NOMENCLATURA COMBINATA
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- Modesto Bertini
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1 NOMENCLATURA COMBINATA Con il termine nomenclatura combinata si intende il codice doganale attraverso il quale sono classificati i prodotti. Negli scambi intracee è sempre un codice di 8 numeri Negli scambi con l extracee può essere di 10 o 12 numeri
2 VOCE DOGANALE Per individuare l esatta voce doganale si può consultare: - La Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (verso ottobre vengono pubblicati i codici validi per l anno successivo) - Il sito internet - Un doganalista di fiducia - Il software intraweb distribuito gratuitamente dalla Dogana per la compilazione dei modelli instrastat - La Dogana
3 INFORMAZIONE TARIFFARIA VINCOLANTE La I.T.V. è un parere, relativo alla classificazione delle merci, rilasciato ad personam ad ogni operatore che ne faccia richiesta per i propri prodotti. Ha validità di 6 anni a partire dalla data del suo rilascio. La domanda di I.T.V. deve essere preventiva alla presentazione della merce in dogana. E stata introdotta in Germania sin dal 1902, ma solamente con il Regolamento 1715/90 è stata adottata anche in ambito Comunitario.
4 INFORMAZIONE TARIFFARIA VINCOLANTE Chiunque può chiedere una I.T.V. (anche un operatore non comunitario). Il titolare di una I.T.V., in caso sopravvenuta incompatibiltà con nuove note esplicative della nomenclatura combinata o in caso di revoca della stessa, può esigere che la I.T.V. resti efficace per 6 mesi qualora egli abbia già stipulato contratti giuridicamente validi. Il richiedente può opporre ricorso contro una I.T.V. da lui stesso provocata qualora la decisione non sia conforme alle aspettative.
5 ORIGINE DELLE MERCI Esistono due concetti di origine: Origine non preferenziale: mira a tutelare il consumatore sull effettivo luogo di produzione delle merci ( Made in ). Origine preferenziale: consente di ridurre o eliminare i dazi nello scambio di merci tra i Paesi che hanno firmato i relativi accordi Il concetto di origine preferenziale risulta più restrittivo rispetto a quello non preferenziale. Un prodotto Made in Italy non necessariamente è di origine preferenziale. Una merce di origine preferenziale Italia è facilmente Made in Italy
6 ORIGINE NON PREFERENZIALE DELLE MERCI La definizione di origine non preferenziale delle merci viene stabilita dall art.24 del Codice Doganale Comunitario (Reg. Cee 2913/92): Una merce alla cui produzione hanno contribuito due o più Paesi è originaria del Paese in cui è avvenuta l ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, economicamente giustificata ed effettuata in un impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo od abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione
7 ORIGINE NON PREFERENZIALE PER ATTRIBUIRE L'ORIGINE NON PREFERENZIALE AD UN PRODOTTO DEVE ESSERE APPORTATA UNA LAVORAZIONE SOSTANZIALE ALLEGATI 10 E 11 DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE DOGANALE COMUNITARIO
8 PRODOTTI TESSILI In base a quanto stabilito dall art.37 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Doganale Comunitario (Reg. 2454/93), si considerano trasformazioni complete le lavorazioni o trasformazioni che hanno l effetto di classificare i prodotti ottenuti in una voce della nomenclatura combinata diversa da quella relativa a ciascuno dei prodotti non originari ottenuti. ALLEGATO 10 Tuttavia nell allegato 10 del Reg. Cee 2454 per le voci doganali espressamente richiamate deve farsi riferimento alla specifica regola prevista alla colonna 3 indipendentemente dalla circostanza che si verifichi il cambio di voce doganale o meno
9 LAVORAZIONI INSUFFICIENTI (per i tessili) L art.38 del Reg. Cee 2454 elenca le lavorazioni che per loro natura debbono considerarsi sempre insufficienti a conferire l origine: 1) Le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione dei prodotti 2) Le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, classificazione, assortimento, lavatura, riduzione in pezzi 3) I cambiamenti di imballaggio, le divisioni o riunione di partite (semplice insaccatura, collocamento in astucci, scatole o su tavolette)
10 LAVORAZIONI INSUFFICIENTI (per i tessili) 4) L apposizione sui prodotti e sul loro imballaggio di marchi, etichette o altri segni distintivi di condizionamento 5) La semplice riunione di parti di prodotti per costituire un prodotto finito 6) Il cumulo di due o più delle operazioni sopra elencate
11 PRODOTTI NON TESSILI Per determinare l acquisizione del carattere originario di tutti i prodotti NON TESSILI si deve fare riferimento ALLEGATO 11 del Reg. Cee 2454/93
12 ATTESTAZIONE DI ORIGINE L origine non preferenziale delle merci viene attestata con il certificato di origine rilasciato dalla Camera di Commercio competente per territorio
13 MADE IN CONVENZIONE DI MADRID: E vietato indicare sulle merci, o sulle confezioni, origini dei prodotti che possano trarre in inganno il consumatore sull effettivo luogo di produzione dei beni Non è fatto obbligo di indicare l esatta origine dei prodotti
14 MADE IN In base alla Convenzione di Madrid è possibile importare le merci: - Indicando l esatto Made in - Senza indicare l esatto Made in a condizione di non indicarne uno falso
15 MADE IN Se non si indica l esatto Made in è possibile apporre il solo logo legalmente depositato dell azienda importatrice a condizione che non tragga in inganno il consumatore con nomi e/o luoghi che richiamino il territorio italiano: (Italian Food, Prosciutto Parma, ecc..) E consentita pertanto l importazione con il solo logo depositato: FIAT Barilla Ecc.. In questo caso l azienda importatrice si rende responsabile, verso il consumatore, dello standard qualitativo della merce importata
16 MADE IN Risulta peraltro possibile importare le merci apponendo le seguenti diciture: Importato da. (seguito dalla denominazione sociale dell importatore che in questo caso può contenere espliciti riferimenti al territorio italiano) Distribuito da (seguito dalla denominazione sociale dell importatore che in questo caso può contenere espliciti riferimenti al territorio italiano) (Quest ultima soluzione non viene sempre accettata dall Agenzia delledogane)
17 FINANZIARIA 2004 Art.4 punto 49 l'importazione e l'esportazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza costituisce reato ed è punito ai sensi dell'articolo 517 del codice penale. Costituisce falsa indicazione la stampigliatura del Made in Italy su prodotti non originari dell'italia ai sensi della normativa europea sull'origine
18 SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE La sentenza n.3352, terza sezione penale, della Corte di Cassazione depositata il ha inteso attribuire al concetto di provenienza indicato nella finanziaria 2004, la provenienza della merce da un produttore e non da un Paese determinato Pertanto l'eventuale indicazione sulle merci della società italiana, della città e della nazione (Italia), senza nessuna indicazione della provenienza estera, non può rientrare nel reato di cui all'art.517 del Codice Penale
19 DECRETO 35/2005 Il Decreto ha tuttavia adeguato le disposizioni della finanziaria 2004 aggiungendo:... false o fallaci indicazioni di provenienza O DI ORIGINE costituisce reato ed è punito ai sensi dell'art.517 del codice penale La Corte di Cassazione individua dunque il luogo di fabbricazione delle merci nel solo concetto di origine e non in quello di provenienza
20 FINANZIARIA 2004 Art. 4 punto 49 Costituisce anche fallace indicazione di origine l'indicazione l'utilizzo di segni, figure, o quant'altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana. Le fattispecie si considerano commesse sin dalla presentazione dei prodotti o delle merci in Dogana per l'immissione in consumo o in libera pratica e sino alla vendita al dettaglio.
21 FINANZIARIA 2004 Art.4 punto 49 La fallace indicazione dell'origine può essere sanata sul piano amministrativo con l'asportazione a cura ed a spese del contravventore dei segni e delle figure che inducano a ritenere che il prodotto sia di origine italiana. Può inoltre essere sanata l'indicazione di origine attraverso l'esatta indicazione del Made In o l'asportazione della stampigliatura Made in Italy
22 CIRCOLARE 20/D Il legislatore ha pertanto evidenziato le seguenti ipotesi di reato: a) FALSA INDICAZIONE: consistente nella stampigliatura Made in Italy su prodotti e merci che non abbiano un'origine italiana dove per origine deve farsi riferimento alle disposizioni doganali in tema di origine non preferenziale b) FALLACE INDICAZIONE: 1) Consistente nell'apposizione, su prodotti privi di indicazioni di origine, di segni, figure o quant'altro, possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana 2) Consistente nell'apposizione sui prodotti, sui quali è indicata un'origine o provenienza estera, di segni, figura o quant'altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana
23 CIRCOLARE 20/D SI VERIFICA LA FALLACE INDICAZIONE: IMPORTAZIONE di prodotti nei quali sia indicata l'esatta origine estera ma si inseriscano segni o figure o quant'altro abbia caratteristiche tali da oscurare fisicamente o simbolicamente l'etichetta di origine rendendola di fatto poco visibile o praticamente non riscontrabile ad un semplice esame sommario del prodotto ESPORTAZIONE: nel caso in cui sui prodotti non sia indicata l'esatta origine e siano tuttavia presenti indicazioni che possano indurre chi prende visione delle merci ad attribuire un'origine sbagliata (in particolare quella italiana)
24 LEGGE 126 DEL (NORME SULL'INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE) Legge 126 del (tutela del consumatore): i prodotti commercializzati sul territorio nazionale devono recare indicazioni chiaramente visibili e leggibili relative a: nome o ragione sociale o marchio e sede di un produttore o di un importatore stabilito nella UE
25 CIRCOLARE (PROT. 2704) Qualora il prodotto importato sia di origine (non preferenziale) di un Paese terzo, l'eventuale indicazione della denominazione e della sede dell'azienda, previste dalla legge 126/91 potrebbe ingenerare dubbi circa la sussistenza di reato di cui al comma 49 della legge finanziari 2004 L'Agenzia delle Dogane, d'intesa con il Ministero delle Attività Produttive, ritiene che l'apposizione della chiara indicazione: IMPORTATO DA: Nome e sede dell'impresa, nell'etichetta consenta il rispetto congiunto della legge 126/91 e della finanziaria 2004
26 CODICE DEL CONSUMO (Gazzetta Ufficiale n.235 del ) I prodotti o le confezioni dei prodotti destinati al consumatore commercializzati sul territorio nazionale devono riportare: 1) Denominazione legale o merceologica del prodotto 2) Nome o ragione sociale o marchio e alla sede legale del produttore o di un importatore stabilito nella UE 3) Paese di origine se situato fuori dalla UE 4) Eventuale presenza di sostanze o materiali che possono arrecare danno all'uomo alle cose o all'ambiente 5) I materiali impiegati ed ai metodi di lavorazione ove questi siano determinati per la qualità o le caratteristiche merceologiche del prodotto 6) Le istruzioni, alle eventuali precauzioni ed alla destinazione d'uso, ove utili ai fini della fruizione o sicurezza del prodotto
27 MODALITA' DI APPLICAZIONE Le indicazioni devono figurare sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti nel momento in cui sono posti in vendita al consumatore Ne consegue che l'eventuale mancata indicazione di una o più delle informazioni richieste dal codice del consumatore non può essere contestata all'atto dello sdoganamento
28 ORIGINE PREFERENZIALE L origine preferenziale delle merci deve essere valutata con riferimento alle regole fissate dagli accordi siglati dall Unione Europea con i singoli Paesi o gruppi di Paesi extracomunitari
29 ORIGINE PREFERENZIALE PER ATRRIBUIRE L'ORIGINE PREFERENZIALE AD UN PRODOTTO E' NECESSARIO CHE QUESTO SUBISCA UNA LAVORAZIONE SUFFICIENTE
30 PARTI DI RICAMBIO ACCESSORI ED UTENSILI SE VENDUTI QUALE DOTAZIONE DEL BENE PRINCIPALE: SEGUONO LE REGOLE DELL'OGGETTO PRINCIPALE SE VENDUTI SEPARATAMENTE: SEGUONO LE REGOLE FISSATE PER LA SPECIFICA VOCE DOGANALE DELLA PARTE DI RICAMBIO
31 IMPORTAZIONE DEFINITIVA LA SEMPLICE IMPORTAZIONE DI BENI EXTRACOMUNITARI CON PAGAMENTO DEL DAZIO E VERSAMENTO DELLA RELATIVA IVA NON CONFERISCE MAI L'ORIGINE ALLE MERCI I BENI SDOGANATI VENGONO DEFINITI NAZIONALIZZATI AI FINI DELLA CIRCOLAZIONE MA NON AI FINI DELL'ORIGINE
32 ASSORTIMENTI SI CONSIDERANO ORIGINARI A CONDIZIONE CHE TUTTI I PRODOTTI CHE LI COMPONGONO SIANO ORIGINARI UN ASSORTIMENTO COMPOSTO DA PRODOTTI ORIGINARI E NON ORIGINARI SI CONSIDERA ORIGINARIO A CONDIZIONE CHE IL VALORE DEI PRODOTTI NON ORIGINARI NON SUPERI IL 15% DEL PREZZO FRANCO FABBRICA DELL'INTERO ASSORTIMENTO
33 ELEMENTI NEUTRI NELLA DETERMINAZIONE DELL'ORIGINE DI UNA MERCE NON OCCORRE DETERMINARE L'ORIGINE DEI SEGUENTI ELEMENTI UTILIZZATI PER OTTENERE IL PRODOTTO FINITO: ENERGIA E COMBUSTIBILE IMPIANTI ED ATTREZZATURE MACCHINE ED UTENSILI MERCI CHE NON ENTRANO NELLA COMPOSIZIONE FINALE DELLO STESSO
34 I CUMULI PREVISTI DAGLI ACCORDI BILATERALE: TUTTI GLI ACCORDI E SPG DIAGONALE: NORVEGIA - ISLANDA - LIECHTENSTEIN BULGARIA ROMANIA - SVIZZERA - TURCHIA REGIONALE: SPG (GRUPPO ANDINO, MERCATO COMUNE AMERICA CENTRALE ASSOCIAZIONE NAZIONI ASIATICHE DEL SUD EST MULTILATERALE TOTALE: MAGHREB ACP PTOM - SEE
35 ZONA EURO-MEDITERRANEA (CUMULO DELL'ORIGINE) Il Consiglio della Ue ha approvato la nuova zona euro-mediterranea del cumulo dell'origine. Il nuovo regolamento permetterà di creare una zona di libero scambio tra la UE ed 16 partners: Algeria, Bulgaria, Cisgiordania e la Banda di Gaza, Egitto, Isole Faeroe, Islanda, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Norvegia, Romania, Svizzera, Siria, Tunisia e Turchia
36 TRASPORTO DIRETTO AL FINE DI BENEFICIARE DELLE RIDUZIONI/ESENZIONI DAZIARIE LA MERCE DEVE SPOSTARSI DIRETTAMENTE DAL PAESE DI ORIGINE AL PAESE DI DESTINAZIONE SE CIO' NON SI VERIFICA E' NECESSARIO UN CERTIFICATO DI NON MANIPOLAZIONE
37 LAVORAZIONI INSUFFICIENTI (ORIGINE PREFERENZIALE) 1) Le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione dei prodotti 2) Le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, classificazione, assortimento, lavatura, riduzione in pezzi 3) I cambiamenti di imballaggio, la scomposizione o composizione di confezioni (semplici operazioni di inserimento in bottiglie, boccette, borse, casse o scatole o di fissaggio a supporti di cartone, su tavolette, ed ogni altra semplice operazione di condizionamento 4) L apposizione sui prodotti e sul loro imballaggio di marchi, etichette o altri segni distintivi di condizionamento
38 LAVORAZIONI INSUFFICIENTI (ORIGINE PREFERENZIALE) 5) La semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni fissate per poter essere considerate originarie del Paese beneficiario o della Comunità 6) Il semplice assemblaggio di parti allo scopo di formare un prodotto completo 7) il cumulo di una o più delle operazioni sopra elencate 8) La macellazione di animali
39 EUR 1 - FORM A - ATR I documenti che attestano l origine preferenziale delle merci risultano essere: Eur 1: valido nell intescambio con quasi tutti i Paesi firmatari di accordi Dichiarazione di origine preferenziale in fattura Form A: valido solo in import dai Paesi in via di sviluppo ATR: valido solo nell interscambio con la Turchia per i prodotti industriali (per i prodotti agricoli e siderurgici si usa Eur 1)
40 EMISSIONE CERTIFICATI I CERTIFICATI DI ORIGINE PREFERENZIALE DEVONO ESSERE EMESSI CONTESTUALMENTE ALL'EFFETTUAZIONE DELL'ESPORTAZIONE POSSONO ESSERE EMESSI ANCHE A POSTERIORI IN SEGUITO A FURTO, PERDITA O DISTRUZIONE E' POSSIBILE EMETTERE DUPLICATI
41 RICHIESTA CERTIFICATO EUR1 IL CERTIFICATO EUR1 VIENE RILASCIATO DALLE AUTORITA' DOGANALE DEL PAESE ESPORTATORE SU RICHIESTA SCRITTA DELL'ESPORTATORE O, DIETRO RESPONSABILITA' DI QUEST'ULTIMO, DAL SUO RAPPRESENTANTE AUTORIZZATO LE AUTORITA' CHE RILASCIANO IL CERTIFICATO DEVONO VERIFICARE IN PARTICOLARE LA DESCRIZIONE MERCEOLOGICA DEL CERTIFICATO EUR1 PER IMPEDIRE OGNI AGGIUNTA FRAUDOLENTA
42 CONSERVAZIONE CERTIFICATI L'ESPORTATORE DEVE ESSERE IN GRADO DI DIMOSTRARE L'ORIGINE PREFERENZIALE DELLE MERCI ESPORTATE I CERTIFICATI DI ORIGINE PREFERENZIALE DEVONO ESSERE CONSERVATI AI FINI DI EVENTUALI CONTROLLI PER ALMENO TRE ANNI
43 CONTROLLI DOGANALI IL CONTROLLO PUO' ESSERE DISPOSTO: ALL'ATTO DELL'EFFETTUAZIONE DELL'OPERAZIONE DOGANALE A POSTERIORI PER SONDAGGIO PER FONDATI MOTIVI
44 DICHIARAZIONE DI ORIGINE PRERENZIALE IN FATTURA La soglia per apporre liberamente la dichiarazione varia da accordo ad accordo. Nella maggior parte dei casi il limite è fissato a Euro anche se talvolta possono essere previsti limiti inferiori (ad esempio Tunisia e Marocco Euro 5110). Tuttavia, superati i limiti fissati dai singoli accordi, l esportatore che intenda dichiarare l origine preferenziale delle merci in fattura, senza emettere l Eur1, deve essere espressamente autorizzato dall autorità doganale: acquisendo così la qualifica di esportatore autorizzato
45 ESPORTATORE AUTORIZZATO La richiesta di autorizzazione deve essere inoltrata alla Direzione Regionale dell Agenzia doganale competente per zona. Resta peraltro inteso che la ditta richiedente dove comunque concedere l accesso in tutte le proprie filiali ed unità di produzione alle autorità doganali al fine di consentire i necessari controlli L operatore risulta peraltro tenuto a richiedere una specifica autorizzazione per ciascun Paese di destinazione delle proprie merci in quanto non risulta possibile il rilascio di una generica autorizzazione valida per tutti i Paesi i cui accordi prevedano, nel protocollo di origine, la figura dell esportatore autorizzato
46 LA DICHIARAZIONE VERSIONI IN ITALIANO DELLA DICHIARAZIONE DI ORIGINE PREFERENZIALE L esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale n ) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale. (in luogo dei puntini sospensivi andrà indicato il Paese di origine). Segue la firma dell esportatore (dove necessario) VERSIONE IN INGLESE DELLA DICHIARAZIONE DI ORIGINE PREFERENZIALE The exporter of the products covered by this document declares (customs authorization number..) that, except where otherwise clearly indicated, theese products are of. preferential origin. Segue la firma dell esportatore (dove necessario).
47 PAESI CHE ACCETTANO LA DICHIARAZIONE Romania, Bulgaria, Islanda, Norvegia, Svizzera, Liechtenstein, Turchia, Israele, Territorio occupati, Macedonia, Isole Faeroer, Sud Africa, Messico, Andorra, Cisgiordania, Striscia di Gaza, Croazia, Giordania, Libano, Cile. Con Tunisia e Marocco. Per le esportazioni verso i citati Paesi non è prevista l autorizzazione per dichiarare l origine in fattura ma, per le aziende beneficiarie delle procedure domiciliate di accertamento doganale, è possibile ottenere un autorizzazione per ottenere i certificati Eur1 previdimati ACP PTOM: per importazioni nella Cee
48 Circolare 54/D del Con la sopra citata circolare l'agenzia delle Dogane ha esteso ai seguenti Paesi: Israele, Territori occupati, Macedonia, Isole Faeroer, Sud Africa, Messico, Tunisia e Marocco la possibilità di dichiarare l'origine preferenziale per le merci commercializzate (a condizione che rispettino i criteri di origine preferenziale) In precedenza verso tali Paesi solamente i PRODUTTORI delle merci potevano dichiararne l'origine preferenziale
49 DICHIARAZIONE DEL FORNITORE Il fornitore dovrà limitarsi a sottoscrivere una dichiarazione da inserirsi in fattura: Il sottoscritto dichiara che le merci descritte in questo documento... sono originarie... e rispondono alle norme in materia di origine che disciplinano gli scambi con... Si impegna a presentare alle competenti autorità doganali tutta la necessaria documentazione giustificativa Luogo e data, nome della ditta e firma. La firma del fornitore deve essere apposta in forma autografa originale. E' tuttavia consentita l'apposizione della firma non autografa nell'ipotesi in cui il fornitore si avvalga di sistemi di elaborazione elettronica delle dichiarazioni a condizione che venga rilasciato al cliente un impegno scritto in cui il fornitore si assume la piena responsabilità per ogni dichiarazione rilasciata.
50 DICHIARAZIONE LUNGO TERMINE FORNITORE Il sottoscritto dichiara che le merci qui di seguito descritte: che sono regolarmente fornite a... sono originarie... e rispondono alle norme in materia di origine che regolano gli scambi preferenziali con... La presente dichiarazione vale per tutti gli invii di detti prodotti dal... al... Si impegna ad informare immediatamente della perdita di validità della presente dichiarazione. Si impegna a presentare alle competenti autorità doganali tutta la necessaria documentazione giustificativa. Luogo e data, nome della società e firma.
51 DICHIARAZIONE LUNGO TERMINE FORNITORE La firma del fornitore deve essere apposta in forma autografa originale. E' tuttavia consentita l'apposizione della firma non autografa nell'ipotesi in cui il fornitore si avvalga di sistemi di elaborazione elettronica delle dichiarazioni a condizione che venga rilasciato al cliente un impegno scritto in cui il fornitore si assume la piena responsabilità per ogni dichiarazione rilasciata
52 INFORMAZIONE VINCOLANTE ORIGINE A decorrere dal 1 gennaio 1997, gli operatori che pongono in essere transazioni con i Paesi non appartenenti alla Comunità, possono richiedere alla dogana l informazione vincolante relativa all origine delle merci da loro importate o esportate. L informazione rilasciata dalla dogana, certifica dunque, per un periodo di 3 anni, di fronte a qualsiasi dogana comunitaria e per qualsiasi operazione inerente ai prodotti oggetto della informazione, l origine della merce.
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