Dispensa N. 11. Idroelettrico
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- Maddalena Marinelli
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1 UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II Dispensa N. 11 Idroelettrico Corso di Gestione delle Risorse Energetiche A.A. 2011/2012 D.E.TE.C - Dipartimento di Energetica, TErmofluidodinamica applicata e Condizionamenti ambientali
2 Principio fisico Conversione dell energia potenziale gravitazionale di una massa d acqua, che defluisce attraverso un dislivello, in energia meccanica e quindi in energia elettrica Bernoulli : H = h + p /( ρg ) + w carico piezometrico 2 = cos t. 2g P max con : Q = portata volumetric a (m H = salto disponibil e lordo (m) ρ = densità dell' acqua g = 9, 81 m / s = Q H g ρ 2 3 /s) = kg / m Nella condotta, l energia potenziale si converte (quasi) integralmente in energia di pressione; in corrispondenza della turbina, quest energia, eventualmente convertibile in energia cinetica mediante un ugello convergente, può essere trasformata in lavoro. Perdite di carico ed energia cinetica della corrente allo scarico comportano una riduzione del salto effettivamente disponibile per la conversione in lavoro. [ W ] 3
3 Principio fisico Potenza effettivamente erogabile: P = η Q H g [ W ] n ρ con: η = rendimento globale dell impianto Q = portata del corso d acqua [m 3 /s] H n = salto disponibile al netto di perdite di carico e energia cinetica allo scarico [m] g = accelerazione di gravità [m/s 2 ] ρ = densità dell acqua [kg/m 3 ] Rendimento globale dell impianto: η = η g η m η gen η tr con: η g = rendimento globale turbina η m = rendimento del moltiplicatore di giri η gen = rendimento del generatore η tr = rendimento del trasformatore
4 Esempi di impianti
5 Esempi di impianti
6 Esempi di impianti (fonte: Enel)
7 Informazioni generali Denominazione e ubicazione Centrale Semenza Cernusco d Adda Tipo di centrale Ad acqua fluente Esempi di impianti Situazione Operativa Proprietario Edison Anno di costruzione 1917 Inizio produzione commerciale 1920 Macchinario idraulico Salto motore netto nominale 8 m Produzione elettrica Portata 85 m³/s Potenza idraulica netta 6,7 MW Centrale di pompaggio di Presenzano (1.000 kw)
8 Componenti di un impianto idoelettrico Opere di captazione (dighe di sbarramento, canali di gronda,..): permettono di raccogliere le acque necessarie all alimentazione dell impianto; opere di presa: immettono le acque nel condotto derivatore e ne regolano la portata, mediante organi di chiusura e di regolazione; possono comprendere anche dispositivi di sghiaiamento e di dissabbiamento (impianti ad acqua fluente); opere di derivazione: convogliano le acque, con una debole pendenza, dalla presa al punto di inizio della tubazione in pressione (condotta forzata); possono essere costituite da un canale a pelo libero o da una galleria in pressione; nel primo caso, al termine si troverà una vasca di carico, nel secondo caso un pozzo piezometrico, ambedue con la funzione di serbatoio per le brusche variazioni di portata; condotte forzate: portano l acqua in pressione dal fondo della vasca di carico o del pozzo piezometrico alle turbine poste in centrale; turbina, alternatore, trasformatore e altre apparecchiature necessarie alla trasformazione dell energia idraulica in energia elettrica; opere di restituzione (o di scarico): convogliano le acque dall uscita delle turbine all alveo del fiume oppure alle opere di presa del salto successivo.
9 Alcune definizioni Portata massima derivabile di un impianto idroelettrico: è quella complessivamente erogabile attraverso l insieme dei motori idraulici della centrale che possono funzionare contemporaneamente e alla quale sono commisurate le gallerie in pressione, le condotte forzate e il canale di restituzione. Se il canale derivatore è a pelo libero, esso può essere commisurato a una portata minore, quando esiste una capacità di accumulo al suo termine (bacino di carico). Deflusso utilizzabile (o derivabile) in un dato intervallo di tempo: è la quantità di acqua, espressa in m 3, che può essere utilizzata (o derivata) durante l intervallo di tempo considerato, in relazione con la massima portata derivabile. Deflusso Minimo Vitale (DMV): la portata minima che, in un corso d'acqua, dev'essere presente a valle delle captazioni idriche al fine di mantenere vitali le condizioni di funzionalità e qualità degli ecosistemi interessati => definita all atto della concessione. Portata media utilizzabile (o derivabile) in un dato intervallo di tempo: è il rapporto fra il deflusso utilizzabile durante quell intervallo di tempo e il tempo stesso. Potenza nominale di concessione: è la potenza idraulica teoricamente disponibile in relazione alla portata (Qc) e al salto (Hc) di concessione dell impianto idroelettrico, calcolata come: P c Qc H = ρ 102 c [ kw ] (la densità dell acqua è considerata pari a kg/m 3 ; il coefficiente 102 deriva da 1000/g, con 1000 = coeff. per il passaggio da W a kw e g = 9,81 m/s 2 )
10 In base alla potenza, al salto e alla portata: Classificazione
11 Classificazione In base alla durata di invaso dell impianto (tempo necessario per fornire al serbatoio un volume d acqua pari alla sua capacità utile con la portata media annua del corso d acqua che in esso si riversa): impianti a serbatoio: durata di invaso maggiore o uguale a 400 ore; impianti a bacino: serbatoio classificato come bacino di modulazione settimanale o giornaliera, ovvero durata di invaso minore di 400 ore e maggiore di 2 ore; impianti ad acqua fluente: sono quelli serbatoio con durata di invaso uguale o minore di 2 ore; sono generalmente posizionati sui corsi d acqua, e la loro produzione dipende dalla portata del fiume senza capacità di regolare il flusso. In pratica, mentre per gli impianti a serbatoio e a bacino è possibile regolare l utilizzazione dell acqua nell impianto tramite la capacità di accumulo creata da queste opere, gli impianti a deflusso utilizzano direttamente la portata utile disponibile nell alveo del corso d acqua senza possibilità di regolazione della portata all impianto. Una categoria a parte è costituita dagli impianti di pompaggio; muniti di serbatoi o bacini a monte e a valle, nonché di turbine in grado di funzionare da pompe, possono accumulare energia nelle ore vuote e restituirla in quelle di picco (a meno delle perdite nella doppia conversione => efficienza complessiva dell ordine del 70-75%), contribuendo all equilibrio della rete elettrica nazionale. Le acqua nell invaso a monte possono in parte provenire da apporti naturale => impianti di pompaggio misto.
12 Il ruolo delle centrali idroelettriche nel sistema elettrico
13 Classificazione delle turbine idrauliche Sono essenzialmente costituite da un organo fisso, il distibutore, e da uno mobile, la girante Turbina ad azione (l energia di pressione viene integralmente convertita in energia cinetica in un ugello a monte della girante). E una turbina lenta. Turbine a reazione (la conversione di energia di pressione in energia cinetica avviene in parte nello statore, in parte nella girante); la Francis è una turbina a media velocità e ha un grado di reazione medio (0,4-0,8), la Kaplan è una turbina veloce /rapida a grado di reazione elevato (> 0,8) N.B.: grado di reazione, r = frazione dell energia di pressione complessivamente disponibile tra ingresso e uscita della turbina che viene convertita in energia cinetica all interno della girante, ovvero, indicando con 0 l ingresso allo statore, con 1 l uscita dallo statore e l ingresso nella girante, con 2 l uscita dalla girante: r p = p
14 Principali turbine idrauliche Kaplan Turbine
15 Turbina Pelton È utilizzata principalmente per grandi salti È È una turbina ad azione in quanto l energia di pressione viene integralmente trasformata in energia cinetica in un (o più) ugello che indirizza l acqua sulle pale, determinandone la rotazione Il getto sulla turbina non è quindi in pressione La forma delle pale è di due cucchiai appaiati, investiti centralmente dal getto che esce lateralmente, grazie alla forma delle pale La massima spinta avviene a girante ferma, presenta quindi transitori di avviamento molto brevi La regolazione è molto ampia, con rendimenti molto elevati. Si ottiene agendo su un otturatore (spina) posto all interno dell ugello, riducendo quindi la portata di acqua che investe la girante Il numero di ugelli tende ad aumentare al ridursi del salto (e quindi all aumentare della portata): in questo caso si parla di Pelton poligetto
16 Turbina Turgo È utilizzata principalmente per salti tra i 15 ed i 300 m È una turbina ad azione in quanto l energia di pressione viene integralmente trasformata in energia cinetica in un (o più) ugello che indirizza l acqua sulle pale, determinandone la rotazione Il getto sulla turbina non è quindi in pressione Simili alle Pelton, ma il getto colpisce più pale simultaneamente; consigliate per portate molto variabili e acqua torbide. Rispetto alla Pelton, non soffre del problema che la portata di acqua erogabile dall ugello sia limitata dall eventuale interferenza con i flussi determinati dagli altri ugelli Rispetto alla Pelton ha un diametro minore e quindi una maggiore velocità angolare; ciò consente un accoppiamento diretto (senza moltiplicatore) con il generatore elettrico, con diminuzione dei costi ed aumento dell affidabilità
17 È utilizzata in vasto range di portate, con salti fra 5 e 200 m È una turbina che opera principalmente ad azione Il rendimento massimo è circa 87 % ma è sufficientemente costante al ridursi della portata L acqua entra in contatto con la ruota una prima volta all interno del distributore (primo stadio) dove il funzionamento avviene con un piccolo grado di reazione Successivamente cambia direzione (90 ) e ritorna in contatto con la ruota con un funzionamento completamente ad azione È molto economica in quanto la ruota è costituita da semplici dischi paralleli, tra i quali vengono montate le pale (lamiere piegate) Turbina Banki-Michell (Cross Flow) A doppio stadio: r 1 > 0, r 2 = 0; semplici e poco costose, ma anche poco efficienti
18 Turbina Kaplan È una turbina a reazione a funzionamento veloce Ai lati è presente un condotto a chiocciola e le pale del distributore Centralmente è invece presente la girante In basso è presente un diffusore che viene utilizzato per ridurre la pressione a valle e quindi aumentare la potenza Sfrutta piccoli dislivelli, fino a qualche decina di metri ma con portate molto elevate Le pale dell elica possono essere orientate al variare della portata, garantendo un buon rendimento anche al ridursi della portata Il liquido arriva grazie ad un condotto a forma di chiocciola che alimenta tutta la circonferenza, poi attraversa un distributore fisso che da al fluido un moto vorticoso, ove il flusso, deviato di 90, la investe assialmente
19 Turbina Francis È una turbina a reazione a flusso centripeto Ai lati è presente un condotto a chiocciola L acqua incontra prima un distributore fisso e quindi le pale del rotore, per poi essere scaricata dal centro della turbina In basso è presente un diffusore che viene utilizzato per ridurre la pressione a valle e quindi aumentare È reversibile: può funzionare da pompa
20 Diagramma per la selezione del tipo di turbina in funzione del salto e della portata: mini e micro-hydro
21 Diagramma per la selezione del tipo di turbina in funzione del salto e della portata: medie e grandi potenze
22 Rendimento delle turbine idrauliche
23 Minimo tecnico portata in turbina: - Pelton, Turgo =10% - Cross-flow = 15% - Kaplan = 20% - Francis = 30% Dimensionamento in relazione alle portate disponibili Q x10-3 (m 3 /h) Curva di durata delle portate disponibili, al netto del DMV Area evidenziata = volumi di acqua non utilizzabili Area in bianco = volumi di acqua utili Max portata in turbina Min. portata in turbina Energia elettrica producibile in un dato intervallo di tempo τ, in kwh: Hn = salto netto, in m g = 9,81 m/s 2 Q = portata in m 3 /s (oppure in m 3 /h) τ = tempo, in s (oppure in h) Ore dell'anno τ ( τ ) g H Q( τ ) η ( τ ) E = n dτ / 3600 con i vincoli: -se Q Qmax => Q = Qmax - se Q Qmin => Q = 0 0
24 Dimensionamento in relazione alle portate disponibili All aumentare della taglia nominale della turbina: CONTRO aumentano le ore di funzionamento a carico parziale della turbina => minore efficienza media; aumentano i volumi non turbinabili perché corrispondenti a portate inferiori al minimo tecnico; PRO diminuiscono i costi specifici del impianto e aumentano i rendimenti nominali Al diminuire della taglia nominale della turbina: CONTRO aumentano i volumi non turbinabili perché corrispondenti a portate superiori a quella max.; aumentano i costi specifici e diminuiscono i redimenti nominali; PRO diminuiscono le ore di funzionamento a carico parziale della turbina => maggiore efficienza media Possibilità di ottimizzare la taglia dell impianto, dal punto di vista termoeconomico
25 Ore equivalenti di utilizzo della potenza installata (fonte: GSE)
26 Fonte: Bartolazzi A., Le energie rinnovabili, Hoepli Costi minimi e massimi di impianti mini-idro
27 Esempio di analisi di prefattibilità per mini-idro, Pe = 200 kw, h eq /anno, costo impianto k Energia elettrica prodotta = = kwh/anno = MWh/anno Ricavi da cessione al mercato (a 80 /MWh) = = /anno Costi di esercizio: Canone concessione (20 /kw) = /anno Oneri di manutenzione (0,5% dell investimento)= /anno Oneri di personale = /anno Assicurazioni (0,5% dell investimento) = /anno Totale costi = /anno Margine lordo = ricavi costi = = /anno Periodo di recupero del capitale = 1.000/56 = 17,8 anni VAN (20 anni, a = 5%) = 56 12, = -300 k <0 Indice di Profitto = VAN / Investimento = -0,30 < 0 Incentivazione in conto energia minima per pay-back = 5 anni => => Ricavo minimo = 1.000/5 = 200 k /anno => => Incentivazione minima = = 144 k /anno => 144/1.000 = 0,144 /kwh => VAN (20 anni, a = 5%) = , = k => Indice di Profitto = VAN / Investimento = 1,50
28 Gli impianti idroelettrici in UE nel 2009 (produzione in MWh)
29
30 Gli impianti idroelettrici in Italia nel 2009
31 Il Piano d Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (giugno 2010)
32 Alcuni riferimenti bibliografici Bartolazzi A. Le energie rinnovabili, Hoepli, 2006 Kaltschmitt et al. Renewable Energy. Springer ed., 2007 Kreith and Goswami (ed.). Handbook of Energy Efficiency and Renewable Energy, CRC Press, 2007.
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