Titolo Relazione finale. Donna e ruolo dirigenziale nell Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi

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Università degli Studi di Firenze Corso DONNE, POLITICA E ISTITUZIONI. PERCORSI FORMATIVI PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA DI GENERE E DELLE PARI OPPORTUNITA' Edizione 2009 Titolo Relazione finale Donna e ruolo dirigenziale nell Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi Paola Frosini 1

Nel 1989 è stata adottata dal Parlamento Europeo la Carta Comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori con la quale viene ribadita la necessità di combattere ogni forma di discriminazione basata sul sesso. Il Trattato di Maastricht prevede all art. 6 che a parità di lavoro tra lavoratori deve essere assicurata parità di retribuzione. In Italia il tasso di occupazione femminile si ferma ancora al 47,2%, un dato molto distante dall'obiettivo stabilito dalla Commissione europea del 60% di donne occupate entro il 2010. Inoltre, a parità di livello gerarchico, nel nostro Paese lo stipendio di una donna è mediamente del 15% inferiore a quello di un uomo. Nel mondo aziendale le donne in posizioni apicali non superano il 17,2% e solo il 2% (dati Istat) delle nostre connazionali entra a far parte del Cda di un'azienda quotata in Borsa, contro il 13,9% della Gran Bretagna e il 10,5% della Francia. Nella pubblica amministrazione, dove la percentuale delle dipendenti a tempo indeterminato è pari a circa il 55%, le donne in posizione apicale restano ancora molto poche. In presenza concorsi la penetrazione femminile tende ad avanzare, in assenza di concorsi quando sono altri i meccanismi che determinano l'accesso, resta stabile o diminuisce. Le cose tendono a peggiorare quando le scelte avvengono per cooptazione. Gli uomini preferiscono scegliere altri uomini non solo per gli ingressi, ma anche per le carriere e così, se non avanzano per concorso, le donne non avanzano affatto. Nella P.A., dove è dato spazio al merito attraverso concorsi e progressioni di carriera basate sui risultati le donne hanno buon gioco a trovare il loro spazio, dove invece si tratta di incarichi fiduciari e di indicazioni ad personam, troppo spesso gli uomini al comando scelgono uomini. La pubblica amministrazione, è un settore privilegiato perché ha un concentrato eccezionale di presenza femminile, ma è anche un settore dove c è la cosiddetta struttura ad imbuto, con una prevalenza massiccia di donne nel primo livello che si riduce drasticamente nelle posizioni di vertice, apicali, nella progressione di carriera. 2

Nella P.A. quindi nonostante la pari opportunità sia garantita dal punto di vista normativo e descrittivo, esistono degli scarti nella sua realizzazione. Esiste cioè una distanza, un divario tra la parità normativa e la parità sostanziale e effettiva. Analizzando i dati dei laureati in medicina e chirurgia degli ultimi dieci anni e il rendimento meritocratico si osserva che: Laureati Facoltà di medicina e chirurgia in Italia 1999/2008 Anno laurea maschi femmine % femmine 1999 3559 4076 53.7 2000 3340 4071 54.9 2001 3391 4292 55.8 2002 4243 5183 54.9 2003 3995 11083 73.5 2004 5419 14492 72.7 2005 6762 14440 68.1 2006 6762 14236 67.8 2007 7496 16474 68.7 2008 7406 14446 66.1 Fonte: sito del Ministero dell'università e della Ricerca Ufficio di Statistica. Indagine sull'istruzione universitaria modalità di ricerca: laureati per voto di laurea, sesso e corso di studio anno solare tipologia di ricerca per : corso di laurea, somma degli atenei italiani, facoltà di medicina e chirurgia 3

18000 16000 14000 12000 10000 8000 6000 4000 2000 0 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 maschi femmine Fig.1 Grafico laureati facoltà di medicina e chirurgia in Italia 1999-2008 Laureati facoltà medicina e chirurgia in Italia 1999/2008 con votazione di 110 e lode Anno laurea maschi femmine % femmine 1999 1211 1885 60.8 2000 1157 1828 61.2 2001 * 1113 1788 61.6 2002 * 1661 2467 59.8 2003 1234 4187 77.2 2004 1338 4501 77.1 2005 1445 3926 73.1 2006 1189 3630 75.3 2007 1183 3826 76.3 2008 1174 3664 75.7 * per gli a.a. 2001 e 2002 calcolata la percentuale su cdl Fonte: sito del Ministero dell'università e della Ricerca - Ufficio di Statistica. Indagine sull'istruzione Universitaria. modalità di ricerca: laureati per voto di laurea, sesso e corso di studio anno solare tipologia di ricerca per : corso di laurea somma degli atenei Italiani facoltà di medicina e chirurgia 4

5000 4500 4000 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 maschi femmine fig.2 Grafico laureati con 110 e lode facoltà medicina e chirurgia in Italia 1999-2008 L azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze nasce dall integrazione del Sistema Sanitario Toscano e dell Università degli Studi di Firenze e si caratterizza per lo svolgimento congiunto di attività assistenziali, didattiche e di ricerca. A livello assistenziale eroga prestazioni di ricovero, prestazioni ambulatoriali specialistiche ed attività di emergenza e urgenza; persegue lo sviluppo dell alta specializzazione in quanto riferimento di Area Vasta, regionale, nazionale. L obiettivo fondamentale è il raggiungimento del più elevato livello di risposta alla domanda di salute, intesa come recupero e mantenimento della salute fisica, psichica e sociale, in un processo che includa in modo inscindibile la didattica, intesa come strumento di costruzione e miglioramento delle competenze degli operatori e dei soggetti in formazione, e la ricerca volta al continuo progresso delle risorse cliniche e biomediche. Al raggiungimento di tale obiettivo concorrono tutte le competenze scientifiche e cliniche della Facoltà di Medicina e Chirurgia e quelle del Servizio Sanitario. 5

DATI: 1.650 posti letto 54.115 ricoveri in degenza ordinaria 22.360 ricoveri in day hospital 131.533 accessi al Pronto Soccorso 9.778.857 prestazioni ambulatoriali (pazienti interni ed esterni) (fonte sito ufficiale A.O.U.C) Per svolgere tutte le prestazioni e per la sua organizzazione l Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi si avvale a tutt oggi di 5608 dipendenti. Analizzando i dati a mia disposizione gentilmente offertimi dall amministrazione dell azienda e scomponendoli oltre che per genere anche per comparto, dirigenza non medica e dirigenza medica possiamo osservare che: La percentuale generale di lavoratrici femmine è del 68.63% quella dei lavoratori maschi è del 31.37%. Nel comparto le lavoratrici sono il 73.97 %. Nel livello più alto del comparto livello D troviamo il 75.52% di personale femminile. Nella dirigenza non medica le lavoratrici sono 66.96%. Nella dirigenza medica la percentuale di donne si abbassa notevolmente al 39.14%. Una riflessione interessante può essere fatta analizzando i dati che emergono andando a scorporare le percentuali delle assunzioni della dirigenza medica fatte negli ultimi 5 anni; la percentuale delle assunzione in questo ruolo mostra una accelerazione e una crescita fino al 56.83% per le femmine. Proseguendo nella piramide verso l alto si osserva che : Tra i dirigenti medici, non medici e sanitari con incarico (per nomina) di direzione di struttura troviamo una netta maggioranza di maschi; su un totale di 36 dirigenti con incarico di direzione solo 4 sono donne (11%). Tra i dirigenti amministrativi con incarico di direzione di struttura su un totale di 12 le donne sono 5 (41%). 6

90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 % donne %uomini comparto dirigenza non medica dirigenza medica con incarico di direzione Fig3 Graficoi: comparto dirigenza non medica, dirigenza medica, con incarico di direzione di struttura Arrivando all apice della piramide dirigenziale nelle tre cariche massime direttore generale, sanitario e amministrativo troviamo 2 uomini e una donna. In Italia il numero delle donne iscritte alla facoltà di medicina e chirurgia è superiore a quello degli uomini, completano gli studi e si laureano con il massimo dei voti in misura maggiore rispetto agli uomini. Presumibilmente, nel mercato del lavoro si trovano più donne preparate che uomini, ma questo andamento non determina una corrispondenza nel campo lavorativo e nelle carriere. Anche nell azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, seppur virtuosa per alcuni aspetti, appare evidente che mentre per i posti ricoperti con concorso si ha un attestazione della percentuale femminile superiore alla media nazionale, quelli dirigenziali ossia per nomina sono a prevalente appannaggio maschile come tendenzialmente avviene in tutto il resto del Paese. In campo scientifico più che in quello amministrativo si ha una sofferenza nel riconoscimento di mansioni dirigenziali alle donne. E sicuramente di buon auspicio l incremento del 17% nelle assunzioni di dirigenti medici donne registrato negli ultimi 5 anni. 7