sociale, per un valore di bilancio di euro ,68. Nell ambito di detta operazione di scissione, è stata 19
20 inoltre ceduta alla Regione Piemonte la partecipazione già detenuta in Finpiemonte S.p.A., pari all 1,83% del capitale sociale, al corrispettivo di euro ,00. Tra le altre partecipazioni, si segnala che la BRE partecipa al capitale della Banca d Italia con una quota dello 0,2530%, pari a n. 759 azioni di cui 150 già detenute dall incorporata Cassa di Tortona - del valore nominale unitario di euro 0,52, per un valore di bilancio di euro 1,8 milioni, così determinato: BRE n. 609 quote Val. bilancio unitario 533 Val. bilancio totale ex CRT n. 150 quote Val. bilancio unitario Val. bilancio totale Totale BRE n. 759 quote Val. bilancio unitario Val. bilancio totale Il valore delle quote BRE è sempre stato mantenuto al valore iniziale di costo, mentre la ex Cassa di Tortona ha nel pregresso proceduto alla rivalutazione della partecipazione. La BRE detiene, inoltre, le seguenti altre partecipazioni significative (oltre il 5%): - Cedacri S.p.A. (Collecchio), azienda operante nella fornitura di servizi informatici per il mondo bancario e finanziario; - PASVIM S.p.A. (Pavia), società di finanziamenti, partecipazioni e consulenza per le imprese che operano sul territorio pavese. La società ha in corso un aumento del capitale sociale da euro ,00 a euro ,00, finalizzato all iscrizione all Albo degli Intermediari di cui all art. 107 T.U.B., al quale la BRE ha aderito per complessivi euro ,00; - G.E.C. S.p.A. (Cuneo), azienda che svolge attività di riscossione dei tributi e di altre entrate patrimoniali degli enti locali; - Giarolo Leader S.r.l. (Alessandria), società che gestisce finanziamenti in conto capitale destinati dalla CEE e dai Ministeri competenti al potenziamento delle attività agricole, agro-industriali, turistiche-culturali e artigianali; - P.S.T. S.p.A. (Tortona), società che attua la diffusione dell innovazione tecnologica e gestionale a favore delle piccole e medie imprese; - Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero S.c.r.l. (Alba), società consortile che realizza iniziative per la promozione di convegni, congressi e manifestazioni culturali ed enogastronomiche nell ambito territoriale. *** La Società non detiene in portafoglio azioni proprie né della controllante e non ha effettuato operazioni sulle stesse nel corso del 2007 né direttamente né per il tramite di Società Fiduciarie o per interposta persona. Di seguito si rappresenta l andamento della controllata Banco di San Giorgio S.p.A.. Al 31 dicembre 2007 gli impieghi con clientela della Banca sono ammontati a milioni di euro, con un incremento del 23,6% rispetto alla consistenza della fine La dinamica complessiva dei crediti è stata sostenuta dall andamento ancora vivace degli impieghi a medio e lungo termine (i mutui industriali e quelli residenziali sono aumentati del 26,3%) e dalla ripresa dei crediti a breve termine. A fine anno, i crediti deteriorati netti della Banca ammontavano a 42,8 milioni di euro, contro i 27,1 milioni di fine In particolare: le sofferenze nette, pari a 19,7 milioni di euro, sono aumentate del 26,2%, ma il loro rapporto sul totale degli impieghi è in linea con l anno precedente; gli incagli sono cresciuti da 9,2 a 16,3 milioni di euro, così come le esposizione scadute passate da 2,3 a 6,8 milioni di euro. I mezzi amministrati della clientela si sono attestati a fine dicembre 2007 a milioni di euro, l 1,8% in meno rispetto al valore dell anno precedente. 20
21 Il saldo della raccolta diretta è risultato pari a 929 milioni di euro, con una crescita dell 1,6%. I debiti verso clientela si sono incrementati del 3,1%, sospinti soprattutto dai conti correnti, mentre i titoli in circolazione si sono mantenuti sugli stessi volumi di fine anno. La consistenza complessiva della raccolta indiretta, ai valori di mercato, è risultata pari a 824 milioni di euro, in calo del 5,5% rispetto alla fine del La componente amministrata si è mantenuta sui livelli dell anno precedente mentre la componente gestita ha subito una flessione del 12,1%. Sul versante economico, il margine di interesse ammonta a 45,6 milioni di euro, in crescita del 14,9% rispetto al corrispondente valore dell anno precedente. Le commissioni nette sono state pari a 13,9 milioni di euro, con un incremento del 7. L attività di negoziazione e di copertura ha prodotto un risultato positivo per 657 mila euro. I proventi operativi si sono attestati a quota 61,7 milioni di euro, in crescita dell 11,95 rispetto all analogo valore dell anno precedente. Sul versante dei costi le spese per il personale, pari a 16,7 milioni, si sono incrementate del 4,9%, in conseguenza dell aumento degli organici per l apertura di un nuovo sportello e per il programmato rafforzamento della rete commerciale. Le altre spese amministrative, pari a 13,8 milioni di euro, sono cresciute del 6,9%, in particolare nei costi collegati alle spese per servizi professionali, per canoni di locazione macchine e software. Complessivamente gli oneri operativi, pari a 31,5 milioni di euro sono cresciuti del 4,7% rispetto all anno precedente. Il cost income è risultato pari al 50,9% con un miglioramento di circa 4 punti percentuali. A seguito delle suddette dinamiche il risultato della gestione operativa si è attestato a 30,2 milioni di euro, in crescita del 20,4% rispetto all anno precedente. Le rettifiche nette di valore per deterioramento dei crediti sono aumentate da 1,8 a 3,8 milioni di euro. Gli oneri di integrazione pari a 1,2 milioni di euro al netto delle imposte, rappresentano principalmente l accantonamento di circa 1,9 milioni di euro per fondo esuberi ed incentivi all esodo del personale previsti nel piano industriale 2007/2010. La gestione 2007 ha prodotto un utile netto di 14,9 milioni di euro. 21
22 Prospetti contabili riclassificati al 31 dicembre
23 L ATTIVITÀ DI AUDITING L operatività dell Area, attraverso le due strutture di cui è composta, è stata istituzionalmente orientata all esecuzione delle visite ispettive e alla gestione dei reclami e controlli a distanza, secondo le linee guida tracciate a livello di Gruppo. In linea con il piano di lavoro che prevede una frequenza biennale degli interventi ispettivi, sono state complessivamente eseguite 107 ispezioni presso le unità periferiche. Un episodio di infedeltà emerso nel corso dell anno ha comportato un significativo assorbimento di risorse, con impatto sostanziale sulla completa attuazione del piano di lavoro previsto ad inizio anno. Nell ambito delle particolari attività di follow-up sono stati inoltre effettuati 13 interventi straordinari, laddove nel corso di precedenti visite ispettive erano state rilevate situazioni di maggiore criticità per comportamenti operativi non allineati alle disposizioni aziendali, constatando un generale riallineamento operativo pur permanendo anomalie pregresse non ancora definitivamente superate, in un contesto comunque privo di criticità. Le inosservanze rilevate sono state attentamente valutate e tempestivamente trattate con i responsabili delle strutture centrali e periferiche sia per l adozione di adeguati correttivi e provvedimenti sia per sensibilizzare le strutture sull importanza che riveste il corretto presidio dei rischi e le azioni di controllo istituzionalmente previste. Dagli esiti delle verifiche condotte nell ultimo biennio è emerso che il 94% delle filiali opera in un contesto di sostanziale ottemperanza alle disposizioni ed ai regolamenti mentre, per il restante 6%, si ravvisano taluni comportamenti non del tutto conformi alla norma, limitatamente a specifici comparti operativi. Pur in un contesto che presenta margini di miglioramento, il conseguimento di tali risultati, rappresentativi di un quadro positivo in fase di consolidamento, è frutto di un attività ispettiva mirata non solo a rimarcare le irregolarità accertate ma anche ad evidenziare le corrette modalità operative, agendo sia sotto l aspetto formativo del personale sia elevando la cultura del controllo quale elemento fondamentale per un efficace presidio dei rischi. Nell ambito delle visite ispettive sono stati eseguiti anche accertamenti sul rispetto del Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231 ed è stata effettuata, attraverso interviste, una valutazione generale del grado di informazione/diffusione e di formazione del personale delle Filiali. Gli interventi di coordinamento dei passaggi di consegne fra titolari sono stati 52 e le pratiche gestite riguardanti rapine e/o altri eventi delittuosi subiti dalla Banca sono state 48. Si è concretizzata, inoltre, con interventi dedicati, l attività dei Controlli Permanenti presso la Rete Estera. Dal lato reclami la gestione si è svolta in presenza di volumi di lavoro sostenuti sebbene complessivamente in flessione, anche con riguardo alle istanze risarcitorie per investimenti in obbligazioni argentina, per prelievi/pagamenti effettuati con carte clonate e per situazioni connesse all emanazione della Sentenza della Corte di Cassazione del 7/10/2004 in tema di anatocismo. Dall analisi sono emerse, come per il passato, situazioni riconducibili ad aspetti operativi (ritardi nell esecuzione delle disposizioni, nella negoziazione di assegni, nella gestione delle condizioni) o formali (tardive/carenti comunicazioni alla clientela) per i quali, in taluni casi, si è provveduto ad attivare inerenti interventi correttivi. Complessivamente, in relazione alle circostanze sopra richiamate, l entità dei reclami è da considerarsi nella norma in rapporto ai volumi operativi. Per quanto attiene alle altre attività, da segnalare la conclusione dell iniziativa volta ad esplicitare, in forma scritta, il grado di rischio riferito alla presenza nei dossier di strumenti finanziari senza rating, non investment grade e speculative grade. 23
24 Continue sono state le verifiche anagrafiche su nominativi segnalati dal sistema, in relazione ad atti di terrorismo internazionale, così come costante è stata la consulenza alle filiali in materia di antiriciclaggio e l assistenza, al Delegato di Gruppo, per l esecuzione degli approfondimenti e per l acquisizione di informazioni. È stata impostata e coordinata la verifica, prevista con cadenza semestrale, finalizzata a rilevare la corretta esposizione degli avvisi/informative alla clientela previsti dalle norme in materia di Trasparenza Bancaria, anche con verifiche mirate, contribuendo altresì al coordinamento degli interventi degli incaricati della "Certificazione" nel contesto dell iniziativa di Sistema Patti Chiari. Nelle occasioni è emersa una sostanziale ottemperanza alle istruzioni. Assidua è stata la collaborazione con altre strutture di Direzione, in particolare con l Area Risorse Umane, anche con interventi nell ambito dei corsi di formazione per nuovi assunti, con l Area Controllo Qualità del Credito, in materia di verifiche sulla gestione del credito, e con l Area Consulenza Legale di Rete, per la trattazione di reclami e per quanto connesso con l applicazione della normativa Antiriciclaggio. Costante è stato il supporto fornito al Collegio Sindacale ed ai Revisori Contabili, con mirati interventi e periodiche relazioni sull andamento dell attività ispettiva; è da rimarcare, infine, l apporto dato alle attività dell Organismo di Controllo di cui al D.Lgs. 231/01 in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. A seguito dell accentramento in Capogruppo delle attività di audit interno, dal 1 febbraio 2008, cessa di operare la struttura di internal auditing della Banca e, con la medesima decorrenza, diventa operativo il ruolo del Referente Auditing, cui competono le attività di interfaccia con unità della Capogruppo, assicurando il necessario supporto tecnico al vertice aziendale sui temi di internal auditing. IL CONTROLLO DEI RISCHI A seguito dell emanazione della circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 da parte di Banca d Italia (il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione) la parte relativa ai rischi e alla politica di controllo e copertura sui medesimi adottata dalla banca è stata inserita in nota integrativa, Parte E, alla quale si rimanda. 24
25 L ATTIVITÀ DI PEGNO L attività di prestito su pegno, che verte esclusivamente su preziosi, viene svolta presso gli sportelli di Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Monza, Pavia, Varese e Tortona. Nel corso del 2007 sono state effettuate nuove operazioni, tra accensioni e rinnovi, per un importo complessivo di migliaia di euro; le giacenze in essere a fine esercizio ammontano a n posizioni per un totale di migliaia di euro e la sovvenzione media dei prestiti erogati risulta lievemente aumentata rispetto all anno precedente. Si riportano di seguito i dati di sintesi: FUNZIONE PEGNO (in migliaia di euro) ANNO 2007 ANNO 2006 MOVIMENTI PRESTITI SU PEGNO MOVIMENTI PRESTITI SU PEGNO N.POLIZZE IMPORTO N.POLIZZE IMPORTO GIACENZE AL 31/12/ ,390 GIACENZE AL 31/12/ ,491 Prestiti Prestiti concessi ,787 concessi ,435 rinnovati ,511 rinnovati ,961 riscattati ,437 riscattati ,510 venduti ,674 venduti ,026 GIACENZE AL 31/12/ ,066 GIACENZE AL 31/12/ ,390 Media giornaliera operazioni effettuate 325 Media giornaliera operazioni effettuate 312 Sovvenzione media erogata 0,664 Sovvenzione media erogata 0,642 Sovvenzione media giacenze 0,661 Sovvenzione media giacenze 0,640 ASTE ASTE ordinarie 19 ordinarie 19 speciali 10 speciali 10 totale 29 totale 29 PEGNI VENDUTI PEGNI VENDUTI n.pegni n.pegni sovvenzione 772,674 sovvenzione 728,026 ricavo d'asta 2.329,801 ricavo d'asta 2.140,879 sopravanzo (*) 971,403 sopravanzo (*) 867,925 (*) ricavo lordo meno importo del prestito, interessi, diritti fissi e diritti d'asta. 25
26 ATTIVITÀ DI TESORERIA ENTI Nella tabella che segue si evidenzia la consistenza numerica e la tipologia degli Enti per i quali la Banca svolge complessivamente l attività di Tesoreria e/o di Cassa. ENTI GESTITI AL AL UNIVERSITÀ E AZIENDE UNIVERSITARIE 4 3 DIPARTIMENTI UNIVERSITARI ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI AZIENDE OSPEDALIERE 6 6 AZIENDE SANITARIE LOCALI 6 6 IST. DI RICOVERO E CURA A CARATT. SCIENT. 1 1 AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI 1 1 AMMINISTRAZIONI COMUNALI COMUNITÀ MONTANE 8 9 UNIONI DI COMUNI 8 5 CONSORZI DI COMUNI ALTRI CONSORZI C.C.I.A.A. 2 2 ENTI DIVERSI TOTALE Dal numero dei rapporti e dalla importanza degli stessi (Università, Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, Amministrazione Provinciali e Comunali, Aziende di Servizi alla Persona) appare evidente la significativa attenzione posta anche nell anno trascorso al comparto Tesoreria Enti, sia in ragione del ruolo che la Banca da sempre ricopre nel territorio di insediamento, sia in considerazione del volume di attività indotto dagli Enti stessi. I flussi finanziari di entrata al sono passati, complessivamente, da a migliaia di euro ( migliaia di euro rispetto all anno precedente), così suddivisi per macro zone geografiche: a) Cuneo: da a migliaia di euro ( migliaia di euro); b) Milano: da a migliaia di euro ( migliaia di euro); c) Pavia: da a migliaia di euro ( migliaia di euro); d) Tortona: da a migliaia di euro ( migliaia di euro). A fine anno, il numero dei dipendenti degli enti gestiti, clienti della Banca, assomma a circa Si segnala che, con decorrenza , sono stati acquisiti sei nuovi Enti (tra Enti Locali ed Enti diversi), a fronte di otto cessazioni (alcune delle quali dovute all accorpamento di ASL). SVILUPPO TERRITORIALE E RISORSE UMANE Al 31 dicembre 2007 la Banca è presente sul territorio con 291 succursali e non si registra nessuna variazione rispetto al dicembre Punto focale dell anno, sia per le risorse umane sia per l intera struttura della Banca, è stato l ingresso nel nuovo Gruppo UBI a partire dal 1 aprile
27 Il conseguente nuovo Piano Industriale ha infatti inciso profondamente sull architettura del modello distributivo e, più in generale, sul modello organizzativo della Banca e, di riflesso, sulla consistenza ed evoluzione dell organico del personale. Tutto ciò è stato anche sancito da un importante accordo sindacale raggiunto a livello di Gruppo nel mese di agosto, che ha permesso di disciplinare, d intesa con tutte le Organizzazioni Sindacali, ogni impatto dell integrazione sulle risorse umane. Dal punto di vista quantitativo, l organico effettivo (calcolato cioè tenendo conto dei distacchi verso e da altre società del Gruppo) al 31 dicembre 2007 si è fissato in unità, in linea con le previsioni del Piano Industriale, con una diminuzione di ben 68 unità rispetto al 31 dicembre La consistenza finale dell organico è il risultato di 39 ingressi (assunzioni) e di 107 uscite (sostanzialmente dimissioni, ma anche nuovi distacchi). Le assunzioni hanno riguardato 24 posizioni a tempo indeterminato e 15 a tempo determinato, mentre fra le cessazioni ve ne sono state 28 per pensionamento e 18 per adesione al Fondo di Solidarietà. All organico complessivo di cui sopra, sono comprese 12 risorse, assunte con contratto di lavoro francese, in servizio presso le succursali di Nizza e di Mentone; l organico complessivo delle due filiali estere è costituito da 14 risorse di cui 2 italiane. FORMAZIONE Anche nel 2007, perseguendo il Piano Formativo definito a livello di Gruppo, sono stati realizzati numerosi interventi formativi, sia nei confronti di alcune specifiche figure professionali sia, in genere, per le esigenze derivanti dalla normativa (Isvap, Legge 626, D. Lgs. 231, Patti Chiari), utilizzando la tradizionale formazione d aula ed anche quella e.learning. Particolarmente impegnativo è stato l intervento formativo mirato alla vendita dei prodotti assicurativi (disciplina Isvap) che, di fatto, ha coinvolto circa risorse tutte della Rete. Complessivamente hanno partecipato alla formazione d aula interna circa persone mentre 33 hanno partecipato a corsi tenuti all esterno, per un totale di quasi giornate/uomo. L autoformazione, soprattutto rivolta anche in questo caso alla disciplina Isvap, ha infine coinvolto persone per un totale equivalente a circa giornate. In relazione alla messa a regime del Nuovo Modello Distributivo sono previsti importanti interventi di formazione volti a valorizzare le competenze e le professionalità delle risorse allocate nelle strutture di Direzione e di Rete. LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Nel 2007 la comunicazione istituzionale ha fornito il consueto supporto allo sviluppo delle attività della Banca, legandone l immagine ad eventi di eccellenza. In occasione della costituzione del Gruppo UBI Banca è stato sottolineato il significato dell appartenenza ad uno dei maggiori gruppi bancari nazionali, che considera un valore strategico il rapporto di ciascuna banca con il proprio territorio. In continuità con le linee seguite negli anni precedenti, la banca ha evidenziato il suo ruolo di azienda di riferimento nelle aree storiche, in particolare verso i target delle famiglie e delle imprese. La rivista Rassegna, diffusa in copie, ha svolto un ruolo di primo piano nella comunicazione istituzionale: presenta le linee strategiche della Banca, commenta gli scenari dell economia italiana ed internazionale, esprime attenzione nei confronti del territorio e dei suoi diversi micromercati, descrive le novità di prodotto e le iniziative nei settori della cultura e dello sport. Il suo obiettivo è di trasmettere un immagine di efficienza e modernità, con equilibrio tra tematiche generali e locali. La Banca Regionale Europea ha confermato e sviluppato una presenza attiva nel campo delle sponsorizzazioni culturali e sportive, sulla base di una visione strategica del proprio posizionamento, rispetto ai diversi target di riferimento. 27
28 È proseguita la collaborazione con il Museo Poldi Pezzoli: la Banca è stata main sponsor della mostra La raccolta di Mario Scaglia-Dipinti e sculture, medaglie e placchette da Pisanello a Ceruti, inaugurata nell autunno. A Pavia, la Banca è stata a fianco del Comune, in occasione di due mostre: la prima, dedicata alla pittura pavese contemporanea, la seconda, alla pittura paesaggistica lombarda dell Ottocento e del Novecento. In collaborazione con la Provincia, ha sponsorizzato la mostra Tecnica e sentimento, l anima della pubblicità, dedicata alla pubblicità pavese della prima metà del 900. A Tortona, è stata main sponsor della mostra dedicata a Giuseppe Pellizza da Volpedo e al Divisionismo; a Cherasco è stata co-sponsor della mostra Gli italiani di Parigi, da Modigliani a Campigli. Nel campo della musica, è proseguita la collaborazione con il Teatro alla Scala e con la Società del Quartetto di Milano; a Pavia si sono svolti sotto l egida della Banca il Concerto di Natale, organizzato dal Collegio Ghislieri, e la tradizionale rappresentazione di Capodanno, al Teatro Fraschini. Per la prima volta la Banca ha sponsorizzato, a Milano, la manifestazione Cultura in Galleria, ciclo di incontri con autori di profilo internazionale, in programma la domenica mattina presso la Libreria Rizzoli, in Galleria Vittorio Emanuele. In occasione della giornata di Invito a Palazzo, promossa dall ABI a livello nazionale, la Banca ha aperto ai visitatori la propria sede centrale di Milano e l area archeologica di Alba. La Banca Regionale Europea, insieme al Gruppo UBI Banca, è stata sponsor di un evento di rilievo nazionale, l 80^ Adunata Nazionale degli Alpini, svoltasi a Cuneo nel mese di maggio, con grande successo. Nel campo dello sport, è stata confermata la sponsorizzazione del grande volley, con la squadra di serie A1 Bre Banca Lannutti. È un rapporto di collaborazione quasi ventennale, grazie al quale sono stati conseguiti ottimi risultati sul piano commerciale e del posizionamento istituzionale della banca sul territorio. È proseguita la collaborazione con le squadre di calcio di Pavia e di Cuneo, impegnate nel campionato di serie C2; la Banca ha confermato il suo impegno a fianco del Torneo International Country Club Banca Regionale Europea, a Cuneo, e dei Campionati Italiani Canoe-Marathon, a Pavia. Infine, si segnala che la Banca ha conseguito direttamente un eccellente risultato sportivo, nell ambito dei Campionati nazionali bancari-assicurativi di atletica 2007, classificandosi prima in assoluto nel settore maschile e seconda nel femminile. 28
29 Prospetti di bilancio riclassificati Informazioni sullo stato patrimoniale e sul conto economico Nei prospetti che seguono sono rappresentati gli schemi riclassificati di Stato Patrimoniale e di Conto Economico. Stato patrimoniale riclassificato (in migliaia di euro) 31/12/ /12/2006 Variazione annua Variazione % annua ATTIVITA' Cassa e disponibilità liquide ,5 Attività finanziarie detenute per la negoziazione (3.368) (4,3) Attività finanziarie disponibili per la vendita (13.250) (42,8) Crediti verso banche ,6 Crediti verso clientela ,4 Derivati di copertura (26.565) (41,7) Partecipazioni (20.650) (17,9) Attività materiali ,2 Attività immateriali (74) (0,1) di cui: avviamento Attività fiscali (38.600) (31,5) Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Altre attività ,1 Totale dell'attivo ,1 PASSIVO Debiti verso banche ,1 Debiti verso clientela ,3 Titoli in circolazione (9.188) (0,5) Passività finanziarie di negoziazione e valutate al fair value (461) (1,1) Derivati di copertura (4.171) (20,9) Passività fiscali ,3 Altre passività ,0 Trattamento di fine rapporto del personale (3.154) (5,7) Fondi per rischi e oneri: ,1 a) quiescenza e obblighi simili (940) (3,6) b) altri fondi ,3 Riserve da valutazione ,4 Capitale, sovrapprezzi di emissione e riserve ,0 Utili d'esercizio (11.940) (11,3) Totale del passivo e del patrimonio netto ,1 29
30 Conto economico riclassificato (in migliaia di euro) Voci del conto economico 31/12/ /12/2006 Variazione annua Variazione % annua Margine di interesse ,6 Dividendi e proventi simili (1.665) (16,8) Commissioni nette (4.464) (3,0) Risultato netto dell'attivita'di negoziazione e di copertura (2.276) (13.422) n.s. Altri proventi/oneri di gestione (2.568) (25,9) Proventi operativi ,3 Spese per il personale ( ) ( ) (5,0) Altre spese amministrative ( ) ( ) (1,7) Rettifiche di valore nette su attivita' materiali e immateriali (8.444) (9.505) (11,2) Oneri operativi ( ) ( ) (3,9) Risultato della gestione operativa ,2 Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti (19.524) (24.492) (20,3) Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attivita'/passivita' (255) (1.289) (80,2) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (10.094) (4.697) (5.397) 114,9 Utile/perdite della cessione di investimenti e partecipazioni (12.810) (95,7) Utile/perdita della operativita' corrente al lordo imposte (344) (0,2) Imposte sul reddito d'esercizio dell'operativita' corrente (73.128) (68.714) (4.414) 6,4 Oneri di integrazione (7.182) - (7.182) - di cui: spese per il personale (10.611) - (10.611) - altre spese amministrative (118) - (118) - imposte Utile d'esercizio (11.940) (11,3) Metodologia di costruzione del conto economico riclassificato Principali regole di classificazione: - i recuperi di imposta iscritti alla voce 190 Altri oneri/proventi di gestione (euro mila al 31/12/2007 e mila al 31/12/2006) sono riclassificati a riduzione delle imposte indirette incluse tra le altre spese amministrative; - la voce rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali include le voci 170 e 180 dello schema contabile e le quote di ammortamento dei costi sostenuti per migliorie su beni di terzi (euro 937 mila al 31/12/2007 e 955 mila al 31/12/2006 classificate alla voce 190 dello schema obbligatorio); - la voce altri proventi/oneri di gestione include la voce 190, al netto delle riclassifiche sopramenzionate. 30
31 Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato (in migliaia di euro) Voci del conto economico IV Trimestre 2007 III Trimestre 2007 II Trimestre 2007 I Trimestre 2007 IV Trimestre 2006 III Trimestre 2006 II Trimestre 2006 I Trimestre 2006 Margine di interesse Dividendi e proventi simili Commissioni nette Risultato netto dell'attivita'di negoziazione e di copertura (2.564) (2.974) (502) Altri proventi/oneri di gestione Proventi operativi Spese per il personale (35.745) (36.631) (32.558) (36.712) (39.939) (35.650) (36.649) (36.919) Altre spese amministrative (27.551) (23.399) (26.549) (24.424) (29.821) (24.261) (24.887) (24.712) Rettifiche di valore nette su attivita' materiali e immateriali (2.159) (2.215) (1.763) (2.307) (2.588) (2.331) (2.317) (2.270) Oneri operativi (65.455) (62.245) (60.870) (63.443) (72.348) (62.242) (63.853) (63.901) Risultato della gestione operativa Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti (10.586) (708) (3.164) (5.066) (6.718) (3.984) (5.115) (8.675) Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attivita'/passivita' 229 (445) 450 (489) (1.164) 380 (505) - Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (3.415) (379) (7.658) (2.188) (706) (1.368) (435) Utile/perdite della cessione di investimenti e partecipazioni (*) 405 (8.600) Utile/perdita della operativita' corrente al lordo imposte Imposte sul reddito d'esercizio dell'operativita' corrente (16.543) (16.784) (21.721) (18.080) (15.864) (17.845) (17.286) (17.718) Oneri di integrazione (249) (8.051) di cui: spese per il personale (372) (12.017) altre spese amministrative (118) imposte (542) Utile d'esercizio (*) Lo storno di euro migliaia nel 3 trimestre 2007 è conseguente all applicazione della prassi contabile indicata dall OPI n. 1. Per ulteriori dettagli si fa riferimento a quanto indicato nella Nota Integrativa - Parte A Politiche Contabili Sezione 4 Altri aspetti. 31
32 Conto economico riclassificato al netto delle principali componenti non ricorrenti (in migliaia di euro) Voci del conto economico 31/12/2007 Riforma TFR Manovra Finanziaria (cambio aliquote) Componenti non ricorrenti Fondo esuberi fusione BRE/CRT Fondo esuberi e incentivi all'esodo Oneri di integrazione 31/12/2007 al netto delle componenti non ricorrenti Margine di interesse Dividendi e proventi simili Commissioni nette Risultato netto dell'attivita'di negoziazione e di copertura (2.276) (2.276) Altri proventi/oneri di gestione Proventi operativi Spese per il personale ( ) (2.264) ( ) Altre spese amministrative ( ) ( ) Rettifiche di valore nette su attivita' materiali e immateriali (8.444) (8.444) Oneri operativi ( ) (2.264) ( ) Risultato della gestione operativa (2.264) Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti (19.524) (19.524) Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attivita'/passivita' (255) (255) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (10.094) (10.094) Utile/perdite della cessione di investimenti e partecipazioni Utile/perdita della operativita' corrente al lordo imposte (2.264) Imposte sul reddito d'esercizio dell'operativita' corrente (73.128) (535) (72.598) Oneri di integrazione (7.182) di cui: spese per il personale (10.611) altre spese amministrative (118) imposte (3.502) (45) 0 Utile d'esercizio (1.517)
33 Informazioni sullo stato patrimoniale riclassificato Crediti e debiti verso banche Al 31 dicembre 2007, il saldo interbancario, al netto delle operazioni in pronti contro termine effettuate con la Capogruppo a fronte di raccolta in pronti termine da clientela, risulta negativo per migliaia di euro, contro i migliaia di euro di fine anno. In particolare, l incremento dell indebitamento è stato determinato dalla necessità di finanziare la maggior crescita degli impieghi rispetto alla raccolta. 31/12/ /12/2006 Var. dicembre '07/dicembre '06 Assolute % Crediti verso banche ,6 Debiti verso banche ,1 POSIZIONE INTERBANCARIA NETTA ( ) (66,9) (-) Pronti contro termine attivi ( ) ( ) ( ) 20,4 POSIZIONE INTERBANCARIA NETTA ( ) ( ) ( ) 131,5 Crediti verso la clientela A fine dicembre 2007, gli impieghi verso clientela hanno raggiunto quota migliaia di euro, con un incremento del 6,4% rispetto alla consistenza di fine Le forme tecniche a medio e lungo termine si sono incrementate ad un ritmo ancora molto accelerato, facendo registrare una crescita del 5,8% rispetto alla consistenza di fine 2006; analogo andamento si rileva anche per le forme tecniche a breve. Situazione dei crediti per cassa al 31 dicembre 2007 Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive Esposizione netta a) Sofferenze b) Incagli c) Esposizioni ristrutturate d) Esposizioni scadute Totale crediti deteriorati e) Rischio Paese f) Crediti in Bonis TOTALE A fine dicembre 2007 i crediti deteriorati netti della Banca sono risultati pari a migliaia di euro, il 9,9% in più rispetto al valore del 31 dicembre scorso. In particolare: le sofferenze nette, pari migliaia di euro, sono aumentate del 4% rispetto al valore di fine 2006; il loro rapporto rispetto agli impieghi complessivi è in linea con l anno precedente; i crediti incagliati sono aumentati da a migliaia di euro, con un incremento percentuale di oltre il 30%. 33
34 Il livello di copertura delle sofferenze è rimasto sostanzialmente stabile passando dal 50,3% al 49,3%, analoga dinamica ha presentato quello dei crediti incagliata pari al 18,9% contro il 20,2% di fine La dotazione di riserva generica della Banca ( migliaia di euro) presenta un livello di copertura dei crediti in bonis pari allo 0,31% ( 0,42% a fine 2006). Attività finanziarie. Al 31 dicembre 2007, le attività finanziarie sono risultate pari a migliaia di euro, contro i migliaia di euro di fine Le singole componenti hanno presentato le seguenti dinamiche: le attività finanziarie di negoziazione, pari a migliaia di euro, hanno registrato un decremento del 4,3%; le attività finanziarie disponibili per la vendita sono diminuite da a migliaia di euro per l estinzione di certificati di capitalizzazione; i derivati di copertura si contraggono da migliaia di euro a migliaia di euro per effetto essenzialmente dei tassi sulla valutazione dei contratti. Raccolta da clientela I mezzi amministrati della clientela si sono attestati alla fine di dicembre 2007 a migliaia di euro, in linea con l anno precedente. Massa amministrata 31/12/ /12/2006 Var. dicembre '07/dicembre '06 Assolute % Raccolta diretta da clientela ,5 Raccolta indiretta da clientela ( ) (1,0) di cui: Risparmio gestito ( ) (5,8) TOTALE MEZZI AMMINISTRATI CLIENTELA (33.177) (0,2) Raccolta diretta Alla fine del 2007 la consistenza della raccolta diretta è risultata pari a migliaia di euro, l 1,5% in più rispetto al valore registrato a fine I debiti verso la clientela, pari a migliaia di euro, sono aumentati del 2,3%. I titoli in circolazione sono pari a migliaia di euro, in calo dello 0,5% rispetto alla consistenza di fine anno, per la flessione della componente relativi ai certificati di deposito in parte compensata dall incremento dei prestiti obbligazionari. 34
35 Raccolta indiretta 31/12/ /12/2006 Var. dicembre '07/dicembre '06 Assolute % Risparmio amministrato ,6 Risparmio gestito ( ) (5,8) Gestioni di patrimoni mobiliari ( ) (14,8) Fondi comuni di investimento (16.396) (0,5) Polizze assicurative e fondi pensione (45.475) (2,0) TOTALE RACCOLTA INDIRETTA CLIENTELA ( ) (1,0) Al 31 dicembre 2007 la raccolta indiretta, ai valori di mercato, è risultata pari a migliaia di euro, in calo dell 1% rispetto all ammontare di fine anno ( migliaia di euro) per la contrazione della componente gestita. Il risparmio amministrato, pari a migliaia di euro, ha registrato un incremento del 7,6%. Il risparmio gestito, pari a migliaia di euro, ha subito una flessione del 5,8%, per la preferenza accordata dai risparmiatori a forme di investimento meno rischiose e con un maggior grado di volatilità, rispetto ai fondi ed alle gestioni patrimoniali. Anche le riserve tecniche ( migliaia di euro) hanno registrato un calo del 2%, nonostante il flusso lordo di premi assicurativi di circa migliaia. Patrimonio netto Il patrimonio, al netto dell utile di periodo, è risultato pari a migliaia di euro, in crescita del 5,4% rispetto al dicembre Per un maggior dettaglio informativo si rinvia all apposito Prospetto di variazione del patrimonio netto. 35
36 Informazioni sul conto economico riclassificato Il margine di interesse si è attestato a migliaia di euro, con un incremento del 8,6% rispetto all analogo valore dell anno precedente. L aumento è stato determinato dalla positiva dinamica dei volumi intermediati (in particolare degli impieghi) e dallo spread dei tassi. I dividendi sono diminuiti da migliaia di euro a migliaia di euro, la riduzione è da attribuirsi principalmente a dismissione di partecipazioni. Le commissioni nette si sono attestate a migliaia di euro, in calo del 3% rispetto all analogo valore al 31 dicembre La flessione ha riguardato le commissioni relative all attività del comparto del risparmio gestito influenzate in particolare dall accentramento in Capogruppo dell attività di banca depositaria; in parte compensata dall assicurativo e dal collocamento titoli di terzi. L attività di negoziazione e di copertura ha prodotto un risultato negativo di circa migliaia di euro, che si raffronta con un valore positivo di migliaia di euro dell anno precedente. Il risultato 2007 degli strumenti finanziari su tassi di interesse include l effetto negativo per circa migliaia di euro derivante da transazioni con clientela (acquisita dall incorporata Cassa di Risparmio di Tortona) aventi ad oggetto operazioni in strumenti finanziari derivati. Pur considerando controvertibili le contestazioni in proposito avanzate dalla clientela, si è ritenuto opportuno addivenire a composizioni stragiudiziali al fine di evitare possibili contenziosi. Mentre nell anno 2006 l attività di negoziazione comprendeva la valutazione dei contratti derivati stipulati a protezione del rischio di interesse sui mutui a tasso fisso che, non possedendo le caratteristiche previste dagli IAS, erano stati definiti di trading e contabilizzati nell attività di negoziazione. A fine anno i suddetti contratti sono stati chiusi e sostituiti con altri di effettiva copertura. Gli effetti sopra esposti hanno determinato una variazione negativa del comparto finanziario fra il 2007 ed il 2006 di circa 12 milioni. L andamento negativo del risultato netto dell attività di copertura nell anno 2007, è imputabile all instabilità che ha caratterizzato i mercati nell ultimo quadrimestre e al trend al rialzo della curva dei tassi del mercato interbancario dei depositi. Gli altri oneri/proventi di gestione sono risultati pari a migliaia di euro, in calo del 25,9% rispetto all ammontare contabilizzato nel A seguito di tali dinamiche, i proventi operativi si sono attestati a quota migliaia di euro, facendo registrare un incremento dello 0,3% rispetto all analogo valore al 31 dicembre dell anno precedente. Sul versante dei costi, le "spese per il personale", che incidono per migliaia di euro, già al netto dell impatto positivo della riforma del TFR per circa migliaia di euro, sono diminuite del 5%. Le altre spese amministrative, risultate pari a migliaia di euro, sono diminuite dell 1,70%, in particolare nei costi collegati alle manutenzioni immobili ed alle spese per prestazioni di servizi da Società del Gruppo; queste ultime comprendevano nel 2006 circa 400 migliaia di euro relative alla fusione con Cassa Risparmio di Tortona. Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali sono pari a migliaia di euro. Complessivamente gli oneri operativi, pari a migliaia di euro, sono diminuiti del 3,9%. Il cost/income, calcolato rapportando i costi operativi ai proventi operativi, al netto degli eventi non ricorrenti, è risultato pari al 55,5% con un miglioramento di circa due punti percentuali 36
37 A seguito delle suddette dinamiche, il risultato della gestione operativa si è attestato a migliaia di euro, in crescita del 6,2%. Le rettifiche nette di valore per deterioramento di crediti sono diminuite da a migliaia di euro; il costo del credito è pertanto ulteriormente migliorato, abbassandosi dallo 0,33% dell anno precedente allo 0,25% per il buon andamento dei crediti. Le rettifiche nette di valore per deterioramento di altre attività/passività sono pari a 255 migliaia di euro. L accantonamento al fondo per rischi ed oneri è aumentato da migliaia di euro a migliaia di euro; imputabile, principalmente, a rischi su revocatorie ed allo stanziamento, conseguente alla sentenza sfavorevole della Corte di Cassazione, di migliaia di euro pari al 50% delle sanzioni amministrative inflitte a suo tempo dal Ministero dell Economia per asserite violazioni della normativa antiriciclaggio. L utile lordo dell operatività corrente, è pari a migliaia di euro contro i migliaia di euro del 2006; che comprendeva la plusvalenza della cessione della partecipazione in Grifogest alla Capogruppo. Le imposte, pari a migliaia di euro, sono aumentate del 6,4%. Gli oneri di integrazione pari a migliaia di euro al netto delle imposte, rappresentano principalmente l accantonamento di circa migliaia di euro per fondo esuberi ed incentivi all esodo del personale previsti nel piano industriale 2007/20l0. L utile dell esercizio è risultato pari a migliaia di euro, contro i migliaia di euro del Non considerando le operazioni non ricorrenti, secondo quanto previsto dalla comunicazione CONSOB n. DEM/ del 28/07/2006, il risultato sarebbe stato di migliaia di euro per il 2007 ed migliaia per il 2006 con un incremento del 4,8%.. 37
38 Informazioni sul conto economico trimestrale Dal raffronto dei conti economici del 2007 e 2006 si rileva che: il margine di interesse del quarto trimestre di quest anno è risultato pari a migliaia di euro, contro i migliaia di euro dell analogo periodo dello scorso esercizio, in crescita dell 8,4%. Le commissioni nette, pari a migliaia di euro, sono risultate in linea con l anno precedente. Il risultato derivante dall attività di negoziazione e copertura è negativo per migliaia di euro; da attribuirsi principalmente al comparto dei derivati con la clientela. Gli altri oneri/proventi di gestione si sono mantenuti all incirca sui medesimi livelli ( migliaia di euro). Complessivamente i proventi operativi sono pari a migliaia di euro in crescita del 2,4%. Gli oneri operativi sono diminuiti del 9,5%; in particolare, le spese per il personale, evidenziano un decremento del 10,5% in quanto nel 2006 il dato comprendeva l accantonamento per l accesso al Fondo di Solidarietà conseguente alla fusione con Cassa Risparmio di Tortona. Le rettifiche nette di valore per il deterioramento dei crediti sono pari a migliaia di euro, in aumento per maggiori svalutazioni analitiche su crediti in default. L utile lordo dell operatività corrente è migliaia di euro in crescita del 18,4%. Dedotte le imposte, l utile del quarto trimestre, è pari a migliaia di euro, in crescita del 30,9% rispetto all analogo periodo dell esercizio precedente. 38
39 Rapporti contrattuali con società del gruppo Conformemente alla Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 emanata dalla Banca d Italia, il commento relativo ai rapporti con le imprese del Gruppo e parti correlate è stato inserito in nota integrativa, parte H, alla quale si rimanda Altre informazioni Documento programmatico sulla sicurezza Ai sensi delle vigenti disposizioni (D.lgs. nr. 196 del 30 giugno 2003 Codice in materia di protezione dei dati personali all. Tecnico B) si è proceduto al prescritto aggiornamento del Documento Programmatico sulla Sicurezza. Modello Organizzativo ex D.lgs. 231/2001 (responsabilità amministrativa degli enti) Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 25 febbraio 2008, ha preso atto delle attività effettuate dall Organismo di Controllo nel corso del 2007, sviluppate in coerenza con il Modello Organizzativo adottato. Le stesse hanno ricompreso: l attività di vigilanza e supporto in ordine alla diffusione e formazione sul Modello, la valutazione delle attività svolte - tramite l Internal Auditing - sul funzionamento e sull osservanza del Modello stesso, la valutazione dei flussi informativi ricevuti, il monitoraggio del Modello e del suo adeguamento, le attività esecutive connesse all operatività. L Organismo risulta composto da un Consigliere indipendente privo di deleghe operative (Presidente dell Organismo di Controllo) e da tre altri componenti, rispettivamente, della Direzione Risorse Umane, della Consulenza Legale e dell Auditing di Rete. Alle riunioni dell Organismo di Controllo ha sempre partecipato il Collegio Sindacale. Nel corso del 2007 è stata riservata particolare attenzione alla formazione sul Modello, avvenuta attraverso corsi in aula in materia di market abuse dedicati sia ai ruoli di Direzione Centrale che ai ruoli di rete, corsi dedicati ai neo assunti, nonché incontri presso le Aree Territoriali con i Responsabili delle strutture di rete ed i relativi sostituti. D intesa tra l Auditing di Rete e la Direzione Risorse Umane è proseguito il monitoraggio in merito alla fruizione del corso 231 in e-learning. Le verifiche di funzionamento e di osservanza, come detto, sono state effettuate anche attraverso il supporto dell Auditing di Gruppo. Le ispezioni condotte dalla funzione interna di Audit sono state effettuate mediante l ausilio di check list che prevedono specifici procedimenti di verifica anche in ottica 231 e sono state orientate anche a specifici ambiti ritenuti più rilevanti ai fini del rispetto della normativa in oggetto. L Organismo di Controllo ha altresì seguito l evolversi della normativa di riferimento, con particolare riguardo alla Legge 123 del 3 agosto 2007, avente ad oggetto misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ed al D.lgs. 231 del 21 novembre 2007 in tema di antiriciclaggio/antiterrorismo. Nel corso del 2008 dovranno realizzarsi interventi di adeguamento del Modello che tengano conto della mutata realtà del Gruppo e del nuovo assetto distributivo, nonché delle novità normative introdotte o in corso di introduzione. Modello di governance amministrativo finanziario adottato ai sensi della Legge 262/05 La legge 262 del 28 dicembre 2005 (e successive modifiche) Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari con l inserimento nel TUF dell art. 154 bis ha introdotto nell organizzazione aziendale delle Società quotate in Italia, la figura del Dirigente Preposto a cui è affidata la responsabilità di predisporre la redazione della documentazione contabile dell impresa. La citata riforma si propone, fra gli altri obiettivi, quello di potenziare 39
40 il sistema dei controlli interni in relazione alla comunicazione finanziaria prodotta dagli emittenti quotati. Il Gruppo UBI Banca - tenuto all applicazione del nuovo disposto normativo - ha risposto alle disposizioni legislative adeguando il proprio statuto, nominando il Dirigente Preposto e sviluppando una serie di attività progettuali finalizzate, oltre che all emissione della prima attestazione, anche all individuazione ed effettiva adozione di un impianto organizzativo e metodologico (modello di governance amministrativo finanziaria), che inserito in un contesto di compliance integrata, consenta di regolare in via continuativa le attività inerenti alla verifica del livello di adeguatezza ed effettiva applicazione dei presidi relativi al rischio di informativa finanziaria e conseguentemente, effettuare una corretta valutazione del sistema di controllo interno di riferimento. Il modello adottato ha previsto tra l altro l individuazione del perimetro di applicazione costituito dalle società del Gruppo UBI Banca, dai conti e dai processi ritenuti significativi ai fini della produzione dell informativa finanziaria. Sulla base delle relativa rilevanza, la Banca è stata inclusa nel perimetro progettuale. Le attività svolte di verifica sull adeguatezza ed effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio dell esercizio 2007, hanno confermato il giudizio positivo di sintesi sulla bontà ed efficacia del sistema di controllo interno amministrativo contabile della Banca. Tale conclusione è stata inoltre supportata da specifiche attestazioni interne, prodotte dagli organi delegati delle singole Società/outsourcer del Gruppo UBI Banca come previsto dal Sistema di attestazioni a cascata contemplato nel modello di governance amministrativo finanziario definito. Sulla base del lavoro svolto la Direzione Generale della Banca dovrà rilasciare apposita attestazione, su delega del Consiglio di Amministrazione, alla Capogruppo che contiene: - asserzione sulla veridicità, completezza e rispondenza delle scritture contabili dei dati patrimoniali, economici e finanziari e delle informazioni aggiuntive del bilancio individuale fornite per l elaborazione del bilancio consolidato e della relazione sulla gestione; - valutazione dell adeguatezza e dell effettiva applicazione nel periodo delle procedure amministrative e contabili. Basilea 2 Il Piano Industriale di Integrazione del Gruppo prevede l integrazione dei modelli di valutazione dei rischi, già in uso precedentemente alla fusione, ottimizzandone le performance predittive sulla base delle caratteristiche del nuovo Gruppo. Entro il 2009 verrà sottoposta a Banca d Italia la richiesta di autorizzazione all utilizzo dei modelli per la stima del requisito patrimoniale a fronte dei rischi della Banca. In dettaglio, con riferimento alle specifiche tipologie di rischio, è previsto: - Rischi di Credito: utilizzo di modelli interni con approccio avanzato (AIRB-Advanced Internal Rating Based) 5 per le esposizioni verso imprese e al dettaglio (retail; - Rischi Operativi: utilizzo del metodo avanzato (AMA-Advanced Measurement Approach) 6 ; - Rischi di Mercato: utilizzo del modello interno; - Rischi di Controparte: utilizzo di un modello interno di tipo EPE (Expected Positive Exposure) per la valutazione dell esposizione futura dei contratti derivati 7. 5 Nei modelli interni le ponderazioni di rischio sono in funzione di una serie di valutazioni effettuate dalle banche direttamente sui loro debitori in base ad una serie di parametri quali: la probabilità di default (PD), il tasso di perdita in caso di insolvenza (LGD), l esposizione attesa in caso di insolvenza (EAD), la maturità dell esposizione (M). In relazione alla numerosità dei parametri di rischio considerati dal modello, si distingue fra IRB di base e IRB avanzato. 6 Con il metodo avanzato la determinazione del requisito patrimoniale specifico a fronte dei rischi operativi avviene attraverso modelli di calcolo basati su dati di perdita operativa ed altri elementi di valutazione raccolti ed elaborati dalla banca. 40
41 L utilizzo dei modelli interni - già attivi a livello gestionale, anche a fini segnaletici - consente di favorire una più precisa misurazione dei rischi accedendo a trattamenti più favorevoli in termini di requisiti patrimoniali, i quali andrebbero così a riflettere le caratteristiche di rischio specifiche delle esposizioni del Gruppo. Questo passo rappresenta anche un allineamento alle best practice nazionali ed internazionali consentendo lo sviluppo di politiche gestionali risk-based. La direttiva di ammodernamento dei mercati finanziari (MiFID) La Direttiva 2004/39/CE (c.d. Direttiva MiFID), entrata in vigore il 1 novembre 2007, persegue lo scopo di realizzare, sotto il profilo legislativo, l integrazione e l ammodernamento dei mercati finanziari a livello europeo, rimuovendo le principali differenze esistenti tra gli Stati membri ed adeguando alle nuove caratteristiche del mercato la legislazione comunitaria. La Direttiva si applica ai mercati regolamentati e alle imprese di investimento dell Unione Europea. Da un punto di vista oggettivo, essa ha uno spettro di intervento piuttosto ampio nel cui ambito si segnalano: - l abolizione dell obbligo di concentrazione in Borsa degli scambi ovvero dell obbligo per gli intermediari finanziari di eseguire le negoziazioni di strumenti finanziari solo nei mercati regolamentati consentito agli Stati membri dalla normativa comunitaria precedente ed introdotto, nella legislazione nazionale, dal Regolamento Mercati (Delibera Consob n del 1998). Con l abolizione dell obbligo di concentrazione degli scambi in borsa, la MiFID introduce la possibilità di eseguire le negoziazioni dei titoli, oltre che presso le Borse, su piattaforme ad esse alternative (c.d. MTF- Multilater Trading Facilities) e/o direttamente con imprese di investimento che internalizzano gli ordini ricevuti (c.d. internalizzatori sistematici); - le disposizioni in tema di trasparenza degli scambi azionari, con riferimento ad un concetto integrato di mercato dato dall insieme delle borse nazionali, degli MTF e degli internalizzatori; - le norme in tema di transaction reporting, con la previsione di nuove regole in merito alle comunicazioni che ciascuna impresa di investimento deve rilasciare alla propria Autorità nazionale competente in occasione dell effettuazione di operazioni sul mercato; - la dettagliata rivisitazione delle norme a tutela dell investitore ovvero, in particolare, delle norme in tema di esecuzione degli ordini alle condizioni più favorevoli per il cliente, delle regole da osservarsi per la gestione degli ordini della clientela a tal fine distinta in tre diverse tipologie, cui rispettivamente affiancare diversi livelli di informazione e di protezione; - la dettagliata disciplina in tema di conflitto di interessi (previsione dell obbligo di adottare ogni misura ragionevole per individuare i conflitti di interesse; disposizioni organizzative ed amministrative per evitare che i conflitti di interesse individuati incidano negativamente sugli interessi dei clienti); - la disposizione, in stretta correlazione con le sopra accennate norme comportamentali per gli intermediari finanziari e con la materia dei conflitti di interesse, in merito all ammissibilità delle commissioni (c.d. incentivi) ricevute per il servizio di intermediazione prestato. Dal punto di vista della legislazione nazionale e del suo stato di adeguamento alla Direttiva, il processo di recepimento, avviato con la Legge Comunitaria 2006 nella quale veniva delegato il Governo all emanazione dei decreti legislativi attuativi, si è completato con la pubblicazione a fine ottobre 2007 del Regolamento Mercati e del Regolamento Intermediari da parte della Consob nonché del Regolamento Congiunto Banca d Italia-Consob (Emanato 7 Il modello stima il costo di sostituzione di un contratto derivato sulla base della simulazione dell'andamento delle variabili di mercato che influiscono sulla determinazione dei flussi di pagamento futuri. 41
42 ai sensi dell articolo 6, comma 2-bis, del TUF) che recepiscono la Direttiva MiFID, rispettivamente in materia di: trasparenza delle negoziazioni, segnalazione di operazioni concluse e organizzazione e funzionamento delle trading venues; prestazione dei servizi, delle attività di investimento e dei servizi accessori; requisiti generali di tipo organizzativo, conflitti di interesse, incentivi, disposizioni concernenti SGR e SICAV. Per quanto riguarda il Gruppo UBI il processo di adeguamento a suo tempo avviato si è concluso nella sua prima fase, che aveva come obiettivo minimale il raggiungimento della compliance entro la data di entrata in vigore della normativa, focalizzandosi sugli ambiti funzionali di impatto sulla clientela per i quali era disponibile la regolamentazione in consultazione. Al fine di monitorare l impatto della nuova normativa sull operatività quotidiana ed il corretto adempimento di quanto previsto, sono stati attivati appositi presidi. Inoltre è stato attuato uno specifico piano di formazione del personale per garantire la corretta informativa agli operatori che intrattengono rapporti con la clientela. La gamma di prodotti e servizi offerti dal Gruppo sono conformi alla normativa sia per quanto attiene a trasparenza, conflitti di interesse ed informativa alla clientela, sia per gli incentivi. In ambito MiFID, tra gli sviluppi futuri è prevista, compatibilmente al piano di integrazione applicativa, la graduale estensione a tutta la clientela del servizio di consulenza, che la normativa ha assimilato ad un vero e proprio servizio di investimento. Sarà così possibile migliorare ulteriormente la qualità del servizio offerto, grazie ad una più appropriata valutazione dell adeguatezza delle operazioni disposte e dei prodotti offerti sulla base del profilo di rischio del cliente (definito dall insieme delle esperienze, delle conoscenze in materia finanziaria, della situazione patrimoniale e finanziaria e degli obiettivi dell investimento). L attività di ricerca e sviluppo Nel corso del 2007 sono proseguite le attività finalizzate allo sviluppo ed al continuo affinamento dei sistemi di misurazione e controllo dei rischi sviluppati a livello di Gruppo, anche in ottica Basilea 2. Con riferimento al modello avanzato di stima della distribuzione delle perdite operative, definito attraverso la pluriennale collaborazione con l Università di Bergamo e finalizzato alla misurazione del capitale assorbito, sono state avviate le attività per recepire gli affinamenti resisi necessari a seguito dell ampliamento del perimetro di applicazione conseguente alla fusione. E continuata l attività di sviluppo dei modelli per la valutazione di strumenti finanziari complessi: in particolare, oltre all affinamento dei modelli per la valutazione di opzioni legate ad azioni, commodities, indici e basket, sono stati sviluppati modelli per la valutazione di strumenti legati all inflazione ed ibridi. Tali modelli vengono impiegati per le valutazioni mark to market (a fini IAS) sia degli strumenti dell attivo, sia di quelli impliciti nelle strutture obbligazionarie emesse dal Gruppo. I modelli di Internal Rating, entrati ormai a regime, sono stati oggetto di analisi ed affinamenti, per le diverse componenti di rischio (probabilità di default, loss given default e exposure at default), al fine di adeguarli all ampliato perimetro di applicazione. In particolare, ha assunto rilevanza la definizione delle metodologie per lo sviluppo di modelli di risk-adjusted pricing per la clientela. Tali metodologie, coerenti con i parametri di rischio stimati e con le metriche di misurazione della creazione di valore e di costo delle altre componenti rilevanti (costo del capitale, della raccolta, ), producono, come primi output, un indicazione di risk adjusted pricing (differenziati per rating, prodotto e durata) correntemente utilizzati: 42
43 - nelle analisi di creazione di valore per diversi sotto-portafogli di clientela (es.: mutui, confidi, ); - nella definizione dei pricing per le controparti large corporate di maggiore dimensione; - nella definizione delle retrocessioni infragruppo con riferimento alla produzione/ collocamento di prodotti che comportano l assunzione di rischio di credito. Il modello di stima del rischio complessivo di portafoglio è stato affinato in alcune delle sue componenti ed è stato completato uno studio per lo sviluppo di un modello econometrico che studi la relazione tra variabili macroeconomiche e l andamento dei tassi di decadimento al fine di stimare la correlazione tra i default. Informativa su azioni proprie e di Controllanti art cc. Si rileva che la Banca non ha effettuato, a valere sul portafoglio titoli di proprietà, operazioni di acquisto e/o vendita di azioni proprie, né di quote della Controllante ed a fine periodo non risultano in portafoglio né azioni proprie né azioni della Controllante. Evoluzione prevedibile della gestione Nei primi mesi del 2008, la situazione economica del sistema Italia appare caratterizzata da difficoltà e problematiche, legate anche alle vicende politiche in atto. Per quanto concerne la Banca, l esercizio appena iniziato si caratterizza per il consolidamento dell assetto distributivo recentemente adottato e per il progressivo affinamento delle interrelazioni con la Capogruppo e con le società prodotto. I primi mesi del 2008 denotano un andamento regolare dei flussi operativi, in linea con le previsioni del budget, segnatamente sul fronte degli impieghi; per contro è evidente una maggiore difficoltà di tenuta del comparto degli investimenti che sconta le incertezze e le forti flessioni degli indici dei mercati finanziari internazionali cui il sistema bancario nazionale non è immune. Relativamente alla qualità del credito si registra nei primi mesi un andamento secondo le previsioni. Dal punto di vista dei margini, la politica commerciale risulta fortemente influenzata dalla dinamica rialzista dei tassi di interesse, che ha richiesto nuove strategie per un veloce adeguamento delle condizioni economiche praticate alla Clientela. Un forte impulso alla complessa attività gestionale è atteso anche in conseguenza dell attuazione del piano sportelli, che porterà in corso d anno all apertura di quattro unità operative di cui una sulla piazza di Milano nel contesto dell acquisizione del servizio di tesoreria di un importante Ente Ospedaliero, a rimarcare la storica tradizione della Banca verso tale comparto di servizio, e tre sulla piazza e prima cintura di Torino, quale rafforzamento della presenza della Banca in una zona di sicuro interesse. In linea con il Piano Industriale e secondo modalità condivise a livello di Gruppo, è progressivamente attuato il piano di incentivazione all esodo ed all utilizzo dei fondi esuberi, cui fa riscontro un correlato proporzionale inserimento di nuove risorse secondo le modalità definite nell ambito di specifici accordi sindacali. 43
44 Proposte all assemblea Signori Azionisti, sottoponiamo alla Vostra approvazione il Bilancio per l esercizio 2007 in tutte le sue componenti. Sottoponiamo, altresì alla Vostra approvazione, il riparto dell utile di esercizio di euro come segue: Utile netto a Riserva Legale a Riserva Facoltativa Utile da distribuire - alle n azioni di risparmio per ognuna Euro 0,1434 per ognuna Euro 0,1450 per un totale di Euro per un totale di Euro alle n azioni ordinarie per ognuna Euro 0,1015 per ognuna Euro 0,1031 per un totale di Euro er un totale di Euro alle n azioni privilegiate per ognuna Euro 0,1096 per ognuna Euro 0,1112 per un totale di Euro per un totale di Euro Il Consiglio di Amministrazione 44
45 Prospetti Contabili 45
46 Stato Patrimoniale (in unità di euro) VOCI DELL' ATTIVO 31/12/ /12/2006 Variazione annua Variazione % annua 10. Cassa e disponibilità liquide ,5 20. Attività finanziarie detenute per la negozizione ( ) (4,3) 40. Attività finanziarie disponibili per la vendita ( ) (42,8) 60. Crediti verso banche ,6 70. Crediti verso clientela ,4 80. Derivati di copertura ( ) (41,7) 100. Partecipazioni ( ) (17,9) 110. Attività materiali , Attività immateriali (74.150) (0,1) di cui: avviamento Attività fiscali: ( ) (31,5) a) correnti ( ) (34,3) b) anticipate ( ) (24,8) 140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Altre attività ,1 Totale dell'attivo ,1 VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 31/12/ /12/2006 Variazione annua Variazione % annua 10. Debiti verso banche ,1 20. Debiti verso clientela ,3 30. Titoli in circolazione ( ) (0,5) 40. Passività finanziarie di negoziazione ( ) (1,1) 60. Derivati di copertura ( ) (20,9) 80. Passività fiscali: ,3 a) correnti ,6 b) differite ( ) (9,3) 100. Altre passività , Trattamento di fine rapporto del personale ( ) (5,7) 120. Fondi per rischi e oneri: ,1 a) quiescenza e obblighi simili ( ) (3,6) b) altri fondi , Riserve da valutazione , Riserve , Capitale Utile d'esercizio ( ) (11,3) Totale del passivo e del patrimonio netto ,1 46
47 Conto Economico (in unità di euro) 31/12/ /12/2006 Variazione annua Variazione % annua 10. Interessi attivi e proventi assimilati ,0 20. Interessi passivi e oneri assimilati ( ) ( ) ( ) 53,2 30. Margine di interesse ,6 40. Commissioni attive ( ) (4,6) 50. Commissioni passive ( ) ( ) (21,0) 60. Commissioni nette ( ) (3,0) 70. Dividendi e proventi similii ( ) (9,0) 80. Risultato netto dell'attività di negozizione ( ) ( ) n.s. 90. Risultato netto dell'attività di copertura ( ) ( ) n.s Utile (perdita) da cessione o riacquisto di: ( ) (18,2) b) attività finanziarie disponibili per la vendita ( ) (79,0) d) passività finanziarie , Margine di intermediazione , Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: ( ) ( ) (23,3) a) crediti ( ) ( ) (20,3) b) attività finanziarie disponibili per la vendita (39.172) ( ) (85,4) d) altre operazioni finanziarie ( ) ( ) (78,8) 140. Risultato netto della gestione finanziaria , Spese amministrative ( ) ( ) ( ) 0,5 a) spese per il personale ( ) ( ) ( ) 2,1 b) altre spese amministrative ( ) ( ) (1,4) 160. Accantonamenti netti fondi per rischi e oneri ( ) ( ) ( ) 114, Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali ( ) ( ) (12,5) 180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali ( ) (94.986) (19.002) 20, Altri oneri/proventi di gestione ( ) (9,8) 200. Costi operativi ( ) ( ) ( ) 3, Utili (perdite) delle partecipazioni ( ) (96,7) 240. Utili (perdite) della cessione di investimenti ( ) (83,3) 250. Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte ( ) (5,9) 260. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente ( ) ( ) ( ) 1, Utile (perdita) della operatività corrente al netto delle imposte ( ) (10,6) 280. Utile (perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte ( ) Utile d'esercizio ( ) (11,3) 47
48 Prospetto di variazione del Patrimonio Netto Movimentazione al 31 dicembre 2007 (in unità di euro) Esistenze al 31/12/2006 Modifica saldi di apertura Esistenze al 01/01/2007 Allocazione risultato esercizio precedente riserve dividendi e altre destinazioni Variazioni di riserve (*) Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Distribuzione straordinaria dividendi Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto Variazione strumenti di capitale Derivati su proprie azioni Stock options Utili (Perdite) attuariali su piani pensionistici a benefici definiti Utile (Perdita) esercizio Patrimonio netto al 31/12/2007 Capitale: a) Azioni ordinarie X X - - X X X X X b) altre azioni - X - - X X - X X X X X - - Sovrapprezzi di emissione - X X X X X X - - Riserve: a) di utili X ( ) - X - X - X b) altre X X - X X Riserve da valutazione: ( ) a) disponibile per la vendita X (5.257) X X X X X X b) copertura flussi finanziari X - X X X X X X - - c) differenze di cambio X - X X X X X X - - d) leggi speciali di rivalutazione X - - X X X X X e) altre ( ) - ( ) - X X X X X X X ( ) - ( ) Strumenti di capitale - X X X X - X X - - Azioni proprie - X X X X X - - Utile (Perdita) di esercizio ( ) ( ) - X X X X X X Patrimonio Netto ( ) ( ) (*) Riserve di utili: a seguito riforma TFR, riclassifica dei relativi utili/perdite attuariali al 31/12/2006. Riserve altre: applicazione dei c.d. OPI, pagina 56 nota integrativa. 48
49 Prospetto di variazione del Patrimonio Netto Movimentazione al 31 dicembre 2006 (in unità di euro) Esistenze al 31/12/2005 Modifica saldi di apertura Esistenze al 01/01/2006 Allocazione risultato esercizio precedente riserve dividendi e altre destinazioni Variazioni di riserve Emissione nuove azioni Acquisto azioni proprie Distribuzione straordinaria dividendi Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto Variazione strumenti di capitale Derivati su proprie azioni Stock options Utili (Perdite) attuariali su piani pensionistici a benefici definiti Utile (Perdita) esercizio Patrimonio netto al 31/12/2006 Capitale: a) Azioni ordinarie X - - X X X X X b) altre azioni X - - X X X X X - - Sovrapprezzi di emissione X X X X X - - Riserve: a) di utili X - - X - X - X X b) altre X - - X - X X - X - Riserve da valutazione: ( ) a) disponibile per la vendita X ( ) X X X X X X X b) copertura flussi finanziari X - X X X X X X X - c) differenze di cambio X - X X X X X X X - d) leggi speciali di rivalutazione X - - X X X X X X e) altre ( ) ( ) ( ) - X - X X X X X X X ( ) Strumenti di capitale X X X - X X - - Azioni proprie X X X X - - Utile (Perdita) di esercizio ( ) ( ) - X X X X X X Patrimonio Netto ( ) ( )
50 Rendiconto Finanziario (in unità di euro) METODO INDIRETTO 31/12/ /12/2006 A. ATTIVITA' OPERATIVA 1. Gestione risultato d'esercizio (+/-) plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e su attività/passività finanziarie valutate al fair value (-/+) ( ) - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) ( ) - rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento (+/-) rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri e altri costi/ricavi (+/-) imposte e tasse non liquidate (+) rettifiche/riprese di valore nette gruppi di attività in via di dismissione al netto dell'effetto fiscale (+/-) altri aggiustamenti (+/-) Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie ( ) ( ) - attività finanziarie detenute per la negoziazione ( ) - attività finanziarie valutate al fair value attività finanziarie disponinibili per la vendita ( ) - crediti verso banche: a vista ( ) ( ) - crediti verso banche: altri crediti crediti verso clientela ( ) ( ) - altre attivita' ( ) Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie debiti v/banche a vista debiti v/banche altri debiti debiti v/clientela titoli in circolazione ( ) pass.finanz.di negoziazione ( ) pass.finanz.valutate al FV altre passività ( ) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO 1. Liquidità generate da vendite di partecipazioni dividendi incassati su partecipazioni vendite di att.finanz.det.sino alla scadenza vendite di att.materiali vendite di att.immateriali vendite di rami d'azienda Liquidità assorbita da ( ) ( ) - acquisti di partecipazioni - ( ) - acquisti di att.finanz.detenute sino alla scadenza acquisti di att.materiali ( ) ( ) - acquisti di att.immateriali (39.838) ( ) - acquisti di rami d'azienda - - Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento ( ) C. ATTIVITA' DI PROVVISTA - emisssioni/acquisti di azioni proprie emissioni/acquisti di strumenti di capitale distribuzione dividendi e altre finalità ( ) ( ) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista ( ) ( ) LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO Legenda: (+) Generata (-) Assorbita Riconciliazione rendiconto finanziario VOCI DI BILANCIO 31/12/ /12/2006 Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio Liquidità totale generata/assorbita nell'esercizio Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - - Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio
51 La Nota Integrativa 51
52 La nota integrativa La nota integrativa è suddivisa nelle seguenti parti: 1) Parte A - Politiche contabili 2) Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale 3) Parte C - Informazioni sul conto economico 4) Parte D - Informativa di settore 5) Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 6) Parte F - Informazioni sul patrimonio 7) Parte G - Operazioni di aggregazione riguardante impresa o rami d azienda 8) Parte H - Operazioni con parti correlate 9) Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Parte A - Politiche Contabili A.1 - Parte Generale Sezione 1 Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Premessa Il bilancio d esercizio chiuso al 31 dicembre 2007 è redatto in conformità ai principi contabili internazionali emanati dall International Accounting Standard Board (IASB) ed omologati alla data di redazione del medesimo, nonché alle relative interpretazioni dell International Financial Reporting Interpretation Committee (IFRIC) 8. Tali principi sono stati recepiti nel nostro ordinamento dal D. Lgs. 38/2005 che ha esercitato l opzione prevista dall art. 5 del Regolamento (CE) N. 1606/2002 in materia di principi contabili internazionali. Il bilancio è composto dagli schemi di stato patrimoniale e di conto economico, dal prospetto di movimentazione del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa. Il bilancio è assoggettato a revisione contabile da parte della società di revisione Reconta Ernst & Young S.p.A., ai sensi dell art. 155 del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n 58 ed in esecuzione della delibera assembleare del 11 aprile 2007 che ha attribuito l incarico fino alla redazione del bilancio d esercizio del Sezione 2 Principi generali di redazione Quadro di riferimento L applicazione dei Principi Contabili Internazionali è stata effettuata facendo riferimento anche al Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio con particolare riguardo alle clausole fondamentali di redazione del bilancio che riguardano la prevalenza della sostanza sulla forma e il concetto della rilevanza e significatività dell informazione. Il bilancio d esercizio è redatto secondo il principio della competenza economica. Le compensazioni tra attività e passività e tra costi e ricavi sono effettuate solo se richiesto o consentito da un principio o da una sua interpretazione. 8 Si veda, in proposito, l Elenco dei principi IAS/IFRS omologati dalla Commissione Europea. I principi ivi elencati, nonché le relative Interpretazioni, sono applicati in funzione del verificarsi degli eventi da questi disciplinati e dell anno da cui diventano applicabili. 52
53 Le informazioni in esso riportate, se non diversamente specificato, sono espresse in euro quale moneta di conto e le situazioni finanziarie, patrimoniali, economiche, le note informative/commento e le tabelle esplicative sono esposte in migliaia di euro. I relativi arrotondamenti sono stati effettuati tenendo conto delle disposizioni indicate da Banca d Italia. Le voci che non riportano valori per il periodo corrente e precedente sono omesse. Gli schemi di bilancio utilizzati nel presente bilancio sono conformi a quelli definiti dalla Circolare di Banca d Italia n. 262/2005; essi forniscono, oltre al dato contabile al 31 dicembre 2007, l analoga informazione comparativa al 31 dicembre Valutazioni discrezionali Durante il processo di formazione dei dati non sono state effettuate valutazioni discrezionali sull applicazione dei principi contabili, tali da comportare significativi effetti sul risultato d esercizio. Elementi di incertezza nell utilizzo delle stime La redazione del bilancio richiede anche il ricorso a stime ed assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, nonché sull informativa relativa alle attività e passività potenziali. L elaborazione di tali stime implica l utilizzo di informazioni disponibili e l adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare e, pertanto, non è da escludersi che nei periodi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio potranno differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate. Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l impiego di valutazioni soggettive sono: - la valutazione della congruità del valore di carico delle partecipazioni; - la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali; - la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti; - la quantificazione dei fondi del personale e del fondo per rischi ed oneri. Modifica dei principi contabili I criteri di redazione ed i principi contabili adottati, di seguito esposti per la predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2007, sono rimasti invariati rispetto al precedente esercizio. Allineamenti di prassi contabili A seguito dell operazione di aggregazione di Banca Lombarda e Piemontese in BPU Banca che ha dato origine alla nascita di UBI Banca, nel corso del primo semestre 2007 è stata svolta un attività di riallineamento di prassi e processi contabili che peraltro non costituisce variazioni di principi contabili. Le variazioni derivanti da allineamenti delle prassi contabili sono state recepite nei periodi comparativi pubblicati negli schemi di bilancio, modificando di conseguenza quanto qui riportato rispetto ai bilanci intermedi pubblicati alle date di riferimento. Gli interventi promossi nell ambito del processo di allineamento delle prassi contabili hanno riguardato: 1. un omogeneizzazione delle informazioni contabili di dettaglio rese in forma tabellare con riferimento alle voci di conto economico Altre spese amministrative e Altri proventi/oneri di gestione ; 2. un omogenea identificazione delle componenti economiche con conseguente coerente valorizzazione della voce di conto economico. Si evidenzia inoltre che i Proventi ed oneri riferiti ad esercizi precedenti sono stati riesposti nelle competenti voci di conto economico e solo in via residuale, laddove non esista una più idonea voce di conto economico, valorizzando gli altri proventi/oneri di gestione. 53
54 Sezione 3 Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio Non sono presenti significativi eventi successivi alla data di riferimento del bilancio. Sezione 4 Altri aspetti Altri aspetti Predisposizione del bilancio consolidato La Banca, pur detenendo partecipazioni di controllo, non predispone il bilancio consolidato, poiché facendo parte del Gruppo UBI Banca il bilancio viene redatto a norma di legge dalla Capogruppo. Legge Finanziaria 2008 La Legge Finanziaria 2008 introduce una serie di novità importanti, tra le quali la riduzione delle aliquote nominali IRES e IRAP, l allargamento della base imponibile e, per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali, sono introdotte delle speciali previsioni al fine di rendere meno incerta l interpretazione delle norme e più gestibile il processo di determinazione del reddito. Con riferimento all IRES l aliquota nominale viene ridotta dal 33% al 27,5%, mentre l aliquota base nominale IRAP viene ridotta dal 4,25% al 3,90%. Restano ferme le maggiorazioni regionali. Concorrono all allargamento della base imponibile IRES le seguenti principali disposizioni: - abolizione delle deduzioni extra contabili per gli ammortamenti e gli accantonamenti non imputati al conto economico o al patrimonio. Viene pertanto ad esempio meno il vantaggio (finanziario) per le banche, derivante dalla possibilità di dedurre accontonamenti al fondo rischi su crediti fino a capienza dello 0,40% dei crediti di bilancio, laddove le svalutazioni siano inferiori a tale soglia; - abolizione degli ammortamenti accelerati e anticipati (salvo norma transitoria che consente per i soli acquisti del 2008 di effettuare l ammortamento fiscale ad aliquota intera). Comportano un allargamento della base imponibile IRAP le nuove modalità di determinazione di specifiche componenti di conto economico e, segnatamente, per le banche la parziale deducibilità (90%) degli ammortamenti dei beni ad uso funzionale, delle altre spese amministrative, la tassazione parziale (50%) dei dividendi e la totale indeducibilità dell ICI. Per i soggetti IAS vengono introdotte una serie di specifiche deroghe al fine di rafforzare il principio di derivazione del reddito dal risultato di bilancio; tra le novità si ricordano: - disposizione di ordine generale per cui valgono anche ai fini fiscali i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai principi contabili internazionali; - nuova definizione di immobilizzazione finanziaria: sono inclusi tutti i titoli diversi da quelli detenuti per la negoziazione; - rilevanza fiscale delle valutazioni di bilancio per i titoli detenuti per la negoziazione (incluse le azioni); - la tassazione dei dividendi delle azioni detenute per la negoziazione passa al 100% (in luogo del 5%); - rilevanza fiscale delle valutazioni di bilancio per i titoli immobilizzati (escluse le azioni); - per le azioni immobilizzate in possesso dei requisiti PEX, ma detenute da meno di 12 mesi al momento della cessione, il costo fiscale è ridotto dell ammontare non assoggettato a tassazione (95%) dei dividendi incassati nel periodo di possesso; 54
55 - per avviamento e marchi la possibilità di continuare a dedurre in via extra-contabile il relativo ammortamento nei limiti consentiti (1/18simo per anno); - rilevanza fiscale delle valutazioni delle passività; - non applicabilità delle norme sul dividend washing. Le modifiche introdotte dalla Finanziaria 2008 hanno comportato la rideterminazione delle imposte differite (sia attive che passive) che si riverseranno successivamente al 31 dicembre L impatto contabilizzato nel conto economico di fine anno è negativo per 318 mila euro. Riforma TFR L entrata in vigore del Decreto Legislativo 252/2005 ha introdotto la cd. riforma della previdenza complementare i cui effetti riguardano, tra l altro, il debito relativo al trattamento di fine rapporto dei dipendenti. La riforma in parola, che interessa in via esclusiva le quote di trattamento di fine rapporto maturande dal 01/01/2007, prevede che a decorrere da tale data le stesse debbano essere destinate, a scelta del lavoratore dipendente 9, a forme di previdenza complementare ovvero debbano essere mantenute in azienda; in tale ultimo caso qualora l azienda conti almeno 50 dipendenti, le quote maturande vengono trasferite al Fondo Tesoreria Inps. Con riferimento al trattamento di fine rapporto maturato al 31/12/2006, l obbligazione rimane iscritta nel passivo patrimoniale del bilancio aziendale e, in continuità con la normativa previgente ed in applicazione dello IAS 19, configura un piano a benefici definiti che deve continuare ad essere valutato secondo logiche attuariali. L unica variazione, rispetto al passato, è che il modello di valutazione include ipotesi di incremento salariale previste dall art del Codice Civile e non quelle stimate dall azienda. L applicazione del modello valutativo rivisto nel senso sopra descritto porta ad una riduzione del debito per TFR rispetto alla passività iscritta al 31/12/2006 e la differenza riscontrata è oggetto di rilevazione a conto economico, quale componente non ricorrente tra le Spese per il personale in contropartita appunto ad una riduzione della citata passività. L impatto economico positivo, al netto delle imposte, è di circa mila euro. Con riguardo alle quote di TFR maturande a far tempo dal 1 gennaio 2007 la riforma produce effetti diversi a seconda della data di assunzione del dipendente (dipendenti già in servizio al 31 dicembre 2006 ovvero dipendenti assunti dal 1 gennaio 2007). Per ulteriori approfondimenti riguardo alla riforma TFR si rinvia a quanto pubblicato nella relazione semestrale al 30 giugno Contabilizzazione operazioni di aggregazione tra attività aziendali o entità sotto controllo comune Nel corso dell esercizio 2007, come dettagliatamente illustrato nel paragrafo Le partecipazioni, si sono realizzate le seguenti operazioni societarie: - la cessione della partecipazione detenuta in Silf Spa alla Capogruppo; - la cessione della partecipazione detenuta in Andros S.r.l. alla Capogruppo; - la cessione del ramo d azienda inerente l esercizio dell attività di Banca Depositaria alla Capogruppo. Tali operazioni rientrano nelle aggregazioni tra entità sottoposte a controllo comune e come tali sono esplicitamente escluse dal campo di applicazione del principio contabile IFRS 3 Aggregazioni aziendali. Nell assenza di un principio contabile di riferimento, le operazioni della specie sono state contabilmente trattate nel presente bilancio applicando gli 9 La scelta andava operata entro il 30 giugno 2007 per i dipendenti già in servizio al 31 dicembre 2006 ovvero entro 6 mesi dalla data di assunzione per i dipendenti assunti a far tempo dal 1º gennaio Pag. 14 e seguenti. 55
56 Orientamenti preliminari Assirevi in tema IFRS (c.d. OPI), ossia documenti di orientamento che hanno l obiettivo di individuare quale sia il trattamento contabile secondo gli IFRS nel bilancio separato delle entità sottoposte a controllo comune, coinvolte in operazioni di aggregazione infragruppo. Nel caso di specie è stato in particolare applicato l OPI n. 1 Trattamento contabile delle business combinations of entities under common control nel bilancio d esercizio e nel bilancio consolidato. In estrema sintesi la prassi contabile indicata dall OPI n. 1 deriva dal riconoscimento o meno di una significativa sostanza economica dell operazione realizzata, laddove per sostanza economica si intende la generazione di valore aggiunto per il complesso delle parti interessate (quale ad esempio maggiori ricavi, risparmi di costi, realizzazioni di sinergie) che si concretizzi in significative variazioni nei flussi di cassa ante e post operazione delle attività trasferite. In particolare: - il maggior valore pagato per l acquisizione delle attività trasferite è iscritto a voce 120 Attività immateriali - avviamento qualora venga riconosciuta all operazione significativa sostanza economica; viceversa il maggior valore è iscritto a deduzione del patrimonio netto in apposita riserva, al netto del relativo effetto fiscale; - il maggior valore incassato per la vendita delle attività trasferite è iscritto a conto economico quale plusvalenza qualora venga riconosciuta all operazione significativa sostanza economica; viceversa il maggior valore è iscritto ad incremento del patrimonio netto in apposita riserva, al netto del relativo effetto fiscale. In considerazione del fatto che allo stato attuale non si rileva una interpretazione omogenea e consolidata dei contenuti espressi dagli OPI, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento della significativa sostanza economica, si è preferito adottare per il bilancio 2007 un approccio prudenziale che ha portato all iscrizione a patrimonio netto sia del maggior valore pagato che del maggior valore incassato nell ambito delle operazioni sopra descritte. La movimentazione dell apposita riserva patrimoniale è oggetto di commento nella sezione 14 Patrimonio dell impresa della Nota Integrativa del presente fascicolo. 56
57 A.2 - Parte relativa ai principali aggregati di bilancio Di seguito vengono indicati, per i principali aggregati di bilancio, i criteri di iscrizione, classificazione, valutazione e cancellazione. Attività finanziarie detenute per la negoziazione Criteri di iscrizione L iscrizione iniziale avviene alla data di regolamento per i titoli e alla data di sottoscrizione per i derivati. Il valore di iscrizione è pari al costo di acquisto inteso come fair value dello strumento, senza considerare i costi ed i ricavi di transazione imputabili allo strumento stesso. Criteri di classificazione Una attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie detenute per la negoziazione se è: - acquisita principalmente al fine di essere venduta nel breve periodo; - parte di un portafoglio di strumenti finanziari che è gestito congiuntamente e per il quale esiste una strategia volta al conseguimento di profitti nel breve periodo; - un contratto derivato (ad eccezione dei derivati designati di copertura). Si considera come derivato uno strumento finanziario o altro contratto con le seguenti caratteristiche: - il suo valore cambia in relazione alla variazione del tasso di interesse, del prezzo di uno strumento finanziario, del prezzo di una merce, del tasso di cambio di una valuta estera, di un indice di prezzi o tassi, del merito di credito, di indici di credito o di altra variabile prestabilita (c.d. sottostante ); - non richiede un investimento netto iniziale o lo richiede in misura minore rispetto ad altri contratti da cui ci si aspetterebbe una simile oscillazione a cambiamenti di fattori di mercato; - è regolato a data futura. I profitti e le perdite, realizzati e non, sui derivati classificati di negoziazione sono iscritti a conto economico nella Voce 80 Risultato netto dell attività di negoziazione. Un derivato incorporato è una componente di uno strumento ibrido che include anche un contratto primario non derivato, con l effetto che alcuni flussi finanziari dello strumento nel suo complesso variano in maniera similare a quelli del derivato preso a sé stante. Un derivato associato ad uno strumento finanziario, ma contrattualmente trasferibile indipendentemente da quello strumento, o avente controparte diversa da quello dello strumento stesso, non è considerato un derivato incorporato, ma uno strumento finanziario separato. Un derivato incorporato è separato dal contratto primario e contabilizzato come un derivato se: - le caratteristiche economiche ed i rischi del derivato incorporato non sono strettamente correlati a quelle del contratto che lo ospita; - uno strumento separato con le stesse condizioni del derivato incorporato soddisfa la definizione di derivato; - lo strumento ibrido non è valutato al fair value con effetto rilevato a conto economico. Qualora sussista l obbligo di scindere un derivato incorporato dal suo contratto primario, ma non si sia in grado di valutare distintamente il derivato incorporato all acquisizione o ad una data successiva, l intero contratto combinato è trattato come una attività o una passività finanziaria posseduta per la negoziazione. Nei casi in cui i derivati incorporati siano separati, i contratti primari sono contabilizzati secondo la categoria di appartenenza. 57
58 Criteri di valutazione Il portafoglio di negoziazione è valutato al fair value, ad eccezione degli strumenti rappresentativi di capitale che non sono quotati in un mercato attivo, il cui fair value non può essere determinato in modo attendibile e che pertanto sono mantenuti al costo. La determinazione del fair value delle attività o passività di un portafoglio di negoziazione è basata su prezzi rilevati in mercati attivi o su modelli interni di valutazione generalmente utilizzati nella pratica finanziaria. Se il fair value di un attività finanziaria diventa negativo, tale attività è contabilizzata come una passività finanziaria. Gli utili e le perdite realizzati mediante cessione o rimborso, nonché gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle variazioni del fair value del portafoglio di negoziazione, sono iscritti nel conto economico alla voce 80 Risultato netto dell attività di negoziazione. Criteri di cancellazione La cancellazione delle attività finanziarie detenute per la negoziazione avviene nel momento in cui scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari delle attività in oggetto e quando a seguito della cessione sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi e benefici relativi all attività finanziaria medesima. Altri aspetti I titoli concessi a garanzia e i titoli dati a prestito vengono contabilizzati per lo stesso ammontare della garanzia concessa o ricevuta, aumentata degli interessi di competenza; in un operazione di prestito titoli gli stessi non vengono stornati dal bilancio fino a quando non viene verificata l effettiva cessione del sottostante e quindi la perdita del controllo sui titoli stessi. I titoli ricevuti a prestito e quelli ricevuti come garanzia in un operazione di prestito su titoli non vengono registrati in bilancio a meno che il contratto non preveda il controllo su questi titoli. Gli impegni a consegnare titoli venduti e non ancora acquistati (c.d. scoperti tecnici ) sono classificati come passività di negoziazione. Le operazioni pronti contro termine su titoli, in relazione alle quali esiste il contestuale impegno a termine per il cessionario, sono assimilate ai riporti. Pertanto gli ammontari ricevuti ed erogati figurano come debiti e crediti. I proventi degli impieghi, costituiti dalle cedole maturate sui titoli stessi e dal differenziale tra prezzo a pronti e prezzo a termine, sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relative agli interessi. Attività finanziarie disponibili per la vendita Criteri di iscrizione L iscrizione iniziale avviene alla data di regolamento per i titoli. All atto di rilevazione iniziale tali attività sono iscritte al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Criteri di classificazione Le attività finanziarie disponibili per la vendita consistono nelle attività finanziarie non derivate che sono designate come disponibili per la vendita o che non sono classificate come finanziamenti e crediti, investimenti detenuti fino alla scadenza o attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico. In tale voce sono incluse anche le interessenze azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non qualificabili di controllo, collegamento o controllo congiunto. Criteri di valutazione Successivamente alla data di rilevazione iniziale le Attività disponibili per la vendita sono valutate al fair value con rilevazione nel conto economico del valore corrispondente al costo ammortizzato. Fanno eccezione gli investimenti in strumenti di capitale non quotati su mercati attivi per i quali non è possibile misurare il fair value in modo attendibile e i derivati a loro legati, che devono essere regolati attraverso la consegna di tali strumenti, che sono 58
59 valutati al costo ammortizzato. La determinazione del fair value dei titoli è basata su prezzi rilevati in mercati attivi o su modelli interni di valutazione generalmente utilizzati nella pratica finanziaria. I profitti e le perdite che risultano dalle valutazioni al fair value ma che non vengono realizzati, sono registrati in una apposita riserva del patrimonio, al netto del relativo effetto fiscale, fino al momento in cui l attività finanziaria viene ceduta o svalutata. Se un attività finanziaria disponibile per la vendita viene ceduta, i profitti o le perdite fino a quel momento non realizzati e iscritti nel patrimonio netto, sono trasferiti nella voce di conto economico Utile/perdita da cessione di attività finanziarie disponibili per la vendita. Se un attività finanziaria disponibile per la vendita subisce una perdita durevole di valore, la perdita cumulata a seguito di precedenti valutazioni al fair value e iscritta nel patrimonio netto, viene registrata nella voce di conto economico Rettifiche di valore nette per deterioramento delle attività finanziarie disponibili per la vendita. Una perdita durevole di valore viene registrata in presenza di obiettive evidenze di riduzione di valore. Eventuali riprese di valore su investimenti in strumenti azionari classificati come disponibili per la vendita sono contabilizzate in contropartita al patrimonio netto. Eventuali riprese di valore su investimenti in strumenti di debito vengono contabilizzate con contropartita al conto economico solo nel caso in cui tale ripresa può essere correlata oggettivamente a un evento che si verifica dopo che la perdita per riduzione di valore era stata rilevata nel conto economico, nel limite del valore del costo ammortizzato che l attività finanziaria avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. Criteri di cancellazione La cancellazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita avviene nel momento in cui scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari delle attività in oggetto e quando a seguito della cessione sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi e benefici relativi all attività finanziaria medesima. Crediti Criteri di iscrizione La prima iscrizione avviene alla data di erogazione sulla base del relativo fair value comprensivo dei costi di transazione che sono direttamente attribuibili. Nei casi in cui il valore netto di iscrizione del credito sia inferiore al relativo fair value, a causa del minor tasso d interesse applicato rispetto a quello di mercato o a quello normalmente praticato a finanziamenti con caratteristiche similari, la rilevazione iniziale è effettuata per un importo pari all attualizzazione dei futuri flussi di cassa ad un tasso di mercato. L interesse effettivo è il tasso che attualizza il flusso dei pagamenti futuri stimati per la durata attesa del finanziamento in modo da ottenere esattamente il valore contabile netto all atto della rilevazione iniziale, comprensivo sia dei costi di transazione direttamente attribuibili che di tutti i compensi pagati o ricevuti tra i contraenti. Criteri di classificazione I crediti includono gli impieghi erogati a clientela e banche, sia direttamente che tramite acquisto da terzi, che prevedono pagamenti fissi e determinabili, che non sono quotati in un mercato attivo e che non sono classificati dall origine tra le Attività finanziarie disponibili per la vendita. Rientrano in tale voce anche i crediti per le operazioni di pronti contro termine. Criteri di valutazione Successivamente all iscrizione i crediti sono rilevati al costo ammortizzato. Gli utili (perdite) su crediti, ove non coperti, sono rilevati nel conto economico: - quando l attività finanziaria è cancellata, alla voce 100.a) Utili (perdite) da cessione o riacquisto ; - quando l attività finanziaria ha subito una riduzione di valore, alla voce 130.a) Rettifiche di valore nette per deterioramento. 59
60 Gli interessi sui crediti erogati sono iscritti alla voce 10 Interessi attivi e proventi assimilati e sono contabilizzati in base al principio della competenza. Un credito è considerato deteriorato quando si ritiene improbabile il recupero dell intero ammontare, sulla base delle condizioni contrattuali originarie, o ad un valore equivalente. Sono considerati deteriorati i crediti inclusi nelle categorie di rischiosità sofferenze, incagli, ristrutturati e crediti sconfinati da più di 180 giorni, la cui valutazione è effettuata analiticamente, ad eccezione degli incagli operativi di importo inferiore a euro per i quali viene effettuata una valutazione forfetaria, sulla base di serie storico-statistiche. I criteri per la determinazione delle svalutazioni da apportare ai crediti si basano sull attualizzazione dei flussi finanziari attesi per capitale ed interessi, tenendo conto delle eventuali garanzie che assistono le posizioni, nonché di eventuali anticipi ricevuti. Ai fini della determinazione del valore attuale dei flussi, gli elementi fondamentali sono rappresentati dall individuazione degli incassi stimati, delle relative scadenze e del tasso di attualizzazione da applicare. Per la stima degli incassi e delle relative scadenze dei crediti problematici si fa riferimento a piani di rientro concordati con il cliente ove disponibili e, in mancanza, si utilizzano piani di rientro stimati desunti da serie storiche interne e da studi di settore. Queste stime vengono effettuate considerando sia la specifica situazione di solvibilità dei debitori che presentano difficoltà nei pagamenti, sia l eventuale stato di difficoltà nel servizio del debito da parte di singoli comparti merceologici o Paesi di residenza del debitore, tenendo anche conto delle garanzie in essere, delle eventuali quotazioni di mercato e degli andamenti economici negativi riguardanti la categoria di appartenenza del credito. La valutazione dei crediti in bonis (performing) riguarda portafogli di attività per i quali vengono riscontrati elementi oggettivi di perdita a livello collettivo di portafoglio. Ai flussi di cassa stimati delle attività, aggregate in classi omogenee con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, vengono applicate le percentuali di perdita desumibili dalle serie storico-statistiche rilevate dal sistema interno di rating. La svalutazione (impairment) viene determinata come differenza tra il valore di bilancio e l importo ritenuto recuperabile. L accantonamento a fronte di un credito deteriorato è oggetto di ripresa di valore solo a fronte della ragionevole certezza del maggior recupero rispetto al valore rettificato, nel limite massimo del costo ammortizzato. Criteri di cancellazione La cancellazione integrale o parziale di un credito viene registrata rispettivamente quando lo stesso è considerato definitivamente irrecuperabile o sottoposto a procedura concorsuale. L importo delle perdite è rilevato nel conto economico al netto delle svalutazioni precedentemente effettuate. Recuperi di importi precedentemente svalutati sono iscritti in riduzione della voce rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti. Operazioni di copertura Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali variazioni di tasso e di cambio. Le coperture sono suddivisibili nelle seguenti categorie: - copertura del fair value di una determinata attività o passività che ha l obiettivo di preservare il valore corrente di una attività/passività finanziaria a fronte delle variazioni di tasso di interesse; - copertura dei flussi di cassa futuri attribuibili ad una determinata attività o passività, che ha l obiettivo di preservare i flussi di cassa di una attività/passività finanziaria a fronte delle variazioni di tasso di interesse; - copertura degli investimenti denominati in valuta estera. Criteri di iscrizione e valutazione Gli strumenti finanziari derivati di copertura sono inizialmente iscritti e successivamente valutati al fair value e classificati nello stato patrimoniale all interno della voce derivati di copertura. La determinazione del fair value degli strumenti derivati è basata su prezzi desunti da 60
61 mercati regolamentati o forniti da operatori qualificati su modelli di valutazione delle opzioni o su modelli di attualizzazione dei flussi di cassa futuri. Una copertura viene considerata altamente efficace se, sia all inizio che durante la sua vita, i cambiamenti del fair value o dei flussi di cassa dell elemento coperto sono compensati dai cambiamenti del fair value o dei flussi di cassa del derivato di copertura, ossia i risultati effettivi restino all interno di un intervallo compreso fra 80% e 125%. Le operazioni non sono più considerate di copertura se: - la copertura operata tramite il derivato cessa o non è più altamente efficace; - il derivato scade, viene venduto, rescisso o esercitato; - l elemento coperto è venduto, scade o è rimborsato; - viene revocata la definizione di copertura. La parte inefficace della copertura è data dalla differenza fra il cambiamento del fair value dello strumento di copertura e il cambiamento del fair value dell elemento coperto, oppure dalla differenza fra il cambiamento del valore dei flussi di cassa dello strumento di copertura e quello dei flussi di cassa (reali o attesi) dell elemento coperto. Il cambiamento del fair value dello strumento di copertura, nelle coperture di fair value efficaci, è registrato nel conto economico. I cambiamenti nel fair value dell elemento coperto, attribuibili al rischio coperto con lo strumento derivato, sono registrati nel conto economico in contropartita alla variazione del valore contabile dell elemento coperto. Ai fini della determinazione dell efficacia delle coperture vengono effettuati sia test prospettici che retrospettivi. Se la relazione di copertura termina, per ragioni diverse dalla vendita dell elemento coperto, la differenza fra il valore di carico dell elemento coperto nel momento in cui cessa la copertura e quello che sarebbe stato il suo valore di carico se la copertura non fosse mai esistita, viene ammortizzata a conto economico lungo la vita residua della copertura originaria, nel caso di strumenti finanziari fruttiferi di interessi; al contrario se si tratta di strumenti finanziari non fruttiferi di interessi tale differenza viene registrata immediatamente a conto economico. Nel caso in cui l elemento coperto venga venduto o rimborsato la quota del fair value non ammortizzata viene registrata immediatamente a conto economico. Nel caso di copertura di flusso finanziario la porzione dell utile o della perdita sullo strumento di copertura che viene considerata efficace viene iscritta inizialmente a patrimonio netto; mentre la parte che non viene considerata efficace viene registrata a conto economico. Quando i flussi finanziari oggetto di copertura si manifestano e vengono registrati nel conto economico, il relativo profitto o la relativa perdita sullo strumento di copertura viene trasferito dal patrimonio netto alla corrispondente voce di conto economico. Se la copertura dei flussi finanziari per una transazione futura non è più considerata efficace oppure la relazione di copertura è terminata, il totale dei profitti o perdite su quello strumento di copertura che era stato registrato a patrimonio netto viene registrato nel conto economico nel momento in cui la transazione ha luogo. Partecipazioni Criteri di iscrizione e valutazione La voce include le partecipazioni in società direttamente controllate e/o collegate iscritte in bilancio secondo il metodo del costo. Le partecipazioni di minoranza detenute dalla Banca sono incluse nella voce Attività finanziarie disponibili per la vendita il cui trattamento contabile è stato in precedenza descritto. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell investimento. Nel caso in cui il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza, se ritenuta di natura durevole è rilevata a conto economico. Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel limite del costo storico di acquisto. 61
62 Criteri di cancellazione Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi. Attività materiali Criteri di iscrizione e classificazione La voce include immobili strumentali, investimenti immobiliari, spese per migliorie su beni di terzi aventi una autonoma funzionalità, impianti, altre macchine e attrezzature. Si definiscono immobili strumentali, quelli posseduti per la fornitura di servizi o per fini amministrativi mentre si definiscono investimenti immobiliari, quelli posseduti per riscuotere canoni di locazione e/o detenuti per l apprezzamento del capitale investito. L iscrizione iniziale avviene al costo, comprensivo di tutti i costi direttamente imputabili alla messa in funzione del bene. I terreni relativi alle unità immobiliari di proprietà, sono contabilizzati separatamente dal fabbricato, in quanto, di norma, hanno una vita illimitata e pertanto non sono ammortizzabili, mentre i fabbricati avendo una vita limitata sono ammortizzati. Le migliorie e le spese incrementative su beni di terzi, dalle quali ci si attendono benefici economici futuri, sono iscritte: - nella voce 110 Attività materiali se dotate di autonoma identificabilità e separabilità e, ad incremento delle attività cui si riferiscono se utilizzate in forza di un contratto di leasing finanziario; - nella voce 150 Altre attività qualora riferite a beni utilizzati per effetto di un contratto di locazione. Criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale le attività materiali sono valutate al costo al netto degli ammortamenti e delle eventuali svalutazioni per perdite durevoli di valore; tali beni vengono ammortizzati in ogni esercizio in quote costanti in relazione alla vita utile residua. Le migliorie e le spese incrementative sono ammortizzate: - se dotate di autonoma identificabilità e separabilità, secondo la vita utile presunta come sopra descritta; - se non dotate di autonoma identificabilità e separabilità, nel caso di beni utilizzati in forza di un contratto di locazione, secondo il periodo più breve tra quello in cui le migliorie e le spese possono essere utilizzate e quello di durata residua della locazione ovvero, nel caso di beni utilizzati in forza di un contratto di leasing finanziario, secondo la vita utile attesa dell attività cui si riferiscono. L ammortamento delle migliorie e delle spese incrementative su beni di terzi rilevate alla voce 150 Altre Attività è iscritto alla voce 190 Altri oneri/proventi di gestione. Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, se esiste qualche indicazione che dimostri che un attività possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero, pari al minore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico. Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore. Criteri di cancellazione Un immobilizzazione materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri. 62
63 Attività immateriali Criteri di iscrizione e classificazione Le attività immateriali sono essenzialmente rappresentate da software e avviamento. L avviamento è rappresentato dalla differenza, quando positiva, tra il costo d acquisizione sostenuto e il fair value, alla data di acquisto, dei beni e degli altri elementi patrimoniali acquisiti. Le operazioni di aggregazione realizzate con società controllate o appartenenti allo stesso gruppo sono contabilizzate in coerenza al riscontro della significativa sostanza economica delle stesse. In applicazione di tale principio, l avviamento derivante da tali operazioni, è iscritto: - a voce 120 dell attivo di stato patrimoniale nell ipotesi di riscontro della significativa sostanza economica; - a deduzione del patrimonio netto in caso contrario. Criteri di valutazione Le attività immateriali rappresentate da software sono iscritte al costo, al netto degli ammortamenti effettuati e delle perdite durevoli di valore. L ammortamento è effettuato sulla base della stima della vita utile residua. Alla chiusura di ogni periodo la vita residua viene sottoposta a valutazione per verificarne l adeguatezza. L avviamento non è soggetto ad ammortamento, ma viene sottoposto alla verifica della riduzione di valore (impairment test) almeno una volta all anno, generalmente in sede di redazione del bilancio annuale e comunque al verificarsi di eventi che inducano a ritenere che l attività abbia subito una riduzione di valore. Le eventuali rettifiche di valore apportate all avviamento, anche qualora in esercizi successivi ne venissero meno i motivi che le hanno originate, non possono essere ripristinate. La verifica dell impairment dell avviamento iscritto in bilancio al 31 dicembre 2007 è stato effettuato definendone il valore d uso e confrontandolo con il relativo valore contabile. L avviamento è stato calcolato sul valore complessivo (ramo d attività), quale unità generatrice di flussi finanziari. La stima del valore d uso è stata effettuata in base all attualizzazione dei flussi reddituali, determinati tenendo conto dei seguenti fattori: - il più recente budget e piano triennale formulato e approvato dal Consiglio di Amministrazione. Le proiezioni del piano partono dall esercizio 2008 (per il quale si è tenuto conto del budget 2008 approvato dal Consiglio di Amministrazione) e si estendono per un periodo di ulteriori due anni di previsione esplicita; - un saggio di crescita oltre il periodo di previsione esplicita stabile e tale da non superare i saggi di crescita di lungo termine dell intero settore bancario come anche indicato dai principali analisti di mercato finanziario. Il saggio di crescita utilizzato è pari al 2,2%; - un tasso di attualizzazione pari alla media dei tassi di sconto utilizzati dagli analisti di mercato finanziario che seguono il titolo UBI e che esplicitano il tasso utilizzato per la stima delle attività nel settore bancario. Il tasso al netto delle imposte (c.d. tasso post-tax) che è stato utilizzato è pari al 8,90. L analisi compiuta ha permesso di riscontrare l assenza di perdite durevoli di valore (c.d.impairment losses) dell avviamento iscritto in bilancio. Inoltre, non si evidenziano cambiamenti ragionevolmente possibili agli assunti di base su cui la direzione aziendale ha fondato la determinazione del valore recuperabile dell avviamento che possano alterare le risultanze dell analisi determinando un valore recuperabile inferiore al valore contabile. Criteri di cancellazione Un immobilizzazione immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall uso. 63
64 Attività non correnti in via di dismissione Sono definite attività non correnti in via di dismissione, le attività il cui valore contabile sarà recuperato mediante vendita e non con l utilizzo delle stesse nell attività aziendale. Tali attività sono esposte separatamente e valutate al minore tra il loro valore contabile e il fair value al netto dei costi di vendita. Nel passivo sono esposte eventuali passività associate. Il processo di ammortamento viene interrotto nel momento della classificazione delle attività come destinata alla vendita. Il saldo positivo o negativo dei proventi e degli oneri (dividendi, interessi, etc) nonché delle valutazioni di tali attività/passività, al netto della relativa fiscalità corrente e differita, è rilevato alla voce 280 Utile (perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte di conto economico. Debiti, titoli in circolazione e passività subordinate Criteri di iscrizione I debiti e i titoli in circolazione sono inizialmente iscritti al fair value incrementato dei costi sostenuti per l emissione. Criteri di valutazione La valutazione successiva è al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso d interesse effettivo per distribuire tali costi lungo la vita del debito, se di durata superiore a 12 mesi. Sono considerati strutturati gli strumenti di debito composti collegati a strumenti azionari, valute estere, strumenti di credito o indici. Il derivato incorporato è separato dal contratto ospite e rappresenta un derivato a sé stante qualora i criteri per la separazione sono rispettati. In quest ultimo caso il contratto ospite è iscritto al costo ammortizzato. Se lo strumento strutturato o il derivato incorporato sono regolati in denaro o il possessore dello strumento ibrido ha il diritto di richiedere il regolamento in denaro, allora il derivato separato è considerato come uno strumento di negoziazione e le variazioni del fair value sono iscritte nel conto economico. I riacquisti di obbligazioni proprie sono considerati estinzione del debito. Gli utili o le perdite derivanti dall estinzione sono registrate se il prezzo di riacquisto dell obbligazione è più basso o più alto del suo valore contabile. La vendita successiva di obbligazioni proprie sul mercato è considerata come una nuova emissione del debito. Il costo per interessi su strumenti di debito è classificato tra gli interessi su debiti rappresentati da titoli emessi. Passività finanziarie di negoziazione Criteri di iscrizione e valutazione In tale voce vengono tra l altro classificati gli scoperti tecnici su titoli e le emissioni di obbligazioni strutturate con derivati non scorporabili, nonché il valore negativo dei contratti derivati di trading valutati al fair value. Fiscalità corrente e differita Le imposte sul reddito sono calcolate nel rispetto della vigente legislazione fiscale. L onere (provento) fiscale è l importo complessivo delle imposte correnti e differite incluso nella determinazione del risultato dell esercizio. Le imposte correnti corrispondono all importo delle imposte sul reddito dovute (recuperabili) riferibili al reddito imponibile (perdita fiscale) di un esercizio. Le passività fiscali differite corrispondono agli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili. Le attività fiscali differite corrispondono agli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri e sono riferibili a: - differenze temporanee deducibili; - riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; 64
65 - riporto a nuovo di crediti d imposta non utilizzati. Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un attività o di una passività registrato nello stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali e possono essere: - differenze temporanee imponibili, cioè differenze temporanee che nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell attività o della passività sarà realizzato o estinto; - differenze temporanee deducibili, cioè differenze temporanee che nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell attività o della passività sarà realizzato o estinto. Il valore fiscale di un attività o di una passività è il valore attribuito a quella attività o passività secondo la normativa fiscale vigente. Una passività fiscale differita viene rilevata per tutte le differenze temporanee imponibili secondo le disposizioni dello IAS 12. Un attività fiscale differita viene rilevata per tutte le differenze temporanee deducibili secondo le disposizioni dello IAS 12 solo se è probabile che sarà realizzato un reddito imponibile a fronte del quale potrà essere utilizzata la differenza temporanea deducibile. Le attività e le passività fiscali per imposte differite attive e passive sono calcolate utilizzando l aliquota fiscale in vigore nei periodi in cui l attività sarà realizzata o la passività sarà estinta. Le imposte correnti e differite sono registrate a conto economico ad eccezione di quelle relative a utili o perdite su attività finanziarie disponibili per la vendita, e a quelle relative alla variazione degli utili e perdite attuariali su fondi a prestazione definita, che vengono registrati, al netto delle imposte, direttamente nel patrimonio netto. Non sono state calcolate le imposte differite sulle riserve in sospensione di imposta in quanto non si ritiene che dette riserve verranno distribuite. Fondi per rischi ed oneri I fondi per rischi e oneri riguardano costi e oneri di natura determinata e di esistenza certa o probabile che alla data di chiusura dell esercizio sono indeterminati nell ammontare o nella data di sopravvenienza. L accantonamento tra i fondi per rischi ed oneri è effettuato esclusivamente quando: - esiste un obbligazione attuale (legale o implicita) quale risultato di un evento passato; - è probabile che l adempimento di tale obbligazione sarà oneroso; - può essere effettuata una stima attendibile dell ammontare dell obbligazione. L importo di un accantonamento è rappresentato dal valore attuale degli oneri che si suppone verranno sostenuti per estinguere l obbligazione. Il tasso utilizzato per l attualizzazione è un tasso corrente di mercato. Fondo TFR e Fondi a prestazione definita Criteri di iscrizione Il Trattamento di Fine Rapporto iscritto in bilancio è considerato quale progaramma a benefici definiti e richiede come tale la determinazione del valore dell obbligazione sulla base di ipotesi attuariali e l assoggettamento ad attualizzazione in quanto il debito può essere estinto significativamente dopo che i dipendenti hanno prestato l attività lavorativa relativa. L importo contabilizzato come passività è pari a: - il valore attuale dell obbligazione a benefici definiti alla data di riferimento del bilancio; - più eventuali utili attuariali (meno eventuali perdite attuariali) contabilizzati in apposita riserva di patrimonio netto; - meno gli eventuali costi previdenziali relativi alle prestazioni di lavoro passate non ancora rilevate; - meno il fair value alla data di riferimento del bilancio delle eventuali attività poste a servizio del piano. 65
66 Altre informazioni Altre attività La voce altre attività (150) comprende le attività non riconducibili nelle altre voci dell attivo di stato patrimoniale. In particolare comprende le spese per migliorie su beni di terzi, consistenti essenzialmente nelle spese di ristrutturazione di locali in affitto, il cui ammortamento è calcolato per una durata massima pari a quella del contratto stipulato con il locatore. Attività e passività in valuta Le attività e passività in valuta sono contabilizzate al momento del regolamento delle operazioni relative. Rilevazione iniziale Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell operazione. Rilevazioni successive Ad ogni chiusura di periodo, le poste in valuta estera vengono valorizzate come segue: le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura; le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell operazione; le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura. Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono. Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio. Criterio di riconoscimento delle componenti reddituali Oltre a quanto descritto in precedenza, si evidenzia che i ricavi sono riconosciuti quando sono percepiti o comunque quando è probabile che saranno ricevuti i benefici futuri e tali benefici possono essere quantificabili in modo attendibile. In particolare: - gli interessi sui crediti verso la clientela e banche sono classificati negli interessi attivi e proventi assimilati derivanti da crediti verso banche e clientela e sono iscritti in base al principio della competenza temporale. Gli interessi di mora sono contabilizzati per competenza e svalutati per la quota parte che non si ritiene di recuperare; - i dividendi sono rilevati a conto economico nel momento in cui ne viene deliberata la distribuzione; - le commissioni e gli interessi ricevuti o pagati relativi agli strumenti finanziari vengono contabilizzati secondo il criterio della competenza; - i ricavi derivanti dall intermediazione di strumenti finanziari di negoziazione, determinati dalla differenza tra il prezzo della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti al conto economico in sede di rilevazione dell operazione se il fair value è determinabile con riferimento a parametri o transazioni recenti osservabili sullo stesso mercato nel quale lo strumento è negoziato. I proventi relativi a strumenti finanziari per i quali la suddetta misurazione non è possibile affluiscono al conto economico lungo la durata dell operazione. 66
67 Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale ATTIVO Sezione 1 Cassa e disponibilità liquide - Voce Cassa e disponibilità liquide: composizione 31/12/ /12/2006 a) Cassa b) Depositi liberi presso Banche Centrali - - Totale
68 Sezione 2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Voce Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica Voci / Valori 31/12/ /12/2006 Quotati Non quotati Quotati Non quotati A. Attività per cassa 1. Titoli di debito Titoli strutturati Altri titoli di debito Titoli di capitale Quote di O.I.C.R Finanziamenti Pronti contro termine attivi Altri Attività deteriorate Attività cedute non cancellate Totale A B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari di negoziazione connessi con la fair value option altri Derivati creditizi di negoziazione connessi con la fair value option altri Totale B Totale (A+B)
69 2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti Voci / Valori 31/12/ /12/2006 A. ATTIVITA' PER CASSA 1.Titoli di debito a) Governi e Banche Centrali b) Altri enti pubblici - - c) Banche d) Altri emittenti Titoli di capitale a) Banche b) Altri emittenti: imprese di assicurazione società finanziarie imprese non finanziarie altri Quote di O.I.C.R Finanziamenti - - a) Governi e Banche Centrali - - b) Altri enti pubblici - - c) Banche - - d) Altri soggetti Attività deteriorate - - a) Governi e Banche Centrali - - b) Altri enti pubblici - - c) Banche - - d) Altri soggetti Attività cedute non cancellate - - a) Governi e Banche Centrali - - b) Altri enti pubblici - - c) Banche - - d) Altri emittenti - - Totale (A) B. STRUMENTI DERIVATI a) Banche b) Clientela Totale (B) Totale (A+B)
70 2.3 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: strumenti derivati Tipologie derivati/ Attività sottostanti Tassi di interesse Valute e oro Titoli di capitale Crediti Altro 31/12/ /12/2006 A) Derivati quotati 1. Derivati finanziari: Con scambio di capitale - Opzioni acquistate Altri derivati Senza scambio di capitale - opzioni acquistate Altri derivati Derivati creditizi: Con scambio di capitale Senza scambio di capitale Totale A B) Derivati non quotati 1. Derivati finanziari: Con scambio di capitale Opzioni acquistate Altri derivati Senza scambio di capitale Opzioni acquistate Altri derivati Derivati creditizi: Con scambio di capitale Senza scambio di capitale Totale B Totale A+B Attività finanziarie per cassa detenute per le negoziazione diverse da quelle cedute e non cancellate e da quelle deteriorate: variazioni annue Titoli di debito Titoli di capitale Quote di O.I.C.R. Finanziamenti Totale A. Esistenze iniziali B. Aumenti B.1 Acquisti B.2 Variazioni positive di fair value B.3 Altre variazioni C. Diminuzioni ( ) (1.437) - - ( ) C.1 Vendite ( ) (1.425) - - ( ) C.2 Rimborsi (1.520) (1.520) C.3 Variazioni negative di fair value (95) (7) - - (102) C.4 Altre variazioni - (5) - - (5) D. Rimanenze finali
71 Sezione 4 Attività finanziarie disponibili per la vendita - Voce Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica Voci/Valori 31/12/ /12/2006 Quotati Non quotati Quotati Non quotati 1. Titoli di debito Titoli strutturati Altri titoli di debito Titoli di capitale valutati al fair value valutati al costo Quote di O.I.C.R Finanziamenti Attività deteriorate Attività cedute non cancellate Totale Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori/emittenti Voci / Valori 31/12/ /12/ Titoli di debito a) Governi e Banche Centrali - - b) Altri enti pubblici - - c) Banche - - d) Altri emittenti Titoli di capitale a) Banche b) Altri emittenti: imprese di assicurazione società finanziarie imprese non finanziarie altri Quote di O.I.C.R Finanziamenti a) Governi e Banche Centrali - - b) Altri enti pubblici - - c) Banche - - d) Altri soggetti Attività deteriorate - - a) Governi e Banche Centrali - - b) Altri enti pubblici - - c) Banche - - d) Altri soggetti Attività cedute non cancellate - - a) Governi e Banche Centrali - - b) Altri enti pubblici - - c) Banche - - d) Altri soggetti - - Totale
72 4.3 Attività finanziarie disponibili per la vendita: attività coperte Non sono presenti attività finanziarie disponibili per la vendita coperte. 4.4 Attività finanziarie disponibili per la vendita: attività oggetto di copertura specifica Non sono presenti attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica 4.5 Attività finanziarie disponibili per la vendita diverse da quelle cedute e non cancellate e da quelle deteriorate: variazioni annue Titoli di debito Titoli di capitale Quote di O.I.C.R. Finanziamenti Totale A. Esistenze iniziali B. Aumenti B.1 Acquisti B.2 Variazioni positive di FV B.3 Riprese di valore imputate al conto economico - X imputate al patrimonio netto B.4 Trasferimenti da altri portafogli B.5 Altre variazioni C. Diminuzioni (13.035) (359) (82) - (13.476) C.1 Vendite - (320) - - (320) C.2 Rimborsi (13.035) - (78) - (13.113) C.3 Variazioni negative di FV - (39) (4) - (43) C.4 Svalutazioni da deterioramento imputate al conto economico imputate al patrimonio netto C.5 Trasferimenti ad altri portafogli C.6 Altre variazioni D. Rimanenze finali
73 Sezione 6 Crediti verso banche - Voce Crediti verso banche: composizione merceologica Tipologia operazioni/valori 31/12/ /12/2006 A. Crediti verso Banche Centrali 1. Depositi vincolati Riserva obbligatoria Pronti contro termine attivi Altri - - B. Crediti verso banche 1. Conti correnti e depositi liberi Depositi vincolati Altri finanziamenti Pronti contro termine attivi locazione finanziaria altri Titoli di debito: Titoli strutturati Altri titoli di debito Attività deteriorate Attività cedute non cancellate Totale (valore di bilancio) Totale (fair value) Crediti verso banche: attività oggetto di copertura specifica Non sono presenti crediti verso banche oggetto di copertura specifica. 6.3 Locazione finanziaria Non sono state poste in essere locazioni finanziarie con banche. 73
74 Sezione 7 Crediti verso clientela - Voce Crediti verso clientela: composizione merceologica Tipologia operazioni/valori 31/12/ /12/ Conti Correnti Pronti contro termine attivi Mutui Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto Locazione finanziaria Factoring Altre operazioni Titoli di debito strutturati altri Attività deteriorate Attività cedute non cancellate - - Totale (valore di bilancio) Totale (fair value) La voce altre operazioni comprende principalmente anticipi su effetti e documenti sbf, finanziamenti import export ed altre sovvenzioni non regolate in c/c a clientela. 74
75 7.2 Crediti verso clientela: composizione per debitori/emittenti Tipologia operazioni / Valori 31/12/ /12/ Titoli di debito - - a) Governi - - b) Altri Enti pubblici - - c) Altri emittenti imprese non finanziarie imprese finanziarie assicurazioni altri Finanziamenti verso: a) Governi b) Altri Enti pubblici c) Altri soggetti imprese non finanziarie imprese finanziarie assicurazioni altri Attività deteriorate: a) Governi 33 - b) Altri Enti pubblici - - c) Altri soggetti imprese non finanziarie imprese finanziarie assicurazioni altri Attività cedute non cancellate: - - a) Governi - - b) Altri Enti pubblici - - c) Altri soggetti imprese non finanziarie imprese finanziarie assicurazioni altri - - Totale Crediti verso clientela: attività oggetto di copertura specifica Tipologia operazioni/valori 31/12/ /12/ Crediti oggetto di copertura specifica del fair value: a) rischio di tasso di interesse b) rischio di cambio - - c) rischio di credito - - d) più rischi Crediti oggetto di copertura specifica dei flussi finanziari: a) rischio di tasso di interesse - - b) rischio di cambio - - c) altro - - Totale Locazione finanziaria Non sono state poste in essere locazioni finanziarie con clientela. 75
76 Sezione 8 Derivati di copertura - Voce Derivati di copertura: composizione per tipologia di contratti e di attività sottostanti Tipologia derivati / Attività sottostanti Tassi di interesse Valute e oro Titoli di capitale Crediti Altro 31/12/2007 a) Derivati quotati 1) Derivati finanziari: Con scambio di capitale Opzioni acquistate Altri derivati Senza scambio di capitale Opzioni acquistate Altri derivati ) Derivati creditizi: Con scambio di capitale Senza scambio di capitale Totale A B) Derivati non quotati 1) Derivati finanziari: Con scambio di capitale Opzioni acquistate Altri derivati Senza scambio di capitale Opzioni acquistate Altri derivati ) Derivati creditizi: Con scambio di capitale Senza scambio di capitale Totale B Totale (A+B)( 31/12/2007) Totale (A+B)( 31/12/2006)
77 8.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura Operazioni / Tipo di copertura Specifica Fair Value Rischio di tasso Rischio di cambio Rischio di credito Rischio di prezzo Più rischi Flussi Finanziari Generica Specifica Generica 1. Attività finanziarie disponibili per la vendita X - X 2. Crediti X - X - X 3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza X - - X - X - X 4. Portafoglio X X X X X - X - Totale Attività Passività finanziarie X - X - X 2. Portafoglio X X X X X - X - Totale Passività X
78 Sezione 10 Le partecipazioni - Voce Partecipazioni in società controllate, controllate in modo congiunto o sottoposte ad influenza notevole: informazioni sui rapporti partecipativi Denominazioni Sede Quota di partecipazione % A. Imprese controllate in via esclusiva Banco di San Giorgio SpA Genova 56,33 GESERI SPA in Liquidazione Cuneo 95 B. Imprese controllate in modo congiunto C. imprese sottoposte ad influenza notevole 78
79 10.2 Partecipazioni in società controllate, controllate in modo congiunto o sottoposte ad influenza notevole: informazioni contabili Denominazioni Totale attivo Ricavi totali (*) Utile (perdita) Patrimonio netto (**) Valore di bilancio A. Imprese controllate in via esclusiva Banco di San Giorgio SpA GESERI SpA in Liquidazione 37 (17) (36) (220) - B. imprese controllate in modo congiunto C. Imprese sottoposte ad influenza notevole Totale (*) Gli importi rappresentano il margine d'intermediazione. (**) Il patrimonio netto comprende l'utile risultante dai progetti di Bilancio dell'esercizio Partecipazioni: variazioni annue Causali / Categorie Gruppo bancario Altre imprese Totale Totale A. Esistenze iniziali B. Aumenti Op. da aggregazioni aziendali B.1 Acquisti B.2 Riprese di valore - - B.3 Rivalutazioni - - B.4 Altre variazioni C. Diminuzioni C.1 Vendite C.2 Rettifiche di valore - - C.3 Altre variazioni D. Rimanenze finali E. Rivalutazioni totali (20.650) F. Rettifiche totali - 79
80 Sezione 11 Attività materiali - Voce Attività materiali: composizione delle attività valutate al costo Attività/valori 31/12/ /12/2006 A. Attività ad uso funzionale 1.1 di proprietà a) terreni b) fabbricati c) mobili d) impianti elettronici e) altre acquisite in locazione finanziaria - - a) terreni - - b) fabbricati - - c) mobili - - d) impianti elettronici - - e) altre - - Totale A B. Attività detenute a scopo di investimento 2.1 di proprietà - - a) terreni - - b) fabbricati acquisite in locazione finanziaria - - a) terreni - - b) fabbricati - - Totale B - - Totale (A+B)
81 11.3 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue Terreni Fabbricati Mobili Impianti elettronici Altre Totale A. Esistenze iniziali lorde A.1 Riduzioni di valore totali nette (36.281) (44.922) (14.987) (19.640) (29.383) ( ) A.2 Esistenze iniziali nette B. Aumenti B.1 Acquisti B.2 Spese per migliorie capitalizzate B.3 Riprese di valore B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico B.5 Differenze positive di cambio B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento B.7 Altre variazioni C. Diminuzioni (650) (30.257) (862) (1.940) (2.600) (36.309) C.1 Vendite (650) (150) - (1) - (801) C.2 Ammortamenti - (2.112) (845) (1.844) (2.593) (7.394) C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: a) patrimonio netto b) conto economico C.5 Differenze negative di cambio C.6 Trasferimenti a: a) attività materiali detenute a scopo di investimento b) attività in via di dismissione C.7 Altre variazioni - (27.995) (17) (95) (7) (28.114) D. Rimanenze finali nette D.1 Riduzioni di valore totali nette (53.439) (29.507) (15.831) (21.481) (31.952) ( ) D.2 Rimanenze finali lorde E. Valutazione al costo Le altre variazioni recepiscono lo scorporo dei terreni relativi ai fabbricati non cielo-terra. 81
82 Gli ammortamenti sono calcolati sulla base della vita utile stimata del bene a partire dalla data di entrata in funzione. La vita utile stimata in mesi per le principali classi di cespiti è sotto riportata Descrizione Ammortamento Vita utile Terreni relativi ad immobili NO Non ammortizzati Immobili SI Sulla base di perizia Impianti di sollevamento e pesatura SI 160 mesi Costruzioni leggere e scaffalature SI 120 mesi Mobili e arredi diversi SI 120 mesi Mobili e macchine ordinarie d'ufficio SI 100 mesi Mezzi forti e blindature prefabbricate SI 80 mesi Macchinari, apparecchi e attrezzature varie SI 80 mesi Impianti antincendio SI 80 mesi Macchinari vari, mobili ed arredi SI 80 mesi Apparecchiature Cead-ATM SI 60 mesi Banconi blindati o con cristalli blindati SI 60 mesi Attrezzaatura mensa SI 48 mesi Impianti interni speciali di comunicazione SI 48 mesi Impianti di allarme SI 40 mesi Macchine Ufficio elettriche-elettroniche SI 30 mesi Autoveicoli da trasporto SI 30 mesi 11.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue Non si evidenziano attività materiali detenute a scopo di investimento Impegni per acquisto di attività materiali (IAS 16/74.c) Non sono presenti impegni per acquisti di attività materiali. 82
83 Sezione 12 Attività immateriali - Voce Attività immateriali: composizione per tipologia di attività Attività/Valori 31/12/ /12/2006 Durata limitata Durata illimitata Durata limitata Durata illimitata A.1 Avviamento X X A.2 Altre attività immateriali A.2.1 Attività valutate al costo a) Attività immateriali generate internamente b) Altre attività A.2.2 Attività valutate al fair value a) Attività immateriali generate internamente b) Altre attività Totale Le altre attività immateriali con durata limitata rappresentano il software della filiale estera che viene ammortizzata in 60 mesi. 83
84 12.2 Attività immateriali: variazioni annue Avviamento Altre attività immateriali: generate internamente Altre attività immateriali: altre Durata limitata Durata illimitata Durata limitata Durata illimitata 31/12/2007 A Esistenze iniziali A.1 Riduzioni di valore totali nette (1.498) - - (313) - (1.811) A.2 Esistenze iniziali nette B. Aumenti B.1 Acquisti B.2 Incrementi di attività immateriali interne X B.3 Riprese di valore X B.4 Variazioni positive di fair value a patrimonio netto X a conto economico X B.5 Differenze di cambio positive B.6 Altre variazioni C. Diminuzioni (114) - (114) C.1 Vendite C.2 Rettifiche di valore (114) - (114) - Ammortamenti X - - (114) - (114) - Svalutazioni a patrimonio netto X a conto economico C.3 Variazioni negative di fair value a patrimonio netto X a conto economico X C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di dismissione C.5 Differenze di cambio negative C.6 Altre variazioni D. Rimanenze finali nette D.1 Rettifiche di valore totali nette (1.498) - - (427) - (1.925) E. Rimanenze finali lorde F. Valutazione al costo
85 12.3 Altre informazioni Si forniscono le seguenti ulteriori informazioni: a) non vi sono impedimenti alla distribuzione agli azionisti delle plusvalenze relative alle attività immateriali rivalutate; b) non vi sono attività immateriali acquisite per concessione governativa; c) non vi sono attività immateriali costituite a garanzia di propri debiti; d) non vi sono impegni per l acquisto di attività immateriali; e) non vi sono attività immateriali oggetto di operazioni di locazione. 85
86 Sezione 13 Le attività fiscali e le passività fiscali - Voce 130 dell attivo e Voce 80 del passivo Attività per imposte anticipate: composizione Totale Totale Ammontare delle differenze temporanee Effetto fiscale (aliquota IRES 27,5%, 4,8176 IRAP) Ammontare delle differenze temporanee Effetto fiscale (aliquota IRES 33%, 5,20 IRAP) Imposte anticipate con contropartita a conto economico Crediti Strumenti finanziari Attività materiali Fondi per rischi ed oneri Costi del Personale Rettifiche di valore su oneri pluriennali Spese di rappresentanza Operazioni straordinarie Rettifiche di valore su partecipazioni e titoli disponibili per la vendita Altre minori Imposte anticipate con contropartita a patrimonio netto Costi del Personale Avviamento Altre minori Totale imposte anticipate iscritte Differenze temporanee escluse dalla determinazione delle imposte anticipate Totale imposte anticipate iscrivibili Passività per imposte differite: composizione Totale Totale Ammontare delle differenze temporanee Effetto fiscale (aliquota IRES 27,5%, 4,8176 IRAP) Ammontare delle differenze temporanee Effetto fiscale (aliquota IRES 33%, 5,20 IRAP) Imposte differite con contropartita a conto economico Attività materiali in leasing Strumenti finanziari Attività materiali Avviamento Fondi rischi su crediti Plusvalenze rateizzate Costi del Personale Neutralità fiscale Altre minori Imposte differite con contropartita a patrimonio netto Valutazione titoli disponibili per la vendita Costi del personale Totale imposte differite iscritte Differenze temporanee escluse dalla determinazione delle imposte differite Totale imposte differite iscrivibili
87 13.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico) 31/12/ /12/ Importo iniziale Aumenti Imposte anticipate rilevate nell'esercizio a) relative a precedenti esercizi b) dovute al mutamento dei criteri contabili - - c) riprese di valore - - d) altre Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali Altri aumenti Operazioni di aggregazione aziendale Diminuzioni (15.348) (13.473) 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio (10.835) (13.473) a) rigiri (10.835) (13.473) b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - - c) mutamento dei criteri contabili Riduzione di aliquote fiscali (3.388) Altre riduzioni (1.125) - 4. Importo finale Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico) 31/12/ /12/ Importo iniziale Aumenti Imposte differite rilevate nell'esercizio a) relative a precedenti esercizi b) dovute al mutamento di criteri contabili - - c) altre Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali Altri aumenti Operazioni di aggregazione aziendale Diminuzioni (10.516) (11.150) 3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio (3.843) (10.769) a) rigiri (3.843) (10.769) b) dovute al mutamento di criteri contabili - - c) altre Riduzione di alituote fiscali (3.240) Altre diminuzioni (3.433) (381) 4. Importo finale
88 13.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto) 31/12/ /12/ Importo iniziale Aumenti Imposte anticipate rilevate nell'esercizio a) relative a precedenti esercizi - - b) dovute al mutamento di criteri contabili - - c) altre Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali Altri aumenti Operazioni di aggregazione aziendale Diminuzioni (744) (1.471) 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio (258) (1.471) a) rigiri (258) (1.471) b) dovute al mutamento di criteri contabili - - c) altre Riduzione di aliquote fiscali (486) Altre diminuzioni Importo finale Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto) 31/12/ /12/ Importo iniziale Aumenti Imposte differite rilevate nell'esercizio a) relative a precedenti esercizi b) dovute al mutamento dei criteri contabili - - c) altre Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali Altri aumenti Operazioni di aggregazione aziendale Diminuzioni (286) Imposte differite annullate nell'esercizio - - a) rigiri - - b) dovute al mutamento dei criteri contabili - - c) altre Riduzione di aliquote fiscali (286) Altre diminuzioni Importo finale
89 13.7 Altre informazioni Totale Totale Acconti versati al Fisco Credito d'imposta Ritenute alla fonte
90 Sezione 14 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 140 dell attivo e Voce 90 del passivo Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività 31/12/ /12/2006 A. Singole attività A.1 Partecipazioni - - A.2 Attività materiali A.3 Attività immateriali - - A.4 Altre attività non correnti - - Totale A B. Gruppi di attività (unità operative dismesse) B.1 Attività finanziarie detenute per la negoziaizone - - B.2 Attività finanziarie valutate al fair value - - B.3 Attività finanziarie disponibili per la vendita - - B.4 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - B.5 Crediti verso banche - - B.6 Crediti verso clientela - - B.7 Partecipazioni - - B.8 Attività materiali - - B.9 Attività immateriali - - B.10 Altre attività - - Totale B - - C. Passività associate ad attività non correnti in via di dismissione C.1 Debiti - - C.2 Titoli - - C.3 Altre passività - - Totale C - - D. Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione D.1 Debiti verso banche - - D.2 Debiti verso clientela - - D.3 Titoli in circolazione - - D.4 Passività finanziarie di negoziazione - - D.5 Passività finanziarie al fair value - - D.6 Fondi - - D.7 Altre passività - - Totale D Altre informazioni Le attività materiali riclassificate ad attività in via di dismissione sono relative ad un garage in Pavia, Via L. il Moro. 90
91 Sezione 15 Altre attività - Voce Altre attività: composizione 31/12/ /12/2006 Migliorie su immobili di terzi Partite viaggianti Competenze da incassare Scarti valuta su operazioni in cambi e portafoglio Assegni tratti su terzi Partite in corso di lavorazione Altre partite TOTALE
92 PASSIVO Sezione 1 Debiti verso banche - Voce Debiti verso banche: composizione merceologica Tipologia operazioni/valori 31/12/ /12/ Debiti verso banche centrali Debiti verso banche Conti correnti e depositi liberi Depositi vincolati Finanziamenti locazione finanziaria altri Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali Passività a fronte di attività cedute non cancellate dal bilancio pronti contro termine passivi Altre Altri debiti Totale (valore di bilancio) Totale (fair value ) La voce altri debiti rappresenta i debiti di funzionamento. 1.2 Dettaglio della voce 10 Debiti verso banche : debiti subordinati Non sono presenti debiti subordinati verso banche. 1.3 Dettaglio della voce 10 Debiti verso banche : debiti strutturati Non sono presenti debiti strutturati verso banche. 1.4 Debiti verso banche: debiti oggetto di copertura specifica Non sono presenti debiti oggetto di copertura specifica verso banche. 1.5 Debiti per locazione finanziaria Non sono presenti debiti per locazione finanziaria verso banche. 92
93 Sezione 2 Debiti verso clientela - Voce Debiti verso clientela: composizione merceologica Tipologia operazioni /Valori 31/12/ /12/ Conti correnti e depositi liberi Depositi vincolati Fondi di terzi in amministrazione Finanziamenti Locazione finanziaria Altri Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali Passività a fronte di attività cedute non cancellate dal bilancio pronti contro termine passivi altre Altri debiti Totale (valore di bilancio) Totale (fair value) La voce Finanziamenti: altri rappresenta i pronti contro termine. 2.2 Dettaglio della voce 20 Debiti verso clientela : debiti subordinati (normativa vigente) Non sono presenti debiti subordinati verso la clientela. 2.3 Dettaglio della voce 20 Debiti verso clientela : debiti strutturati (normativa vigente) Non sono presenti debiti strutturati verso la clientela. 2.4 Debiti verso clientela: debiti oggetto di copertura specifica Non sono presenti debiti oggetto di copertura specifica verso la clientela. 2.5 Debiti per locazione finanziaria Non sono presenti debiti per locazione finanziaria. 93
94 Sezione 3 Titoli in circolazione - Voce Titoli in circolazione: composizione merceologica Tipologia titoli/valori 31/12/ /12/2006 Valore bilancio Fair value Valore bilancio Fair value A. Titoli quotati Obbligazioni strutturate altre Altri titoli strutturati altri B. Titoli non quotati Obbligazioni strutturate altre Altri titoli strutturati altri Totale I titoli strutturati si riferiscono prevalentemente ad obbligazioni step up e constant maturity swap. 3.2 Dettaglio della voce 30 Titoli in circolazione : titoli subordinati Nono sono presenti titoli subordinati 3.3 Titoli in circolazione: titoli oggetto di copertura specifica 31/12/ /12/ Titoli oggetto di copertura specifica del fair value: a) rischio di tasso di interesse b) rischio di cambio - - c) più rischi Titoli oggetto di copertura specifica dei flussi finanziari: - - a) rischio di tasso di interesse - - b) rischio di cambio - - c) altro
95 Sezione 4 Passività finanziarie di negoziazione - Voce Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica Tipologia operazioni/valori 31/12/2007 FV 31/12/2006 FV VN Q NQ FV* VN Q NQ A. Passività per cassa 1. Debiti verso banche Debiti verso clientela Titoli di debito obbligazioni Strutturate X Altre obbligazioni X Altri titoli Strutturati X Altri X Totale A B. Strumenti derivati 1. Derivati finanziari X X Di negoziazione X X X Connessioni con la fair value option X - - X X Altri X - - X X Derivati Creditizi X - - X Di negoziazione X - - X X Connessioni con la fair value option X - - X X Altri X - - X X - - Totale B X X X Totale (A+B) Dettaglio della voce 40 Passività finanziarie di negoziazione : passività subordinate Non sono presenti passività subordinate. 4.3 Dettaglio della voce 40 Passività finanziarie di negoziazione : debiti strutturati Nono sono presenti debiti strutturati. 95
96 4.4 Passività finanziarie di negoziazione: strumenti derivati Tipologie derivati/ Attività sottostanti Tassi di interesse Valute e oro Titoli di capitale Crediti Altro 31/12/ /12/2006 A) Derivati quotati 1) Derivati finanziari Con scambio di capitali opzioni emesse altri derivati Senza scambio di capitali opzioni emesse altri derivati ) Derivati creditizi Con scambio di capitali Senza scambio di capitali Totale A) B) Derivati non quotati 1) Derivati finanziari Con scambio di capitali opzioni emesse altri derivati Senza scambio di capitali opzioni emesse altri derivati ) Derivati creditizi Con scambio di capitali Senza scambio di capitali Totale B) Totale (A+B)
97 Sezione 6 Derivati di copertura - Voce Derivati di copertura: composizione per tipologia di contratti e di attività sottostanti Tipologie derivati/ Attività sottostanti Tassi di interesse Valute e oro Titoli di capitale Crediti Altro 31/12/2007 A) Derivati quotati 1) Derivati finanziari Con scambio di capitali opzioni emesse altri derivati Senza scambio di capitali opzioni emesse altri derivati ) Derivati creditizi Con scambio di capitali Senza scambio di capitali Totale A) B) Derivati non quotati 1) Derivati finanziari Con scambio di capitali opzioni emesse altri derivati Senza scambio di capitali opzioni emesse altri derivati ) Derivati creditizi Con scambio di capitali Senza scambio di capitali Totale B) Totale (A+B )( 31/12/2007) Totale (A+B )( 31/12/2006)
98 6.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura Fair Value Flussi di cassa Operazioni / Tipo di copertura Specifica Rischio di tasso Rischio di cambio Rischio di credito Rischio di prezzo Più rischi Generica Specifica Generica 1. Attività finanziarie disponibili per la vendita X - X 2. Crediti X - X - X 3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza X - - X - X - X 4. Portafoglio X X X X X - X - Totale Attività Passività finanziarie X - X 2. Portafoglio X X X X X - X - Totale Passività
99 Sezione 8 Passività fiscali -Voce 80 - Fondo Imposte dirette Saldo 31/12/ Accantonamento Utilizzi per pagamento imposte (13.674) Saldo 31/12/
100 Sezione 10 Atre passività - Voce Altre passività: composizione 31/12/ /12/2006 Debiti verso l'erario per ritenute da versare Competenze e contributi relativi al personale Scarti valuta su operazioni in cambi 8 82 Somme a disposizione della clientela Partite in lavorazione Creditori diversi Fornitori Scarti valuta su operazioni di portafoglio commerciale Partite viaggianti con le filiali Deterioramento garanzie rilasciate Altre Totale
101 Sezione 11 Trattamento di fine rapporto del personale - Voce Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue 31/12/ /12/2006 A. Esistenze iniziali B. Aumenti B.1 Accantonamento dell'esercizio B.2 Altre variazioni B.3 Operazioni di aggregazione aziendale C. Diminuzioni (5.762) (6.960) C.1 Liquidazioni effettuate (3.127) (3.019) C.2 Altre variazioni in diminuzione (2.635) (3.941) D. Rimanenze finali Le altre variazioni in aumento e in diminuzione, oltre ai conferimenti, comprendono rispettivamente: - oneri finanziari per euro mila contabilizzati a conto economico ; - utili attuariali per euro 478 mila contabilizzati al netto del relativo effetto fiscale per euro 320 mila a Riserve da valutazione Altre informazioni Prospetto di sintesi delle Basi Tecniche adottate per la valutazione del Fondo TFR e dei Premi di Anzianità 31/12/2007 Probabilità di decesso Tavola ISTAT Sim/f 1991 Turn over Tavola distinta per sesso, età e qualifica contrattuale, costituita sulla base dell esperienza del periodo Mediamente i tassi di turn over osservati si attestano intorno al 3,2% per le donne ed al 4,9% per gli uomini appartenenti alla qualifica degli Impiegati, al 2,2% per le donne e al 5,5% per gli uomini appartenenti alla qualifica dei Quadri Direttivi ed all 8,0% per le donne ed al 3,5% per gli uomini appartenenti alla qualifica dei Dirigenti. Anticipazione di TFR Tavola costruita in base alle serie storiche aziendali del periodo La probabilità di anticipazione osservate si attesta intorno al 2,0%, mentre l importo medio richiesto si attesta intorno al 65%. Incrementi retributivi (solo per Premi di Anzianita ) Tavola distinta per qualifica contrattuale ed anzianità aziendale del dipendente, costruita sulla base dell esperienza storica aziendale del periodo Mediamente i tassi annui di crescita salariale osservati si attestano intorno al 1,2% per la qualifica degli Impiegati, al 2,2% per i Quadri direttivi ed al 3,2% per i Dirigenti, al netto degli aumenti legati all indice del costo della vita. Tassi di inflazione Tavola contenente le previsioni indicate nel Documento di Programmazione Economico Finanziaria redatto dal Ministero dell Economia e delle Finanze per il periodo Oltre tale periodo è stato mantenuto costante nel tempo l ultimo dato inflazionistico disponiile nel Documento (1,5%) Tassi di attualizzazione Curva dei tassi risk free alla data di valutazione relativa a titoli di aziende del mercato Euro di primaria qualità (fino a A+) - fonte Bloomberg 101
102 Sezione 12 Fondi per rischi e oneri - Voce Fondi per rischi e oneri: composizione Voci / Valori 31/12/ /12/ Fondo di quiescenza aziendali Altri fondi rischi e oneri controversie legali oneri per il personale altri Totale Fondi per rischi e oneri: variazioni annue Fondi di quiescenza Altri fondi Totale A. Esistenze iniziali B. Aumenti B.1 Accantonamento dell'esercizio B.2 Variazioni dovute al passare del tempo B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto B.4 Altre variazioni in aumento B.5 Operazioni di aggregazione aziendale C. Diminuzioni (2.375) (8.148) (10.523) C.1 Utilizzo dell'esercizio (2.375) (6.948) (9.323) C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto C.3 Altre variazioni in diminuzione - (1.200) (1.200) C.5 Operazioni di aggregazione aziendale D. Rimanenze finali La voce altre variazioni in aumento nella colonna altri fondi rappresenta le perdite attuariali su premio di anzianità ai dipendenti Fondi di quiescenza aziendali a prestazione definita Il Fondo di quiescenza aziendale del personale è rappresentato dall ammontare degli impegni presenti e futuri nei confronti del personale in quiescenza che aveva optato, nel 1998, per il mantenimento dei previdenti regolamenti ex Cassa di Risparmio di Cuneo (C.R.C.) ed ex Banca del Monte di Lombardia (B.M.L.). La consistenza del fondo è determinata sulla base della riserva matematica calcolata e certificata da un attuarlo indipendente. Non esistono attività e passività specifiche a servizio del piano e l Azienda risponde del debito verso i beneficiari col suo intero patrimonio. 102
103 Rendiconti annuali dei fondi a benefici definiti F.do Pensioni ex B.M.L. F.do pensioni ex C.R.C. A. Esistenze iniziali B. Aumenti B.1 Interessi passivi in contropartita al conto economico "spese del personale" B.2 Utili attuariali in contropartita a "riserve da valutazione" B.3 accantonamenti 1 - C. Diminuzioni (781) (1.648) C.1 Benefici pagati per pensioni (727) (1.648) C.2 Perdite attuariali in contropartita a "riserve da valutazione" (54) - D. Rimanenze finali Gli utili/perdite attuariali, al netto del relativo effetto fiscale, trovano evidenza nel prospetto delle variazioni del patrimonio netto alla voce Riserve da valutazione: altre riserve Obbligazione a benefici definiti: principali ipotesi attuariali F.do Pensioni ex B.M.L. F.do pensioni ex C.R.C. a) Tassi di sconto 4,25% 4,25% b) Tassi attesi di incrementi retributivi 3,50% n.a. c) Tasso di inflazione 2,00% 2,00% 12.4 Fondi per rischi e oneri - altri fondi Aumenti Diminuzioni 31/12/2006 Accantonamenti Altre variazioni Utilizzi Altre variazioni 31/12/2007 Controversie legali Oneri per il personale Altri fondi di cui per azioni revocatorie Totale Gli altri fondi per rischi ed oneri includono principalmente i fondi per revocatorie e gli accantonamenti per i reclami da investimenti finanziari. Le stime sono state effettuate analiticamente sulle singole posizioni nel caso in cui la controparte abbia già intrapreso una azione giudiziaria e sulla base del rischio potenziale stimato su serie storico-statistiche in caso di presenza di elementi oggettivi di rischio (es. presenza di reclami), non ancora concretizzatisi in azioni giudiziarie. Per i fondi il cui previsto esborso finanziario è stato stimato oltre l anno si è proceduto alla determinazione dell impatto dell attualizzazione, utilizzando quale tasso di sconto l Euribor a 1 anno. I tempi di previsto esborso sono mediamente compresi nell intervallo da 3 a 5 anni. 103
104 Sezione 14 Patrimonio d impresa - Voci 130, 150, 160, 170, 180, 190 e Patrimonio dell impresa: composizione Voci / Valori 31/12/ /12/ Capitale Sovrapprezzi di emissione Riserve (Azioni proprie) Riserve da valutazione Strumenti di capitale Utile (perdita) d'esercizio Totale Capitale - Numero azioni: variazioni annue Nel corso del 2007 non si sono verificate variazioni nel capitale sociale Capitale: altre informazioni Valore nominale delle azioni Il capitale sociale è interamente sottoscritto e versato ed è costituito da n azioni ordinarie, azioni privilegiate e azioni di risparmio del valore nominale di euro 0,52 cadauna. La Banca non è titolare di azioni proprie. Diritti, privilegi e vincoli sulle azioni Sulle azioni della banca non vi sono né privilegi né pegni e, per quanto riguarda i vincoli alla distribuzione dei dividendi e nel rimborso del capitale si rimanda al prospetto di riepilogo delle voci di patrimonio netto distinte secondo l origine e con l indicazione della possibilità di utilizzo e distribuibilità ai sensi dell art comma 1, n. 7 bis c.c. riportato nella parte F - Informazioni sul patrimonio 14.5 Riserve di utili: altre informazioni Le Riserve ammontano ad euro mila e sono così composte: - Riserva legale euro mila, l aumento di mila euro corrisponde a quanto deliberato dall assemblea dei soci dello scorso esercizio, in sede di riparto utili, - Riserva statutaria euro al netto delle Riserve First Time Adoptions ( mila euro), l incremento di mila euro è relativo al riparto utili dell esercizio precedente, - Riserva per utili/perdite attuariali al euro mila; - Fondo Riserva L. 124/93 art. 13 euro 217 mila, - Fondo Riserva L. 218/90 art. 7 euro mila; - Fondo Rischi Bancari Generali euro mila; - Riserva plusvalenze da operazioni infragruppo euro mila Strumenti di capitale: composizione e variazioni annue Non sono presenti strumenti rappresentativi del capitale. 104
105 14.7 Riserve da valutazione: composizione Voci / Componenti 31/12/ /12/ Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività materiali Attività immateriali Copertura di investimenti esteri Copertura dei flussi finanziari Differenze di cambio Utile / Perdite attuariali su Fondo TFR (2.464) (4.169) 8. Leggi speciali di rivalutazione Totale
106 14.8 Riserve da valutazione: variazioni annue Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività materiali Attività immateriali Copertura di investimenti esteri Copertura dei flussi finanziari Differenze di cambio Attività non correnti in via di dismissione Utili (+) Perdite (-) attuariali su fondi a prestazione definita Leggi speciali di rivalutazione A. Esistenze iniziali (4.169) B. Aumenti B.1 Incrementi di fair value X B.2 Altre variazioni B.3 Operazioni di aggregazione aziendale C. Diminuzioni (355) (480) - C. 1 Riduzioni di fair value (3) (164) X C.2 Altre Variazioni (352) (316) - C.3 Operazioni di aggregazione aziendale (-) D. Rimanenze Finali (2.464) L importo indicato alla voce B.2 - Altre Variazioni si riferisce principalmente alla modifica dei saldi di apertura della Riserva per Utile/Perdite attuariali su fondi a prestazione definita già esposta e commentata nella presente nota integrativa al prospetto delle variazioni del patrimonio netto cui si rimanda per maggiori informazioni di dettaglio. La voce C.2 - Altre variazioni accoglie l effetto di un più puntuale ricalcolo della fiscalità differita, in seguito a quanto descritto nella Sezione 4 Altri aspetti - Legge Finanziaria 2008 a cui si rimanda per maggiori informazioni Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione Attività/Valori 31/12/ /12/2006 Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa 1.Titoli di debito Titoli di capitale Quote di O.I.C.R. - (42) - (39) 4. Finanziamenti Totale (42) (39) 106
107 14.10 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue Titoli di debito Titoli di capitale Quote di O.I.C.R Finanziamenti 1. Esistenze iniziali (39) - 2. Variazioni positive Incrementi di fair value Rigiro a conto economico di riserve negative da deterioramento da realizzo Altre variazioni Operazione di aggregazione aziendale Variazioni negative - (352) (3) Riduzione di fair value - - (3) Rigiro a conto economico da riserve positive da realizzo Altre variazioni - (352) Operazione di aggregazione aziendale (-) Rimanenze finali (42) - Le voci B.2/C.2 - Altre variazioni accolgono l effetto di un più puntuale ricalcolo della fiscalità differita, in seguito a quanto descritto nella Sezione 4 Altri aspetti - Legge Finanziaria 2008 a cui si rimanda per maggiori informazioni. 107
108 Altre informazioni 1. Garanzie rilasciate e impegni Operazioni 31/12/ /12/2006 1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria a) Banche b) Clientela ) Garanzie rilasciate di natura commerciale a) Banche b) Clientela ) Impegni irrevocabili ad erogare fondi a) Banche i) a utilizzo certo ii) a utilizzo incerto b) Clientela i) a utilizzo certo ii) a utilizzo incerto ) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione - - 5) Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi - - 6) Altri impegni Totale La voce Altri impegni comprende opzioni su gestioni patrimoniali a capitale garantito, sottoscritte dalla clientela. 2. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni Portafogli 31/12/ /12/ Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie valutate al fair value Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Attività materiali Informazioni sul leasing operativo Non sono presenti operazioni di leasing operativo. 108
109 4. Gestione e intermediazione per conto terzi Tipologia servizi 31/12/ Negoziazione di strumenti finanziari per conto di terzi a) Acquisti - 1. regolati - 2.non regolati - b) Vendite - 1. regolate - 2. non regolate - 2. Gestioni patrimoniali a) Individuali b) collettive - 3. Custodia e amministrazione di titoli a) titoli di terzi in deposito : connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le gestioni patrimoniali) - 1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio - 2. altri titoli - b) Altri titoli di terzi in deposito (escluse gestioni patrimoniali): altri titoli emessi dalla banca che redige il bilancio altri titoli c) titoli di terzi depositati presso terzi d) titoli di proprietà depositati presso terzi ) Altre operazioni Alla voce altre operazioni sono indicati i volumi riferiti all attività di raccolta ordini per compravendita titoli. 109
110 Parte C - Informazioni sul conto economico Sezione 1 Gli interessi - Voci 10 e Interessi attivi e proventi assimilati: composizione Voci / Forme tecniche Attività finanziarie in bonis Titoli di Debito Finanziamenti Attività finanziarie deteriorate Altre attività 31/12/ /12/ Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Attività finanziarie valutate al fair value Derivati di copertura X X X Attività finanziarie cedute non cancellate Altre attività X X X Totale Interessi attivi e proventi assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura Voci/Valori 31/12/ /12/2006 A. Differenziali positivi relativi a operazioni di: A.1 Copertura specifica del fair value di attività A.2 Copertura specifica del fair value di passività A.3 Copertura generica del rischio di tasso di interesse - - A.4 Copertura specifica dei flussi finanziari di attività - - A.5 Copertura specifica dei flussi finanziari di passività - - A.6 Copertura generica dei flussi finanziari - - Totale differenziali positivi (A) B. Differenziali negativi relativi a operazioni di: B.1 Copertura specifica del fair value di attività - (2.601) B.2 Copertura specifica del fair value di passività - (35.949) B.3 Copertura generica del rischio di tasso di interesse - - B.4 Copertura specifica dei flussi finanziari di attività - - B.5 Copertura specifica dei flussi finanziari di passività - - B.6 Copertura generica dei flussi finanziari - - Totale differenziali negativi (B) - (38.550) C. Saldo (A-B) Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni Interessi attivi su attività finanziarie in valuta Voci/Valori 31/12/ /12/2006 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta
111 1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre Passività Data di fine scenar 31/12/ Debiti verso banche (44.566) X - (44.566) (22.342) 2. Debiti verso clientela (90.452) X - (90.452) (50.777) 3. Titoli in circolazione X (58.918) - (58.918) (58.721) 4. Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie valutate al fair value Passività finanziare associate ad attività cedute non cancellate (378) - - (378) - 7. Altre passività X X Derivati di copertura X X (7.630) (7.630) - Totale ( ) (58.918) (7.630) ( ) ( ) 1.5 Interessi passivi e oneri assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura Voci/Valori 31/12/ /12/2006 A. Differenziali positivi relativi a operazioni di: A.1 Copertura specifica del fair value di attività A.2 Copertura specifica del fair value di passività A.3 Copertura generica del rischio di tasso di interesse - - A.4 Copertura specifica dei flussi finanziari di attività - - A.5 Copertura specifica dei flussi finanziari di passività - - A.6 Copertura generica dei flussi finanziari - - Totale differenziali positivi (A) B. Differenziali negativi relativi a operazioni di: B.1 Copertura specifica del fair value di attività (15.706) - B.2 Copertura specifica del fair value di passività (49.682) - B.3 Copertura generica del rischio di tasso di interesse - - B.4 Copertura specifica dei flussi finanziari di attività - - B.5 Copertura specifica dei flussi finanziari di passività - - B.6 Copertura generica dei flussi finanziari - - Totale differenziali negativi (B) (65.388) - C. Saldo (A-B) (7.630) Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni Interessi passivi su passività in valuta Voci/Valori 31/12/ /12/2006 Interessi passivi su passività in valuta (3.519) (1.410) 111
112 Sezione 2 Le commissioni - Voci 40 e Commissioni attive: composizione Tipologia servizi/valori 31/12/ /12/2006 a) garanzie rilasciate b) derivati su crediti - - c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza: negoziazione di strumenti finanziari negoziazione di valute gestioni patrimoniali individuali collettive custodia e amministrazione di titoli banca depositaria collocamento di titoli raccolta ordini attività di consulenza distribuzione di servizi di terzi gestioni patrimoniali Individuali Collettive prodotti assicurativi altri prodotti d) servizi di incasso e pagamento e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione - - f) servizi per operazioni di factoring - - g) esercizio di esattorie e ricevitorie - - h) altri servizi Totale Dettaglio commissioni "altri servizi" 31/12/ /12/ conti correnti gestione fido mutui e finanziamenti prestiti su pegno estero altre Totale
113 2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi I prodotti e servizi sono interamente collocati preso propri sportelli 2.3 Commissioni passive: composizione Servizi/Valori 31/12/ /12/2006 a) garanzie ricevute (222) (343) b) derivati su crediti - - c) servizi di gestione e intermediazione: (3.780) (4.821) 1. negoziazione di strumenti finanziari (2.336) (3.100) 2. negoziazione di valute gestioni patrimoniali: (976) (1.059) 3.1. portafoglio proprio portafoglio di terzi (976) (1.059) 4. custodia e amministrazione di titoli (468) (662) 5. Collocamento di strumenti finanziari Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi - - d) servizi di incasso e pagamento (7.095) (8.881) e) altri servizi (142) (182) Totale (11.239) (14.227) Sezione 3 Dividendi e proventi simili - Voce Dividendi e proventi simili: composizione ERRORE! 31/12/ /12/2006 Voci/Proventi Dividendi Proventi da quote di O.I.C.R Dividendi Proventi da quote di O.I.C.R A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione B. Attività finanziarie disponibili per la vendita C. Attività finanziarie valutate al fair value D. Partecipazioni X X Totale
114 Sezione 4 Il risultato netto dell attività di negoziazione - Voce Il risultato netto dell attività di negoziazione: composizione Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utile da negoziazione (B) Minusvalenze (C) Perdite da negoziazione (D) Risultato netto [(A+B)-(C+D)] 1. Attività finanziarie di negoziazione (102) (40) Titoli di debito (95) (12) Titoli di capitale 2 5 (7) (10) (10) 1.3 Quote di O.I.C.R Finanziamenti Altre (18) Passività finanziarie di negoziazione Titoli di debito Altre Altre attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X (53) 4. Strumenti derivati (6.221) (96.955) (5.178) 4.1 Derivati finanziari: (6.221) (96.955) (5.178) - Su titoli di debito e tassi di interesse (5.315) (96.954) (5.588) - Su titoli di capitale e indici azionari (906) (1) Su valute e oro X X X X Altri Derivati su crediti Totale (6.323) (96.995) (3.101) 114
115 Sezione 5 Il risultato netto dell attività di copertura - Voce Il risultato netto dell attività di copertura: composizione Componenti reddituali/valori 31/12/ /12/2006 A. Proventi relativi a: A.1 Derivati di copertura del fair value A.2 Attività finanziarie coperte (fair value ) A.3 Passività finanziarie coperte (fair value ) A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - - A.5 Attività e passività in valuta - - Totale proventi dell'attività di copertura (A) B. Oneri relativi a: (5.601) (30.949) B.1 Derivati di copertura al fair value (658) (29.506) B.2 Attività finanziarie coperte (fair value ) (3.708) (1.443) B.3 Passività finanziarie coperte (fair value ) (1.235) - B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - - B.5 Attività e passività in valuta - - Totale oneri dell'attività di copertura (B) (5.601) (30.949) C. Risultato netto dell'attività di copertura (A-B) (461)
116 Sezione 6 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione 31/12/ /12/2006 Voci/Componenti reddituali Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato netto Attività Finanziarie 1. Crediti verso banche Crediti verso clientela Attività finanziarie disponibili per la vendita Titoli di debito Titoli di capitale Quote di O.I.C.R Finanziamenti Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Totale attività Passività finanziarie 1. Debiti verso banche Debiti verso clientela Titoli di circolazione (43) (27) 988 Totale passività (43) (27)
117 Sezione 8 Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti: composizione Rettifiche di valore (-) Riprese di valore (+) Operazioni/componenti reddituali Specifiche Specifiche Di portafoglio 31/12/ /12/2006 Di portafoglio Cancellazioni Altre da interessi altre riprese da interessi altre riprese A. Crediti verso banche B. Crediti verso clientela (8.094) (31.662) (2.839) (19.524) (24.492) Totale (8.094) (31.662) (2.839) (19.524) (24.492) 8.2 Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione Rettifiche di valore (-) Riprese di valore (+) Operazioni/Componenti reddituali Specifiche Specifiche 31/12/ /12/2006 Cancellazioni Altre da interessi altre riprese A. Titoli di debito B. Titoli di capitale - (39) X X (39) (269) C. Quote O.I.C.R. - - X D. Finanziamenti a banche E. Finanziamenti a clientela Totale - (39) - - (39) (269) 117
118 8.4 Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie: composizione Rettifiche di valore ( - ) Riprese di valore ( + ) Operazioni/Componenti reddituali Specifiche Di portafoglio Specifiche Di portafoglio 31/12/ /12/2006 Cancellazioni Altre Da interessi Altre riprese Da interessi altre riprese A. Garanzie rilasciate - - (1.216) (216) (1.020) B. Derivati su crediti C. Impegni ad erogare fondi D. Altre operazioni E. Totale - - (1.216) (216) (1.020) 118
119 Sezione 9 Le spese amministrative - Voce Spese per il personale: composizione Tipologia di spese/valori 31/12/ /12/2006 1) Personale dipendente ( ) ( ) a) Salari e Stipendi (94.917) (96.743) b) Oneri sociali (27.248) (27.312) c) Indennità di fine rapporto (406) (613) d) Spese previdenziali - - e) Accantonamento al trattamento di fine rapporto (344) (4.543) f) Accantonamento al fondo di trattamento di quescienza e simili: (2.363) (1.036) - a contribuzione definita (1.265) - - a prestazione definita (1.098) (1.036) g) Versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (7.379) (5.071) - a contribuzione definita (7.379) (5.071) - a prestazione definita - - h) Costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali - - i) Altri benefici a favore dei dipendenti (16.604) (10.811) 2) Altro personale (1.614) (1.420) 3) Amministratori (1.382) (1.608) Totale ( ) ( ) La voce accantonamento al trattamento di fine rapporto recepisce l impatto positivo, pari a circa euro mila, per effetto del ricalcolo del debito per TFR al 31/12/2006 in applicazione delle nuove disposizioni dettate dalla riforma. Nella voce altri benefici a favore dei dipendenti sono compresi euro mila relativi al fondo esuberi ed incentivi all esodo previsti dal Piano Industriale , ed euro mila euro conseguenti alla fusione del novembre 2006 con la ex Banca Cassa Risparmio di Tortona. 9.2 Numero medio dei dipendenti per categoria 31/12/ /12/2006 PERSONALE DIPENDENTE a) dirigenti b) totale quadri direttivi di cui: di 3 e 4 livello c) Restante personale ALTRO PERSONALE Fondi di quiescenza aziendali a prestazione definita: totale costi Come già specificato nella tabella della sezione 12-Fondi per rischi ed oneri, i costi ammontano ad euro mila e rappresentano l interest cost. 119
120 9.4 Altri benefici a favore di dipendenti 31/12/2007 Incentivi all'esodo e fondi sostegno al reddito (12.964) Spese relative ai buoni pasto (1.926) Spese assicurative (1.251) Spese per partecipazione a corsi e formazione del personale (184) Spese relative a borse di studio a favore figli dipendenti (85) Altre spese (195) Totale (16.605) Non sono presenti componenti di costo di cui allo IAS 19, paragrafi 131, 141 e
121 9.5 Altre spese amministrative: composizione Dettaglio Altre spese amministrative 31/12/ /12/2006 A. Altre spese amministrative Postali, telefoniche, telegrafiche e utilizzo reti e servizi informatici ( ) ( 9.953) Conduzione immobili e Pulizie ( 6.170) ( 5.911) Manutenzione immobili ( 1.087) ( 2.527) Manutenzione e installazione macchinari, arredi ( 1.427) ( 1.565) Manutenzione impianti ( 1.465) ( 1.736) Canoni di locazione macchine, software, arredi, etc. ( 1.806) ( 840) Affitti passivi ( 6.493) ( 6.234) Contazione e gestione valori ( 1.022) ( 1.049) Vigilanza ( 3.035) ( 2.753) Trasporto, traslochi e spese viaggi ( 3.038) ( 3.283) Servizi professionali ( 2.081) ( 1.706) Stampati e cancelleria ( 846) ( 1.089) Periodici e volumi ( 235) ( 258) Pubblicità e promozione ( 4.169) ( 4.565) Rappresentanza ( 176) ( 155) Spese legali per recupero crediti ( 2.687) ( 2.796) Elaborazioni elettrocontabili c/o terzi ( 2.944) ( 3.101) Spese per prestazioni di servizi da Società del Gruppo ( ) ( ) Premi assicurativi ( 4.726) ( 3.802) Informazioni e visure ( 1.329) ( 1.565) Emolumenti Sindaci ( 199) ( 255) Contributi associativi ( 563) ( 548) Manutenzione immobili e impianti non di proprietà ( 876) ( 810) Spese selezione del personale ( 41) ( 90) Spese operazione aggregazione UBI ( 118) - Altre spese ( 164) ( 603) B. Imposte indirette Imposte di bollo ( ) ( ) - Imposte comunale sugli immobili ( 695) ( 703) - Altre imposte ( 4.468) ( 4.109) Totale ( ) ( ) 121
122 Sezione 10 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: composizione Accantonamenti Riattribuzioni Accantonamenti netti Controversie legali (812) 210 (602) Oneri per il personale (248) (248) Altri fondi (10.191) 947 (9.244) di cui per azioni revocatorie (4.147) 72 (4.075) Totale (11.251) (10.094) Sezione 11 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - Voce Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali: composizione Attività/Componente reddituale Ammortamento (a) Rettifiche di valore per deterioramento (b) Riprese di valore (c ) Risultato netto (a+b-c) A. Attività materiali A.1 Di proprietà (7.394) - - (7.394) - Ad uso funzionale (7.394) - - (7.394) - Per investimento A.2 Acquisite in locazione finanziaria Ad uso funzionale Per investimento Totale (7.394) - - (7.394) 122
123 Sezione 12 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - Voce Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali: composizione Attivtà/Componente reddituale Ammortamento (a) Rettifiche di valore per deterioramento (b) Riprese di valore (c) Risultato netto (a+b-c) A. Attività immateriali A.1 Di proprietà (114) - - (114) - Generate internamente dall'azienda Altre (114) - - (114) A.2 Acquisite in locazione finanziaria Totale (114) - - (114) Sezione 13 Gli altri oneri e proventi di gestione - Voce Altri oneri di gestione: composizione Dettaglio Altri oneri di gestione 31/12/ /12/2006 Oneri per contratti di tesoreria agli enti pubblici (4.332) (4.011) Oneri per bonifici con valuta antergata (2.979) (1.961) Ammortamento migliorie su beni di terzi (937) (956) Altri (6.981) (5.894) Totale (15.229) (12.822) 13.2 Altri proventi di gestione: composizione Dettaglio Altri proventi di gestione 31/12/ /12/2006 Fitti attivi su immobili Recupero imposta di bollo e imposta sostitutiva Recupero spese ed altri ricavi su depositi e conti corrente Proventi per bonifici con valuta antergata Recupero di costi da società del gruppo Altri proventi e recuperi di spese Totale Sbilancio oneri/proventi di gestione
124 Sezione 14 Utile (Perdite) delle partecipazioni - Voce Componente reddituale/valori 31/12/ /12/2006 A. Proventi Rivalutazioni Utili da cessione Riprese di valore Altre variazioni positive - - B. Oneri Svalutazioni Rettifiche di valore da deterioramento Perdite da cessione Altre variazioni negative - - Risultato netto Sezione 17 Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce Utili (Perdite) da cessione di investimenti: composizione Componente reddituale/valori 31/12/ /12/2006 A. Immobili Utili da cessione Perdite da cessione - (37) B. Altre attività Utili da cessione Perdite da cessione - - Risultato netto Sezione 18 Le imposte sul reddito dell esercizio dell operatività corrente Voce Imposte sul reddito dell esercizio dell operatività corrente: composizione Componente/Valori 31/12/ /12/ Imposte correnti (-) (63.695) (68.990) 2. Variazione delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) Variazione delle imposte anticipate (+/-) (8.434) Variazione delle imposte differite (+/-) (7.972) 6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+/-4+/-5) (69.581) (68.699) 124
125 18.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio IRES Imponibile IRES % Onere fiscale IRES teorico ( ) 33,00% Variazioni in aumento permamenti - altri oneri non deducibili ( ) 1,99% Variazioni in diminuzione permanenti - dividendi non tassati ( ) (1,57%) - plusvalenze esenti ( ) (0,09%) - scioglimento fondo TFR ( ) (0,46%) - variazione imposte correnti (0,30%) - altre variazioni ( ) (0,09%) - adeguamenti diversi (1,62%) Onere fiscale IRES effettivo ( ) 30,86% IRAP imponibile IRAP % Onere fiscale IRAP teorico ( ) 5,25% Variazioni in aumento permamenti - altri oneri non deducibili ( ) 0,13% - costi del personale non deducibili ai fini IRAP ( ) 4,83% - rettifiche di valore su crediti non deducibili ai fini IRAP ( ) 0,64% - altre variazioni ( ) 0,47% - acantonamenti vari non deducibili ( ) 0,33% - adeguamenti diversi - ( ) 1,42% Variazioni in diminuzione permanenti - dividendi ( ) (0,25%) - altre variazioni ( ) (0,02%) - rettifiche alla base imponibile ( ) (0,96%) Onere fiscale IRAP effettivo ( ) 11,82% Totale onere fiscale effettivo IRES e IRAP ( ) 42,68% 125
126 Sezione 19 Utili (Perdite) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte - Voce Utile (perdite) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte: composizione Componenti reddituali/valori 31/12/ /12/ Proventi Oneri Risultato delle valutazioni delle attività e delle passività associate Utili (perdite) da realizzo Imposte e tasse - (14) Utile (perdita) Dettaglio delle imposte sul reddito relative ai gruppi di attività/passività in via di dismissione 31/12/ /12/ Fiscalità corrente (-) - (14) 2. Variazione delle imposte anticipate (+/-) Variazione delle imposte differite (-/+) Imposte sul reddito di esercizio (-1+/-2+/-3) - (14) Sezione 21 Utile per azione Di seguito si riporta la tabella di distribuzione degli utili specificando che la quota relativa al 2006 è conseguente all approvazione dell assemblea in data 11 aprile 2007 e che per il 2007 la proposta di riparto è in corso di approvazione Utile netto a Riserva Legale a Riserva Facoltativa Utile da distribuire - alle n azioni di risparmio per ognuna Euro 0,1434 per ognuna Euro 0,1450 per un totale di Euro per un totale di Euro alle n azioni ordinarie per ognuna Euro 0,1015 per ognuna Euro 0,1031 per un totale di Euro er un totale di Euro alle n azioni privilegiate per ognuna Euro 0,1096 per ognuna Euro 0,1112 per un totale di Euro per un totale di Euro
127 Parte D - Informativa di settore La Banca non è tenuta a compilare questa parte in quanto l informativa di settore viene fornita a livello di Bilancio Consolidato dalla Capogruppo UBI Banca. 127
128 Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura Sezione 1 Rischio di credito Informazioni di natura qualitativa 1. Aspetti generali Nell elaborazione delle politiche creditizie della Banca viene posta particolare attenzione al mantenimento di un adeguato profilo rischio/rendimento e all assunzione dei rischi coerenti con la propensione al rischio definita dall Alta Direzione e, più in generale, con la mission del Gruppo. Particolare attenzione viene inoltre prestata nella definizione delle linee di trattamento dei nuovi prodotti elaborando adeguata informativa ai vertici aziendali circa il rispetto degli obiettivi rischio/rendimento, calcolo dei tassi minimi di erogazione, qualità del prenditore, garanzie ricevute e tassi di recupero attesi in caso di insolvenza. In tema di politiche creditizie, si conferma l orientamento al sostegno delle economie locali, delle famiglie, degli imprenditori, dei professionisti e delle piccole-medie imprese. La particolare attenzione posta al mantenimento delle relazioni istaurate con la clientela ed al loro sviluppo nel tempo rappresenta un punto di forza del Gruppo, favorendo l abbattimento di asimmetrie informative e continuità di rapporto e supporto alla clientela in una prospettiva di lungo periodo. Con riferimento al mercato Corporate sono state definite specifiche politiche creditizie di indirizzo di sviluppo del portafoglio crediti in termini di area geografica, settore merceologico e classe di rating. Le politiche creditizie supportano la Rete nella valutazione dell attrattività in ottica di creazione di valore di particolari aree/settori/controparti e nella valutazione del merito creditizio delle controparti. Le politiche creditizie sono state sviluppate sulla base: delle previsioni macro-economiche, che consentono di valutare la rischiosità e la crescita attese per il 2008 per i differenti settori ed aree geografiche; di previsioni di sviluppo degli impieghi, tramite le quali vengono definiti i tassi di crescita attesi per ciascun sotto-portafoglio, area geografica, settore e classe di rating; di un modello di ottimizzazione del portafoglio sviluppato secondo logiche EVA, che ha come finalità la massimizzazione del valore creato del mercato Corporate, nel rispetto di vincoli posti a presidio del mantenimento di una qualità elevata degli attivi e di un profilo di rischio degli impieghi accettabile. Nell ambito delle politiche creditizie si è, inoltre, provveduto a definire alcune regole operative relative all Operatività denaro caldo e alle Operazioni a Medio e Lungo Termine attraverso indicazioni di sensitività del pricing stante l avvenuto aumento del costo del funding. 2. Politiche di gestione del rischio di credito 2.1 Aspetti organizzativi Il modello organizzativo in base al quale sono state strutturate le unità che presiedono all attività creditizia, presenta la seguente articolazione: Strutture della Capogruppo di controllo accentrato e coordinamento; Direzioni Generali delle Banche e delle Società controllate, dalle quali dipendono: Direzioni Crediti, 128
129 Poli di Delibera Periferici, Filiali, Unità per la gestione della clientela Corporate (CBU), Unità per la gestione della clientela Private (PBU). Le caratteristiche di tale modello organizzativo, oltre a consentire una forte omogeneità tra la struttura Crediti della Capogruppo e le analoghe strutture delle Banche Rete, con conseguente linearità dei processi ed ottimizzazione dei flussi informativi, evidenziano la netta distinzione tra le funzioni commerciali e quelle creditizie. La concessione del credito risulta inoltre differenziata per segmento di clientela (Retail/Private e Corporate) e specializzata per stato dello stesso: in bonis (gestito dalle Unità Crediti Retail e Crediti Corporate) e problematico (gestito dalle Unità di Credito Anomalo). Nell ambito delle Banche, inoltre, l introduzione di Poli di Delibera Periferici (PDP) decentrati a supporto delle Filiali Retail e delle strutture a presidio della clientela Private, garantiscono l efficace coordinamento e raccordo delle unità operanti nel mercato di competenza. La Capogruppo, attraverso le strutture dell Area Crediti, della Macro Area Strategia e Controllo, dell Area Recupero Crediti e dell Audit di Capogruppo e di Gruppo, presiede alla gestione delle politiche, al monitoraggio complessivo del portafoglio, all affinamento dei sistemi di valutazione, alla gestione del credito problematico ed al rispetto delle norme. Le strutture attraverso le quali si articolano le Banche e le Società prodotto assumono competenze di ordine creditizio e commerciale, nonché responsabilità di controllo sull attività svolta direttamente e su quella posta in essere dalle unità gerarchicamente dipendenti. In particolare la responsabilità della gestione e del monitoraggio del credito in bonis è attribuita, in prima istanza, ai Gestori di Relazione che intrattengono quotidianamente il rapporto con la Clientela e che hanno l immediata percezione di eventuali segnali di difficoltà o di deterioramento della qualità del credito. Tuttavia, tutti i dipendenti delle Società del Gruppo sono chiamati a segnalare tempestivamente tutte le informazioni che possano consentire il riconoscimento precoce di difficoltà o possano consigliare diverse modalità di gestione dei rapporti, partecipando - di fatto - al processo di monitoraggio. In seconda istanza l unità organizzativa preposta al monitoraggio del rischio di credito - denominata Presidio Monitoraggio Qualità del Credito - svolge attività di controllo, supervisione ed analisi delle posizioni in bonis sia in termini analitici che aggregati, con intensità e profondità graduate in funzione delle fasce di rischio attribuite alle controparti e della gravità delle anomalie andamentali rilevate. La struttura, indipendente dall iter deliberativo degli affidamenti, provvede anche d iniziativa, quando del caso e nell ambito delle proprie competenze, a predisporre idonea classificazione peggiorativa della qualità delle partite a credito; essa è altresì presente all interno dell Area Crediti di UBI Banca con compiti di coordinamento e definizione delle linee guida per il monitoraggio del portafoglio crediti, di presidio nello sviluppo degli strumenti di monitoraggio, di controllo delle policies crediti e di predisposizione della reportistica direzionale. 2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo Al momento della nascita del Gruppo UBI, i due Gruppi Bancari in esso confluiti si sono presentati con i rispettivi strumenti di rating e di monitoraggio del credito; nel corso dell anno ha avuto luogo un processo di convergenza che ha avuto come esito due scelte fondamentali, strettamente interrelate: la scelta del sistema informativo target, che è rappresentato da quello in utilizzo presso ex BLP, con opportuni innesti relativi a specifiche procedure ex BPU che costituissero la best practice; la scelta dei sistemi di rating interno da utilizzare nel sistema informativo target e da portare in validazione presso Banca d Italia per Basilea 2. Come strumento per il monitoraggio del credito è stato scelto quello in uso presso ex BLP, che è integrato all interno dei modelli di rating interno. Ne sono previste evoluzioni, anche con replica di funzionalità previste dagli strumenti ex BPU, al fine di rafforzare le attività di presidio di seconda istanza. 129
130 Con riguardo ai modelli di rating, da adottare in tutte le Banche Rete del Gruppo a seguito della migrazione del sistema informativo, sono stati scelti: per le controparti retail (privati e imprese) e corporate, i modelli ex BLP, già implementati nel sistema informativo e che saranno comunque oggetto di affinamento e manutenzione evolutiva nel corso del 2008; per le controparti di maggiori dimensioni (grandi affidati) il modello in uso presso ex BPU. Nel corso del 2007 inoltre, è stata particolarmente intensa l attività di revisione, aggiornamento e adozione di policy e di regolamenti per la gestione del rischio di credito. Più in dettaglio, è stata adottata la policy Rischio Controparti Istituzionali e Paese che stabilisce norme e principi per la gestione del credito concesso a Clientela Istituzionale residente e non residente, nonché a Clientela ordinaria residente in Paesi a rischio. La particolare attenzione posta sul segmento dei mutui subprime dai recenti fatti riguardanti, in particolare, il mercato americano e la percezione di maggiori rischi relativi all operatività nel comparto mutui hanno suggerito una specifica focalizzazione dei presidi di Gruppo e la stesura di una policy che disciplini le modalità di ricorso a reti esterne per l offerta di mutui a clientela non captive. Si ritiene, infatti, che tale modalità di collocamento del prodotto mutui aumenti la probabilità che si manifestino potenziali rischi di credito, rischi operativi e rischi reputazionali per il Gruppo. È stata infine definita una policy sul rischio di concentrazione per le esposizioni a livello di Gruppo allo scopo di limitare i rischi di instabilità dovuti ad affidamenti di importo rilevante sui grandi prenditori. In particolare, sono previsti diversi ordini di limiti costruiti sulla dimensione degli affidamenti complessivi, sul patrimonio di vigilanza e sui rating interni, con la possibilità di ampliamento degli stessi limiti in base a specificità dell operazione (garanzie) e alla tipologia di controparte. 2.3 Tecniche di mitigazione del rischio di credito La Banca impiega tecniche di mitigazione del rischio tipiche dell attività bancaria acquisendo dalla controparte, per talune tipologie di affidamenti, garanzie reali, immobiliari e finanziarie, e garanzie personali. La determinazione dell ammontare complessivo degli affidamenti concedibili allo stesso cliente e/o gruppo giuridico ed economico tiene conto di appositi criteri per la ponderazione delle diverse categorie di rischio e delle garanzie. In particolare, al valore di stima delle garanzie reali vengono applicati scarti prudenziali, differenziati per tipologia di garanzia (ipoteche, pegno su denaro, pegno su strumenti finanziari). All interno del progetto Basilea 2 Cantiere Rischio di Credito si è conclusa la prima fase del progetto Credit Risk Mitigation su perimetro ex BPU, con individuazione dei gap e definizione delle linee guida, ed è stata avviata l attività di rimozione dei gap con la collaborazione di società esterne specializzate. Di particolare rilevanza è il recupero delle informazioni pregresse sulle garanzie ipotecarie, finalizzata alla compliance al momento della prima segnalazione di vigilanza. Più in generale, sono state attivate tutte le azioni volte alla verifica di compliance di tutte le forme di garanzia gestite dal Gruppo UBI, nei due diversi perimetri ex BPU ed ex BLP. 2.4 Attività finanziarie deteriorate La classificazione del portafoglio problematico ottempera a quanto disposto dalla normativa e può essere così sintetizzata: sconfini continuativi oltre 180 giorni, posizioni ristrutturate, incagli, sofferenze. 130
131 Oltre alle suddette classi, permane la fattispecie dei crediti problematici relativi al rischio paese per esposizioni non garantite verso la clientela, istituzionale ed ordinaria, appartenente a paesi definiti a rischio come definito dall Organo di Vigilanza. La gestione dei crediti problematici è presidiata in funzione del relativo livello di rischiosità; essa è in carico alle strutture organizzative preposte alla gestione del Credito Anomalo della Banca per quanto riguarda gli sconfini continuativi oltre i 180 giorni, gli incagli operativi ed i crediti ristrutturati, mentre fa riferimento all Area Recupero Crediti della Capogruppo per quanto riguarda le posizioni ad incaglio e a sofferenza, dove infatti è previsto, nel primo trimestre dell anno 2008, il completamento del processo di accentramento della gestione di tali crediti problematici. La valutazione dell adeguatezza delle rettifiche di valore avviene analiticamente, per singola posizione assicurando adeguati livelli di copertura delle perdite previste. L analisi delle esposizioni deteriorate viene costantemente effettuata dalle singole unità operative che ne presidiano i rischi e dalla Capogruppo. La risoluzione da parte delle controparti dello stato di difficoltà è il fattore determinante per il rientro delle posizioni in bonis ; tale evento è sostanzialmente concentrato nelle relazioni a sconfino continuativo oltre i 180 giorni ed in quelle in incaglio operativo. 131
132 Informazioni di natura quantitativa A. QUALITÀ DEL CREDITO A.1 Esposizioni deteriorate e in bonis: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) Portafogli/Qualità Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Rischio paese Altre attività Totale 1. Attività finanziare detenute per la negoziazione Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Attività finanziarie valutate al fair value Attività finanziarie in corso di dismissione Derivati di copertura Totale al 31/12/ Totale al 31/12/
133 A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) Portafogli/Qualità Esposizione Lorda Attività deteriorate Rettifiche specifiche Rettifiche di portafoglio Esposizione Netta Esposizione Lorda Altre attività Rettifiche di portafoglio Esposizione Netta Totale (Esposizione netta) 1. Attività finanziare detenute per la negoziazione X X Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela ( ) (23.763) Attività finanziarie valutate al fair value X X Attività finanziarie in corso di dismissione Derivati di copertura X X Totale al 31/12/ ( ) (23.763) Totale al 31/12/ ( ) (30.651)
134 A.1.3 Esposizione per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore specifiche Rettifiche di valore di portafoglio Esposizione Netta A. Esposizione per cassa a) Sofferenze b) Incagli c) Esposizione ristrutturate d) Esposizione scadute e) Rischio paese 1 X - 1 f) Altre attività X Totale A B. Esposizione fuori bilancio a) Deteriorate b) Altre X Totale B
135 A.1.4 Esposizione per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate e soggette al rischio paese lorde Causali/categorie Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Rischio paese A. Esposizione lorda iniziale di cui: esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento B.1 ingressi da esposizioni in bonis B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate B.3 altre variazioni in aumento C.Variazioni in diminuzione (89) C.1 uscite verso esposizioni in bonis C.2 cancellazioni C.3 incassi C.4 realizzi per cessioni C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate C.6 altre variazioni in diminuzione (89) D. Esposizione lorda finale di cui: esposzioni cedute non cancellate
136 A.1.5 Esposizione per cassa verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive Causali/Categorie Sofferenze Incagli Esposizioni Ristrutturate Esposizioni scadute Rischio paese A. Rettifiche complessive iniziali di cui: esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento B.1 rettifiche di valore B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate B.3 altre variazioni in aumento C.Variazioni in diminuzione (1) C.1 riprese di valore da valutazione (1) C.2 riprese di valore da incasso C.3 cancellazioni C.4 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate C.5 altre variazioni in diminuzione D. Rettifiche complessive finali di cui: esposizioni cedute non cancellate
137 A.1.6 Esposizione per cassa e fuori bilancio verso Clientela: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore specifiche Rettifiche di valore di portafoglio Esposizione netta A. Esposizione per cassa a) Sofferenze (85.200) b) Incagli (19.366) c) Esposizione ristrutturate (238) d) Esposizione scadute (1.055) e) Rischio paese 53 X (11) 42 f) Altre attività X (23.752) Totale A ( ) (23.763) B. Esposizione fuori bilancio a) Deteriorate (1.088) b) Altre X (3.578) Totale B (1.088) (3.578)
138 A.1.7 Esposizione per cassa verso Clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate e soggette al rischio paese lorde Causali/Categorie Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Rischio paese A. Esposizione lorda iniziale di cui esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento B.1 ingressi da esposizioni in bonis B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate B.3 Altre variazioni in aumento C. Variazioni in diminuzione (51.351) (83.167) (3.557) (38.768) - C.1 uscite verso crediti in bonis (81) (16.472) (1.374) (9.654) - C.2 cancellazioni (26.966) C.3 incassi (23.713) (18.461) (2.183) (160) - C.4 realizzi per cessioni (533) C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate (58) (32.632) - (26.699) - C.6 altre variazioni in diminuzione - (15.602) - (2.255) - D. Esposizione lorda finale di cui esposizioni cedute non cancellate
139 A.1.8 Esposizione per cassa verso Clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive Causali/Categorie Sofferenze Incagli Esposizioni Ristrutturate Esposizioni scadute Rischio paese A.Rettifiche complessive iniziali (85.190) (16.020) (285) (762) (7) - di cui: esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento (36.246) (14.696) (24) (1.100) (11) B.1 rettifiche di valore (28.174) (13.192) (24) (1.013) (11) B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizione deteriorate (7.374) (293) - (4) - B.3 altre variazioni in aumento (698) (1.211) - (83) - C.Variazioni in diminuzione C.1 riprese di valore da valutazione C.2 riprese di valore da incasso C.3 cancellazioni C.4 trasferimenti ad altre categorie di esposizione deteriorate C.5 altre variazioni in diminuzione D. Rettifiche complessive finali (85.200) (19.366) (238) (1.055) (11) - di cui: esposizioni cedute non cancellate
140 Crediti v/clientela: valori lordi e netti 31/12/2007 Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Rischio Paese Crediti in bonis Esposizione lorda Finanziamenti Titoli Rettifiche di valore specifiche (85.200) (19.366) (238) (1.055) - X - Finanziamenti (85.200) (19.366) (238) (1.055) - X - Titoli X Rettifiche di valore di portafoglio (11) (23.752) - Finanziamenti (11) (23.752) - Titoli Totale
141 A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni A.2.1 Distribuzione delle esposizioni per cassa e fuori bilancio per classi di rating esterni (valori di bilancio) Classi di rating esterni Esposizioni AAA/AA- A+/A- BBB+/BBB- BB+/BB- B+/B- Inferiore a B- Senza rating Totale A. Esposizioni per cassa B. Derivati B.1 Derivati finanziari B.2 Derivati creditizi C. Garanzie rilasciate D. Impegni a erogare fondi Totale A.2.2 Distribuzione delle esposizioni per cassa e fuori bilancio per classi di rating interni Classi di rating interni Esposizioni Senza rating Deteriorate Totale Rating 1 Rating 2 Rating 3 Rating 4 Rating 5 Rating 6 Rating 7 Rating 8 Rating 9 A. Esposizioni per cassa B. Derivati B.1 Derivati finanziari B.2 Derivati creditizi - C. Garanzie rilasciate D. Impegni a erogare fondi Totale
142 Distribuzione per segmenti credit risk Segmenti credit risk % Amministrazioni Pubbliche 3,86% Settore Bancario 6,63% Società del Gruppo Banca Lombarda 1,38% Istituzioni senza scopo di lucro 1,08% Large Corporate 16,11% Corporate 27,70% Imprese Retail 17,21% Privati 26,03% Totale 100,00% 142
143 A.3 Distribuzione delle esposizioni garantite per tipologia di garanzia A.3.1 Esposizioni per cassa verso banche e verso clientela garantite Valore esposizione Garanzie reali (1) Immobili Titoli Altri beni Stati Derivati su crediti 1. Esposizioni verso banche garantite 1.1. totalmente garantite parzialmente garantite Esposizioni verso clientela garantite 2.1. totalmente garantite parzialmente garantite Altri Enti pubblici Banche Garanzie personali (2) Altri soggetti Stati Crediti di firma Altri Enti pubblici Banche Altri soggetti Totale (1)+(2) A.3.2 Esposizioni fuori bilancio verso banche e verso clientela garantite Garanzie personali (2) Valore esposizione Garanzie reali (1) Derivati su crediti Crediti di firma Totale (1)+(2) Immobili Titoli Altri beni Stati 1. Esposizioni verso banche garantite 1.1. totalmente garantite parzialmente garantite Esposizioni verso clientela garantite 2.1. totalmente garantite parzialmente garantite Altri Enti pubblici Banche Altri soggetti Stati Altri Enti pubblici Banche Altri soggetti 143
144 A.3.3 Esposizioni per cassa deteriorate verso banche e verso clientela garantite Valore esposizione Ammontare garantito Immobili Garanzie reali Titoli Altri beni Governi e banche centrali Altri Enti pubblici Banche Derivati su crediti Società finanziarie Società di assicurazione Garanzie (fair value) Imprese non finanziarie Garanzie personali Altri soggetti Governi e banche centrali Altri Enti pubblici Banche Crediti di firma Società finanziarie Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti Totale Eccedenza fair value garantita 1. Esposizioni verso banche garantite: 1.1 oltre il 150% tra il 100% e il 150% tra il 50% e il 100% entro il 50% Esposizioni verso clientela garantite: 2.1 oltre il 150% tra il 100% e il 150% tra il 50% e il 100% entro il 50% A.3.4 Esposizioni "fuori bilancio" deteriorate verso banche e verso clientela garantite Valore esposizione Ammontare garantito Immobili Garanzie reali Titoli Altri beni Governi e banche centrali Altri Enti pubblici Banche Derivati su crediti Società finanziarie Società di assicurazione Garanzie (fair value) Imprese non finanziarie Garanzie personali Altri soggetti Governi e banche centrali Altri Enti pubblici Banche Crediti di firma Società finananziarie Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti Totaòe Eccedenza fair value garanzia 1. Esposizioni verso banche garantite: 1.1 oltre il 150% tra il 100% e il 150% tra il 50% e il 100% entro il 50% Esposizioni verso clientela garantite: 2.1 oltre il 150% tra il 100% e il 150% tra il 50% e il 100% entro il 50%
145 B. DISTRIBUZIONE E CONCENTRAZIONE DEL CREDITO B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso Clientela Governi e Banche Centrali Altri enti pubblici Società finanziarie Imprese di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti Esposizioni/Controparti Esposizione lorda Rettifiche valore specifiche Rettifiche valore di portafoglio Esposizione netta Esposizione lorda Rettifiche valore specifiche Rettifiche valore di portafoglio Esposizione netta Esposizione lorda Rettifiche valore specifiche Rettifiche valore di portafoglio A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze (123) (48.441) (36.615) A.2 Incagli (162) (13.906) (5.277) A.3 Esposizioni ristrutturate (238) A.4 Esposizioni scadute (784) (269) A.5 Altre esposizioni X X (5) X (549) X X (13.316) X (9.892) Totale (5) (285) (549) (63.369) (13.316) (42.161) (9.892) B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze (977) B.2 Incagli (4) B.3 Altre attività deteriorate (106) B.4 Altre esposizioni - X X X X X (3.048) X (530) Totale (1.087) (3.048) (530) Totale al 31/12/ (5) (285) (549) (64.456) (16.364) (42.161) (10.422) Totale al 31/12/ (33) (3) (61) (132) (565) (60.240) (21.455) (43.602) (11.266) Esposizione netta Esposizione lorda Rettifiche valore specifiche Rettifiche valore di portafoglio Esposizione netta Esposizione lorda Rettifiche valore specifiche Rettifiche valore di portafoglio Esposizione netta Esposizione lorda Rettifiche valore specifiche Rettifiche valore di portafoglio Esposizione netta 145
146 B.2 Distribuzione dei finanziamenti verso imprese non finanziarie residenti 31/12/ /12/2006 a) Altri servizi destinabili alla vendita b) Servizi del commercio, recuperi e riparazioni c) Edilizia e opere pubbliche d) Prodotti alimentari, bevande e prodotti a base di tabacco e) Prodotti energetici f) Prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca Totale
147 B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso Clientela ITALIA ALTRI PAESI EUROPEI AMERICA ASIA RESTO DEL MONDO Esposizioni/Aree geografiche Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Incagli A.3 Esposizioni ristrutturate A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni TOTALE B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Incagli B.3 Altre attività deteriorate B.4 altre esposizioni TOTALE Totale al 31/12/ Totale al 31/12/
148 B.4 Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso banche Esposizioni/Aree geografiche Esposizione lorda ITALIA ALTRI PAESI EUROPEI AMERICA Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Incagli A.3 Esposizioni ristrutturate A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni TOTALE B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Incagli B.3 Altre attività deteriorate B.4 altre esposizioni TOTALE Totale al 31/12/ Totale al 31/12/ ASIA RESTO DEL MONDO 148
149 B.5 Grandi rischi (secondo la normativa di vigilanza) 31/12/ /12/2006 Ammontare Numero
150 C. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE E DI CESSIONE DELLE ATTIVITÀ C.1 Operazioni di cartolarizzazione Non sono state effettuate operazioni di cartolarizzazione. 150
151 C.2 Operazioni di cessione C.2.1 Attività finanziarie cedute non cancellate Forme tecniche/ Portafoglio Attività finanziarie detenute per la negoziazione rilevate per intero (VB) rilevate parzialmente (VB) rilevate parzialmente (intero valore) Attività finanziarie valutate al fair value rilevate per intero (VB) rilevate parzialmente (VB) rilevate parzialmente (intero valore) Attività finanziarie disponibili per la vendita rilevate per intero (VB) rilevate parzialmente (VB) rilevate parzialmente (intero valore) Attività finanziarie detenute sino alla scadenza rilevate per intero (VB) rilevate parzialmente (VB) rilevate parzialmente (intero valore) rilevate per intero (VB) Crediti v/banche Crediti v/clientela Totale rilevate parzialmente (VB) rilevate parzialmente (intero valore) rilevate per intero (VB) rilevate parzialmente (VB) rilevate parzialmente (intero valore) 31/12/ /12/2006 A. Attività per cassa 1. Titoli di debito (16.838) (16838,0) - 2. Titoli di capitale O.I.C.R Finanziamenti Attività deteriorate B. Strumenti derivati Totale al 31/12/ (16.838) Totale al 31/12/ C.2.2 Passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute non cancellate Passività/Portafoglio attività Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie valutate al fair value Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti v/banche Crediti v/clientela Totale 1. Debiti verso clientela a) a fronte di attività rilevate per intero b) a fronte di attività rilevate parzialmente Debiti verso banche a) a fronte di attività rilevate per intero b) a fronte di attività rilevate parzialmente Totale al 31/12/ Totale al 31/12/
152 D. MODELLI PER LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO In merito alla misurazione del rischio di credito è in corso di sviluppo un modello di Portfolio Credit Risk: attraverso il motore di calcolo PCRE di Algorithmics che considera il rischio complessivo di un portafoglio di crediti modellizzando e catturando la componente derivante dalla correlazione dei default delle controparti, calcolando le perdite creditizie e il capitale a rischio di credito a livello di portafoglio. Sezione 2 Rischio di mercato 2.1 Rischio di tasso di interesse - Portafoglio di negoziazione di vigilanza Le considerazioni che seguono fanno riferimento esclusivamente al portafoglio di negoziazione (Trading Book), come definito dalla normativa IAS. Sono escluse le partecipazioni in altre società, classificate di negoziazione secondo gli IAS, e i portafogli di negoziazione pareggiata. Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali Ai fini della compilazione della presente Parte, è stato preso a riferimento esclusivamente il portafoglio di negoziazione come definito nella disciplina relativa alle segnalazioni di Vigilanza e quindi il portafoglio degli strumenti finanziari soggetto ai requisiti patrimoniali per i rischi di mercato. Sono esclusi i portafogli di negoziazione pareggiata. B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse Si veda il successivo paragrafo A Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse. 152
153 Informazioni di natura quantitativa 1.1 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari - Valuta di denominazione Euro Tipologia/Durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterminata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione rimborso anticipato altri Altre attività Passività per cassa P.C.T. passivi Altre passività Derivati finanziari Con titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte Senza titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte
154 1.2 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari - Valuta di denominazione USD Tipologia/Durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterminata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione rimborso anticipato altri Altre attività Passività per cassa P.C.T. passivi Altre passività Derivati finanziari Con titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte Senza titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte
155 1.3 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari - Valuta di denominazione HKD Tipologia/Durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterminata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione rimborso anticipato altri Altre attività Passività per cassa P.C.T. passivi Altre passività Derivati finanziari Con titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte Senza titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte
156 1.4 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari - Valuta di denominazione JPY Tipologia/Durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterminata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione rimborso anticipato altri Altre attività Passività per cassa P.C.T. passivi Altre passività Derivati finanziari Con titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte Senza titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte
157 1.5 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari - Valuta di denominazione SGD Tipologia/Durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterminata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione rimborso anticipato altri Altre attività Passività per cassa P.C.T. passivi Altre passività Derivati finanziari Con titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte Senza titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri derivati Posizioni lunghe Posizioni corte
158 2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie per l analisi di sensitività Il portafoglio di negoziazione di vigilanza della Banca Regionale Europea si compone essenzialmente di titoli di stato a garanzia. Si segnala che a fine dicembre il VaR complessivo del portafoglio di negoziazione era pari a euro con un NAV pari a circa 34 milioni di euro (VaR medio del 2007 di euro). 158
159 2.2 Rischio di tasso di interesse - Portafoglio bancario Il portafoglio bancario è costituito da tutti gli strumenti finanziari attivi e passivi non compresi nel portafoglio di negoziazione di cui alla sezione 2.1. Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse Il rischio di tasso di interesse si genera dallo squilibrio fra le scadenze (riprezzamento) delle poste attive e passive appartenenti al portafoglio bancario. Quest ultimo è costituito da tutti gli strumenti finanziari, attivi e passivi, non inclusi nel portafoglio di negoziazione ai sensi della normativa di vigilanza. Il controllo e la gestione del rischio di tasso di interesse strutturale - da fair value e da cash flow - vengono effettuati dall Area Risk Management- Servizio Rischi Finanziari della Capogruppo. La valutazione avviene con periodicità mensile secondo un approccio statico: si assume, in altri termini, che le quantità sensibili ed il loro mix alla data di analisi, rimangano costanti lungo tutto l'orizzonte temporale di riferimento (12 mesi). Il modello tiene conto dei fenomeni di viscosità ed elasticità delle poste a vista per la determinazione dell impatto sul margine di interesse. Le metodologie di misurazione del rischio di tasso di interesse consistono principalmente in modelli di Gap analysis e di sensitivity analysis. L analisi di sensitività del valore economico è affiancata dall analisi di sensitività del margine di interesse, che si focalizza sulle variazioni reddituali nei successivi dodici mesi. Le due prospettive di misurazione vengono integrate in un indicatore di rischio complessivo (total return). B. Attività di copertura del fair value Nell ambito di UBI Banca Regionale Europea sono state poste in essere coperture specifiche per il solo tramite di strumenti finanziari derivati (fair value hedge) al fine di ridurre l esposizione a variazioni avverse di fair value dovute al rischio di tasso di interesse. In particolare, hanno formato oggetto di copertura gli impieghi con piano a tasso fisso e misto di durata superiore all anno (copertura specifiche), i prestiti obbligazionari di emissione a tasso fisso (copertura specifica) ed i prestiti obbligazionari strutturati. I contratti derivati utilizzati sono stati del tipo Interest Rate Swap. L attività di verifica dell efficacia delle coperture è svolta dal Servizio Rischi Finanziari della Capogruppo. Le verifiche di efficacia vengono effettuate attraverso test prospettici all attivazione della copertura, cui seguono test retrospettivi svolti con cadenza mensile. C. Attività di copertura dei flussi finanziari Per la Banca non sono presenti coperture dei flussi finanziari, secondo le regole IAS. 159
160 Informazioni di natura quantitativa 1.1 Portafoglio bancario distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento )delle attività e delle passività finanziarie - Valuta di denominazione Euro Tipologia / Durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 m esi fino a 6 m esi Da oltre 6 m esi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterminata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione di rim borso anticipato - altri Finanziamenti a banche Finanziamenti a clientela c/c altri finanziamenti con opzione di rim borso anticipato altri Passività per cassa Debiti verso clientela c/c altri debiti con opzione di rim borso anticipato - altri Debiti verso banche c/c altri debiti Titoli di debito con opzione di rim borso anticipato - altri Altre passività con opzione di rim borso anticipato - altri 3. Derivati finanziari Con titolo sottostante Opzioni - + Posizioni lunghe - + Posizioni corte - - Altri Posizioni lunghe Posizioni corte Senza titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri Posizioni lunghe Posizioni corte
161 1.2 Portafoglio bancario distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento )delle attività e delle passività finanziarie - Valuta di denominazione USD Tipologia / Durata residua A vista Fino a 3 m esi Da oltre 3 m esi fino a 6 m esi D a oltre 6 m esi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterm inata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione di rim borso anticipato altri Finanziamenti a banche Finanziamenti a clientela c/c altri finanziamenti con opzione di rim borso anticipato altri Passività per cassa Debiti verso clientela c/c altri debiti con opzione di rim borso anticipato - altri Debiti verso banche c/c - altri debiti Titoli di debito con opzione di rim borso anticipato - altri Altre passività con opzione di rim borso anticipato altri Derivati finanziari Con titolo sottostante O pzioni Posizioni lunghe Posizioni corte Altri Posizioni lunghe Posizioni corte Senza titolo sottostante O pzioni Posizioni lunghe + Posizioni corte - Altri Posizioni lunghe + Posizioni corte 161
162 1.3 Portafoglio bancario distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento )delle attività e delle passività finanziarie - Valuta di denominazione ALTRE VALUTE Tipologia / Durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 m esi fino a 6 m esi Da oltre 6 m esi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre 10 anni Durata indeterm inata 1. Attività per cassa Titoli di debito con opzione di rim borso anticipato - altri 1.2 Finanziamenti a banche Finanziamenti a clientela c/c 64 - altri finanziamenti con opzione di rim borso anticipato - altri Passività per cassa Debiti verso clientela c/c altri debiti con opzione di rim borso anticipato - altri 2.2 Debiti verso banche c/c 88 - altri debiti Titoli di debito con opzione di rim borso anticipato - altri 2.4 Altre passività con opzione di rim borso anticipato - altri 3. Derivati finanziari Con titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe + Posizioni corte - Altri Posizioni lunghe + Posizioni corte 3.2 Senza titolo sottostante Opzioni Posizioni lunghe + Posizioni corte - Altri Posizioni lunghe + Posizioni corte 162
163 2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per l analisi di sensività Il rischio di tasso di interesse per UBI Banca Regionale Europea, misurato attraverso la sensitivity analysis per +100 bp, ha registrato nel corso del 2007 un valore medio pari a circa 8,94 milioni di euro attestandosi a fine periodo a 10,42 milioni di euro (-6,98 milioni al 31 dicembre 2006). Il valore massimo del 2007 è stato pari a 10,96 milioni di euro, il valore minimo 7,24 milioni di euro. La tabella sottostante riporta le misure di rischio rilevate nei periodi citati - per uno shift parallelo standardizzato della curva di 200 bp, coerentemente con quanto richiesto da Basilea II - rapportate al patrimonio di vigilanza di fine periodo. Indicatori di rischiosità media annua Anno 2007 shift parallelo di 200 bp sensitivity/patrimonio di vigilanza 2,0% Indicatori di rischiosità valori puntuali shift parallelo di 200 bp sensitivity/patrimonio di vigilanza 2,3% 1,7% L impatto sul margine di interesse, ipotizzando uno shift pari a +100 basis point sulla curva dei tassi - al 31 dicembre è pari a 29,68 milioni di euro considerando l effetto della viscosità delle poste a vista (tenendo conto sia della percentuale di poste a vista che assorbono le variazioni di tasso, sia del tempo necessario affinché tale variazione venga recepita). Di seguito vengono riportati i profili dei capitali per data di repricing e la scomposizione della sensitivity (+100 b.p.) per bucket temporale Profilo dei Gap di Periodo (milioni di euro) Vista 1m 3m 6m 1y 2y 3y 4y 5y 6y 7y 8y 9y 10y 15y 20y Oltre Repricing Gap Sbilancio Derivati Gap Complessivo 8 Sensitivity medio-lungo termine 6 4 (milioni di euro) Vista 1m 3m 6m 1y 2y 3y 4y 5y 6y 7y 8y 9y 10y 15y 20y Oltre Poste Sensibili Derivati Sensitivity totale (+100 bp) 163
164 2.3 Rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza Ai fini della compilazione della presente sezione si considerano esclusivamente gli strumenti finanziari (titoli di capitale, O.I.C.R, contratti derivati su O.I.C.R, su titoli di capitale, su indici azionari, su metalli preziosi (diversi dall oro), su merci, su altre attività) rientranti nel portafoglio di negoziazione di vigilanza come definito nella disciplina relativa alle segnalazioni di vigilanza sui rischi di mercato. Sono fornite le informazioni riguardanti le variazioni di prezzo dipendenti dalle fluttuazioni delle variabili di mercato e da fattori specifici degli emittenti e delle controparti. Si segnala che Banca Regionale Europea non possiede portafogli di proprietà significativi. Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali Si veda quanto riportato nella analoga parte relativa al rischio di tasso di interesse (sezione ). B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo Si veda quanto riportato nella analoga parte relativa al rischio di tasso di interesse (sezione ). Informazioni di natura quantitativa 1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: esposizioni per cassa in titoli di capitale e O.I.C.R. Valore di bilancio Tipologia esposizioni/valori Quotati Non quotati A. Titoli di capitale 35 - A.1 Azioni 35 - A.2 Strumenti innovativi di capitale - - A.3 Altri titoli di capitale - - B. O.I.C.R. - - B.1 Di diritto italiano armonizzati aperti non armonizzati aperti chiusi riservati speculativi - - B.2 Di altri Stati UE armonizzati aperti non armonizzati aperti non armonizzati chiusi - - B.3 Di Stati non UE aperti chiusi - - Totale
165 2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione Quotati Tipologia operazioni/indice quotazione ITALIA LUSSEMBURGO REGNO UNITO STATI UNITI D'AMERICA SVIZZERA ALTRI PAESI Non quotati A. Titoli di capitale 35 - posizioni lunghe posizioni corte B. Compravendite non ancora regolate su titoli di capitale - posizioni lunghe posizioni corte C. Altri derivati su titoli di capitale 1 (239) - posizioni lunghe (727) - posizioni corte D. Derivati su indici azionari - posizioni lunghe posizioni corte
166 2.4 Rischio di prezzo - Portafoglio bancario Ai fini della compilazione della presente sezione si considerano esclusivamente gli strumenti finanziari (titoli di capitale, O.I.C.R, contratti derivati su O.I.C.R, su titoli di capitale, su indici azionari, su metalli preziosi (diversi dall oro), su merci, su altre attività) diversi da quelli inclusi nel portafoglio di negoziazione di vigilanza (sez. 2.3). Sono fornite le informazioni riguardanti le variazioni di prezzo dipendenti dalle fluttuazioni delle variabili di mercato e da fattori specifici degli emittenti e delle controparti. Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali Si veda quanto riportato nella analoga parte relativa al rischio di tasso di interesse (sezione ). B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo Si veda quanto riportato nella analoga parte relativa al rischio di tasso di interesse (sezione ). Informazioni di natura quantitativa 1. Portafoglio bancario: esposizioni per cassa in titoli di capitale e O.I.C.R. Valore di bilancio Tipologia esposizione/valori Quotati Non quotati A. Titoli di capitale A.1 Azioni A.2 Strumenti innovativi di capitale - - A.3 Altri titoli di capitale - - B. O.I.C.R B.1 Di diritto italiano armonizzati aperti non armonizzati aperti chiusi riservati speculativi - - B.2 Di altri Stati UE armonizzati aperti non armonizzati aperti non armonizzati chiusi - - B.3 Di Stati non UE aperti chiusi - - Totale Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per l analisi di sensitività Si veda quanto riportato nella analoga parte relativa al rischio di tasso di interesse (sezione ). 166
167 2.5 Rischio di cambio Il Rischio di cambio è determinato sulla base dei mismatch esistenti fra attività e passività in valuta (per cassa e a termine), riferiti a ciascuna divisa out (diversa dall euro). L esposizione al rischio di cambio è determinata a partire dalla posizione netta in cambi, attraverso una metodologia che ricalca la normativa di Vigilanza. Per quanto concerne Banca Regionale Europea, con riguardo alle posizioni nette in valute out come sopra definite, non si osservano sbilanci di particolare rilievo. Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali Si veda quanto riportato nella analoga parte relativa al rischio di tasso di interesse (sezione ). B. Attività di copertura del rischio di cambio Per quanto attiene l analisi della copertura del rischio di cambio si rimanda a quanto esposto nel paragrafo 2.2 relativo all analisi del rischio di tasso di interesse. 167
168 Informazioni di natura quantitativa 1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati Valute Voci DOLLARO USA STERLINA INGLESE YEN GIAPPONESE FRANCO SVIZZERO DOLLARO HONG KONG DOLLARO SINGAPORE ALTRE VALUTE A. Attività finanziarie A.1 Titoli di debito A.2 Titoli di capitale A.3 Finanziamenti a banche A.4 Finanziamenti a clientela A.5 Altre attività finanziarie B. Altre attività C. Passività finanziarie (24.629) (397) (584) (5.503) - - (2.553) C.1 Debiti verso banche (5.030) - - (1.874) C.2 Debiti verso clientela (24.629) (397) (584) (473) - - (679) C.3 Titoli di debito D. Altre passività E. Derivati finanziari (87) (3) 90 - Opzioni Posizioni Lunghe Posizioni Corte (88.611) - (8.792) Altri derivati (87) (3) 90 - Posizioni Lunghe Posizioni Corte (29.753) - (1.394) - (1.019) (2.445) - Totale attività Totale passività (24.629) (397) (584) (5.503) - - (2.553) Sbilancio (+/-) (201) (3) 90 (102) 2. Modelli interni e altre metodologie per l analisi di sensitività Si veda quanto riportato nella analoga parte relativa al rischio di tasso di interesse (sezione ). 168
169 2.6 Gli strumenti finanziari derivati A. DERIVATI FINANZIARI A.1 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali di fine periodo e medi Tipologia operazioni/sottostanti Titoli di debito e tassi di interesse Titoli di capitale e indici azionari Tassi di cambio e oro Altri valori 31/12/ /12/2006 Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati 1. Forward rate agreement Interest rate swap Domestic currency swap Currency interest rate swap Basis swap Scambi indici azionari Scambi indici reali Futures Opzioni cap Acquistate Emesse Opzioni floor Acquistate Emesse Altre opzioni Acquistate Plain vanilla Esotiche Emesse Plain vanilla Esotiche Contratti a termine Acquisti Vendite Valute contro valute Altri contratti derivati Totale Valori medi
170 A.2 Portafoglio bancario: valori nozionali di fine periodo e medi A.2.1 Di copertura Titoli di debito e tassi di interesse Titoli di capitale e indici azionari Tassi di cambio e oro Altri valori 31/12/ /12/2006 Tipologia derivati/scostamenti Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati 1. Forward rate agreement Interest rate swap Domestic currency swap Currency interest rate swap Basis swap Scambi indici azionari Scambi indici reali Futures Opzioni cap Acquistate Emesse Opzioni floor Acquistate Emesse Altre opzioni Acquistate Plain vanilla Esotiche Emesse Plain vanilla Esotiche Contratti a termine Acquisti Vendite Valute contro valute Altri contratti derivati Totale Valori medi
171 A.2.2 Altri derivati Titoli di debito e tassi di interesse Titoli di capitale e indici azionari Tassi di cambio e oro Altri valori 31/12/ /12/2006 Tipologia derivati / Sottostanti Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati 1. Forward rate agreement Interest rate swap Domestic currency swap Currency interest rate swap Basis swap Scambi indici azionari Scambi indici reali Futures Opzioni cap Acquistate Emesse Opzioni floor Acquistate Emesse Altre opzioni Acquistate Plain vanilla Esotiche Emesse Plain vanilla Esotiche Contratti a termine Acquisti Vendite Valute contro valute Altri contratti derivati Totale Valori medi
172 A.3 Derivati finanziari: acquisto e vendita dei sottostanti Titoli di debito e tassi di interesse Titoli di capitale e indici azionari Tassi di cambio e oro Altri valori 31/12/ /12/2006 Tipologia operazioni / Sottostanti Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati Quotati Non quotati A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: Operazioni con scambio di capitali Acquisti Vendite Valute contro valute Operazioni senza scambio di capitali Acquisti Vendite Valute contro valute B. Portafoglio bancario B1. Di copertura Operazioni con scambio di capitali Acquisti Vendite Valute contro valute Operazioni senza scambio di capitali Acquisti Vendite Valute contro valute B2. Altri derivati Operazioni con scambio di capitali Acquisti Vendite Valute contro valute Operazioni senza scambio di capitali Acquisti Vendite Valute contro valute
173 A.4 Derivati finanziari over the counter : fair value positivo - rischio di controparte Titoli di debito e tassi di interesse Titoli di capitale e indici azionari Tassi di cambio e oro Altri valori Sottostanti differenti Controparti/Sottostanti Lordo non compensato Lordo compensato Esposizione futura Lordo non compensato Lordo compensato Esposizione futura Lordo non compensato Lordo compensato Esposizione futura Lordo non compensato Lordo compensato Esposizione futura Compensato Esposizione futura A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: A.1 Governi e Banche centrali A.2 Enti pubblici A.3 Banche A.4 Società finanziarie A.5 Assicurazioni A.6 Imprese non finanziarie A.7 Altri soggetti Totale A ( 31/12/2007) Totale A ( 31/12/2006) B. Portafoglio bancario: B.1 Governi e banche centrali B.2 Enti pubblici B.3 Banche B.4 Società finanziarie B.5 Assicurazioni B.6 Imprese non finanziarie B.7 Altri soggetti Totale B ( 31/12/2007) Totale B ( 31/12/2006) A.5 Derivati finanziari over the counter : fair value negativo - rischio finanziario Controparti/Sottostanti Titoli di debito e tassi di interesse Titoli di capitale e indici azionari Tassi di cambio e oro Lordo non compensato Lordo compensato Esposizione futura Lordo non compensato Lordo compensato Esposizione futura Lordo non compensato Lordo compensato Esposizione futura Lordo non compensato Altri valori Lordo compensato Esposizione futura Sottostanti differenti Compensato Esposizione futura A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: A.1 Governi e banche centrali A.2 Enti pubblici A.3 Banche A.4 Società finanziarie A.5 Assicurazioni A.6 Imprese non finanziarie A.7 Altri soggetti Totale A ( 31/12/2007) Totale A ( 31/12/2006) B. Portafoglio bancario B.1 Governi e banche centrali B.2 Enti pubblici B.3 Banche B.4 Società finanziarie B.5 Assicurazioni B.6 Imprese non finanziarie B.7 Altri soggetti Totale B ( 31/12/2006) Totale B ( 31/12/2006)
174 A.6 Vita residua dei derivati finanziari over the counter : valori nozionali Sottostanti/Vita residua Fino a 1 anno Oltre 1 anno e fino a 5 anni Oltre 5 anni Totale A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici azionari A.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e oro A.4 Derivati finanziari su altri valori B. Portafoglio bancario B.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse B.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici azionari B.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e oro B.4 Derivati finanziari su altri valori Totale al 31/12/ Totale al 31/12/ B. DERIVATI CREDITIZI Non sono presenti derivati creditizi. 174
175 Sezione 3 Rischio di liquidità Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità La gestione della liquidità per conto delle banche rete del Gruppo è accentrata presso l Area Finanza della Capogruppo. Il monitoraggio ed il controllo del rischio di liquidità sono effettuati dal Servizio Rischi Finanziari. L analisi di liquidità mira a verificare quale sia il grado di copertura del fabbisogno di liquidità della banca. Quest ultimo è determinato, attraverso un modello di liquidity gap, a partire dagli sbilanci per scadenza fra poste sensibili attive e passive (ad eccezione delle poste attive prontamente liquidabili che costituiscono la liquidità disponibile). In coerenza con gli indirizzi in tema di rischio di liquidità ed equilibrio strutturale previsti a livello consolidato, è stata istituita una policy che declina le regole volte al perseguimento ed al mantenimento, mediante politiche di raccolta e impiego coordinate ed efficienti, dell equilibrio strutturale delle fonti e degli impieghi per le Banche Rete e per le Società Prodotto. La policy, che sostituisce precedenti regole o modalità di intervento, ha l obiettivo di rendere omogenee, per tutte le società del Gruppo, sia le modalità di intervento che i criteri di identificazione delle condizioni economiche, individuando eventualmente a priori le specifiche eccezioni. 175
176 Informazioni di natura quantitativa 1.1 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: EURO (EUR) Voci / Scaglioni temporali A vista Da oltre 1 giorno a 7 giorni Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni Indeterminata Totale Attività per cassa A.1 Titoli di stato A.2 Titoli di debito quotati A.3 Altri titoli di debito A.4 Quote O.I.C.R A.5 Finanziamenti Banche Clientela Passività per cassa B.1 Depositi Banche Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni "fuori bilancio" C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte C.2 Depositi e finanziamenti da ricevere Posizioni lunghe Posizioni corte C.3 Impegni irrevocabili a erogare fondi Posizioni lunghe - - Posizioni corte - 176
177 1.2 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: DOLLARO USA (USD) Voci / Scaglioni temporali A vista Da oltre 1 giorno a 7 giorni Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni Indeterminata Totale Attività per cassa A.1 Titoli di stato A.2 Titoli di debito quotati A.3 Altri titoli di debito A.4 Quote O.I.C.R A.5 Finanziamenti Banche Clientela Finanziamenti in sofferenza - - Finanziamenti insoluti - - Passività per cassa B.1 Depositi Banche - - Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni "fuori bilancio" C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte C.2 Depositi e finanziamenti da ricevere Posizioni lunghe Posizioni corte C.3 Impegni irrevocabili a erogare fondi Posizioni lunghe Posizioni corte
178 1.3 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: HKD Voci / Scaglioni temporali A vista Da oltre 1 giorno a 7 giorni Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni Indeterminata Totale Attività per cassa A.1 Titoli di stato A.2 Titoli di debito quotati A.3 Altri titoli di debito A.4 Quote O.I.C.R A.5 Finanziamenti Banche Clientela - Finanziamenti in sofferenza - Finanziamenti insoluti - Passività per cassa B.1 Depositi Banche - - Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni "fuori bilancio" C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte C.2 Depositi e finanziamenti da ricevere Posizioni lunghe Posizioni corte C.3 Impegni irrevocabili a erogare fondi Posizioni lunghe Posizioni corte
179 1.4 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: JPY Voci / Scaglioni temporali A vista Da oltre 1 giorno a 7 giorni Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni Indeterminata Totale Attività per cassa A.1 Titoli di stato A.2 Titoli di debito quotati A.3 Altri titoli di debito A.4 Quote O.I.C.R A.5 Finanziamenti Banche - - Clientela Finanziamenti in sofferenza - Finanziamenti insoluti - Passività per cassa B.1 Depositi Banche Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni "fuori bilancio" C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte C.2 Depositi e finanziamenti da ricevere Posizioni lunghe Posizioni corte C.3 Impegni irrevocabili a erogare fondi Posizioni lunghe Posizioni corte
180 1.5 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: SGD Voci / Scaglioni temporali A vista Da oltre 1 giorno a 7 giorni Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni Indeterminata Totale Attività per cassa A.1 Titoli di stato A.2 Titoli di debito quotati A.3 Altri titoli di debito A.4 Quote O.I.C.R A.5 Finanziamenti Banche Clientela - Finanziamenti in sofferenza - Finanziamenti insoluti - Passività per cassa B.1 Depositi Banche - - Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni "fuori bilancio" C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte C.2 Depositi e finanziamenti da ricevere Posizioni lunghe Posizioni corte C.3 Impegni irrevocabili a erogare fondi Posizioni lunghe Posizioni corte
181 1.6 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: ALTRE VALUTE Voci / Scaglioni temporali A vista Da oltre 1 giorno a 7 giorni Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni Indeterminata Totale Attività per cassa A.1 Titoli di stato A.2 Titoli di debito quotati A.3 Altri titoli di debito A.4 Quote O.I.C.R A.5 Finanziamenti Banche Clientela Finanziamenti in sofferenza - - Finanziamenti insoluti - - Passività per cassa B.1 Depositi Banche Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni "fuori bilancio" C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte C.2 Depositi e finanziamenti da ricevere Posizioni lunghe Posizioni corte C.3 Impegni irrevocabili a erogare fondi Posizioni lunghe Posizioni corte
182 2. Distribuzione settoriale delle passività finanziarie Esposizioni/Controparti Governi e Banche Centrali Altri enti pubblici Società finanziarie Imprese di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti 1. Debiti verso clientela Titoli in circolazione Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie al fair value Totale 31/12/ Totale 31/12/ Distribuzione territoriale delle passività finanziarie Esposizioni/Controparti Italia Altri Paesi Europei America Asia Resto del mondo 1. Debiti verso clientela Debiti verso banche Titoli in circolazione Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie al fair value Totale 31/12/ Totale 31/12/
183 Sezione 4 Rischio operativo Informazioni di natura qualitativa A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di operativo La politica di Gruppo prevede che i rischi operativi vengano identificati, misurati e monitorati nell ambito del complessivo processo di Operational Risk Management con i seguenti obiettivi: individuare le cause degli eventi pregiudizievoli che sono all origine delle perdite operative e, conseguentemente, incrementare la redditività aziendale e migliorare l efficienza della gestione, tramite l individuazione delle aree critiche, il loro monitoraggio e l ottimizzazione del sistema dei controlli; ottimizzare le politiche di mitigazione e di trasferimento del rischio quali, ad esempio, quelle di assicurazione, alla luce dell entità e dell effettiva esposizione al rischio; ottimizzare l allocazione e l assorbimento patrimoniale del rischio operativo e le politiche di accantonamento in ottica di creazione del valore per gli azionisti; supportare il processo decisionale relativo all apertura di nuovi business, attività, prodotti e sistemi; sviluppare la cultura del rischio operativo a livello di Business Unit sensibilizzando tutta la struttura; rispondere alle richieste regolamentari del Nuovo Accordo di Basilea sul Capitale di Vigilanza delle Banche e dei gruppi bancari. Alla luce del contesto regolamentare definito con la pubblicazione della Circolare n. 263 del 27/12/2006 da Banca d Italia il Gruppo UBI Banca adotterà il metodo Standardizzato (TSA) in uso combinato con il metodo Base (BIA) per il calcolo del requisito di capitale sui Rischi Operativi nel 2008, per convergere nel 2009 verso l utilizzo di un modello interno di tipo Avanzato (Advanced Measurement Approach-AMA) in uso combinato con il metodo TSA e BIA (AMA parziale, ove con uso parziale si intende l adozione del metodo AMA solamente per alcune Business Line/Entità del Gruppo). Per rischio operativo s intende il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l altro, perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. Tale definizione include il rischio legale di perdite derivanti da violazioni di leggi o regolamenti, da responsabilità contrattuale o extra-contrattuale ovvero da altre controversie ma non comprende il rischio reputazionale e strategico. Il rischio operativo è caratterizzato da relazioni di causa-effetto tali per cui, a fronte di uno o più fattori scatenanti, si genera l evento pregiudizievole, o effetto, cui è direttamente collegabile una perdita economica. Si definisce, pertanto, perdita operativa l insieme degli effetti economici negativi derivanti da eventi di natura operativa, rilevati nella contabilità aziendale e tali da avere impatto sul conto economico. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo A seguito della fusione sono state definite le nuove policy di Gruppo per la gestione del rischio operativo e completate le attività di allineamento ed integrazione del Modello Organizzativo per la gestione e il controllo del rischio operativo, dei processi e dei sistemi inerenti la rilevazione delle perdite operative (Loss Data Collection) e dei rischi connessi ad eventi di perdita potenziali (Self Risk Assessment). 183
184 Modello Organizzativo Il rischio operativo pervade tutta la struttura e risiede in ogni funzione e unità organizzativa. E stato pertanto definito un modello organizzativo per la sua gestione che attribuisce compiti e responsabilità sia a livello periferico che centrale delle singole entità giuridiche coinvolte a livello di Gruppo. All interno della Capogruppo è stato costituito un Comitato Rischi Operativi con compiti di indirizzo e verifica del complessivo processo di Operational Risk Management mentre nell ambito dell Area Risk Management è altresì operante uno specifico servizio dedicato alla progettazione, sviluppo e manutenzione delle metodologie aziendali di rilevazione, misurazione, monitoraggio e verifica dell efficacia delle misure di mitigazione del rischio operativo e dei connessi sistemi di reporting. All interno dell Area Risk Capital & Policies sono altresì operanti il Servizio Financial & Oprisk Policies, responsabile, in collaborazione con le altre unità organizzative competenti, della definizione delle policy di gestione, controllo e mitigazione del rischio operativo ivi incluse quelle di insurance risk management ed il Servizio Validazione Modelli e Processi, responsabile del processo di convalida. Per le singole entità giuridiche del Gruppo il modello organizzativo è articolato in quattro livelli di responsabilità: Referente Rischi Operativi (RRO). È il responsabile nell ambito della propria entità giuridica della realizzazione del complessivo framework per la gestione dei rischi operativi. Supporto Rischi Operativi Locale (SROL). Riveste il ruolo principale di supporto al Referente Rischi Operativi per la realizzazione del complessivo processo di gestione dei rischi operativi per le entità di appartenenza. Risk Champion (RC). Presidia operativamente lo svolgimento del processo di Gestione dei rischi operativi ai fini della sua validazione complessiva, in relazione alla propria area di business, coordinando e supportando i Risk Owners di riferimento. Supporta il processo di monitoraggio dei rischi e partecipa alla definizione ed attuazione delle strategie di mitigazione. Risk Owner (RO). Ha il compito di riconoscere e segnalare gli eventi di perdita operativa storici e/o potenziali che si manifestano/rilevano nel corso delle attività quotidiane. Partecipa all attuazione degli interventi correttivi e migliorativi comunicati dai livelli superiori e volti a ridurre il livello di esposizione al rischio. Metodi e sistemi di misurazione Il Sistema di Gestione dei Rischi Operativi del Gruppo è composto da: - un processo decentrato di censimento delle perdite operative (Loss Data Collection) finalizzato alla rilevazione integrata e sistematica degli eventi dannosi accaduti che hanno comportato una perdita effettiva. Le perdite operative rilevate sono periodicamente riconciliate con la contabilità ed aggiornate in tempo reale dai Risk Owner e/o Risk Champion tramite una procedura, disponibile sulla rete intranet del Gruppo, con evidenza separata dei recuperi eventualmente ottenuti, anche attraverso l attivazione di specifiche polizze assicurative. - un processo strutturato di mappatura e valutazione degli scenari di rischio (Risk Assessment) insiti nelle aree di business del Gruppo, supportato da una procedura informatica per la sua gestione integrata, con l intento di fornire un autodiagnosi critica dell operatività in tema di esposizione potenziale al rischio di perdite future, di adeguatezza dei controlli e delle misure di mitigazione in essere. - un data base delle perdite operative subite dal sistema italiano a partire dal Il Gruppo aderisce all iniziativa dell Osservatorio DIPO lanciata dall ABI in tema di rischi 184
185 operativi per lo scambio dei dati di perdita di sistema sin dalla sua data di costituzione. - un sistema di misurazione del capitale economico e regolamentare, per la determinazione dell assorbimento patrimoniale del rischio operativo per business unit tramite il metodo Standardizzato. A seguito dell integrazione dei processi di rilevazione delle perdite operative e di mappatura e valutazione degli scenari di rischio sono state avviate le attività di analisi per lo sviluppo di un modello interno di determinazione dell esposizione al rischio del nuovo Gruppo di tipo Loss Distribution Approach. Reporting Il monitoraggio dei rischi operativi è realizzato tramite un sistema di reporting che fornisce le informazioni necessarie alla gestione e mitigazione dei livelli di rischio assunti dal Gruppo. Il sistema di reporting è articolato sui medesimi livelli di responsabilità previsti dal modello organizzativo per supportare i molteplici fabbisogni informativi insiti nel modello federale del Gruppo, con l obiettivo di garantire la standardizzazione dell informazione e consentire una regolare verifica dei rischi operativi assunti per la definizione di strategie e di obiettivi di gestione coerenti con i livelli di rischio considerati accettabili. La reportistica per gli organi societari, l Alta Direzione della Capogruppo e delle Banche Rete ed il Comitato Rischi Operativi, è periodicamente predisposta a livello centrale dal Servizio Rischi Operativi ed include, con gradi di dettaglio differenziati in base alle necessità, un analisi andamentale delle perdite interne e dei relativi recuperi corredata da un confronto con i dati esterni di sistema, i risultati della valutazione dell esposizione al rischio con l identificazione delle aree di vulnerabilità e la descrizione delle azioni da intraprendere per la prevenzione e attenuazione del rischio e della rispettiva efficacia. Rischio legale La Banca Regionale Europea è coinvolta in una pluralità di procedimenti giudiziari di varia natura e di procedimenti legali originati dall ordinario svolgimento della propria attività. Per quanto non sia possibile prevederne con certezza l esito finale, si ritiene che l eventuale risultato sfavorevole di detti procedimenti non avrebbe, sia singolarmente che complessivamente, un effetto negativo rilevante sulla situazione finanziaria ed economica della Banca. Informazioni di natura quantitativa Dati descrittivi I grafici sotto riportati evidenziano che le principali fonti di manifestazione del rischio operativo per la Banca Regionale Europea nel periodo gennaio 2004 dicembre 2007 sono stati il Contesto Esterno (78,4% degli impatti e 89,2% delle frequenze) ed i Processi (20% degli impatti e 10,1% delle frequenze). Il risk driver Contesto Esterno include gli atti umani provocati da terzi e non direttamente controllabili dalla Banca, quali ad esempio i furti e le rapine, le frodi su carte, i danni provocati da eventi naturali (terremoti, alluvioni, ecc.), gli altri eventi esterni; il risk driver Processi include gli errori non intenzionali, l impreparazione del personale, le inefficienze procedurali e di processo, il mancato rispetto delle procedure e dei controlli interni. L andamento delle perdite operative nel periodo evidenzia un trend annuale degli impatti -al lordo dei recuperi assicurativi e degli altri recuperi esterni- sostanzialmente costante (da 1,1 milioni di euro nel 2004 a 1,2 milioni di euro nel 2007), mentre un trend annuale delle frequenze di accadimento in peggioramento (da 143 eventi nel 2004 a 319 eventi nel 2007). Le tipologie di evento che nel periodo hanno determinato le maggiori perdite operative (al lordo dei recuperi assicurativi e degli altri recuperi esterni) sono state Frode esterna (75%), Esecuzione consegna e gestione dei processi (14,4%) e Clientela prodotti e prassi professionali (5,6%). 185
186 I dati del sistema bancario (Associazione DIPO-ABI, relativi al periodo gennaio giugno 2007) si concentrano negli event type Clientela prodotti e prassi professionali per il 37%, Frode esterna e Frode interna per il 20%, e nella business line Basilea Retail banking per il 44%. Rappresentazioni grafiche Incidenza delle perdite operative accadute nel periodo gennaio 2004 dicembre 2007 per risk driver Distribuzione degli eventi per anno di accadimento 186
187 Incidenza delle perdite operative accadute nel periodo gennaio 2004 dicembre 2007 per tipologia evento 187
188 Parte F - Informazioni sul patrimonio Sezione 1 Il patrimonio dell impresa A - Informazioni di natura qualitativa Il Patrimonio aziendale è costituito dal capitale sociale e dalle riserve, a qualunque titolo costituite. L aggregato (i cui valori sono indicati nelle tabelle successive) risulta a presidio di tutti i rischi aziendali in precedenza commentati (di credito, di liquidità, di mercato e rischi operativi). In particolare si ritiene idonea la quota minima del 7% prevista a garanzia dei rischi di credito ed indicata dalla Organo di Vigilanza per le banche appartenenti ad un gruppo bancario. L appartenenza al Gruppo UBI Banca costituisce una valida e costante garanzia che i vincoli patrimoniali saranno sempre rispettati ricorrendo, se del caso, ad aumenti di capitale. Nella tabella successiva vengono indicati i vincoli alla distribuibilità del capitale e delle riserve. B. Informazioni di natura quantitativa Composizione del Patrimonio netto secondo origine, disponibilità e distribuibilità al 31/12/2007 Legenda: A: per aumento di capitale B: per copertura perdite C: per distribuzione ai soci 188
189 Note: (1) Importi in sospensione d'imposta. (2) Riserva vincolata per mila euro ai sensi della L.218/90 e per mila euro per ricostituire il vincolo relativamente alle riserve in sospensione di imposta della società incorporata Cassa Risparmio di Tortona (ai sensi del D.Lgs. 124/93 e delle leggi di rivalutazione n. 72/83, n. 413/91 e n. 350/03 rispettivamente per 9 mila euro, 827 mila euro, 943 mila euro e per mila euro). (3) Nel corso del 2005 la riserva statutaria è stata ridotta per mila euro al fine di coprire le riserve negative che si sono originate in sede di passaggio ai principi contabili internazionali. (4) Nel corso del 2005, tale riserva, pari a mila euro, è stata annullata al fine di coprire parzialmente le riserve negative che si sono originate in sede di passaggio ai principi contabili internazionali. (5) Riserva non distribuibile ai sensi art.6 del D.lgs 28/02/2005 n.38. (6) La quota di riserva da assoggettare all'art. 109, comma 4, lettera b) D.P.R. 917/86 è pari a mila euro. 189
190 Sezione 2 Il patrimonio e i coefficienti di vigilanza 2.1 PATRIMONIO DI VIGILANZA A - Informazioni di natura qualitativa 1. Patrimonio di base Il Patrimonio di base è costituito dal capitale, dalle riserve di utili al netto delle attività immateriali, non sono presenti strumenti innovativi di capitale. 2. Patrimonio supplementare Il Patrimonio supplementare è costituito dalle riserve di valutazione. 3. Patrimonio di terzo livello Non esiste Patrimonio di terzo livello. B - Informazioni di natura quantitativa Totale 31/12/2007 Totale 31/12/2006 A. Patrimonio di base prima dell'applicazione dei filtri prudenziali B Filtri prudenziali del patrimonio di base: filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) - - filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-) C. Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A+B) D. Elementi da dedurre dal patrimonio di base E. Totale patrimonio di base (TIER 1) (C-D) F. Patrimonio supplementare prima dell'applicazione dei filtri prudenziali G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) - - filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-) H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F+G) I. Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare 547 L. Totale patrimonio supplementare (Tier 2) (H-I) M. Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare N. Patrimonio di vigilanza (E+L-M) O. Patrimonio di terzo livello (TIER 3) P. Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3 (N+O) Il patrimonio al 31/12/2007 è redatto secondo il dettato del 12 aggiornamento della circolare 155 emanato da Banca d Italia il 5 febbraio 2008 e recepito dalla circolare 262 tramite comunicazione di Banca d Italia n del 22 febbraio
191 2.2 Adeguatezza patrimoniale A. Informazioni di natura qualitativa L approccio adottato per la valutazione dell adeguatezza patrimoniale si basa su due presupposti: - sostenere adeguatamente l operatività della Banca, anche in funzione dei piani strategici definiti - rispettare tempo per tempo le indicazioni dell Organo di Vigilanza per quanto concerne i livelli di patrimonializzazione A tale fine è costantemente monitorato l andamento del Capital Ratio (TIER 1) e del Total Capital Ratio. La strategia di crescita degli impieghi viene delineata tenendo conto dei livelli di remunerazione e rischiosità rispetto al relativo assorbimento patrimoniale. 191
192 B. Informazioni di natura quantitativa Importi non ponderati Importi ponderati/requisiti Categorie/Valori Totale 31/12/2007 Totale 31/12/2006 Totale 31/12/2007 Totale 31/12/2006 A. ATTIVITA' DI RISCHIO A.1 RISCHIO DI CREDITO METODOLOGIA STANDARD ATTIVITA' PER CASSA Esposizioni (diverse dai titoli di capitale e da altre attività subordinate) verso (o garantite da): Governi e Banche Centrali Enti pubblici Banche Altri soggetti (diverse dai crediti ipotecari su immobili residenziali e non residenziali) Crediti ipotecari su immobili residenziali Crediti ipotecari su immobili non residenziali Azioni, partecipazioni e attività subordinate Altre attività per cassa ATTIVITÀ FUORI BILANCIO Garanzie e impegni verso (o garantite da): Governi e Banche Centrali Enti pubblici Banche Altri soggetti Contratti derivati verso (o garantiti da): Governi e Banche Centrali Enti pubblici Banche Altri soggetti DUBBI ESITI B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA B.1 RISCHIO DI CREDITO B.2 RISCHI DI MERCATO METODOLOGIA STANDARD di cui: + rischio di posizione su titoli di debito rischio di posizione su titoli di capitale rischio di cambio altri rischi MODELLI INTERNI di cui: + rischio di posizione su titoli di debito rischio di posizione su titoli di capitale rischio di cambio B.3 ALTRI REQUISITI PRUDENZIALI B.4 TOTALE REQUISITI PRUDENZIALI (B1+B2+B3) C. ATTIVITÀ DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA C.1 Attività di rischio ponderate C.2 Patrimonio di base/attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) - - 9,423% 9,477% C.3 Patrimonio di vigilanza/attività di rischio ponderate (Total capital ratio) ,905% 11,014% 192
193 Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti impresa o rami d azienda Per la Banca non esiste tale fattispecie. 193
194 Parte H - Operazioni con parti correlate 1. Informazione sui compensi degli amministratori e dirigenti Compensi a Dirigenti (1) 31/12/2007 Benefici a breve termine per i dipendenti (2) Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro(3) 84 Altri benefici a lungo termine Indennità cessazione del rapporto di lavoro Pagamenti in azioni (1) Per Dirigenti si intendono i dirigenti con responsabilità strategiche dell entità ivi inclusi gli amministratori dell entità (2) A titolo esemplificativo: salari, stipendi e relativi contributi sociali, pagamenti di indennità sostitutive di ferie e di assenza per malattia, benefici in natura. Nell importo sono compresi i compensi fissi e variabili corrisposti agli Amministratori in quanto assimilabili al costo del lavoro e agli oneri sociali a carico dell azienda per i dipendenti. (3) A titolo esemplificativo: pensioni, altri benefici previdenziali, assicurazioni sulla vita e assistenza sanitaria successive al rapporto di lavoro. In ordine ai compensi erogati nel corso dell esercizio 2007 a 2 Dirigenti con responsabilità strategiche, compreso il Direttore Generale, si precisa che, in aggiunta alla componente fissa della retribuzione definita tramite accordi individuali, è presente una significativa componente variabile legata al raggiungimento di obiettivi strategici del Gruppo. Con riferimento alla retribuzione fissa si evidenzia la presenza, oltre che della consueta erogazione in forma monetaria, di benefit a completamento del pacchetto remunerativo quali il fondo di previdenza integrativa, la polizza sanitaria e la polizza infortuni. Non sono presenti piani di incentivazione di medio/lungo periodo. In particolare, si evidenziano i seguenti istituti retributivi (per le cui definizioni si rinvia all apposito principio contabile): a) Benefici a breve termine Nei benefici a breve termine sono ricompresi stipendi, contributi per oneri sociali, indennità sostitutive per ferie non godute, assenze per malattia, permessi retribuiti, benefici quali assistenza medica, abitazione. Tra i benefici a breve termine è ricompresa anche la parte variabile della retribuzione la cui erogazione è correlata ad obiettivi qualitativi e quantitativi a valenza annua connessi al Piano Industriale. Tale componente incide mediamente per circa il 21,7% del costo del lavoro complessivo a carico dell azienda riferito al perimetro considerato. b) Benefici successivi al rapporto di lavoro Nei benefici successivi al rapporto di lavoro sono ricompresi piani previdenziali, pensionistici, assicurativi nonché il trattamento di fine rapporto. Nei confronti dei dirigenti in questione sono attive forme di assicurazione sulla vita e di previdenza complementare con orizzonte temporale anche successivo alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente. 2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate Conformemente a quanto disposto dalla Consob con le Comunicazioni n del 20 febbraio 1997, n del 27 febbraio 1998, n del 6 aprile 2001, n del 14 aprile 2005 e, da ultimo, con le Comunicazioni n. DEM/ del 28 luglio 2006 e n del 28 luglio 2006, si precisa che tutte le operazioni svolte dalla Capogruppo con le proprie parti correlate sono state effettuate nel rispetto di criteri di correttezza sostanziale e 194
195 procedurale, a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con soggetti terzi indipendenti. A seguito dell abrogazione da parte della citata Comunicazione Consob 14 aprile 2005, del terzo comma dell art. 17-bis del Regolamento Consob n /1999, in forza del quale la precedente Comunicazione n del 30 settembre 2002 definiva la nozione di parti correlate, venendo meno tale definizione, per parte correlata dell emittente si intende, ai sensi del principio contabile internazionale (Interenational Accounting Standard IAS) n. 24, una parte se: a) direttamente o indirettamente, controlla, è controllata da, o è sottoposta a controllo comune con l emittente; oppure detiene una partecipazione tale da esercitare un influenza notevole sull emittente ovvero controlla congiuntamente l emittente; b) è una società collegata all emittente (secondo la definizione dello IAS 28 - Partecipazioni in collegate); c) è una joint venture in cui l emittente è una partecipante; d) è un dirigente con responsabilità strategiche dell emittente o della sua controllante, intendendosi per dirigente con responsabilità strategiche coloro che hanno il potere e la responsabilità della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività dell emittente, ivi inclusi gli amministratori dell emittente; e) è uno stretto familiare di uno dei soggetti indicati alle lettere a) o d) (per stretti familiari si intendono coloro che sono potenzialmente in grado di influenzare la persona fisica correlata all emittente, o esserne influenzati, nei loro rapporti con l emittente); f) è un entità controllata, controllata congiuntamente o soggetta a influenza notevole da uno dei soggetti indicati alle lettere d) od e), ovvero tali soggetti detengono direttamente o indirettamente, una quota significativa dei diritti di voto in tale entità; g) è un fondo pensionistico per i dipendenti dell emittente o di qualsiasi entità ad essa correlata. In particolare, coerentemente con il modello organizzativo adottato che prevede l accentramento presso UBI Banca delle attività di indirizzo strategico e gestionale, e presso UBI Sistemi e Servizi S.p.A. delle attività di tipo tecnico-operativo, la Capogruppo e la sua controllata forniscono alle diverse Società del Gruppo una serie di servizi, regolati da appositi contratti infragruppo redatti sulla base dei criteri di congruità, trasparenza ed omogeneità; i corrispettivi pattuiti per i servizi resi a norma di tali contratti sono stati determinati in conformità a condizioni di mercato o, laddove non siano rinvenibili sul mercato idonei parametri di riferimento anche in relazione alle caratteristiche peculiari dei servizi resi, sulla base del costo sostenuto. Tra i principali contratti infragruppo in corso di validità alla data di chiusura dell anno si segnalano quelli che attuano l accentramento presso la Capogruppo delle attività nelle Aree di Governo, di Business e che coinvolgono la Capogruppo e le principali banche del Gruppo come pure i contratti attuativi del c.d. consolidato fiscale nazionale (di cui gli articoli da 117 a 129 del D.P.R. n 917/1986 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi) conclusi dalla Capogruppo. Sono inoltre da segnalarsi tutti i contratti infragruppo che attuano l accentramento presso UBI Sistemi e Servizi delle attività di Supporto di tutte le principali Società del Gruppo UBI. Con riguardo alle operazioni svolte dalla Capogruppo con tutte le proprie parti correlate si precisa che non sono rinvenibili operazioni atipiche e/o inusuali; operazioni della specie, peraltro, non sono state effettuate neppure con soggetti diversi dalle parti correlate. Per operazioni atipiche e/o inusuali - giusta quanto indicato nella Comunicazione Consob n del 27 febbraio 1998 e n del 6 aprile si intendono tutte quelle operazioni che per significatività/rilevanza, natura della controparte, oggetto della transazione (anche in relazione alla gestione ordinaria), modalità di determinazione del prezzo di trasferimento e tempistica di accadimento (prossimità alla chiusura del periodo) possono dar luogo a dubbi in ordine: alla correttezza/completezza dell informazione in bilancio, al conflitto di interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale, alla tutela degli azionisti di minoranza. Ulteriori informazioni in merito alle operazioni con parti correlate sono riportate nelle successive tabelle. 195
196 Rapporti verso le imprese del Gruppo e con le imprese sottoposte ad influenza notevole 31/12/2007 Parte correlata Attivià/passività finanziarie detenute per la negozizione Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Derivati di copertura Debiti verso banche Debiti verso clientela Titoli in circolazione Garanzie rilasciate Controllante Controllate Collegate Joint venture Dirigenti Altre parti correlate /12/2007 Parte correlata Interessi attivi e proventi assimilati Dividendi e proventi simili Commissioni attive Altri proventi di gestione Interessi passivi e oneri assimilati Spese amministrative Commissioni passive Altri oneri di gestione Controllante Controllate Collegate Joint venture 196
197 31/12/2007 Parte correlata Interessi netti Commissioni nette Proventi e oneri da operazioni finanziaire Altri proventi ed oneri di gestione Spese amministrative Dirigenti (40) 10 Altre parti correlate (9.648) /12/2007 Parte correlata Attivià/passività finanziarie detenute per la negozizione Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Derivati di copertura Debiti verso banche Debiti verso clientela Titoli in circolazione Garanzie rilasciate Con parti correlate Totale Incidenza 0% 0% - 72% 1% 0% 95% 0% 21% 1% 197
198 Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Per la Banca non esiste tale fattispecie. 198
199 Allegati al Bilancio d esercizio 199
200 Prospetti riepilogativi dei dati essenziali della società controllante Banche Popolari Unite S.c.p.A. (ex art bis del c.c.) STATO PATRIMONIALE (in migliaia di euro) 31/12/2006 ATTIVITA Cassa e disponibilità presso banche centrali e uffici postali 69 Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie valutate al fair value Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute fino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Derivati di copertura Partecipazioni Immobilizzazioni Attività fiscali Altre attività TOTALE DELL'ATTIVO /12/2006 PASSIVITA Debiti verso clientela e titoli in circolazione Debiti verso banche Passività finanziarie di negoziazione Derivati di copertura Passività fiscali Altre passività Trattamento di fine rapporto del personale Fondi per rischi e oneri Patrimonio netto Utile d'esercizio TOTALE DEL PASSIVO
201 CONTO ECONOMICO (in migliaia di euro) 31/12/2006 Margine di interesse (86.049) Commissioni nette (5.566) Margine di intermediazione Risultato netto della gestione finanziaria Costi operativi ( ) Utile della operatività corrente al lordo delle imposte Imposte sul reddito Utile d'esercizio
202 Pubblicità dei corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione a norma del Regolamento Emittenti Consob art. 149 duodieces. Ai sensi di quanto disposto dall art. 149 duodecies del Regolamento Emittenti Consob si riportano, nella tabella che segue, le informazioni riguardanti i corrispettivi erogati a favore della società di revisione Reconta Ernst&Young SpA ed alle società appartenenti alla stessa rete per i seguenti servizi: 1) Servizi di revisione che comprendono: l'attività di controllo dei conti annuali, finalizzata all'espressione di un giudizio professionale; l'attività di controllo dei conti infrannuali. 2) Servizi di attestazione che comprendono incarichi con cui il revisore valuta uno specifico elemento, la cui determinazione è effettuata da un altro soggetto che ne è responsabile, attraverso opportuni criteri, al fine di esprimere una conclusione che fornisca al destinatario un grado di affidabilità in relazione a tale specifico elemento. 3) Servizi di consulenza fiscale. 4) Altri servizi che comprendono incarichi di natura residuale. I corrispettivi esposti in tabella, di competenza dell esercizio 2007, sono quelli contrattualizzati, comprensivi di eventuali indicizzazioni (ma non anche di spese vive, dell eventuale contributo di vigilanza ed IVA). Non sono inclusi, come da disposizione citata, i compensi riconosciuti ad eventuali revisori secondari o a soggetti delle rispettive reti. Tipologia di servizi Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario del servizio Compensi ( /migliaia) Revisione contabile Reconta Ernst&Young SpA Banca Regionale Europea S.p.A. 199 Servizi di attestazione Reconta Ernst&Young SpA Banca Regionale Europea S.p.A. 33,8 Servizi di consulenza fiscale Altri servizi Totale 232,8 202
203 GLOSSARIO 203
204 ABS (ASSET BACKED SECURITIES) Strumenti finanziari emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione (cfr. definizione) il cui rendimento e rimborso sono garantiti dalle attività dell originator (cfr. definizione), destinate in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Tecnicamente i titoli di debito vengono emessi da un SPV (cfr. definizione). Il portafoglio sottostante l'operazione di cartolarizzazione può essere costituito da mutui ipotecari, prestiti, obbligazioni, crediti commerciali, crediti derivanti da carte di credito o altro ancora. In funzione della tipologia di attivo sottostante, gli ABS possono essere classificati in: - credit loan obligation (il portafoglio è costituito da prestiti bancari); - collateralized bond obligation CBO (il portafoglio è costituito da junk bond); - collateralized debt obligation CDO (il portafoglio è costituito da obbligazioni, strumenti di debito e titoli in generale); - collateralized mortgage obligation CMO (il portafoglio è costituito da mutui ipotecari su immobili residenziali); - commercial mortgage backed security (il portafoglio è costituito da mutui ipotecari su immobili commerciali). ACQUISITION FINANCE Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizione aziendale. ASSET MANAGEMENT Attività di gestione degli investimenti finanziari di terzi. ALM (ASSET & LIABILITY MANAGEMENT) Gestione integrata dell attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un ottica di ottimizzazione del rapporto rischio-rendimento. ATM (AUTOMATED TELLER MACHINE) Apparecchiatura automatica per l effettuazione da parte della clientela di operazioni quali ad esempio il prelievo di contante, il versamento di contante o assegni, la richiesta di informazioni sul conto, il pagamento di utenze, le ricariche telefoniche, ecc. Il cliente attiva il terminale introducendo una carta e digitando il codice personale di identificazione. ATTIVITÀ DI RISCHIO PONDERATE È l importo ottenuto moltiplicando il totale dei requisiti patrimoniali di vigilanza (rischi di credito, rischi di mercato e altri requisiti prudenziali) per un coefficiente pari a: - 14,3 per le società appartenenti a gruppi bancari; - 12,5 per i gruppi bancari (consolidato) e le società non appartenenti a gruppi bancari. BACKTESTING Analisi retrospettiva volta a verificare l affidabilità delle misurazioni di rischio associate alle posizioni di portafogli di attività. BANCASSURANCE Espressione che indica l offerta di prodotti tipicamente assicurativi attraverso la rete operativa delle aziende di credito. BANKING BOOK Solitamente identifica la parte di un portafoglio titoli, o comunque di strumenti finanziari in genere, destinata all attività proprietaria. BASILEA 2 Con il nuovo accordo internazionale sul capitale di Basilea sono state ridefinite le linee guida per la determinazione dei requisiti patrimoniali minimi delle banche, delineando un nuovo sistema di regole per la misurazione dei rischi tipici dell attività bancaria e finanziaria che prevede metodologie alternative di calcolo caratterizzate da diversi livelli di complessità 204
205 con la possibilità di utilizzare, previa autorizzazione dell Organo di Vigilanza, modelli sviluppati internamente. BASIS POINT (PUNTO BASE) Corrisponde a un centesimo di punto percentuale (0,01%). BASIS SWAP Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice. BENCHMARK Parametro di riferimento degli investimenti finanziari: può essere rappresentato dagli indici di mercato più noti ovvero da altri ritenuti meglio rappresentativi del profilo rischio/rendimento. BEST PRACTICE Comportamento commisurato alle esperienze più significative e/o al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale. CAGR - COMPOUND ANNUAL GROWTH RATE (TASSO ANNUO COMPOSTO DI VARIAZIONE) Tasso di crescita annuale applicato ad un investimento o ad altre attività per un periodo pluriennale. La formula per calcolare il CAGR è (valore attuale/valore base)^(1/n anni). CAPITAL ALLOCATION Processo che porta alla decisione di come distribuire l investimento tra le diverse categorie di attività finanziarie (in particolare obbligazioni, azioni e liquidità). Le scelte di capital allocation sono determinate dalla necessità di ottimizzare il rapporto rendimento/rischio in relazione all orizzonte temporale e alle aspettative dell investitore. CAPTIVE Termine genericamente riferito a reti o società che operano esclusivamente con clientela dell azienda o del gruppo CARTOLARIZZAZIONE Cessione di crediti o di altre attività finanziarie non negoziabili a una società qualificata (società veicolo) che ha per oggetto esclusivo la realizzazione di tali operazioni e provvede alla conversione di tali crediti o attività in titoli negoziabili su un mercato secondario. CERTIFICATI (ASSICURATIVI) DI CAPITALIZZAZIONE I contratti di capitalizzazione rientrano nel campo di applicazione della disciplina in materia di assicurazione diretta sulla vita di cui al D.Lgs. n. 174 del 17 marzo Così come definito all art. 40 del medesimo decreto legislativo, trattasi di contratti con i quali una compagnia assicurativa si impegna a pagare, come corrispettivo del versamento di premi unici o periodici, un capitale pari al premio versato rivalutato periodicamente sulla base del rendimento di una gestione interna separata di attività finanziarie o, se più elevato, di un rendimento minimo garantito. Essi non possono avere durata inferiore a cinque anni ed è prevista la facoltà per il contraente di ottenere il riscatto del contratto dall inizio del secondo anno. Ai sensi dell art. 31 del già citato D.Lgs. n. 174, le attività finanziarie a copertura delle riserve tecniche sono riservate in modo esclusivo all adempimento delle obbligazioni connesse ai contratti di capitalizzazione (gestione separata). Conseguentemente, in caso di liquidazione della compagnia assicurativa (art. 67), i beneficiari di tali polizze risultano di fatto titolari di posizioni creditorie assistite da privilegio speciale. CONSUMER FINANCE Credito al consumo. Finanziamenti concessi alle famiglie per fini personali collegati al consumo di beni e di servizi. 205
206 CORPORATE GOVERNANCE Attraverso la composizione ed il funzionamento degli organi societari interni ed esterni la struttura della corporate governance definisce la distribuzione dei diritti e delle responsabilità tra i partecipanti alla vita di una società, in riferimento alla ripartizione dei compiti, all assunzione di responsabilità e al potere decisionale. Obiettivo fondamentale della corporate governance è la massimizzazione del valore per gli azionisti, che comporta, in un ottica di medio-lungo termine, elementi di positività anche per gli altri stakeholders, quali clienti, fornitori, dipendenti, creditori, consumatori e la comunità. CREDIT DEFAULT SWAP Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio periodico, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore. CREDITO RISTRUTTURATO Posizione per la quale la Banca ha concordato con il debitore una dilazione di pagamento, rinegoziando l esposizione a condizioni di tasso inferiori a quelle di mercato. DEFAULT Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi. DISASTER RECOVERY GEOGRAFICO Insieme di procedure tecniche ed organizzative attivate a fronte di un evento catastrofico che provochi l indisponibilità completa del sito di elaborazione dati. L obiettivo è riattivare le applicazioni vitali per l azienda in un sito secondario (detto di recovery). Il sistema di disaster recovery si definisce geografico quando è locato ad almeno 50 km dal sistema di origine. L obiettivo primario è quello di diminuire i rischi derivanti da eventi disastrosi con possibile impatto su di un intera area metropolitana (i.e. terremoti, inondazioni, eventi bellici etc.) come prescritto dagli standard di sicurezza internazionali. FACTORING Contratto di cessione, pro soluto (con rischio di credito a carico del cessionario) o pro solvendo (con rischio di credito a carico del cedente), di crediti commerciali a banche o a società specializzate, ai fini di gestione e di incasso, al quale può essere associato un finanziamento a favore del cedente. FAIR VALUE Corrispettivo al quale, in un regime di libera concorrenza, un bene può essere scambiato, o una passività estinta, tra parti consapevoli e disponibili. Spesso è identico al prezzo di mercato. In base agli IAS (cfr. definizione) le banche applicano il fair value nella valutazione degli strumenti finanziari (attività e passività) di negoziazione e disponibili per la vendita e dei derivati e possono usarlo per la valorizzazione delle partecipazioni e delle immobilizzazioni materiali e immateriali (con diverse modalità di impatto sul conto economico per le differenti attività considerate). FLOOR Contratto derivato su tasso d interesse, negoziato al di fuori dei mercati regolamentati, con il quale viene fissato un limite minimo alla diminuzione del tasso creditore. FRA (FORWARD RATE AGREEMENT) Contratto con cui le parti si accordano per ricevere (pagare) alla scadenza la differenza fra il valore calcolato applicando all ammontare dell operazione un tasso di interesse predeterminato e il valore ottenuto sulla base del livello assunto da un tasso di riferimento prescelto dalle parti. 206
207 FUNDING Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie. FUTURES Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. GOODWILL Identifica l avviamento pagato per l acquisizione di una quota partecipativa, pari alla differenza tra il costo e la corrispondente quota di patrimonio netto, per la parte non attribuibile ad elementi dell attivo della società acquisita. HEDGE FUND Fondo comune di investimento che ha la possibilità - negata ai gestori tradizionali - di usare strumenti o strategie di investimento sofisticati quali lo short selling (vendita allo scoperto), i derivati (opzioni o futures, anche oltre il 100% del patrimonio), l hedging (copertura del portafoglio dalla volatilità di mercato attraverso vendite allo scoperto ed uso di derivati) e la leva finanziaria (l indebitamento allo scopo di investire denaro preso a prestito). IAS/IFRS Principi contabili internazionali emanati dall International Accounting Standard Board (IASB), ente internazionale di natura privata costituito nell aprile 2001, al quale partecipano le professioni contabili dei principali Paesi nonché, in qualità di osservatori, l Unione Europea, lo IOSCO (International Organization of Securities Commissions) e il Comitato di Basilea. Tale ente ha raccolto l eredità dell International Accounting Committee (IASC), costituito nel 1973 allo scopo di promuovere l armonizzazione delle regole per la redazione dei bilanci delle società. Con la trasformazione dello IASC in IASB si è deciso, fra l altro, di denominare i nuovi principi contabili International Financial Reporting Standards (IFRS). IDENTITY ACCESS MANAGEMENT Soluzione tecnico-organizzativa che permette di gestire e controllare l intero ciclo di vita di assegnazione, gestione e revoca dei privilegi di accesso alle risorse informatiche e quindi alle informazioni aziendali da parte di ciascun utente. IMPAIRMENT Nell ambito degli IAS (cfr. definizione), si riferisce alla perdita di valore di un attività di bilancio, rilevata nel caso in cui il valore di carico sia maggiore del valore recuperabile ossia dell importo che può essere ottenuto con la vendita o l utilizzo dell attività. Il test di impairment si deve effettuare su tutte le attività, eccezion fatta per quelle valutate al fair value, per le quali le eventuali perdite (e guadagni) di valore sono implicite. INCAGLI Crediti al valore nominale nei confronti dei soggetti in situazione di obiettiva difficoltà, che si ritiene però superabile in un congruo periodo di tempo. INDEX LINKED Polizza vita la cui prestazione a scadenza dipende dall andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore. INTERNAL AUDIT Funzione alla quale è istituzionalmente attribuita l attività di revisione interna. 207
208 INVESTMENT BANKING L investment banking costituisce un segmento altamente specializzato della finanza che si occupa in particolare di assistere società e governi nell emissione di titoli e più in generale nel reperimento di fondi sul mercato dei capitali. INVESTMENT GRADE Titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB nella scala di Standard & Poor s). JOINT VENTURE Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni. JUNIOR In un operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti. LEASING Contratto con il quale una parte (locatore) concede all altra (locatario) per un tempo determinato il godimento di un bene, acquistato o fatto costruire dal locatore su scelta e indicazione del locatario, con facoltà per quest ultimo di acquistare la proprietà del bene a condizioni prefissate al termine del contratto di locazione. LOWER TIER II Passività subordinate che concorrono alla formazione del patrimonio supplementare o Tier II (cfr. definizione) a condizione che i contratti che ne regolano l emissione prevedano espressamente che: a) in caso di liquidazione dell ente emittente il debito sia rimborsabile solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati; b) la durata del rapporto sia pari o superiore a 5 anni e, qualora la scadenza sia indeterminata, sia previsto per il rimborso un preavviso di almeno 5 anni; c) il rimborso anticipato delle passività avvenga solo su iniziativa dell emittente e preveda il nulla osta della Banca d Italia. L ammontare dei prestiti subordinati ammesso nel patrimonio supplementare è ridotto di un quinto ogni anno durante i 5 anni precedenti la data di scadenza del rapporto, in mancanza di un piano di ammortamento che produca effetti analoghi. MARK TO MARKET Valutazione di un portafoglio titoli e di altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato. MARK DOWN Differenza fra il tasso passivo medio delle forme tecniche di raccolta diretta considerate e l Euribor. MARK UP Differenza fra il tasso attivo medio delle forme tecniche di impiego considerate e l Euribor. MERCHANT BANKING Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli - azionari o di debito - della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l obiettivo di una successiva cessione, l attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni. 208
209 MEZZANINE In un operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior. MUTUI SUBPRIME Il concetto di subprime non è riferibile all operazione di mutuo in sé, quanto piuttosto al prenditore (il mutuatario). Tecnicamente per subprime si intende un mutuatario che non dispone di una credit history pienamente positiva, in quanto caratterizzata da eventi creditizi negativi quali: la presenza di rate non rimborsate su precedenti prestiti, di assegni impagati e protestati e così via. Tali eventi passati sono sintomatici di una maggiore rischiosità intrinseca della controparte, cui corrisponde una maggiore remunerazione richiesta dall intermediario che concede il mutuo. L operatività con clientela subprime è particolarmente sviluppata nel mercato finanziario americano dove, a fronte della stipulazione di detti prestiti, solitamente corrisponde una attività di cartolarizzazione ed emissione di titoli. NON PERFORMING Termine generalmente riferito ai crediti aventi un andamento non regolare. NUTS - NOMENCLATURA DELLE UNITÀ TERRITORIALI PER LE STATISTICHE DELL ITALIA È usata per fini statistici a livello europeo (Eurostat) e prevede la seguente suddivisione. Italia settentrionale: Piemonte, Valle d Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna; Italia centrale: Toscana, Umbria, Marche, Lazio; Italia meridionale: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. OBBLIGAZIONI STRUTTURATE Obbligazioni i cui interessi e/o valore di rimborso dipendono da un parametro di natura reale (collegato al prezzo di commodity) o dall andamento di indici. In tali casi l opzione implicita viene contabilmente scorporata dal contratto ospite. Nel caso di parametrazione a tassi o all inflazione (ad esempio i Certificati di Credito del Tesoro) l opzione implicita non viene contabilmente scorporata dal contratto ospite. OPTION Rappresenta il diritto, ma non l impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario a un prezzo determinato (strike price) entro (american option) oppure ad una data futura (european option) determinata. OICR (ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO DEL RISPARMIO) La voce comprende gli OICVM (cfr. definizione) e gli altri Fondi comuni di investimento (fondi comuni di investimento immobiliare, fondi comuni di investimento chiusi). OICVM (ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO IN VALORI MOBILIARI) La voce comprende i fondi comuni di investimento mobiliare aperti, italiani ed esteri, e le società di investimento a capitale variabile (Sicav). ORIGINATOR Soggetto che cede il proprio portafoglio di attività a liquidità differita allo SPV (cfr. definizione) affinché venga cartolarizzato. OVER THE COUNTER (OTC) Operazioni concluse direttamente fra le parti, senza utilizzare un mercato regolamentato. 209
210 PAST DUE Esposizioni scadute e/o sconfinanti in via continuativa da oltre 180 giorni, secondo la definizione prevista nelle vigenti Istruzioni di Vigilanza. PATRIMONIO DI VIGILANZA È costituito dalla somma del patrimonio di base ammesso nel calcolo senza alcuna limitazione - e del patrimonio supplementare, che viene ammesso nel limite massimo del patrimonio di base. Vengono dedotti per il 50% dal patrimonio di base e per il 50% dal patrimonio supplementare le partecipazioni, gli strumenti innovativi di capitale, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione e le attività subordinate detenuti in altre banche e società finanziarie (in particolare, vengono dedotte le partecipazioni in banche e società finanziarie superiori al 10% non consolidate, nonché l insieme delle partecipazioni in banche e società finanziarie inferiori al 10% e delle attività subordinate verso banche, considerato per la quota che eccede il 10% del patrimonio di base e supplementare). Vengono altresì dedotte le partecipazioni in società di assicurazione e le passività subordinate emesse da queste ultime, nonché le posizioni verso cartolarizzazioni. PLAIN VANILLA SWAP Interest rate swap, in cui una controparte riceve un pagamento variabile legato al LIBOR (in genere il tasso LIBOR a sei mesi) e corrisponde all altra controparte un tasso di interesse fisso, ottenuto aggiungendo uno spread al rendimento di una tipologia di titoli di stato. POLIZZE DI CAPITALIZZAZIONE Si veda al proposito la voce Certificati (assicurativi) di capitalizzazione. POS (POINT OF SALE) Apparecchiatura automatica mediante la quale è possibile effettuare, con carta di debito, di credito o prepagata, il pagamento di beni o servizi presso il fornitore. PREFERENCE SHARES Strumenti innovativi di capitale, emessi da controllate estere incluse nel gruppo bancario, che associano a forme di remunerazione ancorate ai tassi di mercato caratteristiche di subordinazione particolarmente accentuate, ad esempio il mancato recupero negli esercizi successivi degli interessi non corrisposti dalla banca controllante e la partecipazione alle perdite della banca stessa nel caso in cui esse determinino una rilevante riduzione dei requisiti patrimoniali. Le condizioni in base alle quali le preference shares possono essere computate nel patrimonio di base delle banche e dei gruppi bancari sono fissate dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d Italia. PRICE SENSITIVE Termine che viene riferito generalmente ad informazioni o dati non di pubblico dominio idonei, se resi pubblici, ad influenzare sensibilmente la quotazione di un titolo. PRIVATE EQUITY Attività mirata all acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico. PROJECT FINANCE Finanziamento di progetti sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. Diversamente da quanto avviene nell analisi dei rischi creditizi ordinari, la tecnica di project finance prevede, oltre ad un analisi dei flussi di cassa attesi, l esame di specifici elementi quali le caratteristiche tecniche del progetto, l idoneità degli sponsor a realizzarlo, i mercati di collocamento del prodotto. 210
211 RATING Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. SENIOR In un operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggior grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. SENSITIVITY ANALYSIS Sistema di analisi che ha lo scopo di individuare quali possano essere le variazioni di determinate attività o passività correlate ad oscillazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento. SERVICER Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che - sulla base di un apposito contratto di servicing - continua a gestire i crediti o le attività oggetto di cartolarizzazione dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell emissione dei titoli. SOFFERENZE Crediti nei confronti dei soggetti in stato d insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili. SPREAD Con questo termine di norma si indica: - la differenza tra due tassi di interesse; - lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli; - la maggiorazione che l emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta a un tasso di riferimento. SPV (SPECIAL PURPOSE VEHICLE) Soggetto (società, trust o altra entità) che viene costituito appositamente per l acquisto delle attività da cartolarizzare. Lo SPV ha una struttura giuridica indipendente rispetto all originator (cfr. definizione); tutte le sue attività sono finalizzate in maniera esclusiva alla realizzazione dell operazione. STAKEHOLDER Individui o gruppi, portatori di interessi specifici nei confronti di un impresa o perché dipendono da questa per la realizzazione di loro obiettivi o perché subiscono in modo rilevante gli effetti positivi o negativi della sua attività. STOCK OPTION Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato. SWAP (SUI TASSI E SULLE VALUTE) Operazione consistente nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo determinate modalità contrattuali. Nel caso di uno swap sui tassi d interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento di interessi calcolati su un capitale nozionale di riferimento in base a criteri differenziati (ad es. una controparte corrisponde un flusso a tasso fisso, l altra a tasso variabile). Nel caso di uno swap sulle valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che riguardano sia il capitale sia gli interessi. TASSO RISK FREE - RISK FREE RATE Tasso di interesse di un attività priva di rischio. Si usa nella pratica per indicare il tasso dei titoli di stato a breve termine, che pure non possono essere considerati risk free. 211
212 TIER I (PATRIMONIO DI BASE) È costituito dal capitale versato, dalle riserve (ivi compreso il sovrapprezzo azioni), dagli strumenti innovativi di capitale (solo in presenza di condizioni che garantiscano pienamente la stabilità della banca) 11, dall utile del periodo, dai filtri prudenziali positivi del patrimonio di base. Da tali elementi vanno dedotte le azioni proprie, l avviamento, le immobilizzazioni immateriali, le perdite registrate in esercizi precedenti e in quello in corso, le rettifiche di valore calcolate sul portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza, i filtri prudenziali negativi del patrimonio di base. TIER II (PATRIMONIO SUPPLEMENTARE) È costituito dalle riserve da valutazione, dagli strumenti innovativi di capitale non computabili nel patrimonio di base, dagli strumenti ibridi di patrimonializzazione (passività irredimibili e altri strumenti rimborsabili su richiesta dell emittente con il preventivo consenso della Banca d Italia), dalle passività subordinate (per un ammontare ridotto di 1/5 durante i cinque anni precedenti la data di scadenza), dalle plusvalenze nette su partecipazioni, dai filtri prudenziali positivi del patrimonio supplementare, dall eventuale eccedenza delle rettifiche di valore nette complessive rispetto alle perdite attese, dalle differenze positive di cambio. Da tali elementi vanno dedotte le seguenti componenti negative: le minusvalenze nette su partecipazioni, i filtri prudenziali negativi del patrimonio supplementare, altri elementi negativi. TIER III (PRESTITI SUBORDINATI DI 3 LIVELLO) Prestiti subordinati che soddisfano le seguenti condizioni: - siano stati interamente versati; - non rientrino nel calcolo del patrimonio supplementare (cfr. definizione); - abbiano durata originaria pari o superiore a due anni; qualora la scadenza sia indeterminata, sia previsto un preavviso per il rimborso di almeno 2 anni; - rispondano alle condizioni previste per le analoghe passività computabili nel patrimonio supplementare ad eccezione, ovviamente, di quella concernente la durata del prestito; - siano soggetti alla clausola di immobilizzo (c.d. clausola di lock in ), secondo la quale il capitale e gli interessi non possono essere rimborsati se il rimborso riduce l ammontare complessivo dei fondi patrimoniali della banca a un livello inferiore al 100% del complesso dei requisiti patrimoniali. TRADING BOOK Solitamente identifica la parte di un portafoglio titoli, o comunque di strumenti finanziari in genere, destinata all attività di negoziazione. TROR (TOTAL RATE OF RETURN SWAP) È un contratto con il quale il protection buyer (detto anche total return payer ) si impegna a cedere tutti i flussi di cassa generati dalla reference obligation al protection seller (detto anche total return receiver ), il quale trasferisce in contropartita al protection buyer flussi di cassa collegati all andamento del reference rate. Alle date di pagamento dei flussi di cassa cedolari (oppure alla data di scadenza del contratto) il total return payer corrisponde al total return receiver l eventuale apprezzamento della reference obbligation ; nel caso di deprezzamento della reference obbligation sarà invece il total return receiver a versare il relativo controvalore al total return payer. In sostanza il TROR configura un prodotto finanziario strutturato, costituito dalla combinazione di un derivato su crediti e di un derivato sui tassi di interesse ( interest rate swap ). 11 Gli strumenti innovativi di capitale possono essere computati nel patrimonio di base entro un limite pari al 20 per cento dell ammontare del patrimonio di base, comprensivo degli strumenti stessi. Nell ambito di tale limite gli strumenti che prevedono clausole di revisione automatica del tasso di remunerazione (c.d. step-up) connesse con la facoltà di rimborso o clausole di altro tipo atte ad incentivare il rimborso da parte dell emittente devono essere contenuti nel limite pari al 15 per cento dell ammontare del patrimonio di base comprensivo degli strumenti stessi. Le eventuali eccedenze possono essere computate nel patrimonio supplementare, alla stregua di strumenti ibridi di patrimonializzazione. 212
213 TRADING ON LINE Sistema di compravendita di attività finanziarie in borsa, attuato in via telematica. TRIGGER EVENT Evento contrattualmente predefinito al verificarsi del quale scattano determinate facoltà in capo ai contraenti. UNIT-LINKED Polizze vita con prestazioni collegate al valore di fondi di investimento. UPPER TIER II Strumenti ibridi di patrimonializzazione che concorrono alla formazione del patrimonio supplementare o Tier II (cfr. definizione) quando il contratto prevede che: a) in caso di perdite di bilancio che determinino una diminuzione del capitale versato e delle riserve al di sotto del livello minimo di capitale previsto per l autorizzazione all attività bancaria, le somme rivenienti dalle suddette passività e dagli interessi maturati possano essere utilizzate per far fronte alle perdite, al fine di consentire all ente emittente di continuare l attività; b) in caso di andamenti negativi della gestione, possa essere sospeso il diritto alla remunerazione nella misura necessaria a evitare o limitare il più possibile l insorgere di perdite; c) in caso di liquidazione dell ente emittente, il debito sia rimborsato solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati. Gli strumenti ibridi di patrimonializzazione non irredimibili devono avere una durata pari o superiore a 10 anni. Nel contratto deve essere esplicitata la clausola che subordina il rimborso del prestito al nulla osta della Banca d Italia. VAR (VALUE AT RISK) Misura la massima perdita potenziale che una posizione in uno strumento finanziario ovvero un portafoglio può subire con una probabilità definita (livello di confidenza) in un determinato orizzonte temporale (periodo di riferimento o holding period). WARRANT Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall emittente o di vendere a quest ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità. ZERO-COUPON Obbligazione priva di cedola, il cui rendimento è determinato dalla differenza tra il prezzo di emissione (o di acquisto) ed il valore di rimborso. 213
214 Relazione della Società di Revisione 214
215 Relazione del Collegio Sindacale 215
216 216
217 217
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