Il sistema dei trasporti in Sicilia
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- Bernarda Valente
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1 ALLEGATO 1 Il sistema dei trasporti in Sicilia Il sistema dei trasporti contribuisce considerevolmente all inquinamento dei sistemi terra-acqua-aria. Situata ai confini meridionali dell Unione Europea, la Sicilia risente condizione di perifericità geografica aggravata da una dotazione di infrastrutture di trasporto inferiore alla media italiana ed europea. Lo spopolamento dei centri minori e lo sviluppo caotico delle aree metropolitane rendono centrale il peggioramento della mobilità urbana. Le infrastrutture di trasporto coinvolgono tutti i settori, oltre che la collettività stessa; in particolare la loro efficienza è necessaria per garantire l accessibilità e la mobilità nel territorio, oltre alla puntualità e alla sicurezza nel trasferimento. Esiste un legame tra lo sviluppo economico di un area e la presenza di una buona rete infrastrutturale. Si può sostenere che le dotazioni infrastrutturali ed il sistema dei trasporti in particolare, sono tra i principali fattori utili allo sviluppo di un area territoriale (tramite un forte legame tra crescita del PIL provinciale e la dotazione di infrastrutture), anche se essi, da soli, non possono essere considerati sufficienti a garantire lo sviluppo economico. Peraltro, anche il calcolo stesso delle dotazioni infrastrutturali non è semplice; esistono vari studi che utilizzano indicatori di infrastrutturazione calcolati rispetto alla popolazione, al territorio o ad altre variabili. I risultati non sono generalmente univoci, variando a seconda degli indicatori prescelti. In base ai dati dell Istituto Tagliacarne (2001), il Mezzogiorno italiano e la Sicilia sono caratterizzati da un livello di infrastrutture inferiore alla media italiana. Mediamente il Meridione ha una presenza di infrastrutture sul territorio pari al 78,1 per cento del livello medio nazionale; la Sicilia si colloca su un livello migliore, ma sempre inferiore a quello medio nazionale, con un valore pari all 86,2 per cento (tab. A). Province Strade e autostrade Ferrovie Porti Aeroporti Totale a % % % % % Agrigento 73,2 65,5 116,9 41,6 59,8 Caltanissetta 77,2 77,1 151,8 21,8 63,9 Catania 67,4 61,6 227,5 110,6 108,7 Enna 103,0 66,5 81,1 27,3 51,7 Messina 142,0 107,0 196,9 85,8 106,2 Palermo 82,7 56,8 86,9 135,4 89,1 Ragusa 64,6 28,7 98,0 12,6 58,6 Siracusa 65,1 73,5 368,3 17,3 93,4 Trapani 104,5 32,9 286,4 137,3 95,7 Sicilia 87,4 64,7 174,9 81,7 86,2 Mezzogiorno 91,8 84,7 109,2 60,5 78,1 a Il totale comprende anche indicatori relativi ad altre tipologie di infrastrutture, quali metanodotti, impianti elettrici, acqua, telecomunicazioni e servizi alle imprese. Fonte: Istituto Tagliacarne (2001). Tabella A - Indicatori di dotazione infrastrutturale (numeri indice: Italia = 100) In particolare l isola supera il valore medio nazionale soltanto con riferimento alle dotazioni portuali (174,9 per cento), risentendo positivamente della sua insularità. Al netto delle strutture portuali in rapporto al bacino d utenza, il valore scende al 76,3 per cento. I dati sono la risultante di indicatori di tipo meramente quantitativo (come la lunghezza delle reti stradali e ferroviarie) e di tipo qualitativo (benché sempre dipendenti da informazioni quantitative); questi ultimi sono utilizzati per valutare il grado di efficienza delle infrastrutture e la rispondenza alle esigenze degli operatori economici (ad esempio la quota delle linee ferroviarie elettrificate e a doppio binario, il volume del traffico, la numerosità delle corsie). La rete stradale esistente è caratterizzata da livelli di efficienza disomogenei, sia per l inadeguatezza della dotazione infrastrutturale sia per la mancanza di nodi efficacemente collegati in rete in un ottica intermodale. Stesse considerazioni possono farsi per la rete ferroviaria, le cui carenze si rilevano sia nelle linee commerciali (le due dorsali tirrenica e ionica) sia, e maggiormente, nelle linee di interesse regionale. La rete ferroviaria siciliana in esercizio è estesa Km, di cui solamente 102 a doppio binario, che rappresenta lo 0,16% della rete nazionale, e 744 elettrificati, che rappresentano il 51,6% della rete regionale contro il 63% della rete nazionale. Il settore portuale, commisurato alle esigenze di traffico attuali, presenta vuoti infrastrutturali evidenti e carenze notevoli riguardo ai collegamenti con il retroterra portuale e le infrastrutture logistiche. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 242
2 Per gli aeroporti, il continuo aumento del traffico ha determinato la congestione degli scali di Palermo e Catania e ha posto in evidenza l inadeguatezza anche degli scali minori. Il generale aumento anche in Sicilia, in linea con il trend nazionale, del traffico passeggeri è stato assorbito per la maggior parte dal trasporto stradale, che a fronte di una staticità della rete sia in termini di qualità sia in termini di sviluppo chilometrico dei tracciati ha determinato un abbassamento della qualità dei servizi, con maggiori livelli di inquinamento, incidentalità e congestione. Analoga situazione è riscontrabile nel trasporto merci dove l aumento complessivo della domanda di trasporto è stato assorbito dalla modalità tutto strada, nonostante un significativo sviluppo del traffico marittimo, che ha visto incrementare nel corso del 2002 le linee di collegamento con il continente e l istituzione di nuovi collegamenti dedicati espressamente al trasporto merci. E indubbio che le attività economiche, soprattutto quelle legate all import-export, sono fortemente condizionate dai livelli di efficienza del sistema trasportistico e ciò è particolarmente influente nei confronti di quelle attività per le quali la tempestività della consegna delle merci ai mercati, costituisce un valore aggiunto, come nel caso del settore ortofrutticolo. Non sono da trascurare quei settori che recentemente si affacciano sui mercati nazionali ed europei operanti nei settori dell informatica, mobiliera, ecc Nel complesso, la dotazione infrastrutturale viaria a servizio del traffico di interesse regionale risulta attualmente insufficiente ed inadeguata a garantire livelli di accessibilità ottimali. I volumi di traffico prevalenti si concentrano soprattutto lungo le autostrade e nei tratti delle strade statali più prossimi alle tre aree maggiormente urbanizzate di Palermo, Messina e Catania e nelle zone costiere mentre risultano penalizzate le aree interne e montane In Sicilia l autotrasporto sostiene l 89% del traffico totale sulle medie e lunghe distanze. Dall analisi dei movimenti via mare si evidenzia che il trasporto merci marittimo in Sicilia ha registrato un notevole incremento negli ultimi anni assorbendo il 13,6% del traffico merci nazionale; il trasporto passeggeri invece, si attesta al 12%. Nel breve e medio periodo si prevede che la domanda di trasporto marittimo continui ad essere in crescita anche per le difficoltà di realizzazione delle infrastrutture terrestri. La crescita della domanda di trasporto, soprattutto per le merci, pone l esigenza di valorizzare la specificità geografica-strategica della Sicilia, privilegiando l utilizzo del corridoio naturale costituito dal Tirreno per il raggiungimento dei mercati del Nord Italia e del Nord Europa e altre rotte per il raggiungimento dei paesi del bacino del Mediterraneo. Considerato che un efficiente sistema dei trasporti costituisce una precondizione necessaria ad avviare e supportare lo sviluppo economico e sociale dell isola, la Regione Siciliana ha individuato nei trasporti un settore strategico per lo sviluppo dell Isola e, con la stipula degli Accordi di Programma Quadro (APQ), si è dotata di strumenti operativi per la realizzazione degli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari per l innalzamento del livello di efficienza e di qualità del sistema. Le politiche attuate dal Dipartimento regionale dei Trasporti e delle Comunicazioni hanno consentito l avviamento delle procedure per l attuazione degli interventi contenuti negli APQ, nonché l avviamento di nuove politiche atte a implementare le modalità di trasporto Ro-Ro per le merci e per migliorare il livello di efficienza e di qualità dei servizi per la mobilità di persone e cose. Ora, poiché la ritardata cantierabilità e realizzazione delle opere in programma potrebbe determinare, come più volte è avvenuto in passato, il mancato raggiungimento dell obiettivo relativo all efficienza del sistema dei trasporti con grave pregiudizio dello sviluppo sociale ed economico dell Isola, il Dipartimento regionale dei Trasporti ha attivato tutte le possibili procedure negoziali (conferenze di servizi, tavoli tecnici, e quant altro necessario) per accelerare la realizzazione delle opere contenute negli Accordi di Programma Quadro ed inoltre, per implementare la funzionalità dei servizi di trasporto, sta attivando le procedure per la regolamentazione degli stessi nell ambito del Trasporto Pubblico Locale, nonché il passaggio ai contratti di servizio di diritto privato per i servizi di collegamento marittimo con le isole minori. Tali attività trovano momento di raccordo nel Piano Regionale dei Trasporti e della mobilità Piano Direttore predisposto dal Dipartimento Trasporti in otto mesi di intenso lavoro e recentemente approvato dalla Giunta di Governo regionale (Delibera n. 322 dell 11 ottobre 2002) previa acquisizione del prescritto parere della IV Commissione dell Assemblea Regionale Siciliana. Le infrastrutture stradali Data la poca competitività ed efficienza del trasporto su rotaia, le imprese siciliane sono generalmente costrette a ricorrere al trasporto su gomma. Nel 1999 il 58 per cento del trasporto merci sulle medie e lunghe distanze si è rivolto al mezzo gommato ed un ulteriore 24 per cento alla tipologia intermodale di tipo Ro/Ro (strada/mare). Anche nell ambito stradale, tuttavia, la dotazione infrastrutturale regionale risulta fortemente deficitaria e pari al 60,6 per cento del valore medio nazionale (70,5 il dato del Mezzogiorno). La rete viaria esistente sul territorio siciliano è pari a quasi chilometri, di cui il 2,7 per cento rappresentato da autostrade, il 17,3 per cento da strade statali e l 80 per cento da strade provinciali e comunali (Fonte Regione Siciliana 2001). Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 243
3 Le insufficienze infrastrutturali possono ostacolare la commercializzazione in Italia e alimentano scetticismi da parte dei rivenditori del Nord sul fatto che le consegne possano essere effettuate puntualmente. Gli imprenditori lamentano anche la mancanza di collegamenti efficienti tra le aree industriali e le principali reti di trasporto. Nel capoluogo ad esempio è in costruzione da molti anni la bretella di collegamento tra l area industriale e il sistema autostradale; più volte i lavori sono stati interrotti e hanno subito modifiche nella progettazione. Si è in attesa di un suo completamento, che porterebbe benefici sia alle imprese sia al traffico cittadino, che risulterebbe liberato dal passaggio dei mezzi di trasporto delle aziende industriali dalle strade del centro. In generale vi è un problema di qualità delle reti di trasporto e delle strutture logistiche o una loro non ottimale distribuzione sul territorio. La costruzione di un ponte sullo stretto di Messina potrebbe eliminare un importante strozzatura del sistema dei trasporti; sarebbero necessari peraltro almeno 9 anni (2 prima di passare alla fase esecutiva del progetto e 7 per la sua realizzazione effettiva) e un investimento superiore ai milioni di euro. Il ponte non risolverebbe del tutto le carenze oggi esistenti nei trasporti a media-lunga distanza da e verso la Sicilia, poiché tale tipologia di domanda di trasporto si rivolge per quasi il 50 per cento al mezzo aereo. Nel caso in cui si decida sull utilità dell infrastruttura, per un migliore sfruttamento delle sue potenzialità andrebbero completate e potenziate le altre reti di trasporto che convergono verso il ponte, sia stradali sia ferroviarie. Inoltre, in base alle prospettive di crescita dell economia e della domanda di servizi di trasporto, in assenza di interventi il sistema dei trasporti attuale diverrebbe insufficiente già nei prossimi anni. L advisor incaricato dal Governo di valutare il progetto del ponte sullo Stretto aveva fatto notare che attualmente, soprattutto nei periodi di punta stagionale di traffico, si verificano fenomeni di congestione stradale dovuti: all inadeguatezza delle infrastrutture viarie di collegamento degli approdi con le aree di accumulo e di queste con la viabilità autostradale; all insoddisfacente rapporto offerta/domanda di punta di posti auto a bordo delle navi traghetto; all organizzazione non ottimale del sistema di emissione dei biglietti. Le conseguenze sono elevati tempi di attesa in condizioni di scarsissimo comfort per i traffici di attraversamento ed inquinamento acustico ed atmosferico per le aree urbane attraversate. La rete attuale si basa essenzialmente su un collegamento che percorre tutta la costa e che avviene su autostrada, nell itinerario Mazara del Vallo, Trapani, Palermo, Messina, Catania, Siracusa e Gela. L itinerario lungo la costa è completato, tra Gela e Trapani, da strade statali. All interno, l autostrada Palermo Catania connette alla rete anche le città di Caltanissetta ed Enna. Una rete di strade statali e provinciali connette infine tutti i principali centri dell entroterra. Figura A - Rete stradale regionale (fonte: Regione Siciliana Assessorato Beni Cult.ed Amb.) Lungo le direttrici di trasporto, i flussi di traffico sono variabili in base all importanza dei nodi che essi connettono, sia dal punto di vista produttivo che turistico. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 244
4 Flussi proporzionali allo spessore Le infrastrutture ferroviarie Figura B - Principali flussi della rete siciliana La localizzazione periferica delle aziende siciliane, rispetto ai maggiori mercati europei e ai principali fornitori di materie prime si risente negativamente in termini di competitività. Lo svantaggio rappresentato dalle più elevate distanze da percorrere si cumula con le inefficienze del sistema di trasporti locale. Esemplare è lo stato della rete ferroviaria, soltanto in parte elettrificata per 744 Km (circa il 52 per cento della rete regionale contro il 64,6% di quella nazionale) e basata in buona parte ancora sul binario unico anche nelle tratte più importanti come i collegamenti tra le tre città principali. La rete in esercizio è attualmente costituita da 1440 Km di cui solamente 102 a doppio binario che rappresentano lo 0,16% della rete nazionale. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 245
5 Figura C - Rete ferroviaria regionale (fonte: Regione Siciliana Ass. Beni Cult. ed Amb.) Sia il trasporto delle persone sia quello delle merci risultano particolarmente penalizzati dalla vetustà della rete che non consente collegamenti rapidi. Un dato per tutti: la tratta Palermo Catania, una delle principali e pari a circa 200 chilometri, viene percorsa in oltre tre ore. La mancanza di un attraversamento stabile dello stretto di Messina, con la necessità di scomporre i convogli ferroviari per imbarcarli sui traghetti, impedisce l utilizzo della rete Eurostar per la non scomponibilità dei suoi convogli. Con riferimento alla domanda di servizi di trasporto per le medie e lunghe distanze, nel 1999 il 14 per cento del traffico passeggeri e il 18 per cento di quello merci si è rivolto al mezzo ferroviario ATI (2001). La dotazione media siciliana di infrastrutture ferroviarie è pari al 64,7 per cento del dato nazionale, livello notevolmente più basso di quello meridionale (84,7 per cento); tra le province Ragusa e Trapani sono le più penalizzate, con valori pari rispettivamente al 28,7 e 32,9 per cento. Proprio la provincia iblea avrebbe necessità di un sistema di trasporti moderno ed efficiente, poiché la struttura produttiva dell area è basata sulla vendita di prodotti dell agro-alimentare, spesso altamente deperibili e quindi bisognosi di collegamenti rapidi con i mercati di sbocco. La dotazione di infrastrutture di trasporto è tra le più basse nell isola anche con riferimento alle strade (64,6 per cento del valore nazionale), ai porti (98 per cento) e soprattutto agli aeroporti (12,6 per cento). La perifericità di Ragusa viene quindi ulteriormente accentuata dalla significativa carenza di infrastrutture di trasporto. Le infrastrutture portuali Nonostante il livello di infrastrutture portuali, rispetto al bacino di utenza, risulti superiore alla media nazionale (174,9 per cento), dalle interviste effettuate presso imprenditori locali emerge che il problema principale non risiede nel numero di porti presenti sul territorio siciliano ma nella tipologia e nella qualità dei servizi offerti da tali strutture, inadeguate rispetto alle necessità del sistema imprenditoriale. In modo particolare mancano, di norma, i necessari raccordi stradali e ferroviari che possano permettere una efficiente integrazione tra i differenti mezzi di trasporto. Inoltre i porti siciliani effettuano il trasporto via container soltanto verso un numero limitato di nazioni per cui le aziende locali sono talvolta costrette a trasportare la propria merce presso porti esterni alla Sicilia per riuscire a esportarle. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 246
6 Figura D - Sistema portuale regionale (fonte: Regione Siciliana Ass. Beni Cult. ed Amb.) Le infrastrutture portuali regionali si possono suddividere in: porti di interesse nazionale: sedi di autorità portuale: Palermo, Messina, Catania ed Augusta; porti di interesse regionale: Porto Empedocle, Trapani, Siracusa, Gela, Pozzallo, Licata, Marsala, Mazara del Vallo; porti che garantiscono l accessibilità alle isole minori e porti per il diportismo nautico; Porti militari e per la sicurezza: Trapani, Sciacca. Nel confronto con i principali porti nazionali, l utilizzo delle strutture siciliane per la movimentazione di container è piuttosto modesto; nel 2000 i porti di Palermo, Catania e Trapani hanno movimentato complessivamente circa contenitori, rispetto al milione e mezzo di Genova o ai 2 milioni 650 mila di Gioia Tauro, o per citare alcuni porti con dati più contenuti - agli oltre 200 mila di Venezia o di Trieste o i quasi 400 mila di Napoli [Fonte: Autorità portuali varie, Capitanerie di porto e Aziende speciali]. I porti della Sicilia dell est sono utilizzati soprattutto per il commercio di prodotti petroliferi, sia in entrata sia in uscita, poiché tre dei principali poli petroliferi nazionali risiedono nell area orientale dell isola. Si tratta in particolare dei porti di Gela, Siracusa, Augusta e Milazzo. Nel 2000 in questi 4 porti sono state sbarcate oltre 40 milioni e imbarcate circa 28 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. Complessivamente tali produzioni hanno pesato per circa l 89 per cento nel transito merci dei porti della Sicilia orientale, con una maggiore preponderanza tra le merci sbarcate (93 per cento, rispetto all 84 per cento delle merci imbarcate). Nella Sicilia occidentale questa tipologia merceologica ha un incidenza molto più contenuta e pari nello stesso anno a meno del 15 per cento delle merci complessivamente transitate. Al netto del petrolio nell anno citato i porti siciliani hanno imbarcato 9,7 milioni di tonnellate di merce rispetto ai 7,4 milioni di merce sbarcata. Con riferimento al numero di passeggeri il porto di Messina risulta quello con il più elevato movimento in Sicilia e tra i più utilizzati in Italia, a causa del servizio di traghettamento, per l attraversamento dell omonimo stretto, che insiste sulla struttura portuale; nel 2000 sono transitati per la struttura messinese oltre 11 milioni di passeggeri. Tra gli altri porti principali della regione per movimento passeggeri si possono citare quello del capoluogo, che ha superato il milione e 300 mila unità, utilizzato sia da primarie compagnie per il trasporto verso altre città d Italia (in particolare Cagliari, Napoli, Livorno e Genova), sia da navi da crociera. Seguono Milazzo (oltre 1 milione e 100 mila), Lipari e Trapani (circa un milione di passeggeri), con movimenti tipicamente turistici da e verso le isole minori. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 247
7 Lo sviluppo delle vie di comunicazione marittime potrebbe portare a una maggiore incidenza del turismo nautico, quasi del tutto assente nell isola a causa del modesto numero di porti turistici attrezzati. Nonostante siano presenti lungo i litorali regionali 70 approdi e porti turistici, la maggior parte di questi sono di quarta classe, alcuni sono difficilmente praticabili, soprattutto per le imbarcazioni di maggiore dimensione, e molti di questi non sono neppure dotati di servizi igienici a terra, di servizi di rimessaggio o di distributori di carburante. Inoltre i posti barca nel complesso esistenti nei porti siciliani sono appena sufficienti a coprire le esigenze dei residenti, non consentendo quindi alcuno spazio allo sviluppo della nautica da diporto. Sarebbe utile creare una rete regionale di porti turistici, poiché le singole strutture non hanno sufficiente capacità di attrazione. La Regione Siciliana sta predisponendo un programma per la riconversione di alcune strutture verso la nautica da diporto; le potenzialità più alte si ritrovano nelle isole minori, i cui porti rappresentano anche strutture essenziali per garantire l accesso ai turisti. Interporti L Accordo di Programma Quadro per il trasporto marittimo ha riconfermato la realizzazione in Sicilia di due interporti uno a Catania Bicocca e l altro nell area del palermitano (Termini Imerese). Con riguardo a quest ultimo sta promuovendo in tempi brevissimi la costituzione della società interporto di Termini Imerese per attivare finanziamenti nell area di Termini che possano costituire volano per l economia di quella città in un momento particolarmente delicato come quello attuale causato dalla crisi FIAT e che possa garantire occupazione nel breve lungo periodo. Si prevede che a regime l interporto di Termini Imerese potrà occupare circa 400 lavoratori. Le infrastrutture aeroportuali La perifericità della Sicilia rispetto ai principali mercati di sbocco potrebbe essere parzialmente attutita da una più ampia presenza di strutture aeroportuali. Anche in questo ambito le dotazioni infrastrutturali siciliane sono inferiori alla media nazionale (81,7 per cento). La maggior parte dei collegamenti internazionali è effettuata via Roma o Milano, anche per le rotte del Mediterraneo. La privatizzazione delle società di gestione degli aeroporti siciliani stenta a partire, così come alcuni lavori di ammodernamento delle strutture logistiche. La Regione, nonostante la sua posizione strategica baricentrica nel Mediterraneo non viene considerata come dovrebbe nelle rotte sia dalle compagnie nazionali che di quelle estere. Gli aeroporti operanti in regione sono, oltre ai due principali di Palermo e Catania, quello di Trapani, attualmente sovradimensionato rispetto ai flussi effettivi di passeggeri e merci, e due scali presenti presso isole minori (Lampedusa e Pantelleria) soggetti a una forte stagionalità legata ai flussi turistici. L area sud-orientale della Sicilia è priva di strutture aeroportuali; sono allo studio alcune ipotesi, tra cui la riconversione dell aeroporto militare di Comiso (RG) e la costruzione di un nuovo aeroporto a Gela (CL) o in provincia di Agrigento. In base ai dati sul traffico aereo l aeroporto di Catania Fontanarossa risulta il sesto in Italia per numero di passeggeri (oltre 3 milioni e 900 mila sia nel 2000 sia nel 2001); quello di Palermo Punta Raisi è l ottavo (circa 3 milioni e 200 mila passeggeri). Più contenuto il traffico merci, con Catania al nono posto con 12 mila tonnellate di merci trasportate. Anche lo sviluppo del turismo risente delle carenze nei trasporti aerei da e verso l isola. Si calcola che benché la domanda turistica potenziale sia molto alta, una parte di questa non si realizzi effettivamente per i lunghi tempi di arrivo a destinazione a causa delle carenze dei servizi di trasporto e per l elevato costo dei pacchetti turistici, in cui il costo del trasporto è parte preponderante. L importanza del mezzo aereo per il turismo in Sicilia si evince anche dal fatto che oltre la metà degli arrivi turistici nell isola raggiunge la regione utilizzando i servizi aeroportuali e le dinamiche previste per i prossimi anni porteranno a un ulteriore incremento nell utilizzo di questo mezzo di trasporto; le carenze nella presenza delle infrastrutture aeroportuali locali diventeranno quindi sempre più evidenti, potendo costituire un freno per il settore turistico. Soltanto negli ultimi anni si è sviluppato maggiormente il mercato dei voli charter, soprattutto nell aeroporto catanese. In generale, rispetto al passato, è aumentata la presenza di vettori di trasporto aereo diversi dalla linea di bandiera, soprattutto nelle tratte principali (da e verso Roma e Milano); questo sta consentendo un abbassamento delle tariffe, con un potenziamento della competitività delle mete turistiche regionali. D altra parte l integrazione tra il sistema aeroportuale e le altre reti di trasporto è di primaria importanza per consentire un maggiore sviluppo del turismo, soprattutto verso le aree dell isola più lontane dagli aeroporti. Attualmente questa integrazione è soltanto parziale e le carenze infrastrutturali del sistema dei trasporti siciliano nel complesso causano una perdita di competitività del sistema Sicilia rispetto ad altre mete turistiche straniere. Ad esempio i tempi di percorrenza per giungere alle principali destinazioni turistiche siciliane - a esclusione di Catania e Palermo, dove sono presenti aeroporti - supererebbero mediamente del 50 per cento i tempi di viaggio verso mete estere comparabili (in Spagna, Turchia, Tunisia, Marocco, Egitto). Gli aeroporti dell isola sono collegati ai capoluoghi di riferimento attraverso il trasporto su gomma. A Palermo soltanto alla fine del 2001, dopo 18 anni dall approvazione del progetto esecutivo, è stato inaugurato il servizio di Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 248
8 collegamento su rotaia. È questa l ennesima conferma della lentezza con cui le infrastrutture locali si adeguano alle necessità di sviluppo dell economia: i lavori iniziarono nel 1986 con una previsione di completamento entro l inizio del 1990 (in tempo per i campionati del mondo di calcio). Tra problemi burocratici e difficoltà causate dai Comuni attraversati dalla rete ferroviaria soltanto nel 2001 è stato effettuato il primo collegamento, su binario unico, tra la città e il suo aeroporto; per il doppio binario si prevede un ulteriore fase dei lavori che dovrebbe completarsi non prima del Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 249
9 ALLEGATO 2 Parchi e riserve in sicilia Provincia di Agrigento Riserve Naturali Regionali Foce del fiume Platani Grotta di S.Angelo Muxaro Isola di Lampedusa Isola di Linosa e Lampione Macalube di Aragona Monte Cammarata Monte Genuardo e S.M. del Bosco Monte S. Calogero (Kronio) Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio Torre Salsa Aree Marine Protette Riserva marina Isole Pelagie Provincia di Caltanissetta Riserve Naturali Regionali Il Biviere di Gela Lago Sfondato Lago Soprano Monte Capodarso e Valle dell'imera Meridionale Monte Conca Riserva Geologica di Contrada Scaleri Sughereta di Niscemi Zone umide Il Biviere di Gela Provincia di Catania Parchi Regionali Parco fluviale dell'alcantara Parco dell'etna Parco dei Nebrodi Riserve Naturali Regionali Bosco di Santo Pietro Complesso Immacolatelle e Micio-Conti Fiume Fiumefreddo Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi Oasi del Simeto La Timpa Aree Marine Protette Riserva marina Isole Ciclopi Provincia di Enna Parchi Regionali Parco dei Nebrodi Riserve Naturali Regionali Lago di Pergusa Monte Altesina Monte Capodarso e Valle dell'imera Meridionale Rossomanno - Grottascura - Bellia Sambuchetti - Campanito Vallone di Piano della Corte Provincia di Messina Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 250
10 Parchi Regionali Parco fluviale dell'alcantara Parco dei Nebrodi Riserve Naturali Regionali Bosco di Malabotta Fiumedinisi e Monte Scuderi Isola di Alicudi Isola Bella Isola di Filicudi Isola di Panarea e Scogli Viciniori Isola di Stromboli e Strombolicchio Isola di Vulcano Laghetti di Marinello Laguna di Capo Peloro Le Montagne delle Felci e dei Porri Vallone Calagni sopra Tortorici Provincia di Palermo Parchi Regionali Parco delle Madonie Riserve Naturali Regionali Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella Bosco della Favara e Bosco Granza Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago Capo Gallo Capo Rama Grotta Conza Grotta di Carburangeli Grotta di Entella Grotta dei Puntali Isola di Ustica Monte Carcaci Monte Genuardo e S.M. del Bosco Monte Pellegrino Monte S. Calogero Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto Serre di Ciminna Serre della Pizzuta Aree Marine Protette Capo Gallo - Isola delle Femmine Isola di Ustica Provincia di Ragusa Riserve Naturali Regionali Macchia Foresta Fiume Irminio Pino d'aleppo Provincia di Siracusa Riserve Naturali Regionali Cavagrande del Cassibile Complesso speleologico Villasmundo-S. Alfio Fiume Ciane e Saline di Siracusa Grotta Monello Grotta Palombara Oasi faunistica di Vendicari Pantalica, Valle dell'anapo, Torrente Cava Grande Saline di Priolo Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 251
11 Aree Marine Protette Plemmirio Provincia di Trapani Riserve Naturali Regionali Bosco di Alcamo Foce del fiume Belice e dune limitrofe Grotta di Santa Ninfa Isola di Pantelleria Isole dello Stagnone di Marsala Lago Preola e Gorghi Tondi Monte Cofano Saline di Trapani e Paceco Zingaro Aree Marine Protette Riserva marina Isole Egadi Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 252
12 ALLEGATO 3 Parco veicolare in Italia NUMERO DI VEICOLI PER 100 ABITANTI (Fonte ACI) Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 253
13 NUMERO DI AUTOVETTURE PER 100 ABITANTI Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 254
14 PERCENTUALE DI AUTOVETTURE DIESEL Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 255
15 PERCENTUALE DI AUTOVETTURE ECOLOGICHE (GPL, METANO, ELETTRICHE) Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 256
16 PERCENTUALE DI AUTOVETTURE EURO 0 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 257
17 PERCENTUALE DI AUTOVETTURE EURO 3 O EURO 4 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 258
18 PERCENTUALE DI AUTOVETTURE CON CILINDRATA > 2000 cc Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 259
19 PERCENTUALE DI AUTOVETTURE CON CILINDRATA FINO A 2000 cc Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 260
20 INCREMENTO DEL PARCO AUTOVETTURE (valori relativi) Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 261
21 NUMERO DI MOTOCICLI PER 100 ABITANTI Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 262
22 ALLEGATO 4 Parco veicolare in Sicilia Parco Circolante Sicilia categoria veicolare: Autovetture Benzina Diesel GPL Agrigento Caltanissetta Catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa Trapani Parco Circolante Sicilia categoria veicolare: Veicoli Commerciali Leggeri Benzina Diesel Agrigento Caltanissetta Catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa Trapani Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 263
23 Parco Circolante Sicilia categoria veicolare: Veicoli Commerciali Pesanti Diesel Agrigento Caltanissetta Catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa Trapani 4500 Parco Circolante Sicilia categoria veicolare: BUS Urbano Extraurbano Agrigento Caltanissetta Catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa Trapani Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 264
24 Parco Circolante Sicilia categoria veicolare: Moto Moto Agrigento Caltanissetta Catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa Trapani Figure - Andamento del parco circolante provinciale per categoria veicolare e tipo di combustibile nel 2004 (fonte ACI) MOTOCARRI MOTOVEICO RIMORCHI E RIMORCHI E TRATTOR E AUTOCARRI AUTOVEICO LI E SEMIRIMOR SEMIRIMOR I ALTRI AUTOVETTU QUADRICICL BUS TRASPORTO LI SPECIALI MOTOCICLI QUADRICICL CHI CHI STRADAL VEICO Totale RE I MERCI / SPECIFICI I SPECIALI / SPECIALI / TRASPORTO I O LI TRASPORTO SPECIFICI SPECIFICI MERCI MOTRICI MERCI AG CL CT EN ME PA RG SR TP Tot Tabella Composizione del parco veicolare per categoria e provincia in Sicilia nel 2005 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 265
25 Composizione provincia di AG AG EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Composizione provincia di CT CT EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Composizione provincia di CL CL EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 266
26 Composizione provincia di EN EN EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Composizione provincia di ME ME EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Composizione provincia di PA PA EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 267
27 Composizione provincia di RG RG EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Composizione provincia di SR SR EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Composizione provincia di TP TP EURO I EURO II EURO III Convenzionali ECE 15/00-01 ECE 15/02 ECE 15/03 ECE 15/04 PRE ECE Non Contemplato Non identificato Figure Suddivisione del parco circolante provinciale (2003) Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 268
28 Se si considerano le sole autovetture circolanti nella regione Sicilia nel 2005 la situazione può essere riassunta nella tab. seguente (disaggregazione per provincia, alimentazione e cilindrata). Autovetture distinte per provincia alimentazione e fascia di cilindrata. Anno 2005 Provincia Alimentaz. FASCIA EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 Non cont. Non ident Totale Agrigento benzina Fino a Agrigento totale Oltre Non identificato benzina totale benzina o gas liquido Fino a benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre Non identificato gasolio totale altre Non contemplato 2 2 altre totale 2 2 dato non identificato Fino a Non identificato dato non identificato totale Caltanissetta benzina Fino a Oltre Non identificato 1 1 benzina totale benzina o gas Fino a liquido benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 269
29 gasolio totale dato non identificato Fino a Non identificato dato non identif. totale Caltanissetta totale Catania benzina Fino a Oltre Non identificato benzina totale benzina o gas liquido Fino a benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre gasolio totale altre Non contemplato altre totale dato non identificato Fino a Non identificato dato non identificato totale Catania totale Enna benzina Fino a Oltre Non identificato 1 1 benzina totale benzina o gas liquido Fino a Oltre benzina o gas liquido totale benzina o metano Fino a benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre Non identificato 1 1 gasolio totale altre Non contemplato 3 3 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 270
30 altre totale 3 3 dato non identificato Non identificato 3 3 dato non identificato 3 3 totale Enna totale Messina benzina Fino a Oltre Non identificato benzina totale benzina o gas liquido Fino a benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre Non identificato gasolio totale altre Non contemplato altre totale dato non identificato Fino a Non identificato dato non identificato totale Messina totale Palermo benzina Fino a Oltre Non identificato benzina totale benzina o gas liquido Fino a benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre Non identificato Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 271
31 gasolio totale altre Non contemplato altre totale dato non Fino a identificato Non identificato dato non identificato totale Palermo totale Ragusa benzina Fino a Oltre Non identificato benzina totale benzina o gas liquido Fino a benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre Non identificato 1 1 gasolio totale altre Non contemplato 1 1 altre totale 1 1 dato non identificato Fino a Non identificato dato non identificato totale Ragusa totale Siracusa benzina Fino a Oltre Non identificato 2 2 benzina totale benzina o gas Fino a liquido benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 272
32 Oltre Non identificato 3 3 gasolio totale altre Non contemplato 5 5 altre totale 5 5 dato non identificato Fino a Non identificato dato non identificato totale Siracusa totale Trapani benzina Fino a Oltre Non identificato benzina totale benzina o gas liquido Fino a benzina o gas liquido totale benzina o metano Oltre Fino a Oltre benzina o metano totale gasolio Fino a Oltre gasolio totale altre Non contemplato 1 1 altre totale 1 1 dato non Fino a identificato Non identificato dato non identificato totale Trapani totale Sicilia totale Tabella - Autovetture distinte per provincia alimentazione e fascia di cilindrata. Anno 2005 I dati provinciali delle autovetture alimentate a benzina del 2005 possono essere schematizzati in nelle figure seguenti (un grafico per ogni provincia). Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 273
33 AGRIGENTO Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 CALTANISSETTA Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 CATANIA Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 274
34 ENNA Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 MESSINA Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 PALERMO Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 275
35 RAGUSA Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 SIRACUSA Benzina Totale EURO 0 EURO 1 EURO 2 EURO 3 EURO 4 Figura Dati provinciali delle autovetture alimentate a benzina del 2005 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 276
36 ALLEGATO 5 Vendita di carburante per autotrazione in Italia ed in Sicilia negli anni Nelle tabelle seguenti è indicato il trend ( ) dei consumi mensili nazionali distinti per categoria di combustibile ed il consumo regionale dei combustibili. CONSUMI DI CARBURANTE IN ITALIA PER MESE (Benzina senza piombo: migliaia di tonnellate) MESI Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Tabella a - consumi di carburante in Italia per mese (Gasolio: migliaia di tonnellate) MESI Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Tabella b - Consumi di gasolio in Italia per mese Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 277
37 CONSUMI DI CARBURANTE IN ITALIA PER MESE (GPL: tonnellate) MESI Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Tabella c - Consumi di GPL in Italia per mese Consumi nazionali di carburante tonnellate Benzine Gasoli Olio Combustibile GPL e Lubrificanti Figura Consumi nazionali di carburamte disaggregati per tipologia Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 278
38 CONSUMI DI CARBURANTE IN ITALIA NELLE REGIONI (Gasolio: migliaia di tonnellate) REGIONI * Piemonte Valle D'Aosta Lombardia Trentino A.A Veneto Friuli V.G Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Enti statali ITALIA Tabella - Consumi di carburante nelle Regioni Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 279
39 CONSUMI DI CARBURANTE IN ITALIA NELLE REGIONI GPL: tonnellate REGIONI * Piemonte Valle D'Aosta,, 137,, Lombardia Trentino A.A Veneto Friuli V.G Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA Tabella b - Consumi di carburante nelle Regioni Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 280
40 CONSUMI DI CARBURANTE IN ITALIA NELLE REGIONI (Benzina senza piombo: migliaia di tonnellate) REGIONI * Piemonte Valle D'Aosta Lombardia Trentino A.A Veneto Friuli V.G Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Enti statali ITALIA Fonte: Elaborazioni ACI su dati Bollettino Petrolifero * Valori stimati Tabella c - Consumi di carburante nelle Regioni Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 281
41 Il dato relativo al carburante per autotrazione venduto nella regione Sicilia, suddiviso per provincia e per tipo (benzina, gasolio, GPL) è stato tratto dal Bollettino Petrolifero ed è stato riportato nelle tabelle seguenti (anni ). Nelle seguenti si riportano i dati regionali dei consumi di carburante distinti per categoria di combustibile. PROVINCIA VENDITE DI BENZINA (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 2002 TOTALE RETE ORDINARIA RETE AUTOSTRADALE EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita benzina 2002 VENDITE DI BENZINA (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 2001 BENZINA TOTALE DI CUI SENZA PIOMBO PROVINCIA TOTALE RETE ORDINARIA RETE AUTOSTR. EXTRA RETE TOTALE RETE RETE ORDINARIA AUTOSTR. EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita benzina 2001 PROVINCIA TOTALE VENDITE DI BENZINA (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 2000 BENZINA TOTALE DI CUI SENZA PIOMBO RETE RETE EXTRA RETE RETE EXTRA TOTALE ORDINARIA AUTOSTR. RETE ORDINAR. AUTOSTR. RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita benzina 2000 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 282
42 PROVINCIA VENDITE DI BENZINA (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 1999 BENZINA TOTALE TOTALE RETE ORDINARIA RETE AUTOSTR. EXTRA RETE TOTALE DI CUI SENZA PIOMBO RETE RETE ORDINARIA AUTOSTR. EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita benzina 1999 VENDITE DI BENZINA (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 1998 BENZINA TOTALE DI CUI SENZA PIOMBO PROVINCIA TOTALE RETE ORDINARIA RETE AUTOSTR. EXTRA RETE TOTALE RETE ORDINARIA RETE AUTOSTR. EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita benzina 199 VENDITE DI GASOLIO (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 2002 PROVINCIA GASOL. TOTALE G.MOT.RETE ORD. GASOLIO MOTORI G.MOT.RETE AUT. G.MOT. EX.RETE GASOLIO ALTRI USI GASOL. RISC. GASOL. AGR. AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita gasolio 2002 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 283
43 VENDITE DI GASOLIO (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 2001 GASOLIO MOTORI GASOLIO ALTRI USI PROVINCIA TOTALE RETE ORDINARIA RETE AUTOSTR. EXTRA RETE RISCALD. AGRICOLO AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita gasolio 2001 PROVINCIA GASOL. TOTALE VENDITE DI GASOLIO (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 2000 GASOLIO MOTORI G.MOT.RETE ORD. G.MOT.RETE AUT. G.MOT. EX.RETE GASOLIO ALTRI USI GASOL. RISC. GASOL. AGR. AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita gasolio 2000 VENDITE DI GASOLIO (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 1999 PROVINCIA TOTALE GASOLIO MOTORI RETE ORDINARIA RETE AUTOSTR. EXTRA RETE RISCALD. GASOLIO ALTRI USI AGRICOLO AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita gasolio 1999 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 284
44 VENDITE DI GASOLIO (in tonnellate) GENNAIO - DICEMBRE 1998 GASOLIO MOTORI GASOLIO ALTRI USI PROVINCIA TOTALE RETE ORDINARIA RETE AUTOSTR. EXTRA RETE RISCALD. AGRICOLO AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita gasolio 1998 VENDITE DI OLIO COMBUSTIBILE E ALTRI PRODOTTI GENNAIO - DICEMBRE 2002 OLIO COMB. G.P.L. LUBRIFICANTI PROVINCIA TOTALE DENSO BTZ TOTALE AUTOTRAZIONE AUTOTRAZIONE RETE TOTALE RETE EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita GPL 2002 VENDITE DI OLIO COMBUSTIBILE E ALTRI PRODOTTI GENNAIO - DICEMBRE 2001 OLIO COMB. G.P.L. LUBRIFICANTI PROVINCIA TOTALE DENSO BTZ TOTALE AUTOTRAZIONE AUTOTRAZIONE RETE TOTALE RETE EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita GPL 2001 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 285
45 PROVINCIA VENDITE DI OLIO COMBUSTIBILE E ALTRI PRODOTTI GENNAIO - DICEMBRE 2000 OLIO COMB. G.P.L. LUBRIFICANTI TOTALE DENSO BTZ TOTALE AUTOTRAZIONE AUTOTRAZIONE RETE TOTALE RETE EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita GPL 2000 PROVINCIA VENDITE DI OLIO COMBUSTIBILE E ALTRI PRODOTTI GENNAIO - DICEMBRE 1999 OLIO COMB. G.P.L. LUBRIFICANTI TOTALE DENSO BTZ TOTALE AUTOTRA ZIONE TOTALE RETE EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita GPL 1999 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 286
46 PROVINCIA VENDITE DI OLIO COMBUSTIBILE E ALTRI PRODOTTI GENNAIO - DICEMBRE 1988 TOTALE OLIO COMB. G.P.L. LUBRIFICANTI DENSO BTZ TOTALE AUTO TRA ZIONE TOTALE RETE EXTRA RETE AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI TOTALE Tabella Vendita GPL 1998 Dal 1998 al 2002 la vendita di benzina vede un decremento in tutte le province ad eccezione della provincia di Ragusa e di Catania. Per quanto concerne il gasolio invece si è verificato un incremento della vendita in tutte le province. Totale Benzina AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI Anni Figura - Benzina venduta nella regione Sicilia negli anni , suddivisione per provincia Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 287
47 Totale Gasolio AGRIGENTO CALTANISSETTA CATANIA ENNA MESSINA PALERMO RAGUSA SIRACUSA TRAPANI Anni Figura - Gasolio venduto nella regione Sicilia negli anni , suddivisione per provincia La provincia di Catania vede una vendita di gasolio doppia rispetto a quella di Palermo e Messina e decisamente superiore rispetto alle altre. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 288
48 ALLEGATO 6 Valutazione preliminare e zonizzazione Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 289
49 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 290
50 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 291
51 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 292
52 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 293
53 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 294
54 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 295
55 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 296
56 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 297
57 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 298
58 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 299
59 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 300
60 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 301
61 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 302
62 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 303
63 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 304
64 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 305
65 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 306
66 ALLEGATO 7 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 307
67 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 308
68 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 309
69 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 310
70 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 311
71 D.D.U.S. n 07 del 14 giugno 2006 ALLEGATO 8 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE UFFICIO SPECIALE AREE AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE IL DIRIGENTE PREPOSTO Visto lo Statuto della Regione Siciliana; Vista la Legge Regionale n. 2 del 10/04/1978; Vista la Legge Regionale n. 39 del 18/05/1977; Vista la Legge Regionale n. 78 del 04/08/1980; Visto il Decreto Presidente della Repubblica n. 203 del 24/05/1988; Vista la Legge n. 288 del 4/08/1989; Visto il Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 21/07/1989; Visto il Decreto del Ministro dell'ambiente del 12 luglio 1990; Visto il Decreto del Presidente della Repubblica del 25 luglio 1991; Visto il D.A. n. 409/17 del 14 luglio 1997, col quale sono stati individuati gli adempimenti a carico delle imprese per la verifica delle emissioni diffuse di polveri; Visto il D.A. n. 31/17 del 25/01/99, con il quale sono stati individuati i contenuti delle relazioni di analisi, nonché le condizioni e le modalità di effettuazione dei campionamenti, le metodiche e l'esposizione dei risultati analitici; Visto il D.M. del 25/08/2000 Aggiornamento dei metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti ai sensi del D.P.R. 203/88 ; Visto il D.A. n. 232/17 del 18/04/2001 recante direttive per il rilascio delle autorizzazioni ai sensi del D.P.R. 203/88; Vista la circolare dell ARTA n. 6526/U del 30/03/1996 relativa alla fissazione dei limiti alle emissioni ed alla periodicità dei rilevamenti; Visto il D.A. 1131/91 del 12 luglio 1991; Visto il D.A. 498/17 del 16 luglio Visto il decreto dell ARTA n. 888/17 del 18 novembre 1993 relativo al codice di autoregolamentazione ; Visti gli art. 7, 8, 9 del D.L.gs. n. 351/99; Visto il D.M. 2/04/2002 n. 60 che ha recepito le Direttive 1999/30/CE e 2000/69/CE con aggiornamento dei valori limite delle emissioni; Visto il Decreto dell'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente n. 189/GAB dell'11 luglio 2005, con il quale è stata nuovamente dichiarata area ad elevato rischio di crisi ambientale il territorio dei comuni di Siracusa, Augusta, Melilli, Floridia, Solarino, Priolo Gargallo; Vista la Delibera della Giunta Regionale di Governo n. 306 del con la quale viene istituito l Ufficio Speciale per le Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, ai sensi dell art. 4, c. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 312
72 7 della L.r. 10/2000, al fine di consentire ad un unica struttura di coordinare la realizzazione di programmi e progetti di rilevante entità nelle aree dichiarate a rischio ambientale; Visto il decreto dell ARTA n. 305/2005 del ; Visto il D.Lgs. 152 del 3 aprile 2006, parte V a Norme in materia di tutela dell aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera ; Considerate le modifiche e le innovazioni che negli anni si sono succedute negli impianti; Considerata la situazione ambientale dell area ad elevato rischio di crisi ambientale del polo Siracusano; Ritenuto di dover procedere, nella qualità di Autorità preposta, al risanamento ambientale dell area a rischio in oggetto, DECRETA Articolo 1 È approvato il piano di azione con gli interventi di prevenzione dell inquinamento atmosferico dell Area ad elevato rischio di crisi ambientale della provincia di Siracusa, contenuti negli Allegati 1 e 2 del presente decreto, di cui fanno parte integrante. Quanto contenuto nel presente decreto costituisce Intervento di risanamento della qualità dell aria nell ambito del piano di risanamento ambientale dell area a rischio della provincia di Siracusa. Articolo 2 L autorità competente alla gestione del piano d azione è individuata nella Provincia Regionale di Siracusa. Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso entro il termine di 60 giorni al Tribunale Amministrativo Regionale, ai sensi della legge 6 Dicembre 1971 n. 1034, ovvero ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, entro il termine di 120 giorni, ai sensi dell art. 23, ultimo comma, dello Statuto Siciliano. Il presente Decreto verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Gli Allegati 1 e 2 sono consultabili presso le sedi centrale e periferica dell Ufficio Speciale per le Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale Il Dirigente preposto all Ufficio Speciale Dott. Antonino Cuspilici Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 313
73 D.D.U.S. n 07 del 14 giugno 2006 ALLEGATO 1 PIANO DI AZIONE Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 314
74 A) NORME DI CARATTERE GENERALE A.1 Le norme di comportamento devono essere rispettate da tutti gli insediamenti industriali di cui all Allegato 2 del presente decreto, indipendentemente dalla loro localizzazione. A.2 I gestori delle fonti di emissione hanno l obbligo di mettere in atto autonomamente le procedure di intervento di cui all Allegato 2 tutte le volte che si verificheranno gli eventi previsti nel presente Allegato. A.3 In deroga al punto 2, le procedure di intervento non verranno effettuate su espressa autorizzazione delle Autorità di controllo dalle Aziende e solamente per quei punti di emissione, in cui siano in corso campionamenti, misure e/o verifiche condotte direttamente dalle Autorità di controllo stesse. B) STAZIONI DELLA RETE INTERCONNESSA B.1 Le stazioni della RETE INTERCONNESSA sono individuate e numerate nella Tabella sotto riportata. Stazioni della Rete Interconnessa ENEL - PROVINCIA REGIONALE SR - CIPA RETE n INT n NOME STAZIONE LATITUDINE* LONGITUDINE* PARAMETRI MISURATI ENEL 0 1 SIRACUSA SO 2 ENEL 1 2 FLORIDIA SO 2 ENEL 2 3 SORTINO SO 2 ENEL 3 4 MOSTRINGIANO SO 2 ENEL 4 5 MELILLI SO 2 - Polveri ENEL 5 6 VILLASMUNDO SO 2 ENEL 6 7 C.LE PRIOLO DV VV T - Press.Atm. UR Rad.Glob PROV 7 1 SCALA GRECA SO 2 NO X NO NO 2 CO NMHC CH 4 PTS H 2 S PROV 8 2 AUGUSTA SO 2 NO X NO NO 2 NMHC CH 4 PTS H 2 S PROV 9 3 CIAPI SO 2 NO X NO NO 2 CO NMHC CH 4 PTS H 2 S VV DV UR - T - Press.Atm. Rad.Glob Pluviometro ph piogge - Pasquili PROV 10 4 PRIOLO SO 2 NO X NO NO 2 O 3 - NMHC CH 4 PTS H 2 S PROV 11 5 MELILLI SO 2 NO X NO NO 2 O 3 - NMHC CH 4 PTS H 2 S T PROV 12 6 SAN CUSUMANO SO 2 NO X NO NO 2 NMHC CH 4 PTS H 2 S Cl 2 - VV DV UR - T - Press.Atm. Rad.Glob Pluviometro ph piogge - Pasquili PROV 13 7 BELVEDERE SO 2 NO X NO NO 2 O 2 NMHC CH 4 PTS H 2 S VV DV UR - T - Press.Atm. Rad.Glob Pluviometro ph piogge - Pasquili PROV 14 8 PRIOLO SCUOLE VV DV UR - T - Press.Atm. Rad.Glob Pluviometro ph piogge - Pasquili VV DV Sigma - UR - T - Press.Atm. Rad.Glob PROV 15 9 BELVEDERE C.LLO Pluviometro Pasquili Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 315
75 VV DV Sigma - UR - T - Press.Atm. Rad.Glob PROV AUGUSTA M. TAURO Pluviometro Pasquili RETE n INT n NOME STAZIONE LATITUDINE LONGITUDINE PARAMETRI MISURATI SO 2 H 2 S PM10 NO NO 2 - CIPA 17 1 SAN FOCA' NO X CIPA 18 2 BRUCOLI SO 2 SO 2 NMHC THC CH 4 O 3 CIPA 19 3 BELVEDERE PM10 NO NO 2 -NO X - BTX CIPA 20 4 FLORIDIA SO 2 CIPA 21 5 FARO DROMO SO 2 H 2 S PM10 CIPA 22 6 OGLIASTRO SO 2 SO 2 NMHC THC CH 4 O 3 CIPA 23 7 VILLASMUNDO NO NO 2 -NO X CIPA 24 8 MELILLI SO 2 NO X NO NO 2 NMHC THC CH 4 O 3 BTX PM10 - H 2 S - VV DV UR - T - Pasquili - CIPA 25 9 SIRACUSA SO 2 DVV - VV DV UR - T - Pasquili - CIPA BONDIFE' SO 2 CIPA AUGUSTA SO 2 PM10 VV DV UR - T - ph Piogge - Press.Atm. Rad.Nette - CIPA CIPA ' 48 Rad.Glob R.A.S.S. Sodar - Pluviometro Pasquili * Coordinate geografiche riferite a Greenwich B.2 La finalità degli interventi previsti dal presente decreto è quella della prevenzione operativa dei fenomeni di inquinamento atmosferico, quindi si ritiene di dover adottare una diversa ripartizione del territorio rispetto ai criteri previsti dalla normativa (D.lgs 351/99) destinata alla definizione del riconoscimento delle zone da risanare. Pertanto, l intera zona a Nord di Siracusa è stata divisa (Fig. 1), in base al diverso utilizzo, in: 7 AREE URBANE 3 AREE RURALI AREE URBANE A = Siracusa (Staz. 0, 7, 25) B = Belvedere (Staz. 13, 19) C = Floridia (Staz. 1, 20) D = Priolo G. (Staz. 3, 10, 17) E = Melilli (Staz. 4, 11, 24) F = Augusta (Staz. 8, 27) G = Villasmundo (Staz. 5, 23) In considerazione dell ubicazione delle stazioni, allo scopo di garantire un maggiore rispetto della qualità dell aria e un migliore controllo di episodi acuti, la procedura di controllo delle emissioni dovrà essere attivata al superamento delle soglie previste in una delle stazioni ricadenti nelle singole aree circoscritte. AREE RURALI Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 316
76 Settore NORD (Staz. 12, 18, 22) Settore CENTRO (Staz. 21, 26) Settore SUD (Staz. 2, 9) L attivazione della procedura di controllo delle emissioni inizierà quando almeno due stazioni rurali rileveranno un superamento delle soglie previste. Nei casi in cui le stazioni che danno luogo all attivazione degli interventi si trovino in stati di allerta di diverso livello, in considerazione del fatto che anche livelli di attenzione non necessariamente coincidenti evidenziano un probabile stato di inquinamento diffuso in più punti e non imputabile a disservizi o altre anomalie; in tali casi dovrà essere attivato il livello più grave. Figura 1 NORD G M F CENTRO E M M D M SUD C M B A Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 317
77 C) LIVELLI E PROCEDURE DI INTERVENTO C.1 Sono stabiliti tre livelli di intervento, finalizzati al rispetto dei valori limite della qualità dell aria per i parametri indicati, secondo lo schema della Tabella 01: a) Interventi di PRIMO LIVELLO b) Interventi di SECONDO LIVELLO c) Interventi di TERZO LIVELLO C.2 I livelli e le procedure di intervento di cui al punto 5 e alla Tabella 1 sono definiti in rapporto ai parametri meteorologici specificati nella stessa Tabella e alle concentrazioni rilevate di SO 2, NO 2 e O 3. La correlazione tra i superamenti dei valori di O 3 e di idrocarburi si verifica solo nel caso in cui il superamento della media di un ora di O 3 ricada nell arco di tempo corrispondente alla media di tre ore previste per il parametro idrocarburi totali escluso il metano (NMHC) come definito nella tabella B del D.P.C.M. 28 marzo C.3 Gli interventi da attuarsi da parte dei gestori delle emissioni sono quelli approvati e riportati nell Allegato 2. Tutte le operazioni per la riduzione delle emissioni dovranno essere documentabili e documentate. La relativa documentazione dovrà essere fornita, su richiesta, alle autorità competenti al controllo. C.4 Un format su cui riportare indicazioni essenziali per il riscontro degli interventi di contenimento effettuati alle emissioni, dovrà essere armonizzato fra i gestori delle emissioni e la Provincia Regionale di Siracusa. C.5 Le operazioni da attivarsi per i vari livelli di intervento devono essere poste in atto fino a quattro ore dopo il riallineamento. Nel caso di interventi determinati da inversione termica saranno cinque le ore di mantenimento degli assetti ridotti dopo il riallineamento. C.6 In caso di permanenza di stati di Terzo Livello per almeno dodici ore dei parametri o in caso di mancato funzionamento delle norme stabilite col presente decreto, la Provincia Regionale provvederà all immediata convocazione di una conferenza di servizio con tutti gli enti interessati, al fine di individuare gli opportuni correttivi. C.7 Sarà resa operativa l attuazione delle azioni di riduzione delle emissioni per Intervento di Secondo Livello SO 2 e per Intervento di Primo Livello di O 3, al verificarsi di un Intervento di Primo Livello per Inversione Termica. C.8 I Primi Livelli d intervento per condizioni meteorologiche critiche, Direzione e Velocità del Vento, saranno attivati quando per due ore consecutive i dati forniti dalle stazioni della Rete Interconnessa, rientreranno nei seguenti campi: d) Velocità vento < 1,0 m/sec con direzione da 0 a 360. e) Velocità vento < 2,5 m/sec con direzione da 22,5 a 157,5. C.9 E fissato in due ore consecutive il superamento della C.M.R. (Concentrazione Media Residua), perché si abbia l attivazione del Primo Livello d intervento per SO 2. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 318
78 TABELLA 1 - LIVELLI DI INTERVENTO INTERVENTI DI 1 LIVELLO Condizioni meteorologiche critiche perduranti almeno un ora rilevate nelle stazioni della rete interconnessa e 28: Velocità vento < 1,0 m/sec con direzione da 0 a 360 Velocità vento < 2,5 m/sec con direzione da 22,5 a 157,5 SO 2 Superamento due ore consecutive C.M.R. NO µg/m 3 (1) O µg/m 3 (1) O 3 Al perdurare per almeno un ora di un episodio di Inversione Termica, con gradiente minimo di 1,3 C, rapportato a 100 m, rilevato fino ad una quota di 450 m INTERVENTI DI 2 LIVELLO SO 2 Superamento C.M.R. per tre ore consecutive SO µg/m 3 SO 2 Al perdurare per almeno un ora di un episodio di Inversione Termica, con gradiente minimo di 1,3 C, rapportato a 100 m, rilevato fino ad una quota di 450 m NO µg/m 3 (1) O µg/m 3 INTERVENTI DI 3 LIVELLO SO 2 Mancato riallineamento nelle tre ore successive alla condizione di 2 Livello della C.M.R. SO µg/m 3 SO 2 (2) Al superamento di una delle sottoelencate condizioni 1) Numero 24 concentrazioni medie orarie maggiori di 350 µg/m 3 2) Numero 3 concentrazioni medie giornaliere maggiori di 125 µg/m 3 NO µg/m 3 NO 2 (2) Al superamento di una delle sotto elencate condizioni: 1) Numero 18 concentrazioni medie orarie maggiori di 200 µg/m 3 + margine di tolleranza secondo tabella A 2) Concentrazioni medie annuale maggiori di 40 µg/m 3 + margine di tolleranza O 3 (1) 300 µg/m 3 (1) La correlazione fra il superamento dei valori di O 3 e di NMHC si verifica solo nel caso in cui il superamento della media di un ora di O 3 ricade nell arco di tempo corrispondente alla media di tre ore previste per il parametro di idrocarburi totali escluso il metano (tabella B del D.P.C.M. 28 marzo 1983). (2) Il periodo di osservazione si riferisce all intero anno solare, mentre le concentrazioni saranno desunte dalla media aritmetica dei dati rilevati nelle stazioni ricadenti all interno in ogni singola area, come indicato al punto B del presente documento. DEFINIZIONI 1. Condizioni critiche meteorologiche perduranti almeno un ora: Inversione termica da verificarsi ad una quota massima di 450 m con un gradiente di 1,5 C; Velocità vento < 1,0 m/sec con direzione da 0 a 360 Velocità vento < 2,5 m/sec con direzione da 22,5 a 157,5 Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 319
79 2. Concentrazione media residua (C.M.R.) di SO 2 i C h h=1 C.M.R. = dove 24-i i C h è la sommatoria delle concentrazioni orarie acquisite sino all ora i-esima h=1 della giornata in corso. La C.M.R. può essere calcolata a partire dalla ora 1 e si può assumere Il valore massimo di 23. D) ATTIVITA DEI GESTORI DELLA RETE D.1 I gestori delle tre Reti dovranno mettere in atto gli strumenti tecnologici per velocizzare l acquisizione dei dati dalle proprie stazioni nonché garantire la più alta efficienza nel processo di interscambio dei dati. D.2 Il CIPA dovrà coordinare azioni mirate alla riduzione dei tempi di diramazione degli interventi ai gestori delle emissioni. D.3 I gestori delle emissioni dovranno ridurre al minimo i tempi intercorrenti fra la richiesta d intervento e la messa in atto dell intervento stesso. D.4 Impostare il processo di interscambio fra le reti e di valutazione delle altre sostanze, già da qualche tempo monitorate in diverse stazioni della Rete, quali: Idrogeno Solforato, Benzene, o-m-p Xilene, Toluene ed Etilbenzene. D.5 Il CIPA attraverso Televideo e la Provincia Regionale di Siracusa attraverso Internet, dovranno istituire idonei strumenti d informazione alla cittadinanza sullo stato di qualità dell aria. D.6 Un canale diretto fra Gestori della Rete, ARPA, Aziende e Comuni interessati dovrà essere istituito allo scopo di fornire informazioni di particolare rilievo. D.7 Le reti devono essere dotate di un reperibile tecnico per i controlli necessari. D.8 La strumentazione deve essere calibrata secondo le comuni metodiche in uso e, periodicamente, con la supervisione dell ARPA DAP Siracusa. deve essere effettuata un intercalibrazione multipunto almeno una volta l anno. A tale scopo dovrà essere istituita una connessione con lo stesso per la trasmissione oraria dei dati. D.9 Le reti dovranno essere dotate di un reperibile tecnico per i controlli necessari durante gli stati d intervento; D.10 I gestori delle tre Reti dovranno concordare e rispettare i parametri da utilizzare nel sistema di validazione dei dati e a tal fine sarà istituito un gruppo tecnico di valutazione costituito da: 1 rappresentante dell Ufficio Speciale per le aree a rischio 1 rappresentante per ognuna delle tre reti 1 rappresentante della ARPA DAP Siracusa Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 320
80 D.11 Le direttive contenute nel presente decreto saranno comunque verificate dal Gruppo Tecnico. di cui al punto D.10, a distanza di un anno dalla loro emanazione. Compito del Gruppo sarà anche: Verificare la conformità alle nuove direttive della strumentazione adottata; Sovrintendere alle pratiche di certificazione di qualità; Coordinare le attività di ottimizzazione, razionalizzazione, ammodernamento e potenziamento della rete. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 321
81 D.D.U.S. n 07 del 14 giugno 2006 ALLEGATO 2 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO ATMOSFERICO Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 322
82 ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE S.P.A. Raffineria ISAB Impianti Nord 1 LIVELLO DI INTERVENTO PER SO2 Predisporre l impianto di distillazione CR30 ad un eventuale cambio di combustibile da alto a basso tenore di zolfo; 2 LIVELLO DI INTERVENTO Cambio combustibile da MTZ a BTZ nell'impianto di distillazione CR30. Un tale assetto comporta già un abbassamento di SO2 di circa il 30% del totale in quanto l impianto di cui sopra è il maggiore consumatore di combustibile della raffineria e quindi il maggior produttore di emissioni. 3 LIVELLO DI INTERVENTO Cambio combustibile da MTZ a BTZ nell'impianto di distillazione CR30. Un tale assetto comporta già un abbassamento di SO2 di circa il 30% del totale in quanto l impianto di cui sopra è il maggiore consumatore di combustibile della raffineria e quindi il maggior produttore di emissioni. PER IDROCARBURI IN PRESENZA DI OZONO 1 LIVELLO DI INTERVENTO Predisporre il rallentamento delle operazioni di: - Blending - bonifica in atmosfera di apparecchiature contenenti idrocarburi 2 LIVELLO DI INTERVENTO Rallentare le operazioni di: - Blending - bonifica in atmosfera di apparecchiature contenenti idrocarburi - trasferimento tra serbatoi di stoccaggio ( vedi N.B. 2 ) - movimentazione di idrocarburi leggeri; 3 LIVELLO DI INTERVENTO Rallentare le operazioni di carico e scarico navi dei seguenti prodotti di categoria A: - Petrolio greggio; - virgin nafta; - benzine; - benzolo; - etere di petrolio; - miscele carburanti. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 323
83 - Sospendere i drenaggi greggi e slop. Tutte le operazioni effettuate devono essere registrate nel quaderno delle consegne di ciascun reparto interessato. N.B. 1): Nel caso in cui dal 1 livello di intervento si dovesse passare direttamente allo stato di 3 livello di intervento bisogna effettuare, ovviamente, anche le operazioni previste nella fase intermedia e cioè di 2 livello. N.B. 2): A questa procedura non sono interessati i serbatoi di carico e colaggio impianti per non innescare transitori di marcia. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 324
84 Raffineria ISAB Impianti Sud PROGRAMMA D INTERVENTO PER IL CONTENIMENTO DELLE EMISSIONI Emissioni di SO 2 INTERVENTO DI 1 LIVELLO A seguito della segnalazione della situazione di Intervento di Primo Livello da parte del CIPA la Raffineria effettuerà la seguente azione: - predisporrà tutte le operazioni per il cambio di olio combustibile da MTZ a BTZ INTERVENTO DI 2 LIVELLO A seguito della segnalazione della situazione di Intervento di Secondo Livello da parte del CIPA la Raffineria effettuerà la seguente azione: - procederà al cambio dell olio combustibile MTZ con quello BTZ INTERVENTO DI 3 LIVELLO A seguito della segnalazione della situazione di Intervento di Terzo Livello da parte del CIPA la Raffinerie effettuerà la seguente azione: - sostituirà tutto l olio combustibile BTZ con combustibile gassoso Emissioni di NOx INTERVENTI DI 1 LIVELLO Si allertano tutti i sistemi ad intervenire in caso di Intervento di Terzo Livello INTERVENTI DI 2 LIVELLO Si allertano tutti i sistemi ad intervenire in caso di Intervento di Terzo Livello INTERVENTI DI 3 LIVELLO Si sostituisce tutto l olio combustibile utilizzato in raffineria con combustibile gassoso. Emissioni di idrocarburi nel caso di superamento dei limiti di ozono INTERVENTI DI 1 LIVELLO Si allertano tutti i sistemi per essere pronti ad adottare le misure di riduzione previste nella fase di Interventi di Secondo Livello. INTERVENTI DI 2 LIVELLO Si verifica che l assetto dei sistemi di raffreddamento dei prodotti leggeri sia massimizzato, in caso contrario si procede alla sua massimizzazione. Si interrompono tutte le eventuali operazioni di manutenzione e lavaggio linee e serbatoi che comportino svaporamenti all atmosfera. Si limitano le preparazioni delle benzine alle ore meno soleggiate. INTERVENTI DI 3 LIVELLO Si fermano tutte le operazioni di blending delle benzine. Si rallentano tutte le operazioni di carica/discarica navi di grezzo/benzine fino ai limiti minimi di sicurezza delle apparecchiature. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 325
85 ISAB ENERGY IMPIANTO INTEGRATED GASSIFICATION COMBINED CYCLE Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 326
86 ESSO ITALIANA RAFFINERIA DI AUGUSTA 1 LIVELLO - Controlla con l'onsite Fuels e l'om&b che venga predisposto il circuito di alimentazione di olio combustibile a basso tenore zolfo (BTZ) ai forni e verifica se c'è la possibilità di aumentare la quota di metano nel gas ai forni. - Verifica la qualità della carica che in quel momento alimenta l'fccu predisponendo le operazioni necessarie per ridurre il contenuto di estratti. - Informa la Polimeri Europa sulla possibilità di sospendere l'invio di propilene. - Verifica con il Capo Turno OM&B quali siano le operazioni in corso e/o programmate di movimentazione, blending e spedizioni di prodotti leggeri. - Informa l'operation Manager e il Responsabile PAES&O e, in fuori orario e nelle giornate festive, i Dirigenti di Reperibilità. Questo sistema d'informazione dovrà essere mantenuto operante durante tutte le fasi dell'emergenza fino alla sua conclusione. 2 LIVELLO Per ciascuno dei parametri riportati nella Tabella 1 il TPT dispone per i seguenti interventi: SOx - Massimizzazione del metano ai forni di Raffineria e sostituzione dell'olio combustibile con BTZ o, in alternativa al brucio del BTZ, sostituzione del 35% dell'olio combustibile con gas "commerciale", sfiatando propano in rete e, se è caso, sospendendo la fornitura di propilene alla Polimeri Europa. NOx - Rimpiazzo del 30% dell'olio combustibile con gas, sospendendo la fornitura di propilene alla Polimeri Europa e, se è il caso, sfiatando propano in rete. IDROCARBURI e OZONO - Sospensione delle operazioni di travaso tra serbatoi di prodotti volatili (Butano e Isopentano) nelle ore soleggiate. - Sospensione di qualunque bonifica di serbatoio di prodotti leggeri. - Sospensione di tutti i purgaggi e/o svaporamenti di impianti. - Sospensione di tutti i drenaggi di serbatoi di grezzo e slop. - Limitazione ai soli casi indispensabili di operazioni di blending di idrocarburi leggeri curando di effettuarli nelle ore meno soleggiate. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 327
87 3 LIVELLO Anche per tale livello il TPT deve porre in atto interventi differenziati a seconda del tipo di parametro in gioco. E precisamente: SOx - Oltre agli interventi previsti in caso di 2 livello, ridurre gradualmente, fino al minimo tecnico per emergenza prolungata, la quota di estratti contenuta nella carica dell'fccu. NOx - Oltre all'intervento previsto nel caso di 2 livello, rimpiazzo di un ulteriore 50% di combustibile inserendo in rete quantità addizionali di propano. IDROCARBURI e OZONO Oltre a quelli previsti nel caso di 2 livello, deve essere dato corso ai seguenti in-terventi: - Riduzione delle rate di caricamento delle navi di benzina e di altri prodotti leggeri. - Sospensione di tutti i trasferimenti e travasi di prodotti leggeri. Tutti gli assetti operativi sovresposti dovranno essere mantenuti durante tutto l'arco del periodo di 2 livello/3 livello e protratti per altre 4 ore successive al segnale di cessato intervento che verrà diramato dal CIPA. REPORTING Tutte le operazioni eseguite in conseguenza delle segnalazioni CIPA dovranno essere registrate e tenute a disposizione per eventuali verifiche da parte della Provincia. L'archiviazione delle suddette registrazioni è di competenza del TPT e deve essere ritenuta registrazione critica per l'ambiente, va quindi inserita nella lista della documentazione critica e gestita secondo le modalità stabilite dalla PQ 16 "Gestione della Documentazione Critica" Nel caso in cui la Provincia Regionale richiedesse di specificare gli interventi effettuati dovrà essere inviata via fax la scheda "INTERVENTI EFFETTUATI PER COMUNICAZIONI CIPA" (allegato 2), compilata nelle parti strettamente attinenti al tipo di emergenza. Copia della scheda verrà poi trasmessa alla Funzione PAES&O. INFORMAZIONI AD ENTI ESTERNI A fronte dell'ordinanza del Sindaco di Melilli citata nello SCOPO della presente procedura, è obbligatoria una comunicazione preventiva via fax al DAP di Siracusa, alla Provincia Regionale di Siracusa, al Comune di Melilli e per conoscenza alla Prefettura di Siracusa ed al Comando Provinciale dei VV.F. di Siracusa, in caso di attività operative che comportino emissioni di sostanze volatili in atmosfera. Tale comunicazione conterrà: - in caso di svuotamento, bonifica, apertura e manutenzione di serbatoi o linee: + sigla del serbatoio o linea; + volume del serbatoio; + prodotto contenuto; + inizio e durata prevista per l'intervento e descrizione dell'intervento stesso; - in caso di fermata impianti, sfiaccolamento o anomalia operativa: + dati identificativi dell'impianto; + inizio attività di bonifica; + durata prevista della bonifica e descrizione delle attività, con particolare riferimento alle possibili emissioni; + tipo di vapori di idrocarburi emettibili. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 328
88 - in caso di utilizzo del Campo Prove Antincendio per esercitazioni, i giorni in cui è previsto siano effettuati gli addestramenti. I Business Team Leaders hanno la responsabilità di fornire con congruo anticipo tali informazioni al T.P.T. ed al PAESO - Environmental Engineer., che sono i responsabili della predisposizione e dell'inoltro della comunicazione alle Autorità (vedi All. 3), rispettivamente il TPT al di fuori del normale orario di lavoro e l'env. Eng. nell'orario giornaliero. In caso di richiesta di informazioni da parte di Enti esterni (Comuni, Provincia, Capitaneria di Porto, VV.F. ecc...) per sfiaccolamenti imprevisti, odori molesti, rumori od altro, sarà cura del T.P.T (al di fuori del normale orario di lavoro) fornire ai richiedenti le informazioni del caso. Le informazioni riguarderanno strettamente l'episodio che ha causato l'evento e gli interventi per il ritorno alle condizioni operative standards. Nel normale orario di lavoro quanto sopra sarà a cura della Funzione PAES&O (Env. Engineer) in collaborazione con il T.P.T. Nel caso sia richiesto, che l'informazione sull'accaduto sia seguita dall'invio di una relazione tecnica, sarà cura della funzione PAES&O provvedere ad essa. La relazione sarà inviata il primo giorno utile nel caso l'evento si verifichi al di fuori dal normale orario di lavoro. La richiesta d'informazioni e la relativa risposta, così come le comunicazioni preventive di cui all'allegato 3, vanno registrati in un'apposita raccolta, a cura del TPT. Essa è da ritenere "registrazione critica". Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 329
89 SASOL ITALY S.P.A Stabilimento di Augusta PROCEDURA DI INTERVENTO SO 2 Non sono previsti interventi o procedure operative in quanto lo Stabilimento usa come combustibile per i propri processi termici quasi esclusivamente metano in pratica esente da zolfo e solo piccole quantità, circa 5 % di combustibile liquido autoprodotto con contenuto in zolfo mediamente inferiore allo 0.05 % peso. NO X Non sono previsti interventi nei forni di processo in quanto utilizzano come combustibile essenzialmente metano. Gli interventi previsti tendono a limitare il consumo di combustile liquido, ove presente, in sostituzione con l utilizzo del metano. 1 Livello: viene preavvertito il reparto dei Servizi Ausiliari a prepararsi ad intervenire in caso di dichiarazione del 2 livello 2 Livello: vengono date disposizioni a: Servizi Ausiliari di ridurre del 50 % il consumo di combustibile liquido autoprodotto sostituendolo con metano 3 Livello: vengono date disposizioni a: Servizi Ausiliari di ridurre completamente il combustibile liquido autoprodotto con metano Si provvede alla raccolta della documentazione necessaria per dimostrare che le operazioni suddette sono state effettuate. Il Servizio AMBI provvede ad archiviare copia della documentazione da esibire, a richiesta, agli Enti interessati al controllo. Idrocarburi 1 Livello: si preavvertono tutti i reparti di produzione e servizi dello Stabilimento (Stoccaggi Pontili S.A.) a prepararsi ad eventuali interventi in caso di dichiarazione del secondo livello 2 Livello: si danno disposizioni a tutti i reparti di produzione e servizi di limitare le operazioni di trasferimento di idrocarburi leggeri (inferiori a C10), e tutte quelle attività per le quali si possono prevedere emissioni in atmosfera, rinviando tali attività, ove possibile, nelle ore meno soleggiate. Quanto sopra si applica se il trasferimento non implica attività nei reparti e/o servizi che possono creare situazioni peggiorative in termini di emissioni. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 330
90 3 Livello: si danno disposizioni a reparti di produzione e servizi di: - non effettuare operazioni di trasferimento di idrocarburi leggeri (inferiori a C10), secondo quanto sopra detto per situazioni di 2 livello; - sospendere eventuali operazioni di bonifiche di impianti o sezioni di essi da cui potrebbero derivare emissioni di idrocarburi; - rinviare operazioni di manutenzione che potrebbero causare perdite di idrocarburi leggeri; - ridurre il rateo di carico navale degli idrocarburi leggeri (inferiori a C10); - sospendere eventuale drenaggi da serbatoi di idrocarburi leggeri (inferiori a C10) e slop. COMUNICAZIONI - REGISTRAZIONI Le segnalazioni dei vari livelli di intervento, comunicati da CIPA, verranno trasmesse alla sala operativa Antincendio dello Stabilimento (Tel sempre presidiato) il cui addetto si farà carico di trasmettere prontamente la comunicazione : - nel normale orario di lavoro al Servizio AMBIENTE per l attivazione degli interventi previsti. - Fuori dal normale orario di lavoro al Tecnico di Turno (quando presente) e/o al Coordinatore Tecnico per l attivazione degli interventi previsti presso i servizi Ausiliari Il servizio AMBIENTE provvederà a redigere un rapporto sugli episodi relativi ai 2 e 3 livello di intervento. Di tutte le attività deve essere possibile un riscontro oggettivo, nel caso in cui ciò non fosse possibile, un preciso riscontro sul registro delle consegne di reparto o servizio o documento similare. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 331
91 ENEL TIFEO Centrale Termoelettrica ENEL di Augusta Interventi di 1 Livello: INTERVENTI PROGRAMMATI PER SO 2 A seguito della segnalazione di intervento di 1 livello acquisita attraverso la comunicazione via telefax proveniente dal CIPA, il Personale di esercizio dovrà porsi in condizioni di allerta; verificherà con maggiore attenzione i parametri fisici dei gruppi in esercizio predisponendosi ad eventuali interventi qualora detta situazione perdurasse nel tempo o peggiorasse. Contemporaneamente il Personale di esercizio seguirà in tempo reale la tendenza delle grandezze chimiche monitorate dalla rete interconnessa. In ogni caso, dopo tre ore dalla prima segnalazione di superamenti relativi alla SO 2, in assenza di comunicazioni di rientro dell intervento di 1 livello, il Personale si disporrà in attesa di ricevere il fax del CIPA per avviare gli interventi di 2 livello. Interventi di 2 Livello: A seguito della segnalazione di intervento di 2 livello acquisita attraverso la comunicazione via telefax proveniente dal CIPA, il Personale di esercizio attuerà tutti gli accorgimenti tecnici necessari al fine di realizzare, nei tempi indicati e al permanere delle condizioni di Secondo Livello, i seguenti interventi in ordine prioritario e sequenziale: - Innalzamento della temperatura dei fumi in una delle tre sezioni in servizio, immediatamente alla ricezione della comunicazione. - Innalzamento della temperatura dei fumi nella seconda sezione in servizio dopo mezz ora dalla precedente azione. - Innalzamento della temperatura dei fumi nella terza sezione in servizio dopo un ulteriore mezz ora dalla precedente azione. - Limitazione del carico generato da uno dei gruppi in servizio ad un massimo del 75% del carico producibile (52,5 MW) dopo quaranta minuti dall intervento precedente. - Limitazione del carico generato dal secondo gruppo in servizio ad un massimo del 75% del carico producibile (52,5 MW) dopo quaranta minuti dall intervento precedente. - Limitazione del carico generato dal terzo gruppo in servizio ad un massimo del 75% del carico producibile (52,5 MW) dopo quaranta minuti dall intervento precedente. In ogni caso, dopo tre ore dalla prima segnalazione di superamento della SO 2, in assenza di comunicazioni di rientro dell intervento di 2 livello, il Personale si disporrà in attesa di ricevere il fax del CIPA per avviare gli interventi di 3 livello. La scelta della sezione su cui avviare prioritariamente le azioni è a discrezione della Centrale. Contemporaneamente a ciascun intervento di cui sopra, il personale di esercizio seguirà in tempo reale anche la tendenza delle altre grandezze chimiche monitorate dalla rete interconnessa verificando l effettiva incidenza degli interventi adottati sull ambiente. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 332
92 Dopo due ore dalla ricezione della comunicazione di cessazione dello stato di Intervento di Secondo Livello, verranno a decadere le limitazioni su indicate. Interventi di 3 Livello: A seguito della prima segnalazione diretta di intervento di 3 livello acquisita attraverso la comunicazione via telefax proveniente dal CIPA, il Personale di esercizio attuerà, nei tempi indicati e al permanere delle condizioni di Intervento di Terzo Livello, tutti gli accorgimenti tecnici necessari al fine di realizzare i seguenti interventi in ordine prioritario e sequenziale: - Innalzamento della temperatura dei fumi in una delle tre sezioni in servizio, immediatamente alla ricezione della comunicazione. - Innalzamento della temperatura dei fumi nella seconda sezione in servizio dopo mezz ora dalla precedente azione. - Innalzamento della temperatura dei fumi nella terza sezione in servizio dopo un ulteriore mezz ora dalla precedente azione. - Limitazione del carico generato da uno dei gruppi in servizio ad un massimo del 50% del carico producibile (35 MW) dopo quaranta minuti dall intervento precedente. - Limitazione del carico generato dal secondo gruppo in servizio ad un massimo del 50% del carico producibile (35 MW) dopo quaranta minuti dall intervento precedente. - Limitazione del carico generato dal terzo gruppo in servizio ad un massimo del 50% del carico producibile (35 MW) dopo quaranta minuti dall intervento precedente. La sezione su cui avviare prioritariamente le azioni di cui sopra resta a discrezione della Centrale. Contemporaneamente a ciascun intervento di cui sopra, il personale di esercizio seguirà attraverso il terminale della rete interconnessa la tendenza delle altre grandezze chimiche monitorate in tempo reale, verificando l effettiva incidenza. Nel caso in cui l intervento di 3 livello fosse sequenziale ad un intervento di II livello, il Personale di turno attiverà direttamente le azioni di riduzione del carico secondo l ordine e i tempi prima elencati. Dopo due ore dalla ricezione della comunicazione di cessazione dello stato di intervento, verranno a decadere le limitazioni su indicate. Interventi di 1 Livello: INTERVENTI PROGRAMMATI PER NOx A seguito della segnalazione di intervento di 1 livello per NOx acquisita attraverso la comunicazione via telefax proveniente dal CIPA, il Personale di esercizio dovrà porsi in condizioni di allerta; verificherà con maggiore attenzione i parametri fisici dei gruppi in esercizio predisponendosi ad eventuali interventi qualora detta situazione perdurasse nel Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 333
93 tempo o peggiorasse. Contemporaneamente seguirà, attraverso il terminale della rete interconnessa, la tendenza delle altre grandezze chimiche monitorate. Analizzerà inoltre i dati disponibili relativi alle misure delle emissioni di NO e all andamento del rapporto SO 2 /NO. Interventi di Secondo Livello: A seguito di tale segnalazione, il Personale di esercizio verificherà immediatamente se il fenomeno è transitorio, in quanto dovuto ad un picco di concentrazione non giustificato da andamenti progressivi, o persistente in quanto derivante dall intervento di I livello, o dedotto dalle analisi dei dati orari disponibili relativi alle ore precedenti. Il Personale di esercizio attuerà quindi tutti gli accorgimenti tecnici al fine di realizzare i seguenti interventi in ordine prioritario e sequenziale: - Diminuzione del rapporto aria primaria/aria secondaria ai bruciatori delle sezioni in servizio con passo di circa mezz ora dalla prima alla terza. - Riduzione eccesso d aria bruciatori delle sezioni in servizio con passo di circa mezz ora dalla prima alla terza. - Apertura dei registri aria superiori ove consentito dall impianto bruciatori delle sezioni in servizio con passo di circa mezz ora dalla prima alla terza. Dopo due ore dalla ricezione della comunicazione di cessazione dello stato di intervento, verrà ripristinato l assetto di normale esercizio dell impianto. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 334
94 Interventi di Intervento di 3 Livello: A seguito di tale segnalazione, il Personale di esercizio verificherà immediatamente se il fenomeno è transitorio, in quanto dovuto ad un picco di concentrazione non giustificato da andamenti progressivi, o persistente in quanto derivante dall intervento di II livello, o dedotto dalle analisi dei dati orari disponibili relativi alle ore precedenti. Il Personale di esercizio attuerà quindi tutti gli accorgimenti tecnici noti al fine di realizzare i seguenti interventi in ordine prioritario e sequenziale: - Ulteriore diminuzione del rapporto aria primaria/aria secondaria ai bruciatori delle sezioni in servizio con passo di circa mezz ora dalla prima alla terza, qualora le misure delle emissioni correlabili lo consentissero. - Riduzione eccesso d aria bruciatori delle sezioni in servizio con passo di circa mezz ora dalla prima alla terza, qualora le misure delle emissioni correlabili lo consentissero. - Apertura dei registri aria superiori ove consentito dall impianto bruciatori delle sezioni in servizio con passo di circa mezz ora dalla prima alla terza, qualora le misure delle emissioni correlabili lo consentissero. Contemporaneamente a ciascun intervento di cui sopra, il Personale di esercizio seguirà attraverso il terminale della rete interconnessa la tendenza delle altre grandezze chimiche monitorate in tempo reale, verificando l effettiva incidenza. Dopo due ore dalla ricezione della comunicazione di cessazione dello stato di intervento, verrà ripristinato l assetto di normale esercizio dell impianto. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 335
95 POLIMERI EUROPA S.p.A. Stabilimento di Priolo PROCEDURA DI INTERVENTO 1. SO 2 I combustibili impiegati sono essenzialmente gassosi: gas metano di rete e gas combustibile autoprodotto costituito da metano, GPL e idrogeno. L eventuale utilizzo di combustibile liquido autoprodotto a basso contenuto di zolfo (tipicamente < 0,15%) è marginale (3-4 % del totale). Pur non essendovi quindi contributi significativi alla concentrazione di SO 2 nelle emissioni globali nell area industriale, la Società, seppur partendo da livelli di emissione molto bassi, si impegna comunque ad attuare degli interventi che tendono a ridurre ulteriormente le emissioni di SO e 2 LIVELLO In caso di raggiungimento da parte della rete di rilevamento dello stato di 1 e 2 livello non è prevista alcuna procedura d intervento dei reparti Polimeri Europa LIVELLO In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 3 livello, l impianto Etilene dovrà sostituire la quota di combustibile liquido autoprodotto utilizzata nelle caldaie con combustibile gassoso. 2. NO x e 3 LIVELLO In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento del CIPA dello stato di 1 2 e 3 livello non si attua alcun intervento o procedura operativa. Si precisa tra l altro che tutti i forni di cracking dell impianto Etilene, fonte principale di emissione dello stabilimento, sono dotati di bruciatori Low - NO x. 3. IDROCARBURI (HC) LIVELLO In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 1 livello, saranno avvisati tutti gli impianti per predisporre le operazioni finalizzate alla riduzione delle emissioni di HC indicate nel seguito per gli interventi di 2 e 3 livello LIVELLO In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 2 livello, gli impianti effettueranno le seguenti azioni: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 336
96 - controllare che i raffreddamenti dei prodotti inviati a stoccaggio per gli impianti Aromatici ed Etilene siano massimizzati. - sospendere eventuali bonifiche di serbatoi LIVELLO In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 3 livello, gli impianti effettueranno le seguenti azioni: - sospendere il trasferimento di prodotti idrocarburici verso i serbatoi di stoccaggio a tetto fisso pressurizzati con azoto (vedi Nota). - sospendere le operazioni di carica/discarica navi di prodotti idrocarburici. Nota: tale azione non interesserà i serbatoi di carico e i colaggi impianti onde evitare possibili transitori di marcia. COMUNICAZIONI E REGISTRAZIONI La comunicazione di inizio e fine evento e dei relativi livelli di intervento da parte del CIPA, è ricevuta preventivamente per via telefonica e successivamente via fax, dall Unità AMSI/ECO di Polimeri Europa, durante il normale orario di lavoro nei giorni feriali e dal TdT nei seguenti giorni e orari: - dal lunedì al giovedì: dalle ore 17 alle ore 8 del giorno successivo; - venerdì: a partire dalle ore 13; - sabato, domenica e festivi: intero arco della giornata. La comunicazione così ricevuta sarà a sua volta trasmessa per via informatica agli assistenti in turno dei reparti interessati i quali registreranno le comunicazioni ricevute e gli eventuali interventi eseguiti. Per ogni comunicazione verrà registrato il nome della persona (AMSI/ECO o TdT) che ha ricevuto la comunicazione, quello del tecnico CIPA, l ora, nonché il tipo ed il livello di intervento comunicato. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 337
97 INTERVENTI ATTUATI dalla Soc. Nu. Ce. Tipo di inquinante e/o parametro SO 2 Livello di intervento Responsabile Comunicazione e Accertamento Implementazione Azioni Sito Nord e Sud S-CTG N-CTG S-CTG N-CTG S-CTG N-CTG Responsabile Azioni Responsabile in turno unità interessate Responsabile in turno unità interessate Responsabile in turno unità interessate Azioni Sito Nord Predisporre gli impianti SA1/N 2, SA1/N 3 CT1, CT2, CT3, ad un eventuale cambio di combustibile da ATZ a BTZ. Effettuare il cambio combustibile da MTZ a BTZ nelle centrali termoelettriche SA1/N 2, SA1/N 3, CT1, CT2, CT3. Al cessare delle condizioni che hanno generato il 2 livello di intervento, l assetto ultimo degli impianti dovrà rimanere immutato per le quattro ore successive alla rilevazione del dato migliorativo. Ipotesi in cui siano in marcia i tre gruppi. Abbassare il carico di uno dei tre gruppi di CTE al minimo tecnico. Se dopo due ore lo stato di 3 livello di intervento permane, abbassare al minimo tecnico un secondo gruppo di CTE. Ipotesi in cui uno dei tre gruppi sia fermo Se dopo due ore permane lo stato di 3 livello abbassare il carico di uno dei due gruppi in funzione Ipotesi in cui solo uno dei tre gruppi sia in marcia Si applicano le sole azioni previste per il 1 e 2 livello di intervento In tutte le ipotesi nel caso in cui dal 1 livello di intervento si dovesse passare direttamente al 3 livello di intervento bisogna effettuare, ovviamente, anche le operazioni previste nella fase di 2 livello di intervento. Al cessare delle condizioni che hanno generato il 3 livello di intervento, l assetto ultimo degli impianti dovrà rimanere immutato per le quattro ore successive alla rilevazione del dato migliorativo. Azioni Sito Sud Predisporre gli impianti CT tutte le operazioni per il cambio dell olio combustibile da ATZ a BTZ Cambio olio combustibile da ATZ a BTZ Sostituire parte dell olio combustibile con fuel gas fino ai limiti tecnici delle caldaie Al cessare delle condizioni che hanno generato il 3 livello di intervento, l assetto ultimo degli impianti dovrà rimanere immutato per le quattro ore successive alla rilevazione del dato migliorativo. Tipo di inquinante e/o parametro NO 2 Livello di intervento 1 2 Responsabile Comunicazione e Accertamento Implementazione Azioni Sito Nord e Sud S-CTG N-CTG S-CTG N-CTG Responsabile Azioni Responsabile in turno unità interessate Responsabile in turno unità interessate Azioni Sito Nord Predisporre uno dei tre gruppi della centrale termoelettrica CT per la riduzione di carico del 25% solo nell ipotesi in cui siano in marcia i tre gruppi Mettere in atto la riduzione del 25% del carico di uno dei tre gruppi della centrale termoelettrica CTE solo nell ipotesi in cui siano in marcia i tre gruppi Al cessare delle condizioni che hanno generato il 2 livello di intervento, l assetto ultimo degli impianti dovrà rimanere immutato per le quattro ore successive alla Azioni Sito Sud Predisporre gli impianti per l eventuale evoluzione al 2 livello. Sostituire l olio combustibile utilizzato nei forni nei quali non sono installati bruciatori low NOx con combustibile gassoso Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 338
98 3 S-CTG N-CTG Responsabile in turno unità interessate rilevazione del dato migliorativo. Ipotesi in cui siano in marcia i tre gruppi. Abbassare ulteriormente, sino al minimo tecnico, il carico del gruppo di CTE che marciava con la riduzione del 25%; prevista dal livello 2. Se dopo due ore dall abbassamento del carico di un gruppo al minimo tecnico, lo stato di intervento permane abbassare al minimo tecnico un secondo gruppo di CTE. Ipotesi in cui uno dei tre gruppi sia fermo Se dopo due ore permane lo stato di terzo livello mettere in atto la riduzione al minimo tecnico di uno dei due gruppi in funzione Ipotesi in cui solo uno dei tre gruppi sia in marcia Non sono previste azioni specifiche. Sostituire tutto l olio combustibile con fuel gas fino ai limiti tecnici delle caldaie Al cessare delle condizioni che hanno generato il 3 livello di intervento, l assetto ultimo degli impianti dovrà rimanere immutato per le quattro ore successive alla rilevazione del dato migliorativo. Al cessare delle condizioni che hanno generato il 3 livello di intervento, l assetto ultimo degli impianti dovrà rimanere immutato per le quattro ore successive alla rilevazione del dato migliorativo. Tipo di inquina nte e/o paramet ro Idrocar buri / O 3 Condizi oni meteo critiche Livello di interve nto Responsabile Comunicazione e Accertamento Implementazione Azioni Sito Nord e Sud S-CTG N-CTG S-CTG N-CTG S-CTG N-CTG S-CTG N-CTG Responsabile Azioni Responsabile in turno unità interessate Responsabile in turno unità interessate Responsabile in turno unità interessate Responsabile in turno unità interessate Azioni Sito Nord Predisporre il rallentamento delle operazioni di bonifica in atmosfera di apparecchiature contenenti idrocarburi Rallentare le operazioni di:bonifica apparecchiature con idrocarburi in atmosfera; Rallentare le operazioni di:bonifica apparecchiature con idrocarburi in atmosfera; Intraprendere le azioni corrispondenti al 2 livello di intervento per SO 2. Tale azione deve essere intrapresa solo in caso di inversione termica. Azioni Sito Sud Predisporre gli impianti per l eventuale evoluzione al 2 livello. Interrompere tutte le eventuali operazioni di manutenzione e lavaggio linee e serbatoi che comportino svaporamenti in atmosfera; Interrompere tutte le eventuali operazioni di manutenzione e lavaggio linee e serbatoi che comportino svaporamenti in atmosfera; Predisporre le caldaie per la sostituzione dell olio combustibile con fuel gas fino ai limiti tecnici delle stesse. Tale azione deve essere intrapresa solo in caso di inversione termica Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 339
99 BUZZI UNICEM S.p.A Stabilimento di Augusta Nel caso che la rete di monitoraggio ambientale, preposta al controllo della qualità dell aria, segnali il raggiungimento dei tre livelli previsti dal decreto, si attueranno le procedure di seguito elencate. La comunicazione dei livelli di intervento da parte dell ente preposto CIPA, è ricevuta per via telefonica dal responsabile di turno che deve verbalizzare su apposito registro il proprio nominativo, quello del tecnico del CIPA, l ora, nonché il tipo (SO 2, NO X, condizioni meteo) ed il livello (1 Livello 2 Livello 3 Livello) di intervento comunicato. Il comportamento da adottare sarà diversificato in funzione del livello di intervento e verrà attuato autonomamente da parte del responsabile di turno per garantirne la tempestività. Tali modalità di intervento vengono riassunte nella seguente tabella: INTERVENTO SO 2 NO X 1 LIVELLO Allerta degli operatori e dei sistemi Controllo dei parametri di conduzione, di conduzione per intervenire in caso delle temperature e dei tenori di ossigeno di raggiungimento del limite di 2 caratteristici del processo. Livello. 2 LIVELLO Verifica del corretto funzionamento del mulino delle materie prime; mantenimento di condizione di marcia costante o, nel caso questo si trovasse in condizioni di fermata, effettuazione della messa in marcia. 3 LIVELLO Qualora non fossero ancora state effettuate le operazioni previste in caso di Intervento di Secondo Livello, attuarle immediatamente. Sospensione di qualsiasi manovra in atto che potrebbe creare condizioni di scarsa stabilità nel processo di combustione e di cottura incrementando le emissioni di NO X. Variazione della distribuzione dell aria comburente al precalcinatore, tramite l attivazione del sistema Minox per la riduzione delle emissioni di NO X. La durata dell intervento deve essere protratta fino a quattro ore dopo il riallineamento, che viene comunicato dall ente preposto CIPA sempre telefonicamente. * IDROCARBURI: L attività non genera emissioni di idrocarburi. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 340
100 SYNDIAL S.P.A Stabilimento di Priolo IMPIANTI IN ESERCIZIO A seguito dei recenti riassetti societari e la fermata definitiva dell impianto PO (Ossido di Propilene), l attuale assetto produttivo dello stabilimento Syndial di Priolo (ex EniChem) è costituito dai seguenti impianti in esercizio: - Impianto CS3 (produzione cloro e soda); - Impianto CS4 (produzione ipoclorito di sodio); - Impianto CS6 (movimentazione, stoccaggio e diluizione soda); - Impianto CS8 (produzione acido cloridrico); - Impianto DL (produzione dicloroetano) e annesso termocombustore TC1. PROCEDURA DI INTERVENTO 1. SO 2 Il combustibile impiegato nell esercizio degli impianti attualmente in esercizio ed in particolare per il termocombustore TC1 annesso all impianto DL, è il gas metano in pratica esente da zolfo. Non avendo alcun contributo sulle concentrazione di SO 2 delle emissioni in atmosfera provenienti dall area industriale, in caso di raggiungimento e comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 1, 2 e 3 livello, non è previsto alcun intervento da parte dei reparti Syndial. 2. NO X In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 1, 2 e 3 livello per concentrazioni di NO x in atmosfera, in considerazione delle caratteristiche delle emissioni in atmosfera degli impianti Syndial in esercizio e dei relativi contributi di NO x, non è prevista l attuazione di alcun intervento o procedura operativa da parte dei reparti. 3. IDROCARBURI (HC) 1 e 2 LIVELLO In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 1 e 2 livello, non si attua alcun intervento o procedura operativa. 3 LIVELLO In caso di comunicazione da parte della rete di rilevamento CIPA dello stato di 3 livello, gli impianti sospenderanno le eventuali attività di bonifica in atto su apparecchiature che hanno contenuto idrocarburi o altre sostanze organiche. COMUNICAZIONI E REGISTRAZIONI Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 341
101 La comunicazione di inizio e fine evento e dei relativi livelli di intervento da parte del CIPA, è ricevuta preventivamente per via telefonica e successivamente via fax, dalla Funzione SIC di Syndial, durante il normale orario di lavoro nei giorni feriali, e dal TdT nei seguenti giorni e orari: - Dal lunedì al giovedì dalle ore 17 alle ore 8 del giorno successivo; - Il venerdì: dalle ore 12,45 alle ore 8 del giorno successivo; - Sabato, domenica e festivi per l intero arco della giornata. La comunicazione così ricevuta sarà a sua volta trasmessa per via informatica agli assistenti in turno dei reparti interessati i quali registreranno le comunicazioni ricevute e gli eventuali interventi eseguiti. Per ogni comunicazione verrà registrato il nominativo della persona (SIC o TdT) che ha ricevuto la comunicazione, quello del tecnico CIPA, l ora, nonché il tipo ed il livello di intervento comunicato. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 342
102 CENTRALE ENEL ARCHIMEDE DI PRIOLO GARGALLO INTERVENTI PROGRAMMATI PER NO 2 : Interventi di 1 livello: - Il Personale di esercizio si pone in condizioni di allerta ai fini di eventuali interventi al perdurare delle condizioni di anormalità; Interventi di 2 livello: A seguito di tale segnalazione, il Personale di esercizio verificherà l andamento delle concentrazioni di NO 2 nelle postazioni (sottovento) in cui si sono verificati i superamenti e, Constatato l andamento non in diminuzione nelle successive due ore delle concentrazioni di NO2, attuerà il seguente intervento in ordine sequenziale, con passo di mezz ora per ognuna, delle due sezioni: - Aumento della temperatura dei fumi fino al massimo possibile per aumentare il camino virtuale e distribuire su un area più vasta le immissioni conseguenti; Qualora, a seguito degli interventi di cui sopra, non venisse riscontrato il risultato atteso, nei tempi previsti dal Decreto, si procederà all intervento immediatamente successivo. Interventi di 3 livello: Se l intervento, a seguito di Interventi di 2 livello o se le modifiche impiantistiche effettuate non sono seguite da riduzioni dell inquinante, il Personale di esercizio attuerà gli ulteriori seguenti interventi in ordine sequenziale, con passo di mezz ora per ognuna, delle due sezioni: - Compatibilmente con le indicazioni fornite dal Gestore circa la sicurezza della Rete Elettrica interconnessa, opererà una riduzione della potenza eventualmente erogata dal turbogas fino al 75% del massimo producibile dallo stesso («190 MW generati dal solo turbogas); Compatibilmente con le indicazioni fornite dal Gestore della Rete circa la sicurezza della Rete Elettrica medesima, con il permanere, nell ora successiva, della condizione di Intervento di 3 Livello, a causa dell andamento non decrescente della concentrazione di NO2, opererà una ulteriore riduzione della potenza erogata dal turbogas fino al Minimo Tecnico Ambientale («120 MW generati dal solo turbogas). Le operazioni poste in atto per i vari livelli di intervento, sono poste in atto fino a quattro ore dopo il rientro dei superamenti. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 343
103 D.D.U.S. n 19 del REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE UFFICIO SPECIALE AREE AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE IL DIRIGENTE PREPOSTO Visto lo Statuto della Regione Siciliana; Vista la Legge Regionale n. 2 del 10/04/1978; Vista la Legge Regionale n. 39 del 18/05/1977; Vista la Legge Regionale n. 78 del 04/08/1980; Visto il Decreto Presidente della Repubblica n. 203 del 24/05/1988; Vista la Legge n. 288 del 4/08/1989; Visto il Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 21/07/1989; Visto il Decreto del Ministro dell'ambiente del 12 luglio 1990; Visto il Decreto del Presidente della Repubblica del 25 luglio 1991; Visto il D.A. n. 409/17 del 14 luglio 1997, col quale sono stati individuati gli adempimenti a carico delle imprese per la verifica delle emissioni diffuse di polveri; Visto il D.A. n. 31/17 del 25/01/99, con il quale sono stati individuati i contenuti delle relazioni di analisi, nonché le condizioni e le modalità di effettuazione dei campionamenti, le metodiche e l'esposizione dei risultati analitici; Visto il D.M. del 25/08/2000 Aggiornamento dei metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti ai sensi del D.P.R. 203/88 ; Visto il D.A. n. 232/17 del 18/04/2001 recante direttive per il rilascio delle autorizzazioni ai sensi del D.P.R. 203/88; Vista la circolare dell ARTA n. 6526/U del 30/03/1996 relativa alla fissazione dei limiti alle emissioni ed alla periodicità dei rilevamenti; Visti i DD.AA. 13/02/1998 e 26/06/1998 relativi al contenimento dell inquinamento atmosferico nell area industriale di Milazzo; Visti gli art. 7, 8, 9 del D.L.gs. n. 351/99; Visto il D.M. 2/04/2002 n. 60 che ha recepito le Direttive 1999/30/CE e 2000/69/CE con aggiornamento dei valori limite delle emissioni; Visto il Decreto dell'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente n. 50/GAB del 4 settembre 2002, con il quale è stato dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale il territorio del Comprensorio del Mela costituito dai comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto; Vista la Delibera della Giunta Regionale di Governo n. 306 del con la quale viene istituito l Ufficio Speciale per le Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, ai sensi dell art. 4, c. 7 della L.r. 10/2000, al fine di consentire ad un unica struttura di coordinare la realizzazione di programmi e progetti di rilevante entità nelle aree dichiarate a rischio ambientale; Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 344
104 Visto il decreto dell ARTA n. 305/2005 del ; Visto il D.Lgs. 152 del 3 aprile 2006, parte V a Norme in materia di tutela dell aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera ; Visto il documento dell 1 agosto 2006 predisposto dalla Commissione Provinciale Tutela Ambiente di Messina in adempimento a quanto disposto con D.A. 48/GAB del 23/02/2005; Considerato che alcune Aziende operanti nell area hanno come obiettivo il miglioramento delle prestazioni ambientali avendo acquisito le relative certificazioni riconosciute a livello comunitario; Considerata la situazione ambientale dell area ad elevato rischio di crisi ambientale del Comprensorio del Mela; Ritenuto di dover procedere, nella qualità di Autorità preposta, al risanamento ambientale dell area a rischio in oggetto, DECRETA Articolo 1 È approvato il documento dell 1 agosto 2006 predisposto dalla Commissione Provinciale Tutela Ambiente di Messina, in premessa citato, costituito dai seguenti allegati che fanno parte integrante del presente decreto: Allegato 1 - piano di azione; Allegato 2 - interventi di prevenzione dell inquinamento atmosferico; Allegato 3 - caratteristiche delle stazioni della rete di rilevamento della qualità dell aria; Allegato 4 - ubicazione delle stazioni della rete di rilevamento della qualità dell aria; Quanto contenuto nel presente decreto costituisce Intervento di risanamento della qualità dell aria nell ambito del piano di risanamento ambientale dell area a rischio del Comprensorio del Mela. Articolo 2 Nelle more della definizione della rete di rilevamento di cui agli allegati 3 e 4, l attivazione delle procedure di intervento, in conformità a quanto prescritto negli allegati 1 e 2, dovrà essere basata sulle centraline e sui parametri rilevati dalla rete di rilevamento attualmente esistente di cui al citato D.A. del 13/02/1998. Nella fase transitoria la Provincia Regionale di Messina curerà l allertamento delle Aziende in caso di superamento dei livelli di concentrazione delle sostanze monitorate, così come fissati nel presente decreto, vigilando sull attuazione degli interventi di prevenzione stabiliti. Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso entro il termine di 60 giorni al Tribunale Amministrativo Regionale, ai sensi della legge 6 Dicembre 1971 n. 1034, ovvero ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, entro il termine di 120 giorni, ai sensi dell art. 23, ultimo comma, dello Statuto Siciliano. Il presente Decreto verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Palermo, 05 settembre 2006 Il Dirigente preposto all Ufficio Speciale Dott. Antonino Cuspilici Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 345
105 Allegato 1 PIANO DI AZIONE 1) I gestori delle fonti di emissione hanno l obbligo di mettere in atto autonomamente le procedure di intervento di cui al presente allegato tutte le volte che si verificheranno gli eventi in esso previsti. 2) Le norme di comportamento devono essere rispettate da tutti gli insediamenti industriali individuati nel presente decreto, indipendentemente dalla loro localizzazione. 3) I dati relativi alla qualità dell aria verranno forniti, in tempo reale, su supporto telematico, dalle reti di rilevamento in esercizio, che saranno interconnesse per lo scambio costante dei dati. 4) I dati delle centraline saranno acquisiti dal gestore della Rete e, a cura dello stesso, saranno inviati ai soggetti istituzionalmente competenti (C.P.T.A., Provincia, DAP Messina, Comuni, ecc.), e con sistemi idonei resi accessibili ai cittadini. La rete interconnessa del comprensorio industriale di Milazzo è costituita complessivamente da n. 17 stazioni (le caratteristiche e la localizzazione riportati negli Allegati 3 e 4). I dati meteo di riferimento utilizzati nei calcoli sono quelli rilevati dai sensori installati sulla torre meteorologica della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela a quota 100 m e dal sistema RASS-SODAR della Provincia Regionale di Messina. Ai fini dell'applicazione delle norme comportamentali si farà riferimento, oltre che ai parametri chimici, anche ai parametri meteo (direzione prevalente del vento, velocità del vento, temperatura dell aria, ecc.) misurati a quota 100 m e dal sistema RASS-SODAR. 5) Ogni postazione chimica di ciascuna rete elabora e rende disponibile ogni ora, per ogni inquinante misurato, un dato di concentrazione media oraria sulla base delle misure elementari acquisite nell'ora, oltre alle concentrazioni medie di 10 minuti per SO 2 (anidride solforosa) e NMHC (idrocarburi non metanici). Nel caso che le medie orarie siano elaborate su base semioraria, queste dovranno esser riportate su base oraria. Il dato di concentrazione in uscita è espresso in µg/m 3 ed è corretto in base all'ultima calibrazione. Qualora gli analizzatori di inquinanti forniscano la concentrazione espressa in ppm il software provvederà alla necessaria conversione in µg/m 3 (a 293 K e 101,3 kpa) utilizzando i seguenti coefficienti moltiplicativi: 2664 per la concentrazione di SO 2 ; 1914 per la concentrazione di NO 2 ; 499 per la concentrazione di NMHC (espressi in C). Per la postazione meteo la rete elabora e rende disponibile ogni ora i seguenti parametri: direzione prevalente del vento a quota 100 m; velocità del vento a quota 100m in m/s. Dovranno inoltre essere disponibili: velocità del vento a quota 10 m (m/sec); sigma direzione vento a quota 100 m (gradi nord); direzione risultante del vento a 10 e 100 m (gradi nord); velocità risultante del vento a 10 e 100 m (m/sec); Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 346
106 temperatura aria ( C); pressione aria (kpa); umidità relativa dell aria (%); precipitazione (mm/h); irraggiamento solare (kw/m 2 ). Dovrà inoltre essere attivato un sistema di rilevamento del fenomeno dell inversione termica con idoneo sistema (RASS-SODAR o equivalente), da verificarsi ad una quota max di 300 m con gradiente termico di 1,3 C rapportato a 100 m. I dati di cui sopra sono registrati presso il centro di elaborazione dati. 6) Per il buon funzionamento delle apparecchiature, a garanzia della qualità ed affidabilità delle misure, la Rete dovrà essere gestita secondo le specifiche tecniche contenute nella Guida al manuale della qualità delle reti di rilevamento della qualità dell aria (RTI CTN_ACE 2/2001) e successive modifiche ed integrazioni. Dovrà essere reso disponibile dal gestore della Rete un soggetto reperibile cui fare riferimento per eventuali segnalazioni di anomalie, guasti, chiarimenti inerenti al funzionamento ed alle indicazioni fornite dalla rete. La richiesta di intervento del reperibile dovrà riguardare esclusivamente situazioni particolarmente significative ed importanti quali ad esempio la mancanza di dati di una rete per più di 2 ore o la presenza di valori elevati di concentrazione in postazioni con test di riferibilità negativo. Successivamente alla prima applicazione i casi di richiesta reperibile saranno evidenziati da software sulla base delle anomalie riscontrate. 7) Per ciascuna postazione sono definiti livelli di concentrazione di SO 2, NO 2, NMHC (in µg/m 3 ) in base ai quali sono individuati gli stati di preallarme, allarme ed emergenza. Preallarme Allarme Emergenza superamento CMR SO 2 ; concentrazione media oraria di SO 2 >150; concentrazione media oraria di NO 2 >200; concentrazione media oraria di NMHC >500 superamento CMR SO 2 per 3 ore consecutive; concentrazione media oraria di SO 2 >225; concentrazione media oraria di NO 2 >250; concentrazione media oraria di NMHC >700 mancato riallineamento nelle tre ore successive alla condizione di allarme della CMR SO 2 ; concentrazione media oraria di SO 2 >350; concentrazione media oraria di NO 2 >300; concentrazione media oraria di NMHC >1000. dove per CMR SO 2 si intende la Concentrazione Media Residua di SO 2 calcolata come: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 347
107 in cui Ch h=1 CMR = 24-i i i Ch è la sommatoria delle concentrazioni orarie acquisite sino all ora i-esima h=1 della giornata in corso. La CMR SO 2 può essere calcolata a partire dalla ora 1, ed i può assumere il valore massimo di 23. E' inoltre definito di seguito il criterio di riferibilità meteorologica in base al quale lo stato segnalato comporta o meno gli interventi programmati delle aziende per il contenimento delle emissioni. Ai fini dell applicazione del criterio di riferibilità, per Edipower e Raffineria di Milazzo, in via iniziale si farà riferimento ad un solo punto di emissione fittizio, PEF con Lat '16" e Long '26", ubicato in posizione baricentrica (per inquinanti emessi) rispetto alle ciminiere presenti nel territorio. Per la ESI il punto di emissione fittizio PE ha coordinate coincidenti con il centro dello stabilimento (Lat ' 20", Long ' 53"). Si definisce AZ(j) l angolo in gradi Nord che il segmento congiungente il punto fittizio PE con la postazione j forma con un asse Y avente origine coincidente con PE. Il test di riferibilità effettuato ogni ora nel programma di gestione per ognuna delle postazioni chimiche della rete interconnessa è positivo se: la velocità del vento a quota 100 m è < 1,5 m/sec; la velocità del vento a quota 100 m è compresa tra 1,5 m/sec e 2,5 m/sec (estremi inclusi) e la direzione prevalente del vento a quota 100 m compresa in un settore di ampiezza 180 gradi cioè: AZ - 90 D.V. AZ + 90 la velocità del vento a quota 100 m è compresa tra 2,5 m/sec. e 4 m/sec. e la direzione prevalente del vento quota 100 m. è compresa in un settore di ampiezza 120 gradi cioè: AZ - 60 D.V. AZ + 60 la velocità del vento a quota 100 m è > = 4 m/sec. e la direzione prevalente del vento quota 100 m è compresa in un settore di ampiezza 60 gradi cioè: AZ - 30 D.V. AZ + 30 L'insorgenza di anomalie in una o più postazioni che avesse determinato la necessità di interventi, comporterà la cancellazione degli stati di allarme ed emergenza eventualmente in atto solo nel caso in cui nessun altra postazione permarrà nello stato di allarme o emergenza con riferibilità positiva. 8) Gli interventi programmati dalle aziende del territorio per il contenimento delle immissioni di SO 2, NO 2 e NMHC approvati con il presente decreto e riportati in Allegato 2, saranno attuati al verificarsi contemporaneo delle seguenti condizioni: riferibilità meteorologica accertata; Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 348
108 una postazione in condizioni di preallarme, allarme o emergenza. 9) Gli interventi da attuarsi da parte dei gestori delle emissioni sono quelli riportati in Allegato 2 per ciascuna azienda. Inoltre tutti gli stabilimenti industriali, individuati nel presente provvedimento, sono tenuti anche ad adottare adeguati interventi al fine di evitare la produzione di emissioni diffuse secondo la normativa vigente. 10) Tutti gli interventi per la riduzione delle emissioni dovranno essere documentabili ed annotati su apposito registro a disposizione delle autorità di controllo, ed essere comunicate in tempo reale al gestore della Rete. 11) Qualora, a seguito di ciascuno degli interventi previsti, entro un ora non venisse riscontrata inversione di tendenza, si procederà agli interventi successivi. Il ripristino delle condizioni normali potrà essere effettuato dopo un ora dal cessato stato di preallarme, allarme o emergenza. 12) In caso di permanenza dello stato di emergenza per mancato riallineamento dei parametri, malgrado l attuazione degli interventi correttivi previsti dal presente provvedimento, il gestore della Rete provvederà ad allertare le autorità competenti al fine di individuare gli opportuni interventi. 13) Dopo un ora dal verificarsi della condizione di inversione termica, come precedentemente definita, le aziende daranno seguito ai seguenti interventi programmati: Raffineria di Milazzo - avvio delle procedure di preallarme per SO 2 ed NO 2, avvio di procedure di emergenza (livelli I e II ) per NMHC; Edipower innalzamento della temperatura dei fumi di tutte le Unità termoelettriche da 160 MW fino a 150 C; verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO2 delle n. 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 180 kg/ora per singola Unità. ESI S.p.A.- avvio di procedure di allarme per SO 2 e NO 2. Restano ferme le procedure previste negli allegati seguenti in caso di superamento delle soglie di cui al punto 7. 14) L efficacia degli interventi previsti dal presente provvedimento saranno comunque verificate al termine di un anno dalla data di entrata in funzione della rete di monitoraggio interconnessa, al fine di una eventuale revisione alla luce dell'esperienza acquisita. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 349
109 Allegato 2 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO ATMOSFERICO A seguito di segnalazione proveniente dal sistema di controllo delle emissioni o dalla rete di monitoraggio delle immissioni di superamento di una delle soglie previste (preallarme, allarme, emergenza), il personale preposto alla conduzione degli impianti degli insediamenti industriali sotto elencati attuerà gli interventi previsti da questo allegato, in ordine prioritario e sequenziale. 1. EDIPOWER 1.1 Interventi programmati per il controllo di SO Preallarme I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Con test di riferibilità positivo, si procede all innalzamento della temperatura dei fumi di tutte le Unità termoelettriche da 160 MW fino a 150 C. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 180 kg/ora per singola Unità. esclusione dalla teleregolazione per le quattro unità termoelettriche da 160 MW con innalzamento della temperatura fino a 155 C delle stesse Unità da 160 MW. III. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 580 kg/ora per singola Unità. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 350
110 Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di SO 2 da conseguire Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale ad uno stato di preallarme, si procederà come di seguito: 1) Se si proviene dalla terza ora di preallarme lo step di intervento successivo sarà il III del punto realizzando contestualmente anche il II dello stesso punto. 2) In tutti gli altri casi lo step di intervento successivo sarà il II del punto I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Con test di riferibilità positivo, si procederà alla esclusione dalla teleregolazione e all innalzamento della temperatura dei fumi fino a 155 C per le quattro unità termoelettriche da 160 MW compatibilmente con il carico del gruppo. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 160 kg/ora per III. singola Unità. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 465 kg/ora per singola Unità. IV. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 1 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 kg/ora per singola Unità. V. Nella quinta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 kg/ora per singola Unità. VI. VII. Nella sesta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 kg/ora. per singola Unità. Nella settima ora dalla segnalazione: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 351
111 verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle quattro Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 Kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di SO 2 da conseguire. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate non si realizzasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di allarme, dovranno essere attuati progressivamente nelle ore successive gli ulteriori interventi previsti nel caso di segnalazione di emergenza. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di allarme, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora successiva dal cessato stato di allarme Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale ad uno stato di allarme, si procederà come di seguito: 1) Se si proviene dalla settima ora di allarme lo step di intervento successivo sarà il III del punto realizzando contestualmente anche il II dello stesso punto. 2) In tutti gli altri casi lo step di intervento successivo sarà il II. del punto I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Con test di riferibilità positivo, si procede all innalzamento della temperatura dei fumi fino a 155 C per tutte le unità da 160 MW, inoltre, verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 150 kg/ora per singola Unità. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 Kg/ora per singola Unità. III. Nella terza ora dalla segnalazione: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 352
112 IV. verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle due Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 110 Kg/ora per singola unità; verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 1 Unità termoelettrica da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora per singola Unità. V. Nella quinta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora per singola Unità. VI. VII. Nella sesta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora per singola Unità. Nella settima ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 1 Unità termoelettrica da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora. VIII. Nella ottava ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora per singola Unità. IX. Nella nona ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora per singola Unità. X. Nella decima ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora per singola Unità. XI. XII. Nella undicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 1 Unità termoelettrica da 160 MW. Nella dodicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW. XIII. Nella tredicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW. XIV. Nella quattordicesima ora dalla segnalazione: fermare le 4 Unità termoelettriche da 160 MW. XV. Nella quindicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 1 Unità termoelettrica da 320 MW. XVI. Nella sedicesima ora dalla segnalazione: fermare le 2 Unità termoelettriche da 320 MW. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 353
113 sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di SO 2 da conseguire. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di emergenza, allarme e preallarme, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti nell ora successiva. 1.2 Interventi programmati per il controllo di NO x Preallarme I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete e la riferibilità della capannina di rilevamento. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle quattro Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 200 kg/ora per singola Unità. III. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle due Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 130 kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di NOx da conseguire Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il II di questo punto Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 354
114 I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete e la riferibilità della capannina di rilevamento II. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale 150 kg/ora per singola Unità. III. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 100 kg/ora per singola Unità. IV. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale 100 kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di NOx da conseguire Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete e la riferibilità della capannina di rilevamento verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 150 kg/ora per singola unità. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 120 kg/ora per singola Unità. III. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 90 kg/ora per singola Unità. IV. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 100 kg/ora per singola Unità. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 355
115 V. Nella quinta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 70 kg/ora per singola Unità. VI. Nella sesta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 60 kg/ora per singola Unità. VII. Nella settima ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 50 kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare ovvero attuare cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di NOx da conseguire. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di emergenza, allarme e preallarme, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti nell ora successiva. Si sottolinea altresì, che tutti i passaggi tra un livello di allarme inferiore ad un livello superiore saranno gestiti secondo il criterio di attuare il gradino di intervento successivo a quelli già attuati applicando sempre un azione di intervento restrittiva. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 356
116 2. RAFFINERIA DI MILAZZO S.C.p.A. 2.1 Interventi programmati per il controllo di SO Preallarme I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e la qualità del combustibile utilizzato. innalzamento della temperatura dei fumi al di sopra dei 200 C degli impianti di combustione utilizzanti olio combustibile. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione dell olio combustibile impiegato da MTZ a BTZ. L intervento verrà mantenuto fino ad un ora dopo il riallineamento Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il II di questo punto. I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete ed innalzamento della temperatura dei fumi degli impianti di combustione utilizzanti olio combustibile al di sopra dei 200 C. Sostituzione dell olio combustibile impiegato da MTZ a BTZ. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione progressiva dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 357
117 L intervento verrà mantenuto fino ad un ora dopo il riallineamento dal cessato stato di preallarme Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete ed innalzamento della temperatura dei fumi degli impianti di combustione utilizzanti olio combustibile al di sopra dei 200 C. Sostituzione dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: incremento del prelievo di vapore dalla Centrale Termica Milazzo (funzionante a gas naturale) sino al valore massimo di 110 t/h e contemporanea riduzione della produzione vapore di Raffineria. III. Nella terza ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la prima unità di distillazione. IV. Nella quarta ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la seconda unità di distillazione. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di preallarme, allarme ed emergenza, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora. 2.2 Interventi programmati per il controllo di NO x Preallarme I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e gli eccessi d aria, riducendoli al minimo laddove non effettuato. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 358
118 2.1.3 Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il II di questo punto. I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e gli eccessi d aria riducendoli al minimo laddove non effettuato. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione progressiva dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto. I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e gli eccessi d aria riducendoli al minimo laddove non effettuato. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale. III. Nella terza ora dalla segnalazione: incremento del prelievo di vapore dalla Centrale Termica Milazzo (funzionante a gas naturale) sino al valore massimo di 110 t/h e contemporanea riduzione della produzione vapore di Raffineria. IV. Nella quarta ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la prima unità di distillazione. V. Nella quinta ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la seconda unità di distillazione. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di preallarme, allarme ed emergenza, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 359
119 2.3 Interventi programmati per il controllo di NMHC L azienda darà seguito agli interventi in caso di superamenti (preallarme, allarme ed emergenza) segnalati dalle due centraline dedicate (ubicate nei pressi della Raffineria) Preallarme Verificare la congruità delle misure previo immediato contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Verificare le condizioni di marcia degli impianti e dei serbatoi di prodotti per individuare eventuali anomalie che possano causare emissioni di idrocarburi non metanici. Verificare le temperature di colaggio dei prodotti leggeri massimizzando il raffreddamento Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto : I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo immediato contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Verificare le condizioni di marcia degli impianti e dei serbatoi di prodotti per individuare eventuali anomalie che possano causare emissioni di idrocarburi non metanici. Verificare le temperature di colaggio dei prodotti leggeri massimizzando il raffreddamento. II. Alla seconda ora dalla segnalazione: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 360
120 III. limitare le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) al 50 % del valore massimo laddove non dotati di sistema di recupero vapori. Alla terza ora dalla segnalazione: rallentare eventuali operazioni di bonifica in atmosfera di apparecchiature che hanno contenuto idrocarburi, sospendere i drenaggi dei serbatoi di greggio e prodotti, rallentare le operazioni di blending delle benzine Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il IV di questo punto I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo immediato contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Verificare le condizioni di marcia degli impianti e dei serbatoi di prodotti per individuare eventuali anomalie che possano causare emissioni di idrocarburi non metanici. Verificare le temperature di colaggio dei prodotti leggeri massimizzando il raffreddamento. II. Alla seconda ora dalla segnalazione: limitare le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) al 50 % del valore massimo laddove non dotati di sistema di recupero vapori. III. Alla terza ora dalla segnalazione: rallentare eventuali operazioni di bonifica in atmosfera di apparecchiature che hanno contenuto idrocarburi, sospendere i drenaggi dei serbatoi di greggio e prodotti, rallentare le operazioni di blending delle benzine. IV. Alla quarta ora dalla segnalazione: limitare le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) al 25 % del valore massimo laddove non dotati di sistema di recupero vapori. V. Alla quinta ora dalla segnalazione: sospendere le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) laddove non dotati di sistema di recupero vapori e le operazioni di blending delle benzine. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di preallarme, allarme ed emergenza, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 361
121 3. ECOLOGICAL SCRAP INDUSTRY S.p.A. 3.1 Interventi programmati per il controllo di SO 2 e NO x 3.1 Allarme I. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare le condizioni di riferibilità e la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: innalzamento della temperatura dei fumi dal camino A4 (forno di fusione rifiuti) fino al massimo consentito, per motivi di sicurezza degli impianti (90 ± 2 C). III. IV. Nella terza ora dalla segnalazione: verificare le condizioni di emissione dal camino A4 relativamente ad ossidi di azoto e di zolfo. Nella quarta ora dalla segnalazione: predisposizione e attuazione di tutte le operazioni previste per la fine del ciclo di fusione. Relativamente al ciclo di raffinazione, al perdurare delle condizioni di allarme, ridurre al minimo tecnicamente fattibile il funzionamento del bruciatore di riscaldo delle coppelle. 3.2 Emergenza I. Nella prima ora dalla segnalazione: si procederà a verificare le condizioni di riferibilità e la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. II. Nella seconda ora dalla segnalazione: innalzamento della temperatura dei fumi dal camino A4 fino al massimo consentito, per motivi di sicurezza degli impianti (90 ± 2 C). III. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica delle condizioni di emissione dal camino A4 relativamente ad ossidi di azoto e di zolfo. IV. Nella quarta ora dalla segnalazione: predisposizione e attuazione di tutte le operazioni previste per la fine del ciclo di fusione. Relativamente al ciclo di raffinazione, al perdurare delle condizioni di Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 362
122 emergenza, ridurre al minimo tecnicamente fattibile il funzionamento del bruciatore di riscaldo delle coppelle e sospendere le operazioni di caricamento degli impianti (forno fusorio o coppelle di raffinazione). Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 363
123 D.D.U.S. n 19 del REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE UFFICIO SPECIALE AREE AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE IL DIRIGENTE PREPOSTO Visto lo Statuto della Regione Siciliana; Vista la Legge Regionale n. 2 del 10/04/1978; Vista la Legge Regionale n. 39 del 18/05/1977; Vista la Legge Regionale n. 78 del 04/08/1980; Visto il Decreto Presidente della Repubblica n. 203 del 24/05/1988; Vista la Legge n. 288 del 4/08/1989; Visto il Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 21/07/1989; Visto il Decreto del Ministro dell'ambiente del 12 luglio 1990; Visto il Decreto del Presidente della Repubblica del 25 luglio 1991; Visto il D.A. n. 409/17 del 14 luglio 1997, col quale sono stati individuati gli adempimenti a carico delle imprese per la verifica delle emissioni diffuse di polveri; Visto il D.A. n. 31/17 del 25/01/99, con il quale sono stati individuati i contenuti delle relazioni di analisi, nonché le condizioni e le modalità di effettuazione dei campionamenti, le metodiche e l'esposizione dei risultati analitici; Visto il D.M. del 25/08/2000 Aggiornamento dei metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti ai sensi del D.P.R. 203/88 ; Visto il D.A. n. 232/17 del 18/04/2001 recante direttive per il rilascio delle autorizzazioni ai sensi del D.P.R. 203/88; Vista la circolare dell ARTA n. 6526/U del 30/03/1996 relativa alla fissazione dei limiti alle emissioni ed alla periodicità dei rilevamenti; Visti i DD.AA. 13/02/1998 e 26/06/1998 relativi al contenimento dell inquinamento atmosferico nell area industriale di Milazzo; Visti gli art. 7, 8, 9 del D.L.gs. n. 351/99; Visto il D.M. 2/04/2002 n. 60 che ha recepito le Direttive 1999/30/CE e 2000/69/CE con aggiornamento dei valori limite delle emissioni; Visto il Decreto dell'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente n. 50/GAB del 4 settembre 2002, con il quale è stato dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale il territorio del Comprensorio del Mela costituito dai comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto; Vista la Delibera della Giunta Regionale di Governo n. 306 del con la quale viene istituito l Ufficio Speciale per le Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, ai sensi dell art. 4, c. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 364
124 7 della L.r. 10/2000, al fine di consentire ad un unica struttura di coordinare la realizzazione di programmi e progetti di rilevante entità nelle aree dichiarate a rischio ambientale; Visto il decreto dell ARTA n. 305/2005 del ; Visto il D.Lgs. 152 del 3 aprile 2006, parte V a Norme in materia di tutela dell aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera ; Visto il documento dell 1 agosto 2006 predisposto dalla Commissione Provinciale Tutela Ambiente di Messina in adempimento a quanto disposto con D.A. 48/GAB del 23/02/2005; Considerato che alcune Aziende operanti nell area hanno come obiettivo il miglioramento delle prestazioni ambientali avendo acquisito le relative certificazioni riconosciute a livello comunitario; Considerata la situazione ambientale dell area ad elevato rischio di crisi ambientale del Comprensorio del Mela; Ritenuto di dover procedere, nella qualità di Autorità preposta, al risanamento ambientale dell area a rischio in oggetto, DECRETA Articolo 1 È approvato il documento dell 1 agosto 2006 predisposto dalla Commissione Provinciale Tutela Ambiente di Messina, in premessa citato, costituito dai seguenti allegati che fanno parte integrante del presente decreto: Allegato 1 - piano di azione; Allegato 2 - interventi di prevenzione dell inquinamento atmosferico; Allegato 3 - caratteristiche delle stazioni della rete di rilevamento della qualità dell aria; Allegato 4 - ubicazione delle stazioni della rete di rilevamento della qualità dell aria; Quanto contenuto nel presente decreto costituisce Intervento di risanamento della qualità dell aria nell ambito del piano di risanamento ambientale dell area a rischio del Comprensorio del Mela. Articolo 2 Nelle more della definizione della rete di rilevamento di cui agli allegati 3 e 4, l attivazione delle procedure di intervento, in conformità a quanto prescritto negli allegati 1 e 2, dovrà essere basata sulle centraline e sui parametri rilevati dalla rete di rilevamento attualmente esistente di cui al citato D.A. del 13/02/1998. Nella fase transitoria la Provincia Regionale di Messina curerà l allertamento delle Aziende in caso di superamento dei livelli di concentrazione delle sostanze monitorate, così come fissati nel presente decreto, vigilando sull attuazione degli interventi di prevenzione stabiliti. Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso entro il termine di 60 giorni al Tribunale Amministrativo Regionale, ai sensi della legge 6 Dicembre 1971 n. 1034, ovvero ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, entro il termine di 120 giorni, ai sensi dell art. 23, ultimo comma, dello Statuto Siciliano. Il presente Decreto verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Palermo, 05 settembre 2006 Il Dirigente preposto all Ufficio Speciale Dott. Antonino Cuspilici Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 365
125 Allegato 1 PIANO DI AZIONE 15) I gestori delle fonti di emissione hanno l obbligo di mettere in atto autonomamente le procedure di intervento di cui al presente allegato tutte le volte che si verificheranno gli eventi in esso previsti. 16) Le norme di comportamento devono essere rispettate da tutti gli insediamenti industriali individuati nel presente decreto, indipendentemente dalla loro localizzazione. 17) I dati relativi alla qualità dell aria verranno forniti, in tempo reale, su supporto telematico, dalle reti di rilevamento in esercizio, che saranno interconnesse per lo scambio costante dei dati. 18) I dati delle centraline saranno acquisiti dal gestore della Rete e, a cura dello stesso, saranno inviati ai soggetti istituzionalmente competenti (C.P.T.A., Provincia, DAP Messina, Comuni, ecc.), e con sistemi idonei resi accessibili ai cittadini. La rete interconnessa del comprensorio industriale di Milazzo è costituita complessivamente da n. 17 stazioni (le caratteristiche e la localizzazione riportati negli Allegati 3 e 4). I dati meteo di riferimento utilizzati nei calcoli sono quelli rilevati dai sensori installati sulla torre meteorologica della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela a quota 100 m e dal sistema RASS-SODAR della Provincia Regionale di Messina. Ai fini dell'applicazione delle norme comportamentali si farà riferimento, oltre che ai parametri chimici, anche ai parametri meteo (direzione prevalente del vento, velocità del vento, temperatura dell aria, ecc.) misurati a quota 100 m e dal sistema RASS-SODAR. 19) Ogni postazione chimica di ciascuna rete elabora e rende disponibile ogni ora, per ogni inquinante misurato, un dato di concentrazione media oraria sulla base delle misure elementari acquisite nell'ora, oltre alle concentrazioni medie di 10 minuti per SO 2 (anidride solforosa) e NMHC (idrocarburi non metanici). Nel caso che le medie orarie siano elaborate su base semioraria, queste dovranno esser riportate su base oraria. Il dato di concentrazione in uscita è espresso in µg/m 3 ed è corretto in base all'ultima calibrazione. Qualora gli analizzatori di inquinanti forniscano la concentrazione espressa in ppm il software provvederà alla necessaria conversione in µg/m 3 (a 293 K e 101,3 kpa) utilizzando i seguenti coefficienti moltiplicativi: 2664 per la concentrazione di SO 2 ; 1914 per la concentrazione di NO 2 ; 499 per la concentrazione di NMHC (espressi in C). Per la postazione meteo la rete elabora e rende disponibile ogni ora i seguenti parametri: direzione prevalente del vento a quota 100 m; velocità del vento a quota 100m in m/s. Dovranno inoltre essere disponibili: velocità del vento a quota 10 m (m/sec); sigma direzione vento a quota 100 m (gradi nord); direzione risultante del vento a 10 e 100 m (gradi nord); velocità risultante del vento a 10 e 100 m (m/sec); Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 366
126 temperatura aria ( C); pressione aria (kpa); umidità relativa dell aria (%); precipitazione (mm/h); irraggiamento solare (kw/m 2 ). Dovrà inoltre essere attivato un sistema di rilevamento del fenomeno dell inversione termica con idoneo sistema (RASS-SODAR o equivalente), da verificarsi ad una quota max di 300 m con gradiente termico di 1,3 C rapportato a 100 m. I dati di cui sopra sono registrati presso il centro di elaborazione dati. 20) Per il buon funzionamento delle apparecchiature, a garanzia della qualità ed affidabilità delle misure, la Rete dovrà essere gestita secondo le specifiche tecniche contenute nella Guida al manuale della qualità delle reti di rilevamento della qualità dell aria (RTI CTN_ACE 2/2001) e successive modifiche ed integrazioni. Dovrà essere reso disponibile dal gestore della Rete un soggetto reperibile cui fare riferimento per eventuali segnalazioni di anomalie, guasti, chiarimenti inerenti al funzionamento ed alle indicazioni fornite dalla rete. La richiesta di intervento del reperibile dovrà riguardare esclusivamente situazioni particolarmente significative ed importanti quali ad esempio la mancanza di dati di una rete per più di 2 ore o la presenza di valori elevati di concentrazione in postazioni con test di riferibilità negativo. Successivamente alla prima applicazione i casi di richiesta reperibile saranno evidenziati da software sulla base delle anomalie riscontrate. 21) Per ciascuna postazione sono definiti livelli di concentrazione di SO 2, NO 2, NMHC (in µg/m 3 ) in base ai quali sono individuati gli stati di preallarme, allarme ed emergenza. Preallarme Allarme Emergenza superamento CMR SO 2 ; concentrazione media oraria di SO 2 >150; concentrazione media oraria di NO 2 >200; concentrazione media oraria di NMHC >500 superamento CMR SO 2 per 3 ore consecutive; concentrazione media oraria di SO 2 >225; concentrazione media oraria di NO 2 >250; concentrazione media oraria di NMHC >700 mancato riallineamento nelle tre ore successive alla condizione di allarme della CMR SO 2 ; concentrazione media oraria di SO 2 >350; concentrazione media oraria di NO 2 >300; concentrazione media oraria di NMHC >1000. dove per CMR SO 2 si intende la Concentrazione Media Residua di SO 2 calcolata come: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 367
127 in cui Ch h=1 CMR = 24-i i i Ch è la sommatoria delle concentrazioni orarie acquisite sino all ora i-esima h=1 della giornata in corso. La CMR SO 2 può essere calcolata a partire dalla ora 1, ed i può assumere il valore massimo di 23. E' inoltre definito di seguito il criterio di riferibilità meteorologica in base al quale lo stato segnalato comporta o meno gli interventi programmati delle aziende per il contenimento delle emissioni. Ai fini dell applicazione del criterio di riferibilità, per Edipower e Raffineria di Milazzo, in via iniziale si farà riferimento ad un solo punto di emissione fittizio, PEF con Lat '16" e Long '26", ubicato in posizione baricentrica (per inquinanti emessi) rispetto alle ciminiere presenti nel territorio. Per la ESI il punto di emissione fittizio PE ha coordinate coincidenti con il centro dello stabilimento (Lat ' 20", Long ' 53"). Si definisce AZ(j) l angolo in gradi Nord che il segmento congiungente il punto fittizio PE con la postazione j forma con un asse Y avente origine coincidente con PE. Il test di riferibilità effettuato ogni ora nel programma di gestione per ognuna delle postazioni chimiche della rete interconnessa è positivo se: la velocità del vento a quota 100 m è < 1,5 m/sec; la velocità del vento a quota 100 m è compresa tra 1,5 m/sec e 2,5 m/sec (estremi inclusi) e la direzione prevalente del vento a quota 100 m compresa in un settore di ampiezza 180 gradi cioè: AZ - 90 D.V. AZ + 90 la velocità del vento a quota 100 m è compresa tra 2,5 m/sec. e 4 m/sec. e la direzione prevalente del vento quota 100 m. è compresa in un settore di ampiezza 120 gradi cioè: AZ - 60 D.V. AZ + 60 la velocità del vento a quota 100 m è > = 4 m/sec. e la direzione prevalente del vento quota 100 m è compresa in un settore di ampiezza 60 gradi cioè: AZ - 30 D.V. AZ + 30 L'insorgenza di anomalie in una o più postazioni che avesse determinato la necessità di interventi, comporterà la cancellazione degli stati di allarme ed emergenza eventualmente in atto solo nel caso in cui nessun altra postazione permarrà nello stato di allarme o emergenza con riferibilità positiva. 22) Gli interventi programmati dalle aziende del territorio per il contenimento delle immissioni di SO 2, NO 2 e NMHC approvati con il presente decreto e riportati in Allegato 2, saranno attuati al verificarsi contemporaneo delle seguenti condizioni: riferibilità meteorologica accertata; Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 368
128 una postazione in condizioni di preallarme, allarme o emergenza. 23) Gli interventi da attuarsi da parte dei gestori delle emissioni sono quelli riportati in Allegato 2 per ciascuna azienda. Inoltre tutti gli stabilimenti industriali, individuati nel presente provvedimento, sono tenuti anche ad adottare adeguati interventi al fine di evitare la produzione di emissioni diffuse secondo la normativa vigente. 24) Tutti gli interventi per la riduzione delle emissioni dovranno essere documentabili ed annotati su apposito registro a disposizione delle autorità di controllo, ed essere comunicate in tempo reale al gestore della Rete. 25) Qualora, a seguito di ciascuno degli interventi previsti, entro un ora non venisse riscontrata inversione di tendenza, si procederà agli interventi successivi. Il ripristino delle condizioni normali potrà essere effettuato dopo un ora dal cessato stato di preallarme, allarme o emergenza. 26) In caso di permanenza dello stato di emergenza per mancato riallineamento dei parametri, malgrado l attuazione degli interventi correttivi previsti dal presente provvedimento, il gestore della Rete provvederà ad allertare le autorità competenti al fine di individuare gli opportuni interventi. 27) Dopo un ora dal verificarsi della condizione di inversione termica, come precedentemente definita, le aziende daranno seguito ai seguenti interventi programmati: Raffineria di Milazzo - avvio delle procedure di preallarme per SO 2 ed NO 2, avvio di procedure di emergenza (livelli I e II ) per NMHC; Edipower innalzamento della temperatura dei fumi di tutte le Unità termoelettriche da 160 MW fino a 150 C; verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO2 delle n. 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 180 kg/ora per singola Unità. ESI S.p.A.- avvio di procedure di allarme per SO 2 e NO 2. Restano ferme le procedure previste negli allegati seguenti in caso di superamento delle soglie di cui al punto 7. 28) L efficacia degli interventi previsti dal presente provvedimento saranno comunque verificate al termine di un anno dalla data di entrata in funzione della rete di monitoraggio interconnessa, al fine di una eventuale revisione alla luce dell'esperienza acquisita. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 369
129 Allegato 2 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO ATMOSFERICO A seguito di segnalazione proveniente dal sistema di controllo delle emissioni o dalla rete di monitoraggio delle immissioni di superamento di una delle soglie previste (preallarme, allarme, emergenza), il personale preposto alla conduzione degli impianti degli insediamenti industriali sotto elencati attuerà gli interventi previsti da questo allegato, in ordine prioritario e sequenziale. 1. EDIPOWER 1.1 Interventi programmati per il controllo di SO Preallarme IV. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Con test di riferibilità positivo, si procede all innalzamento della temperatura dei fumi di tutte le Unità termoelettriche da 160 MW fino a 150 C. V. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 180 kg/ora per singola Unità. esclusione dalla teleregolazione per le quattro unità termoelettriche da 160 MW con innalzamento della temperatura fino a 155 C delle stesse Unità da 160 MW. VI. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 580 kg/ora per singola Unità. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 370
130 Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di SO 2 da conseguire Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale ad uno stato di preallarme, si procederà come di seguito: 3) Se si proviene dalla terza ora di preallarme lo step di intervento successivo sarà il III del punto realizzando contestualmente anche il II dello stesso punto. 4) In tutti gli altri casi lo step di intervento successivo sarà il II del punto VIII. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Con test di riferibilità positivo, si procederà alla esclusione dalla teleregolazione e all innalzamento della temperatura dei fumi fino a 155 C per le quattro unità termoelettriche da 160 MW compatibilmente con il carico del gruppo. IX. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 160 kg/ora per singola Unità. X. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 465 kg/ora per singola Unità. XI. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 1 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 kg/ora per singola Unità. XII. Nella quinta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 kg/ora per singola Unità. XIII. Nella sesta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 kg/ora. per singola Unità. XIV. Nella settima ora dalla segnalazione: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 371
131 verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle quattro Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 Kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di SO 2 da conseguire. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate non si realizzasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di allarme, dovranno essere attuati progressivamente nelle ore successive gli ulteriori interventi previsti nel caso di segnalazione di emergenza. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di allarme, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora successiva dal cessato stato di allarme Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale ad uno stato di allarme, si procederà come di seguito: 3) Se si proviene dalla settima ora di allarme lo step di intervento successivo sarà il III del punto realizzando contestualmente anche il II dello stesso punto. 4) In tutti gli altri casi lo step di intervento successivo sarà il II. del punto XVII. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Con test di riferibilità positivo, si procede all innalzamento della temperatura dei fumi fino a 155 C per tutte le unità da 160 MW, inoltre, verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 150 kg/ora per singola Unità. XVIII. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle n. 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 430 Kg/ora per singola Unità. XIX. Nella terza ora dalla segnalazione: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 372
132 XX. verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle due Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 110 Kg/ora per singola unità; verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 1 Unità termoelettrica da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora per singola Unità. XXI. Nella quinta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora per singola Unità. XXII. Nella sesta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 350 Kg/ora per singola Unità. XXIII. Nella settima ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 1 Unità termoelettrica da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora. XXIV. Nella ottava ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora per singola Unità. XXV. Nella nona ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 di n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora per singola Unità. XXVI. Nella decima ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di SO 2 delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 300 Kg/ora per singola Unità. XXVII. Nella undicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 1 Unità termoelettrica da 160 MW. XXVIII. Nella dodicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 2 Unità termoelettriche da 160 MW. XXIX. Nella tredicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 3 Unità termoelettriche da 160 MW. XXX. Nella quattordicesima ora dalla segnalazione: fermare le 4 Unità termoelettriche da 160 MW. XXXI. Nella quindicesima ora dalla segnalazione: fermare n. 1 Unità termoelettrica da 320 MW. XXXII. Nella sedicesima ora dalla segnalazione: fermare le 2 Unità termoelettriche da 320 MW. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 373
133 sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di SO 2 da conseguire. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di emergenza, allarme e preallarme, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti nell ora successiva. 1.2 Interventi programmati per il controllo di NO x Preallarme IV. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete e la riferibilità della capannina di rilevamento. V. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle quattro Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 200 kg/ora per singola Unità. VI. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle due Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 130 kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di NOx da conseguire Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il II di questo punto Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 374
134 V. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete e la riferibilità della capannina di rilevamento VI. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale 150 kg/ora per singola VII. Unità. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 100 kg/ora per singola Unità. VIII. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale 100 kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare, ovvero attuare, cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di NOx da conseguire Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto VIII. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete e la riferibilità della capannina di rilevamento verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 150 kg/ora per singola unità. IX. Nella seconda ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 120 kg/ora per singola Unità. X. Nella terza ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 90 kg/ora per singola Unità. XI. Nella quarta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 160 MW ad un valore inferiore o uguale a 100 kg/ora per singola Unità. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 375
135 XII. Nella quinta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 70 kg/ora per singola Unità. XIII. Nella sesta ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 2 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 60 kg/ora per singola Unità. XIV. Nella settima ora dalla segnalazione: verifica e riallineamento delle emissioni massiche di NOx delle 4 Unità termoelettriche da 320 MW ad un valore inferiore o uguale a 50 kg/ora per singola Unità. Qualora per motivi tecnico-gestionali non fosse possibile verificare ovvero attuare cadauna azione sopraindicata il gestore dell impianto dovrà intraprendere altre azioni sostitutive che abbiano una incidenza di pari intensità sulla riduzione dei flussi orari di massa di NOx da conseguire. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di emergenza, allarme e preallarme, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti nell ora successiva. Si sottolinea altresì, che tutti i passaggi tra un livello di allarme inferiore ad un livello superiore saranno gestiti secondo il criterio di attuare il gradino di intervento successivo a quelli già attuati applicando sempre un azione di intervento restrittiva. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 376
136 2. RAFFINERIA DI MILAZZO S.C.p.A. 2.1 Interventi programmati per il controllo di SO Preallarme III. IV. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e la qualità del combustibile utilizzato. innalzamento della temperatura dei fumi al di sopra dei 200 C degli impianti di combustione utilizzanti olio combustibile. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione dell olio combustibile impiegato da MTZ a BTZ. L intervento verrà mantenuto fino ad un ora dopo il riallineamento Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il II di questo punto. III. IV. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete ed innalzamento della temperatura dei fumi degli impianti di combustione utilizzanti olio combustibile al di sopra dei 200 C. Sostituzione dell olio combustibile impiegato da MTZ a BTZ. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione progressiva dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 377
137 L intervento verrà mantenuto fino ad un ora dopo il riallineamento dal cessato stato di preallarme Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto V. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete ed innalzamento della temperatura dei fumi degli impianti di combustione utilizzanti olio combustibile al di sopra dei 200 C. Sostituzione dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale. VI. Nella seconda ora dalla segnalazione: incremento del prelievo di vapore dalla Centrale Termica Milazzo (funzionante a gas naturale) sino al valore massimo di 110 t/h e contemporanea riduzione della produzione vapore di Raffineria. VII. Nella terza ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la prima unità di distillazione. VIII. Nella quarta ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la seconda unità di distillazione. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di preallarme, allarme ed emergenza, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora. 2.2 Interventi programmati per il controllo di NO x Preallarme II. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e gli eccessi d aria, riducendoli al minimo laddove non effettuato. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 378
138 2.1.5 Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il II di questo punto. III. IV. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e gli eccessi d aria riducendoli al minimo laddove non effettuato. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione progressiva dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto. VI. VII. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete, verificare le condizioni di marcia degli impianti e gli eccessi d aria riducendoli al minimo laddove non effettuato. Nella seconda ora dalla segnalazione: sostituzione dell olio combustibile in uso (sino ad un valore minimo di 10 t/h necessario a mantenere in esercizio la rete di distribuzione e ad assicurare affidabilità di marcia ai servizi di produzione vapore ed energia elettrica) con Fuel Gas e/o GPL gassificato e/o gas naturale. VIII. Nella terza ora dalla segnalazione: incremento del prelievo di vapore dalla Centrale Termica Milazzo (funzionante a gas naturale) sino al valore massimo di 110 t/h e contemporanea riduzione della produzione vapore di Raffineria. IX. Nella quarta ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la prima unità di distillazione. X. Nella quinta ora dalla segnalazione: riduzione della lavorazione di greggio di raffineria sino al valore minimo sostenibile pari a t/giorno per la seconda unità di distillazione. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di preallarme, allarme ed emergenza, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 379
139 2.3 Interventi programmati per il controllo di NMHC L azienda darà seguito agli interventi in caso di superamenti (preallarme, allarme ed emergenza) segnalati dalle due centraline dedicate (ubicate nei pressi della Raffineria) Preallarme Verificare la congruità delle misure previo immediato contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Verificare le condizioni di marcia degli impianti e dei serbatoi di prodotti per individuare eventuali anomalie che possano causare emissioni di idrocarburi non metanici. Verificare le temperature di colaggio dei prodotti leggeri massimizzando il raffreddamento Allarme Qualora lo stato di allarme sia consequenziale allo stato di preallarme, lo step di intervento successivo sarà il III di questo punto : IV. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo immediato contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Verificare le condizioni di marcia degli impianti e dei serbatoi di prodotti per individuare eventuali anomalie che possano causare emissioni di idrocarburi non metanici. Verificare le temperature di colaggio dei prodotti leggeri massimizzando il raffreddamento. V. Alla seconda ora dalla segnalazione: Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 380
140 VI. limitare le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) al 50 % del valore massimo laddove non dotati di sistema di recupero vapori. Alla terza ora dalla segnalazione: rallentare eventuali operazioni di bonifica in atmosfera di apparecchiature che hanno contenuto idrocarburi, sospendere i drenaggi dei serbatoi di greggio e prodotti, rallentare le operazioni di blending delle benzine Emergenza Qualora lo stato di emergenza sia consequenziale allo stato di allarme, lo step di intervento successivo sarà il IV di questo punto VI. VII. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare la congruità delle misure previo immediato contatto telefonico con il Reperibile di Rete. Verificare le condizioni di marcia degli impianti e dei serbatoi di prodotti per individuare eventuali anomalie che possano causare emissioni di idrocarburi non metanici. Verificare le temperature di colaggio dei prodotti leggeri massimizzando il raffreddamento. Alla seconda ora dalla segnalazione: limitare le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) al 50 % del valore massimo laddove non dotati di sistema di recupero vapori. VIII. Alla terza ora dalla segnalazione: rallentare eventuali operazioni di bonifica in atmosfera di apparecchiature che hanno contenuto idrocarburi, sospendere i drenaggi dei serbatoi di greggio e prodotti, rallentare le operazioni di blending delle benzine. IX. Alla quarta ora dalla segnalazione: limitare le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) al 25 % del valore massimo laddove non dotati di sistema di recupero vapori. X. Alla quinta ora dalla segnalazione: sospendere le operazioni di caricazione ai pontili dei prodotti ad elevata tensione di vapore (nafte e benzine) laddove non dotati di sistema di recupero vapori e le operazioni di blending delle benzine. Qualora nel corso delle azioni sopraindicate si riscontrasse il rientro della segnalazione al di sotto della soglia di preallarme, allarme ed emergenza, tutti gli interventi già attuati dovranno essere mantenuti per una ulteriore ora. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 381
141 3. ECOLOGICAL SCRAP INDUSTRY S.p.A. 3.1 Interventi programmati per il controllo di SO 2 e NO x 3.1 Allarme V. Nella prima ora dalla segnalazione: verificare le condizioni di riferibilità e la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. VI. Nella seconda ora dalla segnalazione: innalzamento della temperatura dei fumi dal camino A4 (forno di fusione rifiuti) fino al massimo consentito, per motivi di sicurezza degli impianti (90 ± 2 C). VII. Nella terza ora dalla segnalazione: verificare le condizioni di emissione dal camino A4 relativamente ad ossidi di azoto e di zolfo. VIII. Nella quarta ora dalla segnalazione: predisposizione e attuazione di tutte le operazioni previste per la fine del ciclo di fusione. Relativamente al ciclo di raffinazione, al perdurare delle condizioni di allarme, ridurre al minimo tecnicamente fattibile il funzionamento del bruciatore di riscaldo delle coppelle. 3.2 Emergenza V. Nella prima ora dalla segnalazione: si procederà a verificare le condizioni di riferibilità e la congruità delle misure previo contatto telefonico con il Reperibile di Rete. VI. Nella seconda ora dalla segnalazione: innalzamento della temperatura dei fumi dal camino A4 fino al massimo VII. consentito, per motivi di sicurezza degli impianti (90 ± 2 C). Nella terza ora dalla segnalazione: verifica delle condizioni di emissione dal camino A4 relativamente ad ossidi di azoto e di zolfo. VIII. Nella quarta ora dalla segnalazione: predisposizione e attuazione di tutte le operazioni previste per la fine del ciclo di fusione. Relativamente al ciclo di raffinazione, al perdurare delle condizioni di emergenza, ridurre al minimo tecnicamente fattibile il funzionamento del bruciatore di riscaldo delle coppelle e sospendere le operazioni di caricamento degli impianti (forno fusorio o coppelle di raffinazione). Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 382
142 Allegato 3 - CARATTERISTICHE DELLE STAZIONI DELLA RETE DI RILEVAMENTO DELLA QUALITÀ DELL ARIA Analizzatori Postazione WET & HCN METE ODOR SO DRY M 2 CO NO X PM 10 O 3 BTX O I 1 Milazzo X X X 2 Milazzo - Porto X X X X X X 3 C.da S. Pietro X X X X X X X 4 Archi X X X X X 5 Raffineria Mediterranea X 6 Raffineria Mediterranea X 7 Giammoro - Gabbia X X X 8 S. Filippo del Mela X X 9 Mandravecchia X X X 10 Pace del Mela X 11 S. Lucia del Mela X 12 Pace del Mela S. G. X X 13 Gualtieri Sicaminò X X 14 Condrò X X X 15 Valdina X 16 S. Pier Niceto X 17 Peloritani X X X X X X La proposta di dislocazione delle postazioni è stata effettuata tenendo conto dei seguenti criteri: 1) razionalizzare il sistema, e fornire elementi conoscitivi relativi alla qualità dell aria in prossimità delle zone più vulnerabili e/o urbanizzate dell area a rischio di crisi ambientale; 2) prevedere nella fase iniziale, rispetto alla rete esistente, solo gli spostamenti strettamente necessari per evitare sovrapposizioni e coprire zone completamente scoperte come Gualtieri Sicaminò e l area dei Peloritani; quest ultima è da considerarsi postazione di bianco; 383
143 3) delineare un assetto preliminare della rete, in funzione dei dati oggi disponibili, che consenta una prima caratterizzazione della matrice aria nel Comprensorio del Mela; in una fase successiva, con l ausilio di modelli matematici di diffusione degli inquinanti, sarà possibile un eventuale rimodulazione della rete alla luce dei nuovi elementi conoscitivi acquisiti; 4) prevedere l utilizzo di analizzatori di PM 10 dotati di campionatori su filtro per la determinazione in laboratorio di IPA e metalli pesanti; 5) monitorare gli idrocarburi non metanici; le centraline 5 e 6 sono ubicate nei pressi e/o all interno della Raffineria, e sono destinate esclusivamente al controllo di HCNM provenienti da tale impianto. Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 384
144 Allegato 4 - UBICAZIONE DELLE STAZIONI DELLA RETE DI RILEVAMENTO DELLA QUALITÀ DELL ARIA Servizio 3 Tutela dall inquinamento atmosferico Tel [email protected] 385
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