PRESIDENZA COMUNICATO

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1 COMUNICATO POR FESR Linea di attività a Azioni volte al risparmio idrico attraverso il riutilizzo delle acque reflue depurate - Indirizzi per la predisposizione del Piano di Monitoraggio e Controllo Con riferimento alle richieste avanzate dalle Province interessate sulla necessità di acquisire delle indicazioni e degli indirizzi in merito ai contenuti minimi dei Piani di Monitoraggio e Controllo (PMC), allegati ai Piani di Gestione per il riutilizzo dei reflui depurati, si propongono, fermo restando l'autonomia e le competenze di Province e ARPAS, delle linee guida predisposte da questo Servizio per la redazione dei suddetti PMC. In riferimento alla procedura prevista per il Bando POR FESR LdA a Azioni volte al risparmio idrico attraverso il riutilizzo delle acque reflue depurate gli elementi contenuti nel documento allegato costituiscono un supporto tecnico per la predisposizione e per l'approvazione definitiva del Piano di Monitoraggio e Controllo da parte delle Province interessate. Si ribadisce che tale documento costituisce esclusivamente un indirizzo ed un supporto tecnico-operativo ed è volto ad uniformare i contenuti del PMC sul territorio regionale, fermo restando comunque l'autonomia e le competenze specifiche di Province e ARPAS nel definire requisiti differenti rispetto a quelli suggeriti nel documento allegato, fatto salvo il rispetto della normativa nazionale e regionale di settore. Cagliari, 22 giugno 2012 Il Direttore del Servizio Maria Gabriella Mulas Via Mameli, Cagliari - tel fax [email protected]

2 INDIRIZZI PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO La Direttiva regionale concernente Misure di tutela quali-quantitativa delle risorse idriche tramite il riutilizzo delle acque reflue depurate approvata con DGR n. 75/15 del 30/12/2008 e ss. mm. e ii (di seguito Direttiva sul riutilizzo) prescrive la predisposizione di un Piano di Monitoraggio e Controllo che costituisce un allegato del Piano di Gestione del sistema di riutilizzo delle acque reflue recuperate (di seguito Piano di Gestione). In particolare l'art. 4 c. 2 lett. i prevede che con il Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) si definisca "(1) il sistema dei controlli sulle acque in uscita dall impianto di recupero, distinguendo tra controlli di conformità ed autocontrolli, nel rispetto di quanto previsto nell Allegato 5, (2) il sistema di controlli sulla rete di distribuzione, ed (3) il monitoraggio di verifica degli effetti ambientali, agronomici e pedologici del riutilizzo", il PMC individua, inoltre, in maniera chiara i soggetti preposti all effettuazione dei controlli, le modalità di registrazione dei controlli e le modalità di comunicazione dell esito dei controlli. 1. Sistema dei controlli sulle acque in uscita dall impianto di recupero 1.1 Riutilizzo irriguo, civile e ambientale Controlli di conformità Tali controlli sono finalizzati all accertamento del rispetto dei limiti definiti dal DM 185/03 e ripresi dalla Direttiva regionale sul riutilizzo delle acque reflue depurate (Delibera di Giunta regionale n. 75/15 del ). L Allegato 5 della Direttiva regionale sul riutilizzo prevede un programma di controlli di conformità a carico dell ARPAS e/o del Gestore dell'impianto, qualora quest'ultimo garantisca un sistema di rilevamento e di trasmissione dati all ARPAS, ritenuto idoneo da quest ultimo, sentita la Provincia. 2

3 In particolare, tale modalità di controllo si applica ai parametri di cui alla Sezione 1 Tabella 1 dell Allegato 2, e la frequenza di campionamento e controllo è fissata in base alla dimensione dell impianto di trattamento, secondo quanto stabilito dalla Tabella 3 dell'allegato 5. È di totale competenza dell ARPAS la verifica del rispetto dei limiti per i parametri indicati nella Sezione 2 della Tabella 1 dell Allegato 2, che sarà effettuata, tra il numero di prelievi di propria pertinenza, secondo le frequenze minime riportate nella Tabella 3 dell'allegato 5. In fase operativa ARPAS indicherà su quali campioni a suo carico, tra quelli previsti dalla Tabella 3 dell'allegato 5, verranno effettuati anche i controlli sui parametri di Tabella 1 sezione 2. Benchè i controlli siano diversificati in funzione delle modalità di funzionamento dell impianto e di attivazione dello scarico in ambiente o al riuso irriguo, vista la sovrapponibilità delle modalità di controllo previste dalla Direttiva sul riutilizzo e dal D.Lgs. 152/2006, richiamato anche con l Accordo Attuativo del Protocollo d Intesa per il controllo degli scarichi stipulato il 30 novembre 2006 dalla Regione con Province, ARPAS, AATO e Abbanoa S.p.A., al fine di ottimizzare le sopra richiamate attività di controllo, è opportuno definire il programma di monitoraggio sulla base di uno scenario ipotetico di recapito dei reflui trattati nel corso dell'anno: 1. Invio della portata totale trattata dall'impianto al riuso (senza scarico in ambiente); 2. Invio di quota parte della portata al riuso e scarico della restante quota su corpo idrico; 3. Scarico totale su corpo idrico. Per ciascuna delle condizioni operative dovranno essere indicati chiaramente i punti di campionamento e le frequenze di campionamento. Tale programma è suscettibile di modifiche in corso d opera dettate dalle effettive condizioni operative e potrà essere periodicamente revisionato. Si dovrà indicare la presenza o meno in impianto di idoneo autocampionatore. Per il controllo della conformità dei limiti indicati nella Tabella 1 vanno considerati i campioni medi ponderati nell arco delle 24 ore. 3

4 Autocontrolli Il programma degli autocontrolli è a carico del gestore dell impianto ed è finalizzato a garantire un presidio costante sulle acque immesse nella rete di distribuzione ed integra i controlli di conformità. L effettuazione di tali controlli deve garantire contemporaneamente sia un idoneo grado di attendibilità dei risultati ottenuti (grado di incertezza noto e accettabile) sia una celerità di produzione dei risultati, al fine di verificare costantemente il buon funzionamento della depurazione ed, eventualmente, attivare le opportune e tempestive misure di integrazione o adeguamento nella conduzione dell impianto. Nel caso degli autocontrolli, le metodiche di campionamento, di analisi e la frequenza di campionamento utilizzate dal Gestore sono individuate, per ciascun parametro previsto nella Tabella 1 dell Allegato 2 alla Direttiva sul riutilizzo, nel PMC allegato al Piano di Gestione, fermo restando le frequenze minime stabilite dalla stessa Tabella 4 dell Allegato 5 alla Direttiva sul riutilizzo. Anche il programma di autocontrollo è approvato dalla Provincia che, sentita l ARPAS, valuta in particolare gli aspetti relativi a validità (es. opportuno grado di accuratezza) delle metodiche proposte e rispetto delle frequenze minime imposte dalla Direttiva sul riutilizzo. Il campionamento dovrà essere effettuato preferibilmente con prelievo di un campione medio composito nelle 24 ore, con esclusione del campionamento batteriologico effettuato istantaneamente. 1.2 Riutilizzo industriale Controlli di conformità In caso di riutilizzo per destinazione d'uso industriale, le parti interessate concordano limiti specifici in relazione alle esigenze dei cicli produttivi nei quali avviene il riutilizzo, nel rispetto comunque dei valori previsti per lo scarico in acque superficiali dalla Tabella 3 dell'allegato 5 del D.Lgs. n. 152 del I parametri significativi della Tabella 3 dell'allegato 5 del D.Lgs. n. 152 del 2006 o della Tabella 1 dell Allegato 2 alla Direttiva sul riutilizzo da ricercare sono quelli relativi alle sostanze convogliate nella rete fognaria di raccolta acque reflue dalle attività produttive autorizzate. La frequenza minima dei controlli di conformità è fissata dalla Tabella 3 dell'allegato 5 alla Direttiva regionale sul riutilizzo, in funzione della potenzialità dell'impianto di trattamento. 4

5 ARPAS, Provincia e Gestore concordano la ripartizione percentuale dei campioni tra Gestore e ARPAS. I parametri di cui alla Sezione 1 della Tabella 1 dell Allegato 2 alla DGR n. 75/15 del , possono essere effettuati dal Gestore del'impianto, mentre gli ulteriori eventuali parametri da ricercare relativi alla Sezione 2 sono effettuati dall'arpas secondo le frequenze stabilite nella Tabella 3 dell Allegato 5 alla DGR n. 75/15 del Autocontrolli In caso di riutilizzo per destinazione d uso industriale, il gestore dell impianto concorda con l utilizzatore le frequenze minime di autocontrollo dei parametri nel rispetto comunque degli autocontrolli previsti per lo scarico in acque superficiali ai sensi dell Allegato 5 alla parte III del D.Lgs. 152 del Il sistema di controlli sulla rete di distribuzione 2.1 Riutilizzo irriguo, civile e ambientale I controlli sulla rete di distribuzione dei parametri per il riuso della acque reflue fanno riferimento al rispetto dei limiti definiti dal DM 185/03, ripresi dalla Tabella 1 dell Allegato 2 della Direttiva regionale sul riutilizzo delle acque reflue depurate (DGR n. 75/15 del ). Sarebbe, inoltre, opportuno considerare, tra i parametri da controllare relativi al riutilizzo irriguo (non previsti dal DM 185/03), il potassio, in quanto si ritiene importante la sua determinazione poiché costituisce uno degli elementi principali della fertilizzazione dei suoli, e il sodio, il calcio e il magnesio, componenti del SAR, in quanto è importante la loro determinazione poiché possono causare una tossicità diretta sulle colture. Di seguito si riporta l'indicazione sull'elenco minimo di parametri da monitorare sulla rete di distribuzione: Escherichia coli, solidi sospesi totali, BOD5, COD, ph, SAR, conducibilità elettrica, boro, solfati, solfuri, cloruri, azoto totale, fosforo totale, potassio, sodio, calcio, magnesio. Per quanto concerne il riutilizzo irriguo sarebbe necessario effettuare (o acquisire dal gestore della fonte di approvvigionamento), almeno una analisi/anno, con riferimento agli stessi parametri, anche per le 5

6 acque irrigue grezze tradizionali utilizzate, in modo da confrontarle con le acque reflue distribuite in campo. Frequenza minima di monitoraggio Si ritiene necessario almeno 1 monitoraggio/mese con riferimento alla durata della stagione irrigua, per ciascun punto di controllo, come indicati nel paragrafo successivo. Il monitoraggio mensile sulla rete di distribuzione dovrà essere effettuato preferibilmente in un periodo differente dal monitoraggio, sempre mensile, relativo ai controlli ufficiali dell impianto di depurazione, garantendo in tal modo prelevi regolari e uniformemente distribuiti nell'arco del mese. Punti di controllo Si suggerisce di individuare almeno 3 punti di controllo di cui, 1 a monte di eventuali miscelazioni di acque reflue con acque grezze, in caso sia prevista tale opzione, e 2 o 3 (quest'ultimo in caso di assenza di miscelazioni a monte) in corrispondenza dei punti di consegna all'utenza finale delle acque reflue affinate. Si può pertanto prevedere un'articolazione dei punti di controllo in base alle seguenti casistiche: A. In caso di mescolamento di acque reflue depurate con acque grezze - 1 punto di controllo a monte del mescolamento con acqua grezza. - 2 punti di controllo in corrispondenza dei punti di consegna all'utenza finale, di cui 1 punto fisso e il restante punto da individuare a rotazione tra le utenze interessate al riuso. B. In caso di assenza di miscelazioni di acque reflue depurate con acque grezze - 3 punti di controllo in corrispondenza dei punti di consegna all'utenza finale, di cui almeno 2 punti fissi e il restante punto da individuare a rotazione tra le utenze interessate al riuso. 2.2 Riutilizzo industriale In caso di riutilizzo per destinazione d uso industriale, il gestore della rete di distribuzione concorda con l utilizzatore le frequenze minime di autocontrollo dei parametri ed i relativi punti di controllo. 6

7 3. Il monitoraggio di verifica degli effetti ambientali, agronomici e pedologici del riutilizzo L art. 4 c. 2 lettera i della DGR n. 75/15 del 2008 fa riferimento inoltre al monitoraggio di verifica degli effetti ambientali, agronomici e pedologici del riutilizzo che dovranno essere riportati all interno di un Piano di Monitoraggio e Controllo, tale tipologia di monitoraggio per semplicità può essere distinta in controlli sul suolo e controlli sulle colture agrarie/vegetazione ornamentale. 3.1 Controlli sul suolo Gli effetti dell irrigazione con acque reflue sulle caratteristiche fisiche, idrauliche e chimiche del suolo possono essere valutati solo a lungo termine, per tale motivo si ritiene infatti indispensabile ripetere il monitoraggio per un periodo di tempo sufficientemente rappresentativo. Per quanto concerne i controlli sul suolo, si riporta un elenco minimo di parametri che sarebbe opportuno monitorare: Conducibilità elettrica dell estratto saturo, granulometria (solo per un primo monitoraggio), capacità di campo, punto di appassimento, densità apparente, porosità, velocità d infiltrazione, ph, SAR, sostanza organica, capacità di scambio cationico, calcare totale e attivo, boro, azoto totale, fosforo assimilabile, potassio. Frequenza minima di monitoraggio Il primo monitoraggio va effettuato prima della stagione irrigua e, ove possibile, prima dell'avvio del riuso irriguo dei reflui depurati. I monitoraggi successivi dovranno essere effettuati alla fine della stagione irrigua con una frequenza minima di almeno 1 monitoraggio/anno. Punti di controllo È necessario individuare almeno 2 punti fissi sul suolo in prossimità dell area interessata dal getto degli erogatori (spruzzatori, aspersori, gocciolatori, ecc.). Per ogni punto fisso è necessario effettuare il monitoraggio: - in superficie; 7

8 - a 2 diverse profondità (per esempio profondità del prelievo del campione di suolo: a 20 cm e 60 cm). 3.2 Controlli sulle colture agrarie/ vegetazione ornamentale I controlli sulle colture agrarie o sulla vegetazione ornamentale riguarderanno l esame microbiologico sulla produzione agricola nel primo caso, o il fogliame per la vegetazione ornamentale, che deve far riferimento per lo meno alla valutazione della eventuale contaminazione da Escherichia coli. Nel caso specifico della produzione agricola sarà necessario effettuare indagini sull eventuale presenza dell agente contaminante con la metodica comportante l analisi delle acque di lavaggio della superficie dei prodotti agricoli (frutto, ortaggio, pannocchia, baccello, ecc.) e deve essere effettuata anche in funzione dei tempi di decadimento degli indicatori batteriologici presenti sulla superficie di tali prodotti. Si consiglia di effettuare per ciascun punto di controllo: un primo monitoraggio a 24 ore da un intervento irriguo e il secondo a 10 giorni sempre dall ultimo intervento irriguo (o nel caso in cui non sia possibile interrompere l irrigazione sarà necessario raccogliere il prodotto agricolo e analizzarlo dopo 10 giorni in modo da rispettare i tempi di decadimento degli indicatori batteriologici). Per quanto concerne la vegetazione ornamentale si consiglia di effettuare, per ogni punto di controllo individuato, un monitoraggio compreso preferibilmente tra 1 ora e le 3 ore successive a un intervento irriguo, attraverso l analisi delle acque di lavaggio di un campione di fogliame. Frequenza minima di monitoraggio Per le colture agricole almeno 2 cicli di monitoraggi nella stagione irrigua riferiti a ciascun punto di controllo, dove per ciclo di monitoraggio si intende un monitoraggio a 24 ore e un secondo monitoraggio a 10 giorni (come precedentemente specificato). Per la vegetazione ornamentale almeno 2 monitoraggi nel corso dell anno. Punti di controllo È necessario individuare almeno 2 punti di controllo. 8

9 Ogni punto di controllo è rappresentato da una coltura arborea/erbacea/ortiva tipica dell area irrigua o da una coltura ornamentale, in cui è probabile un contatto diretto o indiretto (per aerosol, azione del vento, ecc.) con l acqua reflua attraverso il getto dell erogatore. Ad esempio, con riferimento alle colture arboree è necessario individuare almeno 2 piante e per ciascuna di esse individuare un campione rappresentativo di 10 frutti nella parte esterna della chioma e di 10 nella parte interna e per ciascuno frutto raccogliere le acque di lavaggio da sottoporre ad analisi. Per la vegetazione ornamentale (spazi verdi aperti al pubblico quali campi da golf, giardini, aiuole, ecc.) è necessario individuare un campione rappresentativo del fogliame (almeno 10 unità) da sottoporre ad analisi. Di seguito si riporta uno schema riepilogativo dei principali aspetti e dei contenuti minimi da prevedere nel programma di monitoraggio e controllo; 9

10 TIPOLOGIA CONTROLLI RESPONSABILE CONTROLLI Titolare dell'impianto di depurazione PARAMETRI MINIMI DA MONITORARE FREQUENZA MINIMA PUNTI DI CONTROLLO Quota parte dei controlli di conformità sui parametri di cui alla Sezione 1 Tabella 1 dell Allegato 2 DGR n. 75/15 del Autocontrolli su parametri della Tabella 1 dell Allegato 2 DGR n. 75/15 del Controlli di conformità con frequenze previste dalla Tabella 3 dell'allegato 5. In particolare: 12 campioni (Capacità impianto < a.e.) o 24 campioni (Capacità impianto a.e.) sui parametri di cui alla Sezione 1 Tab. 1 dell All. 2 alla DGR n. 75/15 del Uscita impianto di affinamento Sull'impianto di depurazione Autorità competente al controllo Quota parte dei controlli di conformità sui parametri di cui alla Sezione 1 Tabella 1 dell Allegato 2 DGR n. 75/15 del campioni (Capacità impianto < a.e.) o 6 campioni (Capacità impianto a.e.) sui parametri di cui alla Sezione 2 Tab. 1 dell All. 2 alla DGR n. 75/15 del In caso di totale o parziale recapito del refluo in ambiente i controlli andranno eseguiti anche sullo scarico alternativo (nel pozzetto di campionamento posto a monte del punto di scarico su corpo idrico), per i parametri previsti dall'allegato 5 del D.Lgs. 152/2006. Sulla rete di distribuzione Titolare della rete di distribuzione Controlli di conformità sui parametri di cui alla Sezione 2 Tabella 1 dell Allegato 2 DGR n. 75/15 del I parametri per il riuso delle acque reflue fanno riferimento alla Tab. 1 dell allegato 2 del DGR n. 75/15 del 2008 (ad eccezione del potassio, in quanto si ritiene importante la sua determinazione poiché costituisce uno degli elementi principali della fertilizzazione dei suoli e del sodio, calcio e magnesio, componenti del SAR, in quanto possono causare una tossicità diretta sulle colture). I parametri minimi da monitorare sono i seguenti: Escherichia coli, solidi sospesi totali, BOD5, COD, ph, SAR, conducibilità elettrica, boro, solfati, solfuri, cloruri, azoto totale, fosforo totale, potassio, sodio, calcio, magnesio. Sarebbe necessario effettuare (o acquisire dal gestore della fonte di approvvigionamento), almeno 1 analisi/anno, con riferimento agli stessi Autocontrolli Parametri di cui alla Tab. 1 dell All. 2 alla DGR n. 75/15 del con frequenze minime fissate dalla Tab. 4 dell'all. 5. Almeno 1 monitoraggio/mese con riferimento alla durata della stagione irrigua. Il monitoraggio mensile dovrà essere effettuato in un periodo distanziato dal monitoraggio, sempre mensile, relativo ai controlli ufficiali dell impianto di depurazione. Almeno 3 punti di controllo di cui, 1 a monte di eventuali miscelazioni di acque reflue con acque grezze, in caso sia prevista tale opzione, e 2 o 3 (quest'ultimo in caso di assenza di miscelazioni a monte) in corrispondenza dei punti di consegna aziendale delle acque reflue affinate. Si può prevedere un'articolazione dei punti di controllo in base alle seguenti casistiche: A) In caso di mescolamento di acque reflue depurate con acque grezze - 1 punto di controllo a monte del mescolamento con acqua grezza. - 2 punti di controllo in corrispondenza dei punti di consegna 1

11 parametri, anche per le acque irrigue grezze tradizionali utilizzate, in modo da confrontarle con le acque reflue distribuite in campo. aziendale, di cui 1 punto fisso e il restante punto da individuare a rotazione tra le aziende interessate al riuso. Sul suolo Sulle colture/ vegetazione ornamentale Titolare della rete di distribuzione Titolare della rete di distribuzione Parametri minimi da monitorare sul suolo: conducibilità elettrica dell estratto saturo, granulometria, capacità di campo, punto di appassimento, densità apparente, porosità, velocità d infiltrazione, ph, SAR, sostanza organica, capacità di scambio cationico, calcare totale e attivo, boro, azoto totale, fosforo assimilabile, potassio. Esame microbiologico sulla produzione agricola o vegetazione ornamentale che deve far riferimento per lo meno alla valutazione della eventuale contaminazione da Escherichia coli. Nel caso specifico della produzione agricola sarà necessario effettuare l analisi delle acque di lavaggio della superficie dei prodotti agricoli (frutto, ortaggio, ecc.) e deve essere effettuata anche in funzione dei tempi di decadimento degli indicatori batteriologici presenti sulla superficie di tali prodotti. Si consiglia di effettuare per ciascun punto di controllo: un primo monitoraggio a 24 ore da un intervento irriguo e il secondo a 10 giorni sempre dall ultimo intervento irriguo ( o nel caso in cui non sia possibile interrompere l irrigazione sarà necessario raccogliere il prodotto agricolo e analizzarlo dopo 10 giorni in modo da rispettare i tempi di decadimento degli indicatori batteriologici). Per quanto concerne la vegetazione ornamentale si consiglia di effettuare per ogni punto di controllo individuato un monitoraggio, possibilmente compreso tra 1 a 3 ore successivo a un intervento irriguo, attraverso l analisi delle acque di lavaggio del fogliame. 1 monitoraggio/anno alla fine della stagione irrigua (ad eccezione del primo monitoraggio che va effettuato prima della stagione irrigua). Gli effetti dell irrigazione con acque reflue sulle caratteristiche fisiche, idrauliche e chimiche del suolo possono essere valutati solo a lungo termine, per tale motivo si ritiene infatti indispensabile ripetere il monitoraggio per un periodo di tempo sufficientemente rappresentativo. Per le colture agricole almeno 2 cicli di monitoraggi nella stagione irrigua riferiti a ciascun punto di controllo, dove per ciclo di monitoraggio si intende un monitoraggio a 24 ore e un secondo monitoraggio a 10 giorni (come precedentemente specificato). Per la vegetazione ornamentale almeno 2 monitoraggi nel corso dell anno. B) In caso di assenza di miscelazioni di acque reflue depurate con acque grezze - 3 punti di controllo in corrispondenza dei punti di consegna aziendale, di cui 2 punti fissi e il restante punto da individuare a rotazione tra le aziende interessate al riuso. Almeno 2 punti fissi sul suolo in prossimità dell area interessata dal getto degli erogatori (spruzzatori, aspersori, gocciolatori, ecc.). Per ogni punto fisso è necessario effettuare il monitoraggio: - in superficie; - a 2 diverse profondità (per esempio profondità del prelievo del campione di suolo: a 20 cm e 60 cm). Individuare almeno 2 punti di controllo. Ogni punto di controllo è rappresentato da una coltura arborea/ erbacea/ortiva tipica o vegetazione ornamentale in cui è probabile un contatto diretto o indiretto (per aerosol, azione del vento, ecc.) con l acqua reflua attraverso il getto dell erogatore. Ad esempio: - con riferimento alle colture arboree è necessario individuare almeno 2 piante e per ciascuna di esse individuare un campione rappresentativo di 10 frutti nella parte esterna della chioma e di 10 nella parte interna e per ciascuno frutto raccogliere le acque di lavaggio da sottoporre ad analisi; - Per la vegetazione ornamentale è necessario individuare un campione rappresentativo del fogliame (almeno 10 unità) da sottoporre ad analisi. 2

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