Anno X aprile 2004 N. 65

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1 Anno X aprile 2004 N. 65 Periodico Mensile fondato da Ennio Vincenti - Autoriz. Tribunale di Teramo N. 364 del 27/10/ Abbonamento annuo euro 6,00 da versare all Editore incaricato sul conto corrente postale n C. M. P. di Ascoli Piceno CPO - Stampa Linea Grafica snc Centobuchi AP - Editore Rotary International rappresentante Vincenzo Montalbano Caracci Governatore Distretto Via del Tribunale, 16 - TERNI - Direttore Responsabile Giuseppe Ferruccio Squarcia - Direttore di testata Vincenzo Montalbano Caracci - Redazione Casella Postale Ascoli Piceno - Tel./Fax Pubblicazione non in vendita ma distribuita ai soci dei Rotary Club. Il Duomo di Fermo, simbolo della città che ospiterà l Assemblea Distrettuale del R.I., domenica 9 maggio 2004

2 S O M M A R I O Pag. 3 La lettera del Governatore Pag. 4 La rubrica di... Pag. 6 Attività Distrettuale Pag. 9 Operatori di Pace ad Assisi Pag. 11 Il nuovo sito del 2090 Pag. 12 Dibattito Pag. 14 Confronto Pag. 16 GSE 2004 Pag. 21 Dai Club APPUNTAMENTI DISTRETTUALI FORUM DISTRETTUALI * Campobasso - 4 Aprile Ambiente-Cultura. Asse Strategico di Sviluppo * Assisi - 17 Aprile Meeting dei Distretti italiani MANIFESTAZIONI DISTRETTUALI * Fermo - 9 Maggio Assemblea Distrettuale * Terni Giugno Congresso Distrettuale MANIFESTAZIONI INTERDISTRETTUALI * Termoli - 25 Aprile Premio D Andrea APPUNTAMENTI INTERNAZIONALI * Osaka Maggio 2004 Convention * Chicago Giugno Consiglio di Legislazione RILEVANTI INIZIATIVE DEI CLUB * Arcevia - 29 Maggio Premio Mannucci. * Ortona Maggio Campus per disabili. COMITATO PER LA STAMPA ROTARIANA E REDAZIONE DEL GIORNALE DISTRETTUALE Presidente Ennio Vincenti Dir. Resp. Ferruccio G. Squarcia Componenti Mauro Bignami, Renato Lalli, Vincenzo Montalbano Caracci, Igino Raspadori, Bernardo Razzotti, Umberto Lenzi, Berardo Zocaro, Tullio Tonelli Redazione: Casella Postale Ascoli Piceno [email protected] [email protected] Tel / Mob. 349 / Fax 0735 / Congratulazioni! Glenn Estess, Presidente del Rotary International 2004/05, ha nominato il PDG Giorgio Rossi Coordinatore di Zona (RIMZC - Rotary International Membership Zone Coordinator) per la crescita e lo sviluppo dell effettivo per la Zona 12 del Rotary International, con decorrenza dal 1 luglio Rotary 2090 si congratula per i prestigioso nuovo incarico nella certezza che il PDG Giorgio Rossi cercherà di assolvere l impegnativo incarico con dedizione affinchè il Distretto 2090 sia sempre più apprezzato sia in Italia che in campo internazionale. 2 Aprile 2004

3 LA LETTERA DEL GOVERNATORE Carissimi. Questo sarà per noi un mese intenso di avvenimenti distrettuali che ci auguriamo diano un contributo importante alla nostra azione. Ricordo brevemente che il 4 Aprile si svolgerà a Campobasso la seconda sessione del Forum Cultura-Ambiente asse strategico dello sviluppo sessione che segue quella di Gubbio del 14 Marzo, risultata di grande interesse culturale e con chiare indicazioni operative. Il 17 Aprile saremo ad Assisi assieme ai rotariani dei dieci Distretti d Italia, Albania, Malta e S.Marino per parlare di Operatori di Pace per la risoluzione dei Conflitti. Sarà un momento di riflessione su come oggi si possa, con la nostra azione, tentare di costruire un mondo migliore. Vorrei che partecipassimo numerosissimi a questo evento, anche per onorare i doveri di ospitalità nei riguardi di chi ci raggiungerà anche da molto lontano. Il 25 Aprile infine il tradizionale appuntamento con il Premio D Andrea a Termoli, che ci vede uniti al Distretto 2080 nell assegnazione di questo ambito riconoscimento. Aprile è dedicato alla stampa rotariana, ma io vorrei in generale riflettere sull informazione rotariana, di cui la stampa è una delle espressioni. Noi abbiamo il dovere di informare e di informarci sui fondamenti della nostra associazione, sui programmi a cui possiamo partecipare, sugli strumenti a cui far ricorso per realizzare i nostri progetti. E tutto questo lo possiamo fare attingendo a tante fonti: dalle pubblicazioni specialistiche inserite nel catalogo ufficiale, alla consultazione dei siti web rotariani, alla lettura attenta della stampa periodica, dal bollettino del Club alla rivista ufficiale Rotarian, passando attraverso le pubblicazioni dell ICR e dei Distretti. Ma essere partecipi dell informazione vuol anche dire produrre informazione. Prendo ad esempio la nostra rivista distrettuale, che abbiamo cercato di rendere APRILE aderente alle problematiche dibattute nel Distretto, con l impegno del comitato di redazione e di tanti rotariani di buona volontà, che mi preme ringraziare per il buon lavoro svolto. La partecipazione alla rivista può e deve essere più ampia, può e deve interessare tutti i rotariani a cui chiediamo contributo di idee, di elaborazione culturale, di informazione sui progetti avviati e realizzati, di buone notizie che ci facciamo vedere il lato sereno e positivo del nostro essere rotariani. Mi auguro che questa mia ultima considerazione trovi pronti tanti di noi a dare il loro contributo alla STAMPA ROTARIANA. Infine voglio informarvi che il nostro sito web sarà ristrutturato per diventare un mezzo di diffusione di informazione e di cultura rotariana ancora più efficace, mezzo da cui non possiamo più prescindere. Concludo inviando a Voi ed a tutta la Famiglia del Rotary gli auguri miei e di Lidia per una Pasqua serena da trascorrere in letizia. LETRA E MUAJIT PRILL Shume te dashur. Ky do te jete per ne nje muaj i dendur me ngjarje te distriktit, te cilat shpresojme t i japin nje kontribut te rendesishem veprimtarise tone. Ju kujtoj qe me 4 Prill do te mbahet ne Campobasso seksioni i dyte i Forum-it Kultura- Ambienti aks strategjik i zhvillimit, seksion qe vjen mbas seksionit te Gubbios te 14 Marsit qe ngjalli interes te madh kulturor e e me indikacione te qarta veprimtarie. Me 17 Prill do te jemi ne Assisi se bashku me rotarianet e 10 Distrikte-ve te Italise, te Shqiperise, te Maltes e te S. Marinos per te folur per Veprimtare te Paqes per zgjidhjen e Konflikteve. Do te jete nje moment rifleksioni mbi se si sot, mund me ane te vepres tone, te tentohet ndertimi i nje bote me te mire. Do te doja qe te merrnim pjese ne numer te shumte ne kete ngjarje, edhe per te nderuar detyrimet e mikpritjes ne drejtim te kujt do vije nga shume larg. Me 25 Prill me ne fund takimi i zakonshem me Cmimin D Andrea ne Termoli, ne te cilin bashkohemi me Distriktin 2008 ne dhenjen e ketij cmimi te nderuar. Prilli i dedikohet shtypit rotarian, po une do te doja te meditoja ne pergjithesi mbi informacionin rotarian, e shtypi eshte vetem nje nga format e tij. Ne kemi detyren per te informuar te tjeret e veten mbi themelet e shoqates tone, mbi programet ne te cilat mund te marrin pjese, mbi mjetet qe mund te perdorim per te realizuar projektet tona. E te gjithe kete mund ta bejme duke u bazuar ne shume burime: publikimet specialiste te perfshira ne katalogun zyrtar, sitet web rotariane, leximi i vemendshem i shtypit periodik, boletini i Club-it, revista Rotariane zyrtare, publikimet e ICR e te Distrikteve. Po per te qene pjesmarres te informacionit duhet te jemi edhe prodhues te informacionit. Marr si shembull revisten tone distrektuale, te cilen jemi munduar ta bejme pjesmarrese te dibateve te Distriktit, me impenjimin e komitetit te redaksionit e te shume rotarianeve me vullnet te mire, te cilet dua t i falenderoj per punen e mire qe kane bere. Pjesmarrja ne reviste mund e duhet te jete me e gjere, mund e duhet te perfshije te gjithe rotarianet te cileve i kerkojme kontribut idesh, kontribut kultural, informacion mbi projektet e nisura e te realizuara, lajme te mira qe te bejne qe te shohim anen e qete e pozitive te te qenit tone rotariane. Shpresoj qe ky konsiderim i imi i fundit te gjeje te gatshem shume prej nesh per te dhene kontributin e tyre SHTYPIT ROTARIAN. Ne fund, dua t ju informoj qe siti yne web do te rikonstruktohet per t u bere nje mjet i perhapjes se informacionit e te kultures rotariane, akoma me efikas, mjet nga i cili nuk mundemi te bejme pa te. Perfundoj duke ju derguar Ju te gjitheve e te gjithe Familjes se Rotary-it urimet e mia e te Lidias per nje Pashke te qete e te gezuar. Aprile

4 FARE SISTEMA In margine al Forum di Gubbio su Cultura e Ambiente La rubrica di... Urbano Urbinati Devo onestamente premettere che frasi come fare sistema, asse strategico di sviluppo, contesto di poliarchia e di policentrismo, condite magari con forti dosi di sinergie sono fatte apposta per provocarmi una specie di orticaria, quasi un rigetto intellettuale. E non perché insignificanti, nel senso di carenti di significato (ché anzi di significato ne hanno anche troppo, come tutte le formule di forzata sintesi), ma per il cattivo uso che di esse fanno i politici di ogni estrazione a corto di visioni realistiche e di concreti riferimenti, ma ricchi ricchissimi di promesse a costo zero e alto tasso enigmistico. Mi riferisco naturalmente al recente Forum di Gubbio (14 marzo 2004) che aveva come richiamo un titolo invitante, Cultura e Ambiente, e come sottotitolo il meno intrigante, almeno per me, Fare sistema. Conoscendo la serietà e il valore degli amici di Gubbio ho partecipato al Forum con insolita curiosità ma con un fondo di diffidenza che mi hanno consentito (cosa rara) di non distrarmi e di apprezzare in pieno gl interventi degli illustri relatori. Già il prof. Belardi, socio del club eugubino, introducendo i lavori poneva con grande sincerità un provocatorio dilemma: è possibile un azione congiunta delle quattro regioni del nostro distretto o tutto è destinato a risolversi, anche questa volta, in bei discorsi propositivi che però concretamente lasceranno il tempo che hanno trovato? E se ciò è possibile, come vi si potrà arrivare? Potrà il Rotary, con forze proprie o appoggiandosi alle istituzioni, fornire la chiave e i mezzi per passare dall enunciazione di belle teorie alla concreta realizzazione delle medesime? Sul filo di questa intelligente provocazione si è svolto il discorso del convegno con apprezzabile schiettezza, la quale ha consentito di evitare le nebulosità di improbabili progetti e la retorica che ad essi inevitabilmente fa da cornice. A mano a mano che le tesi venivano enunciate e svolte si avvertivano sempre più frequenti i dubbi, le perplessità, i problemi che sarebbero sorti, oggettivamente di non facile soluzione. Esemplare in questo senso la relazione del prof. Diotallevi (Università di Chieti): fare sistema nel vasto territorio di quattro regioni con caratteristiche diverse, per di più lontane (alcune) tra di loro, si rivela impresa difficile, specie se come facilmente prevedibile il progetto non dovesse ottenere il consenso e l appoggio concreto delle istituzioni (Regioni in primo luogo). I cui rappresentanti (sia detto tra parentesi) sono risultati per l occasione regolarmente assenti, anche se hanno fatto pervenire i rituali saluti e le più belle parole di augurio e di successo. Ma le belle parole sono destinate a rimanere tali perché, come hanno giustamente sottolineato sia il sen. Merloni sia il cav. Colaiacovo, le Regioni seguono le loro particolari politiche e i loro specifici interessi che spesso mal si conciliano con accordi e intese di respiro più ampio, comportanti magari limitazioni o impegnativi adeguamenti nel proprio territorio. Teoricamente tutto è possibile, di fatto tutto è estremamente difficile. E allora? Ho avuto la sensazione, a un certo punto, che il Forum si fosse infilato in un vicolo cieco, ma proprio allora a conclusione del suo intervento il cav. Colaiacovo ha offerto la chiave risolutiva: le quattro regioni rappresentano il territorio del Distretto, spetta al Rotary dunque trovare il bandolo per una valorizzazione della cultura e dell ambiente nell ambito di tale territorio, spetta al Rotary fare sistema e individuare tutte le possibilità di sviluppo del previsto asse strategico. A questo punto ecco l inattesa e provvidenziale offerta: presentatemi un progetto, concreto e ben definito, ed io m impegno ad adoperarmi perché esso possa ottenere i necessari finanziamenti dalla Fondazione che presiedo e da altre analoghe istituzioni operanti nel territorio. Di colpo il Forum è risuscitato. Come recita il noto proverbio, chi fa da sè fa per tre (in questo caso per quattro, tante sono le regioni). La fatica degli amici eugubini (organizzazione e accoglienza perfette!) non è stata vana. Ma attenti, amici rotariani, a non perdere l occasione. 4 Aprile 2004

5 UN ALLEANZA A QUATTRO Il Forum Distrettuale: CULTURA E AMBIENTE: ASSE STRATEGICO DELLO SVILUPPO. FARE SISTEMA, che si è svolto a Gubbio, ha rispettato in pieno, sia per la presenza di importanti relatori e personaggi dell imprenditoria che per la conduzione della giornata, le aspettative della vigilia, con la presenza di circa 200 rotariani del Distretto.. L iniziativa promossa in collaborazione con il Club di Campobasso - si è rivelata un occasione di servizio altamente qualificante per i Club, attivi nel territorio distrettuale: un area vasta che presenta peculiarità culturali ed ambientali e possiede potenzialità diverse che possono trovare opportunità di manifestarsi, proprio nel fare sistema. Il Forum come affermato nel saluto il presidente del Club di Gubbio Giuseppe Colaiacovo serve ad attivare una riflessione attenta su problematiche che interessano le diverse realtà regionali. Non si può più ragionare per comparti stagni, ma servono strategie condivise, che il Rotary intende sviluppare sull asse appenninico e costiero, anche ricordando come il Rotary intenda stare sempre al fianco delle Istituzioni per fornire propri contributi e proposte. Anche per questo, il Forum poichè affronta una tematica che richiede momenti di indagine specifici e mirati, si articola in due sessioni, quella eugubina del 14 marzo incentrata sulla cultura ed il fare sistema ed una seconda in programma a Campobasso il 4 aprile. Nell occasione verrà illustrato il progetto - ha detto nel saluto il presidente del Club di Campobasso Erennio Ciotoli - di un turismo integrato, tradizionale, ma anche culturale, ambientale, religioso ed enogastronomico; verranno infatti presentate alle Istituzioni proposte finalizzate alla creazione di una rete di parchi (naturali, archeologici, ecc) che ricadono nell area del Distretto. Il Governatore Vincenzo Montalbano Caracci oltre al compiacimento per la riuscita della manifestazione, ha ugualmente sottolineato come l iniziativa abbia risvolti di grande importanza per tutto il Distretto, sia un mezzo per valorizzare i grandi patrimoni delle quattro regioni collegandoli in un sistema di area integrata per diventare oggetto di utilizzi innovativi. Numerosi i rappresentanti delle Istituzioni e dell economia presenti ai lavori ; hanno espresso rammarico per l impossibilità a partecipare, i president dell Umbria e della Marche, mentre l assessore regionale Maddoli ha sottolineato come il tema proposto dal Forum sia di grande attualità in Umbria, è anche al centro dell attenzione di politiche regionali, perché cultura e ambiente sono due dinamiche e dimensioni che si incontrano continuamente ed in cui il presente si fa storia per l oggi e per il domani. L introduzione è stata del prof. Giambaldo Belardi del Club di Gubbio, che ha sottolineato le motivazioni per cui le politiche devono superare gli ambiti localistici in una visione regionale a geometria variabile per fare sistema in un area vasta, con una serie di provocazioni e argomenti di discussione su cui si sono mossi i relatori Diotallevi dell Università di Roma 3, che ha affrontato il Fare sistema in un Area Vasta e De Rita, Segretario Generale Censis, che ha parlato su Le strategie di sviluppo: la prospettiva del leisure e tourism. I relatori hanno indicato le linee ed i percorsi attivabili, le debolezze del sistema, i meccanismi e le Forum connessioni da individuare nella costruzione di questi nuovi processi, che vedono il costituirsi di logiche diverse per la coesistenza - come è stato detto- di diverse aggregazioni territoriali su obbiettivi comuni. De Rita ha messo in evidenza come si vada verso una visione di nuova cultura, con il localismo industriale meno forte, che spesso ha avuto una trasformazione in medio grande. Intanto cresce la logica di uno sviluppo non solo industriale, ma integrato di qualità che lega dal turismo, all agriturismo al prodotto tipico, alla valorizzazione dei borghi, del paesaggio, diventa cioè una realtà che si può chiamare del vivere altrimenti, che non possiede però la forza propulsiva dell industria di una volta e richiede perciò una maggiore integrazione, ha necessità di mettere insieme realtà ed operatori diversi. È seguita una tavola rotonda coordinata dal giornalista RAI Gianni Scipione Rossi, alla quale era atteso anche il ministro Giuliano Urbani, ampio il dibattito intorno alla problematica con gli interventi di Montella della Regione Umbria, del presidente della Camera di Commercio Moretti, del sen. Merloni presidente della Merloni Tecnosanitari, del cav. Colaiacovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Colaiacovo oltre ad evidenziare le problematiche legate alle carenze infrastrutturali, ha sottolineato il ruolo che le numerose Fondazioni esistenti nelle Regioni potrebbero avere nel finanziare progetti di interesse interregionale, coordinandosi nella individuazione di eventi o azioni su cui far convergere le risorse, superando sterili campanilismi. G.N....una strada sicura Attività Certificazioni - Prodotti e sistemi segnaletici stradali - Sistema Qualità ISO 9001: Sistemi di appoggio e giunti stradali-ferroviari - Conformità di prodotto n Sistemi interattivi gestione mobilità-viabilità - Attestazione S.O.A. OS 10 cl.v - Prodotti e sistemi gestione-controllo aree parcheggio - Attestazione CUNA costruttore di veicoli Via Sputnik 8/ ELLERA SCALO - CORCIANO - PERUGIA tel ( 8 linee r.a. ) fax Cap. Soc. euro [email protected] Aprile

6 A LELLA MILLETTI Attività Distrettuale PREMIO INTERDISTRETTUALE A. D ANDREA E con profonda commozione che dedico il ricordo più affettuoso, mio e di Lidia, alla carissima Lella, amica perduta e rimpianta, che rimarrà sempre nel nostro cuore. Ho avuto modo di conoscerla da vicino, soprattutto in anni recenti, sono stato profondamente toccato dalla sua carica di simpatia, dal suo proporsi semplice e schietto quale amica, dal suo impegno di solidarietà verso i bisognosi. Nel anno di Governatorato di Giorgio, dedicando tutta se stessa al ruolo di moglie del Governatore, ha saputo dare un esempio concreto e forte di cosa significhi sentirsi partecipe da protagonista della Famiglia del Rotary. Ai principi ispiratori del Rotary ha sempre creduto profondamente, testimoniandolo non solo con la partecipazione convinta alle nostre attività ma impegnandosi anche in altre associazioni umanitarie come la Croce Rossa Italiana, in cui ha ricoperto ruoli di grande responsabilità. La malattia che l ha colpita non ne ha piegato lo spirito forte e determinato. Lella ha continuato ad essere al fianco di Giorgio, pronta a spronarlo a proseguire nell impegno rotariano che insieme avevano così intensamente vissuto. Al Rotary ha dedicato molte delle sue energie; della Rotary Foundation si è ricordata anche nelle sue disposizioni finali, con la coerenza determinata di chi testimonia la sua dedizione ad un ideale. Cara Lella, non ti dimenticheremo perché continuerai ad essere per tutti noi un esempio, uno sprone a continuare nel nostro spirito di servizio. Vincenzo Il Dott. Alfredo D Andrea, socio del Club di Termoli, nel corso del Congresso distrettuale tenutosi a Spoleto a conclusione dell anno rotariano 1975/76, venne eletto Governatore distrettuale per l a.r. 1977/78 dell allora Distretto 208 (Lazio Sardegna Abruzzo Marche Molise Umbria). Il 4 febbraio 1977, dopo un malore avvertito durante una visita ad Aldo Ferretti (PDG 208 pe r l a.r. 1978/79), morì a Roma presso l Ospedale S.Giacomo. Per onorare la memoria di un grande amico immaturamente scomparso alla vigilia dell assunzione dell importante incarico rotariano, nel 1977 il Club di Termoli si fece promotore della istituzione del Premio A. D Andrea con il motto nel tempo consolidato in la solidarietà umana quale atto esaltante o espressione di vita ricevendo il plauso ed il consenso del PDG 2080 Augusto Ferri. Dopo la istituzione del Distretto 209 (Abruzzo Marche Molise Umbria) per scissione del Distretto 208, il Premio per concorde volere dei due Distretti divenne interdistrettuale. Il Regolamento prevede che i Club dei due Distretti sono annualmente invitati a segnalare persone che si siano particolarmente distinte per la solidarietà umana espressa, secondo il motto del Premio. Una apposita Commissione, presieduta dal Presidente nominato ogni tre anni dal Club di Termoli e composta di ulteriori quattro membri (due designati da ciascun Governatore pro-tempore), esamina la documentazione relativa ai nominativi proposti inoltrata dai club dei due Distretti, e proclama il vincitore del Premio che deve essere presente alla premiazione (condicio sine qua non); il premio è in denaro, attualmente di Al club proponente viene assegnata una statuina in bronzo. Prima della consegna del Premio, una eminente personalità tiene una relazione sul motto del Premio. Il Premio quest anno giunge alla 27^ edizione e verrà consegnato a Termoli il 25 aprile Aprile 2004

7 UNA VALIGIA PIENA DI... Al Servizio di... Notazioni semiserie su un arte minore (?). di Mauro Bignami Rappellez-vous, en achetant une valise, qu au cours d un long voyage il y aura toujours un moment où vous serez obligé de la porter vous-même. Paul Morand, Le voyage L approssimarsi delle vacanze di Pasqua dà lo spunto per parlare di un argomento diverso, insolito, forse frivolo per una rivista rotariana, ma certamente economico nel senso letterale del termine; il ragionare, se così lo si può chiamare, avrà un intreccio più pertinente non tanto alla norma che regola l amministrazione di beni o di proprietà pubbliche, come scriveva Francesco Guicciardini nel 1540, bensì all ordine o alla regolarità d una totalità qualsiasi, come invece scriveva poco prima della morte nel 1565, Benedetto Varchi. In altre parole, ciò di cui parlerò concerne una certa economia spicciola, personale e riguarda il risparmio di spazio collegato al viaggiare. Ebbene sì, voglio parlare di un arte minore ma rara: preparare la valigia; quest angolo di casa che ci portiamo dietro e dal quale talvolta, a causa principalmente della perdita di coincidenze aeree, siamo costretti a separarci. Immagino lo sguardo che dà sul travedimento di chi si è avventurato a leggere fin qui. Eppure devo dire che nelle mie lunghe peregrinazioni per il mondo ho incontrato professionisti preparati, amministratori delegati di indubbia capacità, presidenti assai scaltri e direttori marketing intelligenti che arrancavano negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie con valigie di ogni tipo, colore e dimensione, diretti o provenienti dall aver concluso ottimi (si spera) affari. Ebbene, se avessi organizzato una piccola indagine sul campo, avrei scoperto che molte di quelle persone erano accomunate da un handicap: non sapevano prepararsi la valigia. E a loro, a questi amici pellegrini che dedico questa, spero utile, argomentazione mentre chiedo scusa al lettore impegnato che preferirebbe, ne sono certo, un argomento più serio, tipo: Is it the ability to make use of technology a constituent of a country s potential for productivity growth? Ma, ve l assicuro, oggi proprio non mi sento di affrontare l argomento con lo stesso acume di Moses Abramovitz. Procedo tuttavia con un certo ordine, partendo dai preliminari, sui quali esistono più scuole di pensiero. Quando ci capita di dover partire all improvviso, presi da subitanea euforia, diciamo ai nostri colleghi: giusto il tempo di preparare la valigia. Anche se sappiamo con molto anticipo che dobbiamo intraprendere un viaggio, ci accingiamo sempre all ultimo momento a preparare quello che, per pochi o tanti giorni, sarà il nostro piccolo, insostituibile cosmo privato (e lo sa bene chi non se lo ritrova a destinazione). In effetti, cosa fanno molti di noi? Alcuni, secondo i più moderni principi della direzione aziendale, delegano. Un caro amico aveva assegnato alla moglie questo compito per cui, almeno alla partenza, il problema era risolto. Ma durante le varie tappe del viaggio e al momento del ritorno, il problema si ritorceva inesorabilmente su di lui o, quando viaggiavamo assieme, su di me. Con l aggravante di un accumulo di materiale vario e di souvenir che egli era solito acquistare in abbondanza per moglie, figlio e amici (ne ha molti). C è chi scrive su un post-it tutte le cose di cui pensa di aver bisogno (metodo della lavandaia); c è chi distribuisce per tutta la stanza i capi di abbigliamento e i documenti che ritiene di doversi portare dietro (metodo a volo d uccello o bird s eye, come dicono a Londra), lasciando però vuota la valigia fino al momento in cui il taxi suona alla porta; c è infine il metodo del predatore, che si esplica nel girare dal guardaroba al bagno, alla scarpiera arraffando ciò che capita a portata di mano e buttandolo nella valigiacassonetto. Un metodo quest ultimo che, una volta giunti a destinazione, riaprendo la valigia, fa pensare che ci si sia trascinati da Roma a Caracas un nido di topi. Che si segua l una o l altra scuola di pensiero, giunge inesorabile il momento in cui bisogna prendere il toro per le corna. Vediamo allora, per i meno bravi, ma anche per gli esperti, di affrontare l argomento con un po di logica - quel tanto che basta - e per gradi. Prima di tutto la scelta della valigia: morbida, rigida o semi-rigida; grande, piccola o maxi? Per i viaggi in aereo è meglio usarne una rigida perché i facchini aeroportuali non prestano molta attenzione al fatto che una valigia sia delicata o di lusso: devono scaricare l aeromobile nel più breve tempo possibile e lo fanno con foga, a volte con rabbia, strisciando, lanciando e ammonticchiando senza tanta gentilezza questi parallelepipedi eterodimensionali (ricordate a Ciampino?: il bagaglio di SM Elisabetta II docet). La dimensione della valigia invece va presa in considerazione a seconda della durata del viaggio: è inutile portare un baule se si sta via un paio di giorni (per questo sono stati inventati i porta-abiti o i trolley). Anche se oramai tutte le valigie sono dotate di ruote con tanto di freni, è inopportuno trascinarsi un peso e un volume inutili. La valigia poi, deve possedere una serratura forte e funzionante: non certo per evitare i furti - ché si fa prima a rubarla tutta che non a guardare cosa c è dentro per alleggerirla di qualche oggetto - quanto perché, con gli scossoni, gli strappi e le cadute che può subire, potrebbe aprirsi; nel qual caso si sarebbe costretti a correre in qua e in là a raccattare fra i piedi della gente tutti gli sparsi beni e, ve l assicuro, non è simpatico. L eventuale addetto ai bagagli invece, gli capitasse lo stesso fatto, raccoglierebbe alla rinfusa le nostre camicie, calze, mutande, non curandosi se qualcosa manca dall elenco (e non sarebbe ugualmente simpatico). Per maggiore sicurezza, esistono robuste cinte colorate da far passare attorno alla valigia: vi tranquillizzano e ve la fanno riconoscere da lontano (a volte). Effettuata dunque la scelta della valigia ottimale per quel dato viaggio, veniamo al suo riempimento. Il primo consiglio è di smettere di seguire la scuola della valigia-cassonetto o ripostiglio, imparata dai film con Jerry Lewis: può essere di certo un sistema veloce ma, vi assicuro, non è il migliore. Il criterio da usare è di sistemare innanzitutto gli oggetti pesanti (scarpe, Aprile

8 accessori per l igiene, ecc.) sul fondo nel lato opposto della maniglia, più verso le rotelle, in modo che, quando la valigia è chiusa e impugnata, si trovino in basso e non possano spostarsi per gravità, né sgualcire la biancheria. Il peso poi va distribuito in maniera uniforme per non avere la valigia sbilanciata quando la si porta (quindi niente scarpe tutte da una parte e calze tutte dall altra). Sia nei viaggi normali che in quelli aerei, schiuma da barba, dentifricio, acqua di colonia, after shave, ecc., vanno sistemati in una trousse possibilmente impermeabile. Infatti, se la valigia è morbida il peso di altre valigie sovrapposte può provocare la rottura delle bottiglie o del tubetto del dentifricio e non è carino, giunti a destinazione, essere scambiati per una scent strip vivente o doversi lavare i denti con il polsino della camicia. Anche se la valigia è rigida, può sempre capitare che, per le variazioni di pressione subite dal bagaglio nella stiva degli aerei, il liquido o la schiuma da barba fuoriescano con le stesse deprecabili conseguenze. E consigliabile quindi, e non è un eccessiva precauzione, inserire la bomboletta della schiuma da barba in un sacchetto di plastica o usare bottiglie di profumo dal tappo a vite. Inoltre, per evitare pesi inutili, è bene che sia l una che le altre siano in confezioni ridotte (è inutile portare a spasso bottiglioni e bombole di schiuma da barba in formato estintore). Le scarpe devono essere chiuse, separatamente, in un sacchetto di plastica (oppure di stoffa) e vanno utilizzate come contenitore di cinghie (arrotolate), della sveglietta, ecc. Non devono invece essere usate come ripostiglio delle scatole di fiammiferi che di solito portiamo via, in quantitativi industriali, dalle camere d albergo e dai ristoranti: è molto pericoloso ed è vietato dalle norme internazionali che regolano il trasporto aereo. Le ciabatte (si consigliano quelle leggere di gomma, tipo samurai, ottime per la piscina) vanno anch esse sul fondo, o di lato, in un sacchetto di plastica. Canottiere, maglie e mutande vanno poste sul fondo, assieme al pigiama, così da formare una piattaforma che livelli le scarpe, la borsa del necessaire da toeletta, ecc.; sopra, per completare il livellamento, si mettono i pullover. Una variante, per raggiungere lo stesso obiettivo, è quella di arrotolare la biancheria intima, facendone dei salamini, non più grandi di tanti Fabriano. Se la valigia non è a doppio comparto, a questo punto possiamo mettere i pantaloni, piegati in due con i bottoni o la zip slacciati, per evitare che la piega si disfi e, fra un paio di pantaloni e l altro, stendiamo le cravatte. Dopo di che mettiamo le giacche, con la schiena rivolta verso il basso, i revers sovrapposti (quindi non allacciate), le maniche incrociate sul davanti, piegate a metà. Per ultime si inseriscono le camicie nel vano del cui colletto, per far sì che si mantenga in forma, metteremo calze e fazzoletti. Gli abiti più leggeri vanno messi sopra gli altri, per non dovere ricorrere immediatamente all opera della stiratrice, appena arrivati a destinazione. Se dovessimo portarci dietro impermeabili e cappotti il sistema è identico a quello delle giacche - ma la piegatura sarà fatta in tre parti -, con l avvertenza di sistemarli prima delle giacche e dei pantaloni. Nel caso la valigia avesse due scomparti, sopra i pullover vanno poste le camicie, affiancate e contrapposte con calze e fazzoletti nel colletto, mentre nell altro comparto potranno essere sistemati pantaloni, giacche e altri indumenti pesanti. In questo caso i pantaloni vanno distesi per la lunghezza, affiancati e contrapposti in modo che una parte del gambale fuoriesca dai bordi della valigia. Sopra i pantaloni vanno sistemate le giacche piegate come detto prima. I gambali dei pantaloni, ripiegati sulle giacche, serviranno a tenere il tutto. I cappotti entrano per ultimi, mentre le cravatte troveranno alloggiamento nella paratia interna di chiusura. Per non incorrere negli strali della Commissione Pari opportunità, la quale riterrà che io considero viaggiatore solo l uomo, dichiaro immediatamente che le gonne (così come gli abiti lunghi) vanno sistemate allo stesso modo dei pantaloni. Un consiglio aggiuntivo. Che senso ha portarsi dietro appendiabiti, asciugamani, asciugacapelli, spazzole per scarpe e ferri da stiro? Gli alberghi, anche di seconda categoria, sono fornitissimi dei primi e dei secondi e hanno la possibilità di fare stirare gli indumenti che si siano sgualciti. Per quanto riguarda il ritorno, la biancheria sporca che non si è riusciti a far lavare durante il soggiorno, va messa in un sacchetto di plastica o di carta (ottimi quelli delle lavanderie degli alberghi) e arrotolata sul fondo: contribuirà ad appianare eventuali avvallamenti. Il magnanimo lettore giunto fino a questo punto si sarà fatto un idea dell autore: un maniaco dell ordine, un pignolo di prima categoria super, cavilloso, sentenzioso e anche formalista. No, caro amico, così non è e le spiego i risvolti pratici, economici e furbeschi (ma senza malizia). L utilizzo razionale dello spazio ci darà la possibilità di portare con noi un maggior numero di indumenti, di non arrivare con biancheria sgualcita e di poterla sistemare in breve tempo dentro gli armadi dell albergo. La metodica composizione del contenuto del nostro bagaglio eviterà di farci faticare eccessivamente, nel caso si debba portare la valigia per lunghi percorsi (quando, ad esempio, scioperano gli addetti ai servizi aeroportuali). Last but not least (gli anglofili albergano tra noi), nel caso fossimo fermati in dogana e la nostra casetta portatile venisse frugata, faremo prima a risistemarla. Inoltre, il contenuto di una valigia metodicamente disposto agisce da deterrente nei confronti di quel doganiere (ce n è sempre uno) intenzionato a smontarla; in questo caso invece, si limiterà a lambire delicatamente i vari strati, senza farci perdere tempo. Tutto il contrario di quanto avviene davanti a una valigia che, una volta aperta, appaia come il risultato di una piccola esplosione cosmica. Provare per credere. E ora, buon viaggio. 8 Aprile 2004

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10 20 ASSEMBLEA DISTRETTUALE ANNO FERMO - Teatro dell'aquila 9 Maggio 2004 Assemblea Distrettuale Cari Amici, la 20 Assemblea Distrettuale, che si svolgerà a Fermo il prossimo 9 maggio e per la cui organizzazione ringrazio di cuore i rotariani del Club di Fermo per il notevole impegno profuso, rappresenta il concreto inizio dell'anno che ci porterà a festeggiare il centenario della nostra Associazione. L'epoca nella quale stiamo vivendo è caratterizzata da tensioni ed episodi di violenza inaudita che sconvolgono il mondo destando preoccupazione per il futuro, specie dei nostri figli. Più che mai si avverte il bisogno di un maggiore spirito di amicizia e di tolleranza, sentimenti che sarebbe auspicabile si diffondessero a macchia d'olio tra gli uomini, ma che per i rotariani costituiscono bagaglio indispensabile. Paul Harris, nel suo libro "My Road to Rotary" sosteneva che "l'amicizia è la pietra angolare su cui si fonda il Rotary e la tolleranza è l'elemento di coesione." In momenti come quelli che caratterizzano i giorni nostri, in cui si avvertono i contrasti sociali, il nostro impegno in favore di chi ha bisogno di aiuto deve, se possibile, aumentare. Sono certo che i rotariani sapranno rispondere in modo adeguato a questo richiamo al senso di solidarietà trasformando ideali ed obiettivi in atti concreti in favore di chi ha teso la mano attendendo aiuto. Spero di incontrarvi tutti a Fermo. Con amicizia. Tullio Ore Riunione Gruppi di Discussione Gruppo A Azione Interna Sviluppo dell'effettivo e selezione nuovi soci Moderatori: R.C.Marrollo - V. Montalbano Caracci - F. Cianci Gruppo B Azione Professionale La specializzazione nelle professioni d'oggi Moderatori: A. Pieretti - R. Barbieri - A. Breccia Fratadocchi Gruppo C Azione di Pubblico Interesse Presenza del Rotary nelle comunità locali Moderatori: M. Bellucci - G. Milletti - U. Lenzi Gruppo D Azione Internazionale Interventi in campo umanitario ed educazionale della RotaryFoundation Moderatori: M. Giannola - A. Serafini - M. Praitano Gruppo E Assistenti e Dirigenti di Club Attuazione dei programmi dell'anno Moderatori: G. Rossi - G. Baroni -E. Vincenti Gruppo F Celebrazioni del Centenario Realizzazione di progetti Moderatori: C. Bicciolo - M. Maurizi - C. Piazza Spessa Ore Ore RIUNIONE PLENARIA Preventivo del bilancio distrettuale Mario CURCI Tesoriere Distrettuale Relazione dei moderatori di gruppo Saluti di: Arash AHMADI Rappresentante Distrettuale Rotaract Antonio GUARINO Governatore Designato Tullio TONELLI Governatore Incoming Vincenzo MONTALBANO CARACCI Governatore Conclusione dei lavori PROGRAMMA PER SIGNORE ED ACCOMPAGNATORI Visita guidata di Fermo a cura del Prof. Stefano Papetti, Critico d'arte e Presidente Incoming Partenza dal Teatro dell'aquila alle ore con ritorno alle ore Indirizzi di saluto: Giovanni MARTINELLI Presidente R.C. Fermo Saturnino DI RUSCIO Sindaco di Fermo Vincenzo MONTALBANO CARACCI Governatore Ore Tullio TONELLI Governatore Eletto Relazione Programmatica Ore Ore Ore Ore Ore Ore Ore Giuseppe MAURO Presidente Commissione Economia Etica ed economia coffee break Prof. Bruno DALLA PICCOLA Professore Ordinario di Genetica Medica Università "La Sapienza" di Roma Genetica e salute umana Bernardo RAZZOTTI Assistente Alfabetizzazione: un problema da affrontare con urgenza P.D.G. Roberto BARBIERI RYLA 2004 Discussione Colazione presso Villa Vitali con trasferimento in autobus ISCRIZIONE L'iscrizione avrà luogo presso la sede dei lavori. Si prega di voler confermare la partecipazione entro il 30 Aprile 2004 alla segreteria distrettuale: cell Fax [email protected] QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione è di. 50 a persona, che potrà essere versata all'atto dell'iscrizione. SISTEMAZIONE ALBERGHIERA ROYAL HOTEL **** Piazza Piccolomini - Casabianca di Fermo Tel.: ; Fax: ; [email protected] Camera doppia:. 60; camera singola:. 42 HOTEL IL TIMONE**** Via Kennedy, 61 - Porto S. Giorgio Tel.: ; Fax: ; [email protected] Camera doppia:. 60; camera singola:. 42 HOTEL GARDEN**** Via C. Battisti, 6 - Porto S. Giorgio Tel.: ; Fax: ; [email protected] Camera doppia:. 60; camera singola:. 42 La prenotazione alberghiera dovrà essere effettuata presso la segreteria distrettuale 10 Aprile 2004

11 IL DISTRETTO ROTARY 2090 DI NUOVO A PORTATA DI MOUSE Dal 10 aprile il sito del Distretto 2090 sarà di nuovo in rete rinnovato, aggiornato con tutto quello che è stato possibile trovare e, grazie all intuitività utilizzata nella sua costruzione, facilissimo da consultare e da utilizzare. Il sito è accessibile all indirizzo (inseritelo subito nella cartella dei preferiti!), ma può essere raggiunto anche digitando il vecchio indirizzo I Club che possiedono un proprio sito sono pregati di fornirne le coordinate al curatore del sito distrettuale, inviando una a: [email protected], così che possano essere inseriti nei link e siano raggiungibili con facilità da chiunque sia interessato. Il sito distrettuale è diviso in due parti: una pubblica e una privata; quella pubblica è di libero accesso e da essa si possono effettuare collegamenti con i Club, il Rotary International, l ICR, ecc. e si possono anche leggere o scaricare documenti e relazioni. Quella privata invece, poiché riporta i nominativi e gli indirizzi dell organigramma distrettuale, sarà accessibile solamente tramite una password, che sarà inviata ai presidenti di Club e sarà cambiata ogni anno, al passaggio delle consegne. Per richiedere l attuale password i presidenti di Club sono pregati di inviare una al webmaster. Tutti i soci in possesso di un indirizzo possono invece iscriversi alla mailing list del sito, così da potere ricevere direttamente eventuali comunicazioni di interesse comune, relative, ad esempio, agli appuntamenti distrettuali. Arrivederci in rete! Mauro Bignami Aprile

12 ALLA REDAZIONE DI ROTARY 2090 Volevo inviare questa lettera dopo aver letto il confronto epistolare tra Igino Raspadori e Pier Luigi Pagliarini del Club di Cesena nel numero di febbraio di Rotary 2090, poi dopo avere scritto qualche riga ho lasciato tutto nel mio computer Ora leggo l articolo Ancora a proposito di quel caro vecchio Rotary di Igino Raspadori sul numero di marzo e quindi, scusandomi dell intromissione, che spero non sia considerata troppo impertinente, e chiedendo scusa altresì se il mio intervento costituisce una voce fuori dal coro, rispetto agli apprezzamenti manifestati da altri Soci, vorrei far sentire la mia voce di rotariano giovane, almeno con riferimento al periodo di appartenenza al sodalizio. Faccio parte del Rotary da meno di quattro anni, e subito dopo di me sono entrati a far parte del mio Club diversi nuovi Soci, molti dei quali stanno offrendo un contributo importante alla vita del Club. Eppure sento ormai troppo spesso ripetere, da parte di alcuni, le affermazioni di Pagliarini, secondo cui i nuovi Soci entrano a far parte del Rotary soltanto per fare numero, per aumentare le presenze, perché questa è la tendenza americana alla quale tutto il mondo si è acriticamente adeguato. Dunque è così? Siamo stati ammessi soltanto per questo e non perché lo meritavamo, o perché siamo stati ritenuti degni? E non è pensabile che qualcuno dei giovani ultimi arrivati, a forza di sentirsi dire tutto questo potrebbero decidere di togliere il disturbo per non sentirsi di troppo in un club nel quale molte persone non li considerano alla loro altezza? E vero: il mondo è cambiato, e direi per fortuna; ed il Rotary, che di questo mondo è parte, non può non accettare e riconoscere il cambiamento. Sono spariti i territori perché gli spostamenti sono diventati molto più facili e sono cresciute le aree urbane; si sono moltiplicate le classifiche perché sono aumentate le specializzazioni nel lavoro e nelle professioni, e questo è frutto soltanto del progresso scientifico e dell aumentato numero di conoscenze in ogni settore. E infine, mi permetto di dire a Pagliarini, l accusa a noi giovani di avere compreso tardivamente l importanza delle donne nella società è quanto meno ingenerosa, visto che soprattutto noi, molto più della generazione che ci ha preceduto, abbiamo sposato compagne di università, con le quali abbiamo condiviso il percorso degli studi, gli affanni e le preoccupazioni di quell epoca, con le quali siamo cresciuti insieme, imparando a capire sin da allora che se uguali erano i sacrifici degli studi impegnativi, era giusto che fosse uguale l impegno di lavoro e nella società; ed oggi, spesso, abbiamo mogli impegnate in lavori importanti, di responsabilità non minore della nostra, di cui andiamo orgogliosi, e di cui, magari, ogni tanto, quando ci tocca cucinare, che qualche volta ci lamentiamo persino. Francamente mi viene molto difficile comprendere questo atteggiamento da parte di alcuni Soci; si perdoni la mia franchezza, ma non lo trovo costruttivo per il futuro del Rotary. Io credo invece che sia splendido e stimolante il rapporto di collaborazione e di stima reciproca che può crearsi all interno dei Club tra noi Soci più giovani ultimi arrivati ed i Soci meno giovani. Sono figlio di uno di questi, e mi sento onorato di essere oggi consocio di quei Signori che ho conosciuto trenta e più anni fa, ai quali guardavo allora con soggezione, ai quali tuttora mi rivolgo con grande rispetto, ma con i quali oggi posso collaborare per un progetto comune. Certo, dobbiamo ancora guadagnarci i galloni sul campo, ed aspettiamo soltanto di essere messi alla prova, con la sola richiesta, credo giustificata, di non essere costretti a fare una corsa ad handicap. In fondo non credo che per noi ci debbano essere differenze rispetto a quanto è stato per i giovani rotariani di dieci, venti o trenta anni fa. Cordiali saluti Ugo Iezzi Rotary Club di Chieti Temi Dibattito di attualità LETTERA AL DIRETTORE Caro Direttore Siamo ad un bivio: lo si evince da quanti si richiamano al Rotary cosi com era e quanti si proiettano verso un non meglio definito futuro. Gli uni evocano un passato che, proprio perché tale, non c è più e non può più esserci. Gli altri ipotizzano situazioni che vanno dal possibile al poco credibile. Tutti, partendo dalla attualità, cercano rimedi e innovazioni; non tutti, nel fare le loro considerazioni, compiono una analisi seria e ponderata delle cause che sottendono ciò che viene considerato uno stato di crisi. Ma è innegabile che solo da questa analisi può scaturire un progetto in grado di ristabilire nel Rotary un equilibrio che oggi appare offuscato. Il Rotary, almeno quello italiano e forse europeo, fino agli anni 50 del secolo appena concluso, è stato lo specchio di una parte limitata della società, individuabile in quella dell alta e media borghesia. I soci degli ancora pochi club esistenti erano industriali, banchieri, uomini di governo, alti dirigenti, professionisti di rango elevato. Soci dunque con grandi capacità economiche che garantivano possibilità di iniziative di ogni genere e dimensione, non assicurando peraltro alti livelli di presenze ed attuando criteri molto selettivi, in relazione sopratutto alla posizione sociale del candidato, nel momento affrontavano il problema delle ammissione di nuovi soci. Se ora si va ad esaminare la composizione di un qualsiasi club dei giorni nostri si dovrà prendere atto che essa si è radicalmente modificata rispetto a quella di meno di mezzo secolo fa. In effetti il Rotary è cambiato perchè 12 Aprile 2004

13 è cambiata la società; è cambiato l insieme di risorse umane a cui attingere. Il nostro cambiamento quindi è stato conseguenza di un fenomeno generale che si è imposto gradualmente ma con forza tale da determinare profondi squilibri e nuovi assetti in situazioni precostituite. Alla vecchia classe borghese che rappresentava l asse portante del Rotary si è sostituita una nuova classe sociale. E cosa ormai nota che la borghesia non esiste più come entità autonoma e ben differenziata ma solo in forma del tutto residuale. Dopo il miracolo economico degli anni si è messo in moto un processo di omogeneizzazione che, da un lato ha innalzato il livello sociale di quanti costituivano la base della piramide; d altro canto ha provocato uno scivolamento verso il basso dei componenti la vecchia èlite borghese. Il risultato è che oggi esiste una grossa aggregazione, unica e dominante per numero di appartenenti: il cosi detto CETO MEDIO che ha assorbito tutte le altre classi determinandone, di fatto, la scomparsa. In questo coacervo di individui, dalle caratteristiche estremamente variegate, il Rotary deve oggi ricercare i nuovi soci: impresa più difficile che nel passato, quando ci si trovava a poter scegliere in un ambito molto più omogeneo. Molti dei motivi di disagio che oggi si avvertono traggono origine da queste circostanze che non vanno ignorate ma valutate attentamente insieme a quante altre derivanti dalla scarsa coincidenza di alcuni nostri modi di essere e di agire con gli orientamenti delle giovani generazioni. Individuare le discrepanze e adeguare i comportamenti: questa la sfida del XX1 secolo. La scelta del nuovo socio ci deve vedere impegnati in modo particolare perché da essa discende l evoluzione del Rotary nel prossimo futuro. Le caratteristiche di moralità, eticità, disponibilità alla vita associativa, dedizione al servizio che noi cerchiamo, possono esistere solo se quell uomo vive e matura la sua personalità in un contesto sociale in cui siano presenti e attive alcune essenziali caratteristiche, Anzitutto libertà e giustizia, uniche garanti di ampia e totale possibilità di esprimere le proprie idee in un contesto di parità di diritti e di doveri. E poi, a chiudere il cerchio, il rispetto per l uomo in tutte le sue espressioni; rispetto per le diverse condizioni sociali, per i sentimenti religiosi, per i convincimenti politici. Noi non possiamo agire sull uomo che ha una personalità già formata ma, immersi come siamo nella realtà del tempo, possiamo collaborare nel creare le condizioni perché la società sappia formare uomini portatori di valori positivi. Anche per questo l impegno del rotariano nella società civile è doveroso, se inteso come contributo alla sua crescita. Purtroppo spesso se ne rifugge nell errato timore di essere coinvolti in vicende di parte. Si rinuncia allora ad entrare nel vivo dei problemi della res pubblica assumendo un atteggiamento agnostico che ha come esito il farci considerare corpo estraneo invece che parte viva ed attiva del contesto sociale. Il vecchio concetto delle opportunità di cooptare soci che siano in una posizione apicale è ancora valido in un mondo in cui le posizioni apicali quasi non esistono più e quando esistono quasi sempre hanno perso l autorevolezza che le contradistingueva in tempi passati? Ma è poi vero che un alta personalità, con le sue rare apparizioni al club e la convinzione di essere egli stesso, con la sua presenza, a dar lustro al Rotary, sia da preferire a quel giovane collaboratore che con umiltà ed entusiasmo abbraccia i principii della nostra associazione? Senza ipocrisia occorre che a tutti noi sia ben chiaro un concetto che poi deve costituire una guida da cui mai derogare. Occorre decidere se nel Rotary vogliamo privilegiare il momento solidaristico o il momento opportunistico; se il coltivare la reciproca amicizia debba avere come fine ultimo la dedizione all uomo o il vantaggio a noi stessi. Questo costituirà la discriminante tra valore e disvalore nella nostra etica di servizio. Il problema dei costi erano poco sentiti in passato ma oggi sono più evidenti in un contesto sociale omogeneo per appartenenza ma non per potenzialità economica. Un peso economico troppo elevato porta alla esclusione di categorie che altrimenti sarebbe invece desiderabile avere nei nostri club i quali ne risulterebbero arricchiti dal punto di vista culturale e disponibilità al servizio. Sarebbe opportuno porsi come obiettivo la possibilità di moderare i costi destinando più risorse alle azioni di interesse pubblico e meno alle conviviali e ad altri, diversi, e troppo frequenti prelevamenti. Dovremmo analizzare i nostri bilanci e regolarci di conseguenza perché vi sarà un momento in cui ci sarà chiesto di verificare il senso dell appartenenza in rapporto alle azioni concrete portate a termine. Unendo magari risorse di più club dovremmo rivolgere maggiore attenzione alle grandi e tragiche situazioni di sofferenza e di bisogno presenti in tante regioni a noi anche molto vicine. Caro direttore, ecco delle modeste riflessioni su alcuni soltanto dei tanti problemi veri che dobbiamo prendere in esame per elaborare un nuovo modello di Rotary, più confacente alle nuove generazioni. E improduttivo limitarsi a tessere le lodi di tempi andati e rimpiangere antiche anche se eccelse consuetudini. Dobbiamo adeguarci ai tempi nuovi e, pur guardando con rispetto a vecchi modelli, dobbiamo essere estremamente realistici e soprattutto propositivi: Ma se si crede di risolvere questi problemi riducendo il numero delle riunioni mensili o creando club virtuali dove i soci dialogano per via telematica, forse avremo accresciuto l effettivo ed impinguate le casse del Rotary Internazionale, ma avremo decretato la morte del Rotary di Paul Harris. Ti saluto con sincera amicizia. PDG Antonino Serafini Aprile

14 AMICITIA PARES ACCIPIT, AUT FACIT (Aristotele, Ethic 8, 7, 2) Confronto E DI TRISTE VERGOGNA NON SI DIPINSE Ho seguito con interesse il vivace dibattito sul Giornale Distrettuale, a proposito dell impegno e del significato dell opera sociale e culturale del rotariano. Nell epoca della globalizzazione riemergono le spinte delle aggregazioni locali e alla ricerca di identità fondate sulle proprie radici. In questa direzione i Rotare Club possono svolgere una importante azione aggregante di relazione, un attività responsabile, convinta e leale. Il mondo cambia in fretta per un insieme di motivi che tutti noi conosciamo, ma i principi essenziali rimangono e devono rimanere immutabili, è importante la condivisione, com è importante quel legame che nasce dall amicizia, dalla comprensione e dalla solidarietà intellettuale. L amico, diceva Aristotele, è anche lo specchio dell anima, colui che tira fuori il meglio di te. Un amico ti aiuta a crescere, a superare molte prove. E opportuno che gli uomini continuino ad avere rapporti costruiti su nuove esperienze, sulla comunanza di tutte le cose, su sentimenti che, oggi, è forte la tentazione di dimenticare. E necessario ritrovare il piacere di parlare, di stare con gli altri, di comunicare idee, di creare ancora quei riferimenti che sono per gli uomini tutti solidali certezze. Paul Harris, giovane avvocato di Chicago, il 23 febbraio 1905, si incontrò con tre amici per dar vita ad un club di persone di differenti professioni al fine di organizzare incontri regolari all insegna dell amicizia ed allargare così le conoscenze professionali. Sono trascorsi quasi cent anni e quei valori sono attuali un vero e forte ancoraggio per gli uomini del nostro tempo. Il Rotare crede nell uomo, al servizio che l uomo può dare, nelle relazioni umane che sappiano coniugare buoni sentimenti, etica, impegno operativo. Il Rotare è cultura, che nasce dall uomo per l uomo. Igea Frezza Federici Leggesi (sintetizzando) sul Sole 24 Ore del 20/12/2003 pag.3: Il ruolo del ragionier Tonna nella Parmalat.. cresce in maniera proporzionale alla crescita del gruppo. Gli aggettivi per definire l uomo sono numerosi: introverso, arrogante, brusco Arriva ai vertici in coincidenza della quotazione in borsa della Parmalat nel Di lui gli analisti ricordano solo la supponenza con cui rispondeva alle loro richieste. Agisce nell ombra: è lui che mantiene i rapporti con le grandi banche d affari e con quelle commerciali. Non posso dire - dice un banchiere - che fosse piacevole avere a che fare con il ragionier Tonna, ma riconosco che aveva una grande fantasia finanziaria: tanta, visto che si attribuisce a lui la scelta di chiamare una società Buconero, nome terribilmente profetico. E lui che insieme a diverse banche studia la montagna di bond che ha seppellito il gruppo alimentare (e la massa di risparmiatori). Che dire? San Paolo, nelle sue lettere, indicava l avidità del danaro come radice di tutti i mali. Questa radice, tanto sapientemente quanto semplicemente posta come base da San Paolo, ha fatto prima germogliare poi rigogliosamente prosperare gli scandali che appena pochi mesi fa hanno travolto grandi società estere come Enron, Worldcom, Vivendi, solo per citarne alcune. Il conflitto di interessi tra banche, management, azionisti e dipendenti ha travolto anche, solo pochi giorni fa, grandi aziende italiane come Cirio e Parmalat. E così emersa, con virulenza, una pericolosa patologia: un insieme di condizioni atipiche e degenerate rispetto alle norme che minaccia non solo l idea stessa del capitalismo e il management ma, con loro, anche i codici etici di condotta e quindi la morale negli affari. L avidità e lo smodato desiderio di beni materiali (elementi che, crescendo, si avvitano fra di loro) del top management hanno indotto coloro a cui fa capo la responsabilità gestionale, a perpetrare falsi in bilancio, nascosti dalle banche e dalle società di certificazione e revisione che, a loro volta, hanno fornito, persino e anche, appropriate consulenze. Tutto ciò ha procurato danni non facilmente calcolabili ai risparmiatori, ai lavoratori, all intera società. Appare quindi in tutta la sua evidenza, la denuncia del prof. Guido Rossi (Il conflitto epidemico - Adelphi 2003) della mancanza in tutta la classe dirigente economica e finanziaria della Scham Kultur, manca cioè nel mondo finanziario attuale la cultura della vergogna. Nella recente succitata pubblicazione, l illustre autore, dopo aver dichiarato il fallimento dei codici etici, evidenzia tale mancanza nelle società e così descrive le società di vergogna: quelle al cui interno i membri del gruppo più che imporre divieti si propongono modelli positivi di comportamento; nelle quali solo chi si adegua al codice sociale gode della pubblica stima e nelle quali la perdita di tale pubblica stima (una sorta di moderna infamia) è sanzione così forte da comportare di fatto l esclusione dell indegno dal gruppo. Antonio Pucarelli Rotary Club Pescara 14 Aprile 2004

15 PREMIO MANNUCCI Attività Distrettuale A Maggio si ripropone l appuntamento annuale con il Premio di Scultura Edgardo Mannucci, iniziativa promossa dal Rotary Club Altavallesina Grottefrasassi fin dal 1993, in collaborazione con il Distretto Rotary 2090, il Comune di Arcevia, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana quale sponsor ufficiale, con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. Il Premio è stato promosso per onorare la memoria del compianto artista scomparso e per promuovere lo sviluppo della cultura incoraggiando i giovani scultori a proseguire sulla via dell arte. L iniziativa è riservata ai diplomandi in scultura delle Accademie di Belle Arti italiane che in questa edizione provengono da Carrara, L Aquila, Macerata, Perugia, Urbino e Tirana : gli artisti che esporranno le 54 opere saranno 18, con una buona presenza femminile. La manifestazione, ormai giunta all inizio del secondo decennio, è per il Club motivo di grande soddisfazione ed orgoglio per l obiettivo raggiunto, pensiero questo sicuramente condiviso da tutti gli altri Presidenti che hanno creduto nella iniziativa facendosi carico di questo servizio rotariano e capaci di affrontare un settore nuovo ed imprevedibile. Ma oggi possiamo affermare con certezza che il traguardo, non appena intravisto, è stato perseguito con tenacia, assumendo ognuno un ruolo trainante, prospettando idee e credendo in quello che facevano e nella validità degli scopi che il Rotary propone. La formula del Premio, ampiamente apprezzata, consente ai giovani scultori una occasione di confronto tra le Accademie di Belle Arti italiane ed è anche un programma culturale con lo scopo di migliorare il loro futuro oltre che favorire la comprensione reciproca ed i rapporti amichevoli tra giovani delle Accademie di diverse Regioni. La soddisfazione delle Accademie di Belle Arti, sin qui dimostrata di partecipare al Premio, ci rassicura nell aver dato una giusta interpretazione alle aspettative dei giovani. Pertanto lavoreremo per dare continuità alla nostra azione affinché gli sforzi non vengano mai vanificati, e dare contemporaneamente al Premio un immagine coerente e sempre più credibile. Per noi rotariani il Premio Mannucci è anche una tangibile espressione che concretizza quell ideale del servire che è la ragione del Rotary. I premi al 1, 2 e 3 classificato oltre ad un premio acquisto verranno assegnati da una apposita Commissione presieduta dal critico d arte e docente di Accademie, Prof. Alfonso Panzetta; le Accademie riceveranno tutte un contributo spese. E auspicabile conquistare altre aree geografiche affinché il sogno di rendere il Premio internazionale possa avverarsi nell interesse dell arte. Mino Perini 6 RADUNO NAZIONALE DEI CAVALIERI ROTARIANI Norcia 30 Maggio 2 Giugno 2004 Cari Amici, con lo scopo di promuovere un service dedicato al centenario del Rotary, il Club di Gualdo Tadino organizza a NORCIA (PG) tra i mesi di Maggio e Giugno 2004 il 6 Raduno Nazionale dei Cavalieri Rotariani, incontro equestre non competitivo riservato ai Rotariani, Rotaractiani, Inner Wheel e loro amici e/o familiari appassionati di equitazione di campagna. Tre modalità di partecipazione: a) Percorsi Guidati: passeggiate nel Parco dei Monti Sibillini con l assistenza personale abilitato; itinerari facili della durata di circa cinque ore ma consigliati a cavalieri con buone gambe; b) Accompagnatori: assistenza totale e visite guidate a Spoleto, Cascia, alla cascata delle Marmore e Todi. Questi amici potranno scegliere di unirsi ai cavalieri per i pasti o gestire autonomamente le ore libere; possibile la pratica del rafting o del parapendio. c) Cavalieri Autonomi: chi arriverà con il proprio cavallo, pur essendo il benvenuto alle passeggiate guidate, potrà gestire personalmente la sua attività equestre; per queste escursioni indipendenti non saranno previsti aiuti. Serata dei miti quella di Domenica con la presentazione dei partecipanti; Assemblea Ordinaria della Compagnia dei Cavalieri Rotariani con il Sen. Antonio Tomassini quella di Lunedì e un Martedì di Gala, Interclub Gualdo Tadino-Norcia alla presenza del Governatore del Distretto Rotariano 2090 Vincenzo Montalbano Caracci. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito web allestito in collaborazione con la Compagnia dei Cavalieri Rotariani, mentre la brochure relativa al programma definitivo verrà distribuita a tutti i Club nel corso del mese di Marzo Saluti, auguri e a presto. Carlo Ribacchi Presidente 2003/2004 Aprile

16 SCAMBIO GRUPPI DI STUDIO 2004 L anno rotariano , nel segno di Lend a Hand del Presidente Internazionale Jonathan Majiyagbe, per lo scambio di gruppi di studio, GSE all interno dei programmi educativi della R.F., vede impegnato il nostro Distretto 2090 con il Distretto Il Distretto 6060 si estende lungo il Mississippi River, per gran parte nella regione di St. Louis, dalla città di Hannibal, nella regione nord-est, sino a Cape Girardeau ed oltre nella regione sud-orientale, nello Stato del Missouri. posizionato al centro degli Stati Uniti d America, confinante con Iowa, Illinois, Kentucky, Tennessee, Arkansas, Oklahoma, Kansas e Nebraska, è lo stato dei parchi, dei laghi, dei grandi fiumi (Mississippi e Missouri), delle riserve, delle catene montuose, di città importanti quali St. Louis, Kansas City e Jefferson City, di realtà rurali ed industriali molto importanti. Una terra che ha saputo coniugare ambiente, tecnologia, industria, patrimonio naturale e servizi, tutto in funzione di una migliore economia e soprattutto di una più attenta qualità di vita. Il Distretto 6060 è una ottima rappresentazione di tutto questo. Questo scambio fa seguito a quelli con i Distretti nello Stato dell Illinois nel 2002 e nello Stato di New York nel 2003, esperienze che hanno dimostrato come una amicizia rotariana, ospiti in altri Distretti, sia per i componenti del team selezionati per il gruppo di studio una occasione unica professionale, culturale oltre che umana. Il nostro team si recherà nel Missouri dal 19 aprile 2004 al 17 maggio 2004 mentre il team del Distretto 6060 sarà ospite del nostro Distretto dal 25 maggio 2004 al 21 giugno 2004; i periodi di viaggio sono scelti anticipatamente dai rispettivi Governatori ed organizzati per assicurare la presenza del team al Congresso Distrettuale del Distretto ospitante. Per tali ragioni il Governatore Vincenzo Montalbano Caracci, impegnato personalmente nei lavori della commissione, ha fortemente voluto e preteso una qualità di lavoro alta per una giusta e migliore riuscita dello Scambio, ponendo l accento soprattutto sull ospitalità in famiglia quale elemento di distinzione rotariana. La commissione distrettuale, sta lavorando con entusiasmo per la riuscita dello scambio: mentre il nostro team, alle prese con la definizione dei dettagli di programma, si prepara alla partenza, la commissione è impegnata con i dettagli di programma per ospitare il team Il nostro Team, accompagnato da Sandro Valentini del Rotary Club di Vasto in qualità di team leader, è composto da ADELE DI CAMPLI, architetto, sponsorizzata dal R.C. di Lanciano; MARIA ANGELA GSE TURCHETTI, archeologa, dal R.C. di Norcia; SIMONA BORIONI, ricercatrice, dal R.C. di Fano; EMANUELE CONCETTI, ingegnere dal R.C. di Assisi. I team members selezionati hanno dimostrato sin dai primi contatti e durante le riunioni di preparazione il giusto spirito d interpretazione rotariana più volte evocata dal programma educativo della R.F. denominato GSE. Il team 6060, con il team leader LARRY HAVELOCK, interprete, rotariano del Cape West Rotary Club, è composto da: LORIANNE LYNN, Director of Campus Life Responsible presso la Southeast Missouri State University, sponsorizzata dal Cape West R.C.; MARY C. FURFARO, Director Park & Recreational Partnership presso la Maryland Heights Recreational Center, dal Kirkwood R.C.; MICHAEL GAINES, Executive Director of Community Arts Management per la Community Arts Council in Hannibal, dal Hannibal R.C.; DUSTIN MICHAEL, Graduate Assistant presso il News Bureau della Southeast Missouri State University, dal Cape West R.C.. Gli interessanti profili del team leader e dei membri del Distretto 6060, hanno suggerito un programma di viaggio, vocazionale, attraverso il nostro Distretto, per trasmettere agli ospiti esperienze professionali e culturali che meglio rappresentano la nostra rotariana distrettualità. L occasione è utile per ringraziare quanti, con il loro prezioso lavoro, hanno contribuito alla riuscita dello Scambio dei Gruppi di Studio che sempre più caratterizzano i programmi annuali del nostro Distretto. Da sottolineare il prezioso e puntuale lavoro svolto dall amico Francesco Ottaviano, del R.C. di Vasto, assistente del Governatore per l anno , Presidente della Commissione Distrettuale GSE per diversi anni, ringraziandolo fraternamente per il suo contributo. Salutiamo il nostro team e prepariamoci ad accogliere con forte entusiasmo rotariano il team del Distretto Nicola Miscione e Sandro Valentini 16 Aprile 2004

17 A PROPOSITO DI PRESENZA E PARTECIPAZIONE Urbano Urbinati, nel numero di marzo di Rotary 2090, con l articolo Presenza e Partecipazione, tocca ancora una volta problemi reali, endemici e, purtroppo, radicati nei Club. Tuttavia, a mio avviso, lo scenario prospettato è del tutto particolare e volutamente non esaustivo, focalizzato essenzialmente sulla Partecipazione, in quanto eventuali sottolineature, con i conseguenti richiami alle regole, riferite alla scarsa Presenza di soci alle riunioni, sono considerate dall autore come noiose e superate querimonie, che non tengono conto dell evoluzione dei tempi. Concordo pienamente nel considerare superati il concetto di Assiduità in vigore e le macchinose procedure per il suo controllo: del resto è noto che le relative disposizioni riportate dal Manuale sono state riviste dal Consiglio di Legislazione e, ritengo, costituiranno variante della prossima edizione del Manuale stesso. Mi auguro che l aggiornamento affranchi dall imbarazzo che inevitabilmente insorge, o dovrebbe insorgere, in coloro che sono deputati a riempire con un numero la casella delle percentuali di presenze alle riunioni di Club. Nel contempo però c è da auspicare che la variante sia stata molto bene ponderata, perché l Assiduità costituisce una prerogativa del Rotary, con strette connessioni, dirette e indirette, con altre prerogative fondanti dell Associazione (come, ad esempio, l Amicizia, la roccia sulla quale è stato costruito il Rotary - parole di Paul Harris) e svuotarla dei suoi contenuti può determinare nel tempo ripercussioni negative. Tornando all osservazione iniziale, ritengo valga la pena fare una riflessione sulle reali categorie dei soci di un Club (quelle codificate sono poco indicative se si parla di Presenza e di Partecipazione). Questa mia personale classifica prevede la seguente tipologia di soci: soliti noti (quelli che frequentano abitualmente, che si impegnano, che sono disponibili a ricoprire incarichi all interno del sodalizio: in altri termini quelli che tirano la carretta); abitudinari (quelli che Urbano definisce presenzialismi indifferenti); per diritto (quelli che vengono cooptati in virtù della carica ricoperta nella comunità e che quando si degnano di partecipare a una conviviale sono di solito considerati ospiti d onore); assenteisti (quelli che abitualmente non frequentano ma che si pregiano di onorare il Club della loro presenza in occasioni particolari, specie se di ampia risonanza pubblica); assenteisti cronici (quelli che non frequentano mai, del tutto estranei alla vita del Club, ma si fregiano della Ruota - sicuramente con assiduità e non sempre con proprietà - unicamente perché pagano la quota). In sostanza, la mia classificazione è analoga a quella di Urbano, ma espressa in forma più rudimentale e finalizzata a fare riflettere sui soci assenteisti, al di là delle lamentate inutili e noiose querimonie. Del resto, lo stesso Federico Weber, tanto amato e spesso citato da Urbinati, quando chiede ai componenti del suo Distretto un esame di coscienza rotariano, perché ciascuno si renda conto delle proprie eventuali deficienze nei confronti del Rotary, si rivolge in via prioritaria a chi non partecipa, poi a chi, pur partecipando, non fornisce alcun contributo e così via. Pur rendendomi conto dell attuale ineluttabilità della loro presenza nei Club (scusate l apparente contraddizione), ritengo che i soci assenteisti rappresentino un aspetto di cui il Rotary non può andare fiero: ci sono, diciamo sottovoce che fanno comodo, però facciamo intendere che sono un corpo anomalo, un controsenso rotariano che è necessario in qualche modo assorbire. Questo è un vero problema al quale non ci si può sottrarre, anche per una questione morale e di rispetto nei Confronto Rotariano confronti di coloro (e sono la grande maggioranza dei Club e dei rotariani) che si impegnano seriamente e con entusiasmo, dedicano tempo e risorse all Associazione, portano avanti programmi che riscuotono riconoscimenti e ammirazione in sede locale, nazionale e internazionale (teniamo presente che, non di rado, si sente malignamente mormorare che il Rotary in un certo qual modo vive sulle spalle degli assenteisti). La questione è estremamente delicata con risvolti non facilmente individuabili, che però dev essere affrontata una volta per tutte, con coraggio e realismo, consapevoli che la soluzione regolarmente richiamata da Urbano (uscita dal Rotary), che ritengo quella radicale e più corretta dal punto di vista morale, costituisce al momento un utopia, peraltro paradossalmente realizzabile, qualora fosse presa dal RI la decisione di un impossibile totale cambiamento di strategia in materia di espansione. Tuttavia, poiché, come detto, non si può supinamente continuare ad accettare di avere tra di noi gli assenteisti, ogni sforzo deve essere fatto per tentare un loro recupero, uno sforzo quanto meno pari a quello auspicato da Urbinati per i soci da me definiti abitudinari. E altresì assolutamente necessario non incrementare ulteriormente, attraverso sconsiderate cooptazioni, la schiera dei soci per diritto, assenteisti e assenteisti cronici. Il Rotary deve disporre unicamente di Soci Attivi e di Soci Onorari (aggettivazioni intese nel più genuino senso letterale) e affrancarsi dalle poco edificanti scorie che finiscono per offuscarne l immagine. Una delle strade da seguire è quella indicata nell Editoriale (firmato dal nostro PDG Giorgio Rossi) del numero di febbraio di Rotary, soprattutto laddove parla di scelta del futuro socio: concetto da contrapporre a quello, purtroppo oggi prevalente, di incremento numerico. Mi permetto di caldeggiare (anche se per motivi diversi) l invito rivolto dal Direttore di Rotary di leggere e ben meditare il citato editoriale. Igino Raspadori Aprile

18 UNA SERATA AL FESTIVAL CON IL ROTARY Prossimamente Macerata Macerata Opera 17 Luglio ore 21,00 Spoleto Festival due Mondi 10 Luglio ore 20,00 Ballet Hispanico TEATRO ROMANO Danze Gala PIAZZA DUOMO Les Contes D Hoffmann SFERISTERIO ospitalità Club Macerata prenotazione obbligatoria Informazioni tel In occasione del Festival dei Due Mondi, il Rotary Club di Spoleto organizzerà, per il 10 luglio p.v., la consueta Serata Rotariana che prevede la partecipazione ad uno spettacolo significativo (Ballet Hispanico o Danze Gala) seguita dalla conviviale di rito in un ristorante cittadino (Hotel Nuovo Clitunno). Il costo del biglietto d ingresso dello spettacolo al momento non è stato definito dall organizzazione del Festival, ma si presume che ricalchi quello dello scorso anno (Euro 45,00). Il Rotary di Spoleto auspica un ampia adesione all iniziativa ed invita chi intende prendervi parte a fare pervenire la prenotazione ( numeri telefonici (Studio Burini) improrogabilmente entro il 15 maggio 2004 (Prenotazioni che pervenissero oltre tale data potrebbero, realisticamente, non essere soddisfatte per indisponibilità di biglietti). Prenotazione obbligatoria 18 Aprile 2004

19

20 I CLUB PER IL FERMANO INTERCLUB Un organizzazione utile per il territorio: per la prima volta insieme i quattro Rotary del Fermano su iniziativa del Club di Fermo. Tutti hanno ribadito la volontà di lavorare per la crescita del comprensorio. Introducendo la serata, il presidente del Club di Fermo, Giovanni Martinelli, ha sottolineato la necessità di un percorso comune, nel momento in cui il Fermano ha bisogno di progettare il suo futuro. Soddifatto per l iniziativa il Governatore distrettuale, Vincenzo Montalbano Caracci, che ha garantito il sostegno del Distretto alle iniziative che saranno proposte per la crescita del Fermano. Molte le autorità presenti alla serata, tra cui il PDG Breccia Fratadocchi, l incoming Tonelli, l Asssistente del Governatore Mataloni, il Prefetto di Ascoli Piceno Destro, i Presidenti dei Club Alto Fermano Sibillini Iacopini, Fermo Mare Adriatico Moretti e la Vicepresidente del Club di Montegranaro Evelina Ramadori. GEMELLAGGIO FRA I ROTARY CLUB DI PORTO SAN GIORGIO E BRA La famiglia del Rotary Club di Porto San Giorgio ha vissuto uno degli avvenimenti più importanti dalla sua costituzione, il gemellaggio con gli amici rotariani dell isola di Bra in Croazia. Con più di un anno di preparazione con la visita per la prima volta al nucleo dei nuovi soci dell isola dalmata club legittimato recentissimamente con la Charta dal Rotary International, con il club di Spalato quale club padrino. Dopo altre 3 visite - avvenuta in concomitanza di un importante avvenimento rotariano come, a titolo di esempio, il concerto di beneficenza del soprano Raina Kabaivanska, accompagnata da giovani promesse dell Accademia Musicale di Osimo, nel Teatro Nazionale di Spalato, evento promosso paretitecamente dai 4 club.- in terra croata fra Porto San Giorgio, Bra_, Spalato ed Osimo, questi ultimi due club gemellati fra loro. L ultima visita in terra croata, con la cerimonia di gemellaggio fra i due club,.si è avuta in concomitanza con la consegna al club di Bra_ della Charta dal Governatore del Distretto Austria Ungheria Slovenia Croazia. A Porto San Giorgio l avvenimento - preceduto dall incontro degli ospiti croati con la municipalità sangiorgese con il Sindaco Brignocchi ed il Presidente del Consiglio Signore - si è ripetuto in una splendida serata vissuta in un clima di grande amicizia: il Presidente del Rotary Club ing. Guido Tascini ed il collega croato dott. Milan _lender, hanno ringraziato per l ospitalità ricevuta. Sono intervenuti il Presidente del Rotary Club di Split ing. _arco De_kovi_, il Presidente Incoming del Rotary Club di Osimo ing. Giuliano Falappa e l ing. Sergio Moretti, promotore del Rotary club locale ed ideatore del gemellaggio, che ha ricordato la creazione del club di Porto San Giorgio e i diversi avvenimenti improntati alla crescita della collettività locale, fino a quest ultima, di carattere invece internazionale. La serata ha vissuto momenti di emozione con la firma del gemellaggio sulle pergamene da parte dei due presidenti e del PDG Alberto Breccia Fratadocchi. La prossima iniziativa varata dai quattro club gemellati riguarda un ambizioso progetto per il centenario della nascita del Rotary : la realizzazione di 4 sculture - che avranno per tema la pace e la solidarietà fra i popoli - da parte di artisti di ciascuna della 4 città, utilizzando la pietra di Bra_, famosa in tutto il mondo utilizzata per la realizzazione dei più importanti edifici nel mondo come la Casa Bianca di Washington. 20 Aprile 2004

21 ORVIETO Si è svolto in Orvieto un Interclub con Todi e Norcia S. Benedetto, programmato dal Presidente Marco Marino. Pochi sanno che la rupe su cui è stata costruita la città di Orvieto, presenta un fitto dedalo di oltre 1200 tra pezzi e cantine, tutti scavati a mano nel tufo. Di questi solo 600 sono stati censiti per uno sviluppo di metri quadrati. Il perché di un così gigantesco sviluppo ipogeo trova giustificazione nel fatto che essendo Orvieto sita su di una rupe con pareti a picco l unica espansione possibile era il sottosuolo che veniva scavato a partire dal pavimento della propria abitazione. La prima cavità visitata è la Grotta di Mario, ricca di reperti etruschi, medievali e romani. Qui nell interno, il Presidente Marino ha offerto un party pregevole per la bontà degli alimenti e per l inconsueta cornice ambientale. Superato il primo shock prodotto dalla rarità delle cose ammirate, si è passati a visitare una seconda cava denominata Underground. Nella prima parte della cava fa bella mostra di se un frantoio di olive con le molazza ancora intatte mentre in profondità si evidenzia una cava di pozzolana. In seguito alla estrazione della pozzolana è venuto alla luce un pozzo etrusco, profondo 25 m. scavato, analogamente al Pozzo di S. Patrizio, fino alla falda acquifera, per rifornire di acqua la città. Dall Underground si passa rapidamente alla Grotta dei Colombari, così chiamata perché gli orvietani vi allevavano per scopi alimentari, migliaia di colombi. La grotta è cesellata da piccoli nidi dove i colombi completavano il loro ciclo biologico e di passaggi che consentivano ai vari proprietari di accudire nel migliore dei modi i loro volatili. Il clou del programma si è concluso con la visita al complesso ipogeo del Pozzo della cava, nel cuore del quartiere medievale. Si tratta di una struttura, scoperta nel 1984 unica nel panorama nazionale, che accoglie nel suo interno reperti archeologici etruschi, medievali, e rinascimentali che abbelliscono il percorso di visita al pozzo. Nel pianterreno della grotta si notano due fornaci costruite per la produzione di maioliche, attive fino al secolo XV e XVI, mentre in profondità, tra tanti cunicoli, appaiono le cisterne etrusche trasformate in cantine per la conservazione del vino. E facile intuire il valore degli oggetti rinvenuti e l imponenza di alcune stanze, una delle quali raggiunge i 14 m. di altezza. Giancarlo Pasqualini DAI CLUB CONVENTION OSAKA 23/26 MAGGIO 2004 L Agenzia Noemi Viaggi di Ancona ci ha fatto pervenire un nuovo progetto per la convention in oggetto come meglio specificato dall allegato. Il cambio di progetto è stato necessario in quanto il precedente Tour Operator ha cancellato il Giappone dalla propria programmazione. Alla luce di quanto sopra l Agenzia ha provveduto a proporci l alternativa con un nuovo Tour Operator che prevede il volo diretto su Osaka con la compagnia di bandiera Japan Airlines. Per Prenotazioni e ulteriori informazioni vi preghiamo di rivolgervi direttamente alla sopra citata Agenzia di Viaggi al nr. Tel. 071/ fax 071/ [email protected] ROSSI SPA - CONCESSIONARIA MERCEDES-BENZ Via Flaminia Km. 151, FOLIGNO Aprile

22 CAMERINO La consegna della Bandiera tricolore, donata dal Club di Camerino all Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d Italia si è svolta alla presenza di rotariani, di Ufficiali in congedo, di rappresentanti delle Associazioni d arma, delle Patronesse della Sezione femminile della Croce Rossa locale e di Matelica, presenti ancheil Vescovo di Camerino e San Severino Monsignor Vecerrica, il vice Sindaco Caterina Mura, la Governatrice del 209 distretto dell Inner Wheel Amici e i comandanti dei Carabinieri e della Finanza di Camerino. Il Presidente del Club Micucci si è soffermato sull opera umanitaria della Rotary Fondation. Il Presidente della locale sezione UNUCI, Ten. Mauro Grandoni, dopo aver commemorato il sacrificio del Capitano Massimo Ficuciello, ufficiale di complemento volontario, caduto a Nassiriya, ha esposto i compiti attribuiti all UNUCI in relazione alla nuova legge che istituisce, con l abolizione della Leva obbligatoria, il Servizio Militare Volontario Professionale. E seguita una sintesi storica sulle origini del Tricolore, dalla sua nascita, sancita nel 1797 dal Congresso della Repubblica Cispadana a Reggio Emilia, fino ai giorni nostri. La bandiera, ha sottolineato il socio del Club, moderatore della serata, Gen. Francesco Ferroni, è tutto ciò che amiamo, è la sacra immagine della nostra Patria. Dopo la santa benedizione della Bandiera, la Madrina della serata, signora Loredana Micucci, ha consegnato il Tricolore al Presidente UNUCI che l ha proclamata Socia Onoraria. Il Ten. Grandoni ha doverosamente, reso omaggio a tutti coloro che si sono immolati, nell adempimento del loro dovere, ai sacrifici ed al dolore. Inviando poi un grato pensiero di solidarietà e di affetto a tutti i nostri soldati di pace che in terre straniere onorano il Tricolore anche con il sacrificio della propria vita, ed ha ringraziato il Rotary Club di Camerino. PESARO Onde alte come montagne, vento che soffia gelido a più di settanta nodi, solamente mare e cielo per quasi cinque mesi. Non sono fantasiose esplorazioni di intrepidi uomini di altri tempi, è la vera, ricercata e accettata avventurosa vita di persone che trascorrono con noi il poco tempo che non li vede protagonisti di pericolose ma affascinanti regate intorno al mondo. Della fatica, della paura e delle soddisfazioni che solo la vela sa dare ha parlato, su invito del Presidente Piazza Spessa, lo skipper Guido Misto, ben noto a chi ha fatto del mare, delle regate, delle barche l essenza della propria vita e del proprio destino. Il relatore descrive e ripercorre le tappe delle competizioni che lo hanno portato dai mari di casa nostra a quelli, lontanissimi, dell Australia e della Nuova Zelanda, alle punte estreme del mondo, come Capo Horn. Oggi la navigazione a vela è più sicura, grazie alle perfette metodologie di costruzione, ai nuovi materiali, alle informazioni meteorologiche che consentono di schivare le tempeste più pericolose, alla elettronica, ma una regata di ventiduemila miglia riserva sempre sorprese. Occorrono preparazione, affiatamento con tutto l equipaggio, entusiasmo, fortuna. Domenico De Rosa DAI CLUB CITTA DI CASTELLO Grande entusiasmo ha suscitato Carlo Verdone nella serata organizzata dal Rotary a favore dell Associazione Laafi Bala (rappresentata dal Presidente Giovanni Bigi) per la realizzazione di un dispensario nella missione di Boussè nel Bourkina Faso. Il famoso attore-autore, introdotto dal Presidente Bruno Vella, presentato dal giornalista-scrittore Giovanni Bogani, ha intrattenuto gradevolmente l uditorio con aneddoti sulla sua vita : dall infanzia nella casa prospiciente quella di Alberto Sordi (una predestinazione ovviamente) agl inizi teatrali nelle cantine dell underground dove un emergenza che lo costrinse ad interpretare tutte le parti della pièce gli spalancò le porte dello spettacolo che conta; dalle lezioni di Roberto Rossellini al centro sperimentale di cinematografia al debutto sul grande schermo grazie a Sergio Leone. La prima parte della conversazione si è chiusa con l indicazione dei modelli cui il protagonista di tanti film di successo si è ispirato per i suoi personaggi più cari al pubblico e con una carrellata sulle belle attrici con cui ha lavorato tra le quali manca solo la tifernate Monica Bellucci con la quale non ha escluso una prossima collaborazione. Nella parte conclusiva della serata invece Verdone ha ceduto alle pressanti richieste dell uditorio improvvisando un applauditissima performance imbastita proprio sui suoi tipi più riusciti ormai entrati nel costume contemporaneo. 22 Aprile 2004

23 S. BENEDETTO DEL TRONTO INTERCLUB AGNONE Il futuro dello sviluppo è una globalizzazione eticamente guidata, queste le parole conclusive del Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura affari economici della Santa Sede, intervenuto al Convegno organizzato dal Club di San Benedetto del Tronto. Nel saluto iniziale il Presidente del Club Giampiero Sciarra ha ribadito che il Rotary è la più antica e prestigiosa organizzazione di service del mondo, che mette a disposizione professionisti e uomini d affare che dedicano tempo e talento al servizio della comunità mondiale. Ha anche ricordato che attualmente i il club si è prefisso di creare un presidio sanitario di diabetologia in Albania, con l adozione di bambini affetti di diabete, insieme all I.D.F. e A.M.D. il cui Presidente è il Dott. Giacomo Vespasiani Primario dell Ospedale di S. Benedetto, socio del club. All incontro assente il Ministro On. Rocco Bottiglione sono intervenuti il Vescovo Mons. Gervasio Gestori, anche il Governatore Vincenzo Montalbano Caracci, imprenditori locali, amministratori e politici quali il Sottosegretario Guidi, l On. Scaltritti, il Sen. Ciccanti, il Presidente della Provincia Colonnella, i Sindaci di Ascoli Piero Celani e di S. Benedetto Martinelli con il Vicesindaco o Piunti. Significativi i contributi recati dal docente universitario Gianluca Gregori sul comportamento etico tra imprenditori e lavoratori e dal Presidente della Fondazione Carisap Vincenzo Marini Marini sulla economia del territorio; il Presidente dell U.C.I.D Pietro Guidi Massi,, rotariano, si è soffermato sulla imprenditoria locale. Interessanti le riflessioni conclusive del Rettore dell Università Politecnica delle Marche Marco Pacetti. SPOLETO Il Club di Spoleto ha dato vita ad una riunione conviviale di grande interesse e di viva attualità che ha avuto come protagonista di prestigio il socio Professor Angelo Maria Petroni, Consigliere di Amministrazione della RAI. La relazione molto precisa, completa, documentata ed articolata dopo avere tratteggiato, in generale, le funzioni e l incidenza della televisione sulla società sotto gli aspetti culturale, sociale, economico ed i suoi rapporti con la carta stampata, si è soffermata sulla genesi della televisione italiana, sulla sua evoluzione per giungere a descrivere l attuale situazione, caratterizzata dal duopolio pubblico-privato. Il relatore è, quindi, passato a delineare gli sviluppi programmati del settore pubblico (sostituzione dell attuale sistema analogico con quello digitale), ponendo in evidenza i vantaggi che ne deriveranno per gli utenti. L impostazione della relazione, il lessico utilizzato, le esemplificazioni introdotte e l attenzione posta per non trattare argomenti di possibile strumentalizzazione, hanno reso godibile e perfettamente intelligibile un argomento veramente complesso come è stato dimostrato dai numerosi interventi dei presenti. Theodor Mommsen: l uomo, il giurista, lo storico, il filologo, l epigrafista, questo il titolo di un convegno tenutosi ad Agnone, aperto dal saluto del presidente del Club Armando Sammartino,, alla presenza di tutti i P.D.G. della regione, con le considerazioni iniziali del Dirigente Scolastico prof. Alfonso Di Iorio. Placido Busico primo relatore, ha illustrato, il perché si sia ritenuto doveroso un seminario di studi momseniani nella città di Agnone. Di seguito, il segretario del Club si è immerso nella seconda parte della relazione: T.M.: l uomo e lo studioso nel contesto europeo del XIX sec., entrando letteralmente dentro il personaggio per proporne un immagine vivida, disegnando la poliedrica figura del Mommsen: uomo dalla fortissima personalità e dalla smisurata cultura, avviando la ricostruzione integrale della <<Storia di Roma>>, uno dei suoi tanti lavori imperituri. Brillante la relazione del prof. Remo de Ciocchis su Theodor Mommsen: la vita, l opera e i suoi rapporti con Agnone, evidenziando con documentazione scientifica i vari aspetti del grande studioso, il cui impegno culturale, caratterizzato dalle eccezionali ricerche epigrafiche, numismatiche, filologiche, giuridiche e storiche, ha consentito intramontabili base degli studi sul mondo antico e su Roma. E stata sottolineata la grandezza del Mommsen, per i cui meriti fu insignito anche del Premio Nobel per la Letteratura (1902). La ricerca ha analizzato aspetti inediti sulla venuta in Agnone di Mommsen nel 1846 ed i rapporti con l archeologo locale Francesco Saverio Cremonese, scopritore d iscrizioni antiche e del centro sannitico di Pietrabbondante. Alla loro collaborazione si deve il serio avvio dello studio dell Alto Molise italico e romano. Aprile

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