Dove. La sicurezza degli ambienti

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1 ing. Domenico Mannelli Dove La sicurezza degli ambienti

2 PERICOLO= La potenzialità che una macchina o un impianto o, ancora, un processo possano causare danni. (Es. Scala priva di strisce antiscivolo ) RISCHIO = La probabilità del verificarsi di un evento dannoso e la gravità delle sue conseguenze. (Es. caduta dalla scala) RISCHIO ARCHITETTONICO = Possibilità che si verifichi un evento dannoso in presenza di scale, uscite, pavimenti, arredi etc /45

3 ELENCO DEI RISCHI ARCHITETTONICI Gli elementi tecnici responsabili del verificarsi degli infortuni sono: scale (gradini, corrimano, rivestimenti, pendenza, larghezza, illuminazione, protezioni etc); pavimenti (regolarità, dislivelli, buche, pavimentazioni sdrucciolevoli, presenza di materiali accidentalmente dispersi o impiegati per la pulizia che ne aumentano la scivolosità,insufficiente manutenzione e pulizia, presenza di materiali ed oggetti di varia natura sul pavimento in posizione non corretta o non opportunamente segnalata;) /45

4 ELENCO DEI RISCHI ARCHITETTONICI aree di transito in genere:corridoi, varchi etc (insufficiente mantenimento dell ordine in prossimità delle aree di transito e dei luoghi di lavoro; presenza di macchine che ostruiscono le vie di transito e di esodo; cavi elettrici o canaline irregolarmente disposte, livello di illuminamento inadeguato); porte (materiale, maniglie, senso di apertura, presenza di vetrate trasparenti non visibili; ); finestre ( apertura, posizione etc); /45

5 ELENCO DEI RISCHI ARCHITETTONICI sicurezza degli arredi (arredi non idonei; presenza di oggetti sospesi non protetti o non segnalati; presenza di materiali impilati in modo instabile, presenza di scaffalature instabili, etc); uscite di emergenza; segnaletica in genere. presenza di oggetti sporgenti ; /45

6 rivestimento scale interne; /45

7 pavimentazioni sdrucciolevoli, irregolari o non uniformi; insufficiente manutenzione e pulizia delle pavimentazioni; /45

8 presenza di materiali accidentalmente dispersi o impiegati per la pulizia delle pavimentazioni che ne aumentano la scivolosità; /45

9 insufficiente mantenimento dell ordine in prossimità delle aree di transito e dei luoghi di lavoro; /45

10 presenza di materiali ed oggetti di varia natura sul pavimento in posizione non corretta o non opportunamente segnalata; /45

11 presenza di oggetti sporgenti dal terreno; /45

12 cavi elettrici o canaline irregolarmente disposte sulle vie di transito e/o nelle aree di lavoro; /45

13 insufficiente spazio a disposizione Un luogo di lavoro non deve essere una scatola di sardine. Le persone devono potersi muovere e disporre di aria sufficiente. Le dimensioni devono essere tali da assicurare un ambiente confortevole. ALLEGATO IV REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO altezza netta non inferiore a m 3; cubatura non inferiore a mc 10 per lavoratore; ogni lavoratore occupato in ciascun ambiente deve disporre di una superficie di almeno mq I valori relativi alla cubatura e alla superficie si intendono lordi cioè senza deduzione dei mobili, macchine ed impianti fissi /45

14 Fattori di rischio livello di illuminamento inadeguato, in particolare nelle zone riservate al transito; presenza di vetrate trasparenti non visibili; /45

15 Gravità delle potenziali conseguenze I danni conseguenti al verificarsi di caduta, scivolamento, inciampo o urto riguardano gli arti superiori od inferiori e possono consistere, nei casi di minore gravità in lievi ferite ed escoriazioni, contusioni, strappi, slogature, fratture, nei casi particolarmente gravi il ferimento in maniera grave con lesioni permanenti o la morte dell infortunato, come accade, in occasione di cadute dall alto. Nel caso di urto frontale contro vetrate traslucide si puo avere la rottura del setto nasale o ferite anche gravi al capo.nel caso di urto nei confronti di finestre, porte in vetro non antisfondamento oltre all urto vi puo essere un taglio che puo essere particolarmente pericoloso. Nel caso di carichi statici notevoli, come quelli di archivi e biblioteche, il cedimento strutturale può comportare la morte di un numero elevato di persone /45

16 IL R.L.S. Fa una ricognizione dei pericoli (monitoraggio) Valuta il rischio Suggerisce al R.S.P.P. una priorità degli interventi in base al rischio Riferisce al R.S.P.P. e collabora alla soluzione dei problemi Propone soluzioni alternative dove possibile Riceve le segnalazioni dei pericoli Informa i lavoratori sui pericoli esistenti e sul comportamento per evitarli VIGILANZA COSTANTE /45

17 pedata (30 cm), alzata (16 cm), Le scale interne devono essere dotate di corrimano, posto a un altezza compresa tra 0,90-1 metro Chiudere, con idonee protezioni (zoccolo di contenimento o arresto al piede, alto cm), tutti gli spazi aperti.tali protezioni dovranno essere inattraversabili da una sfera di /45 diametro di 10 cm

18 Vie di esodo /45

19 Verificare periodicamente il lay-out degli ambienti di lavoro con eventuale ridistribuzione di apparecchiature e postazioni di lavoro in modo da ottenere un miglioramento degli spazi di lavoro ed un facile esodo in situazioni di emergenza /45

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26 NUMERO E DIMENSIONE DELLE PORTE DEI LOCALI DI LAVORO N lavoratori Locali con pericoli di esplosione o specifici rischi di incendio Altri locali Fino a 5 Almeno una porta di larghezza minima di 0,80. Almeno una porta di larghezza minima di m 0, Almeno una porta ogni 5 lavoratori di larghezza minima di m 1,20 che si apra nel verso dell'esodo Almeno una porta ogni 5, lavoratori di larghezza minima di m 1,20 che si apra nel verso dell'esodo. Almeno una porta ogni 5 lavoratori di larghezza minima di m 1,20 che si apra nel verso dell'esodo. Almeno una porta di larghezza minima di m 0,80. Almeno una porta di larghezza' minima di m 1,20 che si apra verso l'esodo. Almeno una porta di larghezza minima di m 1,20, e almeno una porta di larghezza minima di m 0,80 che si aprano entrambeverso l'esodo. Oltre 100 Almeno una porta ogni 5 lavoratori di larghezza minima di m 1,20 che si apra nel senso dell'esodo. Una porta di larghezza minima di m 1,20 e una porta di larghezza minima di m 0,80 che si aprano verso l'esodo, oltre ad almeno una porta che si apra verso l'esodo di larghezza minima m 1,20 per ogni 50 lavoratori normalmente occupati (o frazione compresa tra 10 e 50 eccedenti i 100. ALLEGATO IV REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO AMBIENTI DI LAVORO /45

27 Le porte e i portoni apribili nei due versi devono essere trasparenti o essere muniti di pannelli trasparenti. Sulle porte trasparenti deve essere apposto un segno indicativo all'altezza degli occhi /45

28 Le difese verso il vuoto di balconi, percorsi sopraelevati e scale devono avere altezza non inferiore a 1 metro ed essere inattraversabili da una sfera di diametro di 10 cm /45

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32 I grigliati, costituenti piano di calpestio nei luoghi di lavoro e di passaggio, devono essere sufficientemente robusti, stabili e fissati nelle proprie sedi con sistemi affidabili /45

33 Le soglie degli accessi dovrebbero avere un altezza non superiore a 2,5 cm. e presentare una sagoma arrotondata /45

34 Possibilità di cadere a causa delle condizioni superficiali della pavimentazione, o per eventuali irregolarità nella superficie, compresi i piccoli dislivelli improvvisi e altri ostacoli imprevisti ( cambiamenti del grado di scivolosità), specie in caso di scarsa visibilità /45

35 Uscita di sicurezza /45

36 Evitare i gradini isolati e ogni variazione improvvisa di livello.in caso non sia possibile,segnalarne la presenza /45

37 La pulizia delle finestre va fatta con attenzione e massima cautela.oltre a costringere all uso della scala portatile già di per sé fonte di pericolopuo trasformarsi in un attività pericolosissima se non si ha l accortezza di utilizzare attrezzature idonee /45

38 /45

39 Vetri di sicurezza - Prevedere apposite pellicole protettive, anche sugli armadi a vetro (tali pellicole in caso di rottura del vetro trattengono le schegge, impedendo la rottura e la frantumazione della superficie vetrata) /45

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41 I locali devono essere ben asciutti e difesi contro l umidità con un isolamento termico sufficiente /45

42 eliminare le parti d intonaco distaccate /45

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44 Il datore di lavoro provvede affinchè: c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate; /45

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