3.INDAGINI PETROGRAFICHE E MICROSTRUTTURALI
|
|
|
- Valentino Cortese
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 3.INDAGINI PETROGRAFICHE E MICROSTRUTTURALI 3.1.CONSIDERAZIONI PRELIMINARI Le indagini microscopiche sono state condotte su una selezione di 76 campioni ritenuta più rappresentativa possibile dei litotipi in esame, allo scopo di evidenziare le associazioni paragenetiche e ricostruire la sequenza di relazioni esistenti tra blastesi e deformazione nelle miloniti dell Unita di Castagna. Le osservazioni petrografiche hanno, inoltre, consentito di effettuare una cernita di campioni ritenuti idonei sia per l investigazione dell orientazione cristallografica preferenziale degli assi c del quarzo, sia per l esecuzione di microanalisi fondamentali per vincolare e ricostruire i vari steps P-T dell evoluzione termo-barica che caratterizza i litotipi cristallini studiati. Dalle osservazioni microstrutturali e petrografiche appare evidente che i litotipi gneissici (sia orto che paraderivati) dell Unità di Castagna, come già evidenziato dalle indagini di campagna, siano stati interessanti da un evento deformativo duttile responsabile del pervasivo e penetrativo fabric milonitico che risulta aver obliterato ogni traccia delle originarie strutture, ad eccezione di alcuni domini low strain all interno degli orizzonti metapelitici, dove relitti pre-milonitici sono preservati (Tab.2). Le osservazioni alla microscala condotte nei litotipi milonitici, hanno evidenziato una sovraimpronta metamorfica retrograda che accompagna l evento di taglio, determinando una retrocessione degli originari protoliti pre-shear in condizioni di più basso grado metamorfico. L accurata analisi cinematica, realizzata su sezioni sottili orientate perpendicolarmente alla foliazione milonitica e parallelamente alla stretching lineation, ha consentito di esaminare gli elementi strutturali a simmetria monoclina e ricavare informazioni circa il senso di shear, permettendo così di correlare le strutture osservate precedentemente alla mesoscala con quelle alla microscala. Le indagini petrografiche e microstrutturali hanno interessato anche alcuni campioni di dicchi a composizione felsica ed affinità calcalcalina rinvenuti all interno dei leucogneiss milonitici. Questi corpi filoniani risultano affetti dalla stessa deformazione di taglio 26
2 semplice duttile che ha coinvolto la roccia incassante come evidenziato in sezione sottile dalla struttura tipicamente anisotropa, porfiroclastica e dai diversi motivi strutturali milonitici (Fig.11 a-f). Le indagini microscopiche hanno evidenziato anche l esistenza di un secondo evento deformativo di ambientazione più superficiale che, sia nei litotipi ortoderivati che paraderivati, ripiega la superficie milonitica producendo un piegamento asimmetrico a scala da millimetrica a metrica, a cui però non risulta associata alcuna blastesi (Fig. 5c,d). 27
3 3.2.CARATTERI PETROGRAFICI E MICROSTRUTTURALI DEI LITOTIPI METAPELITICI L esame petrografico e microstrutturale dei litotipi metapelitici appartenenti all Unità di Castagna ha evidenziato un associazione mineralogica principale rappresentata da Qtz+ Pl+Bt±Grt±Sil±Wm±Chl±Ep+Zr+Mnz+Op (Abbreviazioni mineralogiche da Kretz, 1983 con aggiornamenti da Siivola and Schmid, 2007) e l esistenza di microstrutture principalmente imputabili ad un meccanismo deformativo di tipo simple shear in un regime di deformazione duttile non coassiale, responsabile della progressiva e sensibile riduzione granulometrica all aumentare dello strain, nonché della totale obliterazione delle strutture e delle paragenesi preesistenti localmente preservate nelle porzioni degli orizzonti metapelitici meno interessate dall evento di taglio (low strain domains) come relitti mineralogici pre-milonitici rappresentati da porfiroclasti, da idiomorfi a sub-idiomorfi, di Grt e relative inclusioni di Bt+Pl. Dalle osservazioni petrografiche, condotte sui litotipi milonitici, appare evidente che l evento deformativo di taglio è accompagnato da una sovraimpronta metamorfica a carattere retrogrado che ha riequilibrato l originario protolite pre-shear verso condizioni di più basso grado metamorfico. Infatti, la presenza nelle ombre di pressione dei porfiroclasti di granato di un associazione mineralogica sin-cinematica a Bt+Sil+Pl+Qtz (Fig.6a-b) suggerisce l innesco di reazioni di idratazione che durante l evento di taglio hanno, probabilmente, determinato un riequilibrio del protolite pre-milonitico in condizioni tipiche della facies anfibolitica. All aumentare dello strain i litotipi metapelitici registrano un ulteriore sovraimpronta metamorfica retrograda in facies scisti verdi marcata dalla blastesi sin-cinematica, lungo i piani C della milonite, di Chl+Wm+Qtz. Localmente in alcuni campioni, i livelli lepidoblastici costituiti da mica e clorite appaiono progressivamente più pervasivi, probabilmente in conseguenza all aumento nel contenuto modale di fillosilicati a spese dell originaria frazione feldspatica. Talora, aggregati lenticolari di epidoti, clorite e mica chiara si rinvengono disposti parallelamente rispetto alla foliazione milonitica suggerendo la probabile pseudomorfosi totale degli originari porfiroclasti di granato. Le indagini microstrutturali hanno evidenziato l esistenza di motivi strutturali tipicamente milonitici (strutture S/C, strutture core-mantle, asymmetric strain shadow e book-shelf 28
4 sliding in porfiroclasti, cristalli di mica con tessitura di tipo fish, oblique foliation in domini di quarzo) la cui analisi cinematica ha consentito di ottenere informazioni circa il senso di movimento associato allo shearing, prevalentemente destro e mediamente diretto verso ESE-ENE (Fig.8c-d-e) alle attuali coordinate geografiche. Tuttavia, alcuni campioni rivelano l esistenza di un senso di movimento mediamente diretto verso WNW-WSW (Fig.10b-d). In particolare, diffusa risulta la presenza di porfiroclasti di feldspato, principalmente plagioclasi con geometrie sigmoidi (Fig.8e) o formanti strutture di tipo core-mantle σ e δ- type (Fig.10b) prodotte dalla ricristallizzazione di minuti aggregati policristallini della stessa specie ai bordi del porfiroclasto, drappeggiati da una matrice fine di mica chiara e clorite e da cristalli nastriformi di quarzo. Frequenti, però, sono anche strutture del tipo book shelf sliding. Il quarzo dà luogo ad una serie di microstrutture diverse in funzione del meccanismo di ricristallizzazione dominante durante la deformazione, dello strain rate e delle condizioni di Temperatura che accompagnano lo shear; sono, infatti, riconoscibili: - domini quarzosi prodotti da processi di Bulging recrystallisation e low-temperature Grain Boundary Migration Recrystallisation (GBMR) in condizioni di relativamente bassa Temperatura, in cui originari cristalli di quarzo con estinzione ondulata, lamelle di deformazione e contatti da debolmente a marcatamente interlobati (Passchier & Simpson, 1986) risultano progressivamente sostituiti, a partire dai bordi, da nuovi grani (subgrains); - aggregati policristallini costituiti da neo-cristalli di quarzo, prodotti dalla progressiva rotazione dei subgrains al procedere della deformazione in seguito a processi di Subgrain Rotation (SR) in condizioni di più alta Temperatura; - microstrutture tipo oblique foliation (Fig.10d) suggerenti un regime combinato di Subgrain Rotation e Grain Boundary Migration Recrystallisation (Passchier & Trouw, 1996). Le miche, sia muscovite che biotite, frequentemente, formano strutture tipo S-C e foliation fish: singoli cristalli pre-cinematici o lenti policristalline di mica con tipica tessitura fish (Fig.8c-d), talora deformati e localmente interessati da processi di cloritizzazione nel caso della biotite, si dispongono lungo le superfici di massimo appiattimento (S planes), mentre una seconda generazione tessiturale si sviluppa sottoforma di cristalli sin-cinematici a grana fine, lungo i piani C della foliazione milonitica. 29
5 Dallo studio microscopico, all evento deformativo di ambientazione più superficiale che ripiega localmente la superficie milonitica non sembra essere associata alcuna blastesi coeva. 3.3.CARATTERI PETROGRAFICI E MICROSTRUTTURALI DEI LITOTIPI ORTOGNEISSICI I litotipi ortoderivati attribuiti all Unità di Castagna mostrano un associazione mineralogica principale costituita da Qtz+Kfs+Pl+Wm+Bt+Chl+Ap+Zr+Mnz+Op (Abbreviazioni mineralogiche da Kretz, 1983 con aggiornamenti da Siivola and Schmid, 2007) ed un fabric tipicamente milonitico, evidenziato da una tipica tessitura anisotropa grano-lepidoblastica marcata dalla presenza di porfiroclasti feldspatici drappeggiati da nastri policristallini di quarzo e livelli lepidoblastici di mica e clorite. Per la caratterizzazione petrografica e le osservazioni microstrutturali sono stati annoverati in questo gruppo sia gli gneiss occhiadini a due miche che i metagraniti a mica chiara, conosciuti nella letteratura geologica come Scisti Bianchi (Cortese,1895). Dalle osservazioni petrografiche appare evidente che, analogamente ai litotipi paraderivati, gli ortogneiss milonitici analizzati, registrano una sovraimpronta metamorfica retrograda connessa all evento di taglio, sottolineata dalla cristallizzazione sin-cinematica nelle ombre di pressione dei porfiroclasti feldspatici di una matrice fine a Wm+Chl+Qtz e dalla pervasiva blastesi, lungo i piani C della milonite, di un associazione a Chl+Wm±Pl+Qtz, indicativa di un possibile riequilibrio del protolite pre-milonitico verso condizioni tipiche della facies scisti verdi. Porfiroclasti feldspatici, rappresentati da augen di K-feldspato e cristalli di plagioclasio, formano strutture di tipo core-mantle e asymmetric strain shadow (Fig.9d; 10c), prodotte rispettivamente dalla ricristallizzazione di minuti aggregati policristallini della stessa specie ai bordi del porfiroclasto o dalla ricristallizzazione sin-cinematica di una matrice fine, costituita essenzialmente da mica chiara e clorite nelle relative ombre di pressione. In dettaglio, il feldspato potassico risulta spesso pertitico, caratterizzato da strutture tipo flame-perthite (Pryer & Robin, 1995, 1996), tipicamente osservabili in cristalli di K- feldspato coinvolti in processi deformativi in condizioni sub-solidus (Debat et al., 1978; Passchier 1982 a); il plagioclasio, spesso saussurritizzato o sericitizzato, risulta affetto da deformazioni intracristalline principalmente connesse a processi di dislocation glide, che 30
6 producono estinzione ondulata, bande di deformazione e geminazioni tipicamente affusolate. Comunemente, i porfiroclasti di feldspato formano strutture boudinate in particolare del tipo pinch-and swell (Fig.9e), in cui fratture ed interspazi appaiono riempiti da granuli di quarzo e lamine di clorite, nonché microstrutture a book shelf sliding in particolare, con geometrie del tipo domino-type (Fig. 9c; 10e), caratterizzati cioè da un movimento antitetico delle fratture rispetto al senso di taglio ed un angolo tra le microfaglie e la foliazione milonitica maggiore di 45 (Passchier &Trouw, 2005). L analisi cinematica dei suddetti elementi strutturali ha consentito di individuare un senso di movimento prevalentemente destro mediamente orientato verso ESE-ENE (Fig.9a-b-cd) alle attuali coordinate geografiche sebbene alcuni campioni rivelano l esistenza di un senso di movimento mediamente diretto verso W (Fig.10 a-c-e) in maniera del tutto analoga con quanto osservato nei litotipi metapelitici. Il quarzo forma microstrutture tipicamente legate a processi di ricristallizzazione dinamica quali: Bulging recrystallisation e low-temperature Grain Boundary Migration Recrystallisation (GBMR), in condizioni di bassa temperatura; Subgrain Rotation (SR) in condizioni di relativamente più alta Temperatura. La mica chiara e la biotite si presentano in due diverse generazioni tessiturali: una mica pre-shear, a tessitura fish (Fig. 9b; 10a), disposta lungo i piani S e una mica sincinematica concentrata lungo i piani C della foliazione milonitica, dando luogo ad un fabric S/C che evolve all aumentare dello strain a vere e proprie C -type shearbands (Fig.9a). L indagine petrografica e microstrutturale ha interessato anche alcuni campioni di dicchi a composizione felsica e affinità calcalcalina (Cap.4, Fig.12 a-b) associati agli ortogneiss milonitici. Questi corpi filoniani presentano una struttura tipicamente milonitica rappresentata da porfiroclasti di feldspato potassico e plagioclasio mantellati da una matrice fine di mica chiara, clorite ed epidoti ed avvolti in flussi policristallini di quarzo. I diversi motivi strutturali osservati in questi litotipi (strutture core-mantle e asymmetric strain shadow in porfiroclasti feldspatici, microstrutture in quarzo) suggeriscono un loro relativo coinvolgimento nello stesso evento di taglio che ha interessato l incassante, come 31
7 evidenziato dall analisi dei vari indicatori cinematici indicante un concordante ed univoco senso di taglio destro (Fig.11 a-f). Anche nei litotipi ortoderivati, come in quelli paraderivati, le evidenze petrografiche e microstrutturali suggeriscono l effetto di un successivo evento deformativo, che ripiega la superficie milonitica originando superfici di piano assiale di micropieghe asimmetriche a cui non è, però, associata alcuna fase cristalloblastica. 32
8 3.4.ANALISI DELL ORIENTAZIONE PREFERENZIALE DEGLI ASSI c DEL QUARZO (LPO ANALYSIS) Le indagini microstrutturali hanno consentito di effettuare una selezione di campioni su cui investigare l orientazione cristallografica preferenziale (LPO) degli assi c del quarzo all interno di domini microstutturali ritenuti significativi, così da poter esaminare il comportamento reologico di queste rocce durante l evento di shear; in particolare l attenzione è stata rivolta su campioni di leucogneiss e gneiss occhiadini milonitici provenienti da entrambe le aree indagate. Lo sviluppo di un LPO è funzione di una serie di parametri quali: (a) il tipo di slip system attivato; (b) il tipo di ricristallizzazione (dinamica o statica); (c) la nucleazione e l accrescimento di nuovi minerali; (d) la presenza di domini quarzosi ricchi in minerali con una reologia diversa da quella del quarzo. A sua volta l attivazione del tipo di slip system dipende non soltanto dall orientazione e dall entità dello stress imposto ma anche dalla presenza di acqua nel reticolo cristallino e tra i grani. L analisi dell orientazione preferenziale degli assi c del quarzo (Lattice Preferred Orientation) ha pertanto, consentito di ottenere stime sulla Temperatura di shearing e determinare il senso di movimento lungo la direzione di massimo allungamento mediante l asimmetria dei patterns, tipica di campioni di roccia sottoposti a regimi di deformazione duttile non coassiale partendo dal principio che la geometria del LPO è correlabile a quella dello strain. Le analisi sugli LPO patterns sono state eseguite mediante una tecnica di analisi di immagine, grazie all utilizzo del software A.V.A.A. generator (Stöckhert & Duyster, 1999), attraverso cui è possibile calcolare l azimuth e l immersione dell asse c dei cristalli uniassici attraverso l elaborazione di una serie di immagini acquisite tramite l ausilio di una videocamera con catturatore di immagine, montata su un normale microscopio da mineralogia ottica. L applicazione di questa metodologia consente di ottenere una mappa delle orientazioni degli assi c del quarzo dalla quale è possibile derivare un diagramma di distribuzione di densità degli stessi, attraverso l ausilio del software StereoNett (Duyster, 1996). L analisi dell LPO del quarzo ha particolarmente interessato gli orizzonti milonitici leucogneissici relativi alle due aree in esame e, nello specifico, due di questi campioni di 33
9 ortoderivati milonitici hanno fornito informazioni significative circa la Temperatura associata all evento di taglio ed il senso di movimento (Fig. 6 a-b). Il campione CAS 10 è uno gneiss occhiadino a struttura milonitica campionato lungo il transetto localizzato nei pressi dell abitato di Castagna (Fig.2b; 3a-b) costituito da K- feldspato in centimetrici- subcentimetrici augen, con frequenti inclusioni di plagioclasio, avvolti in una matrice formata essenzialmente da quarzo, biotite e mica chiara. Monazite, apatite e zircone risultano essere le fasi accessorie più comuni. I diversi motivi strutturali osservati (S-C fabric, C -type shear bands, mica fish, bookshelfsliding e core-and-mantle structures) indicano un senso di movimento destro, diretto verso ESE alle attuali coordinate geografiche, che risulta essere concorde con i risultati emersi dall analisi dell LPO del quarzo derivanti dalla selezione di due microdomini. L analisi dei patterns degli assi c, condotta esaminando due siti selezionati, mostra l attivazione di due prevalenti slip systems (Fig.6a-c): - basal <a> dominante (in entrambi i siti investigati) indicativo di condizioni termiche tipiche della lower greenschist facies ( ); - prism <c> subordinato (nel sito 2) tipico di condizioni di più alta temperatura, coerenti con quelle dell upper anphibolite facies ( ). Il campione TAV 12 è uno gneiss leucocratico a struttura grano-lepidoblastica rappresentata da domini quarzoso-feldpspatici alternati a livelli di mica chiara e clorite, proveniente dal transetto localizzato nei pressi dell abitato di Albi (Fig.2b; 3a-c). Esso è costituito da porfiroclasti di K-feldspato e plagioclasio, drappeggiati da quarzo nastriforme e da una matrice fine di Clorite e Mica chiara, quest ultima presente in due diverse generazioni: -pre-cinematica con tessitura tipo fish; sin-cinematica, ricristallizzata lungo i piani C della milonite. Apatite e zircone sono comuni fasi accessorie. I patterns ottenuti dall analisi dell LPO del quarzo in due siti selezionati all interno di questo campione sono coerenti con un Single girdle di bassa temperatura e suggeriscono l attivazione di uno slip system dominante di tipo basal <a>. Inoltre, i patterns descrivono l esistenza di due sensi di movimento contrastanti ma entrambi sviluppatisi in condizioni tipiche della facies scisti verdi inferiore ( ) (Fig.6b-c). 34
10 Fig. 6 a) microdomini di quarzo selezionati in gneiss occhiadino milonitico con relativi patterns degli assi c ottenuti tramite AVAA generator (equal area projection, lower hemisphere; b) microdomini di quarzo in leuocgneiss milonitico e relativi patterns; c) frame di riferimento: (S) foliazione milonitica; (L) lineazione di allungamento; stereoplot di riferimento indicante l attivazione dei vari slip systems (Modified after Schmid and Casey (1986) e Heilbronner and Tullis (2006). 35
11 3.5.DISCUSSIONE E INTERPRETAZIONE DEI DATI PETROGRAFICI E MICROSTRUTTURALI Lo studio microscopico condotto sui litotipi gneissici (ortogneiss e paragneiss) provenienti dai diversi transetti investigati, ha consentito di definire le caratteristiche petrografiche e microstrutturali utili a ricostruire la cronologia delle relazioni blasto-deformazionali. In particolare, le diverse evidenze petrografiche e tessiturali hanno confermato il carattere milonitico delle rocce in esame, connesso ad un evento deformativo di taglio in un regime duttile non coassiale (D 1 ). L evento di shear è responsabile della pervasiva e penetrativa superficie milonitica che risulta aver cancellato in toto qualunque traccia delle strutture preesistenti. Localmente, relitti pre-milonitici risultano, però, preservati nelle porzioni scampate o meno interessate dall evento deformativo di taglio, all interno degli orizzonti metapelitici. Le osservazioni petrografiche hanno rivelato un impronta metamorfica retrograda che accompagna l evento di taglio come suggeriscono le parziali evidenze di reazioni metamorfiche a carattere retrogrado riconosciute nei litotipi cristallini analizzati. In particolare, infatti, la caratterizzazione petrografica dei litotipi paraderivati ha mostrato la presenza di associazioni mineralogiche a biotite+sillimanite+quarzo nelle ombre di pressione dei porfiroclasti di granato suggerendo reazioni di idratazione che durante l evento deformativo probabilmente hanno determinato il riequilibrio dell originario protolite verso condizioni tipiche della facies anfibolitica. All aumentare dello strain, un ulteriore retrocessione verso condizioni tipiche della green schist facies è stata rinvenuta nei litotipi milonitici sia para che ortoderivati, come suggerito dalla presenza in ombre di pressione dei porfiroclasti feldspatici e dalla blastesi sin-cinematica, lungo i piani di taglio della milonite, dell associazione a muscovite+clorite+quarzo nei paragneiss e muscovite+clorite+plagioclasio(ab)+quarzo, negli ortogneiss. L analisi dei diversi indicatori cinematici individuati (strutture S/C, C -type shear bands, strutture core-mantle e book-shelf in porfiroclasti, cristalli di mica a tessitura di tipo fish, oblique foliation) nei litotipi cristallini indagati, ha confermato, su sezioni opportunamente orientate, l esistenza di un prevalente senso di movimento destro verso ESE/ENE ( Fig.8bd; Fig.9a-e;) alle attuali coordinate geografiche, già riconosciuto dalle osservazioni di 36
12 campagna, sebbene in alcuni campioni è stata riscontrata l esistenza di un senso di movimento contrastante, diretto verso WSW/WNW (Fig.10 a-e). L analisi dell asimmetria dei patterns degli assi c del quarzo, condotta su selezionati microdomini all interno dei litotipi ortoderivati appartenenti all Unità di Castagna ha confermato l esistenza di un doppio senso di movimento ed ha permesso di vincolare la Temperatura di shearing sulla base dell attivazione dei vari slip systems (Lister, 1977; Lister & Price, 1978; Jessel 1988b). L analisi dell LPO del quarzo ha rivelato, infatti, l attivazione di due principali slip systems durante l evento deformativo duttile, indicativi di una variazione di temperatura che accompagna l evoluzione della shear zone, come supportato anche dalle diverse microstrutture osservate nei domini di quarzo, probabilmente connessa a processi di esumazione. L attivazione dei prism <c>, rinvenuta in microdomini di quarzo caratterizzati da microstrutture connesse a processi di Subgrain Rotation Recrystallisation (SR), risulterebbe nelle fasi iniziali di tale evoluzione, in condizioni tipiche della facies anfibolitica, mentre l attivazione dei basal <a> dominanti, in aggregati policristallini di quarzo caratterizzati da evidenze microstrutturali di SR, Bulging e low-t GBM Recrystallisation, potrebbe essere interpretata come un riequilibrio sviluppatosi a livelli più superficiali, in condizioni termiche tipiche della facies scisti verdi, legato allo stadio terminale di suddetta evoluzione. Inoltre, l esistenza dei due sensi di movimento, coerenti con condizioni di temperatura tipiche della green schist facies, confermata anche dall analisi degli indicatori cinematici, indicherebbe una complicata storia deformativa racchiusa all interno di queste rocce. Anche l evoluzione microstrutturale osservata nei porfiroclasti di feldspato suggerisce una variazione di temperatura durante l evoluzione della shear zone in cui processi di deformazione intracristallina temperatura-dipendente eserciterebbero un controllo sulla reologia della componente feldspatica. Processi di dislocation creep, diffusione e ricristallizzazione sarebbero responsabili del comportamento duttile-transizionale e dello sviluppo di strutture core-mantle in un regime di relativamente medio-alta Temperatura, mentre strutture tipo book indicherebbero, invece, un comportamento più fragile del feldspato ascrivibile ad un regime termico di più bassa temperatura, probabilmente connesso alle fasi tardive dell evoluzione della shear zone. 37
13 Frequenti risultano anche i motivi tessiturali a pinch-and swell caratterizzati da porfiroclasti feldspatici con fratture ed interspazi riempiti da granuli di quarzo e lamine di clorite. Queste strutture potrebbero essere indicative di un comportamento estensionale della shear zone. Infine, l analisi microstrutturale e petrografica dei dicchi calcalcalini associati agli gneiss occhiadini milonitici, suggerisce un loro relativo coinvolgimento nella deformazione di taglio, come evidenziato dal fabric tipicamente milonitico e dai diversi motivi strutturali indicanti un senso di movimento destro. Questi corpi filoniani potrebbero essere ricollegabili all intensa attività magmatica connessa all assottigliamento crostale e all upwelling mantellico che ha interessato l orogene ercinico durante lo stadio estensionale da tardo a post-ercinico. Il piegamento asimmetrico della preesistente superficie milonitica, rinvenuto sia nei litotipi ortoderivati che paraderivati, a cui però non risulta essere associata alcuna blastesi suggerisce, inoltre, l esistenza di un secondo evento deformativo di ambientazione più superficiale (D 2 ). 38
ROCCE METAMORFICHE. Sono rocce che si formano per trasformazione di rocce pre-esistenti a causa di variazioni di temperatura e pressione.
ROCCE METAMORFICHE Sono rocce che si formano per trasformazione di rocce pre-esistenti a causa di variazioni di temperatura e pressione. Protolite = la roccia pre-esistente. Metamorfismo è un processo
4.MINERAL CHEMISTRY 4.1.CONSIDERAZIONI GENERALI
4.MINERAL CHEMISTRY 4.1.CONSIDERAZIONI GENERALI Le indagini relative allo studio della petrologia di fase sono state condotte su una rappresentanza di campioni ritenuti informativi per varietà e stato
GEOLOGIA (studio della litosfera) Essa si divide in MINERALOGIA (studio dei minerali) e PETROGRAFIA ( studio delle rocce)
GEOLOGIA (studio della litosfera) Essa si divide in MINERALOGIA (studio dei minerali) e PETROGRAFIA ( studio delle rocce) I MINERALI I minerali sono sostanze solide omogenee, inorganiche, esprimibili mediante
Catena alpino-himalayana
Catena alpino-himalayana Stadi di evoluzione nella formazione delle Alpi Paleogeografia 150 Milioni di anni fa (Giurassico) L Atlantico settentrionale non era ancora aperto e il mare Tethys (oceano Ligure-piemontese
VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE
La contraffazione in cifre: NUOVA METODOLOGIA PER LA STIMA DEL VALORE DELLE MERCI SEQUESTRATE Roma, Giugno 2013 Giugno 2013-1 Il valore economico dei sequestri In questo Focus si approfondiscono alcune
POLITECNICO DI TORINO
PROT. N. 10181 13.06.2006 CERTIFICATO N. 46/08/2006 DETERMINAZIONI FISICO MECCANICHE SU UN CAMPIONE DI MATERIALE LAPIDEO DENOMINATO QUARZITE DI BARGE PROVENIENTE DALLA CAVA PIAN MARTINO SITA NEL COMUNE
Tempi di realizzazione
Unità di Apprendimento: argomento: le rocce classe: terzo anno del liceo scientifico, attività basata principalmente sull osservazione Prerequisiti: I minerali Fondamenti di chimica: gli stati di aggregazione
ALLEGATO 1 Analisi delle serie storiche pluviometriche delle stazioni di Torre del Lago e di Viareggio.
ALLEGATO 1 Analisi delle serie storiche pluviometriche delle stazioni di Torre del Lago e di Viareggio. Per una migliore caratterizzazione del bacino idrologico dell area di studio, sono state acquisite
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria sede di Vicenza A.A. 2007/08
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria sede di Vicenza Corso di Disegno Tecnico Industriale per il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Meccanica e in Ingegneria Meccatronica Tolleranze
mitigazione effetti climatici e assorbimento del carbonio
Analisi, misure ed elaborazioni riguardanti il contenuto di carbonio nei suoli del Piemonte sono eseguiti dall IPLA da circa 10 anni. Il lavoro è realizzato attraverso l elaborazione dei dati provenienti
7.2 Indagine di Customer Satisfaction
7.2 Indagine di Customer Satisfaction Il campione L indagine è stata condotta su un campione a più stadi di 373 clienti di Tiemme Spa sede operativa di Piombino (errore di campionamento +/- 2%) rappresentativo
Indagine di Tomografia Elettrica
Indagine di Tomografia Elettrica 1. DESCRIZIONE DEL METODO La tomografia elettrica è utilizzata a supporto di altri metodi geofisici nell investigazione delle strutture sepolte e nella ricerca di acque
A cura di Giorgio Mezzasalma
GUIDA METODOLOGICA PER IL MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PIANO DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE FSE P.O.R. 2007-2013 E DEI RELATIVI PIANI OPERATIVI DI COMUNICAZIONE ANNUALI A cura di Giorgio Mezzasalma
Analisi della performance temporale della rete
Analisi della performance temporale della rete In questo documento viene analizzato l andamento nel tempo della performance della rete di promotori. Alcune indicazioni per la lettura di questo documento:
Sintesi dei risultati
Sintesi dei risultati La ricerca commissionata dal Dipartimento della Funzione pubblica e realizzata da Datamedia si compone di due sezioni: a una prima parte indirizzata, tramite questionario postale,
1. Introduzione. 2. Simulazioni elettromagnetiche per la misura del SAR
Relazione Tecnica Analisi simulative e misure con termocamera relative al confronto tra l utilizzo di un telefono smartphone in assenza e in presenza di dispositivo distanziatore EWAD Annamaria Cucinotta
Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale.
Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale. Il presente materiale didattico costituisce parte integrante del percorso formativo
Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche
Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche Metodologia dell attività di vigilanza e controllo dell Autorità in relazione agli obblighi di pubblicazione
PROGETTO EM.MA PRESIDIO
PROGETTO EM.MA PRESIDIO di PIACENZA Bentornati Il quadro di riferimento di matematica : INVALSI e TIMSS A CONFRONTO LE PROVE INVALSI Quadro di riferimento per la valutazione Quadro di riferimento per i
GEOGRAFIA CLASSE PRIMA
GEOGRAFIA CLASSE PRIMA O. A. 1 : ORIENTARE E COLLOCARE NELLO SPAZIO SE STESSO E GLI OGGETTI O. S. 1a : riconoscere e utilizzare gli indicatori topologici (sopra, sotto, avanti, dietro, sinistra e destra
COMUNE DI VILLESSE PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE
COMUNE DI VILLESSE PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Approvato con deliberazione giuntale n. 116 del 29/09/2005, dichiarata immediatamente esecutiva ai sensi
Successione Dora Maira
Foglio Susa Si riconoscono i tre settori nei quali la linea TAV attraversa rocce amiantifere, e cioè la tratta di Mompantero (MO), la tratta di Condove (CO) e Monte Musinè (MU). Si intuisce l alto strutturale
Corso di. Dott.ssa Donatella Cocca
Corso di Statistica medica e applicata Dott.ssa Donatella Cocca 1 a Lezione Cos'è la statistica? Come in tutta la ricerca scientifica sperimentale, anche nelle scienze mediche e biologiche è indispensabile
Fotogrammi scattati in sequenza da una macchina fotografica speciale
FOTOAEREE Fotogrammi scattati in sequenza da una macchina fotografica speciale chiamata camera aerofotogrammetrica, fino a coprire con un mosaico di strisce di fotogrammi (strisciata), l area oggetto di
2.5.3 PROVA ULTRASONICA PROVA ULTRASONICA
Pag. 1 di 1 PROVA ULTRASONICA 1. Descrizione e scopo della prova. Le cosiddette prove ad ultrasuoni di "trasparenza" si eseguono nell'ambito dei controlli non distruttivi per la determinazione delle caratteristiche
Le Rocce. Le rocce sono corpi solidi naturali costituiti da un aggregazione di più sostanze dette minerali.
Minerali e Rocce Le Rocce Le rocce sono corpi solidi naturali costituiti da un aggregazione di più sostanze dette minerali. Origine delle rocce Le Rocce La roccia è tutto ciò che forma la crosta terrestre,
Classificazione dei Sensori. (raccolta di lucidi)
Classificazione dei Sensori (raccolta di lucidi) 1 Le grandezze fisiche da rilevare nei processi industriali possono essere di varia natura; generalmente queste quantità sono difficili da trasmettere e
Fig.1 Mappa freatimetrica a scala regionale dell acquifero non confinato dell alta pianura friulana.
ACTION 2: Banca dati e implementazione del GIS, Definizione delle caratteristiche dei siti potenziali per l applicazione del metodo di RA degli acquiferi con particolare attenzione alla metodologia di
7.2 Indagine di Customer Satisfaction
7.2 Indagine di Customer Satisfaction Il campione L indagine è stata condotta su un campione a più stadi di 795 clienti TIEMME SpA (errore di campionamento +/ 2%) rappresentativo della popolazione obiettivo,
Il contatore degli oneri delle fonti rinnovabili
Il contatore degli oneri delle fonti rinnovabili Il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici 30 settembre
ISTITUTO COMPRENSIVO MONTEGROTTO TERME SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: MATEMATICA - CLASSE PRIMA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
PRIMA DELLA DISCIPLINA: MATEMATICA - CLASSE PRIMA L alunno si muove con sicurezza nel calcolo scritto e mentale con i numeri naturali. Legge e comprende testi che coinvolgono aspetti logici e matematici.
MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO. Geol. Fabio Garbin
MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO Geol. Fabio Garbin Preparazione all Esame di Stato, Roma 8 aprile 2011 Riferimenti Normativi essenziali D.M. 14.01.2009: Approvazione delle nuove Norme Tecniche sulle
Capacità di assorbire una deformazione plastica senza rompersi: alta=duttile (es. oro) bassa=fragile (es. vetro)
Capacità di assorbire una deformazione plastica senza rompersi: alta=duttile (es. oro) bassa=fragile (es. vetro) E dipendente dalla temperatura:capacità di riposizionamento di difetti ed atomi (diffusione
ATTIVITÀ 2.02 : Opere necessarie e produzione nuovi dati
ATTIVITÀ 2.02 : Opere necessarie e produzione nuovi dati 2.02.4 - Svolgimento di campagne di misura sul campo I dati raccolti all interno del Progetto Eur-eau-pa sono stati organizzati in due differenti
EA 03 Prospetto economico degli oneri complessivi 1
UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA Fase 1: Analisi iniziale L analisi iniziale prevede uno studio dello stato attuale della gestione interna dell Ente. Metodo: si prevede l individuazione dei referenti
Università di L Aquila Facoltà di Biotecnologie Agro-alimentari
RIFERIMENTI Università di L Aquila Facoltà di Biotecnologie Agro-alimentari Esame di Laboratorio di informatica e statistica Parte 3 (versione 1.0) Il riferimento permette di identificare univocamente
Controlli Automatici T. Trasformata di Laplace e Funzione di trasferimento. Parte 3 Aggiornamento: Settembre 2010. Prof. L.
Parte 3 Aggiornamento: Settembre 2010 Parte 3, 1 Trasformata di Laplace e Funzione di trasferimento Prof. Lorenzo Marconi DEIS-Università di Bologna Tel. 051 2093788 Email: [email protected] URL:
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE. Cartografia Geologica. Lettura ed interpretazione delle carte geologiche A.A. 2015 2016
Università degli Studi di Cagliari Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche Facoltà Scienze Via Trentino, 51 09127 Cagliari CORSO DI LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE Cartografia Geologica Lettura ed interpretazione
Indagine sismica. MASW - Multichannel Analysis of Surface Waves
Indagine sismica MASW - Multichannel Analysis of Surface Waves relativa alla determinazione della stratigrafia sismica VS e del parametro VS30 in un'area di Sestri Levanti NS rif 09140SA Dott. Geol. Franco
--- durezza --- trazione -- resilienza
Proprietà meccaniche Necessità di conoscere il comportamento meccanico di un certo componente di una certa forma in una certa applicazione prove di laboratorio analisi del comportamento del componente
Si classifica come una grandezza intensiva
CAP 13: MISURE DI TEMPERATURA La temperatura È osservata attraverso gli effetti che provoca nelle sostanze e negli oggetti Si classifica come una grandezza intensiva Può essere considerata una stima del
CONVENZIONE UNIVERSITÀ DI PERUGIA DELTATECH. Rapporto Attività di Ricerca. Prove ad impatto su laminati compositi con.
CONVENZIONE UNIVERSITÀ DI PERUGIA DELTATECH Rapporto Attività di Ricerca Prove ad impatto su laminati compositi con Ball Drop Tester Prof. L. Torre Fase 1: Terni 18/6/214 METODI Sono stati effettuati test
Laboratorio Scientifico del MUSEO D ARTE E SCIENZA di Gottfried Matthaes
Laboratorio Scientifico del MUSEO D ARTE E SCIENZA di Gottfried Matthaes Milano, 23/02/2011 Nr. 2AN-7755 Risultati delle analisi scientifiche effettuate sul dipinto su tela (cm 115 x 85) rappresentato
Statistica. Le rappresentazioni grafiche
Statistica Le rappresentazioni grafiche Introduzione Le rappresentazioni grafiche costituiscono uno dei mezzi più efficaci, sia per descrivere in forma visiva i risultati di numerose osservazioni riguardanti
Documento non definitivo
STUDIO DI SETTORE UK29U ATTIVITÀ 71.12.50 ATTIVITÀ DI STUDIO GEOLOGICO E DI PROSPEZIONE GEOGNOSTICA E MINERARIA ATTIVITÀ 72.19.01 RICERCA E SVILUPPO SPERIMENTALE NEL CAMPO DELLA GEOLOGIA Maggio 2011 Documento
Valutazione dei rischi
Valutazione dei rischi 5 Novembre 2008 Andrea Pellei Il processo di attuazione dell audit Obiettivi della valutazione del rischio L attività di audit effettuata sul Sistema di Gestione e Controllo di un
MODELLO VALUTAZIONE D AZIENDA DEMO
MODELLO VALUTAZIONE D AZIENDA DEMO All apertura del modello, costituito da 23 schermate, l utente si troverà di fronte alla schermata d ingresso. In tale schermata l utente dovrà procedere all inserimento
STATISTICA IX lezione
Anno Accademico 013-014 STATISTICA IX lezione 1 Il problema della verifica di un ipotesi statistica In termini generali, si studia la distribuzione T(X) di un opportuna grandezza X legata ai parametri
4.1. La migliore relazione affettiva con la figura di riferimento principale
4.1. La migliore relazione affettiva con la figura di riferimento principale Nella seguente tabella sono riassunte le frequenze dei dati sensibili ottenute dallo spoglio dei dati raccolti nella parte preliminare
IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio d esercizio e informazione integrativa
IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio d esercizio e informazione integrativa SCHEMA DI SINTESI DEL PRINCIPIO CONTABILE SINTESI ILLUSTRAZIONE DEL PRINCIPIO CONTABILE 1 FINALITA' LIABILITY
Linee guida per la rilevazione sistematica della customer satisfaction tramite emoticons
Allegato 1 Linee guida per la rilevazione sistematica della customer satisfaction tramite emoticons 1. Premessa La rilevazione della customer satisfaction è utilizzata da molte amministrazioni per misurare
Figura 3.22 - Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica. Figura 3.23 - Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica
Figura 3.22 Evoluzione dei consumi totali di energia elettrica Figura 3.23 Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica 67 Figura 3.24 Ripartizione dei consumi totali di energia elettrica (dati
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Approvato con atto G.C. n. 492 del 07.12.2011 1
APP_PIT_Comparazione Pile Dynamics Inc. Rev.01-012015
Pile Integrity Tester PIT Caratteristiche Tecniche Serie PIT-X, PIT-X2, PIT-V e PIT-FV La strumentazione Pile Integrity Tester serie PIT è disponibile in 4 versioni, con 1 (PIT-X e PIT- V) o 2 (PIT-X2
Statistica. Lezione 6
Università degli Studi del Piemonte Orientale Corso di Laurea in Infermieristica Corso integrato in Scienze della Prevenzione e dei Servizi sanitari Statistica Lezione 6 a.a 011-01 Dott.ssa Daniela Ferrante
INFORMATIVA SUL DIRITTO ALLA PRIVACY PER LA CONSULTAZIONE DEL SITO WEB www.arlatighislandi.it
INFORMATIVA SUL DIRITTO ALLA PRIVACY PER LA CONSULTAZIONE DEL SITO WEB www.arlatighislandi.it redatto ai sensi del decreto legislativo n 196/2003 2 GENNAIO 2014 documento pubblico 1 PREMESSA 3 SEZIONE
L EQUILIBRIO UNIVERSALE dalla meccanica celeste alla fisica nucleare
L EQUILIBRIO UNIVERSALE dalla meccanica celeste alla fisica nucleare Cap.4 giroscopio, magnetismo e forza di Lorentz teoria del giroscopio Abbiamo finora preso in considerazione le condizionidi equilibrio
Settori di attività economica
ELABORAZIONE DEI DATI QUALITATIVI Chiara Lamuraglia 1. Premessa Al fine di ottenere informazioni di carattere qualitativo che consentissero di interpretare e leggere in modo più approfondito i dati statistici,
COMPORTAMENTO AL FUOCO DI PAVIMENTI RESILIENTI A BASE DI PVC (M. Piana G. Vidotto)
COMPORTAMENTO AL FUOCO DI PAVIMENTI RESILIENTI A BASE DI PVC (M. Piana G. Vidotto) - 1 - Milano, giugno 2004 1) Leggi e classificazione italiana ed europea di comportamento al fuoco dei pavimenti resilienti
PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE
PROGETTO REGIONALE MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE BIBLIOTECHE VENETE Analisi dinamica dei dati dei questionari per le biblioteche di pubblica lettura. GLI INDICATORI Gli indicatori sono particolari rapporti
SCUOLA PRIMARIA SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI. Competenza: 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione
SCUOLA PRIMARIA SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI Competenza: 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione Descrittori Classe 1 Descrittori Classe 2 Descrittori Classe 3 Descrittori Classe 4 Descrittori
23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIVERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO
v 23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO Un campione di terreno viene considerato come un sistema multifase,
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA
SCUOLA PRIMARIA DI CORTE FRANCA MATEMATICA CLASSE QUINTA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L ALUNNO SVILUPPA UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO RISPETTO ALLA MATEMATICA,
Relazioni statistiche: regressione e correlazione
Relazioni statistiche: regressione e correlazione È detto studio della connessione lo studio si occupa della ricerca di relazioni fra due variabili statistiche o fra una mutabile e una variabile statistica
CORRENTE ELETTRICA Intensità e densità di corrente sistema formato da due conduttori carichi a potenziali V 1 e V 2 isolati tra loro V 2 > V 1 V 2
COENTE ELETTICA Intensità e densità di corrente sistema formato da due conduttori carichi a potenziali V 1 e V isolati tra loro V > V 1 V V 1 Li colleghiamo mediante un conduttore Fase transitoria: sotto
TECNOLOGIA - SCUOLA PRIMARIA
TECNOLOGIA - SCUOLA PRIMARIA TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE L alunno esplora e interpreta il mondo fatto dall uomo, individua le funzioni di un artefatto e di una semplice macchina, usa oggetti
REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
COMUNE DI VIANO PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI Approvato con deliberazione di G.C. n. 73 del 28.11.2000 INDICE TITOLO 1 ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART.
fit-up), cioè ai problemi che si verificano all atto dell assemblaggio quando non si riescono a montare i diversi componenti del prodotto o quando il
Abstract Nel presente lavoro di tesi è stata analizzata l importanza che riveste l assemblaggio meccanico nelle diverse fasi del processo produttivo, centrando l attenzione sulle fasi di progettazione
Groupe de projet TSE3 Gruppo di progetto TSE3 BG-AMBERG-LOMBARDI-ARCADIS-TECNIMONT-STUDIO QUARANTA-SEA CONSULTING-ITALFERR-INEXIA-SYSTRA _
1.1 Definizione delle problematiche connesse allo scavo in rocce potenzialmente amiantifere 1.2 Premessa Il tracciato del Tunnel di Base (alternativa D) determina la necessità di indagare il settore d
LEZIONI N 24 E 25 UNIONI SALDATE
LEZIONI N 24 E 25 UNIONI SALDATE Le saldature si realizzano prevalentemente con il metodo dell arco elettrico, utilizzando elettrodi rivestiti, che forniscono il materiale di apporto. Il collegamento è
Esercizi di Programmazione del progetto
Esercizi di Programmazione del progetto 1. Un progetto è costituito da tre attività tra loro non legate da vincoli di precedenza. Rappresentarlo con un reticolo americano ed europeo. L attività a dura
Rapporto dal Questionari Insegnanti
Rapporto dal Questionari Insegnanti SCUOLA CHIC81400N N. Docenti che hanno compilato il questionario: 60 Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il Questionario Insegnanti ha l obiettivo di rilevare la
Documento di accompagnamento: mediane dei settori bibliometrici
Documento di accompagnamento: mediane dei settori bibliometrici 1. Introduzione Vengono oggi pubblicate sul sito dell ANVUR e del MIUR 3 tabelle, deliberate nel CD dell ANVUR del 13 agosto 2012, relative
PRIMI RISULTATI DELL INDAGINE SULLE TENDENZE PHOTO-IMAGING 2013 IN ITALIA REALIZZATA DA IPSOS PER AIF
PRIMI RISULTATI DELL INDAGINE SULLE TENDENZE PHOTO-IMAGING 2013 IN ITALIA REALIZZATA DA IPSOS PER AIF Milano, 19 marzo 2013 - Per il terzo anno consecutivo AIF, Associazione Italiana Foto & Digital Imaging,
106 13.1.2010 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 2. Allegato A
106 13.1.2010 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 2 Allegato A LINEE DI INDIRIZZO PER IL CONTROLLO UFFICIALE DELLE IMPRESE ALIMENTARI SOGGETTE A REGISTRAZIONE AI SENSI DEL REGOLAMENTO EMANATO
COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)
COMUNE DI RAVENNA Il sistema di valutazione delle posizioni del personale dirigente GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) Ravenna, Settembre 2004 SCHEMA DI SINTESI PER LA
Report Monitoraggio Traffico
214 Campagna di Monitoraggio nel Comune di Gussago nel periodo da 5/8/214 al 7/8/214 Reperimento dati Geom. Giovanni Santoro Redazione e verifica Prof. Ing. Maurizio Tira Sommario Premessa... 3 Obiettivo
Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati. nell A.S. 2008 2009
Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati nell A.S. 2008 2009 Presentazione a cura di Roberta Michelini Casalpusterlengo, 8 gennaio 2010 http://www.invalsi.it/esamidistato0809/
www.lavoripubblici.it
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ****** Istruzioni per l applicazione delle Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008 16 INTRODUZIONE Il Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008,
Direzione Centrale Audit e Sicurezza IL SISTEMA DELL INTERNAL AUDIT NELL AGENZIA DELLE ENTRATE
IL SISTEMA DELL INTERNAL AUDIT NELL AGENZIA DELLE ENTRATE Maggio 2006 1 La costituzione dell Audit Interno La rivisitazione del modello per i controlli di regolarità amministrativa e contabile è stata
TECNICO SUPERIORE PER L AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L AUTOMAZIONE INDUSTRIALE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE DELLA FIGURA
DICHIARAZIONE DI SINTESI per adozione del Documento di Piano
Comune di Busto Garolfo Provincia di Milano Piano di Governo del Territorio - PGT Valutazione Ambientale Strategica del Documento di Piano DICHIARAZIONE DI SINTESI per adozione del Documento di Piano Autorità
Policy di gestione delle operazioni con soggetti collegati. Allegato 1 Sistema dei limiti alle attività di rischio verso soggetti collegati
Policy di gestione delle operazioni con soggetti collegati Allegato 1 Sistema dei limiti alle attività di rischio verso soggetti collegati Aggiornamento del 24 luglio 2014 INDICE 1. Obiettivi del documento...
Analisi SEM/EDS di schiume AFS
Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile RICERCA DI SISTEMA ELETTRICO Analisi SEM/EDS di schiume AFS A. Rinaldi, L. Pilloni Report RdS/2011/199 ANALISI SEM/EDS
Il riduttore di focale utilizzato è il riduttore-correttore Celestron f/ 6.3.
LE FOCALI DEL C8 Di Giovanni Falcicchia Settembre 2010 Premessa (a cura del Telescope Doctor). Il Celestron C8 è uno Schmidt-Cassegrain, ovvero un telescopio composto da uno specchio primario concavo sferico
LE SEZIONI TRASVERSALI
LE SEZIONI TRASVERSALI Rappresentano l intersezione del corpo stradale e del terreno con un piano verticale e normale all asse stradale. Vengono eseguite in corrispondenza di ciascun picchetto d asse.
La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma
La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma OBIETTIVI Da qualche anno a questa parte, le soluzioni di trasporto condivise stanno conoscendo
1. opuscoli informativi di carattere scientifico e divulgativo; 2. azioni di coinvolgimento diretto dei cittadini.
SCHEDA PROGETTO - A 5 Assessorato della Difesa dell Ambiente Servizio Sviluppo Sostenibile, Autorità Ambientale e Politiche Comunitarie MISURA RIFERIMENTO: Misura 1.6 Energia (Riferimento:Complemento di
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
GEOGRAFIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Paesaggio Capire che cos è la geografia e di che cosa si occupa. Saper distinguere tra geografia fisica e umana. Capire il mondo in cui viviamo attraverso le
Informativa sulla privacy
Informativa sulla privacy Data di inizio validità: 1 Maggio 2013 La presente informativa sulla privacy descrive il trattamento dei dati personali immessi o raccolti sui siti nei quali la stessa è pubblicata.
Corso di laurea in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali a.a. 2003-2004 INTRODUZIONE ALLA STATISTICA DESCRITTIVA
Corso di laurea in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali a.a. 2003-2004 INTRODUZIONE ALLA STATISTICA DESCRITTIVA Prof. Stefania Funari Parte I TERMINOLOGIA STATISTICA e CONCETTI INTRODUTTIVI
Relazione Geologica e Relazione Geotecnica
Relazione Geologica e Relazione Geotecnica La Relazione Geologica e la Relazione Geotecnica sono due documenti progettuali sempre distinti. La Relazione Geologica è essenziale per il geotecnico e lo strutturista,
S i s t e m a d i v a l u t a z i o n e d e l l e p r e s t a z i o n i d e i d i p e n d e n t i
S i s t e m a d i v a l u t a z i o n e d e l l e p r e s t a z i o n i d e i d i p e n d e n t i P r o d o t t o d a A l b e r t o P a o l i n i G r o s s e t o P a r c h e g g i s r l V e n g o n o p
