DIDATTICA DELLA MATEMATICA. 3 Lezione
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- Leopoldo Sassi
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1 DIDATTICA DELLA MATEMATICA 3 Lezione
2 MODULO 2 Il Numero
3 NOTA BENE INIZIALE Molti brani della presente lezione sono presi dal testo consigliato «Lo sviluppo della conoscenza numerica» di Lucangeli, Iannitti, Vettore.
4 L acquisizione del numero Per decenni è prevalsa l ipotesi del celebre psicologo svizzero Jean Piaget ( ) secondo cui la competenza numerica dipende dalle strutture dell intelligenza generale. Più precisamente, l autore ritiene che l idea di numerosità non possa emergere prima dei 6-7 anni, poiché costruita sullo sviluppo di capacità tipiche del pensiero operatorio, quali la conservazione della quantità e l astrazione dalle proprietà percettive.
5 Conservazione della quantità È la capacità di astrarsi da indizi superficiali quali la forma o la densità dello spazio occupato dagli oggetti di più insiemi per stabilire relazioni di confronto di tipo quantitativo. Esempio: si parte da due bicchieri A e B che hanno la stessa acqua, poi si versa l'acqua del bicchiere B in un terzo contenitore molto più alto e stretto (C¹) o molto più largo e basso (C²); si chiede al bambino se nei bicchieri A e C¹/C² c'è la stessa quantità d'acqua. Astrazione dalle proprietà percettive Saper valutare la dimensione numerica di un insieme, senza lasciarsi confondere dai caratteri fisici degli oggetti dell insieme. Esempio: confrontare un insieme con due elefanti e uno con tre ciliegie; chiedere al bambino: quali sono di più?
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7 Gli studi di Piaget hanno influenzato i programmi per la scuola dell infanzia Nel 1958 sono definiti gli "Orientamenti per la Scuola Materna" (D.P.d.R. 11 giugno 1958, n. 784). A. Moro, ministro della Pubblica Istruzione Compaiono i seguenti temi: -Educazione religiosa -Vita morale e sociale -Educazione fisica e igienica -Educazione intellettuale -Educazione linguistica -Disegno libero -Canto corale -Giuoco e lavoro Nel tema Educazione intellettuale compare solo un cenno sull aspetto delle quantità: molti, pochi, uno, prime quantità numeriche
8 Nel 1969 sono promulgati, con il D.P.R. 10 settembre 1969, n. 647, gli "Orientamenti dell'attività educativa" M. Ferrari Aggradi, ministro della Pubblica Istruzione. Anche in essi non compare alcun tema che si riferisca esplicitamente al numero. Ecco infatti l elenco dei temi: - Educazione religiosa; - Educazione affettiva, morale e sociale; - Gioco ed attività costruttive e di vita pratica; - Educazione intellettuale; - Educazione linguistica; - Libera espressione grafico pittorica e plastica; - Educazione musicale; - Educazione fisica; - Educazione sanitaria.
9 L intelligenza numerica preverbale A partire dagli anni ottanta numerosi studi hanno permesso di concludere che fin dalla nascita il bambino è in grado di discriminare il numero di oggetti di insiemi presentati visivamente. Il bambino cioè ha come innata la capacità di discriminare la numerosità di un insieme, cioè quella che in matematica viene chiamata cardinalità. Perché numerosità e non quantità? Per evitare confusione, infatti la quantità è stimabile anche senza numeri, come ad esempio quando si deve stabilire in quale contenitore c è maggiore quantità di liquido.
10 Nel libro «Da dove viene la matematica» di George Lakoff e Rafael E.Nunez vengono dettagliate le abilità numeriche con cui i bambini vengono alla luce e descritti i relativi esperimenti.
11 Descrizione degli esperimenti Alcune diapositive vengono proiettate su uno schermo davanti a bambini in braccio alle loro madri. Si monitora il tempo che il bambino guarda ciascuna diapositiva, prima di distogliere lo sguardo. Questo comportamento è chiamato tecnicamente assuefazione. Se le diapositive presentano una stessa situazione (ad es. due punti più o meno distanti) il bambino smette di fissare, riiniziando immediatamente quando si presenta una situazione diversa (ad es. tre punti) In tale modo si è rilevato che i neonati riconoscono la numerosità
12 Descrizione degli esperimenti Per quanto riguarda le operazioni di addizione e sottrazione i bambini vengono testati utilizzando il paradigma della violazione dell aspettativa; un esperimento è il seguente: Un pupazzo viene posto sulla scena Si copre la scena con uno schermo e si pone, in modo evidente al bambino, un altro pupazzo dietro lo schermo, poi lo schermo viene tolto. Se il bambino vede due pupazzi distoglie subito lo sguardo, se c è un solo pupazzo guarda la scena per un tempo più lungo. Analogamente accade se si parte da due pupazzi e se ne toglie uno
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14 Subitizing Un bambino appena nato non sa determinare il numero di elementi di un insieme, ma sa discriminare la numerosità. Come può un neonato categorizzare il mondo in termini di numerosità? È un processo di percezione visiva chiamato subitizing o immediatizzazione, che consente di determinare la numerosità di un insieme visivo di oggetti in modo immediato, senza contare; il numero massimo di oggetti percepibili in questo modo sembra essere di quattro circa. PROVATE
15 Quanti sono?
16 Il modulo numerico Il neuropsicologo Brian Butterworth (che nel 1999 scrisse un saggio dal titolo "The Mathematical Brain«,in Italia edito dalla Rizzoli con il titolo "Intelligenza matematica. Vincere la paura dei numeri scoprendo le doti innate della mente") è un sostenitore della tesi innatista del cervello matematico. Egli ritiene infatti che i nostri cervelli possiedano dei circuiti specializzati per categorizzare il mondo in termini di numerosità; secondo la sua tesi le capacità numeriche costituiscono un modulo cognitivo in cui le abilità matematiche sono geneticamente codificate e presenti fin dalla nascita. Le differenze individuali, che riguardano capacità più avanzate, insorgono successivamente e sono riconducibili agli strumenti concettuali forniti.
17 Grazie quindi alle scoperte sopra esposte, è stata definitivamente superata la credenza che l acquisizione dei concetti numerici si verifichi tardi nello sviluppo del bambino; si ritiene comunque che prima dei sei anni la rappresentazione di numerosità sia facilmente sviata da indizi percettivi. Tutto ciò ha prodotto un cambiamento negli orientamenti per la scuola dell infanzia. Nelle indicazioni curricolari del 1991, tra i campi di esperienza educativa compare : Lo spazio, l ordine, la misura.
18 Orientamenti 1991 Sotto tale voce leggiamo: Intorno a tre anni il bambino esprime le prime intuizioni numeriche, come valutazioni approssimate della quantità nel contare gli oggetti, nel confrontare le quantità e le grandezze direttamente, mentre trova difficoltà ad ordinarle serialmente. Incomincia inoltre ad avvertire, esprimendole linguisticamente, alcune collocazioni spaziali e a riconoscere alcune proprietà comuni degli oggetti. Verso i sei anni -operando con oggetti, disegni, persone, ecc.- è in grado di contarli, di valutarne la quantità e di eseguirne operazioni sempre sul piano concreto, di ordinare più oggetti per grandezza, lunghezza e altezza, di classificarli per forma e colore, di localizzare le persone nello spazio, di rappresentare dei percorsi e di eseguirli anche su semplice consegna verbale.
19 E ancora: Orientamenti 1991 La scuola materna svolge la sua azione in due fondamentali direzioni: - raggruppare, ordinare, contare, misurare: ricorso a modi più o meno sistematici di confrontare e ordinare, in rapporto a diverse proprietà, grandezze ed eventi; uso di oggetti o sequenze o simboli per la registrazione; impiego diretto di alcuni semplici strumenti di misura; quantificazioni, numerazioni, confronti; - localizzare: ricorso a modi, spontanei o guidati, di esplorare il proprio ambiente, viverlo, percorrerlo, occuparlo, osservarlo, rappresentarlo; ricorso a parole, costruzioni, modelli, schemi, disegni; costruzione di sistemi di riferimenti che aiutano il bambino a guardare la realtà da più punti di vista, coordinandoli gradualmente fra loro. E' anche opportuno sviluppare la capacità di porre in relazione, come: formulare previsioni e prime ipotesi; individuare, costruire ed utilizzare relazioni e classificazioni; costruire corrispondenze e rapporti di complementazione, unione, intersezione ed inclusioni tra classi; riconoscere invarianti; utilizzare strumenti di rappresentazione; operare riflessioni e spiegazione su numeri, sistemi di riferimento, modalità di rappresentazione e così via. A ciò si aggiunge l'opportunità di sviluppare le capacità di progettare e inventare, come: la creazione di progetti e forme, derivati dalla realtà o del tutto nuovi, di oggetti e spazi dell'ambiente; l'ideazione di storie; la realizzazione di giochi con regole più o meno formalizzate e condivise; le rappresentazioni spontanee o ricavate da quelle in uso e così via.
20 Fino ai giorni nostri: indicazioni nazionali del 2012 Sotto la voce La conoscenza del mondo compare esplicitamente: Numero e spazio La familiarità con i numeri può nascere a partire da quelli che si usano nella vita di ogni giorno; poi, ragionando sulle quantità e sulla numerosità di oggetti diversi, i bambini costruiscono le prime fondamentali competenze sul contare oggetti o eventi, accompagnandole con i gesti dell indicare, del togliere e dell aggiungere. Si avviano così alla conoscenza del numero e della struttura delle prime operazioni, suddividono in parti i materiali e realizzano elementari attività di misura. Gradualmente, avviando i primi processi di astrazione, imparano a rappresentare con simboli semplici i risultati delle loro esperienze. Muovendosi nello spazio, i bambini scelgono ed eseguono i percorsi più idonei per raggiungere una meta prefissata scoprendo concetti geometrici come quelli di direzione e di angolo. Sanno descrivere le forme di oggetti tridimensionali, riconoscendo le forme geometriche e individuandone le proprietà (ad esempio, riconoscendo nel quadrato una proprietà dell oggetto e non l oggetto stesso). Operano e giocano con materiali strutturati, costruzioni, giochi da tavolo di vario tipo.
21 Traguardi per lo sviluppo della competenza (nella scuola dell infanzia) Il bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata. Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana. Riferisce correttamente eventi del passato recente; sa dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo. Ha familiarità sia con le strategie del contare e dell operare con i numeri sia con quelle necessarie per eseguire le prime misurazioni di lunghezze, pesi, e altre quantità. Individua le posizioni di oggetti e persone nello spazio, usando termini come avanti/dietro, sopra/sotto, destra/sinistra, ecc.; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali.
22 Lo sviluppo dell abilità di conteggio Si può dire che l inizio esplicito della matematica con i bambini sia costituito dal contare. L esperienza numerica del bambino è all inizio un esperienza linguistica; la parola-numero non rappresenta subito una quantità o un etichetta da associare ad un oggetto (esempio) Le parole (uno, due, tre.) e le dita sono i grandi strumenti del bambino per rispondere alle prime domande sui numeri. Solo successivamente i numeri verranno espressi anche in simboli: 1, 2,. E comunque imparare a contare rappresenta il primo collegamento tra la competenza numerica innata e quella acquisita dall interazione con l ambiente di appartenenza.
23 COMPONENTI DEL CONTARE 1) Avere a disposizione una buona raccolta di etichette ( numerali) Si possono distinguere tre livelli evolutivi: La sequenza dei numeri è usata come stringa di parole. Si distinguono le parole, ma la sequenza viene prodotta solo in avanti a partire da uno. La sequenza è bidirezionale, producibile a partire da un numero qualsiasi della serie, ordinata in modo stabile. 2) Eseguire il confronto secondo un processo iterativo Ciascuna parola-numero, selezionata con un ordine corretto, va collegata a uno e un solo oggetto dell insieme; è il concetto di corrispondenza biunivoca, che compare molto presto nell esperienza del bambino, che già a due anni è in grado di mettere, ad esempio, ogni tazza sul suo piattino
24 COMPONENTI DEL CONTARE 3) Identificare la parola che esprime il risultato dell operazione eseguita Si intende con questo riconoscere il valore cardinale dell ultimo numero pronunciato. Il bambino deve capire che l ultima parola-numero pronunciata nel conteggio corrisponde alla numerosità dell insieme contato; i bambini di 3-4 anni possono farlo come imitazione dell adulto, senza avere però avere reale comprensione del ruolo di tale parola. Spesso a questa età i bambini pensano che le parole-numero siano come etichette da attaccare agli oggetti; se ad uno di essi assegna cinque, il cinque identifica esattamente quell oggetto e non può rappresentare altro. Dal punto di vista evolutivo il valore cardinale delle parole-numero viene acquisito verso i 5 anni.
25 ERRORI NEL CONTARE 1)Incertezza sulle parole numerali 2)Non è chiaro che l ultima parola è il risultato del conteggio 3)Errori nel processo di ripartizione 4)Errori nell etichettamento 5)Errori nel coordinamento ritmico tra ripartizione ed etichettamento
26 I cinque principi di Gelman e Gallistel (1979) L acquisizione dell abilità di conteggio verbale è guidata dalla conoscenza innata di alcuni principi basati sulla competenza numerica non verbale; si ipotizza cioè l esistenza di una struttura innata che orienta i comportamenti gli apprendimenti e consente di apprendere a contare. I principi sono i seguenti: Il principio di iniettività Il principio dell ordine stabile Il principio di cardinalità Il principio di astrazione Il principio di irrilevanza dell ordine La padronanza dei principi della conta comincia, in genere dai 2-3 anni e si completa intorno ai 5. Il principio cardinale viene acquisito per ultimo.
27 La teoria di Karen Fuson La Fuson sottolinea i contesti diversi in cui le parole numero sono utilizzate ed è necessario sottolineare che non sempre tali contesti si riferiscono alla numerosità; solo attraverso ripetuti esercizi e per imitazione il bambino gradualmente comprende il senso del contare e connette tra loro i diversi significati. Da ciò si evince il ruolo cruciale dell interazione con l ambiente. Esaminiamo i contesti
28 Karen Fuson: i contesti il contesto cardinale, in cui la parola-numero fa riferimento all intera collezione di elementi discreti e dice di quanti elementi è costituita; il contesto ordinale, dove la parola-numero fa riferimento ad un elemento collocato all interno di una serie ordinata di elementi discreti e indica quale posizione vi occupa; il contesto di misura, dove la parola-numero è in relazione ad una grandezza continua e indica quante unità di misura sono necessarie per riempire la grandezza; il contesto sequenza, in cui l enunciazione è condotta senza riferire le parole-numero a oggetti o altro (le parole-numero sono usate in modo simile alle lettere nella recita dell alfabeto); il contesto conta, dove l enunciazione è condotta con riferimento a oggetti posti in corrispondenza uno a uno con le parole-numero; il contesto simbolico, in cui la parola-numero è intesa come oggetto di scrittura o di lettura; il contesto non numerico, in cui la parola-numero è usata come etichetta, identificando un attributo in un oggetto.
29 Karen Fuson: modello di sviluppo numerico La Fuson propone un modello di sviluppo numerico che descrive l evoluzione del bambino nell acquisizione delle parole-numero legate a tre contesti d uso: a) contesto di sequenza, che comprende due momenti. Nel primo c è l apprendimento della recita corretta della sequenza standard, che impegna il bambino nel distinguere nel linguaggio le parole non-numero dalle parole-numero apprendendo così l ordine corretto di quest ultimi. Nel secondo momento vi è l elaborazione della parte di sequenza che consiste nello sviluppo di nuove abilità; b) contesto di conta, in cui il bambino stabilisce corrette corrispondenze termine a termine tra oggetti e parole-numero; c) contesto cardinale in cui il bambino comprende che nel pronunciare la conta, nel toccare o indicare gli elementi, l ultima parola corrisponde al numero di elementi contati.
30 Lettura e scrittura dei numeri La lettura precede la scrittura ed evolve gradualmente, ma il riconoscimento del simbolo scritto non implica necessariamente l acquisizione della corretta rappresentazione della quantità corrispondente (semantica del numero) L acquisizione del numero scritto richiede la competenza simbolica, che viene conquistata dal bambino con due processi basilari: - la produzione di significanti individuali(simboli), di tipo personale, stabiliti dal singolo soggetto - La produzione di significanti collettivi (segni)connessi al significato da una convenzione sociale e perciò esterni al soggetto
31 La notazione numerica Tra i ricercatori non è ravvisabile una convergenza su quale sia il percorso attraverso il quale il bambino conquista la competenza nel numero scritto e il rapporto corretto tra numero scritto e suo significato. Si possono comunque distinguere quattro categorie di rappresentazione grafica della quantità, che rendono evidente una evoluzione 1) idiosincratica: notazioni incomprensibili per un osservatore esterno 2) pittografica : si riproducono figurativamente gli oggetti della collezione 3) iconica: segni grafici posti in corrispondenza biunivoca con gli oggetti 4) simbolica: formata da numeri arabici
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33 La notazione numerica e tre tipologie di notazione numerica: 1) Notazione con grado informativo nullo (per un osservatore esterno, ma portatore di significati per il bambino) 2) Notazione basata sulla corrispondenza biunivoca 3) Notazione convenzionale
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35 Difficoltà Un problema che incontrano i bambini nel loro approccio iniziale al numero scritto è legato alla difficoltà di collegare il simbolo aritmetico convenzionale con il suo significato in termini quantitativi. È pertanto indispensabile guidare il bambino, già nei suoi primi approcci con la matematica scritta, alla comprensione profonda del significato dei simboli aritmetici per evitare che si instauri un utilizzo rigido dei simboli.
36 Le schede che seguono sono tratte dal testo
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