La governance del territorio
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- Gabriella Valeri
- 10 anni fa
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1 La governance del territorio Università di Pavia 2013/2014 Modulo di Sociologia Docente: Emanuele Polizzi
2 Governo come governance Dal governo come autorità al governo come regia Non più governo dall alto, ma governo che facilita le relazioni orizzontali Partecipazione di tutti gli stakeholder del territorio, pubblici e privati (imprese, terzo settore, ecc) Diffusione in tutta Europa, dagli anni 90 a oggi Utilizzo in diversi campi di politiche Lo sviluppo locale: Agenzie locali di Sviluppo, Patti Territoriali Assistenza sociale: Piani di Zona, Legge minori (l.285) Piani del territorio e riqualificazione urbana: Contratti di quartiere, Piani territoriali Bilanci partecipativi
3 Ragioni della governance Ragioni economiche e sociali La frammentazione degli interessi economici sul territorio La necessità di radicare sul territorio le imprese Ricostruzione del capitale sociale e del senso di comunità Ragioni di consenso Rispondere alla crisi di legittimità dei governi locali tramite arene trasparenti di partecipazione della società civile Prevenire la conflittualità: pianificazione urbanistiche e di opere pubbliche, questioni ambientali Ragioni di isomorfismo istituzionale Diffusione degli strumenti di governance Condizione necessaria per vincere bandi europei e regionali
4 Gli strumenti della governance La governance tramite strumenti istituzionali Tavoli di consultazione /tavoli di codecisione Tavoli tecnici/tavoli politici Organi amministrativi tradizionali/aziende ad hoc Strumenti deliberativi Partecipazione aperta ai cittadini Discussione libera basata su argomenti Accordo scaturito dal convincimento Strumenti negoziali Partecipazione selettiva e per i soggetti organizzati Discussione vincolata basata su interessi Accordo scaturito da compromessi
5 Gli strumenti non sono neutri Importanza del disegno degli strumenti Chi organizza? Chi partecipa? Chi ha titolo di parlare? Chi ha titolo di decidere? Quali regole della discussione? Importanza dell implementazione degli strumenti Quante risorse economiche in gioco? Quante risorse organizzative? Quali feedback?
6 Politiche per lo sviluppo locale 1995/2007: stagione di politiche di sviluppo basate sul partenariato locale: Patti, Contratti, Agenzie, ecc Integrare politiche (economiche, dell energia, del lavoro, del welfare, ecc) e attori, tramite incentivi esterni Necessità di costruire Local collective competition goods per aumentare i benefici (conoscenze, risorse materiali, infrastrutture, strumenti) e ridurre i costi (economie di scala) Mix di cooperazione e competizione Esiti aperti: moltiplicatori, distributori, dispersivi, collusivi
7 Introdotti nel 1995 Patti territoriali Attori: enti locali, imprenditori e sindacati, banche, consorzi Obiettivo: programma di interventi di sviluppo locale con 100 mld: 70% attività imprenditoriali, 30% infrastrutture Tappe: Concertazione per individuare strategia, progetti e attori Istruttoria bancaria per finanziamenti Approvazione del ministero e sottoscrizione attori locali Costituzione di un soggetto gestore (ente pubblico o agenzia)
8 Due Patti a confronto (Torino) Nord-Ovest 11 comuni, 1 provincia, 11 associazioni di categoria, 3 sindacati, 3 del terzo settore, 5 attori agenzie e istituti locali Capacità innovativa nella progettazione e di lungo periodo Molteplicità di progetti Azioni sinergiche altrimenti impossibili Prosecuzione delle collaborazioni Stura 42 comuni, 2 Com.Montane, 10 associazioni di categoria, 4 sindacati, 17 agenzie e istituti locali Scarse capacità progettuali Attività di breve periodo Ruolo principale di enti esterni (es. Provincia)
9 Il Patto del Nord Ovest Partenariato che nasce prima del Patto per far fronte alle crisi aziendali locali Lunga fase di concertazione, con controversie sui criteri di assegnazione dei finanziamenti e leadership In più di 2 anni si trova accordo su alcuni obiettivi comuni e sulla leadership di Collegno, dopo un primo tentativo fallito Costruzione di una complessa architettura istituzionale: Tavolo generale di concertazione,cabina di regia, coordinamento dei Comuni e Agenzia di Sviluppo Riconoscimento di pari spazio a tutti i soggetti e affidamento a ciascun Comune di un ruolo Amministratore con competenze tecniche e relazionali Stretto rapporto tra Agenzia e Comuni
10 Il Patto della Stura Partenariato che nasce in occasione del Patto con l incentivo dei finanziamenti Breve fase di concertazione, assenza di controversie dei finanziamenti e leadership naturale di Ciriè I progetti sono tutti approvati Gestione affidata alla Provincia, senza agenzie o altre forme di coordinamento e coinvolgimento Scarso coinvolgimento effettivo dei soggetti locali,sia Comuni che parti sociali Progetti comuni solo per l allocazione dei finanziamenti
11 Nodi del successo Omogeneità del territorio, somiglianza degli interessi Coinvolgimento degli attori rilevanti Coinvolgimento effettivo, non retorico I disaccordi, se riconosciuti e gestiti senza eludere i problemi, possono rafforzare la partnership Necessità di una leadership credibile, perché riconosciuta come super partes, e capace di gestire i processi e i progetti Strumenti e risorse dedicate alla gestione del processo Rischi: strutture che si burocratizzano; eccesso di dipendenza da un leader
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