Comprendere il movimento

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1 Pier Luigi Del Nista June Parker Andrea Tasselli Premessa di Maurizia Cacciatori Comprendere il movimento Nuovo Praticamente Sport Casa editrice G. D Anna Messina-Firenze

2 Pier Luigi Del Nista June Parker Andrea Tasselli Premessa di Maurizia Cacciatori Comprendere il movimento Casa editrice G. D Anna Messina-Firenze

3 Prima edizione Ristampa Progetto grafico e copertina Fotografie in copertina e nelle aperture di sezione Redazione e coordinamento editoriale Videoimpaginazione Contributi scientifico-didattici Disegni Stampa Legatura Coordinamento delle fasi di stampa e confezione Si ringraziano gli enti e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del libro; in particolare: Elementi di Educazione stradale Il Sistema Qualità della G. DʼAnna Casa editrice S.p.A. è certificato, secondo le norme UNI EN ISO 9001, da Cermet (n. 1791). Avvertenze Comprendere il movimento Copyright 2003 G. D Anna Casa editrice S.p.A. via Dante da Castiglione, Firenze tel fax [email protected] internet Commessa 1319 Proprietà letteraria riservata febbraio Ruth Kroeber, Alberto Baragli Foto Mariani - Firenze Nicoletta Monteforte Bianchi, Red & Graph - Firenze Federica Giovannini, Massimo Vallese Paolo Barsotti, Claudio De Boni, Roberta Giommi, Serena Nacci, Nazzarena Barbieri, Maria Grazia Papi, Giorgio Sacchettoni Gianna Pascarelli, Giovanni Bernardi Tipolitografia STIAV S.r.l. - Calenzano (Fi) Legatoria industriale S.r.l. - Calenzano (Fi) Cristina Bonciani ADMO - Associazione Donatori Midollo Osseo (sede di Firenze), ASSA - Associazione Speranza e Solidarietà Aids (sede di Firenze), AVIS - Associazione Volontari Italiani Sangue, Loreta Abenante, Alessandro Badii, Lucia Bartoli, Giada Baragli, Monica Borghesi, Cristiano Carugati, Centro Studi e Documentazione ASSI Giglio Rosso (Firenze), Davide Cucini, Giulio D Anna, Direzione Nazionale UISP - Unione Italiana Sport per tutti, Davide Fiori, Baldassarre Grano, Graziano Mondani, Gustavo Pallicca, Gabriele Panelli, Romina Pendenza (Ministero della Salute - Dip. Prevenzione), Michele Piscardi, Anna Romani, Donatella Quadri, Fiamma Stilci Alessandro Pericoli (testi), Linda Giuntini (redazione), Monica Marmugi (videoimpaginazione), Gianna Pascarelli, Patrizio Spadoni (disegni) Eventuali variazioni ai regolamenti di gioco inerenti le discipline trattate che dovessero intervenire successivamente alla stampa di questo libro, saranno registrate nel sito eventuali modifiche intervenute nel Codice della Strada saranno pubblicate sul sito internet Gli aggiornamenti saranno poi inclusi nel volume in occasione della prossima ristampa. In alcune immagini di questo volume sono visibili i nomi di sponsor dello sport e/o i marchi di case produttrici di articoli sportivi. La presenza di tali illustrazioni (o la menzione, nel testo, di società attualmente operanti sul mercato) risponde ovviamente a un esigenza didattica e non è, in nessun caso, da interpretarsi come una scelta di merito della Casa editrice né, tantomeno, come un invito al consumo di determinati prodotti. La G. D Anna Casa editrice S.p.A., esperite le pratiche per acquisire i diritti di riproduzione delle illustrazioni prescelte, rimane a disposizione di quanti avessero comunque a vantare ragioni in proposito. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, Corso di Porta Romana n. 108, Milano, [email protected], sito web I marchi riportati in forma editoriale sono di proprietà delle rispettive società, anche quando non sono seguiti dal simbolo.

4 premessa... Non aver paura di cadere! Perché rialzarsi significa credere, migliorarsi, crescere. Perché avere la forza di rialzarsi significa vincere. La pallavolo mi ha insegnato a desiderare di raggiungere obiettivi sempre piú importanti, a conoscere i miei limiti e le mie potenzialità e soprattutto a credere in me e nel prossimo. Confrontarsi con i compagni di squadra, condividere con loro i sacrifici, le soddisfazioni e le sconfitte significa entrare a far parte di una dimensione corale, acquisire un modo di sentire di cui risentono positivamente tutti i rapporti umani che il quotidiano ti propone. Lo sport ti insegna che se hai impegnato tutta te stessa in un impresa, verrai premiata comunque, anche in quella che al momento ti appare una sconfitta. «Sport e Vita»: retorica? No, semplicemente una grande verità.

5 STRUTTURA DEL LIBRO Il libro è costituito da 5 parti, ciascuna attinente ad uno specifico campo di trattazione della materia. Ogni parte è contraddistinta da un colore diverso e presenta, ad apertura, un discorso introduttivo e l elencazione dei Prerequisiti e degli Obiettivi (generali e specifici). Le parti, a loro volta, sono divise in capitoli, e questi in paragrafi e sottoparagrafi. Il tutto, poi, è illustrato con dovizia sia per rendere il tuo lavoro piacevole, sia per aiutarti a fissare in maniera piú vivida e duratura i contenuti della trattazione. IV

6 Frequenti sono le rubriche nelle quali si affrontano con maggiore completezza alcuni aspetti significativi inerenti all argomento sviluppato nel testo. Le individuerai immediatamente perché sono caratterizzate da particolari espedienti grafici. Alla fine di ciascuna delle cinque parti trovi le Verifiche. Anch esse sono di due tipi; quelle che presentano questionari a risposta singola o multipla, ti aiutano a stabilire se hai compreso e assimilato quanto esposto nel testo; quelle che propongono domande o argomenti secondo le modalità previste per la terza prova. Il Glossario contempla le espressioni e i termini tecnici utilizzati nella trattazione, oppure le parole di uso non frequente sul cui significato potrebbe nascere in te qualche perplessità. Ovviamente ti fornisce le definizioni in modo chiaro, essenziale e nello stesso tempo scientificamente esatto. V

7 INDICE VI Premessa Struttura del libro Introduzione l attivita fisica ieri e oggi 1 L archeologia del movimento III IV IX 1.1 L età antica 4 Le civiltà mesopotamiche e orientali 4 I Greci 5 Gli Etruschi 9 I Romani Il Medioevo Dall Umanesimo al XVIII secolo 13 Il Calcio storico di Firenze 13 Gli Europei scoprono i giochi delle civiltà dell antico Messico 14 Il Seicento e il Settecento in Europa L organizzazione dell educazione fisica nel XIX secolo 15 L indirizzo tedesco 15 L indirizzo svedese 16 L indirizzo francese 16 L indirizzo inglese 16 De Coubertin L educazione fisica in Italia 18 L Ottocento 18 Il periodo fascista 19 Il dopoguerra 19 Verifica quanto appreso 20 2 Lo sport contemporaneo 2.1 Lo sport come divertimento e spettacolo 21 Il pubblico dello sport: scommettitori e spettatori appassionati 22 Lo sport e i mezzi di comunicazione di massa La funzione educativa e sociale dello sport 23 Autodisciplina, allenamento e valvola di sfogo 23 Lo sport come fattore dei processi di identificazione Sport, etica sportiva e relazioni internazionali 26 Dilettantismo e professionismo degli atleti olimpici 26 Il significato politico delle Olimpiadi Sport, industria, sponsor e pubblicità 28 Le pressioni derivanti dall industria dello spettacolo 29 Fra rischi e potenzialità 29 Verifica quanto appreso 29 il corpo umano: strutture e funzioni 3 Apparati e sistemi 3.1 La cellula I tessuti Organi, apparati, sistemi 33 Verifica quanto appreso 36 4 Il sistema nervoso 4.1 Meglio di un computer Elementi costitutivi del sistema nervoso Il sistema nervoso centrale 39 L encefalo 39 Il midollo spinale 43 Vie della motricità volontaria e involontaria Il sistema nervoso periferico Il sistema nervoso autonomo 45 Effetti del movimento sul sistema nervoso 46 Alterazioni e traumi del sistema nervoso 46 Verifica quanto appreso 47 5 L apparato scheletrico 5.1 Ossa lunghe, corte e piatte La struttura delle ossa 49 Il tessuto osseo 49 La cartilagine 50 Il midollo osseo Com è fatto lo scheletro 51 Ossa della testa 51 Ossa del tronco 51 La colonna vertebrale 53 Ossa degli arti superiori 55 Ossa degli arti inferiori Paramorfismi e dismorfismi 56

8 Atteggiamenti scoliotici e scoliosi 57 Iperlordosi e ipercifosi 57 Scapole alate 57 Piede piatto 59 Ginocchio valgo 59 Alterazioni e traumi dell apparato scheletrico 59 Verifica quanto appreso 60 6 L apparato articolare 6.1 Articolazioni fisse, semimobili e mobili Struttura delle articolazioni mobili Le articolazioni mobili e i movimenti 64 Classificazione delle articolazioni mobili 65 Alterazioni e traumi dell apparato articolare 66 Verifica quanto appreso 68 7 Organi e apparati che permettono l attività fisica 7.1 L apparato cardiocircolatorio 69 Il sangue 69 La circolazione sanguigna 70 Il cuore 71 La milza 73 Che cosa succede nell apparato circolatorio durante l attività fisica L apparato respiratorio 75 Come si svolge la respirazione e che cosa accade durante l attività fisica 77 Primo soccorso all arresto dell apparato cardiorespiratorio 78 Il massaggio cardiaco Gli organi di escrezione 80 I reni L apparato digerente 82 Il fegato 82 Il pancreas 83 Verifica quanto appreso 84 8 Il sistema muscolare 8.1 Le proprietà del muscolo 86 Muscoli striati, muscoli lisci e muscolo cardiaco La struttura dei muscoli scheletrici 87 I tendini 90 Il ventre 90 Il fenomeno della contrazione e l impulso nervoso 91 Caratteristiche delle fibre muscolari L energia muscolare 93 Meccanismo anaerobico alattacido 94 Meccanismo anaerobico lattacido 94 Meccanismo aerobico Muscoli e movimento: un sistema di leve 97 La forma dei muscoli Le azioni muscolari 98 Muscoli tonici e muscoli fasici 98 Muscoli flessori, estensori, adduttori, abduttori e rotatori 99 Muscoli agonisti, antagonisti e sinergici I tipi di contrazione muscolare 100 Contrazione isotonica dinamica concentrica 100 Contrazione isotonica dinamica eccentrica o cedente 100 Contrazione isometrica statica 101 Contrazione pliometrica Movimenti volontari, riflessi, automatici 102 Movimento volontario 102 Movimento riflesso 102 Movimento automatico 102 Alterazioni e traumi del sistema muscolare 103 Verifica quanto appreso 105 anatomia del movimento 9 La meccanica del movimento 9.1 La terminologia: parti, linee, piani e movimenti, posizioni 108 Le parti del corpo 108 Linee, piani e movimenti 109 Posizioni, atteggiamenti, attitudini La biomeccanica 112 La forza 112 I tre principi della dinamica 113 La gravità 113 Le leve 114 Verifica quanto appreso Cinesiologia muscolare 10.1 I movimenti del busto Movimento del busto in avanti: flessione Flessione del busto in avanti-alto da supini: addominali 122 Movimento del busto all indietro: estensione 124 Estensione del busto indietro-alto da proni: dorsali 125 Movimenti del busto da un lato: flessione laterale 126 Movimenti di rotazione del busto I movimenti dell arto superiore Movimenti della spalla sul torace Movimento in avanti dell arto superiore: antepulsione 133 Movimento indietro dell arto superiore: retropulsione 134 Movimento in fuori dell arto superiore: abduzione 135 Movimento in dentro dell arto superiore: adduzione 136 Movimento di rotazione dell arto superiore verso l interno e verso l esterno: pronazione e supinazione 137 Movimento in alto dell arto superiore: elevazione 138 Movimenti di flessione ed estensione dell avambraccio sul braccio I movimenti dell arto inferiore 140 Movimento in avanti dell arto inferiore: flessione 142 Movimento indietro dell arto inferiore: estensione 143 Movimento di slancio in fuori dell arto inferiore: abduzione 144 VII

9 VIII Movimento dell arto inferiore proteso in dentro: adduzione 145 Movimento di flessione ed estensione della gamba sulla coscia 146 Movimenti di rotazione interna ed esterna dell arto inferiore 147 Verifica quanto appreso 149 muoversi 11 La motricità e lo sviluppo psicomotorio 11.1 Le fasi dello sviluppo psicomotorio 152 Dai 3 ai 5 anni di età 152 Dai 5 agli 11 anni di età 153 Dagli 11 ai 18 anni di età Lo sviluppo somatico Le mutazioni fisiologiche Le capacità senso-percettive Lo schema corporeo La strutturazione della lateralità L organizzazione spazio-temporale La coordinazione oculo-manuale 161 Verifica quanto appreso Le qualità motorie Le qualità del movimento La forza 164 I fattori che condizionano la forza 164 Come si sviluppa la forza 165 Le forme fondamentali della forza 165 Verifica la tua forza 166 Per allenare la forza La resistenza 175 Verifica la tua resistenza 177 Per allenare la resistenza La velocità o rapidità 181 Le componenti della velocità 182 Verifica la tua velocità 183 Per allenare la velocità La mobilità 185 I fattori che influenzano la mobilità 185 Verifica la tua mobilità 186 Per allenare la mobilità La coordinazione 191 Verifica la tua coordinazione 193 Per allenare la coordinazione L equilibrio 200 Equilibrio statico, dinamico, in volo 201 Verifica il tuo equilibrio 201 Per allenare l equilibrio 203 Verifica quanto appreso Comunicare con il corpo 13.1 Il linguaggio non verbale nella comunicazione 206 Vicinanza/lontananza 208 La postura 208 La voce 209 La gestualità e lo sguardo 209 Le espressioni del volto Il corpo dello sport e il corpo dell arte Sapere per comunicare meglio Verifica quanto appreso 211 educazione alla salute 14 Salute, solidarietà e prevenzione 14.1 La salute: un concetto dinamico Educazione alla salute e alla solidarietà 215 Donare il sangue 215 La donazione di midollo osseo 216 La donazione di organi Al femminile: uno spazio speciale dedicato alle ragazze 218 L esame ginecologico 218 Il ciclo mestruale Informazione e prevenzione 219 L Aids 220 Epatite B e C 221 Altre malattie a trasmissione sessuale 222 Verifica quanto appreso L alimentazione 15.1 I principi nutritivi 223 Proteine 224 Glucidi (zuccheri) 224 Lipidi (o grassi) 225 Vitamine 225 Acqua 225 Minerali Il fabbisogno energetico 229 Il metabolismo basale Il peso corporeo 230 Eccesso di peso e obesità L alimentazione corretta 232 La dieta dimagrante 233 I disturbi dell alimentazione 234 Alimentazione e sport 234 Verifica quanto appreso Le sostanze stupefacenti e il doping 16.1 Che cosa sono le droghe Perché è pericoloso l uso delle droghe? Il tabacco Il fumo passivo L alcol 238 Alcol e guida 239 Alcol e sport Il doping e le sostanze dopanti Anabolizzanti Gli integratori 243 Verifica quanto appreso 245 Glossario 246 Elementi di educazione stradale 249 Bibliografia 264

10 introduzione La scienza del movimento Il significato e il valore delle attività motorie educative si sono continuamente trasformati nel corso del tempo, adeguandosi alle esigenze sociali e culturali della comunità umana. Il frenetico sviluppo tecnologico degli ultimi cinquant anni ha cambiato in modo radicale il nostro sistema di vita, e con esso la gestione del nostro corpo che, dal punto di vista motorio, si è dovuta conformare a nuove abitudini. Il rapido cambiamento ci ha spesso trovati impreparati, e si è certo moltiplicata la necessità di attività motorie commisurate a bisogni e aspirazioni impensabili pochi decenni fa. Nei secoli passati, si dava molta importanza allo sviluppo della mente umana, mentre l espressione motoria del corpo veniva spesso trascurata. Nel 1814, Thomas Jefferson scriveva: «La piú grande soddisfazione dell uomo sta nel conoscere il proprio corpo, le sue parti, le loro funzioni e attività»; si trattava però di un precursore illuminato, giacché all epoca si prestava poca attenzione all espressione motoria, e non ci si soffermava minimamente sulla preziosità di questo dono della natura. Oggi la situazione si è quasi ribaltata: cultura e costume propongono modelli che esaltano l esibizione del corpo e si concretizzano in espressioni di bellezza e di forza fini a se stesse, o, peggio, evidenziano la prestanza fisica quale strumento di autostima, se non di prevaricazione nei confronti del nostro prossimo, trasformando l espressione motoria in agonismo esasperato. In realtà, l educazione del corpo non può prescindere da quella della mente: il movimento deve farsi tramite fra l uno e l altra, liberando la vitalità interiore che ci consente di conoscere meglio noi stessi, dal punto di vista fisico e psichico, e di raggiungere una condizione ottimale di equilibrio. Equilibrio significa benessere, ed è noto che il benessere, nella sua interezza, è riconducibile a fattori di natura non soltanto fisica e psichica, ma anche sociale ed ambientale: la salute dell uomo si realizza, ad ogni età, in un armonico e costante rapporto con tutti gli ambiti della sua esistenza. Che cos è l educazione fisica? È la disciplina educativa che è finalizzata alla crescita, allo sviluppo e al mantenimento delle funzioni motorie, in un rapporto interattivo con l evoluzione delle capacità emotive e cognitive. L attività sportiva nella scuola può diventare un esperienza costruttiva dando a tutti la possibilità non soltanto di divertirsi, ma di imparare a confrontarsi e a collaborare con gli altri, di acquisire competenze, di trovare un equilibrio interiore, di rendersi conto dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Ma, all atto pratico, come possono essere utilizzate al meglio le poche ore che la scuola riserva all educazione fisica? Forse sono da rivedere i criteri e le modalità per i quali tali ore sono state spesso sottovalutate e ridotte a momenti di semplice svago. In effetti, è possibile dare a queste ore una valenza altamente proficua e costruttiva, anche senza un eccessivo sacrificio e pur mantenendone le componenti che le rendono piú divertenti e appaganti di altre. L ora di educazione fisica non deve essere una vetrina in cui i ragazzi mettono in mostra le proprie qualità fisiche, e certo sarebbe assurdo pensare che cosí poco tempo possa essere sufficiente per sviluppare appropriatamente la loro condizione fisica; dalla scuola è invece giusto pretendere i criteri di base di questa scienza, in modo che l insegnante possa dedicarsi a una programmazione finalizzata all approfondimento dei suoi contenuti, e sia in grado di tracciare un percorso formativo, in virtú del quale le abitudini salutari, gli hobbies, gli sport e qualsiasi attività extrascolastica concorrano a sviluppare un sano stile di vita. La scuola può diventare l ambiente che permette anche ai meno dotati di esprimersi liberamente, senza ansie da prestazione: ai ragazzi si deve poter insegnare che le verifiche e i confronti importanti sono quelli che si fanno con se stessi, non con gli altri. È importante che i «piú bravi» imparino a condividere le proprie capacità e competenze con chi lo è di meno, divenendo in tal modo esempi da emulare e compagni a cui ricorrere per aiuto e consiglio, in maniera non diversa da quanto si verifica nell apprendimento delle altre discipline scolastiche. Il gioco è una cosa seria L educazione fisica è una delle materie piú amate perché può agevolmente dare spazio al gioco, una delle espressioni piú naturali dei ragazzi che, svolgendolo, appagano le loro esigenze di divertimento, di svago, di sfogo della fantasia e della creatività. Il gioco, in quanto espressione di creatività, rappresenta una prestazione culturale sia individuale che collettiva; esso inoltre crea un identità, frutto di una crescita interna, sia personale che interpersonale. Ogni gioco ha le sue regole che, indipendentemente dal fatto che siano codificate o stabilite liberamente in base alle esigenze del momento, devono essere comunque note a tutti e rispettate. Dal rispetto di queste regole e dalla necessità di orientarsi e di interagire in un contesto di cui fanno parte sia compagni di squadra sia avversari, i ragazzi imparano a «fare» in modo coordinato e a proporsi come individui nel contesto sociale che li attende. Una materia interdisciplinare L educazione fisica ha la prerogativa di legarsi a tutte le discipline che studiano l uomo nella sua struttura anatomofunzionale e relazionale. Se è vero che anatomia, biologia, fisiologia, neurologia, cinesiologia, igiene e traumatologia possono condividere sperimentazioni, linguaggio e contenuti dell educazione fisica, per quanto attiene all analisi del movimento dal punto di vista biomeccanico e funzionale, è anche vero che filosofia, letteratura, storia, geografia, pedagogia, psicologia, storia dell arte e sociologia ne condividono i principi etici e culturali, oltre a fornirle gli strumenti con cui agire nell ambito dell apprendimento e dell insegnamento. Le indicazioni ministeriali, cui quest opera si attiene, richiamano piú volte l attenzione dell insegnante sull importanza di contestualizzare in senso interdisciplinare questa disciplina, in modo che essa si ponga sia come verifica vissuta di nozioni apprese sia come stimolo al chiarimento di concetti relativi a discipline diverse. IX

11 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI La storia dell attività fisica comincia praticamente con quella del genere umano. Fin dalla comparsa delle prime civiltà, dagli Egizi, ai Greci ai lontani popoli delle Americhe precolombiane, le attività ginniche e sportive hanno sempre avuto un ruolo di primo piano. In epoca moderna lo sport ha assunto valenza culturale e sociale ancora maggiore. L educazione fisica detiene i caratteri di una vera scienza e lo sport è diventato fenomeno di massa, con rilevanti conseguenze in campo economico, sociale ed educativo.

12 Obiettivi generali Delineare le dinamiche evolutive riguardanti le attività ginniche, ludiche, atletiche e sportive nel corso dei secoli. Riflettere sul ruolo dello sport nella cultura contemporanea. Prerequisiti Conoscenza basilare della storia antica e moderna. Comprensione delle trasformazioni culturali nell evolversi delle civiltà. Conoscenza delle attività ginniche e sportive piú diffuse. Obiettivi specifici Conoscere le attività ginniche e sportive delle civiltà antiche. Conoscere le modalità di svolgimento dei giochi ellenici. Conoscere le modalità di svolgimento dei ludi romani. Riflettere sulle finalità che motivavano le principali attività ginniche, ludiche e sportive nelle civiltà antiche. Conoscere le diverse modalità di sviluppo delle attività ginniche, ludiche e sportive nelle epoche medievali e moderne. Conoscere i diversi indirizzi dell educazione fisica moderna. Conoscere le metodiche ginniche, ludiche e sportive introdotte nella cultura occidentale. Riflettere sul ruolo dello sport nel tempo libero. Riflettere sul ruolo educativo dello sport. Riflettere sugli aspetti sociali, etici ed economici connessi allo sport. Riflettere sul ruolo dello sport nella comunicazione di massa.

13 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO In età preistorica, quando i nostri antenati vivevano in prevalenza di caccia, l attività fisica era strettamente legata alla sopravvivenza e gli uomini dovevano essere scattanti, efficienti, pronti e atletici. Anche le danze rituali contribuivano a mantenere allenato e in esercizio il corpo. Testimonianze si trovano nelle grotte di Altamira (Spagna) e in quella di Font de Gaume (Francia), dove si trovano delle pitture realizzate non solo per amore dell arte ma con scopo rituale. Queste dipinti, che rappresentano figure in movimento, si trovano nelle parti piú interne delle caverne, difficilmente raggiungibili: qui, guidati dallo stregone, si radunavano i cacciatori per compiere riti di carattere magico e propiziatorio. Sul suolo argilloso delle grotte sono state trovate anche impronte di adolescenti probabilmente dovute a danze collegate con cerimonie di iniziazione che, una volta superate, permettevano ai giovani di essere considerati adulti e quindi buoni cacciatori. 1.1 L età antica Nel momento in cui si affermarono le grandi civiltà e l uomo risolse le primordiali esigenze di sopravvivenza, si diffuse l uso di diverse pratiche motorie che si modificarono nel tempo parallelamente all evolversi della società. Le civiltà mesopotamiche e orientali 4 Sopra, figure umane, particolare di graffito rupestre; tardo paleolitico, circa a.c. Grotta di Addaura (Palermo). Presso le civiltà che a partire dal IV millennio a.c. si svilupparono in Mesopotamia l attività fisica era legata ad espressioni di forza e di destrezza: il nuoto, l equitazione, la lotta erano discipline apprese per poi venir usate con profitto in guerra. Va detto però che solo la classe governante si dedicava alla pratica fisica per tenere in esercizio il corpo: un esibizione in piú della propria supremazia. In Egitto, dove dal 3000 a.c. si svilupparono in modo straordinario le scienze, la cultura e l arte, la nobiltà praticava discipline ricercate e raffinate in cui contava piú la perfezione del gesto piuttosto che la performance nella competizione.

14 Raffigurazione di fasi di lotta nell antico Egitto. Beni Hassan, tomba di Baket (medio regno). 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Anche in Oriente venne data molta importanza alle danze e ai giochi, che erano spesso legati a cerimoniali religiosi fatti per propiziare la fertilità e l abbondanza. Nacque cosí in India il tiro alla fune, eseguito tra due squadre, disposte sulle opposte rive di un fiume, che cercavano di trascinare gli avversari nell acqua. Il gioco aveva una simbologia di purificazione; il gioco dell altalena, invece, col suo movimento che avvicina la terra al cielo e il cielo alla terra, rappresentava l unione di aspetti materiali e spirituali. In tutto il continente asiatico il corpo e lo spirito non sono mai stati considerati come due entità distinte, ma un tutt uno, per cui filosofia, religione e pratica sportiva sono state sempre legate. Lo Yoga, che significa «unione», aspira alla congiunzione mistica con la divinità (o Essere Supremo), realizzabile anche attraverso esercizi fisici o particolari posizioni del corpo, che va addestrato affinché possa mantenere la sua elasticità e armonia. Originariamente le posizioni Yoga erano poche, non piú di 20, e comportavano allungamenti, flessioni e torsioni utili per sciogliere le tensioni che impediscono di far scorrere l energia dell Universo attraverso il corpo. Col tempo se ne sono aggiunte molte altre, ma nessuna ha modificato l impostazione originale. In Cina già nel IV secolo a.c. nel Chuang-Tzy, famoso testo classico del Taoismo, una dottrina che mira al miglioramento della propria esistenza e ad evitare ogni ingiuria alla propria persona, si parla di esercizi per il prolungamento della vita conosciuti come «stimolazione dell energia». Una delle figure piú importanti nella storia della filosofia taoista, un medico della dinastia Han, elaborò un popolare sistema di esercizi chiamato «il gioco dei 5 animali» in cui il praticante eseguiva movimenti stilizzati che imitavano quelli della tigre, del cervo, della scimmia, dell orso, della gru. Gli esercizi per la salute e la longevità hanno permeato la cultura della civiltà cinese piú di altri aspetti del Taoismo e continuano ancora oggi ad influenzare le moderne tecniche sportive della Cina. Ha origini piuttosto antiche, anche se successive alle civiltà precedenti, una speciale tecnica di lotta tipica del Giappone: il Sumo, praticato dai nobili nipponici già dal IV secolo d.c. I lottatori, che si affrontano corpo a corpo, raggiungevano anche allora stazze considerevoli per avere il vantaggio di una maggiore stabilità. Questi incontri di lotta risultano anche oggi molto spettacolari. Ogni incontro era ed è preceduto da riti di purificazione per allontanare gli spiriti maligni. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI I Greci Presso i Greci, popolo la cui civiltà cominciò a fiorire a partire dall VIII secolo a.c., l armonia, la forza e la bellezza del corpo erano qualità molto apprezzate e davano prestigio quanto l intelligenza e la generosità d animo. È per questo motivo che tutti gli eroi greci vengono descritti come «belli e buoni», che i vincitori delle gare sportive godono della stessa fama di un trionfatore in battaglia, e che il mitico Achille, per onorare degnamente la morte dell amico Patroclo, ordina che vengano celebrate delle gare atletiche. Questi esempi sono utili per capire quanto l attività fisica fosse parte integrante della tradizione greca e quanto fosse grande il rispetto con cui i Greci si avvicinavano ad essa. Il filosofo Platone (428/7-348 a.c.) riconosce alla ginnastica un ruolo fondamenta- 5

15 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO le per il benessere dell uomo, inteso come un tutt uno formato da anima e corpo. Poiché l equilibrio tra queste due componenti è alla base della salute dell uomo è necessario che ognuno la conservi attraverso le cure igieniche, la ginnastica, la pratica della musica e della cultura di ogni genere. L educazione fisica, dunque, per i greci ha pari dignità di tutte le altre materie di studio. Per Platone, inoltre, è possibile curare adeguatamente il corpo solo se si cura l anima: il controllo del corpo con la sola ginnastica farebbe diventare duri, ma il controllo dell anima, senza ginnastica, farebbe diventare deboli. Mirone, Discobolo, a.c. Copia romana. Roma, Museo Nazionale Romano. I Giochi Panellenici La grande considerazione che i Greci avevano dell attività sportiva trovava la massima espressione nei Giochi Panellenici che, nati come celebrazione di riti religiosi in onore degli dèi, successivamente avevano assunto un particolare valore sociale e civile. Prevaleva in essi l esaltazione della forza come ideale da raggiungere con costanti esercizi fisici: infatti gli atleti si sottoponevano a duri allenamenti e a rigide diete. Durante il gioco tutti i partecipanti dovevano sottostare a precise regole, veniva esaltato il senso di lealtà e lo spirito agonistico. Col passare del tempo, però, questi ideali sportivi entrarono in crisi e cominciarono ad affermarsi atleti professionisti che si allenavano a tempo pieno dietro pagamento di ingaggi altissimi. Vennero meno gli ideali di lealtà e il fine educativo che era alla base delle gare panelleniche. Infine nel 393 d.c., dopo 11 secoli e 293 edizioni, l imperatore Teodosio con un editto, sotto la pressione del vescovo di Milano Ambrogio, mise fine ai giochi in quanto rappresentazione di riti pagani. Il Cristianesimo, a quel tempo, proponendosi la salvezza dell uomo e della sua anima, espresse un giudizio negativo su tutte le attività del corpo, ponendo scarsa attenzione all alto valore morale e formativo che l attività sportiva e, in particolare, i Giochi Panellenici avevano per i Greci. Le grandi feste panelleniche erano quattro: i Giochi Pitici, che si svolgevano a Delfi ogni quattro anni in onore del dio Apollo, quelli Nemei, celebrati vicino a Corinto in onore di Zeus ogni due anni, quelli Istmici, disputati sull Istmo di Corinto ogni due anni in onore di Poseidone, e le gare olimpiche in onore di Zeus. 6 Tomba del tuffatore, raffigurazione del coperchio; circa 480 a.c.; affresco. Paestum (Salerno), Museo archeologico.

16 Scena di pugilato in un affresco degli scavi di Thera (capitale minoica di Santorino); ragazzi muniti di guantone tirano di boxe. 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Queste ultime erano la piú importante manifestazione agonistica nell antica Grecia e si svolgevano ad Olimpia, città sacra del Peloponneso, dove si trovavano piú di 80 templi e un monumento, scolpito magistralmente da Fidia, raffigurante Zeus, alto piú di 12 metri, seduto su un trono d ebano. Ogni quattro anni, nel plenilunio fra luglio e agosto, si svolgevano i giochi, durante i quali si instaurava la «tregua sacra»: nessun nuovo conflitto poteva iniziare e le battaglie in corso venivano sospese in modo che gli atleti potessero gareggiare. Dalla prima Olimpiade, stabilita nel 776 a.c., alla diciottesima, le gare furono costituite esclusivamente dalla corsa a piedi: si trattava di una gara di velocità, su una distanza di 192,27 m, detta stadio perché equivaleva alla lunghezza della pista dello stadio. Nel 724 a.c. venne inserita anche una corsa di 384,54 m, cioè il doppio dello stadio, che si svolgeva coprendo la stessa distanza andata e ritorno. Nelle Olimpiadi successive vennero introdotte altre specialità quali il Pentathlon (costituito da cinque prove), il Pancrazio (misto di lotta e pugilato) e le gare ippiche. Inoltre il programma prevedeva la corsa con le armi, durante la quale i partecipanti, indossando scudo, elmo e schinieri, si misuravano su distanze varie. Nella trentasettesima Olimpiade fu inserita una gara di corsa anche per i giovani (12-18 anni) sulla distanza di 96 m (mezzo stadio). Gli atleti che partecipavano alle Olimpiadi si radunavano per allenarsi un mese prima nella valle dell Alfeo, nei pressi di Olimpia, per verificare la loro competitività ed essere scelti dai dieci giudici di gara che decidevano in piena autonomia sulle ammissioni. Durante questa fase i partecipanti potevano ritirarsi, senza che ciò costituisse motivo di vergogna. Gli atleti avevano a disposizione palestre, quadrati per la lotta, piste per la corsa e alloggiavano in camere provviste di bagni; con loro c era un folto seguito di allenatori e massaggiatori. Il recinto dei giochi era accanto al tempio di Zeus e includeva lo stadio, la cui lunghezza era m; all interno di esso erano scavati nella collina tre gradoni che poteva ospitare persone. La pista aveva la forma di un rettangolo, il fondo era coperto di sabbia e vi potevano gareggiare al massimo 20 atleti alla volta. Nei pressi c era l ippodromo, grande m, con il suolo in terra battuta. Ai giochi non potevano assolutamente partecipare le donne sposate, neanche come spettatrici; esse venivano messe a morte se trasgredivano e buttate di sotto da una rupe. Si narra che Callipatira, madre dell atleta Posidoro, si fosse travestita da allenatore per stargli vicino, ma, dopo la vittoria di questo, correndogli incontro, perse le vesti e si tradí. La donna fu graziata in virtú della vittoria olimpica del figlio, dei fratelli e del padre, anch egli vincitore nelle precedenti edizioni, ma da quel momento in poi anche gli allenatori furono costretti a presentarsi nudi come gli atleti. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI Coppa con raffigurazione della fase finale del salto eseguito con i pesi (halteres). Si nota nella scena il giudice di gara. Fine del VI sec. a.c. Boston, Museum of Fine Arts. 7

17 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Come si svolgevano i Giochi Olimpici I Giochi Olimpici si svolgevano nell arco di cinque giorni. Il primo giorno era dedicato al giuramento solenne che ogni atleta faceva sotto la statua di Giove alla presenza dei sacerdoti che pregavano e sacrificavano tori in onore del dio. Nel giuramento si dichiarava di mantenere un comportamento leale nelle competizioni, di essere in possesso dei requisiti necessari e non avere guai con la legge. Il nome di colui che si disonorava violando questo giuramento, veniva riportato, insieme a quello della città dove era nato, su delle statue poste all entrata dello stadio. Il secondo giorno era dedicato alla corsa con la gara di velocità di 192,27 m e quella di 384,54 m e la gara di resistenza di 4600 m. Il segnale di partenza veniva dato con uno squillo di tromba. Coloro che anticipavano la partenza venivano puniti con frustate e bastonate dai giudici di gara. Dal momento che nonostante questo deterrente le false partenze continuavano, il via veniva dato abbassando una pertica o una corda che si poneva come uno sbarramento davanti agli atleti. I corridori si cimentavano su una pista di sabbia morbida, completamente nudi e con il corpo unto di olio. Il terzo giorno era dedicato alla lotta: gli incontri si svolgevano su un terreno recintato e ricoperto di sabbia per attutire le cadute. All inizio si disputavano combattimenti solo in piedi, ma successivamente furono ammessi anche quelli a terra, e ciò cambiò le regole: vinceva il lottatore che dopo aver gettato a terra l avversario riusciva a fargli toccare le spalle al suolo. Il pugilato allora era molto diverso da quello attuale. I guantoni erano formati da un intreccio di strisce di cuoio che lasciavano libere le dita, ma ricoprivano il polso e quasi tutto l avambraccio, terminando con un bracciale di pelle di montone. I pugili potevano colpire il busto, le tempie, le orecchie, le guance, il naso, il mento, la bocca; questi erano infatti i bersagli piú facili per via del tipo di «guardia» che prevedeva un ampiezza delle braccia molto piú ampia rispetto a quella di oggi. C era poi il pancrazio, un misto di lotta e pugilato, che era la gara piú violenta e brutale che si conoscesse. Il corpo del pancraziasta era facilmente riconoscibile: naso deformato dai colpi, orecchie strappate, cicatrici lungo tutto il corpo. Nel combattimento era lecito usare qualsiasi mezzo e tecnica: lotta in piedi e al suolo, pugilato, La corsa nella decorazione di un vaso attico (Atene, Museo Nazionale). calci nello stomaco, al ventre, morsi e torsione delle dita delle mani, presa della gola. Gli unici colpi che erano vietati erano l introduzione violenta delle dita negli occhi e negli altri orifizi del viso dell avversario. Il quarto giorno era dedicato alle corse dei cavalli che si svolgevano all ippodromo, nelle immediate vicinanze dello stadio, con carri trainati da 2, 3 o 4 cavalli, sulla distanza di 12 giri. Il battere delle ali di un aquila meccanica posta su un altare decretava il segnale di partenza. Erano gare solitamente riservate ai ricchi, poiché prevedevano il possesso di un cavallo di razza e l assunzione dietro pagamento del fantino; in caso di vittoria il premio andava al proprietario. Il quinto giorno si disputavano le gare di pentathlon che comprendevano cinque prove: corsa veloce, salto in lungo, lancio del giavellotto, lancio del disco, lotta. I giudici di gara davano un punteggio per ogni prova: se per esempio gareggiavano cinque atleti, al vincitore si assegnavano 5 punti, al secondo 4, al terzo 3, al quarto 2 e al quinto 1. Al termine si sommavano i punteggi ottenuti da ciascuno e si stilava la classifica generale. La proclamazione del vincitore nel pentathlon chiudeva di fatto i Giochi. Il giorno successivo si effettuava la cerimonia finale: i vincitori venivano incoronati dai sacerdoti con rametti di olivo selvatico nel tempio di Zeus. Per l occasione venivano sacrificati agli dèi 100 buoi e al crepuscolo aveva luogo un banchetto. 8 Bassorilievo raffigurante una scena di lotta tra atleti, proveniente dall Acropoli di Atene (Atene, Museo Nazionale).

18 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Sparta A Sparta, situata nella parte meridionale del Peloponneso, veniva data grande importanza alla forza militare e i suoi cittadini erano tenuti a una cieca obbedienza verso le leggi dello stato. I bambini, fin dalla piú tenera età, venivano educati secondo regole militari e dovevano sopportare la fatica, tollerare il dolore, superare ostacoli senza dimostrare di essere provati. A differenza di quanto accadeva nelle altre città greche, a Sparta anche le donne si dedicavano allo sport. La prova piú importante era la corsa, ma praticavano anche la lotta e il lancio del giavellotto e del disco. Esse, inoltre, vantavano un importante presenza nelle gare ippiche, in cui ottennero vittorie anche ad Olimpia con Cinisca, la quale, pur non potendo guidare personalmente in gara i cavalli della sua scuderia, li fece correre nei giochi olimpici, l unica forma di partecipazione concessa alle donne. L abitudine di praticare sport rese le Spartane paragonabili alle mitiche Amazzoni, tanto che un tentativo di rapimento da parte di soldati nemici si rivelò un fallimento totale e si concluse con la ritirata a rotta di collo degli assalitori. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI Fanciulla in corsa. A Sparta anche le donne si dedicavano all atletica. Gli Etruschi Narra lo storico greco Diodoro che nel 540 a.c. l oracolo di Delfi consigliò agli Etruschi, una civiltà di navigatori e commercianti fiorita nell Italia centrale a partire dal VII secolo a.c., di celebrare sacrifici, giochi ginnici ed equestri in onore del popolo dei Focesi che avevano appena distrutto. A questo episodio risalirebbe dunque l uso etrusco di offrire gare ai defunti, nella convinzione che ad assistere ai giochi ci fossero anche le persone morte. Le attività sportive si svolgevano nelle campagne o in aree sacre a ridosso delle città e costituivano un forte richiamo per uomini e donne di ogni classe sociale. Gli atleti si cimentavano nelle specialità piú conosciute come il lancio del giavellotto, il lancio del disco effettuato con la variante, rispetto ai giochi olimpici, della rincorsa, il salto in lungo, la corsa, il pugilato e le gare ippiche. Secondo un antica tradizione gli Etruschi furono anche gli inventori di uno degli spettacoli destinati ad essere piú popolari a Roma: i giochi dei gladiatori, che si concludevano con la morte dell atleta perdente. Possiamo farci un idea abbastanza precisa di come dovevano essere le gare sportive presso questo popolo anche grazie alle raffigurazioni rinvenute nelle tombe scoperte nei maggiori centri etruschi. Atleta in una pittura murale della tomba delle Olimpiadi (VI-V sec. a.c., Tarquinia). 9

19 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 10 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Particolare del mosaico della villa romana di Piazza Armerina (Enna) con due ragazze che giocano a palla. IV sec. d.c. Duello di gladiatori in un mosaico proveniente da Tusculum, III sec. d.c., Roma, Museo Borghese. I Romani A Roma l attività fisica era concepita diversamente rispetto a come la intendevano i Greci. Per questi ultimi infatti l attività sportiva fu sempre considerata essenziale per lo sviluppo pieno ed armonico della personalità individuale, i Romani invece avevano una concezione diversa e che cambiò nel tempo. Finché Roma fu in una fase di conquista, lo sport rimase una componente fondamentale nella formazione morale e fisica dei soldati. Gli allenamenti effettuati dai giovani romani al Campo Marzio comprendevano l equitazione, il tiro con l arco, la lotta, il lancio del giavellotto, la scherma, la corsa con le armi e finti combattimenti che avevano essenzialmente lo scopo di formare il futuro guerriero. Quando, però, dal I secolo d.c., le nuove condizioni politiche e sociali favorirono una vita fondata sull ozio e sul divertimento, l educazione fisica non fu piú considerata come una preparazione alla guerra, ma come un mezzo per rilassarsi e rendere piú bello e forte il corpo. I Romani facevano esercizi ginnici non solo per mantenersi in forma, ma anche come piacevole passatempo, perché le palestre erano annesse alle terme, dove, oltre a fare attività fisica, era possibile rilassarsi, fare massaggi e incontrare uomini politici o letterati. In linea generale, tuttavia, i Romani amavano lo sport piú come spettatori che come protagonisti, preferendo assistere ai vari spettacoli dell anfiteatro e del circo piú che parteciparvi attivamente, come era invece costume del popolo greco. È per questo motivo che gli «agoni», cioè i giochi competitivi dei Greci, nella cultura romana diventano «ludi», cioè giochi di spettacolo. I Ludi romani I Ludi romani, nati come celebrazioni in onore degli dèi, divennero grandi occasioni di massa, nelle quali il popolo aveva l opportunità di sfogare emozioni e impulsi violenti. Ecco che queste occasioni venivano utilizzate dai governanti per controllare gli umori della gente e per aumentare il proprio prestigio. Questa politica viene sintetizzata da Giovenale nel celebre motto «Panem et circenses» (pane e spettacoli circensi). I Ludi erano di tre tipi: quelli Scenici, che si svolgevano in teatro, quelli Gladiatori e quelli Circensi. Questi ultimi, comprendenti anche spettacoli di cavalieri che si esibivano acrobaticamente su cavalli lanciati al galoppo e finti combattimenti equestri, erano noti per le corse delle bighe, trighe, quadrighe, chiamate

20 I lottatori, gruppo in marmo da originale greco in bronzo della prima metà del III sec. a.c. Firenze, Galleria degli Uffizi. 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO cosí a seconda del numero dei cavalli impegnati. La sede piú importante in cui si svolgevano era il Circo Massimo. I giochi dei gladiatori si svolgevano in anfiteatri, il piú famoso dei quali è quello Flavio, detto Colosseo; questo fu completato nell 80 d.c. e poteva contenere spettatori. Tali giochi, nati come riti religiosi, si erano ben presto trasformati in occasioni di mero divertimento. Sull esaltazione che tali spettacoli destavano fra il popolo, alcuni politici avevano costruito il proprio potere. I candidati alle cariche pubbliche organizzavano a proprie spese spettacoli di combattimento fra gladiatori per rendersi popolari e ottenere l elezione. I gladiatori, perlopiú prigionieri di guerra, criminali e condannati a morte, iniziavano gli allenamenti sotto l esperta guida di ex-gladiatori. All inizio si esercitavano con un manichino, poi incrementavano l intensità e la difficoltà dell allenamento fino ad arrivare al momento in cui erano pronti per entrare nell arena. Quando un gladiatore sconfitto si era ben comportato poteva essere graziato dall imperatore che alzava il pollice verso l alto; se invece si era mostrato vile, il pollice veniva voltato verso il basso e il vincitore lo uccideva tra gli applausi deliranti della folla. Le ricompense erano alte e qualche volta veniva concessa al vincitore una spada di legno, simbolo del fatto che tornava ad essere un uomo libero e poteva vivere di rendita. Un altro spettacolo molto gradito al pubblico erano le venationes, che prevedevano la presenza di animali esotici impiegati per esibizioni o veri e propri combattimenti: si ricreava, con uno scenario, l ambiente naturale per l animale feroce, che veniva affrontata dal gladiatore. Le gare di atletica, chiamate dai Romani «certamina Graeca» (giochi di tipo greco), iniziarono già nel 186 a.c., ma si affermarono definitivamente con Domiziano nell 86 d.c. Si disputavano ogni cinque anni in onore di Giove Capitolino e, come i giochi di Olimpia, venivano accompagnate da gare di poesia, di canto, di flauto, danze e da spettacoli teatrali. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI Come si svolgevano i Giochi Circensi I giochi si aprivano sempre con una cerimonia religiosa in onore degli dèi che prevedeva la «pompa», cioè un corteo preceduto dal magistrato e dai sacerdoti, con il seguito di musicanti, danzatori, satiri e da raffigurazioni degli dèi e degli imperatori defunti. Dopo questo cerimoniale si effettuavano le corse con i cavalli, la vera passione di una folla di circa persone che si agitavano nervosamente e scommettevano febbrilmente sulle varie fazioni. Le quattro squadre, gli azzurri che rappresentavano il senato e l aristocrazia, i verdi l imperatore, i bianchi il popolo e infine i rossi, probabilmente alfieri dell opposizione, si davano aperta contesa non solo per l attribuzione della vittoria, ma anche per affermare la simbolica superiorità politica di una fazione sull altra. Vi era anche un costante riferimento all astrologia, cui l ambiente delle corse era legato. Le 12 costellazioni dello zodiaco erano simbolicamente rappresentate dalle 12 porte dalle quali sarebbero partite le quadrighe. Uscendo da una di queste porte, l auriga (sole), abbigliato con i colori di una delle quattro stagioni (autunno-azzurro, inverno-bianco, primavera-verde, estate-rosso) intraprendeva il suo itinerario intorno alla Terra (pista) e al mare (fossato in difesa del pubblico), seguendo l orbita dei sette pianeti (i sette giri della corsa). 11

21 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Miniatura raffigurante una scena di giostra (dal Roman des aventures di Jean de Saintré). 1.2 Il Medioevo Dopo il crollo dell impero romano il generale peggioramento delle condizioni di vita e l influenza del pensiero cristiano, sensibile ai valori dello spirito ma non a quelli materiali, relegarono in secondo piano l attenzione per le esigenze igieniche e ricreative del corpo. D altra parte le necessità militari richiedevano l esercizio fisico come addestramento alla guerra. Nascono cosí lo spirito e i principi della cavalleria: molti giovani, in particolare della nobiltà europea, diventarono cavalieri, e per mantenersi allenati fra una guerra e l altra cominciarono anche a sfidarsi in giochi, tornei e combattimenti. Da un etica puramente guerriera, dominante fino al XI e XII secolo, con la cavalleria si passa ad un codice comportamentale sempre piú regolamentato, che esalta le virtú di prodezza, riducendo i rischi del combattente e conservandone l onore e i privilegi. La condizione di cavaliere, che si raggiungeva dopo essere stato paggio e scudiero, richiedeva ottima forma fisica, destrezza e molto allenamento che veniva mantenuto anche con esercitazioni piacevoli e divertenti come la caccia con l arco, e con diverse attività sportive attraverso le quali si imparava a maneggiare la lancia con maestria. Uno degli esercizi piú utili in questo senso era la Quintana: il futuro cavaliere cercava di colpire un bersaglio a forma di guerriero armato equipaggiato di scudo, talvolta girevole, il quale, quando il colpo ricevuto era decentrato e debole, poteva a sua volta colpire il cavaliere con il finto braccio disteso. Anche fra il popolo si afferma sempre piú, soprattutto durante particolari festeggiamenti del villaggio, la voglia di misurarsi nelle attività fisiche, quali lanci di sassi e rudimentali giavellotti, oltre alla lotta e al pugilato. Come si svolgevano i tornei medievali 12 Alla fine del XIII secolo il torneo si differenzia poco dalla guerra: era un incontro organizzato in una data e luogo prefissati dove diversi guerrieri di due schieramenti opposti si affrontano in una vasta zona intorno alla città. Durante i tornei si svolgono sia scontri di mischia, che combattimenti individuali in cui si cercava di catturare il cavaliere, non per ucciderlo, ma per spogliarlo delle armi e impossessarsi del suo cavallo. Il torneo era un gioco di guerra e come tale era rischioso, ma la morte di un combattente era un incidente deplorato da entrambi gli schieramenti. Il torneo influenzerà spesso, con la sperimentazione di nuove tecniche, anche le guerre vere e proprie. Il torneo-mischia non iniziava subito con uno scontro di massa, ma era preceduto dalla Giostra, dove si affrontano i piú giovani in combattimenti individuali che si svolgono in un campo chiuso, la Lizza, nel centro della città. I due cavalieri lanciando il cavallo a grande velocità cercavano di disarcionarsi colpendosi violentemente con la lancia tesa; per ragioni di sicurezza la punta verrà in seguito smussata.

22 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI La corsa del palio per le strade di Firenze, fronte di cassone di Giovanni di Francesco Toscani (sec. XV). Cleveland, Museum of Art, Holden Collection. 1.3 Dall Umanesimo al XVIII secolo Calcio storico fiorentino. Una fase di gioco. A partire dal 1400 in Italia e in Europa si affermò un grande movimento culturale che prese il nome di Umanesimo e poi di Rinascimento. Mentre durante il Medioevo gli aspetti materiali della vita erano considerati peccaminosi e subordinati rispetto ai valori religiosi e spirituali, dal XV secolo l uomo riacquista fiducia nella sua dignità e capacità. Gli Umanisti recuperano tra l altro il concetto greco di educazione fisica intesa come strumento essenziale per il pieno sviluppo corporeo e spirituale dei giovani. L azione educativa legata al gioco e allo sport presuppone, infatti, comportamenti e regole che preparano a una pacifica convivenza nella società. È significativo che Leon Battista Alberti a Mantova alla corte dei Gonzaga affermi che gli esercizi fisici si integrano perfettamente con l insegnamento delle scienze e dei classici. Fra i pedagogisti, colui che dà una impronta fondamentale è Vittorino da Feltre, che creò nel 1423 la scuola dal nome «Casa Gioiosa» aperta a tutti i ceti. Nei suoi trattati appare evidente il tentativo di mirare a uno sviluppo armonico della personalità dello studente attraverso un giusto equilibrio di esercizio fisico e attività intellettuale. Possiamo sostenere a buon diritto che gli Umanisti, dopo i Greci, sono stati gli unici ad esaltare l educazione fisica come strumento per affermare l ideale dell uomo nella sua totalità; hanno percepito il valore della cultura del corpo superando l antitesi medievale di corpo e intelletto e, piú di tutto, hanno capito la fondamentale importanza del gioco come espressione del grado di maturità raggiunta dai ragazzi e come strumento di formazione del temperamento, anticipando le attuali metodologie pedagogiche. È interessante notare che proprio nel periodo rinascimentale si affermarono le prime competizioni individuali e di squadra codificate che possono essere definite sport. Tra queste ricordiamo il Palio di Siena, la Corsa del Fiore a Verona, la Festa del Mare a Venezia e il Calcio Storico fiorentino. Il Calcio storico di Firenze Le squadre che ogni anno si affrontano nel Calcio storico rappresentano i quattro quartieri in cui è divisa la città: gli azzurri di S. Croce, i bianchi di S. Spirito, i rossi di S. Maria Novella e i verdi di S. Giovanni. 13

23 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Il campo ha la forma di un rettangolo lungo 100 m e largo 50. Su tutto il lato piú corto del campo corre una palizzata coperta da un drappo rosso il cui bordo superiore è attaccato a una rete di 80 cm: viene segnalata una caccia (goal) quando la palla entra in questo spazio. Il punto viene segnalato con una bandierina rettangolare e salutato con un colpo di colubrina. In caso di tiro errato o se questo viene deviato fuori, la squadra viene penalizzata di mezza caccia (mezzo punto) che va ad aggiungersi al punteggio della squadra avversaria; in questo caso si solleva una bandierina triangolare. Il tempo previsto per ogni partita è di 50 minuti, ma non può terminare in parità per cui il gioco prosegue fino a che una delle due squadre non realizza una caccia (un punto) o mezza caccia (mezzo punto). Non esistono regole per colpire il pallone: si possono usare le mani, i piedi, basta che questo sia in continuo movimento. Un aneddoto famoso è quello riferito alla storica partita del 17 febbraio 1530 quando un calciante detto «Morticino» degli Antinori, tratteneva la palla, pur spostandosi, con una presa cosí serrata che nessuno riusciva a togliergliela: Dante da Castiglione decise di sollevare il giocatore e trasportarlo di peso fin dentro la porta avversaria conquistando una caccia. Le squadre sono composte da 27 giocatori: 4 portieri, 3 terzini, 5 mediani, 15 attaccanti, e si affrontano su un fondo coperto di sabbia che rende ancor piú faticoso l impegno fisico. Durante le partite è facile vedere placcaggi, mischie e risse violente legate all esasperato agonismo che coinvolge anche i calcianti non impegnati direttamente nel gioco. Il premio che spetta ai vincitori, oltre al palio, consiste in una bianca e pingue vitella che verrà «preparata» e servita alla cena dei trionfatori. Gli Europei scoprono i giochi delle civiltà dell antico Messico Il gioco azteco del tlachtli: due immagini del campo a forma di H, con simboli di divinità e di sacrifici umani. Quando gli Spagnoli nel XVI secolo conquistarono l antico Messico distruggendo le popolazioni dei Maya e degli Aztechi, scoprirono che anche nel continente americano erano ampiamente diffusi dei giochi con la palla. Sul campo da gioco, due volte l anno, si affrontavano due squadre di uomini che potevano toccare la palla usando fianchi, glutei, gomiti e ginocchia, ma non le mani e i piedi. La gara aveva un profondo valore religioso: ogni giocatore rappresentava una divinità solare oppure degli inferi, e solo la vittoria della squadra del Sole avrebbe garantito fecondità e prosperità. Quando, a partire dal Duecento, la civiltà dei Maya fu in parte soppiantata da quella degli Aztechi, alcune regole della gara furono cambiate. La palla si doveva infilare in stretti anelli di pietra collocati sulle pareti laterali che delimitavano il campo. La palla che si infilava in questi anelli era il simbolo del percorso del Sole apportatore di vita, ma per vincere gli astri notturni e le divinità infere il dio Sole aveva bisogno dell aiuto degli uomini e di nutrirsi del loro sangue. Questo spiega i resti dei numerosi sacrifici umani eseguiti in concomitanza con queste partite. Il Seicento e il Settecento in Europa 14 Fin dall inizio del Seicento si moltiplicano gli studi e le riflessioni dedicati all importanza dello sport. Diversi medici pubblicano testi sugli effetti psicologici degli esercizi, definendone sia il ruolo terapeutico che l importanza igienica. Anche filosofi, let-

24 Gioco della pallacorda, da una stampa del XVII secolo. 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO terati e intellettuali come Voltaire, d Alembert, Diderot e Rousseau, indicano nei loro trattati quanto l attività fisica sia di supporto a una formazione completa ed equilibrata. Questa vivacità intellettuale però si scontra con la realtà del tempo, condizionata da lunghe ed estenuanti guerre e frequenti congiure e delitti di palazzo. È un epoca caratterizzata da imboscate e assalti che rendono tutti diffidenti e restii a spostarsi e a incontrarsi. Perciò sono rari i momenti di aggregazione, sia a scopo ricreativo che sportivo, e le uniche discipline che hanno larga diffusione sono la scherma e la danza. Nascono scuole di ballo e di scherma un po dovunque, con diverse specialità come il fioretto, la spada, la sciabola e il pugnale. Un altra attività sportiva, già praticata in periodo umanistico, che continuò ad essere popolare è la pallacorda. Il gioco consisteva nel respingere una palla, ricoperta di stoffa, nel campo avversario al di là di una corda posta al centro, usando inizialmente il palmo della mano, successivamente delle racchette. La pallacorda veniva giocata o in un locale chiuso delle dimensioni di m con una rete alta 0,92 m al centro e 1,50 ai lati, o in uno spazio all aperto, con squadre composte da 2 a 6 giocatori. La palla poteva essere ribattuta al volo o dopo il primo rimbalzo; se invece veniva colpita dopo il secondo rimbalzo si assegnava la caccia che determinava, dopo due volte, il cambio di campo. La passione per questo gioco si diffuse enormemente, e spesso le partite erano seguite da numerosissimi spettatori che scommettevano sulla vittoria di questa o quella squadra formata da veri specialisti. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1.4 L organizzazione dell educazione fisica nel XIX secolo Nel XIX secolo in Europa, si svilupparono vere e proprie dottrine basate su criteri pedagogici, biologici, fisiologici, che misero l insegnamento della ginnastica in sistematica relazione con l educazione intellettuale. L indirizzo tedesco Ginnaste danesi alle Olimpiadi del Nel 1811 Ludwig Jahn ( ) fondò a Berlino una scuola che si proponeva di plasmare una gioventú fortemente motivata all amor patrio e preparata fisicamente. Ben presto migliaia di allievi agli ordini di Jahn cominciarono a ritrovarsi nel Turnplatz (piazzale berlinese) per effettuare gli esercizi ginnici tutti i mercoledí e sabato. Quattro F unite a croce aggiunte alla bandiera tedesca, rappresentavano i principi su cui si basava la legge morale dei partecipanti: Frish (fresco), Frei (libero), Frölich (felice), Fromm (pio). Il programma degli esercizi prevedeva marce forzate, pernottamenti all aperto e l obbligo di imparare a superare il freddo e tutti quegli ostacoli che la natura avrebbe potuto porre. Jahn fu il primo a cercare di classificare i vari esercizi, e ad inventare nuovi attrezzi come la sbarra fissa, il cavallo, le parallele. Il suo metodo era basato essenzialmente sulla forza, sull allenamento e sulla disciplina, e riconosceva un ruolo importante all aspetto psicologico, proponendosi una ferrea educazione della volontà. 15

25 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Colui che, tuttavia, modificò profondamente il concetto di educazione fisica in Germania fu Adolf Spiess ( ), un maestro di storia, canto e ginnastica, che riuscí a collegare la scuola alla palestra. Le sue molteplici competenze lo resero molto critico nei confronti del modo in cui veniva svolta l attività fisica allora. Egli affermava che gli esercizi a carattere generale erano preparatori agli attrezzi, che dovevano esser catalogati a seconda della loro difficoltà e dell età di coloro che li eseguivano, essere piú naturali e immediati, e tenere conto dell anatomia, della psicologia e della pedagogia. Grazie a Spiess la ginnastica nel 1838 cominciò a esser insegnata nelle scuole pubbliche, comprese quelle femminili. Successivamente Otto Heinrich Jaeger ( ) elaborò un nuovo sistema, criticando il metodo di Jahn come troppo rigoroso e prettamente militare, e quello di Spiess perché con le sue esercitazioni generali impediva lo sviluppo della personalità dell individuo. Nel sistema di Jaeger erano previsti esercizi preparatori, elementari ed essenziali quali la corsa, i lanci, la lotta, l arrampicata. Egli fu sempre contrario all impiego dei grandi attrezzi perché era convinto che l attività ginnica eseguita in maniera scientifica dovesse sviluppare in modo equilibrato tutte le varie parti del corpo e non esaltare l esercizio atletico-acrobatico finalizzato alla coreografia. L indirizzo svedese In Svezia Per Henrik Ling ( ) sostenne un educazione fisica razionale, valida per tutte le età, per sviluppare e curare tutto il corpo tramite movimenti controllati. Egli scelse una serie di esercizi di sicura utilità fisiologica, e impiegò attrezzi atti a potenziare l effetto degli esercizi svolti a corpo libero, come il quadro svedese, la spalliera, il plinto, scartando l attrezzistica tedesca perché la riteneva inadatta per alcune età. Il sistema di Ling era fondato sulla conoscenza dell anatomia, dei muscoli e delle articolazioni. Nacque cosí il movimento analitico scientifico che mirava a una buona attività funzionale, e al miglioramento e alla conservazione della salute a livello generale. Grande importanza è data alla respirazione, alla mobilizzazione del rachide, e ai movimenti degli arti superiori e inferiori. La formulazione dei principi e l ampliamento e il perfezionamento tecnico del metodo Ling, rappresentano il momento iniziale dell era scientifica nella ginnastica educativa. L indirizzo francese Con Georges Demeny ( ) nacque la ginnastica moderna francese. Egli affermava che l educazione fisica deve obbedire alle leggi della vita, e deve mirare all armonia tra le differenti sezioni del corpo riproducendo gesti che normalmente eseguono gli animali, in un primo momento elementari, poi sempre piú complicati, in modo da coinvolgere tutti i fasci muscolari. Questi movimenti sono «arrotondati», «continui» e «completi», estesi cioè in tutti i sensi, e descrivono forme a cono, a otto, a spirale in modo che tutto il corpo si muova interpretando il movimento e fondendolo nel suo complesso. In opposizione al sistema svedese, statico e analitico, Demeny affermava che la ginnastica non deve creare degli atleti, ma degli esseri normali, ben proporzionati, armonici nelle forme e attitudini. L indirizzo inglese 16 Già nel 1751 era nata la prima associazione sportiva, il Jockey Club, che regolamentava le corse ippiche, cosa del tutto sconosciuta nell antichità. Si dettavano regole universali che introdussero il concetto di fair-play (gioco corretto): con questo termine, secondo

26 Combattimento fra pugili a mani nude in un incisione inglese del L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO il parere delle nobili classi inglesi, s intendeva non solo il gioco leale, ma soprattutto il riconoscimento di un «comportamento» nel gioco, che imponeva anche di mascherare il dispiacere per la sconfitta e di moderare l esultanza in caso di vittoria. Questa concezione dello sport, inteso come disciplina che sviluppa la capacità di controllare le proprie emozioni, era perfettamente in linea con l educazione che veniva impartita ai giovani destinati a costituire la classe dirigente della emergente borghesia industriale. L affermazione della razionalizzazione, della misura e del calcolo, concetti fondamentali nella mentalità dei potenti uomini d affari inglesi, cominciarono a riflettersi anche nella pratica delle attività fisiche, un «lusso» che spesso solo i ricchi potevano permettersi. Si deve agli Inglesi l invenzione delle regole nello sport, l impiego del cronometro, la fissazione delle distanze nelle gare di nuoto, canottaggio, ippica, oltre che delle dimensioni delle porte di calcio e di rugby. Mentre il cricket, il polo e il tennis erano praticati dall aristocrazia e dalla borghesia, altri sport, come ad esempio il calcio, trovarono la loro diffusione e popolarità presso le classi meno facoltose. Una delle figure piú importanti fra coloro che contribuirono a formare la moderna mentalità sportiva degli Inglesi, fu Thomas Arnold ( ) direttore del collegio di Rugby, che cercò di trasmettere ai suoi allievi sentimenti di onestà e giustizia. Il suo metodo era basato sui giochi sportivi, in special modo quelli di squadra, esaltando lo spirito collettivo e il rapporto umano piú che lo spirito patriottico, ch era invece fondamentale per i ginnasti tedeschi. Le esercitazioni sportive venivano cosí a costituire la base di tutta l educazione dei giovani inglesi; ad esse erano riservate una quantità di ore superiore a quelle di studio. Ogni College aveva una sezione sportiva permanente che provvedeva all allenamento dei suoi migliori rappresentanti, ed era fondamentale per la buona reputazione dell istituto. Famose in tutto il mondo divennero le regate fra Oxford e Cambridge. La prima sfida lanciata dagli universitari delle due città si svolse sul Tamigi nel 1829: in quell occasione gareggiarono due imbarcazioni con otto vogatori. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI Nel 1932, dipendenti pubblici nella città di Londra s impegnano sul tetto. Alcune segretarie trascorrono la loro ora di pranzo saltando la corda. 17

27 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO Il barone Pierre de Coubertin. De Coubertin È opportuno accennare a questo punto alla figura del francese Pierre de Coubertin ( ), che oltre che essere considerato il «padre» delle Olimpiadi moderne, è stato anche un pedagogo sportivo ed educatore di fama. Riprendendo i principi dell inglese Arnold, egli riteneva che lo sport avesse notevoli influenze sulla vita e sull educazione dei giovani: il movimento favorisce l equilibrio tra il corpo e la mente, stimola l entusiasmo, appaga l immaginazione e i sensi, producendo una sana stanchezza. Secondo de Coubertin la pratica dello sport deve essere una via per la formazione dei cittadini, e quindi ha una funzione non solo educativa ma anche sociale e politica. De Coubertin rinnovò in modo entusiastico gli ideali di lealtà, di corretto agonismo, di affratellamento e di tolleranza fra i popoli in un momento di esasperato nazionalismo, e cercò appoggi in tutto il mondo per il suo progetto di far rinascere lo spirito dei giochi olimpici. Al Congresso internazionale di Parigi (1894) fu stabilito che il 6 aprile del 1896 si sarebbero inaugurati ad Atene i «Giochi della Prima Olimpiade dell Era Moderna», dopo 2672 anni dalla prima edizione dell antica Grecia all insegna del dilettantismo tra gli atleti. 1.5 L educazione fisica in Italia L Ottocento 18 Il circolo sportivo Juventus di Trieste (1906). In Italia l attenzione per la ginnastica cominciò a manifestarsi quando ci si rese conto di quanto fosse importante l educazione fisica per l unità della nazione, l affermazione del patriottismo, la formazione di un forte carattere nei giovani e l allenamento di soldati preparati, sia fisicamente che mentalmente. Per questo nel Regno di Sardegna fu assunto un ginnasta svizzero, Rodolfo Obermann ( ), che fece scuola al corpo dei bersaglieri fondato dal generale La Marmora. L esito fu cosí positivo che si decise di allargare questa esperienza a tutti i reparti militari. Obermann fondò la prima società di ginnastica italiana nel 1844 a Torino, e il governo del Regno di Sardegna decise che l attività fisica doveva essere inserita obbligatoriamente nelle scuole elementari e superiori. Furono due leggi, quella di Casati nel 1859 e poi quella di De Sanctis nel 1878, a puntualizzare le modalità di tale insegnamento, estendendo quest obbligo anche alle donne. Purtroppo gli esigui fondi messi a disposizione e le inesistenti strutture, oltre alla scarsa professionalità degli insegnanti, ostacolarono fortemente la loro applicazione. Le cose migliorarono per merito di Eugen Baumann ( ), allievo di Obermann, medico e insegnante di ginnastica, convinto che l educazione fisica si dovesse fondare su metodologie pedagogiche, igienico-biologiche oltre che psicologiche, concentrandosi in modo specifico sull attenzione, la disciplina, l obbedienza degli allievi. Il metodo Baumann era chiaramente influenzato dall impostazione tedesca, ed il suo limite era quello di continuare a riproporre tutta una serie di pesanti e monotoni esercizi pre-militari. Una posizione diversa, di chiara derivazione anglosassone, era quella divulgata da Angelo Mosso ( ), scienziato di chiara fama internazionale che sosteneva la necessità di una profonda riforma dei metodi, delle strutture e dei programmi del-

28 Durante il Ventennio ( ) la palestra è il luogo di diffusione e propaganda dell ideologia fascista. 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI l educazione fisica, dal momento che i veri interessi degli alunni sono rivolti allo svolgimento del gioco e dello sport, attività sicuramente piú libere, ricreative e a contatto della natura. Fu importante, inoltre, la denuncia della pericolosità dell uso dei grandi attrezzi, che sottopongono il fisico a sforzi eccessivi e violenti, e la proposta di un allenamento piú razionale, capace di produrre effetti positivi sul sistema nervoso permettendo ai muscoli di svilupparsi progressivamente con miglior funzionalità e minor dispersione di energia, evitando l eccessiva ipertrofia prodotta dal metodo Baumann. Con la legge n. 805 del ministro Credaro venne approvata la «Magna Carta» dell educazione fisica italiana, che è in sostanza un compromesso fra le due metodologie, ma l attività sportiva nella scuola continuò il suo modesto sviluppo con pochi impianti, programmi, personale scarsamente preparato e pochissimi finanziamenti. Il periodo fascista Dopo la prima guerra mondiale nacquero in Italia varie organizzazioni sportive, come i FASCI (Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane), la Federazione Nazionale Sportiva Operaia, l ASCI (Associazione Scout Cattolici d Italia). Nel 1923 Giovanni Gentile fondò l Ente Nazionale per l educazione fisica (ENEF), che doveva essere un organismo indipendente dalla burocrazia dello stato. Nel 1927 l ENEF venne assorbito dall Opera Nazionale Balilla (ONB) che dipendeva in modo diretto dalle disposizioni del capo del governo, cioè di Mussolini, e interpretava i fondamenti della pedagogia fascista e della propaganda di regime. Nel 1930 vennero praticamente sciolte tutte le varie associazioni sportive, e l ONB acquistò un importanza fondamentale, assistendo e inquadrando i giovani delle varie età: i bambini fra i 6 e gli 8 anni erano i Figli della lupa, quelli fra gli 8 e i 14 anni erano i Balilla, quelli fra i 14 e i 18 anni erano gli Avanguardisti. Si valuta che fossero piú di i giovani coinvolti. Nel 1937 l ONB fu sciolto e fu sostituito dalla GIL (Gioventú Italiana del Littorio), strettamente dipendente dal partito fascista e non piú dal governo. In questo modo il paese e l attività sportiva si legarono ancor piú al regime, che estese i suoi legami al CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), che divenne sovente lo sponsor della propaganda fascista. Solo nel 1947 il CONI ritratterà pubblicamente la complicità con il passato regime, individuando e costruendosi nel tempo una nuova valenza culturale. Il dopoguerra Nel dopoguerra l ordinamento scolastico fu completamente rivisto e l educazione fisica tornò a dipendere dal Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1948 l ANEF (As- 19

29 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 1 L ARCHEOLOGIA DEL MOVIMENTO sociazione Nazionale di Educazione Fisica) in collaborazione con il Ministero, si occupò di ridefinire il ruolo dell educazione sportiva in ambiente scolastico, e cosí si arrivò alla proposta di legge del ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro, poi promulgata il 7 febbraio 1958, di cui alcuni punti particolarmente significativi erano: l obbligo dell insegnamento dell educazione fisica in ogni ordine e grado di scuola; partecipazione degli insegnanti di educazione fisica ai consigli di classe e al collegio dei docenti; forniture delle palestre scolastiche da parte degli enti locali. Accanto all opera svolta dalla scuola nell educazione all attività fisica, alcune associazioni, come il CSI (Centro Sportivo Italiano), di orientamento cattolico, e l UISP (Unione Italiana Sport Popolari), sorta in collegamento con i partiti della Sinistra, sono dal dopoguerra protagoniste dell organizzazione di sport popolari. Verifica quanto appreso 1. Nelle antiche civiltà quali sono le ragioni culturali, sociali e politiche legate allo svolgimento delle attività motorie? Quali sono gli ideali greci della cultura del corpo? Nel XIX secolo l educazione fisica si sviluppa in Europa con diverse scuole di pensiero che la indirizzano verso finalità diverse. Quale indirizzo può essere collegato alle seguenti modalità? Tedesco Pratica di sport. Svedese Ginnastica per sviluppare organi. Inglese Marcia forzata. 6. A quale periodo storico pensi appartenga lo scorcio della foto sotto riportato? Fine Ottocento. Ventennio fascista. Seconda guerra mondiale Nelle Olimpiadi greche il pentathlon era costituito da cinque prove. Quali? Corsa veloce, pancrazio, salto in lungo, lancio del disco, lotta. Corsa veloce, salto in lungo, lancio del giavellotto, lancio del disco, lotta. Lancio del giavellotto, gare ippiche, lotta, pugilato, corsa veloce. 4. Il Calcio storico fiorentino è un gioco tipicamente medievale. Vero Falso 7. Rispondi alle domande A e B scegliendo una fra due delle modalità previste dalla terza prova: trattazione sintetica di argomenti o risposta a quesito singolo (rispettivamente in un massimo di 20 e 10 righe). A Qual è lo spirito che differenzia la cultura ginnica tra i Greci e i Romani? B Quali motivi pensi abbiano indotto il governo fascista a dare grande importanza alla pratica delle attività ginniche e perché?

30 2 LO SPORT CONTEMPORANEO A mano a mano che l evoluzione del processo industriale ha consentito di ridurre il tempo di lavoro, si è venuto a determinare un tempo proporzionalmente crescente da destinare a occupazioni diverse dal lavoro: fra queste, ha assunto subito rilievo lo sport. 2.1 Lo sport come divertimento e spettacolo Il tempo libero ha influito sul costume sportivo anzitutto ampliando il numero dei praticanti, non necessariamente a fini agonistici. Si pensi a tutti coloro che praticano un attività di tipo sportivo in forme individuali (dal jogging e simili, alla corsa in bicicletta o alla discesa sugli sci), oppure partecipano alle manifestazioni non competitive, particolarmente frequenti nel campo della corsa podistica e del ciclismo amatoriale. La partenza dei 100 metri alle Olimpiadi del 1896 ad Atene: il vincitore, lo statunitense Thomas Burke, è il secondo da sinistra. 21

31 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 2 LO SPORT CONTEMPORANEO Il pubblico dello sport: scommettitori e spettatori appassionati Accanto alle varie forme di attività fisica, si è poi sviluppato un altro atteggiamento nei confronti dello sport: quello dello spettatore, un fenomeno che ha configurato lo sport come uno dei piú importanti canali del passatempo e del divertimento contemporanei. Anche questo fenomeno prese avvio con una certa consistenza nell Europa dell Ottocento, a partire dalla società britannica. L attenzione del pubblico verso le manifestazioni sportive si consolidò in sintonia con l abitudine delle scommesse legate alle corse dei cavalli, alle gare di velocità o di resistenza fra atleti, al pugilato. Nel corso del Novecento, con il progressivo passaggio delle scommesse sotto il controllo delle autorità pubbliche dei vari paesi, questo aspetto legato allo sport ha assunto un importanza crescente, soprattutto da quando si è mostrato capace di attirare nuove e ingenti scommesse relative alla disciplina, divenuta popolarissima, del calcio. In Italia a partire dal 1948 le scommesse sul calcio vennero unificate, su autorizzazione dello stato e gestite dalla SISAL, sotto il controllo del Comitato olimpico nazionale (CONI), dando vita al sistema che avrebbe in seguito assunto il nome di Totocalcio. Da allora fino ai nostri giorni le scommesse sulle partite di calcio, i cui proventi vengono in parte versati allo stato sotto forma di imposte, in parte trattenuti dal CONI, hanno costituito una delle principali forme di finanziamento per lo sport nazionale. Fino ad oggi, per molte federazioni «minori», che non possiedono una propria forza economica, il trasferimento da parte del CONI di risorse provenienti dalle entrate del Totocalcio (e successivamente anche quelle del Totogol) è stata la fonte principale di sopravvivenza e della conseguente possibilità di contribuire ai successi olimpici della nazione. Attualmente la forte diminuzione degli introiti sta riducendo drasticamente il gettito economico diretto verso le federazioni piú deboli, con conseguenze drammatiche, specie per lo sviluppo di base e il settore giovanile. Sorto in gran parte sull onda delle scommesse, l interesse del pubblico intorno alle manifestazioni sportive è stato tuttavia alimentato, a partire dalla fine dell Ottocento, da un coinvolgimento piú disinteressato, a mano a mano che le varie discipline si rivelavano come una delle fonti di spettacolo piú efficaci e piú diffuse. In Europa due discipline sportive che hanno giocato un ruolo essenziale nel diffondersi di questo fenomeno, che coinvolge non solo il divertimento ma anche il tifo sono state il calcio e il ciclismo, lo sport che, a differenza delle altre specialità che si praticano in stadi chiusi, ha mantenuto maggiormente il carattere originario di attività svolta in mezzo alla gente, per le strade. 22 Grazie al mezzo televisivo manifestazioni sportive sono viste in tutto il mondo da miliardi di spettatori: qui, finale dei 100 metri a Tokyo. Lo sport e i mezzi di comunicazione di massa La crescente configurazione dello sport come divertimento e spettacolo, e quindi come rito sociale, iniziò già nell Ottocento ad attirare l attenzione delle nascenti comunicazioni di massa, in particolare del giornalismo, che ne era allora la manifestazione piú rilevante. Se un foglio di argomenti esclusivamente sportivi era apparso in Inghilterra addirittura alla fine del XVIII secolo, è comunque al termine del XIX secolo che risalgono le iniziative giornalistiche piú influenti, come quelle dell italiana «Gazzetta dello Sport», stampata dal 1896 nella caratteristica carta rosea. L apparizione della «Gazzetta» costituí l inizio di un fenomeno particolarmente rilevante per la cultura di massa in Italia. Nel corso del Novecento essa fu infatti seguita dalla pubblicazione di altri quotidiani sportivi («Stadio», «Tuttosport», «Corriere dello Sport») e di vari periodici (molto letti, specialmente negli anni cinquanta e sessanta, erano il «Guerin sportivo» e lo «Sport illustrato»), e

32 Johnny Weissmüller, da campione olimpionico di nuoto a grande star di Hollywood nei panni di Tarzan. 2 LO SPORT CONTEMPORANEO dalla comparsa di pagine sportive, sempre piú curate ed estese, all interno dei quotidiani di informazione. Per quanto riguarda in particolare la «Gazzetta», il suo rapporto con il mondo sportivo è stato ed è tuttora duplice. Il giornale non si è infatti limitato a raccontare nelle sue pagine il fenomeno sportivo, ma ne è divenuto presto anche un fattore di propulsione, in quanto organizzatore del Giro d Italia di ciclismo. Lo stesso avvenne in Francia fra il giornale sportivo «Équipe» e il Tour de France. Con la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione nel corso del Novecento, lo sport è diventato argomento privilegiato non solo del giornalismo, ma anche dei nuovi canali di informazione e di intrattenimento. Fra gli anni trenta e quaranta la radio ha svolto un ruolo importante nel diffondere in tutti gli ambienti sociali la radiocronaca delle imprese sportive. Prima che circolassero le immagini televisive, fu la radio a conferire un carattere epico agli avvenimenti (in particolare a quelli ciclistici dei tempi di Coppi e di Bartali) e a seguire con sistematicità i campionati di calcio professionistici. Se il cinema non ha contribuito molto a diffondere le immagini sportive (con l eccezione di alcuni film ufficiali dei giochi olimpici come: Olympia della regista Leni Riefenstahl, girato durante i giochi di Berlino del 1936, e Le Olimpiadi di Tokyo di Kon Ichikawa del 1964), un enorme influenza ha invece avuto nell ultimo cinquantennio la televisione, anche per la sua capacità di trasmettere gli avvenimenti nello stesso momento in cui avvengono. Un dato positivo per il pubblico è quello di poter assistere a un evento anche quando esso si svolge a grande distanza, mentre per coloro che gestiscono e praticano le discipline sportive, il vantaggio è quello di poter contare oggi su introiti, provenienti dai diritti di trasmissione pagati dalle reti televisive, decisamente superiori rispetto a quelli assicurabili dal pubblico pagante. D altra parte la moltiplicazione degli eventi sportivi trasmessi dalla televisione determina una pressione economica che sta trasformando lentamente lo sport in un ramo dell industria dello spettacolo, governato da considerazioni aventi a che fare piuttosto con il profitto economico che con i reali interessi dello sport. L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 2.2 La funzione educativa e sociale dello sport Autodisciplina, allenamento e valvola di sfogo Se lo sport di squadra esalta lo sforzo personale messo al servizio del proprio gruppo, il carattere educativo degli sport individuali, come il nuoto o l atletica leggera, risiede essenzialmente nelle capacità di autodisciplina e di addestramento impiegate per conseguire il massimo risultato ottenibile dal proprio corpo. Dal momento che anche gli sport individuali raggiunsero un livello di sufficiente organizzazione solo dopo la rivoluzione industriale, storici e sociologi hanno spesso ipotizzato un collegamento culturale fra la prestazione agonistica e l ideologia del successo economico predicata dal capitalismo. Una conferma a tale ipotesi deriverebbe anche dall abitudine, risalente proprio alla fine dell Ottocento, di valutare i record: un operazione analoga alla registrazione degli andamenti commerciali di un azienda, e per la quale si usa una scienza di origine economica come la statistica. La tensione verso il record avrebbe comunque permesso di misurare i progressi che l uomo e la donna sono riusciti a compiere per merito dell allenamento, dell alimentazione, dell addestramento. Limitandoci a qualche dato riguardante l atletica leggera maschile, possiamo ricordare che nel giro di un secolo il record mondiale dei 100 metri è sceso di quasi un secondo, quello dei 400 metri di piú di quattro secondi, quello dei

33 L ATTIVITA FISICA IERI E OGGI 2 LO SPORT CONTEMPORANEO metri di piú di venti secondi, quello dei metri di quattro minuti, mentre nel salto in alto (che si è avvalso della nuova tecnica dello scavalcamento dorsale introdotta dall americano Fosbury, recordman mondiale alla fine degli anni sessanta) il primato mondiale è salito di quasi mezzo metro, e addirittura quasi un metro e mezzo nel salto in lungo. Il carattere pedagogico dello sport non si arresta al razionale utilizzo delle proprie potenzialità per ottenere prestazioni elevate. Molti osservatori, fin dalle sue origini, hanno visto nell attività fisica una forma di competizione non violenta, che scarica in un confronto agonistico ma non aggressivo la tensione che si accumula nella vita in società. Anche discipline che contemplano l uso della forza, come la boxe e la lotta, ne regolamentano l impiego in uno spirito da cui dovrebbe essere messa al bando l intenzione di produrre danni sproporzionati. La sublimazione dello scontro violento in un confronto pacifico coinvolge non solo gli atleti, ma anche gli spettatori, chiamati ad assistere a uno spettacolo che, nelle intenzioni piú pure dello sport, dovrebbe suscitare in loro esaltazione per il successo, ma anche rispetto per le regole e per tutti gli altri concorrenti. Lo sport come fattore dei processi di identificazione 24 L eroica condotta di Dorando Pietri alle Olimpidi di Londra del 1908 ne fece una sorta di eroe nazionale. La vittoria di Gino Bartali al Tour de France del 1948 rinsaldò il senso di unità della nazione italiana. Sul piano pedagogico e sociale lo sport è in effetti importante non solo per l azione che svolge sugli atleti, ma anche per le emozioni che suscita nel pubblico. Sin dall inizio del Novecento, in parallelo con l emergere delle masse sulla scena politica e sociale, apparve chiaro che lo sport poteva essere un enorme fattore di costruzione di processi identificativi, e di elaborazione di sentimenti comuni. Oggi, a un secolo di distanza, possiamo affermare che difficilmente un evento politico, sociale o culturale riesce a catturare l attenzione e le passioni di un popolo, con la stessa intensità di una partita di calcio che veda impegnata in un campionato mondiale la propria nazionale. Il sentimento patriottico I processi di identificazione, da sempre ampliati dai mezzi di comunicazione culturale e dai poteri politici, possono essere di vario genere. Uno dei primi a emergere, già alla fine dell Ottocento, fu quello del patriottismo sportivo, dell operazione volta a rinsaldare i legami nazionali attorno agli atleti del proprio paese. Il fenomeno è diffuso praticamente in tutto il mondo, e dà luogo a ondate di esaltazione collettiva: famose quelle dei popoli sudamericani (argentini e brasiliani) in occasione delle vittorie mondiali nel calcio. Anche in Italia i successi calcistici a livello internazionale hanno influito in senso patriottico sugli atteggiamenti popolari, sia secondo

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