Le logiche aziendali e imprenditoriali

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1 LEZIONE N. 1 LE LOGICHE AZIENDALI E IMPRENDITORIALI LEZIONE N. 1 Le logiche aziendali e imprenditoriali Che cos è il trading? Ci sono diverse possibili risposte a questo e tutte possono essere valide, ma noi vogliamo farvi capire cos è realmente il trading e soprattutto come deve essere approcciato per avere successo. Il trading è un attività imprenditoriale. Voi dovete costruire la vostra azienda del trading ed esserne il capo indiscusso. Quando siete sui mercati voi non siete più Mario Rossi. Sarete invece Mario Rossi Trading S.p.A., azienda specializzata nel trading professionale di alto livello. In genere vengono proposti diversi modi di fare trading. Noi vi proponiamo l unico possibile per noi e questo è il trading professionale. Non è un hobby ma è una professione e con questo modello mentale deve essere approcciata. Vantaggi del trading rispetto a un normale lavoro dipendente: orari flessibili completa libertà se vogliamo andare in ferie lo facciamo per quanto tempo vogliamo lo stesso dicasi per la malattia non bisogna andare in ufficio meritocrazia assoluta Vantaggi rispetto a un attività imprenditoriale tradizionale: non bisogna costituire una società dal notaio spese d avviamento ridottissime possibilità di provare in demo la vostra attività non dovete litigare con i dipendenti niente contributi e tfr per i dipendenti non dovete litigare con i fornitori non dovete litigare con lo stato per permessi, licenze e pratiche burocratiche non dovete litigare con i clienti non dovete preoccuparvi dei ladri tasse bassissime rispetto a un attività normale in caso di fallimento non vi ritroverete con debiti da pagare e banche che vi inseguono per pignorarvi la casa potete fare quest attività in tutto il mondo se volete trasferirvi

2 LEZIONE N. 1 LE LOGICHE AZIENDALI E IMPRENDITORIALI costi del commercialista ridotti all osso niente spese d affitto e tasse fantasiose facile scalabilità Vediamo come ragiona un imprenditore del trading. Un imprenditore ha la sua attività e se ne prende cura in ogni suo aspetto. Sa che non è facile e per questo è disposto a mettere tutto il suo impegno in quello che fa e a fare cose che altri non sono disposti a fare. Un imprenditore deve essere consapevole di cosa succede nella sua azienda e soprattutto deve essere pronto ad intervenire quando le cose non vanno per il verso giusto. Se siete degli imprenditori, dovete assolutamente sapere una cosa che fa tutta la differenza di questo mondo. Quello che vi farà guadagnare non è il prodotto che vendete o la vostra strategia di trading. Quello che vi farà guadagnare è il sistema attraverso cui strutturate la vostra azienda. Essa è un sistema formati da più sottosistemi che devono lavorare in armonia e integrarsi alla perfezione. Perché parliamo di sistema? Perché quando fate un qualcosa è molto più comodo avere a disposizione un comodo sistema già strutturato, che vi dice cosa fare, quando farla e come farla e soprattutto se farla. Spesso infatti nella maggior parte delle aziende non ci sono questo tipo di strutture e l unico risultato è la mediocrità. Un esempio eclatante è quello di McDonald s. siamo sicuri che ognuno di voi sappia fare dei panini molto più buoni di loro. La domanda è: sapreste anche costruire un sistema come il loro? Probabilmente no. Ciò che fa guadagnare è un sistema che funziona e non un buon prodotto. Portando questo esempio al mondo del trading non sarà la vostra strategia o la vostra abilità a portarvi al successo, quanto la capacità di fare del trading un sistema di lavoro che funzioni bene. Potreste anche avere una buona strategia, ma se non utilizzate anche altre componenti fondamentali non avrete mai risultati eccellenti. Quindi non serve avere la strategia migliore del mondo ma serve essere organizzati. Quindi quali sono i sistemi necessari affinché la vostra azienda di trading funzioni bene? Sono 3 e noi li chiamiamo i Pilastri del Trading: ü Capacità di analisi ü Money management ü Psicologia

3 LEZIONE N. 1 LE LOGICHE AZIENDALI E IMPRENDITORIALI Tutti e 3 sono assolutamente fondamentali per poter guadagnare. Se ne manca solo uno potreste andare incontro al disastro. Andremo in profondità su ognuno di questi pilastri in modo che abbiate tutte le conoscenze che vi servono. Andiamo a vedere quali sono i reparti necessari all interno della vostra azienda di trading: 1. Reparto Fornitori: questo reparto ha il compito di analizzare e controllare i vostri attuali fornitori e di cercarne di altri se ne avete bisogno. Deve controllare che il broker offra un buon servizio e che faccia il vostro interesse, che il software che utilizzate sia il migliore per voi, che il vostro computer sia potente quanto basta e che la connessione internet a cui vi affidate sia solida e veloce. 2. Reparto Ricerca e Sviluppo: questo ha il compito di portare avanti lo studio dei mercati e il miglioramento continuo di nuove tecniche e la scoperta di nuove opportunità. 3. Reparto Strategia e Pianificazione: questo reparto ha il compito di effettuare le analisi e di sviluppare un piano d azione coerente. Il risultato di questo lavoro è un piano di trading completo ed efficace nel lungo termine. 4. Reparto Gestione del Rischio: questo reparto ha il compito di tenere sotto stretto controllo il rischio su ogni operazione, il rischio complessivo di portafoglio e il rischio sistemico a cui siete esposti. Non si fa trading se la gestione del rischio non dà il via libera. 5. Reparto Operations: qui avviene il lavoro vero e proprio, in cui tutte gli input ricevuti vengono messi in pratica. È questo reparto che schiaccia il pulsante Compra o Vendi e che chiude le operazioni. 6. Reparto Controllo di Gestione: questo reparto deve controllare minuziosamente tutte le cose che sono state fatte, scovare e correggere eventuali errori. Misura i vostri risultati e si dà da fare per migliorarli. 7. Reparto Finanza: questo invece ha il compito di cercare e trovare i soldi da utilizzare nelle operazioni. Si occupa di gestire i vostri soldi e di decidere quanti metterne e quanti tirarne fuori dal vostro conto. Ha anche il compito di trovare dei finanziatori esterni. 8. Reparto Societario e Tributario: questa sezione deve studiare e controllare le aliquote fiscali e tutto ciò che le riguarda. Questo reparto ha il compito di farvi pagare meno tasse possibile, legalmente. Inoltre ha il compito di studiare le varie soluzioni societarie che più si adattano a voi per operare a livello professionale senza esporvi a rischi eccessivi e senza regalare allo Stato i soldi che avete guadagnato duramente. Un imprenditore sa leggere i documenti aziendali e li sa interpretare efficacemente. Il documento più importante che un imprenditore può avere è il bilancio. Sul bilancio vengono scritti tutti gli avvenimenti e i loro risultati. Dal bilancio vediamo se abbiamo perso o guadagnato, quanto stiamo pagando i servizi che utilizziamo e quanto ci rimane in tasca. È attraverso questo documento che vediamo se la nostra attività sta andando bene o meno. Vediamo insieme come è fatto questo bilancio.

4 LEZIONE N. 1 LE LOGICHE AZIENDALI E IMPRENDITORIALI Esso è composto da 3 parti: il conto economico, lo stato patrimoniale e la nota integrativa. Il conto economico è il documento su cui vengono annotate tutte le vostre operazioni, le spese e le entrate. Vediamo cosa va inserito di preciso qui. COSTI Spread e commissioni Piattaforma Dati di mercato Computer Connessione internet Il vostro tempo Formazione Tasse CONTO ECONOMICO RICAVI Guadagni su operazioni in conto proprio Guadagni in operazioni in conto terzi RICAVI COSTI = GUADAGNO Lo stato patrimoniale è il documento su cui viene presa nota delle vostre attività, cioè dei vostri beni che producono reddito, e delle vostre passività, cioè dei debiti che avete. ATTIVI Computer e attrezzatura Formazione Esperienza Credibilità STATO PATRIMONIALE PASSIVI Soldi di terzi Guadagni su soldi di terzi Soldi propri Guadagni su soldi propri Sullo stato patrimoniale è bene che sia le colonna di sinistra che di destra aumentassero nel tempo. Mano a mano che procedete nella vostra attività la vostra formazione, l esperienza e la credibilità devono crescere costantemente. Solo in questo modo può crescere anche la colonna di destra. Infatti più sarete bravi, più avrete esperienza e credibilità, più persone vorranno darvi i loro soldi da investire e più soldi potete guadagnare direttamente e indirettamente. Attraverso questo schema potrete vedere il meccanismo dell interessa composto, che è molto potente. Più andrete avanti e migliorerete, più le vostre possibilità di guadagno aumenteranno in maniera esponenziale.

5 LEZIONE N. 1 LE LOGICHE AZIENDALI E IMPRENDITORIALI L ultimo documento è la nota integrativa. Qui dovrete scrivere una relazione trimestrale/semestrale/annua su come va la vostra attività. Dovrete appuntare cosa avete fatto bene e cosa avete fatto male, se ci sono stati degli errori grossolani dovuti a superficialità o degli errori dovuti a mancanza d esperienza. Dovete poi fare una sintesi generale del periodo, se è stato positivo o negativo, se poteva andare meglio o peggio, se avete corso dei rischi eccessivi o siete stai molto conservativi, se il periodo è andato come vi aspettavate o se è andato meglio o peggio. Insomma dovete andare a cercare il pelo all uovo della vostra operatività sia nel bene che nel male. Solo in questo modo potrete avere una base di partenza per programmare dei miglioramenti. Dopo aver visto insieme tutto questo, immaginate ora di possedere una fabbrica. Come si svolge il lavoro al suo interno? Tutto è schematizzato e tutti sanno cosa fare, quando e come. È un sistema che funziona da solo e voi dovete solamente controllare che tutto proceda bene senza intoppi. È proprio così che un attività di trading dovrebbe svolgersi. Sapete già tutto quello che dovete fare e ci sono pochi spazi per i dubbi. Dove faremo lavorare la nostra azienda? Sui mercati naturalmente! Cos è un mercato innanzitutto? È un luogo in cui compratori e venditori si incontrano per scambiarsi un certo tipo di bene. Magari conosci i vari mercati di città, dove tutti scambiano tutto con tutti, ma questi non sono i mercati che piacciono a noi. I mercati in cui andremo ad operare scambiano ognuno solamente un certo bene. Possiamo suddividere i mercati principalmente in 4 categorie: 1. FOREX 2. Materie Prime 3. Equities 4. Tassi di interesse FOREX È il mercato valutario, in cui l oggetto di scambio non è un bene ma un mezzo per comprare dei beni. In pratica sul mercato valutario si compra e si vende denaro. Ma come si fa a comprare il denaro con altro denaro? Sembra un controsenso, perché noi siamo abituati a usare il denaro per comprare qualcosa, non per comprare altro denaro. La risposta è che compriamo un certo tipo di denaro, pagando con un altro tipo di denaro. Compriamo dollari pagando in euro, o compriamo euro pagando in dollari.

6 LEZIONE N. 1 LE LOGICHE AZIENDALI E IMPRENDITORIALI Materie Prime I mercati delle materie prime, o altrimenti dette Commodities, sono i mercati in cui si scambiano i materiali che servono alle industrie per produrre i beni che utilizziamo o che consumiamo direttamente. In questi mercati si scambiano il grano, il mais, il cacao, lo zucchero, il caffè, il bestiame, il petrolio, il gas, l oro, l argento e tanti altri materiali indispensabili alla vita di tutti i giorni. Equities Questi mercati scambiano quote di capitale di rischio. Cos è? È semplicemente il capitale che noi forniamo a un azienda per farla funzionare e produrre reddito. In pratica noi investiamo in un azienda comprando le sue azioni. Le azioni sono lo strumento più conosciuto e famoso. Magari ne detieni qualcuna anche tu. In questo mercato non si scambiano solamente azioni singole, ma anche gruppi di azioni. Avete mai sentito parlare dell indice di borsa di Milano? Il FTSE MIB, così si chiama l indice, non è altro che la somma delle 40 aziende italiane più capitalizzate, cioè che valgono di più. Quindi possiamo fare trading sia su azioni singole che su gruppi di azioni. Tassi di interesse Il mercato obbligazionario è quello che esprime i tassi d interesse applicati ai prestiti che facciamo a società private o allo Stato. Quando compriamo o vendiamo obbligazioni è il tasso di interesse che determina il loro valore. Più il tasso di interesse corrisposto è alto e più il prezzo delle obbligazioni è basso, mentre più il tasso di interesse è basso e più il prezzo è basso. Prezzo e tasso di interesse sono correlati inversamente. Quando uno sale l altro scende e viceversa. Ognuno di questi mercati ha delle caratteristiche particolari che devono essere tenute in considerazione. Scopriremo in dettaglio le differenze più avanti nel corso.

7 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO La vera natura del mercato e del suo comportamento Per comprendere qualsiasi sistema, dobbiamo conoscere e capire due cose fondamentali: Qual è lo scopo del sistema Chi sono i suoi partecipanti Quindi qual è lo scopo del mercato? È presto detto perché lo scopo di ogni mercato non è quello di scambiare beni e servizi, ma quello di facilitare questo scambio. In qualunque società, da quella meno evoluta a quella più evoluta, gli scambi avvengono in maniera naturale e fisiologica. È normale per una persona scambiare qualcosa che gli è poco utile ed è disposto a sacrificare con qualcosa che per lui è molto più utile. In pratica quello che riceviamo in cambio deve essere per noi più utile di quello che diamo in cambio, cioè dobbiamo ricevere più valore di quello che diamo. Solo quando questa condizione è rispettata possono avvenire degli scambi. Ma che brutta cosa! È assolutamente egoistica non trovate? Assolutamente no. Infatti in ogni scambio ci devono essere sempre 2 controparti, perché uno deve vendere e l altro comprare o viceversa. Come si formano queste coppie? Semplicemente 2 persone devono contemporaneamente voler scambiare ciò che hanno per qualcosa che per loro ha più valore. Questo vuol dire che entrambi sono poco soddisfatti da quello che posseggono e desiderano perciò scambiarlo sul mercato. In questo modo entrambi ricevono più valore di quello che danno e l economia funziona bene, perché tutti i partecipanti massimizzano il valore per sé stessi scambiando beni e servizi con altre persone che li desiderano. Ma come si fa a fare in modo che questo sistema funzioni bene, cioè che sia efficiente? Un mercato per essere efficiente, deve consentire la massimizzazione dell utilità per ogni partecipante, cioè ogni persona che si affaccia sul mercato deve andarsene più contento di quando è arrivato. Per fare questo il mercato deve essere in grado di mettere in contatto compratori e venditori, in modo che avvenga il maggior numero di scambi. Infatti se voi andaste al mercato e nessuno scambiasse merci, quel mercato durerebbe davvero poco, perché se al mercato non avvengono scambi allora i partecipanti sbaraccano e vanno da qualche altra parte a fare affari.

8 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO Quindi più un mercato è efficiente e più scambi vengono effettuati al suo interno. Passiamo ora a capire chi sono i partecipanti dei mercati. La risposta è tanto semplice quanto immediata: sono esseri umani. In quanto esseri umani, siamo creature che hanno delle abitudini con modelli psicologici ed emozionali che tendono a ripetersi nel tempo. Come risultato la psicologia umana ha un grande effetto sulla percezione del valore nei mercati e quindi sul movimento del prezzo che ne risulta. Ogni mercato ha delle proprietà di domanda ed offerta intrinseci, cioè che sono specifici di quel mercato e di nessun altro. Ma la domanda e l offerta stesse sono grandemente influenzate dalla psicologia dei partecipanti. Il risultato è che la domanda e l offerta e la psicologia sono due cose che si intrecciano inevitabilmente tra di loro e causano i movimenti di prezzo a cui assistiamo. La legge della domanda e dell offerta Questa legge è molto semplice e dice che se la domanda aumenta a parità di offerta, il prezzo sale. Questo perché più persone sono interessate a comprare ma c è scarsità di un certo bene, quindi per ottenerlo sono disposte a pagare di più rispetto a qualcun altro e il venditore cercherà di vendere a chi paga il prezzo più alto. Invece se l offerta aumenta a parità di domanda, il prezzo scende. Questo perché c è più merce da vendere sul mercato e i compratori non ne hanno bisogno oltre a quella che hanno già comprato. Quindi i venditori per poter liberare il magazzino devono abbassare il prezzo, fino al punto in cui per i compratori diventa conveniente comprare. Ecco quindi spiegati dal punti di vista fondamentale i movimenti del mercato. Prezzi troppo alti causano una scarsità di domanda e un eccesso d offerta per due motivi: Molti di quelli che vogliono comprare non possono permettersi prezzi così alti e quindi smettono di comprare; Chi vende una certa quantità di beni, ne vuole vendere ancora di più se il prezzo sale, perché i suoi guadagni aumentano e inoltre altri partecipanti sono invogliati a entrare nel mercato a fare profitti vendendo merci. A questo punto cosa succede? I prezzi sono alti, le persone non sono più disposte a comprare e i produttori inondano il mercato di merce per venderla ad un prezzo molto favorevole.

9 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO La conseguenza di tutto questo è che il prezzo crolla, sia perché i compratori non comprano sia perché i venditori non vendono. In questa situazione il prezzo è troppo lontano dal valore, cioè il prezzo è troppo alto rispetto al reale valore che il mercato attribuisce a un determinato bene. Prezzi troppo bassi invece causano una scarsità d offerta e un eccesso di domanda per due motivi: I venditori non vogliono più vendere a prezzi così bassi perché ci guadagnano troppo poco o addirittura perdono soldi e molti fornitori scelgono di ritirarsi dagli affari perché per loro non è più conveniente e potrebbero andare in bancarotta; I compratori cercano d accaparrarsi più merce possibile perché sanno che il prezzo è basso e sanno anche di poter rivendere a un prezzo più alto in futuro. Cosa succede in questo scenario? La merce su mercato comincia a scarseggiare e chi la vuole è obbligato ad alzare l offerta per invogliare il venditore a vendere. La conseguenza è che il prezzo schizza in alto. Adesso invece passiamo alla parte psicologica della determinazione del prezzo. Qui entrano in gioco delle componenti estremamente potenti nei mercati: le emozioni. Queste sono classificabili in molti tipi ma quelle più forti che ci interessano e che spingono i mercati su e giù sono essenzialmente due: Avidità o euforia Panico Se sommiamo queste 2 emozioni ai meccanismi di domanda e offerta il quadro diventa subito molto più chiaro. Dovete sapere che queste emozioni determinano l inizio e la fine dei trend di mercato, cioè dei grandi movimenti che impareremo a sfruttare. L euforia si ha quando c è un eccesso di ottimismo, il prezzo continua a salire velocemente e tutti, dalla banca al macellaio, vogliono entrare sul mercato per approfittare di questo movimento. La loro avidità li spinge a comprare sperando di ottenere un facile ed enorme guadagno. È proprio in questo momento, cioè quando tutti ma proprio tutti hanno comprato e sono convinti che il prezzo salirà, che il mercato crolla e fa subire loro delle pesanti perdite. Infatti tutti i possibili compratori sono già entrati a mercato e hanno acquistato. A questo punto chi c è che può portare il prezzo ancora più in alto? Nessuno.

10 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO Se il prezzo non può più andare in alto, l unica direzione possibile è in basso. Quando la fase di euforia finisce, inizia quella di panico generalizzato. Tutti sono entrati sul mercato comprando e detengono una certa quantità di azioni o di qualsiasi altro strumento quotato. Siccome non sanno più a chi vendere, perché i compratori sono spariti, vanno nel panico più totale e abbassano disperatamente il prezzo per poter trovare qualcuno a cui sbolognare il loro cattivo investimento. La discesa si arresterà quando il prezzo arriverà in un area di valore realmente accettata dal mercato e da qui in poi il ciclo si ripete all infinito. Trascurare uno o entrambi questi componenti può essere molto pericoloso, perché si presta attenzione a cose che hanno poca importanza realmente e si prendono decisioni che non hanno delle solide fondamenta. A questo punto vi sarete accorti che i partecipanti del mercato si possono suddividere in due categorie: compratori e venditori. Potete immaginare il mercato per quello che è, cioè un asta. Nelle aste tradizionali c è un solo venditore e una moltitudine di compratori, quindi il prezzo continua a salire senza mai scendere, proprio perché c è scarsità d offerta. D altronde non potrebbe essere altrimenti perché i pezzi venduti sono di solito unici e perciò anche il venditore è uno solo.

11 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO Se invece in un asta i compratori o i venditori non fossero unici, allora si potrebbe assistere a una bella battaglia per la determinazione del prezzo. Prendendo un mercato su cui si può fare trading, possiamo vedere che la domanda e l offerta si incontrano e scambiano molto facilmente perché l oggetto dello scambio è un contratto standardizzato. Cioè la merce non varia da venditore a venditore ma è tutta uguale e questo permette agli scambi di avvenire facilmente, perché le controparti si accoppiano meglio. In quest asta compratori e venditori ci incontrano e si confrontano, determinando il prezzo momento per momento. Il meccanismo che abbiamo spiegato per la determinazione del prezzo potrebbe sembrare semplice ma in realtà è molto complesso, proprio per i molti fattori che intervengono e si intrecciano. Per sapere qual è il corretto valore di mercato, il prezzo deve poter andare in alto e in basso in modo naturale, per permettere di scoprire qual è il reale valore accettato dal mercato e facilitare gli scambi. Questo processo è in continua evoluzione, perché il valore non rimane costante e quindi ci saranno molte variazioni per poter capire qual è il nuovo valore accettato e se questo è più alto o più basso del precedente.

12 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO Per ora la cosa più importante da tenere in mente è la semplicità del processo di base, cioè mettendo insieme il valore fondamentale di domanda e offerta e delle emozioni umane. Questo ci permetterà di avere chiaro e di comprendere a un livello più profondo i mercati, senza perderci in teorie sconclusionate. Ora possiamo vedere insieme cosa succede con un esempio pratico. Siete mai andati a comprare il pane? Come fa un fornaio a stabilire i propri prezzi? Ci sono molte variabili da considerare e il nostro fornaio deve fare del suo meglio per decifrare il mercato e ricavare la massima utilità per sé stesso, che significa far andare la sua attività in modo che gli procuri il massimo guadagno possibile. Per capire quanto sta guadagnando, il fornaio deve fare alcuni semplici calcoli. Il suo guadagno è dato dagli incassi meno le spese. INCASSI = /Kg x Kg venduti SPESE = /Kg x Kg prodotti Il fornaio deve operare degli aggiustamenti affinché il suo guadagno sia il massimo possibile, mentre il prezzo e le quantità vendute possono subire tutte le variazioni necessarie. Partiamo da una situazione di equilibrio in cui il prezzo è già stato stabilito ed è di 1/kg, mentre il costo per ogni Kg prodotto è di 0,80/Kg. Il fornaio vende 100Kg di pane al giorno. SAPIENZA TRADING SPECIALIST www. sapienzafinanziaria.com/trading- specialist

13 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO In questa situazione avremo: QUANTITA VENDUTA = 100Kg INCASSI = 100/giorno SPESE = 80/giorno GUADAGNO = 20/giorno Il fornaio non sa se questo prezzo è il livello ottimo che può ricavare dal mercato o se necessita di alcuni aggiustamenti. Per scoprire come il mercato reagisce ad una variazione di prezzo, il fornaio aumenta il prezzo a 1,20/kg. Naturalmente il mercato reagisce ad un prezzo più alto diminuendo la domanda, perché per alcune persone diventa troppo costoso comprare. Nuova situazione: QUANTITA VENDUTA = 80Kg INCASSI = 96/giorno SPESE = 64/giorno GUADAGNO = 32/giorno Vediamo che il fornaio alzando il prezzo e vendendo di meno, guadagna molto di più! Allora, forte di questo suo successo, crede di poter alzare ancora il prezzo per poter guadagnare di più e lavorare di meno. Il prezzo viene alzato a 1,40/Kg. Vediamo cosa succede. Nuovo rialzo dei prezzi QUANTITA VENDUTA = 60Kg INCASSI = 84/giorno SPESE = 48/giorno GUADAGNO = 36/giorno Incredibile, il fornaio è riuscito a migliorare di nuovo! Facendo degli esperimenti ha quasi raddoppiato il suo guadagno. Non contento del successo ottenuto, decide di alzare ancora di più il prezzo a 1,60/Kg.

14 LA VERA NATURA DEL MERCATO E DEL SUO COMPORTAMENTO Terzo rialzo dei prezzi QUANTITA VENDUTA = 30Kg INCASSI = 48/giorno SPESE = 24/giorno GUADAGNO = 24/giorno Il nostro fornaio ha tirato troppo la corda, tanto che ormai quasi nessuno viene a comprare da lui, perché i prezzi sono troppo alti. Allora la cosa migliore da fare è abbassare il prezzo, in modo da tornare ai livelli di guadagno precedenti. Infatti il prezzo iniziale era troppo basso e doveva essere alzato. Abbiamo visto cosa succede con il fornaio che aggiusta i prezzi. Ma cosa succede se aggiungiamo la psicologia dei compratori? Nel caso ipotetico del fornaio, immaginiamo che si sparga la notizia che il raccolto di grano è andato distrutto e che ci sarà scarsità di pane nei prossimi mesi. Non importa se la notizia può non essere vera, ciò che conta è il risultato che ha sul mercato. Il risultato è che le persone avranno paura di rimanere senza pane e faranno tutto ciò che possono per accaparrarsene il più possibile. Saranno disposte quindi a pagare il pane molto di più. Anche il fornaio sa benissimo della scarsità futura e, vedendo che le persone hanno paura e sono disposte a pagare di più, alza il prezzo e continua ad alzarlo finché i compratori saranno disposti a comprare. Arrivato al massimo di mercato, è costretto ad abbassarlo di nuovo per attrarre nuovi compratori. Che succede se invece di scarsità c è abbondanza di grano e di pane? Il prezzo naturalmente scenderà e il fornaio sarà costretto ad abbassare il suo prezzo se vuole continuare a vendere. Anzi è probabile che avrò problemi di magazzino, perché avrà molto pane da vendere prima che si rovini e quindi è incentivato ancora di più ad abbassare il prezzo. Se uniamo insieme le due dinamiche di domanda/offerte e psicologia vediamo come i prezzi si muovano facilmente su e giù e cambino spesso di valore. Questa è una cosa fantastica, perché è proprio questo cambiamento continuo di prezzo che ci consente di andare a guadagnare sui mercati.

15 LEZIONE N. 2 LEZIONE N. 2 Programma Sapienza Forex Edizione marzo 2015 Le basi del Forex Il FOREX (FOReign EXchange) Market è il più grande mercato finanziario al mondo, con un controvalore di scambi di oltre miliardi di $ al giorno. Se paragonato ai 50 miliardi di $ di volumi al giorno del NYSE, il mercato azionario americano, si nota facilmente quanto immenso sia il FOREX Cosa viene scambiato sul Forex? Cosa può mai venire scambiato su un mercato che presenta un tale volume di contrattazioni? Semplice... denaro Pensiamo di dover cambiare i nostri Euro in una qualsiasi altra valuta, per i motivi più vari (devo recarmi in un paese estero, devo comprare un oggetto su internet che proviene da un paese estero, devo comprare titoli esteri, ecc...) Per effettuare l'operazione di cambio devo rivolgermi, anche inconsapevolmente, al Forex Operando sul Forex si acquista una valuta vendendone contemporaneamente un'altra Esempio: devo cambiare i miei Euro in Dollari USA, allora venderò i miei Euro per acquistare il corrispettivo in Dollari, in base al tasso di cambio del mercato Le valute sono scambiate appunto in coppia: per esempio Euro contro Dollaro USA (EUR/USD) oppure Sterlina Inglese contro Yen Giapponese (GBP/JPY), ecc. Le coppie sono chiamate cross (incroci) valutari

16 LEZIONE N. 2 I cross Forex La quotazione di un cross Forex esprime il valore di una valuta rispetto ad un'altra Facciamo un esempio: EUR/USD è il cross Euro contro Dollaro USA e ci dice quanti Dollari USA dobbiamo pagare per comprare 1 euro Se il cross quota vorrà dire che con 1.45 dollari USA compriamo 1 euro, quindi la quotazione esprime anche la forza di una valuta sull'altra Un tasso di cambio superiore a 1 ci dirà che la prima valuta è più forte della seconda La prima valuta è chiamata valuta al numeratore (base currency) La seconda valuta è chiamata valuta al denominatore (quote currency) Infatti possiamo pensare al cross valutario come un vero e proprio rapporto aritmetico tra i valori delle due monete GBP/USD > GBP = valuta al numeratore USD = valuta al denominatore GBP/USD = vuol dire che mi servono 1.60 Dollari (USD) per comprare una sterlina (GBP), ma anche l'inverso, cioè che mi servono 1/1.60 = 0,625 sterline per comprare un dollaro I pips L unità base di un cross valutario é chiamata PIP (percentage in point), ed esprime il movimento più piccolo che un tasso di cambio può subire Il PIP (anche detto Tick) è la quarta cifra dopo la virgola oppure la seconda cifra nei cross con lo Yen Giapponese (JPY) Esempio: tra EUR/USD e la differenza è di 30 pips Tra EUR/JPY 123,32 e 123,33 la differenza è di 1 pip, ecc.

17 LEZIONE N. 2 NOTA BENE: potresti incontrare anche i prezzi espressi con 5 (o 3) cifre decimali. Si tratta solo di una migliore approssimazione, ma l unità PIP è sempre la quarta (o seconda) cifra decimale (es. EURUSD tra 1,42301 e 1,42315 diremo che la differenza è di 1,4 pips) Nelle operazioni di trading, ogni pip di movimento, in rialzo o in ribasso, equivale ad un certo ammontare di denaro Qualche esempio: USD/JPY 95,40: 1 pip è 0,01, quindi si calcola 0,01/95,40 = 0, e per ogni dollari investiti 1 pip = 10,48 $ USD/CHF 1,1850: 1 pip è 0,0001, quindi si calcola 0,0001/1,1850 = 0, e per ogni dollari investiti 1 pip = 8,43 $ Quando USD non è la valuta al numeratore c è un operazione ulteriore da fare. EUR/USD 1,2264: 1 pip è 0,0001, quindi si calcola 0,0001/1,2264 = 0, ma è un valore in, mentre tutti gli importi sul Forex sono in dollari USA, quindi dovrò moltiplicare 0, x 1,2264 (il tasso di cambio) = 0, e per ogni dollari investiti 1 pip = 9,99 $ (arrotondato 10 $) Riprenderemo più in là i vari importi legati al pip Lo spread Una quotazione Forex è espressa usando due prezzi diversi Esempio: se EUR/JPY è quotato 125,00 / 125,02 Vuol dire che posso comprare Euro/Yen a 125,02 (il prezzo di destra) oppure venderlo a 125,00 (il prezzo di sinistra) con uno scarto in difetto di 2 pips Cioè se comprassimo e rivendessimo all'istante perderemmo 2 pips (il cui valore in termini monetari dipende dal volume dell'operazione aperta) Questo allargamento del prezzo è chiamato Spread (o Bid- Ask Spread) e rappresenta un costo per il trader. In assenza di altre commissioni, lo spread è l'unica spesa che abbiamo operando sul Forex Questa spesa è veramente bassa!

18 LEZIONE N. 2 2 pips, nel caso precedente, corrispondono a 0,02 / 125,00 = 0,01 %!!! Anche nel caso di una quotazione a 4 cifre decimali: 0,0002 / 1,4570 (esempio) = 0,01 %!!! Certo dovremo cercare di lavorare con le condizioni migliori del mercato, perché se invece di 2 pips trovassimo un'offerta di spread ad 1 pip la spesa si dimezzerebbe! Se invece lavorassimo con uno spread di 4 pips la spesa raddoppierebbe! Perché i tassi di cambio oscillano? I tassi di cambio tra le valute, come i prezzi di qualsiasi strumento soggetto ad un'economia di mercato, variano in base alla domanda e all'offerta di quel bene. Sono gli investitori, con le loro scelte di comprare e vendere una certa valuta, che influenzano il tasso di cambio. Ma perché un investitore dovrebbe scegliere di investire sulla valuta di un Paese? Dobbiamo pensare di acquistare una valuta come se stessimo acquistando una quota di partecipazione di quel Paese. Comprando Dollari USA, ad esempio, si sta comprando una quota nell'economia degli Stati Uniti, e si investe sul fatto che l'economia USA possa migliorare da qui in avanti. Il prezzo della moneta, infatti, è riflesso diretto di ciò che il mercato pensa della salute attuale e futura dell'economia di un Paese. Chi opera sul Forex? Il mercato Forex è particolare anche perché gli operatori principali sono soggetti di notevolissima importanza nel panorama economico mondiale. Le banche centrali (BCE, Federal Reserve, ), le più grandi banche d'affari (Goldman Sachs, Merrill Lynch, ) sono i principali attori del Forex Ma anche i più grandi investitori privati al mondo... (Warren Buffett, George Soros, ) E un buon numero di piccoli e medi speculatori che però, chiaramente, potranno muovere molto meno denaro rispetto ai colossi Questo giustifica l'immenso volume di scambi effettuati su questo mercato.

19 LEZIONE N. 2 Ed è chiaro come non sia semplice affrontare il mercato Forex...ci si trova a lottare da subito con i big mondiali. Ma con le giuste armi che acquisirai ed imparerai ad usare in questo percorso, tutto sarà più facile! Dov'è situato il Forex? A differenza di altri mercati finanziari, come il New York Stock Exchange, il Mercato Azionario Italiano, o molti altri, il mercato Forex non ha un luogo fisico dove vengono centralizzati gli scambi. Il Forex è considerato un mercato Over- the- Counter (OTC) o mercato Interbancario, in quanto l'intero mercato è gestito elettronicamente, all'interno di una rete di banche, in modo continuativo per un periodo di 24 ore su 24. A qualsiasi ora, nel mondo, c'è qualcuno che ha bisogno di cambiare la propria valuta con un'altra... Come si può guadagnare sul Forex? Semplicemente sfruttando le oscillazioni dei cambi: comprando una valuta prima di un rialzo (Long) o vendendola prima di un ribasso (Short), esattamente come con le azioni, ad esempio Di cosa ho bisogno? Negli ultimi anni Internet ha permesso anche ai piccoli speculatori privati di accedere al Forex. Tutto ciò di cui si ha bisogno è : un computer, una connessione veloce a Internet e...la consapevolezza che apprenderai in questo corso. Elevata liquidità ed efficienza Perché il Forex? Il Forex è estremamente liquido! In ogni momento puoi entrare/uscire dal mercato. E l'elevatissimo numero di operatori rende difficile la manipolazione dei prezzi da parte di grandi istituzioni. Il Forex è quindi il mercato più efficiente al mondo! Possibilità di concentrarsi su pochi cross

20 LEZIONE N. 2 Le coppie disponibili sono molte, ma è possibile concentrarsi su pochi cross valutari (anche solo uno) ed avere sempre e comunque la possibilità di guadagnare. Operazioni al rialzo o al ribasso Sul Forex puoi investire Long o Short con estrema facilità. Mercato h24 Dalle 23 della domenica alle 23 del venerdì (ora italiana) il mercato è SEMPRE aperto e c'è SEMPRE possibilità di fare operazioni. Nessuna commissione sugli eseguiti Solitamente, sul Forex, ci sono zero commissioni sulle operazioni. L unico costo per il trader è lo Spread. Le valute più scambiate

21 LEZIONE N. 2 Esempio di operazione Forex Immagina di avere sul conto trading Sulla piattaforma di trading vedi che l Euro é quotato contro il Dollaro USA a /07 (2 pips di spread) Secondo la tua analisi, ritieni che l'euro si possa indebolire a favore del dollaro e così decidi di entrare al ribasso sul cross, quindi di vendere ed acquistare il controvalore di $ USA (risultati dal prodotto di x ) Immagina adesso due scenari 1. Dopo due giorni il cambio scende a /07 e per questo decidi di chiudere la posizione. Acquisti così e vendi il controvalore di $ (risultanti dal prodotto di x ) Vediamo che cosa é successo. In hai venduto e poi acquistato , quindi la differenza é pari a zero. In $ hai inizialmente acquistato e poi venduto La differenza é di 98$ e rappresenta il tuo profitto 2. Il cambio sale a /47 e decidi di chiudere la posizione. Acquisti quindi e vendi il controvalore di $ (risultanti dal prodotto di x ) Vediamo che cosa é successo In hai venduto e poi acquistato , quindi la differenza é pari a zero In $ hai inizialmente acquistato e poi venduto La differenza é di 42$ e rappresenta la tua perdita All'apertura della posizione potrai (dovrai!!! ) fissare la perdita massima tramite un ordine di stop- loss e potrai anche inserire un ordine di take- profit per fissare un obiettivo di guadagno.

22 LEZIONE N. 3 LEZIONE N. 3 Programma Sapienza Forex Edizione marzo 2015 Il broker Per operare abbiamo bisogno di un intermediario specializzato che ci metta in contatto con il mercato Questo intermediario è chiamato broker, e può essere una banca, o una diversa società finanziaria, ma è bene che risponda a dei requisiti precisi di serietà ed efficienza, in quanto attraverso di essa passano i nostri soldi, e un broker disonesto o inefficiente può farci scherzi poco piacevoli Facciamo innanzitutto una distinzione su come può operare un broker. Sappiamo che per vedere andare a buon fine l'apertura di un'operazione sul mercato abbiamo bisogno di trovare una controparte. Il broker fa proprio questo, ci permette di assumere posizione sul mercato, e può farlo in 2 modi: Fungendo lui stesso da controparte, operando quindi da Market Maker Girando il nostro ordine al mercato interbancario (tramite circuito ECN Electronic Communications Network) La scelta del broker Negli ultimi anni sono aumentati a centinaia i broker disponibili sul mercato del Forex Trading Come scegliere? Regolamentazione Bisogna sapere qual è l'agenzia di regolamentazione presso cui il broker è registrato. Questi enti proteggono il pubblico da frodi, manipolazioni e ogni genere di pratica commerciale abusiva

23 LEZIONE N. 3 Gli organi di supervisione negli USA sono la NFA (National Futures Association) e la CFTC (Commodity Futures Trading Commission). Nel Regno Unito l'agenzia di regolamentazione principale è la FSA (Financial Services Authority) In Svizzera gli organi principali sono il Dipartimento Federale delle Finanze e la FINMA In Italia gli intermediari sono regolati da CONSOB e Banca d'italia E così via...ogni paese ha le proprie agenzie di regolamentazione. Servizio clienti Il Forex è un mercato aperto H24...c'è bisogno di un supporto H24!!! E la velocità, disponibilità, competenza dell'help Desk è molto importante perché potrebbe esserci bisogno di risolvere problemi di qualsiasi tipo e in qualsiasi momento...e si tratta di soldi. Piattaforma di trading Prima di aprire un conto Real è SEMPRE bene provare la piattaforma in Demo, per conoscere il software con il quale opereremo. Una buon servizio di trading deve garantire esecuzione immediata dell'ordine in qualsiasi condizione di mercato e ordine garantito «al prezzo richiesto». Oltre a questi parametri fondamentali dobbiamo valutare, in base alle nostre esigenze: Possibilità di aprire mini/micro conti: ovvero conti a partire da poche migliaia di e possibilità di tradare piccole quantità di denaro. Molto utile per i piccoli trader che hanno poche risorse iniziali e, giustamente, non vogliono esagerare con la leva Coppie di valute disponibili: alcuni broker offrono solo i principali cross forex, altri offrono moltissimi cross, altri anche materie prime o altri strumenti. Il mercato si sta allargando sempre di più Spread: rappresenta un guadagno per il broker ed un costo per il trader. E importante quindi avere uno spread basso con il proprio broker. Un buon broker, oggi, offre al massimo 2 pips sui cross più scambiati (es. EURUSD). Alcuni broker offrono spread variabile, invece che fisso, e i valori possono essere anche inferiori o superiori in determinati momenti Orari di trading: accertarsi che il broker con cui si vuole aprire un conto permetta il trading dalle 23 della domenica alle 23 del venerdì (ora italiana) ininterrottamente, ossia che abbia gli stessi orari del mercato.

24 LEZIONE N. 3 Alcuni broker, infatti, sospendono la possibilità di contrattazioni nelle ore serali, e questo può causare problemi in caso di operazioni aperte con stop loss/take profit che non verrebbero eseguiti In ogni caso è buona norma informarsi molto sull affidabilità del broker che scegliamo per il nostro trading, per evitare di incappare in situazioni spiacevoli. La leva finanziaria Il concetto di leva finanziaria esprime la possibilità che un investimento possa superare, anche abbondantemente, il capitale a disposizione Ad esempio, ho sul conto, ma faccio operazioni con I li prendo a prestito e questo mi permette di amplificare i profitti e le perdite in misura notevole (moltiplico il ROE), perchè calcolo la performance di un'operazione da su un ammontare di , che è il capitale proprio, cioè quello che ho messo di tasca mia A fronte di questo «prestito», durante l operazione bisogna far rimanere sul conto un percentuale dell'importo investito, una sorta di garanzia chiamata margine, che serve ad evitare di perdere più di quanto si sia depositato. Con leva (offerta dal broker) 1:200, ad esempio, bisognerà lasciare sul conto lo 0,5% (1/200 %) dell'importo investito. Quindi, se apro un'operazione da USD il mio margine richiesto sarà x 0,5% = 250 USD In caso di operazioni molto negative, prima che il conto vada in rosso scatta appunto la chiamata del margine (margin call). Le operazioni in essere vengono automaticamente chiuse e ciò che rimane sul conto è il solo importo del margine. Ti auguriamo di non vivere mai questa esperienza...e se seguirai i nostri consigli, specialmente in materia di Money Management...siamo certi che non accadrà La leva si calcola, quindi, come capitale investito / capitale proprio Una leva pari a 1 esprime la situazione di coincidenza fra ammontare investito (ad es.100) ed ammontare del capitale proprio (100)

25 LEZIONE N. 3 Ed è quello che normalmente succede quando investi i tuoi soldi Una leva pari a 4 significa investire una cifra (400) 4 volte superiore al capitale disponibile (100) Una leva pari a 10 significa investire una cifra (1000) 10 volte superiore al capitale disponibile (100) Riprendiamo l'esempio dell'operazione precedente e immaginiamo di non avere $ sul conto Posso ugualmente trattare quell'importo sul mercato? Si...con la leva finanziaria Ipotizziamo che il tuo broker offra una leva di 1:200 (si dice anche semplicemente 200) Dunque, ti basterà avere sul conto la 200esima parte di , ossia 50 Sempre con riferimento all'esempio precedente, nel caso 1 avresti un guadagno di 98$ pari al 134 % (!!!) Nel caso 2 avresti una perdita di 42$ pari al 56% (!!!) Ripetiamo...avresti potuto perdere più della metà del conto con un'operazione chiusa in perdita di soli 40 pips 40 pips il mercato può farli in 1 minuto... ATTENZIONE ALLA LEVA Affronteremo molto bene il discorso nella parte del corso che riguarderà il Money Management e scopriremo anche che esiste una «leva buona» ed una «leva cattiva» Che tipi di ordine posso trasmettere al mercato? Per operare sul Forex si trasmettono al mercato degli ordini : Long (Buy Comprare) : è il tipico ordine di acquisto Short (Sell Vendere) : è il corrispondente ordine di vendita Stop loss: importantissimo ordine opzionale che fissa un limite alle perdite in caso di andamento avverso del prezzo (Es. Long ) Take profit: ordine opzionale che fissa un target di guadagno (Es. Long ) Ancora...

26 LEZIONE N. 3 Ordini Pendenti Sono ordini di entrata a mercato ad un prezzo diverso da quello attuale: Buy Stop: fissa un ordine di acquisto ad un prezzo più alto di quello attuale Buy Limit: fissa un ordine di acquisto ad un prezzo più basso di quello attuale Sell Stop: fissa un ordine di vendita ad un prezzo più basso di quello attuale Sell Limit: fissa un ordine di vendita ad un prezzo più alto di quello attuale Un'immagine aiuterà a comprendere meglio Non è detto che questi ordini vengano sempre eseguiti. Se il prezzo non raggiunge il nostro ordine pendente, infatti, l'operazione non partirà

27 LEZIONE N. 3 Pronti per iniziare! Dopo questa carrellata di nozioni, che nel tempo approfondiremo tutte a dovere, possiamo partire con il corso vero e proprio. Nei prossimi 4 mesi, svilupperemo quelli che chiamiamo i 3 pilastri fondamentali del trading

28 LEZIONE N. 3 Alcune importanti considerazioni Prima di partire è d'obbligo per noi essere chiari: TUTTI i trader subiscono delle perdite! Non esiste NESSUNO che guadagna ad ogni operazione. L importante è essere profittevoli nel lungo termine! Inoltre, la maggior parte dei traders brucia i conti (perde tutto) entro un anno al massimo dalla partenza. Questo per mancanza di preparazione e scorretto Money Management. Il 95% degli operatori dopo un anno perde nel trading? E una statistica, e da ciò che si vede in giro sembra veritiera, ma noi non dobbiamo pensarci, perché NOI FAREMO PARTE DI QUEL 5% CHE GUADAGNA DAL TRADING. Certo non è semplice, ma noi siamo qui per insegnarvi a farlo! Ci vogliono tempo, dedizione, applicazione, disciplina... solo pochi rimangono a galla... pronti? Andiamo!

29 LEZIONE N 5 Charles Dow Programma Sapienza Forex Edizione marzo 2015 Fondamenti di analisi tecnica L'analista che si ispirò al mare Charles Dow ( ), è stato un giornalista statunitense. Fondatore del Wall Street Journal e inventore dell indice Dow Jones Industrial Average, viene considerato universalmente il padre della Analisi Tecnica, in quanto elaborò una Teoria, tutt'oggi alla base delle analisi di mercato. Dow si ispirò al movimento delle onde del mare per capire, e meglio interpretare, quello dei mercati finanziari. Come? Grazie all osservazione continuativa dei moti delle maree notò che: ondate crescenti in dimensione e potenza segnalavano l arrivo dell alta marea, mentre la bassa marea era anticipata da un affievolirsi progressivo della forza delle onde. Così succede anche sulla rappresentazione grafica dell andamento dei prezzi. Quando le oscillazioni del prezzo toccano punti sempre più alti, si può identificare una fase di "alta marea", o di trend rialzista, viceversa quando le oscillazioni vanno ad interessare valori sempre inferiori si può parlare di "bassa marea", quindi di trend ribassista. Infatti, da quanto accennato nella precedente lezione: Trend rialzista : massimi e minimi crescenti Trend ribassista : massimi e minimi decrescenti

30 LEZIONE N 5 Secondo Dow esistono 3 tipi principali di trend: 1. Il Trend Primario, ovvero il trend di lungo periodo, è assimilabile alla marea (alta o bassa). 2. Il Trend Secondario, ovvero il trend di medio periodo è rappresentato dalle onde (spinte dalla marea). 3. Mentre il Trend Terziario, ovvero il trend di breve periodo, lo troviamo nei frangenti delle onde, il cui movimento è ininfluente rispetto alla direzione della marea. Notare, quindi, come non esista un solo tipo di trend ma differenti trend che andranno anche a sovrapporsi a seconda dell orizzonte temporale osservato. Dipende comunque dalla nostra operatività, e quindi proprio dall'orizzonte temporale osservato, la distinzione che facciamo dei 3 diversi trend.

31 LEZIONE N 5 Es: se operiamo puntando ad operazioni di breve durata (qualche minuto o al massimo qualche ora) il nostro «Trend primario» sarà, magari, il trend giornaliero. Se invece facciamo un trading più di posizione, restando sul mercato per giorni o settimane (o più) come «Trend primario» considereremo il trend mensile o annuale. I trend inferiori saranno sempre rappresentati dalle oscillazioni interne al «Trend primario». Teoria di Dow Quella che oggi viene studiata come la "Dow Theory", deriva da una serie di articoli pubblicati dallo stesso Dow sul Wall Street Journal in un periodo compreso tra il 1900 e il 1902, in cui sono illustrati i principi fondamentali dell'analisi tecnica. Le regole erano riferite ai mercati azionari, ma vedremo quelle che è possibile applicare anche al mercato Forex. Innanzitutto, secondo Dow i prezzi scontano tutto, cioè ogni possibile fattore riguardante l'offerta e la domanda viene riflesso nel prezzo. Appena giunge una nuova informazione, i partecipanti al mercato agiscono di conseguenza e il prezzo subito si adegua. Inoltre l andamento di mercato può essere scomposto in 3 trend, come abbiamo visto, e ogni trend ha tre fasi. Dow distingue le fasi di: accumulazione in cui operano solo le mani forti ; espansione o partecipazione pubblica in cui tutti entrano nel mercato sull'onda dell'enfasi; distribuzione in cui chi ha acquistato per primo inizia a vendere e si ha, successivamente, inversione.

32 LEZIONE N 5 Alla distribuzione segue una fase di flessione, prima che il ciclo ricominci. I Principi di Inerzia e di Esaurimento Un altro principio importante espresso da Dow è il seguente: Un trend rimane tale finché non viene negato. Un Trend rialzista, ad esempio, è definito da una serie di massimi e minimi crescenti. Affinché si possa parlare d'inversione di tendenza si deve avere almeno un massimo e un minimo in calo. Inoltre, più a lungo un trend si protrae, più piccola resta la possibilità che il trend rimanga intatto. Questo principio ci dice che il trend ad un certo punto arriverà all esaurimento e arresterà la sua corsa, andando in congestione o invertendo.

33 LEZIONE N 5 Tendenza e congestione Abbiamo visto che lo sviluppo di un ciclo di mercato è composto da 3 fasi principali: 1. Accumulazione; 2. Espansione; 3. Distribuzione; più la conseguente fase di 4. Flessione. Dal punto di vista pratico non è semplice stabilire con precisione in che fase si trova il mercato, e prevedere violenza e durata della prossima fase. La classificazione, però, ci permette di individuare 2 situazioni distinte, più utili per operare: tendenza (espansione e flessione) congestione (accumulazione e distribuzione) Quando i prezzi si muovono seguendo una direzione ben precisa, al rialzo o al ribasso, si ha un mercato in tendenza. Si vedranno accelerazioni nella direzione del trend (chiamati Impulsi) e piccoli ripiegamenti (chiamati Ritracciamenti) nella direzione contraria. Questo scenario è tipico della fase di speculazione (espansione), quindi è sintomo di un mercato che sa dove andare, in cui c'è convinzione.

34 LEZIONE N 5 Mercato in tendenza: Quando invece i prezzi si muovono contenuti in un trading range, più o meno ampio, il mercato sarà in congestione. Avremo una fase laterale in cui è plausibile pensare che i big del mercato stiano accumulando grossi quantitativi di valuta, prima di far partire il trend aumentando la pressione sui prezzi, oppure che stiano distribuendo i guadagni ottenuti prima di decidere la direzione del prossimo trend.

35 LEZIONE N 5 Mercato in congestione: Come operare in trend: Dal punto di vista operativo la cosa da fare è: Individuare la direzione del trend e cavalcarlo, fino a che non si hanno chiari segnali di inversione. Come operare in congestione: In questo tipo di mercato, basterà individuare dei livelli estremi, in cui andremo a piazzare le nostre entrate (vendere nella parte alta, comprare nella parte bassa). Ma prestiamo estrema attenzione all'uscita dal range, che solitamente è caratterizzata da forti accelerazioni (dovute anche ai numerosi ordini pendenti di stop- loss posti aldilà dei livelli critici).

36 LEZIONE N 5 Come viene «disegnato» il prezzo sul grafico Il prezzo si muove sul mercato e viene rappresentato sui grafici. I grafici sono proprio ciò su cui andiamo a costruire la nostra analisi tecnica, per cui il modo in cui viene disegnato il prezzo è molto importante! Diciamo innanzitutto che un grafico dei prezzi è caratterizzato da una «scansione temporale», cioè un intervallo di tempo in cui ad ogni scadenza viene disegnata una porzione di movimento del prezzo. Stiamo parlando del Timeframe e i più utilizzati sono M1, M5, M15, H1, H4, Daily, Weekly, Monthly. Analizzeremo bene il discorso del Timeframe andando a studiare la piattaforma di trading. Ma come viene visualizzato il prezzo sul grafico? Esistono 3 principali metodi di rappresentazione: Grafico a linea Grafico a barre Grafico a candele

37 LEZIONE N 5 Grafico a linea In questo grafico viene rappresentato solo il prezzo di chiusura della seduta di mercato. I prezzi di chiusura sono uniti da una linea. Grafico a barre Nella rappresentazione a barre abbiamo rappresentati, oltre al prezzo di chiusura, il prezzo di apertura, di massimo e di minimo di seduta.

38 LEZIONE N 5 Grafico a candele Il grafico a candele è il migliore dei tre Come nel grafico a barre vengono rappresentati i prezzi di apertura, chiusura, minimo e massimo In questo grafico però c è una visualizzazione nettamente migliore.

39 LEZIONE N 5 Le candele giapponesi Impariamo a conoscere questo straordinario metodo di rappresentazione grafica: Open: apertura della sessione Close: chiusura della sessione High: massimo della sessione Low: minimo della sessione Body: corpo della candela, che evidenzia l area tra apertura e chiusura colorandola Shadow: costituiscono gli stoppini della candela e indicano aree estreme in acquisto e vendita. Quando la chiusura è superiore all apertura, abbiamo avuto una sessione di rialzo (candela di sinistra). Quando la chiusura è inferiore all apertura, abbiamo avuto una sessione di ribasso (candela di destra).

40 LEZIONE N 5 Il concetto di supporto Immaginiamo di andare al mercato per comprare una mela e immaginiamo di essere disposti a pagarla al massimo 1 e che altre nove persone abbiano la stessa preferenza. Immaginiamo che al mercato ci siano altre cento persone che sono disposte a pagarla 0,90 e altre mille persone disposte a pagarla non più di 0,50. Il contadino vuole invece vendere inizialmente a 1,50. Immaginiamo che al mercato vi siano solo 800 mele da vendere e che i venditori abbiano bisogno di vendere tutte le mele. Vediamo cosa succede in questo mercato Proviamo a rappresentare graficamente

41 LEZIONE N 5 Il supporto è rappresentato dal valore in cui si concentra una grande quantità di compratori che SOSTENGONO IL PREZZO DELLA MELA prima a 1, con poca convinzione, poi a 0,90, di più, e poi, definitivamente a 0,50 (dov'è posta la maggior parte dei compratori). Si può ribaltare il discorso per il venditore: se esiste un solo venditore a 1 e 1000 venditori a 2, tali valori si comporteranno da resistenza, soprattutto quest'ultimo. Se c'è qualcuno che vuole comprare, ma nessuno che vende, il prezzo sale fino ad incontrare il punto di offerta dei venditori, e sarà quello il livello in cui l'accordo avverrà e il prezzo si fermerà, almeno in prima istanza. Il mercato è il costante scontro tra domanda e offerta (compratori e venditori). Un supporto è un livello che si oppone al proseguimento di un trend discendente. Ossia è quel livello di valori in corrispondenza del quale vi è una concentrazione di domanda tale da impedire la discesa dei prezzi. Possiamo dire che questo livello è un prezzo che la maggioranza degli operatori reputa troppo basso per il valore dello strumento in questione, almeno in un dato momento. Visivamente si osserva che il grafico dei prezzi arresta la sua discesa, tentenna, rimbalza una o più volte per poi invertire la rotta oppure proseguire definitivamente nella direzione iniziale (in questo caso si ha rottura del supporto).

42 LEZIONE N 5 Al contrario, una resistenza è un livello di prezzo in cui l offerta è particolarmente forte e la pressione degli acquisti non riesce ad avere la meglio. Tale livello si oppone al proseguimento di un trend ascendente. La maggioranza degli operatori ritiene che lo strumento oggetto di contrattazione diventi sopravvalutato se oltrepassasse il prezzo corrispondente alla resistenza e quindi preferirà vendere. Visivamente osserveremo che, in prossimità di una resistenza, il grafico arresta la sua ascesa, tentenna, rimbalza una o più volte all'ingiù prima di definire la direzione di marcia: inversione o continuazione nella direzione iniziale (rottura della resistenza).

43 LEZIONE N 5 Trendline I livelli di supporto/resistenza sono detti statici se graficamente sono delle linee orizzontali, quindi rappresentano un livello fisso di prezzo (come quelli visti finora), oppure possono essere definiti dinamici, se raffigurati da una linea obliqua. In questo caso, prendono il nome di trendline (linee di tendenza), perché supportano o fanno da resistenza ad un prezzo in trend. I livelli di prezzo evidenziati dai supporti/resistenze dinamici ovviamente cambiano con il passare del tempo e con il conseguente avanzare del prezzo sul grafico.

44 LEZIONE N 5 Tracciando una trendline parallela, identifichiamo un Canale Non sempre il prezzo si muove precisamente tra le 2 linee, ma se riusciamo ad identificare un buon canale avremo anche dei probabili punti di inversione per tornare sulla trendline. Come si tracciano supporti e resistenze? I livelli di supporto/resistenza statici o dinamici, ai fini dell'analisi, vanno tracciati sul grafico: Unendo i punti di minimo/massimo Oppure: Unendo i punti di chiusura barra (o candela). Non c'è infatti un metodo scritto per tracciare le trendline, ma sta molto alla sensibilità del trader (analista) capire qual è il modo migliore in ciascun caso. Ad ogni modo, solitamente vengono tracciate unendo i minimi / massimi.

45 LEZIONE N 5 Livello tracciato sulle chiusure delle candele: Livello tracciato sul massimo/minimo delle candele:

46 LEZIONE N 5 Alcune considerazioni I livelli di supporto e resistenza (includiamo sempre anche le trendline, che sono livelli dinamici) si differenziano per «forza», ovvero per quanto riescono a respingere il prezzo (ricorda l'esempio delle mele), e quindi per quanto deve impegnarsi il mercato per romperli. Più un livello viene testato (toccato dal prezzo, ma non rotto) più si rivela forte e affidabile per la nostra analisi. E più un livello è forte, più sarà difficile violarlo e poi romperlo definitivamente. In violazione di un livello forte, è lecito attendersi un movimento contrario dirompente (tanto più violento quanto più è forte il livello), perché il mercato dà un segnale chiaro di direzione. Ma come vengono rotti i livelli? Quando, cioè, possiamo ritenere un livello definitivamente violato? NON nel momento stesso in cui il prezzo lo oltrepassa, NON quando lo oltrepassa per un certo numero di pips, MA quando una barra segna un prezzo di CHIUSURA oltre tale livello. Solo in questo caso possiamo pensare che un livello sia stato rotto, e questo è importantissimo per evitare falsi segnali del mercato, i cosiddetti falsi breakout. Inoltre, un ulteriore e fondamentale conferma della rottura viene dato dal pullback. Il pullback è un movimento di ritorno del prezzo a testare il livello appena rotto.

47 LEZIONE N 5 Se il prezzo rientra nel livello, la rottura viene annullata e tutto si risolve in un nulla di fatto. Si tornano a considerare ingressi nella direzione del trend e, solitamente, un rientro è seguito da forti accelerazioni. Se, invece, il prezzo fa pullback ma non riesce a tornare oltre il livello rotto, si ha un forte segnale di rottura e l'apertura della successiva barra (candela) costituirà un ottimo punto di ingresso.

48 LEZIONE N 5

49 LEZIONE N 5 Anche per il pullback va considerato il prezzo di CHIUSURA. Il prezzo si considera rientrato nella trendline se chiude una barra aldilà del livello. Nell immagine del grafico con sfondo nero c'è stato pullback senza rientro sulla trendline e questo ha generato un movimento ribassista. Entrando sull'apertura della barra successiva al pullback (quella indicata dalla freccia) si sarebbe entrati sul massimo! Ancora un paio di cose... E' sempre bene attendere il pullback prima di entrare a mercato nella direzione della rottura del supporto / resistenza. Non sempre viene fatto il pullback, e possiamo anche pensare di entrare non appena una candela chiude aldilà del livello, ma il rischio sarà maggiore. Diciamo anche che: oltre ai supporti grafici sono importantissimi i supporti psicologici: es. i livelli che finiscono per 00, 50, ecc. a causa della naturale inclinazione umana ad arrotondare i numeri. Infine i massimi/minimi storici sono dei livelli ovviamente molto forti. Abbiamo appena visto lo strumento più potente dell'analisi Tecnica!!! Un livello di supporto, una resistenza, una trendline, dà TUTTO quello che ci serve: Un punto di entrata Un punto di uscita Un punto dove piazzare lo stop loss

50 LEZIONE N 4 Programma Sapienza Forex Edizione marzo 2015 Principi di analisi del mercato L'attività di trading deve essere affrontata con la massima coscienza di ogni azione che poniamo in essere. Bisogna avere delle buone regole di gestione del capitale, bisogna controllare la propria emotività ma prima di tutto bisogna sapere in quale direzione entrare! In una parola bisogna costruire mattone su mattone, i 3 pilastri fondamentali per il trading di successo.

51 LEZIONE N 4 Iniziamo a costruire il primo pilastro: La capacità di analisi Esistono due macro- approcci all'analisi di mercato: Analisi Fondamentale Analisi Tecnica

52 LEZIONE N 4 Analisi Fondamentale Con l'analisi Fondamentale si guarda al mercato attraverso le forze economiche, sociali e politiche che influenzano l'offerta e la domanda di una certa valuta, materia prima, azione o obbligazione. Si cerca di comprendere se un certo Paese o una società privata sta andando bene o male, se una materia prima è richiesta di più o di meno, se ci saranno più importazioni o più esportazioni, quale sarà l equilibrio sistemico di una certa area o di un insieme di attori economici. Migliore è l andamento di un Paese, di una società o di un prodotto industriale, maggiore sarà la fiducia degli investitori nei suoi confronti.

53 LEZIONE N 4 Tutti i mercati sono influenzati molto dalle variabili macroeconomiche e dai dati che giornalmente vengono pubblicati circa lo stato di salute delle economie. Tassi D'interesse: Più è alto il tasso d'interesse applicato ad una valuta più sarà conveniente detenerla, quindi aumenterà il suo valore. Possiamo dire quindi che i tassi d'interesse sono direttamente proporzionali al valore della valuta a cui sono applicati. Più i tassi sono alti e più conviene risparmiare e prestare denaro, più i tassi sono bassi e più conviene spendere denaro e prendere a prestito. PIL: Il tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo descrive l'andamento di un paese. L'aumento del PIL può preludere un innalzamento dei tassi d'interesse se la crescita avviene in modo costante. PIL, tassi d'interesse, valore della moneta sono direttamente proporzionali. Bilancia Commerciale: Indica la liquidità a disposizione di un paese. In caso di deficit commerciale (quindi è presente un debito pubblico e la bilancia commerciale sarà in rosso) la valuta è influenzata negativamente. Tasso d'inflazione: è il tasso percentuale di aumento del livello dei prezzi durante un dato periodo. Per mantenere sotto controllo l'inflazione le banche centrali usano alzare i tassi d'interesse. Tasso di disoccupazione: è la frazione della forza lavoro che non riesce a trovare occupazione. Ma ad influenzare il corso di una valuta sono anche scorte di petrolio, riserve valutarie, rapporti economici tra paesi, eventi geopolitici, guerre, interventi diretti nell economia delle banche centrali, Inoltre molte volte il prezzo della valuta è manovrato dagli stessi Stati per facilitare le esportazioni o dagli altri grandi operatori per facilitare le proprie speculazioni.

54 LEZIONE N 4 L analisi fondamentale è indicata per analisi di lungo periodo, anche se i prezzi reagiscono spesso nell immediato dopo la pubblicazione delle notizie Alle notizie macroeconomiche, il prezzo può reagire nei seguenti modi: Nessuna reazione più probabile - (il prezzo è stato già scontato dal mercato) Reazione esplosiva meno probabile - (direzionale o non direzionale) Possiamo consultare un Calendario economico per essere sempre aggiornati sulle notizie in uscita. Quello migliore è Investing.com. Detto questo, noi sconsigliamo di prestare molta attenzione all analisi fondamentale dei mercati, perché in questo tipo di analisi ci sono degli ovvi svantaggi: L analisi fondamentale è molto complessa e richiede degli studi approfonditi di economia che la rendono estremamente difficile per chi ha iniziato da poco. Sono richieste grandissime capacità di analisi e di sintesi, che a volte nemmeno i migliori riescono a replicare con costanza. C è bisogno di un esteso team di esperti che si dedica tutti i giorni a masticare dati su dati. Bisogna avere accesso a informazioni di primissima mano e questo porta a 2 problemi. Il primo è che non sono disponibili al piccolo investitore. Il secondo è che anche quando sono disponibili hanno un costo proibitivo. Per questo tipo di analisi bisogna avere a disposizione una piattaforma Bloomberg, del costo di $20.000/anno, un costo eccessivo per i principianti. Bisogna ascoltare le affermazioni di personaggi importanti e interpretarle. Questo porta gli analisti fondamentali a fidarsi delle dichiarazioni di banchieri

55 LEZIONE N 4 centrali e personaggi di spicco, che spesso traggono in inganno. Vedi la musica continua e bisogna continuare a ballare oppure La soglia di 1,20 è irrinunciabile. Si potrebbero ottenere i dati anche facendo delle normali ricerche su internet, ma richiede la conoscenza di più lingue contemporaneamente, oltre che di una competenza approfondita su più discipline. Bisogna viaggiare frequentemente o avere qualcuno che lo fa al posto nostro. La maggior parte degli eventi vanno incastrati in un enorme puzzle, che è molto difficile da mettere insieme. Anche quando questi puzzle vengono messi insieme, non è detto che i collegamenti vengano fatti nel modo giusto. Infatti questo tipo di analisi è molto soggetto ad un errore chiamato razionalizzazione, che porta a sviluppare teorie che spesso sembrano giuste ma in realtà sono campate in aria. Questo significa che ci aspettiamo un certo tipo di risultato perché i nostri ragionamenti puntano in quella direzione, ma questi devono essere tutti giusti. Molti manager di grossi fondi sviluppano delle teorie del perché alcune cose stanno succedendo, mentre gli eventi si sono verificati per tutt altro motivo che è a loro sconosciuto. Non garantisce un vantaggio concreto nel mercato, a parte alcuni casi di eccellenti analisti. Il difetto più grave però è che tutte le analisi che possiamo fare di origine fondamentale possono darci la direzione d entrata ma non possono mai darci il momento in cui effettuarla. Il momento d entrata è estremamente importante e non capire quando entrare può portare a perdere molti soldi, invece di guadagnarli. Per ultimo, se avete iniziato da poco e state costruendo la fiducia in voi stessi riguardo le opinioni che vi fate, essere esposti a un continuo bombardamento di informazioni è molto nocivo, perché vi porta a dare molto peso alle cose che dicono gli altri e molto poco a quello che pensate voi. Come potete andare Short se tutti quanti urlano di andare Long? L ambiente vi influenza e dovete evitare questa contaminazione.

56 LEZIONE N 4 Quale analisi? Non è detto però che non possiamo sviluppare una grande capacità analitica sui dati fondamentali. Quindi, Analisi Tecnica...? Analisi Fondamentale...? Come in tutte le cose, anche nel trading ci sono gli estremisti, ossia coloro che pensano che siano solo i dati macro e le condizioni economiche a muovere il mercato, oppure al contrario chi pensa che tutti i trader guardano i grafici e prestano attenzione all'analisi tecnica, per cui solo così si possono prevedere i movimenti futuri. E la verità? Come sempre...nel mezzo. Per avere qualche speranza di riuscire nel trading bisogna avere una visione globale della fase di mercato. Questo vuol dire: situazione tecnica + situazione fondamentale Per ciò che riguarda l analisi fondamentale ci limiteremo a seguire il calendario macroeconomico, per restare sempre aggiornati. Le variabili fondamentali da tenere sotto controllo sono quelli visti prima. Per quanto riguarda l analisi tecnica iniziamo ora.

57 LEZIONE N 4 Analisi Tecnica L'analisi tecnica è lo studio del movimento dei prezzi. Analisi tecnica = Analisi grafica L'idea è che, osservando i prezzi storici, sulla base dell azione del prezzo, si potranno individuare i livelli sui quali il prezzo si porterà. Con l'uso dell'analisi tecnica si cercherà, infatti, di analizzare e capire, attraverso l utilizzo di grafici e di altri appositi indicatori, l'andamento dei prezzi. Il grafico, a sua volta, aiuterà a farci intuire le probabili mosse degli investitori, dal momento che il comportamento di questi ultimi, essendo presumibilmente ripetitivo nel tempo, farà si che al verificarsi di determinate condizioni grafiche anche i prezzi si muoveranno di conseguenza come nel passato. E questo perché l'analisi Tecnica altro non è che la traduzione della psicologia degli investitori descritta nel grafico dei prezzi. Per cui è possibile utilizzare l'analisi tecnica su tutti i mercati tradabili. L'analisi tecnica utilizza sia strumenti puramente grafici, sia indicatori, derivanti da formule matematiche.

58 LEZIONE N 4 In questo secondo caso si parla di analisi algoritmica. Un ulteriore metodologia è costituita dall Analisi ciclica, un interessante tipo di lettura del mercato, basata sul tempo, oltre che sul prezzo. Anche in questo tipo di operatività, però, l analisi tecnica ricopre un ruolo fondamentale nell entrata in posizione e nella ricerca di conferme da parte del mercato. L analisi tecnica è la base fondamentale Ecco perché in questo corso ci specializzeremo nell analisi tecnica. Iniziamo vedendo alcune basi.

59 LEZIONE N 4 Trend rialzista Un trend rialzista è caratterizzato da Massimi e Minimi CRESCENTI. Trend ribassista Un trend ribassista è caratterizzato da Massimi e Minimi DECRESCENTI.

60 LEZIONE N 4 La trendline Lo strumento principe dell'analisi Tecnica, che dal Trend prende il nome e che serve proprio per evidenziare le tendenze di mercato, è la trendline. La trendline non è altro che una linea che, disegnata sul grafico, supporta il trend.

61 LEZIONE N 4 Definire una trendline La trendline è un insieme di punti particolari. Ma come si definiscono questi punti? Come capiamo se un punto è parte di una trendline? Per tracciare una trendline rialzista bisogna prendere in considerazione i minimi. Per tracciare una trendline ribassista bisogna prendere in considerazione i massimi. Definire massimi e minimi In un trend rialzista dobbiamo avere dei minimi confermati. Un minimo viene confermato quando il prezzo rompe l ultimo massimo fatto registare dal mercato. In un trend ribassista dobbiamo avere dei massimi confermati. Un massimo viene confermato quando il prezzo rompe l ultimo minimo fatto registare dal mercato.

62 LEZIONE N 4 Trend rialzista conferma dei minimi

63 LEZIONE N 4 Trend ribassista conferma dei massimi

64 LEZIONE N 4

65 LEZIONE N 4 La fine di un trend Quando finisce un trend? Abbiamo 2 strumenti per capirlo: Inversione: In un trend rialzista viene rotto un minimo confermato e si formano massimi e minimi decrescenti. In un trend ribassista viene rotto un massimo confermato e si formano massimi e minimi crescenti. Rottura di una trendline In quest immagine vediamo un trend rialzista che viene invertito, rompendo l ultimo minimo confermato e formando massimi e minimi decrescenti.

66 LEZIONE N 4 In quest immagine più dettagliata sono segnalati in blu i 2 massimi e 2 minimi decrescenti che si sono formati, in verde invece il momento di inversione vero e proprio.

67 LEZIONE N 4 La trendline rialzista viene rotta quando il mercato si porta al di sotto di essa.

68 LEZIONE N 4 In quest immagine vediamo un trend ribassista che viene invertito, rompendo l ultimo massimo confermato e formando massimi e minimi crescenti.

69 LEZIONE N 4 In quest immagine più dettagliata sono segnalati in blu i 2 massimi e 2 minimi crescenti che si sono formati, in verde invece il momento di inversione vero e proprio.

70 LEZIONE N 4 La trendline ribassista viene rotta quando il mercato si porta al di sopra di essa.

71 LEZIONE N 4 Canali Disegnando sul grafico una linea parallela ad una trendline si ottiene un canale, che delimita le oscillazioni di prezzo. Supporti e resistenze Le trendline (e i canali) fanno parte di un gruppo più ampio di strumenti (concetti teorici) che prendono il nome di Supporti e Resistenze. Il concetto di fondo è che ci sono dei livelli che il mercato sente e sul quale il prezzo rimbalzerà.

72 LEZIONE N 6 Programma Sapienza Forex Edizione marzo 2015 Analisi Candlestick Vediamo quello che è, forse, il più antico metodo di analisi dei mercati finanziari: L'analisi delle candele giapponesi Cenni storici Questa tecnica nasce nel 1700 e veniva utilizzata dai mercanti giapponesi che volevano studiare l'andamento dei prezzi sul mercato del riso. L attività di trading sul riso costituì il fondamento della prosperità della nazione, e nacquero i primi personaggi che fecero la storia di quest' arte. Il Giappone arrivava da secoli di guerre, e dopo aver trovato la pace e la stabilità, vide fiorire la sua economia, basata soprattutto sullo scambio del riso, in un Rice Exchange all'interno del quale nacquero anche i rice coupons, la prima forma di contratti Future mai scambiata. Un autentico mito, Munehisa Homma, fu il primo a sbancare i mercati giapponesi, analizzando attentamente, tra le altre cose, le condizioni meteorologiche e l'umore degli investitori nelle diverse piazze borsistiche. Homma arrivò a concludere che: A certe condizioni dell'umore degli investitori (e quindi alla loro emotività) corrispondevano determinate configurazioni negli storici dei prezzi, e soprattutto che quelle configurazioni, quando si ripetevano nel futuro, avevano carattere predittivo. Comprese inoltre l'importanza dei valori di apertura, chiusura, massimo e minimo di seduta, e costruì così le oggi celeberrime Candlestick.

73 LEZIONE N 6 All'inizio di ogni seduta inizia la tracciatura di una nuova candela che si muove verticalmente verso l'alto se il prezzo sale, verso il basso se il prezzo scende. Alla fine della seduta la candela si chiude e si aprirà la successiva. Il corpo sarà bianco se la chiusura è superiore all'apertura (candela rialzista) oppure nero se la chiusura è inferiore all'apertura (candela ribassista) e le ombre, superiori e inferiori, sono disegnate come sottili linee verticali. Una candlestick ci dice tutto sull'andamento di una seduta di scambi: Il prezzo di apertura Il prezzo di chiusura Il massimo (top della shadow superiore) Il minimo (bottom della shadow inferiore)

74 LEZIONE N 6 Il metodo di rappresentazione è geniale, con uno sguardo sappiamo tutto, ma ancora più geniale è la classificazione che Homma fece delle configurazioni assunte dalle candele. Lui riteneva cha pattern formati da una, due o tre candele generassero segnali di trading molto attendibili. Questi pattern furono studiati a fondo, e sostanzialmente portati in Occidente, da Steve Nison e Greg Morris, che fecero anche delle analisi computerizzate delle serie storiche per ricercare i pattern candlestick e rilevarne le probabilità di successo. Vediamo quindi i principali pattern candlestick. Analizzeremo configurazioni ad una sola candela, a due e a tre candele. Doji La DOJI è una delle candele più importanti. Indica una lotta pari tra le forze rialziste e ribassiste, che non si risolve, tanto che il prezzo di chiusura si troverà nelle immediate vicinanze di quello di apertura, fornendo questa forma a croce. Dalla posizione del livello di apertura/chiusura e dalla lunghezza delle shadows possiamo capire come si è svolta la seduta di scambi, poi terminata in parità. Una candela Doji indica INDECISIONE, ma se si forma quando il mercato è in trend può segnalare potenziale INVERSIONE.

75 LEZIONE N 6 Una configurazione Doji come quella della figura precedente, è particolarmente efficace se posizionata alla fine di un trend rialzista. Se la troviamo quando il mercato è in forte rialzo l'indicazione è netta : potenziale inversione SHORT. Se invece la troviamo in un mercato in ribasso, l'indicazione è meno forte, e si aspetta la fine della candela successiva per avere una conferma o smentita del segnale. Altre forme di Doji candle sono le seguenti: Le considerazioni sono le stesse per tutte le varianti, la Long Doji è una particolare Doji con shadows piuttosto lunghe, la Gravestone Doji è particolarmente attendibile se posta in cima ad un trend rialzista, viceversa la Dragonfly Doji lo è soprattutto se posta a valle di un trend ribassista.

76 LEZIONE N 6 Long body In questo caso il termine long indica proprio lungo. Infatti queste candele sono caratterizzate da un body molto ampio e da piccole shadows. Abbiamo chiusure quasi sui massimi/minimi di seduta (a seconda che la candela sia rialzista o ribassista) quindi è un segnale di CONVINZIONE e continuazione del movimento. Marubozu L'esatto opposto della Doji, a cui manca il body, è la Marubozu, a cui invece mancano le shadows.

77 LEZIONE N 6 La Marubozu è una tipologia particolare di Long Body e può essere rialzista (white) o ribassista (black), e al contrario della Doji, se posizionata all'interno del rispettivo trend indica assoluta DECISIONE e continuazione del movimento. Può indicare inversione se si presenta all'interno di un trend contrario (es.marubozu rialzista in un trend ribassista indica inversione rialzista). Di seguito alcune varianti della Marubozu: Moderatore quando nonostante una chiara direzione del mercato in quella seduta, si ha un'escursione anche nella direzione opposta. Amplificatore quando la shadow è presente dalla parte della direzione del trend (shadows bassa in una candela ribassista). Questo indica che il movimento è stato leggermente ritracciato, ma che sono già stati toccati punti più in là della chiusura, e questo, molto spesso, apre la strada alla candela successiva, che andrà a ritoccare quei punti, per cui queste candele, come le classiche Marubozu, segnalano CONTINUAZIONE, anche se ovviamente il segnale è meno forte di quello delle Marubozu.

78 LEZIONE N 6 Spinning top Queste candele sono caratterizzate da un corpo piccolo e da più o meno pronunciate shadows. Indicano INDECISIONE in quanto nonostante i valori di apertura e chiusura siano abbastanza vicini, si sono avute delle escursioni in entrambi i lati del mercato. Tanto più la figura appare simmetrica tanto più il segnale di indecisione è forte! Una spinning top all'interno di un trend segnala quindi instabilità e probabile inversione, anche se si tende ad aspettare conferme nelle candele successive. Hammer / Hanging man Hammer / Hanging man Tra le figure più popolari delle candlestick c'è il martello (hammer) clone della figura hanging man (impiccato). Queste due figure sono definite diversamente ma vengono identificate dalla stessa candela e non importa di quale colore siano, cioè se siano rialziste o ribassiste.

79 LEZIONE N 6 Si definisce «martello» quando la candela è posta al termine di un trend ribassista e «impiccato» quando invece si presenta al termine di un trend rialzista. Un martello / impiccato attendibile deve avere una shadow di lunghezza almeno pari al doppio della lunghezza del body e la seconda shadow molto molto piccola, oppure inesistente. Queste figure predicono un movimento contrario al trend in atto. Il martello predice un movimento rialzista. L'impiccato predice un movimento ribassista Il segnale va confermato dalla candela seguente, che deve obbligatoriamente essere della direzione del trend predetto. Abbiamo detto che Il colore del corpo non è importante, ma è intuitivo che, ad esempio in trend ribassista, un hammer di colore bianco (candela rialzista) ha maggiori implicazioni rialziste rispetto ad un hammer ribassista, e viceversa l'hanging man è più forte se ribassista, in un trend bullish. La candela inversa dell'hammer / hanging man è: L'inverted hammer / shooting star Valgono le stesse regole dell'hammer / hanging man. L'inverted hammer si trova alla fine di un trend ribassista e predice un inversione rialzista. La shooting star si trova alla fine di un trend rialzista e predice inversione ribassista.

80 LEZIONE N 6 Questi sono i principali pattern ad una candela. Vediamo ora i pattern a 2 e 3 candele. Engulfing In questi pattern a 2 candele, il corpo della seconda ingloba totalmente il corpo della prima ed è di colore opposto (N.B. Il corpo della seconda! Senza considerare le shadows). C'è bisogno ovviamente di gap, che nei mercati continui come il Forex però sono poco presenti. Allora potremo trovare il pattern originale sul timeframe settimanale, oppure consideriamo Engulfing anche pattern di questo genere:

81 LEZIONE N 6 I pattern Engulfing sono più affidabli se la seconda candela ingloba con il corpo tutta la candela precedente, shadows comprese e/o se la prima candela è una Spinning Top (quindi ha il corpo piccolo) in quanto il corpo piccolo della prima candela indica rallentamento del trend in corso, e il corpo lungo di direzione inversa della seconda candela indica forza nella direzione opposta. Questo pattern segnala, quindi, INVERSIONE. Harami Il pattern Harami (in giapponese portare in grembo ) è l'opposto dell'engulfing. La prima candela è lunga, nella direzione del trend in atto, e la seconda è piccola, di colore opposto, e interamente contenuta nella prima, indicando incertezza. Vale lo stesso discorso riguardo i gap, per cui nel Forex facciamo particolare attenzione a queste varianti dell'harami:

82 LEZIONE N 6 Gli Harami segnalano incertezza nella continuazione del trend, ma attenzione, perché l'inversione è tutt'altro che scontata! C'è bisogno di segnali di conferma nelle candele successive, e l'harami potrebbe rappresentare semplicemente una pausa del movimento, che poi riprende con forza. In un'altra variante dell'harami, la seconda candela potrebbe essere una Doji: Star I pattern Star sono delle configurazioni molto attendibili, in quanto richiedono la sistemazione precisa di 3 candele successive. I pattern Star segnalano INVERSIONE. Andiamo a vedere i due più famosi: Morning star

83 LEZIONE N 6 La configurazione classica prevede: Prima candela: lunga candela ribassista. Seconda candela (star) : piccolo body, piccole shadows e non è importante il colore. Preferibilmente deve registrarsi un gap down. Terza candela : lunga candela rialzista che supera almeno il 50% della prima candela. Il pattern deve chiaramente essere inserito in un contesto di mercato ribassista. Evening star Analogamente alla Morning star abbiamo: Prima candela: lunga candela rialzista. Seconda candela (star): piccolo body, piccole shadows e non è importante il colore. Preferibilmente deve registrarsi un gap up. Terza candela: lunga candela ribassista che supera almeno il 50% della prima candela. Il pattern deve chiaramente essere inserito in un contesto di mercato rialzista.

84 LEZIONE N 6 Una variante particolare si verifica quando la star è una Doji e c'è un sensibile gap tra questa e le altre due candele. Questa figura è chiamata Abandoned baby. Il pattern è particolarmente forte se la star è una Dragonfly Doji: Un'altra variante, sia di Morning che di Evening Star è un pattern formato da 3 Doji. Sul Forex troviamo spesso configurazioni Star che, anche senza gap, valgono ugualmente e forniscono segnali molto affidabili.

85 LEZIONE N 6 Three white soldiers & Three black crows Vediamo ora dei famosissimi pattern di CONTINUAZIONE a 3 candele. Three white soldiers: una sequenza di 3 lunghe candele rialziste con massimi e chiusure crescenti è un forte segnale rialzista ( o di inversione nei down trend). Three black crows: l'esatto opposto, 3 lunghe candele ribassiste con minimi e chiusure decrescenti. Rappresentano un forte segnale ribassista (o di inversione negli up trend).

86 LEZIONE N 6 Three methods Dopo aver visto i principali pattern a 3 candele di inversione e continuazione, vediamo l'ultima configurazione, formata da 5 candele. Rising three methods Una lunga candela rialzista è seguita da 3 candele ribassiste con piccolo body e piccole shadows che segnano chiusure decrescenti e non escono dal range della prima candela. Forte segnale rialzista, che precede solitamente una nuova lunga candela rialzista, a completamento del pattern. Falling three methods Una lunga candela ribassista è seguita da 3 candele rialziste con piccolo body, e piccole shadows, che segnano chiusure crescenti e non escono dal range della prima candela.

87 LEZIONE N 6 Forte segnale ribassista, che precede solitamente una nuova lunga candela ribassista. Sui Three methods è interessante provare l'entrata all'inizio della quinta candela. In questo modo, proteggendosi sempre con uno stop- loss, si cerca di catturare il forte movimento preannunciato dalle 4 candele precedenti. Abbiamo concluso la nostra rassegna dei principali pattern candlestick. Non ci spingiamo oltre in quanto riteniamo che non sia utile. La conoscenza delle più frequenti configurazioni, insieme a tutti gli altri strumenti che abbiamo visto e che vedremo, sono a nostro avviso più che sufficienti per fare un ottimo trading. Considerazioni e applicazioni operative Tanti nomi diversi, anche molto particolari, per tante diverse configurazioni di candele giapponesi che si possono formare sul grafico ed una teoria, quella dell'analisi candlestick, tanto antica quanto affascinante. Ma quanto è valida?... questa è la cosa più importante... Di sicuro se traders di tutto il mondo continuano a seguirla dopo 300 anni, un motivo ci sarà, ma è pur vero che non si può pretendere di fare trading solo sulle candele, a nostro avviso. Oggi i mercati sono cambiati e di molto, e la presenza di numerosi squali (spietati investitori con tanti ma tanti soldi) non permette mai di essere completamente al sicuro, e più conoscenze si hanno, quelle giuste e ben filtrate, meglio è. I pattern che abbiamo visto in questa lezione però hanno un buon livello di riuscita (indifferentemente su tutti i timeframe), ed è buona cosa prestarci molta attenzione.

88 LEZIONE N 6 Ma i falsi segnali sono presenti anche qui, la teoria (come tutte le altre) non è infallibile per cui andremo ora a vedere dei filtri da applicare all'analisi delle candele per ottenere dei segnali migliori. Prima di ogni altra cosa bisogna individuare il trend. Sembra scontato, ma non lo è. Quando cerchiamo la formazione di particolari pattern sul grafico spesso ci dimentichiamo che sarebbe un po' strano individuare un pattern di inversione rialzista... in un mercato rialzista! Se il trend è LONG, non posso avere un'inversione LONG! (E viceversa). Dovrò cercare, invece, pattern di inversione ribassista o, semmai, di continuazione. Quando ci troviamo di fronte una candela di incertezza (una Doji o generalmente una candela con un corpo piccolo) il nostro consiglio è di stare attenti e valutare se può esserci inversione (e quindi, se abbiamo operazioni aperte, valutare l'uscita) oppure il movimento può continuare. Per far questo ci aiutiamo con tutti gli altri strumenti che conosciamo. Un altro consiglio MOLTO importante è il seguente: Abbinare l'analisi delle candele soprattutto a supporti e resistenze. Tali livelli sono FONDAMENTALI per gli sviluppi dei movimenti.

89 LEZIONE N 6 I segnali in prossimità di supporti e resistenze, quindi, sono migliori, quelli lontani da livelli di mercato importanti lo sono meno, a volte non sono neanche da prendere in considerazione. Un altro filtro molto utile, è l'abbinamento dell'analisi candlestick con gli oscillatori. Vediamo in che modo. Studiando il funzionamento degli oscillatori vedremo che questi si muovono tra livelli predefiniti (0 e 100) e si considerano dei livelli oltre il quale si parla di ipercomprato (sopra 80, generalmente) e ipervenduto (sotto 20). Ebbene, le aree di ipercomprato e ipervenduto sono quelle che gli esperti di analisi candlestick chiamano area pre- segnale. Con gli oscillatori in zona estrema, i segnali dati dai pattern candlestick sono statisticamente molto più affidabili! In definitiva, quindi, consigliamo di prestare attenzione ai pattern candlestick e di filtrare i segnali con la combinazione di supporti/resistenze e oscillatori. In questo modo abbiamo la possibilità di utilizzare le candele per anticipare i cambi di trend. Buon studio e buona applicazione di questo straordinario principio del Trading!

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