Procedure di disinfezione e sterilizzazione
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- Bernadetta Benedetti
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1 Procedure di disinfezione e sterilizzazione Paola Tomao
2 PROCEDURA Metodica di lavoro riguardante l insieme delle azioni da organizzare in uno spazio temporale definito e in cui si riconoscono le responsabilità, le informazioni sul ciclo lavorativo e gli strumenti operativi necessari a lavorare in sicurezza PROTOCOLLO Strumento tecnico che si colloca all interno della procedura e che guida gli operatori a comportarsi in modo ISPESL-Paola uniforme Tomao
3 La pulizia, la disinfezione e la sterilizzazione rappresentano le procedure essenziali per impedire la trasmissione di agenti infettivi che può avvenire attraverso: lo strumentario di uso comune; gli oggetti; operazioni da valutare criticamente anche per tutelare la salute del lavoratore il personale.
4 Pulizia: rimozione meccanica dello sporco da superfici e oggetti (acqua con o senza disinfettante e panno) Decontaminazione: tutto il materiale da sottoporre a processo di sterilizzazione va decontaminato con disinfettante (p.e. soluzione saponosa di iodofori) se presente sangue, liquidi biologici e materiale organico potenzialmente infetto (DM 28/9/1990)
5 Disinfezione: lavaggio del materiale (detergenti enzimatici e proteolitici) Sterilizzazione: processo chimico o fisico in grado di distruggere tutte le forme di microrganismi viventi (su materiali perfettamente asciutti)
6 Antisepsi: applicazione di soluzione antimicrobica a cute o altri tessuti per l eliminazione di microrganismi (lavaggio delle mani con soluzioni germicide o strofinamento della cute prima di iniezione)
7 Uniformare le metodiche di disinfezione in tutti i laboratori; Ridurre il numero dei disinfettanti presenti a quelli effettivamente utili; Fornire informazioni senza interferenze commerciali; Fornire al personale materiale informativo per i tipi di disinfettante, modalità d uso, tempo di azione, effetti nocivi.
8 DISINFEZIONE Disinfezione a livello basso: agisce sulle forme vegetative dei batteri e dei funghi, nonché su alcuni virus. Disinfezione a livello intermedio: efficace nei confronti del bac. Tubercolare e dei funghi. Disinfezione ad alto livello: agisce anche sulle forme sporigene e su alcuni virus.
9 Il Disinfettante Ideale
10 PRINCIPALI CARATTERISTICHE In linea con le linee guida di organizzazioni ufficiali note in campo internazionale (es. CDC, APIC, HIS ) Ampio spettro d azione Elevato potere battericida Rapida azione e lunga persistenza Attività anche in presenza di sostanze organiche
11 PRINCIPALI CARATTERISTICHE Buon potere di penetrazione e stabilità chimica Atossicità per l uomo alle concentrazioni d uso Non macchiante e non corrosivo Costo contenuto Facile manegevolezza
12 CARATTERISTICHE RICHIESTE AI DISINFETTANTI Disinfezione di substrati da impiegare sul paziente Tossicità ridotta, efficacia alta, facilità di rimozione dal substrato Disinfezione di Azione rapida, basso costo substrati utilizzati Disinfezione di rifiuti Bassa tossicità ambientale, azione residua, basso costo Disinfezione/sanificazio ne ambientale Azione rapida, basso costo, azione residua, ridotta tensione di vapore Antisepsi Bassa tossicità (esposiz. breve o lunghe), efficacia alta, azione residua, scarso potere ISPESL-Paola colorante Tomao
13 FATTORI CHE INFLUENZANO L EFFICACIA DEI DISINFETTANTI CHIMICI Presenza di sostanze organiche Tempo d azione Concentrazione d uso Temperatura ph Meccanismo di azione antimicrobica Natura del solvente Carica e resistenza microbica Fenomeni di inattivazione
14 Per un corretto utilizzo dei disinfettanti: La disinfezione deve essere preceduta da una accurata detersione Il prodotto deve essere mantenuto nel contenitore originale I disinfettanti usati in modo improprio possono determinare effetti collaterali Aperta la confezione scrivere la data di apertura
15 Per un corretto utilizzo dei disinfettanti: Non lasciare i contenitori aperti Evitare il contatto con l imboccatura del contenitore Le soluzioni antisettiche (per mucose, ferite etc..) devono essere sterili La disinfezione non deve essere usata in alternativa ai metodi per la sterilizzazione.
16 Agenti chimici ad azione disinfettante attivi nei confronti di patogeni Agente CONCENTRAZIONE TEMPO DI CONTATTO LIVELLO Ipoclorito di sodio Ipoclorito di calcio Dicloroisocianurato Cloramina Alcool etilico Alcool isopropilico Glutaraldeide Formalina Perossido di H Povidone iodio Idrossido di sodio Beta propiolattone Lysol Clorexidina/etanolo Ammonici quaternari Acetone/alcool Fenoli (acido fenico) DISINFEZIONE % 0.5% 0.5% % 70% 70% 2% sol. In acqua 4.0% % 2.5% di iodio 30mM 1: % 4/25% 1.0% 1:1 2% in acqua 30, poi risciacquo 30, poi risciacquo pochi minuti 30, poi risciacquo 30, poi risciacquo variabile HL HL HL HL HL HL HL HL HL HL
17 Decontaminazione ambientale Soluzione di NaClO (1 g/l di cloro disponibile) per le superfici: 20 ml/l Soluzione di NaClO (1-5 g/l di cloro disponibile) per i locali: ml/l Soluzione di NaClO (5 g/l di cloro disponibile) per sversamento di materiale infetto: 100 ml/l Soluzioni contenenti il 3% di H 2 O 2 (non va usato su alluminio, rame, zinco e bronzo) Soluzioni 1:10 di formaldeide (ricordarsi che la formaldeide commerciale contiene solitamente 35-40% di F, 10% etanolo e acqua)
18 Decontaminazione di locali/cappe biologiche Nebulizzazione con i vapori di formaldeide (60 ml di formalina e 60 ml di acqua per 1 m 3 di cabina) a 21 C e con umidità relativa del 70% (dopo il processo è consigliabile l inattivazione con ammoniaca) L operatore addetto a tale attività deve indossare i DPI necessari ed esporre segnaletica idonea all esterno del locale
19 Sterilizzazione con formaldeide dell unità biohazard Disporre all interno della cappa un bunsen di sicurezza alimentato a gas (o piastra elettrica) Chiudere il foro di espulsione Far evaporare la soluzione di F in acqua dopo aver chiuso anche il vano anteriore della cappa Mettere la cappa in funzione mentre evapora la F Spegnere il bunsen e permettere la completa evaporazione per un minimo di 3 h Aprire il vano e il foro e rimettere in funzione la cappa
20 Disinfezione di strumentazione Procedure e protocolli di utilizzo indicati dalla casa produttrice Semplice disinfezione dopo ogni utilizzo Esecuzione periodica di cicli di disinfezione e lavaggio (notificato su apposito registro) Manutenzione ordinaria e straordinaria da parte di personale specializzato (notificata su apposito registro)
21 Stabulari Le gabbie, le rastrelliere delle gabbie e l attrezzatura connessa, come i dispositivi per l alimentazione e per l acqua, dovrebbero essere puliti ogni giorno.
22 segue..stabulari Le gabbie e le attrezzature possono essere lavate a mano con acqua (per immersione o con la manichetta dell acqua), con detersivi, spazzole, disinfettanti chimici, ecc.; Il personale dovrebbe indossare un equipaggiamento protettivo (calzature in gomma e grembiuli resistenti all acqua).
23 Per proteggersi dagli schizzi d acqua e dai prodotti chimici (ipoclorito, fenolo, ammoniaca, formaldeide, ecc.) leggere attentamente le istruzioni indicate sia sull etichetta che nelle schede di sicurezza dei prodotti, maneggiare i prodotti volatili sotto cappa aspirante, indossare guanti, occhiali di protezione o maschere quando si lavora con materiale corrosivo o pericoloso, le lenti a contatto sono sconsigliate
24 CARATTERISTICHE TOSSICOLOGICHE DI ALCUNI DISINFETTANTI SOSTANZA Ossido di etilene Glutaraldeide Acqua ossigenata Composti fenolici clorocomposti Alcool iodio+alcool Iodio (sol. Acquosa) Iodofori Esaclorofene clorexidina TOSSICITA Irritante, sensibilizzante e cancerogeno Irritante e sensibilizzante Modesta Corrosivi e irritanti Corrosivi e irritanti Irritante e disidratante Irritante e corrosivo Irritante e corrosivo Corrosivi Bassa Bassa
25 MECCANISMI D AZIONE D DI ALCUNE SOSTANZE Denaturazione delle proteine Inibizione di metaboliti cellulari Reazione con gli ac. Nucleici Interferenza con la funzionalità della m.c. Alcool, formaldeide e gluteraldeide, cloro e composti Alcool Formaldeide, gluteraldeide, ossido di etilene Clorexidina Inibizione sistemi enzimatici essenziali Cloro e composti Modificazione della permeabilità della m.c. Riduzione e degradazione ribosomale Diminuzione dell apporto di ossigeno EDTA, fenoli e derivati, composti dell ammonio quaternario EDTA Iodio e composti Interazione con le proteine della m. Iodio e composti citoplasmatica Interferenza con il trasporto di elettroni Esaclorofene
26 Disinfettanti cutanei Alcool etilico, etanolo 70% Cloroderivati: clorossidante elettrolitico 5% Clorexidina 4% Iodio e iodofori MODALITA D USO Antisespsi della cute integra, lasciare agire sulla cute per almeno 2 minuti, previo lavaggio con acqua e sapone. Non usare sulle ferite. L uso ripetuto causa secchezza e fenomeni irritativi della cute. Associato ad altri principi attivi (clorexedina, iodio e derivati, sali di ammonio quaternario) aumenta l efficacia. Composto volatile e infiammabile. Ampio spettro d azione, antisepsi di ferite superficiali e ustioni Inattivato dalla presenze di sostanze organiche. Soluzioni concentrate possono essere irritanti e tossiche. Può essere associata da alcool etilico al 70% e cetrimide. Antisespsi di ferite e ustioni. Evitare il contatto con occhi e orecchie. Alle concentrazioni normalmente impiegate non presenta effetti indesiderati. Le soluzioni di questi agenti sono potenzialmente irritanti per la cute. A basse concentrazioni in soluzione acquosa sono indicate per ISPESL-Paola le piccole Tomao ferite e per il lavaggio antisettico delle mani.
27 DISINFETTANTI ATTREZZATURE E SUPERFICI Glutaraldeide 2% attivata Derivati fenolici Cloroderivati Iodio e iodofori MODALITA D USO Attività disinfettante di grado elevato. Agente sterilizzante a freddo. Attiva in presenza di sostanze organiche, non corrode i metalli. Indicata per plastica, gomma, materiali da laboratorio, lenti e fibre ottiche. No su superfici e e piani di lavoro. Composto tossico per la cute e mucose. Indossare guanti e occhiali protettivi. Per disinfezione di pavimenti, superfici, arredi, oggetti. Stabile in presenza di materiale organico. Assorbiti da materiali plastici, in gomma, in silicone. Irritanti cutanei e delle mucose, usare guanti e occhiali protettivi. Ottimi per oggetti, superfici contaminate, sporche di sangue o di materiale organico (concentrazioni pari a ppm). Danneggiano i metalli. Non in presenza di acidi. Prodotti tossici, usare guanti e occhiali protettivi. Le soluzioni sono potenzialmente irritanti per la cute e tossiche se ingerite. A basse concentrazioni in soluzione acquosa ISPESL-Paola sono indicate Tomaoper le piccole ferite e per il lavaggio antisettico delle mani.
28 LA BUONA RIUSCITA DELLA DISINFEZIONE DIPENDE: prodotto idoneo all impiego corretta esecuzione delle tecniche di disinfezione contestuale applicazione di altri mezzi protettivi (per es. pulizia e sterilizzazione)
29 STERILIZZAZIONE Processo chimico o fisico in grado di distruggere tutte le forme di microrganismi viventi (su materiali perfettamente asciutti) che si attua tramite: Mezzi fisici Mezzi chimici
30 STERILIZZAZIONE Mezzi fisici (calore, filtrazione, radiazioni ionizzanti) Mezzi chimici (disinfettanti) Inattivazione di microrganismi Completa e radicale denaturazione delle proteine e del DNA o RNA microbico Interferiscono con i processi vitali dei microrganismi in modo irreversibile e selettivo
31 Raccolta Decontaminazione Lavaggio (manuale, automatico, ad ultrasuoni) Risciacquo (acqua corrente e demineralizzata) Asciugatura (pistole ad aria compressa) Confezionamento Sterilizzazione Sterilizzazione processo che comprende Conservazione materiali sterilizzati Per ogni fase è necessario indossare gli idonei DPI
32 STERILIZZAZIONE Procedura fisica o chimica che distrugge tutti i microrganismi, incluso un largo numero di spore batteriche altamente resistenti Mezzi di sterilizzazione secondo l O.M.S. CALORE SECCO CALORE UMIDO Metodi Agenti Mezzi T C Tempo Stufa a Metallo, vetro, secco 180 min. olio, talco Autoclave min Vetro, metallo, 134 tessuti, gomma che tollerino i 134 C OSSIDO DI ETILENE Autoclave FORMALINA Autoclave RAGGI GAMMA Accelerato re lineare di cobalto- 60 Dipendente dal tipo di attrezzature Dipendente dalle attrezzature Applicazioni Raccomandazioni Oggetti che non tollerano i 120 C o l eccessiva umidità Oggetti che non tollerano i 134 C Plastica prodotta in serie Frequenti controlli Creare il vuoto prima della partenza. Completa saturazione e perfetta asciugatura. Impacchettamenti speciali. Aerazione necessaria per oggetti di materiale assorbente. Controlli sui residui Impacchettamento che permetta la penetrazione di formalina Oggetti a perdere Svantaggi Non è adatto per i tessuti L evacuazione dell aria è difficile se la pompa è inadeguata Gas tossico ed infiammabile Poca capacità penetrante alla umidità relativa: 90% Usati per prodotti industriali. Risterilizzazioni problematiche.
33 STERILIZZAZIONE Mezzi di sterilizzazione Metodi metodo T C Tempo <50 60 min.+30 min areazione Vapori di acido peracetico Vapori di perossido di idrogeno Gas plasma di perossido di idrogeno e vapori di perossido di idrogeno Vapore associato a formaldeide Gas plasma di idrogeno, ossigeno, argon e vapori di ac. peracetico Vantaggi Assenza di residui tossici Semplicità nell istallazione e nell uso < min Limitati effetti corrosivi Semplicità nell istallazione e nell uso <50 75 min Assenza di effetti corrosivi Assenza di residui tossici Semplicità nell istallazione e nell uso 60-80, riducibile fino a 20 (HCHO 300g/l) 60 min Buona penetrabilità Semplicità nell istallazione e nell uso < ore Sicurezza per l ambiente e per gli operatori Assenza di residui tossici Assenza di effetti corrosivi Semplicità nell istallazione e nell uso Svantaggi Scarsa penetrabilità Effetti corrosivi Contenitori specifici Non compatibile con alcuni materiali Scarsa penetrabilità Involucri sintetici Resistenza al materiale organico Non compatibile con alcuni materiali Scarsa penetrabilità Involucri sintetici Resistenza al materiale organico Tossicità sull uomo e sull ambiente Necessità di controllo dei residui Incompatibilità limitata a liquidi e polveri Resistenza al materiale organico
34 FILTRAZIONE (sterilizzazione a freddo) Filtri a membrana Filtri in profondità Trattengono le particelle sulla parte superficiale del filtro (100%) Trattengono le particelle su tutto lo spessore (90%) Filtri combinati Abbina membrane di diversi gradi di filtrazione o filtri di profondità con filtri a membrana per creare delle unità filtranti compatte in serie
35 Compatibilità chimica Capacità del materiale di un mezzo filtrante di resistere a determinate sostanze chimiche, in modo che la struttura dei pori non venga negativamente deformata dall esposizione alle sostanze stesse e che il materiale costitutivo del filtro non liberi particelle o fibre e non rilasci estraibili
36 IDROFILO / IDROFOBO I filtri idrofili possono essere umidificati con quasi tutti i liquidi e sono i mezzi filtranti d elezione per le soluzioni acquose I gas possono attraversare facilmente le membrane idrofile solo se asciutte Un filtro idrofobo non si inumidisce nell acqua ma in liquidi con bassa tensione superficiale come i solventi organici I filtri idrofobi sono adatti per la filtrazione di gas, per la ventilazione e per la filtrazione di solventi organici
37 Grado di filtrazione diametro delle particelle che esso può trattenere con un grado di efficienza alto e definito, espresso in micrometri
38 grado di filtrazione assoluto definisce la misura dei pori, che viene valutata in merito al trattenimento di un organismo test di dimensioni definite; il microrganismo viene trattenuto con un efficienza del 100% in condizioni di analisi rigidamente definite
39 0,10 µm eliminazione micoplasma 0,20 µm eliminazione virus (sterilizzazione) 0,45 µm eliminazione batteri 0,65 µm eliminazione lieviti e muffe 0,8 µm prefiltrazione
40 Problemi connessi alla filtrazione Intasamento precoce: viscosità mezzo (siero), adsorbimento non specifico Ritenzione proteica Tossicità (presenza di tensioattivi come glicerolo, triton): citotossicità, inibizione crescita microrganismi, contaminante addizionale Esistono nuovi sistemi filtranti (nylon) idrofili che diminuiscono la tossicità e i tempi di filtrazione
41 Sterilizzare con il calore Mezzo più sicuro, rapido, economico Il tempo di sterilizzazione diminuisce con l aumentare della T
42 SECCO o UMIDO L azione biocida deriva dall ossidazione dei costituenti cellulari con denaturazione degli enzimi e delle strutture proteiche La sensibilità del calore varia in rapporto al contenuto in H 2 O del materiale: più è alta la concentrazione di H 2 O, più i microrganismi risultano sensibili al calore
43 Il vapore è un migliore conduttore termico rispetto al calore secco A parità di T la sterilizzazione è raggiunta in un tempo minore
44 STERILIZZAZIONE A SECCO INCENERIMENTO Non permette il riciclaggio del materiale, è fonte di inquinamento La T di esercizio oscilla fra i C
45 ARIA RISCALDATA Stufe Pasteur o a secco in cui il calore si trasmette per convenzione o irraggiamento dalle pareti della stessa Utile per materiale termoresistente Parametri: T e tempo di esposizione 30 a 180 C, 50 a 170 C, 120 a 160 C, 150 a 150 C
46 AUTOCLAVE Coperchio termoisolante Scaricamento automatico sul retro del vapore Istruzioni d uso sul frontale Valvola automatica per una distribuzione uniforme del vapore saturo Segnali di malfunzionamento Predisposizione per termosonda ai fini della validazione ciclo Valvola per lo sfiato del vapore Requisiti e norme per la sicurezza (UNI EN 285)
47 PROCEDIMENTO DI STERILIZZAZIONE CALORE UMIDO CALORE UMIDO: l impiego del vapore sotto pressione nelle autoclavi rappresenta il mezzo meno costoso e più efficace per la sterilizzazione Viene impiegato vapore saturo sotto pressione Conduzione di calore in ambiente umido (la T del materiale è raggiunta in tempi brevi) Parametri: tempo, temperatura, pressione Distruzione anche delle spore Fasi: rimozione dell aria dalla camera, immissione vapore, raggiungimento T, sterilizzazione, asciugatura, introduzione di aria pulita con filtro HEPA
48 PROCEDIMENTO DI STERILIZZAZIONE CICLO 121 C-1 atm CALORE UMIDO CICLO 134 C-2 atm 12 min=penetrazione 1 min=penetrazione vapore vapore 12 min=sterilizzazione 2 min=sterilizzazione 6 min=fattore sicurezza TOTALE = 30 min 1 min=fattore di sicurezza TOTALE = 4 min E consigliabile l utilizzo di ISPESL-Paola camice, Tomao schermo o occhiali e guanti antiscottatura per gli operatori
49 OSSIDO DI ETILENE I vapori di EtO (gas inodore, infiammabile, esplosivo e tossico) hanno una spiccata capacità di penetrazione. Indicato per i materiali che non sopportano la sterilizzazione col calore Parametri: concentrazione gas, tempo, temperatura, umidità Fasi: eliminazione aria, umidificazione, raggiungimento T, iniezione del gas, tempo di esposizione una volta stabiliti T e concentrazione gas, eliminazione gas.
50 OSSIDO DI ETILENE Non indicato per materiali già sottoposti a raggi gamma o materiali di basso costo o difficilmente sottoponibili ad una perfetta pulizia Locale adibito Controlli chimici Controlli biologici Ridurre il personale esposto per le proprietà mutagene del composto (circolare 56/83 Ministero della Sanità) Norma di convalida (UNI EN 550)
51 GAS PLASMA DI PEROSSIDO DI IDROGENO E VAPORI DI PEROSSIDO DI IDROGENO (1/3) Il plasma viene prodotto esponendo a un campo magnetico una sostanza allo stato gassoso come il perossido di idrogeno vaporizzato. Si crea in tal modo una nube di particelle cariche, molte delle quali sotto forma di radicali liberi che interagiscono con le componenti vitali dei microrganismi.
52 GAS PLASMA DI PEROSSIDO DI IDROGENO E VAPORI DI PEROSSIDO DI IDROGENO (2/3) Il trattamento è ideale per articoli termosensibili, risterilizzabili, non immergibili, ma incompatibile con materiali contenenti cellulosa o materiali porosi quali carta e tessuti in lino. Adatta per la sterilizzazione a bassa temperatura (45 C)
53 GAS PLASMA DI PEROSSIDO DI IDROGENO E VAPORI DI PEROSSIDO DI IDROGENO (3/3) Il ciclo dura 75. Il materiale da sterilizzare deve essere confezionato in contenitori di polipropilene. Tale sterilizzazione è un sistema sicuro per l ambiente e per gli operatori sanitari e non lascia residui tossici. Norma di convalida (UNI EN ISO 14937)
54 Soluzioni di acido peracetico reazione dell acido acetico con l acqua ossigenata Immersione del materiale in una soluzione di ac. peracetico allo 0,2%, a ph neutro e ad una temperatura attorno ai C Tossico (circuito chiuso) Convalida (UNI EN ISO 14937)
55 indicatori biologici: fiale contenenti spore di Bacillus stearothermophilus (vapore e ac. peracetico) o di B. subtilis (EtO o perossido di idrogeno) indicatori chimici: di processo (sensibili a un solo parametro), di prodotto (sensibili a diversi parametri) test di Bowie-Dick: efficacia della penetrazione del calore e rimozione aria (norma UNI EN 285); rileva le perdite d aria a 1L/min
56 NORMATIVA PER I PROCESSI DI STERILIZZAZIONE con ossido di etilene con vapore saturo per irraggiamento gas plasma di perossido di idrogeno Sol. Ac. Peracetico EN 550 ISO EN 554 EN 285 EN 552 ISO UNI EN ISO UNI EN ISO Per quanto riguarda il confezionamento e le relative verifiche periodiche occorre operare in conformità alle Norme ISO ed EN 866
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