2 Programmi integrati per la mobilità (P.I.M.)
|
|
|
- Giancarlo Cattaneo
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEI PROGRAMMI INTEGRATI PER LA MOBILITA AI SENSI DELLA L.R. N. 25/ Premessa La legge regionale n. 25 del persegue l obiettivo di migliorare le condizioni di accessibilità e di mobilità delle aree urbane del territorio ligure e a tale fine detta disposizioni per la definizione e il finanziamento dei Programmi Integrati per la Mobilità (P.I.M.), che configurano un sistema innovativo per la programmazione e l attuazione degli interventi infrastrutturali nel campo della mobilità. I P.I.M. costituiscono strumenti di disciplina razionale e integrata dell assetto del trasporto pubblico, della circolazione e della sosta con l obiettivo di agevolare la fattibilità degli interventi previsti nei medesimi attraverso il finanziamento regionale. Questo documento risponde a quanto previsto all art. 2, comma 3 della legge in argomento, definendo le linee guida per la redazione dei P.I.M., con la puntuale indicazione degli interventi finanziabili in essi previsti ed è rivolta a tutti Comuni della Regione Liguria, in quanto beneficiari di tali contributi regionali. 2 Programmi integrati per la mobilità (P.I.M.) I P.I.M. comprendono un sistema di impianti, opere e servizi che assicurano la mobilità delle persone e delle merci attraverso l integrazione di diverse modalità di trasporto coordinato con infrastrutture per la mobilità, l accesso e la sosta in una ottica di ottimizzazione integrata di sistema, basata sulla funzionalità, la qualità, la sicurezza ed il risparmio energetico. Dunque il P.I.M. si configura come un progetto complesso, costituito da una serie di interventi, ciascuno dei quali è progettato, attuato e gestito in modo coordinato con gli altri. La prospettiva è creare, operando in una logica di sistema, un valore aggiunto rispetto alla somma dei benefici netti prodotti dai singoli interventi. Infatti nella tecnica dei trasporti il concetto di integrazione è fondamentale ed oggetto di applicazione sempre più diffusa ed in questo contesto ci si riferisce con i P.I.M. all integrazione funzionale di una serie di interventi di differente tipologia, per la creazione
2 di strategie combinate relative alla soluzione di problematiche di mobilità afferenti specifiche aree urbane, più o meno estese. I P.I.M. sono approvati da comuni, singoli o associati, anche d intesa con le Province o altri soggetti pubblici, quando interessano aree sovracomunali oppure riguardano tematiche di mobilità su scala più vasta, come ad esempio quelle relative al trasporto pubblico locale. Comunque nel caso in cui il Programma venga proposto da più enti, si richiede l individuazione di un Comune capofila, il quale sarà anche beneficiario e referente unico del finanziamento regionale. Si ritiene importante, peraltro sottolineare l opportunità che i programmi in questione si concentrino su una parte significativa dell area urbana, sulla quale coordinare le azioni ed i progetti in divenire, in modo da assicurare l effettiva integrazione tra gli interventi realizzati e da realizzare. Al fine della richiesta di finanziamento ciascun Comune può presentare annualmente un solo Programma integrato, che ha durata di 6 anni permettendo così l avvio di una programmazione nel medio periodo coordinata ed integrata con altri strumenti di pianificazione generale ed esecutiva. Nel corso delle varie annualità, il Comune può aggiornare il Programma, in funzione anche dell avanzamento dei vari interventi proposti. 3 Indicazioni per la redazione dei programmi integrati per la mobilità (P.I.M.) I P.I.M. sono strumenti per un efficace ed efficiente programmazione e pianificazione nell ambito della mobilità urbana, al fine di consentire una collocazione ottimale dei finanziamenti regionali. Dunque, a livello generale, per la loro redazione si possono individuare le seguenti principali fasi analitiche da sviluppare a cura delle Amministrazioni locali: 1. definizione di una area delimitata del tessuto urbano; 2. analisi del contesto territoriale, raccolta dei dati di mobilità esistente con rilevamento ed indagine sulle strutture esistenti (ad esempio caratteristiche della viabilità e dei flussi veicolari e pedonali principali, situazione della sosta esistente, esistenza o meno del trasporto pubblico e della frequenza dei transiti);
3 3. individuazione delle problematiche a carattere trasportistico e/o viabilistico e/o sosta e/o pedonale, per la cui soluzione l Amministrazione può richiedere finanziamenti alla Regione nell ambito delle opere ammissibili con la presente legge regionale; 4. determinazione degli obiettivi di riordino della mobilità, strategie e priorità, coerenti con le finalità individuate all articolo 2 della legge regionale; 5. descrizione degli eventuali interventi sulla mobilità già realizzati o in corso di esecuzione che perseguono il raggiungimento degli obiettivi individuati; 6. individuazione e descrizione degli interventi sulla mobilità in progetto, con indicazione dello stato della progettualità e valutazione della loro efficacia, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati; 7. descrizione delle interrelazioni funzionali tra i diversi interventi, in relazione agli obiettivi da raggiungere, nell arco temporale di validità del programma; 8. analisi della coerenza di tali opere con gli strumenti programmatori vigenti, sia di tipo urbanistico che di indirizzo, a livello regionale, provinciale e comunale; 9. eventuale inquadramento degli interventi nell ambito del Piano Urbano del Traffico (PUT) (redatto ai sensi del Dlgs n. 285 del 1992 e s.m.i.) 10. indicazione degli eventuali percorsi attivati per il coinvolgimento dell opinione pubblica, per la miglior condivisione possibile delle scelte e la loro reale fattibilità. Per i comuni non costieri, la cui popolazione residente risulta essere inferiore a 5000 abitanti, si ritiene opportuno che le fasi analitiche da sviluppare per redigere il P.I.M. siano quelle indicate ai punti sopraelencati con i numeri 1, 3, 4, 5, 6, 7 e 8. Tra i sopraddetti interventi sulla mobilità in progetto, e per i quali l Amministrazione comunale richiede il finanziamento, in quanto conformi alle finalità della legge, la Stessa deve individuare una scala di priorità principalmente in funzione dei seguenti parametri: Fattibilità tecnica ed amministrativa degli interventi (livello di progettazione, disponibilità del coofinanziamento previsto, disponibilità delle aree, nulla osta ed autorizzazioni ottenute etc..) Fattibilità tecnica del progetto nel quadro programmatico del P.I.M., ossia che gli interventi per cui si richiede il finanziamento siano pienamente funzionali rispetto a quelli già eseguiti o in corso. Tale scala di priorità deve essere individuata anche per le eventuali richieste relative ad incarichi di progettazione definitiva, ai sensi dell articolo 3, comma 2.
4 L Amministrazione nell ambito del P.I.M. può richiedere annualmente alla Regione il finanziamento degli interventi ritenuti prioritari. Comunque il numero di richieste di contributo da parte di ciascun Comune non può superare il numero di due e devono riguardare interventi pienamente funzionali. Inoltre non sono ammissibili a finanziamento interventi già avviati al momento della presentazione della domanda di finanziamento. Alla luce di quanto esposto, i Programmi Integrati per la Mobilità devono contenere la seguente documentazione, ritenuta minima: una relazione tecnica illustrativa che sviluppi in maniera completa i punti sopraelencati, evidenziando i principali punti di forza rispetto agli obiettivi prefissati e mettendo in luce l integrazione operativa tra i vari interventi, con l individuazione delle priorità; una o più planimetrie, in scala adeguata e comprensibile, riportanti la situazione attuale dell area oggetto del P.I.M., con la localizzazione degli interventi già effettuati o in corso; una o più planimetrie, in scala adeguata e comprensibile, con l individuazione degli interventi in progetto nell area oggetto del P.I.M., con particolare attenzione a quelli su cui si richiede il finanziamento; Il P.I.M viene approvato dall Amministrazione Comunale, secondo le modalità previste dal regolamento comunale, e trasmesso insieme al provvedimento approvativo alla Regione Liguria per le richieste di finanziamento. Nel caso in cui il P.I.M. sia redatto da Comuni associati deve essere approvato dai singoli Comuni interessati. Inoltre, contemporaneamente alla trasmissione del P.I.M. e del relativo atto di approvazione, il Comune deve produrre, in relazione all intervento e/o progettazione per cui richiede il finanziamento, la documentazione prevista dalla Giunta regionale secondo le modalità di cui all articolo 4 della legge regionale relativa alla procedura per la concessione dei finanziamenti. 4 Tipologie di interventi ammissibili a finanziamento
5 nell ambito dei P.I.M. Nel seguito sono definiti le tipologie di interventi che risultano essere finanziabili nell ambito della legge regionale. Si ricorda, comunque che la norma prevede all art. 3, comma 3 che la Giunta regionale, con l individuazione della procedura per la concessione dei contributi, ai sensi dell art. 4, può individuare ulteriori tipologie d intervento ammissibili per il raggiungimento delle finalità della legge. 4.1 Parcheggi pubblici rotativi a tariffazione (Art. 3, comma 1, lett. a) Nell ambito della l.r n. 25/2008 vengono finanziati parcheggi pubblici rotativi ad esclusiva o parziale utilizzazione pubblica. In quest ultimo caso la spesa ammissibile viene calcolata sulla base dei soli posti auto pubblici. Non si ritengono inoltre ammissibili posti riservati ad autobus, camion o quant altro non corrispondenti alla tipologia di autoveicoli e motocicli. Si ricorda inoltre che non si ritengono ammissibili le spese relative all IVA. Al momento della richiesta di finanziamento deve essere presentato un piano di gestione del parcheggio, calcolato su un arco di tempo di almeno 25 anni, sulla base delle tariffe previste. Si deve considerare infatti che il finanziamento non è a fondo perduto ma nell arco di venticinque anni viene recuperato fino al 70% del contributo (nel caso di parcheggi pubblici) e fino al 100 % (nel caso di parcheggi parzialmente pubblici), come previsto dall articolo 7 della legge con cui si istituisce il fondo regionale per lo sviluppo delle infrastrutture per la mobilità urbana. Solo nel caso di parcheggi con finalità di interscambio il finanziamento risulta in conto capitale, senza recupero dei contributo. Affinché sia dimostrata la finalità di interscambio del parcheggio l Amministrazione proponente deve disporre di una relazione tecnica che avvalori le seguenti condizioni: parcheggio non inserito nel centro urbano o in area con forte domanda di sosta per la presenza di poli attrattivi; stretta connessione con un impianto di trasporto pubblico collettivo che permetta il raggiungimento del centro urbano in maniera comoda e veloce; vicinanza con assi viari importanti (ad esempio uscite autostradali) tariffazione della sosta che favorisca lo stallo del veicolo per tempi maggiori.
6 Si sottolinea che la realizzazione di nuovi parcheggi non deve essere rivolta a servire una nuova domanda di mobilità con auto privata, ma a sanare la carenza di posti auto ancora esistente e dall altra a consentire il recupero di strade e piazze utilizzate impropriamente come parcheggi. Per i parcheggi si rende necessaria una relazione completa sulle modalità realizzative e gestionali del parcheggio, con il relativo piano finanziario, tenendo presente che il contributo non può essere superiore al 50% dei costi ammissibili relativi ai soli posti auto pubblici rotativi. Tale misura è elevata al sessanta per cento nel caso di parcheggi ad esclusiva utilizzazione pubblica rotativa. 4.2 Infrastrutture e dispositivi per favorire il trasporto pubblico locale, per garantire la sicurezza e la regolazione della circolazione veicolare, pedonale e della sosta, con particolare attenzione alla necessità di migliorare l accessibilità ai servizi di trasporto pubblico anche per i portatori di handicap e per tutte le persone a mobilità ridotta (Art. 3, comma 1, lett. b) In tale categoria di interventi possono trovare finanziamento tutte quello opere che portano al miglioramento della qualità della vita urbana, intervenendo sia sul trasporto pubblico, sia sulla circolazione veicolare e pedonale. In particolare per quanto riguarda il trasporto pubblico, sia esso urbano sia extra urbano, gli interventi devono essere coerenti con le finalità della legge e quindi essere mirati a renderlo più efficiente ed appetibile rispetto al trasporto privato. L azione di riferimento è quindi quella del miglioramento della qualità del servizio offerto all utenza come, a titolo semplificativo, la realizzazione di: fermate di autobus protette e rialzate per facilitare la salita anche alle persone a mobilità ridotta, fermate di autobus in aggetto rispetto alla linea del marciapiede, sistemi informativi all utenza, corsie preferenziali dedicate, comprensive anche di sistemi di controllo sulla circolazione in tali corsie, sistemi per favorire il trasporto pubblico rispetto a quello privato (ad esempio sistemi semaforici intelligenti, reti telematiche per servizi pubblici forniti a domicilio).
7 Inoltre anche tutti gli interventi proposti per il miglioramento della circolazione veicolare e pedonale, esaminati di seguito, possono avere come aspetto portante progettuale l ottimizzazione del trasporto pubblico - collettivo, al fine di incentivare il più possibile il suo uso. Con riferimento invece agli interventi sulla regolazione della circolazione veicolare, sono ammissibili interventi che perseguono la finalità di: favorire il decongestionamento e la riduzione del traffico, privilegiando ad esempio il convogliamento su strade di livello superiore del traffico di attraversamento oppure con la creazione di zone a traffico limitato, conseguire effetti di rallentamento della velocità veicolare, al fine anche di aumentare il livello di sicurezza per gli utenti deboli, quali pedoni, ciclisti e disabili, con la realizzazione ad esempio di zone a traffico moderato separare fisicamente le componenti di traffico veicolare dalle altre componenti. A tale scopo, al fine di perseguire tali finalità ed a solo titolo esemplificativo, possono essere finanziabili opere quali: interventi per il ridisegno delle caratteristiche geometriche di aste e/o intersezioni viarie quali ad esempio rotatorie, strumenti per la moderazione del traffico, quali restringimenti puntuali della carreggiata, dossi artificiali, sistemi per il controllo degli accessi in zone a traffico limitato, adeguamenti della segnaletica verticale ed orizzontale, sistemi di rilevazioni istantanea della velocità e di contestuale comunicazione visiva al guidatore. Si tratta, comunque, sempre di interventi di sistemazione puntuale o su lunghezze di assi stradali limitati, escludendo, quindi la realizzazione di nuove tratte viarie. Per quanto riguarda invece gli interventi relativi alla circolazione pedonale, questi devono perseguire la finalità di garantire la loro sicurezza, migliorando ed ampliando le aree a loro esclusivo utilizzo, con particolare riferimento agli utenti di ridotta mobilità. A titolo esemplificativo si rappresentano come finanziabili i seguenti interventi: adeguamento di marciapiedi, con sistemi per evitare la sosta non regolamentata delle auto,
8 sottopassaggi e sovrapassaggi per l attraversamento di assi viari, oppure segnaletica adeguata per assicurare l attraversamento pedonale in situazione di sicurezza, isole salvagente, Non saranno considerate ammissibili interventi che prevedono solamente una riqualificazione della zona oggetto dell intervento. Per quanto riguarda la regolazione della sosta, la finalità principale è quella di ridurre la sosta non regolamentata nelle aree urbane. A tale fine sono ammissibili interventi che regolarizzano la sosta attraverso opportuna segnaletica e ridistribuzione degli spazi a disposizione anche attraverso la realizzazione di aree di sosta sia a raso che in struttura. Per tali tipologie di interventi la sosta prevista può eventualmente essere regolamentata ma senza alcun meccanismo di tariffazione, in quanto per i parcheggi a tariffazione la legge prevede una metodologia differente di finanziamento, in cui si prevede il recupero del finanziamento (si veda paragrafo 4.1). Inoltre tali parcheggi, la cui natura deve essere interamente pubblica, non possono portare ad un incremento significativo dell offerta di sosta nell area presa in esame, ed a tale scopo possono essere a servizio del centro storico del Comune per assicurare ad esempio la sua pedonalizzazione oppure permettere l eliminazione della sosta anche non regolamentata sugli assi viari comunali. Possono anche essere presentate domande di contributo su regolazione della sosta anche al fine di favorire l utilizzo di stalli da parte di prefissate categorie di utenza (con particolare riferimento ai parcheggi rosa, destinati alle donne in stato di gravidanza e nei primi mesi di maternità). In questa categoria di interventi, dal quadro economico dei lavori deve essere individuata l eventuale quota relativa alla realizzazione dei sottoservizi non strettamente correlati funzionalmente con l intervento (ad esempio acque nere, acquedotto, rete gas, telefonia etc. ), che non potrà eccedere il 10% dell importo dei lavori; la quota eccedente sarà considerata non ammissibile. Comunque il finanziamento regionale non può superare il 60% dei costi ammissibili. 4.3 Pedonalizzazione di aree urbane e realizzazione di itinerari pedonali e ciclabili, comprensivi delle opere idonee al superamento delle barriere architettoniche (Art. 3, comma 1, lett. c)
9 Con questa tipologia di interventi si vuole dare impulso all utilizzo del territorio urbano da parte dell utenza debole quali sono i disabili, pedoni ed i ciclisti. Le aree pedonali possono essere organizzate in itinerari pedonali (costituiti da una o più strade pedonalizzate, che si sviluppano lungo una direttrice di traffico pedonale) ed isole pedonali (limitate ad una piazza o ad una zona comprendente un reticolo viario più esteso). Con riferimento agli interventi di pedonalizzazione, siano essi nuovi oppure ampliamenti di esistenti, devono essere individuati in aree interessate da traffico e/o sosta veicolare e devono quindi essere fondati su una chiara definizione degli schemi di circolazione e/o sosta conseguenti agli interventi, che trovano effettivo compimento con la conclusione dei lavori di pedonalizzazione. Dunque non si considerano prioritarie le richieste che operino interventi di mero miglioramento funzionale e/o arredativo di zone già attualmente pedonali, oppure di aree in cui il traffico veicolare e la sosta è pressoché assente. In tale senso possono essere presentate richieste che prevedano limitate aree per la sosta a raso di autoveicoli, in numero sufficiente per assicurare l intervento di pedonalizzazione. Nell ambito degli itinerari pedonali, inoltre è ammissibile al finanziamento la realizzazione di nuovi percorsi ad uso pedonale non carrabile il cui fine sia quello di favorire limitati spostamenti pedonali, senza l utilizzo di autoveicoli, per il raggiungimento di aree di aggregazione importanti. L opzione dell uso della bicicletta come mezzo alternativo di trasporto, sostitutivo di quello veicolare, non sempre è estesamente perseguibile in un territorio come quello ligure, connotato da difficoltà nelle condizioni planoaltimetriche. Tale condizione fa si che, alla preminente funzione di servizio allo spostamento che tali itinerari possono offrire, vada ad affiancarsi una non meno importante funzione connessa all uso ludico - ricreativo della bicicletta, che in determinate zone è naturale completamento delle finalità turistiche. Dunque è auspicabile l individuazione di itinerari e tracciati ove fare coesistere le due funzioni sopraddette, dove cioè una funzione di spostamento (utenze urbane, lavorative e scolastiche) si integri e valorizzi una complementare funzione di accessibilità a zone di particolare interesse ambientale (utenza turistica); con le risorse della legge, comunque, non sono ritenute ammissibili proposte relative ad itinerari in mountain bike.
10 E consigliabile riservare una maggior rilevanza agli interventi di piste ciclo pedonali che abbiano interesse sovracomunale e quindi progettati da un insieme di Enti locali. Molto importante per le piste ciclabili l intregrazione con gli altri interventi sulla mobilità, al fine di favorire il più possibile l intermodalità tra bicicletta e vettori attraverso: la dislocazione di parcheggi per biciclette nelle aree in prossimità delle stazioni ferroviarie e/o strade; la promozione del trasporto della bicicletta al seguito, anche attraverso l uso di strutture dedicate sui mezzi di trasporto pubblico. Il finanziamento regionale può essere integrato con quelli eventualmente previsti da leggi statali. Anche in questa categoria di interventi, dal quadro economico dei lavori deve essere individuata l eventuale quota relativa alla realizzazione dei sottoservizi non strettamente correlati funzionalmente con l intervento (ad esempio acque nere, acquedotto, rete gas, telefonia etc. ), che non potrà eccedere il 10% dell importo dei lavori; la quota eccedente sarà considerata non ammissibile. Comunque il finanziamento regionale non può superare il 60% dei costi ammissibili. 4.4 Eliminazione dei passaggi a livello e adeguamento dell accessibilità e dell attraversamento degli impianti ferroviari anche al fine di garantire una migliore integrazione tra i modi di trasporto pubblico (Art. 3, comma 1, lett. d) Con tale tipologia di interventi si vuole risolvere le problematiche viabilistiche e pedonali che si originano tra la rete della viabilità e quella ferroviaria; in Liguria infatti sono ancor presenti intersezioni a raso, regolate da passaggi a livello, oppure intersezioni dislivellate che presentano spesso limiti di capacità e funzionalità. In tali interventi l apporto del gestore dell infrastruttura ferroviaria risulta essere fondamentale e la Regione Liguria contribuirà alla realizzazione delle opere sostitutive dei passaggi a livello, quale elemento aggiuntivo alle risorse poste in essere dalla ferrovia e dagli Enti locali interessati. Per tale motivazione il finanziamento regionale non può superare la quota del 30% dell importo dei lavori ammissibili.
11 In tale categoria sono anche ammissibili interventi di miglioramento della sicurezza o realizzazione di strutture che permettano l attraversamento veicolare e/o pedonale di linee ferroviarie (quali sottopassi o sovrapassi ad esempio) oppure il miglioramento all accessibilità alle stazioni ferroviarie. 4.5 Copertura degli oneri di progettazione (Art. 3, comma 2) La Regione Liguria finanzia la redazione della progettazione fino al livello definitivo di infrastrutture e/o dispositivi la cui realizzazione può godere di un contributo nell ambito della legge. In tale senso si può arrivare alla copertura del 100% del costo ammissibile relativo all incarico di progettazione. Tali progettazioni devono essere già presentate a livello preliminare (inviando l atto approvativo) ed inserite nei Programmi Integrati per la Mobilità, dimostrando una forte integrazione con gli interventi sulla mobilità già inseriti nel P.I.M.
RELAZIONE ARTICOLATA
Il presente DDL persegue l obiettivo di migliorare le condizioni di accessibilità e di mobilità nelle aree urbane del territorio ligure e a tal fine, detta disposizioni per la definizione e il finanziamento
LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO
Legge 1990040 Pagina 1 di 6 LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO Istituzione dell' osservatorio del sistema abitativo laziale e provvidenze per il recupero del patrimonio edilizio esistente.
Preambolo. a) SVILUPPARE L'USO DELLA BICICLETTA QUALE MEZZO DI TRASPORTO ALTERNATIVO AI MEZZI MOTORIZZATI; b) AGEVOLARE IL TRAFFICO CICLISTICO.
REGIONE: PIEMONTE LEGGE REGIONALE 17 APRILE 1990, n. 33 (G.U. n. 040 SERIE SPECIALE N. 3 del 13/10/1990 - BU n. 017 del 24/04/1990) INTERVENTI PER LA PROMOZIONE DELLA BICICLETTA COME MEZZO DI TRASPORTO,
LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente
Legge 1986022 Pagina 1 di 5 LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE
1. Oggetto e struttura del disegno di legge
Delega al Governo per l attuazione dell articolo 117, secondo comma, lettera p) della Costituzione, per l istituzione delle Città metropolitane e per l ordinamento di Roma Capitale della Repubblica. Disposizioni
PROGRAMMAZIONE DECENTRATA COFINANZIAMENTO DI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI -ANNO 2009-
PROGRAMMAZIONE DECENTRATA COFINANZIAMENTO DI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI -ANNO 2009- Direzione Programmazione Regione Veneto DGR 1598 DEL 26 MAGGIO 2009 Al fine di rispondere alle esigenze di intervento
REGIONE: MARCHE LEGGE REGIONALE
REGIONE: MARCHE LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1996, n.16 (G.U. n. 036 SERIE SPECIALE N. 3 del 14/09/1996 - BU n. 032 del 09/05/1996) INTERVENTI PER INCENTIVARE L'USO DELLA BICICLETTA E PER LA CREAZIONE DI
REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO SOCIALE
REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO SOCIALE Art. 1 (Istituzione del servizio) Il Comune di Fossalto promuove il benessere dei propri cittadini, con il fine di inserire ed integrare socialmente
Allegato alla DGR n. del
Accordo ai sensi dell art. 15 della legge n. 241/90 tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, la Regione Puglia e l'istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA)
Scheda A Descrizione del progetto di accompagnamento
Scheda A Descrizione del progetto di accompagnamento Si ricorda che il Programma Housing della Compagnia di San Paolo finanzierà il progetto di accompagnamento per un massimo di 12 mesi 1. Denominazione
Comune di San Martino Buon Albergo
Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona - C.A.P. 37036 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI DIRIGENZIALI Approvato dalla Giunta Comunale il 31.07.2012 INDICE PREMESSA A) LA VALUTAZIONE
ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI E VIABILITÁ RACCOMANDAZIONI PER LE ATTIVITÀ DEGLI UFFICI TECNICI COMUNALI
ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI E VIABILITÁ RACCOMANDAZIONI PER LE ATTIVITÀ DEGLI UFFICI TECNICI COMUNALI 1 AREA TECNICA Direttore Ing. Carlo Faccin Titolo Raccomandazioni ad indirizzo dell attività degli
Capo I disposizioni comuni. art. 1 contenuti e finalità. art. 2 struttura competente
Regolamento per la concessione e l erogazione dei contributi per la realizzazione di alloggi o residenze per studenti universitari, ai sensi della legge regionale 23 gennaio 2007, n. 1, art. 7, comma 18
PIEMONTE. D.G.R. n. 76 688 del 1/8/2005
PIEMONTE D.G.R. n. 76 688 del 1/8/2005 Oggetto: Programmazione della rete scolastica nella Regione Piemonte - anni scolastici 2005/06-2006/07 art. 138 del D.lgs 112/98. Indicazioni programmatiche inerenti
PROCEDURA --------------------------------------
PROCEDURA PER L ACQUISIZIONE DI BENI IMMOBILI (AREE O FABBRICATI) FUNZIONALI ALL EROGAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO -------------------------------------- La PROVINCIA DI GENOVA, nella sua qualità
CITTA DI PISTICCI COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PRIVATE CRITERI PER IL RILASCIO AUTORIZZAZIONI COMMERCIALI INERENTI MEDIE STRUTTURE DI VENDITA
CITTA DI PISTICCI (Provincia di Matera) COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PRIVATE CRITERI PER IL RILASCIO AUTORIZZAZIONI COMMERCIALI INERENTI MEDIE STRUTTURE DI VENDITA (Art. 8 D.Lgs. n. 114/98 ed art. 19
Linea: Roma Viterbo Tratta in esame: tra la fermata Valle Aurelia - Anastasio II e la stazione di Monte Mario Lunghezza del tratto in esame: 5 km
1. CARATTERISTICHE DELLA LINEA Linea: Roma Viterbo Tratta in esame: tra la fermata Valle Aurelia - Anastasio II e la stazione di Monte Mario Lunghezza del tratto in esame: 5 km 2. IL RUOLO DELLE GREENWAYS
CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA. Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA
CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA Protocollo d Intesa per l attuazione del Contratto del Lago di Bolsena PREMESSO CHE la Direttiva 2000/60/CE del Parlamento
Vigilanza bancaria e finanziaria
Vigilanza bancaria e finanziaria DISPOSIZIONI DI VIGILANZA IN MATERIA DI POTERI DI DIREZIONE E COORDINAMENTO DELLA CAPOGRUPPO DI UN GRUPPO BANCARIO NEI CONFRONTI DELLE SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO
RISOLUZIONE N. 430/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 430/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 10 novembre 2008 OGGETTO: Consulenza giuridica. Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Irap cuneo fiscale Imprese che svolgono
COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI
COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI PIANO D INDIRIZZO E REGOLAZIONE DEGLI ORARI PIANO MOBILITÀ
SCHEMA DI REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 23 DELLA LEGGE N
SCHEMA DI REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 23 DELLA LEGGE N.262 DEL 28 DICEMBRE 2005 CONCERNENTE I PROCEDIMENTI PER L ADOZIONE DI ATTI DI REGOLAZIONE Il presente documento, recante lo schema di
PROGETTO DI UN NUOVO PERCORSO CICLABILE E PEDONALE IN VIA VITTORIO VENETO A BOLZANO
RELAZIONE TECNICA PROGETTO DI UN NUOVO PERCORSO CICLABILE E PEDONALE IN VIA VITTORIO VENETO A BOLZANO A cura dell Ufficio Mobilità del Comune di Bolzano Ripartizione 5. Pianificazione e Sviluppo del 1.
Regolamento Approvato dal Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte il 16 luglio 2007
Regolamento Approvato dal Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte il 16 luglio 2007 REGOLAMENTO CENTRO ON LINE STORIA E CULTURA DELL INDUSTRIA: IL NORD OVEST DAL 1850 ARTICOLO 1 Obiettivi e finalità
Bando di concorso INNOVADIDATTICA. Progetti di innovazione didattica a sostegno dell obbligo di istruzione
Bando di concorso INNOVADIDATTICA Progetti di innovazione didattica a sostegno dell obbligo di istruzione In relazione alle linee guida trasmesse alle istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo
Il piano della mobilità urbana nella regione Ile-de-France
27 Novembre 2012 Il piano della mobilità urbana nella regione Ile-de-France Laurence Debrincat, STIF Workshop sui Piani Urbani della Mobilità Sostenibile - Milano 2 Sommario Il contesto delle politiche
Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale.
Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale. Il presente materiale didattico costituisce parte integrante del percorso formativo
TIPOLOGIA DEGLI INVESTIMENTI
I INDICE 1. PREMESSA 1 2. TIPOLOGIA DEGLI INVESTIMENTI 2 1 1. PREMESSA Il presente elaborato contiene l aggiornamento del conseguente alla revisione triennale del Piano d Ambito prevista dal D.M. 01/08/1996.
REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE DI CUI AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE DI CUI AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI Art. 1: Ambito di applicazione. CAPO 1 Oggetto e soggetti Il presente Regolamento definisce
PIANO GENERALE DELLA PUBBLICITA
Allegato A alla Delibera Consiglio comunale n. 157 del 16/12/02 COMUNE DI PERUGIA PIANO GENERALE DELLA PUBBLICITA Relazione INDICE 1. Fonti normative e finalità 2. Situazione attuale 3. Obiettivi operativi
BANDO. Progetti di formazione per il volontariato
BANDO Progetti di formazione per il volontariato Anno 2016 1. Chi può presentare I progetti possono essere presentati da tutte le associazioni di volontariato con sede legale nel territorio della regione
Comune di Nuoro DISCIPLINARE PER LA FORMAZIONE DELLE RISORSE UMANE. Settore AA.GG. e Personale. Ufficio Formazione
Comune di Nuoro Settore AA.GG. e Personale Ufficio Formazione DISCIPLINARE PER LA FORMAZIONE DELLE RISORSE UMANE Ultimo aggiornamento settembre 2008 Art. 1 (Oggetto e finalità) 1. Le disposizioni contenute
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE (integrato con modifiche apportate dal Senato Accademico con delibera n 994
PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE
PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali
REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE
REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE Approvato con deliberazione del Consiglio dei Delegati n. 13 del 30/12/2008 Approvato dalla Provincia di
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 19 giugno 2003, n. 0205/Pres.
L.R. 13/2002, art. 7, c. 15 e 16 B.U.R. 23/7/2003, n. 30 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 19 giugno 2003, n. 0205/Pres. Regolamento recante criteri e modalità applicabili nella concessione degli aiuti
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Approvato con atto G.C. n. 492 del 07.12.2011 1
Preventivo finanziario Esercizio anno
Preventivo finanziario Esercizio anno Associazione DLF DISPONIBILITA' FINANZIARIE iniziali Totale disponibilità iniziali (a) ENTRATE E1 ENTRATE DA ATTIVITA' ISTITUZIONALI E11 Settore assistenziale E12
INDIRIZZI ATTUATIVI DEL PROGETTO IMMIGRAZIONE BUONE PRASSI PER L AREA FIORENTINA, MODULO IMMIGRATI E LAVORO DI CURA ) PREMESSA
INDIRIZZI ATTUATIVI DEL PROGETTO IMMIGRAZIONE BUONE PRASSI PER L AREA FIORENTINA, MODULO IMMIGRATI E LAVORO DI CURA (in attuazione di quanto stabilito dalla Delibera della Giunta della Società della Salute
Comune di Firenze Direzione Servizi Sociali
Comune di Firenze Direzione Servizi Sociali Avviso pubblico esplorativo per la ricerca e la selezione di proposte progettuali, ai sensi dell art. 60 del Regolamento generale per l attività contrattuale
MONITORAGGIO SULL AVVIO DEL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE 2013 DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE
Istituto Nazionale Previdenza Sociale MONITORAGGIO SULL AVVIO DEL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE 2013 DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE 1 INDICE
REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AI FINI DELLA ELIMIAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE.
REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AI FINI DELLA ELIMIAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE. (Approvato con atto di Consiglio comunale n. 81 del 11/11/2005) indice ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca
Circolare n. 25 Prot. AOODPIT/Reg.Uff./509 Roma, 2 marzo 2009 Al Direttore Generale per il personale della scuola SEDE Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI e, p.c. Al Gabinetto
Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015
Il Direttore DISCIPLINARE DEL PROCESSO DI BUDGET 2015 DEFINIZIONE DI BUDGET Il Budget è lo strumento per attuare la pianificazione operativa che l Istituto intende intraprendere nell anno di esercizio
Indicazioni operative per la predisposizione della proposta di budget per l anno 2010.
1 OGGETTO PREDISPOSIZIONE DEL BUDGET QUESITO (posto in data 3 marzo 2010) Indicazioni operative per la predisposizione della proposta di budget per l anno 2010. RISPOSTA (inviata in data 5 marzo 2010)
REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI LIVELLI
REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI LIVELLI Art. 1 campo di applicazione. 1. Il presente regolamento definisce i criteri per la valutazione e la premialità del personale dei
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ
Premessa PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ Le recenti e numerose modifiche previste nell ambito del vasto progetto di riforma della P.A. impongono agli Enti Locali il controllo e la
REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
SERVIZIO AMBIENTE REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.63 del 09.08.2012 1 Sommario ART. 1 - Finalità
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA Via Ravasi 2-21100 Varese
REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DEL FONDO D INCENTIVAZIONE PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO, DEL PIANO DELLA SICUREZZA, DELLA DIREZIONE DEI LAVORI E DEL COLLAUDO. Emanato con D.R. n. 6197 del 13/02/2004 Ultime
Allegato 1 Manifestazione di interesse
Allegato 1 Manifestazione di interesse OSTELLI DELLA GIOVENTU INVITO ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A MANIFESTARE IL PROPRIO INTERESSE PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI ADEGUAMENTO AL REGOLAMENTO REGIONALE
Pubblicata su questo Sito in data 18/04/07 Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.99 del 30 aprile 2007
Delibera n. 126/07/CONS Misure a tutela dell utenza per facilitare la comprensione delle condizioni economiche dei servizi telefonici e la scelta tra le diverse offerte presenti sul mercato ai sensi dell
REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
COMUNE DI VIANO PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI Approvato con deliberazione di G.C. n. 73 del 28.11.2000 INDICE TITOLO 1 ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART.
Sostegno e Accompagnamento Educativo
Sostegno e Accompagnamento Educativo 1. Definizione La prestazione sostegno e accompagnamento educativo consiste nel fornire sia un supporto e una consulenza ai genitori nello svolgimento della loro funzione
VISTO l articolo 38 della legge regionale 18/2005;
Oggetto: LEGGE 12.03.1999 N. 68 - APPROVAZIONE CONVENZIONE PROGRAMMATICA PER L ASSUNZIONE DI 1 UNITÀ DI PERSONALE APPARTENENTE ALLE LISTE EX ART. 8 L. 68/1999. ASSICURAZIONI GENERALI SPA. VISTA la legge
Piano delle Performance
Comune di Pavullo nel Frignano Provincia di Modena Bilancio di Previsione 2011 Bilancio Pluriennale 2011 / 2013 Piano delle Performance *** Documento sulla compatibilità del sistema di programmazione,
PIT Progetto Integrato Territoriale Stazione accessibile. Integrazione delle politiche di riqualificazione del centro urbano di Terni
PIT Progetto Integrato Territoriale Stazione accessibile. Integrazione delle politiche di riqualificazione del centro urbano di Terni IL PIT Il Progetto Integrato Territoriale ed il POR-FESR 2007-13 Il
2. SOGGETTI BENEFICIARI
ALLEGATO A CRITERI E MODALITÀ PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI A SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI, PER PROGETTI INERENTI LE TEMATICHE DEFINITE DAL PIANO REGIONALE ANNUALE DEL DIRITTO ALLO STUDIO 1. CRITERI
Fondo Pensione dei Dipendenti del Gruppo Reale Mutua
Fondo Pensione dei Dipendenti del Gruppo Reale Mutua Documento sulla politica di investimento Sommario PREMESSA... OBIETTIVI DELLA POLITICA D INVESTIMENTO... Caratteristiche dei potenziali aderenti...
La manutenzione delle strade: problemi ed esperienze di soluzioni applicate in Provincia e nel panorama europeo
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli Convegno 10.000 ore della nostra vita perse nel traffico : gli Ingegneri avanzano proposte 17 novembre 2008 La manutenzione delle strade: problemi ed esperienze
ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione
PROVINCIA DI POTENZA Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio Home PIANO D AZIONE ENEPOLIS Indice ATTIVITÀ E Piano di informazione e comunicazione L attività E comprende tre azioni specifiche;
PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO
PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO L Automobile Club Cuneo è un Ente pubblico non economico senza scopo di lucro e a base associativa facente parte della Federazione ACI, ed è ricompreso,
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA ANNO 2014 2015 2016 -
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA ANNO 2014 2015 2016-1 1. Introduzione: organizzazione e funzioni del Comune. Con l approvazione del presente Programma Triennale della Trasparenza e dell
DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI
DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI Articolo 1 (Campo di applicazione) Il presente decreto si
PERCORSO INNOVATIVO DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
Alternanza scuola/lavoro l alternanza non è uno strumento formativo, ma si configura piuttosto come una metodologia formativa, una vera e propria modalità di apprendere PERCORSO INNOVATIVO DI ALTERNANZA
Documento approvato dal Consiglio Direttivo dell ANVUR nella seduta del 15/5/2013
Documento approvato dal Consiglio Direttivo dell ANVUR nella seduta del 15/5/2013-1. Premessa Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 06/05/2013 del DM 45/2013 Regolamento recante modalità
COMUNE DI BRESCIA. Percorsi ciclabili
Percorsi ciclabili Il presente documento inquadra la rete ciclabile comunale. E indicativo nelle linee guida ma non prescrittivo nelle modalità di esecuzione per consentire in tal modo una compartecipazione
Documento sulla politica di investimento
DEI DIPENDENTI DELLE IMPRESE DEL GRUPPO UNIPOL Iscrizione all Albo dei Fondi Pensione n 1292 Documento sulla politica di investimento Redatto ai sensi della Deliberazione COVIP del 16 marzo 2012 approvato
CAPO I PROGETTAZIONE DI OPERE E LAVORI PUBBLICI
DISCIPLINA PER LA RIPARTIZIONE DELL INCENTIVO PER LA PROGETTAZIONE O PER LA REDAZIONE DI ATTI DI PIANIFICAZIONE EX. ART. 18 LEGGE 109/94 E SUCCESSIVE INTEGRAZIONI AGGIORNATO ALLA LEGGE 415/98 e s.m.i.
MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI DELLA LOMBARDIA.
LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 05-05-2004 REGIONE LOMBARDIA MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI DELLA LOMBARDIA. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LOMBARDIA N. 19 del 7 maggio 2004 SUPPLEMENTO
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N 465 DEL 5/12/2001
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N 465 DEL 5/12/2001 Adozione del nuovo Piano Urbano del Traffico contenente riferimenti al Piano Integrato della Mobilità e degli Orari e Programma Urbano dei Parcheggi.
PROVINCIA DI BERGAMO Assessorato all Ambiente e alla Tutela risorse naturali Settore Ambiente
PROVINCIA DI BERGAMO Assessorato all Ambiente e alla Tutela risorse naturali Settore Ambiente BANDO PER IL SOSTEGNO DI PROGETTI PER LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE 1. Oggetto e finalità L Assessorato all Ambiente
AZIONE B 4 PRSE 2001-2005 Infrastrutture pubbliche per il turismo Annualità 2005
ALLEGATO 2 AZIONE B 4 PRSE 2001-2005 Infrastrutture pubbliche per il turismo Annualità 2005 Beneficiari Enti locali, soggetti pubblici, società o fondazioni immobiliari a prevalente capitale pubblico che
REGOLAMENTO PER LE EROGAZIONI EMBLEMATICHE DELLA FONDAZIONE CARIPLO
REGOLAMENTO PER LE EROGAZIONI EMBLEMATICHE DELLA FONDAZIONE CARIPLO 1. Finalità degli interventi emblematici 2 2. Ammontare delle assegnazioni e soggetti destinatari 2 3. Aree filantropiche di pertinenza
LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE
LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE Non c è mai una seconda occasione per dare una prima impressione 1. Lo scenario Oggi mantenere le proprie posizioni o aumentare le quote di mercato
RISOLUZIONE N. 34/E. Roma 5 febbraio 2008
RISOLUZIONE N. 34/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma 5 febbraio 2008 OGGETTO: IRAP Art. 11, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997 Esclusione dalla base imponibile dei contributi
DGR n.59 del 21 GENNAIO 2005
DGR n.59 del 21 GENNAIO 2005 OGGETTO: Protocollo di Intesa tra la Regione Lazio, Autorità d Ambito Lazio Meridionale Latina (A.T.O. 4), Comune di Ponza, Comune di Ventotene ed Acqualatina Spa. Su proposta
Portale Acqua e Salute
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Portale Acqua e Salute Liana Gramaccioni 23/06/2008 Roma Liana Gramaccioni Portale Acqua e Salute L acqua è il bene strategico del terzo millennio.
LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE: METODOLOGIA
LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE: METODOLOGIA 1. Performance individuale del personale La performance individuale del lavoratore oggetto di misurazione e valutazione come ampiamente illustrato
LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ;
DELIBERAZIONE N.1177 DEL 23/12/2005 Oggetto: L.r. 7 dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia. Individuazione degli interventi prioritari, nonché delle modalità e dei criteri di riparto
Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Allegato Delibera Giunta Comunale n. 110 del 19 maggio 2014 1) Caratteristiche generali del sistema
COMUNE DI CASTELLAR (Provincia di Cuneo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014/2016.
COMUNE DI CASTELLAR (Provincia di Cuneo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014/2016. Indice: Premessa 1. FONTI NORMATIVE 2. STRUMENTI 3. DATI DA PUBBLICARE 4. INIZIATIVE DI
SERVIZIO DI MANUTENZIONE ORDINARIA E FORNITURA DELLA SEGNALETICA STRADALE ORIZZONTALE E VERTICALE
COMUNE DI CAMPI BISENZIO - Città Metropolitana di Firenze - WWW.Comune.Campi-Bisenzio.Fi.it via P. Pasolini 18-0558959200 - telefax 0558959242 - email: [email protected] SERVIZIO DI
COSTITUZIONE DI ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI IMPRESE MEDIANTE CONFERIMENTO DI MANDATO COLLETTIVO SPECIALE CON RAPPRESENTANZA
COSTITUZIONE DI ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI IMPRESE MEDIANTE CONFERIMENTO DI MANDATO COLLETTIVO SPECIALE CON RAPPRESENTANZA I sottoscritti: a) (Capofila). nato a il. nella sua qualità di.. e legale rappresentante
PROCEDURA DI COORDINAMENTO TRA GESTORI DI RETE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 34 E 35 DELL ALLEGATO A ALLA DELIBERA ARG/ELT 99/08 (TICA)
PROCEDURA DI COORDINAMENTO TRA GESTORI DI RETE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 34 E 35 DELL ALLEGATO A ALLA DELIBERA ARG/ELT 99/08 (TICA) Il presente documento descrive le modalità di coordinamento tra gestori
Comune di OLGIATE OLONA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
Comune di OLGIATE OLONA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE 1. INTRODUZIONE La legge-delega 4 marzo 2009, n. 15, ed il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, di seguito Decreto,
