Relazioni e Bilancio 2007

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1 Relazioni e Bilancio 2007

2 Relazioni e Bilancio Al 31 Dicembre 2007 Banca Regionale Europea Società per Azioni Appartenente al Gruppo UBI Banca Capitale Sociale Codice ABI CCIAA Iscrizione al registro delle Imprese di Cuneo, Codice Fiscale e Partita Iva Iscritta all Albo delle Banche al n Direzione Generale: Via Monte di Pietà, Milano Sede Legale: Via Roma, Cuneo Aderente al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia 2

3 Indice Cariche Sociali e Direzione Generale...4 Dati di sintesi...5 Relazione del Consiglio di Amministrazione...6 Lo scenario di riferimento...7 L attività della Banca Regionale Europea nel Prospetti di bilancio riclassificati...29 Altre informazioni...39 Evoluzione prevedibile della gestione...43 Proposte all assemblea...44 Prospetti Contabili Stato Patrimoniale...46 Conto Economico...47 Prospetto di variazione del Patrimonio Netto...48 Rendiconto Finanziario...50 La Nota Integrativa Parte A - Politiche Contabili A.1 - Parte Generale Sezione 1 Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali...52 Sezione 2 Principi generali di redazione...52 Sezione 3 Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio...54 Sezione 4 Altri aspetti...54 A.2 - Parte relativa ai principali aggregati di bilancio Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale Parte C - Informazioni sul conto economico Parte D - Informativa di settore Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura Sezione 1 Rischio di credito Sezione 2 Rischio di mercato Sezione 3 Rischio di liquidità Sezione 4 Rischio operativo Parte F - Informazioni sul patrimonio Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti impresa o rami d azienda Parte H - Operazioni con parti correlate Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali Allegati al Bilancio d esercizio Relazione della Società di Revisione Relazione del Collegio Sindacale

4 Cariche Sociali e Direzione Generale CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Dott. Piero Bertolotto (*) Vice Presidente Vicario Avv. Corrado Faissola (*) Vice Presidente Avv. Prof. Mario Cera (*) Consiglieri Arch. Giovanni Arbocco Dott. Piero Bassetti Dott. Giuseppe Camadini Dott. Dario Chiapello Dott. Pier Giorgio Ferrua Avv. Prof. Maurilio Fratino Dott. Dario Gastaldi Dott. Victor Massiah (*) Dott. Riccardo Ravizza Dott. Angelo Dario Scotti Dott. Livio Strazzera (*) Avv. Lino Tedeschi (*) componenti del Comitato Esecutivo COLLEGIO SINDACALE Presidente Sindaci effettivi Sindaci supplenti Dott. Filippo Rovetta Dott. Paolo Delfino Prof. Piero Mella Dott. Vannio Lazzari Dott. Giampietro Rubino DIREZIONE GENERALE Direttore Generale Dott. Argante Del Monte SOCIETÀ DI REVISIONE Reconta Ernst & Young S.p.A. - situazione aggiornata al 27 febbraio

5 Dati di sintesi (in milioni di euro) BANCA REGIONALE EUROPEA S.p.A. 31/12/ /12/2006 Raccolta diretta da clientela Raccolta indiretta da clientela, compreso il risparmio assicurativo (al valore di mercato) Totale mezzi amministrati clientela Impieghi a clientela Patrimonio Netto (escluso utile di esercizio) Utile della operatività corrente al lordo delle imposte Utile dell'esercizio Numero dei dipendenti effettivi Numero sportelli bancari operativi

6 Relazione del Consiglio di Amministrazione 6

7 Lo scenario di riferimento La crisi sui mercati finanziari internazionali Dalla seconda metà di luglio, la crisi nel settore dei mutui subprime statunitensi, in un contesto di forte incertezza circa l entità e la distribuzione delle esposizioni, ha innescato acute turbolenze nei mercati finanziari, monetari e borsistici internazionali. L aumento generalizzato dei premi al rischio che ha coinvolto anche i Paesi emergenti, sebbene in misura più contenuta rispetto a precedenti episodi si è tradotto in una forte caduta dei prezzi delle attività più rischiose. A partire da agosto le banche centrali dei principali Paesi industrializzati hanno ripetutamente immesso liquidità nel sistema contribuendo così ad attenuare la situazione di instabilità e a favorire un parziale recupero dei corsi azionari nelle settimane successive. Dalla metà di ottobre però le turbolenze hanno ripreso vigore, influenzate da una serie di fattori: l ulteriore peggioramento delle condizioni nel settore immobiliare statunitense; le revisioni al ribasso dei rating relativi a strumenti connessi con i mutui ipotecari e ad altri prodotti di finanza strutturata; le ingenti svalutazioni di tali strumenti annunciate o iscritte a bilancio dagli intermediari finanziari 1, con il timore di ripercussioni sulla concessione del credito a famiglie ed imprese. Le borse mondiali hanno registrato nuove consistenti diminuzioni; i differenziali di rendimento tra le obbligazioni societarie e i titoli pubblici con scadenza analoga hanno ricominciato ad aumentare; la variabilità dei prezzi dei titoli a reddito fisso e delle azioni è nuovamente salita, superando in alcuni casi i livelli raggiunti in agosto; la ricomposizione dei portafogli verso attività più liquide e meno rischiose ( flight to quality ), unitamente al consolidarsi delle attese di un rallentamento dell economia, ha accentuato il calo dei rendimenti delle obbligazioni pubbliche a lungo termine emesse dai Paesi industriali. In novembre i tassi d interesse sui principali mercati interbancari sono risaliti marcatamente, riflettendo l accresciuta percezione del rischio di controparte. Per contrastare queste tensioni a metà dicembre la Federal Reserve, la BCE e la Banca d Inghilterra, assieme alle banche centrali canadese e svizzera, hanno attuato un azione coordinata per soddisfare la domanda di liquidità da parte delle banche. Tali interventi hanno mantenuto condizioni ordinate sui mercati a cavallo della fine dell anno ed attenuato le pressioni sui tassi interbancari, senza peraltro eliminarle. Nelle prime settimane del 2008 l accentuarsi delle possibilità di recessione dell economia americana da un lato e i timori relativi alle ripercussioni della crisi sui risultati di bilancio dall altro hanno penalizzato ulteriormente i corsi azionari, determinando forti perdite sia nei Paesi industrializzati che nei Paesi emergenti. Nel complesso gli eventi descritti, oltre ad aver riflesso l interazione tra rischi di credito, rischi di mercato e di liquidità secondo modalità mai sperimentate in passato, hanno reso evidenti alcune criticità in termini sia di inadeguatezza dei rating attribuiti ai prodotti finanziari più complessi, sia di insufficienza dei profili della regolamentazione e della supervisione a livello internazionale, soprattutto in tema di rischio di liquidità. Il quadro macroeconomico Nel corso del 2007 la turbolenza dei mercati finanziari si è accompagnata ed ha contribuito al rallentamento dell economia mondiale che comunque è riuscita a crescere per il quarto anno consecutivo ad un ritmo superiore al 4%, sostenuta dall elevato sviluppo dei Paesi emergenti, in particolare dell area asiatica. Il conseguente aumento della domanda di materie prime alimentari, unitamente alle tensioni geopolitiche e alle preoccupazioni di una futura scarsità del greggio, hanno concorso a determinare una generalizzata ripresa delle pressioni inflazionistiche. 1 In molti casi gli intermediari hanno inoltre dovuto intervenire a sostegno di quelle entità collegate (conduit o Structured Investment Vehicle) che si sono trovate in difficoltà a finanziarsi con l emissione di carta commerciale garantita da attività finanziarie e reali (asset backed commercial paper). 7

8 Nonostante l aumento di produzione operato dall Opec dal 1 novembre, le tensioni sui mercati petroliferi non sono venute meno: il petrolio Brent, dopo aver chiuso l anno a 93,9 dollari al barile (+54% nei dodici mesi), nelle settimane successive ha superato quota 100 dollari, così come il prezzo WTI del petrolio americano. I timori di una possibile recessione hanno trovato nuovi riscontri nella brusca frenata dell economia americana nel quarto trimestre. Il Pil è cresciuto solo dello 0,6% annualizzato, dopo il +4,9% del trimestre precedente, sintesi di un complessivo peggioramento congiunturale di tutte le componenti. Gli investimenti hanno avuto un impatto fortemente negativo (-12,5% contro il +5% del periodo luglio-settembre), penalizzati dalla crisi del comparto residenziale (-25,2%); i consumi, pur confermandosi la componente trainante, sono in rallentamento (+1,9% rispetto al +2,8% del terzo trimestre); la bilancia commerciale ha ridimensionato il proprio contributo positivo in ragione di una forte frenata dell export (+4,8% a fronte del +19,1% dei tre mesi precedenti), nonostante la debolezza del dollaro. Complessivamente in media d anno il Pil statunitense è cresciuto del 2,2%, il livello più basso degli ultimi cinque anni. La fragilità dell economia ed il progressivo ampliarsi del differenziale rispetto ai tassi d interesse europei in seguito ai ripetuti interventi di politica monetaria operati dalla Federal Reserve hanno indebolito la moneta americana nei confronti di tutte le principali valute internazionali ed in particolare dell euro; dopo aver stabilito un nuovo minimo storico in novembre a 1,4879 dollari per euro, la valuta USA ha chiuso l anno a 1,4589, rispetto agli 1,3196 di fine 2006, arrivando a superare quota 1,53 dollari per euro nelle settimane successive. La debolezza del dollaro e i rincari dei prodotti alimentari ed energetici hanno alimentato l inflazione che, dopo aver toccato un minimo del 2% in agosto, è rapidamente salita fino al 4,1% di dicembre (2,8% il tasso medio annuo). A fine 2006 la crescita dei prezzi era stata pari al 2,5% con una media annua del 3,2%. L inflazione core (al netto dei prodotti alimentari ed energetici) si è invece ridotta al 2,4%, dal 2,6% del dicembre Segnali negativi giungono anche dal mercato del lavoro con il tasso di disoccupazione che a dicembre è bruscamente salito al 5%, tornando sui livelli del 2005, in ragione di una riduzione dell occupazione nei settori manifatturiero e delle costruzioni (4,6% il tasso medio annuo). 8

9 I deficit gemelli, pur mantenendosi ancora su livelli elevati, sono andati ridimensionandosi: il deficit pubblico è ulteriormente diminuito a 187,9 miliardi dai 209,2 miliardi del 2006 (-10,2%); invertendo la tendenza degli anni precedenti, anche il disavanzo della bilancia commerciale nei dodici mesi è sceso a 711,6 miliardi di dollari, dai 758,5 miliardi del 2006 (-6,2%). Preoccupata per l evolversi della crisi economica e finanziaria interna, la Federal Reserve ha mutato il proprio orientamento di politica monetaria riducendo per tre volte nel 2007 (50 punti base in settembre, 25 punti in ottobre e dicembre) e ancor più significativamente per due volte nel gennaio 2008 (rispettivamente 75 e 50 punti base) il tasso sui fed funds, ora al 3%. In parallelo anche il tasso di sconto è stato portato al 3,5%. Per il quinto anno consecutivo la Cina si è sviluppata ad un ritmo superiore al 10% (+11,4%), contribuendo per oltre un quarto alla crescita globale: gli investimenti fissi sono aumentati del 24,8% sostenendo la produzione industriale (+18,5%); i consumi interni sono in accelerazione (+16,8%); il saldo positivo record dell interscambio commerciale (262,2 miliardi di dollari, +48% rispetto al 2006) ha ampliato ulteriormente le riserve di valuta estera che a fine anno avevano superato i miliardi di dollari (+43,3% rispetto a fine 2006); solo le esportazioni, pur incrementatesi del 25,7%, hanno mostrato una leggera moderazione rispetto all anno precedente, influenzate in parte dal rallentamento dell economia americana ed in parte dalla rivalutazione dello yuan rispetto al dollaro (6,4% nel 2007). Proprio dal rafforzamento della moneta cinese potrebbe venire un contributo al contenimento del tasso d inflazione, salito in media d anno dall 1,5% al 4,8% (6,9% il picco raggiunto in novembre) a causa in primis dei prodotti alimentari, ma anche delle materie prime. Per raffreddare la congiuntura economica, stante l elevata liquidità, e contrastare il rialzo dei prezzi, la People s Bank of China ha intensificato le manovre di restringimento delle condizioni finanziarie, alzando sei volte il tasso bancario ad un anno, dal 6,12% al 7,47%, a fronte di undici interventi (di cui uno nel gennaio 2008) sulla riserva obbligatoria, ora pari al 15%. Tra gli altri Paesi emergenti anche l India ha confermato nel 2007 un sostenuto ritmo di sviluppo del Pil (+8,5%), alimentato da investimenti e consumi. Solo negli ultimi mesi dell anno l economia ha moderato il proprio slancio, risentendo in parte del mutato contesto internazionale ed in parte dell azione restrittiva adottata dalla Banca centrale indiana (due aumenti del repurchase rate, ora al 7,75%) per contenere l inflazione al consumo che, seppur in diminuzione al 5,6%, si confronta con un obiettivo di medio termine del 3%. Sul fronte dell interscambio commerciale il deficit si è ulteriormente ampliato. In Russia l espansione è proseguita ad un ritmo superiore al 7% grazie al vigore della domanda interna alla quale si sta accompagnando un inflazione intorno all 11%, sospinta dai prezzi alimentari. Sia la bilancia commerciale, favorita dalla forte crescita dei prezzi delle materie prime esportate (in particolare quelle energetiche), sia il bilancio pubblico, supportato dalle entrate petrolifere, hanno presentato saldi positivi. Consuntivi e previsioni (Valori percentuali) PRODOTTO INTERNO LORDO PREZZI AL CONSUM O (tasso medio annuo) DISOCCUPAZIONE (tasso medio annuo) DISAVANZO (+) AVANZO (-) SETT. PUBBL. (% del PIL) (1) (1) (1) (1) OCSE 2,9 2,5 1,8 2,4 2,2 2,7 n.d. n.d. n.d. n.s. n.s. n.s. NON-OCSE 7,3 7,6 6,5 7,4 6,9 7,1 n.d. n.d. n.d. n.s. n.s. n.s. STATI UNITI 2,9 2,2 1,1 3,2 2,8 3,6 4,6 4,6 5,4 2,6 2,8 3,1 GIAPPONE 2,4 2,1 1,5 0,2 0,1 0,7 4,1 3,9 3,9 4,6 4,8 4,7 AREA EURO 2,8 2,6 1,5 2,2 2,1 2,6 8,2 7,4 7,1 1,6 0,8 1,2 ITALIA 1,8 1,5 0,8 2,2 2,0 2,6 6,8 6,0 5,8 3,4 1,9 2,5 GERMANIA 2,9 2,5 1,8 1,8 2,3 2,6 9,8 8,4 7,6 1,6 0,0 0,6 FRANCIA 2,0 1,9 1,6 1,9 1,6 2,4 9,2 8,3 8,1 2,5 2,6 2,8 SPAGNA 3,9 3,8 2,6 3,6 2,8 3,3 8,5 8,2 8,1-1,8-1,6-0,6 REGNO UNITO 2,9 2,9 2,3 2,3 2,3 2,2 5,3 5,4 5,9 2,8 2,6 3,0 (1) Previsioni fonte: Prometeia e Statistiche ufficiali 9

10 Pur in un contesto di incertezza circa le future prospettive economiche, il Pil del Giappone è cresciuto in media d anno di circa il 2%, beneficiando di un risultato dell ultimo trimestre superiore alle attese (+0,9% congiunturale). A fronte di una contribuzione positiva, seppur in progressiva diminuzione, dei consumi e di un andamento degli investimenti fattosi più vivace, la componente residenziale ha fornito un apporto costantemente negativo, controbilanciato però da un significativo contributo positivo netto dell interscambio commerciale, grazie al buon andamento dell export. In particolare, nel corso dell anno si è assistito ad una ricomposizione dei flussi di esportazioni verso l area euro ed ancor più verso la Cina, divenuta il principale partner commerciale a scapito degli Stati Uniti, anche in relazione al rafforzamento della valuta nipponica rispetto a quella americana (6,5% nel 2007). Segnali più contrastanti giungono invece dalla produzione industriale, cresciuta su base annua a dicembre solo dello 0,8%, in linea con le anticipazioni del rapporto Tankan, che evidenziava un calo di fiducia per le grandi imprese manifatturiere e per tutte le categorie di imprese non manifatturiere. Dopo un accelerazione al 4% in settembre e ottobre che lo ha riportato sui livelli di inizio anno il tasso di disoccupazione è nuovamente sceso al 3,8% nell ultimo bimestre; sul fronte dei prezzi al consumo le variazioni, negative o nulle nei primi nove mesi, sono divenute positive nell ultimo trimestre (+0,7% a dicembre). In considerazione dell incerta congiuntura economica interna, la Bank of Japan ha lasciato invariati allo 0,5% il tasso di riferimento (call rate sui depositi overnight) e allo 0,75% il tasso di sconto, dopo i rialzi rispettivamente di 25 e 35 punti base operati nel febbraio Pur in un contesto di rallentamento, l espansione dell area euro è risultata in media d anno piuttosto sostenuta (+2,6% rispetto al +2,8% del 2006), superando quella statunitense per la prima volta dal Nell ultimo trimestre tuttavia la variazione congiunturale del Pil frenata da un generalizzato indebolimento di tutte le componenti è stata solo dello 0,4% a fronte del +0,7% dei mesi estivi, risentendo in particolare del rallentamento di Germania e Francia. L indice della produzione industriale è cresciuto in dicembre dell 1,3% (+3,4% in media nel 2007 a fronte del +4% del 2006), mostrando però una variazione congiunturale negativa per la terza volta negli ultimi quattro mesi. Non si riscontrano per il momento conseguenze sul tasso di disoccupazione, sceso dal 7,8% di fine 2006 al 7,2% dell ultimo bimestre del Il quadro congiunturale è reso ancora più incerto dal brusco rialzo dell Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo, salito repentinamente dal minimo dell 1,7% di agosto al 3,1% di dicembre (1,9% a fine 2006); il trend ha trovato ulteriore conferma nelle prime stime relative a gennaio (3,2%). L indice depurato delle componenti alimentari ed energetiche, nonché di alcolici e tabacchi, è invece rimasto sostanzialmente stabile all 1,9% per buona parte dell anno (1,5% a dicembre 2006). La tradizionale attenzione della Banca Centrale Europea verso i rischi di inflazione, in un contesto di crescita sempre sostenuta del credito bancario, è andata accompagnandosi alla preoccupazione per l evoluzione delle tensioni finanziarie e per il conseguente impatto sull economia reale; pertanto, dopo i due aumenti di 25 punti base ciascuno operati in marzo e giugno, nel secondo semestre la BCE ha lasciato invariato al 4% il tasso di rifinanziamento principale, ora superiore di un punto percentuale rispetto al tasso americano sui fed funds. Dal 1 gennaio 2008, con l ingresso di Malta e Cipro, sono saliti a 15 i Paesi aderenti all UNIONE MONETARIA. Entrati a far parte dell Unione Europea il 1 maggio 2004, i due Stati hanno soddisfatto tutti i parametri (debito pubblico, disavanzo di bilancio, tassi di interesse e inflazione) necessari per l ammissione. Così come per l area euro, anche l economia italiana ha visto accentuarsi un rallentamento che era già in atto quando è esplosa la crisi dei mercati finanziari. Nel 2007 la crescita del Pil è stata pari all 1,5% (+1,8% del 2006), sostenuta da una parziale ricomposizione della contribuzione dagli investimenti ai consumi delle famiglie, stante l apporto ancora modesto, ma comunque positivo, della domanda estera, influenzata dall apprezzamento dell euro e dal rallentamento dei principali mercati di sbocco. 10

11 La dinamica dell attività produttiva, misurata dall indice della produzione industriale (corretto per i giorni lavorativi), è risultata negativa (-0,2% a fronte del +2,6% del 2006) con un marcato peggioramento nell ultimo trimestre (-3,4%) risentendo dell andamento sfavorevole di alcuni settori, in particolare pelli e calzature e apparecchi elettrici di precisione. Per contro risultati positivi sono stati conseguiti da gomma e materie plastiche, raffinerie di petrolio, tessile ed abbigliamento. Segnali incoraggianti continuano invece ad arrivare dalla rilevazione della forza lavoro che nel terzo trimestre ha evidenziato la nona riduzione consecutiva del tasso di disoccupazione (al netto dei fattori stagionali), ora al 5,9%. Sul fronte dell inflazione, l Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo nel quarto trimestre è rapidamente salito attestandosi a dicembre al 2,8%, dal minimo dell 1,7% dei mesi estivi (2% il tasso medio annuo rispetto al 2,2% del 2006), principalmente a causa del rincaro dei trasporti e dei prodotti alimentari; la tendenza è proseguita anche nel gennaio 2008, riportando il dato italiano (3,1%) quasi in linea con quello europeo (3,2%). Il disavanzo della bilancia commerciale è sceso a 9,5 miliardi di euro dai 21,4 miliardi di fine 2006, beneficiando per circa due terzi dell accresciuto surplus del settore dei beni strumentali e dei beni di consumo, e per la restante parte del minor deficit energetico. Per quanto attiene infine alla finanza pubblica, ed in particolare agli impegni assunti nel 2005 in sede comunitaria, il rapporto indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche/pil potrebbe essere sceso nel 2007 all 1,9% dal 3,4% - recentemente rivisto - del 2006, grazie a dinamiche delle spese e delle entrate rispettivamente inferiori e superiori a quella del Prodotto interno lordo. Se confermato in sede di consuntivo ed avvalorato dalle previsioni 2008, tale risultato garantirebbe la chiusura della procedura europea di infrazione per deficit eccessivo ancora aperta nei confronti dell Italia. Dopo due anni di crescita anche l incidenza del debito pubblico sul Pil, dovrebbe ridursi intorno al 105%, a fronte del 106,8% registrato nel I mercati finanziari A fine 2007 le curve dei rendimenti evidenziavano, soprattutto negli Stati Uniti, aspettative di rallentamento dell attività economica, con un inclinazione negativa nel tratto a più breve scadenza. Sul mediolungo termine, seppur in presenza di rendimenti contenuti che scontano il processo di flight to quality in atto, l inclinazione della curva era divenuta positiva a conferma della fiducia in una rapida ripresa dell economia. La tendenza descritta è andata accentuandosi nel mese di gennaio: anche a seguito delle ultime due manovre espansive della Fed, la curva americana si è portata su livelli inferiori a quelli europei per tutte le scadenze. Per quanto attiene all area euro, dopo il generalizzato innalzamento seguito alle due manovre restrittive della BCE, l ultima delle quali in giugno, la curva dei rendimenti ha assunto una conformazione simile a quella americana, evidenziando tuttavia, nella parte a più breve termine, le tensioni sui tassi interbancari dovute all accresciuta percezione del rischio di controparte, solo in parte rientrate con l inizio del nuovo anno allorquando sono divenute più evidenti le aspettative di ribasso dei tassi ufficiali. 11

12 Per i mercati azionari il 2007 è stato un anno particolarmente difficile. I guadagni conseguiti dai listini europei, americani e giapponesi prima della crisi dei mutui subprime si sono fortemente ridimensionati ed in alcuni casi trasformati in perdite. In Europa la performance finale è stata mediamente positiva, con alcune brillanti eccezioni. Nonostante l accresciuta volatilità, gli indici di Wall Street, dopo aver segnato in alcuni casi nuovi massimi storici nel mese di ottobre, hanno chiuso l anno con modesti rialzi in virtù di un andamento dei titoli tecnologici ed energetici che ha bilanciato le perdite del comparto finanziario. In Giappone le perdite sono state superiori al 10%. Per quanto riguarda infine i mercati emergenti, il progresso così come sintetizzato dall indice azionario MSCI Emerging Market ha superato il 35%. Anche quest anno le borse cinesi hanno svolto un ruolo trainante arrivando ad insidiare il secondo posto mondiale, in termini di capitalizzazione, detenuto dal Giappone. Questi gli andamenti nel 2007 dei principali indici, espressi in valuta locale, di alcune tra le più importanti piazze finanziarie: +22,3% per lo Xetra Dax di Francoforte; +9,8% per il Nasdaq Composite e +6,4% per il DJ Industrial di New York; +3,8% per il Ftse 100 di Londra; +3,5% per lo S&P 500 di New York; +1,3% per il Cac 40 di Parigi; - 7% per lo S&P Mib di Milano; -11,1% per il Nikkei 225 e -12,2% per il Topix di Tokio. Per quanto attiene alla realtà italiana si deve innanzi tutto segnalare che, in seguito a fusione, dal 1 ottobre 2007 Borsa Italiana e London Stock Exchange hanno dato vita al principale gruppo borsistico a livello europeo. Quest operazione, di portata storica per la finanza italiana, ha permesso di integrare due modelli di business altamente efficienti e complementari, quello del London Stock Exchange negli strumenti azionari del Regno Unito 12

13 e internazionali e il primato di Borsa Italiana nelle azioni italiane, negli ETF 2 e securitised derivatives 3, nei derivati e nel reddito fisso, nonché nell offerta di servizi di post-trading più efficiente d Europa. Dopo quattro anni consecutivi di rialzi, i mercati gestiti da Borsa Italiana Spa hanno chiuso l anno con performance negative ed un accresciuta volatilità che non hanno però impedito il conseguimento di nuovi traguardi. In dettaglio, sia il numero di contratti (72,5 milioni) sia il controvalore complessivo degli scambi azionari (oltre miliardi di euro) hanno raggiunto nuovi massimi; il controvalore degli scambi medi giornalieri è cresciuto del 37,8% da 4,5 al livello record di 6,2 miliardi; la media giornaliera dei contratti è salita, per il quinto anno consecutivo, del 27,3% a 288 mila. Si è inoltre confermata la leadership europea di Borsa Italiana per la turnover velocity degli scambi di azioni su sistemi telematici (214%) 4, mentre è stato stabilito un nuovo massimo storico per il controvalore scambiato al mercato serale ( after hours ), pari a 47 milioni di euro al giorno. A fine anno le società quotate erano 344, nuovo primato per il mercato italiano, 33 in più rispetto a dodici mesi prima. A tale risultato hanno contribuito 49 nuove ammissioni che eguagliano il record del Nonostante l ampliamento del listino, la capitalizzazione complessiva è scesa a 734 miliardi (-5,8% rispetto agli oltre 778 miliardi di fine 2006), equivalenti al 48% del Pil (52,8% a fine 2006). Per il mercato del risparmio gestito si è trattato di un anno di ulteriore ridimensionamento. Accentuando il trend in atto sin dagli inizi del 2006, la raccolta netta è risultata negativa per 53,1 miliardi di euro, peggior risultato assoluto. I comparti maggiormente penalizzati sono stati gli obbligazionari (-46,3 miliardi) e gli azionari (-23,6 miliardi), affiancati dai bilanciati (- 7,2 miliardi). Hanno invece proseguito nel loro andamento favorevole gli hedge (+5,9 miliardi) e soprattutto i flessibili (+10,5 miliardi) mentre sono tornati a crescere i fondi di liquidità (+7,6 miliardi), beneficiando dell incertezza che ha caratterizzato le scelte degli operatori nel secondo semestre. La contrazione della raccolta netta è stata particolarmente accentuata per i fondi di diritto italiano (-52,8 miliardi), a fronte di un calo più contenuto dei fondi roundtrip (-3,2 miliardi) e di un modesto incremento dei fondi esteri (+2,9 miliardi). Il generalizzato ridimensionamento del settore si è riflesso sulla consistenza del patrimonio netto complessivo di fondi e Sicav che a fine dicembre era sceso a 570,2 miliardi dai 609,2 miliardi di fine 2006 (-6,4%); al suo interno merita di essere segnalata la riduzione del peso della componente obbligazionaria (dal 40,4% al 35,8%) a fronte di un aumento dell incidenza della componente liquida (dal 13,7% al 16,5%), di quella flessibile (dall 8,5% all 11,7%) e degli hedge (dal 4,6% al 6,4%). Il sistema bancario A fine dicembre, la raccolta diretta (depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito e obbligazioni) delle banche italiane presentava una variazione annua del 6,3%, in decelerazione rispetto a fine 2006 (+7,6%). Tale andamento è la risultante di un sempre sostenuto sviluppo delle obbligazioni (+12,1%) a fronte di un rallentamento delle altre forme tecniche (+2,4%). Dal confronto europeo riferito ad un aggregato più ampio che include oltre ai depositi e alle obbligazioni anche i prestiti subordinati emerge un minor dinamismo delle banche italiane, cresciute del 7,2% a fronte del +11,4% registrato dall area euro, che ha interessato tutte le principali forme tecniche, con la sola eccezione delle obbligazioni (+11,8% contro +9,4%). 2 Exchange Traded Fund: fondi che replicano fedelmente l andamento di un indice sottostante, acquistabili come un qualsiasi titolo azionario. 3 Derivati cartolarizzati che si differenziano rispetto alle altre categorie di strumenti derivati, quali ad esempio futures ed opzioni, per il fatto di non essere contratti, bensì titoli. 4 Indicatore che rapportando il controvalore degli scambi telematici alla capitalizzazione segnala il tasso di rotazione delle azioni. 13

14 Nonostante i timori circa un possibile inasprimento dei criteri per l erogazione del credito, conseguenza della crisi finanziaria in atto, l espansione degli impieghi in Italia è rimasta sostenuta (+9,9% a dicembre), seppur in rallentamento rispetto a fine 2006 (+11,2%), a fronte di una domanda complessivamente elevata da parte sia delle famiglie che delle imprese. In analogia con il recente passato, l incremento ha interessato principalmente il segmento a medio e lungo termine (+11,8%) nell ambito del quale la domanda per l acquisto di abitazioni ha continuato a segnare una dinamica rilevante ancorché in rallentamento mentre la componente a breve (+6,6%) dal mese di aprile è in decelerazione. Il confronto europeo riferito ad un aggregato più ampio, comprensivo delle sofferenze e dei finanziamenti pronti contro termine evidenzia uno sviluppo annuo dei prestiti italiani (+10,1%) leggermente inferiore alla media dell area euro (+11,4%). Dal punto di vista della rischiosità, in dicembre la consistenza dei prestiti in sofferenza al lordo delle svalutazioni cresceva su base annua dello 0,5% (+4,9% il dato relativo alle famiglie e +0,5% quello inerente alle imprese), mentre lo stock delle sofferenze nette mostrava una diminuzione del 2,4%. Anche in relazione alla persistente espansione dei prestiti, il rapporto sofferenze nette/impieghi si presentava in miglioramento all 1,11% (1,25% a dicembre 2006), mentre il rapporto sofferenze nette/patrimonio di vigilanza si era ridotto al 6,13%, dal 6,71% di fine Il portafoglio titoli, salito del 5%, ha mostrato al suo interno una sostanziale ricomposizione dai titoli a più breve scadenza (BOT e CTZ, -36,5%) agli altri titoli (+8,7%), in particolare obbligazioni bancarie, nonché verso i titoli di Stato a medio-lungo termine (CCT e BTP, +10,3%). In dicembre il rapporto fra titoli e impieghi in euro era in diminuzione al 12,8%, dal 13,4% di fine Per quanto attiene infine ai principali tassi di interesse bancari, coerentemente con l evoluzione del mercato, il tasso medio sulla raccolta da clientela (che include il rendimento dei depositi, delle obbligazioni e dei pronti contro termine per le famiglie e le società non finanziarie) si era portato a dicembre al 2,93%, in aumento rispetto al 2,24% di fine Parallelamente anche il tasso medio ponderato sui prestiti alle famiglie e alle società non finanziarie è progressivamente aumentato attestandosi al 6,17%, dal 5,39% del dicembre In ragione sia di una contenuta esposizione ai rischi connessi al settore dei subprime, sia di un minor ricorso ad operazioni di cartolarizzazione nel finanziamento dei nuovi volumi di intermediazione, il sistema bancario italiano, pur nella condivisione degli effetti negativi della crisi che sta interessando i mercati finanziari, è risultato finora scarsamente colpito dalle perdite sul mercato dei titoli rivenienti da cartolarizzazioni, con effetti molto limitati sui conti economici. * * * Nel corso del 2007 lo scenario di riferimento per le banche italiane è stato oggetto di una serie di importanti novità. Con l emanazione, in aprile, del decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze e, in maggio, delle Istruzioni di vigilanza, si è completato il quadro normativo che consente anche in Italia la creazione di un mercato delle obbligazioni bancarie garantite ( covered bond ) le caratteristiche principali dei covered bond rispetto alle normali obbligazioni bancarie sono il profilo di rischio molto basso e l elevata liquidità ampliando così la gamma di strumenti finanziari a disposizione delle banche per migliorare la propria raccolta, anche in termini di costo. Al mese di aprile risale anche l introduzione del divieto di penali (o altre prestazioni, comunque denominate) a carico dei clienti nei casi di estinzione anticipata, totale o parziale, quando si tratti di nuovi mutui destinati all acquisto da parte di persona fisica della casa 14

15 nella quale si intende stabilire la propria residenza o all acquisto/ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale. Il 2 maggio è stato sottoscritto il protocollo ABI Associazione Consumatori finalizzato all individuazione dei parametri per la determinazione delle penali dovute per l estinzione anticipata, totale o parziale, dei mutui in essere alla data di entrata in vigore della nuova normativa. Dopo una serie di rinvii che hanno cagionato all Italia l avvio di una procedura d infrazione per mancato recepimento di direttiva comunitaria è stata recepita la direttiva MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) entrata in vigore a partire dal 1 novembre. La nuova normativa, volta ad integrare ed ammodernare i mercati finanziari a livello europeo, ha introdotto maggiori tutele per i risparmiatori ampliando al tempo stesso le opportunità per gli intermediari, chiamati a ripensare le proprie strategie in termini di servizi da erogare e ad identificare il modello organizzativo più coerente. In novembre è stato pubblicato il D.Lgs. n.195 che recepisce i contenuti della direttiva sull armonizzazione degli obblighi di trasparenza, la cui mancata attuazione nei termini stabiliti aveva determinato l apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell Italia: tra le novità introdotte, merita di essere segnalata l integrazione dell articolo 154 bis del T.U.F. con più specifiche attribuzioni in capo al dirigente preposto nonché l introduzione del nuovo articolo 154 ter che ha modificato i termini di pubblicazione e i contenuti minimi dei bilanci e delle altre relazioni finanziarie intermedie. Le nuove disposizioni si applicano ad esercizi, semestri e periodi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto, quindi a partire dall informativa relativa al primo trimestre Dal 1 gennaio 2008 inoltre è entrata in vigore l Area Unica dei Pagamenti in Euro ( Sepa ) all interno della quale si potranno gradualmente effettuare e ricevere pagamenti in euro con condizioni di base, diritti e obblighi uniformi. Ad essa hanno aderito 31 Paesi europei (oltre ai 27 Paesi aderenti all Unione Europea anche Svizzera, Norvegia, Islanda e Lichtenstein). Sempre dalla medesima data, infine, l Ufficio Italiano dei Cambi è stato soppresso e le sue funzioni sono ora esercitate dalla Banca d Italia, ereditaria di tutti i diritti e rapporti giuridici di cui l UIC era titolare. L attività della Banca Regionale Europea nel 2007 Con il perfezionamento di tutta una serie di passaggi tecnico-legali-autorizzativi il 1 aprile 2007 si è concluso il processo di aggregazione fra il Gruppo Banca Lombarda e Piemontese ed il Gruppo Banche Popolari Unite e ha preso avvio il nuovo Gruppo Unione di Banche Italiane (Gruppo UBI><Banca ). Il Piano Industriale rappresenta la seconda fase dell integrazione del Gruppo UBI Banca; gli inerenti adempimenti, che coinvolgono a vario titolo le diverse società e le strutture organizzative del Gruppo, sono pienamente in linea con la tempistica programmata. Il Piano d Integrazione si basa sulla conferma del modello federale, polifunzionale, integrato, in cui le Banche Rete federate, con forte radicamento sul territorio e responsabili della gestione della rispettiva clientela, operano coadiuvate e supportate da Fabbriche Prodotto specializzate, in grado di fornire prodotti e servizi altamente competitivi, e da una Capogruppo che esprime gli indirizzi strategici, esercita il controllo, svolge funzioni di coordinamento, supporto e fornitura di servizi comuni accentrati. Il Piano Industriale di UBI Banca si caratterizza per innovazione e orientamento al mercato e prevede azioni commerciali mirate e ben definite, sviluppate per ogni segmento di clientela. In adesione alle linee strategiche, l attività di ciascuna Banca Rete è focalizzata sul business/presidio della clientela, in particolare commerciale e creditizio, facendo leva sulla forza ed il prestigio dei marchi locali e sulla competenza ed il talento dei propri dipendenti. 15

16 Sul finire dell anno è stato esteso il Nuovo Modello Organizzativo con una struttura di Direzione Centrale riorganizzata con l istituzione dell Area Commerciale e della Direzione Crediti, effetto della separazione tra filiera commerciale e creditizia per un presidio ottimale del rapporto tra rischio e rendimento, coerentemente con la mission della Banca Rete focalizzata sulla gestione dell attività commerciale, del credito e della relazione con la clientela e le istituzioni, ed una Rete Distributiva che si caratterizza per la presenza di tre Mercati a presidio dei macrosegmenti Private (clienti con un patrimonio maggiore di 500 mila euro), Corporate (imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro) e Retail (clienti con patrimonio minore di 500 mila euro e imprese con fatturato minore di 5 milioni di euro). L intera rete periferica è stata significativamente ristrutturata con la costituzione delle Private Banking Unit, delle Corporate Banking Unit (ex Unità Imprese) e delle Aree Territoriali Retail a coordinamento di gruppi di filiali, e con l istituzione di figure specialistiche per segmento e per prodotto. Al fine, inoltre, di rispondere a criteri di snellezza ed efficacia operativa nonché di maggiore presidio locale sul credito retail, sono stati costituiti presso le Aree Territoriali specifici nuclei denominati Poli di Delibera Periferici che si rapportano alla Direzione Centrale. L ATTIVITÀ COMMERCIALE Nel corso dell anno 2007 è proseguita l azione commerciale secondo gli obiettivi di sviluppo pianificati ad inizio anno, nel seguito descritti avendo a riferimento la preesistente struttura organizzativa. La Divisione Retail L attività commerciale del Mercato Retail per l anno 2007 ha fatto registrare una dinamica positiva della Raccolta Diretta in particolar modo nella componente a medio termine. Il collocamento dei Prestiti Obbligazionari, che secondo la recente disciplina legislativa introdotta dalla Legge sul Risparmio vengono ora emessi corredati da Prospetto Informativo, si è contraddistinto per un elevato apprezzamento da parte della clientela a cui sono state offerte nel corso dell anno varie emissioni sia a tasso fisso sia a tasso variabile. In accordo con la Capogruppo si è partecipato attivamente al collocamento di due nuovi Prestiti Obbligazionari Strutturati Carta di Terzi, con esaurimento dell intero plafond riservatoci. Pur in un contesto di difficoltà del mercato è proseguita con continuità l attività volta all acquisizione di nuova clientela, sia nei confronti dei privati, sia delle aziende, con azioni diversificate nelle diverse aree di presenza della banca. In tale ambito si sono maggiormente sviluppate azioni di difesa delle quote di mercato nelle zone di insediamento storico, mentre interventi di maggiore aggressività sono stati attuati nelle aree di più contenuta penetrazione. Tali azioni si basano anche sull offerta di una gamma di conti a pacchetto che incontrano il favore della clientela per la qualità dei servizi bancari ed extrabancari ricompresi nel canone mensile. Nell ambito del Risparmio Gestito si è registrato un andamento involutivo della raccolta netta gestita, in linea con il Sistema, mentre positivo riscontro è stato rilevato nel collocamento dei fondi flessibili Capitalgest attraverso le tre tipologie delle linee Flex Free. Il collocamento di Prodotti Assicurativi è proseguito con risultati positivi per effetto sia della diversificazione dell offerta di prodotti messi a disposizione dalla compagnia Lombarda Vita sia di un accurata gestione delle scadenze. Negli ultimi mesi dell anno è stata attivata, in via sperimentale, la commercializzazione delle Polizze in collaborazione con UBI Assicurazioni; il Ramo Danni rappresenterà nel 2008 una delle novità per il Mercato Retail con l offerta sia dei prodotti auto sia di quelli non auto. È proseguito, con esiti positivi, il collocamento di prodotti di copertura del rischio di tasso, denominati capped, a fronte dell erogazione di mutui. 16

17 Positivi i risultati nel comparto della monetica, con iniziative mirate in particolare alla clientela Affluent ; specifiche iniziative sono state avviate anche nell ambito delle carte prepagate i cui effetti si manifesteranno appieno nel corso del Nell ambito dei canali virtuali si è consolidata la proposta del prodotto Qui UBI (già Extensive) le cui funzionalità sono state nel tempo migliorate, consentendo di offrire alla nostra clientela un prodotto di elevato standing qualitativo. Dal lato degli Impieghi si è registrato un trend di crescita positivo sia nella componente a Breve Termine sia in quella a Medio Termine. Significativa la crescita nell erogazione dei Prestiti Personali che è proseguita in linea con le attese. Nel mese di novembre è stata avviata su 15 Filiali la fase pilota di commercializzazione dei prestiti personali della società prodotto 24-7, estesa dal 2008 a tutta la rete. Dal secondo semestre sono stati proposti sul mercato, con esito molto soddisfacente, i due nuovi prodotti Mutuo Sempre Light e Presticreso Sempre Light, a condizioni promozionali, che hanno la caratteristica di combinare durate molto lunghe e tassi decrescenti, favorendo la possibilità per il cliente di affrontare rate più leggere. Nel comparto dei Piccoli Operatori Economici è proseguito il trend positivo di incremento degli impieghi e quello delle acquisizioni di nuova clientela che ha determinato, anche per il 2007, una crescita del segmento. Particolare attenzione è stata rivolta al miglioramento degli indicatori di qualità del credito attraverso varie iniziative e verifiche periodiche, utilizzando anche servizi dedicati della Capogruppo come il Contact Center. Con l avvio, nel mese di novembre, del Nuovo Modello Commerciale sono state introdotte le novità sulla segmentazione della clientela retail e sulle nuove figure professionali di rete, ed hanno preso avvio le 6 Aree Territoriali Retail (Cuneese-Monregalese, Cuneese Nord, Piemonte Nord-Albese, Milanese-Lombardia Nord, Pavese, Tortonese-Lombardia Sud-Emilia) a presidio della filiera distributiva delle filiali. Rete Estera: succursale di Nizza e di Mentone Ad inizio anno è diventata pienamente operativa la seconda filiale francese, Mentone, che nel corso dell anno ha potuto operare con buoni risultati, in un contesto che si caratterizza per l elevata presenza di italiani e nonostante l attuale situazione del mercato immobiliare ed il quadro economico/finanziario generale siano mutati in maniera significativa negli ultimi anni. A tale riguardo si evidenzia che il continuo rialzo dei tassi di interesse ha modificato le richieste della clientela, ora maggiormente orientata sulle operazioni di mutuo a tasso fisso, tant è che il corrispondente stock ha raggiunto a fine anno il 30% del totale degli impieghi. Si evidenzia che, nell anno, è stato trasferito in service alla società Clearstream di Lussemburgo il servizio di veicolazione della messaggistica swift, è stato attivato il servizio di Internet Banking per tutta la rete estera con accesso diretto o tramite il sito italiano della Banca e sono in fase di progettazione/attivazione ulteriori evoluzioni che agevoleranno ancor di più l operatività della clientela sia privata che imprenditoriale. Il 2008 vedrà la Banca affrontare l adeguamento del sistema informatico che, alla luce dell espansione territoriale e dell aumento della clientela, assume un significativo rilievo in funzione di un ottimale presidio di gestione multifiliale. La Divisione Corporate Nell anno l azione commerciale è stata incentrata particolarmente sulle Imprese di Piccole e Medie dimensioni, cui è stata destinata con priorità l attenzione delle Unità Imprese, 17

18 ottenendo interessanti risultati, in particolare con un attività di consulenza e sviluppo delle relazioni, utilizzando anche strumenti di Finanza Agevolata. La gestione della Clientela è stata indirizzata al consolidamento e sviluppo di un buon livello operativo, con specifica attenzione ai servizi tecnologicamente più avanzati, ed alla stabilizzazione duratura di volumi operativi privilegiati. Il comparto Estero è stato ancora al centro delle iniziative presso le Unità Imprese che sono state supportate da figure specialistiche delle Funzioni Centrali. È proseguito il collocamento di Prodotti di copertura del rischio di cambio e di tasso, fondato su criteri di ragionevole prudenza e cautela. È continuata l attività di monitoraggio del rischio, con adeguamento del pricing alla rischiosità delle controparti, utilizzando la classificazione dei rating e le altre informazioni disponibili, riordinate in nuovi strumenti informatici di agevole utilizzo. Con l avvio delle attività di integrazione nel nuovo Gruppo UBI, sono stati applicati i criteri di Governance adottati per la gestione dei Gruppi/Clienti Comuni. La fisionomia e distribuzione territoriale della Rete sono state ridisegnate sul finire dell anno in adesione alle direttive del Gruppo, attuando una riportafogliazione coerente con la Nuova Segmentazione ed il Nuovo Assetto Distributivo. In particolare la soglia di fatturato del Corporate, alzata da 1,5 a 5 milioni di euro, ha modificato la consistenza e la numerosità della Divisione e conseguentemente le strutture organizzative sono state riordinate nel numero delle risorse e nella loro collocazione geografica, con modifiche anche nelle strutture centrali, modellate in una logica di servizio alla Rete. Presso la struttura commerciale sono stati costituiti 9 C.B.U. (Alba, Cuneo, Cuneo Nord, Milano, Monza, Pavia, Cremona, Torino e Tortona) e 9 Corner (Mondovì, Milano, Como, Brescia, Vigevano, Lodi, Piacenza, Vercelli e Alessandria). L azione commerciale nell ultimo scorcio dell anno si è dunque attivata nel nuovo contesto organizzativo, con il prioritario obiettivo di favorire l interazione con la Clientela e di salvaguardare la continuità operativa e relazionale. La Divisione Private Banking Nel 2007 la Divisione si è distinta positivamente nel collocamento non solo di prodotti assicurativi ma anche di prodotti di raccolta diretta a medio/lungo termine. Negativo, ma in misura decisamente limitata rispetto ai dati del sistema, il risultato conseguito nel settore del Risparmio Gestito. Causa le forti turbolenze e la negatività associata alla forte volatilità che hanno investito i mercati finanziari globali tra luglio e dicembre, la clientela ha fortemente rivisto e ridotto la propensione al rischio, spostando parte consistente degli investimenti da prodotti gestiti a prodotti di mercato monetario freerisk. Positivo, invece, il dato relativo al collocamento degli Hedge Fund, che vedono un incremento di circa il 30% degli asset under management. Complessivamente la Divisione ha conseguito brillanti risultati in termini reddituali, in termini di masse e di collocamento di prodotti strategici. Sul fronte della formazione, tutto il personale è risultato coinvolto in un percorso formativo impegnativo e qualitativamente distintivo, sulle novità introdotte dalla direttiva MiFID in tema di servizi e attività di investimento e dalla riforma Isvap in tema di intermediazione assicurativa. 18

19 Sul finire dell anno la Divisione Private Banking è stata caratterizzata dai profondi cambiamenti strutturali ed organizzativi seguiti all adozione del nuovo Modello Commerciale di Gruppo. Con il nuovo dimensionamento della soglia che caratterizza ed individua il cliente Private, la Divisione è conseguentemente cresciuta nel numero dei clienti, nelle masse amministrate e nel numero delle risorse commerciali poste a presidio del territorio. Di rilievo anche i cambiamenti che hanno coinvolto la struttura commerciale: sono stati attivati 8 P.B.U. (Alba, Cuneo, Cuneo Nord, Milano1, Milano2, Pavia, Torino e Tortona) e 3 Corner (Mondovì, Monza e Cremona). LE PARTECIPAZIONI Partecipazioni in Società del Gruppo Gli interventi di razionalizzazione a livello di Gruppo, attuati nell ambito del Piano Strategico , hanno comportato operazioni societarie straordinarie, effettuate secondo le procedure semplificate previste dalla normativa civilistica, che hanno interessato anche Società Prodotto partecipate dalla Banca Regionale Europea S.p.A.. In tale ambito, attesa la valenza strategica e commerciale delle operazioni di ristrutturazione societaria previste dal Piano ed i vantaggi conseguibili per la BRE sotto l aspetto della propria operatività, si è proceduto alla cessione delle seguenti partecipazioni: - cessione alla Capogruppo UBI Banca S.c.p.A. della partecipazione del 40% detenuta nel capitale della SILF - Società Italiana Leasing e Finanziamenti S.p.A., Società prodotto operante nel settore del credito al consumo, al corrispettivo complessivo di euro ,00, determinato sulla base delle valutazioni acquisite da consulenti esterni a tal fine incaricati. La cessione ha generato una plusvalenza lorda di circa euro 27,9 milioni. La cessione è avvenuta nell ambito del riassetto del comparto del consumer lending di Gruppo, riassetto che ha visto l accentramento in capo a 24-7 S.p.A. di tutte le attività tipiche di fabbrica prodotto (sviluppo prodotti, erogazione, ecc.) già svolte dalla Silf S.p.A., mediante scissione a favore di Banca 24-7 S.p.A. di ramo d azienda della stessa Silf, con specializzazione di quest ultima quale rete distributiva tramite agenti, con il mantenimento del relativo brand, concentrata sull open market; - cessione ad UBI Insurance Broker S.r.l. della partecipazione del 100% detenuta nel capitale della Andros Broker di Assicurazione S.r.l., Società prodotto operante nel comparto del brokeraggio assicurativo, al corrispettivo complessivo di euro ,00, determinato anche in questo caso sulla base di perizia resa da consulente esterno. La cessione ha generato una plusvalenza lorda di circa euro 1,6 milioni. Nell ambito del progetto di riassetto del comparto del brokeraggio assicurativo di Gruppo, è stata, quindi, realizzata la fusione per incorporazione di Andros S.r.l. in UBI Insurance Broker S.r.l.. Si rammenta che, nell ambito del Gruppo UBI Banca, la Banca Regionale Europea S.p.A. detiene la partecipazione di maggioranza assoluta, all epoca acquisita da Banca Lombarda e Piemontese, nel Banco di San Giorgio S.p.A., con quota del 56,33%. Sempre in ambito di Gruppo, la Banca Regionale Europea S.p.A. detiene una partecipazione del 95% nel capitale della Ge.Se.Ri. S.p.A., in liquidazione volontaria. Altre partecipazioni Si segnala la seguente principale variazione intervenuta nel corso dell esercizio 2007: - Finpiemonte Partecipazioni S.p.A.: nella Società, sorta nell agosto 2007 dalla scissione di ramo d azienda di Finpiemonte S.p.A., la BRE ha acquisito una partecipazione di azioni pari all 1,83% del capitale sociale, per un valore di bilancio di euro ,68. Nell ambito di detta operazione di scissione, è stata 19

20 inoltre ceduta alla Regione Piemonte la partecipazione già detenuta in Finpiemonte S.p.A., pari all 1,83% del capitale sociale, al corrispettivo di euro ,00. Tra le altre partecipazioni, si segnala che la BRE partecipa al capitale della Banca d Italia con una quota dello 0,2530%, pari a n. 759 azioni di cui 150 già detenute dall incorporata Cassa di Tortona - del valore nominale unitario di euro 0,52, per un valore di bilancio di euro 1,8 milioni, così determinato: BRE n. 609 quote Val. bilancio unitario 533 Val. bilancio totale ex CRT n. 150 quote Val. bilancio unitario Val. bilancio totale Totale BRE n. 759 quote Val. bilancio unitario Val. bilancio totale Il valore delle quote BRE è sempre stato mantenuto al valore iniziale di costo, mentre la ex Cassa di Tortona ha nel pregresso proceduto alla rivalutazione della partecipazione. La BRE detiene, inoltre, le seguenti altre partecipazioni significative (oltre il 5%): - Cedacri S.p.A. (Collecchio), azienda operante nella fornitura di servizi informatici per il mondo bancario e finanziario; - PASVIM S.p.A. (Pavia), società di finanziamenti, partecipazioni e consulenza per le imprese che operano sul territorio pavese. La società ha in corso un aumento del capitale sociale da euro ,00 a euro ,00, finalizzato all iscrizione all Albo degli Intermediari di cui all art. 107 T.U.B., al quale la BRE ha aderito per complessivi euro ,00; - G.E.C. S.p.A. (Cuneo), azienda che svolge attività di riscossione dei tributi e di altre entrate patrimoniali degli enti locali; - Giarolo Leader S.r.l. (Alessandria), società che gestisce finanziamenti in conto capitale destinati dalla CEE e dai Ministeri competenti al potenziamento delle attività agricole, agro-industriali, turistiche-culturali e artigianali; - P.S.T. S.p.A. (Tortona), società che attua la diffusione dell innovazione tecnologica e gestionale a favore delle piccole e medie imprese; - Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero S.c.r.l. (Alba), società consortile che realizza iniziative per la promozione di convegni, congressi e manifestazioni culturali ed enogastronomiche nell ambito territoriale. *** La Società non detiene in portafoglio azioni proprie né della controllante e non ha effettuato operazioni sulle stesse nel corso del 2007 né direttamente né per il tramite di Società Fiduciarie o per interposta persona. Di seguito si rappresenta l andamento della controllata Banco di San Giorgio S.p.A.. Al 31 dicembre 2007 gli impieghi con clientela della Banca sono ammontati a milioni di euro, con un incremento del 23,6% rispetto alla consistenza della fine La dinamica complessiva dei crediti è stata sostenuta dall andamento ancora vivace degli impieghi a medio e lungo termine (i mutui industriali e quelli residenziali sono aumentati del 26,3%) e dalla ripresa dei crediti a breve termine. A fine anno, i crediti deteriorati netti della Banca ammontavano a 42,8 milioni di euro, contro i 27,1 milioni di fine In particolare: le sofferenze nette, pari a 19,7 milioni di euro, sono aumentate del 26,2%, ma il loro rapporto sul totale degli impieghi è in linea con l anno precedente; gli incagli sono cresciuti da 9,2 a 16,3 milioni di euro, così come le esposizione scadute passate da 2,3 a 6,8 milioni di euro. I mezzi amministrati della clientela si sono attestati a fine dicembre 2007 a milioni di euro, l 1,8% in meno rispetto al valore dell anno precedente. 20

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