VERSO UNA SCUOLA AMICA

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1 COMITATO PROVINCIALE DI ASCOLI PICENO VERSO UNA SCUOLA AMICA San Benedetto del Tronto Liceo Scientifico B. Rosetti 10 Novembre 2014

2 STRUMENTI PER LA REALIZZAZIONE DEL PERCORSO

3 IL PROTOCOLLO ATTUATIVO Nel Protocollo attuativo, che il Ministero dell Istruzione invia alle scuole aderenti, vengono indicate le procedure per l attuazione del programma Verso una scuola amica dei bambini e dei ragazzi.

4 FINALITA Fare della Scuola un ambiente in cui la Convenzione (CRC), oltre che conosciuta nei suoi contenuti, venga pienamente applicata.

5 GUIDA PER LE SCUOLE Offre strumenti e metodologie PROTOCOLLO ATTUATIVO 6 PASSI OGNI PASSO E SUDDIVISO IN PIU INDICATORI DOMANDE ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE

6 GUIDA PER LE SCUOLE PROTOCOLLO ATTUATIVO Offre strumenti per elaborare il questionario da sottoporre alle varie componenti della Scuola (ATA, Famiglie, Studenti, Docenti ). I risultati dei Questionari serviranno per compilare il Protocollo attuativo. Offre metodologie per l attuazione del modello Scuola Amica.

7 I SEI PASSI I sei passi sono stati individuati per contestualizzare e tradurre i diritti dei bambini e dei ragazzi nell ambiente scolastico. Accoglienza e qualità delle relazioni Solidarietà La voce dei Bambini e degli Adolescenti Protagonismo dei Bambini e dei Ragazzi Spazi e tempi della scuola Patto formativo e rete territoriale

8 CHE COSA SONO GLI INDICATORI Per tradurre pienamente in termini operativi i passi, sono stati delineati gli indicatori. Sono descrittori in forma di DOMANDA che permettono di verificare e/o monitorare se e in quale misura nella Scuola la Convenzione sui Diritti dell Infanzia e dell Adolescenza viene realmente applicata.

9 IL QUESTIONARIO DEGLI INDICATORI La scuola compila il quadro degli indicatori anche sulla base di quanto emerso dai questionari che vengono proposti alle varie componenti della scuola: - consiglio di classe - commissione POF - docenti - studenti

10 COMPILAZIONE DEL QUADRO DEGLI INDICATORI CHI? L istituzione scolastica procede alla compilazione del quadro degli indicatori contenuto all interno del Protocollo attuativo. QUANDO? 1- All inizio dell anno scolastico 2- Alla fine dell anno scolastico PERCHE? 1- All inizio per analizzare e capire il contesto della scuola; rilevare e analizzare i reali bisogni esistenti. 2- Alla fine per rilevare i cambiamenti realizzati dopo il percorso attuato.

11 Il complesso delle risposte permette di individuare: I diritti mancanti Il livello di attuazione dei diritti Se il percorso programmato abbia raggiunto il suo scopo

12 PROGETTAZIONE DI INTERVENTI E AZIONI Definizione delle ipotesi di miglioramento e dei risultati attesi. Pianificazione di interventi e azioni ricorrendo alla progettazione partecipata.

13 REALIZZAZIONE DEL PIANO Attuazione degli interventi Monitoraggio in itinere: registrazione, riflessione, autovalutazione e documentazione sull andamento del lavoro con schede di osservazione, diario di bordo, foto, video, ecc.

14 VALUTAZIONE DEL PROCESSO Nuova compilazione del Questionario degli indicatori per osservare i cambiamenti. Nuova compilazione del Quadro degli indicatori. Riflessione sul percorso attuato: metodi, strumenti utilizzati, obiettivi raggiunti, cambiamenti ottenuti.

15 DIVULGAZIONE DEL PROCESSO E DEI RISULTATI Organizzazione di un evento dopo una decisione condivisa. Scelta dei destinatari dell iniziativa (studenti, famiglia, quartiere, città ecc.) Individuazione del canale di comunicazione e delle modalità di divulgazione.

16 DOCUMENTAZIONE FINALE Nell ultimo mese di lezione, possibilmente entro il 20 maggio, la Commissione Provinciale convoca le scuole che hanno partecipato al Progetto Pilota per valutare il lavoro realizzato. La documentazione che le scuole dovranno presentare sarà costituita dal Quadro degli indicatori e dalla relazione sulle attività/progetti realizzati utilizzando la scheda che si trova in calce al Protocollo (schema delle buone pratiche). L attestazione di Scuola Amica viene rilasciata se dalla documentazione presentata risulta che la scuola ha messo in atto processi inerenti i passi Verso una Scuola Amica. La documentazione dovrà presentare le iniziative e le innovazioni messe in atto nell'ambito del percorso realizzato. Contestualmente la Commissione Provinciale dovrà rilevare almeno 18 risposte positive su 25 con un punteggio totale non inferiore a 86 punti su 150.

17 LE METODOLOGIE PER L ATTUAZIONE La Convezione e le indicazioni dell UNICEF definiscono metodologie e obiettivi per costruire i contesti in cui realizzare i diritti dei bambini e per attivare i processi. PROGETTAZIONE PARTECIPATA ASCOLTO ATTIVO

18 LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA E Elemento costitutivo di ogni progettualità Costante e operativa Impalcatura per la realizzazione del percorso

19 I PRINCIPI DELLA PROGETTAZIONE PARTECIPATA Il contesto di lavoro è il laboratorio (fisico, mentale, relazionale ) Le regole del lavoro sono esplicitate, accettate, condivise, senza distinzioni di ruolo Ogni soggetto può dare il suo contributo Ciascuno deve sentirsi accolto attraverso la sospensione del giudizio La partecipazione è connessa al piacere, con sollecitazione positiva delle dimensioni emozionali e affettiva.

20 I VANTAGGI DELLA PROGETTAZIONE PARTECIPATA Valorizzazione delle esperienze e delle conoscenze dei singoli Esplicitazione del proprio punto di vista Ricerca di nuove conoscenze in un contesto sociale su cui si promuove un miglioramento(ricerca-azione): promozione dei diritti e loro effettiva applicazione Individuazione di problemi, domande, indagini Apprendimenti significativi Apprendimento cooperativo Valutazione delle difficoltà, delle proprie abilità e del comportamento

21 LE FASI DELLA PROGETTAZIONE PARTECIPATA La progettazione partecipata permette di raggiungere un obiettivo attraverso fasi che prevedono il coinvolgimento autentico dei soggetti. IMPORTANTE! Ricorrere alla progettazione partecipata in ogni fase del percorso: - Analisi dei bisogni e scelta del diritto su cui lavorare - Pianificazione del percorso - Attuazione - Valutazione finale

22 Fase 1- analisi dei bisogni e scelta del diritto - Qual è il diritto mancante? - Se ci sono progetti come realizzarli perchè siano utili per i diritti dei bambini? - Sintesi delle risposte in un diritto

23 Fase 2- piano d azione:il diritto da realizzare in cosa consiste? Tutti possono partecipare e dire la propria opinione Si evidenziano le opinioni positive e negative Si esprimono previsioni sui cambiamenti e gli effetti attesi Si individuano azioni che permettono di promuovere gli aspetti positivi e prevenire quelli negativi Si utilizzano 3-4 sessioni di lavoro.

24 Fase 3- attuazione :come si realizza un diritto? Realizzare un diritto è: assumersi la responsabilità di saper fare ciò di cui si ha diritto, è manifestazione di libertà, è una buona pratica; la libertà si esercita nel gruppo, dove ognuno ha un ruolo intercambiabile e una sua responsabilità; Espressioni di responsabilità sono i verbi per le attività di gruppo: scrivere, discutere, raccogliere informazioni, ma non solo il cognitivo

25 Fase 4- la valutazione:come si misura la realizzazione di un diritto? La trasformazione del contesto educativo misura ciò che abbiamo fatto, con: il numero di relazioni con altre fonti d informazione; la trasformazione delle parole che usiamo; la trasformazione dell ambiente:disposizione banchi, testi, materiali, ecc. l apprendimento inclusivo di attività prima trascurate; I contatti esterni all inizio ed alla fine

26 ASCOLTO ATTIVO L arte di ascoltare è il senso della teoria che si sta applicando, la buona teoria è nelle buone pratiche; l ascolto attivo permette di gestire i conflitti in modo creativo perché permette d inventare soluzioni diverse; favorisce l apprendimento reciproco,(quando parli ripeti quello che già sai, quando ascolti spesso impari qualcosa Jared Sparks); cambia abitudini consolidate ed avvia un processo di crescita sia nell individuo che nel gruppo.

27 IL DECALOGO DELL ASCOLTO ATTIVO Accettare la diversità come occasione di cambiamento, attesa, interesse e curiosità Modificare nel conflitto l abitudine automatica alla risposta Evitare la risposta ovvia, la spiegazione saporifera Azione ricerca per capire la situazione Cambiare il proprio concetto di realtà, verificare i fatti, ascoltare come vengono interpretati dalle persone coinvolte Dare legittimità ad ogni spiegazione, ogni fatto deve essere descritto almeno da due punti di vista (società multistabile) Non avere fretta delle conclusioni, prima capire, ascoltando si aiuta ad ascoltarsi Rimandare il giudizio, invece di giudicare interrogo Lasciare aperte tutte le possibilità prima delle soluzioni, parafrasi del tipo di emozione Creare modi solidali per la soluzione.

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29 Grazie per l attenzione e Buon Lavoro!

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