Complementi 3 - Richiami di algebra tensoriale
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- Ricardo Barbato
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1 Complementi 3 - Richiami di algebra tensoriale [Ultimarevisione revisione9gennaio gennaio2009] In questo notebook si richiamano brevemente alcune definizioni ed alcune proprieta di algebra tensoriale, limitatamente ai sistemi di riferimento cartesiani. In generale, un tensore di ordine n e definito da 3 n numeri, e descrive un fenomeno fisico restando invariante al variare del sistema di riferimento. Tuttavia, si dedichera particolare attenzione ai tensori di ordine zero (scalari), uno (vettori), due, tre e quattro, in quanto piu frequenti in analisi strutturale, e si forniscono alcune regole per la loro manipolazione. Scalari e vettori Una quantita scalare non e ovviamente influenzata da un cambio di riferimento, e quindi gli scalari hanno proprieta tensoriali. Essi sono tensori di ordine zero, e sono definiti da 3 0 = 1 quantita. Un esempio ovvio e la densita di massa di un corpo B. Si consideri ora un vettore x, che nel sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L abbia componenti: x = i j k x 1 x 2 x 3 y z { Un nuovo sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L e definito dai coseni direttori dei nuovi assi rispetto ai vecchi assi, ossia dalla matrice: (1) L = i j k l 11 l 12 l 13 l 21 l 22 l 23 l 31 l 32 l 33 y z { ed il vettore x, nel nuovo sistema di riferimento, ha componenti x = Lx. Indicialmente si ha: (2) x i = l ij x j i, j = 1, 2, 3 Per definizione, tre quantita che si trasformano secondo questa legge costituiscono un vettore, o un tensore di ordine uno. Si notino le seguenti: Prop.1 - La moltiplicazione di un tensore di ordine uno per un tensore di ordine zero fornisce un tensore di ordine uno. Prop.2 - La somma di due tensori di ordine uno e un tensore di ordine uno. (3)
2 29 Complementi 3 - Richiami di algebra tensoriale.nb Dim. - Se infatti x ed y sono due vettori, la somma x+y si trasforma secondo òa (3): x i +y i = l ij x j +l ij y j = l ij Hx i +y i L i, j =1, 2, 3 (4) Tensori di ordine due e matrici Def.1 - Nove quantita w km, riferite ad un sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L, che si trasformano secondo le leggi: w ij = l ik l jm w km i, j, k, m = 1, 2, 3 quando riferite al nuovo sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L, costituiscono un tensore di ordine due. Un esempio immediato di tensore di ordine due si ottiene immediatamente considerando il prodotto esterno di due tensori di ordine uno, ossia di due vettori x ed y. Per definizione si ha: (5) Hx yl ij = w ij = x i y j e poiche in un nuovo sistema di riferimento: (6) Hx yl ij = x i y j = l ik l jm x k y m = l ik l jm Hx yl km si puo concludere che il prodotto esterno di due tensori di ordine uno fornisce un tensore di ordine due. Limportanza dei tensori di ordine due in scienza delle costruzioni e evidente: il tensore delle tensioni, il tensore delle deformazioni, il tensore dei momenti di inerzia, sono solo alcuni tra gli esempi piu usuali. (7) à Tensori e matrici Una matrice quadrata di ordine tre e una tabella ordinata in righe e colonne, in cui trovano posto nove quantita scalari. Un tensore di ordine due puo essere rappresentato da una simile tabella, ma le sue componenti devono anche obbedire alla legge (5) di trasformazione. Quindi, non ogni matrice quadrata e la rappresentazione matriciale di un tensore. à Il d di Kroneker Si considerino le nove quantita cosi definite: se i = j, e δ ij = 1 (8) se i j. δ ij = 0 (9) Per dimostrare che esse costituiscono un tensore, si consideri che nel nuovo sistema di riferimento le nove quantita trasformate d ij dovranno essere comunque pari ad uno se gli indici sono uguali, e a zero altrimenti. Daltro canto si ha:
3 Complementi 3 - Richiami di algebra tensoriale.nb 30 δ ij = l ik l jm δ km = l ik l jk e poiche la matrice L e ortogonale, si ha: (10) δ ij = δ ij (11) Le nove quantita d ij costituiscono quindi un tensore del secondo ordine, detto tensore di Kroneker, o tensore di sostituzione. à Gli invarianti tensoriali Assegnato un tensore T di ordine due, si puo dimostrare che esistono tre quantita che non variano al variare del sistema di riferimento, e che pertanto vengono denotati invarianti tensoriali. Si ha allora: T H1L =T ii = T ii T H2L =T ij T ji = T ij T ji T H3L =T ij T jk T ki = T ij T jk T ki La (12) puo dimostrarsi a partire dalla legge di trasformazione tensoriale: T ij = l ik l jm T km i, j, k, m =1, 2, 3 ponendo i = j,e quindi forzando la somma su i: T ii = l ik l im T km Ora, per lortogonalita della matrice L dei coseni direttori si ha l ik l im = d km, e quindi: T ii = δ km T km = T kk Analogamente, la (13) puo dimostrarsi come segue: e la (14): T ij T ji = Hl ik l jl T kl L Hl jm l in T mn L = l ik l jl l jm l in T kl T mn = δ kn δ lm T kl T mn = T nm T mn (12) (13) (14) (15) (16) (17) (18) T ij T jk T ki = Hl im l jn T mn L Hl jr l ks T rs L Hl kt l ip T tp L = l im l jn l jr l ks l kt l ip T mn T rs T tp = δ mp δ nr δ st T mn T rs T tp = T mn T ns T sm (19) Nota - Qualsiasi combinazione dei tre invarianti appena definiti e ancora invariante. Ad esempio, in analisi della tensione si incontrano gli invarianti lineari, quadratici e cubici, correlati agli invarianti tensoriali attraverso le relazioni: T H1L = σ ii = I 1 σ T H2L 2 = σ ij σ ji = I 1 σ 2 I 2 σ T H3L 3 = σ ij σ jk σ ki = I 1 σ 3 I 1 σ I 2 σ +3 I 3 σ (20)
4 31 Complementi 3 - Richiami di algebra tensoriale.nb Tensori di ordine tre e quattro Def. - Un insieme di 3 3 = 27 quantita w rst, riferite ad un sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L, che si trasformano secondo le leggi: w ijk = l ir l js l kt w rst i, j, k, r, s, t = 1, 2, 3 quando riferite al nuovo sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L, costituiscono un tensore di ordine tre. (21) A somiglianza di quanto detto per i tensori di ordine due, il prodotto esterno di tre vettori fornisce un tensore di ordine tre à Il tensore di Ricci Si considerino ora le 27 quantita e ijk definite da: ε ijk = 0 quando due o tre indici sono uguali, ε ijk = 1 quando i tre indici sono diversi tra loro, e si susseguono in ordine ciclico i Ø j Ø k Ø i, (22) (23) ε ijk = 1 (24) quando i tre indici sono diversi tra loro, e non si susseguono in ordine ciclico. Il determinante di una matrice A puo scriversi, usando tali quantita, come e ijk a 1 i a 2 j a 3 k. Per dimostrare il carattere di tensorialita di queste ventisette quantita occorre provare che: ε ijk = l ir l js l kt ε rst i, j, k, r, s, t =1, 2, 3 (25) Svolgendo i prodotti si puo controllare che e ijk = e ijk, ossia che anche il tensore di Ricci resta invariante al variare del sistema di riferimento. Def. - Un insieme di 3 4 = 81 quantita C mnpq, riferite ad un sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L, che si trasformano secondo le leggi: C ijkl = l im l jn l kp l lq C mnpq i, j, k, l, m, n, p, q = 1, 2, 3 quando riferite al nuovo sistema di riferimento H0, X 1, X 2, X 3 L, costituiscono un tensore di ordine quattro. (26) A somiglianza di quanto detto per i tensori di ordine due, il prodotto esterno di quattro vettori fornisce un tensore di ordine quattro, ed anche il prodotto esterno di due tensori di ordine due porta ad untensore di ordine quattro. Siano infatti a ij e b ij due tensori di ordine due, e si definisca il prodotto esterno come: C ijhk = HA BL ijhk = a ij b hk A seguito di un cambio del sistema di riferimento, (27)
5 Complementi 3 - Richiami di algebra tensoriale.nb 32 C ijhk = a ij b hk = l im l jn a mn l hr l ks b rs =l im l jn l hr l ks C mnrs dimostrando la tensorialita delle 81 quantita (18). (28) Un esempio classico di tensore di ordine quattro in scienza delle costruzioni e costituito dalle 81 costanti elastiche di Hooke. Operazioni sui tensori: contrazioni e regole del quoziente Loperazione di contrazione consiste nel porre, in una formula, due indici uguali luno allaltro, cosi forzando implicitamente la somma su di essi. In tal modo lordine del tensore si abbassa di due. Ad esempio, considerando un tensore di ordine due, T ij, contrarre i due indici significa porre i = j, ottenenendo lo scalare T ii. Considerando invece il tensore di ordine tre A ij v k, prodotto di un tensore di ordine due per un vettore, si possono contrare gli indici i e j, ottenendo A ii v k, ossia il prodotto tra uno scalare ed il vettore v, oppure si possono contrarre j e k, ottenendo A ij v j, che non e altro che lusuale prodotto matriciale tra A e v. Infine, si possono contrarre gli indici i e k, giungendo al vettore A ij v i, che puo identificarsi con il prodotto tra A T e v. Considerando, come ultimo esempio, il tensore di ordine quattro A ij B hk, prodotto di due tensori di ordine quattro, e facile verificare che possono ottenersi, tramite contrazione, i seguenti tensori di ordine due: A ij B ki, A ij B ik, A ij B kj ed infine A ij B jk, e che queste quattro operazioni sono equavalenti ai prodotti matriciali BA, A T B, AB T ed AB. Si consideri ora di dover verificare se un insieme di nove quantita a ij abbiano, o meno, carattere di tensorialita. A tal fine, la regola del quoziente stabilisce che occorre considerare un arbitrario vettore x i, e verificare se il prodotto a ij x j e o meno un vettore. Se la risposta e affermativa, allora le a ij hanno carattere di tensorialita. Per dimostrare la validita di tale regola, si consideri una rotazione del sistema di riferimento, per cui: a ij x j = ξ i = l ik ξ k = l ik a km x m Ma x m = l nm x n e quindi: (29) da cui: a ij x j = l ik l nm a km x n (30) Ha in l ik l nm a km L x n = 0 (31) e data larbitrarieta del vettore x, si ottiene che A deve variare secondo la legge dei tensori del secondo ordine. La regola del quoziente non e ovviamente limitata a questo caso di oridne due. Ad esempio, e possibile dimostrare la tensorialita delle 81 costanti elastiche partendo dalla legge di Hooke: σ ij = C ijhk e hk ed osservare che sia le deformazioni sono esprimibili come tensori di ordine due. (32)
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