Laboratorio di ST1 Lezione 2
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- Letizia Adamo
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1 Laboratorio di ST1 Lezione 2 Claudia Abundo Dipartimento di Matematica Università degli Studi Roma Tre
2 Frequenze in R ESEMPIO Fiori preferiti da n=6 ragazze In R: fiori=c("rosa", "orchidea", "violetta", "rosa", "rosa", "orchidea") table(fiori) length(fiori) table(fiori)/length(fiori) il comando length conta quanti sono i fiori table(fiori)/length(fiori) rapporta le frequenze assolute alla numerosità quindi fornisce le frequenze relative!
3 tit=c("licenza media", "Biennio o triennio scuola sup.", "Diploma di istr. secondaria sup.", "Dipl. universitario", "Laurea") num=c(2,0,26, 2, 79) TIT=data.frame(tit, num) prop.table(tit[,2]) TIT cumsum(tit[,2]) un data frame è una struttura per dati di qualsiasi tipo: è possibile inserire in un data frame dati sia caratteri, che numeri, che operatori logici (true/false) TIT crea una struttura di dati prop.table(tit[,2]) fornisce le frequenze relative cumsum(tit[,2]) fornisce le frequenze cumulate
4 read.table Come si usa read.table : read.table("nome_file.formato", header = TRUE/FALSE, sep = " t\ / ;", dec = ".") Una serie di comandi separati da virgole: si inserisce il nome del file tra virgolette header indica se sul data set é presente il nome delle variabili (TRUE se si, FALSE se no) sep indica come i diversi dati sono separati tra loro (es. \t se c è uno spazio) dec indica come sono definiti gli eventuali numeri decimali
5 Partite del campionato di calcio italiano distinte in: { In parità, Vince la squadra che gioca in casa, Vince la squadra che gioca fuori casa } Creiamo una cartella di nome 5 Marzo sul desktop cambiamo la directory di lavoro: setwd("c:/documents and Settings/claudia/Desktop/5 MARZO") oppure da file cambia directory... esiti=read.table("esiti.txt", sep=" ") frequenze relative prop.table(esiti[,2]) le frequenze cumulate non hanno senso perchè la variabile non è ordinata!
6 Sul file dataset 1 abbiamo a disposizione sesso ed età relativamente ad un collettivo di n=40 persone coll=read.table("dataset_1.txt", sep="\t", header= T) Possiamo determinare le frequenze di ogni variabile attraverso il comando table(coll$nome.variabile) ESEMPIO table(coll$sesso) table(coll$eta)
7 Suddividere in classi coll$eta2=cut(coll$eta, breaks=c(60, 70, 80, 90)) si definiscono dei breaks a 60, 70, 80, 90 anni table(coll$eta2) fornisce la nuova tabella
8 Diagramma circolare x=c(elenco di percentuali separate da una virgola: numeri che sommano a 100 o a 1) pie(x) Esempio: x=c(10, 10, 20, 40, 20) oppure x=c(0.1, 0.1, 0.2, 0.4, 0.2) pie(x)
9 Salvare i grafici Quando si elabora un grafico, questo appare in una nuova finestra. Cliccando in alto a sinistra su File appare Salva con nome, puntandoci sopra il mouse appaiono tanti modi diversi di salvare il grafico: postscript, pdf, bmp, jpeg... Attenzione! Se facciamo un altro grafico si sovrapporrà al primo: se vogliamo tenerceli è importante salvarli subito. Per inserire il grafico in un documento, ad esempio Word, basta cliccare sul grafico col tasto destro e poi sinistro su copia come bitmap oppure copia come metafile e poi incolla sul documento aperto. a=c(0.1, 0.3, 0.25, 0.15, 0.2) pie(a) b=c(0.2, 0.2, 0.2, 0.3, 0.1) pie(b)
10 Affiancare più grafici in una stessa finestra due grafici su una stessa riga par(mfrow=c(1, 2)) pie(a) pie(b) due grafici su una stessa colonna par(mfrow=c(2, 1)) pie(a) pie(b)
11 Spike Plot Grafico per distribuzioni discrete (numero finito di modalità) Dal data set cereal.txt plottiamo le frequenze della quarta variabile (calorie) cereal=read.table("cereal.txt", sep=" ", dec=".") table(cereal[,4]) plot((table(cereal[,4])),xlab="calorie",ylab="frequenze",col="red", lwd=5)
12 Istogrammi Quando la variabile é (virtualmente) continua; o discreta ma con un elevato numero di modalità (le misurazioni sono sempre discrete!), tabelle o grafici che riportino tutti i valori distinti e le relative densità possono essere poco sintetiche o informative Negli istogrammi l asse orizzontale é un segmento dell asse reale suddiviso in intervalli (classi) l area dei rettangoli (barre) rappresenta la frequenza relativa L area totale dell istogramma é uguale 1
13 Esempio: Il file libri.csv contiene l ammontarare in dollari speso da 40 studenti per l acquisto di libri all inizio dell anno accademico (Johnson, R., and Bhattachar yya, G. K., p. 32). >libri=read.table("libri.csv",header=t,sep=";",dec=",") > # a fini illustrativi visualizziamo di dati > # disposti in matrici solo per motivi di spazio > matrix(sort(libri$ordini),nrow=5) [,1] [,2] [,3] [,4] [,5] [,6] [,7] [,8] [1,] [2,] [3,] [4,] [5,] Il comando sort(x) produce un ordinamento crescente del vettore (fattore), sort(x,decreasing=t) produce un ordinamento decrescente
14 Il comando hist() suddivide la distribuzione in classi, determinandone numero ed estremi calcola le frequenze dei casi che ricadono in ciascuna classe procede alla generazione del grafico corrispondente
15 Calcolo frequenze relative e altezze > #tabella frequenze assolute > ordini2=cut(libri$ordini,breaks=seq(0,700,100)) > table(ordini2) ordini2 (0,100] (100,200] (200,300] (300,400] (400,500] (500,600] (600,700] > #tabella frequenze relative > table(ordini2)/sum(table(ordini2)) ordini2 (0,100] (100,200] (200,300] (300,400] (400,500] (500,600] (600,700] > #tabella altezze rettangoli > table(ordini2)/sum(table(ordini2))/diff(seq(0,700,100)) ordini2 (0,100] (100,200] (200,300] (300,400] (400,500] (500,600] (600,700]
16 La tabelle viste nella slide precedente sono state ottenute usando comandi già noti, R fornisce con un solo comando tutte le informazioni necessarie > ist.val=hist(libri$ordini, plot=f) > str(ist.val) #str() mostra il contenuto di un oggetto List of 7 $ breaks : num [1:8] $ counts : int [1:7] $ intensities: num [1:7] $ density : num [1:7] $ mids : num [1:7] $ xname : chr "libri$ordini" $ equidist : logi TRUE - attr(*, "class")= chr "histogram" > #Esempio su come usare queste informazioni: > sum(ist.val$counts) [1] 40 # ed otteniamo la numerosità campionaria L opzione plot=f impedisce la creazione del grafico, che si può ottenere successivamente con plot(ist.val) Provate anche ist.val
17 Classi di ampiezza diversa > min(libri$ordini) [1] 16 > max(libri$ordini) [1] > hist(libri$ordini,breaks=c(min(libri$ordini),250,500, +max(libri$ordini))) Di default sulle ordinate sono visualizzate le altezze dei rettangoli!
18 Alcune opzioni utili hist(libri$ordini,breaks=3) Si indica il numero delle classi (la funzione genera gli estremi) hist(libri$ordini,freq=f) Anche per classi di uguale ampiezza abbiamo sulle ordinate le altezze dei rettangoli, le aree sommano ad uno. Di default freq=t e sulle ordinate si hanno le frequenze assolute (sempre che i breaks siano equidistanti) Per altre opzioni?hist é particolarmente ben fatto
19 La Media aritmetica (semplice) Peso é un vettore contenente le rilevazioni del peso di 26 persone > tests=read.table("tests.txt",header=t,sep=";") > peso=tests$peso > Mpeso=sum(peso)/length(peso) > Mpeso [1] > mean(peso) [1]
20 Proprietà della media > # Gli scarti sommano a zero > # > sum(peso-mpeso) [1] e-14 > # > #La media é compresa tra min e max > c(min(peso),max(peso)) [1] > # > #Invarianza rispetto a trasformazioni lineari affini > mean(5+2*peso) [1] > 5+2*mean(peso) [1]
21 Boxplot Il dataset internet.csv registra il numero di interruzioni nel funzionamento della rete internet di una Università, rilevato in un mese (Johnson, R., and Bhattachar yya, G. K., p. 28) > crash=read.table("internet.csv",header=t,sep=";") > par(mfrow=c(1,2)) > hist(crash$rotture,breaks=0:7,labels=t,right=f,freq=f) > boxplot(crash$rotture,horizontal=t) > # > # Come PROMEMORIA riporto la tabella per modalità > table(crash$rotture) Il comando boxplot é molto semplice, horizontal=t ruota il la scatola Le righe di comando sopra ci consentono di metterlo a confronto con l istogramma, per evidenziare come i due grafici illustrano l andamento di uno stesso fenomeno asimmetrico. labels=t scrive le frequenze sopra le barre.
22 Come si legge il Boxplot? 1. La linea centrale evidenzia la mediana 2. Sopra e sotto la mediana ci sono il primo e il terzo quartile 3. la larghezza della scatola é detta intervallo o scarto interquartile, SIQ = Q 3 Q 1. Nel SIQ si posizionano almeno il 50% dei valori 4. Le linee al termine dei baffi sono poste a Q 1 1.5SIQ (a sinistra) e Q SIQ (a destra) 5. Le osservazione esterne alle linee che terminano il baffo sono indicate da pallini (potenziaili outliers) 6. Se non ci valori fuori dai baffi, il baffo termina nel valore intero precedente (successivo) alla osservazione più piccola (più grande), come nel nostro caso (baffo a sinistra) Il box plot evidenzia come l istogramma l asimmetria della distribuzione. Tuttavia Q 1 e Q 2 sono equidistanti rispetto alla mediana, poiché circa l 80% della distribuzione é compresa nell intervallo [0,2]
23 Un altro esempio > cereals=read.table("cereals.txt",header=t,sep=";") > summary(cereals$calorie) Min. 1st Qu. Median Mean 3rd Qu. Max > summary(cereals$proteine) Min. 1st Qu. Median Mean 3rd Qu. Max > summary(cereals$potassio) Min. 1st Qu. Median Mean 3rd Qu. Max > par(mfrow=c(3,2)) > hist(cereals$calorie) > boxplot(cereals$calorie,main="calorie") > hist(cereals$proteine) > boxplot(cereals$proteine,main="proteine") > hist(cereals$potassio) > boxplot(cereals$potassio,main="potassio") Provate il comando summary(cereals)
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