Caratteristiche di materiali
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- Gaetano Bruno
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1 Caratteristiche di materiali Caratteristiche macroscopiche Lavorazione Microstruttura Formula chimica Legami chimici Struttura atomica
2 Meccaniche Materiale Fisiche Elettriche Megnetiche Termiche
3 Meccaniche Comportamento elastico Comportamento plastico Comportamento a fatica Comportamento a frattura Tenacità e Resilienza Durezza Comportamento a compressione Comportamento a taglio
4 Comportamento elastico F Un materiale sottoposto a trazione subisce una deformazione L o Ao L o Sforzo nominale σ = F A o Pa Deformazione nominale ε = L o L o
5 Tipologie di materiali Curva nominale Curva reale
6 Tipologie di materiali Da una prova di trazione si ricavano le seguenti informazioni Modulo di elasticità Modulo di Poisson Carico di snervamento Carico di rottura L allungamento perc. a rottura La strizione perc. a rottura
7 Comportamento elastico L o F L o Un materiale sottoposto a trazione subisce una deformazione Cessata la forza applicata il materiale ritorna alle dimensioni originali Comportamento Elastico
8 Modulo di elasticità Legge di Hooke E = σ ε Pa E = modulo di Young E è un parametro che caratterizza la resistenza del solido alla deformazione uniassiale ed è detto modulo di Young o modulo di elasticità
9 Modulo di elasticità
10 Modulo di Poisson ε 1 ν = - ε 2 ε 1 σ ε 2 ν = Coefficiente di Poisson L allungamento del campione nel senso della trazione ε 1 produce un aumento del volume. Questo è solo parzialmente compensato da una contrazione laterale, ε 2. Il rapporto definisce, per un materiale isotropo, il coefficiente di Poisson.
11 Modulo di Poisson σ ν = ε 2 /ε 1 ε 1 ε 2 Il valore limite superiore è uguale a 0,5 e corrisponde ad una variazione nulla del volume nell estensione ed è raggiunto dal caucciù che si deforma in trazione in modo elastico senza variazioni di volume. In tutti gli altri materiali, invece, si osserva un aumento di volume durante la trazione; si nota che più il legame interatomico è forte (ad es. diamante), più tale aumento è elevato. Il coefficiente di Poisson é per i metalli vicino a 0,35, mentre per i ceramici è generalmente compreso tra 0,17 e 0,27.
12 Comportamento plastico L o F L o Un materiale sottoposto a trazione subisce una deformazione Cessata la forza applicata il materiale NON ritorna alle dimensioni originali Comportamento Plastico
13 Carico di snervamento Sforzo in corrispondenza del quale si ha una fissata deformazione plastica permanente residua nella prova di trazione. Normalmente il carico di snervamento è determinato per lo 0,2% di deformazione Tale valore è arbitrario, in considerazione della specifica necessità si possono considerare anche altri valori
14 Carico di rottura Sforzo massimo raggiunto nel diagramma nominale sforzodeformazione Il carico di rottura si calcola tracciando una riga orizzontale al valore massimo della curva sforzo-deformazione
15 Carico di rottura Superato tale valore si osserva sul provino un restringimento localizzato della sezione. Lo sforzo nominale diminuisce a causa di tale restringimento fino al raggiungimento della effettiva rottura del provino. Lo sforzo reale aumenta
16 Allungamento percentuale Allungamento % = L o L o X 100% Fornisce un valore della duttilità del materiale Più elevata è la duttilità, maggiore è il valore dell allungamento percentuale Un materiale fragile è un materiale che si rompe dopo un allungamento percentuale di circa il 5%Brittle materials are approximately considered to be those having a fracture strain of less than about 5%.
17 Strizione percentuale Strizione % = A o -A X 100% A o A o = sezione iniziale A = Sezione finale a rottura È una misura della duttilità del materiale. La strizione % diminuisce se sono presenti difetti, porosità, inclusioni
18 Comportamento a fatica Rottura del materiale per l effetto di sollecitazioni ripetute di valore massimo inferiore al suo carico di rottura Si innesca in corrispondenza di un taglio o difetto che concentra gli sforzi. Si genera una cricca che si propaga attraverso il materiale per effetto della sollecitazione ciclica e ripetuta. La sezione reale si riduce fino alla rottura
19 Comportamento a rottura
20 Comportamento a trazione di un materiale fragile (Brittle) e di uno duttile (Ductile)
21 Comportamento a rottura Rottura duttile Rottura che avviene dopo una deformazione plastica. Il cedimento che mette fine al comportamento elastico è causato dallo scorrimento dei piani cristallini, che si verifica su piani inclinati di circa 45 rispetto alla direzione di applicazione della forza dove le tensioni di tipo tangenziale (t) sono massime. Tipica dei metalli
22 Comportamento a rottura Rottura fragile Rottura che avviene dopo una piccola o in assenza di deformazione plastica. Il cedimento consiste nella perdita di coesione fra gli atomi, fenomeno che porta al distacco frontale del materiale. Tipica dei ceramici e di alcuni metalli
23 Resilienza Pendolo di Charpy È la capacità di un materiale di assorbire energia quando è deformato in modo elastico In pratica è definita dal lavoro occorrente per rompere con un sol colpo un'asta del materiale in esame, riferito all'unità di superficie della sezione in cui si verifica la rottura. Il reciproco dell'indice di resilienza viene assunto come indice di fragilità. Materiali di elevata resilienza sono detti tenaci, a differenza di quelli fragili, aventi piccolo valore di resilienza e quindi poco resistenti agli urti.
24 Resilienza Modulo di Resilienza J/m 3
25 Tenacità È l energia necessaria per la frattura di un materiale sotto un carico statico. È rappresentata dall area sottesa alla curva reale σ-ε della prova di trazione.
26 Durezza Resistenza che una superficie oppone alla scalfittura, abrasione a alla deformazione elastica e plastica per compressione Scala mohs Metodo Knoop Metodo Brinell Metodo Rockwell Metodo Vickers
27
28 Comportamento a compressione Una forza viene applicata normalmente alla superficie del provino, generalmente di forma cilindrica o cubica. Materiale duttile Materiale a frattura fragile (ghisa) Materiale a frattura fragile (calcestruzzo)
29 Comportamento a compressione p Generalmente si parla di compressione idrostatica dal momento che lo stato tensionale è assimilabile a quello sperimentato da un corpo immerso in un fluido omogeneo; ε v = V/V Κ = p/ε v Il segno - nella definizione di K, Modulo di compressibilità, è dovuto dal fatto che la variazione di volume è negativa, mentre la pressione è definita positiva
30 Comportamento a compressione F b h L Modulo di rottura a flessione dove: F = carico richiesto per rompere il provino (N) L = distanza interassiale dei rulli di supporto (mm) b = larghezza del provino in corrispondenza della.sezione di rottura (mm) h = spessore minimo della sezione di rottura (mm)
31 Comportamento a taglio tgγ ~ γ = y/z 0 σ La sollecitazione s è definita dal rapporto tra la forza agente sulla superficie S 0 e l area della stessa. y z 0 γ Nell ipotesi di piccole deformazioni, si ha che tgγ = γ G = σ/γ Il modulo di taglio (o di scorrimento) G, è definito come il rapporto σ/γ, ed è misurato in Pa.
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